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Il miglior aeroporto d’Italia non è a Roma né a Milano, ecco quale ha conquistato il primo posto

Tra controlli di sicurezza, attese più o meno disperate al gate, ritardi indesiderati e servizi disponibili nel terminal, l’aeroporto è ormai una parte integrante dell’esperienza di viaggio. Ecco dunque che proprio su questi aspetti si basa l’AirHelp Score 2026, la classifica che mette a confronto 279 aeroporti in 76 Paesi sulla base di puntualità, esperienza dei passeggeri e qualità di strutture e comfort. I voli analizzati coprono il periodo compreso tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026.

Il risultato italiano riserva qualche sorpresa: a dominare la graduatoria nazionale non sono infatti i principali hub internazionali del Paese, ma altri decisamente più inaspettati. Ecco la classifica.

Da Roma ai borghi più belli del Lazio sui treni turistici gratuiti, come partecipare

Lasciare Roma per una giornata e raggiungere gratuitamente alcuni dei borghi e dei luoghi più affascinanti del Lazio. Fino al 10 dicembre 2026 è possibile farlo grazie ai treni turistici gratuiti del progetto Antichi Cammini d’Italia, che collega la Capitale alla Tuscia e a Cassino lungo itinerari legati alla Via Francigena e agli antichi percorsi di pellegrinaggio.

Il programma prevede complessivamente 18 giornate di viaggio, divise tra sette collegamenti sulla direttrice Roma-Viterbo e undici sulla Roma-Cassino. Il biglietto è a costo zero, ma il posto deve essere prenotato in anticipo attraverso i normali canali Trenitalia. L’iniziativa rientra nel programma Caput Mundi ed è finanziata attraverso PNRR e NextGenerationEU, con il coinvolgimento del Ministero del Turismo, di FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS Italiane.

Da Roma alla Tuscia e a Montecassino con i treni turistici gratuiti

La prima direttrice parte da Roma Termini e raggiunge Viterbo attraversando alcuni dei territori più suggestivi della Tuscia. Il treno ferma anche a Monterotondo e Montefiascone, da dove partono collegamenti in autobus dedicati verso alcune località che non dispongono di una stazione ferroviaria.

Montefiascone
iStock
Scorcio di Montefiascone

Tra le mete raggiungibili c’è Civita di Bagnoregio, il celebre borgo arroccato su uno sperone di tufo e circondato dalla Valle dei Calanchi, ma anche Bolsena, affacciata sull’omonimo lago e attraversata dalla Via Francigena. Da Monterotondo è inoltre previsto un collegamento verso Mandela e l’area di Vicovaro, utile per avvicinarsi al Cammino di San Benedetto.

La seconda direttrice parte invece da Roma Tiburtina e porta a Cassino, uno dei principali punti di accesso alla Via Francigena del Sud. Da qui si può proseguire alla scoperta della città e dei percorsi legati a Montecassino, dominati dalla celebre abbazia fondata da San Benedetto nel VI secolo. A differenza della tratta verso Viterbo, però, sulla Roma-Cassino non è prevista una navetta dedicata dalla stazione all’Abbazia di Montecassino: il viaggio gratuito permette di raggiungere Cassino, da cui è poi necessario organizzare autonomamente il trasferimento verso il monastero.

Come prenotare i treni gratis nel Lazio

Il viaggio è gratuito, ma non è possibile salire a bordo senza prenotazione. Ogni passeggero deve essere in possesso di un biglietto con posto riservato emesso al costo di 0 euro. La prenotazione può essere effettuata sul sito o sull’app Trenitalia, nelle biglietterie ferroviarie, tramite i distributori self-service delle stazioni oppure nelle agenzie di viaggio abilitate.

Per la tratta Roma-Viterbo le prossime corse sono previste l’11 e 18 ottobre e l’1, 15 e 22 novembre 2026. Il treno parte da Roma Termini alle 8.15 e arriva a Viterbo Porta Romana alle 10.35; il ritorno è previsto alle 15.09, con arrivo nella Capitale alle 17.30.

Sulla direttrice Roma-Cassino, invece, le date ancora disponibili nel calendario sono il 20 ottobre, il 5, 12, 19, 24 e 26 novembre e l’1, 3, 8 e 10 dicembre 2026. La partenza da Roma Tiburtina è prevista alle 7.43, con arrivo a Cassino alle 9.57, mentre il viaggio di ritorno parte alle 16.32 e termina nella Capitale alle 18.51. Sulla linea verso Viterbo il biglietto comprende anche gli autobus previsti dal programma, mentre tra i servizi inclusi nell’iniziativa ci sono accoglienza e assistenza durante il viaggio, informazioni sui cammini e la Box del Pellegrino. I posti sono limitati alla capienza dei treni, quindi è consigliabile prenotare con anticipo.

Nel weekend si aprono i luoghi segreti d’Italia, ecco cosa vedere alle Giornate FAI d’Autunno 2026

Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno 2026, uno degli appuntamenti più attesi per scoprire un’Italia solitamente nascosta al pubblico. La quindicesima edizione coinvolgerà oltre 700 luoghi in 350 città, aprendo le porte di palazzi storici, chiese, giardini, dimore private, aree naturalistiche e siti poco conosciuti o normalmente inaccessibili.

Un grande viaggio diffuso nel patrimonio culturale e paesaggistico italiano, reso possibile dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI, dai volontari e dagli Apprendisti Ciceroni. Tra le regioni protagoniste c’è anche la Puglia, con numerose aperture e itinerari distribuiti sul territorio. Tra questi, abbiamo scelto di raccontarne due particolarmente suggestivi: il debutto di Polignano a Mare con l’apertura eccezionale di Palazzo Miani e il percorso tra acqua e pietra di Castellana Grotte, due esperienze molto diverse che mostrano quanto sia ricco e variegato il programma delle Giornate FAI d’Autunno 2026.

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 nelle regioni d’Italia

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 coinvolgeranno l’intero Paese, con un calendario che spazia da edifici monumentali e palazzi storici a teatri, chiese, castelli, collezioni d’arte, aree naturalistiche, architetture contemporanee e siti insoliti solitamente poco conosciuti o non accessibili al pubblico.

Tra gli appuntamenti segnalati dal FAI ci sono, per esempio, il Polo delle Arti Caselli-Palizzi a Napoli, dedicato anche alla tradizione della porcellana di Capodimonte, l’Atelier Ricci a Lucca, dove arte e alta sartoria incontrano un palazzo seicentesco, e il MAE Museum di Fiorenzuola d’Arda, dedicato alla storia della fibra acrilica e della fibra di carbonio. A Soveria Mannelli, in Calabria, sarà possibile scoprire il Lanificio Leo e il Museo d’impresa e Parco d’arte Rubbettino, mentre a Collegno, in Piemonte, apre al pubblico la Fabbrica della Felicità-Leone 1857.

A Roma, tra le aperture previste figurano anche la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Palazzo Piacentini e, su prenotazione, l’Attrezzeria Rancati, storica realtà specializzata nella creazione di oggetti scenici per cinema, teatro e televisione. L’edizione 2026 dedica infatti particolare attenzione al Made in Italy e all’artigianato di eccellenza, con oltre 75 aperture e visite speciali legate a mestieri, manifatture e tradizioni produttive italiane.

Giornate FAI d’Autunno a Polignano a Mare, apre Palazzo Miani

Per Polignano a Mare quella del 2026 sarà un debutto assoluto. La città partecipa infatti per la prima volta alle Giornate FAI d’Autunno e lo farà aprendo eccezionalmente Palazzo Miani, conosciuto anche come Palazzo Marchesale.

Palazzo Miani
Ufficio Stampa
L’interno di Palazzo Miani

La storica dimora privata si trova nel cuore del borgo antico, subito dopo l’Arco Marchesale, e custodisce circa cinque secoli di storia. Il nucleo più antico risale al XV secolo ed era legato alla residenza cittadina dei feudatari, mentre ampliamenti e trasformazioni successive hanno poi dato all’edificio l’aspetto monumentale che conserva ancora oggi.

Durante il weekend sarà possibile attraversarne il cortile e la loggia, salire lungo lo scalone settecentesco ed entrare nei saloni del piano nobile, tra volte decorate, arredi e testimonianze delle famiglie che hanno vissuto questi ambienti. Le visite si terranno sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 19.00, con turni ogni 20 minuti e una durata di circa 40 minuti. Non sarà necessaria la prenotazione e l’accesso avverrà con un contributo a sostegno del FAI.

