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Vacanze wellness in Alto Adige, un rapporto svela dove trovare hotel con piscine panoramiche e spa private

E se la vacanza wellness non avesse una formula unica? Dalle piscine affacciate sulle montagne alle saune, fino a quelle a due passi da un laghetto naturale dove rilassarsi. In Alto Adige tutto questo è possibile e a raccontarlo sono i dati del Rapporto Wellness Alto Adige 2026 pubblicato da SuedtirolWellness che ha esaminato 722 hotel distribuiti in tutta la provincia studiando a pieno il fenomeno.

Vacanze Wellness in Alto Adige: lo studio

Il wellness è, a tutti gli effetti, una componente importante del mondo hospitality in Alto Adige ma non tutti gli hotel interpretano il concetto (e di conseguenza i servizi) allo stesso modo. Il nuovo rapporto di SuedtirolWellness prova a mettere ordine in questa varietà. La rilevazione, condotta nell’agosto 2026 attraverso informazioni pubblicamente disponibili, ha individuato 722 strutture con caratteristiche riconducibili al wellness, presenti in 101 dei 116 comuni della provincia.

Gli hotel sono stati suddivisi in tre gruppi. In 107 casi il benessere rappresenta un elemento centrale dell’identità della struttura; altri 138 alberghi mostrano una specializzazione nella spa o nei servizi wellness. Il gruppo più numeroso, composto da 477 hotel, comprende invece strutture che associano un’offerta qualificata di piscine a saune o altri ambienti dedicati al calore, insieme a spazi relax o trattamenti specifici. Il dato più interessante per i viaggiatori riguarda proprio le diverse possibilità di soggiorno. Le piscine con vista costituiscono la categoria più numerosa tra le quattro tipologie approfondite. Seguono le soluzioni per il wellness privato, le strutture con acque naturali e quelle che prevedono ambienti distinti per adulti e famiglie.

Dove trovare hotel con piscine panoramiche in Alto Adige

Sono almeno 281 gli hotel altoatesini che, secondo il Rapporto Wellness Alto Adige 2026, dispongono di una piscina con vista panoramica o di una soluzione come una infinity pool, una rooftop pool o una sky pool. È il numero più alto tra le quattro forme di wellness analizzate nel dettaglio dalla ricerca. Un’indicazione interessante per chi cerca un hotel dove la piscina non sia soltanto uno spazio per nuotare, ma anche un punto da cui ammirare il paesaggio. La rilevazione non fornisce, nei dati qui disponibili, una graduatoria delle località con il maggior numero di piscine panoramiche. La presenza di hotel wellness in 101 comuni mostra però quanto sia ampia la distribuzione territoriale delle strutture considerate.

Il paesaggio fa il resto. L’Alto Adige passa dai 207 metri delle zone più basse ai 3.905 metri delle sue vette maggiori. Una differenza di quota che si traduce in panorami molto diversi: fondovalle, pendii boscosi, prati d’alta montagna e pareti rocciose. Anche l’esperienza in piscina cambia con la stagione. In inverno il richiamo è quello dell’acqua calda mentre fuori fa freddo e non mancano i mercatini di Natale. In primavera e in autunno sono i colori del paesaggio a diventare protagonisti. D’estate, invece, una piscina panoramica può essere la pausa ideale dopo qualche ora sui sentieri.

Spiccano le Spa private

Tra le tendenze viaggi 2027 più interessanti c’è anche quella di potersi rilassare in spa private, proposte dove potersi godere un momento di relax in totale privacy. Sul territorio si contano almeno 72 strutture che offrono questo tipo di opzione, alcune con saune o vasche idromassaggio a uso esclusivo. La formula piace soprattutto alle coppie alla ricerca di fughe e weekend romantici, magari in occasioni speciali come quello dell’anniversario.

Un’icona di New York che compare in tanti film potrebbe non esistere più

Alcuni luoghi sono fatti anche di cliché, vale per noi in Italia ma vale anche per le città estere. New York, per esempio, porta con sé l’immagine delle passeggiate romantiche a Central Park dei primi appuntamenti e dei baci dati proprio a bordo delle iconiche carrozze trainate da cavalli… ma tutto questo potrebbe restare solo impresso nella nostra memoria e nelle pellicole più famose. Infatti, NYC potrebbe dire addio alle celebri attrazioni turistiche per motivi etici.

Addio alle carrozze di Central Park?

Per chi ha visitato New York almeno una volta, le carrozze di Central Park sono una presenza familiare. Cavalli, cocchieri, turisti con lo smartphone in mano e coppie alla ricerca della loro personale scena da film. Da quasi 170 anni questa tradizione è stata portata avanti ma ora cambia tutto: durante il Consiglio comunale di NYC tenutosi il 22 ottobre 2026 è stata appoggiata la legge che prevede la fine della circolazione delle carrozze trainate da cavalli a partire da giugno 2028. Una decisione che arriva dopo anni di discussioni, proteste e tentativi falliti di cambiare le regole. Le carrozze circolano nel parco dal 1858, quando erano un vero mezzo di trasporto. Con il tempo sono diventate un’esperienza turistica, spesso anche piuttosto costosa. Un giro di 45 minuti può arrivare a circa 150 dollari (circa 135 euro), mentre per occasioni speciali, come una proposta di matrimonio, il conto può salire di parecchio.

Perché potrebbero sparire

Dietro l’atmosfera romantica, però, c’è una questione molto meno instagrammabile. Le associazioni animaliste denunciano da tempo le condizioni in cui lavorano i cavalli, tra traffico, caldo estivo e strade affollate. A riaccendere le polemiche sono stati anche diversi incidenti, alcuni mortali.

Il caso più drammatico risale al 17 giugno 2026, quando Romanch Mahajan, un turista indiano di appena 18 anni, è morto dopo essere stato sbalzato da una carrozza il cui cavallo era improvvisamente fuggito. Una tragedia che ha accelerato il dibattito politico, tanto che la nuova legge porta proprio il suo nome: Romanch’s Law. La decisione, comunque, non mette tutti d’accordo. Per circa 150 conducenti significa perdere un lavoro, spesso tramandato di generazione in generazione. Il sindacato Transport Workers Union ha già annunciato battaglia legale. Il piano prevede misure di sostegno per aiutare i lavoratori a trovare una nuova occupazione e tutele per i quasi 200 cavalli coinvolti. Gli animali non potranno essere venduti ai macelli né destinati ad altre attività di trasporto turistico con carrozze.

Giro in carrozza a Central Park in autunno
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Ultime occasioni per un giro in carrozza a Central Park

Film e serie Tv in cui compaiono

Basta una carrozza che attraversa Central Park per capire subito dove ci troviamo. Non servono grattacieli, insegne luminose o la Statua della Libertà. Un esempio arriva da A piedi nudi nel parco, la commedia del 1967 con Robert Redford e Jane Fonda. Tra i momenti legati alla città compare anche una passeggiata in carrozza, perfettamente in linea con quell’atmosfera newyorkese fatta di amori complicati, piccoli litigi e riconciliazioni. Ma è soprattutto Sex and the City ad aver contribuito a rendere le carrozze parte del sogno di Manhattan. Nella serie con Sarah Jessica Parker, la Grande Mela non è mai soltanto lo sfondo delle vicende di Carrie Bradshaw e delle sue amiche. È quasi un personaggio aggiuntivo.

Halloween, i cimiteri più belli d’Europa da visitare: la nuova classifica del “tombstone tourism”

Cercate un Halloween alternativo, che possa allontanarsi da una maratona di film horror, il classico “dolcetto e scherzetto” o le zucche intagliate? Per gli amanti dei viaggi c’è la possibilità di scoprire i cimiteri più belli d’Europa seguendo quella che è la nuova classifica sul Tombstone Tourism.

Luoghi pieni di mistero, monumenti consumati dal tempo, tombe di personaggi leggendari e atmosfere che sembrano uscite direttamente da una serie di Tim Burton. Il turismo cimiteriale trasforma alcuni dei luoghi più silenziosi in tappe culturali e questa classifica originale svela alcune mete tutte da scoprire.

