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Aujourd’hui — 23 octobre 2026SiViaggia

Lupin 4, le location della stagione finale tra monumenti, boulevard e luoghi simbolo della Francia

23 octobre 2026 à 16:30

La stagione finale di quella che è senza dubbio la serie francese più di successo degli ultimi anni non poteva non essere anche un omaggio visivo alla Francia, alla sua storia, al suo immenso patrimonio artistico e architettonico. Tra le location di Lupin 4 non mancano così sontuose stanze in stile roccocò, raffinati palazzi aristocratici, eleganti boulevard del centro cittadino e monumenti simbolo della nazione: scopriamo insieme dove sono stati girati gli otto nuovi episodi della serie disponibili su Netflix dal 23 ottobre 2026.

Di cosa parla

Alla fine della precedente stagione Assane Diop, il moderno ladro gentiluomo ispirato al personaggio di Maurice Leblanc e interpretato da Omar Sy, aveva deciso di costituirsi alle forze dell’ordine per smettere finalmente di nascondersi e sperare un giorno di poter tornare a vivere una vita normale con la famiglia, possibilmente in Senegal. All’inizio della nuova stagione un comunicato annuncia una serie di furti che avverranno simultaneamente in diversi musei francesi: è firmato “Lupin”.

Nonostante le misure di sicurezza vengano rafforzate, le rapine avvengono esattamente come preannunciato. E soprattutto, nonostante Assane sia ancora in carcere, tutti gli indizi sembrano ricondurre a lui: c’è persino una telecamera di sicurezza che lo inquadra di faccia mentre, durante uno dei furti, viene gravemente ferita una responsabile delle forze dell’ordine. Al vero Assane non resta, così, che organizzare un’evasione per dimostrare che di Lupin ce n’è solo uno: lui.

Arriva su Netflix "Lupin 4", la stagione finale della serie con Omar Sy
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Lupin 4”

Dov’è stata girata la serie

Le riprese di Lupin 4 sono state realizzate interamente a Parigi, a partire da maggio 2025. Già nello short condiviso da Netflix con cui Omar Sy/Assane Diop aveva annunciato il proprio ritorno c’erano interessanti anticipazioni sui luoghi dov’è stata girata la nuova stagione.

Parigi

Dal materiale promozionale risultava evidente, per esempio, che ci sarebbero state scene girate nei pressi della e sulla Torre Eiffel: monumento simbolo della Francia, frequentato ogni giorno da decine di migliaia di turisti e non solo.

Parigi: dov'è stata girata la quarta e ultima stagione di "Lupin"
iStock
La Torre Eiffel: il simbolo più iconico di Parigi

Una delle sequenze chiave della quarta stagione di Lupin è stata girata in prossimità del Pantheon: è la scena in cui Assane galoppa in sella a un cavallo lungo Rue Soufflot, l’elegante viale che collega i Giardini del Lussemburgo al mausoleo che ospita – tra le altre – le sepolture di Voltaire, Rousseau, Victor Hugo e Marie Curie.

C'è anche il Pantheon tra i luoghi di Parigi dov'è stata girata "Lupin 4"
Ufficio stampa Netflix
La scena di “Lupin 4” davanti al Pantheon

Facile da riconoscere sullo schermo è anche l’Hôtel de Soubise: un raffinato edificio aristocratico dell’Ottocento nel quartiere di Le Marais. Qui la produzione della nuova stagione di Lupin (Gaumont, per la prima volta con Carrousel Studios) ha girato soprattutto nel Salone della Principessa: un gabinetto ovale, riccamente affrescato e decorato alle pareti con specchi e altri elementi in stile roccocò.

Altre location di Lupin 4 si trovano tra il primo e il sedicesimo arrodissement in quello che, un tempo più di oggi, era il cuore finanziario e governativo della città. Alcune fonti in Rete segnalano Rue Beethoven, Rue des Petits-Frères, Rue La Vrillière, Rue Catinat, Rue Croix des Petits-Champs, Rue du Colonel Driant, Rue de Valois tra i punti esatti dov’è stata girata la stagione finale della serie Netflix con Omar Sy ispirata al classico di Maurice Leblanc.

In alcune inquadrature si possono riconoscere anche il Palais Royal e la Banque de France.

Quali sono le location dell'ultima stagione di "Lupin" a Parigi
iStock
L’elegante Palais Royal

Hier — 22 octobre 2026SiViaggia

Ragione e sentimento, le location del film tra dimore storiche e panorami dove il tempo si è fermato

22 octobre 2026 à 17:09

Il nuovo adattamento cinematografico di Ragione e sentimento, in arrivo nelle sale italiane dal 22 ottobre 2026, promette di ricreare sullo schermo quelle atmosfere così squisitamente inglesi e così squisitamente d’altri tempi che hanno reso tanto amati i romanzi di Jane Austen. La scelta delle location – va da sé – ha avuto un ruolo determinante in questo senso: tra dimore aristocratiche del Seicento, cottage immersi nella campagna inglese, manieri semiabbandonati e luoghi intrisi di arte e di storia, ecco dov’è stata girata la pellicola di Georgia Oakley.

Di cosa parla

Quando il signor Dashwood muore, la tenuta nel Nordland dove viveva con la moglie e le tre figlie passa in eredità al primogenito nato da un precedente matrimonio. Elinor (Daisy Edgar-Jones), Marianne (Esmé Creed-Miles) e la piccola Margaret si ritrovano, così, a vivere insieme alla madre in un modesto cottage di campagna.

Il film, come il romanzo da cui è tratto, si concentra in particolare su quanto accede alle due sorelle maggiori. Elinor, che è più riflessiva e introversa, si lega all’altrettanto timido Edward Ferrars (George MacKay). A contendersi le attenzioni di Marianne, decisamente più istintiva e passionale nel carattere, sono invece l’affascinante John Willoughby (Frank Dillane) e il colonnello Brandon (Herbert Nordrum).

Arriva al cinema "Ragione e sentimento": un nuovo riadattamento del romanzo di Jane Austen
(c) Focus Features
Una scena di “Ragione e sentimento”

Dov’è stato girato il film

Il film Ragione e sentimento del 2026 è stato interamente girato in Inghilterra in luoghi reali e realmente abitati, capaci di trasmettere quella genuinità e spontaneità tipica di personaggi e situazioni descritti dalla Austen. Rispetto al famoso adattamento con Kate Winslet e Hugh Grant, di cui proprio quest’anno ricorrono i trent’anni, quello di Georgia Oakley risulta anche visivamente più «ruvido e naturale», come lo ha definito il location manager, proprio grazie alla scelta di ambientazioni più fedeli a quelle del tempo. Regioni come il Devon, il Dorset, l’Oxfordshire, l’Hertfordshire e il Kent sono state quelle più interessate dalle riprese.

Scena del film "Ragione e sentimento"
IPA
Una scena del film “Ragione e sentimento”

Norland Park

Per rappresentare Norland Park, la casa che le sorelle Dashwood sono costrette a lasciare dopo la morte del padre, è stata sfruttata Kingston Russell House: una dimora seicentesca nel Dorset in cui ha vissuto, tra gli altri, anche il capitano Thomas Hardy. Nella pellicola si riconoscono sia gli interni sontuosi con legni pregiati, decorazioni a stucco e preziose carte da parati cinesi dipinte a mano e sia gli esterni, in particolare la facciata in pietra in perfetto stile georgiano.

Per gli esterni di Norland Park è stata utilizzata anche Parnham Park: una proprietà, sempre nel Dorset, che incarna gli stilemi della tenuta inglese di campagna e di cui vale la pena visitare soprattutto il giardino recintato con laghetto.

Barton Park

In cerca di una nuova sistemazione Elinor, Marianne e Margaret vengono inizialmente accolte da un lontano parente a Barton Park. Queste scene sono state girate a Broughton Castle: un maniero del XIV secolo nell’Oxfordshire che, nonostante le varie modifiche subite nei secoli, ha mantenuto quasi intatto il suo assetto di residenza fortificata. La produzione di Ragione e sentimento ha sfruttato soprattutto salotto e sala da pranzo, oltre che gli esterni che qualcuno riconoscerà per essere già apparsi in film come “Shakespeare in Love e Jane Eyre.

Inghilterra: quali sono le location reali di "Ragione e sentimento"
iStock
L’imponente castello di Broughton

Barton Cottage

Il modesto cottage che diventa la nuova abitazione delle sorelle Dashwood, il Barton Cottage, è in realtà la Ditsworthy Warren Farm: un edificio rurale nel Devon.

C'è anche un famoso rudere nella campagna inglese tra le location di "Ragione e sentimento"
iStock
I suggestivi resti della Ditsworthy Warren Farm

Circondato da colline questo rudere, in parte risistemato per le riprese del film, si trova all’interno del Parco Nazionale del Dartmoor: una delle zone più incontaminate della campagna inglese, famosa per il vento che continuamente spazza le brughiere e perfetta per rappresentare le tormentate storie dei personaggi della Austen (in realtà è una destinazione diventata nel tempo molto cinematografica, scelta come set tra gli altri anche da Steven Spielberg).

Qui si trova anche Nun’s Cross Farm: altra location di Ragione e sentimento, riconoscibile sullo sfondo del viaggio in carrozza che porta le protagoniste verso la nuova casa casa.

Le dimore storiche inglesi

Tra i luoghi dov’è stato girato Ragione e sentimento ci sono numerose altre dimore storiche inglesi. La scena dell’Hop, la vivace festa di campagna con danze tradizionali a cui partecipano anche le sorelle Dashwood, è stata girata per esempio all’interno di Penshurst Place, nel Kent: una dimora del XIV secolo di cui si riconosce soprattutto la Baron’s Hall con il tetto in legno di castagno.

La casa dei coniugi Palmer, dove Marianne trova ospitalità quando si ammala dopo una passeggiata nel bosco, è Knebworth House: una residenza aristocratica nell’Hertfordshire, famosa per le torrette merlate e le guglie in stile medievale e per aver fatto da set a Harry Potter, The Crown, The Gentlemen, solo per citare le produzioni più famose.

Le dimore storiche inglesi dov'è stato girato "Ragione e sentimento"
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L’iconico esterno con giardino di Knebworth House

Nel Buckinghamshire si trova West Wycombe Park: dimora palladiana che, tra arazzi e affreschi, ha fatto da sfondo nell’adattamento di Georgia Oakley a una scena di ballo.

In più di un’inquadratura è riconoscibile Blenheim Palace: un palazzo barocco, parte del patrimonio UNESCO, fatto costruire all’inizio del XVIII secolo come dono della Regina Anna a John Churchill. Qui tempo dopo sarebbe nato Wiston Churchill e sarebbero stati girati grandi classici del cinema inglese.

