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Aujourd’hui — 3 novembre 2026Flux principal

Il Venice Simplon-Orient-Express arriva per la prima volta a Montecarlo: il nuovo viaggio da sogno

3 novembre 2026 à 17:00

Viaggiare a bordo di uno dei treni più famosi al mondo, attraversando paesaggi spettacolari e atmosfere che sembrano appartenere a un’altra epoca, oggi è possibile. Dal 2027 questo sogno avrà infatti una nuova destinazione: Montecarlo. Il leggendario Venice Simplon-Orient-Express di Belmond raggiungerà per la prima volta il Principato di Monaco, aggiungendo una tappa esclusiva ai suoi itinerari europei.

La novità, annunciata ufficialmente da Belmond, debutterà il 10 maggio 2027 con un viaggio da Parigi lungo la Costa Azzurra, destinato a diventare un appuntamento annuale. Un’esperienza che unisce il fascino dei viaggi ferroviari d’altri tempi a quello della Riviera francese, tra carrozze Art Déco, panorami mediterranei e servizi di lusso.

Il nuovo itinerario 2027 del Venice Simplon-Orient-Express

Il viaggio inizierà a Parigi, dove i passeggeri saliranno a bordo delle caratteristiche carrozze blu notte del Venice Simplon-Orient-Express, autentici gioielli della storia ferroviaria europea. Dopo la partenza, l’esperienza proseguirà tra gli eleganti interni del treno, con una cena servita nelle carrozze ristorante Étoile du Nord e L’Oriental. La serata potrà continuare nella celebre Bar Car ‘3674’, tra cocktail, musica dal vivo al pianoforte e atmosfere ispirate all’età d’oro dei viaggi.

Venice Simplon-Orient-Express
Ufficio Stampa
I sontuosi interni del Venice Simplon-Orient-Express

Ma il momento più suggestivo arriverà la mattina seguente, quando il treno percorrerà la spettacolare linea ferroviaria della Costa Azzurra. Dopo aver costeggiato le scogliere rossastre del Massiccio dell’Estérel, attraverserà i paesaggi di Saint-Raphaël, Cannes e Nizza, regalando viste sul Mediterraneo. L’arrivo è previsto alla stazione sotterranea di Monaco-Montecarlo, segnando una prima assoluta per il celebre convoglio. La scelta della destinazione ha anche un significato storico, visto che proprio a Montecarlo, nel 1977, furono acquistate all’asta due carrozze originali che contribuirono alla nascita dell’attuale Venice Simplon-Orient-Express.

Quanto costa il viaggio sull’Orient Express da Parigi a Montecarlo

Il nuovo itinerario sarà un’esperienza esclusiva, pensata per chi desidera riscoprire il piacere del viaggio lento senza rinunciare al comfort. I passeggeri potranno scegliere tra diverse sistemazioni, dalle Historic Cabins alle Suites e Grand Suites, fino a L’Observatoire, una carrozza privata progettata dall’artista JR, dotata di camera da letto, bagno con vasca indipendente, biblioteca e sala da tè segreta.

Venice Simplon-Orient-Express
Ufficio Stampa
Altri dettagli all’interno del lussuoso treno

Il prezzo del viaggio da Parigi a Montecarlo partirà da 4.870 euro a persona, considerando due ospiti in una Historic Cabin. La tariffa comprende il pernottamento a bordo, il servizio steward disponibile 24 ore su 24, i pasti, una selezione di vini, bevande analcoliche illimitate e i trasferimenti.

Inoltre, è da segnalare che la novità si affianca alla seconda stagione di Villeggiatura by Train, il programma Belmond dedicato agli itinerari italiani, che combina i viaggi sul celebre treno con soggiorni in strutture straordinarie a Venezia, Firenze, Portofino e sulla Costiera Amalfitana.

PN Aspromonte - Parigi premia il rilancio dell'Aspromonte: l'UNESCO Global Geopark conquista all'unanimità il "cartellino verde"

3 novembre 2026 à 16:46
Decisione unanime alla 11ª sessione del Consiglio a Parigi: superati i rilievi del 2024 grazie a ricerca scientifica, visibilità e mobilità sostenibile. La soddisfazione del Commissario Carullo: «Premia la maturità del nostro territorio».
(Santo Stefano Aspromonte, 03 Nov 26)   Si è svolta a Parigi la 11ª sessione del Consiglio degli UNESCO Global Geoparks del 3 novembre 2026. L'organo di control[...]