La classifica del Tombstone Tourism 

A stilare il nuovo “Tombstone Tourism Index” è stata Saily, applicazione di eSIM per viaggiatori, che ha preso in esame 30 città europee per individuare i cimiteri con il maggiore potenziale turistico. Da Parigi a Londra, passando per Praga e Oslo, il viaggio attraversa giardini monumentali, sculture inquietanti e sepolture celebri. Con una sorpresa: alcuni di questi posti sono ancora poco conosciuti, nonostante custodiscano pezzi importanti della storia europea. E il fenomeno non si esaurisce ad Halloween, tutto l’anno tra tombe monumentali e nomi celebri questi luoghi sono considerati veri e propri musei all’aperto… un’alternativa ai borghi più esoterici d’Italia, sicuramente.

I cimiteri più belli d’Europa

Il viaggio comincia da Parigi, al Père-Lachaise, dove il confine tra cimitero e attrazione culturale è sottilissimo. 70.000 tombe ospitate e oltre 1.400 personalità illustri riposano qui, tra cui Oscar Wild, Marcel Proust, Frédéric Chopin e Jim Morrison. Proprio quella del frontman dei door resta una delle più visitate; quella di Wilde, invece, è stata ricoperta di vetro per essere protetta.

Père-Lachaise il cimitero di Parigi
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Tanti artisti riposano al Père-Lachaise di Parigi

L’atmosfera cambia totalmente a Oslo nel Vår Frelsers Gravlund. Il cimitero immerso nel verde ospita tombe come quelle del pittore Edvard Munch o del drammaturgo Henrik Ibsen. Nonostante sia splendido e affascinante, è ancora poco frequentato dai turisti… meglio visitarlo ora quando non rientra negli itinerari dell’overtourism. Bastano circa dieci minuti dal centro per raggiungerlo.

Ancora più nascosto dai radar turistici è il Dean Cemetery di Edimburgo, con appena 90 recensioni registrate nell’indagine. Qui l’estetica vittoriana domina la scena, tra monumenti elaborati e tombe di figure che hanno segnato la storia scozzese, come l’architetto William Playfair e il pittore Henry Raeburn.

Il cimitero Dean di Edimburgo
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Il fascino del Dean Cemetery di Edimburgo

A Praga, il cimitero di Olšany sembra invece il set perfetto di un horror d’autore: sentieri invasi dalla vegetazione, tombe barocche segnate dal tempo e decorazioni Art Nouveau. È qui, nella sezione ebraica, che si trova anche la sepoltura di Franz Kafka. Poco distante, il cimitero di Vyšehrad custodisce altri grandi nomi della cultura ceca, tra cui Antonín Dvořák e Alfons Mucha.

E poi c’è Highgate, a Londra, forse il più cinematografico del gruppo. Angeli avvolti nell’edera, mausolei gotici, vegetazione fittissima e perfino un viale d’ispirazione egizia. L’effetto Wednesday Addams è praticamente assicurato. Tra le sue tombe più famose ci sono quelle di Karl Marx, George Eliot e Michael Faraday. Un luogo monumentale, classificato Grade I per il suo valore storico e paesaggistico, che custodisce circa 950 sepolture di personaggi noti.

Passeggiare nel cimitero di Highgate a Londra
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Alla scoperta di Highgate a Londra

Svelate le città italiane più sostenibili nel 2026: la nuova classifica Ecosistema Urbano

Cosa significa essere una città sostenibile nel 2026? Mobilità urbana e architettura sostenibile giocano un ruolo fondamentale per renderle più sane e vivibili, ma non bastano da sole. Contano anche la qualità dell’aria, quanti rifiuti si producono e quanti se ne riciclano, l’acqua che si perde lungo le tubature o l’energia pulita prodotta.

A misurare tutto questo, anno dopo anno, è Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia realizzato con Il Sole 24 Ore e giunto alla trentatreesima edizione. L’indagine passa al setaccio 106 capoluoghi di provincia, dove vive quasi un italiano su tre, e li valuta su 20 indicatori tra aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Il quadro che emerge è quello di un Paese che si muove, ma a passo lento.

Dove sciare in Europa senza brutte sorprese: è italiana la località sciistica più affidabile

L’Europa ospita alcune delle migliori località sciistiche del mondo, ma quali sono le più affidabili in termini di innevamento e impianti funzionanti? A svelarlo è la nuova classifica pubblicata dal tour operator britannico Inghams Ski, creata partendo dal Reliable Ski Score, l’indice pensato per misurare se una località garantisce davvero una vacanza sugli sci senza brutte sorprese.

Gli analisti sono partiti da 150 comprensori tra i più frequentati e ne hanno esaminato le prestazioni in sette stagioni invernali, dal 2017/18 al 2025/26, escludendo le due segnate dal Covid (2019/20 e 2020/21). Al primo posto in Europa? C’è una destinazione tutta italiana.

Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale 2026: il viaggio a vapore tra i borghi magici del Friuli

Un grande classico del periodo natalizio? Fare un giro tra le bancarelle dei mercatini, tra profumi di cannella, artigianato particolare e sapori DOC. Ma perché circoscrivere l’esperienza a una sola, seppur suggestiva, camminata tra gli stand quando anche l’arrivo a destinazione può diventare un’esperienza speciale?

È proprio questa l’idea alla base del Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale che, l’8 dicembre 2026, attraverserà il Friuli Venezia Giulia da Gemona del Friuli a Sacile. Un viaggio che sa di altri tempi e che porterà i passeggeri alla scoperta di alcuni dei borghi più affascinanti della regione vestiti a festa, con una tappa speciale a Poffabro.

Le tappe del Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale

Il viaggio, tra i treni di Natale più belli da prendere in Italia, comincia di prima mattina a Gemona del Friuli. Qui i passeggeri salgono sulle storiche carrozze Centoporte degli anni ’30, trainate da una locomotiva a vapore, e iniziano il percorso lungo la Ferrovia Pedemontana tra il profilo delle Prealpi e la pianura friulana.

La prima sosta è dedicata a Poffabro che, oltre a essere uno dei Borghi più belli d’Italia, nel periodo di Natale è meglio conosciuto come il “Presepe tra i presepi”. Ogni angolo, finestra o fontana del paese ospita una natività e l’intero abitato si trasforma in un museo a cielo aperto. Le opere sono tutte artigianali e nascono dalla creatività della comunità stessa.

Nel pomeriggio il treno riparte verso Sacile, ultima tappa della giornata. Il “Giardino della Serenissima”, attraversato dal fiume Livenza, accoglie i visitatori con luminarie e decorazioni. Nelle scorse edizioni il centro storico ospitava anche il tradizionale Mercatino dell’Avvento e le Casette del Gusto con stand enogastronomici a tema natalizio: l’occasione perfetta per concedersi una pausa golosa prima del rientro serale a bordo del treno storico.

Prezzi, date, orari e prenotazioni

Il Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale partirà martedì 8 dicembre 2026, giorno dell’Immacolata, da Gemona del Friuli. Il viaggio proseguirà con fermata a Maniago per la visita a Poffabro e arrivo finale a Sacile. La partenza dell’andata è prevista in mattinata, mentre il ritorno da Sacile è indicato per le 18:00. Gli orari dettagliati delle singole fermate non sono ancora stati pubblicati ma, per farvi un’idea della giornata, potete guardare l’edizione 2025: il treno lasciava Gemona alle 8:15 e rientrava in stazione alle 20:53.

Il biglietto di andata e ritorno costa 15 euro per gli adulti e 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Chi vuole fare solo l’andata o solo il ritorno paga 7,50 euro. I bambini sotto i 4 anni, invece, potranno viaggiare gratis, ma senza diritto a un posto a sedere riservato.

Potrete acquistare i biglietti su tutti i canali di vendita Trenitalia come il sito ufficiale, le biglietterie, i self-service presso le stazioni e le agenzie di viaggio abilitate. Il consiglio è di non aspettare troppo: i treni storici hanno una capienza limitata, che nelle scorse edizioni era di 250 passeggeri al massimo, e le date natalizie sono tra le più richieste!