Giornate FAI d’Autunno 2026 a Castellana Grotte, itinerario tra acqua e pietra

Poco distante, Castellana Grotte propone invece un vero itinerario diffuso, costruito intorno a due elementi che hanno modellato per secoli questo territorio, l’acqua e la pietra. Sabato 10 e domenica 11 ottobre il percorso toccherà la Chiesa della Madonna della Grotta, le Gravinelle, la Neviera e la Chiesa di San Nicola di Genna.

La visita sarà un viaggio tra superficie e sottosuolo: alla Madonna della Grotta, cavità naturale documentata come luogo di culto già nel 1091, storia e devozione si intrecciano con le leggende locali. Negli spazi della chiesa sarà inoltre allestita una mostra fotografica dedicata alle alluvioni che colpirono Castellana Grotte nel 1896 e nel 1968.

Alle Gravinelle, due inghiottitoi naturali profondi fino a circa 37 metri, il paesaggio sarà invece raccontato attraverso la geologia e la speleologia, mostrando come le acque piovane vengano assorbite dal terreno carsico e scompaiano nel sottosuolo. Il percorso proseguirà quindi verso la Neviera di Genna, costruita nel Settecento e utilizzata in passato per conservare la neve e produrre ghiaccio, e verso la vicina Chiesa di San Nicola, testimonianza della vita religiosa e comunitaria delle campagne. Accanto alla Neviera si trova inoltre un vigneto ottenuto da piante storiche, dove sono previste degustazioni riservate agli iscritti FAI. I visitatori, inoltre, potranno scegliere una singola tappa oppure compiere l’intero itinerario, raggiungendo autonomamente i diversi siti.

Weekend d’autunno in Europa low cost con la nuova promo Ryanair, ecco 3 mete imperdibili

L’autunno può essere il momento giusto per concedersi un ultimo viaggio prima delle vacanze di Natale, soprattutto quando per raggiungere alcune città europee può bastare una cifra davvero contenuta. Ryanair ha lanciato una nuova promozione con voli a partire da 24,99 euro, invitando i viaggiatori a “sfuggire alla noia quotidiana” e programmare una nuova partenza nei prossimi mesi.

Scavata nella roccia e sospesa sull’abisso, la libreria unica al mondo che sfida le vertigini

Non si tratta di un’immagine generata dall’IA, anche se la sua viralità è dovuta proprio al fatto che in molti lo abbiano pensato. Incastonata nella roccia, circondata dalla vegetazione e sospesa sopra un’enorme voragine profonda centinaia di metri: non è il set di un film fantasy, questa incredibile libreria esiste davvero e si trova in Cina.

È conosciuta come Cliff Bookstore, ma anche come Mianhua Tiankeng Bookstore o Cotton Sinkhole Bookstore, e negli ultimi mesi le sue immagini hanno fatto il giro del web. Il motivo è facile da capire: per raggiungerla bisogna addentrarsi in uno spettacolare paesaggio carsico e percorrere una passerella costruita lungo le pareti di un gigantesco tiankeng, termine cinese utilizzato per indicare enormi doline naturali.

Cliff Bookstore, la libreria su una dolina di 326 metri

La Cliff Bookstore si trova all’interno della Mianhua Tiankeng Scenic Area, nella regione autonoma del Guangxi Zhuang, nel sud della Cina. La protagonista del paesaggio è una gigantesca dolina carsica formatasi nel corso di milioni di anni: misura circa 326 metri di profondità e 305 metri di larghezza, con pareti rocciose quasi verticali e una vegetazione particolarmente rigogliosa.

Cliff Bookstore, Cina
IPA
La straordinaria Cliff Bookstore

È proprio su una di queste pareti che è stata realizzata la libreria, aperta al pubblico nel maggio del 2025. Non un negozio dove acquistare libri, ma uno spazio culturale progettato per fondersi con il paesaggio circostante. Da una parte si trovano infatti le pareti ricoperte di volumi, dall’altra si apre la vista sul gigantesco tiankeng.

La libreria si incontra durante il percorso lungo una passerella panoramica che si sviluppa per oltre 1.600 metri sulle pareti della dolina. È stata concepita anche come punto di sosta per i visitatori: ci si può fermare a leggere o semplicemente osservare il panorama, mentre nelle vicinanze è presente anche uno spazio caffetteria.

Ma uno dei momenti più suggestivi arriva dopo il tramonto. Ogni sera la libreria viene illuminata da luci calde che evidenziano le pareti rocciose e gli scaffali, creando l’impressione di una biblioteca sospesa nel vuoto. L’accensione delle luci è diventata essa stessa una delle attrazioni più fotografate e condivise sui social.

Dove si trova e come raggiungerla

La Cliff Bookstore si trova nel Mianhua Tiankeng Scenic Area, nel villaggio di Mianhua, vicino alla cittadina di Siba, nella contea autonoma Mulao di Luocheng, appartenente alla città-prefettura di Hechi, nella regione del Guangxi Zhuang. Si tratta di una zona rurale e montuosa della Cina meridionale, quindi raggiungerla richiede qualche spostamento in più rispetto alle grandi destinazioni turistiche del Paese.

Per chi arriva dall’Italia, una delle soluzioni più pratiche è volare verso Guangzhou o Shenzhen, importanti hub internazionali della Cina meridionale, e proseguire successivamente verso il Guangxi. Un’altra possibilità è raggiungere Nanning, capoluogo regionale, tramite un volo interno o i collegamenti ferroviari ad alta velocità. Da Nanning bisogna poi proseguire verso Luocheng e l’area di Hechi. Il Mianhua Tiankeng si trova a circa 40 minuti d’auto dal centro di Luocheng; i tempi indicativi salgono a circa un’ora e mezza da Hechi, due ore da Liuzhou e tra due ore e mezza e tre ore da Nanning. Per l’ultimo tratto, proprio per la posizione isolata dell’attrazione, l’automobile resta la soluzione più comoda.

L’Amerigo Vespucci arriva a Trieste, quando vedere e salire a bordo del veliero più bello del mondo

Dopo aver attraversato l’Atlantico e fatto tappa in alcune delle principali città del Nord America, l’Amerigo Vespucci è tornata protagonista in Italia: la storica nave scuola della Marina Militare raggiunge ora Trieste dall’8 al 12 ottobre 2026, proprio nei giorni della Barcolana 58, trasformando il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia in uno degli appuntamenti più suggestivi dell’autunno.

Quella di Trieste non sarà una tappa qualsiasi: segna infatti la conclusione della Campagna in Nord America 2026, che negli ultimi mesi ha portato il celebre veliero italiano dall’altra parte dell’Oceano e poi nuovamente nel Mediterraneo. Prima di arrivare nel capoluogo giuliano, il Vespucci ha toccato diverse città italiane, tra cui Cagliari, Castellammare di Stabia, Napoli e Venezia.

Amerigo Vespucci a Trieste, orari e visite a bordo

L’Amerigo Vespucci sarà a Trieste dall’8 al 12 ottobre 2026 e resterà ormeggiata al Molo Bersaglieri, in una posizione centrale sul lungomare cittadino. La sua presenza coincide con la 58esima edizione della Barcolana, in programma dal 2 all’11 ottobre, con la celebre Coppa d’Autunno prevista domenica 11 ottobre.

Proprio domenica 11 ottobre sarà possibile salire a bordo del Vespucci. Le visite al pubblico sono previste dalle 14.00 alle 19.00, con ultimo accesso alle 18.30. La visita è gratuita e non guidata: durante il percorso, tuttavia, i membri dell’equipaggio saranno a disposizione dei visitatori. L’accesso è consentito esclusivamente previa prenotazione nominale attraverso il sito ufficiale e per ogni registrazione era possibile inserire fino a quattro persone.

Ad accompagnare la nave ci sarà anche il Villaggio IN Italia, allestito al Molo Bersaglieri e accessibile gratuitamente. Gli orari indicati sono dalle 10.00 alle 22.00 l’8 ottobre, dalle 10.00 alle 23.30 il 9 e 10 ottobre e dalle 9.00 alle 20.00 l’11 ottobre. Tra gli spazi previsti ci sono shop, stand espositivi e food truck, mentre alcuni eventi su prenotazione si svolgeranno nella Sala Saturnia del Centro Congressi della Stazione Marittima.

Dopo Trieste, la prossima tappa sarà Ravenna

Trieste rappresenta ufficialmente la tappa finale del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, ma il viaggio della nave non termina qui. Dopo aver salutato il capoluogo giuliano, il Vespucci farà infatti una sosta a Ravenna, scelta per rendere omaggio alla città in qualità di Capitale Italiana del Mare 2026.

