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Se ami qualcuno dillo, le location nel cuore di Roma del nuovo film con Edoardo Leo

Marco Bonini esordisce alla regia con un film, tratto da un suo precedente romanzo edito da Longanesi, in cui a farla da padrone sono le relazioni familiari e il modo in cui spesso finiscono per complicarsi involontariamente.

Interpretati da un cast eccezionale, di cui fanno parte tra gli altri Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno, i protagonisti di Se ami qualcuno dillo imparano a fare i conti con una mascolinità tossica e l’incapacità di esprimere i propri sentimenti. Lo fanno sullo sfondo di una città almeno all’apparenza imperturbabile, che come unica risposta ai ritmi frenetici e a tratti alienanti della vita di tutti i giorni ha scorci di straordinaria bellezza: le location della pellicola nelle sale dal 16 ottobre 2026 sono gioielli da scoprire.

Di cosa parla

Sergio, il protagonista interpretato da Edoardo Leo, è colto da un malore mentre sta tradendo la compagna e finisce in coma. Quando si risveglia è come un bambino che deve imparare a fare tutto da zero. Da uomo burbero e anaffettivo qual era, convinto che esprimere i propri sentimenti fosse soprattutto per i maschi roba “da fregnoni”, si riscopre una persona sensibile e capace di amare profondamente. Questo non può che lasciare spiazzato chi gli sta attorno, soprattutto la sua famiglia allargata e il figlio Giulio (Biagio Venditti). Le risate e i momenti di goffaggine, ma anche quelli di profonda tenerezza, non mancheranno in questa nuova esistenza di Sergio.

Dov’è stato girato il film

Prodotto da Noname Entertainment, Alea Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, il nuovo film con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno è stato girato a Roma e sul litorale laziale. Soprattutto la scelta della Città Eterna dà alla rinascita di Sergio e al suo nuovo approccio alle proprie emozioni, agli altri e ai loro sentimenti un valore decisamente universale.

Roma

Tra le location di Se ami qualcuno dillo si segnala in particolare l’ex ospedale Carlo Forlanini: è qui che Sergio viene trasportato dopo l’infarto e che si ritrovano l’ex moglie, la nuova compagna e il figlio in attesa di notizie. Dello storico ospedale romano, nato negli Anni Trenta per la cura delle malattie polmonari e da anni ormai dismesso, si riconosce sullo schermo soprattutto l’iconico atrio colonnato con marmi e altorilievi dedicati al valore del lavoro, già utilizzato come set in numerosi film italiani (da C’è ancora domani di Paola Cortellesi ad Adagio di Stefano Sollima).

Altrettanto facile da riconoscere sullo schermo è il Parco degli Acquedotti: uno dei più grandi parchi cittadini (si estende per oltre 240 ettari), famoso per conservare appunto i resti di antichi acquedotti romani e molto frequentato per correre, passeggiare, rilassarsi sulle panchine o al sole o godersi uno spettacolare tramonto. È nelle sue vicinanze che si trova il campetto da calcio dove il figlio di Sergio gioca con gli amici.

Roma: quali sono le location del film "Se ami qualcuno dillo"
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Sono scorci unici quelli del Parco degli Acquedotti

Chi conosce meglio Roma non stenterà a individuare anche i vicoli stretti e i villini Anni Trenta del Quadraro: storico quartiere popolare, oggi tra i più multietnici e gentrificati della città.

Fiumicino

Le scene in spiaggia, quelle della nuova vita in cui Sergio riscopre il piacere delle piccole cose, come una passeggiata sul bagnasciuga con le persone che ama, sono state girate nei pressi di Fiumicino. In alcune inquadrature è possibile riconoscere il molo e il vecchio faro, tra i punti più panoramici della zona.

C'è anche Fiumicino tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bonini con Edoardo Leo
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Il panoramico molo di Fiumicino

Viaggio tra le pietre secolari di Corippo, un minuscolo (ma elegantissimo) borgo in Val Verzasca

È talmente tanto piccolo che, fino a non molto tempo fa, era il comune meno popoloso dell’intero Paese, con una manciata di abitanti e un patrimonio architettonico rimasto straordinariamente fedele alle proprie origini. Il suo nome è Corippo, minuscolo e antico insediamento del Canton Ticino che ora, però, può vantarsi di un qualcosa di decisamente più interessante.

Con le case in pietra grigia che sembrano emergere direttamente dal fianco della montagna e ornate con finestre minute e tetti pesanti (sono talmente tanto vicine che da lontano appaiono quasi come un’unica grande abitazione), è puntellato di graziose scalinate irregolari, balconi di legno anneriti dal tempo e un campanile che supera appena le coperture circostanti. Il tutto su un ripido versante montuoso circondato da boschi e piccoli prati terrazzati, da cui poter posare il proprio sguardo sul fiabesco fondovalle.

Se a metà dell’800 contava circa 300 abitanti, la progressiva emigrazione ridusse ulteriormente la popolazione, tanto che nel 2020 con l’aggregazione dei comuni della Val Verzasca ha perso la propria autonomia amministrativa. Il suo valore storico, invece, era stato riconosciuto già nel 1975, quando il nucleo ricevette una tutela di rilevanza nazionale. Da allora è iniziata una lunga operazione di recupero che ha portato persino alla trasformazione di alcune abitazioni abbandonate in camere d’albergo.

Dove la pietra incontra le fiabe: il Castello di Altenstein è una vera magia della Turingia

Quando si arriva al cospetto del maestoso Castello di Altenstein è praticamente impossibile rimanere indifferenti, e il merito appartiene soprattutto a un duca. La sua facciata si presenta con pietra chiara, ricca di finestre elaborate, timpani sinuosi e piccoli elementi decorativi, tanto che per un attimo pare di trovarsi davanti alla dimora di un aristocratico inglese piuttosto che a una residenza tedesca.

Sì, siamo in Germania e precisamente nella Turingia, per quanto possa sembrare improbabile: persino il paesaggio vuole partecipare a questa particolare rappresentazione, con rocce che emergono improvvisamente dalla vegetazione, ponticelli dall’aspetto romantico e minuscole costruzioni nascoste tra gli alberi.

Il castello, conosciuto anche con il nome tedesco Schloss Altenstein, occupa una posizione panoramica affacciata sulla valle del fiume Werra, con vedute che nelle giornate limpide raggiungono i rilievi del Rhön. La proprietà, tra le altre cose, comprende 160 ettari di parco paesaggistico, uno dei più rilevanti della regione, progettato per trasformare il terreno montuoso in una successione di scenari romantici.

Breve storia del Castello di Altenstein

La costruzione di questo castello della Germania iniziò nel 1736 per mano della famiglia ducale di Sassonia-Meiningen. In origine si trattava di una dimora di campagna, destinata a diventare un luogo di soggiorno particolarmente amato dalla corte. Una trasformazione decisiva avvenne intorno al 1800 per iniziativa del duca Georg I di Sassonia-Meiningen, che scelse Altenstein quale residenza estiva.

Il sovrano desiderava un ambiente che suscitasse emozioni attraverso il paesaggio, per questo vi aggiunse rocce, grotte e vegetazione, a loro volta arricchite da padiglioni, ponti e piccoli monumenti commemorativi. La meraviglia che però possiamo ammirare oggi risale soprattutto alla seconda metà del XIX secolo, quando il duca Georg II promosse un’importante ricostruzione in stile neorinascimentale, quindi ispirata alle grandi residenze signorili inglesi.

Georg II era conosciuto con il soprannome di Theaterherzog, il Duca del Teatro, grazie al suo coinvolgimento diretto nelle produzioni teatrali. Disegnava costumi, progettava scenografie e contribuì alla notorietà della compagnia di corte di Meiningen, influenzando profondamente il teatro europeo. Non a caso, anche Altenstein rispecchiava questa sensibilità artistica.

Il nobile, infatti, impose precise indicazioni al proprio architetto, ottenendo un edificio caratterizzato da timpani curvilinei, bovindi semicircolari, numerosi comignoli e pinnacoli decorativi simili a piccoli obelischi. Durante i soggiorni estivi, la dimora accolse diversi rappresentanti del mondo intellettuale e musicale tra cui Johannes Brahms, il quale vi trascorse alcuni periodi nel 1894 e nel 1895.

Come la maggior parte delle storie più interessanti, però, anche questo affascinante castello della Turingia conobbe una pagina dolorosa nel 1982, quando un incendio distrusse gran parte degli interni storici. I successivi interventi di recupero hanno restituito valore al complesso, entrato nel 1995 nel patrimonio della Fondazione dei Castelli e Giardini della Turingia.

La visita al Castello di Altenstein e cosa vedere nel suo parco

Si viene accolti da una sontuosa facciata neorinascimentale che sfoggia finestre suddivise da sottili elementi lapidei e torrette aggettanti, quasi fosse costruita per essere osservata da più angolazioni. Poi ci sono le terrazze che ospitano aiuole geometriche, alberi ornamentali e raffinate composizioni floreali. Una delle più incantevoli è sicuramente Teppichbeet, un’aiuola a tappeto realizzata annualmente con circa 4.600 piante disposte secondo disegni storici.

L’effetto che si percepisce è quello di un grande ricamo vegetale, con motivi cromatici che risaltano sul prato. Altrettanto caratteristico è il Knotenbeet, un giardino a nodi ispirato alle composizioni ornamentali tradizionali. Allontanandosi dall’edificio, il terreno diventa irregolare, gli alberi si infittiscono e le pareti rocciose prendono il posto delle aiuole ordinate.

Il progetto paesaggistico sfrutta proprio queste differenze, con sentieri, punti panoramici e architetture volutamente collocate in posizioni scenografiche. Tra gli elementi più singolari vale la pena citare il Blumenkorbfelsen, la Roccia del Cesto di Fiori: realizzata per volontà di Georg I, utilizza una guglia rocciosa alta 18 metri sulla cui sommità fu collocato un grande cesto di fiori scolpito nella pietra arenaria.

Ai suoi piedi si trova invece la Greifenbank, una panchina semicircolare decorata con grifoni e un busto commemorativo. Il modello riprende le sedute dell’antica Pompei, particolarmente apprezzate dall’aristocrazia europea durante il periodo del Grand Tour. Non è di certo da meno il Chinesisches Häuschen, il Padiglione Cinese, testimonianza del gusto per le architetture orientaleggianti diffuso nei giardini europei tra ‘700 e ‘800. Poco distante, la Ritterkapelle, o Cappella dei Cavalieri, si rifà invece al romanticismo medievale.

Il percorso comprende anche la Teufelsbrücke, il Ponte del Diavolo, oltre al suggestivo Luisenthaler Wasserfall, una cascata inserita in uno scenario roccioso dall’aspetto quasi alpino. Di notevole interesse è anche l’Altensteiner Höhle, una grotta individuata nel 1799 durante alcuni lavori stradali, per poi essere trasformata in un insolito giardino sotterraneo.

Altensteiner Höhle, Germania
Getty Images
Visitando la misteriosa Altensteiner Höhle

Attualmente gli interni del castello sono chiusi per lavori di restauro, con riapertura prevista dalla Fondazione entro l’estate 2027. Tra le sue mura si trova però il memoriale dedicato a Brahms che comprende lettere autografe, prime edizioni e testimonianze della sua frequentazione della corte ducale. Non mancano di certo stanze magnifiche come la Sala da pranzo storica, ricostruita sulla base di fotografie e documentazioni d’epoca, la Sala delle feste e quella da concerto. Per ultimo (ma non per importanza o bellezza) il Gabinetto Cinese (Chinesisches Kabinett) dedicato alla passione aristocratica per l’arte orientale tra XVIII e XIX secolo.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Altenstein sorge nei pressi di Bad Liebenstein, nel distretto di Wartburgkreis, nella parte occidentale della Turingia.  Per raggiungere la tenuta in automobile si può fare riferimento all’indirizzo Altenstein 8, 36448 Bad Liebenstein. Il parcheggio principale si trova presso il Waldhaus, a circa 250 metri dall’edificio che ospita il centro visitatori, il Hofmarschallamt.

