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Villa Piercy, il piccolo “castello” inglese nascosto tra i boschi della Sardegna

Villa Piercy sussurra storie di una Sardegna d’altri tempi: un’isola non ancora attraversata dai turisti, ma già con lo sguardo rivolto a un futuro che prendeva la forma di una ferrovia. Ed è proprio in treno che, nel 1921, l’avrebbe percorsa D.H. Lawrence, raccontandola in tutte le sue sfaccettature e facendola conoscere al mondo.

Ma facciamo un passo indietro, perché se parliamo di ferrovie in Sardegna dobbiamo partire dall’ingegnere che ne progettò la rete principale e da una villa in stile coloniale inglese che oggi sembra uscita da un film in costume britannico.

La storia di Villa Piercy

Tutto comincia nel 1863, quando l’ingegnere gallese Benjamin Piercy arriva in Sardegna per progettare la rete ferroviaria dell’isola, le linee Cagliari-Olbia e Chilivani-Porto Torres, per conto della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde. In cambio del lavoro riceve vasti terreni nel territorio di Bolotana: sono gli anni in cui le antiche terre di uso comune, gli ademprivi, passano in mano privata.

Tra il 1879 e il 1883, Piercy acquista le tenute di Badde Salighes e Padru Mannu e trasforma un vecchio casino di caccia nella villa di famiglia dove prende vita un piccolo mondo vittoriano prima ed edoardiano dopo fatto di ricevimenti, ospiti illustri, lusso d’oltremanica e partite a tennis sul prato.

Dopo la morte di Benjamin, nel 1888, la villa restò alla famiglia per generazioni. L’ultima dei Piercy, Vera, ne fu padrona fino al 1966. Nella seconda metà del Novecento villa e parco caddero in disuso, finché il restauro del 2010 non ha permesso al pubblico di entrare per scoprirne la bellezza.

La villa e il suo giardino botanico

Villa Piercy ricorda un piccolo castello, con la sua pianta quadrata e le quattro torrette circolari agli angoli. Non è certamente un caso se Benjamin Piercy realizzò così la sua dimora privata, strizzando l’occhio a un gusto molto inglese che amava travestire le case di campagna come piccoli castelli.

Nella realtà, si tratta di una casa di campagna sviluppata su tre livelli, uno dei quali seminterrato. Sopra il portone un leone rampante ricorda il Galles, la terra d’origine del padrone di casa, mentre al piano terra le volte a crociera conservano ancora alcuni dipinti.

Non solo la villa, un altro protagonista dell’esperienza a Villa Piercy è il giardino, meraviglioso tutto l’anno, ma soprattutto quando immerso nei colori dell’autunno. Un viale di calocedri secolari conduce all’ingresso laterale, poco lontano da una spettacolare galleria di bosso; alle spalle della casa, una scalinata di pietra si arrampica nel bosco, tra lecci, agrifogli e tassi così antichi che per abbracciarne il tronco servirebbero quattro persone. Accanto a loro crescono alberi arrivati da molto lontano: il cedro dell’Himalaya, il cipresso di Lawson, il calocedro della California e l’abete di Spagna.

Sono gli alberi di una moda tutta vittoriana. Nell’Inghilterra della regina Vittoria i cacciatori di piante battevano il mondo in cerca di specie mai viste e chi possedeva una tenuta faceva a gara per esibirle. Oggi, quel giardino custodisce circa un terzo delle specie botaniche della Sardegna e passeggiarci è un po’ come sfogliare l’album di viaggio di un gentiluomo vittoriano.

Dove si trova e come visitarla

Villa Piercy si trova a Badde Salighes, nel territorio di Bolotana, in provincia di Nuoro, tra i boschi del Marghine. È aperta il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00 e non serve prenotare; il biglietto d’ingresso alla villa costa 10 euro e vengono proposte visite guidate.

Il transatlantico più grande del Titanic diventerà una barriera corallina: ha fatto la storia dei mari

Dopo essere stata la nave passeggeri più veloce ad attraversare l’Atlantico, ospitando a bordo presidenti e star, e dopo trent’anni ferma in un molo di Filadelfia, la SS United States si prepara ad affrontare il suo ultimo viaggio, stavolta senza nessuno a bordo.

