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La città romana di Aquinum continua a sorprendere: ecco cosa è emerso

L’antica città romana di Aquinum, nel territorio di Castrocielo e Aquino, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII Campagna di Scavo dell’Università del Salento ha portato alla luce due reperti archeologici di particolare interesse, presentati per la prima volta al pubblico durante il Weekend dell’Archeologia del 3 ottobre.

Le nuove scoperte permettono di aggiungere importanti tasselli alla conoscenza della vita pubblica, religiosa e monumentale della colonia romana. Da diciotto anni gli scavi, diretti da Giuseppe Ceraudo, professore di Topografia antica dell’Università del Salento, coinvolgono ricercatori e studenti in un progetto che unisce ricerca, formazione, tutela e valorizzazione del patrimonio.

La scoperta

Il primo reperto è un cippo riccamente decorato, riutilizzato nella pavimentazione in prossimità di uno degli incroci principali dell’antica città. Sul monumento compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se la lettura completa dell’iscrizione deve ancora essere verificata.

A rendere particolarmente interessante il cippo è l’apparato decorativo, composto da ghirlande, festoni e bucrani che incorniciano tre animali: un bue, un montone e un maiale. La loro presenza nello stesso monumento potrebbe essere collegata alla triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei più solenni rituali della religione romana, durante il quale venivano sacrificati proprio un maiale, un ovino e un toro.

L’interpretazione resta prudente, perché il cippo è stato ritrovato fuori dalla sua collocazione originaria. Tuttavia, le immagini potrebbero conservare la memoria di un sacrificio oppure richiamare cerimonie legate alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale di uno spazio.

Il secondo reperto è un altare votivo in marmo, particolarmente importante perché un nuovo frammento ha permesso di ricomporre parte di un’iscrizione già conosciuta soltanto in maniera incompleta. Ora è possibile riconoscere le divinità alle quali era dedicato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.

A commissionare la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. L’altare offre così una preziosa testimonianza della dimensione religiosa e civica della colonia, mostrando il legame tra la comunità, il culto imperiale e la vita pubblica.

L’importanza della scoperta

I due reperti contribuiscono a raccontare un’Aquinum nella quale religione, politica e vita cittadina erano strettamente intrecciate. Il cippo apre nuove domande sulle pratiche rituali e sugli spazi pubblici della colonia, mentre l’altare permette di approfondire il rapporto tra il culto della casa imperiale e l’identità della comunità.

La campagna 2026 ha portato alla luce anche altre testimonianze significative. Nel teatro romano sono proseguite le indagini che hanno restituito una lastra marmorea con la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata al rituale con cui i Romani seppellivano e consacravano un luogo colpito da un fulmine. Si tratta di una testimonianza rara, che potrebbe indicare un antico evento atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.

Durante il Weekend dell’Archeologia sono state inoltre presentate cinque teste marmoree restaurate, tra cui il cosiddetto Cesare di Aquinum e un ritratto attribuito a Druso Maggiore.

La campagna segna infine un’importante novità per il progetto: per la prima volta le indagini archeologiche si sono estese anche al territorio comunale di Aquino. La collaborazione tra Castrocielo e Aquino permette così di ricomporre l’unità storica dell’antica colonia romana, superando gli attuali confini amministrativi e ampliando le prospettive della ricerca.

Meno social, più vacanza: così cambiano le abitudini degli italiani in viaggio

Durante le vacanze gli italiani sembrano voler ridurre, almeno in parte, il rapporto con i social network. A fotografare questa tendenza è un sondaggio di eDreams, piattaforma specializzata nel settore dei viaggi online, che ha analizzato le abitudini dei viaggiatori italiani. Secondo la rilevazione, il 57% degli italiani preferirebbe utilizzare i social solo ogni tanto quando è in vacanza, mentre il 20% vorrebbe rimanere sempre online. Un ulteriore 13%, invece, sceglierebbe un vero e proprio digital detox.

Come i social influenzano le scelte di viaggio

Se due anni fa le percentuali di chi si lasciava influenzare dai contenuti online e di chi non lo faceva erano quasi equivalenti (47% si e 48% no), oggi il 51% degli italiani dichiara di non aver mai cambiato idea su una destinazione dopo averla vista sui social, contro il 44% che, invece, si è lasciato convincere da quanto scoperto online.

I social continuano comunque ad avere un ruolo nella programmazione delle vacanze. Il 36% degli intervistati li utilizza soprattutto per trovare ispirazione e scoprire gemme nascoste, mentre il 20% vuole vedere come appare realmente un luogo o un’esperienza prima di prenotare. Per il 10% conta anche l’approvazione di persone considerate simili o affidabili. Un 9%, invece, non prende affatto in considerazione i social quando organizza un viaggio.

Le differenze tra generazioni sono particolarmente evidenti. La Gen Z è quella più influenzata dalle tendenze social nella scelta della meta, con il 61% degli intervistati che ha scelto una destinazione anche sulla base di ciò che ha visto online. I Boomer si collocano all’estremo opposto: il 69% non si è mai lasciato condizionare dai social. La Gen Z è inoltre la più interessata alla ricerca di gemme nascoste, mentre i Millennial prestano maggiore attenzione all’approvazione dei propri pari.

Anche tra uomini e donne emergono alcune differenze: le viaggiatrici italiane risultano più propense a lasciarsi influenzare dai social nella scelta della destinazione e a rimanere sempre online in vacanza (21% contro il 18% degli uomini). I viaggiatori maschi, invece, scelgono più spesso il digital detox, indicato dal 15% contro il 10% delle donne.

Cosa pubblicano gli italiani durante le vacanze

Una volta partiti, gli italiani non rinunciano però a raccontare la propria esperienza online. Il contenuto più condiviso sono i paesaggi, pubblicati dal 75% degli intervistati, seguiti da attività ed esperienze, che compaiono nei post del 53% del campione. Il 45% fotografa anche il cibo, mentre il 35% non rinuncia al classico selfie.

A cambiare è anche il modo di raccontare ciò che si è vissuto. Il 37% degli italiani non sarebbe propenso a pubblicare un contenuto positivo su un viaggio o un’esperienza che non ha apprezzato, mentre il 29% continuerebbe comunque a mostrarne online gli aspetti migliori.

Anche in questo caso le generazioni hanno comportamenti differenti. La Gen Z pubblica più frequentemente paesaggi, esperienze, piatti e selfie, mentre i Millennial sono i più interessati a mostrare hotel e case vacanza, con il 32% che condivide questo tipo di contenuti. Sono inoltre loro a essere più “always on” anche in viaggio: il 22% vorrebbe rimanere sempre connesso. La Gen Z, invece, preferisce controllare i social ogni tanto, scelta indicata dall’80%, mentre il 15% dei Boomer approfitta della vacanza per un digital detox.

Sul fronte dell’autenticità, la Generazione X è quella meno propensa a pubblicare un post positivo su qualcosa che non è piaciuto, con il 40% degli intervistati. La Gen Z, al contrario, è la più incline a raccontare comunque in modo favorevole un’esperienza poco soddisfacente, con il 50%.

Giardini da fiaba e saloni da film: il castello che ha incantato Taylor Swift va all’asta

Ci sono luoghi capaci di sembrare usciti direttamente da una fiaba, tra architetture monumentali, giardini curati nei minimi dettagli e ambientazioni che il cinema e la musica hanno trasformato in vere icone. È il caso del Castello di Oheka, una spettacolare dimora di Long Island, nello Stato di New York, che fu scelta da Taylor Swift come scenario del video di “Blank Space”. Ora questo straordinario castello dell’epoca del jazz si prepara a cambiare proprietario: andrà all’asta il 27 ottobre.