È l’anomalia più affascinante delle Alpi: il Castello di Aymavilles e il suo inganno architettonico tra i vigneti

3 novembre 2026 à 16:00

Quasi inaspettatamente, quattro torri cilindriche e facciate bianche impreziosite da stucchi si affacciano da una posizione che sembra scelta appositamente per ammirare le montagne. Quello è il Castello di Aymavilles, in Valle d’Aosta, una sorta di anomalia perché possiede un’architettura difficile da confondere con quella degli altri manieri della regione.

Con un primo sguardo, infatti, pare una residenza aristocratica dalle sue linee eleganti e i loggiati aperti sul paesaggio, ma questo aspetto raffinato è una sorta di scudo: nei fatti è una vera e propria fortezza medievale costruita per difendere un territorio strategico (per poi essere trasformata nei secoli in base alle ambizioni dei suoi proprietari).

A pochi chilometri da Aosta, domina un’altura circondata da vigneti, mentre sullo sfondo si riconoscono le montagne delle Alpi Graie. Dopo un lungo restauro, concluso con l’apertura al pubblico nel 2022, il Castello di Aymavilles è finalmente tornato a raccontare oltre 800 anni di vicende valdostane. E sì, vale assolutamente la pensa concedersi questo intrigante viaggio nel tempo.

Breve storia del Castello di Aymavilles

Le origini di questo gioiello risalgono al XII-XIII secolo, quando sull’altura sorgeva una struttura fortificata dalla pianta quadrangolare. L’edificio attuale, però, deve gran parte della propria identità alla famiglia Challant, una delle casate più influenti della Valle d’Aosta medievale.

Vigneti Castello di Aymavilles, Valle d'Aosta
iStock
Il magnifico paesaggio che circonda il Castello di Aymavilles

In particolare, tra il 1713 e il 1728, Joseph-Félix de Challant promosse un rinnovamento radicale, trasformando la fortezza in una residenza signorile. Fra le torri, innalzate nei primi anni del ‘400 per iniziativa di Amedeo di Challant, comparvero eleganti loggiati decorati a stucco, mentre le antiche fortificazioni esterne cedettero il posto a un parco terrazzato.

Poi arrivò l’800, secolo nel quale Vittorio Cacherano della Rocca (figlio della contessa Teresa di Challant) fece rinnovare gli ambienti secondo il gusto dell’epoca e trasformò parte della dimora in un museo privato, ricco di dipinti, monete, medaglie e oggetti d’antiquariato.

Nel ‘900, invece, il maniero divenne una residenza di villeggiatura, frequentata anche dalla famiglia genovese Bombrini. Acquistato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta nel 1970, fu infine sottoposto a un articolato programma di studi e restauri, che come già anticipato sono terminati nel 2022.

Visita al Castello di Aymavilles e cosa vedere

Tutto inizia già lungo il viale d’accesso, che accompagna i visitatori con alberi e spazi verdi che rigenerano anche i più scettici. Poi si fanno vedere le facciate candide sopra i terrazzamenti del parco, mentre le torri, soprattutto se osservate da vicino, rivelano la propria imponenza. Subito dopo è la raffinatezza del portale settecentesco a catturare l’attenzione, anche perché impreziosito da stucchi attribuiti all’artigiano luganese Stefano De Giorgis.

Varcata la soglia, il contrasto fra l’aspetto esterno e gli ambienti interni diventa ancora più interessante: c’è un percorso museale distribuito su quattro livelli che permette di attraversare le diverse epoche del castello, grazie a sale restaurate, opere d’arte, ricostruzioni e installazioni multimediali.

Al piano terreno prende forma il racconto delle famiglie proprietarie, dagli Challant ai Bombrini. Documenti e materiali espositivi ricostruiscono la successione dei protagonisti, evidenziando il legame tra le loro vicende e i mutamenti architettonici dell’edificio.

