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Giornata Nazionale del Camminare, 10 e 11 ottobre tanti appuntamenti sul territorio

Un paio di scarpe comode e qualche ora libera: per partecipare alla Giornata Nazionale del Camminare non serve altro. Il 10 e l’11 ottobre torna l’iniziativa promossa da FederTrek, che da oltre dieci anni invita a riscoprire il gesto più semplice e naturale che ci sia.

Le proposte sono tutte gratuite tra passeggiate in città, escursioni nei parchi e camminate nei borghi dell’Appennino. Il calendario completo è sul sito ufficiale, qui vi proponiamo alcune delle idee più interessanti per il weekend.

Roma, il GRAB a piedi

Domenica 11 ottobre, Roma si scopre a piedi lungo il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, un anello ciclabile di circa 44 chilometri che collega Colosseo, Trastevere, San Pietro, Galleria Borghese e Auditorium, costeggiando Tevere, Aniene e Almone. Il percorso, per il 70% tra parchi, argini e vie pedonali, si snoda in gran parte in pianura.

Il ritrovo è alle 9:00 all’Arco di Costantino, poi ognuno sceglie quanto camminare, da un solo chilometro all’intero giro. La partecipazione è gratuita, previa prenotazione. L’evento è riservato a chi va a piedi, quindi niente bici!

Da Santo Stefano di Sessanio a Rocca Calascio, Abruzzo

Sempre domenica 11 ottobre, nel cuore dell’Appennino abruzzese, potrete partecipare a un’escursione che vi porterà indietro nel tempo. Si parte dal borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio e si cammina lungo gli antichi tratturi della transumanza, le vie percorse per secoli dai pastori con le loro greggi.

La meta è il Castello di Rocca Calascio, una delle fortezze più alte d’Italia e simbolo di queste montagne. Il percorso è di circa 10 chilometri, con 400 metri di dislivello e una durata di 5-6 ore. La difficoltà è escursionistica, quindi l’evento è adatto anche ai camminatori più giovani, purché abituati a qualche ora di sentiero.

Ioanella, storie di pastori e panorami sull’Adriatico, Abruzzo

Andiamo ora sulle colline teramane dove l’11 ottobre a Ioanella, piccola frazione di Torricella Sicura, si va alla scoperta di una zona ancora poco conosciuta anche da chi vive nei dintorni. L’escursione fa parte del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga e unisce il cammino al racconto del territorio.

Tra storie del passato e testimonianze sull’allevamento in montagna di un tempo, si scopre il borgo, per secoli punto di passaggio per i viandanti, insieme al patrimonio devozionale custodito lungo i sentieri. Poi si sale fino alle Piane di San Pietro, una terrazza naturale con vista sulle colline teramane che arriva fino al mare Adriatico.

Parco dei Castelli Romani, Lazio

Fuori Roma, nel Parco dei Castelli Romani, si cammina sul Sentiero degli Acquedotti, l’antico tracciato che collega Genzano di Roma a Nemi. Il percorso corre a mezza costa sulle pareti del cratere vulcanico, tra boschi di lecci, querce e castagni, e segue le tracce delle opere idrauliche preromane e romane, canali e cunicoli scavati nella roccia.

Tra un albero e l’altro si aprono scorci sul lago di Nemi, fino all’arrivo nei vicoli del borgo, famoso per le fragoline di bosco. L’anello è lungo 9 chilometri, con 400 metri di dislivello e circa 5 ore di cammino.

Monti Prenestini, sulle orme dei pellegrini

Infine, consigliamo un’ultima tappa tra natura e spiritualità. Da Pisoniano si sale lungo il Sentiero Karol Wojtyla, dedicato al Papa che amava molto questi luoghi, attraverso boschi di querce, castagni e lecci, con qualche tratto più ripido. La meta è il Santuario della Mentorella, tra i più antichi santuari mariani d’Italia, arroccato a oltre mille metri su uno sperone di roccia sopra la Valle del Giovenzano. Dopo la sosta al santuario si scende verso Ciciliano lungo il Sentiero dei Pellegrini, l’antica via percorsa per secoli dai fedeli diretti alla Mentorella.

Cascate, templi e risaie: inaugurato il trekking più lungo del Giappone

Se state pianificando un viaggio in Giappone e nell’itinerario volete inserire mete lontane dalle folle di Tokyo e Kyoto, non dimenticate di mettere in valigia anche le scarpe da trekking. A settembre è stato aperto il percorso ad anello Hitachinokuni Long Trail che, con i suoi 320 chilometri, è diventato il sentiero escursionistico circolare più lungo del Paese.

Il tracciato è un ventaglio di paesaggi mozzafiato: montagne, villaggi rurali, cascate, spiagge e rovine storiche nella parte settentrionale della prefettura di Ibaraki, il tutto a meno di due ore di treno dalla capitale.

Un anello tra sei città e il Giappone del satoyama

Il sentiero collega sei città: Kitaibaraki, Takahagi, Hitachi, Hitachiota, Hitachiomiya e Daigo. Il filo conduttore non sono le grandi attrazioni, ma il paesaggio del satoyama. Con questo termine i giapponesi indicano le aree rurali dove da secoli le comunità vivono a stretto contatto con montagne, prati, stagni e risaie. È un Giappone più lento e autentico, che compare raramente negli itinerari classici.

Uno dei punti di forza del percorso è che si può fare tutto l’anno. Le quote non sono elevate e, per la sua posizione, la zona non subisce forti nevicate. Questo non significa che sia una passeggiata. I punti di ristoro lungo il tragitto sono pochi, quindi conviene partire con acqua e scorte sufficienti.

Alcuni tratti sono rocciosi, altri hanno pendenze ripide. Essendo un anello, poi, il sentiero non ha un vero punto di partenza: si può scegliere da dove iniziare in base al tempo a disposizione e al proprio allenamento.

Le cinque aree del trekking

Il tracciato è diviso, a grandi linee, in cinque aree, ognuna con un carattere diverso.

L’area centrale è la più impegnativa, con salite e discese continue adatte a escursionisti esperti. Si trova sui monti Yamizo, al margine settentrionale di Daigo, e ripaga la fatica con le cascate di Fukuroda, tra le più celebri del Giappone. Lungo il tratto si incontrano anche le cime rocciose dell’Okukuji Nantaisan e la gola di Ryujinkyo.

L’area nord-orientale alterna vette come l’Eizomuro e l’Hanazono a tratti di costa, con le spiagge di Kohama e Sasaki. È anche un viaggio nella storia perché qui passano la Salt Road, antica via commerciale del sale, e il canale Jikkoku, in uso già nel periodo Edo (1603-1868).

A sud-est, nella sezione inaugurata già nel 2024, si parte dalla valle di Hananuki e si sale sul monte Tsuchidake, che offre un ampio panorama sulla zona. Il percorso prosegue tra cascate e siti storici come le rovine del castello di Kitadaimon fino al fiume Kuji.

L’area sud-occidentale, nel territorio di Hitachiomiya, attraversa montagne ricche di flora e fauna, tra cui l’iwauchiwa, una pianta da fiore tipica di queste zone. Qui si passa anche per quello che un tempo era un fiorente distretto minerario dell’oro. Infine l’area nord-ovest, che ruota intorno al monte Yamizo. Qui si trovano luoghi sacri come il santuario Yamizomine, che secondo la tradizione risalirebbe addirittura al I secolo. In vetta, un osservatorio a forma di castello offre una vista a 360 gradi sulle montagne di Fukushima e Tochigi.

Treni storici in Friuli-Venezia Giulia: l’autunno si vive a bordo dei Centoporte

Per molti viaggiatori, l’autunno rappresenta l’occasione per scoprire molte regioni italiane attraverso l’arte e la cultura, o magari assaporando le specialità proposte nelle varie sagre di stagione. Ancora meglio se raggiunte in un modo unico e suggestivo: seduti nelle carrozze dei treni storici. Con le loro atmosfere, le panche in legno e gli ampi finestrini, sembrano usciti da un film d’epoca e paiono invitare i passeggeri a rallentare e godersi semplicemente il viaggio.

Tra le regioni da scoprire con lentezza c’è anche il Friuli-Venezia Giulia che, da metà ottobre a inizio novembre, propone quattro corse speciali pensate per collegare città e borghi a fiere di paese, feste dedicate ai formaggi e luoghi della memoria.