C'è anche il palazzo dove nacque Wiston Churchill tra le location di "Ragione e sentimento"
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I raffinati esterni di Blenheim Palace

Londra

Le location di Ragione e sentimento a Londra spaziano dalla National Gallery, dove sono state girate le scene della visita delle sorelle Dashwood alla Royal Academy (che non è stata scelta come set reale perché ambientazioni e luci non sono sembrate abbastanza in linea con la palette cromatica del film), al complesso residenziale di Lincoln’s Inn.

Le scene con la signora Jennings, ambientate all’interno della sua residenza londinese, sono state girate alla Rainham Hall: una dimora georgiana circondata da un florido giardino, un tempo appartenuta a un importante capitano londinese, dove oggi si tengono eventi e mostre (in programma ce n’è una dedicata proprio al nuovo riadattamento cinematografico del romanzo di Jane Austen).

Mothecombe Beach

Una delle scene chiave del film di Georgia Oakley  è stata girata a Mothecombe Beach: in questa spiaggia sabbiosa nel sud del Devon, famosa perché ancora quasi incontaminata e perché durante la bassa marea è facile fare il bagno al riparo delle correnti, avviene l’incontro tra Marianne che è appena caduta correndo e si è fatta male a una caviglia e il seducente John Willoughby. La natura rigogliosa sembra partecipare, come fa anche in altri passaggi del film, alle passioni e ai sentimenti delle protagoniste.

C'è anche una famosa spiaggia inglese tra i luoghi dov'è stato girato il film "Ragione e sentimento"
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La spiaggia, quasi incontaminata, di Mothecombe

À partir d’avant-hierSiViaggia

Se ami qualcuno dillo, le location nel cuore di Roma del nuovo film con Edoardo Leo

16 octobre 2026 à 17:00

Marco Bonini esordisce alla regia con un film, tratto da un suo precedente romanzo edito da Longanesi, in cui a farla da padrone sono le relazioni familiari e il modo in cui spesso finiscono per complicarsi involontariamente.

Interpretati da un cast eccezionale, di cui fanno parte tra gli altri Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno, i protagonisti di Se ami qualcuno dillo imparano a fare i conti con una mascolinità tossica e l’incapacità di esprimere i propri sentimenti. Lo fanno sullo sfondo di una città almeno all’apparenza imperturbabile, che come unica risposta ai ritmi frenetici e a tratti alienanti della vita di tutti i giorni ha scorci di straordinaria bellezza: le location della pellicola nelle sale dal 16 ottobre 2026 sono gioielli da scoprire.

Di cosa parla

Sergio, il protagonista interpretato da Edoardo Leo, è colto da un malore mentre sta tradendo la compagna e finisce in coma. Quando si risveglia è come un bambino che deve imparare a fare tutto da zero. Da uomo burbero e anaffettivo qual era, convinto che esprimere i propri sentimenti fosse soprattutto per i maschi roba “da fregnoni”, si riscopre una persona sensibile e capace di amare profondamente. Questo non può che lasciare spiazzato chi gli sta attorno, soprattutto la sua famiglia allargata e il figlio Giulio (Biagio Venditti). Le risate e i momenti di goffaggine, ma anche quelli di profonda tenerezza, non mancheranno in questa nuova esistenza di Sergio.

Dov’è stato girato il film

Prodotto da Noname Entertainment, Alea Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, il nuovo film con Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno è stato girato a Roma e sul litorale laziale. Soprattutto la scelta della Città Eterna dà alla rinascita di Sergio e al suo nuovo approccio alle proprie emozioni, agli altri e ai loro sentimenti un valore decisamente universale.

Roma

Tra le location di Se ami qualcuno dillo si segnala in particolare l’ex ospedale Carlo Forlanini: è qui che Sergio viene trasportato dopo l’infarto e che si ritrovano l’ex moglie, la nuova compagna e il figlio in attesa di notizie. Dello storico ospedale romano, nato negli Anni Trenta per la cura delle malattie polmonari e da anni ormai dismesso, si riconosce sullo schermo soprattutto l’iconico atrio colonnato con marmi e altorilievi dedicati al valore del lavoro, già utilizzato come set in numerosi film italiani (da C’è ancora domani di Paola Cortellesi ad Adagio di Stefano Sollima).

Altrettanto facile da riconoscere sullo schermo è il Parco degli Acquedotti: uno dei più grandi parchi cittadini (si estende per oltre 240 ettari), famoso per conservare appunto i resti di antichi acquedotti romani e molto frequentato per correre, passeggiare, rilassarsi sulle panchine o al sole o godersi uno spettacolare tramonto. È nelle sue vicinanze che si trova il campetto da calcio dove il figlio di Sergio gioca con gli amici.

Roma: quali sono le location del film "Se ami qualcuno dillo"
iStock
Sono scorci unici quelli del Parco degli Acquedotti

Chi conosce meglio Roma non stenterà a individuare anche i vicoli stretti e i villini Anni Trenta del Quadraro: storico quartiere popolare, oggi tra i più multietnici e gentrificati della città.

Fiumicino

Le scene in spiaggia, quelle della nuova vita in cui Sergio riscopre il piacere delle piccole cose, come una passeggiata sul bagnasciuga con le persone che ama, sono state girate nei pressi di Fiumicino. In alcune inquadrature è possibile riconoscere il molo e il vecchio faro, tra i punti più panoramici della zona.

C'è anche Fiumicino tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bonini con Edoardo Leo
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Il panoramico molo di Fiumicino

The Diplomat 4, le splendide location italiane della nuova stagione

15 octobre 2026 à 18:30

Parlando alla stampa della nuova stagione di The Diplomat, la showrunner Deborah Cahn già tempo fa aveva annunciato che ci sarebbero state grandi sorprese. Chissà che tra queste non includesse anche le location di The Diplomat 4: il ritorno attesissimo del political drama, dal 15 ottobre 2026 su Netflix, è segnato infatti da un cambio di ambientazioni, che tra pittoresche vie di un centro storico medievale, imponenti palazzi storici e raffinate ville aristocratiche non potrà certo passare inosservato.

I fan nostrani della serie, in particolare, saranno entusiasti di sapere che tra i luoghi dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat ce ne sono anche di italiani: scopriamo quali sono.

Di cosa parla

Alla fine della terza stagione, dopo la morte del presidente degli Stati Uniti e l’elezione alla Casa Bianca della vicepresidente Grace Penn (il personaggio per cui Allison Janney è stata premiata agli Emmy come Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica), Kate Wyler, la protagonista interpretata da Keri Russell, aveva assunto un ruolo sempre più centrale nella politica americana: per la diplomatica si profilava, infatti, la vicepresidenza. Questo aveva contribuito a mettere in crisi il rapporto col marito, Hal Wyler (Rufus Sewell), già profondamente incrinato da conflitti, risentimenti, gelosie, ambizioni contrastanti.

The Diplomat 4 riparte da qui e, come recita la sinossi ufficiale di Netflix, da «un evento catastrofico [che] infrange la fragile pace mediata da Kate Wyler tra Stati Uniti e Regno Unito» e rischia di portare all’autodistruzione non uno ma ben due matrimoni.

Arriva su Netflix l'attesissima quarta stagione di "The Diplomat"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “The Diplomat 4”

Dov’è stata girata la serie

A quelle consuete, tra Londra e New York, nella quarta stagione di The Diplomat si aggiungono location tutte italiane. La produzione ha scelto la Toscana, infatti, per girare alcune scene chiave della stagione: quelle di un vertice informale tra rappresentanti del G7.

Lucca

Tra maggio e giugno 2026, nel centro storico di Lucca sono comparse prima insegne con la scritta “Lucca welcome – G7 Italia” e poi attrezzature e troupe che erano senza dubbio quelle di una grossa produzione. La maggior parte delle riprese sono state effettuate tra piazza Napoleone, Porta San Pietro, Piazza San Frediano, Piazza Anfiteatro, Piazza Guidiccioni e via Sant’Andrea: il cuore medievale della città che, a ogni angolo, nasconde gioielli unici d’arte e d’architettura.

C'è anche Lucca tra i luoghi dov'è stata girata "The Diplomat 4"
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Il centro storico di Lucca è un tesoro

In diverse inquadrature è facile riconoscere Palazzo Ducale: l’imponente edificio di origine trecentesca che per secoli è stato una dimora aristocratica e oggi ospita gli uffici della prefettura e dell’amministrazione provinciale, oltre che diverse esposizioni.

Lucca: quali sono le location di "The Diplomat 4"
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Lo storico Palazzo Ducale

Villa Reale di Marlia (Capannori)

Tra le location di The Diplomat 4 ci sarebbe anche Villa Reale di Marlia: appena fuori da Lucca, nel comune di Capannori, è una delle dimore storiche più eleganti d’Italia. Abitata per un periodo anche dalla sorella di Napoleone, Elisa Bonaparte Baciocchi, è famosa per i sedici ettari di giardini barocchi che la circondano oltre che per vere chicche in stile rinascimentale come la Palazzina dell’Orologio, il Teatro dell’acqua e quello di Verzura.

Altre location

Ci sono altri luoghi in Toscana dov’è stata girata la quarta stagione di The Diplomat: la serie Netflix del resto ha ricevuto il supporto della Film Commission regionale. Si segnalano in particolare Prato e la provincia di Firenze, dove la produzione avrebbe scelto soprattutto studi di registrazione e basi operative.

La nuova stagione di "The Diplomat" è girata anche in Italia
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena dalla quarta stagione di “The Diplomat”

I casi di Teresa Battaglia 3 – Figlia della cenere, le location della serie Tv con Elena Sofia Ricci

12 octobre 2026 à 17:00

Tra i ritorni più attesi dell’autunno c’è quello di Teresa Battaglia: l’amato personaggio di Elena Sofia Ricci torna – dal 12 ottobre 2026 in prima serata su Rai 1 – a risolvere casi complessi e intricati in Figlia della cenere, con l’aiuto di psicologia, criminologia e soprattutto del suo profondo intuito.

I fan ritroveranno in questa terza stagione de I casi di Teresa Battaglia i personaggi che hanno amato di più, la stessa suspence e la stessa tensione che li hanno tenuti attaccati alla Tv nelle precedenti stagioni e ambientazioni ancora più cariche di mistero. Le location di Figlia della cenere tra imponenti basiliche di epoca romanica, fiumi placidi solo all’apparenza e moderni scorci cittadini sembrano partecipare infatti, più che assistere inerti, allo svolgersi dei fatti sullo schermo.

