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Dove andare in Europa a settembre, 8 città da visitare senza spendere una fortuna

Se non avete avuto l’occasione di partire in piena estate oppure avete volontariamente scelto di evitare i viaggi in alta stagione, tra prezzi alle stelle e folla un po’ ovunque, sappiate che settembre è uno dei mesi migliori per organizzare una vacanza in Europa. Anzi, a settembre potete concedervi un weekend europeo o anche dei giorni di vacanza in più senza spendere quanto ad agosto, godendo addirittura di un clima più piacevole e fresco, ideale anche per la città.

Ma non solo: a settembre, a invogliare la partenza, si aggiunge il fatto che anche voli e alloggi possono scendere notevolmente di prezzo rispetto ai periodi di alta stagione. A questo si accompagna un calendario ricco di festival, eventi culturali, appuntamenti gastronomici e manifestazioni locali che permettono di vivere le destinazioni in un momento particolarmente interessante dell’anno.

Cosa fare a Roma ad agosto, guida agli appuntamenti che accendono l’estate

Non tutti partono ad agosto: c’è chi resta in città e, conoscendo i posti giusti, può viverla in un modo completamente diverso. Succede anche a Roma, dove la Città Eterna rallenta il suo ritmo frenetico e, nonostante il caldo estivo, svela un volto più autentico, tranquillo e conviviale.

Molte iniziative prendono vita dal tramonto in poi, proprio per poter garantire maggiore piacevolezza negli avventori, ma ci sono tantissime opportunità di scelta che forse non tutti conoscono. Tra concerti, cinema sotto le stelle, visite notturne e festival gratuiti ecco cosa fare a Roma ad agosto 2026.

Roma Summer Fest

La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone resta accesa con gli ultimi appuntamenti del Roma Summer Fest, tra sonorità internazionali, pop contemporaneo e artisti italiani da tenere d’occhio. Il 24 agosto, sul palco arriva Djo, alias Joe Keery: volto amatissimo di Stranger Things, ma ormai protagonista anche della scena musicale con un progetto indie dal carattere tutto suo. Il 29 agosto è il turno di Tony Pitony, uno dei nomi più curiosi e discussi del momento.

Le aperture serali dei monumenti e dei musei

Roma ad agosto è splendida, ma affrontare il Colosseo o il Pantheon nel pieno del pomeriggio può trasformare una visita culturale in una prova di resistenza. La soluzione? Uscire quando il sole comincia a scendere. Il Pantheon propone aperture serali straordinarie, perfette per entrare nel monumento mentre piazza della Rotonda si fa più tranquilla e scenografica.

Il Colosseo, invece, apre di notte ogni martedì e giovedì fino al 29 settembre con “Una Notte al Colosseo”, dalle 20 alle 23. Le luci sulle arcate, il cielo scuro e il relativo silenzio delle ore serali rendono la visita ancora più spettacolare. I posti, però, non sono molti: prenotate con anticipo sui canali ufficiali.

Due le date da ricordare per il VIVE: 7 e 21 agosto. Vittoriano e palazzo Venezia resteranno aperti fino alle 23:30, con ultimo ingresso alle 22:45. Basta il biglietto ordinario per esplorare sale, collezioni e terrazze panoramiche, con una vista su piazza Venezia che vale da sola la serata.

Visitare l'interno del Colosseo di notte
Astrid D'Eredità
La visita interna del Colosseo con queste aperture speciali

Aniene Festival

Fino al 20 agosto il parco Nomentano resta acceso ogni sera grazie all’Aniene Festival. Il programma mescola concerti, presentazioni di libri, dj set, danza, circo contemporaneo, attività sportive e laboratori per i più piccoli. Si parte dalle 18 e si può restare fino alle 2, passando dall’aperitivo a uno spettacolo senza dover cambiare zona.