La vendita rientra in una settimana particolarmente vivace per il mercato immobiliare di lusso, che ha visto arrivare sul mercato diverse proprietà legate a personaggi celebri.

Nuove regole Ue su bagagli a mano e rimborsi: cosa cambierà per chi vola

Volare in Europa sarà più semplice e trasparente, dal 23 ottobre 2027 entreranno infatti in vigore le nuove norme dell’Unione europea sui diritti dei passeggeri aerei, introdotte dal Regolamento Ue 2026/2202, che aggiorna le tutele previste in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e problemi con i bagagli.

Tra le novità più importanti ci sono l’obbligo per le compagnie di rendere più chiaro il prezzo dei biglietti e tempi più rapidi per ottenere i rimborsi. Cambiano anche le regole sull’assistenza durante le attese e sulle alternative offerte ai passeggeri in caso di disservizi.

Bagaglio a mano incluso e più tutele per i passeggeri

Al momento della prenotazione, le compagnie dovranno mostrare in modo predefinito le tariffe che includono il bagaglio a mano, oltre che lo zaino o borsa da posizionare sotto il sedile. Il passeggero avrà quindi diritto a portare gratuitamente un trolley delle dimensioni 40x30x15 cm. Se, per ragioni di sicurezza, il bagaglio dovesse essere trasferito in stiva, non potranno essere applicati costi aggiuntivi.

Altre garanzie riguardano le famiglie e le persone con disabilità: gli accompagnatori di minori o passeggeri con disabilità potranno essere sistemati gratuitamente vicino alla persona assistita. Anche il trasporto di passeggini e carrozzine sarà garantito senza costi aggiuntivi.

Novità anche per il check-in: sarà possibile correggere almeno una volta un errore commesso durante la procedura online, mentre chi non può utilizzare il biglietto digitale avrà la possibilità di ottenere gratuitamente una copia cartacea in aeroporto.

Ritardi, cancellazioni e rimborsi: cosa cambia

Per un ritardo superiore a tre ore all’arrivo, salvo circostanze eccezionali, resta prevista una compensazione economica proporzionata alla distanza della tratta: 250 euro fino a 1.500 chilometri, 400 euro per le tratte intracomunitarie oltre 1.500 chilometri e per quelle tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro oltre i 3.500 chilometri, con possibilità di riduzione a 300 euro se il ritardo non supera le 4 ore.

Se l’attesa supera le 5 ore, il passeggero potrà rinunciare al viaggio e chiedere il rimborso integrale delle tratte non effettuate. In caso di cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di anticipo, sono previste compensazione e scelta tra rimborso o riprotezione a spese della compagnia.

Quando il passeggero sceglie il rimborso, questo dovrà essere effettuato entro 7 giorni di calendario. Il voucher potrà essere proposto dalla compagnia, ma non potrà essere imposto. Inoltre, per gestire reclami e rimborsi, i viaggiatori non dovranno essere obbligati a chiamare numeri a pagamento, scaricare app o creare nuovi account.

In caso di ritardo o cancellazione, la compagnia dovrà proporre un’alternativa entro 3 ore; in caso contrario, il passeggero potrà organizzarsi autonomamente e chiedere un rimborso fino al 400% del prezzo originario.

Durante le attese saranno inoltre garantiti gratuitamente ristoro, pasti, due telefonate e accesso a Internet. Per l’overbooking è previsto un indennizzo da 250 a 600 euro entro sette giorni, mentre in circostanze eccezionali la compagnia dovrà coprire fino a tre notti di hotel. Questo limite non riguarderà minori non accompagnati, donne in gravidanza e persone con disabilità che dovranno invece raggiungere la propria destinazione più velocemente.

L’attesa a bordo prima della partenza non potrà superare 2 ore, salvo motivi di sicurezza, e dovrà garantire acqua, servizi igienici e temperatura adeguata.

La nuova normativa introduce infine una maggiore tutela contro il cosiddetto no-show: una compagnia non potrà negare l’imbarco sulla tratta di ritorno solo perché il passeggero non ha utilizzato quella di andata.

El Escorial riapre due musei chiusi da dieci anni: svelate opere mai esposte

Dopo dieci anni di chiusura, il Monastero Reale di El Escorial, alle porte di Madrid, torna ad arricchire la propria offerta culturale con la riapertura di due spazi rimasti a lungo inaccessibili. Dal 2 ottobre 2026, il Museo di Pittura e il Museo di Architettura accolgono nuovamente i visitatori dopo un importante intervento di restauro, realizzato con un investimento di 3,1 milioni di euro.

La riapertura porta con sé una novità particolarmente interessante per gli appassionati d’arte: nella collezione del Museo di Pittura entrano per la prima volta 21 opere mai esposte al pubblico, provenienti da ambienti riservati, uffici e altre aree del monastero normalmente non accessibili. Tra i protagonisti della nuova esposizione figurano alcuni dei più grandi maestri italiani, fiamminghi e spagnoli, tra cui Tiziano, Tintoretto e Veronese.

Il mare italiano ha otto nuovi siti tutelati: tra tartarughe e monti sommersi

Il mare italiano si arricchisce di otto nuovi siti Natura 2000 destinati alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi marini. Il provvedimento, pubblicato il 30 settembre 2026 in Gazzetta Ufficiale, istituisce sei Siti di Importanza Comunitaria (Sic) e due Zone di Protezione Speciale (Zps) in alto mare, oltre il limite delle acque territoriali italiane ma all’interno della Zona di Protezione Ecologica (ZPE) dichiarata dall’Italia.

Le nuove aree interessano diversi settori del Mar Tirreno, del Mar Ligure e delle acque che circondano Sardegna, Sicilia e Calabria, con l’obiettivo di proteggere ambienti profondi e specie particolarmente importanti per l’equilibrio dell’ecosistema. Tra i protagonisti della nuova tutela c’è anche la tartaruga marina Caretta caretta, insieme agli uccelli marini e a preziosi habitat caratterizzati dalla presenza di coralligeno ed emissioni gassose.

Otto nuovi siti Natura 2000

I nuovi siti, introdotti con il decreto 269 del 1° settembre 2026, comprendono aree molto diverse tra loro per posizione e caratteristiche naturali. Al largo di Livorno nasce il Banco di Santa Lucia, mentre tra il Mar Ligure e il Tirreno settentrionale si trova il Complesso dei monti sottomarini Ulisse-Doria-Janua, un sistema di rilievi che si sviluppa sotto la superficie del mare.

Al largo della costa orientale della Sardegna è stata individuata la Parte Nord del monte sottomarino delle Baronie, mentre lungo la costa settentrionale della Sicilia rientra nella rete protetta il Complesso dei monti sottomarini Sisifo-Tiro-Enarete. In Calabria, invece, la tutela interessa la Dorsale sottomarina di Paola, lungo la costa occidentale.

A queste aree si aggiunge il Tirreno centrale per la tutela di Caretta caretta, che comprende un’ampia porzione di mare tra Sardegna, Campania e Sicilia. Completano il quadro il Mare Sinis Iglesiente, lungo la costa occidentale della Sardegna, e il Mare Nurra, nella parte nord-occidentale dell’isola.