Le compagnie aeree e gli aeroporti dove si mangia meglio: i vincitori dei World Culinary Awards 2026

C’è chi sceglie un volo in base al prezzo del biglietto, chi guarda soprattutto alla comodità degli orari e delle coincidenze e chi, durante l’attesa in aeroporto o una volta a bordo, spera di trovarsi di fronte a un pasto capace di rendere il viaggio ancor più piacevole. Anche la cucina, infatti, può fare la differenza quando si vola, ma anche prima dell’imbarco, quando si delizia il proprio palato con una golosa colazione o con una cena.

A riconoscere le realtà che si distinguono per l’offerta gastronomica sono i World Culinary Awards 2026, i premi internazionali dedicati all’eccellenza nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità, giunti alla loro settima edizione, che incoronano anche compagnie aeree, aeroporti e lounge dove si mangia meglio al mondo. Tra i vincitori di quest’anno troviamo una compagnia aerea asiatica, che punta sui sapori della propria tradizione, uno dei principali aeroporti di Londra e due lounge dove attendere il volo diventa anche un’occasione per mangiare bene. Ecco quali sono e che cosa offrono ai viaggiatori.

La migliore compagnia aerea al mondo per la cucina

A conquistare il titolo di World’s Best Culinary Airline 2026 è Vietnam Airlines, che diventa la prima compagnia aerea asiatica a ottenere questo riconoscimento. La sua proposta gastronomica punta soprattutto sulla valorizzazione della cucina vietnamita, con menù studiati in base alle stagioni e alle rotte percorse, per offrire ai passeggeri un’esperienza che cambia a seconda della destinazione.

Anche in classe economica il pasto prevede diverse portate, mentre a colazione spicca il croissant dalla sfoglia croccante e a pranzo/cena vengono serviti piatti a base di riso e noodles, accompagnati da salse, dessert e panini.

Chi viaggia in Business Class può invece trovare nel menù specialità internazionali legate al Paese di destinazione. Sulle rotte verso la Corea del Sud, per esempio, compaiono il bibimbap, piatto di riso con ingredienti misti, la zuppa di pollo al ginseng (samgyetang) e i noodles con salsa di fagioli neri (jajangmyeon). Sui voli diretti in Europa, invece, la proposta si arricchisce di piatti della cucina francese, tedesca e britannica. Per alcune destinazioni europee, australiane e americane è inoltre possibile prenotare in anticipo il pasto in Business Class.

Il miglior aeroporto al mondo per mangiare

A essere eletto il migliore scalo in cui mangiare è l’aeroporto di Heathrow, a Londra, che si aggiudica quindi il titolo World’s Best Airport for Dining 2026. A convincere la giuria è stata in particolare l’offerta variegata, che spazia dai locali informali alle caffetterie, fino ai ristoranti internazionali e alle proposte di fascia alta distribuite nei suoi quattro terminal.

Al Terminal 2, per esempio, si trova Le Café Louis Vuitton, dove anche una pausa dolce può trasformarsi in un’esperienza particolare. Tra le proposte citate figurano dessert alla nocciola con ganache, pralinato e fleur de sel, impreziositi dalla caratteristica decorazione floreale del marchio. Al Terminal 5, invece, il Plane Food Market dello chef Gordon Ramsay propone una scelta ampia e adatta a diversi momenti della giornata: dalla colazione servita per tutto il giorno alla pizza, passando per sushi, noodles e fish and chips.

Heathrow ha superato nella categoria altri importanti scali internazionali, tra cui Dubai International, Hamad International in Qatar, Hong Kong International, il John F. Kennedy di New York, Paris Aéroport e Singapore Changi.

La compagnia con la migliore lounge per cenare

Per chi ha accesso alle lounge aeroportuali, l’attesa può diventare anche l’occasione per sedersi a tavola prima di partire. Il riconoscimento di World’s Best Airline Lounge for Dining 2026 è andato alle lounge internazionali di Turkish Airlines, apprezzate per una proposta che unisce cucina turca e specialità internazionali. L’offerta comprende pietanze calde e fredde servite a buffet, con una varietà di piatti pensata per soddisfare gusti differenti.

La migliore lounge aeroportuale per la ristorazione

Il secondo riconoscimento dedicato alle lounge è stato assegnato alle Clubrooms del Terminal Sud dell’aeroporto di Gatwick, premiate come World’s Best Airport Lounge for Dining 2026. Il punto di forza è un menù che cambia con le stagioni e comprende piatti caldi e freddi, oltre a piccoli assaggi e spuntini da gustare prima del volo.

A colazione si possono trovare uova alla Benedict e waffle belgi, mentre la proposta serale include piatti come l’insalata Caesar con pollo o un arrosto vegetariano di frutta secca in stile marocchino.

Dia de los Muertos si festeggia anche in Italia: tutti gli eventi

Il Día de los Muertos porta in Italia i colori, la musica e i rituali di una delle ricorrenze più suggestive della cultura messicana: infatti, in occasione della festa dedicata alla memoria dei defunti, diverse città organizzano appuntamenti che uniscono spettacolo, tradizione e approfondimento culturale.

Per il 2026, Roma, Milano e Brescia propongono iniziative differenti, dalle feste popolari pensate anche per le famiglie alle parate in costume, fino agli eventi museali dedicati alla storia e al significato di questa suggestiva celebrazione.

Roma, mariachi, danze e cucina tradizionale

A Roma il Día de los Muertos si festeggia domenica 25 ottobre al Largo Venue, in via Biordo Michelotti 2: l’appuntamento è in programma dalle 12:00 alle 21:00 e prevede l’ingresso gratuito con offerta libera. Una giornata pensata per immergersi nell’atmosfera messicana con musica dal vivo, danze folkloristiche, attività per bambini e proposte gastronomiche.

Il programma musicale si apre alle 13:00 con i Mariachi México, che si esibiranno fino alle 15:00; nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 17:00, spazio alle danze tradizionali degli stati messicani di Veracruz e Jalisco, mentre alle 18:00 è previsto il concerto dei Mariachi Romatitlán.

Alle 14:00 è prevista una baby dance messicana, mentre nel pomeriggio, alle 15:00, alle 16:00 e alle 17:00, sono in programma le piñatas, una presenza tradizionale nelle feste latinoamericane. Non mancano i laboratori dedicati ai più piccoli.

A completare l’esperienza ci saranno un mercatino artigianale, proposte di cucina messicana e un’ofrenda, l’altare dedicato alla memoria dei defunti.

Milano, la parata del Día de Muertos percorre il centro

Milano propone un calendario di appuntamenti che culmina domenica 1° novembre con la Parata del Día de Muertos, prevista alle 18:30. Il corteo partirà da Piazza San Babila e attraverserà alcuni dei luoghi più conosciuti del centro, passando per Corso Vittorio Emanuele II, Piazza del Duomo, Piazza dei Mercanti e arrivando fino a Piazza Castello.

Ma non è tutto. Dal 30 ottobre al 6 novembre, l’Istituto Cervantes, in via A. Mauri 2/A, ospiterà l’Altare dei Morti del Michoacán, dedicato a una delle tradizioni regionali messicane legate alla commemorazione dei defunti. L’altare sarà visitabile dal lunedì al giovedì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00, mentre il venerdì l’apertura è prevista dalle 10:00 alle 13:00.

Sempre all’Istituto Cervantes, sabato 31 ottobre, dalle 10:30 alle 12:00, si svolgerà il laboratorio “Decora la tua maschera di Catrina o Catrín”, un’attività dedicata alle figure simbolo della festa. Nella stessa giornata, presso la Parrocchia Antonio Maria Zaccaria, in via San Giacomo 9, è previsto il concorso “Dale Vida a tu Catrina”.

Il calendario milanese comincia già nel fine settimana precedente. Sabato 24 e domenica 25 ottobre, al Bicocca Village, si terrà “Culture in Festa – Esperando el Día de Muertos”, con laboratori creativi per bambini, parate di Catrine e maschere, musica, cinema e aperitivo a tema. Domenica alle 10:00 è prevista la proiezione del film d’animazione The Book of Life, un’occasione per avvicinare anche i più piccoli all’immaginario della cultura messicana.

Brescia, il Día de los Muertos tra conferenze, visite e laboratori

A Brescia il Día de los Muertos diventa un percorso di approfondimento culturale con la manifestazione “Que Viva el Día de los Muertos! 2026” che si svolge dal 23 ottobre al 1° novembre al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, all’interno del Castello di Brescia. Al centro dell’iniziativa spicca un’ofrenda, attorno alla quale si sviluppa un programma di conferenze, incontri, visite guidate e appuntamenti dedicati alla storia e ai sapori del Messico.