Di cosa parla

Cinque anni dopo l’ultimo caso, quello della Ninfa Dormiente, Teresa Battaglia si ritrova a indagare sul ritrovamento del corpo di un uomo a cui l’assassino, dopo la morte, ha tagliato parte delle dita e sfondato lo sterno. Quando altri cadaveri vengono ritrovati nello stesso stato, la profiler di Udine si convince che i casi non possono essere scollegati come pure sembrano. Con l’aiuto fidato degli ispettori Massimo Marini e Giacomo Parisi arriva, così, alla conclusione che il serial killer agisca seguendo un codice preciso: sceglie vittime che hanno un segreto da nascondere e per cui devono pagare con la morte. Oltre che con la logica deviata dell’omicida, ne I casi di Teresa Battaglia 3 il personaggio di Elena Sofia Ricci dovrà fare i conti con il ritorno dell’ex marito che già in passato ha provato a ucciderla e a impedirle di vedere i figli.

Arriva su Rai 1 l'attesissima terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia": "Figlia della cenere"
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Figlia della cenere”

Dov’è stata girata la serie

Le principali location di Figlia della cenere si trovano ancora una volta in Friuli Venezia Giulia, come ha confermato la FVG Film Commission, che ha supportato la realizzazione della fiction. Il legame con la città di Udine e, più in generale, con il territorio friulano è del resto da sempre un tratto identitario della profiler.

Udine

In città, le riprese hanno interessato soprattutto il centro storico: elegante e ricco di chicche architettoniche, ma allo stesso tempo vivace e frequentato ogni giorno da un gran numero di fuorisede e turisti, dà alla fiction Rai con Elena Sofia Ricci un’atmosfera decisamente contemporanea.

Friuli Venezia Giulia: dov'è stata girata la fiction Rai "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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L’elegante centro storico di Udine

Aquileia

Lo stesso non si può dire di Aquileia, altro luogo dov’è stata girata Figlia della cenere. Qui i resti di età romana e paleocristiana insieme alla famosa Basilica di Santa Maria Assunta e agli stupendi mosaici che custodisce ricreano un senso di magnificenza e di mistero da cui anche la protagonista della serie – ha raccontato in conferenza stampa – è stata particolarmente colpita durante le riprese.

C'è anche Aquileia tra i luoghi dov'è stata girata la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia"
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L’imponente Basilica paleocristiana di Aquileia

Cividale del Friuli

Una vicenda legata al passato della protagonista ha fatto sì che tra i luoghi dov’è girata la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia ci sia anche Cividale del Friuli, la città affacciata sul fiume Natisone famosa per conservare le tracce più numerose della civiltà longobarda (tanto che l’UNESCO l’ha scelta come punto di partenza di un itinerario tematico).

C'è anche Cividale del Friuli tra le location di "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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La pittoresca Cividale del Friuli

Altre location

Tra le location troviamo anche altri borghi caratteristici del Friuli Venezia Giulia: San Pietro al Natisone, immerso nel verde delle valli dell’omonimo fiume, Reana del Rojale, con le sue rogge e i suoi mulini ad acqua sopravvissuti al tempo, e Magnano in Riviera, un importante centro agricolo-industriale sulle colline.

Tra le location di "Figlia della cenere" ci sono borghi tra i più caratteristici del Friuli Venezia Giulia come Reana del Rojale
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Il pittoresco borgo di Reana del Rojale

Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, le location del film Tv sono intrise di spiritualità

11 octobre 2026 à 16:00

I luoghi dov’è stato girato il film Tv su Biagio Conte sono estremamente simbolici per la vita e per l’eredità spirituale che questo moderno San Francesco palermitano, come in molti lo hanno considerato, ha inteso lasciare ai suoi seguaci (e non solo). Sullo schermo, man mano che la missione di Fratel Biagio si delinea, lo spettatore vede alternarsi una città tentacolare, dove bene e male si confondono come spesso fanno i viali alberati e di palazzi benestanti e i vicoli dove l’umanità è più verace, a posti pregni di una spiritualità semplice quanto genuina. Scopriamo insieme le location di Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, in onda in prima serata su Rai 1 domenica 11 ottobre 2026.

Di cosa parla

È il 1990. Biagio, interpretato da Alessio Vassallo, è ancora solo uno studente proveniente da una famiglia agiata di imprenditori palermitani. Un giorno all’improvviso decide di lasciare tutto e mettersi sul cammino di Francesco, come recita appunto il titolo del film: zaino in spalle si dirige verso Assisi. Al ritorno non è più lo stesso: non vuole più voltarsi davanti al dolore e alle sofferenze degli altri e, anzi, decide di condividerle ogni giorno andando a vivere con i senzatetto sotto ai portici della stazione di Palermo. Qui farà incontri come quello con il piccolo Totò e la sua mamma che lo metteranno ancora più chiaramente davanti alla propria missione: stare dalla parte degli ultimi come continuerà a fare, anche dopo la sua morte, la Missione di Speranza e Carità da lui fondata.

Arriva su Rai 1 un film sulla vita di Biagio Conte: ecco dov'è stato girato
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”

Dov’è stato girato il film

Diretto da Costanza Quatriglio e prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, il film Tv sulla vita di Biagio Conte è girato tra Palermo e Assisi: due luoghi chiave della sua esistenza.

Palermo

A Palermo le riprese hanno interessato sia zone popolari come i dintorni della stazione, il quartiere di Ballarò con il suo vivace mercato e quello della Kalsa dove ancora sono evidenti le origini arabe della città e sia zone bene e palazzi raffinati come Palazzo Marchesi, Palazzo Comitini, il Palazzo Arcivescovile, Casa Professa in una sorta metafora visiva della scelta compiuta da Fratel Biagio.

In centro altre location di Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte si trovano nei pressi della ricca Cattedrale in stile arabo-normanno (in piazza Sette Angeli più nel dettaglio).

Palermo: dov'è stato girato il film "Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte"
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La ricca Cattedrale di Palermo

Poco fuori dalla città la produzione ha girato sul lungomare di Mondello: l’iconica passeggiata sul mare dove i palermitani – e non solo – amano godere delle belle giornate.

Il Monte Pellegrino, altro luogo di profonda spiritualità legata al culto di Santa Rosalia, fa per tutta la durata del film da «custode» – come lo ha definito la regista – immobile alla fede di Biagio e dei suoi fratelli palermitani.

Assisi

Le scene del viaggio di Biagio Conte ad Assisi sono state girate in loco. In varie inquadrature del film è riconoscibile in particolare il Santuario di San Damiano: è qui, secondo la tradizione francescana, che San Francesco si fermò a pregare dopo aver vagato a lungo per la campagna umbra e compose il Cantico delle creature. In questa stessa chiesa, poco fuori le mura della città e nel tempo diventata un luogo di culto non meno frequentato da fedeli di tutto il mondo, più tardi Santa Chiara avrebbe fondato l’ordine delle clarisse e compiuto alcuni dei suoi principali miracoli.

Assisi: le location del film "Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte"
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Il Santuario di San Damiano: un luogo di culto molto amato

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, le location Anni Novanta della serie

9 octobre 2026 à 19:30

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, attesissima seconda stagione della serie su Max Pezzali e Mauro Repetto disponibile dal 9 ottobre 2026 in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, sono legate biograficamente alle vicende musicali e personali dei protagonisti. Il centro storico di una tranquilla cittadina italiana, gli eleganti palazzi aristocratici e i grattacieli alti e popolati di uffici delle grandi città e persino uno sconfinato deserto americano sono gli stessi – o quasi – che hanno fatto da sfondo al successo del duo. L’ambientazione e i luoghi dov’è stata girata la serie sugli 883 di Sydney Sibilia però, come più volte ha raccontato lo stesso regista, hanno come compito non meno importante quello di rievocare una certa atmosfera da Anni Novanta.

Di cosa parla

Nella seconda e ultima stagione della serie sugli 883 è il 1993 e Max Pezzali (Elia Nuzzolo) e Mauro Repetto (Matteo Oscar Giuggioli) stanno coronando il sogno di essere primi in classifica. Mentre lavorano al nuovo album – “Nord Sud Ovest Est”, da cui il titolo della stagione – qualcosa tra i due però comincia a cambiare. Il momento di grande successo che stanno vivendo li porta a Milano prima e, poi, in quell’America che avevano tanto sognato da ragazzini. Eppure, vista da dentro, la vita dei due è molto più incasinata di quanto da fuori si possa immaginare e i dubbi riguardo al futuro professionale, alle ambizioni individuali e persino alla loro stessa amicizia si fanno sempre più ingombranti.

Arriva in esclusiva su Sky la seconda e ultima stagione della serie sugli 883 di Sydney Sibilia
Ufficio stampa Sky
Una scena di “Nord Sud Oves Est – La leggendaria storia degli 883”

Dov’è stata girata la serie

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 spaziano da Pavia a Torino, a Roma e il litorale laziale, con qualche puntata anche in Spagna.

Pavia

La città dove Max Pezzali e Mauro Repetto sono cresciuti, hanno scritto le prime canzoni e cominciato a pensare alla musica come quello che avrebbero fatto da grandi non poteva certo mancare nella serie. In questa seconda stagione, però, Pavia ha un ruolo più defilato rispetto a quello che aveva in Hanno ucciso l’uomo ragno: gli eventi narrati, del resto, portano il duo sempre più lontano dalla cittadina lombarda verso il successo nazionale.

Sullo schermo si continuano a riconoscere i vicoli acciottolati del centro storico, le vie che costeggiano il fiume Ticino e l’iconico Ponte Coperto: un ponte trecentesco ricostruito sulle tracce di un antico ponte romano, caratteristico appunto per la copertura a tetto e diventato nel tempo il simbolo della città.

Anche Borgo Ticino, il pittoresco borgo medievale al di là del fiume un tempo frequentato da lavandaie, pescatori e cavatori di ghiaia, ha fatto da set per le riprese della seconda stagione della serie Sky sugli 883.

Pavia: dov'è stata girata la serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
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L’iconico Ponte Coperto

Come la produzione (Sky Studios e Groenlandia) ha raccontato più volte, nonostante Max Pezzali abbia partecipato alla scelta delle location, i luoghi della serie (il negozio di fiori della sua famiglia, la tavernetta da dove ha cominciato a fare musica, la casa di Silvia, eccetera) non sempre corrispondono esattamente con quelli reali, per lo più per ragioni logistiche e organizzative.

