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Mercatini di Natale 2026 a Villach, in Austria: cosa sapere per visitarli

L’Avvento 2026 trasformerà Villach e i suoi dintorni, in Carinzia, in una destinazione ideale per vivere la magia del Natale tra tradizioni alpine, mercatini, musica e paesaggi invernali.

Dalle piazze del centro storico alle rive del Lago di Faak e del Lago di Ossiach, il periodo delle festività porterà con sé un ricco calendario di appuntamenti, con artigianato, specialità gastronomiche, spettacoli e attività per tutta la famiglia.

Date e appuntamenti nel centro storico

Dal 13 novembre al 31 dicembre 2026, il centro di Villach si vestirà a festa, con le piazze animate da luci, bancarelle, proposte artigianali e specialità della cucina regionale.

A Nikolaiplatz tornerà l’Avvento artistico, dedicato all’artigianato e alle creazioni originali, mentre sulla Hauptplatz troverà spazio l’Avvento delle baite, dove le proposte gastronomiche contribuiranno a creare un’atmosfera tipicamente natalizia. Nei pressi della Stadtpfarrkirche, la chiesa parrocchiale, sarà invece allestita un’area dedicata all’artigianato, affiancata da spazi per la ristorazione.

Il programma comprenderà anche iniziative per le famiglie e i bambini, con il Paradiso dei biscotti, i giri sui pony, il trenino e la giostra.

Krampus, Bauernadvent e Bauernsilvester: le tradizioni da scoprire

Tra gli appuntamenti più attesi dell’Avvento villachese non può mancare la sfilata dei Krampus del 27 novembre: le figure mascherate, caratteristiche del folklore alpino, percorrono le strade con costumi dall’aspetto inquietante e richiamano le antiche usanze legate al periodo invernale e all’arrivo delle festività.

Domenica 20 dicembre alle ore 17, l’attenzione si sposterà sul Villacher Bauernadvent, l’Avvento contadino di Villach, con la comunità riunita per accogliere il Bambino Gesù, accompagnato dai Re Magi e dagli angeli.

Un’altra tradizione particolare è il Bauernsilvester del 30 dicembre, una festa che anticipa di un giorno il Capodanno. Le sue origini sono legate alle abitudini dei contadini, dei braccianti e delle serve, che in passato lavoravano la sera del 31 dicembre e avevano quindi l’occasione di festeggiare il giorno precedente.

Per l’evento sono previste specialità come salsiccia affumicata, crauti e pane, insieme a degustazioni, musica eseguita da gruppi tradizionali in costume e alla benedizione dei cibi.

Eiszeit e la torre della chiesa: Villach dall’alto e sul ghiaccio

A Rathausplatz, l’appuntamento con Eiszeit porterà il pattinaggio sul ghiaccio al centro della programmazione invernale: sono previste tre serate dedicate a musica, pattinaggio e intrattenimento, oltre a tre spettacoli di pattinaggio artistico.

Un’esperienza da considerare per ammirare il centro da una prospettiva inedita è la salita sulla torre della chiesa parrocchiale, illuminata durante le festività come una grande candela: dal 13 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 sarà possibile raggiungere la cima, alta 94 metri, affrontando i 239 gradini.

L’accesso è previsto da giovedì a domenica, dalle 16 alle 20, con aperture straordinarie il 7, l’8 e il 23 dicembre e chiusure il 24 e il 25 dicembre.

Suggestivo paesaggio invernale a Villach, Austria
copyright © Regione Villach Tourismus /naturelhotels
Tutto il fascino dell’Avvento a Villach

Schönleitn: il nuovo villaggio natalizio sul Lago di Faak

La grande novità dell’Avvento 2026 sarà Schönleitn, nella zona del Lago di Faak, che dal 19 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 si trasformerà in un villaggio natalizio, tra tradizionali case contadine alpine, appartamenti con stufe in maiolica, alberi di Natale e installazioni luminose.

Il progetto si distingue anche per la possibilità di soggiornare al villaggio e di vivere l’Avvento immersi nelle decorazioni e nelle tradizioni locali.

Il sentiero delle luci natalizie sarà aperto ogni giorno dalle 16 alle 21. La piazza ospiterà gli appuntamenti principali dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi, con musica, canti corali, letture, rappresentazioni delle tradizioni locali e presenze dei Perchten. Le bancarelle proporranno specialità regionali e bevande calde, mentre un fuoco all’aperto offrirà uno spazio conviviale in cui fermarsi durante la visita.

Sono inoltre previsti un presepe a grandezza naturale, uno zoo con animali da accarezzare e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Il BIBI Kids Club proporrà iniziative dedicate ai bambini, dalla pasticceria natalizia all’ufficio postale delle feste, passando per i giri in trattore, il pattinaggio in piazza e la costruzione di pupazzi di neve.

Stiftsweihnacht’am See: il Natale all’abbazia di Ossiach

Dal 4 al 6 dicembre, l’abbazia barocca di Ossiach, sulle rive dell’omonimo lago, ospiterà lo Stiftsweihnacht’am See, un evento che unirà artigianato, gastronomia e spettacolo. Nel cortile dell’abbazia si alterneranno bancarelle di artigianato artistico, specialità regionali, dolci, musica, danza e teatro.

Il programma musicale della CMA coinvolgerà la chiesa abbaziale e la sala concerti Alban Berg, mentre attori accompagneranno il pubblico con racconti dedicati all’Avvento. Tra le attività più particolari sono previste anche escursioni con gli alpaca dell’allevamento della famiglia Reichenhauser, in programma venerdì e domenica.

Gli orari di apertura saranno venerdì 4 dicembre dalle 15 alle 19, sabato 5 dalle 11 alle 19 e domenica 6 dalle 10 alle 19. Sabato 5 dicembre, dalle 16.30, è atteso anche San Nicola, uno degli appuntamenti dedicati alle famiglie.

L’evento sarà raggiungibile con i mezzi pubblici grazie ai collegamenti Postbus sulla tratta Steindorf–Ossiach–Villach.

Tre meraviglie italiane premiate dal Times come mete calde d’autunno

L’autunno è la stagione ideale per scoprire l’Italia lontano dalla folla estiva e con temperature che, soprattutto al Sud, possono ancora regalare piacevoli giornate all’aria aperta. A suggerire tre destinazioni da mettere in agenda è il Times, che ha selezionato 28 mete nel mondo dove godersi il caldo durante i mesi autunnali.

Le proposte raccontano tre modi diversi di vivere il Sud Italia quando le temperature si fanno più miti, tra passeggiate, cultura ed esperienze gastronomiche.

Percorrere la Costiera Amalfitana

Se durante l’estate i percorsi più celebri della Costiera Amalfitana rischiano di trasformarsi in itinerari affollati, l’autunno offre condizioni molto più favorevoli per esplorare il territorio a piedi. Il Times sottolinea proprio questo aspetto: il problema non è soltanto il caldo estivo, ma anche la difficoltà di godersi alcuni dei sentieri più spettacolari quando sono presi d’assalto.

A luglio, per esempio, il Sentiero degli Dei e la penisola di Punta Campanella possono diventare oltremodo congestionati; nei mesi più freschi, invece, il paesaggio si può apprezzare con calma, mentre le temperature più contenute rendono le camminate più confortevoli.

Il richiamo della Costiera, poi, non si esaurisce con i borghi affacciati sul mare: è soprattutto il territorio a offrire occasioni di scoperta, tra panorami costieri, vegetazione mediterranea e percorsi che permettono di osservare il paesaggio da una prospettiva inedita.

Sole invernale in Sicilia

La Sicilia è una meta ideale per prolungare la stagione delle vacanze e dedicarsi alle visite culturali e alle passeggiate, alternando città d’arte, siti archeologici e soste gastronomiche.

Tra le esperienze da non perdere c’è Siracusa, dove la tradizione culinaria siciliana può diventare parte integrante del viaggio: imparare a preparare gli arancini, per esempio, è un modo per avvicinarsi ai sapori dell’isola e alle consuetudini che li accompagnano. Il viaggio può proseguire verso Agrigento, dove la Valle dei Templi offre l’occasione di immergersi nella storia siciliana antica, tra monumentali testimonianze archeologiche e paesaggi di grande suggestione.

Merita una visita anche Ragusa, con il patrimonio barocco e le strade che raccontano l’identità architettonica della Sicilia sud-orientale. A completare l’itinerario può essere una tappa a Piazza Armerina, altra località che invita a esplorare il volto storico e culturale dell’entroterra siciliano.

Scorcio dell'antica città barocca di Ragusa Ibla, Sicilia
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Suggestivo scorcio dell’antica città barocca di Ragusa Ibla

Puglia, un soggiorno a Lecce

La terza città italiana scelta dal Times è Lecce, nel cuore del Salento, dove l’autunno può diventare l’occasione per un soggiorno dedicato all’arte e all’architettura: spesso accostata a Firenze per la ricchezza delle sue espressioni artistiche, la città pugliese vanta infatti un carattere inconfondibile, legato soprattutto al trionfo del Barocco leccese. Le chiese, i palazzi storici e le decorazioni elaborate rendono il centro un vero museo a cielo aperto, dove la pietra locale diventa protagonista di composizioni scenografiche, intagli raffinati e ornamenti dalle forme sinuose.

Tra i monumenti da non perdere c’è la Basilica di Santa Croce, uno degli esempi più celebri del Barocco leccese: la facciata, ricchissima di elementi decorativi, cattura lo sguardo con un intreccio di figure, motivi ornamentali e lavorazioni minuziose, espressione della maestria degli artisti che hanno contribuito a definire lo stile della città.

A ricordare le origini più antiche è poi l’anfiteatro romano, le cui strutture testimoniano la lunga stratificazione culturale che caratterizza il centro storico.

A bordo del treno storico da Milano verso il Natale nel Südtirol

C’è un modo davvero suggestivo per vivere l’attesa del Natale, lasciando che il viaggio diventi parte integrante dell’esperienza: per il Natale 2026, da Milano Centrale e Brescia si può partire alla volta dei Mercatini di Natale del Südtirol – Alto Adige a bordo di affascinanti vetture storiche, con un viaggio di andata e ritorno nella stessa giornata.

La proposta permette di raggiungere alcune delle località più richieste durante il periodo natalizio senza dover affrontare il traffico autostradale, le code o la ricerca di un parcheggio: al posto dell’auto, si sale su un treno storico e ci si mette comodi verso le atmosfere natalizie di Bolzano, Merano e Bressanone.

L’iniziativa è organizzata da Pallenium Tourism, in collaborazione con Fondazione FS Italiane e ARSMS – Associazione Rotabili Milano Smistamento.