Salendo al primo piano, si varcano le soglie delle stanze che conservano decorazioni pittoriche ottocentesche che testimoniano il gusto eclettico della nobiltà del periodo. Motivi neogotici, cineserie, richiami all’antico Egitto, elementi naturalistici e figure mitologiche compaiono sulle pareti, sulle porte e sui paracamini.

Il grande salone, dal canto suo, introduce  il collezionismo ottocentesco: Vittorio Cacherano aveva raccolto numerosi oggetti d’arte e curiosità storiche, successivamente dispersi. Per rievocare quell’interesse, il nuovo allestimento ospita parte delle raccolte dell’Académie Saint-Anselme, società culturale fondata nel 1855 per promuovere lo studio e la conservazione del patrimonio valdostano.

Fra le opere esposte merita particolare attenzione il rilievo in alabastro gessoso raffigurante Santa Caterina d’Alessandria, attribuito alla bottega di Stefano Mossettaz, uno dei principali scultori attivi nella Valle d’Aosta del ‘400. Non mancano reperti archeologici, oggetti liturgici e materiali legati alla storia del territorio.

Al livello superiore si incontrano le stanze associate a Madama Giovane, figura della vita ottocentesca del castello, mentre arredi e decorazioni regalano un’immagine più intima della quotidianità nella residenza. Il momento forse più inatteso, però, è quello nel sottotetto: sopra gli ambienti signorili si conserva una straordinaria struttura lignea quattrocentesca, composta da oltre 360 elementi.

A meritare del tempo è pure il parco puntellato di terrazze digradanti verso il paese, e in cui spuntano anche una fontana barocca, alberi ornamentali e scorci sui vigneti. Decisamente curiose, in questo spazio, sono e le grandze, antichi edifici agricoli, e le scuderie, oggi utilizzate per la biglietteria.

Il Castello di Aymavilles può essere esplorato autonomamente, con la possibilità di utilizzare un’audioguida, oppure attraverso visite accompagnate a orari prestabiliti. L’ingresso a pagamento consente di dedicare agli ambienti il tempo desiderato, seguendo il percorso museale.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Aymavilles si trova nell’omonimo comune della Valle d’Aosta, in località Castello 1, a circa 8 km dal capoluogo regionale. Sorge lungo la strada che conduce alla Valle di Cogne, in una posizione particolarmente favorevole anche per esplorare i paesi e i monumenti della parte occidentale della regione.

In automobile, partendo da Aosta, si percorre la SS26 in direzione Courmayeur e Monte Bianco. Superata la zona di Sarre, occorre imboccare il bivio per Cogne e proseguire seguendo le indicazioni turistiche per Aymavilles e per il castello.

Chi utilizza l’autostrada A5 può raggiungere la zona attraverso l’uscita di Aosta Ovest, proseguendo poi verso la strada regionale della Valle di Cogne.

Chi vuole optare per i mezzi pubblici, può considerare che da Aosta è disponibile un autobus diretto a Cogne, con fermata Aymavilles – Bettex Castello. Un’alternativa è la linea 5 Aosta-Aymavilles, attiva nei giorni feriali previsti dal servizio, con fermata al capolinea Bettex.

Riapre la cripta delle Sacre Stimmate di San Francesco, un luogo sorprendente da visitare gratis

3 novembre 2026 à 15:00

Roma non si finisce mai di conoscere e questa notizia ne è la conferma: proprio nel cuore della Città Eterna, a pochi passi da Largo di Torre Argentina, si nasconde un luogo affascinante e poco conosciuto, dove arte, storia e mistero si intrecciano. È la cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, uno spazio sotterraneo che custodisce una straordinaria testimonianza dell’arte funeraria tra Seicento e Settecento.

Dopo un importante intervento di restauro, questo piccolo tesoro della Capitale torna finalmente accessibile al pubblico. Dal 5 novembre al 10 dicembre 2026 sarà possibile visitarlo gratuitamente, scoprendo ambienti decorati con ossa umane, affreschi e antiche testimonianze archeologiche che raccontano secoli di storia romana.

Cosa vedere nella cripta delle Sacre Stimmate di San Francesco

La riapertura è il risultato di un intervento realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma grazie ai finanziamenti del PNRR Caput Mundi, per un investimento complessivo di 2,1 milioni di euro. Il restauro ha permesso di recuperare le due sale sotterranee della cripta, riportando alla luce le suggestive decorazioni realizzate con elementi ossei provenienti dall’antico ossario. Una tradizione funeraria che, tra il XVII e il XVIII secolo, trasformava i resti umani in composizioni decorative dal forte significato religioso.

