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Alessandro Callari, Booking: “Cresce l’interesse per luoghi meno scontati”

Nel 2027, il turismo abbandonerà ogni copione prestabilito per dare spazio all’effetto sorpresa e all’imprevisto. I dati che emergono dalla ricerca “Travel Predictions 2027” di Booking.com evidenziano che il 77% dei viaggiatori pianifica soggiorni per cimentarsi in esperienze fuori dai propri schemi. L’81% sceglie la meta ideale facendosi guidare dalle emozioni. Il 65% mostra interesse per forme di turismo insolite, come il “turismo paranormale” alla scoperta di cripte misteriose.

L’indagine è stata condotta online tra luglio e agosto 2026 su un campione complessivo di 28.230 persone in 33 Paesi, coinvolgendo adulti che prevedono di viaggiare nei successivi 12-24 mesi. Le destinazioni sono state selezionate filtrando tra le mille più prenotate su Booking nella prima metà del 2026 e ordinandole in base alla crescita percentuale rispetto all’anno precedente.

Attraverso l’analisi dei dati di prenotazione (tra gennaio e giugno 2026), Booking ha selezionato dieci destinazioni emergenti (presentate senza un ordine di ranking specifico) ideali per i viaggiatori del 2027:

Le 10 mete di tendenza del 2027

Reims (Francia)

Famosa per le storiche maison e cantine di Champagne scavate nel gesso sotterraneo, offre anche un ricco patrimonio culturale dominato dalla Cattedrale di Notre-Dame de Reims (luogo d’incoronazione dei sovrani di Francia) e una vivace tradizione enogastronomica (come i biscuits roses). È collegata a Parigi in meno di 45 minuti di treno ad alta velocità.

Monterey (California, USA)

Situata sulla Central Coast, unisce paesaggi oceanici spettacolari, un passato industriale legato a John Steinbeck (Cannery Row) e il celebre Monterey Bay Aquarium. È perfetta per il whale watching, il kayak tra le foreste di kelp e percorrere la scenografica 17-Mile Drive.

Sendai (Giappone)

Principale città della regione del Tohoku, offre ampi spazi naturali lontani dai flussi di massa, unendo uno stile di vita rilassato a testimonianze storiche come il Castello di Sendai e il mausoleo Zuihoden. È celebre per la lingua di manzo alla griglia (gyutan) e vicina alle sorgenti termali di Akiu Onsen e alla baia di Matsushima.

Rosario (Argentina)

Città creativa e informale adagiata sul fiume Paraná, nota per la passeggiata della Costanera, il vivace quartiere di Pichincha (ricco di jazz bar e locali), il Mercado del Patio e i legami storici con figure come Che Guevara e Lucio Fontana.

Puri (India)

Situata nell’India orientale sul Golfo del Bengala, unisce ampie spiagge sabbiose a tradizioni spirituali e di pesca. Ospita il sacro Tempio di Jagannath e rappresenta la porta d’accesso per il Tempio del Sole di Konark (UNESCO) e il lago Chilika.

Christchurch (Nuova Zelanda)

Rinata dopo i terremoti del 2010-2011, si è affermata come una delle realtà urbane più dinamiche e creative del Paese, attraversata dal fiume Ōtākaro Avon e vicina alle Alpi Meridionali e a Hagley Park.

Bratislava (Slovacchia)

Capitale a misura d’uomo lungo il Danubio, offre un centro storico medievale, palazzi barocchi, l’iconico castello sulla collina, mercati vivaci e vicinanza ai vigneti dei Piccoli Carpazi (Pezinok e Modra). Si trova a breve distanza da Vienna e Budapest.

Goiânia (Brasile)

Una delle prime città pianificate del Sudamerica (anni ’30), famosa per i suoi viali alberati, l’architettura Art Déco, il Mercado Municipal (con i prodotti tipici del Cerrado) e una vivace scena culturale e notturna nei quartieri di Setor Marista e Bueno.

Pescara (Italia)

Meta della costa adriatica caratterizzata da ampi litorali sabbiosi, ritmi rilassati, ottima cucina marinara (come il brodetto alla pescarese) e itinerari culturali legati a Gabriele D’Annunzio e al Museo delle Genti d’Abruzzo.

Asunción (Paraguay)

Capitale accogliente e ricca di contrasti, dal vivace Mercado 4 (tra erbe per il tereré e piatti tipici come il mbeju) ai monumenti storici come il Palacio de los López, fino ai locali e ristoranti contemporanei del quartiere Villa Morra.

Le evidenze della ricerca

Alla luce dei fatti, abbiamo chiesto un commento ad Alessandro Callai, Regional Manager Italia in Booking.com.

