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Valentina Cappio, Trentino: “Una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone”

Dai colori avvolgenti del foliage autunnale nei boschi di larici al fascino delle vette che si preparano alla stagione invernale, il Trentino si conferma una destinazione capace di rinnovarsi continuamente nel segno dell’autenticità e della vivibilità. Tra festival legati all’enogastronomia e alle vendemmie, mostre d’arte nei grandi poli culturali come il Mart di Rovereto o il MUSE di Trento, ed esperienze uniche come i concerti di Ice Music nell’igloo del ghiacciaio Presena, l’offerta del territorio punta sempre più a una fruizione d’eccellenza e a un ritmo di viaggio lento e consapevole.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Cappio, Responsabile della Comunicazione di Trentino Marketing. Nell’intervista ci ha illustrato la ricca programmazione delle “belle stagioni”, l’eredità lasciata dalle grandi competizioni sportive internazionali e la sfida ambiziosa verso il 2026-2027: ottenere la certificazione di sostenibilità turistica per l’intero territorio, garantendo al contempo massima accessibilità, servizi integrati per la mobilità e un’esperienza a misura sia per i residenti sia per i cittadini temporanei.

Cosa raccontate qui al TTG di Rimini? 

Parliamo un po’ dell’autunno che è nel pieno del foliage, per cui è bellissimo venire nei nostri boschi, tra i larici che diventano d’oro e con le foglie che scricchiolano sotto i piedi, a vivere davvero una montagna che, in questa stagione, è al suo meglio, c’è questa luce davvero molto calda, tutti i sentieri, questo tempo lento, di riconnessione prima dell’inverno. E poi ci sono tantissimi eventi.

Ovviamente la vendemmia che si è appena conclusa, ci sono tantissimi eventi a tema vino. In Val di Cembra, ad esempio, ci sono i weekend delle antiche cantine aperte. La Val di Cembra è famosissima per l’agricoltura eroica, ci sono dei terrazzamenti fantastici. Quindi ci sarà del Trento DOC, le nostre bollicine… Oppure c’è un evento sul Sasso Lungo dove si assaggiano e si degustano i vini, quindi vino e 3.000 metri di altitudine, un connubio bellissimo perché da un lato c’è la  pazienza che richiede la terra, dall’altro c’è la maestosità della montagna, quindi è davvero un’esperienza molto bella.

Il tempo delle mele in Val di Non, terra di mele, c’è Pomaria (17-18 ottobre 2026) dove si festeggia la raccolta delle mele, tutti i borghi sono in festa, si incontrano i contadini, ci si ci si racconta, si assaggiano i piatti della tradizione. C’è la Sagra della Ciuìga (30 ottobre – 1° novembre 2026) a San Lorenzo Dorsino, un insaccato famosissimo dei tempi poveri, è una gran festa anche lì, è tempo di funghi: quindi, davvero, per chi ama l’enogastronomia e la natura, è veramente il momento perfetto.

La cultura: il Trentino viene associato quasi sempre alla alla natura e alla montagna, ma è una terra ricchissima di cultura, di storia. Abbiamo il MART con l’ultimo weekend di Giacomo Balla, quindi non solo quadri, ma anche oggetti di arredo, perché il futurista ama portare l’arte fuori dal dipinto e nella vita di tutti i giorni. C’è il Buonconsiglio (castello-museo, ndr) che ha una bellissima mostra, tra l’altro in tre sale spesso che sono state sempre chiuse al pubblico, sulla sulla civiltà egizia, molto bella. Il MUSE (Museo delle Scienze, ndr) è bellissimo da vedere con le famiglie. Quindi davvero un autunno ricchissimo.

E fra un po’ arriviamo all’inverno, aspettiamo tutti la neve come i bambini! Gli impianti dovrebbero essere aperti molti già dal 20 novembre, per cui ci aspettiamo una stagione ricchissima. Veniamo dalle Olimpiadi, quindi una legacy importante che ci posiziona sicuramente come un territorio che sa accogliere, sa organizzare e ha sicuramente delle piste d’eccezione. Grandi eventi sportivi, la famosa 3Tre (Madonna di Campiglio, ndr), le gare di Coppa del Mondo, ma anche eventi non sportivi molto belli. Uno fra tutti, l’Ice Music sul ghiacciaio Presena: è un igloo in cui ci sono degli strumenti musicali fatti col ghiaccio, quindi dei concerti davvero molto particolari e un’atmosfera bellissima.

In realtà ci sono tante novità: impianti rinnovati; prezzi dinamici in diverse ski area che invogliano con l’acquisto dello ski pass online per non fare la fila alle casse, per un’esperienza più godibile da parte di tutti e premia naturalmente i momenti di minor picco; il numero ideale a Campiglio, che viene riproposto anche quest’anno, per gestire i flussi, è stato il primo e ha funzionato molto bene, quindi siamo prontissimi per accogliere…

Poi ci sono i mercatini di Natale…

Ci sono i Mercatini di Natale e grandissima attenzione, devo dire, al tema della sostenibilità e dell’accessibilità. Ecco, come territorio forse questo è un elemento di innovazione che mi piace ricordare: molto spesso una destinazione si misura sugli arrivi e sulle presenze, di fatto sono numeri, sono parametri importanti, però oggi una destinazione si misura anche sulla qualità della vita che riesce a garantire, no? (Trento è al 1° posto della classifica generale del Sole 24 Ore, ndr) Una destinazione che può garantire una crescita equilibrata e duratura è quella che riesce a garantire anche una qualità della vita per i residenti e per i cittadini temporanei, i nostri ospiti. Per cui, come destinazione ci stiamo impegnando, entro fine del 2026, inizio 2027, per avere tutto il territorio certificato secondo standard internazionali per quanto riguarda la sostenibilità turistica, che si traduce in un impegno molto pratico e verificabile: intanto, su iniziative come la mobilità, ad esempio, tutti i servizi della mobilità pubblica sono inclusi nella nostra Trentino Guest Card, quindi senza costi aggiuntivi per tutti gli ospiti che pernottano in Trentino. E poi ce ne sono tante: l’accessibilità, ci sono scuole di sci che hanno fatto un percorso molto importante proprio di accompagnamento con persone con disabilità, attrezzature adatte proprio per lo sci o altre attività sulla neve, impianti attrezzati per persone con disabilità, quindi per noi è un tema molto importante.

Importanti anche altre iniziative che premiano proprio questo patto tra ospite e cittadino per tutelare un ambiente che non è patrimonio del Trentino, è patrimonio di tutti e soprattutto delle generazioni future.

Hai accennato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quanto questa vetrina ha influenzato gli arrivi italiani e, soprattutto, stranieri?

Sicuramente posso dirti che hanno avuto un ottimo impatto su tutto il territorio trentino, non soltanto sulla Val di Fiemme che poi è stata la vallata che ha ospitato le medaglie olimpiche, in particolare. Quindi, devo dire che lo sentiamo, ma in realtà la vera legacy non è soltanto sugli arrivi e sulle presenze, è su tutta l’infrastruttura che è stata migliorata, sulla formazione che è stata fatta agli operatori e che rimane comunque sul territorio per chi poi ci verrà a trovare.

Ottimi numeri anche in estate, devo dire, e ottimi numeri anche su quelle che noi chiamiamo le “belle stagioni“, che sono la primavera e l’autunno, su cui puntiamo molto per il tema di cui ti dicevo prima: cioè, una destinazione sostenibile è una destinazione che riesce a comunque a garantire un territorio vivo tutto l’anno, sia per il cittadino sia per il residente, per cui sicuramente noi siamo molto contenti.

Facendo delle previsioni sui trend di viaggio dei prossimi anni, ribadisci questo concetto appunto della sostenibilità, della vivibilità, dell’accessibilità?

Assolutamente sì. Io penso che sia cambiato il modo di viaggiare, oggi. Dobbiamo stare anche attenti a identificare le motivazioni di viaggio con delle località in particolare, perché una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone. Quindi, tendenzialmente, quando si viaggia è perché siamo attratti da qualcosa di intangibile, che sono un ecosistema di valori, di abitudini, di modi di vivere, di tutelare il territorio. Io dico sempre che un ospite vuole bene a una destinazione quando i cittadini di quella destinazione vogliono bene al proprio territorio.

È un po’ un circolo virtuoso che si autoalimenta, quindi penso che oggi il viaggio vada in quella direzione, verso destinazioni in cui è evidente questo amore verso ciò che rende speciale quella destinazione. E questo significa un modo più lento di viaggiare, la bicicletta, i cammini, l’artigianalità, il ritorno al contatto con lo stile di vita locale, sicuramente.

Lucas Pavanetto, Veneto: “Siamo la prima regione d’Italia in termini turistici”

Con un bilancio che sfiora i 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, il Veneto si riconferma saldo al vertice del turismo italiano. Un primato importante che la regione sceglie di non tradurre in una mera corsa alle quantità, bensì in una strategia orientata alla qualità dell’accoglienza, al valore della spesa del visitatore sul territorio e alla gestione dei flussi.

Dalla valorizzazione delle 17 DMO (Destination Management Organization) all’offerta integrata tra mare, montagna, colline e città d’arte, la priorità è oggi guidare la destagionalizzazione per offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo della regione Veneto. Nell’intervista ci ha illustrato i dati positivi della stagione estiva, la presentazione della nuova rete di 13 cammini certificati — un’opportunità straordinaria per far vivere l’entroterra e ripopolare i borghi meno noti — e i piani per il rilancio in chiave wellness del polo termale tra i più grandi d’Europa.

Vogliamo commentare il primato del turismo della Regione Veneto,la regione più turistica d’Italia?

Abbiamo chiuso il 2025 con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, quindi siamo la prima regione d’Italia in termini turistici e oggi festeggiamo questo dato, naturalmente, anche con la consapevolezza di dover far meglio. Chiaramente, lo dico subito, il nostro interesse non è quello di raddoppiare i numeri, quindi in termini di quantità, ma quello di affiancare ai numeri della quantità la qualità del turista che viene. Quindi, l’attenzione non è solo su quanto una persona alloggia da noi e quanti ne arrivano poi alla fine durante l’anno, ma è anche quello che poi spendono e lasciano sul territorio in termini di consumo e penso che questo sia una delle priorità che hanno tutte quante le regioni che vivono di turismo.

Quest’estate, a maggio, abbiamo raggiunto intorno ai 5,8 milioni di presenze, ed è già un buon dato, in termini generali, il che significa che l’estate è andata molto bene. Abbiamo un +10% soltanto sul mese di maggio. Abbiamo preso quel mese di riferimento, a differenza di luglio e agosto perché sappiamo benissimo che sono quei mesi in cui quel termine che noi cerchiamo di utilizzare che è destagionalizzazione o destagionalizzare, che implica per noi una stagionalità che poi limita chi va a lavorare nel settore turistico e cerchiamo di ragionare su città turistiche che vivono tutto l’anno, che è un po’ anche quel messaggio che ha lanciato il ministro Mazzi durante una riunione con gli assessori.

Quindi, insomma, una buona estate quest’anno, un buon trend di crescita e poi aspettiamo la fine dell’anno perché ricordiamo che molte delle realtà sulle quali abbiamo investito, con il periodo autunnale, ma soprattutto con il periodo invernale e quello del Natale, oggi fanno dei numeri che poi nel budget totale naturalmente garantiscono un buon risultato.

Al TTG quest’anno presentate qualche novità?

Sì, quest’anno al TTG abbiamo presentato i Cammini. Quindi 13 cammini, 5.400 km di cammini in Veneto che fanno oggi la nostra regione, anche qui leader in termini di iniziative. Cammini che non sono quelli legati alla religione o comunque al sacro, ma sono cammini che hanno diverse sfumature. Abbiamo il cammino legato a Rigoni Stern, quindi un cammino culturale, il cammino invece della Grande Guerra, che è quello che passa nel Vicentino, il cammino enogastronomico, che è quello delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene DOCG quindi parliamo anche di Patrimonio UNESCO in questo caso, ma molto legato a un prodotto che è un fiore all’occhiello della nostra economia.

Molti altri cammini si stanno naturalmente evolvendo, oltre al primo che è la Treviso-Ostiglia, giusto per ricordarne uno, abbiamo certificato questi 13 cammini proprio per l’importanza che deve avere un cammino, quindi un servizio a 360 gradi per l’ospite. Oggi, non è più il pellegrino che fa questo tipo di attraversamento, ma è anche un turista che cerca l’open air, che cerca il relax, che cerca di taccare la spina. Tra l’altro, dai dati che sono venuti fuori, i cammini hanno una prevalenza di partecipazione femminile rispetto a quella maschile, quindi ci sono già c’è già un trend…

Poi c’è una serie di servizi che vengono agevolati, che è quella dell’esperienza. Chi fa un cammino non ha bisogno, dell’autogrill da stazione, ma ha bisogno di quel vecchio alimentari che magari è rimasto chiuso, ma che oggi è stato riaperto e che offre un servizio non solo alle persone del cammino, ma fa rivivere anche una comunità che rischiava di sparire con lo spopolamento dei piccoli Comuni. Ecco, questo è fondamentale. Oggi noi, dei 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi del 2025, l’80% lo facciamo in venti località, quindi significa che tutti quei cammini che attraversano territori che non sono prevalentemente turistici possono vivere di turismo e hanno un grandissimo potenziale.

Lei ha detto una parola chiave: trend. Su cosa puntate nei prossimi anni per destagionalizzare e per evitare l’overtourism?