Il leggendario transatlantico americano verrà affondato di proposito nel Golfo del Messico per diventare la barriera corallina artificiale più grande del mondo. L’operazione, annunciata dalla contea di Okaloosa, è prevista per la seconda settimana di novembre, a circa 40 chilometri a sud-ovest di Destin.

La storia della SS United States

L’addio della SS United States ha acceso un forte dibattito e diviso il parere dell’opinione pubblica. Per capire perché la decisione faccia tanto discutere, bisogna tornare al 1952.

Lunga quasi 305 metri, oltre trenta in più del Titanic, la SS United States completò il viaggio inaugurale attraversando l’Atlantico in 3 giorni, 10 ore e 40 minuti: un primato di velocità per una nave passeggeri che nessuno, da allora, è riuscito a battere. Divenne presto il simbolo dell’ingegneria americana del dopoguerra e, in 17 anni di servizio, completò oltre 400 traversate andata e ritorno con a bordo capi di stato, diplomatici e celebrità.

A segnarne il declino, definitivo nel 1969, fu la diffusione dei voli commerciali, che permetteva alle persone di raggiungere più velocemente la propria destinazione.

Dal 1996 restò ormeggiata a Filadelfia, mentre si susseguivano le idee per trasformarla in hotel, museo galleggiante o attrazione turistica. Nessuna è andata in porto, complici i costi di manutenzione altissimi, finché una disputa legale con il gestore del molo ne ha imposto la partenza. Nel 2024 è stata acquistata dalla contea di Okaloosa con l’obiettivo di trasformarla in una barriera corallina artificiale.

Nel febbraio 2025 la SS United States ha così lasciato Filadelfia, trainata da un rimorchiatore, e dopo 12 giorni di navigazione è arrivata a Mobile, in Alabama. Qui è iniziata la preparazione all’affondamento: per non inquinare il fondale, gli operai hanno rimosso vetro, plastica, cavi e tutte le sostanze pericolose presenti a bordo.

Un paradiso per i sub e un museo

Una volta adagiata sul fondale, la nave si troverà a circa 55 metri di profondità, mentre i ponti superiori saranno a circa 18 metri dalla superficie. Proprio questa conformazione, secondo i promotori, renderà il sito adatto a subacquei di diversi livelli. Il relitto si aggiungerà alle oltre 500 barriere artificiali già presenti nella contea, tra cui numerose navi affondate, con un doppio obiettivo: offrire un habitat alla vita marina e attirare appassionati di immersioni e pesca sportiva.

Non tutti, però, sono felici di questa scelta. Un gruppo per la tutela del patrimonio storico si è battuto anche in tribunale per fermare l’affondamento, convinto che si stia sacrificando un pezzo insostituibile della storia marittima americana. Per tenerne viva la memoria, verrà realizzato anche un museo a terra insieme alla SS United States Conservancy: qui troveranno posto i celebri fumaioli, l’albero radar e altri elementi originali, per raccontare a chi verrà dopo la nave che ha fatto la storia dei mari.

Mercatini di Natale poco conosciuti: il lato più fiabesco delle feste si nasconde in questi borghi

Nel corso degli ultimi anni, molti mercatini di Natale sono diventati talmente famosi che non hanno bisogno di troppe presentazioni. Bellissimi, certo, ma di conseguenza affollati, dove lunghe sono le file per prendere un bicchiere di vin brulé caldo e dove le passeggiate sono fatte più a spintoni che a passo lento.

A chi, invece, desidera lasciarsi avvolgere dal calore delle feste in situazioni più tranquille, dove godersi davvero gastronomia, artigianato e decorazioni fatte a mano, abbiamo le mete giuste.

Ecco i migliori mercatini di Natale italiani, poco conosciuti, da scoprire quest’anno.

Fondo, Val di Non (Trentino)

Nell’Alta Val di Non, ai piedi del Passo Mendola e del Passo Palade, Fondo si trasforma in un Borgo di Natale, con vie illuminate e negozi aperti. Il mercatino si tiene nel Rion giò a l’aca, accanto al vecchio Mulino Bertagnolli e all’antico lavatoio, tra prodotti tipici, artigianato e dolci.

