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Cervi braccati e trattati come attrazioni: a Scanno arriva l’ordinanza anti-maleducati

Scanno è abituato a convivere con la fauna selvatica ma il borgo abruzzese di recente sta iniziando a fare i conti con i turisti maleducati e vuole provare a riportare ordine. Il paese conosciuto per il lago dalla forma a cuore e per i paesaggi del parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, negli ultimi anni è diventato anche una delle mete preferite da chi spera di osservare da vicino cervi e altri animali. Questa attrazione, però, sta alimentando anche una problematica: dopo due episodi ravvicinati in cui alcuni cervi maschi hanno caricato visitatori nei prati attorno al lago, il Comune sta valutando un’ordinanza che vieti in modo esplicito di avvicinarsi agli animali selvatici.

Non è un’improvvisa aggressività dei cervi, sono stati i visitatori a cambiare atteggiamento: sentendosi braccati, circondati, fotografati a distanza minima e persino accarezzati hanno sentito il bisogno di difendersi.

Scanno, i cervi da difendere

Gli episodi che hanno fatto scattare l’allarme si sono verificati a distanza di 2 giorni l’uno dall’altro; in entrambi i casi il comportamento riprovevole è il medesimo: i turisti si avvicinano troppo ai cervi presenti nei prati del lago del borgo abruzzese. Sentendosi accerchiati da numerose persone e toccati hanno reagito nell’unico modo che conoscono: hanno caricato i due uomini e li hanno fatti cadere a terra. L’accaduto, pur senza conseguenze gravi, ha sollevato l’attenzione sugli atteggiamenti e su come tutelare l’ambiente.

Le immagini degli episodi, riprese con gli smartphone da altri presenti, hanno rapidamente iniziato a circolare sui social. Insieme ai video sono aumentati anche gli appelli a rispettare maggiormente la fauna selvatica e a evitare comportamenti che possono mettere in pericolo sia le persone sia gli animali.

Il sindaco di Scanno Giovanni Mastrogianni in un’intervista riportata da ANSA ha ricordato come il territorio ha saputo costruire un equilibrio tra presenza umana e fauna e proprio per difendere questa convivenza il Comune sta prendendo in considerazione un provvedimento che renda esplicito ciò che, in teoria, dovrebbe appartenere al buon senso: un animale selvatico deve essere osservato a distanza, senza cercare il contatto fisico e senza offrirgli cibo.

La cautela è ancora più necessaria in questo periodo dell’anno. Durante la stagione degli amori i cervi maschi possono infatti diventare più territoriali e reagire con maggiore decisione a ciò che percepiscono come una minaccia o un’invasione dello spazio personale. Un esemplare apparentemente tranquillo può quindi cambiare comportamento in pochi istanti.

I comportamenti sbagliati

Quello di Scanno non è l’unico accadimento, in Abruzzo si sono verificati altri episodi con incontri ravvicinati con animali selvaggi. Nel 2025 a Villalago un cervo aveva ferito una turista in un centro abitato e poche settimane dopo un altro episodio aveva coinvolto un residente.

Il problema, dunque, va oltre il singolo animale. A cambiare è soprattutto il modo in cui una parte dei visitatori si rapporta alla fauna. Il desiderio di ottenere una fotografia spettacolare, un video per i social o il contatto fisico con un cervo rischia di cancellare la distanza che dovrebbe esistere tra uomo e animale selvatico.

La voce autorevole della zooantropologa Manuela Macelloni ha sottolineato come accarezzare un animale non sia affatto un gesto positivo, soprattutto quando si tratta di una specie selvatica. Ancora più dannosa, però, l’abitudine di offrire il cibo: un cervo che associa la presenza delle persone a fonte di nutrimento può riportarlo in luoghi frequentati perdendo parte della naturale diffidenza che deve avere per la sua tutela.

L’ordinanza da sola potrebbe non bastare, potrebbero servire regole più rigide con sanzioni per chi supera i limiti stabiliti.

A Londra riapre il teatro perduto di Shakespeare: si può finalmente visitare

Quando si parla di William Shakespeare e dei luoghi che hanno segnato la storia del teatro londinese, il primo nome che viene in mente è quasi sempre quello del Globe Theatre. Eppure, sulle rive del Tamigi, esiste un altro sito legato alla vita e alla carriera del celebre drammaturgo: il Rose Playhouse. Più antico del Globe e a lungo considerato perduto, il teatro torna eccezionalmente accessibile al pubblico dopo sei anni, offrendo l’occasione di osservare da vicino i suoi resti archeologici.

Il teatro di Shakespeare riscoperto dopo secoli

Il Rose Playhouse fu costruito nel 1587 a Bankside, diventando il primo teatro di Londra realizzato appositamente per questo scopo nella zona. Era dunque già attivo quando un giovane Shakespeare muoveva i primi passi nel mondo teatrale e rappresentò uno dei luoghi più importanti della scena dell’epoca. Qui il drammaturgo lavorò e recitò regolarmente, mentre alcune delle sue opere e dei testi più celebri del periodo conquistarono il pubblico londinese.

Proprio al Rose venne rappresentata Tito Andronico, la prima tragedia di Shakespeare, mentre il teatro ospitò anche importanti lavori di Christopher Marlowe, tra cui Il dottor Faust e Tamburlaine il Grande. La storia del Rose, tuttavia, fu sorprendentemente breve: il teatro chiuse nel 1603, meno di vent’anni dopo la sua inaugurazione.

Per secoli si pensò che non fosse rimasta alcuna traccia dell’edificio. La svolta arrivò nel 1989, quando i resti furono scoperti casualmente durante i lavori per la costruzione di un edificio per uffici nelle vicinanze. Il ritrovamento suscitò grande interesse e portò alla mobilitazione di numerose personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Judi Dench, Ian McKellen, Patrick Stewart e Laurence Olivier, impegnate nella campagna per salvare il sito. Oggi le rovine sono protette dalla legge sui monumenti storici.

Quando visitare il Rose Playhouse di Londra

L’opportunità di vedere i resti del Rose Playhouse è particolarmente rara. Le visite guidate torneranno infatti a essere organizzate per il pubblico nei mesi di settembre e ottobre, per la prima volta dopo sei anni. Gli appuntamenti sono previsti ogni giovedì, dal 17 settembre al 29 ottobre, dalle 10 alle 15, con tour della durata di circa 45 minuti.