Allora, diciamo che con la nascita delle OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione), delle DMO che adesso prendono forma, ce ne sono 17 in Veneto, noi non parliamo più di singola realtà turistica che riesce a fare i grandi numeri — abbiamo dei player sul campo che fanno sei milioni di presenze in un Comune da 13.000 abitanti, se penso a Cavallino, se penso a Jesolo, se penso a Caorle —, ma abbiamo una costa che va ragionata in termini proprio di Costa Veneziana che parte dal Delta del Po e arriva fino a Bibione e che fa oltre quasi 40 milioni di presenze. Abbiamo il Lago di Garda che ne fa altrettanti, abbiamo le Dolomiti, abbiamo le colline, abbiamo le città d’arte che poi fanno la gran parte dei risultati. Per noi oggi è fondamentale avere un’organizzazione che possa gestire questo, ma che possa anche offrire al turista, proprio perché non ci sia poi l’overtourism di un singolo luogo, ma che possa essere l’opportunità di frequentare un luogo molto più ampio, facendo vivere anche il territorio dell’entroterra, che magari spesso e volentieri viene dimenticato, oppure quello della cinta di una grande città culturalmente preparata, che può essere Verona, che può essere Venezia, che può essere Padova, ma che può offrire molto. La Regione del Veneto, con la giunta attuale, ha avviato un rilancio in particolar modo di quello che è la parte delle terme e dei colli, dove all’interno ci sono i cammini, ci sono la parte del turismo termale e delle terme in senso anche sanitario, che sono le terme tra le più antiche d’Europa, tra l’altro il polo termale più grande d’Europa, che oggi deve vivere di nuova vita e quindi, accanto a quello che era la salute di un tempo, va messo quello che è il benessere, la bellezza piuttosto che il relax e il wellness più in senso ampio.

Antonella Russo: Friuli-Venezia Giulia, “Tutto da scoprire”

Con una posizione strategica nel cuore dell’Alpe Adria e una straordinaria varietà paesaggistica racchiusa in soli 200 km— dalle vette delle Dolomiti alle vigne del Collio, fino alle sponde dell’Adriatico —, il Friuli-Venezia Giulia si conferma una delle destinazioni più dinamiche e attrattive del panorama europeo.

La regione sta vivendo una stagione d’oro dal punto di vista culturale e turistico, forte dell’esperienza di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025 e con lo sguardo già proiettato verso il 2027, anno in cui sarà Pordenone Capitale Italiana della Cultura.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini 2026, abbiamo intervistato Antonella Russo, Head of Italian & International Travel Trade per la Regione Friuli-Venezia Giulia. Nell’intervista, ci ha raccontato i preparativi per il grande anno di Pordenone, il prestigioso debutto dell’evento internazionale d’aviazione Connect Aviation 2027 a Trieste e le tendenze di un turismo sempre più orientato all’autenticità, alla sostenibilità e alle esperienze “da respirare”.

Ci sono alcune grosse novità l’anno prossimo nel Friuli-Venezia Giulia, ce le vuole raccontare?

Nel Friuli-Venezia Giulia c’è già una grande emozione, una grande aspettativa per Pordenone 2027, anche perché siamo reduci da un’altra Capitale della Cultura. Allora, un po’ abbiamo avuto la fortuna – e credo anche grazie al duro lavoro – di riuscire ad avere due Capitali nel giro di pochi anni: la Capitale Europea della Cultura di Gorizia e Nova Gorica, e la Capitale Italiana della Cultura che sarà proprio Pordenone il prossimo anno. Per cui è un trend culturale molto molto positivo che ci dà anche una grande carica a noi e agli operatori anche qui presenti al TTG di Rimini, che sono numerosissimi per promuovere tutto questo. Pordenone che non è per caso Capitale Italiana della Cultura, perché è una città non sempre conosciutissima, però molto molto vivace proprio dal punto di vista culturale.

Pordenone ha degli archi lunghissimi, ha un corso centrale dove è anche bello fare una passeggiata, fermarsi, bere un caffè, insomma è una città che invita a rilassarsi, ma anche a godere dell’influenza culturale, perché ci sono eventi che sono importantissimi a livello internazionale. Primo fra tutti, che si è appena concluso anche con la presenza del Presidente Mattarella, Pordenonelegge. Credo che non abbia più neanche bisogno di presentazioni. Ma anche Le Giornate del Cinema Muto, ma anche Pordenone Blues o il Dedica Festival. Quindi, una grande vivacità dal punto di vista degli eventi; dal punto di vista anche del rinnovamento urbano che si sta intraprendendo proprio in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura, ma anche dal punto di vista dei luoghi dedicati alla cultura. Solo per nominarne uno, il Palazzo del Fumetto, che è una realtà veramente importante per un modo di fruire la cultura che è diverso, che non è quello che comunemente si conosce, ma è qualcosa di molto molto particolare e che ha rilevanza a livello europeo.

Così come anche per alcuni progetti legati alla cultura: per esempio uno di questi è “La cultura che cura“, ed è un progetto a nostro avviso interessantissimo che porta la cultura negli ospedali. Per cui anche in collaborazione con il CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano, con con le aziende sanitarie e vari istituti, così che anche chi sta passando dei momenti difficili nella vita abbia la possibilità, tramite la cultura, di non concentrarsi unicamente sulla battaglia che sta affrontando, ma anche di vivere questo momento in maniera un po’ diversa e un po’, per quello che è possibile, migliore, guardando anche al futuro.

Ci sono già dei progetti che potete comunicare per Pordenone 2027? Innanzitutto, quando inizia ufficialmente?

La seconda metà di gennaio. Allora, progetti ce ne sono tantissimi, però ancora non li possiamo comunicare. Ma, a giorni, ci saranno delle comunicazioni molto importanti. Quindi, stay tuned, come si suol dire, perché ci saranno delle cose veramente molto importanti e molto belle che bollono in pentola, tra cui alcune mostre: tra le 50 che prevediamo, alcune mostre veramente importanti, sì.

Pordenone in sé è una città, appunto, come dicevamo, molto bella, che vale la pena di visitare, vale la pena di vivere, ma si lega a un entroterra anche interessante, perché Pordenone è circondata da piccoli borghi, ognuno dei quali ha dal punto di vista turistico qualcosa da da offrire. Penso ad esempio a uno dei più celebri che è Spilimbergo, con la scuola dei mosaicisti e tra poco parliamo già di presepi, ci sarà il presepe dei mosaicisti giganti di Spilimbergo, che è qualcosa anche questo legato alla cultura, ma diverso…

Per la Capitale della Cultura saranno coinvolti anche delle località limitrofe quindi?

Assolutamente sì, c’è la provincia, tutta la zona e le località diffuse. Noi lo sentiamo come un evento regionale, nel senso che la nostra è una regione piccola per cui siamo tutti coinvolti, però chiaramente tutti questi borghi — Valvasone che è il borgo medievale, Spilimbergo che nominavamo prima, Sesto al Reghena, Sacile… ce ne sono veramente tanti e saranno coinvolti in prima fila negli eventi e negli avvenimenti, insomma, di Pordenone Capitale Italiana della Cultura.

Sempre parlando di viaggi, ospitate anche un evento molto importante per il mondo dell’aviazione…

Connect! È una cosa di cui siamo molto orgogliosi perché abbiamo vinto una candidatura. Connect Aviation è uno degli eventi internazionali principali per l’aviazione civile. Noi abbiamo un aeroporto che è il Trieste Airport, che è un aeroporto veramente centrale non soltanto per la nostra regione, ma che collega tutto l’ambito dell’Alpe Adria, quindi centrale a livello europeo, e che ha una peculiarità: ha il treno, cioè la stazione ferroviaria di un treno di linea che si ferma proprio di fronte all’aeroporto. Quindi è collegato benissimo!

È un aeroporto comodo anche perché, essendo un aeroporto non enorme, è molto facile da fruire: uno scende dall’aereo, la valigia è già lì, attraversa il ponte ed è al treno o al parcheggio. Quindi è tutto molto a portata di viaggiatore, senza stress, senza code. Però noi vorremmo anche farlo conoscere un po’ di più tra coloro che muovono e smuovono questo settore. Per cui avremo ospiti a Trieste a febbraio (23-25/02/27), per tre giorni di workshop e una settimana di eventi in tutta la regione, tra gli 800 e i mille delegati che appartengono a tutte le linee aeree europee o che operano in Europa, anche extraeuropee, tutti gli aeroporti d’Europa e tutti coloro che rappresentano dei servizi legati proprio all’aviazione. Quindi Connect sarà per noi un’occasione di presentare Trieste come destinazione e come gate, restando nel gergo aeroportuale, per una una destinazione molto più ampia che è quella del Friuli- Venezia Giulia.

Non è la prima edizione, siamo alla 26ª edizione. Per noi è chiaramente la prima, è una cosa piuttosto straordinaria, e stiamo già lavorando per questo appuntamento.

Da qui magari nasceranno anche dei nuovi business, dei nuovi accordi, proprio per incrementare il traffico aeroportuale.

Questa è l’idea, anche di presentarci come destinazione Trieste, destinazione Friuli-Venezia Giulia, anche loro, in un momento difficile, perché è un momento difficile per l’aviazione, per la strutturazione adesso, nuova strutturazione in Europa dei voli, delle linee, per dire: “Guardate, noi ci siamo, non solo ci siamo, ma valiamo la pena!”.

Quali sono i numeri relativi agli arrivi turistici?

Noi siamo molto molto soddisfatti degli arrivi e delle presenze in Friuli-Venezia Giulia. Siamo, un po’ per collocazione, una regione che vive molto del turismo straniero, perché siamo chiaramente all’angolo d’Europa e molto vicini sia alla zona mitteleuropea sia alla zona dell’Est Europa, per cui abbiamo anche tantissimi visitatori dai Paesi dell’Est Europa. Non abbiamo dei Paesi che spiccano se non quelli proprio più vicini: chiaramente l’Austria è attaccatissima, la Germania, ma siamo un po’ una destinazione trasversale per tutti i Paesi europei. Per cui possiamo dire con orgoglio che stiamo mantenendo e anche aumentando gli afflussi nella nostra regione, anche perché il Friuli-Venezia Giulia rappresenta in questo momento quello che il turista sta cercando. Nel senso che, soprattutto dopo il Covid, c’è stato un cambio di prospettiva: ci si è un attimino allontanati da alcune destinazioni che sono molto più conosciute, che però sono anche più affollate, e si cerca la destinazione da vivere in tranquillità, quindi la destinazione, noi diciamo, “da respirare”, da vivere, da godere a 360 gradi.

Quindi, a partire non solo dalla visita culturale — parlavamo prima di cultura — ma anche la cultura dove l’enogastronomia fa parte di questa esperienza culturale, la passeggiata, il godersi l’aria aperta. Noi abbiamo per nostra fortuna una configurazione paesaggistica straordinaria: nel giro di 200 km si passa dalle Dolomiti alle Alpi, i vini, i vigneti e poi anche la costa adriatica. E tutto questo, unito alla posizione vicina all’Austria e alla Slovenia, fa sì che ci sia un mondo veramente, come il nostro claim, “Tutto da scoprire“.

Marina Santucci, ATIM: nelle Marche il turista è “come cittadino temporaneo”

Dalla costa adriatica ai rilievi dell’Appennino, passando per borghi medievali, città d’arte ed eccellenze enogastronomiche, le Marche continuano a distinguersi nel panorama turistico nazionale come l’unica regione d’Italia “al plurale”. Un’identità ricca e sfacettata che punta tutto sull’esperienzialità, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere il territorio non da semplici turisti, ma da veri e propri “cittadini temporanei”.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini 2026, abbiamo incontrato Marina Santucci, direttrice di ATIM (Agenzia Turismo e Innovazione Marche), per fare il punto sulla presenza della Regione alla fiera, sui dati positivi registrati durante la stagione estiva e sulle strategie di promozione rivolte al mercato estero.

Un focus speciale è stato dedicato al valore dell’autenticità e alle grandi prospettive future che vedono il territorio marchigiano proiettato verso importanti traguardi culturali.

A TTG quest’anno presentate qualcosa in particolare o annunciate qualche novità?

La nostra priorità è stata quella di portare gli operatori marchigiani. Ne abbiamo 48, che con le loro agende stanno facendo match con i buyer, quindi è un appuntamento più che altro B2B, finalizzato alla commercializzazione più che alla promozione. Il momento è dedicato principalmente a loro, anche se lo stand di Regione Marche ha anche una parte istituzionale in cui c’è una presentazione dell’offerta turistica marchigiana intesa in senso più lato ed istituzionale del termine.

Su quale tipo di turismo punta la Regione?

Beh, parto da questo spunto: le Marche sono l’unica regione d’Italia al plurale. Quindi noi giochiamo molto anche su questo, perché l’offerta che abbiamo è un’offerta varia, che va dal mare alla montagna, che va da un’offerta di tipo turistico basata sull’enogastronomia, sulla cultura, quindi il patrimoni UNESCO, che sono quelli dei teatri condominiali all’italiana, riconoscimento che è stato fatto da pochissimo tempo, Urbino che è patrimonio UNESCO, bellissime città d’arte, i borghi, la possibilità di fare una vacanza all’aria aperta sia d’estate che d’inverno. Quindi, ecco, siamo una Regione al plurale anche per quanto riguarda il turismo e sentiamo di poter offrire a qualsiasi tipo di turista che cerca un’esperienza di un tipo o di un altro qualcosa che sia effettivamente tagliato su misura alla singola esigenza.

Avete già dei numeri da comunicare relativi all’estate 2026?

Allora, i conti si fanno, come dico sempre, alla fine, nel senso che i numeri saranno validati dall’ISTAT alla fine dell’anno e si sapranno all’inizio del 2027. C’è stato però sicuramente uno studio da parte del ministero del Turismo che è uscito e che dà le Marche in un’ottima posizione. Addirittura nel mese di luglio le Marche sono state la seconda Regione dopo la Calabria con un maggiore aumento nelle presenze turistiche. Questo è sicuramente un dato e la valutazione che stiamo facendo internamente è positiva, però poi i conti si fanno ad anno finito.

