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Roberta Frisoni, Emilia-Romagna: “La nostra proposta di vacanza vede l’ospite sempre al centro”

Al TTG di Rimini 2026, l’Emilia-Romagna ha interpretato il concept guida “Exist” — volto a riscoprire il valore autentico del tempo e dell’esperienza reale — mettendo l’ospite al centro di un’offerta turistica che unisce momenti emozionanti e identitari, dai prodotti DOP e IGP alla Motor Valley, fino alle bellezze d’arte e natura regionali.

Presente con 80 operatori in rappresentanza delle tre Destinazioni Turistiche (Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena, Visit Romagna) e di Motor Valley Development, la regione ha delineato un ricco calendario di appuntamenti e novità in vista del 2027. Ce lo ha raccontato Roberta Frisoni, Assessora Regionale a Turismo, Sport e Commercio dell’Emilia-Romagna

Come avete trattato il tema ‘Exist’ scelto per la nuova edizione del TTG di Rimini 2026?

Come ha sottolineato inaugurando questo 63° TTG Gloria Armini, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di IEG: “Il messaggio ‘Exist’ significa riprendere coscienza del momento, ritrovare il significato delle cose e una loro prova di esistenza reale, vissuta. Un invito a smettere di attraversare il tempo distrattamente e a trovare valore in ciò che facciamo”. In Emilia-Romagna, questo concetto si traduce in una proposta di vacanza che vede l’ospite sempre al centro, protagonista di momenti autentici, di esperienze che gli restituiscano non solo un’immagine instagrammabile, ma anche l’essenza e l’identità dei nostri luoghi e delle persone che li abitano.

Lavoriamo costantemente con gli operatori, i territori, le Destinazioni Turistiche, affinché la vacanza nella nostra Regione lasci un segno, un ricordo indelebile nella memoria di chi trascorre le vacanze da noi. E lo facciamo grazie ad esperienze come il SUP in mare al sorgere del sole, l’adrenalina di un giro in pista a bordo di una delle splendide “creature” della nostra Motor Valley, l’assaggio dei nostri 46 prodotti DOP e IGP proprio nei luoghi dove nascono, o ancora la visita a lume di candela della Biblioteca Malatestiana o l’emozionante salita all’interno della cupola del Duomo e della Chiesa di Santa Maria di Campagna a Piacenza per ammirarne le volte affrescate da Guercino e dal Pordenone.

Quali sono le novità presentate da Regione Emilia-Romagna al TTG di Rimini?

Eravamo presenti a TTG con 80 operatori delle tre Destinazioni Turistiche (Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena, Visit Romagna) e l’Associazione Motor Valley Development con le loro proposte, che spaziavano dall’enogastronomia tipica ai borghi, dai cammini al cicloturismo, passando per il benessere termale, la cultura delle città d’arte, la vacanza attiva sulla Riviera Romagnola.

Tante le novità per il 2027: può ricordarci quali saranno?

L’anno prossimo sarà un anno di importanti anniversari: la Ferrari festeggia 80 anni dalla sua fondazione, Modena celebra i 30 anni dal riconoscimento UNESCO per il Duomo, la Ghirlandina e piazza Grande, e AterBalletto, la principale e più celebre compagnia di danza contemporanea in Italia, nata a Reggio Emilia, compie 50 anni. Non solo: Parma è stata ufficialmente designata Capitale Europea dei Giovani per il 2027 dallo European Youth Forum, mentre Ferrara e Cattolica sono state rispettivamente riconosciute Città Europea e Comune Europeo dello Sport 2027.

Il prossimo anno, a settembre, Dozza Imolese ospiterà la 19^ edizione del Festival dell’Associazione de “I Borghi più Belli d’Italia” e gli altri 17 borghi emiliano-romagnoli aderenti all’Associazione da maggio 2027 ospiteranno tanti eventi, tra cibo tipico, folklore e tradizioni, “in avvicinamento” all’appuntamento di Dozza.

Infine, anche per il prossimo anno proseguiremo nell’impegno verso un turismo sempre più sostenibile e green e per rendere l’Emilia-Romagna più vicina ed accessibile dall’Europa, via cielo e via rotaia, cercando accordi con vettori aerei ed enti ferroviari. A breve inizieremo il tour degli appuntamenti fieristici internazionali di settore, da WTM Londra a Fr.ee di Monaco, dove porteremo le nostre esperienze di vacanza, sempre assieme agli operatori e alle Destinazioni Turistiche regionali.

Quali sono le zone ancora da valorizzare ancora in Emilia-Romagna? Avete un programma?

La nostra forza è indubbiamente una ricchezza ed eterogeneità di offerta che poche destinazioni turistiche possono vantare. Sicuramente tutto l’entroterra, con i borghi, le rocche e i castelli, con il suo patrimonio di tradizioni, tipicità, vita lenta ha un potenziale non ancora completamente espresso e che cercheremo di valorizzare adeguatamente, attirando un turista rispettoso e sensibile.

In questo senso, una bella esperienza è stata quella proposta da Visit Romagna la scorsa estate con il Progetto A’Spass. Si è trattato di un centinaio di esperienze nell’entroterra della Riviera, dalle Valli di Comacchio alla Valmarecchia alle spalle della costa riminese, in borghi e paesi che i turisti hanno potuto raggiungere comodamente a bordo di bus, senza lo stress della guida e del parcheggio, potendosi godere in tutta tranquillità gli splendidi panorami della Romagna. Una volta scesi, ad attenderli c’erano tante attività emozionanti all’insegna della scoperta, dal corso per imparare a fare la tipica piadina romagnola al laboratorio di ceramica tradizionale, dall’escursione in canoa nell’invaso di una diga alle visite nell’autodromo dove si corre la Moto GP, passando per esibizioni di musica dal vivo, visite guidate a edifici e luoghi ricchi di storia e cultura, cacce al tesoro per bambini, degustazioni di prodotti tipici e tanto altro. E tutto all’insegna della scoperta. Un’iniziativa che ha fatto scoprire a tanti ospiti, italiani e stranieri, quei luoghi e quelle atmosfere che fanno della Romagna una meta che imprime un segno indelebile nei ricordi della vacanza.

Dal vino sardo ai sapori di Creta, ecco i vincitori del Travel Food Award 2026

Il cibo è molto più di un’esperienza da vivere a tavola: racconta la storia di un territorio, custodisce tradizioni e può diventare un motore per il turismo sostenibile. È questo il principio alla base del GIST Travel Food Award 2026, il riconoscimento organizzato dal Gruppo Italiano Stampa Turistica (GIST), con il patrocinio di ENIT, per premiare destinazioni ed eventi capaci di valorizzare il patrimonio enogastronomico.

La cerimonia della nona edizione si è svolta al TTG Travel Experience di Rimini, dove sono stati assegnati quattro premi principali e un riconoscimento speciale. Dieci giurati hanno valutato 74 progetti in cinque categorie, prestando particolare attenzione alla sostenibilità, all’etica e al legame tra gastronomia e identità locale. Ecco i premi assegnati.

Miglior Destinazione enogastronomica italiana

Il premio per la Miglior Destinazione enogastronomica italiana è stato assegnato ai Sentieri del Carignano, nel Sulcis, in Sardegna. Promosso dal Cammino di Santa Barbara, questo itinerario unisce mare, antiche miniere, vigneti e borghi, proponendo un’esperienza da vivere a passo lento, nel segno della tradizione e della scoperta del territorio.

Il percorso si sviluppa per 200 chilometri, suddivisi in 12 tappe che attraversano 13 comuni, con oltre 15 cantine coinvolte. Il protagonista è il Carignano del Sulcis, vitigno identitario di questa parte dell’isola.

Regione Europea della Gastronomia 2026

Per la categoria Miglior Destinazione enogastronomica estera, il riconoscimento è andato a Creta, proclamata Regione Europea della Gastronomia 2026. L’isola greca custodisce una straordinaria biodiversità, con produzioni agricole che riflettono la varietà dei suoi paesaggi e una cultura alimentare radicata nella storia, fin dall’epoca Minoica.

Nell’altopiano di Lassithi si estendono le coltivazioni orticole, mentre la valle di Messara è caratterizzata da agrumeti e uliveti. L’isola conta oltre 40 milioni di ulivi e produce olio di alta qualità, affiancato da formaggi e frutti coltivati in diverse aree, come la valle di Amari. A completare il patrimonio gastronomico ci sono le erbe officinali e selvatiche, il miele e oltre undici vitigni autoctoni e vini prodotti anche nei monasteri.

I 5 premi del GIST Travel Food Award 2026
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Creta è la Regione Europea della Gastronomia 2026

Miglior Evento enogastronomico italiano

Il riconoscimento per il Miglior Evento enogastronomico italiano è stato assegnato al Serprino Festival, promosso dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei. Nato nel 2021 come risposta alla crisi pandemica, l’evento si è evoluto fino a diventare una manifestazione enoturistica e culturale che coinvolge l’intero territorio dei Colli Euganei e la città di Padova.

Nel 2026 il festival ha proposto oltre 40 appuntamenti distribuiti nell’arco di tre settimane, intrecciando degustazioni, arte, storia e paesaggio.

Miglior Evento enogastronomico estero

Il premio per il Miglior Evento enogastronomico estero è stato assegnato a La Spagna al Femminile, progetto promosso dall’Ente Spagnolo del Turismo, Turespaña. L’iniziativa utilizza la gastronomia come strumento di promozione turistica, mettendo in relazione chef spagnole e italiane per realizzare esperienze culinarie a quattro mani dedicate, di volta in volta, a un diverso territorio della Spagna.

Il premio speciale

Il premio speciale della giuria è stato assegnato al Trombolotto di Sermoneta, antico agrume medievale. Quasi dimenticato nel tempo, questo prodotto è tornato a essere un simbolo del territorio laziale grazie al lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione portato avanti da Angela Concu e Fabio Stivali.

Valentina Fioravanti, Human Company: “Chi ricerca l’open air vuole disconnettersi dalla frenesia e ritrovare il proprio ritmo”

L’open air in Italia ha superato la fase di semplice fenomeno di tendenza per consolidarsi come un vero e proprio stile di vacanza, vissuto con crescente consapevolezza. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor rilasciati da Human Company in collaborazione con Thrends, che registrano circa 68 milioni di presenze nel nostro Paese e un tasso di fedeltà altissimo tra i viaggiatori italiani.

In un mercato in cui la vacanza non è più un programma rigido da scandire, ma un tempo lento da abitare, la ricerca si sposta verso il valore dell’esperienza, la connessione autentica con le comunità locali e la qualità delle strutture. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Fioravanti, Chief Marketing Officer di Human Company. Nell’intervista ci ha raccontato la visione del gruppo sull’evoluzione dei target e delle dinamiche di viaggio, la filosofia dell’accoglienza integrata con l’habitat naturale e l’atteso debutto, a maggio 2026, del nuovo villaggio open air di Eraclea Mare, il più grande mai realizzato in Italia.