Durante la visita sarà possibile conoscere la storia del teatro, capire perché venne costruito proprio a Bankside e scoprire le vicende delle persone che vi lavorarono e si esibirono. Un’occasione per entrare nella Londra dell’epoca elisabettiana attraverso uno dei luoghi che hanno preceduto il più famoso Globe Theatre.

I resti archeologici sono conservati sott’acqua e illuminati da luci a corda, mentre una parte del sito, circa un terzo, deve ancora essere scavata. Il Rose Theatre Trust punta infatti a raccogliere i fondi necessari per completare gli scavi archeologici e trasformare l’area in The Rose Revealed, uno spazio dedicato a esposizioni, attività didattiche e spettacoli.

Il Rose Playhouse si trova al 56 Park Street, Bankside, SE1 9AR. L’ingresso è gratuito per i residenti di Southwark, mentre per gli altri visitatori il biglietto costa 12 sterline, con tariffa di 8 sterline per i biglietti ridotti. La prenotazione va fatta sul sito ufficiale del Rose Playhouse.

È qui che Pamela Anderson ha scelto di vivere lontano da Hollywood

Per anni il suo nome è stato associato a Hollywood, ai riflettori, alle copertine e alla fama conquistata con Baywatch. Oggi, però, Pamela Anderson sembra aver scelto una dimensione completamente diversa, lontana dal clamore del mondo dello spettacolo e immersa nella natura. A riportarla sotto i riflettori è stato proprio un video pubblicato su TikTok e diventato virale dove la star appare nel giardino della sua casa sull’isola di Vancouver, in Canada.

Il breve filmato mostra un’ambientazione quasi fiabesca, tra fiori e piante. Nessun lusso ostentato, nessuna scena hollywoodiana: soltanto Pamela Anderson nel suo spazio verde, intenta a godersi una quotidianità più semplice. Un’immagine che ha conquistato rapidamente il pubblico e che racconta anche una fase completamente nuova della sua vita.

La casa di Pamela Anderson sull’isola di Vancouver

Dopo gli anni trascorsi sotto i riflettori di Hollywood, Pamela Anderson ha scelto di tornare alle proprie radici e di vivere sull’isola di Vancouver, nella British Columbia, sulla costa occidentale del Canada. È qui che l’attrice è cresciuta e ha ristrutturato la proprietà di circa sei acri di Ladysmith (sulla costa orientale della parte meridionale dell’isola) appartenuta ai suoi nonni, trasformandola nel suo rifugio immerso nella natura.

Il video diventato virale su TikTok mostra proprio uno degli elementi più caratteristici di questa nuova quotidianità: il giardino della sua casa, tra fiori, piante e spazi verdi. Anderson si dedica infatti al giardinaggio, alla cura della natura e a progetti sostenibili. Coltiva parte del cibo che porta in tavola come pomodori e erbe aromatiche e trascorre molto tempo all’aria aperta, insieme ai suoi cani. Un’immagine che racconta bene il cambiamento della star, oggi sempre più legata a una vita lontana dai ritmi di Hollywood.

Come raggiungere Vancouver Island

Per chi desidera scoprire Vancouver Island, arrivare sull’isola è più semplice di quanto si potrebbe immaginare. Uno dei modi più suggestivi è il traghetto: dalla zona di Vancouver partono i collegamenti di BC Ferries verso diversi punti dell’isola. La rotta da Tsawwassen raggiunge Swartz Bay, nell’area di Victoria, mentre da Horseshoe Bay si può arrivare a Nanaimo. In queste tratte è possibile imbarcare l’auto.

Un’alternativa particolarmente interessante è Hullo, il servizio di traghetto veloce per soli passeggeri che collega il centro di Vancouver con Nanaimo in circa 70 minuti.

Spiaggia a Tofino, Vancouver Island
iStock
Spiaggia a Tofino, Vancouver Island

Per chi invece preferisce viaggiare in aereo, l’isola dispone di diversi scali: tra questi il Nanaimo Airport, utile soprattutto per esplorare la parte centrale e raggiungere anche Ladysmith, e il Victoria International Airport, nel sud.

Una volta arrivati, avere un’auto permette di muoversi con maggiore libertà e di attraversare i diversi paesaggi dell’isola. La rete stradale collega le principali località e offre itinerari panoramici, compresi quelli lungo la costa.

Vancouver Island diventa così una meta ideale per chi cerca foreste, oceano, piccoli centri e grandi spazi naturali: lo stesso scenario che oggi fa da sfondo alla nuova vita di Pamela Anderson, lontana da Hollywood e sempre più vicina alla sua idea personale di tranquillità.

Una fuga d’autunno a prezzi incredibili, torna la promo flash Ryanair

Una nuova promo flash Ryanair accende i riflettori sui voli low cost di fine estate e inizio autunno. L’offerta “Prenota ora” prevede un 15% di sconto sui voli acquistati entro il 28 agosto 2026 per viaggiare dal 01 settembre al 31 ottobre 2026. Tra le tantissime combinazioni da tenere d’occhio ci sono tre rotte, che abbiamo selezionato, e che permettono di raggiungere alcune città europee perfette per un weekend, con tariffe particolarmente interessanti.

Questi sono i luoghi italiani che fanno impazzire il Regno Unito, li svela il Daily Mail

Montagne, laghi, città d’arte, borghi medievali, coste e una tradizione gastronomica conosciuta in tutto il mondo: l’Italia continua a conquistare anche i viaggiatori britannici. A raccontare alcune delle destinazioni più amate è il Daily Mail (uno dei più famosi quotidiani popolari britannici), che propone una selezione di luoghi italiani capaci di sorprendere anche chi pensa di conoscere già il Bel Paese.

Il murales di Maradona restaurato fa già impazzire i turisti, ecco quando sarà inaugurato

A Napoli il legame tra Diego Armando Maradona e la città continua a richiamare visitatori da ogni parte del mondo. A poche ore dall’esordio del Napoli in campionato, i Quartieri Spagnoli sono tornati a riempirsi di tifosi e turisti, tutti diretti verso Largo Maradona. Qui, lo storico murale dedicato al Pibe de Oro è stato recentemente restaurato e, nonostante l’inaugurazione ufficiale debba ancora arrivare, sta già attirando una folla di curiosi.

