Se il buongiorno si vede dal mattino, il calendario delle mostre che ci attendono al rientro dalle vacanze estive nelle nostre città non fa che preannunciare un anno culturale ricco di appuntamenti.
Il mese di settembre sarà bello pieno di inaugurazioni, dalle grandi città come Milano, Roma, Torino e Bologna, alle città d’arte come Mantova, Parma e Ferrara.
Abbiamo selezionato le dieci mostre più importanti e interessanti da non perdere in Italia a settembre.
Una nuova promo flash Ryanair permette di risparmiare 20 euro sui voli di andata e ritorno e di organizzare una fuga per dare il benvenuto all’autunno. È possibile prenotare entro il 19 agosto 2026 per viaggiare dal 1° settembre al 31 ottobre 2026.
Tra le opportunità spuntano alcune combinazioni particolarmente interessanti, perfette per chi vuole concedersi qualche giorno fuori stagione senza spendere troppo. Abbiamo selezionato tre idee di viaggio da Napoli, Pescara e Milano.
Ferragosto non significa necessariamente mare, per chi resta in città o è in viaggio e vuole alternare una giornata culturale alla spiaggia, il 15 agosto 2026 offre moltissime possibilità. Il Ministero della Cultura ha previsto l’apertura di musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, compresi castelli, abbazie, ville e giardini.
Le visite si svolgeranno negli orari e con le modalità stabilite dalle singole strutture. Da sottolineare che quella del 15 agosto non è un’apertura gratuita. Per visionare tutti i siti aperti e le informazioni relative ad orari e eventuali prenotazioni, consultare il sito ufficiale del Ministero della Cultura.
Nord Italia
Nel Nord Italia le occasioni spaziano dall’archeologia alle residenze storiche. In Piemonte si possono scegliere il Castello di Racconigi, aperto dalle 9 alle 19, oppure il Castello di Moncalieri, mentre nell’area di Gavi è possibile visitare il Forte di Gavi e l’area archeologica di Libarna.
A Ferragosto anche Torino apre le porte alla cultura: sabato 15 agosto la Fondazione Torino Musei accoglie visitatori e turisti alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama, tutti aperti con orario continuato dalle 10 alle 18 e con biglietto ridotto per le collezioni e le mostre. Alla GAM si possono visitare, tra le altre, “Un altro Novecento” e le esposizioni dedicate a Vincenzo Agnetti e Lisetta Carmi; al MAO è protagonista “Paesaggi da sogno”, con le celebri stampe di Hiroshige dedicate alle 53 stazioni della Tōkaidō; a Palazzo Madama si possono invece scoprire le mostre “MonumenTO”, “Giardini” e “Bianco al femminile”. La giornata sarà arricchita anche da visite guidate speciali, dedicate alle collezioni e alle mostre dei tre musei, con prenotazione consigliata.
In Emilia-Romagna, Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna – a Faenza accoglie i visitatori dalle 9 alle 18.30 e propone anche una visita guidata (alle ore 16:30) dedicata al significato storico di Ferragosto. A Modena e provincia sono aperte la Galleria Estense e il Palazzo Ducale di Sassuolo.
Ma il Ferragosto in Emilia-Romagna regala tanti altri appuntamenti. A Piacenza la giornata si tinge di magia al calar del sole con “Le Cupole al Tramonto – Mirabili Prospettive”: si possono visitare la Cattedrale e Santa Maria di Campagna, ammirando alla luce del tardo pomeriggio gli affreschi di Guercino e Pordenone. A Rivalta, sempre nel Piacentino, Ferragosto si festeggia tra storia e sapori al Castello di Rivalta, dove il borgo medievale accoglie i visitatori per una giornata speciale. Dalle 10:30 sono previste visite guidate su prenotazione alle eleganti sale storiche, accompagnate dai Conti Zanardi Landi, mentre al Bistrot del Borgo si può scegliere tra la tradizionale grigliata di Ferragosto e il menù estivo. La giornata prosegue tra aperitivi e una cena sotto le stelle.
iStockCastello di Rivalta, Rivalta Trebbia (PC)
A Modena, la Fondazione AGO apre a Ferragosto dalle 15 alle 19, offrendo l’occasione di visitare due mostre: “Visioni necessarie”, dedicata alla fotografia italiana contemporanea al femminile, e “Figurati Modena”, progetto nato per celebrare i vent’anni del Museo della Figurina. A Reggio Emilia, nel weekend di Ferragosto, si può visitare la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, dedicata al grande cantautore e allestita allo Spazio Gerra dalle 16 alle 20. Il percorso racconta la sua poetica attraverso nove canzoni, materiali d’archivio inediti, fotografie personali e opere di illustratori, creando un viaggio tra musica, memoria e parole.