Otto nuovi siti Natura 2000 in Italia
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La penisola del Sinis in Sardegna

Un nuovo traguardo per la tutela del mare italiano

L’istituzione degli otto siti consente alla Zona di Protezione Ecologica italiana di raggiungere una superficie protetta pari al 31%, centrando così il target europeo indicato per la tutela degli ambienti marini. La misura si inserisce nel percorso verso l’obiettivo di avere il 30% delle aree protette entro il 2030, previsto dalla Strategia Europea per la Biodiversità.

La scelta delle aree risponde soprattutto alla necessità di conservare specie e habitat che si trovano lontano dalle coste e che, proprio per la loro posizione in alto mare, richiedono specifiche misure di protezione. I nuovi siti sono stati individuati per favorire la conservazione della tartaruga marina, degli uccelli marini e di habitat profondi nei quali sono presenti formazioni di coralligeno ed emissioni gassose.

Secondo quanto spiegato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, l’ampliamento della Rete Natura 2000 permette di rafforzare la tutela dell’alto mare e di valorizzare ulteriormente il patrimonio di biodiversità italiano. Un patrimonio che non si limita alle coste e alle spiagge più conosciute, ma comprende anche un mondo sommerso fatto di montagne, dorsali e ambienti profondi ancora lontani dagli occhi.

Caccia ai Tesori Arancioni, il grande gioco che fa scoprire l’Italia più autentica

Domenica 4 ottobre 2026 tornerà la Caccia ai Tesori Arancioni, l’appuntamento organizzato dal Touring Club Italiano che invita a esplorare alcuni dei piccoli borghi più suggestivi d’Italia attraverso un’esperienza di gioco, storia e tradizioni. La settima edizione coinvolgerà oltre 100 borghi Bandiera Arancione, da nord a sud, pronti ad accogliere migliaia di partecipanti.

L’iniziativa è pensata per adulti e bambini e propone un modo originale per conoscere l’identità dei territori e delle comunità locali. Tra le novità del 2026 ci sono alcune visite dedicate a San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte.

Come funziona la Caccia ai Tesori Arancioni

La Caccia ai Tesori Arancioni si svolgerà contemporaneamente in più di 100 borghi certificati con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. In ciascuna località i partecipanti dovranno affrontare un percorso articolato in sei tappe, seguendo indizi e superando prove legate alla storia, alle tradizioni, alla cultura e alle peculiarità del territorio.

Non esiste un unico itinerario nazionale: ogni borgo ha infatti costruito la propria caccia al tesoro partendo dalle caratteristiche che lo rendono unico. I percorsi spaziano dalla gastronomia alla musica, dalla storia locale alle attività all’aria aperta, trasformando piazze, musei, sentieri e luoghi simbolo in vere e proprie tappe di gioco.

L’edizione 2026 introduce anche un passaporto della Caccia ai Tesori Arancioni, consegnato al termine del percorso e pensato per essere timbrato nelle diverse edizioni dell’evento. Alle squadre iscritte è inoltre riservata un’esclusiva sacca zaino.

Per partecipare è necessario formare una squadra e iscriversi sul sito Tesori Bandiere Arancioni dedicato all’iniziativa. I posti sono limitati ed è previsto un contributo di partecipazione destinato a sostenere i progetti del Touring Club Italiano per la valorizzazione dei piccoli centri e delle aree interne italiane.

Dai tesori di San Francesco ai sapori locali

Tra le proposte più particolari del 2026 ci sono quelle dedicate a San Francesco d’Assisi in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo – che ricorreranno proprio domenica 4 ottobre.

A Taverna, in Calabria, l’intero itinerario sarà proprio a lui dedicato con la Caccia “Sulle orme di San Francesco a Taverna”, mentre a Sarnano, nelle Marche, il percorso toccherà luoghi e attività legati alla sua figura.

Grande attenzione sarà riservata anche ai più piccoli. A Gavoi, in Sardegna, è prevista anche una caccia junior negli spazi della Casa Museo Porcu Satta, sulle tracce di Donna Rosina. A Casale Marittimo, in Toscana, invece, i bambini potranno partecipare a laboratori esperienziali e a una lezione di acquerello dedicata al Principe Guerriero etrusco.

Per chi ama i sapori del territorio, a Dozza, nel Bolognese, il percorso sarà accompagnato da stand e laboratori dedicati alla pasta fresca, alla piadina e al vino Albana, mentre a Corigliano d’Otranto, in Puglia, non mancheranno gli assaggi di prodotti tipici.

Ci saranno poi itinerari dedicati alla musica, come quello di Portico e San Benedetto, in provincia di Forlì-Cesena, dedicato alla tradizione bandistica, con racconti e curiosità. A Frontone, nelle Marche, saranno invece previsti esercizi, meditazione e percorsi a piedi, mentre a Sasso di Castalda, in Basilicata, la caccia porterà alla scoperta di un sentiero nascosto.

Consultare il programma completo sul sito ufficiale dedicato all’evento.

Caccia ai Tesori Arancioni nei borghi italiani
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Il borgo di Dozza

Dalla magia di Parigi alla neve delle Alpi: l’inverno francese è più vicino con il TGV in partenza dall’Italia

L’inverno è pronto a trasformarsi in un’occasione perfetta per partire alla scoperta della Francia, tra le atmosfere natalizie di Parigi e i paesaggi innevati delle Alpi francesi. SNCF Voyages Italia ha infatti aperto le vendite dei biglietti TGV INOUI per viaggiare dal 13 dicembre 2026 al 30 marzo 2027, offrendo così la possibilità di programmare con largo anticipo weekend e vacanze durante la stagione fredda.

Grazie ai collegamenti diretti da Milano e Torino, si potrà raggiungere la capitale francese senza cambi oppure fermarsi lungo il percorso per scoprire alcune delle destinazioni alpine più interessanti.

Tre fughe al mare da organizzare a giugno 2027: si parte da 21 euro con la promo Volotea

Programmare un weekend fuori porta può diventare l’occasione perfetta per pensare già alla prossima estate. Se non ami il freddo che sta per arrivare, la soluzione perfetta è studiare subito una nuova destinazione da scoprire con la promo Volotea.

Sono disponibili 500.000 posti con prezzi a partire da 19 euro, con tariffe ancora più convenienti, da 9 euro, per chi aderisce al programma Megavolotea. La promozione permette di organizzare viaggi fino al 30 giugno 2027, con prenotazioni da effettuare entro il 2 ottobre 2026.

Tra le date da segnare in calendario ci sono proprio quelle di giugno 2027, quando le scuole finiranno e il clima sarà ideale per trascorrere giornate al mare in tranquillità prima dell’alta stagione. Ecco tre mete che abbiamo selezionato per voi.

Castello di Urquhart, la fortezza delle Highlands affacciata sul leggendario Loch Ness

Affacciato sulle acque scure e misteriose del Loch Ness, il Castello di Urquhart è uno dei luoghi più suggestivi delle Highlands scozzesi. Le sue rovine si trovano su un promontorio strategico e raccontano quasi mille anni di storia, tra guerre, assedi, clan e antiche leggende. A rendere questo luogo ancora più spettacolare è il paesaggio: dalle mura della fortezza lo sguardo corre sul lago, proprio nel cuore di una delle aree più iconiche della Scozia.

La storia del Castello di Urquhart

Il sito, dove sorge il castello, ha origini molto antiche. Nel VI secolo l’abate irlandese San Columba potrebbe aver visitato un insediamento presente nell’area e proprio qui sarebbe legato uno dei primi racconti di una creatura misteriosa nelle acque del Loch Ness.