E riguardo alle presenze straniere?

Le presenze straniere sono in costante aumento. È sicuramente un settore su cui dobbiamo lavorare e vogliamo lavorare ancora tanto perché ci sono grandissimi margini di miglioramento e di crescita, quindi questo è sicuramente un ambito su cui vogliamo investire tanto.

Rispetto ai vostri competitor, che cosa pensate di poter offrire di più o di diverso?

L’autenticità. L’autenticità dell’esperienza. Questo sicuramente sì: l’autenticità di un luogo vero, che può essere vissuto, che può essere vissuto come un cittadino farebbe, come un marchigiano farebbe. Quindi il turista non si trova catapultato in una realtà turistica, ma si trova a vivere un’esperienza immersiva e a vivere come cittadino temporaneo in quel momento come un vero marchigiano. E quindi l’autenticità è sicuramente un valore aggiunto che noi crediamo di avere.

Per il 2027 avete in programma qualche evento, qualcosa in particolare, qualche anniversario che festeggiate o celebrate?

Non mi sembra. Sicuramente, secondo quelle che saranno le direttive della giunta, l’agenzia si muoverà, credo, anche con grandi eventi sul territorio, anche in preparazione del fatto che comunque Ancona è Capitale della Cultura nel 2028, quindi questo sarà un ulteriore elemento…

Quindi nel 2027 bisognerà lavorare anche per questo!

Anche per quello, sì. Non solo, ma anche per quello.

Cosa succede al TTG 2026 di Rimini

Dal 14 al 16 ottobre 2026, la Fiera di Rimini torna a essere il punto d’incontro dell’industria del turismo con TTG Travel Experience e InOut | The Hospitality Community, due appuntamenti molto importanti per il turismo mondiale e l’ospitalità, che riuniscono destinazioni, tour operator, buyer, catene alberghiere, imprese tecnologiche, progettisti e professionisti dell’accoglienza.

La cerimonia inaugurale si terrà mercoledì alle 10.15 nella Main Arena – Hall Sud alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il titolo dell’Opening Ceremony: “The Year to Exist. Il turismo del 2030: spazi e tempi da progettare, vivere e tutelare”, nel segno di EXIST, il tema portante dell’edizione 2026.

I numeri di TTG 2026

La 63ª edizione si apre con 2.800 espositori, mille buyer, 28 padiglioni e 140.000 metri quadrati di superficie espositiva e con una presenza internazionale ancora più ampia (30% di espositori esteri diretti, 75 Paesi rappresentati), grazie anche all’ingresso di undici nuovi Paesi espositori: Repubblica Ceca, Croazia, Cipro, Moldavia, Filippine, Colombia, Bahamas, Kyrgyzistan, Giordania, Georgia e Venezuela.

Le novità a Rimini

Saranno 200 gli eventi, nove le arene tematiche e oltre 400 relatori a scandire il programma di TTG Travel Experience 2026, tra incontri istituzionali, ricerche in anteprima e confronti sui principali cambiamenti che stanno attraversando il turismo.
Tra le novità dell’edizione il nuovo format di TTG Star Award, il premio dedicato ai professionisti che, all’interno delle proprie imprese, guidano il cambiamento attraverso idee, prodotti e soluzioni innovative. Dodici i candidati, suddivisi nelle categorie Transport, Hospitality, Destination e Tour Operator, con il riconoscimento speciale TTG Star EXIST.

La TTG Next Startup Area ospita 40 startup nel padiglione C3, tra realtà emergenti e imprese in crescita, con pitch, talk e incontri su intelligenza artificiale, automazione, dati, smart destination e nuovi modelli di business.

Il programma guarda già al 2027 con i cinque trend di consumo di Travel & Hospitality Vision +27 by TTG, la prima ricerca sulla Zero Click Economy, gli studi di Politecnico di Milano, Confturismo-SWG, Isnart e Nexi e il nuovo Rapporto sul Turismo Italiano.

Spazio anche alle nuove geografie del viaggio, con il Mediterraneo, la geopolitica, il clima e la sicurezza dei viaggiatori tra i temi più discussi. Tra gli appuntamenti istituzionali, giovedì 15 ottobre sarà presentato il Cammino di San Giovanni Paolo II, un importante progetto condiviso tra Italia e Polonia con la partecipazione del ministro Mazzi e del segretario di Stato polacco Ireneusz Raś.

L’edizione 2026 di InOut | The Hospitality Community avrà nuove iniziative dedicate a extralberghiero, open air e progettazione. Debutta Extra Hospitality, con un’area e un’arena per host, gestori e property manager, mentre nasce FAITA Agorà, un nuovo spazio di confronto sull’ospitalità all’aria aperta.

Thinking Box si arricchisce invece di tour guidati nei padiglioni dedicati a materiali, tecnologie e soluzioni innovative. Cinque mostre e installazioni attraversano design, benessere e nuovi modi di vivere gli spazi dell’accoglienza: la nuova Sustainable & Inclusive Hospitality Design, dedicata ad ambienti accessibili, inclusivi e sostenibili; Hotel in Motion – Wellness Cafè 5.0; Vision Lab, alla sua quarta edizione; Let’s be too.gether, il progetto immersivo di Simone Micheli; e I Want to Be, l’installazione artistica di Cinquerosso Arte sempre ispirata al tema EXIST, fil rouge di questa edizione della manifestazione.

“In una vita precedente ero un indio amazzonico”: intervista a Milo Manara

Milo Manara è uno dei fumettisti e illustratori italiani più famosi e apprezzati al mondo, noto in particolare per la sua maestria nel fumetto erotico e per il suo stile di disegno unico. Le sue donne sono diventate vere e proprie icone della cultura pop (tanto che con una viaggerebbe molto volentieri). Miele – molto probabilmente il suo personaggio più celebre – protagonista di “IIl Profumo dell’Invisibile”, Claudia, Molly, Jolanda, Phillis, Lucrezia Borgia e Gulliveriana, una rivisitazione erotica e fantastica del classico “I viaggi di Gulliver”.

E proprio di viaggi abbiamo parlato con Manara, del suo lungo viaggio in Asia, a bordo di un camper molto particolare, di quelli “straordinari” fatti in nave, in barca e in treno e di quelli che ancora deve fare.

Milo Manara, lei è noto per essere stato un grandissimo appassionato di viaggi in camper. È ancora così?

Lo ero quando ero più giovane. Allora il mondo era diverso: c’era una libertà e una tranquillità diversa per andare ovunque senza le tensioni geopolitiche di oggi. Potevi perfino parcheggiare un camper in centro a Parigi, ai Jardin du Luxembourg, senza che nessuno venisse a dirti nulla.

Quando ha smesso con quel tipo di viaggi on the road?

Intorno alla metà degli Anni ’90-’95. Poi ho sostituito il camper con la barca, che ho venduto solo l’anno scorso. Ormai ho 81 anni, mi sarebbe toccato pesare sugli amici più giovani, e invece ogni stagione della vita ha i suoi frutti.

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Milo Manara in vacanza in barca negli Anni ’90

Negli Anni ’80 lei ha compiuto un viaggio leggendario in camper fino in Asia. Che ricordo conserva di quell’avventura?

Nel 1983, ho viaggiato in camper tra Pakistan, India e Nepal. In realtà non era un camper normale: era un mezzo militare 4×4 della Legione straniera francese riadattato, molto robusto, ideale per il deserto. All’epoca, lungo quelle strade non si incontrava quasi nessuno.

Quell’esperienza in Asia le è servita da ispirazione per il suo celebre personaggio, Giuseppe Bergman?

In un certo senso sì, Giuseppe Bergman è un personaggio vagamente autobiografico. “Le avventure orientali di Giuseppe Bergman” erano una sorta di diario fantastico nato da quel viaggio. Mentre viaggiavo lavoravo ai fumetti, ma facevo anche moltissimi schizzi dal vero.

Tra le sue collaborazioni più celebri ci sono quelle con Federico Fellini, con cui ha realizzato “Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna”. Quanto c’era di reale e quanto di fantastico in quei progetti?

“Viaggio a Tulum” raccontava un vero viaggio che Fellini ha compiuto nello Yucatán, in Messico, alla ricerca dei luoghi dei libri e dei brujos (stregoni), raccontati da Carlos Castaneda, un viaggio in cui lui è partito da Los Angeles ed è arrivato fino a Tulum in auto. La curiosità è che il suo aiuto regista in quella spedizione era lo scrittore Andrea De Carlo, che ne scrisse poi un libro intitolato proprio “Yucatan”. “Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet”, invece, è del tutto immaginario, da cui, finora, non è tornato indietro nessuno: racconta un viaggio nell’aldilà, un tema che Fellini ha affrontato in modo leggero e non spaventoso, facendo incontrare al protagonista personaggi come Groucho Marx.

Tra tutti i luoghi reali che ha visitato, quali le sono rimasti più impressi?

Ricordo con grande forza le Meteore in Grecia, dove andavo spesso in camper, e le città rupestri della Cappadocia. Ma uno dei ricordi più straordinari resta la notte di Katmandu, deserta, in mezzo a templi mistici che trasmettevano un profondo senso di ascesi. E poi il cielo di notte in mezzo al mare, senza inquinamento luminoso, con una Via Lattea nitida come la vedevo solo da bambino.

Sono stato persino in Argentina a bordo di una nave cargo. I cargo hanno spesso cabine per pochi passeggeri: un viaggio straordinario, di giorno ognuno lavorava e non si vedeva anima viva, ci si godeva l’oceano e si facevano lunghe soste nei porti come Rio de Janeiro e si risaliva i grandi fiumi brasiliani per raggiungere i porti fluviali. Un modo di viaggiare incantevole e lontano dal turismo di massa odierno.

I suoi viaggi sono stati d’ispirazione per il suo lavoro?

Certo! Di Giuseppe Bergman ho fatto le “Avventure orientali”, una specie di diario fantastico, e poi durante questi viaggi facevo degli schizzi dei luoghi dal vero. Anzi, a volte mi sono capitate delle disavventure di viaggio: per esempio, una volta dovevo realizzare un fumetto erotico, “Il gioco”, e dovevo spedire ogni mese una puntata, ma ero in Pakistan e avevo paura che aprissero le buste, avevo il terrore perché sarei ancora là in prigione.

Qual è il posto che le è piaciuto di più al mondo e quale vorrebbe assolutamente visitare e perché?

L’Amazzonia. Mi è rimasta nel cuore fin dalle letture da ragazzo, al punto che se mi chiedono cosa fossi in una vita precedente rispondo sempre “un indio amazzonico”! Non sono mai riuscito ad andare a Manaus, ma spero ancora di farcela.

Devo dire che non mi piace molto volare. Soffro un po’ di claustrofobia nei voli lunghi. Ma, soprattutto, non mi piace l’aereo perché appiattisce le distanze, mi piace vedere quanto è grande il mondo. Con la nave ti rendi conto delle distanze. L’aereo ci dà la falsa illusione di essere i padroni del pianeta, ma non è vero, perché basta un temporale per metterci tutti in ginocchio. Amo molto i treni, specialmente quelli notturni: un tempo, con il vagon lit salivi la sera a Verona ed eri a Parigi la mattina dopo, senza perdere un solo giorno di viaggio. Una volta c’erano le cabine con la toilette e la doccia, per me era un paradiso perché con il treno notturno non perdevi tempo. Il treno mi piace molto: mi piacerebbe molto prendere la Transiberiana e arrivare fino in Cina.

Se dovesse scegliere una delle sue eroine per accompagnarla in un viaggio intorno al mondo, chi sceglierebbe?

La destinazione non importerebbe, basta andare, Est, Ovest, Nord o Sud è sempre interessate, ma Miele sarebbe un’ottima compagna di viaggio perché è una ragazza allegra, curata, che non si spaventa davanti alle avventure in viaggio e, oltretutto, è decisamente una bella vista!

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Mil Manara durante un evento a Madrid nel 2013

Dalle patate ai funghi porcini, le sagre del weekend dal 9 all’11 ottobre 2026 in Italia

Un weekend tipicamente autunnale è quello che ci attende, in particolare perché le sagre e gli appuntamenti enogastronomici del fine settimana che va dal 9 all’11 ottobre 2026 è caratterizzato da prodotti stagionali. Dalle castagne ai funghi porcini, dalle patate al vino sono tanti gli eventi in tutta Italia.

Abbiamo selezionato i migliori eventi che vi consigliamo di non perdere.

I 7 (+1) Mercatini di Natale di Innsbruck 2026, i più romantici delle Alpi

Il 13 novembre 2026 apriranno i mercatini di Natale di Innsbruck, la deliziosa città austriaca appena oltre confine che, a Natale, si trasforma in un luogo magico. Tante sono le novità di questa nuova edizione e diversi sono i mercatini in città, uno diverso dall’altro, che dureranno fino al 6 gennaio 2027.

Sicuramente i più originali sono quello di Telfs, un mercatino natalizio unico al mondo a tema Vittoriano, e il Mercatino di Natale sul trampolino del salto con gli sci che ha ospitato i XII Giochi olimpici invernali.

A Innsbruck i mercatini di Natale sono ben sette sono e tutti diversi tra loro. Il più caratteristico è quello allestito sotto il celebre Tettuccio d’oro, il simbolo di Innsbruck: un erker in stile tardogotico che sorge sulla facciata del Neuer Hof, l’antico palazzo dei conti del Tirolo, il cui tetto è ricoperto da 2.657 scandole di rame dorato. Poi c’è il mercatino centrale nella Maria-Theresien-Straße, quello di Telfs a tema Vittoriano e quello in quota, affacciato sul trampolino del salto con gli sci che ha ospitato i XII Giochi olimpici invernali.

