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Castelli Aperti in Piemonte, viaggio tra dimore storiche, torri e musei

12 septembre 2026 à 09:00

Domenica 13 settembre l’appuntamento con Castelli Aperti, una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio storico, artistico e architettonico delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino e propone un totale di 56 aperture tra castelli, ville, palazzi, musei, torri e borghi.

Il programma permette così di costruire itinerari molto diversi tra loro, dalle dimore storiche delle Langhe e del Canavese fino ai centri fortificati del Monferrato, passando per musei e antiche residenze nobiliari.

Tra castelli e borghi nella provincia di Alessandria

La provincia di Alessandria propone un ricco programma in cui le architetture storiche si alternano a musei e borghi del Monferrato. Ad Acqui Terme, per esempio, il Castello dei Paleologi ospita il Civico Museo Archeologico e consente di affiancare alla visita la scoperta delle testimonianze archeologiche del territorio. L’apertura è prevista dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 4 euro.

Da non perdere poi la Tenuta Castello di Razzano, ad Alfiano Natta, dove visitare il Museo Artevino e le cantine dedicate all’invecchiamento, e il Castello di Piovera, aperto nel pomeriggio con visite guidate su prenotazione dalle 14.30 alle 18.30, e ingresso a 13 euro. Se preferite un’esperienza legata ai borghi, Ozzano Monferrato propone invece un percorso libero negli spazi esterni del centro storico, accompagnato da un’audioguida accessibile tramite QR Code.

Le aperture tra Asti e il paesaggio del Monferrato

Anche l’Astigiano porta nel circuito torri, castelli e testimonianze della storia locale: tra gli altri, a Castagnole delle Lanze, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert dona l’occasione di ammirare il suggestivo panorama dall’alto, con apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. La salita costa 3 euro, mentre è prevista anche una formula da 8 euro che comprende un calice di vino.

A Castelnuovo Calcea, invece, l’area dell’antico castello è accessibile gratuitamente per tutta la giornata, dalle 10 alle 19. Tra le numerose proposte spicca poi il Castello di Rorà a Costigliole d’Asti, che domina il centro storico e sarà aperto sia al mattino sia nel pomeriggio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, con ingresso a 5 euro.

Biella, dalle dimore storiche al Ricetto di Candelo

Nel Biellese l’appuntamento permette di alternare palazzi storici e borghi fortificati: a Biella, Palazzo Gromo Losa sarà aperto dalle 10 alle 19 e ospiterà la rassegna “Fatti ad Arte” insieme alla mostra “Tutto rose e fiori” di Elham M. Aghili, visitabile fino al 18 ottobre 2026. L’ingresso ha un costo di 7 euro.

Un’altra dimora storica visitabile è Palazzo La Marmora, aperto dalle 15 alle 19 con possibilità di visita libera o accompagnata; nel programma compare inoltre il Ricetto di Candelo, celebre borgo fortificato medievale in cui passeggiare liberamente oppure con visite guidate disponibili su richiesta.

Nelle Langhe tra Barolo, Manta e Serralunga

È davvero ricca la proposta della provincia di Cuneo, dove il percorso di Castelli Aperti incontra alcuni dei paesaggi storici più riconoscibili delle Langhe. Ad esempio, a Barolo, il Castello Falletti ospita il WiMu – Wine Museum, dedicato alla cultura e alla storia del vino: sarà aperto dalle 10.30 alle 19, con ingresso intero di 9 euro.

Altre meraviglie sono il Castello della Manta, che vanta i pregevoli affreschi della Sala Baronale, aperto dalle 10 alle 18, e il Castello di Serralunga d’Alba, che propone svariati turni di visita guidata nell’arco della giornata. Il primo ha un ingresso di 11 euro, mentre per Serralunga il costo è di 6 euro.

A completare il panorama le proposte di Saluzzo, dove il pubblico può visitare la Castiglia, antica fortezza dei marchesi, oltre a Casa Cavassa, alla Torre Civica e alla Pinacoteca Olivero.

Dal Novarese al Canavese

Il circuito raggiunge poi la provincia di Novara, con aperture che includono dimore storiche e luoghi dedicati all’arte: a Oleggio Castello, il Castello Dal Pozzo sarà visitabile al mattino con visita guidata e prenotazione obbligatoria, al costo di 15 euro. A Vacciago di Ameno, la Fondazione Antonio e Carmela Calderara propone invece visite libere gratuite dalle 15 alle 18.

Nel Torinese, infine, l’itinerario guarda soprattutto al Canavese e alle dimore storiche: ad Agliè, Villa Il Meleto, legata alla figura di Guido Gozzano e al paesaggio canavesano, sarà aperta dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 19, con ingresso a 8 euro mentre a Caravino il Castello e Parco di Masino consentirà di visitare la residenza storica insieme al grande parco, dalle 10 alle 18, con ingresso di 15 euro e accesso gratuito per gli iscritti FAI.