Domenica di Carta, una giornata speciale tra mappe antiche e storie da riscoprire

Un documento può riportare alla luce una vicenda politica, una lettera può raccontare la storia di una famiglia, mentre una mappa può mostrare quanto è cambiato un territorio nel corso dei secoli: è da questa prospettiva che nasce Domenica di Carta, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che il 4 ottobre invita il pubblico a entrare in Archivi di Stato e Biblioteche pubbliche statali per conoscere da vicino le fonti originali della storia italiana.

Per l’occasione sono previste mostre, visite guidate, incontri e laboratori, con un programma che tocca numerose città italiane e permette di scoprire documenti, manoscritti, libri e testimonianze conservati negli istituti culturali.

Il 4 ottobre tra archivi, biblioteche e documenti storici

La giornata porta il pubblico in luoghi dove la storia può essere letta dalle sue fonti: le carte amministrative, i carteggi, le mappe, le fotografie e i manoscritti diventano così strumenti per ricostruire vicende politiche e sociali, trasformazioni urbane, storie familiari e percorsi culturali.

A Roma, l’Archivio Centrale dello Stato presenta “Prima Repubblica”, una collana dedicata ai parlamentari protagonisti della storia politica e istituzionale italiana. L’Archivio di Stato di Roma, nella sede di Sant’Ivo alla Sapienza, propone invece le visite alla mostra “Come Sole frà le stelle. Cristina di Svezia nelle carte dell’Archivio di Stato di Roma“, con la possibilità di conoscere anche la Sala Alessandrina e il complesso monumentale.

A Torino l’appuntamento conduce negli Archivi di Corte, nella sede progettata da Filippo Juvarra e realizzata nel Settecento per conservare le carte necessarie al governo dello Stato; a Siena, invece, documenti e oggetti permettono di ripercorrere la vicenda militare e politica legata alla Battaglia di Camollia del 1526, in occasione del suo cinquecentenario.

Tra gli appuntamenti in programma, a Caserta le carte dell’archivio storico della Reggia permettono di seguire il passaggio dal Palazzo Vecchio alla costruzione del nuovo Real Palazzo di Caserta. Progetti, mappe, planimetrie, inventari e corrispondenza restituiscono le diverse fasi di una trasformazione destinata a cambiare il volto della città.

A Napoli, un’installazione multimediale ricostruisce la peste del 1656 con la cronaca di Antonio Mena e la celebre tela di Micco Spadaro, “Piazza Mercatello durante la peste del 1656“.

Pinocchio, Collodi e i manoscritti francescani nelle biblioteche

Anche le biblioteche pubbliche statali partecipano alla giornata con iniziative dedicate a libri, manoscritti e personaggi della cultura.

Alla Biblioteca statale Antonio Baldini di Roma protagonista è Pinocchio, raccontato con edizioni internazionali e libri d’artista. Alla Biblioteca Marucelliana di Firenze, invece, una mostra è dedicata a Carlo Lorenzini, in arte Collodi, autore del celebre personaggio.

A Napoli, la Biblioteca nazionale propone la mostra “Francesco e i suoi“, dedicata a preziosi manoscritti francescani in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. A Genova, la Biblioteca universitaria ospita invece un concerto dedicato alle laudi e alla tradizione musicale francescana medievale.

Laboratori e attività per scoprire come si conserva la memoria

La Domenica di Carta guarda anche alle nuove generazioni e rende la scoperta del patrimonio documentario un’esperienza da vivere in prima persona.

Alla Biblioteca statale di Cremona, “La corte della carta” trasforma la Sala dei Ragazzi in un laboratorio medievale nel quale sarà possibile conoscere le antiche tecniche utilizzate dai mastri cartai per fabbricare un foglio.

A Lucca, la Biblioteca universitaria propone invece un incontro dedicato alla conservazione dei libri, seguendo il percorso che dalle antiche riparazioni arriva alle moderne tecniche di restauro.

Il programma comprende inoltre aperture e visite ai saloni monumentali di alcune delle più importanti biblioteche storiche, da Roma a Firenze e Cagliari.

Domenica al Museo, sono queste le mete da non perdere in Italia il 4 ottobre

Domenica 4 ottobre torna Domenica al Museo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che, ogni prima domenica del mese, permette di visitare gratis i luoghi della cultura che aderiscono al progetto: castelli, musei, parchi archeologici, ville, giardini statali e complessi monumentali distribuiti da Nord a Sud.

L’appuntamento, ormai consolidato, richiama ogni mese un pubblico numeroso e coinvolge centinaia di siti culturali in tutto il Paese. È un’opportunità per dedicare una giornata alla scoperta del patrimonio storico, artistico e archeologico italiano, spaziando dai piccoli centri alle principali città e dalle realtà meno conosciute ai simboli della cultura nazionale.

Siti e musei visitabili gratis da Nord a Sud: una selezione

Partendo da Nord, in Piemonte sono visitabili, tra gli altri, l’Abbazia di Vezzolano ad Albugnano (Asti), i Musei Reali, Palazzo Carignano, Villa della Regina a Torino, e il Complesso monumentale del Castello Ducale, giardino e parco di Agliè. In Lombardia, invece, sarà possibile accedere gratis al Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo (Brescia), alla Cappella Espiatoria di Monza, alla Villa Romana e Antiquarium di Cremona e al Cenacolo Vinciano, così come alla Pinacoteca di Brera a Milano.

In Veneto, spazio al Museo nazionale Atestino di Este (Padova), a Villa Pisani di Stra (Venezia), al Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro e a vari celebri siti di Venezia tra cui il Museo d’Arte Orientale, le Gallerie dell’Accademia e la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro; il Friuli Venezia Giulia partecipa con, tra gli altri, i Fondi ex Pasqualis di Aquileia e il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico a Grado.

In Liguria si accede gratuitamente, ad esempio, alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e il Palazzo Reale di Genova, nonché alla Villa romana del Varignano a Portovenere; in Emilia Romagna aderiscono all’iniziativa i Resti della città romana di Mevaniola (Galeata), la Fortezza di San Leo (Rimini), il Complesso monumentale della Pilotta a Parma e il Castello di Langhirano a Torrechiara.

Proseguendo verso il Centro Italia, in Toscana, oltre agli Uffizi di Firenze, da vedere il Museo delle arti e tradizioni popolari dell’Alta valle del Tevere – Palazzo Taglieschi ad Anghiari (Arezzo), il Museo nazionale di Villa Guinigi e il Museo Nazionale di Palazzo Manzi a Lucca; nelle Marche biglietto gratis per la Rocca di Gradara, il Museo archeologico nazionale di Cingoli Moscosi e il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno mentre il Molise propone il Castello di Capua a Gambatesa (Campobasso), l’Anfiteatro velasce a Venafro e il Santuario italico di Pietrabbondante (Isernia). Nel Lazio, oltre ai numerosissimi siti di Roma, troviamo anche il Museo archeologico nazionale di Formia e l’Abbazia di Fossanova a Priverno (Latina), mentre in Abruzzo il Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara e il Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti.

Scendendo verso Sud, in Calabria è possibile ammirare la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace, il Museo e Parco archeologico di Bova Marina e il Museo e Parco archeologico nazionale di Locri; in Campania, ad esempio, la Reggia di Caserta, il Teatro Romano di Benevento e Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino a Napoli.

La Puglia aderisce con il Castello Svevo di Trani, il Museo archeologico nazionale e Castello di Gioia del Colle e il Castello Svevo di Bari; in Basilicata aprono gratis i Musei Nazionali di Matera e il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano.

Veduta panoramica del Castello Svevo di Trani, Puglia
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Veduta panoramica del Castello Svevo di Trani

Infine, in Sicilia da vedere a Palermo il RISO, museo di arte moderna e contemporanea, con una nuova occasione per scoprire la mostra “Fernando Botero. Il peso dei sogni” (in corso fino al 31 ottobre) tramite una visita dedicata al linguaggio del maestro colombiano, il Salinas dove la visita attraverserà le collezioni del più antico museo archeologico della Sicilia, e il chiostro dei Benedettini di Monreale.

Chiude la Sardegna con, tra gli altri, la Pinacoteca Nazionale, la Basilica di San Saturnino e il Museo Archeologico Nazionale a Cagliari.

Informazioni utili per la visita

In occasione della Domenica al Museo del 4 ottobre, i luoghi della cultura aderenti manterranno i rispettivi orari di apertura. Prima di programmare la visita, è quindi consigliabile consultare i canali ufficiali del museo, del parco archeologico o della struttura scelta, così da verificare eventuali aggiornamenti sugli orari e sulle modalità di ingresso.

Per organizzare al meglio la giornata è inoltre utile fare riferimento alle comunicazioni del Ministero della Cultura, poiché le modalità di accesso possono cambiare in base al singolo sito. Nei musei e nei luoghi della cultura che registrano di solito una maggiore affluenza, ad esempio, potrebbe essere prevista o raccomandata la prenotazione. Anche in questi casi, la partecipazione all’iniziativa resta gratuita.

Gagliano Aterno, il borgo medievale d’Abruzzo che rinasce grazie ai libri

Adagiato su un colle alle pendici del Monte Sirente, abbracciato da boschi e affacciato sulla Valle Subequana, Gagliano Aterno è custode di quell’Abruzzo interno caratterizzato da montagne, silenzi e piccoli paesi in pietra che ancora seguono il ritmo delle stagioni. Da quassù lo sguardo corre lungo una valle ampia e verde, mentre il profilo del borgo racconta subito le sue origini medievali.

Negli ultimi anni è diventato anche un piccolo laboratorio di rigenerazione delle aree interne, con progetti pensati per contrastare lo spopolamento e riportare persone, attività e cultura tra le case del paese.

Cosa vedere a Gagliano Aterno: castello, pietra e antiche storie

Il luogo simbolo è senza dubbio il Castello medievale, che domina dall’alto case e vallata: la prima fortificazione venne costruita tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo dai Conti dei Marsi e fu poi ampliata nel 1328 dalla contessa Isabella d’Aquino. Prima ancora, il castello sarebbe stato legato a un episodio destinato a entrare nella memoria locale: secondo la tradizione, San Francesco d’Assisi vi soggiornò nel 1216, ospite dei Conti di Celano, e ancora oggi una lapide ne ricorda il passaggio.

Avvicinandovi alla fortezza, noterete quanto abbia conservato il carattere difensivo originario: la struttura è protetta da due cinte murarie, presenta torrioni cilindrici e una torre poligonale, mentre un ponte sopra il fossato conduce alla cinta più interna. Dietro l’aspetto severo compare però anche quello più elegante della dimora nobiliare: il palazzo si sviluppa intorno a un cortile con pozzo, portico, loggetta e una scenografica scalinata a giorno.