Treni storici in Friuli-Venezia Giulia: gli itinerari d’autunno

Il primo treno, partito il 4 ottobre da Gorizia, ha raggiunto Cavasso Nuovo per celebrare la cipolla rossa e la zucca, presidio Slow Food. E i prossimi itinerari? Agenda alla mano, ve li raccontiamo con date e prezzi!

Domenica 18 ottobre: da Trieste a Codroipo per San Simone

A Codroipo, l’autunno ha un appuntamento fisso: la Fiera di San Simone, che ogni anno richiama visitatori da tutta la regione (e non solo). Il treno storico parte da Trieste e lascia i passeggeri nel cuore della festa. Qui, si passeggia tra i banchi di specialità friulane e dei produttori locali, con le iniziative organizzate dalle pro loco e dalle realtà del posto.

Domenica 25 ottobre: da Treviso a Venzone

Il treno alla scoperta di Venzone parte dal Veneto e accompagna i passeggeri in uno dei borghi simbolo del Friuli. La giornata è dedicata al patrimonio artistico e culturale del paese e alla tecnica che lo ha fatto rinascere dopo il terremoto del 1976: l’anastilosi. Gli edifici crollati sono stati ricostruiti recuperando i pezzi originali e rimettendoli al loro posto, uno a uno. Vederne il risultato dal vivo, a esattamente cinquant’anni dal sisma, rende la visita ancora più significativa.

Mercoledì 4 novembre: da Trieste a Redipuglia

Questa corsa è dedicata alla memoria. Il convoglio raggiunge il Sacrario di Redipuglia, il monumento che custodisce i resti di migliaia di soldati della Prima Guerra Mondiale. Dopo le visite con la guida, i viaggiatori si siedono a tavola per il rancio del soldato, il pasto semplice che sfamava le truppe al fronte.

Domenica 8 novembre: da Sacile a Gemona

Il calendario si chiude con un viaggio per buongustai. Da Sacile, il treno porta a Gemona del Friuli, che per l’occasione ospita “Gemona, formaggio…e dintorni”. È una mostra-mercato dove si possono assaggiare i formaggi della zona e comprarli direttamente da chi li produce.

I prezzi e come prenotare

Le tariffe sono fisse e non cambiano in base alla distanza: si paga lo stesso prezzo sia per un viaggio breve sia per uno lungo. Sui treni trainati da locomotiva elettrica o diesel, l’andata e ritorno costa 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Chi viaggia solo in una direzione paga 5 euro (2,50 per i bambini).

Per vivere l’atmosfera dei convogli a vapore la spesa sale di poco: 15 euro per l’andata e ritorno degli adulti, 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni e 7,50 euro per la singola tratta. Su tutti i treni, i bambini sotto i 4 anni viaggiano gratis.

I biglietti si acquistano sul sito o sull’app, scegliendo l’opzione “Treno Storico”, oppure in stazione, alla biglietteria o alle macchinette self-service, e nelle agenzie di viaggio autorizzate. Ogni treno può ospitare al massimo 250 passeggeri, quindi è meglio non aspettare l’ultimo momento per prenotare il proprio posto.

Foliage sulle Alpi: 5 sentieri per vedere i colori dell’autunno al momento giusto

Siamo arrivati all’autunno che, con tutto ciò che porta con sé, rende più sopportabile la fine dell’estate. Parliamo di abiti dai tessuti avvolgenti e colori caldi, una tazza di tè da accompagnare a un buon libro e, soprattutto, i paesaggi che si dipingono di rosso fuoco e oro. Il modo migliore per immergersi nella loro bellezza (e scattare fotografie) è indossare scarpe comode e uscire all’aria aperta sui sentieri dove il foliage esplode, facendo attenzione ai tempi.

Il foliage segue una regola precisa: cambia con la quota. In alto i primi a colorarsi sono i larici, che iniziano a ingiallire già tra fine settembre e inizio ottobre. Più in basso, faggi e altre latifoglie si accendono verso fine ottobre. I tempi variano di anno in anno e bastano qualche giorno di anticipo o un colpo di vento per trovare versanti ancora verdi oppure già spogli.

Per non sbagliare il momento, AllTrails, la piattaforma dedicata all’escursionismo, ha selezionato alcuni itinerari sulle Alpi italiane. Oltre a mappe e informazioni aggiornate sui percorsi, sono utili soprattutto le recensioni con foto lasciate dalla community, che permettono di capire a che punto è la stagione prima di partire.

Lago Federa via Pian del Pantan, Veneto

Nei dintorni di Cortina d’Ampezzo si trova forse lo scorcio più celebre del foliage dolomitico. Il percorso, di difficoltà facile-moderata, sale fino al Lago Federa, a oltre 2.000 metri di quota, ai piedi della Croda da Lago. Il lago è circondato da un anfiteatro di larici che a ottobre, in genere intorno a metà mese, diventano dorati e si riflettono sull’acqua. È uno dei panorami più fotografati di tutto l’arco alpino, quindi conviene partire presto per goderselo con calma.

Pian dei Casoni-Val Venegia, Trentino

È una camminata di livello moderato, ma con salite dolci, che risale la Val Venegia, nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Il sentiero parte da Pian dei Casoni e passa tra pascoli e lungo il torrente Travignolo, con le Pale di San Martino sullo sfondo. Nel corso di ottobre, i lariceti che accompagnano il percorso si colorano di giallo.

Vallunga: La Ciajota-Plan dala Ciajeies, Alto Adige

Alle spalle di Selva di Val Gardena, nel Parco Naturale Puez-Odle, la Vallunga rappresenta una valle di origine glaciale chiusa tra prati e pareti dolomitiche altissime. L’itinerario, classificato di difficoltà moderata, è quasi tutto in piano. Per questo è tra i più accessibili della selezione, adatto anche a chi ha poca esperienza. A ottobre i larici tingono la valle d’oro, mentre le rocce tutt’intorno ricordano le navate di una cattedrale di roccia.

Giro del Gran Bosco, Piemonte

Spostandosi verso ovest, in alta Val di Susa, si trova il Gran Bosco di Salbertrand, parco naturale e una delle foreste alpine più estese del Piemonte. L’anello, di livello moderato, attraversa un bosco in cui i larici crescono accanto ad abeti bianchi e rossi, pini silvestri e cembri. In autunno, il giallo dei larici e il verde scuro delle conifere sempreverdi formano un mosaico di colori, lontano dalle mete più affollate delle Dolomiti.

Filorera-Rasica via Torrente Valle di Mello, Lombardia

La stagione si chiude in Val di Mello, riserva naturale in provincia di Sondrio. Tra prati e grandi pareti di granito, un anello di difficoltà moderata segue il torrente dentro un bosco dall’atmosfera quasi fiabesca. Qui la quota è più bassa e i colori arrivano più tardi: verso fine ottobre le foglie di faggi e castagni ricoprono il sottobosco di toni rame e ambra. È una delle passeggiate autunnali più belle del Nord Italia e il modo ideale per salutare il foliage prima che arrivi l’inverno.

Boom di vacanze all’aria aperta: l’Italia è seconda in Europa

Per milioni di viaggiatori, la vacanza perfetta si vive all’aria aperta dormendo in tenda, in un bungalow immerso nel verde o tra le comode pareti del proprio camper. Non è solo una questione di gusti, lo dicono anche i numeri. Il turismo open air, che comprende campeggi e villaggi turistici, si conferma una delle colonne portanti dell’ospitalità europea, in crescita più degli hotel e in grado di allungare la stagione ben oltre l’estate.

A raccontarci lo sviluppo di questo fenomeno è l’assemblea generale di EFCO&HPA, la federazione che riunisce le associazioni dell’open air di 23 Paesi europei. L’incontro si è svolto a Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia, una delle capitali italiane del campeggio. In questa occasione sono stati presentati i dati Eurostat sull’andamento del comparto e le prime stime sul 2026.

Il quadro emerso è quello di un’Europa che ama sempre di più le vacanze a contatto con la natura, con l’Italia stabilmente tra i protagonisti.

Il successo del turismo all’aria aperta in Europa

Secondo i dati Eurostat, nel 2025 le strutture all’aria aperta dell’Unione Europea hanno registrato 413 milioni di notti, pari al 13,4% di tutti i pernottamenti turistici. È una fetta importante del mercato che continua a crescere: in dieci anni, il settore è cresciuto del 28,5%, un ritmo superiore a quello degli hotel.

