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Hier — 25 août 2026Flux principal

Il murales di Maradona restaurato fa già impazzire i turisti, ecco quando sarà inaugurato

25 août 2026 à 17:00

A Napoli il legame tra Diego Armando Maradona e la città continua a richiamare visitatori da ogni parte del mondo. A poche ore dall’esordio del Napoli in campionato, i Quartieri Spagnoli sono tornati a riempirsi di tifosi e turisti, tutti diretti verso Largo Maradona. Qui, lo storico murale dedicato al Pibe de Oro è stato recentemente restaurato e, nonostante l’inaugurazione ufficiale debba ancora arrivare, sta già attirando una folla di curiosi.

Il murale di Maradona è ancora coperto

L’area di Largo Maradona è al momento transennata e il murale restaurato rimane ancora nascosto sotto un grande telone blu. Una situazione che, però, non ha assolutamente fermato i visitatori. In tanti hanno raggiunto i Quartieri Spagnoli nella speranza di riuscire almeno a intravedere un pochino l’opera e portare a casa una fotografia di uno dei luoghi più simbolici della Napoli legata a Diego Armando Maradona.

La scena è quella di una vera e propria processione internazionale unita da un unico richiamo: l’icona del calcio mondiale. Davanti al murale sono arrivati visitatori argentini, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, giapponesi e arabi, insieme a numerosi italiani provenienti da città e regioni diverse, tra cui Milano, Roma, Firenze, Emilia-Romagna e Puglia.

Tra maglie azzurre, sciarpe, fotografie e selfie, Largo Maradona continua così a rappresentare una delle principali tappe del pellegrinaggio calcistico a Napoli. Il fascino del luogo, tuttavia, va oltre la passione sportiva: il murale racconta infatti il rapporto speciale costruito negli anni tra il campione argentino e il popolo napoletano.

Quando sarà inaugurato il murale restaurato

L’attesa per vedere finalmente il murale di Maradona restaurato non dovrebbe durare ancora a lungo. Secondo quanto riportato da Il Mattino, quotidiano d’informazione fondato a Napoli, l’inaugurazione ufficiale è prevista tra due o tre settimane. Fino ad allora, l’opera resterà protetta dal telone e l’area continuerà a essere delimitata dalle transenne.

L’interesse, intanto, è già altissimo e potrebbe crescere ulteriormente con l’avvicinarsi dell’inaugurazione. Il murale di Largo Maradona è infatti molto più di una semplice opera urbana: negli anni è diventato un simbolo dei Quartieri Spagnoli e uno dei luoghi più fotografati dai visitatori che arrivano a Napoli.

La sua fama ha ormai superato i confini italiani, come dimostrano le tante diverse nazionalità presenti ogni giorno nella zona. Anche chi non segue il calcio può rimanere sicuramente colpito dalla forza del legame tra Maradona e Napoli, una storia fatta di vittorie, passione e identificazione collettiva.

Per questo Largo Maradona continua a essere una tappa quasi obbligata per chi vuole conoscere una delle anime più autentiche della città. E ora, con il restauro ormai completato e l’inaugurazione all’orizzonte, l’attesa intorno al celebre murale è destinata a crescere ancora.

Seguiranno aggiornamenti sul giorno previsto per l’inaugurazione ufficiale.

À partir d’avant-hierFlux principal

La fortezza nata da un sogno romantico sembra uscita da una fiaba: è il Castello Bonoris

21 août 2026 à 16:06

Torri merlate, mura in pietra, un fossato e persino un ponte levatoio: osservando il Castello Bonoris dall’esterno, è facile immaginare cavalieri, assedi e dame dai vestiti sontuosi affacciate alle finestre. Ma c’è un dettaglio che cambia completamente prospettiva: il maniero, che domina una collina in provincia di Brescia, non è un autentico castello medievale.

La sua storia comincia infatti alla fine dell’Ottocento, quando Gaetano Bonoris decise di trasformare i resti dell’antica rocca in quella che sarebbe diventata la sua straordinaria dimora neogotica, dall’architettura fiabesca e imponente.

Finché notte non ci separi, dove è stato girato il film con Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano

19 août 2026 à 19:00

Se avete voglia di una commedia romantica che si svolge sullo sfondo della magnifica Città Eterna, allora è il caso di guardare il film Finché notte non ci separi, disponibile su RaiPlay.

La commedia romantica del 2024 è diretta da Riccardo Antonaroli e ha come protagonisti Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, nei panni di due giovani sposi alle prese con una prima notte di nozze decisamente diversa da quella immaginata. Il film è ambientato interamente nella Capitale e trasforma la Roma notturna nella vera protagonista della storia.

Di cosa parla

La storia comincia poche ore dopo il matrimonio di Eleonora, interpretata da Pilar Fogliati, e Valerio, interpretato invece da Filippo Scicchitano. Dopo i festeggiamenti, i due sposi novelli raggiungono la loro lussuosa love suite per trascorrere finalmente la prima notte insieme. Il momento romantico, però, dura pochissimo. Eleonora trova infatti nella tasca della giacca del marito una busta contenente un anello appartenuto alla sua ex fidanzata, insieme a un assegno-regalo. Un dettaglio apparentemente innocuo diventa così il detonatore di una serie di dubbi, gelosie e domande sul passato di Valerio.Finché notte non ci separi, il film

Quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla luna di miele si trasforma quindi in una notte rocambolesca per Roma. I due escono dall’hotel e iniziano una sorta di viaggio alla ricerca della verità, incontrando ex fidanzati, familiari e personaggi improbabili.

Dove è stato girato

Le riprese di Finché notte non ci separi si sono svolte a Roma nell’estate del 2023, nell’arco di circa sei settimane, con lavorazioni prevalentemente notturne.

St. Regis Rome

Una delle location più importanti è il St. Regis Rome, lo storico hotel di lusso situato in Via Vittorio Emanuele Orlando, nel cuore di Roma. È proprio qui che sono state realizzate alcune delle scene ambientate nell’hotel dove Eleonora e Valerio trascorrono l’inizio della loro prima notte di nozze. Nel film l’hotel viene presentato come una delle strutture più lussuose della Capitale e la sua elegante atmosfera contrasta volutamente con il caos che sta per travolgere i due neosposi.

Finché notte non ci separi, St. Regis, Roma
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Il lussuoso hotel romano

Testaccio e i Cavalli di Testaccio

La notte di Eleonora e Valerio prosegue poi tra le strade di Testaccio, uno dei quartieri più caratteristici di Roma. Tra i luoghi legati alle riprese ci sono i Cavalli di Testaccio, la celebre area situata nei pressi dell’ex Mattatoio, citata direttamente nel reportage realizzato sul set.

Il Ghetto ebraico

Un’altra zona centrale nella geografia del film è il Ghetto ebraico di Roma. La presenza di questo quartiere è particolarmente significativa anche per la storia dei protagonisti: Valerio appartiene infatti alla comunità ebraica romana. La pellicola utilizza quindi il Ghetto non soltanto come sfondo della loro notte romana, ma anche come elemento coerente con l’identità dei personaggi.

Finché notte non ci separi, centro storico Roma
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I due protagonisti nel centro storico romano

Il centro storico di Roma

A completare il percorso ci sono diverse zone del centro storico di Roma. Non tutte le singole vie utilizzate per le riprese sono state rese pubbliche nelle fonti di produzione, ma il centro storico è indicato tra le principali aree interessate dalla lavorazione, come sicuramente i Fori Romani.

Fori Imperiali, Finché notte non ci separi
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Una scena sullo sfondo dei Fori Imperiali

Il risultato è una Roma osservata soprattutto dopo il tramonto: vicoli, strade, quartieri e scorci che diventano parte integrante del viaggio dei due protagonisti.

La mia brillante carriera, le location pittoresche della nuova serie “in stile” Bridgerton di Netflix

13 août 2026 à 18:00

Dal 13 agosto 2026 è disponibile su Netflix una nuova serie romantica in costume che, con le sue atmosfere eleganti e “d’altri tempi”, non deluderà certo i fan di Bridgerton. Scopriamo insieme le location di La mia brillante carriera e come sontuose dimore nobiliari, ampie tenute coltivate a vigneti, eleganti centri storici siano stati adattati sullo schermo perché somigliassero all’Australia di fine Ottocento.

Di cosa parla

Tratta dall’omonimo romanzo di Miles Franklin, La mia brillante carriera è ambientata negli ultimi anni del secolo. Sybylla Melvyn (Philippa Northeast), la protagonista, è una ragazza di origini modeste che sogna una carriera da scrittrice. La famiglia non sembra essere della stessa idea: ha in mente piuttosto un matrimonio di convenienza che salvi tutti dai debiti passati e per questo la manda a vivere dalla ricca nonna materna.

Una volta qui Sybylla continua a opporsi a cliché sul ruolo della donna e aspettative che la vogliono sposata, madre e a guardia del focolare domestico e, soprattutto, a immaginare il romanzo della propria vita. Quando si innamora di Harry nasce un – prevedibile – triangolo amoroso con il facoltoso Frank Hawdon, nel frattempo individuato come miglior pretendente.

Arriva su Netflix una serie in costume tratta dal romanzo di Miles Franklin: "La mia brillante carriera"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La mia brillante carriera”

Dov’è stata girata la serie

Per ricreare al meglio le atmosfere dell’Australia coloniale, la nuova serie in costume di Netflix è stata girata nella parte meridionale del paese.

Penola

Tra le location di La mia brillante carriera c’è, per esempio, Penola: una città contadina sulla Limestone Coast dove il tempo sembra essersi fermato e le principali attrazioni sono ancora gli antichi cottage abitate dalle famiglie di coloni. C’è una strada, Petticoat Lane, dichiarata patrimonio nazionale dove, immersi tra altrettanto caratteristici eucalipti rossi e roseti, si possono ammirare quelli più storici della città.

Le location di "La mia brillante carriera" in Australia: Penola
iStock
A Penola, tra cottage e campi, il tempo sembra fermo

Proprio nei pressi di Penola – che in molti hanno individuato prossima potenziale meta di set-jetting, considerato il successo che dovrebbe avere la nuova serie Netflix “in stile” Bridgerton – si trova Yallum Park: la tenuta trasformata sullo schermo nella casa della ricca nonna di Sybylla, Mrs Winifred Bossier.

È una delle ville vittoriane meglio conservate della zona: all’interno persino parati, caminetti, vetrate, porcellane sono ancora quelli originali di fine Ottocento quando fu costruita. All’esterno il sontuoso giardino ospita specie provenienti da tutto il mondo. Si dice che la casa, ora di proprietà privata e visitabile su appuntamento, ospitò tra gli altri ospiti illustri anche re Giorgio V.

Yallum Park, a Penola, si trasforma in un set per la nuova serie in costume Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un’immagine dal set di “La mia brillante carriera” a Yallum Park

Barossa Valley

Tra i luoghi dov’è stata girata la serie La mia splendida carriera, soprattutto per le scene di esterni e le vedute panoramiche della natura, c’è chi riconoscerà la Barossa Valley: una delle regioni vitivinicole più grandi al mondo dove passeggiare tra i filari, partecipare a festival tematici o a eventi di degustazione come ne organizzano ormai la maggior parte di cantine locali. Il Shiraz, un vino rosso corposo e speziato, è la vera specialità della zona.

C'è la Barossa Valley tra i luoghi dov'è girata "La mia brillante carriera", nuova serie in costume di Netflix
iStock
L’immensa Barossa Valley

Adelaide

A meno di un’ora di macchina dalla Barossa Valley c’è Adelaide, un’altra delle location di La mia brillante carriera. Nel suo centro storico, tra edifici d’epoca e un’atmosfera rilassata tipica da città australiana, sono state girate le scene con ambientazione più urbana.

Adelaide è una delle location di "La mia brillante carriera"
iStock
Vecchio e nuovo convivono ad Adelaide

Ad Adelaide si trovano, soprattutto, gli Adelaide Studios che hanno fatto da base per la produzione e dove sono stati ricostruiti molti interni della serie.