Torino

A Torino le location della seconda stagione della serie sugli 883 si trovano per lo più in centro: con i loro palazzi eleganti e le raffinate architetture liberty zone come Piazza San Carlo e Via Po, il salotto buono del capoluogo sabaudo, si prestano bene a rappresentare il cliché della grande città italiana degli Anni Novanta.

C'è anche Torino tra i luoghi dov'è stata girata "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
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L’elegante centro storico di Torino

Roma e il litorale laziale

Lo stesso si può dire per Roma che, con oltre 100 giorni di riprese, si rivela il luogo dove la serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 è stata girata per più tempo.

La produzione, fin qui, non ha diffuso dettagli sulle location romane: quello che si può dire con certezza è che i set sono stati distribuiti in diversi punti della città, cogliendo angoli capaci di rappresentare la Milano di allora con le passerelle patinate della moda, gli studi discografici d’ispirazione americana, i grandi concerti ed eventi internazionali.

"Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883": dov'è stata girata la seconda stagione della serie Sky
Ufficio stampa Sky
Un’altra scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Tra le location della seconda stagione della serie di Sydney Sibilia sugli 883 segnalate in Rete c’è anche Ardea: la città poco a sud di Roma, e più nello specifico la sua frazione marina, sono tra i tratti del litorale laziale scelti per fare da sfondo alle nuove avventure di Pezzali e Repetto.

In questo nuovo capitolo il duo, reduce dal successo del primo album, approda negli Stati Uniti coronando un sogno coltivato fin da bambini e dai tempi delle prime canzoni composte nella tavernetta dei genitori. Sullo schermo si vedono più volte Max Pezzali e Mauro Repetto sfrecciare sulle ampie e sconfinate statali americane, così pregnanti nell’immaginario comune a stelle e strisce.

Un dettaglio curioso è che queste scene non sono state girate davvero in America, ma nella Tuscia viterbese. Spostandosi a pochi chilometri a nord rispetto a Roma, la produzione ha trovato strade che proseguono dritte per chilometri e chilometri, circondate da un paesaggio brullo e a tratti quasi desertico e di giorno inondate da luce che niente hanno da invidiare alle highway americane. Si tratta di strade come la Provinciale delle Quattro Dogane (segnalate da diverse fonti in Rete) e situata nei dintorni di Montalto di Castro: una cittadina della Maremma laziale, famosa per le spiagge Bandiera Verde oltre che per il Parco Archeologico di Vulci.

Almerìa e il deserto “americano”

Anche le altre scene ambientate nel deserto americano, dove Pezzali e Repetto si recarono per realizzare video e altri materiali promozionali dell’album “Nord Sud Ovest Est”, non sono state effettivamente girate negli Stati Uniti.

Dove sono state girate le scene nel deserto americano della serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
Ufficio stampa Sky
Ancora una scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Alla ricerca di panorami assolati e brulli che ricordassero quelli veri, la produzione della serie è approdata ad Almerìa. Questa città andalusa, famosa per le tapas e per alcune delle spiagge più belle della Spagna, vanta oltre tremila ore di sole all’anno ed è perfetta quindi per riprodurre l’atmosfera desertica.

Tanto perfetta che, ben prima di Sybilia e la sua troupe, è stata scelta come set di grandi classici del genere western tra cui quelli di Sergio Leone.  Il Desierto de Tabernas, un sito di interesse geografico-paesaggistico a pochi chilometri dalla città, del resto oltre essere l’unico deserto in Europa che si possa considerare tale è senza dubbio il più cinematografico che ci sia e frequentato per questo, oltre che da tanti amanti della natura, da appassionati di cinema e di set-jetting.

Ci sono location di "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883" anche in Spagna
iStock
Lo straordinario Desierto de Tabernas

Balcanica, le location suggestive e immerse nella natura del nuovo film con Matilda De Angelis

8 octobre 2026 à 19:30

Gioca molto sul potere evocativo delle immagini – che in numerose sequenze letteralmente si sostituiscono ad azioni, dialoghi, interazioni tra i personaggi – il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis appena arrivato nelle sale dopo essere stato presentato, unica opera italiana, alle Giornate degli autori della 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Sconfinate vedute montane, riprese dall’alto di altipiani dove la natura domina incontrastata e quasi ancora vergine sono parte, fondamentale più che integrante, infatti del racconto che il regista fa di una delle esperienze umane più fondative e universali di questi tempi: la migrazione. Scopriamo insieme le location di Balcanica.

Di cosa parla

L’Afghanistan ha messo al bando la musica: è per questo, per poter continuare a esprimere la propria arte, che il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, decidono di lasciare il paese e raggiunge l’Italia. Come molti altri migranti si mettono in viaggio sulla rotta balcanica. È qui che incontrano Greta, il personaggio interpretato da Matilda De Angelis. La giovane donna è una dottoressa impegnata per la prima volta in una missione umanitaria. Tra i tre si instaura un legame forte tanto quanto inaspettato, capace di far ritrovare a Nazar e Jalil speranza nella musica e mettere Greta di fronte a realtà completamente diverse da quelle a cui è abituata. Sulla strada che riporta Nazar e Jalil alla libertà, così, anche Greta si ritroverà a compiere una scelta che le cambierà per sempre la vita.

"Balcanica": arriva in sala il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis
Ufficio stampa Biennale di Venezia
Una scena di “Balcanica”

Dov’è stato girato il film

Il film – una co-produzione italo-serbo-croata di Nightswim, Wildside, This and That Productions e Antitalent – è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale, in zone realmente attraversate dalla cosiddetta “rotta balcanica” (una delle rotte migratorie terresti oggi più percorse tra Medio Oriente ed Europa).

Sjenica

Tra le location di Balcanica c’è Sjenica. Oggi questa città serba è soprattutto un grosso snodo commerciale e militare. Abitata fin dalla preistoria, come dimostrano necropoli e altre numerose testimonianze di antiche civiltà come quelle dei Dardani e degli Illiri, però per secoli è stats un importante punto di passaggio per i mercati che si muovevano da e verso Dubrovnik (Croazia) e di rappresentanza per l’impero ottomano che – non a caso – fece costruire qui una fortezza (oggi andata totalmente distrutta).

A Sjenica la natura domina incontrastata e selvaggia all’interno della Riserva Speciale di Uvac.

Il film "Balcanica" è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale: ecco dove
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Lo spettacolare fiume Uvac

L’altopiano di Pešter

Più ancora lo fa sull’altopiano di Pešter, altro luogo dov’è stato girato il film Balcanica, facile da riconoscere sullo schermo per i suoi profili aspri e irregolari. Questo campo carsico, situato tra i 900 e i 1200 metri d’altezza e circondato da sette diverse catene montuose, è attraversato infatti dal – già nominato – fiume Uvac che, scavandolo, ha dato vita nei secoli a solchi, meandri e talvolta veri e propri canyon (non stupisce, così, che al Pešter ci si rierisca talvolta come al “Colorado serbo”).

Serbia: dov'è stato girato il film "Balcanica" di Nicola Sorcinelli
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La natura imponente sull’altopiano di Pešter

La zona è nota per il clima particolarmente rigido, soprattutto in inverno quando si raggiungono temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero: famoso è l’inverno del 1985, quando nel villaggio di Karajukića Bunari, si registrò una temperatura di -39.5°, la più bassa mai segnalata in Serbia.

Nel film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis questa natura e queste condizioni così estreme fanno da contrappunto vivido al dramma di chi non ha altra scelta che migrare per poter continuare a essere se stesso.

L’estranea, le location tutte reali e tutte molto note del film italiano in lizza per gli Oscar

8 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo thriller psicologico di Paolo Strippoli, nelle sale dall’8 ottobre 2026, è tra i film più attesi dell’autunno: c’entrano il successo riscontrato alla Mostra del Cinema di Venezia, il fatto che sia stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, ma senza dubbio anche la vicenda «spietata e carnale» – come l’ha definita lo stesso regista – che racconta, specchio di una parentesi storica ben definita e in cui molte famiglie italiane in fondo finiranno per riconoscersi. Le location di L’estranea, tutte reali e tutte concentrate tra la Puglia e il Lazio, partecipano a rendere più universale quanto narrato ed evidente il legame dei protagonisti e del regista pugliese con i luoghi che abitano nella finzione (gli uni) e nella realtà (l’altro).

Di cosa parla

In una notte di temporale Anna, la protagonista interpretata da Jasmine Trinca, bussa alla porta dell’appartamento romano della figlia Alice, il personaggio di Romana Maggiora Vergano, e le rivela la bugia su cui da oltre vent’anni si regge l’equilibrio della loro famiglia. Allora, pur di salvarle la gamba dopo un’incidente di cui era stata vittima, la donna aveva stretto un patto con una misteriosa estranea: il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi, da cui il titolo del nuovo film di Paolo Strippoli. Questa scelta aveva dato il via a una serie di avvenimenti terribili che avevano colpito la famiglia. Solo Alice ha il potere di interrompere finalmente questa catena spaventosa di eventi e rimettere ogni cosa al proprio posto. A che prezzo però? E la giovane sarà davvero disposta a pagarlo?

Arriva al cinema "L'estranea": il film di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027
(c) 01 Distribution
Una scena di “L’estranea”

Dov’è stato girato il film

Il dramma familiare di Paolo Strippoli è ambientato tra la Puglia dove la famiglia di Anna, che rappresenta una certa imprenditoria pugliese rapidamente arricchitasi tra la fine degli Anni Novanta e gli inizi degli Anni Duemila, ha le proprie radici e Roma dove la figlia Alice si è trasferita, come molti suoi coetanei, per cercare la propria strada. Per dare realismo alla narrazione anche i luoghi dov’è stato girato il film L’estranea si trovano tra la Puglia e la Capitale.

Bari

A Bari, città di cui è originaria la famiglia di Anna, la produzione (Kazak Productions e Tarantula Film con Le Pacte) ha scelto di girare sia in luoghi centrali e iconici per la storia e il presente turistico del capoluogo pugliese e sia in zone più periferiche e marginali: una soluzione che ha consentito di rappresentare sullo schermo il volto profondamente stratificato che la città ha da sempre.

Sullo schermo sono facili da riconoscere il lungomare e il Molo San Nicola: il pittoresco porto vecchio di Bari, subito a ridosso del centro cittadino e del famoso Teatro Margherita, dove ancora oggi si continuano a tramandare le tradizioni marinare della città come, ogni mattina, quella dell’arrivo e della vendita del pesce fresco.