Da qui potete proseguire lungo la passeggiata del burrone, tra luci e presepi nel canyon, fino al Lago Smeraldo ghiacciato, dove si pattina. Il Borgo di Natale apre nei weekend dal 6 al 20 dicembre (compreso l’8), dal 24 al 31 dicembre (escluso Natale) e dal 2 al 5 gennaio. Proprio il 5 gennaio la festa si chiude con la ciaspolada, che quest’anno assegna i titoli mondiali di corsa con le ciaspole.

Mercatino natalizio in Val di Non
Ufficio Stampa
Il Borgo di Natale a Fondo, in Val di Non

Tussio (Abruzzo)

Spostiamoci nel cuore dell’Altopiano di Navelli, in provincia dell’Aquila, dove il piccolo borgo medievale di Tussio si anima con un mercatino organizzato dall’associazione locale. Sabato 5 e domenica 6 dicembre, le antiche cantine accolgono espositori di decorazioni e artigianato, oltre a dimostrazioni di mestieri di una volta.

Negli stand gastronomici, invece, potete assaggiare le eccellenze del territorio, come lo zafferano dell’Aquila, i tartufi e i ceci. Tra un assaggio e l’altro, le vie si riempiono di musica itinerante, zampognari e laboratori per bambini.

Bosentino (Trentino)

Dal carattere fortemente identitario, il Mercatino dell’artigianato di Bosentino, sull’Altopiano della Vigolana, in Alpe Cimbra è ancora uno dei pochi a esporre oggetti realizzati a mano, creazioni originali, decorazioni natalizie che prendono vita grazie al genio creativo, alla passione e all’abilità di lavorare legno, tessuti e materiali naturali. Una selezione rigorosa privilegia l’autenticità dei prodotti e la provenienza a km zero. Ogni creazione rappresenta un piccolo patrimonio che parla dell’identità locale e trasforma un oggetto in un dono unico e personalizzato.

Chiusa (Alto Adige)

In Valle Isarco troviamo Chiusa, un borgo medievale che a dicembre si illumina di lanterne e candele. Tra le casette di legno e le antiche cantine del centro storico, artigiani e produttori locali propongono figure intagliate, ceramiche e prodotti naturali, mentre krapfen e frittelle di mele si accompagnano al vin brulè.

Ogni domenica d’Avvento il guardiano notturno accende centinaia di candele lungo i vicoli e, in diverse serate, Maria e Giuseppe attraversano il paese con il presepe vivente. Il mercatino apre dal 27 al 29 novembre, dal 4 all’8 dicembre, dall’11 al 13 dicembre e dal 18 al 23 dicembre, dalle 10:00 alle 19:00.

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@Thomas Rötting
I vicoli del borgo di Chiusa a Natale

Torre Le Nocelle (Campania)

Torre Le Nocelle, in provincia di Avellino, si veste a festa e apre le porte ai Mercatini di Natale alle Casaline, un appuntamento speciale per vivere la bellezza delle tradizioni, riscoprire i sapori del territorio e lasciarsi conquistare dall’atmosfera più suggestiva dell’anno. Dal 4 all’8 dicembre 2026, cinque giorni di sapori, tradizioni, spettacoli e atmosfere natalizie nel cuore dell’Irpinia. Protagonisti della manifestazione saranno gli itinerari enogastronomici tra i caratteristici vicoli, un percorso alla scoperta delle eccellenze locali, dei piatti della tradizione e dei prodotti tipici del territorio. Naturalmente ci saranno anche i mercatini di artigianato, le creazioni natalizie e tante occasioni per immergersi nelle tradizioni locali con artisti di strada, musica, spettacoli e intrattenimento per i bambini, tra cui Santa Claus e i suoi elfi,

Montecatini Terme (Toscana)

Infine, l’ultimo mercatino che vi consigliamo è quello di Montecatini Terme, città termale entrata nel Patrimonio UNESCO tra le Grandi Città Termali d’Europa, dove il Natale si vive tra shopping e benessere. Dal 14 novembre al 27 dicembre, le casette di legno animano Viale Verdi, tra scorci liberty, boutique eleganti e la Walk of Fame dedicata a icone come Grace Kelly e Coco Chanel. Dopo una giornata in giro per il mercatino, potete concedervi una pausa in una piscina termale coperta e riscaldata.