Human Company è sinonimo di vacanze open air: sono ancora un trend?

Diciamo le vacanze open air non sono più un trend, ma ormai la vacanza open air è una vacanza consapevole, che è sinonimo di libertà, di attenzione al territorio, di scoperta e di un valore anche del tempo e della della connessione. Ce lo dicono i numeri, non lo diciamo noi, quindi l’Osservatorio del Turismo Outdoor che abbiamo proprio rilasciato quest’anno insieme a Thrends conferma come le presenze del turismo outdoor in Italia sono ad oggi circa 68 milioni e si consolidano negli anni. Quindi, rispetto al 2025, abbiamo una piccola crescita dello 0,4%, però è proprio il segnale che è un trend consolidato. È trainato da un turismo internazionale, quindi il turismo domestico c’è, inizia a essere più consapevole anche del prodotto e infatti abbiamo visto che, sempre dall’Osservatorio, gli italiani, coloro che hanno scelto l’anno scorso una vacanza open air, il 90% la riconferma anche per questo anno. Se nel 2023 era il 15% chi sceglieva l’open air, a oggi siamo al 26% del campione della popolazione italiana, quindi è proprio un fenomeno che si sceglie e non più un trend.

Quali sono le novità del Gruppo Human Company?

Sicuramente direi che la grande novità sarà l’apertura del villaggio più grande di open air che sia mai stato realizzato, a Eraclea Mare, sulla costa adriatica, tra Caorle e Jesolo, in un contesto tra l’altro naturalistico straordinario, vicino alla Laguna del Mort, un grandissimo specchio d’acqua, dalla natura incontaminata che dialogherà con il villaggio. Sono 250 ettari, quindi cento ettari destinati al villaggio e cento ettari di Parco Rurale di Valle Ossi, con numeri importanti. Quindi sono oltre 3.000 piazzole, destinate tra piazzole libere e la parte di case mobili; sono 12.000 presenze giornaliere e un ecosistema che ruoterà intorno al soggiorno fatto di tantissimi servizi: da un parco acquatico di nove ettari con 15.000 metri quadri di lagune, oltre 14 discipline sportive, un’offerta F&B (Food & Beverage, ndr) che parla veramente di territorio, con oltre 35 gestori che cureranno tutta l’offerta della ristorazione.

Sarà un villaggio molto grande, ma dove il tema dell’apertura, dell’aria, dello spazio diventa vitale, importante, un elemento fortemente identitario, a partire dall’alloggio. Quindi non pensiamo più all’alloggio inteso solo come la casa mobile, ma la casa mobile è inserita all’interno di uno spazio più ampio, quindi viene inglobata da una piazzola che arriverà fino a 200 metri quadri alzando un po’ quello che è lo standard.

Tante saranno le attività per tutte le età, dal parco avventura alla zip line al paintball allo sport, appunto, 10 km di ciclopedonali. Insomma, sarà veramente un unicum e un progetto sicuramente molto coraggioso e ambizioso come non se ne vedevano negli ultimi anni. Noi siamo pronti, il cantiere è in corso, l’apertura è prevista a maggio.

C’è tanta curiosità, tanta aspettativa, stiamo già avendo prenotazioni nonostante sia un villaggio che non c’è, però abbiamo aperto le vendite a marzo e in soli sei mesi siamo già a oltre 7.500 prenotazioni.

In quale modo secondo la vostra vision una struttura aperta è in connessione con il territorio?

Essere in connessione col territorio vuol dire agire sotto tanti punti di vista. Prima di tutto vuol dire che è una struttura che si colloca in un territorio ma dialogando con esso, quindi noi disegniamo il villaggio partendo proprio dal territorio in cui siamo presenti, non si disegnano i servizi solo dal punto di vista del cliente, ma proprio dal punto di vista della della natura, e poi delle comunità locali.

E per farlo ci vuole sicuramente una parte di ascolto. Ascolto che per noi è quello della natura, quindi, quando progettiamo, partiamo proprio dall’habitat naturalistico che ci accoglie. E poi l’ascolto delle comunità locali. Quindi è importante per noi che le strutture siano aperte in entrata e in uscita al territorio. E come lo facciamo? Lo facciamo portando il territorio all’interno. Nel nostro caso, ad esempio, l’offerta Food and Beverage è fatta insieme agli operatori del territorio che andiamo a selezionare e diamo loro visibilità, con uno spazio anche per raccontarsi: chi meglio di loro può farlo, dai ristoranti ai mercatini locali.

Cerchiamo, anche nella parte di animazione che abbiamo evoluto in un concetto di edutainment, di integrarla con laboratori realizzati proprio dagli artigiani del luogo: gratuitamente, i nostri ospiti possono partecipare a laboratori che parlano di quelle comunità. Organizziamo eventi che noi chiamiamo Special Days dove, di nuovo, ad esempio, la festa del vino che organizziamo all’interno dei villaggi, è una festa che porta i produttori di quel territorio, quindi cerchiamo di unire anche il divertimento a un racconto, a uno storytelling che porta oggettivamente ad amare.

In più, lavoriamo con le amministrazioni locali per essere anche noi promotori degli eventi del territorio e portare anche delle anticipazioni dei territori all’interno delle nostre strutture. Abbiamo anche dei progetti con le scuole, dove facciamo tutta una serie di laboratori per i bambini, insegniamo un primo approccio all’ospitalità, li portiamo a lavorare nelle reception per un giorno facendo accoglienza alle proprie famiglie, quindi cerchiamo di contribuire alla comunità.

E poi, ovviamente, vogliamo che i nostri ospiti escano dalla struttura, non ci piace il concetto dell’all-inclusive perché l’all-inclusive è restrittivo, è limitante, quindi incentiviamo e selezioniamo tantissime esperienze del territorio facendo in modo che possano vivere i luoghi in modo autentico.

Vi che siete molto attenti ai trend e ai target di riferimento, quali sono, secondo la vostra percezione, i target emergenti dei prossimi anni?

Allora, io non parlerei di target, possiamo dire target intesi come una profilazione che è abbastanza consolidata. Sicuramente ci sono le famiglie che si approcciano, principalmente all’open air. Se prendiamo i nostri numeri, circa l’80% sono famiglie. Però ciò che accumuna e che sta evolvendo è proprio il modo di vivere la vacanza, perché siamo passati da momenti in cui c’era la necessità di schedulare, quindi di arrivare e di avere già tutto estremamente organizzato. Quello che vediamo oggi è che lasciare uno spazio alla libertà di poter scegliere anche sul momento è ciò che effettivamente porta valore, e l’open air un po’ ti aiuta in questo, non organizzandoti in realtà tutta la vacanza, ma mettendoti a disposizione tutti gli strumenti e una selezione di attività da scegliere al momento.

Quindi chi ricerca l’open air vuole disconnettersi dalla frenesia, ritrovare il proprio ritmo e quindi quello che vediamo è una vacanza che è sì personalizzata, ma in modo molto lento, vivendo il tempo, assecondando il tempo. Poi sicuramente ci sono delle abitudini che stanno cambiando, sicuramente l’idea che “non voglio più portarmi a casa un ricordo e basta, ma quello che voglio è veramente una una relazione, un’esperienza che mi lasci un qualcosa”, ed è per questo che noi cerchiamo di creare sempre più servizi che mettano in connessione oltre agli ospiti col territorio, ma anche tra ospiti, quindi cercare comunque di creare relazioni che poi rimangano. Il vero valore che stiamo cercando oggi è un po’ anche questo.

E poi ci sono evoluzioni ovviamente sulle dinamiche di acquisto, quindi l’AI è un abilitatore che sicuramente serve e che facilita. Quello che vediamo è che nella comparazione non cerchiamo più solo la migliore offerta (il prezzo, sicuramente è un tema, poi oggigiorno lo è sempre di più) però il rapporto qualità-prezzo, valore-prezzo diventa ancora più importante, quindi dobbiamo lavorare su su entrambi.

Oscar del Turismo 2026: ecco le destinazioni italiane che hanno conquistato i turisti

Quali sono le mete italiane che i viaggiatori hanno amato di più nell’ultimo anno? A rispondere sono gli Oscar del Turismo, il riconoscimento che ogni anno premia le destinazioni con le migliori performance turistiche. Si tratta del Premio Italia Destinazione Digitale, ideato nel 2015 da The Data Appeal Company, i cui vincitori sono stati annunciati al TTG Travel Experience di Rimini.

L’edizione 2026 cambia le regole. Per la prima volta, oltre al gradimento espresso nelle recensioni, contano anche la connettività aerea, le esperienze di viaggio e l’offerta ricettiva. L’analisi copre il periodo da settembre 2025 ad agosto 2026, con dati raccolti da 130 fonti. Ecco tutti i vincitori.

Destinazione più amata dai visitatori: Basilicata

Il premio più ambito va alla Basilicata, prima per soddisfazione dei viaggiatori. Contribuisce anche Matera, che compare tra le mete emergenti con un +9,3% di recensioni sugli alloggi. Sul podio salgono anche il Trentino-Alto Adige e l’Umbria.

Destinazione più connessa: Roma

Un risultato che non sorprende se consideriamo che Roma rappresenta la porta d’ingresso principale all’Italia. Raccoglie il 24,3% dei posti aerei diretti verso il Paese ed è collegata a 291 aeroporti. Seguono Milano e Venezia. Il primato non riguarda solo i voli: Colosseo, Fontana di Trevi e Pantheon sono le tre attrazioni più recensite d’Italia.

Maggiore crescita della domanda: Milano

Milano vince per la crescita dell’interesse spontaneo dei viaggiatori, davanti a Roma e Venezia. Ha il 19,3% dei posti aerei e 289 aeroporti collegati. Insieme alla Capitale, il capoluogo lombardo si conferma la base da cui partire per scoprire il resto del Paese.

Destinazione balneare con il maggior incremento del valore turistico: Tropea

Tropea è la località di mare che ha generato più valore attraverso la spesa dei visitatori. Le recensioni dei suoi alloggi sono cresciute del 27,8%. Anche il secondo e il terzo posto restano al Sud: le isole Egadi e Lampedusa.

Tropea, in Calabria, con il centro storico affacciato sulla scogliera
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Tropea e il suo centro storico affacciato sul mare

Migliore esperienza enogastronomica: Valtellina

A tavola vince la montagna. La Valtellina supera due nomi di peso del vino italiano: la Valdichiana Senese con Montepulciano e le Langhe del Barolo. Nelle recensioni, del resto, l’enogastronomia è l’esperienza con il punteggio più alto: 9,7 su 10.