Bologna, infine, offre diverse occasioni per trascorrere Ferragosto tra arte e fotografia: a Palazzo Pepoli è aperta “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, dalle 10 alle 19; alla Fondazione MAST si può invece visitare “Bernd & Hilla Becher. History of a Method”, ampia retrospettiva dedicata ai due grandi fotografi tedeschi; al MAMbo protagonista è “Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce”, che racconta il sodalizio tra il fotografo e lo scrittore. Apertura straordinaria anche a Palazzo Fava, dove è possibile visitare “Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005)”, prorogata fino al 18 ottobre.
In Liguria, invece, Palazzo Reale e Palazzo Spinola a Genova aprono eccezionalmente nel pomeriggio (13:30-19), mentre il Forte Santa Tecla di Sanremo può essere visitato in fascia serale (17:30-23:30).
Anche il Veneto offre diverse alternative: il Museo nazionale di archeologia del Mare di Caorle sarà aperto dalle 9 alle 13, mentre il Museo nazionale Atestino di Este e il Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro saranno regolarmente aperti al pubblico con le solite modalità di ingresso.
iStockVeduta aerea di Racconigi
Centro Italia
Al Centro, Roma si conferma una delle destinazioni più ricche per trascorrere Ferragosto tra arte e storia. Il 15 agosto sono visitabili, tra gli altri, Castel Sant’Angelo, aperto dalle 9 alle 19.30, Palazzo Barberini, dalle 10 alle 19, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Anche il Pantheon rientra nel programma delle aperture.
In Toscana, il Museo Archeologico Nazionale di Siena sarà aperto dalle 10 alle 19, offrendo l’occasione di scoprire le collezioni che raccontano la storia antica del territorio, mentre a Siena si può aggiungere una visita a Villa Brandi a Vignano, organizzata su turni (14-15:30-17). Nelle Marche, tra le proposte figurano il Museo Archeologico Nazionale di Ancona, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia: un’occasione per unire patrimonio archeologico, arte e architettura fortificata.
Sud Italia
Scendendo verso Sud, la scelta comprende grandi complessi monumentali e importanti aree archeologiche. A Napoli sono aperti il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la Certosa e Museo di San Martino e Villa Floridiana.
Poco più a sud, al Parco Archeologico di Ercolano, il Ferragosto si trascorre tra le vestigia dell’antica città romana: il Parco Archeologico sarà infatti regolarmente aperto anche il 15 agosto, dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18). Un’occasione per visitare uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia, Patrimonio UNESCO, proprio in un’estate che sta facendo registrare numeri in crescita: a luglio sono stati 44.985 i visitatori, il 6,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
In Campania meritano attenzione anche la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, dove si racconta la storia degli Etruschi di frontiera e il Museo alla Reggia di Caserta.
In Puglia, invece, si può scegliere tra il Castello Svevo di Bari, il Castello Svevo di Trani e il Castello di Copertino, oppure visitare l’Anfiteatro romano di Lecce. Anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, con la mostra dedicata ad atleti e competizioni nel Mediterraneo, è tra le aperture del 15 agosto.
Ferrara è un vero gioiello ricco di storia e di tradizioni che merita assolutamente una visita. Famosa per essere la città delle biciclette – qui ci si muove benissimo sulla due ruote, e non solo da adesso, ma da decenni – è una delle più belle città d’arte italiane, con il Castello Estense che domina il centro storico, con uno dei musei più belli d’Italia, Palazzo dei Diamanti, che ospita ogni anno importantissime mostre, e una maestosa cattedrale del XII secolo, il Duomo di San Giorgio, interamente di marmo, da fare invidia anche alle più blasonate chiese d’Europa.
Quando arriva la bella stagione, gli eventi e i ferraresi, che amano stare all’aria aperta, animano le strade e le piazze trasformando Ferrara in una grande e unica festa.