La classifica europea è guidata dalla Francia, che con 154 milioni di pernottamenti si conferma la meta indiscussa del campeggio. Al secondo posto c’è l’Italia, con 69,5 milioni di presenze. Seguono la Spagna, con 49,8 milioni, la Germania con 45 milioni e i Paesi Bassi con 26,8 milioni.

“I campeggi e i villaggi turistici offrono vacanze di alta qualità e sostengono le economie locali”, ha dichiarato Arthur van Disseldorp, presidente di EFCO&HPA. Secondo il presidente, l’Italia rappresenta bene la forza del comparto ed è fondamentale che le istituzioni europee e nazionali creino le condizioni perché le imprese possano continuare a investire e innovare.

Vacanze in Italia anche oltre l’estate

Per quanto riguarda l’Italia, le 2.600 strutture che offrono complessivamente 1,3 milioni di posti letto, stimano un aumento degli arrivi del 2% rispetto al 2025. La vera novità riguarda però il calendario: la stagione dell’open air non si ferma più a fine estate e si allunga fino a ottobre inoltrato. A favorire l’estensione della stagione è stato anche il bel tempo, che ha spinto la crescita delle presenze in tutto il nostro Paese.

Il Veneto, che ha ospitato l’assemblea, è l’esempio più evidente del peso economico del settore. Qui l’open air genera da solo oltre il 27% del fatturato turistico regionale e, durante l’estate, ha registrato il tutto esaurito. Le sue strutture rappresentano oltre un pernottamento su quattro dell’intera regione.

Dietro il successo dell’open air c’è anche un cambiamento nel modo di viaggiare. Lucas Pavanetto, vicepresidente e assessore al Turismo della Regione Veneto, ha spiegato che il settore interpreta bene le nuove richieste dei viaggiatori, sempre più alla ricerca di libertà, contatto con la natura e sostenibilità.

Autunno in Inghilterra (oltre Londra): 3 mete da raggiungere con la promo Vueling

Chi sceglie Londra come meta, spesso non si allontana dalla città. Noi, invece, vi consigliamo di avventurarvi oltre la capitale perché a meno di due ore di strada si aprono gli ampi spazi della campagna inglese, con borghi, castelli e paesaggi che in autunno e inverno assumono un fascino tutto loro.

Arrivarci è semplice perché Vueling collega l’aeroporto di Roma Fiumicino a Londra Gatwick e propone, fino all’11 ottobre 2026, voli scontati a partire da 53 euro per chi vuole organizzare un viaggio tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

Quali sono le mete più belle da raggiungere in questo periodo, noleggiando un’auto o salendo su un treno? Noi vi consigliamo queste tre!

Cotswolds

Una volta atterrati a Londra, noleggiate un’auto e, in circa due ore guidando verso ovest, raggiungerete i paesaggi suggestivi delle Cotswolds. Qui verrete accolti da colline, campi e muretti a secco punteggiati da villaggi in pietra dorata che sembrano usciti da un libro di fiabe.

Il modo migliore per scoprirle è spostarsi da un borgo all’altro. A Bourton-on-the-Water i ponticelli del Settecento attraversano il fiume Windrush, Lower Slaughter conserva un vecchio mulino affacciato sui canali e Castle Combe è stato il set di film e serie in costume, da Stardust a Bridgerton.

In inverno, con un po’ di fortuna, si possono vedere questi paesaggi coperti di neve. In ogni caso la giornata si chiude al meglio in uno dei tanti pub di campagna, davanti al camino con un sunday roast, il classico arrosto della domenica.

Warwick

Se non volete noleggiare un’auto, con un treno in partenza da London Marylebone si raggiunge Warwick in circa 1 ora e mezza. La cittadina è dominata da uno dei castelli medievali più famosi d’Inghilterra, costruito nel 1068 per volere di Guglielmo il Conquistatore dove prima sorgeva un insediamento fortificato anglosassone. Nei secoli la fortezza è stata ampliata e trasformata fino all’Ottocento, quando già attirava i primi visitatori.

Oggi si possono esplorare torri, camminamenti sulle mura e sale storiche, oltre che ammirare da vicino il trabucco: alto quasi 18 metri, è la più grande macchina d’assedio funzionante del Paese. Tra fine novembre e inizio gennaio il castello si veste a festa con Christmas at the Castle, tra decorazioni e spettacoli a tema. Chi viaggia in auto può abbinare la visita a una tappa a Stratford-upon-Avon, a una ventina di minuti, per vedere la casa natale di Shakespeare.

New Forest

Infine, a circa due ore d’auto da Londra oppure in poco più di un’ora e mezza di treno da London Waterloo, si apre il New Forest National Park, un mosaico di boschi antichi, brughiere e costa dove pony, asini e bovini pascolano liberi. Tra fine autunno e inizio inverno capita di incontrare anche i maiali del pannage, un’antica tradizione che prevede di lasciarli liberi nella foresta per mangiare le ghiande cadute, tossiche per gli altri animali.

Per passeggiare tra faggi e querce, i sentieri di Bolderwood e il Blackwater Tall Trees Trail sono tra i più scenografici. Chi preferisce il mare può spostarsi invece sulla costa di Milford on Sea o Lymington.

Valle dei Templi, riemergono affreschi di 2000 anni fa: la scoperta che racconta l’Agrigento romana

Sulla costa meridionale della Sicilia, ad Agrigento, si estende uno dei siti archeologici più grandi del mondo: la Valle dei Templi. Circa 2.500 anni fa, qui sorgeva Akragas, una delle città più ricche e potenti del mondo greco e, ancora oggi, otto templi ben conservati ne raccontano la grandezza. Eppure, questo non è solo un museo a cielo aperto da ammirare, ma un luogo dove la ricerca non si ferma e continua a sorprenderci con nuove scoperte.

L’ultima novità arriva dagli scavi della Scuola Normale Superiore di Pisa, che hanno riportato alla luce frammenti di affreschi colorati, stucchi ed elementi architettonici del I secolo a.C. Una scoperta che sposta l’attenzione dai fasti greci a un capitolo meno conosciuto: quello in cui Akragas, ormai sotto il dominio di Roma, cambiava il proprio volto.

Scoperti affreschi e colonne sul Poggio di San Nicola

I reperti sono emersi da quanto resta di un antico edificio situato poco a sud dell’ekklesiasterion, la cavea in cui si riunivano in assemblea i cittadini liberi di Akragas. Siamo sul Poggio di San Nicola, all’interno del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, dove la Normale scava dal 2020. Quella di quest’anno, infatti, è la terza campagna-scuola condotta nell’area.

Secondo gli archeologi, i resti appartengono probabilmente al peristilio di una ricca domus o a un portico monumentale, costruiti quando la Sicilia era ormai sotto il dominio di Roma. Lo scavo ha restituito molto materiale ceramico, stucchi modanati e numerosi frammenti di intonaci policromi riconducibili al secondo e al terzo stile della pittura parietale romana. Sono emersi anche una struttura di terrazzamento, un canale e un ambiente quadrangolare di età imperiale, con intonaci alle pareti e pavimento in cotto.

C’è poi un ritorno al passato degli scavi: nel peristilio giacevano ancora i blocchi architettonici portati alla luce da Ernesto De Miro negli anni Sessanta. Spostati per liberare e studiare l’area, sono stati affiancati da nuovi frammenti: capitelli, basi, rocchi di colonna, un architrave modanato e una cornice con kyma lesbio “ieroniano”, motivo decorativo tipico delle produzioni siceliote tra III e II secolo a.C. Catalogazione, disegno e rilievo serviranno a ricomporli per ricostruire l’elevato dell’edificio.

Resta ancora da chiarire, con il proseguire dello studio, quale fosse la funzione dell’edificio. Potrebbe trattarsi di una domus privata di dimensioni imponenti oppure di uno spazio pubblico, come una terrazza porticata collegata al tempio romano, considerando che l’attiguo ekklesiasterion aveva ormai perso le sue funzioni pubbliche. Gli scavi hanno inoltre interessato i resti dell’abside di una piccola basilica paleocristiana, che in passato era stata interpretata come un’esedra: una conferma del fatto che quest’area è stata frequentata a lungo.