Gawler, Para Para Mansion

Restando in zona, tra i luoghi dov’è stata girata la serie Netflix tratta dal romanzo di Miles Franklin, è da segnalare Para Para Mansion: una dimora costruita a Gawler  tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta dell’Ottocento per un ricco imprenditore nel campo dell’oro, poi caduto in disgrazia. Salvata dalla demolizione, la tenuta affascina ancora i visitatori con il suo campo di lavanda, il grande salone da ballo e innumerevoli altri dettagli da vecchia aristocrazia. Nella serie fa da sfondo al debutto nell’alta società della poco interessata Sybylla.

Cristiano Ronaldo e Georgina si sono sposati in una meta segreta (dove hanno una villa da record)

Par : elenausai10
12 août 2026 à 10:50

Cristiano Ronaldo e Georgina Rodríguez si sono sposati. Il matrimonio, tanto atteso e altrettanto avvolto nel mistero, si è celebrato martedì 11 agosto in una località di mare meravigliosa: una cittadina costiera portoghese dove la coppia ha da poco messo radici. Una cerimonia civile intima, senza invitati esterni, alla presenza dei loro cinque figli.

La data non è casuale: le nozze arrivano a un anno esatto dalla proposta di matrimonio, annunciata da Georgina sui social nell’agosto 2025. E come spesso accade con i due, la discrezione ha retto fino alla fine. Nei giorni precedenti si erano rincorse voci su una possibile cerimonia nella Sé di Funchal, a Madeira, città natale del calciatore, ma anche quella pista si è rivelata un depistaggio (involontario) che ha solo alimentato la curiosità generale.

Dove si sono sposati Ronaldo e Georgina

A raccontare il momento più importante della loro storia sono stati gli stessi sposi, con un gesto semplice: una fotografia delle loro mani unite, fedi al dito, pubblicata sui social con una didascalia essenziale, una “C” e una “G” separate da un cuore. Pochi dettagli sono trapelati sull’abito di Georgina, descritto come bianco e con maniche lunghe, mentre il resto della cerimonia resta, per scelta della coppia, un momento privato.

Ma dove si sono sposati? Secondo le indiscrezioni, la coppia è convolata a nozze nella cittadina di Cascais, in Portogallo. Una vera chicca sull’Atlantico a due passi da Lisbona (dista solo 30 km dalla città), dove eleganti ville, vicoli pieni di fascino e spiagge dorate si incontrano in un’atmosfera rilassata e cosmopolita. Un tempo raffinato rifugio della nobiltà portoghese, oggi è una delle località più amate per mare, surf e tramonti infuocati sull’oceano.

La nuova casa a Cascais, tra le più costose del Portogallo

Non è un caso che i due abbiano scelto proprio Cascais per il grande giorno. Da qualche mese la coppia è proprietaria di una villa che, secondo la stampa portoghese e spagnola, sarebbe la residenza privata più costosa del Paese: circa 25 milioni di euro per una proprietà di oltre 5.000 metri quadrati, costruita su un terreno di 12.000 metri quadrati nel complesso esclusivo di Quinta da Marinha.

La casa, distribuita su due piani, unisce ampie vetrate, terrazze affacciate sull’Atlantico e finiture di pregio, compresi dettagli in oro massiccio. Tra i comfort ci sono due piscine, palestra, spa, cinema privato e un grande garage. Un progetto pensato più come rifugio familiare che come semplice residenza di lusso, in una delle enclave più ambite della costa portoghese.

Cascais, del resto, si presta bene a questo tipo di scelte: un ex villaggio di pescatori diventato negli anni un polo di architettura contemporanea e vita all’aperto, apprezzato per la vicinanza a Lisbona, la natura protetta e la lunga tradizione di residenze riservate. Un contesto che garantisce privacy senza rinunciare ai comfort di una località internazionale e che evidentemente ha convinto Ronaldo e Georgina a farne la base della loro vita in Portogallo.

Georgina in vacanza a Capri dopo il matrimonio?

Chiusa la parentesi delle nozze, i riflettori si spostano ora sulla luna di miele, o quantomeno sulle prime uscite pubbliche della coppia da sposati. Secondo alcuni rumors circolati nelle ultime ore, Georgina potrebbe presto sbarcare in Italia, con Capri indicata come possibile meta. Nessuna conferma ufficiale, per ora: solo indiscrezioni che, conoscendo la abituale riservatezza della coppia, andranno prese con le pinze fino a un eventuale avvistamento.

Se la pista dovesse confermarsi, non sarebbe la prima volta che l’isola campana conquista un volto internazionale. Tra calette, boutique e la solita atmosfera glamour, Capri resta una delle mete estive più fotografate d’Italia.

Our Sticky Love, le location del k-drama raccontano il volto romantico della Corea del Sud

9 août 2026 à 15:00

Un potente clan criminale, un incidente misterioso, un vecchio amore adolescenziale: il nuovo k-drama disponibile su Netflix dal 7 agosto 2026 ha tutti gli elementi per tenere gli spettatori – almeno gli amanti del genere – con il fiato sospeso. Anche le ambientazioni non sono da meno: pittoreschi villaggi tradizionali si alternano infatti sullo schermo a curiose botteghe tipiche e romantiche distese di ciliegi in fiore. Quali sono le vere location di Our Sticky Love?

Di cosa parla

La procuratrice Go Eun-sae (Ha Young) sta indagando su un clan criminale con un potente boss al capo quando rimane coinvolta in un misterioso incidente che le fa perdere la memoria. Qualche tempo dopo incontra Jang Tae-ha (Jung Hae-in): un ex campione di boxe che ora allena una piccola squadra locale.

L’uomo, che ha riconosciuto nella donna il primo amore giovanile, approfittando del fatto che non ricorda nulla, finge di essere il suo fidanzato attuale allo scopo di proteggerla: Jang ha, infatti, a propria volta un trascorso in una band criminale. I due finiscono, così, per andare a vivere insieme e innamorarsi nuovamente.

Arriva su Netflix il k-drama "Our Sticky Love"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Our Sticky Love”

Dov’è stata girata la serie

Dangjin

È stata la stessa produzione del k-drama a confermare che le location di Our Sticky Love si trovano tutte a Dangjin: una città della Corea del Sud affacciata sulla Baia di Asan che da sempre svolge, proprio per la sua posizione, un ruolo chiave per gli scambi commerciali che interessano il Mar Giallo. A 90 minuti da Seoul, Dangjin è un’ottima meta per un’escursione alla scoperta della antica cultura coreana.

Si trovano a Dangjin le principali location del k-drama "Our Sticky Love"
iStock
Il panorama unico di Dangjin

Qui si trovano attrazioni come l’Ami Art Museum dove, oltre alla collezione permanente e a esibizioni per lo più di arte moderna, si può ammirare l’edilizia tradizionale della zona. Il museo è allestito, infatti, all’interno di un’ex scuola di cui sono ancora visibili i pavimenti in legno e le vecchie finestre. Lo scenario sembra quello perfetto per una storia d’amore che ha radici nell’infanzia e un non so che di bucolico e in effetti il museo è uno dei luoghi dov’è stata girata la serie coreana Our Sticky Love, in particolare per le scene ambientate nel villaggio d’origine di Go Eun-sae e Jang Tae-ha.

Spesso si vedono i due protagonisti principali del nuovo k-drama di Netflix camminare all’esterno, immersi in un’atmosfera tranquilla e serafica. Questo tipo di scene sono state girate per lo più lungo la Sunseong Cherry Blossom Trail: una strada lunga circa tre chilometri, percorribile sia a piedi e sia in bici e costeggiata da alberi di ciliegio e pesco che in primavera regalano ai passanti una spettacolare fioritura. Proprio la fioritura dei ciliegi è diventata, in questi anni in cui è cresciuto l’interesse per i giardini sakura, una delle principali attrazioni per turisti a Dangjin.

Dov'è stata girata la serie "Our Sticky Love"?
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Our Sticky Love” con, sullo sfondo, la fioritura di ciliegi a Dangjin

Altra location di Our Sticky Love segnalata dalla produzione è lo stagno di Wolji: questo bacino artificiale fu atto costruire in tarda epoca Joseon per allevare uccelli e altri animali rari e far crescere piante di diverse specie. Ancora oggi a seconda della stagione si può assistere a spettacoli diversi come la fioritura dei ciliegi in primavera e d’estate quella dei loti che prosperano nello stagno. L’ultimo è circondato da padiglioni e altre strutture un tempo usati per le cerimonie ufficiali.

C'è anche il Wolji Pond tra le location di "Our Sticky Love"
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Il meraviglioso stagno di Wolji

Moritzburg, il castello barocco che nasconde l’unico faro della Sassonia

Par : elenausai10
7 août 2026 à 15:00

Nessun angolo della Germania sarebbe completo senza il proprio castello, e la regione della Sassonia non fa eccezione. Uno dei più belli è sicuramente il castello di Moritzburg, situato vicino a Dresda, il cui centro storico è uno scrigno prezioso di architetture storiche.

Circondato dalle acque di un grande stagno artificiale e immerso nel verde di un parco secolare, questo castello barocco sembra uscito da una fiaba: non a caso, è stato una delle location del film Tre nocciole per Cenerentola e, ogni inverno, le sue sale si vestono a festa richiamando proprio quell’atmosfera, per la gioia di chi visita la Sassonia nel periodo natalizio. Sulla scalinata esterna è presente una scarpetta di bronzo che ricorda proprio quella persa da Cenerentola nel film.

La storia del castello di Moritzburg

Le origini di Moritzburg risalgono al 1542, quando il duca Maurizio di Sassonia fece costruire un padiglione di caccia in stile rinascimentale su una collina granitica, nel cuore della foresta di Friedewald. Nel 1661 venne edificata la cappella, consacrata secondo il rito cattolico in occasione dell’incoronazione di Augusto il Forte a re di Polonia e tuttora sede di funzioni religiose.

È proprio Augusto il Forte a dare a Moritzburg l’aspetto che conosciamo: dal 1723 avvia una trasformazione radicale, affidando all’architetto Matthaeus Daniel Poeppelmann il compito di convertire l’antico padiglione in un sontuoso palazzo barocco, pensato per feste, battute di caccia e persino finte battaglie navali sullo stagno del castello. Il progetto, però, rimase incompiuto alla morte del sovrano e solo nel 1800 un suo pronipote proseguì l’opera, integrando ulteriormente il castello nel paesaggio circostante.

Nel corso del Novecento, Moritzburg fu residenza della famiglia Wettin fino al 1945, quando il castello fu confiscato nell’ambito delle riforme del dopoguerra nella Germania dell’Est. Alcuni tesori artistici, sepolti nel parco per proteggerli, furono in gran parte scoperti e portati via dalle truppe sovietiche: solo nel 1996 alcune casse di gioielli e ornamenti in oro tornarono alla luce grazie alla scoperta di archeologi amatoriali.

Vista aerea del castello di Moritzburg in Sassonia
iStock
Vista dall’alto del castello di Moritzburg

Cosa vedere durante la visita al castello

All’interno del castello sono custoditi diversi tesori: una delle più importanti collezioni europee di trofei di caccia, raffinati arazzi in pelle dorata e la “Stanza delle Piume”, rivestita con oltre un milione di piume colorate.

Da non perdere anche il Castello dei Fagiani, piccolo gioiello rococò affacciato sullo stagno, con tanto di porticciolo in miniatura e l’unico faro della Sassonia: un tempo scenografia per le celebrazioni della corte, oggi tra i monumenti tedeschi di maggior pregio artistico dopo un accurato restauro completato nel 2013.

Il parco che circonda il castello, invece, ispirato ai giardini francesi voluti da Augusto il Forte, non fu mai portato a termine secondo il disegno originale, ma la sua ricostruzione, avviata nel 1990 sulla base di una pianta del 1740, restituisce oggi l’atmosfera romantica che il luogo ha assunto nell’Ottocento.