Venerdì 23 ottobre, alle 18:00, è in calendario la conferenza “Día de Muertos: dall’inframondo alla ritualità contemporanea“, con Massimo De Giuseppe, per esplorare le origini e le trasformazioni di una celebrazione che conserva un forte legame con la memoria e le tradizioni.

Nel fine settimana sono previste visite guidate in italiano, spagnolo e inglese, oltre ad approfondimenti sulle divinità azteche. Il programma comprende anche un laboratorio dedicato al femminile azteco, accompagnato da un aperitivo, e “Truccami!”, un laboratorio di trucco che permette di avvicinarsi agli elementi estetici caratteristici della festa.

L’altare è allestito presso il Museo del Risorgimento, dove è in corso anche una mostra della fotografa messicana Cristina Mittermeier, ad accesso gratuito.

Un’antica stazione affacciata sul mare è nella Lista Rossa: online la mappa dei tesori italiani da salvare

Affacciata su una costa selvaggia e incontaminata, all’estremità meridionale di Sant’Antioco, in Sardegna, c’è un’antica stazione militare da cui lo sguardo spazia sul blu del Golfo di Palmas. Oggi, tra le mura consumate dal tempo e le strutture ormai in rovina, questo luogo conserva il fascino di una storia ormai dimenticata, ma anche i segni di un abbandono che rischia di cancellarne la memoria storica.

È l’ex stazione segnali di Capo Sperone, conosciuta come Su Semafuru: l’edificio principale è pericolante e le strutture annesse sono ridotte a ruderi. Per questo compare nella Lista Rossa di Italia Nostra, il censimento dei beni culturali italiani che segnala quelli che hanno bisogno di tutela. Ora la mappa che raccoglie questi luoghi è consultabile online, per scoprire quanti altri tesori del nostro patrimonio rischiano di andare perduti (e inviare segnalazioni su altri beni da proteggere).

Su Semafuru, l’antica stazione militare da proteggere

Costruita a partire dal 1887, la stazione segnali di Capo Sperone aveva una funzione strategica nelle comunicazioni marittime e fu utilizzata anche durante i conflitti mondiali. Spenta definitivamente nel 1958, è caduta progressivamente in disuso, fino a diventare una testimonianza storica sempre più fragile.

Il suo valore non è soltanto architettonico: la struttura sorge in un’area di immensa bellezza paesaggistica e naturalistica, nella Zona di protezione speciale “Isola di Sant’Antioco, Capo Sperone”, importante anche per la presenza di specie faunistiche e botaniche di interesse. Recuperare questo edificio significherebbe quindi preservare una parte della memoria del territorio, in un contesto ambientale di grande valore.

La Lista Rossa dei beni culturali a rischio ora è online

La vicenda di Su Semafuru in Sardegna riporta al centro dell’attenzione la fragilità dell’immenso patrimonio italiano.

La Lista Rossa di Italia Nostra è un progetto nato nel 2011 per raccogliere segnalazioni di monumenti, edifici storici, siti archeologici, borghi e paesaggi che necessitano di tutela. Nell’ottobre 2026, l’associazione ha rinnovato il progetto con una piattaforma digitale aperta al pubblico: attraverso una mappa interattiva è possibile esplorare i beni segnalati, consultarne le schede e conoscere le condizioni di conservazione e le criticità individuate.

Sono i numeri, in particolare, a raccontare la portata dell’iniziativa: su 520 segnalazioni raccolte in quindici anni, 402 sono state validate. Di queste, 341 riguardano beni ancora da tutelare, mentre 58 sono passati nella Lista Verde perché recuperati o messi in sicurezza. Tre, invece, sono inseriti nella Lista Nera perché sono andati perduti in modo irreversibile.

Dalle abbazie ai siti archeologici: gli altri tesori da salvare

Dai complessi monastici dimenticati alle antiche fortezze, passando per siti archeologici e architetture legate alla storia della navigazione, la Lista Rossa custodisce storie molto diverse, disseminate lungo tutto lo Stivale. Tra i luoghi da salvare troviamo anche: l’Abbazia di Santa Maria di Calena, a Peschici, uno dei complessi religiosi storici del Gargano; l’Arsenale di Venezia, legato alla potenza marittima della Serenissima; l’area archeologica di Megara Hyblaea, in Sicilia, che conserva le tracce di un’antica colonia greca; e la Rocca di San Paolino, a Ripafratta, in Toscana, una fortezza che racconta secoli di storia militare.

La mappa non è però soltanto un catalogo di luoghi da conoscere e tutelare: è anche uno strumento aperto ai cittadini, che possono inviare nuove segnalazioni che verranno sottoposte poi a verifica. Un modo per portare alla luce tesori spesso lontani dai percorsi turistici più battuti e accendere i riflettori su edifici, paesaggi e testimonianze del passato che rischiano di scomparire per sempre dal nostro patrimonio architettonico e culturale.

Riparte il Treno dei Mercatini di Natale in Abruzzo, tutte le date

L’atmosfera delle feste incontra il fascino dei viaggi d’altri tempi in Abruzzo, dove torna il Treno dei Mercatini di Natale: il viaggio inizia a Sulmona e conduce verso Roccaraso e Campo di Giove ed è pensato per chi desidera vivere il periodo natalizio lasciandosi accompagnare dal paesaggio e dal fascino delle carrozze d’epoca, per poi scendere e passeggiare tra le bancarelle dei mercatini.

Il protagonista dell’iniziativa è un treno storico che conserva il fascino di un’altra epoca con locomotiva diesel, carrozze degli anni Trenta del tipo Centoporte, carrozze Corbellini degli anni Cinquanta e un bagagliaio.

Mercatini di Natale tra artigianato, sapori e decorazioni

Le soste rappresentano uno dei momenti centrali dell’esperienza. Nelle località ospitanti, i mercatini animano le giornate con casette in legno decorate, luci e intrattenimento. Passeggiando tra gli stand, è possibile scoprire prodotti artigianali e specialità locali, lasciandosi guidare dai profumi della cucina e dalle proposte gastronomiche tipiche del periodo, e vivere i borghi durante uno dei momenti più caratteristici dell’anno. Le decorazioni natalizie e l’animazione ricreano un’atmosfera festosa, mentre il viaggio in treno aggiunge un tocco di originalità.

Un’occasione perfetta per una gita da condividere con bambini, familiari e amici, ma anche un modo per ritagliarsi una giornata lontano dalla routine, dedicata alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni.

Particolare del Mercatino natalizio a Campo di Giove, Abruzzo
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Particolare del Mercatino natalizio a Campo di Giove

Tutte le date del Treno dei Mercatini di Natale 2026-2027

Il calendario delle partenze copre il periodo compreso tra il 21 novembre 2026 e il 6 gennaio 2027, con una serie di appuntamenti nei fine settimana e durante le festività. Per diverse giornate sono previste due partenze, con orari differenti e itinerari che alternano Roccaraso e Campo di Giove.

Le prime corse sono in programma sabato 21 e domenica 22 novembre, seguite dagli appuntamenti del 28 e 29 novembre. A dicembre il servizio prosegue il 5 e 6, il 7 e 8 in occasione del ponte dell’Immacolata, il 12 e 13 e il fine settimana del 19 e 20. Le partenze continuano anche durante le festività natalizie, con corse il 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre, per poi riprendere il 2, 3, 4, 5 e 6 gennaio.

Per visionare il calendario completo e scegliere la corsa desiderata, date uno sguardo al sito ufficiale di Ferrovia dei Parchi, dove sono disponibili le pagine dedicate alle prenotazioni.

Orari e prenotazioni per il viaggio natalizio

Per gli appuntamenti indicati, il programma prevede due possibilità di partenza da Sulmona: la prima alle 9:30, con itinerario Sulmona-Roccaraso-Campo di Giove e ritorno, e la seconda alle 10:45, con percorso Sulmona-Campo di Giove-Roccaraso e ritorno.