Alessandro, il mondo dei viaggi segue con grande attenzione il vostro report annuale. Quest’anno, nell’ambito di “Travel Predictions 2027”, sta suscitando particolare interesse la lista delle “Trending Destinations”. Di cosa si tratta esattamente?

Le nostre “Travel Predictions 2027” si basano su una ricerca condotta su oltre 28.000 viaggiatori in 32 Paesi e territori. Insieme alle previsioni, presentiamo anche le nostre “Trending Destinations”: dieci mete verso cui l’interesse è in crescita. Abbiamo stilato la lista sulla base dei nostri dati di prenotazione. Per essere incluse, le destinazioni dovevano figurare tra le mille più prenotate su Booking.com nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026. Le abbiamo poi ordinate in base alla crescita su base annua, con un limitato intervento editoriale per garantire un’adeguata varietà geografica. Ne è nata una lista eterogenea, che spazia da Sendai, in Giappone, a Goiânia, in Brasile, fino a Christchurch, in Nuova Zelanda.

Guardando questa lista internazionale, c’è un elemento ricorrente che accomuna destinazioni così diverse?

Molte di queste località si trovano vicino a mete più conosciute. Bratislava è a breve distanza da Vienna e Budapest. Reims è una meta a sé, non soltanto una gita in giornata da Parigi. Monterey, in California, offre una piacevole fuga affacciata sull’oceano. A unirle potrebbe essere più una sensazione che una caratteristica geografica. I viaggiatori sembrano attratti da città con una ricca vita culturale, dove possono rallentare e prendersi tutto il tempo che vogliono. Pensiamo a un pranzo che si prolunga fino al pomeriggio, o a una passeggiata senza una meta precisa. Sono luoghi da esplorare senza fretta, soffermandosi sui dettagli e lasciando che la giornata segua il suo corso. Forse il filo conduttore è proprio questo: il piacere della scoperta, a un ritmo più disteso.

E in Italia spicca Pescara. Come si inserisce in questo scenario?

Siamo orgogliosi che Pescara figuri tra le nostre “Trending Destinations”. L’Italia è una meta da sogno per molti viaggiatori internazionali, ma l’attenzione si concentra spesso sulle grandi città d’arte, come Roma e Firenze, o su località costiere molto amate, come la Costiera Amalfitana, il Gargano e il Salento. Pescara dimostra che c’è molto altro da scoprire lungo la costa adriatica, in Abruzzo. E riflette una tendenza che osserviamo anche nelle altre destinazioni: cresce l’interesse per luoghi meno scontati.

In “Travel Predictions 2027” parlate anche di “Going Off-Script” e “Vibe Check-In” (scegliere in base al proprio stato d’animo). In che modo Pescara si collega a queste nuove tendenze?

Pensiamo che sia in sintonia con entrambe. Dalla nostra ricerca emerge che il 77% dei viaggiatori è interessato a un viaggio del tutto fuori dai propri schemi, mentre l’81% sceglierebbe una destinazione soprattutto in base a come desidera sentirsi. Pescara è ideale per chi cerca un ritmo più lento: un lungo litorale sabbioso da esplorare a piedi o in bicicletta, mattinate in riva al mare e serate scandite dai tempi dell’aperitivo.

Quali altri elementi, secondo lei, rendono Pescara una destinazione così promettente per il prossimo anno?

Pescara racchiude molti degli aspetti che rendono speciale un viaggio in Italia: un’ottima cucina, una vivace vita culturale, il piacere di stare al mare e tanti luoghi meno conosciuti da esplorare nei dintorni. È una destinazione che invita i viaggiatori ad andare oltre le mete più familiari e a scoprire un volto diverso dell’Italia. Per questo, Pescara è una meta entusiasmante da esplorare nel 2027 e negli anni a venire.

Queste 9 tendenze di viaggio rivoluzioneranno il modo di esplorare il mondo nel 2027

E se la prossima vacanza fosse l’occasione perfetta per fare qualcosa che non avreste mai immaginato? Nel 2027 il viaggio cambia vibe: meno aspettative da rispettare, più voglia di sperimentare… anche a costo di sorprendere sé stessi. A raccontarlo sono le Travel Predictions 2027 di Booking.com, giunte all’undicesima edizione; il filo conduttore è Going Off-Script, ovvero la voglia di abbandonare i programmi già scritti per seguire emozioni, curiosità e desideri personali. Ma vediamo insieme nel dettaglio 9 travel trends di Booking.com per il 2027.