Il faro rosa di Moritzburg in Sassonia, unico faro della regione
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Il faro di Moritzburg, l’unico della Sassonia

Dove si trova, prezzi e orari

Il castello di Moritzburg si trova a pochi chilometri da Dresda, nel cuore della Sassonia.

In auto, è raggiungibile dall’A4 (uscita Dresda-Wilder Mann) o dall’A13 (uscita Radeburg), seguendo le indicazioni locali. Con i mezzi pubblici, si può prendere il treno per Dresda-Neustadt e proseguire con l’autobus 477 in direzione Radeburg, oppure la linea M da Meißen. Un’alternativa suggestiva è la storica ferrovia a scartamento ridotto “Lößnitzdackel”, che collega Radebeul a Moritzburg.

Il castello è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto d’ingresso costa 12 euro per gli adulti e 4,50 euro per i bambini.

L’incantevole borgo di pietra costruito sul leggendario Ponte di Dio: Puentedey, gioiello spagnolo

4 août 2026 à 17:00

Nel nord della provincia di Burgos, in Spagna, prende vita un borgo che sembra un tutt’uno con la roccia. Il suo nome è Puentedey e qui il fiume Nela ha scavato per milioni di anni un enorme arco calcareo alto circa 15 metri e largo oltre 30, trasformandolo nella base naturale di un piccolo abitato. La tradizione popolare attribuiva una simile opera a Dio, da cui il nome Puente de Dios, Ponte di Dio. Vero o no, quel che è certo è che nel 2022 il villaggio è entrato nella rete Los Pueblos Más Bonitos de España (il corrispettivo dei Borghi più belli d’Italia).

Puentedey appartiene alla comarca di Las Merindades, territorio settentrionale di Castilla y León segnato da gole, altopiani, boschi e corsi d’acqua. Le dimensioni sono minuscole (ci vivono circa 50 anime) ma la sua struttura racconta molto più della sua scala: case in pietra e legno, una chiesa romanica, un palazzo fortificato e il grande arco scavato dal Nela formano un insieme emozionante.

Un’estate d’amore sul Lago di Garda, torna l’appuntamento più romantico tra eventi ed esperienze uniche

1 août 2026 à 11:00

Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.

Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.

Ben 600 anni di storia tra principi, prigioni, arte e panorami che abbracciano la Provenza: il Castello di Tarascon

27 juillet 2026 à 18:00

Camminando lungo le sponde argillose del fiume Rodano è possibile imbattersi in un gigante di pietra chiara che sembra emerso direttamente dalle acque. La Provenza meridionale regala questo scenario improvviso a pochi chilometri da Arles e Avignone, ponendo il viaggiatore di fronte a un maniero unico nel suo genere. Il suo nome è Castello di Tarascon e si presenta come un blocco compatto circondato da un fossato profondo scavato direttamente nella roccia.

Venne progettato per controllare questo punto strategico e nel corso del tempo si trasformò nella grande sentinella della contea di Provenza. A renderlo unico, però, contribuisce anche il sorprendente equilibrio tra rigore militare ed eleganza principesca: dietro l’aspetto austero si nascondono cortili raffinati, sale decorate, soffitti riccamente ornati e dettagli architettonici che narrano il passaggio dal gusto gotico alle prime influenze rinascimentali.

Breve storia e leggende del Castello di Tarascon

Sul sito attuale sorgeva già una fortificazione nel XIII secolo, ma il castello visibile oggi nacque all’inizio del XV secolo per volontà di Luigi II d’Angiò e di Yolanda d’Aragona. I lavori iniziarono nel 1400 con la costruzione dell’ala affacciata sul Rodano e terminarono nel 1411. Successivamente Luigi III completò il lato rivolto verso la città tra il 1429 e il 1434 seguendo il progetto dell’architetto Jean Robert.

L’edificio passò quindi a Renato I d’Angiò, passato alla storia semplicemente come Re René. Figura straordinaria del Quattrocento europeo, portava i titoli di re di Napoli, Sicilia e Gerusalemme, oltre a quelli di conte di Provenza e duca d’Angiò. Pur avendo a disposizione numerose residenze, scelse Tarascon per ricevimenti, celebrazioni e incontri politici. Più che modificare la struttura, preferì renderla elegante attraverso decorazioni, arredi e migliorie dedicate al comfort della corte.

Con la morte del sovrano iniziò una fase completamente diversa. Fin dai primi decenni il castello accolse prigionieri politici e militari. Nel 1480 vi venne rinchiuso un sostenitore del re d’Aragona, avversario di Renato I. Durante la detenzione incise sulle pareti delle celle una straordinaria raccolta di graffiti raffiguranti navi mercantili, galere da guerra, simboli religiosi e scene della vita quotidiana. Ancora oggi rappresentano una delle testimonianze più preziose conservate all’interno della fortezza.

Tra il XVII secolo e il 1926 la funzione carceraria diventò predominante. Sale destinate alla nobiltà vennero trasformate in celle collettive oppure individuali. Soldati spagnoli, marinai britannici, prigionieri olandesi e detenuti civili lasciarono centinaia di incisioni sulle pareti, al punto che oggi è una sorta di archivio spontaneo che attraversa oltre 300 anni di storia europea.

Anche la Rivoluzione Francese lasciò il proprio segno: nel 1795 alcuni sostenitori di Robespierre trovarono la morte proprio all’interno della fortezza, aggiungendo un ulteriore capitolo a un passato già ricco di eventi drammatici. Accanto alla storia trova spazio anche la leggenda della Tarasca, il mostro che avrebbe terrorizzato queste terre secondo la tradizione provenzale. La creatura, descritta con corpo squamoso e aspetto terrificante, sarebbe stata domata da Santa Marta. Ancora oggi la Tarasca rappresenta il simbolo della città e la celebre festa dedicata al leggendario animale è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Cosa vedere e come funziona la visita

L’accesso a questa meraviglia di Francia avviene attraversando un ponte che supera il fossato. Fin dal primo passo la sensazione è quella di entrare in una macchina del tempo perfettamente conservata. Le mura raggiungono circa 4 metri di spessore e racchiudono una struttura articolata in due aree principali. La parte settentrionale ospitava soldati, servizi e ambienti destinati al funzionamento quotidiano della fortezza. L’ala meridionale era invece riservata alla residenza dei principi angioini.

Il cortile interno sorprende per l’eleganza delle sue linee. Archi gotici, volte a costoloni e mensole scolpite con aquile, pipistrelli, chimere e altre figure fantastiche alleggeriscono l’aspetto severo dell’esterno. L’insieme rivela una raffinatezza inattesa, frutto del gusto delle grandi corti del XV secolo. Sulla facciata meridionale resta ancora visibile la nicchia destinata ai busti di Re René e della regina Giovanna di Laval, memoria della stagione più brillante vissuta dalla residenza.

Uno degli elementi più spettacolari è la grande scala monumentale illuminata da 19 finestre. Salendo piano dopo piano si attraversano ambienti destinati ai ricevimenti, agli appartamenti privati e alle sale di rappresentanza. I primi livelli conservano soffitti lignei alla francese, mentre l’ultimo presenta eleganti coperture voltate.

Le antiche prigioni sono probabilmente gli spazi più emozionanti dell’intero percorso. Le pareti custodiscono migliaia di incisioni realizzate nell’arco di secoli, come navi, stemmi, croci, nomi, date e simboli che sono lì a descrivere speranze, paure e ricordi di uomini provenienti da molti Paesi europei.

Un’altra sorpresa attende nelle antiche dipendenze, che ospitano una raccolta di vasi da farmacia, brocche e urne appartenute allo storico ospedale cittadino, sistemate all’interno di eleganti boiserie settecentesche. Dal terrazzo panoramico lo sguardo spazia lungo il Rodano, sulla pianura provenzale, verso il massiccio delle Alpilles e la Montagnette. Per secoli nessun edificio riuscì a competere con i suoi 45 metri di altezza, simbolo assoluto del potere cittadino.

Dal 2009 il castello ospita anche il Centro d’Arte René d’Anjou, nato per creare un dialogo tra patrimonio storico e creatività contemporanea. Artisti di fama internazionale realizzano installazioni e opere ispirate ai soffitti dipinti, agli animali fantastici e alla memoria della fortezza, offrendo un percorso che unisce passato e linguaggi artistici attuali. Il monumento accoglie visitatori durante tutto l’anno e sono disponibili visite guidate e materiali informativi in diverse lingue.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Tarascon si trova nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo la riva sinistra del Rodano. Tarascon dista circa 25 chilometri da Arles, 30 da Saint-Rémy-de-Provence e poco meno di 100 da Marsiglia. L’automobile rappresenta il mezzo più pratico per esplorare questa parte della Provenza, ricca di piccoli borghi, siti romani e paesaggi naturali.

Tarascon dispone anche di una stazione ferroviaria collegata con Arles, Avignone e Nîmes, soluzione particolarmente comoda per chi viaggia senza auto. Arrivando in città, la fortezza domina immediatamente il panorama e il profilo delle torri accompagna il corso del Rodano proprio nello stesso punto scelto oltre 600 anni fa dai duchi d’Angiò.

Château de Tarascon, Provenza
iStock@Olivier DJIANN
Il possente ed elegante Château de Tarascon

Ma ciò che colpisce più di ogni altra cosa è che, ancora oggi, il castello trasmette la stessa impressione di solidità e prestigio che doveva accogliere mercanti, ambasciatori e sovrani diretti verso la Provenza medievale.

Viaggi di nozze 2026: le mete più amate dagli italiani tra USA, Giappone e safari

18 juillet 2026 à 07:30

Le location scelte dalle star per celebrare l’amore conquistano da sempre l’immaginario collettivo. Negli ultimi mesi l’Italia è tornata protagonista sulla scena internazionale: Venezia ha fatto da sfondo al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sánchez, mentre la Sicilia che continua a esercitare un forte fascino tra celebrity e viaggiatori di tutto il mondo, è stata sotto i riflettori per il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner a Palermo. Le grandi celebrità insomma continuano a trasformare alcune destinazioni in vere e proprie destinazioni romantiche, alimentando il sogno di viaggi da favola, con un occhio di riguardo al Belpaese.

Quali sono invece le mete che scelgono gli italiani quando arriva il momento della luna di miele? La risposta arriva dall’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni confermate dei viaggi di nozze 2026, elaborate tra gennaio e giugno. Il quadro racconta una nuova idea di honeymoon: sempre meno una semplice fuga in un paradiso tropicale e sempre più un’esperienza costruita su misura, fatta di itinerari, cultura, natura, città da esplorare e momenti indimenticabili da condividere in coppia.

Le mete più scelte per il viaggio di nozze 2026

Non ci sorprende che gli Stati Uniti restano a oggi la destinazione più desiderata dagli sposi italiani nel 2026, con il 56% delle preferenze complessive. Il fascino americano continua a essere fortissimo, anche se il dato registra una lieve flessione rispetto al 2025, quando rappresentava il 62,6% delle scelte. A conquistare le coppie però non è soltanto il classico coast to coast o il tour delle grandi città americane, sono piuttosto i viaggi combinati, capaci di unire scoperta e relax, a registrare un vero e proprio incremento.

Los Angeles, California
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Vista sulle strade nel centro di Los Angeles

Il tour degli Stati Uniti in versione classica rappresenta il 20,4% dei viaggi di nozze, mentre crescono le formule che aggiungono una seconda esperienza, come USA abbinati a Santo Domingo o Giamaica (14,2%), USA con crociera ai Caraibi (6,9%) e USA e Messico con il 5,9%. La formula vincente sembra quindi essere quella del “doppio viaggio”: prima vivere l’energia di metropoli, parchi naturali e grandi itinerari, poi concedersi qualche giorno di mare.