Destinazione emergente: Reggio Calabria

Reggio Calabria è la meta che cresce di più, con un +52,5% di recensioni sugli alloggi rispetto a due anni prima. Al secondo posto c’è Tirano (+51,5%), punto di partenza del Trenino Rosso del Bernina. Al terzo c’è Bari (+33,6%).

Migliore offerta di esperienze: Trapani

Trapani si distingue per l’offerta più varia ed equilibrata. Sport, cultura, cibo e natura si dividono quasi in parti uguali le esperienze che è possibile prenotare online. Il podio è tutto siciliano, con Enna e Messina.

Destinazione sostenibile: Liguria

La Liguria è la regione che più di altre riesce a far crescere il turismo senza perdere l’equilibrio del territorio. Dietro di lei ci sono la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige, che sale sul podio per la seconda volta in questa edizione.

Offerta ricettiva più diffusa: Abruzzo

In Abruzzo non serve puntare sulle località più famose per trovare dove dormire: gli alloggi sono distribuiti in modo capillare su tutto il territorio. Seguono le Marche e il Piemonte.

Destinazione estera emergente preferita dagli italiani: Bratislava

Infine, quando vanno all’estero, gli italiani scelgono sempre più spesso la capitale slovacca. Le loro recensioni sugli alloggi di Bratislava sono più che raddoppiate (+112,5%). Seguono due mete egiziane: il Mar Rosso, con Hurghada e Marsa Alam, e il Sud Sinai, con Sharm el-Sheikh.

Cosa succede al TTG 2026 di Rimini

Dal 14 al 16 ottobre 2026, la Fiera di Rimini torna a essere il punto d’incontro dell’industria del turismo con TTG Travel Experience e InOut | The Hospitality Community, due appuntamenti molto importanti per il turismo mondiale e l’ospitalità, che riuniscono destinazioni, tour operator, buyer, catene alberghiere, imprese tecnologiche, progettisti e professionisti dell’accoglienza.

La cerimonia inaugurale si terrà mercoledì alle 10.15 nella Main Arena – Hall Sud alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il titolo dell’Opening Ceremony: “The Year to Exist. Il turismo del 2030: spazi e tempi da progettare, vivere e tutelare”, nel segno di EXIST, il tema portante dell’edizione 2026.

I numeri di TTG 2026

La 63ª edizione si apre con 2.800 espositori, mille buyer, 28 padiglioni e 140.000 metri quadrati di superficie espositiva e con una presenza internazionale ancora più ampia (30% di espositori esteri diretti, 75 Paesi rappresentati), grazie anche all’ingresso di undici nuovi Paesi espositori: Repubblica Ceca, Croazia, Cipro, Moldavia, Filippine, Colombia, Bahamas, Kyrgyzistan, Giordania, Georgia e Venezuela.

Le novità a Rimini

Saranno 200 gli eventi, nove le arene tematiche e oltre 400 relatori a scandire il programma di TTG Travel Experience 2026, tra incontri istituzionali, ricerche in anteprima e confronti sui principali cambiamenti che stanno attraversando il turismo.
Tra le novità dell’edizione il nuovo format di TTG Star Award, il premio dedicato ai professionisti che, all’interno delle proprie imprese, guidano il cambiamento attraverso idee, prodotti e soluzioni innovative. Dodici i candidati, suddivisi nelle categorie Transport, Hospitality, Destination e Tour Operator, con il riconoscimento speciale TTG Star EXIST.

La TTG Next Startup Area ospita 40 startup nel padiglione C3, tra realtà emergenti e imprese in crescita, con pitch, talk e incontri su intelligenza artificiale, automazione, dati, smart destination e nuovi modelli di business.

Il programma guarda già al 2027 con i cinque trend di consumo di Travel & Hospitality Vision +27 by TTG, la prima ricerca sulla Zero Click Economy, gli studi di Politecnico di Milano, Confturismo-SWG, Isnart e Nexi e il nuovo Rapporto sul Turismo Italiano.

Spazio anche alle nuove geografie del viaggio, con il Mediterraneo, la geopolitica, il clima e la sicurezza dei viaggiatori tra i temi più discussi. Tra gli appuntamenti istituzionali, giovedì 15 ottobre sarà presentato il Cammino di San Giovanni Paolo II, un importante progetto condiviso tra Italia e Polonia con la partecipazione del ministro Mazzi e del segretario di Stato polacco Ireneusz Raś.

L’edizione 2026 di InOut | The Hospitality Community avrà nuove iniziative dedicate a extralberghiero, open air e progettazione. Debutta Extra Hospitality, con un’area e un’arena per host, gestori e property manager, mentre nasce FAITA Agorà, un nuovo spazio di confronto sull’ospitalità all’aria aperta.

Thinking Box si arricchisce invece di tour guidati nei padiglioni dedicati a materiali, tecnologie e soluzioni innovative. Cinque mostre e installazioni attraversano design, benessere e nuovi modi di vivere gli spazi dell’accoglienza: la nuova Sustainable & Inclusive Hospitality Design, dedicata ad ambienti accessibili, inclusivi e sostenibili; Hotel in Motion – Wellness Cafè 5.0; Vision Lab, alla sua quarta edizione; Let’s be too.gether, il progetto immersivo di Simone Micheli; e I Want to Be, l’installazione artistica di Cinquerosso Arte sempre ispirata al tema EXIST, fil rouge di questa edizione della manifestazione.

Monasteri Aperti, questi luoghi segreti spalancano le porte solo per un weekend (e sembrano usciti da una fiaba)

Porte che si aprono solo in occasioni speciali, chiostri pieni di fascino e abbazie che sembrano uscite da un’altra epoca. Monasteri Aperti 2026 concede il bis e torna sabato 10 e domenica 11 ottobre con un ultimo weekend tutto da esplorare. Dopo il successo dei giorni scorsi, l’Emilia-Romagna svela altri piccoli tesori nascosti, da Rimini a Parma, tra borghi, antichi monasteri e luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Il programma? Visite, eventi speciali e la possibilità di curiosare in spazi normalmente off limits. Insomma, il piano perfetto per un weekend decisamente fuori dall’ordinario.

Monasteri Aperti 2026, come partecipare

Il 10 e 11 ottobre cala il sipario sull’ottava edizione di Monasteri Aperti, che quest’anno celebra San Francesco d’Assisi con un calendario di esperienze tra arte, storia e spiritualità. Si passa dalle passeggiate nei chiostri ai cammini immersi nella natura, fino alle visite nelle abbazie che raccontano secoli di vita monastica. E per partecipare? Dipende dalla tappa: alcuni appuntamenti sono gratuiti, altri prevedono un’offerta libera o un biglietto d’ingresso. Prima di mettersi in viaggio, quindi, meglio fare un check sul sito ufficiale per scoprire prezzi, prenotazioni e modalità di accesso.

Quali luoghi visitare

A Rimini il Monastero delle Clarisse apre le sue porte, ed è uno degli appuntamenti più particolari dell’intero programma. Nel centro storico, la Chiesa di San Bernardino e alcuni ambienti del complesso monastico diventano protagonisti di un percorso guidato dalle stesse monache di clausura. Le visite sono previste sabato 10 ottobre dalle 16 alle 17 e domenica 11 dalle 10 alle 11, con offerta libera.

Se preferite un’esperienza con una colonna sonora decisamente fuori dal comune, puntate su Torrechiara, in provincia di Parma. Sabato 10 ottobre, alle 17:30, la Badia benedettina di Santa Maria della Neve ospita Gloriosus Franciscus, concerto dell’Ensemble Anonima Frottolisti di Assisi. Il repertorio attraversa la musica dedicata a San Francesco dal XIII al XVI secolo, tra sonorità medievali e rinascimentali. L’ingresso è a offerta libera.

Non mancano le esperienze culinarie. A Torrechiara (in provincia di Parma) l’11 ottobre, si mangia nel refettorio della Badia, con un menù preparato dalle suore. Si comincia alle 10 con la visita al monastero, alla chiesa e al belvedere affacciato sul torrente. Alle 12:30 arriva il pranzo, seguito dalla possibilità di conoscere i prodotti artigianali del laboratorio apistico. La visita guidata costa 15 euro, mentre l’esperienza completa con pranzo costa 40 euro a persona. La prenotazione è obbligatoria al numero 328 2250714, tramite WhatsApp o SMS. Se non riuscite a partecipare questo weekend, l’iniziativa è prevista anche per le domeniche 18 e 25 ottobre.

Restando nel Parmense, merita attenzione anche il Monastero di Santa Maria degli Angeli a Busseto. Domenica 11 ottobre, dalle 10:30, l’appuntamento Gloriosus Franciscus racconta il legame tra i francescani, l’arte e la vita della comunità locale. In programma ci sono percorsi guidati alla scoperta della chiesa, un pranzo nel chiostro cinquecentesco e le musiche dell’Ensemble Anonima Frottolisti. La partecipazione all’evento è indicata come gratuita sul portale regionale; verificate con gli organizzatori le condizioni previste per il pranzo.

A Bobbio, nel Piacentino, si torna invece indietro di oltre mille anni. Domenica 11 ottobre alle 12, l’Abbazia di San Colombano propone una visita guidata di circa un’ora, tra la Basilica, la cripta con la tomba del santo irlandese e il museo abbaziale.

Per chi ama i panorami dall’alto, a Piacenza torna invece Mirabili Prospettive, l’esperienza che permette di salire alla Cupola del Guercino nella Cattedrale e alla Cupola del Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna. Due capolavori da osservare da una prospettiva insolita, con vista sulla città. Le aperture sono programmate anche sabato 10 e domenica 11 ottobre: la Cupola del Guercino è visitabile dalle 12 alle 17:30, con visita accompagnata alle 16:30, mentre per quella del Pordenone sono previste salite accompagnate alle 16 e alle 17. Il biglietto combinato costa 15 euro.

Il viaggio prosegue in Romagna, dove Brisighella apre il Convento dell’Osservanza domenica 11 ottobre, dalle 10 alle 19. Qui potete esplorare la Chiesa francescana di Santa Maria degli Angeli, il Chiostro degli Ulivi e gli antichi refettori utilizzati dai frati fino al 2015. Le visite sono organizzate dalla Pro Loco insieme ai volontari e ai cammini religiosi Viae Misericordiae, con partenza dall’ingresso di via Fratelli Cardinali Cicognani 31. Un itinerario interessante anche per scoprire un volto meno conosciuto del borgo medievale.

Chi desidera seguire davvero le tracce di San Francesco domenica 11 ottobre alle 15:30 può partecipare all’evento di villa Verrucchio di Valmarecchia dove i visitatori vengono accompagnati in uno dei luoghi francescani più antichi della regione. Qui si può scoprire il chiostro in cui viene ospitato il cipresso che, secondo la tradizione, sarebbe nato dal bastone piantato nel terreno dal Santo.