Un’area importante per capire l’Akragas romana

La scoperta è stata fatta sul Poggio di San Nicola, un luogo centrale per la città antica. I ricercatori lo descrivono come un’area strategica, situata al centro di Akragas, dove sorgevano edifici civici e assembleari come l’ekklesiasterion, il bouleuterion e il teatro. Proprio per questo è considerato uno snodo chiave per comprendere lo sviluppo urbanistico di questo settore e, soprattutto, come cambiarono le istituzioni cittadine nella fase di passaggio sotto l’influenza romana.

La campagna, iniziata il 7 settembre, si concluderà il 9 ottobre e ha coinvolto studenti, dottorandi e giovani ricercatori di atenei italiani e internazionali come l’UPM di Madrid, l’ITU di Istanbul, PSL di Parigi, la FAU di Erlangen e la BME di Budapest.

Ferrara riapre un palazzo simbolo della città: Palazzo Barbantini-Koch diventa un polo d’arte

Per oltre un secolo, chi passeggiava lungo corso della Giovecca lo ha visto solo da fuori, o al massimo dallo sportello di una banca. Da giovedì 8 ottobre, invece, Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, apre le sue porte a tutti con una nuova funzione. Diventa il Polo culturale di Ferrara de La Galleria BPER, uno spazio dedicato all’arte, alla memoria della città e alla ricerca.

Dopo i lavori di recupero partiti nel 2023, l’edificio torna alla città con una collezione permanente che ripercorre cinque secoli di arte ferrarese ed emiliana e una mostra temporanea dedicata ai fiori nella pittura italiana. Il polo ospiterà anche attività didattiche, formazione e spazi per lo studio.

Per chi ama Ferrara, o sta pensando di visitarla questo autunno, c’è un motivo in più per mettersi in viaggio.

Una nuova identità per Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara

Il palazzo rappresenta un pezzo della storia cittadina di Ferrara. Fu costruito tra il 1907 e il 1910 su progetto dell’ingegnere Luigi Barbantini, con la supervisione dell’architetto Gaetano Koch, e venne inaugurato nel 1910 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Era stato pensato per dare alla Cassa di Risparmio una sede solida e rappresentativa, all’altezza del suo ruolo in città.

A partire da oggi, 8 ottobre 2026, il palazzo cambia funzione senza cancellare il proprio passato. Il Barbantini-Koch entra a far parte dei “Poli Culturali BPER. Un sistema di patrimonio diffuso”, la rete che collega edifici storici del gruppo bancario e che comprende anche Palazzo San Carlo a Modena e Palazzo Farinosi-Branconi a L’Aquila. L’obiettivo è trasformare sedi e collezioni rimaste a lungo riservate in luoghi accessibili al pubblico.

Cosa vedere, biglietti e orari

L’apertura al pubblico è fissata per giovedì 8 ottobre. Al piano nobile si trova il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, che raccoglie 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in diciotto sale.

Si parte dal Rinascimento ferrarese, con nomi come Domenico Panetti, l’Ortolano, il Garofalo e Girolamo da Carpi, per arrivare al Novecento di Gaetano Previati, Filippo de Pisis e Achille Funi. Tra i pezzi più preziosi c’è il “Ritratto del comandante Gabriele Tadino”, attribuito a Tiziano e datato 1538, già appartenuto alla Cassa di Risparmio.

Fino al 31 gennaio 2027, il palazzo ospiterà anche la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni. Le oltre quaranta opere esposte, firmate tra gli altri da Hayez, Segantini, Previati e Casorati, usano il fiore come filo conduttore per parlare di bellezza, desiderio e del tempo che passa, dal Romanticismo al Simbolismo. Il percorso è arricchito dai versi di Leopardi, Manzoni e Pascoli e da elementi olfattivi legati al mondo floreale.

Il palazzo è aperto il giovedì dalle 14:00 alle 19:00; dal venerdì alla domenica fa orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, mentre lunedì, martedì e mercoledì resta chiuso. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura, il biglietto intero costa 10 euro e il ridotto 8 euro, entrambi acquistabili online dal sito ufficiale scegliendo data e fascia oraria.

Queste sono le città più sportive del mondo nel 2026: in classifica anche quattro italiane

C’è una nuova numero uno tra le capitali mondiali dello sport. Stiamo parlando di New York che, nel 2026, guida la Classifica delle città sportive stilata dall’agenzia internazionale di comunicazione Burson, strappando lo scettro a Parigi, in testa da tre anni consecutivi.

Giunta alla quindicesima edizione, la graduatoria individua le 100 città del mondo con il legame più forte con lo sport, incrociando percezione e dati. Contano il giudizio di leader sportivi internazionali, media di settore ed esperti, ma anche quanto se ne parla sui social e sulla stampa. Il risultato è una fotografia di come le città costruiscono visibilità e influenza attraverso partite, gare e grandi eventi.

E l’Italia? Sono quattro le città che compaiono nella top 100, con Milano ancora tra le prime dieci.

New York è prima in classifica

Per New York è stato un anno da ricordare: i Knicks hanno conquistato il titolo NBA e il New York New Jersey Stadium ha ospitato la finale dei Mondiali FIFA 2026, portando la città al centro dell’attenzione mondiale. Ma il primato non dipende solo da questi eventi. La forza della Grande Mela sta in un calendario sportivo che non conosce pause, tra grandi franchigie professionistiche, appuntamenti internazionali e un’attenzione mediatica costante. Per chi la visita, assistere a una partita al Madison Square Garden è un’esperienza da mettere in lista tanto quanto una passeggiata a Central Park.

Le italiane in classifica

La migliore delle italiane è Milano, che sale dal 9° al 7° posto e consolida la sua presenza nella top 10. La classifica mette in evidenza la crescita costante della città perché, rispetto al 2024, il capoluogo lombardo ha guadagnato ben 20 posizioni, soprattutto grazie ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Il salto più netto, però, lo fa Cortina d’Ampezzo, che arriva al 37° posto con 10 posizioni guadagnate in un anno e 45 rispetto al 2024. Co-ospitare le Olimpiadi ha trasformato la celebre località di villeggiatura alpina in una città sportiva riconosciuta a livello internazionale.

Poi troviamo Roma al 21° posto, forte di un patrimonio sportivo che va dallo Stadio Olimpico al Foro Italico, e Torino, che negli ultimi anni ha legato il suo nome al grande tennis, posizionandosi così al 75° posto.

Classifica delle Città Sportive: la top 10

Guardando il resto della classifica, emergono alcune tendenze interessanti. I grandi eventi, per esempio, non premiano più solo la città principale, ma tutte le sedi coinvolte: oltre a Cortina, lo dimostrano Atlanta, Houston, San Francisco e Vancouver, che dopo aver ospitato le partite dei Mondiali 2026, hanno scalato tra le 9 e le 14 posizioni.

Essere famosi, poi, non basta. Washington, Miami e Città del Messico sono molto conosciute dal grande pubblico, mentre Losanna e Monaco devono il loro buon piazzamento soprattutto alla stima di federazioni ed esperti: la popolarità può essere passeggera, la reputazione invece si costruisce negli anni.

Per crescere, inoltre, non serve per forza un mega-evento (ma aiuta). Zurigo ha guadagnato 21 posizioni a prescindere dal calendario, mentre Ginevra è entrata per la prima volta in classifica grazie agli Europei di calcio femminile del 2025, anche Innsbruck è salita grazie all’arrampicata sportiva e Shanghai deve la sua crescita agli eSport.

Questa la top 10:

  1. New York, Stati Uniti d’America;
  2. Parigi, Francia;
  3. Los Angeles, Stati Uniti d’America;
  4. Londra, Regno Unito;
  5. Madrid, Spagna;
  6. Barcellona, Spagna;
  7. Milano, Italia;
  8. Losanna, Svizzera;
  9. Monaco, Germania;
  10. Manchester, Regno Unito.

Pioggia o non pioggia, si parte: 3 city break europei con la nuova promozione Ryanair

C’è chi aspetta il bel tempo per partire e chi, invece, ha capito che certe città danno il meglio di sé proprio quando il cielo si fa grigio. Quando le giornate si accorciano, molte città europee continuano a brillare e, anzi, diventano perfino più affascinanti. In fondo, l’unico modo per affrontare davvero il maltempo è lasciarsi conquistare, rifugiandosi in un caffè storico con una bevanda calda o perdendosi tra le sale di un grande museo, senza il senso di colpa di non essere all’aria aperta.