Il murale di Maradona è ancora coperto

L’area di Largo Maradona è al momento transennata e il murale restaurato rimane ancora nascosto sotto un grande telone blu. Una situazione che, però, non ha assolutamente fermato i visitatori. In tanti hanno raggiunto i Quartieri Spagnoli nella speranza di riuscire almeno a intravedere un pochino l’opera e portare a casa una fotografia di uno dei luoghi più simbolici della Napoli legata a Diego Armando Maradona.

La scena è quella di una vera e propria processione internazionale unita da un unico richiamo: l’icona del calcio mondiale. Davanti al murale sono arrivati visitatori argentini, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, giapponesi e arabi, insieme a numerosi italiani provenienti da città e regioni diverse, tra cui Milano, Roma, Firenze, Emilia-Romagna e Puglia.

Tra maglie azzurre, sciarpe, fotografie e selfie, Largo Maradona continua così a rappresentare una delle principali tappe del pellegrinaggio calcistico a Napoli. Il fascino del luogo, tuttavia, va oltre la passione sportiva: il murale racconta infatti il rapporto speciale costruito negli anni tra il campione argentino e il popolo napoletano.

Quando sarà inaugurato il murale restaurato

L’attesa per vedere finalmente il murale di Maradona restaurato non dovrebbe durare ancora a lungo. Secondo quanto riportato da Il Mattino, quotidiano d’informazione fondato a Napoli, l’inaugurazione ufficiale è prevista tra due o tre settimane. Fino ad allora, l’opera resterà protetta dal telone e l’area continuerà a essere delimitata dalle transenne.

L’interesse, intanto, è già altissimo e potrebbe crescere ulteriormente con l’avvicinarsi dell’inaugurazione. Il murale di Largo Maradona è infatti molto più di una semplice opera urbana: negli anni è diventato un simbolo dei Quartieri Spagnoli e uno dei luoghi più fotografati dai visitatori che arrivano a Napoli.

La sua fama ha ormai superato i confini italiani, come dimostrano le tante diverse nazionalità presenti ogni giorno nella zona. Anche chi non segue il calcio può rimanere sicuramente colpito dalla forza del legame tra Maradona e Napoli, una storia fatta di vittorie, passione e identificazione collettiva.

Per questo Largo Maradona continua a essere una tappa quasi obbligata per chi vuole conoscere una delle anime più autentiche della città. E ora, con il restauro ormai completato e l’inaugurazione all’orizzonte, l’attesa intorno al celebre murale è destinata a crescere ancora.

Seguiranno aggiornamenti sul giorno previsto per l’inaugurazione ufficiale.

Un treno storico da Milano Centrale ad Alba che profuma d’autunno, tra tartufo e vino

L’autunno si può vivere anche dal finestrino di un treno, lasciandosi alle spalle Milano per entrare lentamente nel paesaggio delle Langhe. L’11, il 18 e il 25 ottobre 2026 arriva il treno storico Milano Centrale-Alba, un itinerario dedicato a due grandi protagonisti del Piemonte: il tartufo e il vino. Un viaggio che unisce il fascino della ferrovia d’epoca alla scoperta di uno dei territori italiani più celebri per la sua cultura enogastronomica.

La destinazione è Alba, nel cuore delle Langhe, dove colline e vigneti disegnano un paesaggio riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È proprio in autunno che questo angolo del Piemonte assume un’atmosfera particolarmente suggestiva, tra i colori della stagione, i mercati dedicati ai prodotti locali e le tradizioni legate al tartufo e ai grandi vini della zona.

Il treno storico da Milano Centrale ad Alba

Il viaggio con locomotiva elettrica partirà da Milano Centrale e accompagnerà i passeggeri attraverso un graduale cambiamento di scenario. Dalla dimensione urbana della metropoli lombarda si passerà a un paesaggio sempre più caratterizzato da filari ordinati, colline e piccoli centri storici, fino ad arrivare nel territorio delle Langhe.

A rendere speciale l’esperienza saranno le carrozze Gran Confort, iconiche vetture della storia ferroviaria italiana progettate per offrire ambienti spaziosi, silenziosi e confortevoli. Le ampie finestrature permetteranno di osservare il paesaggio durante il tragitto, mentre il ritmo lento del treno trasformerà lo spostamento in una vera esperienza di viaggio.

A bordo saranno inoltre previsti momenti di degustazione dedicati ai prodotti del territorio. I sapori delle Langhe diventeranno così parte del percorso ancora prima dell’arrivo ad Alba, creando un collegamento tra il viaggio, il paesaggio e la tradizione gastronomica piemontese.

Una volta raggiunta la destinazione, i viaggiatori potranno esplorare liberamente Alba, una delle capitali italiane dell’enogastronomia, tra botteghe artigiane, enoteche storiche, mercati stagionali ed esperienze di degustazione. Il periodo autunnale è particolarmente indicato per scoprire l’identità della città e del territorio circostante, quando il tartufo diventa uno dei simboli della stagione.

Biglietti per il treno storico: prezzi e date

Il treno storico “Milano Centrale-Alba: Tartufo e Vino” è in programma per tre domeniche consecutive: 11, 18 e 25 ottobre 2026. L’orario di partenza dell’andata sarà alle 9:05 dalla stazione di Milano – con arrivo ad Alba alle 12:35. Mentre il treno di ritorno partirà alle 18:20 da Alba per rientrare a Milano alle 22. Durante il tragitto il treno effettuerà fermate alle stazioni di Pavia, Alessandria e Asti.

Il biglietto costa 69 euro per gli adulti, mentre per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è prevista una tariffa ridotta del 50%, pari a 34,50 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano invece gratuitamente.

La tariffa indicata è valida per una sola tratta, quindi per il viaggio di andata oppure per quello di ritorno. I biglietti sono già acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese le biglietterie e i self-service delle stazioni, oltre alle agenzie di viaggio abilitate.

Per informazioni e assistenza sul viaggio è possibile rivolgersi alla Fondazione FS tramite l’indirizzo email ufficiale oppure telefonando al numero 335 6854091.