Nel corso dei secoli, il castello passò ai Piccolomini, ai Barberini, agli Sciarra-Colonna e infine alla famiglia Lazzaroni; oggi è una residenza privata e alcune parti vengono aperte in occasione di eventi comunicati dal Comune.

Scendendo verso il cuore dell’abitato, lasciate che siano le strade in pietra a guidarvi: Piazza del Popolo, ai piedi del castello, vanta una delle testimonianze più preziose, la fontana medievale voluta nel 1344 da Isabella d’Acquaviva: ha una caratteristica struttura a tre nicchie con archi a sesto acuto e conserva accanto a uno degli archi l’iscrizione gotica che ne ricorda la costruzione. Sul lato si trova anche l’antico abbeveratoio destinato agli animali.

Il patrimonio religioso porta invece alla Chiesa di San Martino e all’ex Convento di Santa Chiara, complesso donato alle clarisse nel XIII secolo e in seguito trasformato tra Cinquecento e Seicento. Proprio negli spazi dell’ex convento trova posto anche un museo dedicato all’orso marsicano, presenza simbolica delle montagne abruzzesi.

Ancora, una delle storie più belle di Gagliano Aterno non arriva dal Medioevo, ma dal 2024: per trent’anni la libreria dell’usato Simon Tanner aveva vissuto nel quartiere Appio Latino di Roma. Poi i suoi titolari, Rocco Lorusso e Vincenzo Goffredo, hanno scelto di trasferirsi proprio qui, portando con sé circa 24000 libri: sono serviti diciassette viaggi in furgone per spostare gli scatoloni dalla Capitale al piccolo centro abruzzese. La libreria ha aperto le porte a Gagliano Aterno durante il Festival Libriganzi del 2024 e si è inserita in un progetto più ampio che negli ultimi anni cerca di contrastare lo spopolamento grazie a nuove forme di residenza, iniziative culturali e partecipazione alla vita della comunità.

Dove si trova Gagliano Aterno e come arrivare

Gagliano Aterno si trova in provincia dell’Aquila, nella Valle Subequana e nel cuore del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.

Se arrivate in auto dall’Aquila, potete scendere verso la Valle Subequana passando da San Demetrio ne’ Vestini e Acciano. Da Roma o Pescara, invece, uno degli accessi più comodi passa dall’autostrada A25 e dall’uscita nell’area di Pratola Peligna-Sulmona, proseguendo poi verso Raiano e Castelvecchio Subequo.

Se preferite il treno, il riferimento più vicino è la stazione di Molina-Castelvecchio Subequo, sulla linea regionale che collega Sulmona e L’Aquila: il borgo dista circa 4,3 chilometri, percorribili a piedi in circa 55 minuti oppure in autobus.

Skyline invernale da sogno oltre New York: le città europee da scoprire

Grattacieli illuminati, facciate di vetro che riflettono il cielo d’inverno e, quando arriva la neve, strade e tetti che si tingono di bianco: per ritrovarvi davanti a uno skyline da grande metropoli americana non è necessario attraversare l’Atlantico e raggiungere New York.

Anche l’Europa nasconde città che hanno scelto di svilupparsi in verticale, con quartieri finanziari, torri panoramiche e waterfront ridisegnati dall’architettura contemporanea e una nevicata può trasformarle in spettacolari scenari cinematografici.

Varsavia, lo skyline che guarda l’Europa dall’alto

Skyline notturno di Varsavia, Polonia
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Suggestivo skyline notturno di Varsavia

Se cercate la città europea che più sorprende per la velocità con cui il suo profilo continua a cambiare, Varsavia è la candidata perfetta e il protagonista assoluto è Varso Tower, che con i suoi 310 metri è l’edificio più alto dell’Unione Europea. Al 53° piano, a circa 230 metri dal suolo, Highline Warsaw regala una vista a 360 gradi sulla capitale polacca, mentre al 49° piano l’HighGarden Rooftop Lounge aggiunge persino un giardino sospeso tra i grattacieli.

Dall’alto vedrete emergere le torri moderne del centro e di Wola, con il Palazzo della Cultura e della Scienza a creare uno straordinario contrasto tra passato socialista e nuova architettura verticale. In inverno, quando la neve ricopre i tetti e le luci si accendono presto, Varsavia assume davvero l’aspetto di una metropoli nordamericana nell’Europa centrale.

Londra e Canary Wharf, Manhattan sul Tamigi

Veduta aerea del quartiere finanziario di Canary Wharf a Londra
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Veduta aerea del quartiere finanziario di Canary Wharf a Londra

Per trovare uno degli skyline più riconoscibili d’Europa dovete spostarvi nell’est di Londra, sull’Isle of Dogs: Canary Wharf è una “città dentro la città” con torri di vetro e acciaio, passerelle pedonali, piazze contemporanee e vecchi bacini portuali trasformati in un distretto finanziario avveniristico. Al centro spicca One Canada Square con la caratteristica sommità piramidale.

Se volete allontanarvi per osservare l’intero skyline, raggiungete Greenwich Park: dall’area dell’Osservatorio Reale vedrete i grattacieli emergere oltre il verde e il Tamigi. Nel quartiere, invece, entrate nel Crossrail Place Roof Garden, grande giardino pensile racchiuso da una spettacolare struttura contemporanea.

La neve londinese è tutt’altro che certa, ma quando arriva il contrasto tra torri, acqua e bianco trasforma Canary Wharf in uno scenario insolito.

Parigi La Défense, grattacieli sull’asse dell’Arco di Trionfo

Parigi La Défense, grattacieli sull'asse dell'Arco di Trionfo
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Parigi La Défense, grattacieli sull’asse dell’Arco di Trionfo

Dimenticate per un momento tetti mansardati e boulevard ottocenteschi: a ovest del centro storico, La Défense mostra il volto più verticale di Parigi. La prospettiva è una delle più straordinarie d’Europa: il quartiere prosegue idealmente l’asse che attraversa il Louvre, Place de la Concorde, gli Champs-Élysées e l’Arco di Trionfo, fino alla monumentale Grande Arche.

Intorno, svettano torri come Tour First, alta 231 metri, e Tour Hekla, il grattacielo di Jean Nouvel che raggiunge i 220 metri con una silhouette prismatica di vetro e metallo. In inverno, soprattutto nelle giornate più fredde e terse, il centro monumentale di Parigi rimane sullo sfondo mentre davanti a voi dominano geometrie, riflessi e torri che potrebbero appartenere a una grande città americana.

Francoforte, la “Mainhattan” della Germania

Bella vista panoramica sullo skyline di Francoforte, Germania
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Bella vista panoramica sullo skyline di Francoforte

Qui il paragone con Manhattan è entrato persino nel soprannome della città: Francoforte sul Meno è infatti chiamata “Mainhattan”, fusione tra Main, il fiume Meno, e Manhattan, proprio grazie alla concentrazione di grattacieli del suo distretto finanziario.

Tra le torri spicca la Commerzbank Tower, alta 259 metri, mentre la Main Tower consente di salire fino alla piattaforma panoramica e ammirare la città dall’alto, ma forse la cartolina più bella si trova a livello del fiume. Camminate lungo le rive del Meno oppure attraversate uno dei ponti e voltatevi verso il centro: le torri sembrano sorgere oltre l’acqua.

Se una nevicata ricopre le rive e i tetti più bassi, mentre i grattacieli rimangono illuminati sullo sfondo, capirete subito perché Francoforte sia la città tedesca con l’anima più newyorkese.

Vienna, la città verticale lungo il Danubio

Donau City, lo skyline di Vienna lungo il Danubio
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Donau City, la città verticale lungo il Danubio

Vienna la associamo a palazzi imperiali, caffè storici e facciate ottocentesche, eppure basta raggiungere Donau City per scoprire un volto differente: il quartiere moderno si sviluppa lungo il Danubio e ha come protagonista la DC Tower 1, progettata da Dominique Perrault e alta 250 metri. Poco distante, la Donauturm raggiunge i 252 metri e permette di osservare Vienna da una terrazza panoramica posta a circa 155 metri dal suolo.

Intorno sorgono il complesso delle Nazioni Unite e altre torri contemporanee che creano uno skyline insolito per chi conosce soltanto il centro storico e, in inverno il contrasto diventa ancora più netto: da una parte la Vienna imperiale, dall’altra una città di vetro affacciata sul Danubio, che sotto la neve acquista atmosfere futuristiche.

Oslo e Barcode, grattacieli sul fiordo

quartiere di Bjørvika e Barcode a Oslo
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Nel quartiere di Bjørvika, proprio accanto al fiordo, sorge il Barcode

A Oslo l’effetto Manhattan assume una veste scandinava: nel quartiere di Bjørvika, proprio accanto al fiordo, sorge il Barcode, dodici edifici stretti e di altezze differenti, intervallati da vuoti che, osservati insieme, ricordano le barre di un gigantesco codice a barre. Il progetto è nato dalla collaborazione tra DARK, a-lab e MVRDV.

Le torri sorgono vicino alla Stazione Centrale, all’Opera House e al Museo Munch, all’interno di una vasta trasformazione dell’antica area portuale. L’inverno disegna una delle immagini più suggestive: vetro, fiordo, ghiaccio e neve, con le finestre illuminate che si riflettono sull’acqua durante le lunghissime sere nordiche.

Rotterdam, la città olandese verso il cielo

Skyline notturno di Rotterdam, Olanda
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Suggestivo skyline notturno di Rotterdam

Poche città europee hanno fatto dell’architettura contemporanea parte della propria identità quanto Rotterdam: dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, la città scelse di ricostruirsi guardando avanti e, con il passare dei decenni, iniziò a crescere verso l’alto. Oggi il suo skyline è caratterizzato dalle torri di Kop van Zuid, da De Rotterdam e dall’inconfondibile Erasmusbrug, il ponte bianco soprannominato “Il Cigno”.

Per ammirare tutto dall’alto potete salire sull’Euromast, che raggiunge i 185 metri e offre viste panoramiche fino al porto e ben oltre il centro, oppure restate lungo la Nieuwe Maas: quando le luci dei grattacieli si riflettono sull’acqua e una nevicata imbianca le rive, Rotterdam mostra uno dei suoi volti più fotogenici.