Bari: i luoghi dov'è stato girato il film "L'estranea"
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L’antico porto di Bari

Un set è stato stabilito presso il Circolo Canottieri Barion: fondato a fine Ottocento è uno dei più storici della zona.

Altra location di L’estranea a Bari è il quartiere San Paolo: sorto tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta del Novecento come primo quartiere residenziale pubblico della città, ancora oggi conserva il suo animo popolare nonostante sia stato interessato nel tempo da interventi di riqualificazione come quello mirato a trasformarlo, tramite murale e street art, in un Quartiere Museo.

Alcune scene del nuovo film di Paolo Strippoli sono state girate al Policlinico Giovanni XXIII.

Monopoli

A Monopoli si è girato sia in location private (come uno studio medico) e di servizio (il canile pubblico) e sia in luoghi molto amati sia dai turisti e sia soprattutto dai locali. Uno di questi è il castello Carlo V: un forte del Cinquecento costruito durante la dominazione spagnola della città e che ancora oggi incuriosisce per la sua pianta poligonale con bastioni, ponti levatoi, mura difensive.

Monopoli: le location di "L'estranea"
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Lo storico castello di Monopoli

Impossibile da non riconoscere sullo schermo è Porto Ghiacciolo: una delle spiagge più belle della Puglia, famosa per il colore cristallino e la temperatura molto bassa – come lascia intuire il nome – delle sue acque, oltre che per l’Abbazia di Santo Stefano che le fa da sfondo.

Le location di "L'estrane", il nuovo film di Paolo Strippoli, in Puglia
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La stupenda spiaggia di Porto Ghiacciolo

Gioia del Colle

Tra le location pugliesi di L’estranea c’è anche Gioia del Colle. Qui, come confermano anche numerose testate locali, la troupe ha girato a Villa Povia. Fin qui non si conoscono, però, più dettagli su quali stanze e ambienti della storica residenza – che per il ruolo chiave che ha nelle vicende della famiglia è comparsa fin dalle prime immagini dal set diffuse – siano state interessate dalle riprese.

"L'estranea": il thriller psicologico di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027 è girato tra Puglia e Lazio
(c) 01 Distribution
Una delle prime immagini dal set di “L’estranea”

Roma

A Roma anche la scelta delle location appare volutamente in rottura con quanto fatto in Puglia, come a sottolineare anche visivamente quanto radicalmente il patto con l’estranea abbia deviato il corso delle vicende familiari.

La figlia di Anna vive nel quartiere di San Lorenzo: uno dei più giovani della Capitale, frequentato ogni giorno da un gran numero di studenti e fuorisede e animato da localini alla moda e da una vivace movida, senza che questo gli abbia fatto perdere il carattere prettamente popolare. È qui in un appartamento di Via degli Ausoni che sono state girate le scene, incluse alcune di quelle in terrazza, in cui Anna raggiunge a Alice e le racconta del patto che da piccola le ha salvato la gamba.

Altre scene sono state girate in prossimità della Stazione Termini: una zona altrettanto frequentata ogni giorno da studenti, lavoratori fuorisede e persone che per ragioni diverse si spostano da o per Roma.

Diversi ospedali romani sono tra le location di L’estranea e non c’è da sorprendersene considerata la trama e che l’evento scatenante è un incidente che stravolge la quotidianità della famiglia di Anna mettendo a rischio la salute di Alice. Riprese sono state effettuate, in particolare, all’Ospedale San Camillo, all’American Ospital e all’Istituto San Leone Magno.

Roma: dov'è stato girato il nuovo film di Paolo Strippoli "L'estranea"
(c) 01 Distribution
Un’altra scena di “L’estranea”

Non mancano scene girate in studio per cui la produzione del nuovo film di Paolo Strippoli si è appoggiata agli Studios di via Tiburtina: tra i teatri di posa più famosi – e utilizzati – della Capitale, dove sono stati girati numerosi classici moderni del cinema italiani e trasmissioni televisive dal forte seguito.

B.A.E. – Before Anything Else, le stupende location della versione contemporanea di Romeo e Giulietta

4 octobre 2026 à 16:30

Tropea non è solo la principale location di B.A.E. – Before Anything Else, il film ora nelle sale di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun, ma è una sorta di motore immobile dell’azione: senza il mare cristallino, le spiagge dorate, i vicoli assolati, i panorami mozzafiato della cittadina calabra l’incontro tra i due protagonisti, che dà il via a una sorta di rilettura in chiave contemporanea del dramma di Romeo e Giulietta, infatti forse non sarebbe mai avvenuto. Scopriamo insieme dov’è stato girato questo coming of age prodotto da Andromeda Film e Flat Parioli.

Di cosa parla

Romeo (Riccardo de Rinaldis Santorelli, attore già visto sul piccolo schermo in Doc – Nelle tue mani) decide di concedersi un’ultima estate di completa spensieratezza a Tropea insieme agli amici di sempre, prima di affrontare la vita adulta e le sue responsabilità. È mentre è in vacanza che conosce Giulia (Yile Yara Vianello): una ragazza del posto appassionata di teatro che lo convince a partecipare a una rappresentazione amatoriale di Romeo e Giulietta.

Mentre interpretano i giovani innamorati, tra i due inevitabilmente cresce un sentimento travolgente. Come nel dramma di Shakespeare, però, qualcuno è pronto a ostacolare l’amore: si tratta in questo caso di Teo, il fratello maggiore di Giulia, protettivo nei suoi riguardi almeno quanto diffidente verso Romeo.

Arriva nelle sale "B.A.E. - Before Anything Else", il film di formazione di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun
Ufficio stampa Bif&st
Una scena di “B.A.E. – Before Anything Else”

Dov’è stato girato il film

Tropea

Tropea fa insomma da palcoscenico all’attrazione iniziale tra Giulia e Romeo che poi si trasforma in qualcosa di molto più profondo ed è qui che il film è girato per la maggior parte delle scene.

Tropea: dov'è stato girato il film “B.A.E. – Before Anything Else”
iStock
Il panorama mozzafiato di Tropea

Della “perla del Tirreno” – com’è spesso chiamata –incoronata dal Telegraph tra le città più belle d’Italia, si riconoscono sullo schermo le spiagge, sia quelle più rinomate e frequentate dai turisti e sia quelle più nascoste e appannaggio dei locali, e i panorami mozzafiato come quello iconico del Santuario di Santa Maria dell’Isola arroccato su uno scoglio di fronte al mare.

Anche il labirinto di vicoli stretti del centro storico, su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi, fa da cornice alla storia di Giulia, Romeo e un gruppo di amici che godendo della bellezza folgorante del Sud e dei suoi ritmi lenti sembrano provare soprattutto a costruire ricordi confortanti per quando sarà la vita adulta a bussare alle loro porte.

Altre location

I materiali di produzione segnalano tra le location di B.A.E. – Before Anything Else più in generale la Costa degli Dei: quel tratto di costa tirrenica che si estende da Pizzo a Nicotera, punteggiata da baie, cale e spiagge tra le più belle della Calabria e dove si trova appunto, tra località di mare molto rinomate sia in Italia e sia all’estero, anche Tropea. Non sono stati forniti, però, ulteriori dettagli su dove sia stato girato il film ed eventuali altre location oltre a Tropea. Una presentazione in anteprima è stata organizzata, già a inizio anno, a Spilinga proprio per rimarcare il profondo legame del film – presentato in quel periodo al Bif&st – col territorio.

Si trovano sulla Costa degli Dei le location di "“B.A.E. – Before Anything Else”
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La spettacolare Costa degli Dei

Alcune fonti in Rete segnalano tra i luoghi dov’è stato girato B.A.E. – Before Anything Else anche Roma: con ogni probabilità per le scene in interna e le riprese effettuate in studio.

American Horror Story 13, tutte le location più spettacolari (e non mancano sorprese)

3 octobre 2026 à 16:00

In un’intervista a The Hollywood Reporter Ryan Murphy ha raccontato che la tredicesima stagione di American Horror Story, da poco debuttata negli Stati Uniti e in Italia disponibile dal 1° ottobre 2026 su Disney+, è stata pensata innanzitutto come «un omaggio ai fan» che da quindici anni la seguono appassionatamente e alla storia stessa della serie.

I tredici nuovi episodi vedranno tornare sullo schermo personaggi molto amati come quello di Sarah Paulson e quelli di Evan Peterson, in una sorta di crossover inedito tra tutte le stagioni precedenti.

Anche le location di American Horror Story: 13 potranno suonare familiari a chi sta al di là dello schermo: tra edifici infestati, covi delle streghe e hospice inquietanti non mancano infatti easter egg che ricordano agli spettatori quanti misteri si possano nascondere dietro a luoghi, all’apparenza come tanti, che si frequentano ogni giorno.

Di cosa parla

Ben DeSoto, il protagonista della nuova stagione, lavora in un hospice di New York. Quando gli viene affidato un uomo anziano almeno quanto ricco e misterioso conosce Constance Langodon, il personaggio interpretato da Jessica Lange nella prima stagione della serie (American Horror Story: Murder House) che ha almeno ufficialmente il compito di formarlo. Nel lussuoso attico in cui viene condotto Ben si accorge presto a proprie spese che il numero tredici, da cui sembra perseguitato e per cui al contrario della fidanzata Kira ha una vera e propria fobia e, è presagio di eventi che dire nefasti è poco. Con Constance nei paraggi, del resto, difficilmente poteva essere altrimenti.

Su Disney+ è disponibile la nuova attesissima stagione di "American Horror Story"
Ufficio stampa Disney+
Una scena di “American Horror Story: 13”

Dov’è stata girata la serie

L’attesissima tredicesima stagione di American Horror Story è stata girata principalmente a New York tra quartieri alla moda, vie dello shopping e della movida ben noti anche solo per il numero di volte in cui sono stati scelti come set cinematografici.

New York: dov'è stata girata la tredicesima stagione di "American Horror Story"
iStock
New York è un set a cielo aperto

Manhattan

The Apollyon, l’edificio al cui tredicesimo piano si trova l’attico dove vive l’anziano signore assistito da Ben e Costance, nella realtà non esiste: è un mix di palazzi e ambienti residenziali della New York bene.

"American Horror Story:13" è una sorta di crossover delle stagioni precedenti
Ufficio stampa Disney+
Un’altra scena di “American Horror Story: 13”

Tra i luoghi dov’è stata girata American Horror Story: 13 nella Grande Mela c’è, infatti, soprattutto Manhattan con set segnalati al Washington Square Park, uno dei parchi pubblici più grandi e frequentati anche per attività culturali, e presso la Riverside Church, la chiesa più alta degli Stati Uniti (grazie al suo campanile di 120 metri) che con il suo stile neogotico si adatta perfettamente alle atmosfere dark della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuk.