Intorno trovate area food, market di artigianato e vintage, tavoli e spazi relax. Ad agosto sono previsti, tra gli altri, incontri con Niccolò Ammaniti e live dedicati a Fabrizio De André ed Enzo Carella. Il 15 agosto la festa guarda invece agli anni Ottanta e a “Ritorno al futuro”, con una serata rock’n’roll ispirata al ballo “Incanto sotto il mare”. L’ingresso agli eventi è gratuito.

Cinema all’aperto

Il cinema all’aperto a Roma è un’iniziativa da non perdere. Tornano le arene CineVillage in diverse zone della città con proiezioni a piazza Vittorio, villa Bonelli, parco Tevere Marconi e villa Lazzaroni con tantissimi film in programma che spaziano dal cinema italiano ai titoli internazionali.

Yoga al tramonto a Villa Pamphili

A villa Pamphili si torna a respirare con “Il Saluto al Sole”. La rassegna gratuita organizzata da VIVI porta lo yoga all’aperto, nel cuore di uno dei parchi più belli di Roma. Le lezioni accolgono tutti, dagli appassionati più esperti a chi confonde ancora una posizione yoga con uno stretching fatto al volo. Il mercoledì arriva anche il Tai Chi, con gesti lenti, concentrazione e una pausa totale dal caos cittadino. Stop dall’11 al 16 agosto, poi si riparte il 18. Per partecipare serve soltanto la VIVI Card.

I Viaggi dell’Arte tra Magliana, Trullo e Corviale

Fino al 9 agosto, “I Viaggi dell’Arte” torna per la sua diciottesima edizione e si muove tra il parco Tevere Magliana, Marconi, Trullo, Corviale e Muratella. Spettacoli, incontri, installazioni e laboratori diventano strumenti per ascoltare i territori, non semplici eventi calati dall’alto. Le storie degli abitanti incontrano il lavoro degli artisti e restituiscono un ritratto vivo, creativo e sorprendente della città. Nel pomeriggio sono in programma anche attività per adulti e bambini.

Mangiare una grattachecca

Non è una granita e chiamarla così davanti a un romano potrebbe aprire una discussione infinita. La grattachecca nasce raschiando a mano un blocco di ghiaccio, poi bagnato con sciroppi e completato, a seconda dei gusti, con frutta fresca, cocco o altre aggiunte. È una tradizione estiva molto romana, legata ai chioschi storici distribuiti in varie zone della città.

Ne trovate sul lungotevere, a Trastevere, nei pressi di Ponte Milvio, Prati e in altri quartieri. Limone per chi vuole restare classico, amarena per chi non ha paura delle macchie, menta per chi cerca l’effetto aria condizionata.

Le spiagge più belle di Roma per una giornata al mare

Quando l’asfalto inizia a tremare per il caldo, resta sempre il piano mare scegliendo una delle spiagge vicino a Roma. Tra Ladispoli e Cerveteri potete scegliere Torre Flavia, con sabbia dorata, fondali graduali e una zona umida frequentata da numerose specie di uccelli.

Ad Anzio ci sono le Grotte di Nerone, una spiaggia ai piedi del promontorio legato ai resti della villa imperiale. Il tratto è raccolto, scenografico e vicino al centro del borgo. Più a nord, Santa Severa offre un litorale ampio dominato dal castello affacciato sul mare. Potete alternare bagno, passeggiata e visita culturale, evitando così la giornata da lettino immobile.

Spiaggia di Santa Severa con il suo Castello
iStock
La spiaggia di Santa Severa con il suo Castello

Street food sul lungo Tevere

Fino al 24 agosto, le banchine comprese tra ponte Sublicio e ponte Sisto tornano a riempirsi con “Lungo il Tevere Roma”. Ogni sera trovate ristorazione, cocktail bar, artigianato, mostre, presentazioni, musica e piccoli spettacoli. Non serve costruire un programma preciso. Potete arrivare dopo cena, scendere le scale e cominciare a camminare seguendo ciò che attira l’attenzione. È una delle passeggiate più semplici dell’estate romana, ma anche una delle più vive.