Stoccolma, uno skyline spettacolare sulla neve

Skyline di Stoccolma al tramonto
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Emozionante skyline di Stoccolma al tramonto

Stoccolma è la meno “Manhattan” perché il suo profilo non è dominato da una foresta di grattacieli ma vale comunque la pena inserirla per il modo in cui architettura moderna, torri, acqua e quartieri storici costruiscono uno skyline invernale unico.

Dai punti panoramici di Fjällgatan, Monteliusvägen e Skinnarviksberget vedrete le guglie e i tetti di Gamla Stan emergere tra le acque, mentre edifici più moderni disegnano il resto della città. Anche SkyView, sulla Avicii Arena, permette di osservare dall’alto la parte meridionale di Stoccolma.

Poi, con la neve, la capitale svedese cambia volto: acqua scura, tetti bianchi, luci calde e cielo invernale compongono una cartolina meno americana rispetto a Francoforte o Varsavia, ma forse ancora più suggestiva.

DiscoverEU, torna il pass gratuito per viaggiare in treno in Europa rivolto ai giovani

Per chi ha 18 anni e sogna di attraversare l’Europa in treno, conoscere nuove città e scoprire culture diverse, torna un’opportunità da tenere d’occhio: sono, infatti, aperte le candidature per DiscoverEU, l’iniziativa dell’Unione europea che mette a disposizione dei giovani europei oltre 40.000 pass di viaggio gratuiti.

Il nuovo round di candidature è aperto fino a mezzogiorno del 15 ottobre 2026, ora di Bruxelles. Possono partecipare i ragazzi e le ragazze nati nel 2008 che rispettano i requisiti previsti dal programma. Per chi sarà selezionato, il pass consentirà di viaggiare per un massimo di sette giorni nell’arco di un mese, nel periodo compreso tra il 1° marzo 2027 e il 31 maggio 2028.

Chi può partecipare a DiscoverEU

Per accedere a questa tornata di candidature occorre essere nati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008, estremi compresi. È inoltre necessario essere cittadini o residenti in uno dei territori ammessi dal programma.

Possono partecipare i cittadini o residenti degli Stati membri dell’Unione europea, comprese le regioni ultraperiferiche, oltre che dei Paesi e territori d’oltremare associati all’UE. L’iniziativa è aperta anche ai Paesi terzi associati al programma Erasmus+, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia.

Durante la compilazione della domanda online è necessario inserire un documento identificativo, scegliendo tra carta d’identità, numero di passaporto o permesso di soggiorno, oltre ad accettare la dichiarazione prevista dal modulo.

La candidatura comprende anche un quiz: nel caso di una domanda presentata da un gruppo, sarà il capogruppo a doverlo completare.

Come funziona il pass per viaggiare in Europa

I giovani selezionati riceveranno un pass che permette di viaggiare utilizzando soprattutto i mezzi di trasporto più rispettosi dell’ambiente, con particolare attenzione ai treni. In situazioni specifiche sono ammessi anche altri mezzi di trasporto, soprattutto per chi vive su isole o in aree remote.

Il periodo durante il quale sarà possibile utilizzare il pass va dal 1° marzo 2027 al 31 maggio 2028. All’interno di questo intervallo, ciascun partecipante potrà viaggiare per un massimo di sette giorni nell’arco di un mese.

Chi desidera partire insieme agli amici può presentare una candidatura di gruppo e, se il gruppo viene selezionato, avere la possibilità di viaggiare insieme.

Ancora, il pass non è l’unico vantaggio previsto dal programma: i partecipanti ricevono anche una carta sconto DiscoverEU, che permette di accedere a numerose agevolazioni: gli sconti riguardano alloggi, cultura, sport, trasporti locali e diversi altri servizi.

Infine, DiscoverEU tiene conto delle situazioni in cui viaggiare può essere più complesso: i giovani con una disabilità o un problema di salute che rende il viaggio impegnativo possono ricevere assistenza e supporto.

Un itinerario tra cultura, arte e tradizioni europee

Porto di Marsamxett e La Valletta con cattedrale di San Paolo, Malta
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Scorcio del porto di Marsamxett e La Valletta con la Cattedrale di San Paolo

Per chi non sa ancora da dove cominciare, DiscoverEU propone una Culture Route, un itinerario pre-pianificato che tocca diverse destinazioni europee e permette di costruire un viaggio attorno alla cultura.

Le tappe sono legate ai temi più svariati: dall’architettura alla musica, dalle belle arti al teatro, passando per moda, arte popolare e gastronomia locale.

Tra le città indicate troviamo Cork, in Irlanda, e La Valletta, a Malta, entrambe riconosciute come Capitali europee della cultura. Un altro esempio è Lione, in Francia, citata per l’impegno nel migliorare l’accessibilità, indipendentemente dall’età, dalle capacità o dalla mobilità delle persone.

Alla scoperta del Fiordo di Killary, il volto selvaggio del Connemara

Montagne che scendono ripide verso l’acqua, pascoli punteggiati di pecore, piccoli allevamenti di cozze e una lunga insenatura che si spinge nel cuore del Connemara: il Fiordo di Killary, lungo la Wild Atlantic Way nell’Irlanda occidentale, è uno di quei paesaggi in cui fermarsi e lasciare che sia la natura a dettare il ritmo.

Nel 2026 è arrivato anche un riconoscimento importante: Lonely Planet lo ha inserito nel Best in Travel 2027, la selezione annuale dedicata alle destinazioni e alle esperienze da vivere nell’anno successivo, indicandolo come una delle tappe irlandesi da non perdere e definendolo un luogo capace di competere per il titolo di scenario più spettacolare del Paese.

Il fiordo si estende per circa 16 chilometri tra le contee di Galway e Mayo, fino al piccolo villaggio di Leenaun, ed è vegliato da alcuni dei rilievi più scenografici della regione: da una parte svetta il Mweelrea, la montagna più alta del Connacht, dall’altra si susseguono i profili delle Maamturks e degli altri rilievi del Connemara.

Cosa vedere e fare al Fiordo di Killary tra crociere e sentieri

Il modo più immediato per capire la grandezza di Killary è ammirarlo dall’acqua: le crociere che attraversano il fiordo permettono di navigare tra montagne e allevamenti di cozze, mentre sulla superficie possono comparire foche, lontre e, con un po’ di fortuna, anche delfini. Il tour panoramico dura circa 90 minuti e regala una prospettiva inedita rispetto a quella dalla strada.

Se preferite vivere il paesaggio in maniera ancora più attiva, potete scegliere il kayak o lo stand-up paddle, oppure cimentarvi in attività come coasteering e canyoning leggero.

A terra, invece, una delle esperienze più significative è la Famine Walk, il percorso storico che segue la costa del fiordo lungo una strada realizzata durante il XIX secolo nell’ambito dei programmi di soccorso della Grande Carestia. Camminando incontrerete antiche abitazioni, campi abbandonati e tracce di un passato difficile, mentre tutt’intorno continuano ad aprirsi vedute sull’acqua e sulle montagne.

È proprio un simile contrasto a rendere la passeggiata così intensa: da una parte uno dei paesaggi più belli dell’Irlanda occidentale, dall’altra la memoria delle comunità che vissero e lavorarono in queste terre durante uno dei periodi più drammatici della storia irlandese.

Alla fine del fiordo vi aspetta Leenaun, piccolo villaggio raccolto tra acqua e montagne, perfetto per una sosta prima di continuare l’esplorazione del Connemara. Da qui potete raggiungere facilmente altre mete celebri della regione, tra cui Kylemore Abbey, il Connemara National Park e il sentiero panoramico di Diamond Hill.

Poco più a nord meritano una deviazione anche le Aasleagh Falls, cascate sul fiume Erriff poco prima che le sue acque raggiungano Killary Harbour: la zona è ideale per una passeggiata lungo il fiume e per osservare un altro volto, più verde e impetuoso, del paesaggio locale.

Se cercate il mare aperto, potete spingervi verso spiagge come Glassilaun e Silver Strand, dove il paesaggio cambia ancora e le montagne lasciano spazio all’Atlantico.

Veduta aerea del Fiordo di Killary, Connemara, Irlanda
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Suggestiva veduta aerea del Fiordo di Killary nel Connemara

Cozze, musica e cultura gaelica nel cuore del Connemara

Il fiordo è famoso anche per le cozze, allevate nelle acque riparate dell’insenatura e diventate una delle specialità gastronomiche più caratteristiche della zona. Tutt’intorno, i produttori locali di frutti di mare e i piccoli pub permettono di scoprire una cucina legata all’Atlantico.

Proseguendo nella regione entrerete inoltre nel territorio delle Gaeltacht, le aree in cui la lingua irlandese è parte della vita quotidiana. Sessioni di musica tradizionale, comunità rurali e piccoli villaggi rendono il viaggio indimenticabile ben oltre il solo panorama.

Dove si trova il Fiordo di Killary e come arrivare

Il Fiordo di Killary spicca nell’Irlanda occidentale, lungo la Wild Atlantic Way, tra le contee di Galway e Mayo.

Il villaggio di Leenaun è uno dei punti di riferimento più comodi per iniziare a esplorare il territorio.
Potete raggiungerlo da Galway City attraversando gli scenari del Connemara oppure arrivare dall’Ireland West Airport Knock; anche l’aeroporto di Shannon è un punto di accesso utile per chi raggiunge l’Irlanda dall’estero.

Race-cation, la nuova fuga in città corre al ritmo delle maratone

Correre una maratona e, subito dopo aver tagliato il traguardo, andare alla scoperta della città che l’ha ospitata: è questa l’idea alla base delle race-cation, una tendenza che sta conquistando sempre più spazio nel mondo dei viaggi e che unisce sport, turismo e brevi soggiorni.

Secondo i dati analizzati da Bókun, società di proprietà di Tripadvisor, nel 2026 le ricerche online relative alle “maratone all’estero” sono aumentate di circa il 1.255% rispetto all’anno precedente e hanno raggiunto il livello più alto mai registrato. I viaggiatori stanno già pensando a cosa vedere, dove mangiare e quali esperienze vivere una volta conclusa la competizione.

Che cos’è una race-cation

Il termine nasce dall’unione di “race”, gara, e “vacation”, vacanza: la race-cation descrive un modo di viaggiare in cui la partecipazione a un evento sportivo si trasforma nell’occasione per visitare una nuova meta.

È una formula molto adatta a chi presta attenzione alla forma fisica e allo stile di vita attivo, ma non vuole rinunciare alla possibilità di esplorare una città. La competizione rappresenta il fulcro del viaggio, mentre tutto ciò che la circonda (dalla scoperta dei quartieri alle esperienze gastronomiche) contribuisce a completarlo.

Uno degli aspetti più interessanti della tendenza è poi la crescita delle fughe lampo di 24 ore, pensate per concentrare in pochissimo tempo sport e turismo.