Lavarone, Alpe Cimbra (Trentino)

Il Mercatino di Natale di Lavarone, anch’esso sull’Alpe Cimbra, si svolge tra gli antichi avvolti del borgo di Bertoldi Veci. Non solo i caratteristici soffitti a volta, ma anche corti interne e porticati in pietra tornano a vivere, dal 28 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, accogliendo artigiani, produttori di formaggi di malga, salumi, miele, dolci e specialità gastronomiche trentine e visitatori in un’atmosfera intima e ricca di suggestioni. Un percorso raccolto e affascinante nella storia e nelle tradizioni, tra architetture rurali alpine che invitano a scoprire piccoli tesori artigianali.

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@APT Alpe Cimbra
Il Mercatino di Natale di Lavarone

Corinaldo (Marche)

Nelle Marche, la magia prende vita tra i vicoli, le piazze e le scalinate di Corinaldo, tra i Borghi più Belli d’Italia. Lungo Via del Corso, le casette del mercatino propongono artigianato e prodotti tipici, mentre sotto il Loggiato vi aspettano castagne e vin brulè.

Per i più piccoli ci sono la Casa di Babbo Natale e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Il Gran Natale si apre il 29 novembre, prosegue nel ponte dell’Immacolata, il 13 e il 20 dicembre e per tutte le festività, fino alla Befana del 6 gennaio.

Ortisei (Alto Adige)

Se cercate souvenir o idee regalo artigianali, il mercatino da raggiungere è quello di Ortisei, la patria del legno intagliato. Siamo nel cuore della Val Gardena, dove dal 28 novembre al 6 gennaio gli stand natalizi esporranno tante statuine del presepe intagliate a mano, oggetti di artigianato artistico e raffinato. Tra un acquisto e l’altro, assaggiate le specialità della cucina altoatesina e ladina e i dolci fatti in casa, da assaporare circondati dall’atmosfera suggestiva offerta dalle luci calde e dai canti di Natale.

Arco (Trentino)

Arco conserva l’eleganza dell’antica località di cura asburgica e a Natale, con le casette di legno che occupano le piazze del centro storico, diventa ancora più suggestiva. Tra una bancarella di decorazioni e l’altra, non perdete l’occasione di assaggiare i piatti del Garda Trentino: gnocchi boemi, polenta con gulasch e strauben con marmellata di mirtilli rossi, il tutto accompagnato da un vin brulè. Il calendario prevede anche concerti, spettacoli di strada e laboratori per i più piccoli. Il mercatino apre nei weekend dal 13 novembre e poi, da dicembre, con aperture quasi quotidiane fino al 6 gennaio (chiuso il 25 dicembre).

Santa Maria Maggiore (Piemonte)

In Piemonte, invece, il borgo da raggiungere è Santa Maria Maggiore, riconosciuto con la Bandiera Arancione. Qui, dal 6 all’8 dicembre, le vie e le piazze ospitano la 27ª edizione di un mercatino che, pur trovandosi lontano dai grandi centri, è tra i più grandi d’Europa.

Gli espositori sono 214, tutti selezionati, e 46 di loro propongono deliziose specialità enogastronomiche. Tra case dall’architettura tipica e scorci sulle montagne, il percorso alterna bancarelle, punti ristoro e musica dal vivo, mentre i più piccoli possono andare a trovare Babbo Natale nella sua casa.

Mercatino di Natale a Santa Maria Maggiore in Piemonte
Ufficio Stampa
Atmosfere natalizie nel borgo di Santa Maria Maggiore

San Vigilio di Marebbe (Alto Adige)

Un Mercatino di Natale piccolo, romantico e di straordinaria suggestione quello che si svolge a San Vigilio di Marebbe, un borgo tra il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies e il Parco Naturale Puez-Odle. Lontano dalle grandi folle e dal frastuono dei circuiti turistici di massa, questo piccolo salotto alpino invita a rallentare il passo e a riscoprire il lusso della semplicità e della vicinanza umana.