Al momento, sul portale ufficiale del Tour Vespucci non sono ancora stati pubblicati date, orari delle visite a bordo e modalità di accesso per la tappa ravennate. Le informazioni sulle future soste italiane vengono rese disponibili progressivamente attraverso il sito e i canali ufficiali del Tour. Quella di Ravenna sarà dunque una sorta di appendice speciale dopo la conclusione della Campagna 2026 a Trieste, proponendo comunque una nuova occasione per vedere da vicino uno dei simboli più riconoscibili della Marina Militare italiana.

Tra lago e montagne, due spa italiane brillano nei World Spa & Wellness Awards 2026

L’Italia del benessere conquista ancora una volta la scena internazionale. Dai panorami alpini delle Dolomiti alle sponde del Lago di Garda, due destinazioni italiane sono state premiate ai World Spa & Wellness Awards 2026, uno degli appuntamenti internazionali dedicati alle eccellenze del settore spa e wellness.

I vincitori sono stati annunciati durante una cerimonia tenutasi domenica 4 ottobre a The Brewery di Londra, che ha riunito professionisti e realtà provenienti da tutto il mondo. I riconoscimenti prendono in considerazione diversi aspetti dell’ospitalità legata al benessere, dall’esperienza degli ospiti alla formazione, fino alla sostenibilità e all’innovazione.

A distinguersi sono state due strutture della stessa realtà italiana, ma immerse in paesaggi completamente differenti: Lefay Resort & SPA Dolomiti e Lefay Resort & SPA Lago di Garda.

La spa italiana migliore d’Europa

Circondato dalle montagne del Trentino-Alto Adige, il Lefay Resort & SPA Dolomiti ha conquistato il titolo di Resort Spa of the Year – Western Europe & Scandinavia ai World Spa & Wellness Awards 2026, imponendosi in una categoria dedicata alle migliori spa inserite all’interno di resort dell’Europa occidentale e della Scandinavia.

La struttura si trova a Pinzolo, nel cuore delle Dolomiti e a poca distanza da Madonna di Campiglio, in un territorio particolarmente apprezzato sia dagli amanti degli sport invernali sia da chi cerca una vacanza immersa nella natura. Il fulcro dell’esperienza è Lefay SPA Dolomiti, un ampio universo dedicato al benessere nel quale la filosofia del brand combina approcci occidentali e principi della medicina tradizionale cinese. Piscine, saune, aree relax e percorsi dedicati al riequilibrio psicofisico trasformano così il soggiorno in montagna in qualcosa che va oltre la classica vacanza alpina.

Il migliore rifugio wellness del mondo

Dalle montagne lo scenario cambia completamente. A Gargnano, sulla sponda lombarda del Lago di Garda, si trova infatti Lefay Resort & SPA Lago di Garda, vincitore del premio Worldwide Health & Wellness Destination of the Year. Un riconoscimento di portata globale, assegnato alla struttura italiana nell’ambito dei World Spa & Wellness Awards 2026.

Il resort sorge sulle colline che dominano il lago ed è circondato da un parco di circa 11 ettari, con un’architettura progettata per integrarsi il più possibile nel paesaggio. Ampie vetrate, materiali naturali e spazi aperti verso l’esterno permettono al panorama gardesano di diventare parte integrante dell’esperienza di soggiorno. Cuore della struttura è la grande area spa, che si estende per circa 4.300 metri quadrati e propone percorsi e trattamenti ispirati a una concezione olistica del benessere.

Kelburn Castle, il castello scozzese trasformato dai graffiti in un’opera d’arte

Cosa succede se la street art contemporanea incontra il Medioevo? Torri antiche, boschi e una facciata che sembra uscita da un sogno a colori. Kelburn Castle ha tutto quello che ci si aspetta da un castello scozzese, ma basta osservarlo dal lato giusto per trovare qualcosa di decisamente insolito: personaggi fantastici e graffiti che avvolgono muri e torrette, trasformando l’architettura in una gigantesca tela.

Qui la street art brasiliana si intreccia con la storia di una dimora aristocratica, creando un contrasto che rende Kelburn immediatamente riconoscibile.

Kelburn Castle, la storia del castello e perché è ricoperto di graffiti

La storia di Kelburn Castle precede di molti secoli quella dei suoi murales. Secondo la ricostruzione della tenuta, le origini risalirebbero intorno al 1143, quando sul posto sarebbe esistita una torre in legno, sostituita nel Duecento da una costruzione in pietra. Nel 1581 il castello inglobò la torre precedente, mentre nuovi ampliamenti ne modificarono ulteriormente l’aspetto nei secoli successivi. Ancora oggi è la residenza privata del conte di Glasgow e della sua famiglia, motivo per cui gli interni non sono liberamente accessibili durante tutto l’anno.

Graffiti di Kerlburn Castle, Scozia
Getty Images
Alcuni dei graffiti di Kelburn Castle

La svolta artistica arriva nel 2007, con il Graffiti Project. A promuoverlo sono Alice e David Boyle, figli del proprietario, insieme all’amica Camilla Wegener. L’idea è portare un linguaggio nato soprattutto negli spazi urbani sulle pareti di un castello immerso nella campagna della Scozia. Un progetto volutamente provocatorio, capace di mettere in dialogo ambienti e tradizioni apparentemente lontani.

A realizzarlo vengono chiamati quattro artisti brasiliani: i gemelli Otávio e Gustavo Pandolfo, conosciuti come OSGEMEOS, Nina Pandolfo e Nunca. Per circa un mese artisti e organizzatori vivono insieme nel castello, mentre la facciata meridionale delle due torri più antiche cambia progressivamente volto. Le immagini nascono anche dalla collaborazione: una figura iniziata da un artista può essere completata da un altro, rendendo l’intervento un’opera collettiva.

Ma perché dipingere proprio un edificio storico? L’occasione è legata ai lavori previsti sul castello: il rivestimento cementizio delle pareti avrebbe dovuto essere rimosso per evitare ulteriori danni alla muratura. I graffiti vengono quindi realizzati su quella superficie, con l’idea iniziale di un intervento temporaneo, destinato a scomparire con il rifacimento del rivestimento.

Il risultato conquista però una notorietà che supera ampiamente quella di un esperimento di passaggio. Colori accesi e figure surreali seguono l’andamento delle torri, trasformando la facciata in una composizione da osservare anche nei piccoli dettagli. L’opera, tuttavia, non è rimasta integralmente immutata: la tenuta precisa che alcune porzioni sono già scomparse con il proseguire del restauro.

Dove si trova Kelburn Castle e come raggiungerlo

Kelburn Castle si trova a Fairlie, vicino a Largs, nel North Ayrshire, sulla costa occidentale della Scozia. L’indirizzo da utilizzare per organizzare la visita è Kelburn Country Centre, Fairlie, Ayrshire, KA29 0BE. Glasgow è un comodo punto di partenza per raggiungere la tenuta.

In automobile, il sito ufficiale indica un tragitto di circa 40 minuti da Glasgow, variabile in base al traffico e alla zona di partenza. Il percorso suggerito segue la M8 verso l’aeroporto, poi la A737 in direzione Irvine e la A760, attraversando Lochwinnoch e Kilbirnie fino a Largs. Da qui si imbocca la A78 verso sud: l’ingresso di Kelburn si trova sulla sinistra dopo circa due miglia, poco più di tre chilometri.

In treno, si può partire da Glasgow Central e scendere a Fairlie: ScotRail indica un tempo medio di viaggio di 59 minuti. Dalla stazione, le informazioni del festival organizzato nella tenuta segnalano una passeggiata di circa 30 minuti, lunga 2,3 chilometri e con un tratto finale in salita. In alternativa, si può raggiungere Largs e proseguire in taxi.  In autobus, il sito della tenuta segnala una fermata sulla A78, accanto all’ingresso principale, e cita il servizio Stagecoach 585.

Per ammirare i graffiti si visita il castello dall’esterno, accedendo ai terreni della tenuta. Secondo le informazioni ufficiali attualmente pubblicate, l’ingresso a giardini e vallata è gratuito, mentre il parcheggio costa 7 sterline per automobile; alcune attrazioni, come Secret Forest e Playbarn, richiedono un pagamento separato. Le visite degli interni vengono invece organizzate in date selezionate, generalmente in estate.