Nave da crociera ai Caraibi
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Nave da crociera sulle acque splendide dei Caraibi

Giappone, Asia e Africa

La vera sorpresa del 2026 è però il Giappone, che continua la sua crescita come una delle destinazioni simbolo delle nuove lune di miele. Da solo raggiunge il 18% delle preferenze, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il Paese del Sol Levante risponde perfettamente ai desideri delle coppie moderne: permette di unire tradizioni millenarie e tecnologia, templi e quartieri futuristici, natura, gastronomia e città simbolo come Tokyo e Kyoto. Non cresce soltanto il Giappone, bensì l’intera area dell’Estremo Oriente che passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. Tra le mete emergenti troviamo anche Indonesia, scelta dal 3,7% degli sposi e Thailandia, con il 3,2%.

Tokyo a marzo
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Il parco Chidorigafuchi a Tokyo durante la stagione della fioritura

Un altro trend in forte crescita riguarda l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% al 9,5%. Sempre più coppie scelgono una luna di miele all’insegna dell’avventura, combinando safari, paesaggi naturali e soggiorni balneari. Destinazioni come Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar rappresentano una nuova idea di romanticismo, fatta di esperienze da vivere insieme, tra animali selvatici, tramonti nella savana e oceani cristallini.

Sudafrica
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Panorama di Cape Town di sera

Le destinazioni che perdono interesse

Se per anni Maldive e paradisi dell’Oceano Indiano hanno rappresentato il sogno per eccellenza della luna di miele, oggi il modello sta cambiando ed è qui la vera sorpresa. L’Oceano Indiano resta una scelta importante, ma registra un leggero calo passando dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive rappresentano il 3,3% delle preferenze, mentre Mauritius raggiunge il 2,3%.

Vista aerea panoramica di una barriera corallina turchese e laguna con un'isola paradisiaca alle Maldive
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Veduta aerea paradisiaca delle Maldive

Il dato non indica una totale perdita di fascino delle destinazioni tropicali, ma racconta un’evoluzione: il mare non è più necessariamente l’intero viaggio, ma diventa una parte di un’esperienza più ampia. Anche i Caraibi mantengono una posizione stabile, con il 5,3% delle preferenze, soprattutto grazie alle combinazioni con gli Stati Uniti. Il viaggio di nozze del 2026 sembra quindi avere una nuova parola chiave, esperienza. Gli italiani continuano a sognare mete lontane e spettacolari, ma desiderano viverle in modo più autentico, attraverso itinerari capaci di raccontare una storia.

Le Isole Eolie conquistano la stampa estera: “Un viaggio da film”

15 juillet 2026 à 07:30

Le Isole Eolie tornano sotto i riflettori internazionali e questa volta a celebrarle è la stampa estera. Il quotidiano spagnolo t ha dedicato un lungo reportage all’arcipelago siciliano, definendolo un vero “viaggio da film”, un itinerario che intreccia paesaggi vulcanici, mitologia, cinema, enogastronomia e mare cristallino.

Un racconto che arriva in un momento particolarmente favorevole per le Eolie, anche grazie all’attenzione suscitata dalle riprese di “The Odyssey” di Christopher Nolan, girato tra Lipari e Vulcano nel 2025, e che conferma l’arcipelago come una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo.

Château du Rivau, il castello dei giardini fiabeschi che ospitò Giovanna d’Arco

8 juillet 2026 à 17:30

Nel cuore della Valle della Loira, il Château du Rivau è un luogo dove storia, natura e immaginazione si incontrano. Questo elegante castello medievale è conosciuto non solo per la sua architettura fortificata, ma soprattutto per i suoi straordinari giardini ispirati al mondo delle fiabe, arricchiti da installazioni artistiche che trasformano la visita in un vero viaggio nel fantastico.

Tra sentieri incantati, rose profumate, sculture e richiami alle grandi storie dell’infanzia, il Rivau offre un’esperienza diversa dai tradizionali castelli della Loira. A rendere ancora più affascinante questo luogo è il legame con una delle figure più celebri della storia francese: Giovanna d’Arco, che qui fece tappa nel 1429 durante il suo leggendario viaggio.

La storia del castello

Le origini del castello di Rivau sono legate alla famiglia de Beauvau, una delle più importanti casate della nobiltà di Francia. Il castello venne costruito nel XV secolo e trasformato in una fortezza grazie a Pierre de Beauvau, primo ciambellano del re Carlo VII, che ottenne nel 1442 l’autorizzazione a fortificare la struttura che ancora oggi conserva elementi tipici dell’architettura medievale, come un doppio ponte levatoio, le torri circolari di guardia e le antiche scuderie reali (Monumento Storico dal 1999).

Proprio le scuderie contribuirono alla fama del Rivau: nel 1429 Giovanna d’Arco sarebbe arrivata al castello per procurarsi cavalli da guerra, prima di proseguire il suo cammino verso Orléans durante la Guerra dei Cent’anni.

Nel corso dei secoli il Rivau ha cambiato volto, passando da roccaforte militare a dimora signorile durante il Rinascimento, fino alla rinascita contemporanea grazie a un importante progetto di restauro e valorizzazione da parte della famiglia Laigneau che ha unito patrimonio storico, arte e tutela della natura.

Cosa vedere allo Château du Rivau

Il vero cuore dell’esperienza al Château du Rivau sono i suoi 15 giardini fiabeschi, un insieme di spazi verdi tematici progettati per stimolare la fantasia dei visitatori. Ogni area racconta una storia diversa attraverso piante, colori, profumi e installazioni artistiche che sembrano uscite dalle pagine di un libro di favole. Passeggiando tra i giardini si incontrano ambientazioni ispirate a principesse, creature fantastiche, leggende e racconti popolari, con opere d’arte contemporanea inserite armoniosamente nel paesaggio.

Tanto per citarne solo alcuni: il giardino di Raperonzolo è un labirinto floreale omaggio alla principessa della fiaba dei fratelli Grimm; il giardino di Polliccino è abbellito con fiori che simboleggiano la speranza; il Labirinto di Alice ha la forma della testa del Gatto che appare e scompare nel famoso romanzo; il Sentiero delle Fate è invece dedicato alla fiaba di Pollicina nata in un vaso di fiori.

I giardini cambiano aspetto seguendo il ritmo delle stagioni e rappresentano uno degli elementi più caratteristici della visita: non sono semplici spazi botanici, ma veri scenari teatrali all’aperto dove natura e creatività dialogano. Il castello ospita inoltre collezioni d’arte e mostre temporanee che aggiungono un tocco originale al percorso.

Sono disponibili anche visite guidate del castello, laboratori e escursioni in bicicletta. Per avere maggiori informazioni e per prenotare, visitare il sito ufficiale del castello.

I giardino dello Château du Rivau
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Giardini del castello ispirati alle fiabe

Dove si trova e come andare

Il Château du Rivau si trova a Lémeré, nel dipartimento dell’Indre-et-Loire, nel cuore della regione della Valle della Loira. La posizione lo rende una tappa ideale durante un itinerario tra i grandi castelli della zona, trovandosi vicino a località come Chinon (12 chilometri) e Richelieu.

Per raggiungerlo, l’auto è il mezzo più comodo e veloce ma volendo si può optare anche per i mezzi pubblici.

Partendo da Parigi in treno con il TGV (treno ad alta velocità) si può arrivare alla stazione di Tours in circa 1 ora di viaggio. Da lì poi in circa 50 minuti con un treno regionale si giunge a Chinon dove passano taxi o autobus locali per il Château du Rivau.

Il castello di Rivau in Francia
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I giardini del castello di Rivau

Buckingham Palace riapre per l’estate tra saloni reali segreti e una novità “irripetibile”

8 juillet 2026 à 14:30

L’estate porta con sé una nuova occasione per entrare nel cuore della monarchia britannica: Buckingham Palace riapre le sue porte ai visitatori con un appuntamento speciale che permette di esplorare le Sale di Stato (State Rooms), gli ambienti più iconici della residenza reale e una novità destinata a rendere questa stagione ancora più esclusiva. Dal 9 luglio al 27 settembre 2026, il pubblico potrà visitare gli spazi normalmente riservati alle cerimonie ufficiali e scoprire un palazzo che continua a raccontare secoli di storia, arte e tradizioni della Corona.

Tra i motivi principali per programmare una visita c’è la nuova veste della Picture Gallery, protagonista di un intervento definito come un riallestimento irripetibile in quanto si tiene una volta sola nella vita. La galleria, una delle sale di rappresentanza più importanti del palazzo, presenta infatti un’esposizione completamente rinnovata che permette di ammirare un numero molto maggiore di capolavori della Royal Collection.

Visitare Buckingham Palace in estate

L’apertura estiva delle State Rooms di Buckingham Palace rappresenta da anni uno degli appuntamenti più attesi dai viaggiatori a Londra. Durante il periodo in cui il palazzo non viene utilizzato per gli impegni ufficiali, i visitatori possono attraversare alcune delle sale più celebri della residenza, tra cui ambienti decorati con arredi storici, opere d’arte e oggetti appartenuti a generazioni di sovrani.

Oltre ai percorsi tradizionali, quest’anno l’esperienza si arricchisce anche della possibilità di scoprire dettagli meno conosciuti della residenza reale. Alcuni tour speciali consentono infatti di accedere ad aree normalmente poco visibili, come gli ambienti dell’Ala Est, con viste sul famoso balcone di Buckingham Palace, diventato simbolo di numerosi momenti pubblici della famiglia reale.

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123RF
Il portone principale di Buckingham Palace

Il fascino della visita non riguarda soltanto gli interni: anche i giardini del palazzo contribuiscono a rendere l’esperienza unica, offrendo un raro esempio di spazio verde privato nel cuore di Londra. I visitatori possono scoprire un ambiente caratterizzato da una grande varietà naturale, con oltre 1000 alberi, 325 specie di piante selvatiche e 25 specie di uccelli nidificanti.

Da non perdere anche una visita alle Scuderie Reali, tra le più belle ancora in funzione, un’esperienza particolarmente interessante per chi viaggia con i bambini. Qui è possibile ammirare da vicino la spettacolare Carrozza di Stato Dorata, realizzata 260 anni fa: un’imponente carrozza di quattro tonnellate che, per essere trainata, richiede ben otto cavalli.

La nuova Picture Gallery: 120 capolavori

La grande protagonista della riapertura estiva è senza dubbio la Picture Gallery, trasformata grazie a un nuovo progetto espositivo definito dal Royal Collection Trust un “once-in-a-generation re-display”, ovvero un riallestimento irripetibile destinato a segnare un momento storico nella vita della residenza reale. La nuova configurazione permette ai visitatori di scoprire la collezione di dipinti di Buckingham Palace attraverso un percorso completamente rinnovato, con il numero delle opere esposte quasi raddoppiato: si passa infatti da 63 a 120 capolavori.

La nuova Picture Gallery di Buckingham Palace
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Il nuovo allestimento della Picture Gallery

Il nuovo allestimento valorizza opere di grandi maestri come Rubens, Caravaggio e Zoffany, offrendo una lettura più ampia del patrimonio artistico della monarchia britannica. Anche l’aspetto della sala è stato modificato: il riallestimento comprende anche nuovi arazzi di seta verde, una scelta che richiama l’eleganza storica degli ambienti reali e restituisce alla galleria un’atmosfera ancora più scenografica.

Per i viaggiatori che nell’estate 2026 sceglieranno il Regno Unito, la visita alla Picture Gallery rappresenta un’occasione particolarmente rara: non si tratta soltanto di ammirare una selezione di opere celebri, ma di entrare in una sala che presenta un nuovo volto e un’esposizione destinata a rimanere un riferimento per gli anni a venire.

Per informazioni su eventi, orari e giorni di apertura, visite guidate e per acquistare i biglietti, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Buckingham Palace.

Dove andare in vacanza ad agosto in coppia, le mete più romantiche per due

Par : losiangelica
7 juillet 2026 à 12:32

I Beatles cantavano All You Need Is Love. E forse avevano ragione: l’amore è il motore di tutto. È ciò che ci spinge a prenderci cura delle persone a cui teniamo, a ritagliarci del tempo insieme e a trasformare i momenti più semplici in ricordi che dureranno per sempre. E quale occasione migliore dell’estate per farlo?