1. Il mercatino di Natale sotto il Tettuccio d’oro

È il mercatino più antico e suggestivo di Innsbruck, circondato dai caratteristici palazzi medievali. Giò che ci siete, passeggiate sulla Märchengasse, il Vicolo delle Fiabe, lungo Kiebachgasse e Köhleplatz, dove alle finestre compaiono le statue dei personaggi delle fiabe.

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Il mercatino di Natale sotto il celebre Tettuccio d’oro

2. Il mercatino di Natale di Maria-Theresien-Straße

Questo è il mercatino che si sviluppa nella centralissima Maria-Theresien-Straße, via principale dello shopping in città. Qui l’atmosfera è più moderna. Questo mercatino è famoso per le installazioni luminose in cristallo Swarovski la cui sede principale si trova proprio alle porte di Innsbruck, a Wattens, nel Tirolo austriaco, e dove si può visitare i Mondi di Cristallo Swarovski, un luogo esperienziale dove arte e tecnologia si fondono in modo spettacolare.

3. Il mercatino di Natale della piazza del Mercato

La Marktplatz o piazza del Mercato affacciata sulle sponde del fiume Inn ospita un altro mercatino natalizio perfetto per le famiglie in quanto qui vengono allestite giostre per bambini, un teatrino dei burattini e un imponente albero di Natale di cristallo Swarovski ovviamente.

Innsbruck durante i mercatini di Natale
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Innsbruck vista dal lungofiume

4. Il mercatino di Natale di Wilten

Nella Wilten Platzl, poco distante dal centro storico, questo mercatino vende soprattutto oggetti artigianali locali e artistici e specialità gastronomiche biologiche.

5. Il mercatino di Natale di St. Nikolaus

Questo mercatino si tiene in Hans-Brenner-Platz, sulla sponda opposta del fiume Inn, dove c’è un quartiere tranquillo, molto autentico e lontano dalla ressa turistica. Gli stand espongono prodotti artigianali del Tirolo.

Visitare i mercatini di Natale di Innsbruck nel 2024
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La magia dei mercatini di Natale a Innsbruck

6. Il mercatino di Natale di Hungerburg

Questo mercatino si tiene sulla terrazza panoramica di Hungerburg a 860 metri di altitudine, raggiungibile tramite la meravigliosa funicolare Hungerburgbahn, disegnata dalla celebre architetta Zaha Hadid e che collega il centro città con il quartiere di Hungerburg in appena otto minuti. Da quassù si gode di una vista spettacolare dall’alto su tutta la città illuminata. Il mercatino comprende solo pochi stand intimi.

7. Il mercatino di Natale di Bergisel

Ai piedi del celebre trampolino per il salto con gli sci viene allestito uno dei mercatini di Natale più originali della Alpi. L’atmosfera è molto suggestiva ed è concentrata sulle tradizioni tirolesi d’epoca e sull’artigianato locale.

8. Il mercatino di Natale di Telfs

A circa 25 km da Innsbruck, nella cittadina di Telfs, si svolge un mercatino dell’Avvento unico al mondo. Noto per le sue rievocazioni storiche e agli spettacoli dedicati alla figura di Ebenezer Scrooge e all’atmosfera Vittoriana, è celebre per la combinazione tra la gastronomia locale tirolese, l’artigianato in legno e gli spettacoli di strada a tema ottocentesco.

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©Innsbruck Tourismus - Mathias Brabetz
Il mercatino Vittoriano di Telfs

Tutti i mercatini, urbani ed extraurbani, sono raggiungibili utilizzando esclusivamente i mezzi pubblici, specie se si utilizza la Innsbruck Card che consente oltre che di accedere ai musei cittadini, anche di prendere i mezzi pubblici gratuitamente, incluso il bus turistico panoramico (The Sightseer) e i due impianti di risalita in funivia (viene omaggiata a tutti gli ospiti che soggiornano almeno due notti in un hotel di Innsbruck).

Viaggiare in treno

Proprio il 13 novembre, partirà un’iniziativa organizzata dalle ferrovie tedesche e austriache per portare gli italiani a Innsbruck comodamente in treno. I nuovi Railjet DB-ÖBB partiranno cinque volte al giorno (ogni due ore) dalla stazione ferroviaria di Verona diretti in Austria. A questi si aggiungono i treni che partono da Venezia verso Monaco di Baviera e da Bologna.

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©Innsbruck Tourismus/DB Bahn Italia
Il treno che porta a Innsbruck è un’esperienza di viaggio

La migliore (e la peggiore) compagnia aerea per i rimborsi

Ho avuto la fortuna di prendere moltissimi aerei nella mia vita e i ritardi sono all’ordine del giorno, benché ogni volta siano sempre una gran rottura di scatole. Anche perché, c’è ritardo e ritardo. Vado subito al dunque, dato che il problema più grande lo causano quei ritardi che durano ore e che ti fanno perdere una coincidenza, una giornata intera di lavoro se non di più.

Detto che queste gigantesche macchine volanti possono avere sempre qualche problema e che un guasto tecnico è sempre dietro l’angolo, pertanto è richiesto ai passeggeri un minimo di tolleranza, l’importante è che la compagnia aerea sia in grado di gestire il ritardo causato a centinaia di persone e di attenersi a quelle che oggi sono diventate norme regolamentate che vanno sotto il nome di Diritti del Passeggero, disciplinate dal Regolamento CE 261/2004 e dalla Carta dei Diritti del Passeggero dell’ENAC (e che sarà aggiornata a partire dal 23 ottobre 2027).

Secondo queste norme, infatti, si ha diritto a una compensazione aerea ovvero a un risarcimento pecuniario che varia a seconda della tratta quando si subisce un ritardo di almeno tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto a destinazione o addirittura la cancellazione del volo, senza un adeguato preavviso.

L’importo varia a seconda della distanza della tratta: 250 euro per tutte le tratte aeree fino a 1.500 km; 400 euro per tratte intracomunitarie superiori a 1.500 km e per tutte le altre tratte comprese tra 1.500 km e 3.500 km e 600 euro per le tratte aeree superiori a 3.500 km o che non rientrano nei casi precedenti (qui il nostro articolo che spiega tutto). E c’è chi il ritardo lo gestisce bene e chi no.

La peggiore è Ryanair

Dire che la peggiore compagnia aerea a gestire i ritardi è Ryanair è come sparare sulla Croce Rossa. Per un motivo o per un altro, sono molti a odiarla, anche se, purtroppo, talvolta si è costretti a prendere un volo della low cost o perché il biglietto è quello che costa (apparentemente) meno o perché è l’unica compagnia a raggiungere una certa destinazione o perché ha maggior frequenza di voli. Fatto sta che, spessissimo, i voli Ryanair fanno ritardo, siete d’accordo?

Quando si tratta di ore di ritardo, la maggior parte delle volte il personale della compagnia non è in grado di gestire la criticità e, soprattutto, non si attiene alle regole UE. Quando viene annunciato il ritardo di un volo Ryanair (o più spesso lo si legge direttamente sul display dell’aeroporto) il personale addetto sparisce. Nessuno sa niente e non c’è nessuno nei paraggi a cui chiedere. L’orario continua ad aggiornarsi sullo schermo e il ritardo si accumula, e ancora niente personale. Dopo qualche ora, forse, l’altoparlante annuncia che “i passeggeri del volo FR XYZ hanno diritto a un pasto, a una bevanda e a due telefonate” (dopo due ore, se la tratta è fino a 1.500 km, dopo tre ore o più per voli superiori a 1.500 km all’interno dell’Unione europea o per tutti gli altri voli tra 1.500 km e 3.500 km, dopo quattro ore o più per i voli superiori a 3.500 km al di fuori dell’Ue) e di “rivolgersi al bancone numero 123”.

Qualcuno era alla toilette, qualcun altro stava dormendo, altri ancora erano impegnati in conversazioni al cellulare per cambiare i piani del proprio viaggio, fatto sta che quei pochi che hanno colto il messaggio si fiondano e, nonostante dovrebbero esserci viveri per tutti i passeggeri e che l’addetto ne consegni solo uno a testa, riescono a esaurirli in pochi minuti. Chi prima arriva meglio alloggia, insomma, e non è vero che tutti i passeggeri hanno gli stessi diritti perché molti restano senza cibo né acqua e se li devono comprare a spese proprie (è quanto mi è accaduto di recente al rientro da Sarajevo). Se poi la situazione si aggrava e si è costretti a trascorrere la notte nella città di partenza, si ha diritto a una sistemazione in albergo (spesso quello più vicino all’aeroporto) e al relativo trasporto, ma chissà come mai nessuno sa mai dove il bus aspetta i passeggeri e, ora che si è scoperto, è già partito e si fa prima a prendere un taxi (che, essendo fuori dall’indennizzo, nessuno ti rimborserà mai).

Voto: 2

La migliore è Etihad

Anche le migliori possono sbagliare. Ma, proprio perché sono le migliori, risolvono gli inconvenienti brillantemente. Il caso più comune è che il volo riscontri un guasto tecnico – come è accaduto a me – e che subisca un ritardo che si protrae anche per diverse ore (del resto, se c’è qualcosa che non va, chi ha voglia di rischiare e di salire a 10mila metri di quota?).

Poiché Etihad effettua voli da e per Abu Dhabi, la Capitale dell’Emirato a cui fa capo la compagnia aerea, che spesso è uno stop over verso altre destinazioni, le coincidenze non sono tantissime come posso essere quelle di Ryanair che vola in Europa. Pertanto, dopo qualche ora di ritardo, è matematico che la coincidenza ormai è persa, con disagi annessi alla riprogrammazione del viaggio (che talvolta non si limita soltanto a un altro volo, ma anche a un’auto a noleggio, a un hotel prenotato, a un’escursione o un treno programmato ecc.) e alle spese extra budget.

Ebbene, in un mio recente viaggio, tutto ciò è stato organizzato dal personale della compagnia che si è occupato non soltanto di garantire vitto e alloggio a tutti i passeggeri, ma prima ancora del rientro in Italia, avevo già ricevuto una mail da Etihad Airways con oggetto “Compensation Consent”. La mail riportava le scuse da parte della compagnia “per i disagi affrontati” durante il recente viaggio e la promessa che il “feedback sarà condiviso con i team competenti per le opportune valutazioni”.

Inoltre, l’e-mail riportava il riconoscimento della compensazione “in conformità al Regolamento (CE) n. 261/2004” a cui avevo diritto “che verrà corrisposta tramite bonifico bancario”. E non è tutto. La compagnia ha ricordato che avrei avuto diritto anche al rimborso di eventuali spese sostenute “durante l’attesa prima del volo di riprotezione” nel caso fossi stata “in possesso delle relative ricevute ufficiali”. Riempito un modulo online inviato tramite un link nella stessa mail con tutti i dati richiesti (generalità nome dell’istituto bancario e numero di Swift), dopo qualche giorno una mail con oggetto “Payment Advice from Etihad Airways” è arrivata nella mia casella di posta elettronica e la cifra è stata versata sul mio conto corrente.

Voto: 10

Gli appuntamenti da non perdere al TTG 2026 di Rimini

Tre giorni, quelli dal 14 al 16 ottobre 2026, pieni di appuntamenti, convegni, workshop, conferenze, happening, eventi e autorevoli presenze tra gli stand del TTG Travel Experience di Rimini. Tra la miriade di impegni ce ne sono alcuni da segnare in agenda. Ecco i nostri consigli.

Specialità tipiche allo stand dell’Umbria

Nell’arena del padiglione della Regione Umbria (Pad. C3, stand 234-406) troveranno spazio degustazioni, preparazioni e incontri dedicati alle eccellenze regionali: olio, vino, birra artigianale, cioccolato, tartufo e produzioni agricole diventeranno occasioni per raccontare non soltanto ciò che si può assaggiare, ma i territori, le persone e i paesaggi da cui questi prodotti nascono. Tra i protagonisti della proposta gastronomica ci saranno Andrea Impero, chef dell’Elementi Fine Dining del Borgobrufa Spa Resort, e Ada Stifani, alla guida di Ada Gourmet a Perugia.

Degustazioni di vini della Moldova

Il vino costituisce uno dei principali fili conduttori della Moldova. Le Strade del vino attraversano le tre regioni con Indicazione Geografica Protetta – Codru, Valul lui Traian e Ștefan Vodă – e collegano cantine storiche, aziende familiari, ristorazione e ospitalità. La presenza a TTG di operatori attivi a Chișinău, nel Codri e nell’area di Purcari consente di costruire programmi che combinano capitale, territori rurali, enogastronomia, natura e patrimonio culturale. Giovedì 15 ottobre alle ore 15.00 è prevista una degustazione di prodotti tipici e vini Cricova, la cantina sotterranea che si estende per oltre 120 chilometri di gallerie sotterranee (Pad. C7 – Stand N128).

Aperitivi da Gruppo Gattinoni

Mercoledì 14 ottobre, dalle 16.45 alle 18.00, lo stand del Gruppo Gattinoni (Hall A5-C5/415-502) ospiterà un aperitivo aperto ai visitatori di TTG: cocktail e piadina romagnola per un momento informale di incontro e networking, realizzato insieme a Pliant, partner dell’iniziativa. Anche giovedì 15 ottobre, sempre dalle 16.45 alle 18, ci sarà un altro momento di conviviale, dopo la presentazione delle novità di Gattinoni Travel sempre, presso lo stand.

Il ministro Mazzi e il Cammino di Papa Giovanni Paolo II

Il 14 ottobre alle ore 15.40 presso la Global Village Arena, Padiglione C4 sarà annunciato “Da Cracovia a Roma un nuovo modo di camminare attraverso l’Europa“, il nuovo Cammino dedicato a Papa Giovanni Paolo II, alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e organizzato dall’Ente del Turismo della Polonia.