Le location di "American Horror Story: 13" a Manhattan
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L’atmosfera, decisamente gotica, all’interno della Riverside Church

Le scene in aeroporto sono state girate al John Jay College of Criminal Justice, una delle più rinomate scuole pubbliche americane di legge e giustizia criminale.

In alcune inquadrature è facile riconoscere i negozi alla moda, i ristoranti chic, le gallerie d’arte e più in generale l’atmosfera raffinata di SoHo.

Brooklyn

Altre location di American Horror Story: 13 si trovano a Brooklyn: qui si sarebbe girato tra la W 122nd e la W 124th Street. Diverse fonti in Rete hanno segnalato la presenza di set anche all’esterno e nei pressi degli studi della Broadway Stages, di cui non è escluso la produzione possa aver sfruttato le facility.

"American Horror Story: 13" è disponibile su Disney+ dal 1° ottobre
Ufficio stampa Disney+
Ancora una scena di “American Horror Story:13”

Quasi Vera, le location sorprendenti (e tutt’altro che artificiali) del film con Frank Matano e Taylor Mega

2 octobre 2026 à 18:00

Fausto Brizzi torna al cinema con una commedia di profonda attualità, interpretata da un cast d’eccezione di cui fanno parte tra gli altri Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Francesco Sole, e impreziosita da un cammeo di Taylor Mega. Quasi Vera, nelle sale dal 1° ottobre 2026, è un film ricco di location sorprendenti, con palazzi rinascimentali nel cuore del Lazio e località marine rinomate a due passi dalla Capitale.

Di cosa parla

Diego, il protagonista interpretato da Frank Matano, è un attore esordiente che tra provini andati male e piccole comparse in film di second’ordine stenta a far decollare la propria carriera. Decide così di sfruttare le conoscenze informatiche che possiede per creare, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, un’influencer virtuale.

Vera, che ha il volto di Taylor Mega, grazie al suo fascino e alla sua ironia, oltre che a una conoscenza dei goal della Nazionale degna dei migliori influencer sportivi, diventa presto un fenomeno virale. Ciò costringe Diego, altrettanto presto, a fare i conti con le conseguenze impreviste del suo progetto e con un confine tra realtà e finzione che si fa sempre più pericolosamente labile.

"Quasi Vera" è il nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Taylor Mega
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Fausto Brizzi, ambientato a Roma, è stato girato interamente nel Lazio: tra i Castelli Romani e il litorale capitolino.

Ariccia, Palazzo Chigi

Ad Ariccia, cittadina dei Castelli Romani famosa per le fraschetterie e per lo stupendo centro storico di impianto rinascimentale, si trova senza dubbio la location di Quasi Vera più esclusiva: come confermano diverse fonti, tra cui anche testate locali, la produzione (Tramp Limited) ha girato a Palazzo Chigi.

Ariccia con il suo Palazzo Chigi
123RF
Ariccia con il suo Palazzo Chigi

Progettato da Gian Lorenzo Bernini per i signori di Ariccia, questo palazzo ducale è una delle poche dimore barocche italiane rimaste intatte nell’architettura, nella disposizione delle sale e persino nell’arredamento, oltre che per la collocazione nella splendida cornice di Piazza di Corte (spesso usata come set cinematografico, anche per grandi classici italiani come Il Gattopardo di Luchino Visconti).

A comparire nelle riprese è lo scenografico piazzale barocco e l’interno della Sala da Pranzo d’Estate, una delle più suggestive del palazzo che conserva ancora alle pareti decorazioni murali e parati di cuoio.

Questi ambienti imitano, nel nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti e Rocío Muñoz Morales, i raffinati salotti della Roma bene in cui l’influencer virtuale interpretata da Taylor Mega comincia a essere invitata sempre più spesso man mano che il suo numero di follower aumenta.

Ostia

Tra le location di Quasi Vera c’è, come accennato, anche il litorale laziale: presente già in altri suoi film (da Notte prima degli esami a Poveri ma ricchi) è simbolo del legame che il regista, come la maggior parte delle persone nate e cresciute nella Capitale, ha mantenuto nel tempo con località di mare in cui con ogni probabilità è stato bambino prima e adolescente poi.

A Ostia la troupe del film ha girato, secondo fonti locali, per quattro settimane. Uno degli stabilimenti balneari più storici della zona, Il Venezia, ha fatto da sfondo a scene estive da cui trapela la tipica socialità spensierata e caciarona romana.

"Quasi Vera": i luoghi nel Lazio dov'è girato il nuovo film di Fausto Brizzi
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera” girata sul litorale laziale

La valle dell’Eden, le location della serie tratta dal romanzo di Steinbeck sono un tuffo nella storia

1 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo adattamento del celebre romanzo di John Steinbeck in arrivo su Netflix dal 1° ottobre 2026 è pronto a trasportare lo spettatore nella California di inizio Novecento tra rivalità familiari, amori travolgenti, grandi rivoluzioni politiche e conflitti internazionali e, soprattutto, ostinati tentativi da parte dei personaggi di sfuggire a un destino apparentemente già scritto.

Le location di La valle dell’Eden (titolo originale East of Eden) sono state scelte per ricreare il più fedelmente lo spirito dell’epoca e i grandi stravolgimenti che avvengono attorno e nella vita dei protagonisti. Il risultato? È che sono anch’esse tutt’altro che scontate.

Di cosa parla

Scritta da Zoe Kazan, la serie segue le vicende di due famiglie rivali: gli Hamilton e i Trask. I sette episodi disponibili su Netflix si concentrano in particolare sui fratelli Adam e Charles Trask: il loro rapporto conflittuale è reso ancora più teso dall’arrivo in città di Cathy Ames, una donna affascinante quanto enigmatica interpretata da Florence Pugh, che romperà i già precari equilibri familiari e darà il via a una serie di eventi destinati ad avere ripercussioni fino alle due generazioni successive.

Arriva su Netflix "La valle dell'Eden": un nuovo adattamento del romanzo di John Steinbeck
Ufficio stampa Netflix
Una scena de “La valle dell’Eden”

Diretta da Garth Davis (per i primi quattro episodi) e Laure de Clermont-Tonnerre (per i restanti tre), la miniserie Netflix affronta così temi universali come l’amore, la gelosia, i legami familiari, l’eterno conflitto tra bene e male.

Dov’è stata girata la serie

La nuova serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck è ambientata nella Salinas Valley, in California, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Come ha raccontato a Vanity Fair la stessa showrunner, però, girare in California sarebbe stato logisticamente e soprattutto economicamente troppo dispendioso: è per questo che le location di La valle dell’Eden si trovano tutte in Nuova Zelanda.

"East of Eden", la nuova serie Netflix tratta dal romanzo di Steinbeck, è ambientata nella Salinas Valley tra fine Ottocento e inizi Novecento
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La valle dell’Eden”

L’Otago Centrale

La regione centrale dell’Otago è stata sfruttata, per esempio, per ricreare quelle che dovevano essere un tempo le grandi vallate californiane – da cui il titolo – e le ambientazioni più rurali. Qui si è girato, in particolare, nei pressi dell’Oteake Conservation Park: un’area protetta di oltre 65mila ettari dominata dai caratteristici profili piatti dei monti Hawkdun Range, un tempo abitata da popolazioni indigene e poi protagonista nella seconda metà dell’Ottocento della corsa all’oro.

Ōamaru

Nel quartiere vittoriano di Ōamaru, centro del distretto di Waitaki famoso per i pinguini blu e per i treni a vapore, sono ambientate la maggior parte delle scene cittadine. Tra le location più facili da riconoscere ci sono, oltre al porto, proprio la stazione e il deposito ferroviario della Ōamaru Steam and Rail.

Nuova Zelanda: dov'è stata girata la serie "La valle dell'Eden"
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Il centro storico vittoriano di Ōamaru

Dunedin

Anche la vicina Dunedin è stata scelta a rappresentare sullo schermo la California di fine Ottocento e inizi Novecento per via degli edifici in pietra e delle numerose architetture vittoriane che richiamano quell’epoca. Tra i set principali, dove sono state girate scene all’aperto e sequenze in esterna, c’è Queen’s Garden: uno dei parchi pubblici più antichi della città. Riprese sono state effettuate anche in vie e all’interno di negozi ben frequentati per lo shopping. La location di La valle dell’Eden più riconoscibile a Dunedin è, però, senza dubbio la stazione ferroviaria: con la sua facciata ricca di decorazioni in pietra, i pavimenti interni a mosaico e i giardini curati che la circondano è ufficialmente tra le attrazioni più fotografate della Nuova Zelanda e spesso vista anche sullo schermo.

C'è anche la stazione ferroviaria di Dunedin tra le location di "La valle dell'Eden"
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L’iconica stazione ferroviaria di Dunedin

North Island

Altri luoghi dov’è stata girata la serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck si trovano a North Island. Il tranquillo sobborgo marinaro di Devonport, ad Auckland, è servito a riprodurre spiagge e coste della California. Alcune scene sono state girate nel pittoresco centro di Thames, dove il tempo sembra essersi fermato all’età dell’oro.

Le location reali del nuovo adattamento Netflix del romanzo di John Steinbeck "East of Eden"
Ufficio stampa Netflix
Ancora una scena di “La valle dell’Eden”

Doc – Nelle tue mani 4, le location straordinariamente realistiche della fiction con Luca Argentero

30 septembre 2026 à 17:12

Le location di Doc – Nelle tue mani 4, in arrivo in prima serata su Rai 1 e RaiPlay dal 1° ottobre 2026, sembrano essere state scelte con un solo intento: rendere la narrazione il più possibile realistica e vicina a quella che deve essere l’esperienza quotidiana di medici e altro personale sanitario, pazienti, caregiver e famiglie. Per il ritorno in corsia di Luca Argentero, nei panni dell’amatissimo Andrea Fanti, sono stati scelti infatti luoghi che hanno a che vedere da vicino con il meglio della realtà sanitaria italiana: scopriamo quali.

Tutto l’amore che resta, la nuova fiction con Raoul Bova svela luoghi speciali nel cuore del Lazio

29 septembre 2026 à 17:00

Nella nuova fiction Rai Tutto l’amore che resta, con Raoul Bova, i luoghi non sono semplici luoghi, ma accompagnano – a tratti quasi spingono – i protagonisti verso un percorso profondo di crescita e cambiamento personale. Non a caso l’ambientazione principale di questa sorta di teen drama in salsa italiana, che ha nel cast anche Giulia Bevilacqua, Francesco Leo e Gloria Harvey, è una scuola.