Dalle maratone alle fughe di 24 ore

Bókun ha analizzato i dati di Google Trends degli ultimi 30 giorni relativi alle destinazioni che ospiteranno alcune delle principali maratone ed eventi fitness dell’autunno, e ha scoperto quanto siano cambiate le ricerche legate a itinerari di una giornata.

Amburgo registra il balzo più significativo, con un aumento del 500% delle ricerche su Google relative a “cosa fare ad Amburgo” nell’ultimo mese. Seguono Lisbona, dove le ricerche per “cosa fare a Lisbona in un giorno” sono aumentate del 400%, e Monaco, con una crescita del 250% per “cosa fare a Monaco in un giorno”.

Anche le ricerche su cosa fare a Berlino in un giorno sono cresciute del 119%, quelle relative a “24 ore a Budapest” dell’84%, mentre i consigli per un viaggio di un giorno ad Amsterdam hanno registrato un aumento del 70%.

Vista panoramica del famoso Ponte delle Catene di Budapest al tramonto sul Danubio
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Vista panoramica del famoso Ponte delle Catene di Budapest al tramonto sul Danubio

L’autunno europeo delle race-cation

Il calendario sportivo contribuisce a spiegare questo interesse. Tra i principali appuntamenti europei dell’autunno spiccano HYROX Rome e la maratona di Berlino, entrambi a settembre, mentre in ottobre sono in programma le maratone di Amsterdam, Monaco, Lisbona e Budapest e HYROX Valencia. HYROX Hamburg, invece, si svolgerà dal 28 ottobre al 1° novembre.

La presenza di tanti eventi concentrati in poche settimane offre quindi un terreno oltremodo favorevole alla crescita delle race-cation.

Ma il fenomeno non riguarda soltanto i maratoneti: Bókun ha infatti osservato anche le conversazioni e i contenuti diffusi sui social media. Su piattaforme come TikTok raccolgono migliaia di visualizzazioni i video dedicati alle migliori città dove partecipare a una competizione HYROX o agli itinerari da seguire durante una vacanza legata a una maratona.

La race-cation incontra la micro-vacanza

Le fughe legate alle gare sembrano inserirsi in un fenomeno più ampio: quello delle micro-avventure e delle micro-vacanze.

L’obiettivo è vivere una destinazione in maniera intesa anche quando il tempo a disposizione è di una sola giornata. Per i viaggiatori che scelgono questo formato, organizzare in anticipo cosa vedere e quali attività svolgere diventa quindi fondamentale.

In questo contesto, le visite guidate e le esperienze organizzate possono rappresentare un modo per conoscere rapidamente una città, senza rinunciare alla possibilità di entrare in contatto con la cultura locale.

Anche su questo fronte i dati di Bókun indicano una crescita: nell’ultimo anno, le ricerche di “Budapest day tours” sono aumentate di oltre il 400%, quelle di “Amsterdam day tours” di oltre il 100%, mentre le ricerche di “day tours in Lisbon” sono cresciute di oltre il 70%.

Dopo il traguardo c’è anche la tavola

La race-cation, però, non sembra limitarsi alla visita dei monumenti più conosciuti. Per chi viaggia in questo modo, anche la gastronomia può diventare parte integrante dell’esperienza.

Le ricerche suggeriscono, infatti, un interesse crescente verso attività capaci di far conoscere una meta grazie al cibo: le ricerche di “Lisbon cooking class” sono aumentate del 488%, mentre quelle relative ai “Rome food tour” sono cresciute del 94%.

La Dubai che pochi conoscono: riapre l’edificio più antico con un museo

Quando pensiamo a Dubai, la prima immagine corre quasi inevitabilmente verso il futuro: grattacieli vertiginosi, architetture spettacolari, enormi centri commerciali, isole artificiali e hotel di lusso. Eppure, prima dello skyline che oggi definisce la metropoli, esisteva una Dubai molto diversa, legata al Creek, alle abitazioni tradizionali e a una storia che affonda le radici ben più lontano nel tempo.

È proprio quest’anima meno conosciuta che torna sotto i riflettori con la prossima riapertura del Forte di Al Fahidi, nel cuore della Old Dubai: lo storico edificio, considerato il più antico ancora in piedi a Dubai, si prepara infatti ad accogliere i visitatori dopo un lungo intervento di restauro durato cinque anni.

La riapertura è attesa nelle “prossime settimane o mesi”, secondo Ayisha Khansaheb, direttrice del Forte di Al Fahidi e dei musei specializzati presso la Dubai Culture & Arts Authority.

Sul lato meridionale del Creek, nell’area storica di Al Fahidi, il forte rappresenta una testimonianza concreta della Dubai precedente alla trasformazione in metropoli globale. Attorno si incontrano case tradizionali e attrazioni culturali che restituiscono un volto lontano dall’immagine più futuristica.

Un forte di oltre 230 anni che ha cambiato volto insieme alla città

Forte di Al Fahidi, il forte più antico di Dubai, Emirati Arabi Uniti
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Forte di Al Fahidi, il forte più antico di Dubai

La storia del Forte di Al Fahidi inizia intorno al 1787, quando venne costruito con una funzione difensiva ma nel corso di oltre due secoli il suo ruolo è cambiato più volte, seguendo le trasformazioni della città e delle sue istituzioni.

Il forte è stato infatti utilizzato come residenza del sovrano, oltre che come centro di governo e amministrazione. In un’altra fase della sua lunga storia è diventato anche una prigione.

Poi, nel 1971, è arrivata una nuova svolta: il Forte di Al Fahidi è diventato il primo museo di Dubai, nello stesso anno della formazione degli Emirati Arabi Uniti.

Cinque anni di restauri per riportare il forte nel futuro

Il Forte di Al Fahidi è chiuso dal 2021, quando è iniziato un ampio progetto di restauro. Dopo cinque anni di lavori, si prepara ora a riaprire con un museo rinnovato, nel quale la struttura storica dialogherà con tecnologie e strumenti contemporanei.

Il nuovo percorso ha l’obiettivo di raccontare la storia del Forte grazie a manufatti, materiali d’archivio e tecnologie interattive, e di collegare le vicende dell’edificio allo sviluppo della stessa Dubai.

Una delle principali novità del progetto è poi l’estensione sotterranea dove prende avvio l’esperienza dei visitatori.

Le gallerie contemporanee affrontano vari temi legati alla storia del forte e della città, tra cui difesa, leadership e artigianato. Solo dopo questo primo percorso si entra nella parte storica dell’edificio, con un passaggio tra gli spazi museali più moderni e l’architettura originale del forte.

Tra le esperienze previste c’è anche “The Vault”, un allestimento dedicato all’evoluzione delle capacità difensive di Dubai, pensato tramite un’esperienza basata sulla luce e su elementi solidi.

Il percorso prosegue poi con “A Landmark Across the Ages”, una galleria che racconta i diversi ruoli assunti dal Forte di Al Fahidi nell’arco di più di 230 anni. Il museo ospiterà inoltre una grande collezione di armi e armature islamiche.

Infine, nel progetto sono state inserite anche esperienze di apprendimento interattive per i bambini, così da rendere la visita più accessibile e coinvolgente anche per i più giovani.

Passaporto nella carta stagnola in aeroporto: perché sta spopolando

Una scena insolita ha iniziato a comparire negli aeroporti europei: al momento del controllo dei documenti, alcuni passeggeri tirano fuori dalla borsa il proprio passaporto avvolto con cura nella carta stagnola. Lo scartano davanti all’addetto, consegnano il documento e, una volta terminato il controllo, tornano a proteggerlo con l’alluminio.

Il gesto può sembrare bizzarro, ma dietro questa nuova abitudine c’è un timore molto concreto: la possibilità che il chip presente nei moderni passaporti biometrici possa essere letto a distanza e che i dati personali contenuti al suo interno vengano intercettati. La preoccupazione ha trovato spazio soprattutto sulle piattaforme social e nei forum dedicati ai viaggi, e ha trasformato una precauzione tecnologica in un curioso trend aeroportuale.

Perché organizzare un viaggio a Riyadh: storia, futuro e grandi eventi

Per lungo tempo Riyadh è stata soprattutto una città di passaggio per chi visitava l’Arabia Saudita. Oggi, invece, la capitale saudita si sta affermando come una destinazione con una propria identità turistica, capace di unire quartieri storici in mattoni di fango, architetture contemporanee, grandi eventi internazionali e nuovi progetti dedicati a sport e intrattenimento.

Un cambiamento che diventerà ancora più interessante per i viaggiatori italiani con l’arrivo di nuovi collegamenti aerei diretti.

Nuovi voli dall’Italia

Una delle novità più interessanti per chi parte dall’Italia riguarda Riyadh Air, la nuova compagnia aerea saudita. La società ha ampliato la propria presenza commerciale nel Belpaese nominando Discover The World come proprio rappresentante commerciale, in vista dell’avvio dei collegamenti tra Milano e Riyadh.

Il debutto sulla rotta Milano-Riyadh è previsto per il 16 dicembre 2026, con quattro voli alla settimana operati con Boeing 787-9.

Cosa vedere a Riyadh, la futuristica capitale

Distretto finanziario King Abdullah ad Al Aqiq, Riyadh, Arabia Saudita
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Scorcio del Distretto finanziario King Abdullah ad Al Aqiq, Riyadh

Riyadh è una metropoli moderna, centro politico ed economico dell’Arabia Saudita, ma il suo volto contemporaneo non ha cancellato le tracce della storia. Anzi, è proprio il contrasto tra grattacieli, quartieri moderni e architetture tradizionali a rendere interessante una visita.

Il punto da cui partire è Diriyah e il quartiere storico di At-Turaif, Patrimonio UNESCO dal 2010: a nord-ovest della capitale, fu il centro della prima capitale della dinastia saudita e conserva un importante esempio dell’architettura tradizionale Najdi, caratterizzata dall’uso del mattone crudo. Oggi At-Turaif è stato valorizzato con percorsi, musei ed esperienze dedicate alla storia del luogo, mentre l’area di Diriyah affianca al patrimonio storico ristoranti, cultura e nuovi spazi per i visitatori.

Nel cuore della Riyadh storica spiccano anche Al-Masmak Fortress e i souq tradizionali, tra cui Souq Al-Zal, dove l’atmosfera cambia rispetto ai moderni quartieri della capitale.

Per approfondire la storia della penisola arabica potete poi visitare il Museo Nazionale, mentre per osservare Riyadh dall’alto una delle esperienze più note è il Kingdom Centre Sky Bridge, punto panoramico sospeso a oltre 300 metri di altezza. Ancora, a circa 90 chilometri a nord-ovest ecco Edge of the World, il celebre scenario di scogliere che si affacciano sul deserto.