Borghi da scoprire in treno, 3 mete italiane perfette per una fuga fuori stagione

L’autunno e l’inverno possono essere il momento perfetto per riscoprire l’Italia lentamente, tra centri storici, laghi e piccoli borghi che fuori dall’alta stagione acquistano un fascino completamente diverso. A rendere ancora più interessante l’idea di organizzare una fuga di qualche giorno c’è la nuova Promo Italo Borghi, con sconti dal 10% al 20% sui biglietti.

Per approfittarne bisogna acquistare il viaggio entro le ore 11:00 del 5 ottobre, utilizzando il codice promo BORGHI. La promozione permette di viaggiare dal 20 ottobre al 21 marzo negli ambienti Smart e Prima Business, su una disponibilità complessiva di 500.000 posti. I codici promozionali Italo possono essere inseriti direttamente durante la ricerca e l’acquisto del biglietto sui canali ufficiali della compagnia.

Ma dove andare? Nel network Italo ci sono diverse fermate perfette per costruire un weekend dedicato ai centri storici più suggestivi d’Italia. Tra le destinazioni servite direttamente compaiono anche Maratea, Peschiera del Garda e Desenzano del Garda.

Da Milano a Maratea

Tra le mete più scenografiche raggiungibili con Italo c’è Maratea, in Basilicata, conosciuta anche come la “Perla del Tirreno”. Il territorio si sviluppa tra montagne e costa e custodisce un centro storico fatto di vicoli, piazzette e architetture religiose, tanto che Maratea viene tradizionalmente definita anche la città delle 44 chiese.

Il suo simbolo più riconoscibile è però il Cristo Redentore, la grande statua che domina il paesaggio dalla cima del Monte San Biagio. Dall’alto lo sguardo raggiunge la costa frastagliata, caratterizzata da baie, grotte e piccoli tratti di spiaggia: un panorama che rende Maratea interessante anche fuori dalla stagione balneare.

Con la Promo Borghi può diventare quindi una meta perfetta per un weekend autunnale o per una pausa durante i mesi più tranquilli dell’anno, a partire da 39,90 euro.

Da Roma a Peschiera del Garda

Cambio di scenario completo per Peschiera del Garda, uno dei centri più caratteristici della sponda meridionale del Lago di Garda. Le origini della località risalgono all’epoca romana, quando era conosciuta come Arilica, mentre nei secoli successivi la sua posizione strategica ne ha fatto un importante centro fortificato.

Peschiera del Garda
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Un angolo pittoresco a Peschiera del Garda

Il cuore della visita è racchiuso proprio tra le fortificazioni, ponti e canali che circondano il centro storico. Da vedere anche il Santuario della Madonna del Frassino, risalente al Cinquecento, mentre chi preferisce la natura può spingersi verso l’oasi del Laghetto del Frassino oppure seguire le passeggiate lungo il Mincio. In autunno e in inverno, inoltre, il Garda offre un volto decisamente più tranquillo rispetto ai mesi estivi, perfetto per chi vuole alternare passeggiate sul lungolago, centro storico e cucina locale con un prezzo a partire da 32,90 in promo.

Da Bologna a Desenzano del Garda

Restando sul Lago di Garda, un’altra destinazione raggiunta direttamente dai treni Italo è Desenzano del Garda, sulla sponda lombarda del lago. È una località più vivace rispetto ad altri piccoli centri gardesani, ma conserva un nucleo storico ideale da esplorare a piedi e i prezzi partono da 11,90 euro con la promo in corso.

Il cuore della cittadina ruota attorno a Piazza Malvezzi e al Porto Vecchio, circondati da edifici storici. Il patrimonio della zona affonda però le sue radici molto più indietro nel tempo: qui si trovano infatti i resti di una grande villa romana del IV secolo, con pavimenti a mosaico, oltre al Museo Archeologico Giovanni Rambotti.

Vale la pena salire anche verso il Castello di Desenzano, di origine medievale e successivamente rafforzato nel XV secolo. Il recupero delle mura consente oggi di percorrere parte del camminamento e raggiungere il mastio, da cui si apre una vista panoramica sul Lago di Garda.

Monasteri Aperti 2026, in Emilia-Romagna un weekend tra abbazie segrete e pranzi nei refettori

Nei primi due weekend di ottobre torna in Emilia-Romagna uno degli appuntamenti più suggestivi per chi ama scoprire il territorio lentamente, entrando in luoghi normalmente poco accessibili e seguendo itinerari dove arte, storia e spiritualità si incontrano. Il 3-4 e il 10-11 ottobre 2026 va infatti in scena l’ottava edizione di Monasteri Aperti, con visite guidate, passeggiate, concerti, incontri e aperture straordinarie tra abbazie, conventi, pievi ed eremi della regione.

L’edizione di quest’anno assume un significato particolare perché è dedicata a San Francesco d’Assisi, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1226. Il programma comprende esperienze lungo i Cammini dell’Emilia-Romagna, incontri con religiosi e monache di clausura, concerti di musica sacra e antica, degustazioni e perfino pranzi nei refettori monastici.

Uno sguardo su Monasteri Aperti 2026

Promosso da APT Servizi Emilia-Romagna in collaborazione con la Conferenza Episcopale della Regione Emilia-Romagna e con il circuito dei Cammini dell’Emilia-Romagna, Monasteri Aperti torna nel 2026 con un calendario diffuso che permette di scoprire alcuni dei luoghi religiosi più affascinanti della regione, in diversi casi eccezionalmente accessibili al pubblico.

Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
Ph. Enrico Rossi
Sguardo sui Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia

La filosofia dell’iniziativa resta legata a un modo di viaggiare lento e consapevole: si cammina tra antichi borghi e paesaggi appenninici, si entra in chiostri e abbazie millenarie e si ascoltano storie legate alla vita delle comunità religiose. Tra le proposte figurano anche degustazioni di ricette della tradizione monastica, incontri con esperti di storia dell’arte e appuntamenti musicali, oltre alle passeggiate lungo i 22 Cammini del circuito regionale.

Il programma del 3 e 4 ottobre 2026

Il filo conduttore dell’ottava edizione è San Francesco e il rapporto tra spiritualità, natura e cammino. Il primo weekend di Monasteri Aperti 2026 comincia sabato 3 ottobre con diverse esperienze tra Reggio Emilia e la provincia di Parma.

A Reggio Emilia l’appuntamento è con “Sul Cammino di Matilde”, una giornata che dalle 9 alle 16.30 circa unisce cultura e trekking lungo la Via Matildica del Volto Santo. Dopo le visite al Museo Diocesano e ai Chiostri di San Domenico, si parte per una passeggiata di circa 6,5 chilometri fino alla Reggia Ducale di Rivalta, con picnic nei giardini e visita al Palazzo e al Giardino Segreto.

Via Matildica del Volto Santo, Guastalla
Ufficio Stampa
Via Matildica del Volto Santo a Guastalla

Nel pomeriggio, alle 16.00, ci si sposta idealmente a Fidenza, l’antico Borgo San Donnino, con “Il Pane, la Pietra e la Stella”, un itinerario a piedi dedicato alle tracce di San Francesco in città. Il percorso attraversa quattro luoghi legati alla storia locale, tra affreschi trecenteschi, antichi oratori e conventi ormai scomparsi, per terminare con la degustazione di una pagnotta artigianale preparata secondo un’antica ricetta che richiama un miracolo della tradizione francescana. La partecipazione è gratuita ma richiede la prenotazione.

Sempre il 3 e 4 ottobre apre eccezionalmente anche il Monastero di Santa Maria Assunta a Castione Marchesi di Fidenza, abbazia millenaria situata lungo la Via Francigena. Con “Visite e InCANTI poetici in Abbazia” sarà possibile scoprire i mosaici policromi medievali e gli antichi ambienti delle dispense. Domenica 4 sono previste visite guidate su prenotazione dalle 14 e, alle 17.30, il concerto della Corale Collecchiese Mario Dellapina.

Tra gli appuntamenti più particolari di domenica 4 ottobre c’è anche il pranzo nel Refettorio della Badia di Torrechiara, nel Monastero Benedettino di Santa Maria della Neve. Prima di sedersi a tavola, alle 10 è prevista una visita al monastero, alla chiesa e al Belvedere affacciato sul torrente Parma; il pranzo nel refettorio inizia invece alle 12.30. L’esperienza viene proposta anche nelle altre domeniche di ottobre ed è necessario prenotare.