La scelta tra le due corse consente di organizzare la giornata in base all’itinerario previsto. Prima di prenotare è consigliabile verificare i dettagli della singola data, consultando le informazioni pubblicate sul sito ufficiale.

Le prenotazioni sono aperte tramite le pagine dedicate alle singole partenze. È opportuno controllare la disponibilità dei posti e le condizioni del viaggio prima di acquistare il biglietto, soprattutto in vista dei fine settimana e delle giornate festive.

C’è anche una possibilità interessante se amate esplorare il territorio su due ruote: è consentito portare gratuitamente la propria bicicletta, da sistemare nell’apposito bagagliaio attrezzato. Così, una volta scesi dal treno storico, potrete pedalare verso altre destinazioni, ampliando l’esperienza secondo i vostri interessi.

Luna del Cacciatore il 26 ottobre, lo spettacolo del cielo d’autunno

Ogni autunno, quando le giornate si accorciano e la natura si avvia verso l’inverno, il cielo regala uno degli appuntamenti più suggestivi della stagione: la Luna del Cacciatore, conosciuta anche con il nome inglese di Hunter’s Moon. Quest’anno il plenilunio è atteso il 26 ottobre, in un periodo dell’anno in cui la luce lunare torna a diventare protagonista delle notti autunnali.

Dietro il nome evocativo di questa Luna Piena si nasconde una tradizione antica, legata ai ritmi della vita rurale e alla necessità di prepararsi ai mesi più freddi: un tempo, infatti, le ore di luce naturale avevano un valore fondamentale per le comunità agricole, impegnate a raccogliere le ultime risorse disponibili e a organizzare le provviste per l’inverno. La Luna, con la sua luminosità, forniva un aiuto prezioso per prolungare le attività anche dopo il tramonto.

Perché si chiama Luna del Cacciatore

Il nome Luna del Cacciatore proviene dalla tradizione popolare dell’emisfero boreale ed è associato al plenilunio che segue quello della Luna del Raccolto, collegato al mese di settembre.

L’origine rimanda a un momento ben preciso del calendario agricolo: i campi erano ormai stati mietuti e la selvaggina poteva risultare più facile da individuare negli spazi rimasti liberi dalla vegetazione. La luce della Luna Piena consentiva, così, di prolungare le battute di caccia e di procurarsi risorse alimentari da conservare in vista dell’inverno.

Come accade per molte altre denominazioni tradizionali delle Lune Piene, anche quella del Cacciatore racconta un modo di interpretare il cielo tramite le esigenze della vita sulla Terra: il calendario lunare, insieme all’alternarsi delle stagioni, costituiva un riferimento per comprendere i cambiamenti della natura e affrontare con maggiore preparazione i periodi meno favorevoli.

Il legame tra la Luna del Raccolto e le notti autunnali

Luna piena che sorge dietro la foresta alpina
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Magnifica luna piena del cacciatore

Per comprendere meglio la particolarità della Luna del Cacciatore è utile considerare il suo rapporto con la Luna del Raccolto, il plenilunio associato alle ultime fasi dei lavori agricoli.

Entrambi gli appuntamenti lunari sono legati a una caratteristica osservabile alle latitudini settentrionali: in prossimità dei rispettivi pleniluni, il ritardo dell’orario di levata della Luna da una sera alla successiva è contenuto. In condizioni favorevoli, può quindi sorgere presto dopo il tramonto, offrendo luce nelle prime ore della sera per più giorni consecutivi.

In passato, anche poche decine di minuti aggiuntivi di luce naturale erano preziosi per terminare il lavoro nei campi, spostarsi o dedicarsi ad altre attività all’aperto: la luce della Luna contribuiva ad allungare, almeno in parte, il tempo disponibile dopo la fine della giornata.

Quando e come ammirare la Luna Piena del 26 ottobre

L’appuntamento con la Luna del Cacciatore è fissato per lunedì 26 ottobre, alle 5:11 circa, ora italiana, quando il satellite raggiungerà la fase piena.

Poiché il momento esatto del plenilunio cadrà nelle prime ore del mattino, una delle occasioni migliori per osservarlo sarà la sera precedente, domenica 25 ottobre. Anche la sera di lunedì 26 offrirà una buona opportunità per ammirare la Luna, che apparirà ancora quasi completamente illuminata.

Per godersi lo spettacolo, sarà sufficiente scegliere un luogo con una visuale ampia e libera verso est, la direzione da cui la Luna sorge.

Se preferite osservare il fenomeno nelle ore più tranquille della notte potrete rivolgere lo sguardo al cielo anche prima dell’alba del 26 ottobre, sempre che le condizioni meteorologiche siano favorevoli.

Per una buona osservazione, è consigliabile allontanarsi, quando possibile, dalle fonti di illuminazione più intense e scegliere un punto panoramico senza ostacoli lungo l’orizzonte: anche un parco, una collina o un tratto di costa con una visuale aperta possono regalare una prospettiva interessante.

Tarvisio, il piccolo paradiso dello sci lontano dalla folla conquista il Guardian

Per trascorrere una bella settimana bianca, non sono necessari chilometri e chilometri di piste. La pensano così anche i lettori del Guardian che hanno segnalato le loro piccole località sciistiche preferite in Europa. Tra queste c’è anche Tarvisio, nell’estremo nord-est del Friuli Venezia Giulia, dove Italia, Austria e Slovenia si incontrano.

Perché sono stati conquistati da questo angolo d’Italia? La risposta è da ricercare nella sua tranquillità in quanto la stazione sciistica è frequentata soprattutto dalla gente del posto ed è dotata di tutto il necessario per trascorrere una vacanza invernale perfetta. Le piste divertono, mentre i ristoranti offrono specialità locali a prezzi onesti rispetto alle vicine località austriache.

Dove sciare a Tarvisio

Chi vuole evitare le località sciistiche dove è difficile trovare anche solo un fazzoletto bianco libero, Tarvisio è la scelta perfetta. Il comprensorio offre circa 24 chilometri di piste da discesa, divisi tra due settori collegati: il Monte Lussari e l’area del Priesnig. A questi si aggiungono circa 40 chilometri di piste da fondo, distribuiti nel fondovalle. I numeri, seppur contenuti (13 impianti di risalita), offrono discese che si snodano in gran parte nel bosco, al riparo dal vento, e si adattano a tutti i livelli, dai principianti agli sciatori più esperti.

La pista simbolo del comprensorio è la Di Prampero, che dalla vetta del Lussari scende fino al fondovalle di Camporosso. Sciare qui è un’avventura particolarmente eccitante considerando che stiamo parlando di un tracciato da campioni. Nel 2026, infatti, le gare della Coppa del Mondo femminile di sci alpino si sono corse proprio qui.

Ha anche un’altra particolarità, molto apprezzata da chi non vuole che la giornata finisca al tramonto: in alcune serate della settimana, la Di Prampero si scia anche in notturna, a partire dalla stazione intermedia della telecabina, con il santuario del Lussari illuminato sopra la testa.

Oltre al paesaggio, è il conto finale ad aver conquistato i lettori del Guardian. Nella stagione 2025/2026, la giornaliera a Tarvisio costava 44 euro in alta stagione, la stessa cifra dell’anno prima e la stessa di tutti i comprensori del Friuli Venezia Giulia. A pochi chilometri, a Nassfeld in Carinzia, ne servivano 69,50 euro, mentre il Dolomiti Superski arrivava a 86 euro. In bassa stagione il prezzo scendeva ulteriormente a 31 euro.

La bellezza del Monte Lussari

A rendere speciale lo sci a Tarvisio è il paesaggio. Le piste scendono dal Monte Lussari che, sfiorando i 1.800 metri, domina il punto in cui le Alpi Carniche incontrano le Giulie. Un luogo intriso tanto di bellezza quanto di storia perché da secoli crocevia tra mondo latino, slavo e germanico, specchio di un territorio che ha saputo fare proprie culture e tradizioni di tre Paesi diversi.

In cima alla telecabina, che porta anche i pedoni, c’è il minuscolo borgo raccolto attorno al santuario mariano. La tradizione vuole che sia nato nel Trecento, quando un pastore ritrovò una statuetta della Madonna tra i rami di un pino mugo. D’inverno, tra casette innevate e la vista sulle pareti del Jof di Montasio e del Mangart, è il posto perfetto per chiudere la giornata sugli sci davanti a un piatto caldo.