La Cattolica di Stilo riapre, il tesoro bizantino della Calabria si può visitare

Il gioiello bizantino della Calabria riapre le porte; dopo un lavoro lungo iniziato nel 2024 la Cattolica di Stilo riapre le porte ai visitatori. Siamo alle pendici del monte Consolino e questo edificio medievale tra i più riconoscibili della regione è stato ufficialmente riaperto dopo interventi di conservazione e manutenzione, oltre a quelli di valorizzazione. L’impegno ha riguardato sicurezza e accessibilità e nonostante ad oggi siano ancora incorso alcuni lavori è possibile entrare e godersi questa meraviglia. Ora che finalmente torna visitabile è il momento di cogliere l’occasione e inserirla nel proprio itinerario.

La riapertura della Cattolica di Stilo

La lunga chiusura è stata più che necessaria per riaprire la Cattolica di Stilo in Calabria e intervenire in modo preciso su murature e superfici andando a restaurare alcuni elementi architettonici della chiesa. Il progetto si è occupato di conservazione di tutti i materiali storici e della prevenzione del degrado evitando di modificare l’identità del luogo. Tra le migliorie sono stati introdotti nuovi punti informativi e strumenti pensati per rendere più semplice la lettura dell’edificio; maggiore attenzione è stata rivolta a chi ha difficoltà sensoriale, fisica o cognitiva potenziando l’accessibilità. Migliorie importanti anche per sistemi di sicurezza e video-sorveglianza.  

Cosa vedere nella Cattolica di Stilo

La Cattolica è stata costruita tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo. Il nome viene ricondotto al termine greco Katholikon, utilizzato per indicare la chiesa principale di un complesso monastico o un centro di culto legato a comunità di eremiti. All’esterno colpiscono soprattutto le cinque piccole cupole che emergono sopra una struttura compatta, quasi cubica. I mattoni disegnano motivi semplici e regolari, mentre la posizione sopraelevata apre lo sguardo verso Stilo e la vallata.

Vista dall'alto della Cattolica di Stilo
123RF
La Cattolica di Stilo, il gioiello bizantino calabrese

Dentro, la pianta a croce greca è scandita da quattro colonne di recupero, probabilmente provenienti da edifici più antichi. Su una di queste compare una croce con iscrizione latina; su un’altra si leggono incisioni in lingua araba. Segni che continuano a suscitare interrogativi sulla storia dell’edificio e sulle persone che lo attraversarono nei secoli. Il richiamo più importante è dato dagli affreschi con pitture che testimoniano fasi differenti e trasformazioni simbolo del Medioevo. Una delle immagini più note è quella della Dormitio Virginis, seguita dall’ascensione con Cristo benedicente e dalla raffigurazione dei santi vescovi. Ovviamente, una volta qui, vale la pena anche organizzare una passeggiata nel caratteristico borgo.

Come visitare la Cattolica di Stilo

Per poter visitare la Cattolica di Stilo bisogna fare tesoro di queste informazioni:

  • Apertura. Il sito è aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica dalle 9.30 alle 19.30. Il lunedì è giorno di chiusura;
  • Prezzi. Il biglietto intero costa 4 euro, mentre il ridotto è di 2 euro.

Come raggiungere la Cattolica di Stilo

Per chi arriva da fuori regione per visitare la Cattolica di Stilo, gli aeroporti di riferimento sono quelli di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone. La stazione ferroviaria più vicina è invece Monasterace-Stilo, distante circa 14 chilometri. L’auto resta il mezzo più pratico per raggiungere Stilo e muoversi nella Vallata dello Stilaro. Una volta arrivati nel borgo, la Cattolica si trova in posizione rialzata, ai piedi del Monte Consolino.

A Venezia è in vendita un’intera isola privata: custodisce un fortino napoleonico

Un’isola tutta per sé, nel mezzo della Laguna di Venezia. Non una villa affacciata sull’acqua, ma un piccolo lembo di terra circondato interamente dai canali, con approdi privati, giardini e persino un antico fortino militare. È l’Isola di Crevan, oggi proposta sul mercato immobiliare da Lionard Luxury Real Estate.

La proprietà si trova nella Laguna Nord, in una posizione che guarda verso Burano e Torcello. In tutto sono circa 5.700 metri quadrati di terreno, in gran parte occupati dal verde. Al centro sorge una costruzione di 215 metri quadrati nata come presidio difensivo all’inizio dell’Ottocento e trasformata, molto più tardi, in abitazione.

L’isola privata in vendita a Venezia

L’isola è strettamente legata alla dominazione napoleonica; le prime costruzioni risalgono al 1806 per pure ragioni militare e difensive. Il fortino serviva proprio per difendere gli accessi alla laguna di Venezia; la struttura non è poi scomparsa e durante il successivo dominio austriaco è stata persino amplificata e rafforzata fino al 1866 quando il Veneto entra a far parte del Regno d’Italia.

Per diversi decenni la vocazione dell’isola rimase quindi militare. Solo dopo la Prima guerra mondiale il suo ruolo strategico perse progressivamente importanza. Il passaggio a proprietà privata aprì una fase completamente nuova: il vecchio presidio difensivo cominciò a essere considerato non più come una struttura da presidiare, ma come uno spazio da abitare.

Dagli anni Novanta la trasformazione è diventata concreta; nel ’96 sono stati avviati vari lavori di recupero che hanno mantenuto elementi originali dell’architettura. Attualmente il fortino ha 4 ambienti principali a cui si aggiungono 2 bagni; non mancano energia elettrica, riscaldamento, climatizzazione e acqua corrente.

A rendere speciale il luogo non è solo il fortino ma il giardino affacciato sulla laguna che si estende per buona parte del territorio. Prati, piante ornamentali, alberi da frutto e ad alto fusto rendono lo spazio verde incredibilmente prezioso. Si approda in due punti privati e la barca è il mezzo principale per uscire ed entrare.

Isola di Crevan nella laguna veneziana
Lionard Luxury Real Estate
L’Isola di Crevan è in vendita

Quanto costa l’isola di Crevan

La trattativa di vendita è riservata, quindi non si sa quale sia il prezzo dell’isola di Crevan attualmente in vendita ma nel 2014 è stata messa in vendita con un prezzo di partenza di 12,5 milioni di euro.