Ad Argenta, in provincia di Ferrara, alle 16 prende invece il via un percorso dedicato alla presenza di Minori Conventuali e Cappuccini nella storia locale, dall’ex convento fino al Museo Civico. Il costo indicato è di 5 euro.

Chi cerca qualcosa di alternativo può puntare anche su Parma, dove il Santuario di San Francesco del Prato propone il percorso narrativo gratuito Francesco va’ e ripara la mia casa. Gli incontri, della durata di circa due ore, sono previsti sabato alle 10 e alle 16 e domenica alle 16, accompagnati da frati e volontari.

Gli appuntamenti da non perdere al TTG 2026 di Rimini

Tre giorni, quelli dal 14 al 16 ottobre 2026, pieni di appuntamenti, convegni, workshop, conferenze, happening, eventi e autorevoli presenze tra gli stand del TTG Travel Experience di Rimini. Tra la miriade di impegni ce ne sono alcuni da segnare in agenda. Ecco i nostri consigli.

Specialità tipiche allo stand dell’Umbria

Nell’arena del padiglione della Regione Umbria (Pad. C3, stand 234-406) troveranno spazio degustazioni, preparazioni e incontri dedicati alle eccellenze regionali: olio, vino, birra artigianale, cioccolato, tartufo e produzioni agricole diventeranno occasioni per raccontare non soltanto ciò che si può assaggiare, ma i territori, le persone e i paesaggi da cui questi prodotti nascono. Tra i protagonisti della proposta gastronomica ci saranno Andrea Impero, chef dell’Elementi Fine Dining del Borgobrufa Spa Resort, e Ada Stifani, alla guida di Ada Gourmet a Perugia.

Degustazioni di vini della Moldova

Il vino costituisce uno dei principali fili conduttori della Moldova. Le Strade del vino attraversano le tre regioni con Indicazione Geografica Protetta – Codru, Valul lui Traian e Ștefan Vodă – e collegano cantine storiche, aziende familiari, ristorazione e ospitalità. La presenza a TTG di operatori attivi a Chișinău, nel Codri e nell’area di Purcari consente di costruire programmi che combinano capitale, territori rurali, enogastronomia, natura e patrimonio culturale. Giovedì 15 ottobre alle ore 15.00 è prevista una degustazione di prodotti tipici e vini Cricova, la cantina sotterranea che si estende per oltre 120 chilometri di gallerie sotterranee (Pad. C7 – Stand N128).

Aperitivi da Gruppo Gattinoni

Mercoledì 14 ottobre, dalle 16.45 alle 18.00, lo stand del Gruppo Gattinoni (Hall A5-C5/415-502) ospiterà un aperitivo aperto ai visitatori di TTG: cocktail e piadina romagnola per un momento informale di incontro e networking, realizzato insieme a Pliant, partner dell’iniziativa. Anche giovedì 15 ottobre, sempre dalle 16.45 alle 18, ci sarà un altro momento di conviviale, dopo la presentazione delle novità di Gattinoni Travel sempre, presso lo stand.

Il ministro Mazzi e il Cammino di Papa Giovanni Paolo II

Il 14 ottobre alle ore 15.40 presso la Global Village Arena, Padiglione C4 sarà annunciato “Da Cracovia a Roma un nuovo modo di camminare attraverso l’Europa“, il nuovo Cammino dedicato a Papa Giovanni Paolo II, alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e organizzato dall’Ente del Turismo della Polonia.

I numeri dei viaggi

Abitare, viaggiare, osservare, ascoltare, incontrare: il valore dell’esperienza reale nel generare persone più consapevoli e territori capaci di ri-esistere e rigenerarsi attraverso la presenza e la partecipazione. Usando dati, evidenze e testimonianze, Isnart, il 14 ottobre, dalle 13:20 alle 14:20, nell’Italy Arena, analizzerà come turismo, eventi e ospitalità possano trasformare la scelta di esserci in un fattore di benessere individuale, coesione sociale e sviluppo dei territori. Il panel affronterà, inoltre, il turismo termale come esperienza rigenerativa in senso pieno.

Rimini all’alba

La mattina di giovedì 15 ottobre comincerà molto prima dell’apertura degli stand fieristici con la TTG Sunrise Walk and Run organizzata da  VisitRimini insieme al partner locale Fluxo. L’accoglienza è prevista dalle ore 6.45, con check-in e warm-up, mentre alle 7.30 partirà un percorso di circa 5 chilometri lungo il mare e attraverso il Parco del Mare. Una modalità diversa per presentare la città agli operatori non attraverso una brochure o una presentazione, ma percorrendola, alle prime ore del giorno, per sperimentare direttamente uno degli spazi che hanno ridisegnato il waterfront riminese e che rappresentano oggi una delle infrastrutture più riconoscibili della città.

TTG 2026: date e informazioni per visitare la fiera del turismo di Rimini

Quest’anno a Rimini, dal 14 al 16 ottobre, si svolge la sessantatreesima edizione di TTG Travel Experience, la più importante manifestazione fieristica dedicata al turismo d’Italia. L’ingresso alla manifestazione è riservato esclusivamente agli operatori del settore.

Le date del TTG 2026

Il TTG di Rimini dura da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti:

  • mercoledì 14 ottobre 2026 ore 9.30 – 18.00
  • giovedì 15 ottobre 2026 ore 10.00 – 18.00
  • venerdì 16 ottobre 2026 ore 10.00 – 17.00.

Dove si svolge il TTG 2025

TTG Travel Experience si tiene nei padiglioni del Quartiere Fieristico di Rimini in via Emilia, 155. Gli ingressi sono tre:

  • ingresso Sud – via Emilia, 155
  • ingresso Est – via Costantino il Grande
  • ingresso Ovest – via San Martino in Riparotta.

Le aree espositive

Per agevolare la visita, il TTG è diviso i tre macroaree: Italia, The World e Global Village.

L’area Italia si trova all’interno dei padiglioni A1, A2, A3, C1, C2, C3 e ospita gli stand degli uffici del turismo delle Regioni italiane, delle singole attrazioni, degli hotel, delle DMO (Destination Management Organization) e delle DMC (Destination Management Company). Il padiglione italiano comprende anche un’area chiamata TTG Next STARTUP che ospita 45 start up di tecnologie e modelli di business che stanno ridefinendo il futuro della filiera turistica.

L’area The World occupa i padiglioni A6, A7, C6, C7 dove si trovano le principali destinazioni estere, con gli Enti del turismo, i tour operator, le compagnie aeree, le catene alberghiere e i DMC stranieri. Nel padiglione C6 si trova anche l’African Village, dove espongono tutti gli operatori e le destinazioni specializzate nell’Africa subsahariana

Il Global Village è concentrato nei padiglioni A4, A5, A6, C4, C5 e comprende l’offerta dei tour operator, delle compagnie crocieristiche, degli autonoleggi, dei trasporti in generale e delle assicurazioni.

Il tema di TTG 2026

Come ogni edizione, anche quest’anno viene presentato un tema portante che guida il programma degli eventi dei tre giorni di fiera, ispirato al mercato attuale. Per l’edizione 2026 il tema è EXIST ovvero esserci e riaffermare la centralità dell’esperienza umana. Il viaggio non è solo intrattenimento, ma un momento di riconnessione.

L’obiettivo non è indicare una tendenza, ma condensare in un concetto le peculiarità e le urgenze del settore nelle sue molteplici sfaccettature.

Rimini “contro” gli influencer, la località balneare dice stop ai video falsi

Gli influencer sono di nuovo nell’occhio del ciclone e questa volta non per promozioni occultate o per la richiesta di viaggi e regali in cambio di foto e stories. Rimini e la Riviera si scagliano contro i content creator che divulgano sui social contenuti ritenuti falsi o manipolati, tanto da aver scelto la strada delle azioni legali. Federalberghi Rimini accusa i volti noti di Instagram, Facebook e TikTok di aver diffuso reel e fotomontaggi che offrono una rappresentazione distorta della Riviera Romagnola. L’associazione degli albergatori ha deciso di presentare 2 querele affidandosi ai propri legali, con lo scopo di tutelare la reputazione della località e un comparto turistico che rappresenta uno dei principali motori economici del territorio.

Ancora nel pieno della stagione estiva, quando le piattaforme digitali hanno un peso notevole, la presa di posizione fa discutere: un video che diventa virale può raggiungere migliaia di utenti in poche ore e contribuisce a costruire, nel bene o nel male, l’immagine di una destinazione.

Rimini querela gli influencer

Dopo un tentativo di smentita, Federalberghi sceglie di affidarsi ai legali con due querele. Di fronte a contenuti social considerati falsi e fuorvianti, la risposta non è più limitata a una replica pubblica; in due casi specifici l’associazione si è rivolta alla magistratura. Secondo la ricostruzione fornita, alcuni materiali pubblicati online avrebbero utilizzato foto non autentiche, montaggi strategici con lo scopo di dipingere in modo negativo la meta balneare.

L’obiettivo, sempre secondo l’associazione, sarebbe stato quello di attirare clic e visualizzazioni o, in alcuni casi, di orientare l’interesse dei viaggiatori verso altre destinazioni turistiche. Le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti ma sicuramente si sta aprendo uno scenario nuovo che potrebbe creare un cambio di direzione da parte degli influencer.

Foto, clip e video possono trasformarsi in materiale virale e se questi sono falsi e danneggiano l’immagine di un luogo, Federalberghi non ci sta e vuole fissare un limite preciso: la libertà di raccontare o la critica non viene messa in discussione, ma bisogna essere sempre sinceri e non divulgare contenuti falsi o manipolati.

Spiaggia di Rimini dall'alto
iStock
Rimini e le sue spiagge Bandiera Blu

La responsabilità social

A prendere voce è Patrizia Rinaldis, presidente dell’associazione, che richiama ancora una volta all’attenzione nell’uso dei social network sia da parte dei creator sia da parte degli utenti. Il messaggio si rivolge specialmente a chi ha un pubblico numeroso e può avere una forte influenza.

Secondo la presidente, chi comunica attraverso le piattaforme dovrebbe tener conto degli effetti dei propri contenuti evitando di danneggiare ingiustamente realtà economiche e territori. Rimini sta attraversando una stagione con una forte presenza di visitatori e anche grazie alla Bandiera Blu sta mostrando un impegno nel proteggere il mare e offrire sempre più servizi.

Il paragone della Riviera Romagnola con altre località italiane con il solo scopo di screditare è dannoso e non andrebbe perpetuato da parte di content creator e tiktoker. La vicenda, però, apre una discussione più ampia nel rapporto tra turismo e influencer marketing. I social sono uno strumento potente per far scoprire spiagge, hotel, ristoranti e località ma serve un confine tra intrattenimento, recensione, satira e informazione.