Plot Twist Trip

C’è chi vuole regalare un piccolo colpo di scena alla propria cerchia. Per il 36% dei viaggiatori, infatti, l’idea di stupire amici e familiari rende ancora più interessante la scelta della destinazione o dell’esperienza. Immaginate la reazione del gruppo WhatsApp davanti alle foto dell’amica super glamour alle prese con un trekking nel fango. Inaspettato? Decisamente. E forse è proprio questo il bello: tornare con una storia che nessuno avrebbe previsto.

Social Currency

Organizzare un viaggio di gruppo? Un’idea bellissima ma bisogna avere gusti e idee simili per far funzionare la cosa. Secondo il 51% degli intervistati da Booking.com racconta di aver avuto discussioni legate al budget mentre il 38% è arrivato addirittura ad escludere qualcuno da una vacanza. Anche tra i genitori emerge il desiderio di spazi tutto per sé, c’è persino un 61% che vorrebbe concedersi un viaggio senza figli. Nonostante ciò, proprio come mostrato nei Travel Trends 2027 di Skyscanner, gli utenti amano ancora fare viaggi di gruppo.

Vibe Check(In)

L’81% dei viaggiatori prenderebbe in considerazione una destinazione soprattutto per le emozioni che desidera vivere. Relax totale, adrenalina, leggerezza, bisogno di staccare da tutto: a guidare la scelta potrebbe essere lo stato d’animo, ancora prima della geografia. Il 76% sarebbe interessato a utilizzare strumenti capaci di suggerire mete in sintonia con il proprio mood. E qui entra in gioco la tecnologia.

Tra i Gen Z, il 76% si dice disposto a condividere dati provenienti da smartwatch, smartphone e indicatori emotivi per ottenere proposte personalizzate. Tra i Baby Boomer la quota scende al 36%. La vacanza, in pratica, potrebbe diventare una sorta di playlist emotiva. Solo che, al posto delle canzoni, ci sono città, paesaggi ed esperienze da vivere.

Donna che fa yoga e meditazione in aeroporto
Ufficio Stampa
Il lato emotivo del viaggio tra le tendenze 2027

The All-Exclusive

L’all-inclusive non sparisce, ma potrebbe cambiare faccia. Sempre più persone vogliono decidere cosa inserire davvero nella propria vacanza, senza ritrovarsi servizi superflui inclusi nel prezzo. Il 67% degli intervistati afferma che cambiamenti legati al benessere, all’alimentazione o allo stile di vita hanno già influenzato le proprie decisioni di viaggio. Il 66% vorrebbe pacchetti più flessibili, dai quali eliminare tutto ciò che non interessa. E per il 58% anche le preferenze alimentari possono orientare la scelta di un hotel o di una destinazione. Il nuovo lusso? Non avere tutto a disposizione, ma poter scegliere ciò che conta davvero, anche quando significa rinunciare a qualcosa.

Trip to the Beyond

Il turismo paranormale potrebbe ritagliarsi uno spazio sorprendente nel 2027. Il 65% dei viaggiatori si dichiara attratto da esperienze legate a fenomeni inspiegabili, luoghi considerati infestati e racconti soprannaturali. Ma non è soltanto questione di adrenalina o atmosfere da film horror. Il 48% sarebbe disposto a partecipare a esperienze nella speranza di stabilire un contatto con persone scomparse, mentre il 50% mostra curiosità verso attività dedicate ai grandi interrogativi sull’esistenza e sull’aldilà. E anche in Italia i borghi esoterici non mancano di certo!

Casa infestata da visitare in viaggio
Ufficio Stampa
Boom di interesse per i luoghi esoterici

PTO Powered by AI

Per il 58% degli intervistati, il pensiero del rientro rovina almeno in parte le ultime ore di relax. E il 38% ammette di portarsi dietro il laptop per controllare la situazione lavorativa. Nel 2027 l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a gestire alcune incombenze mentre siamo lontani dalla scrivania. Il 64% sarebbe interessato a delegarle attività professionali durante le ferie e il 43% si sentirebbe tranquillo nell’affidarle mail e compiti amministrativi. Il dato più curioso? Il 44% sfrutterebbe volentieri il supporto dell’AI per recuperare gli aggiornamenti al rientro e concedersi, almeno idealmente, un giorno libero in più senza farsi notare troppo.

Hotel in the Sky

Il viaggio comincia quando si arriva in hotel? Non per tutti. Nel 2027 anche le ore trascorse in aereo potrebbero diventare un momento dedicato al benessere. L’89% degli intervistati ammette di essere disposto a gestire un volo a lungo raggio, purché ciò corrispondesse a un arrivo più riposato. Tra i servizi desiderati spuntano menu e consigli sull’assunzione di caffeina studiati per favorire il sonno (33%), sistemi di illuminazione pensati per attenuare il jet lag (20%) e kit skincare (19%). Il 24% vorrebbe persino aree silenziose riservate agli adulti.