Chi opta per i mezzi pubblici può utilizzare la linea di autobus 41, con fermata Altenstein, oppure la linea 196 fino a Steinbach, Glasbachstraße. La disponibilità limitata di posti auto, infatti, rende consigliabile valutare il trasporto pubblico, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza.

La visita può essere abbinata alla cittadina termale di Bad Liebenstein e agli itinerari naturalistici della Foresta di Turingia. Per Altenstein, tuttavia, vale la pena riservare diverse ore: dietro la facciata di una residenza aristocratica si nasconde infatti un intero paesaggio progettato per sorprendere.

Perché Rovereto è la gemma nascosta del Trentino secondo l’omaggio del Times

Il Times ha raccontato ai suoi lettori una cittadina che, anche tra noi italiani, in pochi conoscono: Rovereto, nella Vallagarina, a circa un’ora di treno da Verona. Con i suoi circa 40.000 abitanti, si gira comodamente a piedi, senza andare di fretta, e unisce arte, scienza, storia e buon vino, sorprendendo i visitatori con il suo carattere alpino e moderno.

Chiamata anche “Città della Quercia” o “del Rovere”, nel 1769 ospitò il primo concerto di Mozart durante il suo Grand Tour e, soprattutto dopo l’estate, quando ciclisti ed escursionisti sono ormai partiti, sembra quasi di averla tutta per sé, tra vicoli acciottolati, piazzette dove rallentare bevendo un caffè e palazzi dalle facciate di gusto veneziano.

Cosa vedere a Rovereto tra memoria e arte moderna

Sopra la città si alza il Castello di Rovereto, che ospita il Museo Storico Italiano della Guerra. Le sale raccontano soprattutto i durissimi combattimenti avvenuti in montagna tra l’Italia e l’impero austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, al termine della quale Rovereto passò dagli Asburgo all’Italia. Secondo il Times, però, la salita varrebbe già solo per il panorama dai bastioni: tetti medievali, boschi e montagne, in un paesaggio paragonato a un dipinto di Albrecht Dürer.

Il tema della memoria si trova anche sulle colline a sud del centro. Qui vedrete due luoghi visitabili gratuitamente: l’Ossario di Castel Dante, che custodisce i resti di oltre 20.000 soldati di diverse nazionalità, e la Campana dei Caduti, che ogni sera suona cento rintocchi in ricordo di chi ha perso la vita durante i combattimenti.

Poi c’è la Rovereto dell’arte dove il MART, tra i più grandi musei d’arte moderna d’Italia, offre 12.000 metri quadrati di spazi espositivi e una cupola in acciaio e vetro ispirata al Pantheon. Una presenza quasi surreale in una città così piccola. Con lo stesso biglietto si visita la Casa d’Arte Futurista Depero, dove Fortunato Depero ha trasformato un’intera casa in un’esplosione di colori, tra mosaici, arredi, arazzi, giocattoli e le celebri pubblicità create per il brand Campari.

Interni del MART di Rovereto
iStock
La cupola in vetro e acciaio del MART

Castel Beseno e i sapori della Vallagarina

A chiunque visiti Rovereto, il Times consiglia di fare tappa anche a Castel Beseno, una fortezza arroccata su un colle tra Rovereto e Trento, a guardia della Vallagarina.

Rientrati in città, c’è tutto il tempo per scoprire una cucina che unisce tradizione italiana e influenze alpine. Nel pomeriggio non può mancare una fetta di strudel con il caffè, uno dei classici irrinunciabili del Trentino. A tavola, il Times consiglia di assaggiare i ravioli di zucca, morbidi e delicati, e i piatti di carne della tradizione, come la guancia di maiale brasata al vino rosso o le costolette d’agnello alla griglia.

Per un pranzo più veloce bastano un tagliere di salumi locali, qualche bruschetta e un buon risotto. E per chiudere il viaggio senza troppe pretese, anche una semplice pizza in mezzo alle famiglie del posto diventa parte dell’esperienza.

Ecco perché, per il Times, Rovereto è una gemma nascosta: spesso rimane all’ombra di Trento e del Lago di Garda, eppure in pochi giorni regala più di quanto ci si aspetti.

In Alto Adige torna il Trenatale del Renon: un viaggio da fiaba tra due mercatini di Natale

Se stai pensando a una breve vacanza per vivere l’Avvento in Alto Adige, sappi che da oggi puoi farlo in maniera diversa dal solito, lontano dalla folla dei mercatini più grandi e immerso in un’atmosfera più raccolta. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 torna il Trenatale del Renon, il mercatino natalizio che unisce due località dell’altopiano, Soprabolzano e Collalbo, grazie allo storico Treno del Renon.

Il filo conduttore è proprio il viaggio: da una parte la piazza della stazione di Soprabolzano, dall’altra il centro di Collalbo, con casette che richiamano la forma dei vagoni ferroviari, artigianato locale, specialità altoatesine, musica e appuntamenti dedicati anche ai bambini. Il tutto, dunque, con l’intento dichiarato di ricreare e mantenere un’atmosfera più tranquilla e tradizionale rispetto ai grandi mercatini natalizi, puntando su prodotti del territorio e su un’esperienza più lenta.

Il Trenatale del Renon tra Soprabolzano e Collalbo

Il Trenatale si sviluppa in due punti distinti dell’altopiano. A Soprabolzano le bancarelle si trovano nella piazza della stazione del Treno del Renon, mentre a Collalbo il mercatino anima il centro del paese. A collegarli è proprio il trenino, utilizzato normalmente come mezzo di trasporto pubblico e trasformato durante l’Avvento in parte integrante dell’esperienza.

Trenatale, bancarelle
Ufficio Stampa
Le bancarelle tradizionali locali

Tra gli stand si trovano prodotti artigianali, decorazioni, lavori a maglia, ceramiche, candele, pane e dolci tradizionali, insieme a specialità gastronomiche e bevande calde. A Collalbo, per esempio, sono annunciati espositori con salumi, miscele di erbe, articoli fatti a mano, prodotti da forno e ceramiche realizzate con tecnica Raku. Il programma musicale definitivo, invece, è ancora in fase di definizione, ma sono previsti concerti e musica natalizia nelle due località, oltre ad attività pensate per le famiglie.

Date, orari e come arrivare

L’edizione 2026-2027 del Trenatale è in programma dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, ma non è aperta tutti i giorni. Generalmente il mercatino accoglie i visitatori il venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, con aperture aggiuntive in alcune giornate festive e durante il periodo natalizio. Tra queste figurano il 7 e l’8 dicembre, il 23, 26, 27 e 28 dicembre e il 2 e 3 gennaio.

Per raggiungerlo, da Bolzano è possibile utilizzare la Funivia del Renon, che porta a Soprabolzano. Da qui si prosegue con il Treno del Renon verso Collalbo. Per il 2026 sono indicati, salvo modifiche, 8,50 euro per una corsa singola in funivia e 13,50 euro andata e ritorno, mentre il treno costa 5,50 euro per una corsa singola e 8,50 euro andata e ritorno. È disponibile anche un biglietto combinato funivia più treno da 12,50 euro solo andata oppure 20,50 euro andata e ritorno.

Più che un semplice mercatino, il Trenatale punta quindi sul percorso stesso: salire sull’altopiano, attraversare il paesaggio in treno e fermarsi tra due piccoli borghi illuminati per l’Avvento. Una ricetta che rende l’esperienza particolarmente adatta a chi cerca un Natale più raccolto, con ritmi lenti e atmosfera di montagna.

Dal tartufo alle mele, dal Lugana all’olio: 10 sagre ed eventi imperdibili nel weekend dal 16 al 18 ottobre

Una caccia al tesoro per scovare un formaggio segreto, una cena itinerante di cantina in cantina e una svendita di zucche al “peggior offerente”: questo weekend l’autunno ha in serbo una varietà incredibile di eventi e di sagre da raggiungere. Tra borghi, piazze e frantoi, si impastano strudel, si assaggia l’olio nuovo e si incontrano gli antichi guardiani delle vigne, mentre i funamboli camminano sospesi sopra il centro storico.

Noi di SiViaggia abbiamo selezionato 10 feste e sagre imperdibili del weekend dal 16 al 18 ottobre 2026, da Nord a Sud dello Stivale.

Le città con i migliori trasporti pubblici al mondo secondo chi le vive: la classifica 2026

Un viaggio di più giorni in una metropoli o un city break in una città possono trasformarsi in un incubo se i trasporti pubblici non funzionano al meglio.

Tra metropolitane puntuali, coincidenze che funzionano e pass unici che permettono di spostarsi su più mezzi, quando il trasporto pubblico è ben organizzato anche il viaggio diventa più piacevole. Ma quali sono le città dove autobus, treni e tram sono più efficienti? A svelarlo è la nuova classifica di Time Out, che ha chiesto a oltre 24.000 residenti di valutare i mezzi pubblici del luogo in cui vivono. Chi meglio di coloro che si spostano quotidianamente da un lato all’altro della città può infatti suggerire dove i trasporti sono migliori? La graduatoria raccoglie le 20 città con la più alta percentuale di giudizi positivi (per avere una panoramica globale, è stata inclusa una sola città per ciascun Paese).

Lucas Pavanetto, Veneto: “Siamo la prima regione d’Italia in termini turistici”

Con un bilancio che sfiora i 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, il Veneto si riconferma saldo al vertice del turismo italiano. Un primato importante che la regione sceglie di non tradurre in una mera corsa alle quantità, bensì in una strategia orientata alla qualità dell’accoglienza, al valore della spesa del visitatore sul territorio e alla gestione dei flussi.

Dalla valorizzazione delle 17 DMO (Destination Management Organization) all’offerta integrata tra mare, montagna, colline e città d’arte, la priorità è oggi guidare la destagionalizzazione per offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo della regione Veneto. Nell’intervista ci ha illustrato i dati positivi della stagione estiva, la presentazione della nuova rete di 13 cammini certificati — un’opportunità straordinaria per far vivere l’entroterra e ripopolare i borghi meno noti — e i piani per il rilancio in chiave wellness del polo termale tra i più grandi d’Europa.

Vogliamo commentare il primato del turismo della Regione Veneto,la regione più turistica d’Italia?

Abbiamo chiuso il 2025 con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, quindi siamo la prima regione d’Italia in termini turistici e oggi festeggiamo questo dato, naturalmente, anche con la consapevolezza di dover far meglio. Chiaramente, lo dico subito, il nostro interesse non è quello di raddoppiare i numeri, quindi in termini di quantità, ma quello di affiancare ai numeri della quantità la qualità del turista che viene. Quindi, l’attenzione non è solo su quanto una persona alloggia da noi e quanti ne arrivano poi alla fine durante l’anno, ma è anche quello che poi spendono e lasciano sul territorio in termini di consumo e penso che questo sia una delle priorità che hanno tutte quante le regioni che vivono di turismo.

Quest’estate, a maggio, abbiamo raggiunto intorno ai 5,8 milioni di presenze, ed è già un buon dato, in termini generali, il che significa che l’estate è andata molto bene. Abbiamo un +10% soltanto sul mese di maggio. Abbiamo preso quel mese di riferimento, a differenza di luglio e agosto perché sappiamo benissimo che sono quei mesi in cui quel termine che noi cerchiamo di utilizzare che è destagionalizzazione o destagionalizzare, che implica per noi una stagionalità che poi limita chi va a lavorare nel settore turistico e cerchiamo di ragionare su città turistiche che vivono tutto l’anno, che è un po’ anche quel messaggio che ha lanciato il ministro Mazzi durante una riunione con gli assessori.