Il mercato a cui guarda una proprietà simile è inevitabilmente molto ristretto. Dopotutto acquistare un’isola richiede un budget importante per la gestione e la manutenzione che va oltre la classica abitazione di lusso, ma è proprio l’assenza di una dimensione ordinaria a costituire il principale elemento di richiamo. Quello che viene proposto, prima ancora dei metri quadrati della residenza, è un livello di privacy difficile da ottenere sulla terraferma e ancora più raro a pochi chilometri da Venezia.

Non soltanto un edificio storico, dunque. Crevan mette insieme una fortificazione napoleonica, un grande spazio verde e una posizione insolita nel paesaggio veneziano. Un pezzo di laguna che, per il prossimo proprietario, potrebbe diventare interamente privato.

Dove si trova l’isola di Crevan

Crevan dista circa sette chilometri da Venezia. Abbastanza per raggiungere la città senza lunghi trasferimenti, ma anche per ritrovarsi in un ambiente completamente diverso da quello delle calli più frequentate. La distanza non è eccessiva dalla coloratissima Burano che si vede all’orizzonte o da Torcello che si raggiunge in pochi minuti di navigazione. Qui non ci sono vicini dietro una parete, traffico o passanti davanti alla porta. Il confine naturale è l’acqua… un vero angolo di pace dove la privacy viene garantita.

Tra i 12 “tesori” d’Europa sono state incoronate 4 meraviglie italiane

Si parla spesso di overtourism, ma in realtà in Europa ci sono delle vere meraviglie lontane dalle rotte più battute. Non parliamo di destinazioni sconosciute, ma semplicemente un po’ più lontane dai grandi flussi.

Questa è la classifica di European Best Destinations che ha selezionato 12 mete tra borghi medievali, isole, paesaggi naturali e località dalla forte identità storica, premiando l’Italia per ben 4 volte con alcuni luoghi che sono tutti da scoprire.

Chi prenota prima spende meno, la nuova promozione Vueling da non lasciarsi scappare

C’è chi prenota all’ultimo momento e chi, appena rientrato dalle vacanze, sta già pensando alla prossima avventura e con la promozione Vueling l’organizzazione viene premiata. Chi decide in anticipo vola a meno: dal 25 al 30 agosto 2026 si trovano tantissime mete scontate per partire dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. Ponti e festività inclusi… ma attenzione, perché i posti disponibili sono limitati.

Chi è indeciso su quale potrebbe essere la destinazione perfetta può continuare a leggere il nostro articolo, abbiamo scelto 3 mete davvero incredibili per il periodo.

Da Firenze a Londra

Partendo dall’aeroporto di Firenze si trovano voli Vueling per Londra Gatwick (LGW) da 23 euro a persona. Tra le date pubblicate dalla compagnia compare, per esempio, il 16 dicembre 2026: praticamente nel pieno del periodo natalizio. Ed è proprio dicembre a rendere questa tratta particolarmente interessante. Londra in quelle settimane diventa pura magia: luci a Oxford Street e Regent Street, vetrine addobbate, piste di pattinaggio e mercatini sparsi in diversi quartieri. Desiderate un’atmosfera più rilassata e classica? Leicester Square e Covent Garden vi aspettano, mentre a Hyde Park c’è sempre qualcosa da fare.

Il vantaggio è che non serve costruire un programma complicato. In un weekend si può alternare una passeggiata tra Westminster e il Tamigi a qualche ora nei musei gratuiti, dal British Museum alla National Gallery. Poi pub, mercatini, magari una deviazione verso Notting Hill o Camden.

L'atmosfera natalizia a Londra
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La magia di Londra nel periodo natalizio

Da Bologna a Barcellona

Seconda occasione, questa volta dall’aeroporto di Bologna. Vueling propone voli diretti per Barcellona-El Prat a partire da 18 euro a persona; tra le disponibilità pubblicate dalla compagnia compare il 19 ottobre 2026. La città spagnola in autunno regala una minore pressione sulle spiagge, temperature generalmente più adatte a camminare e una città che torna a essere vissuta soprattutto nei suoi quartieri. La Sagrada Família è imperdibile, così come il modernismo di Gaudí tra Passeig de Gràcia, Casa Batlló e La Pedrera. Ma vale la pena lasciare spazio anche alle strade del Barrio Gótico, al Born e al mercato della Boqueria, soprattutto se si hanno soltanto due o tre giorni.

Chi conosce già il centro di Barcellona può spingersi verso Montjuïc, salire ai belvedere oppure dedicare mezza giornata al Parc Güell. E se il tempo regge, la Barceloneta rimane una buona idea anche fuori stagione: magari non per una giornata intera di mare, ma per una passeggiata prima di cena.

Vista panoramica dello skyline di Barcellona
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Un viaggio in autunno a Barcellona

Da Milano a Bilbao

Sul sito Vueling risultano voli da 15 euro a persona, con disponibilità indicata anche per il 1° ottobre 2026 per chi parte da Milano verso Bilbao.

È una città abbastanza compatta da funzionare bene per un weekend, ma con abbastanza cose da fare da non sembrare una semplice tappa. Il Guggenheim Museum, con l’edificio progettato da Frank Gehry affacciato sul Nervión, è il simbolo più evidente della trasformazione della città. Ma fermarsi lì sarebbe riduttivo. Il centro storico, il Casco Viejo, è fatto di strade strette, piazze, bar e locali dove il rito dei pintxos diventa quasi un itinerario parallelo a quello culturale.

Da vedere anche il Mercado de la Ribera, mentre chi ha qualche ora in più può salire verso i punti panoramici oppure usare Bilbao come base per una breve escursione lungo la costa basca. San Juan de Gaztelugatxe è uno dei luoghi più scenografici della zona, ma anche località come Getxo permettono di cambiare completamente paesaggio in poco tempo. Autunno e inizio inverno si sposano bene con una destinazione dove gastronomia, musei e vita urbana contano almeno quanto il clima.

Paesaggio urbano di Bilbao al tramonto
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Bilbao è una meta perfetta in autunno

Occhi puntati sulle città più belle: le 10 migliori secondo una speciale classifica

Quanto basta per capire se una città è davvero bella? Secondo una nuova classifica, appena 1,5 secondi. Ogni volta, a questa domanda, le risposte sono molteplici e soggettive ed è anche giusto che sia così. Eppure, una nuova classifica ha provato a rispondere al quesito con un metodo decisamente particolare, basato sulla tecnologia di eye-tracking.