Tra gli eventi che più la vivacizzano c’è il Ferrara Summer Festival, un evento che concentra gli appuntamenti nei mesi estivi, ma che in realtà si estende fino a inverno inoltrato (dal 13 giugno fino a gennaio 2027) e che trasforma Ferrara in un palcoscenico a cielo aperto con concerti live e musical, un’occasione per scoprire alcune delle location più belle della città emiliana.
Ferrara Summer Festival 2026
Il Ferrara Summer Festival è una manifestazione di musica – ma non solo – che coinvolge famosissimi artisti (dai Megadeth – lo scorso 14 giugno – a Marilyn Manson l’11 luglio, che sono concerti a pagamento) e altri eventi musicali gratuiti aperti a tutti come i dj set con il celebre Paul Kalkbrenner, il 20 giugno, i gospel (21 giugno), le serate musicali per il 50° compleanno di Radio 105 (18 e 19 giugno) e che comprende anche una rassegna di spettacoli, e non, nel periodo estivo, tutti all’interno del centro storico di Ferrara.
Ufficio stampaLa piazza Ariostea a Ferrara durante il Summer Festival
Tra questi, anche La notte dei format il 25/06 per ballare a suon di musica con le hit dagli Anni ’80 ai Duemila, e il più grande karaoke d’Italia, perfetto anche per i più piccoli. Inoltre, dal 22 al 26 luglio 2026, la piazza ospita una delle più grandi produzioni teatrali al mondo: Notre Dame de Paris. Un palcoscenico monumentale avvolge le notti di Ferrara con il capolavoro di Riccardo Cocciante.
La cornice rinascimentale della città crea la suggestione per vivere delle serate di spettacolo uniche. I concerti del Ferrara Summer Festival si svolgono all’aperto, principalmente in piazza Ariostea, l’antica piazza ovale che ogni anno ospita anche il Palio di Ferrara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio.
Le location del festival
Per chi si reca a Ferrara in occasione del Summer Festival, ci sono diverse curiosità da conoscere intorno alle sedi degli eventi.
Piazza Ariostea
La piazza Ariostea, la principale location dei concerti e degli eventi del Ferrara Summer Festival, prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, che visse a Ferrara lavorando per la corte Estense e componendo diverse opere, tra cui il famoso poema cavalleresco L’Orlando Furioso, e la cui statua troneggia nel centro adagiata su una colonna. Voluta da Ercole I d’Este nel XV secolo, fu realizzata dall’architetto di corte Biagio Rossetti insieme a un ampio progetto urbanistico che vide la città completamente trasformata. Dal Campanile di San Giorgio alla cinta muraria fino ai più bei palazzi ferraresi, la sua mano è arrivata ovunque.
123RFPiazza Ariostea di giorno con la statua dell’Ariosto
Ed è proprio grazie al suo intervento urbanistico che, nel 1995, Ferrara è diventata “Città del Rinascimento Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO. Tutt’intorno alla piazza, si possono ammirare edifici storici, come Palazzo Massari, sede dei Musei civici di Arte moderna e contemporanea (attualmente chiuso per lavori di restauro). Questa zona si trova a poco più di dieci minuti a piedi dal Castello Estense (quattro in bicicletta).
Sottomura Open Air
Alcuni eventi, come il Fuoricorso – Unifest (17 e 24 giugno), una delle serate universitarie (gratuite) più attese dell’estate che è parte del Summer Festival, si svolgono al Sottomura Open Air, una delle location più suggestive di Ferrara per eventi musicali e festival all’aperto. Situato lungo le storiche mura rinascimentali della città, questo spazio all’aperto immerso nel verde unisce architettura e musica. Si trova a circa 10–15 minuti a piedi dal centro storico.
Mura Estensi
All’interno del Summer Festival si svolge anche la Fluo Run Ferrara (3 luglio), che non è una semplice corsa bensì un vero e proprio festival dedicato al movimento, al benessere e al divertimento. Le attività fitness guidate dai coach ufficiali dell’evento si svolgono in piazza Ariostea e culminano con la fun race di 5 km, una corsa – o camminata – notturna che attraversa le suggestive Mura Estensi -che oggi misurano solo 9 km, ma che nel Medioevo circondavano l’intera città – e il magnifico centro storico di Ferrara.