La fortezza medievale iniziò ad assumere la forma che oggi si può riconoscere soprattutto a partire dal XIII secolo. La sua posizione la rese immediatamente strategica e il castello fu coinvolto nelle grandi lotte per il controllo della Scozia. Nel 1296 venne conquistato dalle forze di Edoardo I d’Inghilterra, mentre nel XIV secolo entrò nelle vicende delle Guerre d’Indipendenza scozzesi e passò anche sotto il controllo di Robert the Bruce.

Nei secoli successivi Urquhart fu conteso tra la Corona e i MacDonald, Signori delle Isole, protagonisti di numerose incursioni nelle Highlands. Nel Cinquecento il castello passò alla famiglia Grant, che ne avviò il recupero e fece costruire la Grant Tower. Nel 1692, dopo essere stato utilizzato come presidio governativo durante i conflitti legati alle rivolte giacobite, il castello venne fatto esplodere per impedirne un nuovo utilizzo militare.

Castello di Urquhart in Scozia
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Le rovine del Castello di Urquhart in Scozia

Cosa vedere e come visitarlo

Oggi il Castello di Urquhart è uno spettacolare sito archeologico della Scozia da esplorare passeggiando tra mura, torri e resti degli antichi edifici. Uno dei punti più scenografici è la Grant Tower, dalla quale si apre una vista ampia sul Loch Ness. Meritano attenzione anche i resti della Sala Grande (Great Hall), il corpo di guardia e la zona della prigione.

La visita comincia dal moderno centro visitatori, dove è disponibile anche un filmato introduttivo di circa otto minuti che aiuta a comprendere la storia della fortezza. Da qui un percorso conduce verso le rovine.

Gli orari cambiano durante l’anno e l’ingresso avviene in fasce orarie: per questo è consigliabile prenotare online in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il parcheggio è gratuito, ma i posti sono limitati e la prenotazione anticipata garantisce l’accesso. Per maggiori dettagli, consultare il sito ufficiale Historic Environment.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Urquhart si trova sulla sponda occidentale del Loch Ness, lungo la A82, a circa 3 chilometri a sud dal villaggio di Drumnadrochit e a circa 24 chilometri da Inverness.

Per chi viaggia in auto, il modo più semplice e più panoramico per arrivare è seguire la A82 in direzione sud da Inverness. Il tragito, di circa 30 minuti, costeggia il Loch Ness. In alternativa si può anche partire da Fort William e seguire la A82 in direzione nord lungo la Great Glen.

Da Inverness (o anche dal vicino Drumnadrochit) è possibile raggiungerlo anche con l’autobus, la fermata si trova davanti all’ingresso. In alternativa si può anche arrivare al castello via lago con un pacchetto combinato crociera più ingresso alle rovine.

Svelate le città italiane dove si vive meglio nel 2026: sul podio due destinazioni inaspettate

Quali sono le città italiane dove si vive meglio nel 2026? A rispondere è una nuova classifica dedicata alle smart city italiane, che prende in considerazione non soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui questa contribuisce al benessere dei cittadini. Mobilità, ambiente, abitazioni, opportunità economiche, istruzione, sicurezza e servizi sono infatti alcuni degli elementi che determinano la vivibilità di un centro urbano.

Lo studio realizzato dalla Rome Business School ha analizzato i capoluoghi di regione attraverso sei categorie: economia, capacità amministrativa, gestione del traffico, efficienza energetica e attenzione alla salute, alla sicurezza e alla cultura dei cittadini. A sorpresa, le grandi metropoli non occupano le prime posizioni: a distinguersi sono soprattutto città di dimensioni più contenute.

Vicino a Notre-Dame riemerge una scoperta eccezionale legata alla prima Parigi

Parigi non smette di stupire grazie alle tracce del suo passato. A pochi passi da Notre-Dame, nel cuore dell’Île de la Cité, gli archeologi hanno riportato alla luce una struttura che potrebbe riscrivere ciò che sappiamo sulle origini della capitale francese.

Durante gli scavi nell’area dell’Hôtel-Dieu AP-HP è emersa un’imponente cinta muraria in pietra e legno, conservata per circa 20 metri e caratterizzata da una tecnica costruttiva tipica delle fortificazioni galliche della tarda età del Ferro.

La scoperta sotto l’Hôtel-Dieu

Le ricerche archeologiche nell’Hôtel-Dieu sono iniziate nel febbraio 2026 e coinvolgono il Servizio Archeologico della Città di Parigi e l’Inrap (Istituto Nazionale per la ricerca Archeologica Preventiva), nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale. Proprio qui è stata individuata la struttura, formata da blocchi di pietra e elementi lignei.

Dietro il muro è stata inoltre trovata una piattaforma artificiale composta da sabbia e ghiaia. Gli archeologi hanno rinvenuto anche una punta di lancia gallica, semi carbonizzati e i resti di un edificio in legno bruciato. Il muro stesso porta evidenti tracce di un incendio molto intenso.

I primi risultati delle analisi al carbonio-14 sugli elementi lignei collocano la struttura in un intervallo compreso tra il 200 e il 10 a.C. La presenza del fuoco e dei materiali carbonizzati è compatibile con un episodio di distruzione, ma gli studiosi sottolineano che non è ancora possibile stabilire che l’incendio sia quello del 52 a.C. scoppiato all’avanzare delle truppe romane di Cesare.

La combinazione degli elementi ha però riacceso una questione che da secoli interessa gli archeologi: dove si trovava esattamente la Lutetia dei Parisii? Cesare descrive un oppidum situato su un’isola della Senna, collegata da ponti, e l’Île de la Cité è stata a lungo considerata l’ipotesi più naturale. Le prove archeologiche di un vero insediamento gallico, però, erano rimaste limitate. Per questo era stata avanzata anche l’ipotesi di Nanterre.

L’importanza della scoperta

Il valore del ritrovamento sta soprattutto nella possibilità di collegare, in modo più diretto, la Parigi contemporanea alla Lutetia gallica citata nelle fonti antiche. Se le nuove analisi confermeranno l’interpretazione attualmente studiata, il muro potrebbe essere parte del bastione dell’oppidum dei Parisii, la popolazione gallica che abitava il territorio dell’odierna Île-de-France.

La scoperta è stata giudicata di eccezionale importanza dalla Commissione regionale per la ricerca archeologica del Centro-Nord, che a metà settembre 2026 ha convalidato la segnalazione di scoperta. Gli scavi potranno così proseguire per chiarire la funzione del muro, la sua datazione, le modalità della distruzione e il rapporto con la piattaforma di sabbia e ghiaia, oltre a verificare eventuali tracce di occupazioni ancora più antiche.

I resti sono tuttavia molto fragili: il fuoco ha danneggiato le pietre e carbonizzato gran parte del legno. Per conservarne la memoria verranno realizzati documentazione digitale, fotogrammetria e una ricostruzione 3D. È previsto inoltre uno stampo di una sezione del bastione e la successiva ricostruzione di una parte del muro con alcune pietre originali, destinata a un museo di Parigi.

Così, proprio accanto a uno dei monumenti più celebri della capitale, il sottosuolo dell’Île de la Cité potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla storia parigina: quello della città gallica che precedette la Lutetia romana.

