Summer Camp 2026, a Chiavazza l’estate diventa un’esperienza di comunità
Sei settimane per stare insieme, scoprire il territorio, sperimentarsi in attività nuove e costruire relazioni
È stata un’estate ricca di esperienze quella vissuta dai ragazzi e dalle ragazze che hanno partecipato al Summer Camp 2026 di Chiavazza, un progetto nato in continuità con il percorso educativo proposto durante l’anno scolastico e pensato per offrire, nel periodo estivo, uno spazio di incontro,
socializzazione e crescita.
Realizzato dal Comune di Biella insieme alla Cooperativa Tantintenti, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella attraverso il bando “+Territori”, il Summer Camp ha coinvolto complessivamente 30 ragazze e ragazzi tra i 12 e i 15 anni, con una presenza media di 15-
18 partecipanti ogni settimana.
Più che un semplice centro estivo, il Camp è stato soprattutto un modo diverso di vivere l’estate: un’occasione per uscire dai contesti abituali, incontrare persone e realtà nuove, mettersi alla prova e scoprire che anche i luoghi quotidiani possono diventare spazi di avventura, apprendimento e
relazione.
Il territorio di Chiavazza e quello biellese sono stati al centro della proposta educativa. Le attività hanno alternato gioco, movimento, creatività, natura e momenti di socialità, lasciando ai ragazzi la possibilità di essere protagonisti delle esperienze. Particolarmente significativa è stata la possibilità
di incontrare numerose realtà del territorio: dalle uscite naturalistiche alle attività sportive, dai laboratori alle visite, ogni appuntamento è diventato un’opportunità per imparare facendo e, soprattutto, per stare bene insieme.
La collaborazione con il WWF ha portato i partecipanti a vivere due giornate dedicate alla scoperta della natura e dell’ambiente sui sentieri di Oropa, mentre la visita alla mostra Selvatica a Palazzo Gromo Losa, accompagnata da un laboratorio didattico, ha trasformato la scoperta dell’arte e della
natura in un’esperienza concreta e partecipata. Non sono mancate inoltre una gita a Pavignano e un’uscita in palestra di arrampicata, dove i ragazzi hanno potuto sperimentare nuove abilità e confrontarsi con le proprie capacità.
Anche attività apparentemente semplici si sono rivelate occasioni preziose di incontro. Con l’Associazione Incontromano, per esempio, i ragazzi si sono cimentati nella preparazione del pane: un gesto quotidiano che, vissuto insieme, è diventato un momento di collaborazione, manualità e condivisione.
Durante le settimane del Camp non è mancato il tempo per il gioco e il divertimento anche con l’uscita settimanale alla Piscina Rivetti. Il valore del progetto è stato però anche nella capacità di mettere in relazione esperienze e persone diverse. Il Summer Camp ha rappresentato infatti un ulteriore passo nel percorso di costruzione della comunità educante di Chiavazza, coinvolgendo associazioni e realtà che già operano sul territorio e creando nuove occasioni di collaborazione.
In questo percorso si è inserita anche l’Associazione Generazione Cura, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, attraverso il progetto Fuori dai Margini. I ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di MailArt, mentre per i più grandi è stato proposto un incontro che ha segnato l’avvio di un nuovo percorso rivolto alla fascia 15-18 anni, destinato a proseguire da settembre.
A dare un significato ancora più forte all’esperienza è stata la festa finale, aperta a tutta la comunità di Chiavazza a cui ha partecipato anche il Comitato di Quartiere. Non una semplice conclusione, ma un momento di incontro e restituzione nel quale ragazzi, famiglie, associazioni e realtà del territorio
hanno potuto condividere il percorso fatto durante l’estate.
Numerose le realtà che hanno scelto di partecipare, contribuendo con attività e stand: Virtus Chiavazza, Scuola Nino Costa – IC Biella 2, Centro di Ascolto San Vincenzo Caritas, Associazione Genitori, Casa Lions, Bottega dei Mestieri e Gruppo Alpini di Chiavazza.
Ognuna ha messo a disposizione competenze, energie e strumenti, contribuendo a trasformare la festa in una vera esperienza collettiva. È proprio questo, forse, il risultato più importante delle sei settimane: aver mostrato concretamente che educare non significa soltanto proporre attività ai ragazzi, ma creare intorno a loro una rete di persone e realtà capaci di accompagnarli, ascoltarli e offrire opportunità.
Il Summer Camp 2026 lascia così in eredità un’esperienza positiva, fatta di relazioni, curiosità, scoperte e nuove possibilità. Un’esperienza nella quale i ragazzi non sono stati semplicemente destinatari di un progetto, ma hanno avuto la possibilità di sentirsi parte di una comunità, di conoscere meglio il territorio in cui vivono e di sperimentare il piacere di costruire qualcosa insieme.
L’estate a Chiavazza è diventata così uno spazio di crescita, ma anche un’occasione per rafforzare legami e collaborazione. Un piccolo esempio concreto di come un quartiere possa diventare, attraverso le persone e le realtà che lo abitano, un luogo capace di prendersi cura delle nuove generazioni e di offrire loro occasioni per essere protagoniste del proprio territorio.
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