Tra le novità legate al futuro c’è poi Qiddiya City, dove è in costruzione lo Speed Park Track, un circuito progettato per ospitare grandi competizioni motoristiche, inclusa la Formula 1. Il progetto prevede 21 curve, configurazioni sia aperte sia stradali e l’elemento spettacolare del Blade, una sezione sopraelevata alta circa 70 metri. La pista è destinata a diventare uno dei nuovi poli dello sport e dell’intrattenimento dell’area di Riyadh.

La Riyadh Season 2026-2027

Se scegliete di visitare la capitale durante i mesi invernali, un ulteriore motivo di interesse è Riyadh Season, il grande calendario di intrattenimento, cultura e sport che anima la città con eventi e manifestazioni internazionali. Tra i luoghi simbolo c’è Boulevard City, distretto dedicato a ristorazione, spettacoli e intrattenimento, che durante la stagione diventa uno dei principali punti di ritrovo della capitale.

Il programma comprende inoltre appuntamenti sportivi di grande richiamo. Nel 2027 Riyadh Season ospiterà WrestleMania 43, annunciata dalla WWE a Riyadh: sarà la prima edizione dell’evento organizzata fuori dal Nord America.

Anche l’ippica occupa un posto importante nel calendario. La Riyadh Racing Season 2026-2027 al King Abdulaziz Racecourse è ufficialmente programmata dal 16 ottobre 2026 al 17 aprile 2027, con 69 corse e un montepremi complessivo di 197,8 milioni di riyal sauditi.

La Formula 1 incontra il lusso sul mare: come vivere il GP Monaco 2027

Il Formula 1® Louis Vuitton Grand Prix de Monaco 2027 trasformerà ancora una volta la Riviera in uno dei grandi palcoscenici internazionali dello sport e della mondanità. Per chi cerca un modo particolare di vivere il weekend di gara, Explora Journeys propone un’esperienza che porta il lusso nel cuore dell’evento: dal 2 al 7 giugno 2027, infatti, EXPLORA I tornerà a Port Hercule, a soli 150 metri dal circuito.

Dopo le esperienze del 2025 e del 2026, sarà il terzo anno consecutivo in cui la nave farà tappa a Monaco in occasione del Gran Premio e la sua posizione permetterà agli ospiti di trovarsi a pochi passi dall’energia del circuito, mantenendo però a bordo un’atmosfera più riservata e rilassata.

Suite con terrazza privata e vista sul weekend più glamour

Le prenotazioni per il 2027 sono già aperte e permettono di scegliere tra soggiorni esclusivamente in suite e formule che abbinano la suite a un accesso di tre giorni alle tribune del Gran Premio.

A bordo di EXPLORA I, l’esperienza è pensata per proseguire anche lontano dal circuito: le sistemazioni sono suite fronte oceano, tutte dotate di terrazza privata, mentre l’offerta gastronomica comprende sei ristoranti, affiancati da 12 bar e lounge. Durante il soggiorno sono inoltre previste bevande premium.

Il benessere occupa un altro spazio importante dell’esperienza, con una proposta ispirata all’oceano che comprende spa e strutture fitness. La nave diviene così una sorta di indirizzo privilegiato da cui vivere Monaco, con la possibilità di passare dal circuito alla tranquillità del mare senza rinunciare al comfort.

Le lussuose cabine di Explora Journey per godersi il Grand Prix a Monaco
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Le lussuose cabine di Explora Journey per godersi il Grand Prix a Monaco

Tre giorni di tribune per seguire da vicino il Gran Premio

Per chi desidera vivere l’appuntamento sportivo dagli spalti, le formule disponibili includono un accesso di tre giorni alle tribune. La proposta consente di seguire il weekend di gara mantenendo come base EXPLORA I, ormeggiata nel cuore di Port Hercule.

È prevista inoltre un’ulteriore formula per avvicinarsi ancora di più al mondo della Formula 1: le suite con pacchetto di ospitalità F1 Paddock Club™ di tre giorni saranno disponibili più avanti. L’esperienza comprenderà anche l’accesso a momenti dedicati alla gastronomia gourmet, passeggiate nella pit lane e la possibilità di incontrare leggende della Formula 1.

Le prenotazioni per questa formula non sono ancora aperte, ma è già possibile registrare il proprio interesse tramite Explora Journeys.

Dal Gran Premio a un viaggio nel Mediterraneo

Il soggiorno a Monaco può essere anche soltanto una tappa di un viaggio più lungo: Explora Journeys offre, infatti, la possibilità di abbinare il weekend del Gran Premio a una Journey prima o dopo l’evento.

Tra le opzioni c’è il viaggio da Roma a Monaco, dal 24 maggio al 7 giugno, che permette di raggiungere Port Hercule a bordo della nave. In alternativa, si può proseguire da Monaco a Barcellona, dal 2 al 14 giugno, e continuare il viaggio dopo il weekend di gara.

Per vivere l’esperienza nella sua forma più estesa, è possibile combinare entrambi gli itinerari e intraprendere una Journey da Roma a Barcellona dal 24 maggio al 14 giugno, inserendo il Gran Premio all’interno di un soggiorno più lungo nel Mediterraneo.

Il ritorno di EXPLORA I dopo le esperienze del 2025 e 2026

Il ritorno a Monaco nel 2027 arriva dopo due edizioni che hanno rafforzato il legame tra Explora Journeys e il celebre weekend di gara. Nel corso degli appuntamenti del 2025 e del 2026, a bordo sono state ospitate anche alcune figure leggendarie del motorsport, tra cui Sir Jackie Stewart, Mika Häkkinen e David Coulthard.

Il programma degli anni precedenti ha incluso inoltre eventi esclusivi legati alla dimensione mondana del Gran Premio, come l’Official Formula 1 Grand Prix de Monaco 2026 Opening Party e l’iconico Vanity Fair Club nel 2025.

Per il 2027, il programma completo degli eventi a bordo non è stato ancora svelato: tutti i dettagli saranno annunciati prossimamente.

Cambiano le vacanze degli italiani: le scelte che ora attirano di più

Il modo di viaggiare degli italiani sta cambiando e la sostenibilità entra sempre più nelle decisioni legate alle vacanze: a dirlo è la terza edizione dell’Osservatorio “Turismo & Sostenibilità” di Human Company, gruppo italiano attivo nel settore dell’hospitality. La ricerca è stata realizzata quest’anno in collaborazione con Ipsos Doxa e, per la prima volta, con Legambiente, nell’ambito della partnership avviata dall’azienda sui temi del turismo a minor impatto e della valorizzazione dei territori.

Dai risultati emerge un viaggiatore più consapevole, disposto a cambiare alcune delle proprie abitudini, ma anche alle prese con una nuova dimensione emotiva legata all’impatto delle proprie scelte: circa 3 viaggiatori su 10 dichiarano, infatti, di sperimentare una forma di eco-ansia quando pensano ai propri viaggi.

Gli italiani vogliono viaggiare in modo più sostenibile

La sostenibilità sembra essere diventata una componente stabile della cultura di viaggio: il 72% degli italiani ritiene che le proprie scelte possano incidere sulla sostenibilità delle destinazioni, mentre il 79% si dichiara disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale delle vacanze.

Tra i comportamenti indicati più di frequente ci sono il rispetto della flora e della fauna, citato dal 37% dei viaggiatori, e una corretta gestione dei rifiuti, anch’essa al 37%. Il 35% indica il rispetto delle risorse naturali, mentre il 33% punta sulla riduzione dei consumi energetici e sull’eliminazione degli sprechi.

Anche la mobilità assume un ruolo importante: il 28% degli intervistati dichiara di essere orientato verso il trasporto pubblico o mezzi considerati più sostenibili. Un ulteriore 26% guarda invece alle mete meno affollate e alle forme di “turismo slow”.

Soltanto l’8% prenderebbe parte a iniziative sul turismo responsabile e la stessa percentuale si dedicherebbe ad attività di pulizia o volontariato durante il soggiorno.

La sostenibilità deve essere concreta

La crescente attenzione ambientale si riflette anche nella scelta della struttura ricettiva.

Tra le caratteristiche più importanti spicca l’utilizzo di energie rinnovabili, indicato dal 44% degli intervistati. Seguono il risparmio idrico, al 39%, e la corretta raccolta differenziata, al 38%. Per il 35% conta inoltre la tutela dell’ambiente naturale, mentre il 34% considera importante la valorizzazione dei prodotti enogastronomici a chilometro zero.

Cresce anche l’attenzione verso il rapporto tra struttura ricettiva e territorio: il 26% attribuisce importanza al sostegno dell’economia locale e all’utilizzo di fornitori del territorio, un dato in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2025.

Non sorprende, quindi, che le strutture percepite come sostenibili siano quelle associate alla natura e al territorio: gli agriturismi raggiungono il 90%, seguiti dai rifugi alpini e di montagna con l’86% e dai campeggi e village con l’83%. Seguono B&B, al 79%, ostelli, al 72%, e appartamenti in affitto, al 70%.

L’associazione con la sostenibilità è invece più sfumata per le strutture termali, al 55%, gli hotel, al 35%, e i resort, al 30%. Le navi da crociera, infine, si fermano al 16%.

hu Norcenni Girasole village nel verde delle colline toscane
Ph BPRESS Ufficio Stampa
Gli italiani vogliono viaggiare in modo più sostenibile

Il turismo outdoor avvicina viaggiatori e comunità

Tra le tendenze che stanno conquistando gli italiani c’è anche il turismo outdoor: il 71% degli italiani dichiara di praticarlo, mentre per 3 viaggiatori su 10 è un’abitudine frequente.

La propensione è ancora maggiore tra le famiglie con figli piccoli, dove arriva al 37%, tra la Gen Z e tra i residenti nel Nord Est, entrambi al 36%.

Secondo il 79% degli italiani, le esperienze outdoor favoriscono inoltre una forma di “community-positive travel”, capace di mettere in relazione chi viaggia con le comunità e i territori.

La percezione è ancora più diffusa tra i Millennials, con l’82%, e tra chi viaggia regolarmente in Europa, dove raggiunge l’84%.

Mete meno conosciute e bassa stagione

Guardando ai prossimi anni, l’Osservatorio evidenzia una disponibilità sempre maggiore a modificare le modalità con cui si organizzano le vacanze, anche in risposta ai cambiamenti climatici e alla crescente sensibilità ambientale.