Le graziose casette in legno, che offrono creazioni artigianali uniche, intagli in legno che profumano di bosco e manufatti in lana cotta che raccontano la maestria di mani sapienti, si inseriscono armoniosamente nel contesto del paese, illuminate da una miriade di luci soffuse e bagliori caldi che dialogano con la notte stellata delle Dolomiti. L’aria frizzante della montagna si mescola agli aromi speziati del vin brûlé fumante, delle mele al forno, della cannella e dei dolci tradizionali appena sfornati.

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Ufficio stampa
Le casette di legno a San Vigilio di Marebbe

Rango (Trentino)

Restiamo nel Trentino, ma raggiungiamo uno dei Borghi più Belli d’Italia. Stiamo parlando di Rango, un piccolo paese delle Giudicarie, poco distante dalle Terme di Comano. Qui troverete un mercatino diverso dal solito perché non viene organizzato con i classici stand, ma allestito nelle vecchie case contadine: gli androni delle antiche stalle, i passaggi coperti tra le abitazioni e le cantine a volta dove un tempo si conservavano salumi e prodotti della terra verranno immersi nelle magiche atmosfere natalizie.

Qui potete trovare giocattoli in legno, utensili e specialità del territorio. Il mercatino apre nei weekend dal 14 novembre al 31 dicembre, con aperture extra il 7 e l’8 dicembre e dal 29 al 31 dicembre.

Selva di Val Gardena (Alto Adige)

L’ultimo mercatino che consigliamo in Alto Adige è organizzato a Selva di Val Gardena, ai piedi del Gruppo Sella e punto di partenza del celebre Sellaronda. Qui il Natale non poteva che avere un legame con lo sci! Nel centro del paese, infatti, si snoda una striscia di luci lunga 350 metri da cui pendono vecchie cabine di funivia in legno, trasformate in decorazioni natalizie.

Sotto questo originale tetto luminoso potete passeggiare tra le bancarelle di artigianato, con un vin brulè o una cioccolata calda tra le mani. Il Mountain Christmas si tiene dal 29 novembre al 3 gennaio.

Mercatino natalizio a Selva di Val Gardena
Ufficio Stampa
Il Mountain Christmas a Selva di Val Gardena

Levico Terme, Valsugana (Trentino)

In Valsugana, il Mercatino di Natale di Levico Terme è l’occasione per ammirare uno dei parchi termali storici più affascinanti del Trentino: il Parco Asburgico, dove ha soggiornato anche l’Imperatrice Sissi. Dal 21 novembre 2026, gli alberi secolari fanno da sfondo alle oltre 50 casette di legno in un percorso tra artigianato, decorazioni natalizie e specialità gastronomiche. La sera, le luminarie accendono il parco creando un’atmosfera ancora più magica e suggestiva. Qui, l’attesa è tutta per la tradizionale sfilata della Corte Asburgica: alcuni figuranti in abiti d’epoca camminano lungo la via centrale del paese. Un altro corteo è quello della Strozegada di Santa Lucia il 12 dicembre, quando grandi e piccoli girano trascinando fili di ferro a cui sono legati barattoli e lattine. Lo scopo è di fare più rumore possibile per annunciare l’arrivo di Santa Lucia. E il 6 gennaio 2027 naturalmente arriva la Befana!

Lana (Alto Adige)

Dal 27 novembre al 31 dicembre, nei quattro fine settimana dell’Avvento, da venerdì a domenica, torna a Lana, in provincia di Bolzano, Polvere di Stelle, il Mercatino di Natale, un appuntamento che invita a vivere la festa tra artigianato, sapori, musica ed esperienze per grandi e piccoli. A fare da cornice al Mercatino è il Giardino dei Cappuccini, uno spazio raccolto e suggestivo che durante l’Avvento si trasforma in un piccolo mondo natalizio con le sue caratteristiche casette di legno.