L’autunno del tartufo bianco in Italia, 5 località da scoprire tra paesaggi, sapori ed esperienze

Quando arriva l’autunno, i boschi italiani si trasformano in uno scrigno prezioso e il tartufo bianco diventa uno dei protagonisti della stagione. In Italia sono numerose le località dove andare alla ricerca di questo pregiato prodotto. Abbiamo fatto una selezione di cinque destinazioni dove il tartufo è un motivo in più per partire, ma che meritano una visita anche per i paesaggi autunnali incantati, la storia e le tradizioni.

Alba in Piemonte (CN)

Alba è una delle destinazioni simbolo per chi vuole vivere l’autunno all’insegna del tartufo bianco. Nel cuore delle Langhe, questa località, abbina alla gastronomia (Alba è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia) un paesaggio fatto di dolci colline e vigneti particolarmente suggestivo con i colori di questa stagione e un centro storico con le torri medievali tutto da scoprire.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (dal 10 ottobre al 6 dicembre) è un’occasione in più per scoprire la capitale delle Langhe. L’evento anima la città con appuntamenti gastronomici, culturali e folkloristici.

Ad Alba, inoltre si può visitare anche il MUDET – museo del tartufo di Alba, uno spazio dedicato al mondo del tartufo dove vivere l’esperienza tutto l’anno.

Dove andare in Italia in autunno alla ricerca di tartufo bianco
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La città di Alba

Acqualagna nelle Marche (PU)

Nel cuore delle Marche, Acqualagna è una meta da mettere in programma durante la stagione del tartufo. Qui si svolge infatti la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco (25, 31 ottobre e 1, 7, 8, 14 e 15 novembre) con degustazioni, incontri ed eventi.

Ma il viaggio, per un weekend tra sapori e paesaggi nel borgo in provincia di Pesaro-Urbino, può continuare anche tra la scoperta del centro, il foliage del territorio appenninico, la vicina Riserva Naturale Statale Gola del Furlo e il Museo del tartufo di Acqualagna dove è possibile vivere una truffle experience.

Gubbio in Umbria (PG)

Il tartufo diventa anche l’occasione per scoprire Gubbio, una delle città medievali più affascinanti dell’Umbria. In autunno la “città di pietra” offre un’atmosfera particolarmente suggestiva e la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei Prodotti Agroalimentari (30 e 31 ottobre e 1-6-7-8 novembre) porta in città profumi e sapori del territorio.

A Gubbio vale la pena perdersi tra i suggestivi vicoli, ammirare Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli e visitare la chiesa di San Francesco e il teatro romano.

Volterra in Toscana (PI)

Per unire tartufo bianco e cultura, Volterra è una destinazione da inserire in un itinerario di viaggio. La città toscana arroccata su una collina di tufo, famosa per il suo patrimonio etrusco e medievale, in autunno ospita Volterragusto (24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre), manifestazione che comprende anche la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici dell’Alta Val di Cecina.

Questa è anche l’occasione per esplorare il centro storico tra Piazza dei Priori, la Cattedrale romanica, la Fortezza Medicea, il teatro romano e i dintorni fatti di riserve naturali tutte da vivere con i colori del foliage.

Savigno in Emilia-Romagna (BO)

Sulle colline bolognesi, Savigno, frazione di Valsamoggia, celebra ogni autunno il suo prodotto più prezioso con il Festival Internazionale del Tartufo Bianco (nei weekend dal 24 ottobre al 15 novembre).

Savigno è una destinazione perfetta per chi cerca un weekend autunnale alla scoperta di un borgo affascinante, strade panoramiche e sapori dell’Appennino.

Tra foliage e atmosfere d’autunno, 3 mete da scoprire con la promozione Vueling

L’autunno è il momento perfetto per concedersi una fuga in viaggio, soprattutto quando si trovano tariffe particolarmente convenienti. Vueling propone una nuova promozione dedicata ai prossimi mesi: fino al 15% di sconto sui voli acquistati dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, con partenze comprese tra il 1° novembre 2026 e il 31 gennaio 2027.

La promozione riguarda rotte selezionate e voli diretti operati da Vueling, con posti soggetti a disponibilità. Il prezzo mostrato è a persona e non comprende eventuali servizi aggiuntivi. Per approfittare dell’offerta è necessario effettuare l’acquisto attraverso il sito ufficiale della compagnia aerea o sull’app mobile. Tra le destinazioni disponibili si possono trovare anche alcune città ideali per un viaggio autunnale, quando parchi e giardini si tingono di rosso, arancio e giallo.

Ecco una nostra selezione di tre mete perfette per un’esperienza tra i colori del foliage.

Da Milano a Bilbao

Bilbao è una destinazione interessante anche per chi vuole alternare arte, architettura e passeggiate nella natura. A novembre, quando l’autunno entra nel vivo, si può iniziare dal Parque de Doña Casilda Iturrizar, uno dei principali polmoni verdi della città. Il parco si trova non lontano dal Guggenheim e vicino al Museo de Bellas Artes e offre suggestivi viali alberati, percorsi pedonali e scorci piacevoli per una passeggiata tra i colori della stagione.

Dopo aver ammirato il foliage, il viaggio può proseguire verso il centro storico, tra le vie del Casco Viejo, oppure lungo la Ría, per scoprire una Bilbao capace di unire tradizione e contemporaneità.

Per chi parte da Milano, la promo Vueling propone il volo per Bilbao, il 18 e il 24 novembre, da 13 euro a persona.

Dove andare in autunno con la promo Vueling
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Paesaggio autunnale a Bilbao

Da Firenze a Parigi

Parigi in autunno ha un fascino particolare e novembre è perfetto per scoprirne anche il lato più pittoresco. Tra le passeggiate da mettere in programma c’è quella nei Giardini del Lussemburgo, dove gli alberi e i colori della stagione fanno da cornice a uno dei luoghi più amati della capitale francese ricco di monumenti e statue.

Anche il giardino des Tuileries, il più antico di Parigi, regala atmosfere suggestive durante la stagione autunnale. Qui da non perdere la visita al Musée de l’Orangerie, il museo di pittura impressionnista e post-impressionista con opere di Monet, Cézanne, Renoir e Picasso.

Per un’esperienza ancora più a contatto con la natura si può raggiungere il Bosco di Boulogne, grande area verde nei pressi del sobborgo di Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. In autunno i suoi viali alberati si trasformano in una tavolozza di colori, ideali per una passeggiata lontano dalla frenesia del centro città.

La tariffa proposta da Vueling per la tratta Firenze-Parigi del 18 novembre parte da 40 euro a persona.

Da Firenze a Londra

Londra è una delle città più interessanti da visitare in autunno, soprattutto per chi ama passeggiare nei grandi parchi. A novembre si può raggiungere Richmond Park, dove boschi secolari, prati e alberi regalano splendidi paesaggi stagionali. Il parco è inoltre famoso per i suoi cervi e novembre è il mese ideale per assistere al bramito.

Un’altra tappa che consigliamo sono i Kew Gardens, dove il foliage può essere ammirato tra gli alberi dell’arboreto e i numerosi giardini botanici, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Con la promo Vueling, la tratta Firenze-Londra del 24 novembre è disponibile da 41 euro a persona.