Sweat Synergy

Anche la vacanza in solitaria cambia: il 66% di chi ha viaggiato da solo racconta di aver fatto amicizia e stretto legami duraturi soprattutto nelle attività fisiche condivise come ad esempio dei trekking; insomma, si parte da soli ma non si esclude il senso di community durante una vacanza sportiva.

Gruppo che corre al tramonto
Ufficio Stampa
Viaggiare in solitaria per fare amicizia

Trailside Therapy

Il viaggio al posto della consulenza di coppia? Secondo il 47% degli intervistati potrebbe essere una buona idea… e secondo l’81% le attività svolte insieme potrebbero persino facilitare il dialogo toccando tematiche delicate in modo più sensibile.

Fai un pieno di “Vitamin T”, il trend di viaggio che ti cambia la vita

Viaggiare? Non è più solo un hobby, uno svago o un momento di stacco dalla routine. Sempre più persone ritengono l’esplorazione di luoghi lontani una sorta di cura, una vera e propria medicina per l’anima che possa migliorare la qualità di vita. Ecco perché, secondo Kayak, il nuovo trend di viaggio si chiama Vitamin T, iniziale di “travel”, ovvero viaggio in inglese. Il benessere è al centro di tutto e per questo le strutture ricettive si stanno adeguando. Spa, vasche idromassaggio e centri olistici sono ormai tra i servizi più richiesti… approfondiamo insieme la nuova tendenza e tutto ciò che c’è da sapere.

Cos’è il trend di viaggio Vitamin T

Uno degli ultimi Trend di viaggio? Secondo Kayak si chiama Vitamin T e con questa lettera si indica “travel”, ovvero viaggio. Non si tratta, dunque, di un integratore da assumere con abbondante acqua ma di un approccio rivoluzionario al tema vacanze che vuole portare l’attenzione su quanto possa essere importante staccare la spina, magari concedendosi un momento di relax. Più che una semplice pausa dalla routine, la vacanza diventa un intervento di benessere attivo, un toccasana per corpo, mente e spirito.

La nuova visione? È già pronta a diffondersi a macchia d’olio per chi vuole più di una semplice cartolina da condividere sui social. Secondo i nuovi studi condotti da Kayak, entro il 2030 la Vitamin T sarà una vera e propria necessità, non un lusso. Mettiamo da parte dunque massaggi, creme antirughe e tisane: il vero trattamento capace di dare un benessere generale è viaggiare. Il miglior modo di sentirsi giovani, dunque, potrebbe essere prenotare un nuovo volo.

I migliori luoghi per praticare il trend di viaggio Vitamin T

Il successo crescente del trend di viaggio Vitamin T non è casuale ed entro il 2030, come da studi, promuoverà un bisogno che non sarà più ritenuto un lusso ma una vera e propria necessità per ogni tipo di viaggiatore. Ritrovare benessere, connessione e consapevolezza va oltre il semplice dire addio allo stress e riempire gli occhi di cose belle. Devi sapere però che non è un trend difficile da mettere in pratica e che è sicuramente personalizzabile. Per poterlo fare devi chiederti cosa ti fa davvero stare bene: il silenzio della natura? Il mare? Una pratica spirituale? Una riconnessione con il corpo attraverso lo sport? Vediamo insieme quali sono i luoghi consigliati e qualche opzione da prendere in considerazione.

Sedona in Arizona

Tra le mete simbolo della Vitamin T c’è Sedona, in Arizona. Si tratta di uno degli angoli più suggestivi degli Stati Uniti: incastonato tra le rocce e paesaggi desertici, è considerato da molti viaggiatori un centro di energia spirituale. Il motivo? La forte connessione con la natura: escursioni nei canyon, yoga all’aperto, meditazione tra le rocce e sessioni di guarigione energetica fanno parte del quotidiano. Molti visitatori partecipano a drum circle serali o workshop di crescita personale, rientrando a casa con una nuova visione di sé.

Sedona in Arizona
Fonte: iStock
Sedona in Arizona è tra i luoghi perfetti per seguire il trend di viaggio sulla vitamina T

Ojai in California

La California non è solo surf, spiagge e vita mondana: una località come Ojai è destinata a diventare top per il trend Vitamin T. La cittadina, nota per essere tra i luoghi migliori dove praticare yoga, non è molto estesa in termini di dimensioni ed ha i monti Topatopa che la abbracciano per celare un luogo sicuro in cui riconnettersi in modo autentico con la natura trovando un ritmo proprio. Studi di yoga, erboristerie, ristoranti healthy costellano le vie centrali ma a tutto ciò si aggiungono attività come quella del forest bathing o le escursioni nel Los Padres National Forest dove ogni attività è pensata per rigenerare il corpo e alleggerire la mente.