Il risultato è una top 30 delle città più belle in estate nella quale l’Europa domina con ben 19 destinazioni. A conquistare il primo posto è però Banff, in Canada, seguita da Mykonos e Sydney. Ecco quali sono le dieci città che hanno ottenuto i punteggi più alti.

Cantine Aperte in Vendemmia 2026: al via due mesi tra vigne, degustazioni e tradizioni

Amanti del vino, prendete le agende e segnatevi questo evento! Da oggi, 24 agosto, prende il via Cantine Aperte in Vendemmia, l’appuntamento che fino al 25 ottobre porta visitatori italiani e internazionali nelle cantine del Movimento Turismo del Vino, proprio nel momento in cui il lavoro nei vigneti entra nella sua fase più intensa. Per due mesi sarà infatti possibile seguire da vicino il percorso che porta dall’uva al vino, tra raccolta, pigiatura, fermentazione, degustazioni e incontri con i produttori.

Dalle prime uve raccolte per bianchi e spumanti nelle aree settentrionali fino alle vendemmie più tardive del Sud e del Vulture, l’evento è un’occasione particolare per scoprire territori, tradizioni gastronomiche e modi diversi di vivere l’enoturismo.

Cantine Aperte in Vendemmia: cosa sapere sull’evento

La vendemmia? Non si esaurisce con la raccolta dei grappoli, anzi, è proprio quando l’uva arriva in cantina che inizia una nuova fase, tra profumi del mosto, pigiatura, avvio delle fermentazioni, lavoro dell’enologo e assaggi nelle diverse fasi della vinificazione. Ed è questo il momento che Cantine Aperte in Vendemmia permette di osservare da vicino, accompagnando i visitatori dalla vigna alla cantina.

Panorama delle Langhe in autunno
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Foliage tra i vigneti delle Langhe

Il programma si sviluppa dal 24 agosto al 25 ottobre 2026 e coinvolge territori molto diversi tra loro. Nel Sud Italia emerge così una maggiore vocazione per eventi e intrattenimento, con degustazioni abbinate ai prodotti tipici e una forte attenzione alla presenza digitale. Al Centro Italia, invece, il vino si lega soprattutto al paesaggio, con picnic in vigna, attività all’aria aperta e proposte premium. Nel Nord-Ovest si registra una particolare flessibilità nell’accoglienza: il 56% delle cantine analizzate apre anche la domenica.

Le esperienze da vivere in cantina

Tra le proposte più interessanti ci sono le vendemmie didattiche, presenti in diverse regioni italiane, dal Piemonte al Friuli, dal Veneto all’Umbria e al Lazio fino alla Toscana. Le modalità cambiano a seconda del territorio: nell’Astigiano, per esempio, l’esperienza può comprendere spiegazioni in vigna, raccolta dei grappoli, consegna delle uve e tradizionale pigiatura con i piedi, prima di una merenda con prodotti tipici piemontesi e della visita in cantina.

Anche la gastronomia diventa infatti parte integrante dell’esperienza, con picnic e merende a chilometro zero, prodotti locali e specialità regionali. In Toscana, tra le proposte citate, compaiono prosciutto toscano, schiaccia all’uva, bruschette con Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP e succo d’uva per i bambini. In Campania la vendemmia può invece trasformarsi in un’occasione per passeggiare tra i filari, conoscere il territorio e scoprire le produzioni tipiche.

Non mancano inoltre esperienze più esclusive, come scenografiche cene tra i filari, degustazioni di grandi annate o vini in anteprima e incontri con l’enologo o direttamente con il produttore. Accanto a queste proposte trovano spazio musica, feste della vendemmia, passeggiate, trekking, giochi e attività dedicate alle famiglie.

Particolare attenzione quest’anno è riservata infatti anche ai più piccoli: secondo i dati CESEO 2025, il 38% delle cantine del campione organizza esperienze formative, comprese attività per bambini, aree gioco e visite nelle fattorie didattiche. In alcune realtà toscane, i piccoli possono partecipare alla raccolta e alla pigiatura, imbottigliare il succo e creare la propria etichetta, arrivando anche a ricevere un diploma di “Vignaiuolo per un giorno”.

La manifestazione infine guarda anche al pubblico internazionale: gli stranieri rappresentano tra il 35% e il 40% dei visitatori delle cantine italiane, ma sono ancora circa 7-8 milioni rispetto ai 104 milioni di turisti internazionali che visitano ogni anno l’Italia.

Da Leonardo a Van Gogh, da Monet a Man Ray, da Kandinsky a Dalí: in Italia arriva un settembre ricco di mostre

Se il buongiorno si vede dal mattino, il calendario delle mostre che ci attendono al rientro dalle vacanze estive nelle nostre città non fa che preannunciare un anno culturale ricco di appuntamenti.

Il mese di settembre sarà bello pieno di inaugurazioni, dalle grandi città come Milano, Roma, Torino e Bologna, alle città d’arte come Mantova, Parma e Ferrara.

Abbiamo selezionato le dieci mostre più importanti e interessanti da non perdere in Italia a settembre.

Luna dello Storione ed eclissi (quasi) totale: il 28 agosto l’appuntamento è all’alba

Dopo i desideri espressi nella Notte di San Lorenzo e i successivi giorni a caccia di stelle cadenti, scanditi anche dall’evento astronomico più atteso dell’anno (l’eclissi totale di sole dello scorso 12 agosto), il cielo di fine mese regala un altro appuntamento da segnare in agenda per chi ama viaggiare alla ricerca di panorami insoliti. Venerdì 28 agosto 2026 la Luna piena, conosciuta come Luna dello Storione, sarà protagonista di una profonda eclissi lunare parziale: quasi tutto il disco entrerà nell’ombra della Terra, lasciando visibile soltanto un sottile bordo luminoso.

Dall’Italia il fenomeno sarà osservabile nelle prime ore del mattino, anche se con una particolarità: la Luna sarà già molto bassa sull’orizzonte occidentale. Il momento più suggestivo arriverà poco prima dell’alba, quando circa il 96,2% dell’area visibile del disco lunare sarà immerso nell’ombra terrestre. Lo spettacolo, condizioni meteo permettendo, potrà essere seguito anche senza strumenti astronomici e sarà trasmesso in diretta online dal Virtual Telescope Project, direttamente dalla Maremma toscana.