Quindi, insomma, una buona estate quest’anno, un buon trend di crescita e poi aspettiamo la fine dell’anno perché ricordiamo che molte delle realtà sulle quali abbiamo investito, con il periodo autunnale, ma soprattutto con il periodo invernale e quello del Natale, oggi fanno dei numeri che poi nel budget totale naturalmente garantiscono un buon risultato.

Al TTG quest’anno presentate qualche novità?

Sì, quest’anno al TTG abbiamo presentato i Cammini. Quindi 13 cammini, 5.400 km di cammini in Veneto che fanno oggi la nostra regione, anche qui leader in termini di iniziative. Cammini che non sono quelli legati alla religione o comunque al sacro, ma sono cammini che hanno diverse sfumature. Abbiamo il cammino legato a Rigoni Stern, quindi un cammino culturale, il cammino invece della Grande Guerra, che è quello che passa nel Vicentino, il cammino enogastronomico, che è quello delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene DOCG quindi parliamo anche di Patrimonio UNESCO in questo caso, ma molto legato a un prodotto che è un fiore all’occhiello della nostra economia.

Molti altri cammini si stanno naturalmente evolvendo, oltre al primo che è la Treviso-Ostiglia, giusto per ricordarne uno, abbiamo certificato questi 13 cammini proprio per l’importanza che deve avere un cammino, quindi un servizio a 360 gradi per l’ospite. Oggi, non è più il pellegrino che fa questo tipo di attraversamento, ma è anche un turista che cerca l’open air, che cerca il relax, che cerca di taccare la spina. Tra l’altro, dai dati che sono venuti fuori, i cammini hanno una prevalenza di partecipazione femminile rispetto a quella maschile, quindi ci sono già c’è già un trend…

Poi c’è una serie di servizi che vengono agevolati, che è quella dell’esperienza. Chi fa un cammino non ha bisogno, dell’autogrill da stazione, ma ha bisogno di quel vecchio alimentari che magari è rimasto chiuso, ma che oggi è stato riaperto e che offre un servizio non solo alle persone del cammino, ma fa rivivere anche una comunità che rischiava di sparire con lo spopolamento dei piccoli Comuni. Ecco, questo è fondamentale. Oggi noi, dei 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi del 2025, l’80% lo facciamo in venti località, quindi significa che tutti quei cammini che attraversano territori che non sono prevalentemente turistici possono vivere di turismo e hanno un grandissimo potenziale.

Lei ha detto una parola chiave: trend. Su cosa puntate nei prossimi anni per destagionalizzare e per evitare l’overtourism?

Allora, diciamo che con la nascita delle OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione), delle DMO che adesso prendono forma, ce ne sono 17 in Veneto, noi non parliamo più di singola realtà turistica che riesce a fare i grandi numeri — abbiamo dei player sul campo che fanno sei milioni di presenze in un Comune da 13.000 abitanti, se penso a Cavallino, se penso a Jesolo, se penso a Caorle —, ma abbiamo una costa che va ragionata in termini proprio di Costa Veneziana che parte dal Delta del Po e arriva fino a Bibione e che fa oltre quasi 40 milioni di presenze. Abbiamo il Lago di Garda che ne fa altrettanti, abbiamo le Dolomiti, abbiamo le colline, abbiamo le città d’arte che poi fanno la gran parte dei risultati. Per noi oggi è fondamentale avere un’organizzazione che possa gestire questo, ma che possa anche offrire al turista, proprio perché non ci sia poi l’overtourism di un singolo luogo, ma che possa essere l’opportunità di frequentare un luogo molto più ampio, facendo vivere anche il territorio dell’entroterra, che magari spesso e volentieri viene dimenticato, oppure quello della cinta di una grande città culturalmente preparata, che può essere Verona, che può essere Venezia, che può essere Padova, ma che può offrire molto. La Regione del Veneto, con la giunta attuale, ha avviato un rilancio in particolar modo di quello che è la parte delle terme e dei colli, dove all’interno ci sono i cammini, ci sono la parte del turismo termale e delle terme in senso anche sanitario, che sono le terme tra le più antiche d’Europa, tra l’altro il polo termale più grande d’Europa, che oggi deve vivere di nuova vita e quindi, accanto a quello che era la salute di un tempo, va messo quello che è il benessere, la bellezza piuttosto che il relax e il wellness più in senso ampio.

The Diplomat 4, le splendide location italiane della nuova stagione

Parlando alla stampa della nuova stagione di The Diplomat, la showrunner Deborah Cahn già tempo fa aveva annunciato che ci sarebbero state grandi sorprese. Chissà che tra queste non includesse anche le location di The Diplomat 4: il ritorno attesissimo del political drama, dal 15 ottobre 2026 su Netflix, è segnato infatti da un cambio di ambientazioni, che tra pittoresche vie di un centro storico medievale, imponenti palazzi storici e raffinate ville aristocratiche non potrà certo passare inosservato.

I fan nostrani della serie, in particolare, saranno entusiasti di sapere che tra i luoghi dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat ce ne sono anche di italiani: scopriamo quali sono.

Di cosa parla

Alla fine della terza stagione, dopo la morte del presidente degli Stati Uniti e l’elezione alla Casa Bianca della vicepresidente Grace Penn (il personaggio per cui Allison Janney è stata premiata agli Emmy come Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica), Kate Wyler, la protagonista interpretata da Keri Russell, aveva assunto un ruolo sempre più centrale nella politica americana: per la diplomatica si profilava, infatti, la vicepresidenza. Questo aveva contribuito a mettere in crisi il rapporto col marito, Hal Wyler (Rufus Sewell), già profondamente incrinato da conflitti, risentimenti, gelosie, ambizioni contrastanti.

The Diplomat 4 riparte da qui e, come recita la sinossi ufficiale di Netflix, da «un evento catastrofico [che] infrange la fragile pace mediata da Kate Wyler tra Stati Uniti e Regno Unito» e rischia di portare all’autodistruzione non uno ma ben due matrimoni.

Arriva su Netflix l'attesissima quarta stagione di "The Diplomat"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “The Diplomat 4”

Dov’è stata girata la serie

A quelle consuete, tra Londra e New York, nella quarta stagione di The Diplomat si aggiungono location tutte italiane. La produzione ha scelto la Toscana, infatti, per girare alcune scene chiave della stagione: quelle di un vertice informale tra rappresentanti del G7.

Lucca

Tra maggio e giugno 2026, nel centro storico di Lucca sono comparse prima insegne con la scritta “Lucca welcome – G7 Italia” e poi attrezzature e troupe che erano senza dubbio quelle di una grossa produzione. La maggior parte delle riprese sono state effettuate tra piazza Napoleone, Porta San Pietro, Piazza San Frediano, Piazza Anfiteatro, Piazza Guidiccioni e via Sant’Andrea: il cuore medievale della città che, a ogni angolo, nasconde gioielli unici d’arte e d’architettura.

C'è anche Lucca tra i luoghi dov'è stata girata "The Diplomat 4"
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Il centro storico di Lucca è un tesoro

In diverse inquadrature è facile riconoscere Palazzo Ducale: l’imponente edificio di origine trecentesca che per secoli è stato una dimora aristocratica e oggi ospita gli uffici della prefettura e dell’amministrazione provinciale, oltre che diverse esposizioni.

Lucca: quali sono le location di "The Diplomat 4"
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Lo storico Palazzo Ducale

Villa Reale di Marlia (Capannori)

Tra le location di The Diplomat 4 ci sarebbe anche Villa Reale di Marlia: appena fuori da Lucca, nel comune di Capannori, è una delle dimore storiche più eleganti d’Italia. Abitata per un periodo anche dalla sorella di Napoleone, Elisa Bonaparte Baciocchi, è famosa per i sedici ettari di giardini barocchi che la circondano oltre che per vere chicche in stile rinascimentale come la Palazzina dell’Orologio, il Teatro dell’acqua e quello di Verzura.

Altre location

Ci sono altri luoghi in Toscana dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat: la serie Netflix del resto ha ricevuto il supporto della Film Commission regionale. Si segnalano in particolare Prato e la provincia di Firenze, dove la produzione avrebbe scelto soprattutto studi di registrazione e basi operative.

La nuova stagione di "The Diplomat" è girata anche in Italia
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena dalla quarta stagione di “The Diplomat”

Lo specchio d’acqua delle Alpi che sembra dipinto a mano: l’affascinante Lago di Lunz

Chi vive in zona, per la precisione nel piccolissimo villaggio di Lunz am See, lo chiama affettuosamente Meer der Lunzer, ovvero il loro mare. La realtà, però, è ben diversa: per attraversarlo da una sponda all’altra basterebbero appena 500 metri. Siamo nella Bassa Austria, ai piedi del massiccio del Dürrenstein, in un angolo delle Alpi dell’Ybbstal. E proprio qui il Lago di Lunz (Lunzer See in lingua locale) incanta con la sua presenza tanto imponente quanto silenziosa.

Del resto, questo è l’unico lago naturale balneabile della regione, uno specchio d’acqua di 68 ettari incastonato tra rilievi ricoperti di boschi.
Con l’arrivo dell’autunno, sono soprattutto i faggi a cambiare il volto delle sue rive. Le chiome assumono sfumature ramate, il sottobosco si riempie di foglie e il verde scuro delle conifere risalta tra i versanti ormai dorati. Nelle mattine più fredde, una leggera foschia può trattenersi sulla superficie, mentre dalla sponda meridionale il sentiero attraversa tratti di foresta che lasciano intravedere l’acqua soltanto attraverso aperture nella vegetazione.

Origine e formazione del Lago di Lunz

Sì, il Lago di Lunz è un vero e proprio gioiello dell’Austria, e questo è dovuto anche al fatto che la sua storia è iniziata migliaia di anni fa, ovvero quando le glaciazioni interessavano ampie porzioni delle Alpi. C’erano delle enormi masse di ghiaccio che avanzavano lentamente attraverso le vallate, esercitarono una pressione considerevole sulle rocce.

Il bacino del Lunzer See è quindi il risultato dell’erosione glaciale. Il lago appartiene inoltre a un sistema idrografico formato da tre bacini collegati tra loro: il più elevato è l’Obersee, situato a 1.113 metri, seguito dal Mittersee, a circa 766 metri, e infine dal Lunzer See, chiamato anche Untersee, ossia lago inferiore.

L’acqua scende dai bacini montani attraverso il Seebach, un corso d’acqua che alimenta il lago principale e prosegue verso il fiume Ybbs. Siamo perciò al cospetto di un continuo ricambio idrico che contribuisce alle caratteristiche del suo ecosistema, che non a caso è anche oggetto di studi scientifici da oltre 100 anni.

Già nel 1905, infatti, Lunz divenne un importante centro di ricerca limnologica, la disciplina dedicata allo studio delle acque interne. Oggi questa tradizione prosegue attraverso il WasserCluster Lunz, un istituto scientifico che approfondisce laghi, fiumi e ambienti acquatici.

Visitare il Lago di Lunz

Il Lago di Lunz è adatto anche a una gita di mezza giornata, in quanto si si presta perfettamente per un’escursione di poche ore. Ciò non toglie che dedicargli più tempo faccia sì che si possano apprezzare anche le sue particolarità meno evidenti. Il punto di partenza più pratico è la sponda occidentale, nei pressi del lungolago, tra parcheggi, piccoli locali e servizi turistici.

Durante l’autunno il movimento dei mesi estivi lascia spazio a un’atmosfera più in intima. Sulle sue rive sono infatti presenti delle panchine che, in questa stagione, si rivelano punti privilegiati per osservare il paesaggio, mentre le temperature fresche invitano a esplorare i sentieri che attraversano il bosco.