Cripta Sacra Stimmate di San Francesco, Roma
Ufficio Stampa
L’interno della Cripta Sacra Stimmate di San Francesco

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli affreschi a finto marmo e alla Deposizione, un dipinto murale che aveva subito gravi danni a causa dell’umidità. Gli interventi hanno interessato anche la pavimentazione, le lapidi e l’antico ingresso, nuovamente aperto dopo i lavori. Una passerella e un nuovo sistema di illuminazione a LED consentono oggi di attraversare gli ambienti in sicurezza, valorizzandone i dettagli architettonici e artistici.

Ma la storia della cripta affonda le radici ancora più lontano. Sotto il pavimento si conservano infatti strutture murarie di epoca romana, probabilmente riconducibili al Diribitorium, l’edificio nel quale venivano scrutinate le votazioni svolte nei vicini Saepta Julia.

Come visitare gratis la cripta

La cripta si trova sotto la Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, in Largo delle Stimmate, nel centro storico di Roma, a pochi passi da Largo di Torre Argentina. Il complesso religioso ha origini medievali, ma assunse l’aspetto attuale nel Settecento, quando la chiesa venne ricostruita su progetto dell’architetto Giovan Battista Contini.

Ossario della cripta, Roma
Ufficio Stampa
L’ossario della cripta

Per celebrare la conclusione dei restauri, la Soprintendenza Speciale di Roma ha organizzato un calendario di aperture straordinarie gratuite, che permetteranno di esplorare la cripta senza prenotazione. Le visite saranno possibili esclusivamente nelle seguenti giornate: giovedì 5, 12, 19 e 26 novembre;  giovedì 3 e 10 dicembre 2026.  L’orario di apertura, invece, sarà dalle 15:00 alle 20:00, con ingresso libero e senza obbligo di prenotazione.

Musei gratis il 4 novembre 2026: dove entrare senza pagare in tutta Italia

3 novembre 2026 à 14:00

Per gli amanti dell’arte, è in arrivo un’altra occasione imperdibile volta a scoprire le meraviglie del patrimonio culturale italiano senza spendere un euro. Mercoledì 4 novembre 2026, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, torna l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali. Un appuntamento che permette di visitare monumenti, gallerie d’arte, castelli e siti archeologici da Nord a Sud, grazie all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura.

Dopo la prima domenica del mese, che a novembre è caduta il giorno 1, arriva quindi una nuova opportunità per organizzare una giornata all’insegna dell’arte e della storia, visitando anche alcune delle attrazioni più celebri del Paese.

Musei gratis il 4 novembre 2026

L’apertura gratuita del 4 novembre rientra nel calendario delle giornate speciali istituite dal Ministero della Cultura nel 2023 per valorizzare alcune delle ricorrenze più significative della storia italiana. Oltre alla Festa della Liberazione del 25 aprile e alla Festa della Repubblica del 2 giugno, anche il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate offre la possibilità di accedere gratuitamente ai luoghi della cultura statali aderenti.

Palazzo Grimani, Venezia
iStock
Sguardo su Palazzo Grimani a Venezia

La ricorrenza ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale per l’Italia e l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre 1918, simbolo del completamento dell’unità nazionale. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura dei singoli istituti, mentre la prenotazione sarà necessaria solo dove prevista. Prima di partire è quindi consigliabile verificare le modalità di accesso sul sito ufficiale del museo scelto.

Quali musei visitare gratis il 4 novembre

Le possibilità per trascorrere una giornata culturale sono numerose e coinvolgono alcune delle attrazioni più conosciute d’Italia. A Roma, per esempio, sarà possibile visitare gratuitamente il Pantheon, Castel Sant’Angelo, le Terme di Caracalla e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. A questi si aggiungono le sedi del Museo Nazionale Romano, tra cui Palazzo Massimo e Palazzo Altemps.