Cos’è la Luna dello Storione

La Luna dello Storione è il nome tradizionalmente attribuito alla Luna piena di agosto. L’origine del termine è legata agli storioni, grandi pesci un tempo particolarmente abbondanti nei laghi e nei fiumi del Nord America, soprattutto nella regione dei Grandi Laghi, proprio in questo periodo dell’anno.

eclissi lunare Luna del Castoro
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Lo spettacolo dell’eclissi lunare

La notte tra il 27 e il 28 agosto coinciderà con l’eclissi lunare parziale e la Luna dello Storione sarà quindi più affascinante del solito. Il fenomeno si verifica quando Sole, Terra e Luna si allineano e il nostro pianeta si trova tra il Sole e il satellite naturale. La Terra proietta così la propria ombra sulla superficie della Luna, oscurandola in parte o, nel caso di un’eclissi totale, completamente.

Quella del 28 agosto sarà tecnicamente un’eclissi parziale, non una vera eclissi totale: al massimo dell’evento circa il 96,2% dell’area del disco lunare sarà infatti all’interno dell’ombra più scura della Terra. Rimarrà quindi un sottile bordo ancora illuminato direttamente dal Sole. Ed è proprio questo dettaglio a rendere l’evento particolarmente interessante. La parte della Luna immersa nell’ombra potrebbe assumere sfumature rosse, brune o ramate, mentre il sottile bordo non eclissato resterà più luminoso.

Il colore rossastro nasce invece dal passaggio della luce solare attraverso l’atmosfera terrestre: la componente blu viene maggiormente diffusa, mentre quella rossa e arancione viene rifratta verso la Luna (è lo stesso principio ottico che rende rossi e arancioni i tramonti). La coincidenza con la Luna piena è particolarmente suggestiva anche dal punto di vista degli orari: in Italia la Luna piena sarà raggiunta alle 06:18, mentre il massimo dell’eclissi è previsto alle 06:12.

Dove vedere l’eclissi lunare del 28 agosto

Per assistere allo spettacolo nei cieli italiani bisognerà mettere la sveglia presto. In Italia la fase parziale dell’eclissi inizierà infatti alle 04:33, mentre il massimo arriverà alle 06:12. La fase penombrale inizierà già alle 03:23, ma nelle prime fasi il cambiamento sarà molto più difficile da percepire a occhio nudo.

La finestra consigliata per l’osservazione è quindi indicativamente tra le 04:30 e le 05:45, quando l’ombra sarà già evidente ma la Luna sarà ancora sufficientemente alta nel cielo. Al momento del suo massimo, invece, il satellite sarà ormai vicinissimo all’orizzonte: sarà necessario avere una visuale completamente libera verso ovest-sudovest.

In Italia le condizioni migliori per l’osservazione saranno soprattutto nelle zone occidentali e dove è possibile contare su un orizzonte aperto. La Sardegna sarà tra le regioni più favorite, ma ci sono buone possibilità anche in Piemonte e Liguria. In Lombardia e nell’Italia centrale l’eclissi sarà comunque osservabile, ma la Luna sarà più bassa.

A Milano, per esempio, al momento del massimo la Luna sarà appena 4,7° sopra l’orizzonte e tramonterà intorno alle 06:46. A Torino sarà a 5,8°, a Genova a 5,2° e a Cagliari a 6,7°. A differenza della scorsa eclissi di sole, comunque, questa volta il fenomeno può essere osservato tranquillamente a occhio nudo e non sono necessari occhiali specifici.

Il “castello di Hogwarts” nascosto in Inghilterra apre al pubblico per soli due giorni

I fan di Harry Potter non stanno più nella pelle: l’Harlaxton Manor, soprannominato “la Hogwarts nascosta” del Lincolnshire apre le porte occasionalmente domenica 30 e lunedì 31 agosto 2026 per il Summer Open House. Un’occasione speciale per visitare interni e giardini del maniero che oggi ospita l’Harlaxton College.

Il “castello di Hogwarts” nascosto nella campagna inglese

L’aspetto fiabesco c’è, ma nonostante il soprannome, l’Harlaxton Manor non ha davvero un legame diretto con la scuola di magia della saga di Harry Potter. Il paragone con Hogwarts nasce da parte dei fan che riconoscono alcuni richiami nell’architettura spettacolare e nell’atmosfera unica che caratterizza la tenuta, sia all’interno sia all’esterno. Costruito nel 1831 come residenza per il proprietario Gregory di Nottinghamshire ha saputo incantare tutti diventando un edificio difficile da ricondurre a un unico stile. Nella sua struttura convivono elementi che si ispirano all’architettura elisabettiana, giacobina e barocca: il mix creato dà l’impressione di un castello antico pur trattandosi di una residenza del XIX secolo.

La storia della dimora è stata tutt’altro che lineare. Nel corso del Novecento il complesso è stato utilizzato per scopi molto diversi da quelli immaginati dal suo proprietario originario. Durante le due guerre mondiali alcune aree servirono come luogo di addestramento e come struttura destinata agli ufficiali. In seguito la proprietà venne utilizzata anche come centro di formazione per sacerdoti gesuiti.

Il suo aspetto scenografico ha attirato nel tempo anche il mondo del cinema e della televisione. Harlaxton Manor è comparso in diverse produzioni, tra cui la serie Citadel di Amazon Prime Video e il film horror del 1999 The Haunting. Oggi, oltre alla funzione universitaria, la tenuta viene utilizzata per matrimoni, eventi e occasioni speciali. Il Summer Open House permette quindi di osservare da vicino un luogo che, per gran parte dell’anno, rimane fuori dai tradizionali itinerari turistici britannici.

Come visitare Harlaxton Manor

Apre solamente domenica 30 e lunedì 31 agosto l’Harlaxton Manor durante il Bank Holiday di fine estate nel Regno Unito. Si potrà accedere dalle 10 alle 17 con ultimo accesso alle 16. Con il biglietto si potranno esplorare gli ambienti interni del maniero e i suoi giardini, in più saranno disponibili giochi tradizionali all’aperto sul prato che portano indietro nel tempo. L’esperienza va oltre e dà modo di potersi godere un po’ di relax con esibilizioni musicali dal vivo come quello del duo Maia & John e del pianista Bill Kibby. In più, non mancheranno punti di ristoro con barbecue e Pimm’s.