Papa Leone XIV a Rimini: cosa vedere in Romagna oltre alla visita del Papa

Sabato 22 agosto, Rimini si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, in un appuntamento che porterà in città fedeli e curiosi da ogni angolo d’Italia e non solo. Ma il weekend della visita pontificia può trasformarsi anche in un’occasione per esplorare un patrimonio artistico che la Romagna custodisce da secoli.

Cinque tappe tra Rimini, Ravenna, Cesena, Forlì e Brisighella, dove arte, fede e storia si intrecciano in capolavori assoluti, dal Rinascimento italiano ai mosaici bizantini, fino alle immagini mariane più venerate del territorio. Un itinerario perfetto da costruire attorno alla giornata dell’incontro col Pontefice, per chi vuole unire il momento spirituale a una scoperta culturale più ampia.

Rimini: Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano

Il punto di partenza non può che essere Rimini stessa, dove il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti come tempio dinastico dei Malatesta, custodisce uno dei vertici del Rinascimento italiano: l’affresco di Piero della Francesca con Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo. Prospettiva e luce si fondono in un’immagine che è insieme atto di devozione e dichiarazione di potere.

Nell’abside, a completare la visita, il Crocifisso di Giotto, tavola dorata dei primissimi anni del Trecento. Attenzione però alle date: il tempio resta visitabile venerdì 21 e domenica 23 agosto, ma sarà chiuso proprio sabato 22, quando ospiterà l’incontro tra il Papa e le persone fragili.

L'affresco di Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano di Rimini
Ufficio Stampa
Affresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta

Forlì: il prodigio della Madonna del Fuoco

A Forlì, nel Duomo dedicato a Santa Croce, si venera la Madonna del Fuoco: una xilografia policroma su carta, tra le più antiche giunte fino a noi, legata a un episodio quasi leggendario. Nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 1428 l’immagine sarebbe sopravvissuta intatta a un incendio, un “prodigio” che ne ha fatto da allora il simbolo identitario della città e della sua diocesi.

Ravenna: l’oro bizantino di San Vitale

A meno di un’ora da Rimini, Ravenna regala un salto indietro di quindici secoli. Nella Basilica di San Vitale, Patrimonio UNESCO, i mosaici dell’abside raccontano l’apice dell’arte bizantina in Occidente: i celebri cortei di Giustiniano e Teodora, avvolti in un tripudio di oro e colore, trasformano la visita in un’esperienza quasi ipnotica. È uno di quei luoghi che spiega, meglio di mille parole, perché la Romagna sia da sempre crocevia di culture e spiritualità diverse.

L'interno della Basilica di San Vitale a Ravenna
Ufficio Stampa
Mosaici bizantini della Basilica di San Vitale a Ravenna

Cesena: la Madonna del Popolo

Proseguendo verso sud, il Duomo di Cesena custodisce la Madonna del Popolo, una delle immagini mariane più care alla devozione locale. La cappella barocca che la accoglie, con la cupola affrescata da Corrado Giaquinto, è un piccolo scrigno di marmi e luce che merita una sosta silenziosa, lontano dai ritmi più turistici della costa.

Brisighella: la Madonna delle Grazie tra storia e leggenda

Chiude l’itinerario Brisighella, borgo collinare tra i più belli d’Italia, dove nella Collegiata di San Michele Arcangelo si trova la Madonna delle Grazie, tavola del 1410. La sua storia si intreccia a un’apparizione mariana di inizio Quattrocento e al racconto, quasi da romanzo, di tre tavole dipinte dopo la visione e disperse tra Francia, Portogallo e, appunto, questo angolo di Romagna, dove una famiglia del posto la custodì fino a lasciarla in eredità alla chiesa del paese.

A Rimini torna l’iconica altalena sul mare: il simbolo della Riviera Romagnola compie 10 anni

L’estate ha un potere particolare: quello di risvegliare il sentimento della nostalgia, magari con in sottofondo la canzone Senza fine di Gino Paoli. E se dovessimo pensare all’immaginario classico dell’estate italiana del passato, molti penserebbero al mito della Riviera Romagnola, tra pedalò e personaggi felliniani. Simbolo e centro geografico di questo mito collettivo è Rimini, dove per il decimo anno torna l’iconica altalena sul mare grazie alla collaborazione tra l’associazione Rimini Sparita, il Comune di Rimini e il Bagno 24.

Un dondolio nella memoria: torna l’altalena sul bagnasciuga

Negli anni Cinquanta e Sessanta, nel pieno del boom economico che stava trasformando Rimini nel punto di riferimento del divertimento estivo, l’altalena posizionata direttamente sulla battigia era il vero centro gravitazionale delle giornate al mare. Quel dondolarsi regolare a pochi passi dai famosi dancing della Riviera scandiva il tempo di una vacanza condivisa, democratica e vissuta a un ritmo decisamente più lento.

Dondolare avanti e indietro non era soltanto un passatempo per i bambini dell’epoca, i quali facevano a gara a chi riuscisse a spingersi più in alto o più velocemente per sfidare il vento, creando lunghe file d’attesa con i piedi bagnati dal mare, ma un vero e proprio microcosmo sociale.

Tra una spinta e l’altra, la riva si confermava come il punto di ritrovo prediletto dalle famiglie italiane in villeggiatura e, soprattutto, come il complice perfetto per gli sguardi rubati e i flirt estivi degli innamorati al tramonto. Quel semplice dondolio sul mare di Rimini, con le risate che si mescolavano alla musica dei jukebox, è diventato nel corso dei decenni un’istantanea indelebile di un’epoca d’oro che, anche quest’anno, ritorna su una delle spiagge romagnole.

Altalena sul mare a Rimini
Ass Turismo Comune di Rimini
Foto storica di un’altalena sul mare a Rimini

L’iconica altalena sul mare riminese compie 10 anni

Grazie alla felice intuizione dell’associazione Rimini Sparita, da sempre in prima linea nel recupero, nella salvaguardia e nella divulgazione del prezioso patrimonio storico e culturale della città, quel frammento di passato non appartiene più solamente alle foto d’archivio.

Tornata nel 2016, quest’anno l’altalena sul mare festeggia il suo primo decennale. Posizionata sulla riva di Marina Centro, proprio davanti allo storico Bagno 24 Serafino, la struttura rappresenta oggi il perfetto punto d’incontro e di dialogo tra epoche profondamente diverse.

L’attrazione è totalmente gratuita, accessibile e, soprattutto, sostenibile. Che si tratti di un viaggiatore romantico desideroso di rivivere le atmosfere vintage di un tempo con il vento sul viso, o di un giovane turista di oggi in cerca del selfie perfetto o di uno scatto fotografico suggestivo da condividere sul proprio profilo Instagram, quel dondolo sull’acqua continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: unire persone di ogni età, generazione e nazionalità sotto il cielo della Riviera.

È così che la memoria storica di una città passa anche attraverso i suoi simboli più semplici e apparentemente effimeri, trasformando un gioco da spiaggia in un monumento alla memoria collettiva del nostro Paese.

Donna dondola sull'altalena sul mare a Rimini
Ass Turismo Comune di Rimini
L’altalena sul mare, simbolo della spensieratezza estiva sulla Riviera Romagnola

Europa, premiati gli aeroporti top del 2026: c’è anche uno scalo italiano

I Routes Europe Awards 2026 hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della crescita e dell’innovazione nel trasporto aereo europeo, premiando gli scali e gli operatori che si sono distinti per strategie di sviluppo e capacità di attrarre nuove rotte.

L’evento, ospitato a Rimini il 19 maggio nell’ambito di Routes Europe 2026, ha visto come protagonista assoluto l’Aeroporto di Praga (PRG), che ha conquistato il titolo di migliore aeroporto oltre alla vittoria nella categoria dedicata agli scali con traffico compreso tra 5 e 20 milioni di passeggeri.

Tra i riconoscimenti figurano anche altri aeroporti europei di rilievo, insieme a destinazioni turistiche e compagnie aeree che stanno contribuendo in modo decisivo al rafforzamento della connettività internazionale. Tra i vincitori, c’è anche un aeroporto italiano.

Falkensteiner, una storia di famiglia, dallo chalet di montagna agli archistar

Quando il territorio conta tanto quanto la struttura alberghiera (magari progettata da un archistar), se non addirittura di più, si può tranquillamente affermare di aver fatto centro. Ed Erich Falkensteiner è uno di quegli uomini che, nel mondo del turismo, ce l’hanno fatta, tanto da essere preso come esempio da seguire da altri imprenditori del settore dell’hôtellerie. Lo abbiamo incontrato in occasione del TTG Travel Experience di Rimini.

Il territorio prima di tutto

“Quando abbiamo deciso di aprire una struttura sulle sponde del Lago di Garda, ci siamo confrontati con le autorità locali e con associazioni come Legambiente. Abbiamo lavorato insieme per trovare soluzioni ottimali per tutti, ci siamo affidati all’architetto paesaggista portoghese João Ferreira Nunes che ha studiato il progetto: il resort ora si trova immerso in un parco di sette ettari dove sono state ripristinate tutte le specie vegetali che c’erano anche in precedenza, come il mirto, per esempio”, spiega il fondatore, Chairman e CEO di FMTG – Falkensteiner Michaeler Tourism Group. Questo è il modo migliore per costruire e aprire un resort, in una posizione invidiabile senza impattare sul luogo e, soprattutto, mantenendo il rispetto della comunità. E non è da tutti.

Da sempre, il Gruppo Falkensteiner Hotels & Residences sceglie le posizioni migliori dove aprire – o ricondizionare – i propri resort: tra le vette alpine dorate, come il Falkensteiner Hotel Kronplatz ai piedi del Plan de Corones, in Alto Adige, affacciati su panorami vista lago, come il Falkensteiner Resort Lake Garda, l’ultimo nato che aprirà nella primavera del 2026 a Salò, e il blu dell’Mediterraneo, come il Falkensteiner Resort Capo Boi, all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara in Sardegna. Posti da favola. E gli hotel – e le nuove residenze – non sono da meno.

Idee, tante e chiare

“Diverse strutture Falkensteiner stanno cambiando concept passando a categorie superiori”, spiega lo stesso proprietario “Se ripercorriamo la nostra storia, siamo passati dai due stelle ai tre e ora le tre stelle passano a quattro e le quattro a cinque stelle. I primi cinque stelle sono arrivati già dieci anni fa. Sono queste le esigenze dei nostri clienti e noi abbiamo deciso di puntare verso un target di lusso. Inoltre, bisogna saper fare delle scelte anche nelle strutture per cui abbiamo diviso hotel family e hotel adults only e anche quando abbiamo deciso di unire queste due esigenze le abbiamo completamente separate su livelli diversi. Non si può fare tutto, bisogna avere le idee chiare ed essere coerenti e noi abbiamo fatto una scelta ben precisa. Abbiamo tanti clienti e non vogliamo perderli”.