I numeri dei viaggi

Abitare, viaggiare, osservare, ascoltare, incontrare: il valore dell’esperienza reale nel generare persone più consapevoli e territori capaci di ri-esistere e rigenerarsi attraverso la presenza e la partecipazione. Usando dati, evidenze e testimonianze, Isnart, il 14 ottobre, dalle 13:20 alle 14:20, nell’Italy Arena, analizzerà come turismo, eventi e ospitalità possano trasformare la scelta di esserci in un fattore di benessere individuale, coesione sociale e sviluppo dei territori. Il panel affronterà, inoltre, il turismo termale come esperienza rigenerativa in senso pieno.

Rimini all’alba

La mattina di giovedì 15 ottobre comincerà molto prima dell’apertura degli stand fieristici con la TTG Sunrise Walk and Run organizzata da  VisitRimini insieme al partner locale Fluxo. L’accoglienza è prevista dalle ore 6.45, con check-in e warm-up, mentre alle 7.30 partirà un percorso di circa 5 chilometri lungo il mare e attraverso il Parco del Mare. Una modalità diversa per presentare la città agli operatori non attraverso una brochure o una presentazione, ma percorrendola, alle prime ore del giorno, per sperimentare direttamente uno degli spazi che hanno ridisegnato il waterfront riminese e che rappresentano oggi una delle infrastrutture più riconoscibili della città.

GATE 67, il magazine sfogliabile di ottobre 2026

Sul nuovo numero di ottobre 2026 del magazine sfogliabile GATE, vi riportiamo a Dubai, per scoprire un lato inedito, ma molto più autentico, dell’Emirato che non smette mai di attrarre gli italiani.

Se pesante che Dubai sia tutta grattacieli avveniristici, mall lussuosissimi, attrazioni costosissime a ristoranti stellati, vi sbagliate di grosso. A due passi dai luoghi più iconici c’è una zona meno turistica, meno patinata e, soprattutto, meno costosa ma molto più autentica, che solo i local e gli expat conoscono. È il quartiere di Deira, la storica e vivace zona commerciale situata nella parte Est della città. Ci siamo stati e ve la raccontiamo.

Ma vi diamo anche qualche consiglio su gite da fare in giornata in Italia: dal viaggio sul Treno del foliage alla visita dell’Amerigo Vespucci a una tappa sull’isola di Ortigia in Sicilia.

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TTG 2026: i nuovi trend di viaggio in crescita

In occasione di TTG Travel Experience 2026, viene presentato il report che delinea quali saranno i trend di viaggio da tenere sotto la lente: Travel&Hospitality Vision.

Il documento, curato da Blue Eggs, raccoglie le tendenze di consumo che influenzeranno e guideranno le scelte strategiche e di innovazione dei prossimi anni del turismo.

Lo studio ha individuato cinque macro-tendenze (Deep Trends) di cui i territori, i brand e chi lavora nella ricettività e nel settore travel in Italia dovrà tenere conto per stare al passo coi tempi. Ecco quali sono i trend:

  1. Forward to Re-Naturing o nuova naturalità

    Un trend che sta facendo sempre più breccia tra i viaggiatori consiste nel cercare di bilanciare sempre più l’ipertecnologia con la semplicità percettiva. In un’epoca dominata da tecnologie avanzate, le persone cercano soluzioni e prodotti che appaiano semplici, immediati e “naturali”. Qual è dunque la sfida? Creare un nuovo equilibrio tra passato e futuro, ridefinendo i valori della tradizione, dell’umanità e della sostenibilità.

  2. Authenti-Care ovvero riservatezza e relazioni autentiche

    Un altro trend è quello che cerca di approfondire le relazioni, tenendo conto di discrezione e di protezione dei dati. Questa tendenza nasce dal bisogno di proteggere una dimensione intima e riservata (informazioni, ricordi, contenuti veri) da condividere solo con una cerchia ristretta. La sfida per gli operatori del settore travel in questo caso è quella di conciliare la visibilità social con la riservatezza, dimostrando di essere trasparenti, discreti, credibili e affidabili.

  3. I Want to Belong ovvero senso di appartenenza e di community

    Altro trend in crescita è quello della ricerca di identità collettiva e rivoluzione della loyalty. Oltre alla ricerca di esperienze individuali, cresce il desiderio di far parte di realtà collettive condivise su basi sociali, etiche, religiose o geografiche. Ecco perché sia i territori sia i brand del turismo devono ripensare le vecchie community e i tradizionali programmi di fedeltà per costruire progetti d’appartenenza autentici e condivisi.

  4. As a Living System ovvero brand come sistema vivente

    Flessibilità e adattività sono le keyword di questo trend che si basa sul concetto di evoluzione della personalizzazione: i consumatori non cercano più solo prodotti componibili, ma concepiscono i brand come strutture dinamiche e flessibili. Ecco perché per rispondere a questa esigenza è necessario presentarsi e agire come una vera e propria “entità organica/sistema vivente” capace di adattarsi e integrarsi nell’ecosistema di vita del cliente.

  5. Eternal Memories o memorie senza tempo

    In questo ambito, ci sono quegli oggetti e quei simboli capaci di cristallizzare il tempo. In una fusione continua tra passato, presente e futuro, aumenta l’apprezzamento per concetti e oggetti iconici pronti a sfidare le mode passeggere, motivo per cui è sempre più importante creare esperienze e valori senza tempo, utili non solo nel settore del lusso/moda, ma anche in ambito turistico e ricettivo.

TTG 2026: date e informazioni per visitare la fiera del turismo di Rimini

Quest’anno a Rimini, dal 14 al 16 ottobre, si svolge la sessantatreesima edizione di TTG Travel Experience, la più importante manifestazione fieristica dedicata al turismo d’Italia. L’ingresso alla manifestazione è riservato esclusivamente agli operatori del settore.

Le date del TTG 2026

Il TTG di Rimini dura da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti:

  • mercoledì 14 ottobre 2026 ore 9.30 – 18.00
  • giovedì 15 ottobre 2026 ore 10.00 – 18.00
  • venerdì 16 ottobre 2026 ore 10.00 – 17.00.

Dove si svolge il TTG 2025

TTG Travel Experience si tiene nei padiglioni del Quartiere Fieristico di Rimini in via Emilia, 155. Gli ingressi sono tre:

  • ingresso Sud – via Emilia, 155
  • ingresso Est – via Costantino il Grande
  • ingresso Ovest – via San Martino in Riparotta.

Le aree espositive

Per agevolare la visita, il TTG è diviso i tre macroaree: Italia, The World e Global Village.

L’area Italia si trova all’interno dei padiglioni A1, A2, A3, C1, C2, C3 e ospita gli stand degli uffici del turismo delle Regioni italiane, delle singole attrazioni, degli hotel, delle DMO (Destination Management Organization) e delle DMC (Destination Management Company). Il padiglione italiano comprende anche un’area chiamata TTG Next STARTUP che ospita 45 start up di tecnologie e modelli di business che stanno ridefinendo il futuro della filiera turistica.

L’area The World occupa i padiglioni A6, A7, C6, C7 dove si trovano le principali destinazioni estere, con gli Enti del turismo, i tour operator, le compagnie aeree, le catene alberghiere e i DMC stranieri. Nel padiglione C6 si trova anche l’African Village, dove espongono tutti gli operatori e le destinazioni specializzate nell’Africa subsahariana

Il Global Village è concentrato nei padiglioni A4, A5, A6, C4, C5 e comprende l’offerta dei tour operator, delle compagnie crocieristiche, degli autonoleggi, dei trasporti in generale e delle assicurazioni.

Il tema di TTG 2026

Come ogni edizione, anche quest’anno viene presentato un tema portante che guida il programma degli eventi dei tre giorni di fiera, ispirato al mercato attuale. Per l’edizione 2026 il tema è EXIST ovvero esserci e riaffermare la centralità dell’esperienza umana. Il viaggio non è solo intrattenimento, ma un momento di riconnessione.

L’obiettivo non è indicare una tendenza, ma condensare in un concetto le peculiarità e le urgenze del settore nelle sue molteplici sfaccettature.

Dai formaggi ai tartufi, dalla zucca al pane, le sagre del weekend dal 2 al 4 ottobre 2026 in Italia

Quello del 2-4 ottobre 2026 è un weekend ricco di appuntamenti con il cibo e con le tradizioni italiane. Prodotti regionali, stagionali e tipici accompagneranno pranzi e cene in piazza con tutta la famiglia. Dai formaggi di fattoria ai tartufi, dalla zucca al pane, dalle castagne al vino sono davvero tante le specialità da provare nei borghi e nelle cittadine, luoghi tutti da scoprire con l’occasione di un evento che calamita l’interesse di tanta gente.

Abbiamo selezionato i dieci eventi più interessanti dove andare, ecco i nostri consigli per un fine settimana fuori porta.

Caseus a Piazzola sul Brenta (PD)

Sabato e domenica torna nella storica Villa Contarini, una delle più grandi ville venete, Caseus, due giorni di appuntamenti con i formaggi. Saranno ben 536 i formaggi con produzioni da tutte le province, da Belluno, a Padova, da Treviso a Vicenza, da Venezia a Verona, molti dei quali in gara al 22° Concorso Regionale dei Formaggi del Veneto e all’8° Concorso Nazionale dei Formaggi di Fattoria. Saranno 140 gli appuntamenti tra degustazioni guidate, masterclass, cooking show, incontri con i casari e momenti di approfondimento e 53 le DOP italiane riunite per la prima volta e oltre 5.600 i consumatori coinvolti nelle degustazioni. A completare il quadro ci sarà il 13° Festival delle DOP Venete che, quest’anno, per la prima ospiterà tutti i 53 formaggi italiani a Denominazione di Origine Protetta, riuniti in uno spazio dedicato che permetterà di attraversare l’Italia attraverso le sue produzioni casearie. La manifestazione conferma inoltre la propria vocazione internazionale con Caseus Mundi, dedicato alle produzioni casearie europee, con la presenza di espositori provenienti da diversi Paesi. Nel parco di Villa Contarini sarà allestita anche la mostra mercato con prodotti tipici e formaggi regionali, nazionali e internazionali.

Sagra della Zucca Santa Bellunese a Caorera (BL)

Dal 2 al 4 ottobre, la Sagra della Zucca Santa Bellunese di Caorera è dedicata alla specialità agroalimentare tradizionale che è alla base di piatti dolci e salati. Questo evento, che si tiene ogni anno nel Basso Feltrino, è diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona cucina e della tradizione e ha come obiettivo la valorizzazione di questo prodotto agroalimentare tradizionale inserito nella Carta di Qualità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. La zucca è l’ingrediente principale di numerose specialità proposte durante la sagra: gnocchi, crespelle, lasagne e dolci. La Valbelluna è protagonista dell’evento che porta anche a scoprire la cultura e le tradizioni del territorio, grazie a mostre, mercati e spettacoli musicali.

Gnoche ’n Festa ad Auronzo di Cadore (BL)

Nelle stesse date (3 e 4 ottobre), ad Auronzo di Cadore, Gnoche ’n Festa unisce la festa degli gnocchi della tradizione cadorina all’allegra sfilata in abiti tradizionali che accompagna il rientro del bestiame a valle, la Desmonteada. Sulle rive del Lago di Santa Caterina, mercatini dell’artigianato e, sabato e domenica, a partire dalle 11, apertura del tendone riscaldato per l’inizio di Gnoche n Festa che riprende anche la sera di sabato dalle 19. Nel frattempo, per tutto il pomeriggio, musica live, che prosegue anche dopo cena. La domenica è dedicata alla sfilata della Desmonteada accompagnata da gruppi musicali locali e con la Benedizione del bestiame in piazza Santa Giustina. Anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, in collaborazione con il Consorzio Turistico Tre Cime Dolomiti e l’Unione Ladina del Cadore de Medo, saranno premiati i migliori abiti tradizionali auronzani della Desmonteada.

Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola (PU)

Il 4, l’11 e il 18 ottobre 2026, appuntamento per tre domeniche a Pergola, in provincia di Pesaro Urbino, per celebrare il tartufo bianco, raccontare il territorio e aprire nuove relazioni in Europa. La Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola raggiunge la 29^ edizione e sceglie di allargare i propri confini e diventa internazionale. La città sarà attraversata da due chilometri di espositori, produttori e artigiani, con un programma che unisce gastronomia, cultura, turismo, spettacolo e approfondimento. La novità centrale è la dimensione internazionale dell’evento: Gernsbach, città tedesca legata da uno storico gemellaggio a Pergola, sarà presente con un proprio spazio e con i prodotti tipici della Foresta Nera. Dalla Francia arriverà Château-Thierry, nel cuore della valle della Marna e della regione dello Champagne, città natale del favolista Jean de La Fontaine. La sua partecipazione avvia un percorso di collaborazione che usa la gastronomia per avvicinare comunità e territori. Da questo incontro nasce il dialogo più suggestivo dell’edizione: quello tra il tartufo bianco e lo Champagne. Nel loggiato del Comune nascerà la nuova area Food & Wine Experience, con Enoteca, degustazioni e Accademia dei Sapori. Accanto alla Casa del Tartufo e al ristorante troveranno spazio cooking show, incontri sul clima, aperitivi, concerti, DJ set e attività per i bambini.

Mercato del pane e dello strudel a Bressanone (BZ)

Vinschger Paarlen, Schüttelbrot e Strudel di mele dell’Alto Adige: per tre giorni Bressanone sarà la capitale dei golosi. I prodotti da forno contadini hanno una lunga tradizione a Bressanone. Non a caso ci sono circa dieci panetterie solo nel centro storico, che sorprendono con i loro prodotti. Nel primo fine settimana di ottobre tutto ruota attorno alla tradizionale specialità culinaria con prodotti regionali dell’Alto Adige. Al Mercato del pane e strudel dell’Alto Adige si possono gustare e assaporare creazioni salate e dolci nella piazza del Duomo. L’evento prende il via venerdì mattina con un percorso storico e con un accompagnamento musicale. Si offrono visite guidate per bambini in collaborazione con il Museo Diocesano Hofburg Bressanone il venerdì. Domenica alle ore 10.00 è atteso l’ingresso solenne dei panettieri nel Duomo, seguito dalla celebrazione della Messa per l’Action de Grâce insieme al coro cattedrale.