Big Sur in California

Secondo luogo top in California è Big Sur che con la sua costa frastagliata è già diventata una meta iconica. Le onde blu dell’oceano e gli alberi di sequoia custodiscono il centro benessere Esalen Institute datato anni ’60 che da diversi decenni si mostra all’avanguardia nella promozione della guarigione olistica. Viene consigliato per poter partecipare a seminari di meditazione, corsi di consapevolezza corporea, cerimonie sciamaniche o semplicemente contemplare le balene che nuotano al largo mentre pedali lungo la costa. È un luogo dove il tempo rallenta e la profondità dell’esperienza prende il posto della velocità del mondo moderno.

Sedona in California
Fonte: iStock
Big Sur è tra i paradisi della California dove prenotare una vacanza all’insegna della vitamina T

Isola Saint Croix nei Caraibi

A vederla in foto sembra un posto da sogno ed effettivamente l’isola Saint Croix appartenente all’arcipelago delle Vergini ha molto da offrire. Con i colori tipici dei Caraibi è la meta top per chi sogna il mare come medicina. Yoga vista oceano, sport acquatici e paesaggi incontaminati fanno da cura per l’anima. Si possono organizzare numerose escursioni e attività sfruttando la connessione con gli elementi.

Rincón a Portorico

Altrettanto suggestivo e consigliato Rincón: una destinazione amatissima dai surfisti nella zona occidentale di Portorico. La meta, perfetta per chi cerca un viaggio trasformativo, alterna sport acquatici a momenti di silenzio senza dimenticare i mercati degli agricoltori con prodotti biologici dal gusto unico. Il leitmotiv? Il ritmo lento che è la regola per godersi a pieno la vitamina T.

Insomma, la Vitamin T è molto più di una tendenza: possiamo definirla un cambiamento culturale profondo che accelera con un cambiamento che culminerà nel 2030 come segnalato dalla ricerca. Non si tratta più di “scappare” dalla quotidianità, ma di immergersi in esperienze significative, capaci di rigenerare, ispirare e trasformare.

La nuova consapevolezza si riflette nel modo in cui scegliamo le nostre mete, nelle attività a cui partecipiamo, persino nel tipo di connessioni umane che cerchiamo mentre siamo lontani da casa. La Vitamin T spinge verso una visione più intenzionale e profonda del viaggio, dove ogni passo, ogni respiro e ogni scoperta ha un valore aggiunto. Insomma, la vera rivoluzione non è tanto nel numero di chilometri percorsi ma in ciò che la vacanza è in grado di lasciare dentro di noi: una nuova energia, una mente più lucida, un corpo più in armonia e uno spirito rinnovato. E se tutto questo fosse davvero il segreto per vivere meglio e più a lungo? Forse è il momento giusto per fare il pieno di Vitamina T.

Prenditi una pausa, fai le valigie: ecco il trend JOMO

I Millennials e, soprattutto, la Gen Z, non la smettono di creare acronimi per qualsiasi cosa, sentimento o modo di vivere: è da qui che arriva il termine JOMO ovvero “Joy of missing out”, nettamente all’opposto del FOMO, la paura di perdersi gli eventi, spiegato nel modo più conciso possibile.

Dall’ultima BIT tenutasi nei giorni scorsi a Milano è emerso che l’acronimo JOMO è ora un vero e proprio travel trend, una nuova tendenza legata a un nuovo modo di viaggiare: nessuno stress nel pianificare tour alla perfezione, basta solo fare le valigie verso una destinazione e visitarla e conoscerla secondo il proprio stato d’animo, quasi “perdendosi” tra le sue strade.

Infatti, di recente anche un sondaggio di Travel USA aveva messo in luce che il 65% dei viaggiatori oggi predilige per lo più esperienze in cui non vi è necessità alcuna di connessione online e che sempre più viaggiatori scelgono mete alternative e meno affollate.

Cos’è il trend JOMO e da dove nasce

In un’epoca dove si è sempre interconnessi e soprattutto connessi, i social media dettano anche i desideri degli appassionati viaggiatori: “vado a Roma e voglio andarci perché lì ho visto che tale influencer ha visitato un locale esclusivo e alla moda, non posso perdermelo” e così via.