Lavorare da remoto e sentirsi in viaggio ogni giorno: la classifica delle città dove farlo senza spendere una fortuna

Chi lavora da remoto può farlo da casa o, se può, ne approfitta per aprire il portatile su un tavolino all’aperto in una città che non è la sua, ma che giorno dopo giorno impara a conoscere. Il vero punto di forza del lavorare in questo modo diventa quindi il lusso di non restringere la vacanza a un tempo limitato, ma costruire una quotidianità che ha il sapore del viaggio.

Si viaggia e lavora da remoto per scoprire, mettersi in gioco, entrare in contatto con le persone del posto e vivere la destinazione in modo immersivo e non solo come ospiti di passaggio. E trasformare questo desiderio in realtà può costare molto meno di quanto immaginiate.

Lo racconta il Working Abroad Index 2026 della neobanca bunq, che ha messo a confronto 75 città del mondo dal punto di vista di chi lavora in smart working. Sono stati considerati l’affitto, la spesa, le bollette e i trasporti, ma anche le voci a cui un nomade digitale non può rinunciare, come il wifi e la telefonia mobile. Il risultato è una mappa di luoghi in cui lavorare viaggiando diventa un progetto concreto.

Le città più economiche in Europa per lavorare da remoto

Per vivere un’esperienza da nomade digitale non serve per forza prendere un volo intercontinentale. Se volete lavorare da remoto in Europa, la bussola punta verso est dove la meta più accessibile secondo la classifica è Bucarest. Qui, vi bastano 927 euro al mese per vivere nella capitale della Romania che offre un buon equilibrio tra costi contenuti, buone occasioni di svago, ampia disponibilità di alloggi, internet veloce e un’ottima accoglienza verso gli stranieri. Un nomade digitale non potrebbe chiedere di meglio!

Anche Sofia si conferma molto competitiva insieme a Budapest che, nonostante i rincari, resta alla portata dei lavoratori da remoto con una spesa mensile di circa 1.182 euro. Si lavora di giorno e, una volta spento il computer, ci si rifugia tra i vapori e il relax delle terme. Niente male, vero?

Se il freddo non fa per voi, la meta da raggiungere è Atene, dove la spesa mensile si aggira intorno ai 1.153 euro al mese. A completare il quadro ci sono Riga, dove l’esperienza costa circa 1.092 euro, e Marsiglia, che con circa 1.424 euro vi regala il mare a due passi dalla scrivania.

Chiang Mai e le mete più economiche nel mondo

Chi cerca un’esperienza diversa, lontano dall’Europa, deve rivolgere lo sguardo al Sud-est asiatico. La meta più economica da raggiungere è Chiang Mai, nel nord della Thailandia, dove tra templi dorati, montagne e mercati notturni dove provare le migliori specialità di street food, la vita per una lavoratore da remoto costa 541 euro al mese.

Non sono da meno Bangkok, Kuala Lumpur e Ho Chi Minh City, che offrono uno stile di vita dignitoso con un budget tra circa 659 e 792 euro. Dall’altra parte del mondo, a rompere il dominio asiatico, c’è Oaxaca, in Messico: colori, sapori e tradizioni per circa 867 euro al mese.

Dove lavorare da remoto in Italia

E per chi, invece, vuole lavorare da remoto in Italia? Tra le città analizzate, la più conveniente è risultata Roma con circa 1.527 euro al mese, esclusi gli abbonamenti ai coworking.

Firenze si colloca a metà strada, con circa 1.708 euro. Milano è la più cara del gruppo con circa 1.970 euro, ma i prezzi restano comunque più bassi rispetto ai grandi hub europei.

Monreale è la Capitale Italiana del Libro 2027

Venerdì 23 ottobre 2026, nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, si è tenuta la cerimonia di proclamazione della Capitale Italiana del Libro 2027. A vincere l’ambito riconoscimento è Monreale, nella città metropolitana di Palermo. A premiarla è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, alla presenza della Giuria di esperti e dei rappresentanti dei Comuni finalisti, ovvero Chiaromonte (PZ), Iglesias (SU), Nuoro, Pomigliano d’Arco (NA), Teramo e Treviso.

L’iniziativa, promossa dal MiC attraverso il Dipartimento per le attività culturali, è volta a incentivare la lettura, valorizzare la filiera del libro e dell’editoria e favorire la partecipazione culturale, contribuendo alla coesione e all’inclusione sociale e allo sviluppo dei territori. Una nomina speciale per Monreale, che nel 2027 avrà un’ottima occasione per far riscoprire i suoi luoghi culturali legati alla lettura e al dialogo tra culture.

Monreale vince su tutte: è Capitale Italiana del Libro 2027

Alla cerimonia di proclamazione, il ministro Giuli ha annunciato il progetto vincitore della Capitale Italiana del Libro 2027: Monreale succede quindi a Pistoia, l’attuale Capitale italiana del Libro 2026, con il suo progetto “Monreale legge il Mondo”, che vince su ben 31 progetti presentati da un totale di 90 Comuni italiani.

Il dossier di Monreale si distingue per l’elevata qualità progettuale, la coerenza strategica e la capacità di coniugare identità locale con apertura nazionale e internazionale. Secondo quanto annunciato dal ministro Giuli leggendo il responso, molto apprezzabili risultano l’attenzione all’inclusione e alle giovani generazioni, il coinvolgimento in una rete territoriale ampia e qualificata, la solidità della governance e la previsione di interventi strutturali destinati a produrre effetti duraturi.

Il tema del plurilinguismo e del dialogo tra le culture, strettamente legato alla storia della città, è ritenuto originale e convincente, così come efficace appare l’utilizzo del patrimonio culturale quale elemento narrativo e partecipativo. A convincere la Giuria sono stati anche i progetti relativi alla formazione degli operatori, alle residenze creative e alla strategia volta a trasformare il visitatore in un “lettore in viaggio“. Elementi che rafforzano l’attrattiva e generano ricadute culturali ed economiche positive sul territorio.

In definitiva, la candidatura di Monreale evidenzia un elevato grado di maturità, coerenza e sostenibilità, distinguendosi per qualità, visione strategica, inclusione sociale, impatto di lungo periodo e piena aderenza agli obiettivi del bando.

Il progetto di Monreale

Il dossier “Monreale legge il mondo” è stato ideato dall’assessore alla Pubblica istruzione Patrizia Roccamatisi, che ne ha curato la redazione con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e che ha espresso grande soddisfazione in occasione dell’annuncio della vittoria: “Onoratissima, il nostro dossier è dedicato alla nostra comunità e alle istituzioni scolastiche in primis, all’infanzia e a tutta la gente che vive il nostro territorio”, ha dichiarato l’assessore.

La candidatura nasce dalla volontà dell’amministrazione di valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e spirituale della città attraverso un programma capace di guardare al futuro e promuovere nuove occasioni di partecipazione. L’obiettivo è quello di costruire attorno al libro un percorso che vada oltre la semplice promozione della lettura, puntando sulla cultura come strumento di incontro tra identità e generazioni differenti, ma anche come occasione di rigenerazione urbana e di coinvolgimento diretto della comunità.

Le altre città e i progetti candidati

Di seguito riportiamo le altre città candidate e i rispettivi titoli dei dossier presentati:

  • Chiaromonte (PZ): “Le trame di Calliope”;
  • Iglesias (SU): “Iglesias – Il Libro nel Mediterraneo”;
  • Nuoro: “Nuoro: radici di carta, visioni di futuro”;
  • Pomigliano d’Arco (NA): “Pomigliano d’Arco – Città officina del leggere”;
  • Teramo: “Teramo e le sue valli”, candidatura in aggregazione con i Comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Nereto, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto;
  • Treviso: “Memorie correnti, pagine viventi”.

Negli Stati Uniti è nato un nuovo parco nazionale detto “la meraviglia delle rocce”: Chiricahua National Park in Arizona

La meraviglia degli Stati Uniti va oltre il fascino delle grandi città frenetiche e scintillanti, sono soprattutto i paesaggi naturali ad attirare l’attenzione con percorsi da fare on the road. Una degli ultimi capolavori premiati è il Chiricahua National Park, riconosciuto ufficialmente come parco nazionale da ottobre 2026 ma noto a molte con il soprannome “la meraviglia delle rocce”.