Dove andare in vacanza ad agosto in coppia? Non è troppo tardi per prenotare e la buona notizia è che ogni posto può diventare speciale quando si è insieme. In Italia e in Europa abbiamo selezionato 7 meraviglie da scoprire ed esplorare spaziando tra borghi in pietra, laghi immersi nel verde e città che sembrano uscite da un quadro.

Varenna, Italia

Se state cercando una fuga romantica da vivere ad agosto, c’è un luogo in Italia che sembra uscito da una favola: il lago di Como. Tra tutti i suoi borghi, Varenna conquista il cuore con la sua atmosfera senza tempo. Camminate mano nella mano lungo la celebre Passeggiata degli Innamorati, lasciandovi avvolgere dalla magia del lago mentre lo sguardo si perde tra Bellagio e Menaggio, sull’altra sponda.

Concedetevi un aperitivo su una terrazza affacciata sull’acqua, brindando ai momenti che contano davvero, e lasciate che la serata continui con una cena romantica a base di pesce nei ristorantini che circondano Villa Monastero. Perché, a volte, la felicità ha il rumore delle onde, il profumo dell’estate e la mano della persona che amate stretta nella vostra.

Varenna vista panoramica
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Varenna è una delle mete romantiche italiane

Caltagirone, Italia

C’è un motivo per cui questo borgo siciliano è così famoso nel mondo ed è la sua produzione di ceramica. Caltagirone incanta con un trionfo di colore e storia tra chiese barocche e palazzi settecenteschi. Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio UNESCO insieme alla Val di Noto e tra i punti più belli da percorrere c’è proprio una scalinata di 142 gradini decorata con maioliche.

Pienza, Italia

Spostiamoci in Val d’Orcia in un posticino che sembra fatto per due: stiamo parlando di Pienza, proprio qui esiste davvero una Via dell’Amore. Forse è solo una strada, oppure un piccolo promemoria che certi luoghi sono capaci di far innamorare, ogni volta, un po’ di più. Il borgo natale di Papa Pio II regala splendidi belvedere dove fermarsi per un bacio e una foto ricordo ed è anche il luogo perfetto che invita a rallentare per dedicarsi un po’ di tempo di qualità. Se siete amanti del formaggio e del buon vino ve ne innamorerete..

Hallstatt, Austria

In Austria c’è un villaggio così piccolo e così affacciato sul lago da sembrare finto. Con le montagne che fanno da cornice, Hallstatt è una meraviglia ed è l’opzione perfetta per chi vuole una vacanza relax immersa nella natura. Adagiato sulle rive di un lago cristallino e abbracciato dalle montagne austriache, questo piccolo villaggio sembra dipinto. Passeggiate mano nella mano tra casette fiabesche, lasciatevi incantare dai riflessi dorati del tramonto sull’acqua e risvegliatevi con la magia dell’alba, quando il silenzio rende tutto ancora più speciale.

Bled, Slovenia

Se cercate una vacanza nella natura in coppia ad agosto Bled è quello che fa per voi: il lago romanticissimo permette varie attività come una gita romantica con una barchetta, visitare il castello da cui si gode una splendida vista e ovviamente fare merenda con una fetta di torta kremna rezina.

Kotor, Montenegro

In Montenegro, tra mura veneziane e montagne che scendono dritte nel mare, Kotor è la sorpresa balcanica di questa lista. Sembra un fiordo, ma è Mediterraneo puro: acqua cristallina, prezzi ancora accessibili rispetto ad altre mete europee, tramonti che colorano la baia di arancio. È il posto giusto per chi cerca il fascino di un paesaggio nordico senza rinunciare al caldo di agosto.

Annecy, Francia

Viene soprannominata “la Venezia delle Alpi” e osservando le immagini di Annecy non è difficile capire perché. Acque limpidissime e vicoli che profumano di formaggio e vino sono il segreto di questo posto. Oltre al centro del borgo è possibile rilassarsi al lago facendo un aperitivo dopo un giro in pedalò.

Annecy, vista dal centro storico
iStock
Annecy, la Venezia delle Alpi

Castle hopping, viaggiare come principi (e principesse) a Bolzano e dintorni

3 juillet 2026 à 17:39

Nella provincia di Bolzano si contano all’incirca 800 castelli, tra antichi manieri ancora in ottimo stato di conservazione e ruderi. Solo un quarto di essi si trova tra il Capoluogo e le immediate vicinanze. Non serve dunque fare troppa strada per scoprirli, visitarli, soggiornarci o trascorrevi qualche momento piacevole.

Alcuni castelli sono privati e si visitano solo dietro prenotazione, altri sono pubblici e aperti a tutti, altri ancora ospitano hotel, locali e ristoranti, ma ce ne sono alcuni usati come location per eventi, concerti e feste medievali.

Ne ho visitati alcuni durante un indimenticabile weekend bolzanino, facendo un vero e proprio “castle hopping“, su e giù, dentro e fuori, dove mi sono sentita come una vera principessa, dormendo in un antico letto a baldacchino, provando l’arrosto di maiale affumicato sulla legna come lo si cucinava nel Medioevo e ripercorrendo le gesta di eroi, cavalieri e castellani. Ecco com’è andata.

I castelli attorno a Bolzano

Il contesto in cui sono immersi alcuni dei castelli intorno a Bolzano è incredibile: molti sono a picco sui dirupi montani che circondano la città (da dove potevano dominare la valle e avvistare l’avvicinamento di eventuali nemici) oppure immersi tra i vigneti, e già la loro posizione ne determina il grande fascino.

Castel Korb

Il primo castello è Castel Korb, che oggi ospita un hotel di lusso, con stanze d’epoca e tanti saloni antichi. Piace molto agli stranieri che lo scelgono addirittura per ricevimenti e matrimoni. Si trova ad Appiano sulla Strada del Vino, uno dei Comuni più affascinanti della provincia, a una ventina di minuti dalla stazione ferroviaria di Bolzano, che conta circa 180 tra castelli e manieri, 1.200 ettari di vigneti e ben dieci villaggi caratteristici a forte connotazione enologica.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Korb ad Appiano sulla strada del vino

Si tratta di un antico castello di cui resta ancora la torre difensiva risalente al XIII secolo dove oggi sono state ricavate alcune suite e il maestoso ingresso. In origine, la torre era rivestita solo da merli decorativi, oggi coperti anche da un tetto piramidale. Non è certa la data di costruzione del castello, ma l’appellativo “de Corva”, che significa “di Korb”, viene menzionato per la prima volta intorno al 1236. I signori di Korb erano ministri dei conti di Appiano e questo, probabilmente, spiega la loro scelta di stabilirsi così vicino a Castel d’Appiano.

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©Christian Wöckinger
Castel Korb oggi è un bellissimo hotel

Castello Boymont

L’attuale proprietà, che possiede l’intera collina con tanto di vigneti, ha anche un altro castello proprio sulla cima, che si può raggiungere a piedi dopo una ripida salita (e solo se si è ospiti dell’hotel), il romantico castello Boymont, costruito dai conti di Appiano all’intorno del 1230. Oggi è in rovina, ma è davvero delizioso con la sua torre e le trifore. Deve essere stato un edificio molto imponente a suo tempo. La collina fu abitata già nell’era preistorica come confermano alcune scoperte dell’età del ferro e le suppellettili ritrovati sono esposti nella hall di Castel Korb.

Castel d’Appiano

Castel d’Appiano è uno dei meglio conservati dei catelli altoatesini. Si tratta di una costruzione di origine medievale situata sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino. È famoso per il suo aspetto, per la splendida vista sulla Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti, senza dimenticare una vera chicca: l’antica cappella completamente affrescata e per questo anche chiamata “la Cappella Sistina dele Alpi”, massima espressione della ricchezza culturale del maniero (che si visita solo su prenotazione).

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@Eppan Tourismus
Il meraviglioso Castello di Appiano

Consacrata nel 1131, vanta opere pittoriche pressoché complete e in un ottimo stato di conservazione. Gli affreschi romanici del XIII secolo raffigurano i motivi tipici dell’epoca medievale, come la scena di caccia o la famosa “mangiatrice di canederli”, mentre gli affreschi che ritraggono episodi della vita di Gesù e degli apostoli sono tra i meglio conservati dell’intero Tirolo storico. Rimasti celati per secoli sotto altre pitture, se oggi li possiamo ammirare è grazie a un intervento di restauro avvenuto nel 1926.

Si può raggiungere Castel d’Appiano a piedi, con una passeggiata di una mezz’oretta che, inizialmente costeggia i filari d’uva e poi sale più ripida oppure in bicicletta o anche con il servizio navetta Nesti Shuttle, l‘unica autorizzata a salire.

Arroccato su una parete rocciosa a 600 metri di quota, Castel d’Appiano (Hocheppan) ha alle spalle una lunga storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 metri di altezza si eleva verso il cielo (non è accessibile, ma è in programma un restauro conservativo che dall’anno prossimo consentirà di salire fino in cima).

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@IDM Suedtirol - Angelika Schwarz
La Cappella Sistina delle Alpi all’intero del Castello di Appiano

Salire in cima al castello è una delle più belle escursioni che si possano fare nei dintorni di Bolzano (anche se in tutta la zona si snodano ben 150 km della Strada del Vino), ma è anche un’occasione per godere della buona tavola della taverna del castello dove servono piatti tipici (gestita da dieci anni dalla stessa famiglia).

Castello Moos-Schulthaus

Sempre ad Appiano sulla Strada del Vino, si trova un piccolo castello privato che apre solo su prenotazione. Il Castello Moos-Schulthaus è un piccolo gioiello segreto che merita una visita. Fu costruito nel 1300 dai von Firmian, amministratori del Vescovo di Trento (gli stessi che hanno costruito il castello di Firmian, appena sopra Bolzano, che oggi ospita uno dei musei MMM di Reinhold Messner) e, nel corso dei secoli, fu ampliato, furono aggiunte le torri, simbolo visibile ovunque di potere e ricchezza, e restaurato. Oggi il castello è noto soprattutto per i suoi interni storici ben conservati, le sale affrescate e l’atmosfera nobiliare. La struttura unisce elementi medievali e rinascimentali ed è considerata una delle residenze storiche più affascinanti della zona.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il piccolo ma delizioso Castel Moos-Schulthaus

Dopo l’estinzione dell’ultima famiglia proprietaria, il castello fu acquistato dai fratelli Lanz di Appiano (diventati così Lanz zu Moos). L’ultima erede, Salome di Lanz, sposò un Schulthaus, unendo i due nomi in Moos-Schulthaus. La famiglia Schulthaus ha mantenuto la proprietà fino al 1950. Successivamente il castello, ormai degradato, è stato acquistato dal ricco commerciante di Bolzano, Walther Amonn. L’Associazione Amonn ne detiene tuttora la proprietà e ha curato il restauro, rimuovendo la calce usata come disinfettante ai tempi della peste e arredando le stanze con una collezione di mobili d’epoca.

Le pareti hanno così rivelato dei meravigliosi – e anche un po’ inquietanti – affreschi. Il castello, infatti, si distingue proprio per il ciclo di affreschi tardo-gotici insoliti e bizzarri (risalenti al 1470 circa) , che descrivono scene satiriche della vita e della cultura dell’epoca. Tra questi “La Guerra tra Gatti e Topi”, un tema allegorico di origine medievale (probabilmente portato in Europa dai Crociati) in cui gli animali sostituiscono gli uomini; “La Caccia agli Uomini”, dove viene raffigurata una contessa a cavallo con un cuculo in mano, una satira sul potere femminile; “Il Giardino dell’Amore”, uno dei rarissimi esempi rimasti di rappresentazione gotica di un giardino d’amore (luoghi che diventeranno comuni solo nel Barocco e Rococò).