Festival des Cabanes nei giardini di Villa Medici

Tra sentieri, alberi e scorci su Roma a villa Medici spuntano sei installazioni da attraversare, esplorare e guardare da prospettive diverse. Il Festival des Cabanes torna con progetti internazionali che mescolano creatività, ricerca e materiali insoliti, dagli elementi industriali a quelli recuperati. Non sono rifugi da fiaba, ma piccole provocazioni costruite: invitano a ripensare il modo in cui occupiamo lo spazio, conviviamo con l’ambiente e immaginiamo l’abitare di domani. Il festival resta aperto fino al 28 settembre nei giardini dell’Accademia di Francia.

Una notte nella Valle dell’Inferno a Tivoli

Serve uscire appena fuori Roma, ma ne vale la pena. Ogni venerdì e sabato, fino al 5 settembre, villa Gregoriana a Tivoli ospita “Una notte nella Valle dell’Inferno”. Il percorso attraversa boschi, grotte, cascate, rovine e sentieri nel parco voluto da Gregorio XVI. Di sera tutto cambia: le luci si abbassano, i rumori della natura diventano più presenti e la passeggiata acquista un tono quasi cinematografico.

Un’estate d’amore sul Lago di Garda, torna l’appuntamento più romantico tra eventi ed esperienze uniche

Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.

Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.

Tra sale a ferro di cavallo e palchi dorati, viaggio tra i 10 teatri condominiali UNESCO che raccontano l’Italia

Sale a ferro di cavallo, palchi decorati, antichi velluti e macchine sceniche che raccontano storie di musica e spettacolo: sono i teatri condominiali all’italiana, dieci piccoli capolavori nascosti tra borghi e città storiche del Centro Italia che nel luglio 2026 hanno conquistato il riconoscimento UNESCO.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, riunitosi a Busan in Corea del Sud, ha infatti riconosciuto il valore universale del “Sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale”, portando a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella prestigiosa lista.

Un riconoscimento che premia senz’altro la bellezza di queste sale teatrali, con palchi decorati e atmosfere da grande opera, ma anche la loro storia straordinaria: questi teatri sono nati infatti grazie alla partecipazione delle comunità locali, che a cavallo tra Settecento e Ottocento decisero di unirsi per costruire e gestire luoghi dedicati alla cultura e allo spettacolo. Ancora oggi questi teatri rappresentano il cuore pulsante di molti borghi italiani: ospitano spettacoli, concerti, festival e continuano a raccontare una tradizione in cui il teatro era intrattenimento sì, ma anche uno spazio di incontro e identità collettiva.

Vi suggeriamo dunque un itinerario, un percorso perfetto per chi ama il turismo culturale e vuole scoprire un’Italia meno conosciuta, dove piccoli centri intrecciano arte, storia e comunità e qui questi convivono ancora oggi.

Perché i teatri condominiali sono UNESCO

Il termine “condominiali” racconta già la loro caratteristica più originale. A differenza dei grandi teatri costruiti dalle corti aristocratiche, questi edifici nacquero grazie a un modello partecipativo: cittadini, famiglie locali e istituzioni contribuirono economicamente alla loro realizzazione diventandone proprietari. Tra XVIII e XIX secolo, nei piccoli centri dell’Italia centrale, il teatro diventò così un elemento fondamentale della vita sociale. Le sale a ferro di cavallo, con la platea e i palchetti disposti secondo il modello italiano, erano luoghi di spettacolo e punti di riferimento per la comunità.

Il valore riconosciuto dall’Unesco nasce proprio dall’unione di tre elementi: architettura, funzione culturale e partecipazione civica. Un modello innovativo che ha permesso per oltre due secoli di mantenere viva la tradizione dello spettacolo dal vivo anche lontano dalle grandi capitali culturali. Oggi questi teatri conservano ancora la loro funzione originaria e continuano a essere luoghi vivi, capaci di adattarsi ai nuovi linguaggi artistici senza perdere il fascino del passato.

Itinerario nei 10 teatri condominiali Unesco in Italia

Dalle colline del Montefeltro ai borghi marchigiani, fino all’Umbria del Festival dei Due Mondi: ecco le tappe del nuovo itinerario culturale Unesco.

Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria (Emilia-Romagna)

Tra le colline del Montefeltro si nasconde uno dei teatri storici più affascinanti d’Italia. Il Teatro Angelo Mariani colpisce per le sue dimensioni raccolte e per la sua atmosfera elegante: una vera bomboniera interamente realizzata in legno, dove ogni dettaglio richiama il fascino del teatro d’opera ottocentesco. La sala all’italiana, con la caratteristica forma a ferro di cavallo e i palchetti decorati, regala ai visitatori un’esperienza immersiva, riportando chi lo ammira ancora oggi indietro nel tempo.

Teatro Gentile di Fabriano (Marche)

Nel cuore delle Marche, il Teatro Gentile di Fabriano racconta una storia di bellezza e resilienza. Danneggiato dal terremoto del 1997, è stato restituito alla città dopo un importante intervento di recupero, tornando a essere uno dei principali luoghi culturali del territorio. La sua elegante sala, impreziosita da decorazioni e palchi, rappresenta il legame profondo tra il teatro e la comunità che lo ha custodito nel tempo.

Teatro Pergolesi di Jesi (Marche)

Il Teatro Pergolesi di Jesi è uno degli esempi più emblematici del modello condominiale. La sua costruzione fu resa possibile grazie a una società composta da 57 cittadini proprietari, che parteciparono direttamente alla nascita del teatro. Inaugurato nel 1798, ancora oggi è permeato dal fascino delle grandi sale italiane e ospita una ricca programmazione di opere, concerti e spettacoli.

Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno (Marche)

Nel centro storico di Ascoli Piceno si trova uno dei teatri più eleganti delle Marche. Il Ventidio Basso conquista con la sua sala all’italiana, i tre ordini di palchi e le decorazioni ottocentesche che testimoniano il prestigio raggiunto dal teatro italiano. Una visita in questo antico gioiello permette di scoprire il lato più raffinato della città, tra architettura, musica e tradizione.

Teatro Serpente Aureo di Offida (Marche)

Nel borgo di Offida, considerato uno dei più belli delle Marche, il Teatro Serpente Aureo è un piccolo scrigno culturale. Il nome richiama lo stemma cittadino del serpente d’oro, mentre gli interni sorprendono con decorazioni, stucchi e dipinti allegorici. Una tappa perfetta per chi vuole unire cultura teatrale e viaggio nei borghi storici italiani.

Teatro dell’Aquila di Fermo (Marche)

Con i suoi 124 palchi distribuiti su cinque ordini, il Teatro dell’Aquila di Fermo è uno dei più spettacolari teatri storici italiani. La sua particolarità più affascinante è la presenza della macchina scenica ottocentesca ancora funzionante, una testimonianza unica della complessità degli spettacoli di un tempo, nonché un vero monumento alla tradizione teatrale italiana.

Teatro Lauro Rossi di Macerata (Marche)

Il Teatro Lauro Rossi rappresenta perfettamente lo spirito dei teatri condominiali. Nato come “Teatro dei Condomini”, fu costruito grazie alla partecipazione dei cittadini e ancora oggi mantiene il suo ruolo centrale nella vita culturale di Macerata. Le sue eleganti decorazioni e la sua storia lo rendono una delle tappe più importanti dell’itinerario Unesco.

Teatro Feronia di San Severino Marche (Marche)

Il Teatro Feronia custodisce una storia particolare: venne realizzato alla fine del Settecento all’interno degli spazi di una precedente chiesa. Questa trasformazione racconta il cambiamento della società dell’epoca, quando il teatro iniziò a diventare un luogo aperto e condiviso dalla comunità.

Teatro Bramante di Urbania (Marche)

Nel borgo di Urbania, antica città del Ducato di Urbino, il Teatro Bramante sorprende per la sua atmosfera raccolta.
Costruito all’interno di un antico complesso conventuale, porta il nome di Donato Bramante e rappresenta il perfetto incontro tra architettura, storia e cultura.

Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto (Umbria)

Ultima tappa del viaggio è Spoleto, dove il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti rappresenta il legame tra tradizione e innovazione. Il teatro è indissolubilmente legato al celebre Festival dei Due Mondi, una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia fondata proprio da Gian Carlo Menotti.

Il turismo culturale cresce e rigenera i territori italiani tra borghi e festival

La cultura traina il turismo italiano; il richiamo di città d’arte, borghi, territori segreti, musei e siti archeologici conquista i viaggiatori nazionali e internazionali. Questo è ciò che emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture, intitolato Impresa Cultura. La cultura che cambia i territori e presentato a Roma: l’edizione ha analizzato i dati del 2025 misurando quanto il patrimonio culturale riesce a incidere su turismo ed economia.

I dati del turismo culturale nel Rapporto di Federculture

I numeri confermano la ripresa. Nel 2025 l’Italia ha registrato 476,4 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente e del 9,8% nel confronto con il 2019, prima della pandemia. Il punto, però, non è soltanto quanto sia cresciuto il turismo.

La maggior parte dei pernottamenti si concentra infatti in un gruppo ristretto di destinazioni. Sono 1.024 i comuni classificati come territori a vocazione culturale e paesaggistica: rappresentano circa il 13% del totale nazionale, ma raccolgono il 63% delle presenze turistiche italiane.

Non si parla soltanto di Roma, Firenze, Venezia o delle altre città più note. Nel gruppo rientrano anche centri minori, aree caratterizzate da più forme di turismo e comuni nei quali la dimensione culturale convive con quella naturalistica, spirituale o gastronomica. Eppure, il divario rimane. Alcune destinazioni devono gestire un numero crescente di visitatori, altre faticano a farsi conoscere.

Il turismo internazionale sceglie le destinazioni culturali

La presenza straniera è uno degli elementi più evidenti del rapporto. Nei territori culturali i visitatori internazionali rappresentano oltre il 55% del movimento turistico. La percentuale sale al 58% nei comuni a prevalente vocazione culturale e raggiunge il 73% nelle grandi città.

Il turismo urbano internazionale, secondo le analisi riportate da Federculture, ha ormai raggiunto dimensioni tali da superare quello legato alle tradizionali destinazioni balneari. Una trasformazione che cambia anche il modo in cui si viaggia.

Le città vengono visitate durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi, e attirano un pubblico disposto a spostarsi per una mostra, un concerto, un anniversario storico o l’apertura di un nuovo spazio culturale. La crescita, però, porta con sé la difficoltà di gestione dei flussi che in alcuni periodi dell’anno provocano affollamento e il problema degli affitti brevi.

Il futuro della rigenerazione urbana

Uno dei passaggi più interessanti del rapporto riguarda la rigenerazione urbana. Federculture ha esaminato i progetti sostenuti attraverso un programma del Ministero dell’Interno legato al PNRR. Circa un intervento su cinque presenta una componente culturale.

Biblioteche, ex fabbriche, teatri, edifici storici e spazi pubblici vengono recuperati con l’obiettivo di restituirli alle comunità. Secondo Bonisoli, questi dati mostrano un potenziale ancora sottovalutato: la cultura può riattivare luoghi abbandonati e creare nuove forme di partecipazione, a condizione che la trasformazione non si limiti ai lavori edilizi.

Dopo il restauro, però, servono personale e risorse per poter mantenere vivi i progetti rilanciati. Accanto alla rigenerazione l’analisi individua tutti gli strumenti utili per ampliare la geografia del turismo culturale sfruttando festival, il legame spirituale con la rete di cammini, abbazie, santuari e non solo. Queste opportunità vanno ad alleggerire la pressione sulle mete più frequentate per proporre aree interne e meno conosciute.

Musica Dal Vivo a Roma: I Migliori Concerti A Dicembre

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Musica dal vivo a Roma: i migliori concerti a Ottobre 2025

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Musica Dal Vivo A Roma: I Migliori Concerti ad Agosto

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Musica Dal Vivo A Roma: I Migliori Concerti a Luglio

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