Di che Pasta Sei a Parma

Dal 2 al 25 ottobre, la Bassa Est Parmense si trasforma in un grande laboratorio del gusto con la seconda edizione di “Di che Pasta Sei?”, il progetto promosso dall’Unione Bassa Est Parmense (Sorbolo Mezzani, Colorno e Torrile) con il contributo della Regione Emilia-Romagna per valorizzare la tradizione della pasta fresca. Un appuntamento che si inserisce nel cuore della Food Valley, il distretto agroalimentare tra i più noti al mondo, dove Parma – Città Creativa UNESCO per la Gastronomia – e il suo territorio custodiscono filiere d’eccellenza. Nel corso di quattro fine settimana, ciascuna tappa racconta l’identità del territorio attraverso i suoi piatti simbolo. La rassegna prende il via a Sorbolo il 2 ottobre con una grande festa collettiva che celebra la Pasta alla Sorbolese, il piatto che unisce il gusto autentico degli ingredienti del territorio in un equilibrio tutto emiliano. Molto atteso il 3 ottobre lo show cooking di Damiano Carrara, pastry chef tra i più amati della tv italiana, seguito domenica dalla testimonianza di Nico Acampora, fondatore della rete di pizzerie inclusive PizzAut, che sarà presente con i suoi ragazzi. Il prossimo weekend la festa di sposta a Colorno, poi a Mezzani e infine a Torrile.

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Ufficio stampa
La tappa nel borgo di Sorbolo di “Di che Pasta Sei”

Festa della Castagna a Pedavena (BL)

Ogni anno, con l’arrivo dell’autunno, Pedavena si anima per celebrare la castagna, regina indiscussa della stagione. Dal 4 al 25 ottobre, la Festa della Castagna celebra uno dei frutti più legati alla stagione autunnale in un’atmosfera calda e genuina, con un forte senso di comunità. Il cuore della festa sono le caldarroste e l’ampia mostra mercato di prodotti agroalimentari e artigianali locali, con stand gastronomici e mercatini che si estendono lungo il viale della Birreria Pedavena fino al centro del paese. Tutte le domeniche di ottobre, un evento diverso caratterizzerà la festa con manifestazioni come la Gran Prix Sportful gara su skiroll, la festa dello sport, accompagnati da momenti musicali e attività per i bambini, come i “Giochi di una volta”.

Castello di vino a Corciano (PG)

Dal 2 al 4 ottobre, il centro storico di Corciano ospita la 14esima edizione della manifestazione dedicata all’enologia, Castello di vino, con degustazioni, incontri, musica e appuntamenti per grandi e bambini. La manifestazione torna ad animare le vie del borgo con il suo caratteristico percorso sensoriale itinerante, attraverso il quale sarà possibile incontrare le cantine, degustare i vini e scoprire, insieme alle proposte enologiche, i prodotti e i sapori del territorio. Accanto alle degustazioni, anche quest’anno il programma guarda alla cultura del vino nella sua dimensione più ampia, proponendo occasioni di approfondimento e confronto con professionisti e protagonisti del settore. Il viaggio nel mondo del vino proseguirà oltre i confini regionali e nazionali. Venerdì sarà protagonista il Metodo Classico, con una degustazione dedicata all’Oltrepò Pavese e ai grandi spumanti, sabato spazio a un’innovativa degustazione, “In acqua veritas” promossa da Acque di Lusso e condotta dall’idrosommelier Barbara Giancarlo, fornirà un parallelismo tra acqua e vino di assoluto pregio, mentre domenica l’appuntamento I viaggi del gusto porterà Corciano a incontrare la Slovenia, con la cantina Dolfo Wines di Ceglo, nella regione di Goriška Brda. La domenica sarà dedicata anche alle famiglie, con “Giocando nel castello”, giochi per bambini in piazza dei Caduti, mentre per tutta la durata della manifestazione il borgo sarà animato da intrattenimento musicale live e itinerante.

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Ufficio stampa
L’evento Castello di vino a Corciano

Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato a Borgofranco sul Po (MN)

La 32ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che si tiene dal 2 al 22 ottobre 2026 a Borgofranco sul Po è la nuova edizione della manifestazione dedicata a una delle eccellenze più caratteristiche del territorio mantovano. L’appuntamento per appassionati, curiosi e cultori del pregiato Tuber Magnatum Pico richiama ogni volta migliaia di visitatori raccontando una tradizione profondamente radicata in questo scorcio di Lombardia. Cuore dell’evento sarà la grande area gastronomica coperta dove il tartufo bianco accompagnerà i piatti della tradizione mantovana. L’area sarà aperta il venerdì e il sabato a cena, la domenica a pranzo e anche giovedì 22 ottobre a cena, con possibilità di accesso con o senza prenotazione. Un mese intero per celebrare il profumo e il sapore unico del tartufo bianco.

Autunno Pavese 2026 a Pavia

Da venerdì 2 a lunedì 5 ottobre, a Pavia si tiene la 72esima edizione di Autunno Pavese, la manifestazione riunirà imprese, produzioni, degustazioni, incontri e nuove iniziative. Filo conduttore dell’edizione 2026 è “L’Impronta del Gusto” e protagonisti saranno chef del calibro di Erns Knamm, Andrea Mainardi, Luca Pappagallo, Federico Fusca. Gli stand saranno il punto di partenza del percorso in fiera, uno spazio di incontro diretto tra aziende e visitatori, dove conoscere da vicino produzioni, storie imprenditoriali e specialità del territorio. Accanto agli stand, la proposta gastronomica si svilupperà in tre aree, ciascuna con una propria identità: Risotti & Sapori, uno dei prodotti simbolo del territorio, Piazza del Gusto e Mixology & Assaggi d’Autunno con abbinamenti e cocktail. Accanto all’attività espositiva e alla proposta gastronomica, le quattro giornate saranno scandite da masterclass, degustazioni guidate, incontri, laboratori pratici “mani in pasta” e momenti di approfondimento. La giornata di domenica riserverà inoltre uno spazio speciale ai più piccoli e alle famiglie.

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Vino, uva e feste folkloristiche: le sagre e gli eventi del weekend dal 25 al 27 settembre 2026 in Italia

Il primo weekend d’autunno si apre con una marea di eventi dedicati alla gastronomia tipica regionale e tantissime ricorrenze e feste storiche della nostra tradizione. Per gli appassionati di rievocazioni, dei cibi d’altri tempi e di folklore è una vera goduria perché gli appuntamenti da Nord a Sud dell’Italia sono davvero numerosi.

Abbiamo selezionati i 10 (+ 1) più divertenti da non perdere per nessuna ragione al ondo, ecco i nostri consigli per il fine settimana.

Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino

Dal 24 al 27 settembre, il Mercato di Terra Madre Salone del Gusto invita a fare un vero e proprio giro d’Italia, nel cuore di Torino. In occasione della 16^ edizione della manifestazione, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, per la prima volta si organizza per aree regionali. Tra via Roma, Piazzetta Reale e piazza Vittorio Veneto, 600 produttori provenienti da tutta Italia si riuniscono insieme a cuochi, collettive, istituzioni, cucine di strada e birrifici della propria Regione. Un grande percorso nel centro della città, dove ogni area regionale diventa una tappa per scoprire la biodiversità agroalimentare, le tradizioni e le persone che li custodiscono. Dal genepy valdostano all’aglio nero d’Abruzzo, dal farro della Garfagnana al pane ai tre grani calabrese, il nuovo allestimento permette di attraversare idealmente la penisola senza lasciare il centro di Torino: un viaggio tra prodotti curiosi, varietà agricole da riscoprire, lavorazioni artigianali e storie di comunità.

Salò Golosa a Salò (BS)

Torna domenica 27 settembre 2026 l’evento “Salò Golosa” con due percorsi enogastronomici a tema: “acqua” e “terra”. Un viaggio enogastronomico nelle eccellenze del territorio, che si snoderà in tutta la città a partire dal Golfo di Salò. Un’esperienza unica, dove i protagonisti sono olio, carne, pesce di lago, formaggi, vino e altre delizie. Ristoranti e pasticcerie proporranno una serie di degustazioni di prodotti tipici all’interno dei propri esercizi commerciali. L’occasione sarà proficua per animare alcune zone della città, consentendo agli avventori di poter degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio. L’evento animerà le vie del Centro dalle così dette “Rive” al Carmine.

Festa del Vino del Monferrato a Casale Monferrato (AL)

Secondo weekend, quello del 25-27 settembre, con oltre trenta produttori di vino che s’incontrano a Casale Monferrato per la 65^ edizione della Festa del Vino del Monferrato. Tante le iniziative culturali, commerciali e di intrattenimento che arricchiscono il centro storico cittadino, per culminare nel weekend dedicato alle cucine in piazza, che attira in città centinaia di migliaia di visitatori, mentre nella straordinaria location del Castello del Monferrato si esalta il vino monferrino. Venerdì 25 l’apertura al pubblico è prevista dalle 18 alle 24, con servizio della cena. Sabato 26 la festa sarà invece aperta dalle 10 alle 24, permettendo di fermarsi sia a pranzo sia a cena. Domenica apertura dalle 10 alle 23, anche in questo caso con pranzo e cena.

Sagra dell’Ocio a Montepulciano (SI)

Dal 19 al 28 settembre 2026, torna a Montepulciano Stazione, una frazione di Montepulciano, la Sagra dell’Ocio ovvero il papero che è alla base di varie ricette della tradizione. Nel menu della sagra si trovano varie specialità locali, a base di ocio e non solo. Non manca anche la possibilità di provare la pizza cotta nel forno a legna. La sagra si tiene in occasione della 20ª Festa Biancorossa. Gli stand gastronomici aprono tutte le sere alle 19:30. Domenica 27 e lunedì 28 invece ci sarà il classico pranzo della Fiera al Ponte. Tutte le sere dalle 21:30 si potrà ballare grazie con la musica delle orchestre locali.

Festa dello Speck a Plan de Corones (BZ)

Il weekend del 26–27 settembre 2026, torna al Plan de Corones la Festa dello Speck che rende omaggio all’artigianato tradizionale della produzione dello speck in Alto Adige e presenta una delle specialità culinarie più tipiche della Regione, festeggiando i 30 anni del marchio di garanzia IGP. Qui è possibile non solo conoscere i migliori produttori di speck della zona e assaggiare i loro prodotti, ma anche saperne di più sulla storia e sulla produzione dello speck. L’area dell’evento sarà comodamente raggiungibile dal pubblico attraverso gli impianti di risalita. La salita sulla cima del Plan, un pianoro soleggiato a 2.275 metri di quota, con gli impianti Kronplatz 2000 (da Riscone) e Olang 1+2 (da Valdaora/Gassl) è possibile a partire dalle ore 9:00. In caso di mal tempo, come gli scorsi anni, la festa verrà spostata nel centro di Brunico.

Palio dei Carretti a Valiano (SI)

Sempre in zona, Valiano di Montepulciano sta festeggiando il 52° Palio dei Carretti con una settimana di eventi che porteranno all’avvincente sfida tra le contrade Castello, Chiesina, Dogana, Fonte, Padule e Ponte in onore del SS. Crocifisso in programma domenica 27 settembre. La festa si è aperta sabato scorso con il un banchetto medievale che quest’anno dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Da giovedì 24 ha preso il via la Sagra del Ciambello e della Locanda dell’Abate, che per tutto la settimana proporrà piatti tipici della tradizione locale. Venerdì 25 spazio alle prove per le contrade che, con i carretti in legno che proveranno il circuito della gara. Le prove continueranno anche sabato 26 quando, dalle 20:00, nella Locanda è previsto “Aperifritto”, un originale apericena a base di frittura. La giornata clou della manifestazione sarà domenica quando, dopo la Santa Messa con i figuranti delle Contrade alle ore 11 e la benedizione dei carretti, saranno estratte le batterie per la corsa del pomeriggio. Alle 15 le Contrade sfileranno nel corteo storico insieme al Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano fino all’inizio della sfida: alle ore 17 si corre il 52° Palio dei Carretti.

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@Silvia Paccaroni
Un momento del Palio dei Carretti a Valiano

Settembre al Borgo a Taurasi (AV)

Il 26 e 27 settembre, il centro storico di Taurasi si trasforma in un percorso tra vino, gastronomia, musica e memoria. Al centro della manifestazione “Settembre al Borgo – Da porta a porta nel segno del vino tra le porte di Taurasi”, il Taurasi DOCG, identità di un borgo e punta di diamante dell’enologia irpina. Due giornate nelle quali il paese apre il proprio patrimonio di pietra, vicoli e piazzette a un racconto che ha nel vino il proprio filo conduttore. Non una semplice festa enogastronomica, ma un itinerario dentro un paesaggio culturale nel quale il vino è parte della storia, dell’economia e dell’identità di una comunità. Il cuore della manifestazione sarà La Festa del Vino, dedicata a uno dei grandi rossi italiani e una delle più importanti espressioni dell’Aglianico. Un vino che porta nel nome quello del borgo e che, nel tempo, è diventato una delle firme più riconoscibili dell’Irpinia.