A disposizione dei visitatori c’è un percorso circolare che misura circa 4,8 chilometri. È assolutamente fattibile poiché presenta un dislivello di appena 33 metri. Partendo dalla sponda occidentale in senso antiorario, il tracciato sale leggermente lungo una stradina asfaltata, per poi trasformarsi in un sentiero di ghiaia. Poco dopo, la vegetazione diventa più fitta e il bosco sembra avvolgere il percorso.

Va detto che questo è probabilmente il tratto più affascinante durante l’autunno, con le foglie che ricoprono il terreno e i rami che formano una sorta di galleria naturale. Non mancano deviazioni che conducono direttamente alla riva, mentre ci si può prendere qualche minuto per fermarsi a osservare davanti ai propri occhi lo spettacolo (emozionante) delle montagne.

Proseguendo, il tracciato attraversa un ponte e raggiunge l’altra sponda. Da questo punto il paesaggio si apre maggiormente, regalando vedute panoramiche in grado di emozionare. Il ritorno segue in parte la strada che costeggia il lago, con scorci particolarmente belli nelle giornate soleggiate.

Tra le particolarità architettoniche del Lunzer See vale la pena citare la Seebühne. Si tratta di una struttura multifunzionale inaugurata nel 2004 e progettata dall’artista austriaco Hans Kupelwieser, con la collaborazione dello studio werkraum Wien. Ma perché è così particolare? La risposta è molto interessante: durante il giorno, parte della struttura funziona da piattaforma per prendere il sole e accedere all’acqua; in occasione degli spettacoli, invece, si trasforma in un teatro all’aperto, con una platea coperta e un palcoscenico galleggiante.

Possiede infatti un sistema meccanico che consente alla copertura di sollevarsi, mentre la piattaforma scenica può essere abbassata sotto la superficie durante l’inverno per proteggerla dalla pressione del ghiaccio. La Seebühne ospita anche il festival musicale wellenklänge, durante il quale le esibizioni si svolgono davanti allo scenario naturale delle montagne e del lago.

Per chi desidera prolungare l’esplorazione, dal Lunz parte l’itinerario dei tre laghi, un percorso di quasi 19 chilometri che richiede più o meno 6 ore e raggiunge anche il Mittersee, che si trova in un ambiente boschivo particolarmente suggestivo, e l’Obersee, uno specchio d’acqua verde intenso circondato da rilievi rocciosi.

Va però specificato che nel pieno dell’autunno le giornate più corte e le possibili nevicate in quota richiedono maggiore prudenza. Durante l’estate, invece, il lago si trasforma in una vera e propria meta balneare, con tanto di lido attrezzato dotato di 4.000 m² di prato, trampolino per i tuffi e servizi per le famiglie.

Tra maggio e giugno, inoltre, nei prati della regione fioriscono migliaia di narcisi bianchi, mentre in inverno il paesaggio assume tonalità completamente diverse: la sua superficie può ghiacciare durante le ondate di freddo più intense. Merita una visita anche il vicino abitato di Lunz am See, un paese alpino legato storicamente alla lavorazione del ferro e alla cultura montana del Mostviertel.

Dove si trova e come arrivare

L’incantevole Lago di Lunz (che in autunno pare davvero dipinto a mano) si trova a Lunz am See, nella parte sud-occidentale della Bassa Austria, nel distretto di Scheibbs. Per raggiungerlo in automobile da Vienna, Linz o Salisburgo si può percorrere l’autostrada A1, uscendo a Ybbs an der Donau e proseguendo lungo la strada B25 in direzione di Lunz am See.

Lunzer See, Austria
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Il Lunzer See visto dall’alto

Chi preferisce utilizzare i mezzi pubblici può raggiungere in treno Scheibbs oppure Waidhofen an der Ybbs, proseguendo successivamente in autobus verso Lunz am See. È opportuno verificare gli orari delle coincidenze, soprattutto nei fine settimana e durante la bassa stagione.

C’è una scacchiera gigante scavata nella terra, tutta popolata di liquidi colorati: le Concerie di Fès

Tenetevi bello stretto il ramoscello di menta fresca che vi daranno poco dopo l’ingresso, perché il vapore acre che sale verso l’alto, carico di ammoniaca, lime e calce viva, è inizialmente molto fastidioso. Chi vince la prima barriera olfattiva, però, scopre una scacchiera gigante scavata nella terra, popolata da centinaia di vasche di pietra colme di liquidi colorati. Decine e decine di vasche circolari si stringono le une alle altre, in un vero e proprio mosaico di tonalità che vanno dal bianco all’arancione, mentre in mezzo uomini con le gambe immerse fino alle ginocchia sollevano pesanti pelli bagnate. Tutto avviene sotto il sole e tra mura decisamente molto antiche.

Siamo arrivati alle Concerie di Fès, in Marocco, uno dei luoghi più particolari dell’Africa settentrionale, e quello che si osserva è un mestiere tramandato da circa 1.000 anni. A renderlo ancora più sorprendente è il contrasto con il resto della città: poco distante, nei vicoli della medina, i mercanti espongono babbucce ricamate, borse e giacche di pelle morbida, mentre nelle concerie si assiste alla parte più faticosa della loro produzione, anche perché la lavorazione della pelle avviene esattamente con gli stessi metodi usati durante il Medioevo (sì, viene rifiutato qualsiasi macchinario moderno).

Breve storia delle concerie di Fès, tra tradizioni e racconti antichi

Fès è una sorprendente città del Marocco che venne fondata tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo dalla dinastia degli Idrisidi. Il suo sviluppo fu rapidissimo, tanto da diventare in poco tempo un importante centro religioso, commerciale e culturale frequentato da mercanti in arrivo dal Mediterraneo, dall’Africa subsahariana e dall’Oriente.

La lavorazione delle pelli rappresentava già nel Medioevo una delle attività più redditizie: artigiani e maestranze contribuirono alla diffusione di conoscenze tecniche che permisero alla produzione conciaria di raggiungere mercati anche piuttosto lontani. I manufatti realizzati a Fès, del resto, erano apprezzati per la qualità dei materiali e per la raffinatezza delle finiture.

Durante il periodo almohade, tra il XII e il XIII secolo, la lavorazione si consolidò ulteriormente. Sotto i Merinidi, la prosperità commerciale favorì lo sviluppo delle corporazioni artigiane, con mestieri organizzati in quartieri specializzati. Intorno a questi laboratori si sono inevitabilmente tramandati racconti legati all’abilità dei conciatori e al valore del loro mestiere.

Più che a leggende fantastiche, la loro fama appartiene alla memoria collettiva di Fès, costruita attraverso generazioni di famiglie che hanno custodito ricette, gesti e conoscenze professionali. Nel XXI secolo sono stati eseguiti interventi di restauro, particolarmente importanti per Chouara (la conceria più famosa della città), finalizzati alla conservazione delle strutture storiche e al miglioramento delle condizioni igieniche e lavorative.

Cosa vedere e funzionamento della visita alle concerie di Fès

Il colpo d’occhio più famoso (e forse anche il più incredibile) appartiene alla Conceria Chouara che è, tra l’altro, la maggiore tra quelle tradizionali ancora attive nella medina. Dall’alto, le vasche sembrano formare un mosaico irregolare, incastrato tra edifici color ocra, muri consumati e terrazze cariche di pelli stese ad asciugare.

I cortili sono aperti per garantire luce e ventilazione, mentre le vasche in pietra e muratura (spesso circolari o poligonali) sono disposte a stretto contatto per sfruttare lo spazio disponibile. Intorno ci sono magazzini, botteghe e locali destinati alle diverse fasi della produzione.

Una volta che si varca l’ingresso è quasi inevitabile non rimanere fermi a osservare il duro processo di lavoro che va in scena praticamente tutti i giorni (o quasi). Prima di diventare una borsa o un paio di babbucce, infatti, le pelli di capra, pecora, bovino e dromedario devono affrontare una lavorazione lunga e fisicamente impegnativa. Si comincia con la pulizia delle pelli grezze, immerse in vasche contenenti acqua, calce e altre sostanze tradizionalmente utilizzate per favorire la rimozione dei peli e dei residui organici. Seguono ulteriori trattamenti, tra cui l’impiego di escrementi di piccione, particolarmente noti nella tradizione conciaria di Fès per la loro funzione ammorbidente.

È proprio quest’ultimo ciclo che produce parte dell’odore acre che caratterizza il luogo. Gli artigiani lavorano a diretto contatto con i liquidi, utilizzando mani, piedi e strumenti semplici per trattare le superfici e prepararle alle operazioni successive. La concia vera e propria serve a stabilizzare le fibre della pelle, rendendola resistente e durevole.

Arriva poi il momento più spettacolare, ovvero quello della tintura: le vasche assumono tonalità differenti grazie ai pigmenti utilizzati. Tra i coloranti tradizionali ci sono l’indaco per il blu, l’henné per le sfumature aranciate, il papavero per il rosso e lo zafferano per il giallo. Le pelli vengono impregnate di colore, lavorate ripetutamente e successivamente lasciate asciugare al sole.

Oltre alla Chouara, in giro per questa instancabile città resistono allo scorrere del tempo anche altri laboratori storici:

  • Sidi Moussa: nel quartiere Guerniz, mantiene un impianto più raccolto, con vasche distribuite in maniera irregolare. La sua antichità è testimoniata dalle cronache medievali.
  • Ain Azliten: di dimensioni inferiori e generalmente meno frequentata dai turisti. Anche in questo caso, l’attività conciaria continua a rappresentare un elemento dell’identità artigianale cittadina.

La visita alle concerie avviene nella maggior parte dei casi dalle terrazze dei negozi di pelletteria che circondano i cortili. Inizialmente, quindi, si attraverso ambienti pieni di borse, pouf, cinture e giacche, per poi salire delle scale (sì, talvolta sono ripide) fino ai punti panoramici.

Conceria Chouara, Marocco
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La vista dalla terrazza della Conceria Chouara

Ed è durante questo percorso finale che i commercianti consegnano spesso un rametto di menta fresca da tenere vicino al naso, un piccolo espediente per attenuare la percezione degli odori provenienti dalle vasche. Solitamente l’accesso alle terrazze è gratuito, ma viene richiesta o apprezzata una piccola mancia, mentre l’acquisto di prodotti esposti nei negozi rimane facoltativo (un piccolo consiglio: chiarite in anticipo questo aspetto con chi vi accoglie all’ingresso).

Dove si trovano e come arrivare

Le concerie si trovano all’interno della medina di Fès el-Bali, nella parte storica della città. La Chouara sorge nel quartiere di Blida, più precisamente nei pressi del corso dell’Oued Fès e a breve distanza dalla zona di Place Seffarine. L’ultimo tratto deve essere percorso a piedi, poiché le strette strade del centro storico sono in gran parte inaccessibili alle automobili. Partendo dagli ingressi principali della medina, è possibile seguire le indicazioni per Chouara oppure affidarsi a una guida locale autorizzata.

Per quanto riguarda il periodo della visita, primavera e autunno presentano generalmente temperature più gradevoli rispetto all’estate, quando il caldo può rendere gli odori ancora più intensi. L’attività degli artigiani e gli orari dei negozi possono variare, soprattutto durante il Ramadan e nelle giornate festive.

I mercatini di Natale a Merano e Castel Tirolo trasformano l’Alto Adige in una favola

Casette di legno, profumo di vin brulé, montagne sullo sfondo e luci che trasformano anche una semplice passeggiata in qualcosa di speciale. Tra Merano e Castel Tirolo tornano due degli appuntamenti più suggestivi dell’Avvento, perfetti per chi ama curiosare tra le bancarelle, scoprire piccoli tesori artigianali e concedersi una pausa dal ritmo di tutti i giorni. Da una parte c’è Merano, con il suo centro vestito a festa, gli artigiani all’opera e un parco luminoso dedicato a Sissi. Dall’altra Castel Tirolo, dove il mercatino si trasferisce tra mura medievali, cori e antiche tradizioni. Due atmosfere diverse, a pochi chilometri di distanza. E parecchi buoni motivi per organizzare un weekend natalizio.