A Firenze, tra le aperture più attese ci sono gli Uffizi, custodi di capolavori del Rinascimento come la Nascita di Venere di Botticelli, e la Galleria dell’Accademia, dove è conservato il celebre David di Michelangelo. Ingresso gratuito anche a Palazzo Pitti, al Giardino di Boboli, al Museo Nazionale del Bargello e alle Cappelle Medicee.

In Campania, protagonisti saranno gli straordinari siti archeologici di Pompei ed Ercolano, insieme al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al Palazzo Reale e al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Si potranno inoltre visitare gratuitamente il Castello di Baia e il Parco Archeologico delle Terme di Baia. Tra le altre opportunità figurano Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, il Museo di Palazzo Grimani a Venezia e numerosi musei archeologici distribuiti nelle diverse regioni italiane.

L’elenco completo e aggiornato dei musei aderenti è disponibile sul sito del Ministero della Cultura, con informazioni sugli orari e sulle modalità di visita.

Case a 1 euro a Bracca, il piccolo borgo colorato della Val Serina vuole tornare a vivere

3 novembre 2026 à 13:00

Nel cuore delle montagne bergamasche c’è un piccolo borgo che sogna di ripopolarsi e tornare a essere abitato. Si tratta di Bracca, in provincia di Bergamo, dove prende il via il progetto delle Case a 1 euro, un’iniziativa pensata per recuperare gli immobili inutilizzati e dare nuova vita al centro storico e alle sue frazioni.

Un’opportunità che guarda al futuro di questo piccolo paese della Val Serina, ma anche a chi desidera cambiare vita, trasferirsi in montagna o investire in una seconda casa immersa nella natura.

Perché acquistare case a 1 euro a Bracca

Bracca è un piccolo comune montano della provincia di Bergamo, situato nel suggestivo contesto della Val Serina, una vallata laterale della Val Brembana. Circondato dalle montagne e dai boschi delle Prealpi Orobie, conta circa 700 abitanti ed è caratterizzato da un ambiente tranquillo, lontano dalla frenesia dei grandi centri urbani.

Il suo territorio comprende piccoli nuclei abitati, paesaggi verdi e scorci tipici dei borghi montani della Lombardia. Un contesto che può conquistare chi sogna una vita più a contatto con la natura, ma anche chi cerca una seconda casa dove trascorrere le vacanze e i fine settimana.

L’iniziativa delle Case a 1 euro nasce da un’esigenza concreta: contrastare lo spopolamento e l’abbandono degli immobili privati. Alcune abitazioni, infatti, appartengono a proprietari che si sono trasferiti altrove e che non riescono più a occuparsi della loro manutenzione.

Attraverso il progetto, il Comune intende favorire il recupero di queste proprietà, migliorare il decoro urbano e attirare nuovi residenti, anche provenienti da fuori regione o dall’estero. La riqualificazione degli immobili potrebbe inoltre aprire nuove possibilità per attività culturali, associative e ricettive, contribuendo a valorizzare il territorio e a incentivare un turismo sostenibile.

Per chi ama le attività all’aria aperta, Bracca rappresenta anche un punto di partenza per scoprire la Val Serina e le montagne bergamasche, tra escursioni, passeggiate, ciclismo e tradizioni gastronomiche locali.

Come acquistare una casa a 1 euro nel borgo di Bracca

Il progetto promosso dall’Amministrazione comunale prevede la possibilità di acquistare immobili privati al prezzo simbolico di 1 euro. Non si tratta, però, di una vendita diretta da parte del Comune: l’ente pubblico svolge una funzione di intermediazione e coordinamento, mettendo in contatto i proprietari che desiderano cedere le proprie abitazioni con i potenziali acquirenti.

Il regolamento riguarda immobili destinati a civile abitazione oppure a iniziative associative di carattere culturale, artistico, musicale, sportivo e sociale, situati nel territorio comunale, comprese le frazioni.

Possono aderire proprietari privati, aziende e società che intendono cedere fabbricati non abitati, sia in condizioni di degrado sia già abitabili, oppure immobili abitati e abitabili, purché disponibili alla vendita a un prezzo simbolico di 1 euro.

Chi desidera partecipare deve quindi individuare un immobile inserito nell’iniziativa e confrontarsi con la proprietà, seguendo le procedure previste dal regolamento comunale. L’acquisto a 1 euro non significa, tuttavia, poter disporre immediatamente di un’abitazione pronta da vivere: in particolare, per gli edifici che presentano problemi strutturali o igienico-sanitari, sarà necessario programmare e sostenere interventi di recupero.