Numerosi anche gli appuntamenti nel Reggiano. Sabato 3 ottobre si può visitare la Pieve di Santa Maria Assunta di Pianzo, mentre a Guastalla apre la Chiesa di San Francesco, visitabile sabato alle 15.30 e domenica alle 15 e alle 16.30. A Campagnola Emilia, per tutto il weekend, è invece possibile ripercorrere la storia del monastero degli Agostiniani e dell’Abbazia della Santissima Trinità.

Domenica 4 ottobre il viaggio nell’Appennino reggiano prosegue tra la Chiesa di Sant’Andrea e il Castello delle Carpinete, la Chiesa del Castello di Rossena a Canossa, l’Oratorio di San Michele in Beleo, la Pieve di San Bartolomeo in Paullo e la Pieve di Santa Maria a Toano.

A Reggio Emilia, inoltre, domenica 4 il Cammino di Matilde cambia ritmo e si percorre in bicicletta. L’itinerario parte dalla città, attraversa la pianura fino a Guastalla e comprende una degustazione di Erbazzone Reggiano IGP, la visita ai Chiostri di San Pietro, il pranzo sulle rive del Po e l’ingresso alla Chiesa di San Francesco. Nello stesso pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30, è in programma anche l’itinerario “La fine del Manierismo e l’innovazione barocca a Reggio Emilia” tra la Basilica di San Prospero e quella della Beata Vergine della Ghiara.

Anche Piacenza partecipa al primo weekend con “Mirabili prospettive”, l’esperienza che permette di salire in quota in due dei luoghi simbolo del centro storico: la Cupola del Guercino nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Cupola del Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna.

Dessau, viaggio nel cuore della capitale tedesca del Bauhaus

Dessau è una delle città tedesche più interessanti per chi ama architettura, design e urbanistica. Parte del comune di Dessau-Roßlau, è legata in modo indissolubile alla storia del Bauhaus, il movimento che ha rivoluzionato il modo di concepire edifici, oggetti e spazi nel Novecento.

La scuola fondata da Walter Gropius si trasferì qui nel 1925 e visse a Dessau una delle sue fasi più importanti. Ancora oggi la città conserva numerosi edifici, musei e complessi residenziali legati al movimento, alcuni dei quali riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Visitare Dessau oggi vuol dire ancora entrare in contatto con uno dei capitoli più influenti della storia dell’architettura moderna, ma anche scoprire una destinazione tedesca meno conosciuta rispetto alle grandi città del Paese.

Cosa vedere a Dessau

Dessau è sempre più in vista, tanto che è stata inserita da Lonely Planet tra le destinazioni Best in Travel 2027, con particolare attenzione proprio alla sua eredità Bauhaus. Il punto di partenza per scoprirla è il Bauhaus Building, progettato da Walter Gropius e inaugurato nel 1926. Con le grandi facciate in vetro, le geometrie nette e gli spazi concepiti in funzione del loro utilizzo, l’edificio è diventato uno dei simboli internazionali dell’architettura moderna. Oggi ospita la Stiftung Bauhaus Dessau ed è utilizzato per mostre, ricerca, eventi e attività culturali.

Bauhaus Building, Dessau
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Il Bauhaus Building a Dessau

Poco distante sorgono le Masters’ Houses, le abitazioni progettate per i maestri della scuola e legate a nomi fondamentali come Wassily Kandinsky e Paul Klee. Insieme al Bauhaus Building e alle case con ballatoio, fanno parte dei siti Bauhaus di Dessau inseriti nel Patrimonio UNESCO.

Merita una visita anche il Bauhaus Museum Dessau, che conserva una delle più importanti collezioni al mondo di oggetti legati alla scuola. Per osservare invece come le idee Bauhaus vennero applicate alla vita quotidiana si può raggiungere il quartiere residenziale Dessau-Törten, progettato per creare abitazioni funzionali ed economicamente accessibili.

Cosa fare a Dessau oltre al Bauhaus

Dessau non è soltanto una destinazione per appassionati di architettura. La città si trova infatti in un territorio ricco di parchi, giardini e paesaggi culturali, con diverse possibilità per alternare le visite ai musei a passeggiate e itinerari all’aperto. Uno dei luoghi più interessanti nei dintorni è il Dessau-Wörlitz Garden Realm, vasto complesso di parchi, palazzi e giardini inserito tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il paesaggio unisce architettura, natura e progettazione del territorio e rappresenta uno dei sistemi di giardini storici più importanti della Germania.

Dessau si presta inoltre bene a essere inserita in un itinerario più ampio nella Germania orientale. La città non dispone di un grande aeroporto internazionale e viene raggiunta soprattutto via terra, con collegamenti ferroviari da città come Berlino e Lipsia. Proprio le dimensioni contenute rendono Dessau adatta anche a un soggiorno breve: il centro e i principali siti legati al Bauhaus possono essere combinati facilmente con escursioni nei dintorni, creando un itinerario che unisce architettura moderna, paesaggio e patrimonio storico.

Dove si trova e come raggiungerla

Dessau si trova nel Land della Sassonia-Anhalt, nella Germania centro-orientale, tra Berlino e Lipsia. Attualmente non esistono collegamenti diretti dall’Italia, ma raggiungerla è comunque piuttosto semplice facendo scalo in una delle città vicine.

La soluzione più comoda è volare su Berlino Brandeburgo oppure su Lipsia/Halle e proseguire poi in treno verso Dessau. Lipsia è l’opzione geograficamente più vicina, mentre Berlino offre generalmente una scelta più ampia di voli dall’Italia.

Chi viaggia in auto può invece raggiungere la città attraverso l’autostrada A9, che collega Berlino e Monaco di Baviera e passa nelle immediate vicinanze di Dessau. Da Milano, ad esempio, si tratta di un viaggio on the road di circa 9/10 ore.

Perché organizzare un viaggio nella Repubblica Dominicana proprio adesso

Caraibi, spiagge bianchissime, natura tropicale e città ricche di storia, è questa la cornice di un viaggio nella Repubblica Dominicana, da sempre una delle destinazioni più desiderate per una fuga invernale. E udite, udite… Nei prossimi mesi raggiungerla dall’Italia diventerà ancora più semplice grazie a una novità importante sul fronte dei collegamenti aerei.

A partire dalla fine di novembre, infatti, ITA Airways inaugurerà il nuovo volo diretto tra Roma Fiumicino e Santo Domingo, creando un collegamento senza scali perfetto per chi sta già pensando a una vacanza al caldo durante l’inverno europeo. Un motivo in più per riscoprire un Paese che non è fatto soltanto di resort e spiagge da cartolina, ma anche di città coloniali, parchi naturali, cascate e piccoli paradisi affacciati sul Mar dei Caraibi.

Il nuovo volo ITA Airways da Roma a Santo Domingo

La grande novità della stagione invernale 2026-2027 di ITA Airways riguarda proprio la Repubblica Dominicana. Dal 30 novembre 2026 la compagnia lancerà il nuovo collegamento stagionale diretto tra Roma Fiumicino e Santo Domingo, prima destinazione di ITA Airways in America Centrale. ITA Airways Inizialmente il volo sarà operato una volta alla settimana, il lunedì, mentre dal 14 dicembre si aggiungerà invece una seconda frequenza settimanale, la domenica, prevista fino alla fine di marzo 2027. Sulla rotta saranno utilizzati Airbus A330neo configurati nelle classi Business, Premium Economy ed Economy.

Isola di Saona
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Vista sull’Isola di Saona

Secondo l’operativo attualmente pubblicato dalla compagnia, il volo Roma-Santo Domingo avrà una durata indicativa di circa 11 ore e 5 minuti, mentre il viaggio di ritorno durerà circa 9 ore e 45 minuti. Il nuovo diretto rende quindi particolarmente interessante programmare adesso un viaggio nella Repubblica Dominicana, soprattutto in vista dell’inverno: si potrà raggiungere la capitale senza scali e, da qui, costruire un itinerario che vada oltre le classiche vacanze all inclusive.

Cosa vedere nella Repubblica Dominicana

Il primo luogo da esplorare è proprio Santo Domingo, una capitale che vale molto più di una semplice tappa di arrivo. Il cuore storico è la Ciudad Colonial, dove edifici storici, piazze e testimonianze del periodo coloniale raccontano una parte fondamentale della storia dell’isola. È il lato più culturale della Repubblica Dominicana e permette di alternare mare e visite già nei primi giorni di viaggio.