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@Moos-Schultahaus
L’interno con le sale affrescate di Schloss Moos-Schulthaus

Era l’unico spazio all’aperto in cui le contesse potevano stare tranquille e svagarsi; ma il più scioccante è “L’Albero dei Falli”, una pittura fortemente provocatoria in cui si vedono delle giovani donne nude raccogliere e contendersi dei falli cresciuti su un albero come fossero frutti. Insolla, Moos-Schulthaus merita decisamente una visita. Ma il castello nasconde anche qualche chicca, come spioncini segreti per ascoltare i discorsi degli ospiti senza essere visti…

Castel Sallegg

Si trova nella deliziosa cittadina di Caldaro sulla Strada del Vino, famoso borgo volto alla viticoltura, tanto da ospitare tra i suoi storici palazzi il Museo Provinciale del Vino dell’Alto Adige, uno dei castelli privati più belli della provincia di Bolzano, Castel Sallegg. Non un castello con torri e merletti come potremmo immaginarci, bensì uno château alla francese, una splendida residenza nobiliare ancora abitata dai Conti von Kuenburg e che, un tempo, apparteneva all’arciduca Ranieri d’Austria. Il castello è privato e non si può visitare, se non in occasione di qualche evento, ma è possibile entrare dal cancello e ammirarlo in tutta la sua bellezza.

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©Castel Sallegg
Castel Sallegg a Caldaro sulla Strada del Vino

La sua posizione con vista sui vigneti e sul Lago di Caldaro (questa zona è la culla del vitigno autoctono Schiava, da cui nasce il celebre vino rosso Lago di Caldaro, Kalterersee), il più grande della provincia, è molto piacevole e rilassante. E i vigneti sono proprio del castello, tanto che nel podere Leisenhof, uno dei tre della tenuta, sono stati ricavati un’enoteca-bistrot, dove si possono degustare vini, accompagnati da piatti curati e semplici, e un hotel di charme del cui arredo si è occupata direttamente la Contessa, con molti riferimenti a Castel Sallegg, intrisi di storia e del passato dei suoi antenati (l’albero genealogico è dipinto su una gramde parete nella hall).

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©Klaus Peterlin
L’albero genealogico dei Conti von Kuenburg nella hall dell’hotel

Castello di Salorno

Arroccato come un nido d’aquila sul borgo di Salorno, il più a Sud dell’Alto Adige, e sull’intera Valle dell’Adige, il Castello di Salorno o Haderbur è una delle più affascinanti fortificazioni della regione. Quasi un rudere, ma messo in assoluta sicurezza dal proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi, è gestito da una coppia, Martin e Alexia Gluderer, che organizzano visite guidate, eventi, concerti, feste celtiche e medievali e che gestiscono la tavola calda dove cucinano piatti con ricette antiche.

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@Luca dal Gesso
Il Castello di Salorno a picco sulla roccia

Scenograficamente è uno dei più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi della storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento, pertanto aveva una funzione difensiva, ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito modifiche, ampliamenti e rifacimenti nel corso dei secoli. Quando iniziò il lento declino, accentuato dalla costruzione della ferrovia del Brennero, fu acquistato dalla famiglia nobiliare veneziana che lo possiede, insieme all’intera collina, ancora oggi. Intorno al Castello di Salorno girano alcune leggende: c’è chi dice che tra le sue pietre si nasconda un tesoro e chi crede di aver visto un fantasma. Un posto magico, raggiungibile a piedi salendo un ripido sentiero per una ventina di minuti. Se non fosse difficile che fortezza sarebbe? (se volete saperne di più, qui trovate l’articolo dedicato al Castello di Salorno).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Castello di Salorno visto dal suo interno

I castelli di Bolzano

Senza andare troppo lontano, la stessa città di Bolzano ospita diversi castelli.

Castel Roncolo

Il più famoso non solo in città ma dell’Alto Adige è sicuramente Castel Roncolo, situato su una roccia sopra Bolzano. Fu costruito nel XIII secolo ed è conosciuto soprattutto per il suo straordinario ciclo di affreschi profani medievali, tra i meglio conservati d’Europa. E non soltanto sulle pareti interne alle sale, ma anche sulle facciate esterne. Una vera meraviglia. Le pitture raffigurano scene di vita cortese, tornei, cacce e leggende cavalleresche e offrono uno sguardo unico sulla cultura nobiliare del Medioevo. Oggi, il castello è una meta culturale molto apprezzata grazie alla sua storia, all’architettura e alla vista panoramica sulla valle.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Roncolo si para davanti agli occhi arrivando dalla strada in auto

Costruito come roccaforte nel 1237 dalla famiglia nobile Vanga, grazie a un permesso concesso dal vescovo di Trento, per difendere la città e controllare l’accesso alla Val Sarentina, un’importante via di comunicazione verso il Brennero, il castello venne trasformato, nel 1385, in residenza estiva dai fratelli Niklaus e Franz Vintler, ricchi mercanti bolzanini diventati nobili. Questi lo fecero ampliare e interamente decorare con meravigliosi affreschi, testimonianza unica del mondo cortese, della moda nobiliare, della cavalleria e delle più amate leggende medievali.

La struttura originaria comprendeva il palazzo occidentale (con il portone d’ingresso), una torre, la cucina, la cappella e le mura merlate, dotate di un argano con un secchio calato direttamente nel fiume sottostante per l’approvvigionamento idrico. Intorno al 1400 viene aggiunta la cosiddetta “casa d’estate”.

Le pareti mostrano tornei cavallereschi con le lance, dame come spettatrici e l’uso di scudi araldici (tra cui spicca lo stemma con i colori dell’Austria). Sono dipinte anche scene di balli, musica e giochi con la palla. Grande spazio è dedicato alle scene di caccia (cervi, cinghiali e orsi), un’attività considerata un vero e proprio status symbol dell’alta società dell’epoca.
Soggetto successivamente a numerosi passaggi di proprietà, passò, alla fine del XIX secolo, all’imperatore Francesco Giuseppe, il quale lo fece restaurare e, grazie anche all’arrivo dei primi turisti, lo donò alla città di Bolzano. Gli ultimi grandi lavori risalgono agli anni Novanta del Novecento. Castelo Roncolo è aperto tutto l’anno, tranne il mese di gennaio, dopo l’Epifania.

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Courtesy Thomas Roetting
Gli affresci sulle pareti esterne a Castel Roncolo

Castel Hörtenberg

Un altro castello in pieno centro a Bolzano, nel quartiere Dodiciville, uno dei più antichi della città, è Castel Hörtenberg, che oggi è un hotel di lusso, l’unico cinque stelle in città. Per visitarlo è necessario soggiornare o prenotare uno dei due ristoranti dell’albergo (Le Segrete è ricavato nelle antiche cantine con soffitto a volta e pietra viva). L’edificio, bellissimo e molto elegante al suo interno, risale al periodo tardo medievale e rinascimentale e un tempo fu la residenza della famiglia nobile Hörtenberg.

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Ufficio stampa
Castel Hörtenberg nel pieno centro di Bolzano

Durante le insurrezioni tirolesi del 1800, Castel Hörtenberg divenne il rifugio strategico e il quartier generale di Andreas Hofer, un condottiero austriaco che divenne comandante contro l’invasione del Tirolo da parte delle truppe francesi. Nel Sudtirolo è considerato un eroe, pertanto averlo ospitato è un vero onore per il castello.

Grazie all’accurato restauro, che ha mantenuto comunque molti elementi architettonici originali, come le mura storiche, i cortili interni e i dettagli rinascimentali, oggi il castello unisce storia e design moderno ed è considerato uno degli edifici storici più raffinati della città.

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Ufficio stampa
Le Segrete di Castel Hörtenberg

Castel Mareccio

A Bolzano città c’è un terzo castello ed è Castel Mareccio. Immerso tra il verde dei vigneti, sembra proprio il castello delle principesse, con le sue torri rotonde e i tetti appuntiti. Viene utilizzato per eventi, pertanto, non è sempre aperto o visitabile. La sua storia è comunque molto interessante essendo un edificio storico: viene menzionato per la prima volta nel 1273. Questa piccola fortezza romanica era di proprietà dei “di Mareccio”, esponenti della borghesia bolzanina successivamente divenuti nobili. Nel XV secolo, il castello passò alla famiglia Römer e venne ampliato con una nuova ala Ovest; nei primi decenni del XVI secolo, fu ampliata la cinta muraria con l’aggiunta di quattro torri circolari. Il mastio venne, infine, trasformato da antica torre di guardia in torre panoramica.

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Ufficio stampa
Il fiabesco Castel Mareccio a Bolzano

Nel 1549, Castel Mareccio subì una profonda ristrutturazione trasformandosi in una vera e propria residenza rinascimentale affrescata. Nel corso de XVI secolo il castello fu anche punto di riferimento per i nobili che avevano aderito al credo protestante, come dimostrano alcuni affreschi commissionati dal proprietario Lukas Römer.

Con la morte dell’ultimo erede della famiglia Römer, il castello passò al casato degli Hendl e, successivamente, ai Thun (un cognome che in Alto Adige ha un grande significato). Castel Mareccio restò di proprietà di questa famiglia fino al 1851, quando Karl Thun lo vendette alla contessa Anna Sarnthein. Quest’ultima affittò Castel Mareccio all’erario il quale lo utilizzò come armeria. Nel 1919 Castel Mareccio venne trasformato in Archivio di Stato, mantenendo questa funzione fino al 1973. Nel 1974 il Comune di Bolzano acquistò la struttura trasformandola in centro congressi e centro culturale. Dal 2007 è gestito dalla Fondazione Castelli di Bolzano, insieme a Castel Roncolo e al Castello Rafenstein. Se siete a Bolzano in occasione di un evento ospitato al castello il consiglio è di andarci per ammirare la bella struttura e gli affreschi al primo piano dell’edificio ancora piuttosto ben conservati.

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@Courtesy Schloss Maretsch
Le sale affrescate di Castel Mareccio

Castel Rafenstein

Si trova a Bolzano, ma per arrivarci bisogna salire a qualche centinaio di metri di quota (è anche il punto di partenza di alcune escursioni). La posizione dove si trova è invidiabile in quanto regala una vista meravigliosa su tutta Bolzano. Infatti, Castel Rafenstein (o Castel Sarentino) è noto per essere l’imponente rovina che dall’alto domina la città. Il suo nome deriva dalla parola tedesca “Raben” (“corvo”) e significa “roccia del corvo”. Potrebbe essere tranquillamente il set di uno degli episodi del Trono di spade.

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©TV Jenesien Michael Guggenberg
Le rovine di Castel Rafenstein, appena sopra Bolzano

Costruito nel XIII secolo, al di sopra della gola del Talvera, su incarico del vescovo di Trento, Federico Vanga passò alla fine del secolo nelle mani del vescovo di Trento, Enrico II. Venne però profondamene danneggiato nel corso di un conflitto con il conte Mainardo II del Tirolo. A metà del 1300 il castello iniziò a essere ricostruito da Ludovico di Brandeburgo, secondo marito della contessa Margherita Maultasch. Passato dagli Asburgo ai von Rafenstein e, infine, ai Weineck, iniziò a essere ampliato, in particolare nel XVI secolo, quando venne trasformato in stile tardogotico.

Fu il condottiero austriaco Marx Sittich a trasformarlo in castello di rappresentanza, abbellito da dipinti e decori. Vi allestì, inoltre, un’importante collezione di opere d’arte e oggetti curiosi atti a destare stupore. Tra questi ultimi vi erano per esempio corna levigate, uova di struzzo e un pesce di mare, corrispondente probabilmente ai resti di un coccodrillo del Nilo ritrovato nel corso degli scavi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno delle rovine di Castel Rafenstein

Nel corso delle guerre napoleoniche, il castello venne fortemente danneggiato. Non più utilizzabile, venne quindi abbandonato e adoperato a scopo agricolo, fatto che ne determinò il suo declino definitivo. Castel Rafenstein oggi è un rudere, ma chi lo gestisce, insieme al bellissimo maso panoramico dove preparano i piatti tipici della cucina tradizionale altoatesina, dai canederli al Kaiserschmarrn, se ne sta prendendo molta cura e, dopo averlo messo in sicurezza, sta organizzando concerti serali sotto le stelle (essendo il castello sprovvisto di tetto, iun po’ come l’affascinante Abbazia di San Galgano in Toscana).