Mercatini di Natale a Merano

A Merano le casette si affacciano sulle passeggiate lungo il Passirio, le piazze cambiano volto e il centro diventa un continuo viavai di persone a caccia di regali, dolci tipici e qualcosa di caldo da bere. Ma i Mercatini di Natale di Merano 2026 non puntano soltanto sulle classiche bancarelle. Quest’anno c’è spazio anche per chi vuole vedere come nasce un oggetto artigianale, mentre poco fuori dal centro torna LUMAGICA, con installazioni luminose e un viaggio nella storia dell’imperatrice Sissi.

Date

I Mercatini di Natale di Merano 2026 saranno aperti dal 26 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, con inaugurazione giovedì 26 novembre alle ore 17. La manifestazione si svolgerà tra Passeggiata Lungo Passirio, a piazza Terme e in altri angoli del centro storico, tra cui piazza della Rena.

Il programma

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda c’è la Stube dell’Artigianato, uno spazio dedicato alle lavorazioni manuali e ai piccoli produttori locali che alternano lavorazioni in feltro, creazioni in legno, ceramiche e accessori realizzati a maglia, oltre a oggetti nati dal recupero di materiali di uso quotidiano.

E quando arriva sera? A pochi minuti dal centro, i Giardini di Castel Trauttmansdorff cambiano completamente look. Dal 19 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 torna infatti LUMAGICA, il parco luminoso che quest’anno sceglie come protagonista Sissi, l’imperatrice Elisabetta d’Austria, legata alla storia di Merano. La terza edizione propone un vero e proprio viaggio nel tempo. Lungo il percorso, installazioni luminose, effetti sonori e postazioni interattive ripercorrono suggestioni e atmosfere dell’epoca imperiale. Il risultato promette di essere decisamente scenografico, tra richiami al passato e giochi di luce contemporanei.

LUMAGICA, l'evento natalizio a Merano
Ufficio Stampa
Torna l’incanto di LUMAGICA nel periodo di Natale

Mercatini di Natale a Castel Tirolo

L’Avvento a Castel Tirolo 2026 torna a trasformare l’antico maniero che domina la conca meranese in un piccolo mondo natalizio. Niente scenografie costruite per l’occasione: bastano le mura di pietra, le botteghe artigiane e il panorama sulle montagne a rendere l’esperienza memorabile.

Date

I Mercatini di Natale a Castel Tirolo 2026 si svolgeranno dal 27 al 29 novembre e dal 5 all’8 dicembre dalle 11 alle 18; la manifestazione si terrà all’interno di Castel Tirolo, raggiungibile dal centro del paese attraverso una passeggiata panoramica.

Castel Tirolo e il suo mercatino di Natale
Ufficio Stampa
Il mercatino natalizio da scoprire a Castel Tirolo

Il programma

Il bello dell’Avvento a Castel Tirolo è che non serve correre da un’attrazione all’altra. Il programma ruota attorno alle tradizioni altoatesine, con artigiani che espongono le proprie creazioni, musica dal vivo e specialità del territorio da gustare tra una visita e l’altra.

Nelle sale e negli spazi del castello si potranno scoprire manufatti e decorazioni realizzati con tecniche tradizionali. I cori e i gruppi musicali accompagneranno le giornate di festa, mentre le associazioni locali si occuperanno delle proposte gastronomiche. Il tutto in un contesto decisamente diverso da quello dei mercatini cittadini. Per i più piccoli sono previsti momenti di animazione e spettacoli. Il 28 novembre e il 5 dicembre arriverà un mago, pronto a movimentare l’atmosfera con i suoi numeri di magia. Il 29 novembre, invece, il programma cambia decisamente registro con l’arrivo dei Krampus.

La pista di ghiaccio di Tirolo, nei pressi dei campi da tennis tra via Ruperto e via Principale, aprirà il 28 novembre e resterà disponibile fino al 1° febbraio 2027. L’orario previsto è dalle 10 alle 17, con chiusura il lunedì e apertura legata alle condizioni meteorologiche.

Giornata delle Ville Venete: un weekend autunnale tra arte, calici di vino ed esperienze uniche

Dimore pazzesche, giardini scenografici, calici di vino e stanze che sembrano uscite da un film in costume… ma con qualche sorpresa decisamente contemporanea. Il 17 e 18 ottobre 2026 torna la Giornata delle Ville Venete, l’appuntamento che per un intero weekend cambia le regole della classica gita culturale. Dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia, le ville diventano protagoniste di un viaggio tra arte, lifestyle e tradizioni. E sì, potrebbe essere il piano perfetto per dare una svolta al solito weekend autunnale.

Giornata delle Ville Venete 2026: il programma

La quinta edizione della Giornata delle Ville Venete arriva sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, con un programma che coinvolge centinaia di dimore storiche tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il programma segue diversi filoni, pensati per intercettare interessi e modi di viaggiare differenti. Chi ama arte e storia può puntare sulle proposte Heritage, mentre le esperienze Green portano l’attenzione su parchi, giardini e sostenibilità. Per i food lover c’è il mondo Wine & Food, tra vini locali e specialità gastronomiche.

Non mancano le attività Family, i soggiorni Dream per chi vuole concedersi una notte speciale, e gli appuntamenti Wellbeing, con il benessere che incontra la bellezza del paesaggio. Le sezioni Vita di Villa e Paesaggio raccontano invece il rapporto tra le dimore, le persone e il territorio che le circonda. E per chi teme il meteo ballerino di ottobre? Esiste anche una selezione di esperienze adatte alle giornate di pioggia.

Quali Ville Venete visitare

Dalle architetture più iconiche ai luoghi dove il patrimonio storico incontra moda, vino e tradizioni, il calendario offre parecchi spunti. Alcune esperienze meritano un posto speciale nella wishlist del weekend.

Villa Sandi (TV)

Una villa dall’eleganza palladiana, cantine storiche e un finale con degustazione. A Crocetta del Montello, Villa Sandi gioca una delle sue carte migliori: l’incontro tra architettura e cultura del vino. L’esperienza proposta porta alla scoperta dell’antica barricaia settecentesca e delle gallerie sotterranee utilizzate per l’affinamento del Metodo Classico. Poi si torna in superficie, tra gli ambienti della villa e i dettagli di una dimora che racconta una lunga tradizione enologica. Il momento più atteso? Il tasting con due etichette: Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato e Opere Trevigiane Metodo Classico Brut, accompagnati dal tipico pan da vin.

  • Prezzi 15 euro a persona;
  • Sabato 17 ottobre dalle 10 alle 11:30.

Villa dei Vescovi (PD)

Sui Colli Euganei, Villa dei Vescovi, bene del FAI a Luvigliano di Torreglia, propone una giornata che passa con naturalezza dalla storia alla tavola. Le visite guidate, previste alle 11, alle 12 e alle 16, permettono di conoscere meglio la figura di Alvise Cornaro, l’umanista legato alla progettazione della dimora. Alle 15 è invece in programma un appuntamento speciale con l’archeologo Marco Cagnoni, per osservare la villa attraverso una prospettiva diversa. C’è spazio anche per una pausa decisamente golosa. Sulle terrazze arriva l’esperienza gastronomica Moecchiamoci, curata da NAUTILUS, con le moeche della tradizione lagunare, altre specialità e i vini dell’Enoteca Colli Euganei.

  • Prezzi 5 euro l’ingresso al parco e 11 euro la combo villa e parco con visita guidata;
  • Domenica 18 ottobre dalle 10 alle 18.
Villa dei Vescovi in provincia di Padova
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Scoprire Villa dei Vescovi sui Colli Euganei

Villa Foscarini Rossi (VE)

Chi pensa che le dimore storiche parlino soltanto di nobili e antichi ricevimenti potrebbe cambiare idea entrando a Villa Foscarini Rossi, a Stra in provincia di Venezia. L’appuntamento Arte e Moda in Villa, guidato da MariaElena Zennaro, attraversa gli ambienti della residenza per arrivare al Museo della Calzatura, dove sono conservati oltre mille modelli Rossimoda. Una collezione che racconta il lavoro artigianale, l’evoluzione dello stile e il rapporto tra creatività e manifattura italiana. È una visita dal mood diverso rispetto ai consueti percorsi storici. E potrebbe conquistare anche chi, davanti alla parola museo, normalmente cambia programma.

  • Prezzi 10 euro a persona con visita guidata, 6 euro per gli over 65, gli studenti fino ai 26 anni e i giovani dai 12 ai 18 anni. Gratis da 0 a 12 anni;
  • Domenica 18 ottobre dalle 14 alle 18.

Palazzo Montanari (VR)

Vigneti, affreschi e una terrazza panoramica. A Palazzo Montanari in provincia di Verona, nel territorio della Valpolicella Classica, la visita si muove tra gli spazi della dimora e il paesaggio che la circonda. Si parte dal brolo, l’antica area verde legata alla proprietà, per poi scoprire gli interni decorati e le tracce della vita rurale che per secoli ha accompagnato queste residenze. Il finale è affidato a un calice di Valpolicella prodotto dalla stessa tenuta, da gustare sulla terrazza.

  • Prezzo 50 euro a persona, 100 euro per famiglia, tariffa agevolata 40 euro per over 65;
  • Su turnazione sabato 17 e domenica 18 ottobre dalle 10:30 alle 15.

Villa La Rotonda (VI)

A pochi passi da Vicenza, Villa La Rotonda torna a svelare gli ambienti meno conosciuti del capolavoro di Andrea Palladio. Sabato 17 e domenica 18 ottobre è in programma I Segreti della Rotonda, una visita guidata che porta oltre i celebri portici e le facciate della villa. Il percorso comprende il Piano Nobile, ma scende anche nel basamento, dove si trova la cucina monumentale. Spazi solitamente meno raccontati, che restituiscono un’immagine diversa della residenza, legata anche alla vita quotidiana di chi la abitava.

  • Prezzo: 25 euro a persona, fino a 6 anni gratis, dai 7 ai 18 anni 15 euro;
  • Attività 17 e 18 ottobre dalle 12 alle 13:30.
Villa La Rotonda di Palladio
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Villa La Rotonda, il capolavoro palladiano da scoprire

In Egitto riaffiora una scoperta colossale: spunta anche il nome di Ramses II

A volte, le grandi scoperte archeologiche non partono da una missione internazionale o da anni di ricerche, ma dal caso. È quello che è successo a Behbeit el-Hagar, un piccolo villaggio del governatorato di Gharbia, nel cuore del Delta del Nilo. Qui un abitante stava lavorando un appezzamento di terra di sua proprietà, proprio davanti a casa, quando ha urtato un blocco di pietra ricoperto di incisioni. Invece di ignorarlo, ha avvisato subito l’ispettorato locale delle antichità.

Gli ispettori sono arrivati sul posto e una prima verifica ha confermato che si trattava di un reperto antico. Una volta completate le pratiche legali, il Consiglio Supremo delle Antichità ha formato una commissione e una squadra di specialisti per avviare uno scavo d’emergenza. Il risultato ha superato ogni aspettativa: i resti di due statue reali di dimensioni gigantesche, che con ogni probabilità raffigurano Ramses II, il faraone più celebre della XIX dinastia, e un blocco di granito rosa inciso con geroglifici.