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Ufficio stampa
La famosa hall del Falkensteiner Kronplatz

Una storia di famiglia

Era il 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner aprirono una pensione a conduzione famigliare a Casteldarne in Val Pusteria. L’idea era di proporre un’oasi di relax, non lungo la strada come era usuale allora, ma in una zona più tranquilla per poter offrire maggiore comfort ai propri ospiti. Quell’intuizione, che ai tempi era molto innovativa, continua a rappresentare l’obiettivo del gruppo, che vuole proporre ambienti confortevoli in location paradisiache, arricchendoli con sempre più idee originali e innovative.

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Ufficio stampa
Family friendly o adults only, ce n’è per tutti

“Ogni resort è diverso dall’altro perché ogni località in cui è immerso è diversa e l’esperienza che fa l’ospite è unica ogni volta. La stessa filosofia l’abbiamo applicata ai residence, gli appartamenti che abbiamo iniziato a realizzare in alcuni resort (in Italia li troviamo a Jesolo e, nel 2026, sul Garda, ndr). Gli standard sono gli stessi degli hotel, quindi alti”.

Nuovi hotel nelle mete inaspettate

Anche gli hotel aperti nelle città, come quello di Bolzano inaugurato lo scorso mese di luglio, sono rivolti a chi viaggia per turismo e contribuiscono allo sviluppo turistico. “L’80% dei clienti che abbiamo avuto ha scelto questa nostra struttura per venire in vacanza”. E i progetti non sono finiti.

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Ufficio stampa
Erich Falkensteiner, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di FMTG

La Spagna al TTG di Rimini 2025: le novità

Anche quest’anno, la Spagna sarà presente all’edizione 2025 del TTG Expo, la più importante fiera del turismo italiano che raduna i principali operatori del settore. Alla vigilia della manifestazione, abbiamo chiesto a Blanca Pérez-Sauquillo López, Direttrice dell’Ente Spagnolo del Turismo a Milano, specie nei confronti degli italiani, e quali sono le novità che saranno annunciate.

Può fornirmi qualche dato sul turismo in Spagna?

l turismo in Spagna continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo come motore economico, contribuendo a circa il 13% del PIL nazionale. Nei primi sette mesi dell’anno, la spesa dei turisti internazionali ha superato i 76 miliardi di euro, con un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati diffusi dall’INE.

Tra gennaio e agosto, la Spagna ha accolto 75,4 milioni di passeggeri internazionali, pari a una crescita del 5,9% su base annua. Le regioni che hanno registrato la maggiore affluenza e spesa turistica sono state le Canarie (18,5% del totale), la Catalogna (18,2%) e le Baleari (15,3%). Nel mese di luglio, le Isole Baleari si sono confermate al vertice con oltre 2,5 milioni di visitatori, seguite da Catalogna e Andalusia.

Secondo le stime di Turespaña, nell’ottobre 2025 la capacità aerea internazionale verso la Spagna raggiungerà i 12 milioni di posti programmati, con un incremento del 5,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’Italia si conferma tra i mercati più dinamici per il turismo spagnolo. Nel 2024, oltre 5,4 milioni di turisti italiani hanno scelto la Spagna, con un aumento del 13,4% che colloca l’Italia al quarto posto tra i Paesi emittenti.

Il trend positivo è proseguito nel 2025: tra gennaio e luglio, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto quota 3,19 milioni, in crescita del 6,73% rispetto all’anno precedente. Anche la spesa è in aumento: i visitatori italiani hanno generato 2,85 miliardi di euro, con un incremento dell’8,67%.

Le prospettive per i prossimi mesi sono incoraggianti: a ottobre 2025 la capacità aerea dall’Italia verso la Spagna segna un +5,6% di posti disponibili rispetto al 2024, a conferma di una domanda in costante espansione.

Quali sono le novità che dobbiamo aspettarci? Cosa accadrà di nuovo/importante nel 2026 per cui gli italiani dovranno venire in Spagna?

La Spagna si prepara a diventare nel 2026 una destinazione imprescindibile, offrendo ai viaggiatori esperienze autentiche e sostenibili che uniscono cultura, turismo lento e natura.

Tra gli eventi più attesi, l’eclissi solare totale del 12 agosto, osservabile in città come Oviedo, León, Palencia, Burgos, Soria e il sud dell’Aragona, promette momenti indimenticabili per appassionati di astronomia.

Il turismo di lusso sarà protagonista con il rinomato treno Al Ándalus, che da primavera 2026 effettuerà un itinerario di 7 giorni tra Siviglia e Madrid, con soste a Córdoba, Cadice, Mérida e Toledo, visitando città Patrimonio dell’Umanità, vigneti, caseifici e siti archeologici.

Madrid ospiterà il Gran Premio di Spagna di Formula 1 sul nuovo circuito urbano Madring, con una capacità di 110.000 spettatori (espandibile a 140.000), e sarà teatro di competizioni di Formula 2 e Formula 3.

Il 2026 sarà anche l’Anno Gaudí, con esposizioni, eventi e visite a opere iconiche come la Sagrada Familia, Casa Batlló, Casa Milá e Parc Güell a Barcellona, oltre a luoghi come El Capricho a Comillas e Casa Botines a León. Barcellona sarà inoltre nominata Capitale Mondiale dell’Architettura 2026 dall’UNESCO.

La Spagna rafforzerà il suo impegno per il turismo sostenibile, con l’ampliamento delle Vías Verdes, percorsi ciclabili e pedonali che attraversano oltre 3.500 km di paesaggi naturali, e l’Arco Verde della Comunità di Madrid, che supererà i 200 km collegando 25 comuni.

È stata presentata la Riserva di Ecoturismo della Spagna Verde, un itinerario che unisce i principali spazi naturali di Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi, comprendente Parchi Nazionali, Riserve della Biosfera e Geoparchi, offrendo esperienze immerse nella natura e rispettose dell’ambiente.

Per gli amanti del vino e della cultura, le Strade del Vino offrono oltre 100 DOP e percorsi sostenibili tra vigneti biologici, cantine di design e visite teatralizzate o in bicicletta.

La Spagna propone inoltre itinerari culturali unici, come i Cammini di Sefarad, il Cammino del Cid, la Ruta del Quijote e la Vía de la Plata, oltre alla Rete delle Città Patrimonio dell’Umanità, con 15 città dichiarate dall’UNESCO tra cui Ávila, Salamanca, Toledo, Cáceres e Úbeda. Con queste iniziative, la Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze autentiche, culturali e sostenibili, valorizzando il patrimonio storico, artistico e naturale del Paese.

Cosa piace agli italiani della Spagna?

I viaggiatori italiani apprezzano la Spagna non solo per il clima e le sue spiagge, ma anche per la gastronomia, la cultura e lo stile di vita. Inoltre, si tratta di una destinazione con ottima connettività aerea, facilmente accessibile in qualsiasi periodo dell’anno.

La Spagna si conferma come meta ideale per chi cerca esperienze diverse: cresce l’interesse per il turismo attivo, il cicloturismo, il trekking e, in generale, per le attività all’aria aperta nella natura. Il turista italiano è molto fedele, conosce già le principali città (Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Málaga) e sta iniziando a esplorare altre regioni meno note del nord e dell’interno della Spagna.

La gastronomia rappresenta un elemento importante nella scelta del viaggio. Sempre più turisti italiani cercano esperienze gastronomiche uniche, come visite a ristoranti con stelle Michelin, corsi di cucina con visite ai mercati tradizionali, o degustazioni di prodotti a denominazione di origine come oli e formaggi, in frantoi e caseifici che aprono le porte a un turista curioso e desideroso di conoscere la cultura e la gastronomia locali.

Le spiagge spagnole, accessibili e di massima qualità, restano un richiamo fondamentale per il turista italiano. Con 749 Bandiere Blu, la Spagna conferma anche quest’anno il primato mondiale per numero di certificazioni. Si osserva inoltre che il turista italiano che frequenta le nostre spiagge in estate incorpora sempre più altre esperienze nelle proprie vacanze, come visite culturali o attività all’aperto. Cresce anche l’interesse per le destinazioni di costa fuori stagione, soprattutto le Baleari, motivo per cui le compagnie aeree stanno estendendo la programmazione dei voli fino a tarda autunno.

Può commentare le azioni della Spagna per affrontare l’overtourism?

Credo che il discorso non debba concentrarsi sul numero di turisti, se molti o pochi, ma piuttosto su quanto i turisti contribuiscono a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il turismo è un’attività economica e, in ultima analisi, deve portare benefici alle comunità in cui si sviluppa. Se le comunità locali non ne traggono vantaggio, è necessario considerare altri modelli.

In questo senso, dalle amministrazioni pubbliche e dal settore privato, dobbiamo puntare ad attrarre quei turisti che generano maggiore valore, non solo in termini economici – che naturalmente sono importanti – ma anche perché il loro comportamento e il loro modo di viaggiare favoriscono una migliore convivenza con i residenti.

Si tratta di viaggiatori che cercano destinazioni meno conosciute, che viaggiano fuori stagione e vogliono vivere esperienze autentiche, partecipando insieme alla popolazione locale e con rispetto.
Non è tanto una questione di numeri, quanto di gestione dei flussi turistici: un tema complesso che le destinazioni stanno affrontando per garantire sostenibilità e qualità dell’esperienza turistica.

Il TTG di Rimini è ancora una vetrina importante per Turespaña?

La fiera TTG di Rimini continua a consolidarsi come punto di riferimento per le destinazioni spagnole. In questa edizione saranno presenti Castiglia e León, Galizia, la Comunità Valenciana e le isole di Ibiza, Tenerife e Gran Canaria. Saremo presenti per conoscere di prima mano l’offerta e le novità presentate, in linea con la nostra missione di collaborare con le destinazioni nella promozione della diversità del territorio, delle diverse esperienze turistiche che la Spagna può offrire e il rafforzamento delle collaborazioni nel settore.

TTG 2025: come arrivare, orari di apertura e info utili

Il TTG Travel Experience 2025 di Rimini è la più importante manifestazione fieristica in Italia dedicata al turismo. Si svolge dall’8 al 1o ottobre 2025 al Rimini Expo Centre.

Come arrivare alla Fiera di Rimini

Il quartiere della Fiera di Rimini è raggiungibile in auto, treno e autobus. Per entrare alla fiera è possibile accedere attraverso tre ingressi:

  • Ingresso Sud – via Emilia, 155
  • Ingresso Est – via Costantino il Grande
  • Ingresso Ovest – via San Martino in Riparotta.