A Piossasco, Casa Lajolo abbina invece l’apertura alla Festa degli Orti, in programma proprio domenica 13 settembre. Il calendario torinese comprende inoltre il Castello delle Quattro Torri di Arignano e il Castello di Pralormo visitabile con guida dalle 10 alle 18.

Alla ricerca di Cleopatra: scoperto un porto sommerso a Taposiris Magna

Par : elenausai10
19 septembre 2025 à 12:30

Sulle coste del Mediterraneo, a ovest di Alessandria, il vento porta ancora l’eco di un mistero antico. Qui, tra rovine sommerse e templi dimenticati, da oltre vent’anni una donna insegue un sogno che sfida il tempo: ritrovare la tomba di Cleopatra, ultima regina d’Egitto e icona senza tempo. Kathleen Martínez, avvocata penalista della Repubblica Dominicana diventata archeologa per passione, ha scelto di leggere la storia come fosse un’indagine: indizi, omissioni, piste abbandonate.

Scoperte ad Alessandria delle rovine sommerse di 2.000 anni fa

Par : elenausai10
22 août 2025 à 07:30

Tra le acque scintillanti della baia di Abukir, al largo di Alessandria, l’Egitto ha riportato alla luce un frammento di storia che sembrava perduto per sempre. Resti di edifici, manufatti e persino un antico molo, rimasti nascosti per oltre duemila anni, emergono da una città sommersa che racconta i fasti di un passato glorioso.

Secondo le autorità egiziane, il sito potrebbe appartenere all’antica Canopo, fiorente centro culturale e religioso durante l’epoca tolemaica e romana. Un tempo vivace e prospera, la città fu inghiottita dal mare a causa di violenti terremoti e dell’innalzamento del livello delle acque, lo stesso destino toccato anche al vicino porto di Heracleion, antica città un tempo situata nel Delta del Nilo.

Oggi, quelle rovine sommerse riemergono come una vera e propria capsula del tempo, capace di restituire al viaggiatore moderno il fascino intatto delle civiltà che resero Alessandria crocevia del Mediterraneo.

La scoperta delle rovine sommerse

L’Egitto torna a sorprendere con una scoperta straordinaria: grazie all’utilizzo delle gru, dal fondo degli abissi sono riemerse antiche statue che per secoli hanno dormito sotto il mare. “C’è molto ancora nascosto sott’acqua, ma ciò che portiamo in superficie è scelto con criteri rigorosi: il resto continuerà a far parte del nostro patrimonio sommerso”, ha dichiarato il Ministro del Turismo e delle Antichità egiziano, Sherif Fathi.

Le rovine svelate includono edifici in calcare che potrebbero essere stati templi, abitazioni e spazi commerciali o artigianali. Sono emersi anche bacini e laghetti scavati nella roccia, utilizzati sia per raccogliere acqua a uso domestico sia per l’allevamento di pesci.

Tra i reperti più affascinanti figurano statue di sovrani e sfingi di epoca preromana, tra cui una sfinge parzialmente conservata con il cartiglio di Ramses II, uno dei faraoni più celebri e longevi della storia. Alcune sculture portano i segni del tempo: una statua tolemaica in granito appare decapitata, mentre di un nobile romano in marmo è sopravvissuta soltanto la parte inferiore.

Statua trovata ad Alessandria
Getty Images
Una delle statue trovate negli abissi di Alessandria

Il patrimonio storico nascosto negli abissi di Alessandria

Nei fondali al largo di Alessandria giacciono segreti millenari che raccontano la grandezza di un passato scomparso. Grazie a tutta una serie di recenti scavi subacquei, è stato possibile riportare alla luce una nave mercantile, ancore in pietra e una gru portuale risalenti alle epoche tolemaica e romana, tutti ritrovati lungo un molo di 125 metri.

Sono scoperte che non stupiscono, d’altronde Alessandria custodisce un numero incalcolabile di rovine antiche e tesori storici, anche se oggi la seconda città dell’Egitto affronta una minaccia concreta: le stesse acque che un tempo inghiottirono Canopo e Heracleion mettono a rischio il suo patrimonio sommerso.

La città costiera è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e all’innalzamento del livello del mare, con un lento, ma costante abbassamento del terreno stimato in oltre tre millimetri all’anno. Tra le rovine sommerse, tuttavia, continuano a emergere testimonianze straordinarie della storia, offrendo ai viaggiatori e agli archeologi uno sguardo unico su un patrimonio che il mare aveva cercato di cancellare, ma che ancora oggi conserva la sua magia millenaria.

Statue trovate al largo di Alessandria
Getty Images
Alcune delle statue trovate al largo di Alessandria

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