Ciudad Colonial, Santo Domingo
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La Ciudad Colonial a Santo Domingo

Per chi sogna soprattutto i Caraibi da cartolina, restano imperdibili le località balneari. Punta Cana è il grande classico, con lunghe spiagge tropicali e una vasta offerta di resort, mentre la zona di Bayahibe e La Romana è una delle basi più interessanti per escursioni e giornate in mare. Tra le mete più amate della zona c’è anche l’isola di Saona, celebre per le sue acque trasparenti e le spiagge circondate dalla vegetazione tropicale.

Chi cerca invece un volto più selvaggio può spingersi verso la penisola di Samaná, tra baie, foreste e paesaggi decisamente più verdi. Qui si trovano anche Las Terrenas, località che combina atmosfera caraibica, spiagge e una vivace scena turistica. Vale la pena considerare anche l’interno del Paese. Zone come Jarabacoa e Constanza mostrano una Repubblica Dominicana molto diversa da quella dell’immaginario più classico: montagne, sentieri, cascate e temperature più fresche trasformano il viaggio in qualcosa di decisamente più vario.

La nuova classifica dei passaporti più forti del mondo per viaggiare senza visto

C’è un piccolo dettaglio che può rendere un viaggio molto più semplice ancora prima di prenotare il volo ed è il passaporto che si ha in tasca. Non tutti, infatti, aprono le stesse porte e alcuni permettono di attraversare buona parte del mondo senza dover affrontare richieste di visto, documenti aggiuntivi e lunghe procedure burocratiche.

La nuova classifica di Passport Reports, piattaforma indipendente globale che analizza e monitora costantemente la forza dei passaporti di 199 Paesi del mondo, fotografa proprio questo privilegio di viaggio, analizzando tutti passaporti in base alla libertà di movimento che garantiscono ai loro titolari. Tra le prime posizioni quest’anno non mancano le sorprese, compresa un’ottima performance dell’Italia.

Più di 10mila zucche per un’opera da record, dall’alto appare un volto famoso

Servono circa 11mila zucche, una collina trasformata in una gigantesca tela e parecchia precisione per realizzare un’opera che può essere apprezzata davvero soltanto guardandola dall’alto. In Inghilterra, una fattoria dell’Hampshire ha accolto l’autunno battendo un curioso Guinness World Record: quello per il mosaico di zucche più grande del mondo. Un tempismo perfetto, considerando che ci avviciniamo ad Halloween.

Vista da vicino, l’installazione appare come un’enorme distesa di zucche e ortaggi dalle diverse sfumature. Basta però cambiare prospettiva perché emerga qualcosa di completamente diverso: il ritratto di uno dei volti britannici più conosciuti al mondo, scelto dal pubblico per celebrare un compleanno davvero speciale.

Chi ritrae il mosaico di zucche più grande del mondo

L’opera è stata realizzata dalla Sunnyfields Farm di Totton, nell’Hampshire, utilizzando circa 11mila zucche e squash, tutte caratterizzate dalle loro colorazioni naturali. Il risultato occupa una superficie di 218,2 metri quadrati ed è entrato ufficialmente nel Guinness World Record come il più grande mosaico di questo tipo mai realizzato.

Il volto che appare osservandolo dall’alto è quello di David Attenborough, naturalista e divulgatore britannico che nel maggio 2026 ha compiuto 100 anni. Nel mosaico è raffigurato insieme al numero 100 e a una piccola rana appoggiata sulla mano, un dettaglio che richiama inevitabilmente il mondo naturale al quale ha dedicato gran parte della sua vita.

La scelta non è arrivata per caso. Come avviene ogni anno, la fattoria ha chiesto al pubblico attraverso i social quale personaggio avrebbe voluto vedere trasformato nel nuovo gigantesco mosaico e Attenborough si è imposto rapidamente tra le preferenze. Il progetto finale è stato affidato all’artista Andrew Bega, che ha dovuto semplificare i tratti del volto mantenendolo immediatamente riconoscibile.

Per trasformare il disegno in realtà sono serviti 18 membri del team, tre sollevatori telescopici e circa cinque ore di lavoro. Anche la struttura sulla quale viene realizzato il mosaico è stata ampliata con circa 20 tonnellate di terreno aggiuntivo, così da ottenere una superficie maggiore rispetto agli anni precedenti.

Dove vedere il gigantesco mosaico di zucche

Per la Sunnyfields Farm si tratta ormai di una vera tradizione autunnale, la fattoria realizza infatti da anni spettacolari composizioni con le zucche e quella dedicata ad Attenborough le ha permesso di conquistare il record mondiale per la terza volta in quattro anni. Nel 2025 il protagonista era stato Ozzy Osbourne: il suo ritratto occupava 212 metri quadrati e aveva già conquistato il Guinness World Record. Ancora prima, nel 2023, la fattoria aveva ottenuto il suo primo primato con un mosaico di 193,35 metri quadrati ispirato a una celebre scena di The Nightmare Before Christmas di Tim Burton.

Chi si trova in Inghilterra durante l’autunno può vedere la nuova opera alla Sunnyfields Farm, vicino a Totton, nell’Hampshire. Il mosaico fa infatti parte di Pumpkin Time, l’evento stagionale della fattoria dedicato alle zucche, con installazioni, aree fotografiche e attività di pumpkin picking.

Quest’anno il ritratto ha però anche un significato particolare. Non è soltanto l’ennesimo tentativo, riuscito, di superare un record: è un gigantesco e insolito omaggio per i 100 anni di David Attenborough, costruito con migliaia di colori dell’autunno e visibile in tutta la sua sorprendente forma solo cambiando prospettiva.

L’Amerigo Vespucci arriva in laguna a Venezia, quando vederla e salire a bordo

Dopo aver attraversato l’Atlantico ed essere tornata nel Mediterraneo, la nave Amerigo Vespucci arriva a Venezia. Dal 2 al 7 ottobre 2026, lo storico veliero della Marina Militare farà tappa nella Laguna nell’ambito del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, prima di dirigersi verso Trieste per il gran finale.

Un’occasione speciale per vedere una delle navi più celebri al mondo in una cornice altrettanto iconica. Durante la permanenza veneziana il Vespucci sarà ormeggiato a Riva di San Biasio, di fronte al Museo Storico Navale, e per i primi tre giorni aprirà anche le porte al pubblico. I posti disponibili per le prime giornate sono andati a ruba, ma sul sito ufficiale le visite continueranno nei giorni successivi.

Amerigo Vespucci a Venezia, info e orari

L’Amerigo Vespucci resterà a Venezia dal 2 al 7 ottobre, ma le giornate dedicate alle visite del pubblico saranno il 2, 3 e 4 ottobre 2026, sempre dalle 14:00 alle 19:00, con ultimo ingresso previsto alle 18:30. L’accesso è gratuito, ma consentito esclusivamente con prenotazione nominale effettuata attraverso il sito ufficiale. Ogni registrazione può comprendere fino a quattro persone e, una volta completata la procedura, viene inviato un QR code da presentare all’ingresso.

La visita non è guidata, ma durante il percorso i membri dell’equipaggio saranno a disposizione per rispondere alle domande dei visitatori. Chi è riuscito ad assicurarsi un posto dovrà raggiungere Riva di San Biasio, presentandosi all’ingresso insieme a tutti gli eventuali partecipanti inseriti nella stessa prenotazione, inoltre, potrà essere richiesto un documento d’identità.

Ci sono anche alcune regole da conoscere prima di salire a bordo: sono consigliate scarpe comode, mentre non sono consentiti tacchi e calzature aperte. I bambini possono partecipare se accompagnati, mentre passeggini e carrozzine devono essere lasciati in banchina. Per la conformazione storica della nave sono inoltre presenti barriere architettoniche che possono limitare l’accesso alle persone con difficoltà motorie.

Il 6 e 7 ottobre, durante gli ultimi giorni della tappa veneziana, l’Arsenale della Marina Militare ospiterà invece la XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium, forum internazionale che riunirà i vertici di circa 70 Marine estere insieme a rappresentanti del mondo accademico, scientifico, industriale e dell’innovazione.

Dopo Venezia il Vespucci arriva a Trieste per la Barcolana

Quella di Venezia sarà la penultima tappa di un viaggio iniziato lo scorso maggio. Dopo aver attraversato il Nord America ed essere rientrata nel Mediterraneo, la Nave Amerigo Vespucci concluderà la Campagna 2026 a Trieste, dove sarà protagonista della 58ª edizione della Barcolana, in programma domenica 11 ottobre.