3 mete dove andare a novembre con la promo Vueling
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Veduta aerea dei giardini botanici di Kew

Puoi dare il nome di una persona amata a un aereo: il gesto più originale

Ci sono persone che, con la loro presenza, riescono a rendere più semplici anche le giornate più complicate, quelle che vengono anche dette “persone medicina”. Per ringraziarle si può scegliere di donare loro un regalo, magari un mazzo di fiori o una scatola di biscotti, scrivere una dedica con il cuore o organizzare una festa a sorpresa, ma questa volta abbiamo scovato un’idea decisamente più originale.

Che ne dici di dare il nome di una tua persona speciale a un aereo? È la possibilità che ti offre Eurowings, la compagnia aerea low cost tedesca parte del gruppo Lufthansa, attraverso un nuovo concorso rivolto a tutti i residenti in Europa.

L’iniziativa vuole celebrare proprio quelle persone che, con gentilezza, sostegno e attenzione verso gli altri, riescono a fare la differenza nella vita quotidiana.

Il concorso Eurowings per dare un nome a un aereo

L’iniziativa “Dai un nome a un aereo” nasce con l’obiettivo di riconoscere pubblicamente le persone che rappresentano un punto di riferimento per chi sta loro accanto.

Non è necessario che si tratti di una persona famosa: possono essere familiari, amici o comunque persone che, attraverso piccoli gesti quotidiani, riescono a rendere la vita degli altri più facile.

Il concorso prende spunto proprio dalla natura del viaggio aereo. Secondo Max Kownatzki, CEO di Eurowings, infatti, ogni aereo della compagnia contribuisce a connettere le persone e ad avvicinarle a chi conta di più. Da qui l’idea di trasformare un aereo in una sorta di dedica speciale, facendo comparire su un Airbus A320 il nome di battesimo di una persona scelta dai partecipanti.

Concorso di Eurowings
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Eurowings Airbus A320

Informazioni utili alla partecipazione

La candidatura a “Chi ti semplifica la vita?” può essere inviata entro l’11 ottobre 2026 attraverso il form sul sito ufficiale della compagnia Eurowings alla pagina dedicata al concorso.

Per candidare qualcuno è necessario avere almeno 18 anni e risiedere in Europa. Ogni partecipante può presentare una sola candidatura. La domanda deve essere accompagnata da un testo compreso tra 250 e 400 caratteri, nel quale spiegare come e perché la persona indicata riesca a semplificare la propria vita.

È quindi necessario scegliere con cura la persona da nominare e soprattutto raccontare in poche righe il motivo per cui merita questo riconoscimento. Il concorso non punta infatti a premiare un gesto eccezionale o una particolare notorietà, ma vuole portare l’attenzione su quelle piccole azioni quotidiane che spesso fanno la differenza.

Il premio consiste in un riconoscimento davvero insolito: quattro Airbus A320 di Eurowings porteranno i nomi di battesimo delle persone selezionate. Le candidature selezionate saranno svelate tra metà e fine ottobre 2026, mentre i nomi ufficialmente scelti saranno poi svelati a dicembre.

La compagnia invita quindi a pensare alla persona che c’è quando serve, che sa ascoltare, sostenere, motivare o semplicemente alleggerire una giornata difficile. Un modo per trasformare una semplice dedica in qualcosa destinato a viaggiare molto più lontano, sui cieli d’Europa.

Castagne, borghi e profumi d’autunno: le sagre 2026 più belle d’Italia

L’autunno in Italia profuma di caldarroste, mosto e gustosi prodotti del bosco. Da Nord a Sud, le sagre delle castagne 2026 portano nei borghi e nelle città una delle tradizioni gastronomiche più amate della stagione, tra degustazioni, mercatini, musica e iniziative dedicate ai prodotti tipici.

Ecco una nostra selezione di appuntamenti da segnare in calendario per vivere l’atmosfera dell’autunno e scoprire anche territori e specialità locali.

Fiera Nazionale del Marrone, Cuneo (CN)

A Cuneo l’autunno porta uno degli appuntamenti più importanti dedicati al marrone. La 27ª Fiera Nazionale del Marrone 2026 è in programma dal 16 al 18 ottobre nel centro storico della città. L’evento riunisce produttori e visitatori attorno alle eccellenze del territorio, con degustazioni, show cooking, prodotti tipici e specialità a base di castagne. L’ingresso alla manifestazione è libero.

Festa dei Marroni, Combai (TV)

Nel Veneto, la frazione Combai del comune di Miane in provincia di Treviso, celebra il suo marrone con una festa che accompagna per diverse settimane l’autunno. L’edizione 2026 è prevista dal 9 ottobre al 1° novembre.

Oltre alle degustazioni di primi piatti, marmellate, torte, cartocci di caldarroste e birra artiginale alla castagna, la manifestazione permette di scoprire il piccolo borgo della provincia di Treviso e le colline del Prosecco, con iniziative legate alla tradizione e passeggiate nel territorio.

Mostra Mercato del Marron Buono, Marradi (FI)

Tra gli appuntamenti più conosciuti dell’autunno toscano c’è la Mostra Mercato del Marron Buono di Marradi, nell’Alto Mugello. L’edizione 2026 della Sagra delle Castagne è in programma nelle domeniche 4, 11, 18 e 25 ottobre 2026. La castagna sarà la protagonista delle degustazioni e degli stand gastronomici del centro storico.

Si potranno degustare tortelli di marroni tirati a mano, castagnaccio, torta di marroni, bruciati (caldarroste fumanti), marmellata e non mancheranno i marrons glacés artigianali. Il Marron Buono del Mugello è il simbolo della manifestazione, che rappresenta anche un’occasione per visitare il borgo vestito a festa e i paesaggi dell’Appennino tosco-romagnolo.

Sagra del Marrone IGP, Castel del Rio (BO)

Sull’Appennino bolognese, Castel del Rio dedica quattro domeniche al proprio pregiato Marrone IGP: l’11, 18 e 25 ottobre e il 1° novembre 2026. La sagra, giunta alla sua 70ª edizione, è un’occasione per assaggiare il prodotto simbolo della vallata – stand gastronomici aperti a pranzo dove gustare capletàz di marroni, tagliatelli al marrone e tanti altri piatti praparati con amore da mani esperte – e scoprire un territorio immerso nel verde, dove la tradizione della castanicoltura è profondamente legata alla storia locale.

Sagra delle Castagne, Soriano nel Cimino (VT)

Nel Lazio, Soriano nel Cimino dedica ben tre weekend alla castagna. La 59ª edizione della Sagra delle Castagne si svolgerà dal 2 al 18 ottobre 2026 e trasformerà il borgo della Tuscia viterbese in uno scenario medievale, con le quattro contrade storiche protagoniste.

Accanto alle specialità gastronomiche a base di castagne, sono previste rievocazioni, spettacoli, mostre, concerti, mercatini, cortei, cene di beneficienza e iniziative legate alla storia locale.

Sagra della Castagna di Montella IGP, Montella (AV)

In Campania, Montella celebra una delle castagne italiane più note, tutelata dal marchio IGP. La manifestazione, alla 42ª edizione, propone nelle date 1,2,6,7 e 8 novembre 2026 degustazioni e specialità della tradizione irpina, insieme a concerti, spettacoli, mostre e appuntamenti culturali.

Il tesoro d’argento nascosto per 2.000 anni: scoperta una fortuna romana

Sotto un normale campo agricolo, a sud di Colonia, si nascondeva una fortuna rimasta sepolta per quasi duemila anni. Vicino a Wesseling, in Germania, un metal detector ha portato alla luce uno dei più importanti tesori monetali romani mai rinvenuti nel Paese. Si tratta di 934 denari d’argento, per un peso complessivo di circa 3,1 chilogrammi, nascosti probabilmente nel secondo quarto del II secolo d. C.