Castel Flavon

Sempre a Bolzano, ma sopra il rione di Aslago, in posizione panoramica sulla Valle dell’Adige, si trova un altro catello bolzanino, Castel Flavon o Haselburg. Questo antico castello medievale oggi ospita un elegante ristorante, dove i tavoli sono stati ricavati tra le rocce e la pietra viva. Pare, tra l’altro, che fin dal 1400 vi si organizzavano sontuosi banchetti e feste strabilianti, pertanto, pare essere innata la vocazione a luogo di condivisione e incontri. Le prime tracce di questa fortezza risalgono addirittura al secolo VI quando i Reti innalzarono la prima fortificazione. Ancora nel 1200 era una fortezza appartenente alla famiglia Haselberg. Quando nel XV secolo passa ai signori di Fiè, i Völs, l’edificio cambia forma con le tre ali che possiamo ammirare oggi e i bellissimi affreschi realizzati da Bartolomeo Dill Riemenschneider sulle pareti interne. Tra queste opere, spicca la rappresentazione del mito greco di Apollo e Dafne. Il ciclo degli affreschi è accompagnato da rappresentazioni di specie vegetali di uso comune, come la melanzana, la pera, l’aglio, la patata e il melograno. Simbolo di fertilità e prosperità, un esemplare di melograno carbonizzato è stato rinvenuto alla base del battifredo.

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@Haselburg
Lo scenografico Castel Flavon sopra Bolzano

Sotto la guida dei signori di Fiè, il castello diventa rinomato per le sue feste e i suoi banchetti sontuosi, che lo rendono celebre tra la nobiltà bolzanina. Dentro si possono ancora ammirare un’antica cisterna per l’acqua, rivestita con piccoli mattoni e calce mischiata a sangue di bue, profonda 6 metri e mezzo in una delle sale del ristorante; il battifredo o torre d’avvistamento e un muro profondo ben 3 metri e 60, fatto di due muri, uno più antico, derivante dal romanico, e uno più recente, appoggiati uno all’altro. La costruzione di questo mastodontico setto murario è tuttora un mistero.

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@Haselburg
L’esterno di Castel Flavon

Castel Firmian

Castello, ma anche museo, il Castel Firmian o Firmiano è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige e tra i più grandi castelli della provincia, all’interno del quale è nato l’MMM Messner Mountain Museum Firmian, uno dei cinque musei dedicati alla montagna voluti da Reinhold Messner. Si trova sulle alture di Bolzano, a Frangarto, per la precisione ed è raggiungibile in auto, a piedi lungo un sentiero che parte da Frangarto o in bicicletta lungo la Ciclabile Oltradige che parte da Bolzano e che tocca anche Appiano e il Lago di Caldaro.

Museo della Montagna di Castel Firmiano
Getty Images
Il Museo della Montagna di Castel Firmiano sopra Bolzano

Il castello venne menzionato per la prima volta intorno al 945 d.C. con il nome di Formigar, in seguito il nome cambiò in “Firmian”. Dal 1027, il complesso fu di proprietà del Vescovo di Trento. Nel 1473 passò a Sigismondo detto “il danaroso”: solo in quel momento il castello ricevette il nome tedesco “Schloss Sigmundskron”, che deriva dalla sua forma a corona (Corona di Sigismondo). Dal 1996, è di proprietà della Provincia di Bolzano ed esattamente da vent’anni, dopo diversi lavori di ristrutturazione, ospita la mostra permanente “La montagna incantata” che racconta il significato delle montagne per l’uomo.

Castello di Conwy, la fortezza del Galles scelta come location di House of the Dragon 3

24 juin 2026 à 15:30

Il Castello di Conwy è una delle fortezze medievali più spettacolari del Regno Unito e rappresenta una delle principali attrazioni del Galles settentrionale. In vetta a un promontorio alla foce del fiume Conwy, questo imponente complesso difensivo domina il paesaggio da oltre sette secoli e continua ad affascinare visitatori provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi tempi è tornato sotto i riflettori grazie alla sua presenza come location della terza stagione di House of the Dragon, la serie fantasy che ha conquistato milioni di spettatori.

La storia del Castello di Conwy

Il Castello di Conwy fu costruito tra il 1283 e il 1287 per volontà di re Edoardo I d’Inghilterra, nell’ambito della sua campagna di conquista del Galles. La fortezza venne progettata dal celebre architetto militare Giacomo di San Giorgio, considerato uno dei più importanti esperti di fortificazioni dell’epoca.

Realizzato in una posizione strategica lungo la costa settentrionale gallese, il castello faceva parte di una rete di fortificazioni (detta “Anello di Ferro“) destinate a consolidare il controllo inglese sul territorio. Le sue mura massicce, i bastioni e le torri rappresentavano un esempio avanzato di architettura militare medievale.

Nel corso dei secoli il Castello di Conwy fu protagonista di numerosi eventi storici, tra cui assedi e conflitti legati alle guerre tra inglesi e gallesi. Nonostante i danni subiti nel tempo, gran parte della struttura originale è sopravvissuta fino ai giorni nostri, consentendo ai visitatori di ammirarne l’aspetto autentico. Dal 1986 il castello è stato inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La sua atmosfera suggestiva e il buono stato di conservazione hanno attirato anche l’industria cinematografica e televisiva. Il castello è stato infatti scelto come location della terza stagione di House of the Dragon, grazie alle sue mura scenografiche e al suo aspetto imponente, ideale per rappresentare le ambientazioni fantasy ispirate al mondo di Westeros.

Castello di Conwy nel Galles
iStock
Le torri del Castello di Conwy

Come visitarlo e cosa vedere

Visitare il Castello di Conwy significa immergersi in una delle più straordinarie testimonianze del Medioevo europeo. Il percorso di visita permette di attraversare la Great Hall, esplorare le cantine, gli appartamenti reali, i cortili interni e la torre della cappella. Inoltre le torri difensive offrono spettacolari punti panoramici sulla città, sul mare, sulle montagne dello Snowdonia e sull’estuario.

Uno degli aspetti più affascinanti è la possibilità di percorrere gran parte delle mura e delle torri, vivendo un’esperienza molto simile a quella delle sentinelle medievali che sorvegliavano il territorio. Merita attenzione anche il borgo fortificato di Conwy, che conserva una delle cinte murarie medievali meglio preservate d’Europa, parte integrante delle vecchie difese di Conwy.

Per avere informazioni circa i giorni e orari di apertura e per acquistare i biglietti, consultare il sito ufficiale del castello dove sono menzionati anche gli eventi a calendario.

Mercoledì 1 luglio 2026 dalle 10 alle 15:30 si svolgerà una festa per celebrare il 200° anniversario del ponte sospeso di Thomas Telford collegato al castello con elementi architettonici che si sono ispirati alla fortezza.

Visitare il Castello di Conwy nel Regno Unito
iStock
Ponte sospeso a Conwy

Dove si trova e come andare

Il Castello di Conwy si trova nella cittadina omonima di Conwy, nel nord del Galles, a circa 90 chilometri da Liverpool e poco più di 100 chilometri da Manchester.

Chi viaggia in auto può raggiungerlo facilmente attraverso l’autostrada A55, una delle principali arterie della regione. Sono disponibili parcheggi nelle vicinanze del centro storico e dell’area del castello. Per chi preferisce i mezzi pubblici, Conwy dispone di una stazione ferroviaria collegata con diverse città gallesi e inglesi. Una volta giunti in città, il castello si raggiunge comodamente a piedi in pochi minuti.

Notte Romantica 2026 nei borghi italiani dove rivivono i ricordi

14 juin 2026 à 07:30

Sabato 20 giugno 2026 i borghi italiani torneranno a trasformarsi in scenari sospesi nel tempo, dove la bellezza dei luoghi incontra i sentimenti, le storie personali e i ricordi più preziosi. Con l’undicesima edizione della Notte Romantica nei Borghi più belli d’Italia, oltre 230 piccoli centri apriranno le loro piazze, i vicoli e i palazzi storici per celebrare l’amore con il tema “L’Amore per i ricordi“.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, è diventata negli anni uno degli appuntamenti nazionali più attesi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e identitario dei territori.

Esistono luoghi che continuano ad accompagnarci anche quando ne siamo lontani: una piazza che ha fatto da sfondo a un primo incontro importante, una strada percorsa durante l’infanzia, un panorama che restituisce il senso di appartenenza e di casa: è proprio a questa dimensione intima e universale che si ispira l’edizione 2026.

I borghi italiani della Notte Romantica 2026

La Notte Romantica 2026 nei Borghi più belli d’Italia si conferma un appuntamento diffuso lungo la Penisola, capace di unire piccoli centri storici e paesaggi d’autore in un’unica atmosfera fatta di luci soffuse, musica dal vivo, iniziative culturali, panorami incredibili e degustazioni tipiche. Abbiamo fatto una selezione di borghi aderenti all’iniziativa che rappresentano diverse anime del romanticismo italiano.

Petralia Soprana: romanticismo tra Madonie e cultura locale

Nel cuore delle alte Madonie in Sicilia, Petralia Soprana accoglie l’estate 2026 con un fine settimana speciale che unisce la Notte Romantica a un ricco programma culturale.

Sabato 20 giugno il borgo si aprirà all’amore con luci soft, letture poetiche e musica dal vivo nel centro storico. Il ricco programma prevede “Poesie per il Borgo” con suggestioni letterarie presso il Belvedere di Loreto e “Gusto e tradizione” dove ristoranti e bar del paese proporranno menu tematici dedicati al romanticismo.

L’evento si arricchirà anche di momenti ludici e iniziative per visitatori, come il sorteggio speciale per vincere una vacanza esperienziale, note sotto le stelle con balli e musica in piazza e shopping presso i negozi del borgo.

Notte Romantica 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Belvedere di Loreto a Petralia Soprana

Tremosine sul Garda: emozioni sospese tra lago e panorami

Affacciato sul Lago di Garda, il borgo di Pieve di Tremosine sul Garda, in Lombardia, propone una Notte Romantica immersa in scenari naturali spettacolari. L’iniziativa del 20 giugno proporrà dalle ore 18 aperitivi e menù con intrattenimento musicale.

Le strade del centro storico si trasformeranno in palcoscenico per vivere la notte in chiave romantica, tra concerto al pianoforte (ore 18:30 in piazza Marconi), trampolieri (ore 19:30 nelle vie del borgo) e musica dal vivo (ore 21 in piazza Cozzaglio).

Clusone: arte, musica e atmosfera d’autore in Val Seriana

Clusone in Lombardia porta la Notte Romantica 2026 nel cuore della Val Seriana con un programma che intreccia cultura e spettacolo. Sabato 20 giugno alle ore 15:30 la giornata si aprirà con una visita guidata (su prenotazione) chiamata “I Grandi Classici” che porterà i partecipanti alla scoperta del famoso Orologio Planetario Fanzago e di altri luoghi iconici.

Dalle ore 18 fino a sera il centro storico ospiterà concerti, performance artistiche, palloncini, cornice per scattarsi foto-ricordo, simboli come orologi e clessidre per sottolineare il rapporto tra memoria e tempo e installazioni luminose che valorizzeranno i suoi edifici storici e le piazze principali. L’evento punta anche sulla tradizione locale, con proposte come il “Pensiero d’Amore“, il dolce creato ogni anno per l’occasione da uno chef pasticcere.

Le vie del borgo diventeranno così un palcoscenico diffuso, dove cultura e musica accompagneranno i visitatori in un’esperienza coinvolgente e suggestiva.

Montescudaio: il fascino delle colline e dei vicoli storici

Nel cuore della Val di Cecina in Toscana, Montescudaio interpreta la Notte Romantica con un evento che valorizza il borgo e il territorio. Sabato 20 giugno Montescudaio unirà cultura, gastronomia e spettacolo in un unico evento.