Il capoluogo giuliano accoglierà il veliero dall’8 al 12 ottobre insieme al ritorno del Villaggio IN Italia, con un calendario di appuntamenti che comprenderà anche forum dedicati alla vela e alla subacquea. Negli stessi giorni è previsto l’arrivo del Marina Militare Nastro Rosa Veloce, competizione velica internazionale che quest’anno terminerà per la prima volta proprio a Trieste.

Il legame tra il Vespucci e la Barcolana ha ormai una lunga storia: la nave ha partecipato alla manifestazione in diverse occasioni, dalla storica 50ª edizione del 2018 fino alla Barcolana Special Edition del 1° marzo 2025, organizzata per celebrare il suo ritorno in Italia dopo il Tour Mondiale 2023-2025. In quell’occasione ben 1.333 imbarcazioni a vela, a motore e a remi accompagnarono il veliero fino al Bacino San Giusto.

Cosa si nasconde dietro la tomba di Tutankhamon? Nuovi indizi riaprono il mistero di Nefertiti

A oltre un secolo dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, la Valle dei Re potrebbe non aver ancora svelato tutti i suoi segreti. Dietro le pareti della celebre sepoltura del faraone bambino potrebbero infatti nascondersi corridoi e camere mai esplorati, forse appartenenti persino a un complesso funerario molto più grande.

L’ipotesi è particolarmente affascinante perché riporta al centro dell’attenzione uno dei grandi misteri dell’antico Egitto: dove si trova la tomba di Nefertiti? Nuove indagini geofisiche hanno individuato anomalie nel terreno intorno alla KV62, la tomba di Tutankhamon, compatibili con la possibile presenza di strutture artificiali. Non è ancora una scoperta definitiva, ma gli indizi sono abbastanza rilevanti da riaprire una questione che divide gli studiosi da oltre dieci anni.

Nuove camere nascoste nella tomba di Tutankhamon

In Egitto, non si smette mai di andare alla ricerca del passato del Paese. La teoria nasce nel 2015, quando l’egittologo britannico Nicholas Reeves osservò alcune linee e fessure sulla parete settentrionale della camera funeraria e particolari modifiche nelle pitture. Secondo lo studioso, dietro quella che appare come una normale parete potrebbe celarsi un passaggio sigillato verso altri ambienti. La KV62, inoltre, presenta dimensioni insolitamente ridotte per una sepoltura reale: da qui l’ipotesi che fosse soltanto una porzione di una tomba più grande, riadattata in fretta dopo la morte prematura di Tutankhamon.

Tomba di Tutankhamon
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La KV62, Tomba di Tutankhamon

Negli anni le scansioni hanno fornito risultati contrastanti, ma le nuove ricerche hanno aggiunto elementi al puzzle. Gli studiosi hanno combinato georadar, microgravimetria e precedenti analisi della resistività elettrica. In particolare, le misurazioni suggeriscono la possibile presenza di un corridoio largo circa due metri, riempito di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria verso nord.

Oltre 1.200 misurazioni di microgravità hanno inoltre rilevato zone a bassa densità con forme e angoli che potrebbero essere compatibili con strutture realizzate dall’uomo. Tra queste spicca la cosiddetta “anomalia 7”, al cui interno è stata individuata un’area approssimativamente quadrata e più densa. Una possibile camera contenente oggetti? È una delle interpretazioni avanzate, ma il segnale si trova ai limiti delle capacità dello strumento e serviranno ulteriori verifiche.

Perché è importante per trovare la tomba di Nefertiti

Alla luce di ciò, se l’esistenza degli ambienti nascosti fosse confermata, questo cambierebbe la nostra conoscenza della tomba più famosa dell’antico Egitto. Secondo la teoria di Reeves, Tutankhamon potrebbe essere stato sepolto all’interno di una parte riadattata di un complesso funerario preesistente, mentre gli ambienti più profondi sarebbero rimasti sigillati. Proprio lì potrebbe anche trovarsi la sepoltura di Nefertiti.

Per ora, però, nessun dato permette di affermare che quelle anomalie siano davvero camere e, soprattutto, che abbiano qualcosa a che fare con la celebre regina. Una precedente indagine radar pubblicata nel 2019, per esempio, non aveva trovato prove di camere immediatamente adiacenti alla tomba.

La risposta potrebbe arrivare con un’esplorazione diretta: se il Supreme Council of Antiquities egiziano concederà l’autorizzazione, i ricercatori potrebbero praticare piccoli fori e introdurre dispositivi dotati di telecamere per osservare gli eventuali spazi senza ricorrere a scavi invasivi.

Qualità della vita, le 30 città europee dove si vive meglio secondo il Global Cities Index 2026

Quando si pensa a un’alta qualità della vita spesso si va molto lontani con l’immaginazione, eppure qual è davvero la città europea in cui la vita quotidiana sembra funzionare meglio? A rispondere è il Global Cities Index 2026 di Oxford Economics, che quest’anno ha messo a confronto 1.000 grandi città del mondo attraverso cinque grandi dimensioni: economia, capitale umano, qualità della vita, ambiente e governance.

Oltre 1.200 musei assurdi in un’unica mappa, i 10 da vedere almeno una volta

E se il museo più interessante del prossimo viaggio non fosse quello che compare nelle guide turistiche? Una mappa online raccoglie oltre 1.200 musei strani, curiosi e di nicchia sparsi in tutto il mondo, da collezioni dedicate agli oggetti più improbabili a luoghi che trasformano fallimenti, relazioni finite, sbronze e mostri cinematografici in vere esposizioni.

A crearla è James Lees, fisico, divulgatore scientifico e consulente museale conosciuto online come James Visits Museums. Quello che era iniziato come un progetto personale è cresciuto grazie alle segnalazioni degli utenti, arrivando a raccogliere quasi 1.500 indirizzi secondo gli aggiornamenti più recenti. La mappa comprende musei talmente particolari da sembrare inventati: ci sono quelli dedicati alle patate, ai gabinetti, ai cani, alle sbronze e persino alle relazioni finite male. Sono i cosiddetti micromusei, piccoli spazi costruiti attorno a un oggetto, una passione o una storia molto precisa.

Abbiamo navigato la Weird Museum Map e scelto 10 dei musei più assurdi e particolari, tra Europa, Stati Uniti, Giappone e Italia. Alcuni fanno sorridere, altri lasciano decisamente perplessi e almeno uno è meglio lasciarlo per ultimo.

Museum of Broken Relationships, Croazia

Cosa rimane di una storia d’amore quando è finita? Un paio di scarpe, una lettera, un peluche, un oggetto apparentemente insignificante. A Zagabria questi frammenti di relazioni finite sono diventati una collezione museale. Il Museum of Broken Relationships nasce proprio dall’idea di raccogliere oggetti personali donati anonimamente da persone che hanno vissuto una separazione.

Il museo è nato in Croazia dall’idea degli artisti Olinka Vištica e Dražen Grubišić ed è diventato una vera istituzione internazionale. La collezione continua a crescere grazie alle donazioni e il museo espone soltanto una parte degli oggetti raccolti.

Museum of Bad Art, USA

Se siete abituati a entrare nei musei per ammirare capolavori, sappiate che invece qui la regola cambia completamente. Il Museum of Bad Art, conosciuto come MOBA, è dedicato alle opere che difficilmente troverebbero spazio in un museo d’arte tradizionale. Il progetto è nato nel 1994 con un’idea semplice e irresistibile: raccogliere, conservare ed esporre arte talmente “sbagliata” da diventare interessante proprio per questo. La collezione conta quasi 900 opere, anche se lo spazio disponibile consente di mostrarne soltanto una parte alla volta.

Secondo i criteri del museo, le opere non devono solo essere esteticamente “brutte”, bensì devono essere anche sincere e avere qualcosa che sia andato storto, producendo però un risultato capace di incuriosire. Oggi il MOBA ha una sede a Boston, all’interno della Dorchester Brewing Co. con ingresso gratuito, mentre il progetto comprende anche esposizioni itineranti e una galleria a Québec City.

Museum of Failure, Svezia

Il Museum of Failure nasce nel 2017 in Svezia da un’idea dello psicologo e ricercatore Samuel West e raccoglie esempi di innovazioni, prodotti e servizi che non hanno raggiunto il risultato sperato. Tra i suoi oggetti ci sono alcuni celebri flop commerciali e tecnologici, trasformati in occasioni per raccontare cosa succede quando un’idea apparentemente geniale non funziona.

La parte più curiosa è che oggi il Museum of Failure non è un museo permanente in Svezia: è una mostra itinerante che ha viaggiato in diversi Paesi. Il sito ufficiale segnala infatti sedi temporanee in città come Parigi, New York, Taipei, Budapest e San Francisco. Il concetto, però, resta quello originale: celebrare il fallimento come parte del processo di innovazione.