Sono 23 le bancarelle che ospitano contadini, artigiani, produttori e creativi, offrendo la possibilità di scoprire oggetti fatti a mano, specialità dei masi e idee regalo lontane dalla produzione seriale. Accanto all’artigianato, naturalmente, c’è il gusto. Polvere di Stelle è anche un piccolo itinerario gastronomico attraverso i sapori dell’Alto Adige e della tradizione tirolese, da assaporare passeggiando tra le casette illuminate. Per i bambini, ci sono le passeggiate sui pony, la “Foresta degli gnomi” con laboratori creativi dedicati al legno e ai materiali naturali, il truccabimbi, spettacoli dei burattini, i laboratori nella natura e la Bottega dei biscotti.

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@Emi Massmer
Il Mercatini do Natale a Lana

Cosa fare nel weekend di Ognissanti 2026: l’Italia si accende tra antichi riti, chiese e castelli medievali

Durante il weekend di Ognissanti 2026 lasciate la routine a casa e andate alla scoperta dei tesori italiani tra cultura e natura. Gli appuntamenti sono diversi, pensati per chi ama la storia, ma anche per chi ha voglia di muoversi all’aria aperta.

Dal Lago Maggiore all’Aspromonte, passando per la costa campana e la Sardegna, ecco gli eventi da segnare in agenda.

Visita alla statua di San Carlo Borromeo di Arona (Piemonte)

Sapevate che il progettista della Statua della Libertà, prima di mettersi al lavoro, venne fino ad Arona per studiare il San Carlone? Il colosso, voluto nel Seicento da Federico Borromeo per celebrare il cugino Carlo e disegnato da Giovan Battista Crespi, svetta per circa 35 metri sul Sacro Monte ed è tra le statue visitabili all’interno più alte al mondo.

Sabato 31 ottobre alle 14:00, prima della chiusura invernale, potrete scoprirlo con una visita guidata di Archeologistics. Una scala a chiocciola nel piedistallo porta alla terrazza ai piedi del santo, da cui si apre il primo affaccio sul lago, poi una ripida scala alla marinara sale fino alla testa, dove il panorama si spia dai fori degli occhi (insieme alle aperture sulla schiena). Biglietti da 13 euro (ridotto 8), con prenotazione obbligatoria.

Apertura speciale all’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno (Lombardia)

Sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso sembra aggrappato alla roccia a picco sull’acqua. Le sue origini risalgono al XII secolo quando, secondo la leggenda, il mercante Alberto Besozzi, scampato a una tempesta, mantenne il voto fatto alla santa ritirandosi in preghiera in una grotta della parete.

Oggi il complesso riunisce tre edifici sacri collegati da portici e terrazze sul lago, con affreschi che vanno dal Trecento all’Ottocento. Fino al 1° novembre è aperto in via straordinaria, sabato e domenica dalle 9:30 alle 19:30, con biglietto a 5 euro.

L'Eremo di Santa Caterina del Sasso
Ufficio Stampa
L’eremo a picco sul Lago Maggiore

Sport e natura nel Parco Nazionale dell’Aspromonte a Cittanova (Calabria)

Per chi preferisce trascorrere il ponte con gli scarponi ai piedi, il 31 ottobre e il 1° novembre l’altopiano dello Zomaro, nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ospita La Grande Via-Aspromonte X Trail. I percorsi sono due: Epic, da 40 chilometri, per chi è abituato alle lunghe distanze, e Origins, da 10, aperto a tutti, anche a chi vuole semplicemente camminare tra i boschi senza l’ansia del cronometro.

L’evento, però, è soprattutto una buona scusa per fermarsi qualche giorno in più a Cittanova e nei paesi dell’entroterra, trascorrendo il weekend di Ognissanti anche tra i sapori locali tra formaggi, salumi artigianali, olio extravergine e piatti della cucina contadina.