La Battaglia dell’XI secolo a Taranto

Sabato 26 e domenica 27 settembre a Taranto si svolge “La Battaglia dell’XI secolo”, per la prima volta, nel nuovo Parco Naturalistico di Lama, uno degli eventi più conosciuti e rappresentativi della rievocazione storica in Italia che svolge da 15 edizioni, incentrata sulle vicende che, in Puglia, coinvolsero Bizantini e Normanni nell’XI secolo. In un contesto naturale unico, tra macchia mediterranea, bosco e l’affaccio che si apre sul Mar Grande, verrà ricostruito un grande accampamento medievale. Qui, qualificati rievocatori daranno vita ad un’esperienza immersiva che trasporterà i visitatori all’anno Mille. Attorno al campo, sono previste una serie di attività, dal tiro con l’arco alle prove di scherma, giochi, racconti, lezioni di danza medievale e concerto di musiche dell’epoca.

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Ufficio stampa
La Battaglia dell’XI secolo a Taranto

Festa dell’Uva ad Arcevia (AN)

Dal 24 al 27 settembre, nel centro storico di Arcevia, antica Rocca Contrada soprannominata il “Belvedere delle Marche“, si celebra la Festa dell’Uva, un appuntamento identitario che racconta l’anima agricola, culturale e conviviale del borgo attraverso la celebrazione della vendemmia. Il programma prevede degustazioni di vino alla scoperta delle produzioni locali e dei vitigni della Val Mivola, le “Locande del Buon Ristoro” allestite nel centro storico per assaporare i piatti della tradizione arceviese e marchigiana, la sfida “Vergara in Gara” tra sfogline per eleggere la migliore tagliatella fatta a mano, il concorso “Piatto della Tradizione” tra le locande e momenti di musica dal vivo e spettacoli diffusi tra le architetture medievali del borgo. Giunta quest’anno alla 70ª edizione, la Festa dell’Uva affonda le radici negli anni Venti del Novecento ed è tra le manifestazioni più longeve delle Marche: proprio in occasione di questo traguardo ha ricevuto il Premio “Evento di Qualità” in una cerimonia al Senato della Repubblica, a riconoscimento di una storia quasi centenaria di passione e collaborazione. Quest’anno l’evento è nel segno del “sistema dei nove castelli” che caratterizza il territorio arceviese.

Alpenfest a Livigno (SO)

Il 26 e 27 settembre, i Comuni di Livigno e Trepalle celebrano il ritorno del bestiame dagli alpeggi con due giornate dedicate alla cultura alpina, alla comunità e ai sapori del territorio. È un rito che si rinnova ogni anno e che, simbolicamente, chiude l’estate e dà il benvenuto all’autunno. Dopo i mesi trascorsi in alta quota, mucche, capre e cavalli rientrano in paese accompagnati dagli allevatori, tra campanacci decorati, ghirlande fiorite, costumi tradizionali e musica folkloristica. Il programma prende il via sabato 26 settembre a Livigno, con la tradizionale sfilata del bestiame. La mattinata proseguirà a Plaza Placherà, dove dalle 12.00 alle 15.00 il pranzo diventerà un vero e proprio viaggio nei sapori del territorio. Nel pomeriggio spazio alla musica. A chiudere il sabato sarà l’Alpen Party, fino alle 23. Domenica 27 settembre Alpenfest si sposta a Trepalle: la giornata inizierà alle 10.30 con la sfilata da località Presot fino al Passo Eira. Dalle 12.30 alle 14.00, presso Passo Eira, sarà la Gioventù di Trepalle a curare il pranzo. Dalle 14.30 alle 16.00 il pomeriggio sarà dedicato alle sfide dei lavori contadini di un tempo, con prove come il pezón, la mungitura e il percorso con la carriola, seguite dall’assegnazione del Trofeo Alpenfest Trepalle 2026. La giornata continuerà con il pomeriggio danzante e con la merenda dalle 16.30, fino a chiudere il secondo appuntamento della celebrazione.

Transumando 2026 a Bressanvido (VI)

Dal 24 al 27 settembre 2026, a Bressanvido si svolge la quarta edizione di “Transumando: vieni, scopri, gusta, vivi”. Le novità di questa edizione sono prima di tutto la logistica: gli eventi si svolgeranno nel piazzale di via San Benedetto, uno spazio che per tutta la durata sarà animato da concerti e spettacoli, laboratori gratuiti, convegni, incontri, intrattenimento e tanto buon cibo, disponibile tutte le sere grazie ad uno stand enogastronomico con le specialità del territorio. Inoltre, per la prima volta l’arrivo della transumanza verticale più lunga d’Italia, giunta alla 28^ edizione, un rito antico, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e il taglio della forma gigante di Asiago DOP si svolgeranno lo stesso giorno, non più a distanza di una settimana come in passato.

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Ufficio stampa
La transumanza verticale più lunga d’Italia

Scoperta la Tomba della Camera di pietra: “Un nuovo importante tassello nella ricostruzione della storia archeologica di Vulci”

“La Tomba della Camera di pietra rappresenta un nuovo importante tassello nella ricostruzione della storia archeologica di Vulci”, afferma Carlo Casi, direttore del Parco naturalistico archeologico di Vulci in provincia di Viterbo.

La monumentale tomba etrusca appena riemersa dalla campagna di scavo in corso nel sito archeologico, che coincide con la ex metropoli dell’Etruria marittima, racconta l’élite di 2600 anni fa. Dentro la Tomba della Camera di pietra, nella necropoli della Polledrara, sono stati ritrovati raffinati tesori e reperti ancora intatti. Tra questi, un servizio da banchetto, una rara calzatura femminile, alcune armi, delle ceramiche greche e persino dell’oro.

La nuova scoperta a Vulci

“La conservazione di parte delle deposizioni in situ, la varietà e la qualità dei materiali e la possibilità di confrontare il complesso con contesti vulcenti già noti, ma spesso privi della documentazione archeologica originaria, offrono nuove prospettive per lo studio della società, dei rituali funerari e delle relazioni mediterranee di Vulci alla fine del VII secolo a.C.”, ha spiegato Casi.

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@Carlo Casi
Il sito archeologico del Parco di Vulci

Il grande ambiente funerario, chiamato Tomba della Camera di pietra, svela le abitudini dell’aristocrazia vulcente della fine del VII secolo a.C., uno dei momenti di maggiore prosperità della città e di più intensa apertura verso il Mediterraneo.

Gli archeologi hanno potuto esplorare integralmente le tre camere funerarie della tomba. Nonostante le manomissioni subite nel corso dei secoli, numerosi materiali sono rimasti protetti grazie al crollo delle coperture e delle pareti, costruite in grandi blocchi di nenfro inseriti nei depositi naturali di sabbia, ghiaia e argilla legati all’antico corso del fiume Fiora, consentendo di recuperare materiale di eccezionale interesse.

Il materiale recuperato comprende ceramiche greche di produzione attica e corinzia, raffinati vasi locali in impasto decorato e bucchero, armi, elementi facenti parte di un carro, monete, lamine d’oro e di bronzo, elementi di osso e avorio lavorati e numerosi oggetti di ornamento e di abbigliamento personale, tra cui una rara calzatura femminile.

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@Carlo Casi
Gli ultimi scavi effettuati a Vulci

Di particolare importanza sono alcuni elementi rimasti intatti nelle camere laterali. “Tra questi un tripode in bronzo associato a una lucerna in gesso alabastrino, probabilmente proveniente dall’area di Naucrati o di Rodi”, si legge su Viterbo Today “e un eccezionale servizio da banchetto nella rara classe locale della Polledrara Ware, composto da phialai, olpai, hydriai e dinoi con decorazioni policrome, alcuni ancora conservati nelle loro posizioni originarie, insieme a vasi in bucchero, una grattugia per la preparazione del vino e una rara grande coppa policroma del cosiddetto Wild goat style (“stile delle capre selvatiche”, così denominato per via dell’animale più comunemente rappresentato) ionico”.

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@Carlo Casi
Il team di ricerca degli archeologi di Vulci

Le ricerche, realizzate nell’ambito del progetto internazionale “Ritorno a Vulci“, partito nel 2023 e che riunisce École française de Rome, Sapienza Università di Roma e British Museum, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio e la Fondazione Vulci, hanno permesso di identificare il recinto circolare del cosiddetto Tumulo Gsell, già scoperto dall’École française de Rome nel 1889, ma mai completamente scavato, e di riportare alla luce la grande tomba monumentale all’interno del complesso funerario.

“La nuova scoperta conferma così l’importanza della ricerca archeologica come strumento non solo per riportare alla luce nuovi reperti, ma anche per ricomporre frammenti di una storia dispersa, restituendo a Vulci e al suo patrimonio una dimensione internazionale e una nuova possibilità di lettura scientifica”, ha commentato Casi.

 

Dal miele alle salsicce, dalla focaccia ai formaggi di malga: le sagre del weekend del 18, 19 e 20 settembre 2026 in Italia

Proseguono questo fine settimana alcuni degli eventi già partiti lo scorso weekend, come la Sagra del Fungo Porcino a Oriolo Romano, ma ne iniziano di nuove che durano fino alla fine di settembre, come il Grappolo d’oro di Potenza Picena.

Sagre, ma anche eventi e ricorrenze legate alle tradizioni regionali italiane e ad alcuni eventi famosissimi che fanno parte della nostra cultura pop, come il Festival Franciacorta in Cantina che coinvolge un intero territorio e il Parva Mundi di Brescello, celebre paese di Peppone e Don Camillo. Insomma, tanta è la varietà di appuntamenti da non perdere.

Ne abbiamo selezionati dieci (ma ce ne sarebbero molti di più) dove vi consigliamo vivamente di andare.

Sagra del Fungo Porcino a Oriolo Romano (VT)

Secondo weekend, quello dal 18 al 20 settembre, a Oriolo Romano con i sapori della Sagra del Fungo Porcino, giunta alla XXI edizione. Il delizioso borgo della Tuscia diventa il centro dell’evento più atteso per i buongustai. Il venerdì, lo stand gastronomico sarà aperto a cena dalle 19, mentre sabato e domenica si potrà mangiare sia a pranzo, dalle 12.30, sia a cena dalle 19. E c’è un’attenzione importante anche per chi deve seguire una dieta senza glutine: grazie alla presenza dell’Associazione Italiana Celiachia Lazio, sarà disponibile un menu per celiaci il venerdì, il sabato e la domenica. Ogni sera ci sarà musica dal vivo, dal pop ai ritmi latino-americani al blues.

Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada a Verona

Dal 18 al 20 settembre, il centro di Verona sarà il cuore di Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada giunti alla XXIV edizione con oltre cento eventi tra giochi e sport tradizionali, come espressione culturale. In programma, anche mostre e visite guidate, spettacoli teatrali e cinema e una nuova sezione dedicata ai workshop. Ospite d’onore sarà l’Irlanda: le strade e le piazze del quartiere Veronetta si animeranno con i giochi tradizionali irlandesi, come il Gaelic Football, l’Hurling, il Rounders, il Poc Fada. Nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 settembre, questi temi prenderanno forma attraverso dimostrazioni culinarie, degustazioni, incontri e momenti di confronto aperti al pubblico. Il Giardino di Rondella Santa Toscana si trasforma in un enorme pub irlandese.

Festival Franciacorta in Cantina

Ogni anno torna nella provincia di Brescia il Festival Franciacorta in Cantina, l’imperdibile appuntamento per trascorrere un weekend alla riscoperta dei luoghi dove nasce il Franciacorta. Cantine visitabili, gustose proposte gastronomiche, iniziative culturali e sportive. Tre giorni, dal 18 al 20 settembre 2026, per immergersi appieno nella magica atmosfera di Franciacorta dove tra monasteri, castelli e dimore storiche immerse tra i vigneti nasce un vino unico. Tantissimi gli eventi organizzati nel weekend dalle diverse realtà franciacortine.

Bancarel’Miele a Mulazzo (MS)

Il 19 e 20 settembre a Mulazzo torna la festa del miele e del territorio, Bancarel’Miele, un appuntamento annuale per la valorizzazione della biodiversità ecosistemica della Toscana del Nord. Presentato con la prima edizione nel 2025, l’evento  nasce infatti per valorizzare un prodotto simbolo del territorio qual è il Miele della Lunigiana DOP, nel contesto di due giorni dedicati a natura e apicoltura, produttori e professionisti locali, enogastronomia ed esperienze slow. La manifestazione si aprirà sabato alle 10:00 con l’inaugurazione alla porta del borgo e l’apertura della mostra-mercato, e poi show cooking, assaggi e degustazioni di formaggi locali, di Idromele e Salame al miele abbinati ai mieli.

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@Jacopo Grassi
L’evento Bancarel’Miele nel borgo di Mulazzo

Festa dell’Agri Cultura a Torrita di Siena (SI)

Dal 18 al 20 settembre, si svolge l’XIII edizione di Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura, la manifestazione che promuove la conoscenza e la valorizzazione delle specie animali e vegetali, delle tradizioni agricole locali e dei prodotti a filiera corta della Valdichiana. Per tre giornate, il Teatro degli Oscuri e il Parco Nilde Iotti ospiteranno convegni, show cooking, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra agricoltura, allevamento e sostenibilità ambientale, con la partecipazione di esperti, produttori e associazioni del territorio. L’ingresso a tutte le aree della manifestazione è gratuito.

Festival della Salsiccia di Bra (CN)

Dal 17 al 20 settembre a Bra torna BRA’S, il Festival della Salsiccia, una delle eccellenze gastronomiche più identitarie del Piemonte che trasforma la città della Zizzola, una suggestiva villa ottagonale situata su una collina che domina la città, in un grande palcoscenico, mettendo in scena il “poker del gusto braidese”: la salsiccia di Bra, il formaggio Bra Tenero e Duro DOP, il riso di Bra e il pane di Bra. Al loro fianco quest’anno anche ci sarà anche Recco, Capitale gastronomica della Liguria, con il suo prodotto simbolo, la Focaccia col formaggio. Uno dei momenti più scenografici è previsto venerdì: nel centenario della scomparsa di Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia, sarà rievocata con un ingresso in città a bordo di una carrozza storica, accolta dalle autorità cittadine e regionali, tra danze, figuranti e sbandieratori. Per quattro giorni, Bra diventerà così una vetrina delle eccellenze gastronomiche piemontesi e italiane, mettendo insieme cucina stellata, prodotti del territorio, storia, spettacolo e occasioni di incontro.