Museum of Hangovers, Croazia

Dalle relazioni finite male alle serate finite peggio, sempre a Zagabria si trova il Museum of Hangovers, un museo interamente dedicato a ciò che succede dopo una notte fuori. Il percorso racconta le storie vere di sbronze raccolte da persone di tutto il mondo e le trasforma in un’esperienza interattiva. Ci sono otto ambienti tematici, oggetti bizzarri, giochi, fotografie e persino un simulatore che permette di sperimentare come cambiano percezione e tempi di reazione sotto l’effetto dell’alcol.

Tra le attrazioni c’è anche il cosiddetto “drunk floor”, un pavimento inclinato da affrontare con speciali occhiali che simulano gli effetti dell’ubriachezza. La visita termina con un piccolo shot di rakija, riservato agli adulti. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00 e il biglietto per adulti costa 10 euro acquistandolo online oppure 11 euro direttamente sul posto.

Godzilla Museum, Giappone

In Giappone poteva mancare un museo dedicato a Godzilla? Il Godzilla Museum si trova sull’isola di Awaji, all’interno del parco Nijigen no Mori, ed è descritto dagli organizzatori come il primo museo permanente al mondo dedicato al celebre kaiju. Qui si possono vedere materiali legati alla storia del personaggio, modellini, diorami, oggetti di scena e perfino il costume utilizzato per le riprese cinematografiche.

Ma la vera particolarità è ciò che si trova appena fuori dal museo: una gigantesca riproduzione di Godzilla lunga circa 120 metri, parte dell’attrazione Godzilla Interception Operation. Il percorso permette di entrare letteralmente nel mondo del mostro attraverso filmati, missioni, tiro al bersaglio e una zipline che passa attraverso la bocca di Godzilla.

Museo della Merda, Emilia-Romagna

Il nome non lascia molto spazio all’immaginazione: qui si parla proprio di quello, ma il progetto è decisamente più serio di quanto potrebbe suggerire il titolo. Il Museo della Merda è nato nel 2015 a Castelbosco, nel Piacentino, dall’iniziativa dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e di un gruppo di artisti, progettisti e curatori. Il punto di partenza è lo sterco prodotto quotidianamente dall’allevamento dell’azienda agricola: anziché considerarlo soltanto uno scarto, il progetto lo trasforma in materia prima per produrre energia, concime, materiali e persino opere e oggetti.

Museo dei Cuchi, Veneto

Cosa può esserci di più innocuo di un piccolo fischietto di terracotta? Una collezione nata dalla passione di Gianfranco Valente, di ben 12.000 pezzi. Il Museo dei Cuchi di Cesuna raccoglie esemplari che arrivano da diverse parti del mondo e assumono forme, colori e significati completamente differenti. Il “cuco” è un oggetto molto più antico e interessante di quanto sembri: nel corso della storia è stato utilizzato per imitare il canto degli uccelli, come oggetto scaramantico, giocattolo e persino come pegno d’amore.

Museo delle Mummie, Umbria

Scendendo nella cripta della chiesa di Santo Stefano, nel borgo di Precetto, il viaggio prende una piega decisamente più gotica.
Il Museo delle Mummie di Ferentillo conserva i resti mummificati di persone sepolte nella cripta tra il XVI secolo e l’Ottocento. Quando, dopo l’editto napoleonico che vietava le sepolture all’interno dei centri abitati, i corpi furono riesumati, ci si accorse che alcuni si erano conservati naturalmente insieme a dettagli come capelli, denti, unghie e vestiti.

Börje’s Tie Museum, Svezia

Quasi 9.000 cravatte, una diversa dall’altra, si trovano al Börje’s Tie Museum, nascosto nella campagna svedese di Ramnaklev e nato dalla collezione privata di Börje Gustafsson. La passione è iniziata nel 2004, quando acquistò un grande quantitativo di cravatte durante una svendita. Da allora la collezione è cresciuta grazie ad altri acquisti e alle donazioni, fino a rendere necessario costruire nuovi spazi per conservarla. L’ingresso non prevede un prezzo fisso, ma viene incoraggiata una donazione in beneficenza, mentre gli orari possono variare e sono possibili visite su appuntamento.

Icelandic Phallological Museum, Islanda

Eccoci arrivati al museo che probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di trovare in una lista di musei. L’Icelandic Phallological Museum di Reykjavík è dedicato alla fallologia e ospita una collezione di esemplari appartenenti a diverse specie animali. La storia del museo è iniziata infatti con alcuni esemplari di balena donati al fondatore Sigurður Hjartarson e si è progressivamente ampliata grazie a donazioni provenienti da diverse parti del mondo.

Il museo si trova nel centro di Reykjavík, a Hafnartorg, ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.

I castelli più affascinanti della Svizzera aprono le porte, l’appuntamento è il 4 ottobre

Non serve andare troppo lontano per immergersi in uno scenario da fiaba: anche la Svizzera ha i suoi castelli e sta per aprirli al pubblico per un’intera giornata! Un’occasione per entrare in castelli medievali, fortezze affacciate sui laghi e antiche residenze signorili, lasciandosi guidare da storie di viaggiatori, personaggi del passato e percorsi da scoprire.

L’appuntamento è per domenica 4 ottobre 2026 con la Giornata dei castelli svizzeri, evento quest’anno coinvolge 32 castelli distribuiti in tre regioni linguistiche della Svizzera. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Viaggiare”, un filo conduttore perfetto per esplorare luoghi dove, per secoli, sono passati eserciti, mercanti, nobili, pellegrini e semplici viaggiatori.

Quali castelli vedere nella Giornata dei Castelli svizzeri

La manifestazione si svolge ogni anno la prima domenica di ottobre ed è il principale appuntamento organizzato dall’Associazione dei castelli svizzeri insieme ai suoi castelli membri, allo scopo di trasformare, anche se per poche ore, il patrimonio storico in un’esperienza da vivere, con programmi pensati soprattutto per famiglie e appassionati di cultura.

Castello di Gruyères, Svizzera
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Lo splendido Castello di Gruyères

Per l’edizione del 4 ottobre 2026, sono 32 le fortezze e residenze coinvolte, dal Canton Berna al Ticino, passando per la Svizzera francese e tedesca. Tra queste ci sono alcuni nomi particolarmente suggestivi: il Castello di Chillon, affacciato sul Lago di Ginevra (ma anche Morges, Nyon, Prangins, Grandson e Yverdon), la Fortezza di Bellinzona, il Castello di Gruyères, quello di Thun, il Castello di Lenzburg e il Castello di Rapperswil. L’elenco comprende anche castelli meno conosciuti, offrendo l’occasione per costruire un itinerario fuori dalle rotte più classiche.

I programmi cambiano da una struttura all’altra e sono tutti legati al tema del viaggio. È quindi possibile scegliere il proprio “programma di viaggio” in base al castello e alle attività proposte.

Il tema dell’anno e altre info

Il tema “Viaggiare” scelto per questa edizione permette di guardare i castelli da una prospettiva diversa, non unicamente come edifici storici da fotografare, ma piuttosto come luoghi attraverso cui rileggere gli spostamenti e gli incontri che hanno segnato la storia svizzera. La giornata invita dunque a immaginare le persone che hanno attraversato queste fortezze e i territori circostanti, seguendo le tracce lasciate da commerci, guerre, migrazioni e scambi culturali. In alcuni casi il viaggio diventa anche un percorso fisico all’interno degli stessi castelli, tra cortili, torri, sale storiche e ambienti normalmente meno accessibili.

Non c’è un biglietto unico valido per tutti i 32 castelli: orari, modalità di visita ed eventuali costi cambiano in base alla struttura scelta. I programmi ufficiali del 4 ottobre 2026 sono pubblicati online e permettono di verificare per ciascun castello gli appuntamenti previsti durante la giornata.

Per questo, prima di partire, è consigliabile consultare la scheda del castello scelto e controllare orari di apertura, prezzi d’ingresso ed eventuale prenotazione. Alcune strutture hanno già pubblicato anche le proprie tariffe ordinarie: per esempio, il Castello di Grandson applica in autunno un ingresso di 16 franchi per gli adulti e 8 franchi per bambini e ragazzi, mentre il Castello di Spiez prevede un biglietto ordinario di 12 franchi per gli adulti e 5 franchi per i bambini dai 6 ai 16 anni.

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