Sono inoltre previste specifiche garanzie economiche e tempistiche per assicurare che gli acquirenti rispettino gli impegni di ristrutturazione. Il progetto rappresenta così un’occasione per chi è disposto a investire nel recupero di un immobile e contribuire concretamente alla rinascita di un piccolo borgo montano.

PN Cinque Terre - Sentiero 587, al via i lavori di riqualificazione tra Corniglia e Case Pianca

3 novembre 2026 à 12:27
Dal 16 novembre chiusura temporanea del percorso per circa 3 mesi. L'intervento, richiesto e progettato dal Comune di Vernazza e finanziato dall'Ente Parco, prevede il recupero delle pavimentazioni e delle strutture murarie.
(Sede Parco Cinque Terre, 03 Nov 26) Prenderanno avvio il 16 novembre 2026 i lavori di ripristino e riqualificazione del sentiero comunale n. 587, nel tratto tra Corni[...]

Carta Dedicata a Te 2026-2027, pubblicata la graduatoria definitiva dei beneficiari

Par : lorenzolucon
3 novembre 2026 à 12:26

Tutte le informazioni utili

Si informano i cittadini interessati che il Comune di Biella ha pubblicato la graduatoria definitiva dei beneficiari della “Carta Dedicata a Te – 2026-2027” destinata all’acquisto dei beni alimentari di prima necessità.

Le famiglie beneficiarie, selezionate dall’INPS, sono 431 e, ai fini della tutela della privacy, sono identificate nell’elenco allegato attraverso il solo numero di protocollo dell’Attestazione ISEE 2026 rilasciato tra il primo gennaio 2026 e il 3 agosto 2026.

Le Carte saranno rese operative con l’accredito della prima quota del contributo da parte dell’INPS a partire dal 4 novembre 2026.

Ciascun beneficiario dovrà effettuare il primo utilizzo della carta entro il 16 dicembre 2026, pena la decadenza dal beneficio.

la seconda quota del contributo sarà accreditata dal mese di aprile 2027.

Per l’annualità 2027, le eventuali carte prepagate non ritirate e/o non attivate entro il termine del 16 dicembre 2026, potranno essere ritirate e/o attivate dai beneficiari effettuando un pagamento, a pena di decadenza, dal 1° aprile 2027 al 31 agosto 2027.

Le somme accreditata ai beneficiari dovranno essere interamente utilizzate entro e non oltre il 10 ottobre 2027.

 

MODALITÀ DI EROGAZIONE E RITIRO 

Cittadini già in possesso della carta 

I beneficiari che hanno ricevuto la Carta negli anni precedenti e risultano confermati nella graduatoria 2026 riceveranno l’accredito automaticamente sulla carta già in loro possesso, senza necessità di recarsi presso un Ufficio Postale. Il credito sarà utilizzabile a partire dal 4 novembre 2026.

In caso di deterioramento o malfunzionamento della Carta può essere richiesta la sostituzione recandosi in qualsiasi Ufficio Postale presentando la carta e il proprio documento di riconoscimento.

In caso di furto o smarrimento è necessario portare presso l’Ufficio Postale la denuncia presentata alle Autorità di Pubblica Sicurezza e il proprio documento di riconoscimento. In caso di smarrimento o perdita del PIN occorre rivolgersi esclusivamente a Poste Italiane.

Nuovi beneficiari 

I nuclei familiari beneficiari per la prima volta potranno ritirare la Carta Dedicata a Te presso qualsiasi Ufficio Postale a partire dal 4 novembre 2026, presentando:

  • Un documento d’identità valido in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto).
  • Il Codice Fiscale o la Tessera Sanitaria
  • La comunicazione di assegnazione del codice identificativo della carta abbinato al codice fiscale. Per conoscere il proprio codice identificativo i Nuovi Beneficiari dovranno inviare una richiesta al Comune di Biella – settore Servizi alla Persona.