La scoperta risale all’ottobre 2025, ma è stata resa pubblica il 22 settembre 2026, quando il tesoro è stato presentato al LVR-LandesMuseum di Bonn. Il ritrovamento racconta non solo la storia di un antico patrimonio, ma anche quanto possa essere preziosa la collaborazione tra chi individua un reperto e gli archeologi incaricati di studiarlo.

La scoperta del tesoro romano vicino a Wesseling

A individuare le prime monete è stato Oliver Riedl, cercatore dotato di regolare autorizzazione. Dopo aver recuperato 15 denari d’argento romani, il suo metal detector continuava però a segnalare la presenza di oggetti nel terreno. Invece di proseguire autonomamente, Riedl ha avvertito le autorità competenti, permettendo agli archeologi del LVR-Amt für Bodendenkmalpflege di intervenire sul campo.

Gli scavi hanno rivelato una concentrazione eccezionale di monete: 934 denari romani d’argento, rimasti nello stesso punto per secoli. Il deposito è stato recuperato in blocco e trasferito nel laboratorio di restauro del museo, dove il terreno è stato sottoposto a radiografia prima della rimozione delle monete. Le immagini hanno consentito di individuare anche tracce di un contenitore in ceramica e di materiale vegetale, probabilmente paglia.

Lo studio delle monete permette anche di ricostruire una lunga parte della storia romana. La moneta più antica risale al 148 a.C., quando Roma era ancora una Repubblica, mentre quella più recente fu coniata nel 124-125 d.C., durante il regno dell’imperatore Adriano. La maggioranza appartiene invece all’epoca della degli imperatori della dinastia flavia, tra il 69 e il 96 d.C. Il deposito sarebbe stato nascosto nel secondo quarto del II secolo d.C.

L’importanza del tesoro di Wesseling

Il valore della scoperta non dipende soltanto dal numero delle monete. Con 3,1 chilogrammi d’argento, il deposito rappresentava un patrimonio considerevole nell’antichità. Secondo gli archeologi, un legionario romano avrebbe dovuto mettere da parte tutto il denaro disponibile per circa sei anni di servizio per raggiungere una somma equivalente.

Non è ancora possibile stabilire chi fosse il proprietario del tesoro né perché lo abbia nascosto e mai più recuperato. Gli studiosi ipotizzano che potesse appartenere a una persona che viveva in una delle proprietà agricole romane della zona. Il fatto che nessuno sia mai tornato a recuperarlo lascia aperte diverse possibilità, tra cui la morte del proprietario prima del recupero o prima di comunicare a qualcun altro il luogo del nascondiglio.

Per il LVR, quello di Wesseling è il più grande deposito monetale della Germania dell’epoca dell’imperatore Adriano e uno dei più importanti rinvenuti nel Paese per il II secolo. Il ritrovamento assume quindi un’importanza particolare per la conoscenza della presenza e della vita economica romana nell’area del Reno.

Sagre della zucca 2026: gli appuntamenti più golosi d’autunno in Italia

Con l’arrivo dell’autunno la zucca diventa protagonista di feste, fiere e sagre in tutta Italia. Sono numerosi gli appuntamenti dedicati a questo ortaggio, tra degustazioni, prodotti tipici, mercatini, spettacoli e iniziative per tutta la famiglia.

Ecco una nostra selezione di fiere e sagre della zucca 2026 da segnare in agenda per vivere i colori e i sapori dell’autunno in compagnia.

Fiera Nazionale della Zucca, Piozzo (CN)

Dal 3 al 4 ottobre 2026, Piozzo, alle porte delle Langhe, ospita la 33ª edizione della Fiera della Zucca, che proprio quest’anno, dopo oltre trent’anni di vita, ottiene ufficialmente il riconoscimento di Fiera Nazionale.

L’esposizione presenta oltre 600 varietà di zucche, con esemplari dalle forme, dimensioni e colori più diversi. Non mancano stand gastronomici tematici con risotti, dolci, street food e specialità a base di zucca, oltre a mostre, attività, spettacoli, musica e appuntamenti dedicati alla biodiversità.

Sagra della Zucca, Valchiusa (TO)

Dal 10 al 13 ottobre 2026 torna a Valchiusa, in provincia di Torino, la Sagra della Zucca, giunta alla 18ª edizione. La manifestazione nel piccolo borgo montano di Meugliano celebra uno dei prodotti simbolo dell’autunno attraverso un appuntamento che unisce tradizioni locali, gastronomia, mercatini artigianali, laboratori per bambini e valorizzazione del territorio. L’evento che profuma d’autunno è a ingresso gratuito.

Sagra della Zucca Bertagnina, Dorno (PV)

Dal 10 al 16 ottobre 2026 Dorno, in provincia di Pavia, dedica un’intera settimana alla sua Zucca Bertagnina, prodotto tipico della Lomellina riconosciuto con il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).

La sagra propone numerose interpretazioni gastronomiche dell’ortaggio, dai tortelli alle vellutate, fino a crostate e biscotti. Il programma comprende inoltre mostre, concerti, spettacoli, mercato agricolo e artigianale.

Fiera della Zucca, Zuccarello (SV)

L’11 ottobre 2026 è la volta di Zuccarello, piccolo comune della riviera ligure, dove si svolge la tradizionale Fiera della Zucca. La manifestazione valorizza le varietà locali e propone prodotti gastronomici, laboratori didattici, degustazioni di vini e piatti, specialità liguri, musica dal vivo, animazione per famiglie, premiazione della migliore zucca dell’anno e bancarelle di artigianato in un’atmosfera di festa. I ristoranti della zona partecipano inoltre con proposte dedicate alla zucca, trasformando la giornata in un’occasione per scoprire anche il territorio.

Sagre della zucca 2026 in Italia
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Vista panoramica dell’antico villaggio medievale di Zuccarello

Zucca in Festa, Ostellato (FE)

Il 24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre 2026 Ostellato, nel Ferrarese, ospita la 29ª edizione di Zucca in Festa. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco, porta la zucca nel cuore del paese con uno stand gastronomico chiamato “Al Parol” (il paiolo) in Piazza Giorgio Bassani e iniziative dedicate a questo prodotto autunnale. Durante la festa si possono degustare i cappellacci di zucca al ragù o burro e salvia, il risotto zucca e salsiccia e gli gnocchetti di zucca. Un appuntamento ideale per abbinare la scoperta dei sapori locali a una passeggiata nel territorio di Ferrara.

Zucca Days, Casumaro (FE)

Dal 25 al 27 ottobre 2026 Casumaro, frazione di Cento in provincia di Ferrara, propone gli Zucca Days, una festa dedicata alla zucca in numerose declinazioni. In tavola arrivano zuppe, tortelli, risotti, dolci, torte salate, frittelle e mostarde, mentre il programma affianca laboratori di intaglio, esposizioni artistiche, concorsi, musica e attività per bambini.

Dal Nord al Sud, gli eventi più belli da vivere questo weekend in Italia

Il weekend del 25, 26 e 27 settembre 2026 è l’occasione giusta per andare alla scoperta di eventi e iniziative da vivere in alcune delle città e dei borghi più affascinanti d’Italia. Non ci sono soltanto sagre e feste di paese: il calendario propone aperture straordinarie di musei e palazzi storici, festival dedicati alla natura, itinerari culturali, appuntamenti con la ricerca, regate e grandi eventi internazionali.