Il prezzo è di 16 sterline (circa 19 euro) per gli adulti, ridotto a 13 sterline (circa 15 euro) per gli over 65. I bambini e i ragazzi dai 2 ai 16 anni pagano invece 8,50 sterline (circa 10 euro). Per chi si muove in famiglia potrebbe essere conveniente il ticket per 2 adulti e fino a 3 bambini a 45 sterline (circa 53 euro). I posti sono limitati, meglio prenotare i biglietti in anticipo sul sito ufficiale.

Per chi arriva in auto è possibile usufruire del parcheggio disponibile gratuitamente presso la struttura; è anche un ottimo punto di partenza per esplorare le vicine contee del Regno Unito di Nottinghamshire e Leicestershire.

Perugia, il gioiello umbro che conquista il Times: è la “Toscana alternativa” da visitare in autunno

Un altro gioiello italiano conquista la stampa britannica, questa volta è una perla meno nota all’estero ma amatissima dai connazionali: Perugia, la città del cioccolato, ha fatto il giro del mondo. A celebrarla è The Times che descrive il capoluogo umbro come una città rilassata e creativa relativamente lontana dai grandi flussi turistici che invece interessano le città toscane. Su una collina e circondata da un paesaggio verdeggiante e rigoglioso viene consigliata per poter scoprire storia e cultura gastronomica… e secondo la rivista bastano 48 ore per scoprirla.

L’elogio del Times a Perugia

Nel racconto pubblicato dal quotidiano britannico, Perugia si fa notare per la capacità di sorprendere, nonostante venga spesso ignorata dai turisti stranieri che puntano aToscana e Lazio. Il Times vuole sottolineare l’identità creativa, storica e artistica del territorio con eventi di risalto internazionale come Umbria Jazz.  Oltre alla musica, la città colpisce per le tracce della civiltà etrusca che precedono l’epoca romana e convivono attualmente con architetture medievali e musei dedicati oltre all’immancabile street art contemporanea. Con un centro storico compatto e facile da girare a piedi è perfetta per un weekend: l’itinerario creato dalla rivista british propone un giro di 48 ore per attraversare salite, scalinate e passaggi stretti che conducono verso punti panoramici e piazze monumentali. Il giornale suggerisce in particolare l’autunno come uno dei periodi migliori per visitare Perugia, quando il “cuore verde d’Italia” cambia colore, le temperature diventano più piacevoli e il paesaggio assume tonalità dorate e rossastre.

E che dire della gastronomia? Il legame con il cioccolato è ormai consolidato, proprio qui c’è il museo del cioccolato più grande al mondo ma l’attenzione va rivolta anche verso i tartufi e verso la cucina rustica dove gli ingredienti locali svelano ricette semplici ma intense.

Vista della panoramica Piazza IV Novembre, Perugia
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Il centro storico di Perugia fa il giro del mondo

Cosa vedere assolutamente a Perugia

Il quotidiano britannico ha creato un itinerario di 48 ore per poter visitare Perugia toccando arte, storia e ovviamente il buon cibo. Si parte dal centro con piazza IV Novembre dove sorgono la cattedrale di San Lorenzo e la Fontana Maggiore. Basterà poi proseguire verso corso Vannucci, i Giardini Carducci e osservare i quartieri storici. Una delle esperienze imperdibili è però la discesa nel pozzo etrusco del III secolo a.C. che a quasi 10 metri di profondità dà modo di entrare nella complessa struttura sotterranea che mostra l’abilità ingegneristica degli Etruschi.

Per gli appassionati d’arte imperdibile la galleria nazionale dell’Umbria all’interno del palazzo dei Priori; nelle sale sono custodite opere medievali e rinascimentali del territorio. Spostandosi verso via della Viola e via Cartolari, lo scenario cambia: murales, atelier, cinema indipendenti e piccoli spazi culturali raccontano il volto più contemporaneo e bohemien della città. Il legame con la musica è altrettanto importante e nonostante sia limitato il periodo legato agli eventi, Umbria Jazz continua a risuonare nell’aria durante tutto l’anno con concerti e iniziative.

Ovviamente l’aspetto gastronomico è importantissimo: tra i piatti da provare pasta fresca con tartufo locale, tagliatelle condite con i profumi del bosco e ovviamente i vini come il Sagrantino e i rossi provenienti da uve Sangiovese. E per concludere in dolcezza, il cioccolato resta inevitabile: dai celebri cioccolatini alla nocciola alle creazioni artigianali, Perugia conferma una tradizione che ormai fa parte della sua identità internazionale.

La cartolina dei genitori arriva 26 anni dopo: “È come riceverla dal paradiso”

Non è mai troppo tardi, soprattutto se il messaggio che viene recapitato scalda il cuore. A volte ci sono parole che arrivano apparentemente in ritardo, ma forse nel momento giusto. Probabilmente è questo che ha pensato Bob Sheppard, un uomo della California che aprendo la sua cassetta della posta a Long Beach è rimasto stupito trovando una cartolina spedita dai suoi genitori 26 anni prima, quando entrambi erano ancora vivi.

Ingiallita dal tempo e segnata da un viaggio impegnativo, arrivava direttamente dalla Danimarca: i coniugi erano stati a Copenhagen per una vacanza nel luglio del 2000. Il messaggio di poche righe riporta a una tradizione ormai obsoleta e scalda il cuore del figlio che ha modo di leggere, ancora una volta, le parole di mamma e papà. Le sue prime impressioni sono state quelle di avere tra le mani un vero tesoro, così ha raccontato ad ABC7. A rendere preziosa la cartolina non sono il francobollo, la data o il viaggio misterioso… sono proprio le persone che l’avevano scritta.

Scoperto il santuario che seguiva Sole e Luna mille anni prima di Stonehenge

La storia sta per cambiare con questa incredibile scoperta: ben prima di Stonehenge in Europa c’era un popolo che osservava il cielo: in Repubblica Ceca è stato scoperto un recinto preistorico di circa 6.500 anni fa che dimostra conoscenze astronomiche ben radicate. Vicino al villaggio di Chleby, gli archeologi hanno studiato la struttura monumentale quasi circolare che seguiva i monumenti di Sole e Luna.

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