Oscar del Turismo 2026: ecco le destinazioni italiane che hanno conquistato i turisti

Quali sono le mete italiane che i viaggiatori hanno amato di più nell’ultimo anno? A rispondere sono gli Oscar del Turismo, il riconoscimento che ogni anno premia le destinazioni con le migliori performance turistiche. Si tratta del Premio Italia Destinazione Digitale, ideato nel 2015 da The Data Appeal Company, i cui vincitori sono stati annunciati al TTG Travel Experience di Rimini.

L’edizione 2026 cambia le regole. Per la prima volta, oltre al gradimento espresso nelle recensioni, contano anche la connettività aerea, le esperienze di viaggio e l’offerta ricettiva. L’analisi copre il periodo da settembre 2025 ad agosto 2026, con dati raccolti da 130 fonti. Ecco tutti i vincitori.

Destinazione più amata dai visitatori: Basilicata

Il premio più ambito va alla Basilicata, prima per soddisfazione dei viaggiatori. Contribuisce anche Matera, che compare tra le mete emergenti con un +9,3% di recensioni sugli alloggi. Sul podio salgono anche il Trentino-Alto Adige e l’Umbria.

Destinazione più connessa: Roma

Un risultato che non sorprende se consideriamo che Roma rappresenta la porta d’ingresso principale all’Italia. Raccoglie il 24,3% dei posti aerei diretti verso il Paese ed è collegata a 291 aeroporti. Seguono Milano e Venezia. Il primato non riguarda solo i voli: Colosseo, Fontana di Trevi e Pantheon sono le tre attrazioni più recensite d’Italia.

Maggiore crescita della domanda: Milano

Milano vince per la crescita dell’interesse spontaneo dei viaggiatori, davanti a Roma e Venezia. Ha il 19,3% dei posti aerei e 289 aeroporti collegati. Insieme alla Capitale, il capoluogo lombardo si conferma la base da cui partire per scoprire il resto del Paese.

Destinazione balneare con il maggior incremento del valore turistico: Tropea

Tropea è la località di mare che ha generato più valore attraverso la spesa dei visitatori. Le recensioni dei suoi alloggi sono cresciute del 27,8%. Anche il secondo e il terzo posto restano al Sud: le isole Egadi e Lampedusa.

Tropea, in Calabria, con il centro storico affacciato sulla scogliera
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Tropea e il suo centro storico affacciato sul mare

Migliore esperienza enogastronomica: Valtellina

A tavola vince la montagna. La Valtellina supera due nomi di peso del vino italiano: la Valdichiana Senese con Montepulciano e le Langhe del Barolo. Nelle recensioni, del resto, l’enogastronomia è l’esperienza con il punteggio più alto: 9,7 su 10.

Destinazione emergente: Reggio Calabria

Reggio Calabria è la meta che cresce di più, con un +52,5% di recensioni sugli alloggi rispetto a due anni prima. Al secondo posto c’è Tirano (+51,5%), punto di partenza del Trenino Rosso del Bernina. Al terzo c’è Bari (+33,6%).

Migliore offerta di esperienze: Trapani

Trapani si distingue per l’offerta più varia ed equilibrata. Sport, cultura, cibo e natura si dividono quasi in parti uguali le esperienze che è possibile prenotare online. Il podio è tutto siciliano, con Enna e Messina.

Destinazione sostenibile: Liguria

La Liguria è la regione che più di altre riesce a far crescere il turismo senza perdere l’equilibrio del territorio. Dietro di lei ci sono la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige, che sale sul podio per la seconda volta in questa edizione.

Offerta ricettiva più diffusa: Abruzzo

In Abruzzo non serve puntare sulle località più famose per trovare dove dormire: gli alloggi sono distribuiti in modo capillare su tutto il territorio. Seguono le Marche e il Piemonte.

Destinazione estera emergente preferita dagli italiani: Bratislava

Infine, quando vanno all’estero, gli italiani scelgono sempre più spesso la capitale slovacca. Le loro recensioni sugli alloggi di Bratislava sono più che raddoppiate (+112,5%). Seguono due mete egiziane: il Mar Rosso, con Hurghada e Marsa Alam, e il Sud Sinai, con Sharm el-Sheikh.

Un Capodanno diverso dal solito: 3 mete da sogno dove brindare al 2027 con la promo Wizz Air

C’è chi organizza la serata con largo anticipo e chi farebbe volentieri a meno di conti alla rovescia e fuochi d’artificio. Eppure, il Capodanno resta una delle poche notti in cui, in tantissimi Paesi, si festeggia la stessa ricorrenza: fuso orario dopo fuso orario, si saluta quello che è stato e si brinda a quello che verrà.

Ognuno ha la sua idea di festeggiamenti perfetti, ma quando si pensa a dove farlo all’estero i nomi sono quasi sempre gli stessi: Parigi, Londra, Berlino, Barcellona. E se quest’anno il brindisi al 2027 arrivasse in una piazza meno battuta, tra concerti all’aperto, fuochi sopra i tetti e tradizioni tutte da scoprire?

L’occasione arriva da Wizz Air, che lancia una promo flash valida solo oggi, 15 ottobre 2026, con sconti fino al 15% su una selezione di voli. Il periodo di viaggio va dal 26 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, quindi copre tutte le feste, dall’Immacolata all’Epifania. Ecco 3 città insolite dove dire addio al 2026 in modo diverso dal solito.

Da Roma Fiumicino a Sofia

Se cercate un Capodanno vivace, ma lontano dalle mete più gettonate, Sofia potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. Da Roma Fiumicino si vola nella capitale bulgara a partire da 43 euro e, una volta arrivati, la festa si sposta in strada.

La sera del 31 dicembre, la città organizza un grande concerto gratuito in piazza Battenberg. Allo scoccare della mezzanotte, al posto dei fuochi d’artificio ci sarà uno spettacolo di luci. La mattina dopo fate colazione come i bulgari con una banitsa calda, la torta salata di pasta sfoglia e formaggio venduta in forni e chioschi. È anche il piatto del 1° gennaio: in famiglia la si prepara con dentro piccoli portafortuna.

Per smaltire i festeggiamenti c’è il monte Vitosha, a pochi chilometri dal centro e spesso già innevato.

Da Bologna a Cluj-Napoca

Andiamo nel cuore della Transilvania, dove la meta perfetta per Capodanno è Cluj-Napoca, una città universitaria giovane e piena di energia. Da Bologna si vola a partire da 47 euro e, la sera del 31 dicembre, dirigetevi in piazza Unirii, all’ombra della chiesa gotica di San Michele. La serata si festeggia tutti assieme con concerti gratuiti che accompagnano il pubblico fino al conto alla rovescia e oltre.

Per scaldarvi, tra un brindisi e l’altro, c’è il kürtőskalács, il dolce a forma di camino cotto allo spiedo e ricoperto di zucchero. Il 1° gennaio salite sulla collina di Cetățuia per vedere Cluj dall’alto, poi concedetevi un pranzo tipico con i sarmale, gli involtini di cavolo e carne.

Da Milano Bergamo a Varsavia

Infine, da Milano Bergamo si vola a Varsavia a partire da 43 euro. Qui non c’è un grande evento ufficiale: la sera di Sylwester, come i polacchi chiamano il 31 dicembre, la gente si ritrova spontaneamente nella Città Vecchia e in piazza del Castello per il conto alla rovescia, tra brindisi e fuochi accesi per strada.

Se volete fare come i locali, a mezzanotte assaggiate un pezzo di aringa marinata, che secondo la tradizione porta un anno prospero. Nei giorni di festa passeggiate sotto le luminarie della Via Reale, pattinate intorno alla statua della Sirena nella piazza del Mercato e, la sera, ammirate i giochi di luce sulla reggia di Wilanów.

Novembre in Veneto: le migliori sagre, feste ed eventi

Quando nelle piazze tornano le fiere dei Santi e le famiglie si ritrovano intorno ai piatti di stagione, l’autunno mostra il suo volto più autentico. Profumi di castagne, caldarroste e vin brulè accompagnano sagre di paese, feste patronali e mercati che celebrano la terra e il raccolto. Tra colori caldi, nebbie leggere e borghi che si animano nei fine settimana, il Veneto diventa un mosaico di appuntamenti dove il gusto si intreccia con le tradizioni popolari.

Nel calendario delle sagre e feste di novembre 2026 in Veneto spiccano appuntamenti storici come la Fiera dei Santi a Monselice e la Fiera dei Santi ad Asiago, che richiamano visitatori tra banchi, specialità tipiche e riti popolari. A Breganze l’Antica fiera di San Martino racconta il legame con la campagna, mentre la Festa del Baccalà a Borgoricco invita a scoprire uno dei sapori più amati della cucina veneta, tra stand gastronomici e serate conviviali.