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Ufficio stampa
La focaccia di Recco ospite a BRA’S, il Festival della Salsiccia

Parva Mundi a Brescello (RE)

Dal 18 al 20 settembre, Brescello, il paese di Peppone e Don Camillo, si trasforma nel Festival della Bassa tra musica, cinema, memoria e i sapori del Grande Fiume con Parva Mundi, la festa del “Mondo Piccolo”. Tra piazze, vicoli, rive e parchi, l’evento intreccia cinema, letteratura, musica, enogastronomia e tradizioni popolari. In programma, anche la storica partita di calcio tra Dinamo e Gagliarda (venerdì, ore 18.00) e la solenne processione con benedizione del Po (sabato, ore 18.30), durante la quale la statua del Cristo parlante rievoca la celebre scena del film in cui Don Camillo affronta gli elementi per scongiurare l’alluvione. Il programma si sviluppa nei tre giorni con la vivacità tipica dei mercati di una volta e con un percorso dedicato ai mestieri antichi. Non mancano le visite guidate ai musei e ai set cinematografici e le escursioni sul Po.

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Ufficio stampa
A Parva Mundi un momento delle ricostruzioni storiche di Brescello

Grappolo d’oro a Potenza Picena (MC)

Da più di sessant’anni, il Grappolo d’Oro preannuncia l’arrivo dell’autunno nella scenografica terrazza naturale di Potenza Picena, l’antica Montesanto, dalla quale si gode uno sconfinato panorama che si estende dall’Adriatico ai Sibillini. Giunta alla 64^ edizione, la storica manifestazione potentina che celebra il tradizionale rito della vendemmia si terrà, quest’anno, da sabato 19 a domenica 27 settembre, otto giorni che coinvolgono l’intero centro storico che, per l’occasione, diventa un grande teatro a cielo aperto. Ricchissimo il programma, che comprende locande, spettacoli, eventi enogastronomici, una competizione tra i Rioni, esibizioni di artisti di strada, mostre fotografiche, mercatini e, come consuetudine, tantissima musica dal vivo. Sabato 19 s’inizia con una “passeggiata culturale” per le vie della città, per scoprirne i monumenti, le chiese, le opere d’arte ed anche le curiosità. Si prosegue, alle 20.30, in piazza Matteotti con una “Cena Rionale” con menu a tema e intrattenimento musicale. Domenica, i Rioni si cimenteranno in una suggestiva “Gara della pigiatura”, mentre nel pomeriggio andrà in scena “Viniland – vino e vinili”, con dj set, degustazioni e mercatino di vinili.

ForMandi a Sutrio (UD)

Profumi d’autunno, sapori di montagna e tradizioni che si rinnovano: domenica 18 ottobre Sutrio, il caratteristico borgo della Carnia, nel Friuli-Venezia Giulia, farà da cornice a ForMandi, la popolare manifestazione dedicata a uno dei più preziosi prodotti della montagna friulana, i formaggi di malga. Il paese si trasformerà in un percorso del gusto, in cui formaggi di malga e birre artigianali locali faranno da filo conduttore a una giornata dedicata ai sapori friulani di montagna più autentici. Momenti clou saranno l’Asta del formaggio di malga e un convegno con autorevoli esperti a confronto sul futuro possibile per questi importanti presidi della comunità e del territorio. L’evento prenderà il via alle 10.00 con un percorso di degustazione lungo le vie del centro. Protagonisti saranno i piatti della tradizione a base di formaggio di malga, preparati da ristoranti e trattorie del territorio. Una decina le tappe golose.

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Ufficio stampa
Formaggi di malga a Sutrio per l’evento ForMandi

Viterbo Open Mall a Viterbo

Il 19 e 20 settembre, dalle ore 10.30 alle 19.30, il Comune di Viterbo presenta la prima edizione di Viterbo Open Mall, il nuovo progetto di Spazio Viterbo che per 48 ore trasformerà il centro storico in un grande percorso commerciale ed esperienziale a cielo aperto. L’obiettivo è interpretare il centro storico come un vero mall diffuso, nel quale le vie diventano i corridoi naturali del percorso, le piazze luoghi di incontro, sosta e scoperta e le attività commerciali protagoniste di un’unica narrazione urbana. Sono 70 gli operatori economici del centro storico che hanno aderito al progetto, con promozioni e iniziative dedicate alle due giornate. A questi si aggiungeranno circa cento espositori tra Piazza del Plebiscito e le Scuderie di Palazzo Papale, insieme ad artisti, artigiani,
performer e realtà creative provenienti anche da fuori città.

Tutta un’altra Dubai (da scoprire insieme ai local e agli expat)

Dallo scorso mese di giugno, il governo italiano ha revocato il travel advisory per Dubai. La città emiratina è quindi raggiungibile cento per cento, con i suoi hotel, le sue attrazioni, i suoi ristoranti e tutti i suoi negozi.

Se pesante che Dubai sia tutta grattacieli avveniristici, mall lussuosissimi, attrazioni costosissime e ristoranti stellati, vi faremo cambiare idea. A due passi dal celebre Dubai Creek – o Khor Dubai -, quel braccio di mare del Golfo Persico che si estende per diversi chilometri nell’entroterra, dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, dalla “Vela”, il Burj al-Arab, l’edificio più iconico del Medioriente (che proprio ora si sta rifacendo il look), c’è una zona meno turistica, meno patinata e, soprattutto, meno costosa, ma molto più autentica, che solo i local e gli expat conoscono.

Il quartiere multietnico di Deira

È il quartiere di Deira, la storica e vivace zona commerciale situata nella parte Est di Dubai. La via principale è Al Rigga Road e si raggiunge con la metropolitana (il biglietto per girare più di due zone costa al massimo 2,15 euro). Lungo questa grande arteria e nelle traverse, ci sono negozi, outlet a poco prezzo (non si contratta come nel suq), ristoranti e street food etnici di ogni nazionalità: è un po’ come fare il giro del mondo e si respira la vera atmosfera multiculturale per cui l’Emirato è così famoso.

Il modo migliore per scoprire questa zona della città è con un food tour (organizzato o fatto per conto proprio: si passa dai falafel cucinati al momento del locale palestinese Falafel Sultan Dubai al kebab tipico di Damasco di Al Farooj Al Shami al kunafa, un dolce mediorientale fatto con pasta fillo e formaggio, del Qwaider Al Nabulsi Restaurant. Ma ci sono street food siriani, indiani, orientali e per tutti i gusti, vegetariani, vegani e chi più ne ha più ne metta. Si mangia con pochi euro, insomma.

Proprio i , i tour gastronomico-culturali nella Vecchia Dubai sono stati inseriti nella guida “Best in Travel 2026” di Lonely Planet tra le migliori esperienze al mondo da fare nel 2026.

A Deira, ci sono anche luoghi tradizionali emiratini che meritano una visita. Tra questi, Al Ahmadiya School & Heritage House, la prima scuola a essere istituita a Dubai (fondata nel 1912) che attraeva i migliori scienziati e studiosi da tutta la regione. Oggi è stata trasformata in museo. La vicina Heritage House permette di scoprire come si viveva in una casa tipica, completa di mobili, suppellettili domestici, capi d’abbigliamento, gioielli e giocattoli tradizionali, prima del boom economico dovuto al petrolio.

Se anziché soggiornare in hotel si decide di prenotare un più comodo appartamento, e quindi di mangiare anche a casa, l’indirizzo da non perdere assolutamente è il Waterfront Market, dove si servono anche i migliori ristanti della città. Raggiungibile in autobus o in mezz’ora a piedi, è un meraviglioso mercato ultra-moderno e, soprattutto, pulitissimo, dove acquistare pesce fresco appena pescato, dal Red Snapper all’Hammour (una cernia locale) alle ostriche, carne (manzo, wagyu, cammello…), tantissima frutta tropicale, datteri di ogni provenienza (dicono che i migliori siano i Medjool) e, naturalmente, spezie.

Si può anche andare a fare shopping di souvenir gastronomici che fanno sempre piacere e, in alcuni banchi, è possibile mangiare. In ogni caso, ci sono diversi ristoranti lungo una passerella panoramica vista porto.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
I falafel da assaggiare come street food a Deira Dubai

Passeggiando lungo il Creek, dove attraccano i Dhow, le storiche navi cargo in legno, e le Abra, le barche che portano avanti e indietro attraverso il Creek, si gode di una bellissima vista sullo skyline di Dubai e, salendo su una delle imbarcazioni (il biglietto costa 25 centesimi), si attraversa il canale e si arriva dall’altra parte, nel quartiere storico di Bur Dubai, dove ci sono i famosi suq dell’oro, delle spezie e dei profumi.

Come arrivare a Dubai

Con la compagnia aerea di bandiera Emirates che ha ripreso quasi la totalità dei voli dall’inizio della guerra in Medioriente (due voli diretti giornalieri da Milano Malpensa e due da Roma Fiumicino, uno da Venezia, tre voli settimanali da Milano Bergamo, da Catania e da Olbia, quattro alla settimana da Napoli e cinque da Bologna) e le low cost che tornano a volare su Dubai (Flydubai vola da Bergamo, Olbia, Pisa, Catania e Napoli), è il momento giusto per organizzare un viaggio nell’Emirato più incredibile che ci sia.

Chiara Francini: “Firenze dà il meglio di sé quando smetti di trattarla come un museo”

Attrice, conduttrice, scrittrice: “Manca sempre qualcosa, per fortuna”, ci dice Chiara Francini, appena tornata dall’83° Festival del cinema di Venezia dove ha vinto il premio come Miglior Attrice Protagonista alla XXV edizione del Premio Kinéo. Fiorentina, è legatissima alla sua città con cui ha “un rapporto molto carnale”, che consiglia di visitare perdendosi per le strade, camminando senza una meta precisa, “perché Firenze dà il meglio di sé quando smetti di trattarla come un museo e cominci a viverla come una donna”.

Nell’intervista esclusiva a SiViaggia ha raccontato che, tra i viaggi che preferisce, ci sono quelli in solitaria, “una delle forme più radicali di libertà”, e quelli tra donne.

Firenze è spesso protagonista dei suoi romanzi: può svelarci i luoghi che le stanno più a cuore e che i turisti non conoscono, ma dovrebbero visitare?

Firenze è una città che non si lascia mai raccontare fino in fondo e forse è proprio questo il suo fascino. Io ho un rapporto molto carnale con Firenze: la conosco soprattutto con il naso, con le gambe, con la memoria dei miei anni universitari. Al di là dei luoghi che finiscono inevitabilmente nelle fotografie, inviterei a perdersi. A camminare senza una meta precisa, perché Firenze dà il meglio di sé quando smetti di trattarla come un museo e cominci a viverla come una donna: non devi necessariamente capirla, devi frequentarla. In fondo, una città, come una persona, diventa davvero interessante quando comincia a mostrarti le sue imperfezioni.

E di donne parlerà anche in occasione del Festival del viaggiatore, l’evento che si svolge tra settembre e ottobre in alcune località del Veneto, in un intervento dal titolo “Donne: è sempre tempo di rivoluzione”. L’appuntamento con Chiara Francini è domenica 4 ottobre 2026 alle 17.30 a Villa Cipriani di Asolo, una dimora di campagna costruita in epoca palladiana e che fu di proprietà del poeta inglese Robert Browning e poi di Rupert Guinness, secondo Conte di Iveagh, della famosa famiglia irlandese produttrice di birra.

Alla 12ª edizione del Festival del viaggiatore tratta il tema della donna: ha mai fatto un viaggio in solitaria? E tra sole donne? Se sì, dove. Può raccontarci l’esperienza?

Il viaggio in solitaria è una delle forme più radicali di libertà. Perché quando sei sola non puoi delegare: scegli tu dove andare, quando fermarti, cosa mangiare, perfino con chi avere una conversazione imbarazzante al ristorante! Ho viaggiato da sola e ho scoperto che la solitudine, quando è scelta, non è affatto una condanna ma uno spazio. E dentro quello spazio puoi finalmente sentire cosa pensi tu, senza il sottofondo delle aspettative degli altri. I viaggi tra donne poi hanno un’altra meravigliosa caratteristica: puoi passare in tre minuti dal dibattere sul senso dell’esistenza al discutere animatamente di scarpe, uomini o carboidrati. E tutto ha perfettamente senso.

Cinema, Tv, teatro, attrice, modella, conduttrice, comica, doppiatrice, regista, produttrice, ma anche editorialista e scrittrice: cosa manca ancora nella sua wish list?

Manca sempre qualcosa, per fortuna. Ma io sono una donna e posso fare tutto! Mi piacerebbe continuare a scrivere, naturalmente, e magari dirigere. Mi piacerebbe confrontarmi con ruoli e linguaggi che ancora non conosco. In ogni caso il vero desiderio è poter continuare a sorprendermi. Finché c’è qualcosa che mi mette un po’ paura, allora significa che sono ancora viva artisticamente.

Può anticiparci i suoi prossimi progetti tra programmi Tv e libri in uscita?

Continuo a pensare alla scrittura come a una parte fondamentale del mio percorso, perché quando scrivo posso permettermi una reale libertà. Ci sono progetti che stanno prendendo forma e altri che devono ancora trovare la loro strada. Mi piace l’idea di continuare a misurarmi con progetti che abbiano una personalità e che abbiano qualcosa da dire. Ma posso promettere una cosa: continuerò a fare più cose contemporaneamente, con entusiasmo.

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