In auto

La Fiera di Rimini è raggiungibile in auto prendendo l’uscita Rimini Nord sull’autostrada A/14 Bologna-Bari-Taranto. L’indirizzo è via Emilia, 155. Una volta giunti in fiera, sono disponibili parcheggi a pagamento anche con Telepass (Sud 1-3 e Ovest 3-4-5, dove sono presenti anche 12 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e parcheggi per passeggeri a ridotta mobilità).

In treno

È il modo più comodo per raggiungere la Fiera di Rimini in quanto a pochi metri dall’ingresso del polo fieristico è presente una stazione ferroviaria, quella di Rimini Fiera, dove fermano treni della linea Milano-Bari. La stazione è attiva unicamente nelle giornate di manifestazione. Il quartiere fieristico è collegato anche alla stazione ferroviaria di Rimini, tramite autobus linea numero 9 (la fermata a cui scendere è quella di via Emilia-Fiera).

Grazie all’accordo tra Italian Exhibition Group e Trenitalia potrai visitare TTG Travel Experience 2025 usufruendo di alcuni vantaggi: come l’offerta “Speciale Eventi” che consente di avere fino al 75% di sconto sul biglietto dei treni Le Frecce e fino all’80% sul biglietto dei treni Intercity e Intercity Notte.

Per raggiungere TTG Travel Experience 2025 con Trenitalia è disponibile uno sconto dal 20% al 75% sulla tariffa Base dei biglietti di Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca e dal 20% all’ 80% sulla tariffa Base dei biglietti di Intercity e Intercity Notte, in 1^ e 2^ classe, sui livelli di servizio Business, Premium e Standard, in 1^ classe Plus e in 2^ classe-Easy e nei servizi cuccette e vagoni letto.

In autobus

Il quartiere fieristico di Rimini è raggiungibile con diversi autobus a seconda di dove si parte:

  • linea 5: San Mauro Mare (Rimini Nord) – Rimini Fiera
  • linea 10: Miramare (Rimini Sud) – Rimini Fiera
  • linea 9: Stazione Ferroviaria di Rimini – Rimini Fiera.

In aereo

Per chi raggiunge Rimini in aereo, atterrando all’Aeroporto Internazionale di Rimini – San Marino “Federico Fellini”, si può arrivare in fiera in 15 minuti d’auto oppure prendendo l’autobus numero 9. Ci sono voli giornalieri da Roma.

Orari di apertura del TTG 2025

  • Mercoledì 8 ottobre dalle 10.00 alle 18.00
  • Giovedì 9 ottobre dalle 10.00 alle 18.00
  • Venerdì 10 ottobre dalle 10.00 alle 17.30.

Quanto costa visitare il TTG di Rimini 2025

L’ingresso alla fiera è gratuito, previa registrazione sul sito della manifestazione TTGExpo.it o tramite il proprio profilo Linkedin.

Come visitare il TTG di Rimini

TTG Travel Experience 2025 si estende su 14 padiglioni nell’ala Ovest del quartiere fieristico di Rimini. Qui trovano spazio tutte le Regioni italiane, i principali enti istituzionali e l’offerta delle destinazioni estere, insieme a tour operator, catene alberghiere e aziende di servizi per il turismo.

Global Village (A1-A2-A3-A4)

Cuore dell’area B2B, ospita tour operator, distributori, compagnie aeree, travel tech company e imprese di prodotti e servizi per il turismo.

Italia (A5-A6-A7-C4-C5-C6-C7)

La più grande agorà del turismo nazionale: qui Regioni, DMO (Destination Management Organization) e consorzi presentano le eccellenze dell’offerta italiana, dalle destinazioni balneari alle città d’arte, dai cammini ai borghi, dall’enogastronomia al turismo attivo. Ci sarà anche un focus sul Turismo nautico al padiglione C4: dai charter alle crociere, dai porti turistici alle riserve costiere, uno spazio pensato per valorizzare le realtà che operano nell’intermediazione delle esperienze marittime.

The World (C1-C2-C3)

Quest’area riunisce le principali destinazioni internazionali interessate a sviluppare business con il mercato italiano. Un hub dove scoprire mete emergenti, consolidare rapporti con i grandi player del turismo outgoing e costruire pacchetti di viaggio. All’interno del padiglione C2 si trova l’African Village: un’area collettiva che offre visibilità a tutti gli operatori e destinazioni che condividono la specializzazione sulla destinazione Africa subsahariana.

Passando invece alle Arene, la Main Arena è posizionata nella Hall Sud, trasversale alle due manifestazioni (TTG e INOUT).

Nel padiglione A6 saranno presenti tutte le 60 start-up innovative che parteciperanno a TTG NEXT Startup, il laboratorio di innovazione dedicato alle startup, con un contest e la premiazione delle migliori idee e soluzioni per il settore turistico (che avranno luogo nella TTG Next Start-up Arena).

Tra le novità 2025, Hotel Chains è il progetto interamente dedicato alle catene alberghiere, che si sviluppa come percorso espositivo diffuso tra i diversi padiglioni.

Le spiagge più esclusive d’Italia: dove il mare incontra il lusso e il prezzo sale

L’estate in Italia richiama milioni di turisti sulle spiagge più belle del Paese, ma il relax al mare ha un prezzo che varia sensibilmente da località a località. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo, il costo medio per un ombrellone e due lettini ad agosto spazia dai 340 euro di Alassio, la spiaggia più cara d’Italia, ai 150 euro di Rimini, che si conferma la più conveniente.

L’analisi ha coinvolto 213 stabilimenti balneari distribuiti in 10 località rappresentative del territorio italiano, dal nord al sud, comprese le isole maggiori. Oltre alla classifica dei prezzi, lo studio mette in luce un aumento medio dei costi del 5% rispetto al 2024, un rialzo che supera ampiamente il tasso di inflazione dell’ultimo anno.

Le spiagge più care d’Italia nel 2025

Alassio, nota per le sue spiagge attrezzate e il suo fascino ligure, si conferma per il terzo anno consecutivo la località balneare più costosa del Paese. Qui, per godersi il mare con ombrellone e due lettini posizionati nelle prime file, è necessario mettere in conto una spesa media di 340 euro a settimana, un prezzo che riflette l’alto livello di servizio e la posizione privilegiata degli stabilimenti.

Subito dopo Alassio, troviamo Gallipoli, splendida località pugliese, dove il prezzo medio si avvicina ai 300 euro a settimana. In terza posizione si colloca Alghero, in Sardegna, con un costo di circa 240 euro, seguita da Viareggio, in Toscana, con una media di 217 euro.

Questi dati mostrano come il costo della vacanza in spiaggia possa variare notevolmente in base alla regione, alla popolarità della località e ai servizi offerti dagli stabilimenti balneari. L’indagine di Altroconsumo evidenzia inoltre un incremento dei prezzi rispetto all’anno precedente: in media il rialzo è stato del 5%, più del doppio dell’inflazione che si attesta intorno al 2%.

Alcune località, come Alghero e Senigallia, hanno registrato aumenti più marcati, intorno al 9%, mentre altre, come Alassio e Rimini, hanno mantenuto i prezzi quasi invariati.

Le spiagge più economiche e i costi extra da considerare

Sul versante opposto della classifica, le spiagge più accessibili sono quelle di Rimini, Lignano Sabbiadoro, Senigallia e Anzio. A Rimini, infatti, il costo per un ombrellone e due lettini è di circa 150 euro a settimana, meno della metà rispetto ad Alassio.

Lignano segue con 154 euro, Senigallia con 158 euro e Anzio con 176 euro. Queste località rappresentano dunque una valida opzione per chi desidera una vacanza al mare senza rinunciare al risparmio.

Lignano Sabbiadoro tra le spiagge più economiche in Italia
iStock
Spiaggia attrezzata a Lignano Sabbiadoro

Tuttavia, è importante considerare che il prezzo base non sempre comprende tutti i servizi. Molti stabilimenti balneari applicano costi aggiuntivi per la doccia calda, per l’uso della cabina o per la presenza di una terza persona sotto l’ombrellone. In particolare, l’ombrellone con due lettini è spesso pensato per due persone, e chi decide di portare un accompagnatore in più deve mettere in conto un supplemento.

Questi extra possono incidere in modo significativo sul budget finale della vacanza, rendendo la spesa complessiva più alta rispetto a quanto previsto inizialmente.
Inoltre, in alcune località i servizi aggiuntivi come noleggio di giochi acquatici, bar sulla spiaggia e attività per bambini possono influire ulteriormente sul costo totale della settimana al mare. Per questo motivo, è sempre consigliabile informarsi in anticipo sui prezzi e sulle condizioni degli stabilimenti per evitare sorprese durante il soggiorno.

Le spiagge dell’Adriatico perfette per famiglie: divertimento a misura di bambino

Chi viaggia in estate con bambini, soprattutto quando sono piccoli, sa di poter trovare lungo la costa adriatica la destinazione ideale per trascorrere una perfetta vacanza in famiglia. I motivi sono diversi: il mare è quasi sempre calmo, i fondali digradano dolcemente e le spiagge, ampie e sabbiose, sono attrezzate con tutto il necessario per garantire il massimo comfort.

In questo scenario sono presenti spiagge per ogni esigenza: da chi vuole divertirsi nelle località balneari più vivaci, come Rimini e Riccione, a chi invece preferisce situazioni più tranquille, magari lungo il tratto di costa abruzzese.

Se state cercando ispirazione, questa è la nostra selezione dedicata alle migliori spiagge sull’Adriatico per famiglie.

Morto Arnaldo Pomodoro: l’impronta artistica che modellò le piazze italiane e internazionali

Si è spento la sera del 22 giugno 2025 nella sua casa di Milano, alla vigilia dei suoi 99 anni, lo scultore Arnaldo Pomodoro. Noto, tra le tante opere, per le famose sfere di bronzo, era nato il 23 giugno 1926 a Morciano di Romagna, in provincia di Rimini.

“Lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa”. A ricordarlo con queste parole è Carlotta Montebello, direttrice generale della fondazione omonima a lui dedicata.

Quella di Arnaldo Pomodoro è un’influenza artistica testimoniata dalla presenza dei suoi lavori nelle piazze di numerose città e all’interno di importanti musei in tutto il mondo: dalla piazza dove si trova il Palazzo della Farnesina a Roma a Piazza della Libertà a Lampedusa.

L’eredità artistica di Arnaldo Pomodoro nelle piazze italiane e del mondo

L’artista e orafo Arnaldo Pomodoro lascia un grande vuoto nel panorama creativo del nostro tempo. La sua incredibile forza creativa ha dato vita a opere che dialogano con gli spazi pubblici diventando simboli riconoscibili nelle piazze e nei luoghi più significativi d’Italia e del mondo. Con l’artista, la scultura diventa parte integrante dello spazio urbano perché concepita non come un oggetto da osservare in un museo, ma come elemento attivo capace di interagire con l’ambiente circostante.