Cosa fare in Veneto a novembre, tra sagre e fiere di paese

  • Festa dei Marroni a Combai – Miane (TV), dal 9 ottobre al 1 novembre 2026.
    La Festa dei Marroni a Combai promuove il marrone Igp con caldarroste, piatti a base di castagne, passeggiate nei boschi, mostre e un mercatino d’artigianato lungo le vie del paese.
  • Festa della Polenta a Vigasio – Vigasio (VR), dal 15 ottobre al 8 novembre 2026.
    Festa gastronomica a Vigasio dove la polenta, accompagnata da piatti tipici, pizze, dolci di mais, birra e vini locali, è protagonista di serate animate da musica dal vivo.
  • Festa della Zucca – Salzano (VE), dal 29 ottobre al 1 novembre 2026.
    Festa a Salzano con stand gastronomico a base di zucca, mostra e concorso di zucche, mercato di prodotti artigianali e agroalimentari, spettacoli, musica, ballo e attività per bambini.
  • Festa d'autunno – Valdagno (VI), dal 29 ottobre al 1 novembre 2026.
    Festa d’autunno con musica, buon cibo, artigianato, giochi e animazione per adulti e bambini.
  • Fiera dei Santi a Monselice – Monselice (PD), dal 1 al 2 novembre 2026.
    Fiera tradizionale di Monselice con una grande area merceologica nel centro storico e una fiera agricola dedicata a macchine, attrezzature e prodotti agroalimentari.
  • Fiera dei Santi ad Asiago – Asiago (VI), il 2 novembre 2026.
    Storica Fiera dei Santi nel centro di Asiago, con numerose bancarelle colorate che propongono merci e prodotti di vario genere lungo strade e piazze.
  • Prealpi in Festa – Cordignano (TV), dal 4 al 8 novembre 2026.
    Manifestazione a Cordignano dedicata a sapori, arte e tradizione, con eventi culturali, musicali e folkloristici e un concorso-simposio nazionale di scultura in legno.
  • Festa del Baccalà – Borgoricco (PD), dal 6 al 8 novembre e dal 13 al 15 novembre 2026.
    Festa gastronomica dedicata al baccalà, con stand che propongono numerose specialità tipiche preparate in diverse varianti, inclusi piatti della tradizione vicentina.
  • Antica fiera di San Martino – Breganze (VI), dal 6 al 8 novembre 2026.
    Antica fiera di San Martino a Breganze, tradizionale appuntamento del paese che si rinnova annualmente.
  • La Fiera de l'Oca a Mirano – Mirano (VE), dal 7 al 8 novembre 2026.
    Rievocazione storica a Mirano che ricrea una fiera paesana della Belle Époque, con scenografie d’epoca, banchi in legno, giochi tradizionali, figuranti in costume e artigiani al lavoro.
  • Antica fiera a Santa Lucia di Piave – Santa Lucia di Piave (TV), dal 7 al 8 novembre 2026.
    Rievocazione storica a Santa Lucia di Piave in cui nobili, popolani, mercanti, artigiani e soldati riportano in vita l’antica fiera del paese.
  • Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP – Scorzè (VE), dal 7 al 23 novembre 2026.
    Manifestazione enogastronomica a Rio San Martino dedicata al Radicchio Rosso di Treviso IGP, con mostre, vendita del prodotto, stand, convegni, artigianato locale ed eventi ricreativi.
  • Antica fiera di San Matteo a Feltre – Feltre (BL), il 8 novembre 2026.
    Tradizionale antica fiera di San Matteo che torna a Feltre il primo novembre.
  • Mostra dei Vini del Montello e dei Colli Asolani – Volpago del Montello (TV), dal 13 al 28 novembre 2026.
    Percorso enogastronomico che valorizza i vini del Montello e dei Colli Asolani, abbinando i principali vitigni ai piatti tipici e ai prodotti tradizionali del territorio.
  • La Festa della Madonna della Salute – Venezia (VE), il 21 novembre 2026.
    Festa religiosa veneziana in ricordo della pestilenza del 1630, con celebrazioni annuali il 21 novembre in onore della Madonna della Salute.
  • Fiera di Santa Caterina – Barbarano Mossano (VI), il 22 novembre 2026.
    Antica fiera di Santa Caterina a Barbarano con centinaia di bancarelle di merci varie, affiancata da una mostra di prodotti tipici locali e da un’esposizione di meccanizzazione agricola.
  • Olio in Villa a Maser – Maser (TV), il 29 novembre 2026.
    Villa Maser ospita una giornata dedicata all’olio extravergine d’oliva locale, con degustazioni guidate gratuite a cura di sommelier e produttori, e possibilità di acquistare direttamente l’olio EVO in loco.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • LimenAntiqua, modernariato e antiquariato – Limena (PD), il 1 novembre 2026.
    Mercatino di antiquariato e modernariato ospitato nella Barchessa Comunale ogni prima domenica del mese.
  • Mercatino Antiquariato a Marostica – Marostica (VI), il 1 novembre 2026.
    Mercatino di antiquariato e oggettistica in piazza Castello a Marostica, occasione per curiosare tra numerose bancarelle e passeggiare nel centro storico.
  • Il Mercatino dell'antiquariato e collezionismo – Morgano (TV), il 1 novembre 2026.
    Fiera mercato mensile del Trovarobe di Badoere in Piazza Indipendenza, con circa 150 espositori di antiquariato, libri, numismatica, oggettistica e collezionismo.
  • "Momart", mostra mercato d'arte – Padova (PD), il 1, 15 e 29 novembre 2026.
    Mostra mercato di arte visiva che porta in uno scorcio suggestivo di Padova un’atmosfera ispirata a Montmartre, valorizzando anche artisti meno conosciuti fuori dai circuiti tradizionali.
  • Mercatino dell’Antiquariato in Piazza San Zeno – Verona (VR), il 1 novembre 2026.
    Mercatino mensile nel quartiere di San Zeno dedicato ad antiquariato, collezionismo, modernariato e vintage, per riscoprire oggetti del passato e piccoli tesori.
  • Unico Il mercato del fatto a mano – Vicenza (VI), il 7 novembre 2026.
    Mercato dedicato al fatto a mano, al design e alle autoproduzioni, con proposte creative e artigianali.
  • Mercatino antiquario di Asolo – Asolo (TV), il 8 novembre 2026.
    Storico mercatino dell’antiquariato di Asolo con mobili, gioielli, argenti, stampe, libri, modernariato e oggettistica esposti lungo le vie del centro storico.
  • Mercatino dell’antiquariato e del collezionismo a Chioggia – Chioggia (VE), il 8 novembre 2026.
    Mercatino dell’antiquariato e del collezionismo a Chioggia, organizzato lungo il Corso del Popolo nel cuore del centro storico.
  • Fiera dell'oggetto ritrovato in centro storico – Feltre (BL), il 8 novembre 2026.
    Mostra-mercato nel centro storico di Feltre dedicata a oggetti usati, antiquariato e modernariato, pensata per promuovere il riuso, il riciclo e il restauro in un’ottica di sostenibilità.
  • Mercatinoale, l'antiquariato a Noale – Noale (VE), il 8 novembre 2026.
    Mercatino dell’antiquariato di Noale, tra i più suggestivi del veneziano, ambientato nel centro storico della città, ideale per chi cerca oggetti e memorie del passato.
  • Mercatino dei portici – Piove di Sacco (PD), il 8 novembre 2026.
    Mercatino sotto i portici del centro storico dedicato ad antiquariato, collezionismo e modernariato, punto di incontro per appassionati e curiosi.
  • Mercatino dell'Antico – Portobuffolè (TV), il 8 novembre 2026.
    Rinomato mercatino dell’antiquariato nel centro storico di Portobuffolè che ogni mese attira numerosi visitatori, appassionati e curiosi.
  • Mercatino dell'antiquariato, collezionisto e vintage – Vicenza (VI), il 8 novembre 2026.
    Mercatino dell’antiquariato, collezionismo e vintage diffuso tra piazze e vie del centro storico di Vicenza, con punti informativi, mappe e possibilità di abbinare la visita a brunch, musei, mostre e shopping.
  • Antiquariato e Modernariato a Portogruaro – Portogruaro (VE), il 14 novembre 2026.
    Mercatino di antiquariato e modernariato nel centro storico di Portogruaro, tra Piazzetta Duomo e Piazza della Repubblica, divenuto un appuntamento consolidato.
  • Mostra Mercato Antiquariato – Roncade (TV), il 14 novembre 2026.
    Mostra mercato dedicata all’antiquariato, con migliaia di oggetti e tesori del passato da scoprire.
  • Mercatino delle pulci a Cittadella – Cittadella (PD), il 15 novembre 2026.
    Mercatino a Cittadella con vendita diretta di prodotti naturali e da agricoltura biodinamica, affiancato dal Mercatino delle Pulci, per riscoprire genuinità e cultura macrobiotica.
  • Mercatino antiquario di Godega di Sant'Urbano – Godega di Sant'Urbano (TV), il 15 novembre 2026.
    Mercatino antiquario di Godega di Sant’Urbano con ampia area coperta e scoperta, che richiama espositori e visitatori da tutto il Nord Italia, offrendo anche comodi parcheggi.
  • Grande mercato dell'antiquariato e del collezionismo – Montagnana (PD), il 15 novembre 2026.
    Grande mercato dell’antiquariato e del collezionismo a Montagnana, con numerosi espositori e oggetti per appassionati e curiosi.
  • Mercatino dell'antiquariato, collezionismo e usato – Montebelluna (TV), il 21 novembre 2026.
    Mercatino di Montebelluna dedicato ad antiquariato, collezionismo e usato, rivolto ad appassionati e semplici curiosi.
  • Mercatino dell'antiquariato, del collezionismo e del vintage – Treviso (TV), il 22 novembre 2026.
    Mercatino dell’antiquariato, collezionismo e vintage in Borgo Cavour a Treviso, ideale per passeggiare tra bancarelle e oggetti ricchi di storia.
  • Mercatino Antiquario a Valeggio sul Mincio – Valeggio sul Mincio (VR), il 22 novembre 2026.
    Mercatino antiquario a Valeggio sul Mincio con numerosi espositori di oggetti, mobili, stampe, tappeti, monete, volumi antichi e porcellane, con negozi del centro aperti.
  • Mercatino della Fabbrica – Cerea (VR), il 29 novembre 2026.
    Nel centro storico di Cerea si svolge un mercatino d’antiquariato con numerosi espositori selezionati che propongono oggetti e arredi d’epoca.
  • Mercatino d'antiquariato a Piazzola sul Brenta – Piazzola sul Brenta (PD), il 29 novembre 2026.
    A Piazzola sul Brenta il Mercatino dell’Antiquariato anima piazza, vie circostanti ed ex Jutificio Camerini con centinaia di bancarelle e scenografica esposizione di pezzi unici da collezione.

Sagre ed eventi di novembre in Umbria, gli appuntamenti da non perdere

Profumo di olio nuovo che incontra il pane caldo, castagne che scoppiettano e calici di vino rosso che si tingono dei colori più intensi della stagione: l’autunno porta in tavola i suoi frutti migliori e li trasforma in festa. Tra colline, borghi raccolti e piazze addobbate, le sagre di paese e gli appuntamenti enogastronomici riuniscono chi ama i sapori autentici. In Umbria l’aria si fa più frizzante, le giornate si accorciano ma si allungano gli assaggi, tra mercati di tipicità, feste del gusto e momenti conviviali che invitano a rallentare. È il periodo ideale per scoprire prodotti di stagione e antiche tradizioni, seguendo il ritmo lento dei territori.

Tra gli appuntamenti da segnare in calendario spiccano Frantoi Aperti in Umbria, che anima borghi come Trevi nel segno dell’olio extravergine, e Appuntamento col gusto alla Mangiaunta di Giano, tappa irrinunciabile per chi vuole vivere da vicino frantoi e sapori del territorio. A Città di Castello la Mostra mercato “Il Tartufo Bianco” celebra uno dei prodotti più pregiati della stagione, mentre eventi come la Festa del bosco a Montone o la Festa del vino e delle castagne a Perugia raccontano quanto novembre in Umbria sia un mese generoso di aromi, paesaggi e occasioni per partire.

Cosa fare in Umbria a novembre, tra sagre ed eventi del gusto

  • Frantoi Aperti in Umbria – Trevi (PG), dal 17 ottobre al 15 novembre 2026.
    Frantoi Aperti in Umbria celebra l’arrivo del nuovo olio extravergine trasformando i frantoi in laboratori culturali con eventi dedicati al fumetto, attività per bambini e mostre sul legame tra olio e territorio.
  • Appuntamento col gusto alla Mangiaunta di Giano – Giano dell’Umbria (PG), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    Percorso gastronomico a Giano dell’Umbria nei frantoi locali con degustazioni gratuite di olio e un ricco programma di iniziative, musica e animazione del territorio.
  • Mostra mercato “Il Tartufo Bianco” a Città di Castello – Città di Castello (PG), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 15 novembre 2026.
    Kermesse gastronomica a Città di Castello dedicata al Tartufo Bianco, con chef di fama, degustazioni, aperitivi letterari e mostra mercato delle eccellenze umbre gestita dalle aziende agroalimentari.
  • Sapere di pane, sapore di olio, bianco & verde tra i castelli – Gualdo Cattaneo (PG), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Appuntamento alla Rocca Sonora di Gualdo Cattaneo con degustazioni di olio nuovo ed eventi tematici legati al pane e all’olio tra i castelli del territorio.
  • Festa del bosco a Montone – Montone (PG), dal 31 ottobre al 3 novembre 2026.
    Festa del bosco a Montone con mostra mercato dei prodotti del bosco e del sottobosco, escursioni, arte, eventi e degustazioni tra vicoli e piazzette del borgo.
  • “Fiera dei Morti” – Perugia (PG), dal 1 al 5 novembre 2026.
    Tradizionale fiera di novembre a Perugia con centinaia di bancarelle, prodotti tipici italiani e la partecipazione di città gemellate e paesi esteri.
  • Festa del vino e delle castagne – Perugia (PG), dal 6 al 15 novembre 2026.
    Sagra paesana tra Perugia e Marsciano con castagne, vino, piatti tipici umbri e stand gastronomici accompagnati da musica, spettacoli e intrattenimenti per tutte le età.
  • Festa dei Frantoi – Campello sul Clitunno (PG), il 8 novembre 2026.
    Manifestazione a Campello sul Clitunno con visite ai frantoi, degustazioni di olio novello e prodotti tipici nei corner dedicati all’interno dei frantoi del territorio.
  • Eurochocolate – Bastia Umbra (PG), dal 13 al 22 novembre 2026.
    Grande festival dedicato al cacao e al cioccolato al centro Umbriafiere di Bastia Umbra, con ampi spazi espositivi e intrattenimenti per una full immersion multisensoriale.
  • Sagrantino Running – The Wine Trail – Montefalco (PG), dal 14 al 15 novembre 2026.
    Corsa competitiva tra paesi, vigneti e cantine del Sagrantino con partenza e arrivo a Montefalco, passaggi a Bevagna e percorsi di diversa lunghezza anche attraverso le barricaie.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Fiera mercato “Anticamente” – Todi (PG), il 8 novembre 2026.
    Fiera mercato mensile vicino al tempio della Consolazione a Todi, dedicata al collezionismo e agli oggetti autentici d’altri tempi fino ai primi anni Sessanta.
  • Fiera mercato “Anticamente” – Orvieto (TR), il 15 novembre 2026.
    Appuntamento mensile in Piazza della Repubblica a Orvieto dedicato agli appassionati di antiquariato e collezionismo.
  • Mercatino del Pidocchietto – Passignano sul Trasimeno (PG), il 15 novembre 2026.
    Mercatino periodico nel centro storico di Passignano sul Trasimeno con espositori di antiquariato, collezionismo e artigianato.
  • La Terra dei Mercanti – Bastia Umbra (PG), dal 21 al 22 novembre 2026.
    Grande fiera su ampia superficie dedicata a collezionismo, modernariato e vintage, con oggetti tecnici, militari, arredi d’epoca, moda d’antan, vinili, fumetti e strumenti musicali.
  • Fiera mercato “Anticamente” – Perugia (PG), il 28 novembre 2026.
    Mostra mercato mensile nel centro storico di Perugia tra le più importanti del centro Italia, con bancarelle di antiquariato, modernariato, collezionismo e curiosità.