L’iniziativa prevede alle 18:30 un incontro in via del Castello che regalerà un viaggio nella storia locale e nell’evoluzione della figura femminile antica. A seguire, dalle 19:30, la festa si sposterà in piazza Matteotti dove una cena a tema all’aperto (prenotazione consigliata) celebrerà il romanticismo toscano.

Musica dal vivo, attrazioni e dress code in abito bianco sono le parole chiave della serata. I ristoratori del borgo hanno studiato dei menù speciali, di carne e pesce, per questa occasione.  L’atmosfera è resa ancora più suggestiva dalla cornice collinare, che contribuisce a creare un’esperienza intima e immersiva, perfetta per celebrare l’estate all’insegna del romanticismo.

Vitorchiano: il fascino del “borgo sospeso” tra luci e atmosfera senza tempo

Tra i luoghi più iconici del Lazio, Vitorchiano – conosciuto come il “borgo sospeso” della Tuscia – partecipa alla Notte Romantica 2026.

Tra le attrazioni di sabato 20 giugno, l’illuminazione scenografica della rupe, un allestimento romantico, perfetto per coppie e turisti che vogliono vivere una serata speciale, del Belvedere Ettore Salimbeni, l’apertura straordinaria della Galleria degli Artisti e della Torre degli Artisti. Luogo perfetto per scattarsi una foto ricordo è senza dubbio vicino alla famosa statua del Moai. I ristoranti del borgo proporranno il dolce ufficiale “Pensiero d’Amore” creato dalla pastry chef Benedettelli.

Il panorama amplifica l’effetto scenografico, rendendo la visita particolarmente suggestiva e legata alla memoria del luogo e alla sua identità sospesa nel tempo.

Cisternino: sapori locali, musica popolare e una grande tavolata sotto le stelle

Nel cuore della Valle d’Itria in Puglia, Cisternino interpreta la Notte Romantica 2026 con un’impostazione fortemente conviviale, incentrata sulla valorizzazione delle tradizioni locali. Sabato 20 giugno le piazze del borgo si accenderanno con musica tradizionale e itinerante e con ospiti speciali. Saranno attivi menù romantici, aperitivi a tema, allestimenti dedicati e esperienze esclusive come il “Percorso Romantico sotto le stelle” (itinerario in 6 tappe d’amore).

Cisternino si animerà già il giorno prima, 19 giugno, con una grande “Tavolata romantica” sotto le stelle che coinvolgerà residenti e visitatori, creando un momento di socialità condivisa nel centro storico. Durante la serata sarà possibile fare un percorso enogastronomico perfetto per celebrare il romanticismo attraverso i sapori più tipici della zona.

Il borgo che si trasformerà in un vero salotto a cielo aperto dove gusto, memoria e identità territoriale diventeranno protagonisti dell’esperienza.

Una notte di eventi emozionanti

Per una sera, da Nord a Sud, i borghi aderenti all’iniziativa si animeranno con un fitto calendario di appuntamenti dedicati al tema dell’amore e del ricordo: le piazze illuminate da luci soffuse, i castelli, i vicoli e i palazzi storici ospiteranno eventi pensati per coinvolgere residenti e visitatori in un’atmosfera suggestiva.

Concerti, spettacoli dal vivo, letture, mostre fotografiche e installazioni artistiche offriranno molteplici occasioni per raccontare la memoria dei territori. Accanto alle proposte culturali troveranno spazio percorsi emozionali, momenti conviviali e iniziative capaci di valorizzare le specificità locali.

I borghi vengono presentati come veri e propri archivi viventi, nei quali sopravvivono tradizioni che resistono al passare del tempo, fotografie di famiglia, lettere, feste popolari, botteghe storiche e quei gesti quotidiani che definiscono il carattere delle comunità.

A chiudere simbolicamente la Notte Romantica 2026 sarà, come da tradizione, il bacio di mezzanotte.

Tramonto nel borgo di Sappada, Friuli-Venezia Giulia
Ph Stefano Padovan Ufficio Stampa
Meraviglioso tramonto nel borgo di Sappada

Il desiderio di autenticità e il valore delle esperienze

La scelta del tema “L’Amore per i ricordi” si inserisce in un contesto sociale che vede crescere il bisogno di esperienze autentiche e significative: secondo quanto emerge dall’ultimo osservatorio realizzato da Mastercard sui fattori che influenzano le preferenze delle persone nella scelta delle esperienze, assume sempre maggiore rilevanza il desiderio di vivere momenti reali, fondati sul senso di comunità, sull’intimità e sull’autenticità.

Allo stesso tempo, si registra una crescente attenzione verso atmosfere e tradizioni del passato, di cui i borghi rappresentano una preziosa espressione culturale. Il 73% degli italiani dichiara infatti di privilegiare attività capaci di richiamare elementi della cultura e delle tradizioni storiche, mentre oltre la metà afferma di attribuire oggi alle esperienze un valore superiore rispetto al passato.

In questo scenario, viaggi e turismo si confermano tra le esperienze più apprezzate, seguiti dalle proposte enogastronomiche e dalle attività all’aria aperta. Significativo appare anche il ruolo delle piccole e medie imprese: il 62% degli intervistati si dichiara disposto a sostenere economicamente iniziative che producano benefici concreti per le comunità locali e i territori.

“Pensiero d’Amore”, il dolce simbolo

Tra gli elementi distintivi della Notte Romantica torna anche il “Pensiero d’Amore“, il dessert che accompagna la manifestazione nei ristoranti dei borghi aderenti.

Per l’edizione 2026 il dolce sarà proposto con una reinterpretazione del signature dessert ideato dalla chef Francesca Benedettelli per Mastercard e condiviso nell’ambito della collaborazione con l’Associazione I Borghi più belli d’Italia.

La partnership, avviata nel 2025, nasce con l’obiettivo di promuovere il turismo esperienziale nei piccoli centri italiani, offrendo a visitatori italiani e internazionali occasioni di scoperta fondate sull’autenticità, sull’emozione e sulla valorizzazione delle peculiarità territoriali.

Inoltre, verranno raccontate le storie di alcuni talenti locali che, pur operando spesso lontano dai riflettori, contribuiscono alla vitalità culturale e sociale dei borghi.

Una dimensione internazionale

A testimoniare la crescita dell’iniziativa è anche la sua progressiva apertura verso una dimensione internazionale: nel corso degli anni il format della Notte Romantica è stato infatti presentato all’interno della Federazione Internazionale Les Plus Beaux Villages de la Terre, favorendone la diffusione oltre i confini nazionali.

Anche nel 2026 le associazioni dei Borghi più belli di Francia, Spagna, Vallonia, in Belgio, e Bosnia-Erzegovina organizzeranno iniziative analoghe nei rispettivi Paesi.

Il significato di una celebrazione collettiva

In un mondo che corre sempre più veloce, i Borghi sono i luoghi dove l’amore trova ancora il tempo di fermarsi e i ricordi possono tornare a vivere“: con queste parole il presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi, ha sintetizzato il senso profondo dell’iniziativa.

Primi ricorda inoltre come, undici anni dopo la nascita, la Notte Romantica abbia superato le aspettative iniziali, trasformandosi in un appuntamento partecipato e fortemente sentito sia dalle amministrazioni locali sia dal pubblico.

Secondo il presidente, la capacità dei territori di interpretare lo spirito dell’evento con creatività, passione e coinvolgimento autentico ha contribuito a fare della Notte Romantica un’esperienza collettiva che celebra la bellezza dei luoghi, delle relazioni umane e delle emozioni condivise.

Il viaggio che vale la pena fare del romanzo Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino

13 juin 2026 à 17:00

Un viaggio speciale, non solo alla scoperta di luoghi di incredibile bellezza ma anche di se stessi e della storia della propria famiglia. È quello che compie Jenna, protagonista di Ricordati di essere felice un bellissimo romanzo scritto da Sara Goodman Confino e pubblicato da Libreria Pienogiorno.

Con lei e sua nonna Evelyn partiamo in auto attraversando alcuni stati della East Cost degli Stati Uniti partendo dal Maryland e arrivando in Massachusetts. Un percorso perfetto, per loro non troppo lungo, ma che possiamo provare ad assaporare al nostro ritmo e andando alla scoperta di alcuni luoghi iconici.

E poi in loro compagnia raggiungiamo una cittadina di mare, nel libro si chiama Hereford ma noi scegliamo una tappa iconica e imperdibile, dove la nonna della protagonista ha vissuto in gioventù, in un continuo richiamo e racconto di episodi del passato.

Un viaggio che cambia la vita, quella di Jenna, che quando lo compie si trova in un momento di profonda transizione, ma anche la nostra perché viaggiare apre il cuore, lo sguardo e la mente.

Il viaggio on the road da fare prendendosi il proprio tempo

Un viaggio in auto, alla scoperta di alcuni degli stati più belli della East Cost. Il percorso non sarà identico a quello compiuto da nonna e nipote in Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino, ma senza dubbio questo è il libro giusto per tenerci compagnia.

Partiamo dal Maryland, uno stato ricco di meraviglie da vedere e vicinissimo a Washington DC, capitale Usa e location da cui si può partire. Questo stato è caratterizzato da una natura straordinaria, che cambia d’innanzi allo sguardo, e da almeno una tappa che vale assolutamente la pena fare: Annapolis. Si tratta della capitale del Maryland ed è una cittadina di poco più di 40mila abitanti. Qui si può ammirare il Campidoglio del Maryland, che a quanto pare è l’edificio governativo più antico degli USA.

Annapolis Maryland
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Viaggio con il romanzo “Ricordati di essere felice” ad Annapolis in Maryland

Vale poi la pena proseguire verso il Delaware, piccolissimo stato affacciato sul mare: anche qui la natura lascia senza fiato e vale la pena scoprirlo per le sue bellissime spiagge e per il fatto che qui si respira la storia dell’America, una delle tappe? New Castle, dove si possono riconoscere tantissimi edifici storici.

Se proseguiamo verso la Pennsylvania una tappa obbligatoria è Philadelphia: una delle città più antiche degli Usa e anche una delle più grandi. Qui ci sono luoghi iconici come l’Independence Hall, dove sono state firmate la Costituzione e la Dichiarazione d’indipendenza e concentrate nella medesima area della città ci sono tantissimi altri luoghi storici che vale la pena scoprire.

Dopo lo stato di New York, che da solo merita una vacanza a parte per visitare la Grande Mela, le Cascate del Niagara, oppure andare alla scoperta delle mete più naturalistiche, si arriva in Massachusetts e alle nostre tappe finali.

La tappa finale del viaggio in compagnia di Ricordati di essere felice

Una cittadina di mare, in cui lasciarsi avvolgere dalla meraviglia dell’Oceano e assaporare le peculiarità di questa zona bellissima degli States: il New England. Ci distacchiamo però dalla tappa del libro, ovvero Hereford, e restiamo in compagnia dell’atmosfera di Ricordarti di essere felice faccendo tappa in un luogo imperdibile.

Si tratta di Cape Cod, una penisola in cui si srotola una costa fatta di spiagge sabbiose, con meravigliosi villaggi e location esclusive. Da segnalare l’architettura tipica di questa zona, con le case dai tetti spioventi e dallo stile lineare ed extra chic. Tra le mete da vedere c’è Provincetown, cittadina perfetta da raggiungere in ogni momento dell’anno: è vivace, accogliente, ricca di storia e di arte. Tra le mete più eleganti, poi, ci sono le isole di Martha’s Vineyard e Nantucket, caratterizzate da villaggi di pescatori, spiagge bellissime e quell’atmosfera elegante e senza tempo che colpisce al primo sguardo.

Una cosa è certa: un road trip di questo tipo porta alla scoperta dell’anima di un tratto di Usa, dove la storia fra capolino tra le bellezza naturali. Un posto imperdibile, punteggiato da luoghi iconici, da scoprire tenendo sempre con se Ricordarti di essere felice, un viaggio letterario che accompagna la protagonista alla scoperta di sé.

Provincetown Cape Cod
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Provincetown Cape Cod, da visitare leggendo “Ricordati di essere felice”

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