L’occasione giusta per partire arriva con la nuova promozione Ryanair, che propone voli a partire da 16,99 euro da prenotare entro l’8 ottobre 2026, per viaggiare dall’8 ottobre al 17 dicembre 2026.

Noi vi consigliamo queste 3 mete da vivere anche con l’ombrello in mano.

Salsomaggiore conquista Forbes: il ritorno della città delle terme dal fascino Liberty

Sapevate che, in passato, Salsomaggiore Terme era il ritrovo dell’alta società? Nei primi del Novecento, quando nei saloni dorati del Kursaal si giocava alla roulette, la città era considerata una meta così mondana che, come ricorda Forbes, veniva accostata a Monte Carlo.

Poi sono arrivati anni più difficili, con alberghi chiusi e una lenta perdita di smalto. Oggi la cittadina in provincia di Parma torna a far parlare di sé proprio dalle pagine della rivista americana, che le ha dedicato un ampio reportage sulla sua rinascita come destinazione del benessere.

La storia delle terme che hanno reso famosa Salsomaggiore

Già il nome racconta da dove nasce la fortuna di Salsomaggiore: “salso”, cioè salato, come le acque che sgorgano dal sottosuolo. Tutto ebbe inizio nel 1839, quando il medico locale Lorenzo Berzieri curò una bambina affetta da scrofola, una forma di tubercolosi, con bagni quotidiani nelle acque salsobromoiodiche del posto. Da quel momento, Salsomaggiore diventò una delle località termali più apprezzate d’Italia, punto di riferimento per chi cercava sollievo da disturbi articolari, respiratori, cutanei e circolatori. Con l’apertura del Casinò Kursaal, in pieno stile Liberty, la città aggiunse alla vocazione termale un’anima mondana.

Il periodo d’oro arrivò nel dopoguerra. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, lo Stato copriva le cure termali prescritte ai lavoratori, spesso compreso il soggiorno in albergo, e gli hotel si moltiplicarono. Nello stesso periodo, il Grand Hotel ospitò per oltre quarant’anni le finali di Miss Italia. Tra le concorrenti dell’edizione del 1950 c’era anche una giovanissima Sophia Loren, in gara come Miss Lazio. Quando negli anni Ottanta e Novanta le agevolazioni pubbliche furono ridotte, il turismo termale entrò in crisi e molte strutture chiusero i battenti.

Il Grand Hotel e le nuove terme nel Palazzo Berzieri

Secondo Forbes, il cuore di questa rinascita batte nel Grand Hotel Salsomaggiore Terme & Spa, l’unico cinque stelle della città. Costruito nel 1902, è tornato a splendere dopo cinque anni di restauri. Varcato l’ingresso, si cammina su pavimenti in marmo, mentre dalle pareti le foto d’epoca ricordano gli ospiti illustri di un tempo.

L’altra grande novità è QC Terme Salsomaggiore, il centro benessere ospitato nel Palazzo Berzieri, capolavoro di marmi, mosaici e decorazioni dorate costruito proprio dove un tempo sorgevano gli antichi pozzi di sale. Anche il resto del centro storico è stato restaurato con cura e l’ufficio turistico ha creato itinerari a piedi alla scoperta dei suoi edifici simbolo.

Salsomaggiore è anche una buona base per esplorare i dintorni. A pochi chilometri si trova il Castello di Scipione, ancora abitato dai discendenti dei Pallavicino, dove la visita attraversa saloni affrescati e ambienti arredati, fino al loggiato seicentesco affacciato sulle colline. A Fontanellato, la Rocca Sanvitale custodisce la Saletta di Diana e Atteone, affrescata dal Parmigianino, e una curiosa Camera Ottica ottocentesca: grazie a un sistema di specchi, l’immagine della piazza esterna viene riflessa su uno schermo all’interno. Sempre nel territorio di Fontanellato, il Labirinto della Masone, il più grande labirinto di bambù al mondo, invita a perdersi tra corridoi verdi, bivi e vicoli ciechi. Ideato da Franco Maria Ricci, ospita anche la sua collezione d’arte, con opere che spaziano dal Cinquecento al Novecento.

Incoronate le migliori regioni vinicole in Europa: l’Italia fa il pieno di posti in classifica

L’Europa è un mosaico di oltre 250 regioni vinicole e scegliere dove partire per un viaggio tra calici e cantine non è mai semplice. A dare una mano arriva la classifica Best Wine Regions in Europe 2027, che ha selezionato le 12 mete enologiche più interessanti del continente partendo da una base di oltre 90 territori.

I criteri non riguardano solo la qualità del vino: contano anche autenticità e tradizione, varietà di vitigni, offerta di cantine e strade del vino, bellezza del paesaggio, gastronomia, sostenibilità e accessibilità per i visitatori. E l’Italia, come vedremo, si fa decisamente notare.

La migliore regione vinicola d’Europa è in Slovenia

Il primo posto va alla Štajerska, in Slovenia, che conquista un punteggio di 19,5 su 20. A conquistare la giuria è la capacità di concentrare in un’area piuttosto piccola un patrimonio enologico unico: qui, infatti, si trova la vite più antica del mondo, è nato lo spumante sloveno e si conserva il più antico vino d’archivio del Paese, custodito in cantine storiche scavate sotto le strade cittadine. I vigneti, infatti, iniziano quasi alle porte della città.

Se vi state già immaginando con un calice in mano, sappiate che il territorio comprende sette destinazioni: Maribor, Ptuj, Jeruzalem Slovenija, Haloze, Slovenske gorice, Ravno polje e Pohorje. Tra le immagini simbolo c’è la strada a forma di cuore di Špičnik, che disegna la sua curva tra i filari. Nella zona di Jeruzalem, le colline terrazzate di Ljutomer-Ormož sono ideali per i bianchi come lo Šipon, mentre ad Haloze i vigneti occupano pendii ripidissimi.

Strada a forma di cuore che attraversa i vigneti di Špičnik, nella Štajerska slovena
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La celebre strada a cuore di Špičnik, simbolo della Štajerska

Quattro regioni italiane in classifica

Con quattro territori tra i dodici selezionati, l’Italia è il Paese più rappresentato. Il risultato migliore spetta a Langhe-Roero-Monferrato, secondo con 18,8 punti: un paesaggio di crinali, noccioleti e borghi che emergono dalla nebbia del mattino, dove il Nebbiolo è il re indiscusso. Qui contano le aziende familiari, i cercatori di tartufo e i pranzi lunghi con vista, soprattutto in autunno.

Al quinto posto c’è il Chianti Rufina, il volto più raccolto e appartato del Chianti. Le quote più alte e il clima fresco regalano al Sangiovese un profilo elegante, da scoprire tra agriturismi, cantine in casali cinquecenteschi e passeggiate tra un borgo e l’altro.

Settima posizione per l’Etna, con i suoi vigneti sui terreni vulcanici e i vini da Nerello Mascalese e Carricante, da abbinare a escursioni sui crateri e soggiorni tra gli agrumeti. In classifica, alla decima posizione, c’è anche la Valle d’Aosta, la più piccola regione vinicola italiana, con vitigni autoctoni come Fumin, Petite Rouge e Prié Blanc coltivati tra castelli e ghiacciai.

La classifica delle migliori regioni vinicole d’Europa

Oltre a Italia e Slovenia, nella top 12 compaiono Francia e Austria con due regioni ciascuna, insieme a Spagna, Portogallo e Grecia. Tra i nomi spiccano la spettacolare Ribeira Sacra, con i suoi vigneti a picco sui canyon della Galizia, e la Wachau, dove le terrazze si affacciano sul Danubio. Ecco la classifica completa:

  1. Štajerska, Slovenia;
  2. Langhe-Roero-Monferrato, Italia;
  3. Ribeira Sacra, Spagna;
  4. Kamptal, Austria;
  5. Chianti Rufina, Italia;
  6. Sancerre e Pouilly-Fumé, Francia;
  7. Etna, Italia;
  8. Saumur e Anjou, Francia;
  9. Wachau, Austria;
  10. Valle d’Aosta, Italia;
  11. Alentejo, Portogallo;
  12. Naoussa, Grecia.