Da Nord a Sud, ecco una nostra selezione di idee per organizzare una gita fuori porta o un intero fine settimana all’insegna della cultura, della storia, della natura e dello spettacolo.

Art2night 2026 a Bergamo (BG)

Sabato 26 settembre Bergamo si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto con la tredicesima edizione di Art2night, la notte bianca dell’arte che dalle 17 fino a mezzanotte coinvolgerà oltre 50 realtà del territorio.

Musei, chiese, palazzi storici, piazze e spazi urbani saranno animati da visite, musica, spettacoli e appuntamenti culturali. Il programma è organizzato lungo quattro percorsi, dedicati ad Arte, Tour, Musica e Spettacolo, permettendo di costruire itinerari diversi a seconda dei propri interessi.

Tra le sedi coinvolte ci sono Palazzo Polli Stoppani, il Convento di San Francesco, Palazzo Moroni, il Museo Bernareggi, il Duomo e la Basilica di Santa Maria Maggiore. L’iniziativa si estenderà anche alla provincia di Bergamo.

Giornate Europee del Patrimonio 2026, Bormio (SO)

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2026, Bormio il 26 e 27 settembre propone un percorso nel centro storico tra chiese, antichi edifici, cantine del Braulio e il caratteristico quartiere di Combo, alla scoperta del suo volto più storico.

Open Night 2026 al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano (MI)

A Milano il weekend comincia già da venerdì 25 settembre con l’Open Night 2026 del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Dalle 18 alle 23.30 gli spazi del museo saranno accessibili gratuitamente al pubblico per una serata dedicata alla ricerca e alla divulgazione scientifica, inserita nel programma della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

Il programma alterna incontri, laboratori, performance e visite guidate, con tanti temi che spaziano dall’intelligenza artificiale allo spazio, dalla biodiversità alla salute. Durante la serata sarà possibile inoltre scoprire alcuni degli ambienti più iconici del museo, tra cui il sottomarino Toti e il transatlantico Conte Biancamano, oltre a osservare il cielo notturno.

Weekend della Rete dell’800 Lombardo in Lombardia

Sempre in Lombardia, il 26 e 27 settembre 2026 torna il Weekend della Rete dell’800 Lombardo, in concomitanza con le Giornate Europee del Patrimonio. È un’occasione per entrare in musei, collezioni, dimore storiche e istituzioni culturali che raccontano l’Ottocento attraverso opere d’arte, architettura e vicende storiche.

Sono 24 le istituzioni coinvolte, con un calendario di visite guidate, conferenze, mostre e attività pensate anche per le famiglie. Tra i luoghi partecipanti figurano la Pinacoteca di Brera, l’Accademia Carrara, Villa Carlotta, Villa Monastero e il Museo Poldi Pezzoli.

Il risultato è un itinerario diffuso attraverso diverse località lombarde, ideale per chi vuole trasformare il weekend in un viaggio nella storia e nella cultura del XIX secolo.

Notte Europea dei Ricercatori 2026

Venerdì 25 settembre torna la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, iniziativa che coinvolge numerose città italiane e internazionali con appuntamenti dedicati alla divulgazione scientifica.

Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026 a Genova (GE)

Il 25 settembre parte da Genova la Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026, una competizione velica destinata a concludersi a Trieste durante la 58ª edizione della Barcolana. La rotta misura 1.492 miglia nautiche e prevede diversi passaggi obbligati, tra cui Pisa, Amalfi e Venezia.

La partenza sarà preceduta dalla presentazione degli equipaggi al Galata Museo del Mare, in programma alle 11, mentre alle 10 è previsto l’intervento della Fanfara.

Verde Grazzano 2026 a Grazzano Visconti (PC)

A Grazzano Visconti il 26 e 27 settembre è in programma Verde Grazzano 2026, festival botanico dedicato al mondo dei giardini e della natura. La manifestazione porta nel parco del Castello espositori, vivaisti e appassionati, con un’attenzione particolare alle trasformazioni che stanno interessando gli spazi verdi.

Tra i temi al centro dell’edizione ci sono i cambiamenti climatici, la scarsità d’acqua e la diffusione di parassiti che possono mettere a rischio piante e giardini. Non mancano collezioni di piante tropicali ed esotiche, Hoya (fiori di cera), agrumi, rose e specie utili a favorire la presenza degli impollinatori e la biodiversità.

Sulle tracce di San Francesco a Montalto delle Marche (AP)

Scendendo verso le Marche, domenica 27 settembre Montalto delle Marche propone un itinerario culturale dedicato alla figura di San Francesco. L’appuntamento permette di conoscere il patrimonio storico e religioso della località attraverso una visita guidata pensata per raccontare luoghi, testimonianze e legami con la tradizione francescana.

L’iniziativa è gratuita e prevede anche la presenza di un interprete LIS, rendendo l’esperienza accessibile a un pubblico più ampio. I posti disponibili sono limitati a 50 partecipanti ed è quindi richiesta la prenotazione.

Idee per il weekend 25,26 e 27 settembre in Italia
Ufficio Stampa
Il borgo di Montalto nelle Marche

America’s Cup Race Village a Napoli (NA)

A Napoli il weekend è animato dall’America’s Cup Race Village, allestito sul Lungomare in occasione della Regata Preliminare. Dal 24 al 27 settembre il villaggio diventa uno spazio dedicato non soltanto alla vela, ma anche alla cultura, al turismo, allo sport e alle eccellenze del territorio.

All’interno del programma napoletano trova spazio anche un appuntamento specifico dedicato alle Giornate Europee del Patrimonio. Venerdì 25 settembre il focus sarà infatti rivolto alla valorizzazione del patrimonio culturale, con iniziative realizzate anche in collaborazione con Artecard Napoli.

Le Vie dei Tesori in Sicilia

In Sicilia, il weekend del 26 e 27 settembre porta alla scoperta di luoghi spesso lontani dai tradizionali itinerari turistici grazie a Le Vie dei Tesori. Tra Carini, Bagheria, Enna e Leonforte il programma propone aperture speciali e visite in luoghi storici, religiosi e culturali.

A Carini si possono visitare la chiesa e il chiostro del Carmine, le catacombe paleocristiane insieme al nuovo antiquarium del MAT e, in un’atmosfera particolare, partecipare alle visite serali sui tetti del Castello La Grua Talamanca.

A Bagheria, invece, il percorso conduce alla Torre Incorvino e alla sua sorgente sotterranea, oltre che a Villa Palagonia e Villa Butera. Tra le proposte ci sono anche il Museo dell’Acciuga di Aspra e attività legate al mare, come immersioni e vela.

A Enna si potrà entrare nel cantiere di Palazzo delle Benedettine e partecipare a una visita serale a Palazzo Varisano, dove sono conservati anche reperti romani emersi durante i lavori ferroviari. Tra le esperienze proposte figurano inoltre la scoperta del giardino nascosto dell’ex O.N.M.I., gli antichi rifugi antiaerei, chiese e percorsi nella natura.

A Leonforte il tema dell’acqua diventa protagonista con l’itinerario “Le vie dell’acqua”, mentre un laboratorio dedicato alla carta permette di scoprire un’antica tecnica di lavorazione risalente al XIII secolo.

Eventi in tutta Italia per l'ultimo weekend di settembre 2026
Ufficio Stampa
La Torre Incorvino a Bagheria

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