Ferrovie in miniatura a Napoli (Campania)

Alle porte di Napoli, lungo il tracciato della prima ferrovia italiana, dal 30 ottobre al 1° novembre il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ospita la settima edizione di Ferrovie in Miniatura. Tra plastici e modelli in scala, i bambini potranno diventare piccoli macchinisti e manovrare i trenini, mentre i grandi potranno salire nella cabina di guida della locomotiva E.551.001, aperta al pubblico per la prima volta. Ingresso 3 euro e, domenica, potete arrivare da Napoli Centrale a bordo del treno storico Pietrarsa Express. E se dopo i trenini cercate altre idee per il ponte, date un’occhiata anche a cosa fare a Halloween 2026 in Italia.

Ferrovie in Miniatura a Pietrarsa
Ufficio Stampa
Ferrovie in Miniatura al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

Uànema e la festa degli “altri vivi” a Napoli (Campania)

Se dopo i trenini di Pietrarsa restate in città, scoprite Napoli in un modo diverso. Qui i morti non se ne sono mai andati davvero perché abitano le cave di tufo, gli ipogei e le chiese e la città li ha sempre adottati come “altri vivi”. Da questa tradizione nasce Uànema, che dal 30 ottobre al 2 novembre torna con la quinta edizione e oltre 30 appuntamenti gratuiti tra catacombe, necropoli e terre sante.

Il 31 ottobre, per esempio, la visita serale alle Catacombe di San Gennaro è accompagnata dalla lettura di un dialogo di Leopardi, mentre il 1° novembre la Basilica di San Giovanni Maggiore ospita lo spettacolo di Amedeo Colella sulla Capuzzella Attilio, tra ironia e spirito dissacrante. Il momento più atteso, però, è il 2 novembre, con l’apertura notturna straordinaria del Cimitero delle Fontanelle, seguita dalla maratona di film Morti fuori orario. Quasi tutti gli eventi richiedono la prenotazione.

La notte dei Fucacoste e cocce priatorje a Orsara di Puglia

Andiamo sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, dove Orsara di Puglia rinnova i Fucacoste e cocce priatorje, che in dialetto significa “falò e teste del purgatorio”. La notte del 1° novembre, cento falò si accendono in ogni angolo del paese, mentre mille zucche intagliate e illuminate indicano la strada alle anime dei defunti.

La festa comincia già il 31 ottobre, con il laboratorio di intaglio delle zucche e un ghost tour notturno tra le storie di paura legate alla tradizione. Il giorno di Ognissanti, dopo la messa e la benedizione delle zucche, il paese si riempie di musica, fino alla processione degli incappucciati della Congrega dei Morti.

Giornate del Romanico in Sardegna

In Sardegna, il ponte coincide con l’ultimo fine settimana delle Giornate del Romanico, che aprono in via straordinaria chiese medievali in diverse zone dell’isola. L’appuntamento più suggestivo è sabato 31 ottobre alle 19:00 a Quartu Sant’Elena, dove la Chiesa di Sant’Agata ospita La Luce del Romanico, un concerto illuminato soltanto dalle candele che vi verranno consegnate all’ingresso.

La stessa sera, a Olbia, la Basilica di San Simplicio risuona di ghironda e organetto medievale, mentre domenica Quartu apre cinque chiese romaniche, con visite guidate dagli archeologi dell’Università di Cagliari e musicisti itineranti per la città. Tutti i concerti sono gratuiti.

Giornata dei Castelli in Lombardia

Domenica 1° novembre si chiude la dodicesima edizione delle Giornate dei Castelli, Palazzi e Borghi medievali, il circuito di Pianura da Scoprire che riunisce 23 località tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano. Per l’ultimo appuntamento dell’anno, il Medioevo si mescola con Halloween: al castello visconteo di Trezzo sull’Adda, oltre alle visite guidate con salita alla torre, potrete partecipare a Magic Halloween e, la sera, immergervi nelle atmosfere horror de La maledizione delle streghe.

Al Castello di Malpaga, a Cavernago, le sale affrescate fanno da sfondo a I misteri di Halloween, mentre a Solza si torna al Quattrocento tra armi, armature e abiti d’epoca. Chi preferisce un ritmo più tranquillo può visitare le sale e la loggia di Palazzo Oldofredi Tadini Botti a Torre Pallavicina. E se avete raccolto almeno 20 timbri sul Passaporto dei Castelli, entro il 15 novembre potete richiedere il gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni.

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