Eppure, come emerso alla BIT2025, sempre più persone sentono il bisogno di lasciarsi alle spalle l’eccessiva pianificazione, soprattutto durante un viaggio e di vivere la vacanza per quella che davvero dovrebbe essere, ossia un momento in cui si stacca la spina dalla routine giornaliera, spesso soggetta a orari rigidi e scadenze, godendosi la libertà di vivere un po’ più alla giornata, senza il pensiero di arrivare in ritardo in un luogo, ad esempio.

Per questo l’acronimo JOMO legato al viaggio indica la tendenza di visitare una destinazione senza quasi sapere cosa si andrà a vedere sul luogo e cosa aspettarsi da quella determinata città, lasciandosi sorprendere.

I luoghi migliori in cui praticare il trend JOMO

Palermo, regina del Sud Italia e della “siesta”

Una città che pullula di vita, arte, storia, cultura e tradizioni secolari che si respirano ancora nell’aria e nelle sue strade, pervase dall’aroma di agrumi delle granite fresche e dal profumo dei pezzi di rosticceria appena sfornati, in una Palermo che è appunto patria del cibo di strada in Italia.

Palermo
Fonte: iStock
Vista al tramonto sul centro storico di Palermo

Qui, tra una passeggiata in Corso Vittorio Emanuele, davanti alla Cattedrale arabo-normanna e una brioche gelato da passeggio in via Maqueda è possibile diventare turisti e parte stessa della città: persino i locals, dopo pranzo, praticano la siesta! Palermo è una grande città, è vero, ma ha un carattere lay-back, il tempo a volte sembra quasi fermarsi e non si ha mai l’impressione che si possa andare di fretta. Insomma, tra un po’ di sole in spiaggia a Mondello, a pochi km dal centro storico e un’immersione nella cultura urbana, chi vuole fuggire alla frenesia troverà il posto ideale per farlo.

Siviglia, tra tapas e dolce far niente

La Cattedrale, la Giralda, l’Alcázar: certo, sono tappe imprescindibili di un viaggio a Siviglia, ma la città spagnola è ideale per un viaggio all’insegna del trend JOMO. Basta rilassarsi e lasciarsi trasportare dall’atmosfera leggera e solare del suo centro storico e dal carattere accogliente dei locals, concedendosi lunghe pause al ritmo di tapas e sangria nei ristorantini del centro e passeggiate all’aria aperta nei tanti spazi verdi della città (a proposito di ritmo, ovviamente, vi aspettano gli spettacoli di flamenco alla sera nei pub!).

Siviglia, Arenal
Fonte: iStock
Il quartiere tradizionale di Arenal a Siviglia

Ma non solo: a proposito di siesta, in Spagna è d’obbligo anche a Siviglia, questa città a tratti dal fascino moresco, ricca di scorci intriganti, che vi entrerà nel cuore e dove ritroverete l’ispanicità più autentica.

Copenaghen, meta del relax per antonomasia

E la meta del “relax” per eccellenza non poteva mancare, la danese Copenaghen, capitale della filosofia “hygge”, dove perdersi tra i negozi e le botteghe del quartiere Nørrebro e ammirare la natura locale, in perfetta armonia con l’ambiente urbano. Qui il viaggiatore non ha bisogno di grandi programmi: la città invita a percorrerla con il suo charme innato, come un magnete.

Il Quartiere di Nørrebro a Copenaghen
Fonte: iStock
Un palazzo nel quartiere di Nørrebro a Copenaghen

Amsterdam, verde e bike-friendly

Amsterdam, città bike-friendly – tra le prime in Europa – è rinomata per il suo quartiere Red Light e per i coffee shop, eppure ha molto di più a offrire: non solo musei dove riscoprire il meglio dell’arte olandese (Van Gogh vi dice qualcosa?), ma anche enormi parchi e spazi verdi in cui rilassarsi, un’occasione unica per confondersi tra i local nei mercati al coperto di cibo tipico (non solo, troverete proposte di street food da tutto il mondo, ma noi vi consigliamo di provare i formaggi locali e il panino all’aringa!) e per scoprire i dintorni campagnoli, pittoreschi e così belli da catturare l’animo.

Dove vedere i tulipani in Olanda
Fonte: Shutterstock
Tulipani colorati tra gli edifici storici di Amsterdam

Malta, una vacanza con la V maiuscola

L’arcipelago del Mar Mediterraneo famoso per le belle spiagge e le notti d’estate in discoteca, è un luogo perfetto per staccare la spina come JOMO insegna e immergersi nella vivacità di un luogo dal carattere meridionale, allegro e sempre soleggiato. Il posto perfetto, insomma, per rigenerarsi e vivere una vacanza non solo dettata dai ritmi delle visite guidate ai tanti musei e monumenti, ma soprattutto votata al relax e alla spensieratezza.