Il dichiarante dell’Attestazione ISEE 2026 verificata e presente in graduatoria, ossia il primo nominativo indicato nell’attestazione, dovrà:

  • compilare il modulo di richiesta (indicazione di tutti i dati e firma)
  • allegare copia del documento di identità
  • trasmettere via email il modulo e il documento di identità all’indirizzo protocollo@cert.comune.biella.it

 

La graduatoria è scaricabile dall’allegato qui sotto.

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Ville, castelli e luoghi storici: a novembre il FAI organizza visite ed eventi speciali in tutta Italia

3 novembre 2026 à 12:00

A novembre il FAI invita a riscoprire ville storiche, castelli, boschi e luoghi di grande valore culturale e naturalistico attraverso un calendario di eventi, passeggiate e incontri speciali. Il filo conduttore è anche il cambiamento climatico, un tema sempre più urgente che la Fondazione affronta con la campagna di sensibilizzazione #FAIperilclima.

Ma il mese di novembre è ricco anche di tanti altri appuntamenti con i luoghi della cultura italiani insieme al FAI. In questo articolo abbiamo fatto una selezione di 5 iniziative in programma, il calendario completo è consultabile sul sito ufficiale.

Villa Necchi Campiglio, Milano

Sabato 7 novembre, alle ore 16, Villa Necchi Campiglio, a Milano, ospita un incontro speciale nell’ambito della mostra mercato Colori d’Autunno dedicata a fiori e piante.

Il titolo dell’appuntamento è Tre voci, una sfida: la risposta verde all’emergenza climatica e mette a confronto tre professionisti con competenze differenti: il climatologo Luca Onorato, il dottore forestale Riccardo Rizzetto e il garden designer Filippo Alossa.

Al centro del dialogo ci sarà una domanda fondamentale: come progettare e curare spazi verdi capaci di adattarsi alle trasformazioni climatiche?

Abbazia di San Fruttuoso, Camogli (GE)

Domenica 8 novembre, l’Abbazia di San Fruttuoso, a Camogli (GE), sarà protagonista di una passeggiata dedicata alla meteorologia, agli eventi estremi e alla vegetazione del Parco di Portofino.

Il meteorologo Rai Meteo Paolo Bellantone e la guida ambientale escursionistica Federico Chiodaroli accompagneranno i partecipanti alla scoperta di due ambienti differenti: i terrazzamenti coltivati a ulivo e la macchia mediterranea. Si parlerà di come vengono elaborate le previsioni meteorologiche, di come il cambiamento climatico renda più complessa l’individuazione degli eventi estremi e delle conseguenze di questi fenomeni sulla vegetazione.

Castello di Avio, Avio (TN)

Domenica 15 novembre, il Castello di Avio celebra la tradizionale festa dell’Estate di San Martino. L’iniziativa rievoca la storia di Martino di Tours che, secondo la tradizione, dopo aver donato il proprio mantello a un povero vide il cielo schiarirsi e le temperature diventare più miti, quasi fosse tornata l’estate.

Nel corso della giornata sono previste visite guidate per scoprire la storia e le bellezze del castello, ma anche un percorso-gioco pensato per coinvolgere bambini e famiglie.

Eventi FAI di novembre 2026
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Al Castello di Avio si festeggia l’Estate di San Martino

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO)

Venerdì 20 novembre, il Castello e Parco di Masino, nel Canavese, apre eccezionalmente al pubblico il deposito dei quadri del castello.

L’appuntamento offre l’opportunità di scoprire un patrimonio artistico nascosto e conoscere da vicino il lavoro di conservazione e valorizzazione delle collezioni. Protagonista della visita sarà la Quadreria del Salone dei Savoia, composta da oltre 90 ritratti del XVII e XVIII secolo che raffigurano importanti personaggi delle grandi corti europee.

Casa Macchi, Morazzone (VA)

Sabato 21 e domenica 22 novembre, Casa Macchi a Morazzone (VA) ospita l’edizione invernale di Tante Care Cose, il mercato dedicato a rigatterie, antiquariato e modernariato.

Un appuntamento per gli appassionati di oggetti vintage e curiosi alla ricerca di pezzi unici, tra mobili, lampade, libri, stampe, porcellane, abiti, dischi, giochi antichi e cimeli di ogni genere, proposti da rigattieri e brocantes del territorio. Il filo conduttore è il riuso.

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