Le location della nuova serie Tv, in onda dal 29 settembre 2026 in prima serata su Rai 1 e su Rai Play, svelano scorci meravigliosi e inaspettati del Lazio.

Il mio nome è Carlo, le location del tv movie su Carlo Acutis tutte realmente frequentate dal Santo

27 septembre 2026 à 16:00

È a tutti gli effetti un film sulla vita di un Santo, ma di un classico film sulla vita di un Santo non ha né l’intento agiografico e né le ambientazioni ufficiali e in pompa magna. Nel tv movie sulla vita di Carlo Acutis, “il primo Santo Millennial” come la stessa Chiesa lo ha definito spesso durante il processo di canonizzazione, la vera protagonista sembra essere l’influenza che la spiritualità di Carlo ha sempre avuto su chi gli stava accanto.

Anche le location di Il mio nome è Carlo sono, più che chiese e pulpiti, i luoghi che il giovane milanese appassionato di informatica frequentava ogni giorno. Scopriamo insieme dov’è stato girato il film Tv in onda in esclusiva su Canale 5 domenica 27 settembre in prima serata e in streaming su Mediaset Infinity.

Di cosa parla

Il mio nome è Carlo racconta di quando a sei anni Carlo Acutis (in queste scene interpretato da Nicolò Caruz Jaramillo) mostrava una spiritualità precoce per la sua età e capace, soprattutto, di contagiare tutti. Più tardi, a undici anni (a interpretarlo c’è ora Edoardo Vitalone), Carlo scopre una passione per il computer che lo accompagnerà per tutta la vita e che di fatto lo farà Santo: dalla sua cameretta intuisce, infatti, che la Rete può essere usata per raccontare la fede e avvicinare i più giovani a Cristo. Quando a quindici anni (col volto di Samuele Carrino, che i più ricorderanno per il ruolo da protagonista ne Il ragazzo dai pantaloni rosa) lo colpisce una forma acuta di leucemia Carlo non perde la speranza e continua soprattutto a regalarla a chi gli sta intorno: i genitori (interpretati nel film Mediaset da Lucia Mascino e Flavio Parenti), il domestico arrivato dalle Mauritius, i tanti medici degli ospedali milanesi in cui viene ricoverato.

Arriva in prima Tv su Canale 5 il film sulla vita di Carlo Acutis: "Il mio nome è Carlo"
Ufficio stampa CEI
Una scena di “Il mio nome è Carlo”

Dov’è stato girato il film

Milano

La maggior parte delle location di Il mio nome è Carlo si trovano come accennato a Milano in un «quadrilatero», come lo ha definito al Corriere della Sera il produttore del film, in cui di fatto si è svolta l’intera esistenza del Santo.

Piazza Tommaseo e l’Istituto Marcelline

In una delle prime scene un Carlo bambino è appena uscito dallo storico Istituto delle Marcelline e attraversa una piazza Tommaseo colorata di rosa dall’iconica fioritura delle magnolie: una scena, quella di un bimbo che esce da scuola nella primavera meneghina, così comune da far apparire ancora più straordinaria la vicenda canonica di Acutis.

Piazza Vetra e le Colonne di San Lorenzo

Qualche inquadratura più tardi ritroviamo il ragazzo, ormai adolescente fatto, impegnato a distribuire coperte ai senzatetto di piazza Vetra: di passaggio tra le Colonne di San Lorenzo e il Parco delle Basiliche è molto frequentata ogni giorno da milanesi e non, cosa che non la mette a riparo oggi come in passato dal situazioni di disagio e precarietà.

C'è Piazza Vetra tra le location di "Il mio nome è Carlo" a Milano
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La storica piazza Vetra a Milano

La Chiesa di Santa Maria Segreta

Uno dei principali luoghi dov’è stato girato Il mio nome è Carlo è la parrocchia abitualmente frequentata dalla famiglia Acutis: la Chiesa di Santa Maria Segreta, chiamata così perché dove oggi c’è la costruzione in stile neobarocco un tempo sorgeva un tempio pagano dedicato alla dea Demetra. Nell’oratorio della parrocchia sono girate le numerose scene in cui Carlo fa catechismo ai suoi coetanei con risultati decisamente più apprezzabili di quelli del prete.

Il liceo Leone XIII

Altra location del tv movie sulla vita di San Carlo Acutis è il Leone XIII: il liceo gesuita realmente frequentato dal ragazzo che compare sullo schermo in numerose scene in cui hanno fatto da comparse i suoi veri studenti.

Altre location

Le abitazioni private, sia quella della famiglia Acutis e sia quella dove Carlo partecipa con i compagni a una festa durante la quale ha modo di pronunciare una delle sue frasi più famose (“Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie e io non voglio”), non sono invece quelle originali: si tratta di appartamenti scelti comunque nel centro di Milano, tra le vie adiacenti alla Scala e Parco Sempione.

Milano del resto è una co-protagonista silenziosa ma affidabile della santità di Acutis e del film di Giacomo Campiotti che la racconta su Canale 5 a poco più di un anno dalla canonizzazione (avvenuta il 7 settembre 2025 a opera di Papa Leone XIV). Lo skyline e diversi panorami della città punteggiano le inquadrature: ancora secondo quanto riportato da Corriere della Sera, per rendere possibili delle riprese della città dall’alto, la Fabbrica avrebbe aperto in via eccezionale le terrazze del Duomo di Milano.

C'è anche il Duomo di Milano tra i luoghi in cui è stato girato il tv movie sulla vita di Carlo Acutis
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Le magnifiche terrazze del Duomo di Milano

Tra le location di Il mio nome è Carlo segnalate dalla Regione Lombardia, che ha sostenuto la produzione del film, ci sono anche l’Acquario civico e il Museo di Storia Naturale di Milano.

L’ospedale in cui nel film Carlo trascorre le ultime ore di vita è l’Ospedale San Gerardo di Monza.

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, le location reali e suggestive del survival thriller con Brad Pitt

26 septembre 2026 à 17:00

Le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, il survival thriller di David Ayer arrivato nelle sale italiane lo scorso 24 settembre 2026, hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere a chi sta al di qua dello schermo quella stessa sensazione di solitudine, inquietudine e di essere in completa balia della natura che il protagonista, il personaggio interpretato da Brad Pitt, prova per gran parte della pellicola.

Ambientato tra ghiacciai, laghi, montagne e altri anfratti impervi dell’Alaska, il film è stato girato in realtà in tutt’altri luoghi: scopriamo dove.

Di cosa parla

James Belmont è un ufficiale delle Forze Speciali americane che, dopo un tragico incidente aereo, si ritrova disperso in Alaska. Con lui c’è solo Odin, il cane militare che per tutta la carriera lo ha accompagnato in esperienze al limite. Questa volta la missione impossibile per i due è sopravvivere alla natura ostile che hanno attorno: a circondarli ci sono infatti solo laghi, ghiacciai, montagne, anfratti che danno rifugio a ogni tipo di predatori. Nel viaggio di ritorno verso la civiltà l’uomo e il cane possono fare, così, affidamento solo uno sull’altro ed è proprio su questo rapporto di reciproca lealtà tra uomo e animale che si concentra la regia di David Ayer.

Arriva nelle sale "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio". il nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
(c) Eagle Pictures
Una scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Dov’è stato girato il film

Oltre che raccontare attraverso le immagini la potenza della natura, le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio hanno un ruolo comprimario finendo per tracciare la cornice non solo paesaggistica, ma anche e soprattutto psicologica, del viaggio dei due protagonisti. L’Alaska in cui James e Odin si ritrovano soli e sperduti dopo l’incidente aereo è nella realtà la Nuova Zelanda: più nello specifico South Island, l’isola più estesa – ma meno popolosa – del Paese immersa nell’Oceano Pacifico.

Le location reali del nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
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La natura imponente di South Island

L’Isola del Sud

Commentando su GQ i luoghi dov’è stato girato il nuovo film con Brad Pitt, il regista ha affermato che lo spettatore avrà l’impressione di essere davvero davanti a immagini dell’Alaska, tanto sono simili i paesaggi di questa remota isola neozelandese a quelli dello stato americano.

Ayer non ha negato le difficoltà di girare a su un’isola «dove c’è fango dappertutto e il rischio costante di rotolare giù dall’altro lato della montagna» e raccontato che alcune riprese sono state effettuate in posti tanto remoti da richiedere l’intervento di elicotteri per trasportare attrezzature e attori. Per girare una sequenza in cui camminano da soli circondati dallo sconfinato paesaggio montano, per esempio, Brad Pitt e il vero cane di salvataggio neozelandese che nella pellicola interpreta Odin sono stati appositamente trasportati in volo su una cresta montuosa.

I luoghi reali dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Organizzare i set ha richiesto alla produzione anche una costante collaborazione con autorità locali, consulenti culturali e rappresentanti delle comunità Māori: tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio ce ne sono, infatti, di profondamente significative per questa popolazione indigena.

Il Lago Wakatipu

Come il Lago Wakatipu. Situato nel centro della regione dell’Otago, questo lago è il terzo più grande e il secondo più profondo della Nuova Zelanda. Per secoli, prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, è stato un luogo chiave per la civiltà Māori come testimoniano i resti ancora presenti di insediamenti, luoghi di culto e deputati alla produzione di attrezzi da lavoro. Nel survival thriller di David Ayer con Brad Pitt sue sono le acque blu profondo da cui, in una scena presente anche nel trailer, James riemerge a fatica dopo l’incidente aereo.

Nuova Zelanda: i luoghi esatti dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt
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Il suggestivo Lago Wakatipu

Queenstown

Sulle sponde del Wakatipu sorge Queenstown: un’altra delle location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio scelta con ogni probabilità dalla produzione per le vette che la circondano, quelle dei Remarkables, così adatte a riprodurre sullo schermo i panorami dell’Alaska. Queenstown oggi è frequentata soprattutto dagli amanti di sport outdoor come bungee jumping, rafting, sci, parapendio tanto da essere conosciuta come la capitale mondiale dell’avventura.

Queenstown è una delle location del film "Heart of the Beast" a South Island
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Queenstown è la capitale dell’avventura

Glenorchy

Spostandosi verso l’estremità settentrionale del lago si trova Glenorchy, un altro dei luoghi dov’è stato girato Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, ma soprattutto quello in cui è stato stabilito il campo base della troupe per gran parte dei giorni di produzione. In molti ricorderanno questa tranquilla cittadina neozelandese immersa tra laghi, praterie e foreste di faggi rossi come location di Il signore degli anelli che, negli anni, ne ha fatto meta di set jetting internazionale. In una scena del nuovo film di David Ayer Brad Pitt pesca da solo su uno dei vecchi moli in pietra di Glenorchy.