Nota deliziosa, il cibo: la scena enogastronomica di Malta vi lascerà a bocca aperta… Nel senso che non smetterete mai di mangiare, tra un boccone di fenek (il tradizionale stufato di coniglio alla maltese) e un cucchiaio di aljotta (prelibata zuppa di pesce all’aglio).

Viaggi etnobotanici, turismo sostenibile tra spedizioni naturalistiche e antropologiche

A molti viaggiatori non basta entrare in un giardino botanico, scoprire nuove specie di piante e leggere le spiegazioni per approfondire il rapporto che hanno stretto con l’uomo. Vogliono conoscere le piante nel loro habitat naturale ed esplorare in prima persona la complessa relazione che si instaura tra le culture indigene e il mondo vegetale.

È questo il desiderio che sta alla base del nuovo trend dedicato ai viaggi etnobotanici raccontato alla BIT 2025, un nuovo modo di fare turismo sostenibile che permette ai viaggiatori di scoprire l’antica saggezza botanica tramandata oralmente attraverso centinaia di generazioni.

Che cos’è il trend sui viaggi etnobotanici

Per conoscere questo nuovo trend, partiamo dal significato di ‘viaggi etnobotanici’: questo tipo di esperienza unisce il piacere del viaggio alla disciplina scientifica che studia le relazioni tra le popolazioni umane e le piante. Nel dettaglio, i viaggiatori avranno l’opportunità di scoprire come le diverse culture utilizzano le piante non solo per scopi alimentari, ma anche medicinali, artigianali o rituali.

Durante queste spedizioni naturalistiche e antropologiche, organizzate da esperti locali, guide ambientali e professori universitari, i partecipanti impareranno anche a conoscere gli impatti che le società umane moderne hanno sulle culture tradizionali e sugli habitat naturali, molto spesso causando enormi perdite di singole specie.

I luoghi migliori dove praticare il trend sui viaggi etnobotanici

Dove praticare, in Europa e nel mondo, questo nuovo trend presentato alla BIT 2025? Tra le mete più belle ci sono sicuramente le foreste pluviali, da quelle dell’Amazzonia al Perù, tra i luoghi più ricchi di biodiversità al mondo. Partecipando ai tour organizzati dagli esperti locali potrete inoltrarvi nella foresta e conoscere le piante che la abitano, alloggiare presso comunità indigene, partecipare a rituali tradizionali o ad attività di riforestazione.

Qui scoprirete la straordinaria varietà di piante amazzoniche e imparerete i loro usi tradizionali anche in campo medicinale: da sempre, infatti, le popolazioni locali hanno usato le piante per scopi curativi molto prima che si sviluppassero trattamenti scientifici formali.

Chi non può partire per destinazioni così lontane, può informarsi su tour e attività proposte anche in Europa e, soprattutto, in diverse parti d’Italia. Sapevate che, proprio nel nostro Paese e nello specifico a Castelluccio Superiore, in provincia di Potenza, è stato aperto qualche anno fa il primo Conservatorio di Etnobotanica italiano ed europeo?

Questo perché in Italia vantiamo una lunga tradizione dedicata al rapporto tra l’uomo e le piante. In Sardegna, per esempio, sono state fatte numerose ricerche che attestano l’utilizzo delle piante spontanee a scopi medicinali, soprattutto nell’entroterra in zone come la Marmilla e l’Ogliastra. Questa diventa un’opportunità anche per conoscere i piccoli borghi che talvolta restano fuori dai classici itinerari turistici. Anche in Valle d’Aosta vengono organizzati degli eventi dedicati all’etnobotanica, durante i quali i partecipanti potranno scoprire il mondo delle piante attraverso attività di riconoscimento, raccolta, trasformazione e utilizzo.

L’obiettivo di questi viaggi ed esperienze, vissuti all’estero come nel nostro territorio, è quello di trasmettere una nuova consapevolezza ai viaggiatori e di permettergli di conoscere il significato vero delle cure antiche tradizionali a stretto contatto con la natura.

Bravecation, dove misurarsi con i propri limiti in viaggio

Le abitudini di viaggio cambiano continuamente e sempre più persone desiderano vivere esperienze entusiasmanti e avventurose ovunque vadano. Secondo i dati della ricerca Ticket to Travel 2025 di Marriott Bonvoy (condotta su 21.374 adulti in 10 mercati in Europa, Africa e Medio Oriente e su oltre 2.000 viaggiatori in Italia) sei viaggiatori su dieci hanno dichiarato di essere più coraggiosi in viaggio.