Il 75% sarebbe disposto a privilegiare mete meno conosciute, mentre il 74% sceglierebbe di viaggiare in bassa stagione. Il 62% considera inoltre trasporti pubblici e modalità di spostamento a minore impatto una possibile direzione per il futuro, anche con tempi di viaggio più lunghi: una disponibilità espressa dal 57% degli intervistati.

Ancora, circa 6 viaggiatori su 10 sceglierebbero strutture dotate di sistemi di raffrescamento progettati per aumentare l’efficienza energetica, anche a fronte di una lieve riduzione del comfort percepito.

Una responsabilità condivisa per cambiare il turismo

Per gli italiani, la transizione verso un turismo più sostenibile non può però essere affidata solo alle decisioni dei singoli viaggiatori.

Il ruolo principale viene attribuito alle istituzioni, indicate dal 28% degli intervistati. Seguono gli operatori dell’ospitalità, l’Unione Europea e le amministrazioni locali, tutti al 25%, mentre il 22% riconosce una responsabilità diretta agli stessi viaggiatori.

Anche la gestione dei flussi turistici dovrebbe passare soprattutto da incentivi e alternative. La misura più indicata è quella degli incentivi alla bassa stagione, al 35%, seguita dal potenziamento del trasporto pubblico, al 28%, e dallo sviluppo di itinerari alternativi, al 27%.

Il 15% indica le limitazioni agli affitti brevi e il 12% l’introduzione di tasse di soggiorno più elevate.

Dal turismo sostenibile a quello rigenerativo

Secondo il 29% degli italiani, una delle principali direttrici di sviluppo del settore verso il 2030 sarà il turismo rigenerativo.

L’idea è quella di andare oltre una vacanza meno impattante e di immaginare esperienze capaci di produrre un effetto positivo sui territori: contribuire alla tutela e al miglioramento della natura, delle comunità e dei luoghi visitati.

Seguono, tra le direttrici indicate per il futuro, il turismo di prossimità, al 19%, l’introduzione di regole più severe e standard condivisi, al 18%, e la crescente difficoltà nel distinguere le iniziative concrete da quelle riconducibili al greenwashing, al 18%.

Il Trenino Verde delle Alpi ha una nuova tappa, perfetta per l’autunno

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi si arricchisce di una nuova possibilità per chi vuole scoprire la Svizzera seguendo un incantevole itinerario al cospetto di montagne, laghi, panorami e piccoli centri alpini. La novità riguarda lo Stockhorn, nell’Oberland Bernese, una vetta che raggiunge quasi i 2.200 metri di quota e che diventa la meta da inserire nel percorso del celebre treno panoramico.

La proposta arriva proprio all’inizio della stagione autunnale, quando i paesaggi alpini assumono colori oltremodo suggestivi e il viaggio in treno si trasforma in un’occasione per alternare spostamenti, passeggiate e momenti dedicati alla scoperta di un territorio da fiaba.

Dal Trenino Verde delle Alpi allo Stockhorn

Per raggiungere lo Stockhorn partendo col Trenino Verde delle Alpi occorre scendere a Spiez, una delle fermate lungo il tragitto: da qui si prosegue con un treno regionale in direzione di Erlenbach im Simmental, da dove prende il via la salita verso la montagna. L’ultima parte dell’itinerario prevede, infatti, l’utilizzo della funivia, raggiungibile dopo un percorso a piedi in paese.

La nuova escursione è stata pensata per integrarsi con il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi e dispone di un biglietto dedicato, acquistabile sul sito di BLS. Il titolo di viaggio per lo Stockhorn costa 49 franchi, circa 52 euro, ed è valido esclusivamente se abbinato alla carta giornaliera oppure alla carta di 2 giorni del Trenino Verde BLS.

Sono disponibili anche due formule combinate: la Carta giornaliera + Stockhorn costa 113 franchi, circa 121 euro, mentre la Carta 2 giorni + Stockhorn ha un prezzo di 121 franchi, circa 130 euro. Le combinazioni consentono di risparmiare fino a circa il 35% rispetto al prezzo del biglietto da Domodossola allo Stockhorn e ritorno.

Quasi 2.200 metri di quota tra panorami alpini e laghi

Lo Stockhorn è una tappa adatta a chi vuole vivere la montagna senza rinunciare alla possibilità di scegliere tra molteplici esperienze: a quasi 2.200 metri di quota, la vetta offre infatti la possibilità di dedicarsi a escursioni di ogni livello e a passeggiate panoramiche, immerse in un ambiente caratterizzato dal silenzio alpino.

Uno dei punti più spettacolari è la piattaforma panoramica sulla parete nord, da cui lo sguardo corre sul lago di Thun, sul massiccio del Giura e, in presenza di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli, può arrivare addirittura alla Foresta Nera.

Spostandosi sul versante sud, poco sotto la vetta, appare il lago di Hinterstocken, incastonato tra le rocce: da una parte l’ampiezza del panorama, dall’altra un ambiente più raccolto e suggestivo.

Lago Oberstockesee vicino alla vetta dello Stockhorn, Svizzera
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Tutto il fascino alpino del Lago Oberstockesee

Un viaggio panoramico da Domodossola a Berna

La proposta si inserisce all’interno di un itinerario ferroviario che consente di ammirare alcuni dei paesaggi più caratteristici della Svizzera.

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi parte infatti da Domodossola, con collegamenti ogni circa due ore, e segue un percorso lungo le storiche linee del Sempione e del Lötschberg, entrambe caratterizzate da una storia ferroviaria ormai ultracentenaria. Gli itinerari possibili includono Briga, Wiler-Goppestein, Kandersteg, Frutigen, Spiez, Thun e Berna: a seconda della fermata scelta, il viaggio può quindi assumere caratteristiche differenti, dalla montagna alle rive dei laghi, dalle passeggiate alla scoperta delle città fino alle esperienze dedicate al benessere.

Durante il tragitto, il treno si inoltra piano piano nell’ambiente alpino e dona, dalle ampie finestre, scorci sulle terrazze soleggiate del Vallese e sulle montagne dell’Oberland Bernese, passando anche per località come Kandersteg. Superato il versante settentrionale delle Alpi, il percorso prosegue in discesa verso il lago di Thun per arrivare a Berna in poco più di due ore.

Nuovo cammino nelle terre delle sorelle Brontë tra brughiere e villaggi

Un nuovo percorso di 29 chilometri attraversa le brughiere e i paesaggi del West Yorkshire, collega Ilkley, Saltaire e Haworth e invita a scoprire un territorio che va ben oltre le sue località più conosciute: si chiama Bradford Pennine Gateway Trail e viene lanciato il 19 settembre 2026 per mostrare un volto più naturale di Bradford e dei suoi dintorni, attraversando anche la nuova Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve.

Nasce, infatti, in una zona di particolare interesse paesaggistico e naturalistico e tocca luoghi legati alla storia industriale, alla letteratura e alla vita delle comunità; l’itinerario arriva fino alle terre associate alle sorelle Brontë, con Haworth come punto di riferimento finale, ma lungo il cammino permette di incontrare brughiere, boschi, corsi d’acqua, siti storici e piccoli tesori naturalistici spesso lontani dagli itinerari più battuti.

Un percorso tra Ilkley, Saltaire e Haworth

Il Bradford Pennine Gateway Trail collega tre località molto note del West Yorkshire: Ilkley, Saltaire e Haworth.

La partenza al cospetto delle alture sopra Ilkley mette subito alla prova le gambe: la prima mezz’ora è in prevalenza in salita, con numerose scale di pietra e alcuni tratti ripidi. Una volta raggiunta la sommità, però, il panorama è la ricompensa di ogni fatica, con le vaste distese delle brughiere che si aprono dinanzi agli occhi.

La grande cresta sopra Ilkley è Rombalds Moor, il cui nome è legato a una figura leggendaria, e comprende svariate aree di brughiera. Il percorso attraversa Ilkley, Burley e Bingley moors, con ampie vedute che arrivano fino ai radomi della RAF Menwith Hill, vicino a Harrogate, a Leeds e al trasmettitore di Emley Moor, nei pressi di Wakefield, indicato come la struttura indipendente più alta del Regno Unito.

Brughiere a Rombalds Moor, Yorkshire
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Suggestive brughiere a Rombalds Moor

Lungo il tragitto si incontra anche il cerchio di pietre dei Dodici Apostoli, sul Burley Moor, uno degli elementi che ricordano come queste brughiere siano state frequentate e utilizzate dall’uomo per secoli.

La nuova riserva naturale tra erica, torbiere e affioramenti di pietra

Uno degli elementi più significativi del nuovo itinerario è il passaggio nel cuore della Bradford Pennine Gateway National Nature Reserve, la prima riserva naturale nazionale di questo tipo nel West Yorkshire.

Il paesaggio delle brughiere è dominato dall’erica, che in autunno regala tonalità rosa e porpora, insieme a fitte fasce di felci, erbe tipiche delle alture e torbiere, mentre qua e là emergono i caratteristici affioramenti di pietra grinta.

Il titolo di riserva naturale nazionale ne riconosce il valore della biodiversità, che ospita una ricca varietà di flora e fauna. Ma sulle brughiere sono ancora visibili numerose tracce della presenza e delle attività umane.

Un’ampia cavità, dall’aspetto quasi simile a quello di un cratere, si è rivelata essere una vecchia fossa utilizzata per l’estrazione del carbone in epoca preindustriale. La segnaletica e i segni ancora leggibili nel paesaggio ricordano inoltre l’addestramento dei carri armati durante la Seconda guerra mondiale. A completare il quadro ci sono le cave, i muri a secco e gli estesi fossati, testimonianze di secoli di gestione del territorio.

Shipley Glen, una sorpresa lungo il cammino

Il percorso prosegue fino a Shipley Glen, una delle tappe che possono sorprendere anche chi conosce già la vicina Saltaire. Il burrone ha avuto numerose funzioni nel corso di oltre un secolo e mezzo: vi si sono svolti raduni radicali e incontri delle suffragette, mentre in epoca vittoriana l’area ospitava giardini di piacere, attrazioni e divertimenti. Nel tempo ci sono stati anche un hotel di temperanza e una teashop.

Uno degli elementi più particolari è poi la tramvia di Shipley Glen, inaugurata nel 1895 e ancora in funzione. Per chi affronta l’intero percorso, questo può essere un buon punto per concedersi una pausa: la posizione offre infatti un’ambientazione suggestiva, mentre la vicina Saltaire permette di dedicare del tempo all’arte, alla storia industriale e alla gastronomia.