Zucche, streghe e luci di Natale: 3 mete dove volare in autunno con la nuova promozione Ryanair

In autunno ci sono due date da segnare sul calendario per chi vuole approfittare delle feste per organizzare un viaggio. La prima è Halloween, che quest’anno cade sabato 31 ottobre: con Ognissanti di domenica 1° novembre, il weekend è già pronto per una fuga tra leggende, vicoli medievali e atmosfere da brivido.

La seconda è il ponte dell’Immacolata: l’8 dicembre cade di martedì, quindi con un solo giorno di ferie, lunedì 7, si hanno quattro giorni liberi da sabato 5 a martedì 8. Ad aiutarvi nella pianificazione della vostra prossima avventura c’è la nuova promozione Ryanair con voli a partire da 21,99 euro (più avanti vi consigliamo anche voli più economici) prenotando entro il 31 ottobre 2026 e viaggi dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026.

Dove andare? Noi suggeriamo queste mete!

Da Bologna a Londra

La prima destinazione è Londra, perfetta sia per chi vuole trascorrere Halloween in modo speciale, sia per chi preferisce organizzare il viaggio quando la città è avvolta dalle prime atmosfere natalizie. In entrambi i casi, sono presenti voli da Bologna con biglietti a partire da 14,99 euro.

Partiamo da Halloween che, per gli amanti del brivido e delle leggende, si vive camminando. Potrete partecipare a tour serali sulle tracce di Jack lo Squartatore a Whitechapel, visitare il suggestivo cimitero vittoriano di Highgate o affrontare i percorsi da brivido del London Dungeon.

Se viaggiate durante l’Immacolata, invece, il punto di riferimento è Hyde Park, dove l’Hyde Park Winter Wonderland torna per la sua diciottesima edizione dal 19 novembre 2026 al 3 gennaio 2027. Le attrazioni sono più di 100, tra montagne russe, stand gastronomici e la pista di pattinaggio all’aperto più grande del Regno Unito, oltre a una ruota panoramica alta 70 metri.

Da Catania a Parigi

Volete fare un viaggio in famiglia? Se quest’anno desiderate qualcosa di davvero speciale, la meta da raggiungere è Parigi con voli a partire da 17,99 euro. Ma non fermatevi alla capitale, salite su un treno e raggiungete le atmosfere magiche di Disneyland.

Per Halloween torna il Disney Halloween Festival, quest’anno dal 26 settembre al 1° novembre 2026. Il festival è incluso nel normale biglietto d’ingresso e propone la parata di Topolino a tema Halloween, decorazioni stagionali e incontri con i “cattivi” dei cartoni Disney. Tra i personaggi da incontrare ci sono Jack Skellington e Sally, una presenza piuttosto rara al parco!

Per l’Immacolata il parco cambia completamente veste con Disney’s Enchanted Christmas, dal 7 novembre 2026 al 6 gennaio 2027. La novità di quest’anno è che anche il World of Frozen partecipa per la prima volta alle celebrazioni natalizie. Il cuore della festa resta comunque il gigantesco albero di Natale al centro del parco, mentre la Regina delle Nevi e Babbo Natale animano i viali con una parata colorata.

Da Torino a Dublino

Infine, l’ultima meta che consigliamo è dedicata agli appassionati di letteratura. Stiamo parlando di Dublino, dove potrete seguire le tracce dello scrittore che ha dato vita al mito di Dracula: il Bram Stoker Festival si ispira alla vita e alle opere di Stoker e alla Dublino del suo tempo, celebrando il gotico, il soprannaturale e l’epoca vittoriana. Molti eventi sono gratuiti!

La notte del 31 ottobre potreste spostarvi nella contea di Meath, dove a Trim si tiene il Púca Festival: qui si celebra Samhain, la festa celtica da cui è nato Halloween, con processioni, falò e musica.

La Sardegna entra per la prima volta nella prestigiosa lista delle mete da scoprire nel 2027

Dopo essere stata inserita da Lonely Planet tra le destinazioni da non perdere nel 2026, la Sardegna riceve un nuovo riconoscimento, questa volta dal mondo dei viaggi di alta gamma. Per la prima volta, l’isola entra nella Where to Go Destinations 2027, la selezione delle mete consigliate da Signature Travel Network, consorzio statunitense di agenzie di viaggio specializzate nei viaggi di lusso.

A curare la lista è Ignacio Maza, uno dei nomi più autorevoli del turismo di lusso negli Stati Uniti. Da oltre vent’anni, le sue analisi orientano advisor e operatori del settore e, di conseguenza, le scelte dei viaggiatori americani che cercano esperienze esclusive.

Cos’è la prestigiosa lista “Where to Go”

Per chi lavora nel turismo di lusso americano, la Where to Go è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Arrivata ormai alla sua seconda decade, la lista viene presentata durante la conferenza annuale di Signature e riunisce una dozzina di destinazioni, ognuna accompagnata da consigli pratici su cosa vedere, cosa fare e dove soggiornare.

A renderla credibile è soprattutto il metodo. Maza, che ha viaggiato in oltre cento Paesi e in tutti e sette i continenti, seleziona solo luoghi che ha visitato di persona. Alla base della scelta ci sono poi l’analisi dei trend globali, un lavoro di ricerca approfondito e una valutazione di quanto ogni meta possa interessare il viaggiatore statunitense.

Per capire il livello della selezione basta guardare le edizioni precedenti. Nella lista del 2026 figuravano, tra le altre, l’isola giapponese di Kyushu, Madrid, la Lapponia svedese, lo Sri Lanka, la Tasmania e l’Uzbekistan. Un anno prima era toccato a Montréal, Buenos Aires, Marrakech, al Perù e al Botswana.

L’ingresso della Sardegna nella lista delle mete da scoprire nel 2027 è anche il frutto della collaborazione tra l’Assessorato regionale del turismo, ENIT e Signature. E il ritorno va oltre i confini dell’isola: una vetrina di questo peso sul mercato americano rafforza l’immagine dell’Italia come destinazione di riferimento per il turismo di fascia alta.

La Sardegna che conquista i viaggi di lusso

Per i viaggiatori moderni, il vero privilegio è spesso l’accesso a situazioni ed esperienze di un certo tipo: una cantina che apre le porte a pochi ospiti, un sentiero da percorrere senza incontrare nessuno, una tavola condivisa con chi il pane carasau lo prepara ancora a mano. Ed è qui che la Sardegna ha molto da offrire, ben oltre il glamour di Porto Cervo e della Costa Smeralda.

C’è il mare, naturalmente: le calette del Golfo di Orosei raggiungibili solo via sentiero o in barca, l’arcipelago di La Maddalena, le spiagge della costa occidentale. Ma c’è anche un entroterra che sorprende chi arriva per la prima volta, con i canyon del Supramonte come la gola di Gorropu e borghi colorati come Bosa, affacciata sul fiume Temo. Poi c’è la storia: l’isola custodisce migliaia di nuraghi, tra cui il complesso di Su Nuraxi a Barumini, Patrimonio UNESCO, mentre a Cabras si possono ammirare i Giganti di Mont’e Prama, statue in pietra tra le più antiche del Mediterraneo occidentale.

A completare il quadro ci sono l’enogastronomia, dal Cannonau al Vermentino di Gallura, e la longevità dell’Ogliastra, una delle prime Blue Zone individuate al mondo: un tema che da tempo affascina il pubblico americano. Tutti elementi che si sposano con un’idea di viaggio lento e su misura, da vivere anche in primavera e in autunno, lontano dalla folla dei mesi estivi.

Dove festeggiare il compleanno se compi gli anni a ottobre, le mete perfette

Ottobre è un mese di passaggio: le giornate si accorciano, l’aria si fa frizzante e l’estate lascia definitivamente il posto all’autunno. Per chi è nato in questo periodo, può diventare l’occasione perfetta per vivere un’esperienza fuori dall’ordinario.

Per qualcuno basta una cena fuori, per altri il regalo più bello è una partenza. Se fate parte della seconda squadra, abbiamo selezionato cinque mete che a ottobre danno il meglio di sé, ognuna con un modo diverso di festeggiare: dal dolce al brivido, dal sole all’avventura.

Dove festeggiare il compleanno se compite gli anni a ottobre? Ecco le nostre idee!