C'è anche Glenorchy tra le location di "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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La fiabesca Glenorchy

Mount Aspiring National Park

Glenorchy è soprattutto uno dei punti di accesso più comodi e frequentati al Mount Aspiring National Park. Chiamato così dal nome di una delle sue vette più imponenti – il Mont Aspiring, alto oltre 3.000 metri – è un’immensa area protetta oggi facente parte del patrimonio UNESCO e molto amata da alpinisti e appassionati di trekking.

Il Mount Aspiring National Park interpreta l'Alaska nel nuovo film di Ayer con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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Le suggestive alture dal Mount Aspiring National Park

Con le sue alture impervie, specie quelle della cresta occidentale, deve essere apparsa perfetta per rappresentare l’Alaska sullo schermo: diverse fonti riportano di Brad Pitt avvistato a girare tra le vallate della zona scavate da ghiacciai e corsi d’acqua.

Milford Sound

Tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, scelta per ragioni simili a quelle di cui si è detto fin qua e cioè per la somiglianza dei suoi paesaggi a quelli da fine del mondo dell’Alaska, c’è anche Milford Sound: uno dei fiordi più famosi della Nuova Zelanda, collocato all’interno del parco nazionale del Fiordland.

Milford Sound è tra i luoghi in Nuova Zelanda dov'è stato girato "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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L’imponente fiordo di Milford Sound

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare e a dispetto della difficile accessibilità, è una meta turistica molto frequentata e tra le più affollate della Nuova Zelanda, eletta più volte come miglior destinazione di viaggio.

Nonostante questo riesce a veicolare un senso di solitudine e di remoto che ben si adattano all’atmosfera del survival thriller di David Ayer con Brad Pitt: sarà per le ripide pareti rocciose, le cime che emergono dall’acqua, le numerose e nutrite cascate che danno l’impressione di essere in un posto in cui è la natura l’assoluta e incontrollabile padrona. Niente di più adatto, insomma, per un film che gioca tutto sulla tensione psicologia del ritrovarsi soli e sperduti, dopo un evento catastrofico, nel bel mezzo di un paesaggio che si percepisce come ostile.

Santiago – Un cammino per ricominciare, le location dense di spiritualità del film francese

25 septembre 2026 à 18:30

Più che un film sul Cammino di Santiago, quello di Yann Samuell appena arrivato nelle sale è un film su come mettersi in cammino e allontanarsi, anche solo momentaneamente, da certi nodi della propria esistenza e su come ciò possa aiutare a scioglierli. I paesaggi, pure stupendi, che i due protagonisti interpretati da Julien Le Berre e Alexandra Lamy si ritrovano ad attraversare con lo zaino in spalla, restano così soprattutto sfondo rassicurante e consolatorio di un viaggio che è innanzitutto interiore

Questo non vuol dire che la scelta delle location di Santiago – Un cammino per ricominciare sia stata lasciata al caso: sentieri, albergue, borghi medievali dov’è stato girato il film hanno la capacità di far sentire anche lo spettatore in qualche misura in cammino.

Di cosa parla

Il film è ispirato al libro “Marche et invente ta vie” dello scrittore francese Bernard Ollivier e all’esperienza dell’associazione (Seuil) da lui stesso fondata che si occupa di organizzare marce individuali destinate ad adolescenti problematici, con precedenti penali o affidati ai servizi sociali. Adam, uno dei due protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, è uno di loro: un ragazzo segnato da un passato di abbandono e rabbia che rischia di vedere anche il suo futuro compromesso. Fred, l’altra protagonista, è una professoressa di liceo con un matrimonio in crisi, una figlia adolescente che sembra non sopportarla e una grossa grana con un’alunna della sua classe: forse anche per questo accetta la proposta di un’amica di accompagnare Adam sul Cammino di Santiago. I tre mesi vissuti fianco a fianco e le difficoltà inevitabili del cammino richiederanno a entrambi autocontrollo ma, soprattutto, li porteranno a (ri)scoprire chi sono e chi vogliono essere davvero.

Dal 24 settembre è nelle sale italiane il film "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa Officine UBU
Una scena di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Dov’è stato girato il film

Le Puy-en-Velay

Il cammino di Adam e Fred, nel nuovo film di Yann Samuell, parte da Le Puy-en-Velay: storico punto di partenza di uno dei più importanti cammini francesi, la Via Podiensis.

C'è Le Puy-en-Velay tra i luoghi dov'è stato girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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Le Puy-en-Velay è densa di spiritualità

Questa cittadina dell’Alta Loira, interessante anche per l’origine vulcanica del territorio che si rispecchia nell’uso caratteristico della pietra scura locale come materiale costruttivo prediletto, trasuda spiritualità. Lo fa soprattutto in luoghi come la cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe, iconica perché arroccata sulla sua roccia, da cui per molti pellegrini prende ufficialmente il via il Cammino.

C'è il punto di partenza del Cammino francese tra i luoghi dov'è girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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L’affascinante cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe

La Via Podiensis

Soprattutto se, come i protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, si decide di incamminarsi sulla già citata Via Podiensis (anche conosciuta come Cammino di Le Puy o, per usare la nomenclatura ufficiale, percorso GR®65). Portato a termine per la prima volta intorno all’anno 950 dal vescovo di Le Puy, questo percorso è stato dimenticato per secoli prima di essere riscoperto negli ultimi anni – soprattutto da pellegrini francesi e tedeschi – complice il sempre maggiore interesse per il Cammino di Santiago.

C'è la Via Podiensis tra le location di "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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Gli emozionanti paesaggi della Via Podiensis

Per oltre settecentocinquanta chilometri – quelli che a voler essere rigorosi collegano Le Puy-en-Velay con Saint-Jean-Pied-de-Port, da cui ci si ricongiunge con quello che è il Cammino francese a tutti gli effetti – la Via Podense attraversa regioni della Francia meridionale come l’Alta Loira naturalmente, ma anche quella della Lozère, dell’Aveyron, del Lot che sono anche quelle dov’è stato girato il film Santiago – Un cammino per ricominciare.

Sulla Via Podiensis è stato girato il nuovo film di Yann Samuel "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa UBU
Un’altra scena del film sulla Via Podiensis

Qui paesaggi di diverso tipo, dalla vallate fitte di vegetazione ai borghi medievali dove il tempo sembra esseri fermato passando naturalmente per abbazie, monasteri e altri luoghi sacri, si alternano dando modo allo sguardo del pellegrino, e a quello dello spettatore davanti allo schermo, di stupirsi sempre.

"Santiago - Un cammino per ricominciare": il film di Yann Samuell è girato in Francia
Ufficio stampa UBU
Le abbazie sono tra gli incontri più frequenti per i pellegrini del Cammino come per i protagonisti di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Nessun dolore, le location del film raccontano le contraddizioni delle città

24 septembre 2026 à 18:30

Le location di Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio presentato fuori concorso a Venezia 83 e in arrivo nelle sale dal 24 settembre 2026, hanno natura ambivalente: mentre mostrano come le città – soprattutto le grandi città – possano restare del tutto indifferenti alle sorti dei loro abitati, infatti, ricordano che ci sono posti in cui è difficile non sentirsi a casa. La pellicola, che ha nel cast Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea tra gli altri, è stata girata tra Roma e Orvieto: scopriamo dove.

Di cosa parla

Davide, il protagonista, vive vendendo libri di seconda mano in una piazza centrale di Roma. Un giorno, all’improvviso, si materializza davanti al suo chiosco un bambino proveniente dal Nord Africa che da quel momento comincia a seguirlo e non lo molla più. Quando a seguito di un incidente stradale è costretto ad accompagnarlo al pronto soccorso, Davide cade in una spirale di rimorsi e sensi di colpa. È tra le corsie dell’ospedale che conosce Aminah: un’adolescente impaurita ed evidentemente incinta appena arrivata con un barcone dall’Algeria, a cui finirà per offrire ospitalità.

Da questo momento ogni giorno, tornato dal lavoro, Davide trova sempre qualcuno di nuovo ad attenderlo a casa: persone che vivono per strada senza un tetto, qualcosa da mangiare o qualcuno che si prenda cura di loro. Di fatto incapace di ribellarsi, dovrà presto fare i conti con una denuncia da parte dei condomini ma, soprattutto, con una serie di sentimenti contrapposti.

Arriva nelle sale "Nessun dolore": il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea
(c) 01 Distribution
Una scena di “Nessun dolore”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea è stato girato come accennato tra Roma e Orvieto.

Roma

Nella Capitale tra le location di Nessun dolore è facile riconoscere il quartiere Prati con i suoi palazzi borghesi, i viali eleganti costeggiati da alberi e boutique alla moda e le Mura Vaticane e i profili di Piazza San Pietro sullo sfondo.

È a Piazza Risorgimento, uno dei principali snodi cittadini, oggetto in occasione dell’ultimo Giubileo di un radicale intervento di riqualificazione che l’ha restituita ai romani anche come posto dove passeggiare o fermarsi a prendere un gelato, che si trova il negozio di libri di Davide.

Il quartiere Prati è uno dei luoghi a Roma dov'è stato girato il film "Nessun dolore"
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L’elegante Piazza Risorgimento

In alcune scene, soprattutto all’inizio del film, si vede il protagonista aggirarsi tra il caotico dedalo di vie dell’Esquilino: è qui, a ridosso della Stazione Termini, tra vie come via Giolitti note per essere abitate soprattutto da comunità straniere che Davide cerca disperatamente informazioni o qualcuno che conosca il bambino che gli è piombato in negozio.

Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma
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Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma

Allontanandosi dal centro di Roma altre sequenze, soprattutto panoramiche e di passaggio, sono state girate sul litorale di Ostia.

Orvieto

Se c’è anche Orvieto tra i luoghi dov’è stato girato Nessun dolore è soprattutto per ragioni narrative: è di questo centro umbro, famoso per il Duomo, la Torre del Moro, il pozzo di San Patrizio e per la suggestiva posizione su una rupe di tufo, che è originario il protagonista interpretato da Alessandro Borghi.

C'è anche Orvieto tra le location del nuovo film di Gianni Amelio
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Caratteristica veduta di Orvieto

Qui le riprese hanno interessato soprattutto Piazza Raneri e l’ingresso della città e Piazza d’Armi con l’ex Caserma Piave ben riconoscibile sullo schermo.

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