Da Bingley ai luoghi della natura

Lasciata Shipley Glen, il sentiero tocca molte aree di interesse naturalistico prima di dirigersi verso Haworth e tra queste spicca Trench Meadows, sito di particolare interesse scientifico (SSSI) per la presenza di erbe e fiori selvatici.

Il percorso passa anche da Bingley, lungo zone residenziali sulle alture della città e qui il paesaggio è associato al romanzo del 1957 “Room at the Top” di John Braine, ambientato in un luogo ribattezzato dall’autore “Warley”.

Un’altra parte dell’itinerario segue il canale Leeds-Liverpool, passando dalle Five Rise Locks e dalle Three Rise Locks di Bingley. Tra le due serie di chiuse ecco Bingley North Bog, una piccola ma preziosa area naturale habitat ideale per insetti, uccelli e anfibi.

A Bingley St Ives il sentiero costeggia poi un grande laghetto frequentato da trampolieri, oltre a un campo da golf e a un centro equestre. Alcune delle proprietà più antiche conservano porte dall’aspetto ecclesiastico, un richiamo a un passato in cui la tenuta era legata a Rievaulx Abbey e Drax Priory.

Harden Moor e l’arrivo nella terra delle Brontë

L’ultima parte del percorso attraversa Harden Moor, una rara brughiera secca accanto a un bosco misto, habitat favorevole a numerosi invertebrati tra cui la tormentil mining bee, un’ape considerata di importanza nazionale, insieme a vespe, ragni, mosche, cavallette e altre specie.

Da qui il paesaggio accompagna verso Haworth, il villaggio legato alle sorelle Brontë e alla loro storia letteraria. Il Bradford Pennine Gateway Trail termina ufficialmente al Penistone Hill Country Park.

A Vienna riapre il Museo di Sissi tra stanze e tesori di corte

Il Museo di Sissi a Vienna riaprirà il 19 novembre 2026 con un percorso di visita completamente rinnovato, sia negli spazi sia nei contenuti. Il progetto interessa tre aree della Hofburg e permetterà di accedere, per la prima volta, a un’offerta museale completa, pensata per raccontare la figura dell’Imperatrice Elisabetta tramite gli ambienti in cui visse e gli oggetti che le appartennero.

La riapertura rappresenta un importante intervento di valorizzazione di uno dei luoghi legati alla memoria di Sissi, figura tra le più celebri della storia austriaca. Il nuovo itinerario non si limita infatti a presentare una serie di sale e collezioni, ma costruisce un racconto nel quale gli spazi della Hofburg, gli oggetti personali e gli ambienti di corte restituiscono una prospettiva più concreta sulla vita dell’imperatrice.

Un nuovo percorso lungo tre aree della Hofburg

Il progetto di rinnovamento ha interessato in particolare il Museo di Sissi, gli Appartamenti Imperiali e la Camera d’Argento, riuniti ora in un itinerario più ampio e articolato.

Il nuovo museo è stato ampliato di circa 700 metri quadrati e di 12 stanze, mentre il restauro delle aree sottoposte a tutela ha richiesto un intervento impegnativo per far convivere la conservazione degli ambienti storici con una fruizione più ampia e accessibile.

Tra le novità figura anche la nuova scala nel cortile Marschall, accompagnata da infrastrutture migliorate e da un orientamento più semplice all’interno del complesso. Il nuovo percorso sarà inoltre accessibile senza barriere architettoniche, consentendo a un numero maggiore di persone di visitare gli spazi interessati dal progetto.

Sissi raccontata grazie ai suoi oggetti e alla vita di corte

Il Museo di Sissi rinnovato mette al centro il legame tra la biografia di Elisabetta e gli oggetti appartenuti personalmente all’imperatrice. Quasi nessuna figura storica austriaca è conosciuta quanto Sissi, ma il progetto museale punta a presentarla innanzitutto come persona, mediante le tracce concrete della sua esistenza.

A completare il racconto sono gli ambienti abitativi e quelli destinati alla rappresentanza, che permettono di comprendere anche l’organizzazione della corte che circondava la sua vita. Gli Appartamenti Imperiali della Hofburg, infatti, erano spazi ufficiali di residenza e ricevimento della famiglia imperiale.

Il complesso comprende camere da letto, soggiorni privati, sale di rappresentanza e stanze secondarie. Attraversandole, il visitatore può quindi avvicinarsi alla quotidianità dell’élite di corte e osservare come mobili, decorazioni e disposizione degli ambienti riflettessero protocolli, esigenze di privacy e rigide regole di etichetta. L’ampliamento permette inoltre di accedere alle stanze arredate in oro bianco della famiglia imperiale, caratterizzate da decorazioni luminose e interni riccamente ornati.

Sala decorata del Museo di Sissi a Vienna
© Schloß Schönbrunn Kultur und Betriebsges.m.b.H., Severin Wurnig
Il Museo di Sissi riapre con nuovi tesori della corte imperiale

La Camera d’Argento e la cultura della tavola imperiale

Un’altra parte fondamentale del percorso è la Camera d’Argento, dedicata alla cultura della tavola di corte: la collezione comprende porcellane, argenti, cristalli e centrotavola utilizzati in occasione di banchetti rappresentativi e cerimonie.

Anche in questo caso, gli oggetti raccontano una storia che va oltre il loro valore artistico: la collezione permette di osservare anche gli aspetti logistici legati all’organizzazione della vita di corte e mostra quanto fosse complessa la gestione dei ricevimenti e delle occasioni ufficiali.

La qualità delle porcellane, degli argenti e dei cristalli diventa quindi parte di un racconto più ampio sulla rappresentanza imperiale e sulle consuetudini che regolavano la tavola della famiglia imperiale.

Un investimento da circa 14 milioni di euro

La portata del progetto è evidente anche nell’investimento finora effettuato, che ammonta a circa 14 milioni di euro: si tratta tuttavia di una cifra indicativa, dal momento che i costi complessivi potrebbero ancora aumentare.

Gli interventi all’interno di edifici storici sottoposti a tutela richiedono infatti risorse considerevoli, soprattutto quando è necessario conciliare il restauro con le norme di conservazione e con l’obiettivo di rendere gli spazi più accessibili e fruibili.

Il Gruppo Schönbrunn sostiene in autonomia i costi, contribuendo al progetto di valorizzazione di un patrimonio che lega la storia della Hofburg alla figura di Sissi.

Il veliero Amerigo Vespucci torna a solcare il mare di Napoli: visite ed eventi

Napoli accoglie una delle navi più simbolo della Marina Militare: dal 20 al 25 settembre, l’Amerigo Vespucci fa infatti tappa nel capoluogo campano, dove è ormeggiata presso la Stazione Marittima – Molo Beverello, in occasione della Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli, in programma dal 24 al 27 settembre.

La sosta napoletana segna una nuova tappa del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, iniziativa che ha visto la Nave Scuola della Marina Militare impegnata dallo scorso maggio e che si avvia verso la conclusione della campagna. Dopo il ritorno nel Mediterraneo e le soste di Cagliari e Castellammare di Stabia, dal 17 al 19 settembre, e di Napoli, il Vespucci raggiungerà anche Venezia e Trieste per la tappa finale.

Il 23 settembre il trofeo dell’America’s Cup salirà a bordo

Il momento centrale della tappa napoletana è previsto per il 23 settembre, quando una delegazione dei team che prenderanno parte alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup Regata Preliminare Napoli salirà a bordo del Vespucci, grazie alla collaborazione con Sport e Salute.

Sarà l’occasione per celebrare l’avvio della seconda Regata Preliminare e sottolineare il legame ideale tra due simboli legati indissolubilmente alla storia della navigazione e della vela. A bordo tornerà anche il trofeo dell’America’s Cup, considerato il più antico trofeo sportivo internazionale ancora conteso.

La sua storia affonda le radici nel 1848, quando a Londra venne realizzata un’elegante brocca in argento: il trofeo assunse il nome di America’s Cup dopo la vittoria dello yacht America nel 1851, nella regata di flotta intorno all’Isola di Wight, nel Regno Unito. Da allora è diventato un’icona mondiale della vela, legata a oltre 170 anni di sfide tra grandi yacht club, innovazione e passione per il mare.

Il 24 settembre l’annuncio della chiusura del Tour

Giovedì 24 settembre, alle 0re 11:30, è in programma l’annuncio della chiusura del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026 a Trieste, in occasione della 58ª Barcolana. Vengono così presentati i vari appuntamenti alla presenza del Presidente della Barcolana Mitja Gialuz, l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli e il Comandante del Comando Logistico della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Vincenzo Montanaro.

A bordo anche i protagonisti istituzionali

La giornata del 23 settembre vedrà inoltre la presenza di diverse figure istituzionali e rappresentanti del mondo dello sport e della Marina Militare. A bordo della Nave Amerigo Vespucci sono attesi il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli, il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, l’Amministratore Delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e l’Amministratore Delegato di America’s Cup Partnership Marzio Perrelli.

Il Vespucci apre le porte ai visitatori

Il mitico veliero Amerigo Vespucci in mare
Ph Ufficio stampa Tour Mondiale Amerigo Vespucci - Campagna in Nord America 2026
Il mitico veliero Amerigo Vespucci arriva a Napoli

La presenza dell’Amerigo Vespucci a Napoli è anche un’occasione da non perdere per il pubblico: la nave sarà, infatti, aperta alle visite nei giorni 21, 22 e 24 settembre. La visita è gratuita, ma è necessario prenotare. Le modalità per accedere alla nave e riservare il proprio posto sono disponibili sul sito ufficiale del Tour Mondiale Amerigo Vespucci, http://www.tourvespucci.it.

Per chi si troverà a Napoli in quei giorni, sarà dunque possibile salire a bordo della Nave Scuola e vivere da vicino una delle tappe del viaggio che ha portato il Vespucci lungo la campagna nordamericana del 2026.

Da Napoli verso Venezia, aspettando Trieste

La tappa napoletana si inserisce nel percorso che accompagnerà l’Amerigo Vespucci verso la conclusione della Campagna in Nord America 2026. L’iniziativa, annunciata nel settembre 2025 dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, è promossa dal Ministero della Difesa e dalla Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi S.p.A. e sviluppata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Cultura, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità. Enel sostiene il progetto.

Dopo Napoli, la Nave Scuola raggiungerà la laguna veneta. Dal 2 al 7 ottobre sarà ormeggiata a Venezia, presso Riva di San Biasio, di fronte al Museo Storico Navale, in occasione della XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS).

Il forum internazionale, dedicato alla cooperazione e alla sicurezza marittima, si svolgerà il 6 e 7 ottobre 2026 presso l’Arsenale della Marina Militare di Venezia.

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