L’idea di Bravecation, il nuovo trend di cui si è parlato anche alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo, racchiude l’esigenza del viaggiatore moderno che desidera uscire dalla propria zona di comfort intraprendendo vacanze coraggiose. Ma quali sono, nel dettaglio, le caratteristiche di questo trend e quali i luoghi migliori per praticarlo? Scopriamolo insieme per trovare ispirazione per il prossimo viaggio.

Che cosa è il trend Bravecation

Il termine Bravecation, il trend di viaggio raccontato anche alla BIT 2025, è un neologismo inglese che combina le parole “brave” (coraggioso) e “vacation” (vacanza). La parola si riferisce a una specifica tipologia di vacanza che incoraggia i partecipanti a superare i propri limiti e a provare nuove esperienze avventurose.

Questo trend non riguarda necessariamente attività estreme, come per esempio il bungee jumping o il paracadutismo, ma ispira a uscire dalla propria zona di comfort e mettersi alla prova anche in modi più semplici, come provare cibi nuovi e strani. Allo stesso tempo racchiude anche avventure al limite, come prendere parte a spedizioni estreme tra i ghiacci artici, su picchi inaccessibili o in luoghi pericolosi.

I luoghi migliori dove praticare il trend Bravecation

James Joyce ha scritto: “le avventure non capitano a chi se ne sta a casa, bisogna andarsele a cercare fuori!”. Ma quali sono i luoghi ideali da cercare per uscire dalla nostra zona di comfort?

Isola di Holbox, Messico

Nuotare con gli squali balena può essere un’esperienza avventurosa che cambia la vita. Per provarla potreste andare nell’isola di Holbox, in Messico. Questi splendidi giganti gentili arrivano ogni anno sull’isola alla ricerca di acque calde per nutrirsi di plancton e piccoli pesci. Seppur sia completamente innocuo per gli esseri umani, resta comunque il pesce più grande al mondo e bisogna possedere una certa dose di coraggio per nuotarci assieme!

Monte Huashan, Cina

Chi vuole davvero mettersi alla prova (e possiede un po’ di esperienza nel campo dell’arrampicata) può provare a scalare il Monte Huashan in Cina. Qui è presente una passerella di legno considerata il sentiero escursionistico più pericoloso del mondo! Si tratta di una prova di Bravecation estrema in cui dovrete camminare, per alcuni momenti, su delle semplici assi di legno ancorate a pareti verticali. In altri momenti, invece, dovrete arrampicarvi su scalinate scavate nella roccia.

Per riposarvi potrete fare sosta in cinque punti completamente sospesi nel vuoto che vanno a formare i petali di un fiore, in riferimento alla parola “Huashan” (il fiore di montagna).

Bangkok, Thailandia

Se volete uscire dalla zona di comfort nell’ambito cibo, il luogo perfetto dove andare è Bangkok. La Thailandia è famosa per tanti piatti deliziosi come il curry Massaman, il Pad Thai, il Tom Yam o il Som Tam, ma la cucina di questo Paese riserva anche delle sorprese non proprio appetitose. Tra gli ingredienti da provare per ampliare gli orizzonti del vostro palato ci sono i Sataw, fagioli puzzolenti, gli insetti fritti o le zampe del pollo, chiamate in thailandese Teen Gai.

Street food Thailandia
Fonte: iStock
Stand di street food con insetti diversi in Thailandia

Guanacaste, Costa Rica

Non solo avventure estreme, ci sono anche luoghi dove uscire dalla propria zona di comfort diventa sinonimo di divertimento (una volta superata la paura dell’altezza, per chi ne soffre). Il percorso di zipline proposto a Guanacaste, in Costa Rica, è un’esperienza imperdibile perché, con i suoi 1,3 chilometri di cavo, è considerata la più lunga zipline doppia in America Centrale e tra le 5 più lunghe al mondo. Una volta superata la paura, verrete ricompensati da una vista mozzafiato sull’Oceano.

Ghiacciaio Sólheimajökull, Islanda

Infine, un’altra attività che rientra nelle esperienze del trend Bravecation è l’arrampicata sui ghiacciai. Sono diverse le destinazioni dove praticarla, ma l’Islanda resta una delle più amate. Potete contattare diversi tour che vi porteranno, per esempio, al ghiacciaio Sólheimajökull, considerato il più panoramico del Paese: allacciate gli scarponi da trekking e regalatevi quest’avventura, dove vi sembrerà di essere atterrati sulla luna!

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