Ottobre, il mese giusto per un viaggio di compleanno

Compiere gli anni a ottobre, per chi vuole festeggiarli lontano da casa, ha più di un vantaggio. Molte destinazioni entrano in bassa stagione, con tariffe più accessibili e meno code davanti alle attrazioni, mentre altre vivono proprio ora i loro giorni più speciali: festival, fenomeni naturali, ricorrenze che non si ripetono nel resto dell’anno. Scegliere la meta in base a ciò che accade in quel periodo trasforma il viaggio in un regalo su misura, pensato attorno alla data del compleanno e agli interessi del festeggiato o della festeggiata.

Dove andare in vacanza a ottobre per festeggiare il compleanno

La prima meta è in Italia, tra le Dolomiti. Chi vuole trascorrere il compleanno a contatto con la natura, tra i colori di questa stagione, può raggiungere la Val di Funes, con la chiesetta di San Giovanni in Ranui ai piedi delle Odle, l’Alpe di Siusi e il Lago di Braies, tra i luoghi più scenografici per ammirare il foliage.

Il compleanno perfetto? Una passeggiata al mattino tra i larici dorati, un pomeriggio di relax nella spa di uno chalet di montagna, magari con sauna panoramica affacciata sulle cime, e una cena tranquilla all’insegna della tradizione gastronomica alpina.

I paesaggi si ammirano bene a passo lento, ma ancora meglio se osservati da una mongolfiera. Se per il vostro compleanno cercate un’esperienza indimenticabile, raggiungete Luxor, in Egitto. A ottobre le temperature diventano più sopportabili ed è il momento ideale per salire su una mongolfiera all’alba e vedere il sole sorgere sulla Valle dei Re e sul Nilo. A terra aspettano il tempio di Karnak e quello di Luxor, da visitare anche dopo il tramonto, quando l’illuminazione li rende ancora più suggestivi.

Chi, invece, cerca il sole senza esagerare con il caldo può puntare su Madeira. L’isola portoghese, soprannominata l’isola dell’eterna primavera, a ottobre gode di temperature miti e di un oceano ancora piacevole per un tuffo, magari nelle piscine naturali di Porto Moniz, scavate nella roccia vulcanica. Non dimenticate di celebrare il compleanno con un bicchiere di poncha, la bevanda alcolica più diffusa sull’isola.

Sentiero lastricato sulle vette di Madeira, vicino al Pico do Arieiro
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Escursione sopra le nuvole a Madeira, una meta per festeggiare il compleanno a ottobre

Per un compleanno da favola, invece, c’è il Lago di Bled, in Slovenia. A ottobre i boschi intorno allo specchio d’acqua si colorano di rosso e arancio e il castello arroccato sulla rupe sembra uscito da un libro illustrato. Il rito da non perdere è sull’isolotto al centro del lago, che si raggiunge a bordo della pletna, la tipica barca a remi. Secondo la tradizione, chi suona la campana dei desideri della chiesa dell’Assunta vedrà il proprio desiderio avverarsi. E al posto della classica torta, poi, c’è la kremna rezina, il dolce simbolo di Bled a base di crema e sfoglia.

Chi festeggia proprio a fine mese, infine, può volare a New York. La sera del 31 ottobre, il Greenwich Village ospita la Village Halloween Parade, una delle sfilate in maschera più famose al mondo, aperta a chiunque si presenti in costume. Nei giorni precedenti Central Park si tinge dei colori dell’autunno e con un breve viaggio in treno si raggiunge la Hudson Valley, tra frutteti, campi di zucche e boschi in pieno foliage.

Le mete ideali per l’inverno 2026/2027: dove l’estate non finisce mai (e il cielo fa sognare)

C’è chi aspetta felicemente l’inverno dopo un’estate particolarmente calda e chi, appena compare la prima brina sul parabrezza, inizia a contare i giorni che mancano alla primavera. Eppure i mesi freddi sono anche quelli in cui certe destinazioni danno il meglio di sé: è la stagione secca ai Caraibi, il clima si fa ideale nelle città del deserto e i prezzi, lontano dalle settimane delle feste, diventano più accessibili.

Il segreto è sapere dove andare. Per l’inverno 2026/2027 abbiamo scelto sette mete, tra nuovi voli diretti dall’Italia, capitali che stanno cambiando volto e isole lontane dai circuiti più battuti.

Repubblica Dominicana

Per chi sogna i Caraibi, quest’inverno c’è un motivo in più per partire. Dal 30 novembre 2026, ITA Airways collega Roma Fiumicino a Santo Domingo con un nuovo volo diretto, operativo il lunedì e, dal 14 dicembre fino a fine marzo, anche la domenica.

Si arriva così nella capitale senza scali e la si può usare come punto di partenza per scoprire il Paese oltre i resort. La Ciudad Colonial, con le sue piazze e i palazzi storici, è perfetta per i primi giorni. Poi ci si sposta verso le spiagge di Punta Cana o di Bayahibe, da dove partono le escursioni per arrivare all’isola di Saona. Chi preferisce immergersi in paesaggi più selvaggi può puntare sulla penisola di Samaná, mentre l’entroterra di Jarabacoa e Constanza offre montagne, cascate e temperature più fresche.

Città del Messico

D’inverno, Città del Messico regala cieli quasi sempre sereni e giornate miti, anche se la sera, a oltre 2.000 metri di altitudine, serve una giacca. Questo è il momento ideale per esplorare una capitale immensa, dove le rovine dell’antica Tenochtitlán convivono con palazzi coloniali e musei di livello mondiale.

Un itinerario ideale potrebbe partire dallo Zócalo, dove si trovano la Cattedrale Metropolitana e il Templo Mayor, per poi dedicare quasi una giornata al Bosque de Chapultepec e al suo Museo Nacional de Antropología. Il quadro si completa con Coyoacán e la Casa Azul di Frida Kahlo, oltre che con un giro in trajinera tra i canali di Xochimilco.

Chi parte tra fine febbraio e inizio marzo 2027 troverà anche la Feria Internacional del Libro al Palacio de Minería. La città si raggiunge senza scali da Roma Fiumicino con Aeroméxico, che dal 28 marzo 2027 attiverà un nuovo volo diretto anche da Milano Malpensa.

La Cattedrale Metropolitana affacciata sullo Zócalo di Città del Messico
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La Cattedrale Metropolitana sullo Zócalo, a Città del Messico

Riyadh, Arabia Saudita

Se d’estate il caldo a Riyadh è proibitivo, da novembre a marzo le temperature diventano piacevoli e la capitale saudita si accende con la Riyadh Season, il calendario di eventi, spettacoli e sport che anima la città per tutto l’inverno.

Tra una tappa e l’altra vale la pena prendere la metropolitana: il Prix Versailles 2026 ha inserito due stazioni della città tra le più belle del mondo. La National Museum Station, nel quartiere di Al-Batha, è la porta d’accesso al Museo Nazionale; la Western Station, invece, firmata dallo studio Omrania, si ispira alle dune del deserto con strutture color sabbia, giardini e una piazza che si trasforma in mercato. Se siete curiosi di vederle dal vivo, dal 16 dicembre 2026 Riyadh Air collegherà Milano e Riyadh con quattro voli diretti a settimana.

Isole Yaeyama, Giappone

Mentre nel resto del Giappone l’inverno vuol dire neve e onsen, le Isole Yaeyama restano intorno ai 20 gradi anche a gennaio: sono all’estremo sud del Paese, oltre Okinawa e a un passo da Taiwan, e in questa stagione hanno il clima più mite di tutto il Giappone.

La porta d’accesso è Ishigaki, raggiungibile in volo da Tokyo, Osaka o Naha. Qui c’è la baia di Kabira, con le acque turchesi punteggiate di isolotti, e le giornate scorrono tra snorkeling, mercati e cucina locale. In circa 40 minuti di traghetto si arriva a Iriomote, coperta per gran parte da giungla e mangrovie e Patrimonio UNESCO dal 2021, dove si risalgono i fiumi in kayak fino alle cascate. La sera conviene alzare gli occhi: il parco nazionale di Iriomote-Ishigaki è stato il primo in Giappone a ottenere la certificazione Dark Sky Park.