Basti pensare alle sue celebri sfere bronzee di grandi dimensioni, che hanno contribuito a cambiare il panorama dell’arte contemporanea. Come l’opera “Sfera Grande” situata nel piazzale della Libertà a Pesaro, le sue sculture sono pensate per essere attraversate ed esplorate, portando così l’arte monumentale tra la gente, nelle città, trasformando le piazze in vere e proprie gallerie a cielo aperto.

Le opere di Arnaldo Pomodoro nelle piazze d’Italia

Tra le opere più belle di Arnaldo Pomodoro, situate nelle piazze italiane, citiamo il Disco Grande in piazza Meda a Milano. Realizzato nel 1972, qui è racchiuso uno dei temi centrali della sua arte, ossia la tensione che si genera tra l’apparente perfezione delle forme chiuse e levigate, esaltata in questo caso dalla lucidità del bronzo, e la loro lacerazione interna.

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ANSA
Il Disco Grande in piazza Meda a Milano

Presso il piazzale della Libertà a Pesaro, invece, possiamo ammirare Sfera Grande, adagiata sulla superficie dell’acqua di una fontana da cui si guarda il mare. L’opera originale, però, si trova nella piazza del Palazzo della Farnesina a Roma: un’opera importantissima perché segna il passaggio della sua produzione scultorea alla dimensione monumentale.

Sempre nella Capitale è presente anche Novecento, nota come “obelisco Novecento” o “monumento al Novecento”, una scultura monumentale in bronzo collocata nei pressi del Palazzo dello Sport di Roma nei primi anni 2000.

Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro
Getty Images
L’opera Sfera Grande davanti al Palazzo della Farnesina

A Lampedusa, invece, troviamo un obelisco in piazza della Libertà, mentre a Terni un altro obelisco chiamato Lancia di Luce.

Pomodoro ha realizato opere anche per diverse cantine in Italia e che si possono ammirare non soltanto se si è clienti. Tra le più celebri, la struttura della Cantina Carapace a Bevagna (Perugia), che non è una semplice cantina, ma una vera e propria scultura abitabile, un capolavoro che è stato riconosciuto tra le 25 cantine più belle e iconiche del mondo, inserendosi nella classifica World’s Best Vineyards 2024 come ‘Highest New Entry’ al 25° posto. Inoltre, in occasione del Centenarium Ferrari, l’artista ha realizzato una scultura di bronzo per celebrare i cento anni del famoso spumante italiano delle Cantine Ferrari di Trento dei fratelli Lunelli festeggiato nel 2004. La scultura, una spirale di  alta quasi 7 metri, è stata collocata presso la sede delle cantine Ferrari lungo l’Autobrennero, visibile a tutti gli automobilisti che transitano sull’austostrada.

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ANSA
La cantina progettata da Arnaldo Pomodoro per il Sagrantino di Castelbuono

Le opere di Pomodoro nelle piazze del mondo

Arnaldo Pomodoro ha lasciato un’impronta significativa con le sue opere scultoree nelle piazze e negli spazi pubblici non solo italiani, ma di tutto il mondo. Tra le sue sculture internazionali più famose citiamo una versione della Sfera con Sfera, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, e quelle di Brisbane, in Australia, situate in diverse zone della città e che fanno parte di un gruppo chiamato “Forme del mito”. Queste includono quattro sculture: Il Potere,  L’Ambizione, La Macchina e La Profezia.

Rimini, dove la storia incontra il mare e i sogni prendono vita

Località di vacanza per eccellenza sulla Riviera Adriatica, Rimini si distende tra l’abbraccio gentile del mare e le morbide colline dell’Appennino, dove, a breve distanza, svetta il monte Titano con l’antica Repubblica di San Marino. Da oltre 160 anni, vive nei ricordi e nei sogni di intere generazioni di viaggiatori e continua a sedurre con la sua atmosfera vibrante e la generosa ospitalità della sua gente.

Rimini è molto più di una lunga distesa dorata e di serate spensierate. È un palcoscenico dove il mare si fonde con la vita quotidiana, una cornice senza tempo capace di ispirare registi come Fellini e di incantare con le nebbie invernali. E, molto prima di essere sinonimo di vacanze e divertimento, fu una città ambitissima, capitale di una signoria potente, crocevia di popoli e culture di cui ancora oggi serba fiere le tracce.

Tra arte, mare e magia: cosa vedere a Rimini

Rimini non è soltanto la regina delle spiagge italiane. Con più di duemila anni di storia, si svela come un autentico museo a cielo aperto, dove ogni angolo racconta di imperatori, signori, artisti e sognatori.

Piazza Cavour e il centro storico

Piazza Cavour è il cuore pulsante di Rimini, avvolta dal fascino severo degli edifici storici. Il Palazzo dell’Arengo, il Palazzo del Podestà e il Teatro Galli, riportato di recente allo splendore originario, formano un’elegante cornice che rievoca epoche lontane.

Sorseggiare un caffè ai tavolini all’aperto, osservando la Fontana della Pigna che da secoli zampilla al centro della piazza, è uno di quei piccoli piaceri che la città romagnola sa offrire. Basta poi addentrarsi tra i vicoletti che si diramano tutt’intorno per scoprire angoli nascosti, botteghe artigiane, profumi antichi e un’autenticità che il tempo non è riuscito a scalfire.

L’Arco di Augusto

Il maestoso Arco di Augusto a Rimini
Fonte: iStock
Il maestoso Arco di Augusto

Imponente e solenne, l’Arco di Augusto si staglia come il più antico arco romano giunto intatto fino a noi. Costruito nel 27 a.C. per celebrare l’imperatore Augusto, non era soltanto una porta d’accesso alla città, ma un importante simbolo di potere e prosperità.

Attraversarlo è come compiere un salto indietro nei secoli: immaginate i legionari che rientravano vittoriosi e i mercanti carichi di spezie e tessuti che percorrevano la via Flaminia, l’arteria che collegava Roma a Rimini.

Il Tempio Malatestiano

Il Tempio Malatestiano è un inno alla grandezza di Sigismondo Pandolfo Malatesta e un capolavoro architettonico di Leon Battista Alberti. Con la facciata incompiuta che lascia intravedere l’ambizione di un sogno mai del tutto realizzato, il tempio accoglie chi ne varca la soglia con opere di artisti quali Piero della Francesca e Agostino di Duccio.

Camminare tra le navate è come essere sospinti in un dialogo silenzioso tra sacro e profano, in cui la gloria della famiglia Malatesta si mescola alla spiritualità francescana e crea un’atmosfera di rara suggestione.

Piazza Tre Martiri

In passato antico foro romano, oggi Piazza Tre Martiri è uno dei punti di ritrovo della città. Il nome commemora il sacrificio di tre giovani partigiani, giustiziati dai nazisti nel 1944, a monito di libertà e coraggio.

Qui si incontrano il tempietto ottagonale di Sant’Antonio, la Torre dell’Orologio con lo straordinario quadrante astronomico e una statua bronzea che celebra il passaggio di Giulio Cesare dopo l’attraversamento del Rubicone.

Il Ponte di Tiberio

Ponte di Tiberio a Rimini al tramonto
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Il Ponte di Tiberio al tramonto

A pochi passi dall’Arco, il Ponte di Tiberio sovrasta con elegante semplicità il fiume Marecchia. Costruito tra il 14 e il 21 d.C., in pietra d’Istria, ha visto passare imperatori, mercanti, pellegrini e sognatori.

Sorprende pensare che sia sopravvissuto persino ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, rimanendo intatto a testimoniare l’ingegno romano. Le cinque arcate, scolpite nella luce morbida del tramonto, regalano una delle immagini più poetiche di Rimini e invitano a varcare il confine tra la città antica e quella moderna.

Borgo San Giuliano

Pittoresco e vibrante, il Borgo San Giuliano conserva l’anima più autentica di Rimini. Nato come quartiere di pescatori, oggi incanta tra case colorate, stradine lastricate e murales che raccontano la vita e le opere di Federico Fellini.

Passeggiare nel borgo assomiglia a sfogliare un album di ricordi illustrati, tra il profumo del pesce alla griglia e le voci che si rincorrono allegre da una trattoria all’altra: è il luogo perfetto per rallentare, sorridere e perdersi nella magia di una realtà unica nel suo genere.

Il Castello Sismondo

Costruito nel XV secolo come fortezza e residenza dei Malatesta, Castel Sismondo domina tutt’oggi il profilo riminese. Attraversare il ponte levatoio significa entrare in una macchina del tempo: bastioni, torri e cortili ricordano la storia di un’epoca segnata da guerre e passioni.

Oggi il castello è un vivace centro culturale, ospita mostre d’arte, eventi e spettacoli, e mantiene viva la memoria di un passato glorioso in costante dialogo con il presente.

Cosa fare a Rimini: emozioni, avventure e notti che non finiscono mai

Rimini in estate
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Una bellissima spiaggia con ruota panoramica

Rimini non è solo da vedere, ma da vivere, giorno dopo giorno, in ogni stagione. Camminare a piedi nudi sulla sabbia, lasciandosi cullare dal suono delle onde e dal respiro salmastro dell’Adriatico, è un’esperienza che conquista “senza se e senza ma”.

La movida si accende ogni sera tra il porto e Marina Centro, dove locali alla moda, discobar e pub si alternano a ristoranti affacciati sul mare. Ma anche il centro storico, con le cantinette e le vie acciottolate del Borgo San Giuliano, vanta rifugi ideali per chi cerca atmosfere più intime e genuine.

Per gli amanti dello sport, la città è un paradiso senza confini. Oltre ai classici beach volley e beach tennis, ci si può cimentare nel padel, nello speedminton o provare il nordic walking sulla sabbia. Il nuovo Parco del Mare, grazie alle isole fitness, rende ogni passeggiata un’occasione per muoversi e rigenerarsi.

Ma non è tutto. La Riviera è anche un tripudio di eventi: festival di cinema, teatro e musica, mostre d’arte, gare sportive e mercatini animano la città tutto l’anno. E poi c’è la Notte Rosa, il celebre ‘Capodanno dell’estate’, quando Rimini si tinge di rosa per celebrare la vita, la musica e la gioia in ogni sua forma.

Prima di partire, vale la pena fare una passeggiata fino alla Marina di Rimini, dove una lunga camminata sopraelevata si protende verso il mare, donando panorami da cartolina e una sensazione di libertà difficile da dimenticare. Con i ristoranti di pesce e le colazioni vista mare, merita una visita in due momenti: al sorgere del sole, quando tutto si tinge di rosa e arancio, e all’ora dell’aperitivo, quando la città si risveglia alla sua seconda, elettrizzante vita.

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