Sagre ed eventi di novembre in Trentino-Alto Adige, gli appuntamenti da non perdere

Le castagne arrivano in tavola con i sapori pieni dell’autunno, insieme ai prodotti che accompagnano la stagione. Le sagre di paese e le feste patronali invitano a scoprire le tradizioni locali e a condividere i piaceri della buona tavola. Anche in Trentino-Alto Adige, novembre offre occasioni per assaporare il territorio e godersi l’atmosfera delle giornate autunnali.

Il calendario del Trentino-Alto Adige spazia dai sapori delle castagne ai vini: tra gli appuntamenti ci sono la Festa della Castagna – Keschtnriggl a Tesimo, la Sagra della ciuiga a San Lorenzo Dorsino e il Merano Wine Festival. Tre occasioni diverse per vivere la stagione tra feste, prodotti tipici e cultura enogastronomica.

Dove andare a novembre in Trentino-Alto Adige: gli appuntamenti

  • Festa della Castagna – Keschtnriggl – Tesimo (BZ), dal 15 ottobre al 8 novembre 2026.
    Le Giornate della castagna Keschtnriggl a Tesimo-Prissiano, Foiana e Lana valorizzano cultura e usanze locali, con particolare attenzione alle castagne e al loro ruolo per la popolazione.
  • Settimane della Castagna a Velturno – Velturno (BZ), dal 17 ottobre al 8 novembre 2026.
    A Velturno le Settimane della Castagna offrono visite guidate, escursioni e degustazioni dedicate alla castagna e alla cucina rurale, nel periodo del Törggelen.
  • Sagra della ciuiga – San Lorenzo Dorsino (TN), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    A San Lorenzo in Banale la Sagra della ciuìga celebra il tipico salame con le rape con degustazioni, menu a tema, spettacoli di strada, musica antica e l’apertura di corti e cantine del borgo Berghi.
  • La Ciuìga e il suo borgo – San Lorenzo Dorsino (TN), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    La Ciuìga e il suo borgo offre un percorso tra sapori della tradizione contadina e la scoperta di San Lorenzo, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia ai piedi delle Dolomiti di Brenta.
  • Cavalcata di San Leonardo della valli ladine e dell'Alto Adige – Badia (BZ), il 1 novembre 2026.
    Cavalcata in onore di San Leonardo con cavalli e costumi da tutto l’Alto Adige, messa solenne, festa tradizionale, specialità gastronomiche, mercatino, castagnata e musica.
  • Merano Wine Festival – Merano (BZ), dal 6 al 10 novembre 2026.
    Evento enologico di alto profilo dedicato ai migliori vini nazionali e internazionali, ospitato nelle eleganti sale storiche del Kurhaus di Merano.
  • Frantoi Aperti sul Garda – Riva del Garda (TN), dal 7 al 8 novembre 2026.
    Percorso tra ulivi e frantoi del Garda Trentino con visite guidate, degustazioni e attività sensoriali per scoprire l’olio extravergine locale e le sue fasi di lavorazione.
  • Sagra di San Martino – Appiano sulla Strada del Vino (BZ), il 11 novembre 2026.
    Sagra di San Martino a Cornaiano, giornata di festa con mercato affollato fin dal mattino, occasione di ritrovo per l’intera comunità.
  • I fuochi di San Martino – Predazzo (TN), il 11 novembre 2026.
    Tradizionale festa di San Martino a Predazzo con grandi fuochi sulle montagne, suono di campanacci e cortei rumorosi che confluiscono in una grande festa nel centro del paese.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Mercatino d'altri tempi – Rovereto (TN), il 7 novembre 2026.
    Mercatino dell’usato nel borgo antico con bancarelle distribuite su più piazze, dedicato a oggetti usati, collezionismo, artigianato, libri, bigiotteria e curiosità d’epoca.
  • Mercatino dei Gaudenti – Trento (TN), il 14 e 28 novembre 2026.
    Mercatino dei Gaudenti in piazza Garzetti e piazza Dante, con hobbistica, anticaglie, vecchie stampe e altri oggetti curiosi.
  • Mercatino delle Pulci di Arco – Arco (TN), il 21 novembre 2026.
    Mercatino delle pulci nel centro storico di Arco, dedicato a chi cerca oggetti curiosi, pezzi da collezione e articoli dal sapore vintage, distribuito tra diverse piazze e vie cittadine.
  • Mercatino della Stella a Faedo – San Michele all'Adige (TN), il 29 novembre 2026.
    Mercatino artigianale allestito nelle antiche cantine e stalle del borgo di Faedo, dove curiosare tra oggetti fatti a mano in un'atmosfera caratteristica.

I mercatini di Natale

  • Mercatino di Natale ad Arco – Arco (TN), ogni venerdì, sabato e domenica dal 13 al 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale nel centro storico di Arco con casette in legno, artigianato, sapori locali, spettacoli, laboratori e attività per famiglie.
  • Foresta Natalizia, un'atmosfera incantata tutta da vivere – Lagundo (BZ), dal 18 al 22 novembre e dal 25 al 29 novembre 2026.
    La Foresta Natalizia di Birra FORST offre un ambiente suggestivo e rilassante, ricco di stimoli sensoriali e lontano dalla frenesia quotidiana.
  • Mercatino di Natale a Rovereto – Rovereto (TN), dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Durante il Natale, Rovereto si anima con un mercatino dalle tradizionali casette dedicate all’artigianato locale, tra luci e atmosfera magica.
  • L'atmosfera delle feste con il mercatino di Natale a Trento – Trento (TN), dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale nel cuore di Trento, tra casette in legno, profumi di montagna, dolci tipici e vin brûlé, che crea un’atmosfera festiva nelle piazze principali.
  • Mercatino di Natale Asburgico di Levico Terme – Levico Terme (TN), dal 21 al 22 novembre e dal 27 al 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale asburgico nel parco di Levico Terme, con specialità locali, artigianato per regali originali e un’atmosfera suggestiva tra alberi secolari, luci scintillanti e profumo di spezie e vin brûlé.
  • Mercatino di Natale in Piazza Walther – Bolzano (BZ), dal 26 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale in Piazza Walther a Bolzano, tra casette di legno addobbate, profumo di dolci e vin brulé, musiche natalizie e un’atmosfera coinvolgente per adulti e bambini; chiuso il 25 dicembre.
  • Il Mercatino di Natale di Bressanone – Bressanone (BZ), dal 27 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale di Bressanone, allestito ai piedi del Duomo e della Hofburg, con bancarelle ricche di profumi e sapori tipici che invitano a vivere momenti di riflessione e convivialità; chiuso il 25 dicembre.
  • Il Mercatino di Natale di Brunico – Brunico (BZ), dal 27 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale di Brunico con atmosfera festosa, luci, profumo di abeti, specialità dolci e concerti natalizi che incantano grandi e piccoli; chiuso il 25 dicembre, apertura ridotta il 24 dicembre.
  • Natale medievale a Chiusa – Chiusa (BZ), dal 27 al 29 novembre 2026.
    Natale medievale a Chiusa con mercatino dell’Avvento nei fine settimana, tra bancarelle e cantine decorate che propongono artigianato e specialità gastronomiche in un’atmosfera di quiete e meditazione.
  • Mercatino di Natale a Dobbiaco – Dobbiaco (BZ), dal 27 al 29 novembre 2026.
    Mercatino culinario di Natale a Dobbiaco, immerso nel paesaggio innevato delle Dolomiti, con luci, profumi di spezie e dolci appena sfornati, aperto a visitatori di tutte le età; chiuso il giorno di Natale.
  • Mercatino di Natale a Lagundo – Lagundo (BZ), dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale a Lagundo nella piazza della chiesa, con musica dal vivo, vin brulé, dolci tradizionali e un programma dedicato ai bambini per vivere la magia delle feste con tutti i sensi.
  • Natale a Lana, polvere di stelle – Lana (BZ), dal 27 al 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale Polvere di Stelle a Lana, dall’atmosfera accogliente, con bancarelle addobbate, artigianato sudtirolese, offerte natalizie nei negozi e numerose iniziative per il divertimento di tutta la famiglia.
  • Natale a Merano, la magica atmosfera del mercatino – Merano (BZ), dal 27 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale a Merano, pensato per visitatori di tutte le età, con un’atmosfera calda e accogliente nel periodo delle feste; chiuso il 25 dicembre.
  • Trenatale del Renon – Renon (BZ), dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027.
    Trenatale del Renon, un piccolo mercatino con casette a forma di trenino a Soprabolzano e Collalbo, che offre specialità locali, artigianato, spettacoli culturali, concerti e pomeriggi fiabeschi per bambini.
  • Mercatino di Natale a San Candido – San Candido (BZ), dal 27 al 29 novembre 2026.
    Nel centro pedonale di San Candido, il mercatino propone artigianato locale e specialità gastronomiche tradizionali, tra decorazioni natalizie e un’atmosfera autentica e fiabesca.
  • Mercatino di Natale a Vipiteno – Vipiteno (BZ), dal 27 novembre 2026 al 6 gennaio 2027.
    Mercatino di Natale a Vipiteno, all’ombra della Torre delle Dodici che domina la piazza principale, con un’atmosfera unica e suggestiva; chiuso a Natale, apertura ridotta la vigilia.
  • Mercatino di Natale a Moena – Moena (TN), dal 28 al 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale a Moena tra casette in legno, artigianato locale, oggettistica natalizia, sapori tradizionali ed eventi e spettacoli itineranti che rendono ancora più magica l’atmosfera del paese innevato.
  • Mercatino di Natale a Ortisei – Ortisei (BZ), dal 28 al 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale a Ortisei, tra Dolomiti innevate, con prodotti tipici, artigianato e tradizioni ladine, profumi di cannella e vin brulé, presepi in legno lungo le vie e una giostra gardenese per bambini.
  • Mercatino di Natale a Selva di Val Gardena – Selva di Val Gardena (BZ), il 29 novembre 2026.
    Mercatino di Natale "Nadel da mont" a Selva di Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, con una suggestiva ricostruzione delle piste da sci in centro, funivia sopra le casette di legno e atmosfera natalizia particolarmente scenografica.

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