Il nuovo parco nazionale degli USA

L’America ha ufficialmente il suo 64° Parco Nazionale. Il presidente Donald Trump ha firmato il 20 ottobre 2026 il riconoscimento del Chiricahua National Monument come National Park permettendo di evidenziare quello che è il suo patrimonio naturale e culturale. A differenza di altri, non ha un classico paesaggio desertico con cactus e distesa di sabbia ma ha una caratteristica speciale che gli ha permesso di guadagnare il soprannome di Wonderland of Rocks, la meraviglie delle rocce. Dominato da centinaia di pinnacoli vulcanici e colonne di pietra dalle forme bizzarre, vanta una storia di 27 milioni di anni. La sua formazione è dovuta a un’eruzione vulcanica che ha coperto la regione, poi il tempo, l’erosione del vento e la pioggia hanno scolpito la roccia dando vita ai labirinti naturali che oggi possiamo esplorare.

Come visitarlo e cosa vedere

State pianificando un viaggio on the road degli Stati Uniti e la zona del West vi attira particolarmente? Non potete non inserire il Chiricahua nel vostro itinerario; l’auto è il modo migliore per scoprirlo seppur si trovi a soli 58 chilometri da Willicox e a poco più di 2 ore da Tucson. La prima meraviglia da visitare è la Bonita Canyon Scenic Drive, una strada panoramica di circa 13 chilometri dove si susseguono paesaggi spettacolari. Grazie all’altezza, regala una vista unica su guglie rocciose e vallate.

Da non perdere, poi, l’Echo Canyon Loop: lungo circa 5 chilometri è forse la parte più sorprendente del parco. Si snoda tra paesaggi stretti e formazioni rocciose davvero suggestive. Per gli appassionati di trekking, invece, ci sono sentieri da percorre come l’Heart of Rocks Loop: l’escursione di 12 chilometri complessivi lascia a bocca aperta grazie al raggiungimento di rocce surreali come Duck on a Rock e Big Balanced Rock.

Le formazioni rocciose del Chiricahua National Park
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L’incredibile paesaggio del Chiricahua National Park

Altre informazioni e curiosità sul parco

Chiricahua non è soltanto un paradiso geologico degli Stati Uniti. Le sue montagne sono considerate delle sky islands, vere e proprie isole ecologiche che emergono dalle pianure desertiche, creando habitat ricchissimi di biodiversità. Durante le vostre esplorazioni potreste avvistare cervi, numerose specie di uccelli e, con molta fortuna, qualche animale più schivo.

Queste terre custodiscono anche una storia profonda, legata agli Apache Chiricahua, che qui hanno vissuto per generazioni. Tra le figure più conosciute della loro resistenza compare Geronimo, simbolo di un passato segnato da conflitti e dalla difesa delle terre ancestrali.

E quando il sole tramonta? La magia continua. Dal 2021 Chiricahua è riconosciuto come International Dark Sky Park, grazie alla qualità eccezionale dei suoi cieli notturni. Lontano dalle luci delle città, potrete osservare una distesa di stelle e, nelle condizioni giuste, la Via Lattea in tutta la sua bellezza. Insomma, i parchi nazionali americani non smettono di conquistare gli appassionati di paesaggi e viaggi on the road.

Dalla polenta taragna al tartufo, dal vino al “folpo”, le sagre da non perdere nel weekend del 23, 24 e 25 ottobre

Non c’è stagione migliore dell’autunno per immergersi nell’atmosfera festosa delle sagre più belle dello Stivale, tra borghi che si animano e sapori che raccontano le tradizioni locali. Dalla polenta taragna fumante ai profumi del tartufo, passando per castagne, vino e specialità di mare, il fine settimana offre tante occasioni per partire alla scoperta dell’Italia più autentica.

Ecco le sagre e gli eventi da non perdere assolutamente nel weekend del 23, 24 e 25 ottobre 2026, dal Nord al Sud.

Addio voli low cost nel 2027: i prezzi dei biglietti potrebbero salire del 20%

Un weekend improvvisato in una capitale europea, uno zaino pronto a partire e quel volo trovato a un prezzo così basso da sembrare quasi un regalo. Chi ama viaggiare non prenderà bene questa notizia, perché la libertà di partire (anche last minute con tratte low cost) potrebbe essere minacciata da uno dei rincari più alto di sempre in Europa: si prevede un aumento fino al 20% su tante tratte. A lanciare l’allarme è il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, che dipinge uno scenario tutt’altro che rassicurante per chi sogna di esplorare il mondo senza svuotare il portafoglio.

Gli aumenti previsti nel 2027 per i voli

State già pianificando le prime vacanze del 2027? Forse è il momento di iniziare a tenere d’occhio i budget e, dove possibile, fermare i voli con le tariffe convenienti. Secondo il CEO di Ryanair assisteremo a uno dei rincari più significativi degli ultimi anni con un +20% sui voli causato dal caro carburante legato alle tensioni geopolitiche e dal conflitto in Medio Oriente.

Per le compagnie l’aumento potrebbe addirittura non essere sufficiente e si preannuncia un anno particolarmente complicato. A rendere il quadro ancora più incerto contribuiscono le nuove abitudini di prenotazione: se preferite aspettare l’ultimo momento prima di acquistare un volo, sappiate che questa tendenza rende più difficile per le compagnie prevedere la domanda e pianificare la propria attività.

È addio voli low cost?

Davvero dovremo dire addio ai voli da pochi euro che ci permettevano di pianificare, anche last minute, fughe nei weekend? Non sarà del tutto così, ma probabilmente ci troveremo davanti a un cambiamento epocale rispetto ai biglietti a prezzi stracciati a cui ci eravamo abituati. Il modello low cost, che negli anni ha reso accessibili destinazioni un tempo considerate troppo costose, sta affrontando una fase delicata: al rincaro del carburante si aggiungono infatti tasse aeroportuali e imposte locali che pesano sulle scelte delle compagnie.

Ryanair, per esempio, ha già previsto una riduzione della propria presenza in mercati come Francia e Belgio, dove l’aumento della pressione fiscale sta rendendo alcune rotte meno convenienti da gestire. Parlare di “addio” potrebbe essere esagerato; con un po’ di flessibilità sarà comunque possibile trovare voli a prezzi competitivi ma sicuramente le tariffe non saranno più quelle a cui ci stavamo abituando.

Le dichiarazioni del CEO di Ryanair

Fanno discutere le parole di Michal O’Leary tra gli appassionati di viaggio. L’amministratore delegato durante una conferenza stampa a Bruxelles ha messo l’attenzione su come l’aumento delle tariffe coinvolgerà non solo Ryanair ma anche altre compagnie portando a un aumento fino al 20%, il più alto degli ultimi anni in Europa. L’allarme arriva da uno dei protagonisti del settore voli low cost ed è particolarmente significativo; a preoccupare più di tutto, però, è che il rincaro dei biglietti potrebbe non bastare a compensare le spese di carburante.

Non resta che sperare di poter avere ferie in periodi lontane dalla maggiore richiesta e approvate con anticipo, così da poter mostrare la flessibilità necessaria per poter trovare ancora voli competitivi continuando a godersi la scoperta del mondo con viaggi a prezzi competitivi.

Dove andare in vacanza nel 2027: le 25 destinazioni consigliate da National Geographic

Il 2027 ha tutta l’aria di essere l’anno giusto per riempire il passaporto di nuovi timbri, lasciarvi sorprendere da luoghi mai considerati prima e trasformare quella lista infinita di viaggi salvati sui social in esperienze da vivere davvero. Ma da dove cominciare? A darvi qualche idea ci pensa National Geographic, che ha selezionato le 25 migliori destinazioni da visitare nel 2027. Una raccolta di luoghi capaci di stupirvi, tra grandi ritorni, nuove scoperte ed esperienze fuori dall’ordinario. Preparate la vostra wishlist… scegliere la prossima meta potrebbe diventare la parte più difficile.