Tramonto sulla costa naturale di Iriomote, nelle Isole Yaeyama
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Tramonto sulla costa di Iriomote, nelle Isole Yaeyama

Grenada

Meno conosciuta rispetto alle grandi mete caraibiche, Grenada è un piccolo Stato insulare all’estremo sud delle Piccole Antille, dove l’inverno coincide con i mesi più asciutti dell’anno. Qui, il viaggio passa soprattutto dal palato. Non a caso è conosciuta come l’isola delle spezie: la noce moscata, soprannominata oro nero, è tra le sue grandi esportazioni e finisce ovunque, grattugiata sul rum punch o trasformata in marmellate e sciroppi per la colazione. In generale, a tavola si incontrano influenze africane, francesi, britanniche e indiane, come le baiganee, melanzane fritte in pastella di piselli spezzati.

Ma Grenada è anche natura e nel cuore dell’isola il Grand Etang National Park troverete un lago vulcanico circondato dalla foresta pluviale, con sentieri che portano alle cascate. Sulla costa, invece, ci sono i due chilometri di sabbia bianca di Grand Anse e, poco lontano, le sculture sommerse di Molinere Bay, da esplorare con maschera e boccaglio.

Sri Lanka

Da dicembre a marzo, le piogge del monsone si concentrano sul nord-est dello Sri Lanka, mentre tutto l’itinerario che proponiamo, dal centro dell’isola alla costa meridionale, vive la sua stagione secca: questo, quindi, è il periodo ideale per un viaggio tra storia, natura e mare. Si comincia all’alba, con la prima luce che accende Sigiriya, l’antica fortezza costruita in cima a un monolite di roccia. Poi si raggiunge Kandy e il Tempio del Dente, uno dei luoghi più sacri del buddhismo.

Da qui si sale verso gli altopiani, tra piantagioni dove assaggiare il tè appena raccolto e sentieri di trekking intorno a Ella e Nuwara Eliya. Il finale è sulla costa sud, nella baia a ferro di cavallo di Hiriketiya dove si fa surf, con onde adatte anche ai principianti. A Galle, infine, ci si perde tra gallerie d’arte e botteghe dentro le mura del forte olandese, Patrimonio UNESCO.

Rocca di Sigiriya in Sri Lanka
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La rocca di Sigiriya, antica fortezza nel cuore dello Sri Lanka

Abisko, Svezia

Infine, a chi preferisce il freddo e sogna di vedere l’aurora boreale nell’inverno 2026/2027, consigliamo di raggiungere Abisko, nella Lapponia svedese, uno dei posti migliori dove aspettarla. Il segreto è un microclima tutto suo, il cosiddetto Blue Hole. I venti che arrivano da ovest scaricano umidità e nuvole sulle montagne, così sopra il villaggio e il lago Torneträsk resta spesso uno squarcio di cielo sereno, anche quando le zone vicine sono coperte. A questo si aggiungono notti lunghissime, con l’aurora visibile da settembre all’inizio di aprile, e un inquinamento luminoso quasi assente, visto che il villaggio conta circa cento abitanti.

Villa Taranto e Isola Bella, si allunga la stagione dei giardini sul Lago Maggiore

C’è ancora tempo per passeggiare tra i giardini più famosi del Lago Maggiore. Quest’anno la stagione non si chiude con l’arrivo dell’autunno, ma prosegue per diverse settimane: i Giardini Botanici di Villa Taranto, a Verbania, resteranno aperti fino all’8 dicembre, mentre Isola Bella accoglierà i visitatori fino al 22 novembre.

Le due proroghe fanno parte di un percorso più ampio per allungare la stagione turistica sul territorio, con l’obiettivo di distribuire le visite oltre i mesi estivi. Per chi ama viaggiare fuori stagione è anche l’occasione di vedere questi luoghi con meno folla e con i colori tipici dell’autunno. Quando le fioriture si esauriscono, sono le foglie a colorare i giardini e quest’anno, grazie alle temperature, il foliage potrebbe durare fino a novembre.

Villa Taranto, i giardini botanici aperti fino all’8 dicembre

La Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto ha annunciato che il parco di Verbania resterà aperto tutti i giorni, festivi compresi, fino al 22 novembre. Dopo quella data sarà ancora visitabile in alcune giornate, fino all’8 dicembre.

I giardini sono nati negli anni Trenta per volontà del capitano scozzese Neil McEacharn e oggi rappresentano uno dei parchi botanici più noti d’Italia, con migliaia di specie provenienti da tutto il mondo. In autunno aceri, liquidambar e altre piante ornamentali si colorano di rosso, arancio e giallo, mentre in estate protagoniste sono le fioriture.

Gli orari cambiano con l’avanzare della stagione. Fino al 1° novembre si entra dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:00. Dal 2 al 22 novembre l’apertura va dalle 10:00 alle 16:00, con ultimo ingresso alle 15:00. Dopo il 22 novembre sono previste aperture straordinarie il 23, 27, 28, 29 e 30 novembre, e poi ogni giorno dal 4 all’8 dicembre, in coincidenza con il ponte dell’Immacolata.

Da novembre cambiano anche le tariffe. Dal 9 novembre la visita si svolgerà lungo alcuni percorsi selezionati, per garantire la sicurezza dei visitatori, e il biglietto costerà meno. L’intero sarà di 11,50 euro, il ridotto per i giovani tra 12 e 26 anni di 7,50 euro e quello per i bambini dai 6 agli 11 anni di 2,50 euro. In questo periodo i biglietti si potranno acquistare solo alla biglietteria dei giardini.

Isola Bella aperta fino al 22 novembre

Anche Isola Bella resterà aperta più a lungo del solito. Grazie all’iniziativa di Terre Borromeo, l’isola accoglierà i visitatori fino al 22 novembre, offrendo più tempo per scoprire il Palazzo Borromeo e i suoi giardini barocchi a terrazze, tra i più scenografici del lago.

La proroga è legata anche a un grande evento sportivo. Grazie all’accordo di cinque anni tra Kaleon Spa-Terre Borromeo, la Federazione Italiana Tennis e Padel e le Nitto ATP Finals di Torino, dal 7 al 10 novembre la Coppa delle ATP Finals sarà esposta nel Salone Nuovo del Palazzo Borromeo. Per il Lago Maggiore è un modo per attirare l’attenzione internazionale nelle stesse settimane in cui a Torino si giocano le finali del tennis mondiale.

Fino al 24 ottobre si entra tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso), con chiusura dei palazzi alle 17:30 e dei giardini alle 18:00. Dal 25 ottobre al 22 novembre, l’orario si accorcia: si entra dalle 10:00 alle 16:00 (ultimo ingresso), i palazzi chiudono alle 16:30 e i giardini alle 17:00. Il biglietto per la visita costa 25 euro.

Per chi sta pensando a un weekend autunnale sul lago, le date sono un buon riferimento: una giornata tra i giardini di Villa Taranto e un giro in battello fino all’Isola Bella, così da vivere il Lago Maggiore in una stagione diversa dal solito.

Dove andare al caldo in inverno senza spendere troppo: 3 mete europee nella top 10

Lasciarsi alle spalle il grigio dell’inverno per qualche giorno al sole è una tentazione a cui è difficile resistere. Prima di prenotare, però, conviene sapere dove il budget rende di più. Oltre a volo e alloggio, infatti, a pesare sul costo finale di una vacanza sono anche le piccole spese di ogni giorno: un caffè al bar, una birra al tramonto, una cena fuori.

A fare i conti ci ha pensato il Post Office Travel Money che, con il suo nuovo Winter Sun Holiday Costs Barometer, ha messo a confronto 24 destinazioni in tutto il mondo. Il metodo è semplice: per ogni meta è stato calcolato il prezzo di un paniere fisso di otto prodotti tipici di una vacanza, ovvero una tazza di caffè, una birra locale, una bibita, un bicchiere di vino, una bottiglia d’acqua, la crema solare, un repellente per insetti e una cena di tre portate per due persone con vino.

Il villaggio western di Sergio Leone è in vendita: fu il set di C’era una volta il West

Nel deserto di Tabernas, in Andalusia, c’è un villaggio dove il tempo si è fermato ai giorni del selvaggio West. Ci sono il saloon, la banca, l’ufficio dello sceriffo, il telegrafo e perfino l’impresa di pompe funebri. È Western Leone, il set che Sergio Leone volle per C’era una volta il West, oggi alla ricerca di un nuovo proprietario.

Chi sogna di possedere un pezzo di storia del cinema ha un’occasione concreta: è in vendita, a un prezzo molto più basso rispetto al passato.

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