Alcuni aerei volano senza passeggeri: il lavoro insolito del ferry pilot che pochi conoscono
Nessun passeggero da imbarcare, nessun annuncio in cabina e, a volte, neanche un secondo pilota. Sembra uno scenario irreale, eppure quel volo esiste e deve arrivare a destinazione. È questo il mestiere dei ferry pilot: professionisti incaricati di trasferire un aereo da un punto all’altro del mondo.
Chi è e cosa fa un ferry pilot
Un jet appena uscito dalla fabbrica, un aereo acquistato da un privato dall’altra parte dell’oceano, un velivolo che deve raggiungere un centro di manutenzione o essere consegnato a un nuovo proprietario: le situazioni in cui un aereo deve essere semplicemente spostato sono molto più ricorrenti di quanto pensiamo.
Ed è qui che entrano in gioco i ferry pilot, professionisti ingaggiati da proprietari, aziende, operatori o broker che devono conoscere non solo il modello che stanno per pilotare, ma anche rotte internazionali, procedure, documentazione e pianificazione a lungo raggio. A seconda delle dimensioni del velivolo da trasportare esistono servizi diversi, dai piccoli monomotori fino agli Airbus.
Il ferry flight dei monomotori
La parte più interessante del mestiere è forse quella che riguarda il volo di trasferimento dei piccoli aerei. Per attraversare il Nord Atlantico ad esempio, un velivolo leggero può seguire una rotta a tappe attraverso Canada, Groenlandia e Islanda prima di raggiungere l’Europa. Questi aerei, però, hanno un’autonomia di qualche centinaio di chilometri, che può essere aumentata installando i ferry tank, ovvero serbatoi supplementari che consentono di trasportare più carburante. La distanza massima che il veivolo può percorrere in queste condizioni è chiamata ferry range ed è determinata dal pilota in base ai litri di carburante disponibili.
Non si tratta semplicemente di fare il pieno, anche peso, autonomia, meteo e punti di rifornimento devono essere calcolati con estrema precisione. La stessa preparazione è richiesta anche sull’oceano: per rotte di questo tipo possono essere necessari equipaggiamenti di sopravvivenza specifici come zattere, tute da immersione e dispositivi di localizzazione. Inoltre, la FAA sottolinea che alcuni Paesi prevedono requisiti specifici per i voli transatlantici.
Anche i grandi aerei volano vuoti
Il ferry flight non è una prerogativa dei piccoli aerei: anche un aereo di linea può essere trasferito senza passeggeri a bordo, per esempio verso un centro di manutenzione, un deposito o una nuova base. Nei casi in cui il veivolo non soddisfa temporaneamente tutti i requisiti ordinari di aeronavigabilità ma può comunque volare in sicurezza, è possibile ottenere un’apposita autorizzazione. La FAA include esplicitamente tra gli scopi degli Special Flight Permit anche il trasferimento verso manutenzione, stoccaggio o consegna al nuovo proprietario.
Ferry Pilot: un lavoro meno glamour di quanto sembri
Dietro questo mestiere c’è una lunga preparazione, fatta di documenti, permessi, assicurazioni, controlli tecnici e tutto il necessario per raggiungere la destinazione in totale sicurezza. Un altro aspetto che non rende questo lavoro facile sono le ore trascorse da soli in cabina: un ferry pilot può passare giorni attraversando continenti e oceani, spesso in spazi ridotti e senza i comfort di un normale volo di linea. Proprio per questo motivo, esperienza e capacità di prendere decisioni diventano fondamentali.
E se, giunti a questo punto, vi steste chiedendo come fa un ferry pilot a tornare a casa dopo aver consegnato un aereo, la risposta è semplice: in economy!








