Best of the World 2027 di National Geographic

Best of the World 2027 di National Geographic è la selezione annuale che racconta le destinazioni più interessanti da prenotare nei dodici mesi successivi; viene redatta con l’aiuto di una rete internazionale di giornalisti e fotografi o esperti di viaggio che mettono in luce nuovi luoghi lontani dai soliti circuiti, offrono un itinerario diverso o raccontano un evento speciale che si svolgerà proprio quell’anno.

Le 25 mete da visitare nel 2027 secondo National Geographic

Quali luoghi meritano allora un posto nella vostra travel wishlist? La selezione di National Geographic attraversa paesaggi diversissimi, alternando destinazioni iconiche ad angoli del pianeta che raramente finiscono sotto i riflettori.

Partiamo dall’Europa, dove il Vestland, in Norvegia, sembra uscito da una leggenda nordica. Fiordi profondissimi, cascate che scendono dalle montagne e piccoli villaggi affacciati sull’acqua disegnano scenari in cui la natura si prende tutta la scena. Se avete sempre sognato di pagaiare tra pareti rocciose gigantesche o di camminare sospesi sopra laghi color zaffiro, qui potreste trovare il vostro posto nel mondo.

Vestland, in Norvegia
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Vestland è la meta top del 2027

L’atmosfera cambia in Normandia, il territorio si prepara a celebrare i mille anni dalla nascita di Guglielmo il Conquistatore accompagnando il periodo con eventi e rievocazioni storiche.

Normandia, paesaggi panoramici
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I paesaggi unici della Normandia

Spostandovi verso l’Asia, potreste lasciarvi conquistare da Penang, in Malesia, dove le strade ricche di storia di George Town incontrano la vegetazione tropicale, i templi e una scena gastronomica tutta da assaporare. In Giappone, invece, la prefettura di Niigata invita a scoprire un volto meno conosciuto del Paese, tra installazioni artistiche immerse nella campagna, tradizioni legate al sake e paesaggi che cambiano completamente con le stagioni.

Nell’elenco si aggiunge Luxor, la località egiziana che il 2 agosto permetterà di assistere a uno spettacolo unico: l’eclissi totale di sole. Interessanti sorprese come i laghi di Madison negli Stati Uniti, Halifax in Canada che conquista per le sue tradizioni e Maya Ka’an in Messico dove si entra in contatto con la cultura maya e gli ecosistemi della penisola dello Yucatán.

Halifax, Canada
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Halifax è da scoprire

Ecco l’elenco completo delle 25 destinazioni consigliate da National Geographic per il 2027:

  1. Vestland, Norvegia;
  2. Penang, Malesia;
  3. Luxor, Egitto;
  4. Madison (Wisconsin), Stati Uniti;
  5. Porto Rico, territorio degli Stati Uniti;
  6. Dumfries e Galloway, Scozia, Regno Unito;
  7. Prefettura di Niigata, Giappone;
  8. Chengdu, Cina;
  9. Pacific Coast Highway (California), Stati Uniti;
  10. Jaipur, India;
  11. Arcipelago di Grenada, Grenada;
  12. Salvador, Brasile;
  13. Capo Froward, Cile;
  14. Santander, Spagna;
  15. Normandia, Francia;
  16. Monti Ozark meridionali (Missouri e Arkansas), Stati Uniti;
  17. Halifax, Canada;
  18. Sentiero transcaucasico, Armenia;
  19. Melbourne, Australia;
  20. Lipsia, Germania;
  21. Baltimora (Maryland), Stati Uniti;
  22. Parchi naturali e territori del Malawi, Malawi;
  23. Maya Ka’an, Messico;
  24. Tricity (Danzica, Sopot e Gdynia), Polonia;
  25. Kuélap, Perù.

Voli in ritardo e rimborsi, ecco le compagnie aeree più (e meno) affidabili: la nuova classifica

Quando un volo è in ritardo o viene cancellato, ottenere il risarcimento non è sempre semplice. Alcune compagnie aeree gestiscono le richieste dei passeggeri rapidamente, mentre altre rendono necessario ricorrere alle vie legali. A fare il punto è l’Indice di Onestà 2026 di AirAdvisor, che analizza il comportamento dei vettori di fronte alle domande di indennizzo presentate tra gennaio e giugno 2026.

La classifica mette a confronto 22 compagnie aeree, individuando quelle più disponibili a riconoscere i rimborsi e quelle con maggiori difficoltà nella gestione dei reclami. I risultati mostrano differenze significative nella gestione degli indennizzi, ma non rappresentano una valutazione della sicurezza o della qualità generale del servizio offerto dalle compagnie.

TAP Air Portugal: compagnia aerea più onesta

È TAP Air Portugal a conquistare il primo posto nell’Indice di Onestà 2026 di AirAdvisor, con un punteggio di 93 punti su 100. Su 159 richieste valide, la compagnia portoghese ha registrato un tasso di risoluzione positiva dell’88,7%, il più alto tra i vettori in graduatoria. Solo lo 0,6% delle pratiche è finito in tribunale e il tempo medio per ricevere il pagamento è stato di circa 10 giorni.

Le compagnie aeree più e meno oneste
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TAP Air Portugal è la compagnia aerea più onesta del 2026

TAROM: compagnia aerea meno onesta

All’estremo opposto si trova TAROM, compagnia di bandiera rumena, che chiude la graduatoria con 23,3 punti su 100. Su 122 richieste valide, appena il 3,3% è stato risolto positivamente, mentre nel 46,7% dei casi è stato necessario ricorrere alle vie legali. Il tempo medio di pagamento indicato nell’analisi è di 110 giorni.

Le migliori e le peggiori

Per fare la classifica AirAdvisor sono state in considerazione 68.283 pratiche relative a 59 compagnie aeree. Tra queste sono state selezionate le 22 con almeno 100 richieste valide.

Le compagnie aeree più oneste

Al secondo posto si trova LOT Polish Airlines, con 89,7 punti e l’82,8% di richieste risolte positivamente. La compagnia polacca non ha registrato ricorsi in tribunale nel campione esaminato. Completa il podio Wizz Air, che raggiunge 83,2 punti, con il 72,7% delle richieste risolte e appena l’1,2% dei casi portati davanti a un giudice.

Tra le compagnie che ottengono risultati positivi figurano anche Iberia, quarta con 79,8 punti, e Brussels Airlines, quinta con 78,8. Nella parte alta della graduatoria compaiono inoltre Air France, Aegean Airlines, KLM e ITA Airways, quest’ultima al nono posto con 70,7 punti. Per il vettore italiano, il tasso di risoluzione positiva è del 51,7%, mentre il tempo medio di pagamento raggiunge 33 giorni.

  1. TAP Air Portugal: 93,0 punti
  2. LOT Polish Airlines: 89,7 punti
  3. Wizz Air: 83,2 punti
  4. Iberia: 79,8 punti
  5. Brussels Airlines: 78,8 punti
  6. Air France: 74,2 punti
  7. Aegean Airlines: 73,8 punti
  8. KLM: 70,8 punti
  9. ITA Airways: 70,7 punti
  10. SAS: 68,3 punti
  11. TUI Airways/TUI fly: 66,0 punti

Le compagnie aeree meno oneste

Tra i vettori con i risultati peggiori compare anche AeroItalia, penultima con 29,1 punti: soltanto lo 0,6% delle richieste è stato risolto positivamente e il 28,2% è finito in tribunale. Ryanair si posiziona al terzultimo posto, con 34,2 punti, un tasso di risoluzione del 2,1% e il 17,8% delle pratiche portate davanti a un giudice.

Seguono Air Europa e Lufthansa, rispettivamente con 34,6 e 37,7 punti. Anche easyJet figura nella parte bassa della classifica, con 38,8 punti e appena lo 0,3% di richieste risolte positivamente.

  1. TAROM: 23,3 punti
  2. AeroItalia: 29,1 punti
  3. Ryanair: 34,2 punti
  4. Air Europa: 34,6 punti
  5. Lufthansa: 37,7 punti
  6. easyJet: 38,8 punti
  7. SATA/Azores Airlines: 40,1 punti
  8. Eurowings: 41,1 punti
  9. Condor: 44,1 punti
  10. Vueling: 53,5 punti
  11. British Airways: 64,4 punti

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