Sala Estense
Anche la Sala Estense ospita alcuni eventi del festival che dura fino all’autunno. Tra questi, l’omaggio a Lucio Battisti (8 novembre), a Fabrizio De André (28/11), alle musiche dei film di Tim Burton (23 gennaio), l’Hans Zimmer Tribute (14/11) e il tributo al fumettista e regista giapponese Hayao Miyazaki produttore del film La città incantata (15/11), con le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema. Questo edifico ha una storia lunghissima. Ex cinema e oggi teatro, la sua costruzione si deve anch’essa a Ercole d’Este che la fece erigere come cappella di corte chiamandola Chiesa Nuova. Al suo interno vi venivano esposte le salme degli Estensi. Fino all’800 venne ancora utilizzata, poi abbandonata finché non iniziarono i lavori di recupero e oggi ha un piccolo palcoscenico e una bella sala in stile Liberty. Dell’antica chiesa è rimasto solo il portale sulla facciata.
BBC News, con il programma di viaggi di punta del canale The Travel Show, è venuto in Toscana per esplorare la tradizione artigianale e industriale che si cela dietro questa destinazione e ripercorrere le tappe della mitica Vespa che, proprio nel 2026, ha festeggiato gli ottant’anni.
Qasa Alom, che ha condotto la puntata, ne è tornato entusiasta. Qasa è andato a Carrara a incontrare i cavatori che estraggono il famoso marmo bianco, a Pisa per visitare la piazza dei Miracoli con la Torre pendente per finire a Pontedera, la culla dello scooter più famoso del mondo, dove si è unito agli altri motocilisti attraversando la campagna toscana. Sui suoi social ha raccontato della sua incredibile esperienza con i Butteri e ha particolarmente apprezzato la slow life dei borghi toscani. Lui, come molti altri inglesi, sono innamorati dell’Italia. Gli abbiamo chiesto della sua esperienza e del perché i suoi connazionali siano così attratti dal Belpaese.
Cosa ti è piaciuto di più del viaggio in Vespa attraverso la Toscana?
Ci sono tantissime cose che ho apprezzato del mio viaggio in Vespa attraverso la Toscana, ma ciò che mi rimarrà più impresso è il calore delle persone che vivono lì da generazioni e continuano ad aprire le braccia e il cuore ai visitatori per mostrare loro la vera Toscana.
@BBC NewsIl conduttore della BBC Qasa Alom con al su vespa in giro per la Toscana
Trascorrere del tempo a cavallo con i Butteri è stata sicuramente una sfida e un’esperienza che mi rimarrà impressa a lungo. Non sapevo cavalcare fino a poche settimane prima di partire per le riprese del programma: avevo preso qualche lezione e poi quello che mi aspettava con la troupe è stata una vera sorpresa. Mi hanno buttato nella mischia e ho passato tutta la mattinata a cavallo con loro… a volte i tori mi caricavano addosso, insieme al mio adorabile cavallo Hercules, e abbiamo anche dovuto gestire alcune situazioni impreviste. Quindi, nel complesso, è stata un’esperienza che mi ha messo alla prova fisicamente, ma che si è rivelata estremamente gratificante. Non dimenticherò mai i colori intensi visti a cavallo, il cielo azzurro e l’erba verde e rigogliosa che si mescolava al folto manto marrone del mio cavallo: uno spettacolo meraviglioso.
Che impatto hanno i tuoi servizi sull’Italia sui tuoi spettatori?
L’impatto del programma è profondo: è un mix perfetto di viaggio, storia e divertimento! Il mio obiettivo è sempre quello di essere gli occhi e le orecchie dello spettatore. Non voglio che si limitino a guardarmi attraversare la Toscana, ma che si sentano partecipi. Il mio scopo è quello di porre loro le domande che si pongono e di mostrare l’umanità e il carattere di un luogo così come lo vedrebbe un turista che non lo conosce bene.
Voglio anche trasmettere l’entusiasmo di un bambino e la capacità narrativa di un giornalista. È importante avere quell’entusiasmo e quell’energia infantile perché, in fin dei conti, viaggiare significa nuove esperienze e avventure, e niente lo dimostra meglio di una mentalità da bambino.
Allo stesso tempo, a volte, per andare oltre la superficie di un luogo o di una storia, è necessario tirare fuori il giornalismo e intervistare le persone con sensibilità per comprendere il luogo più a fondo di quanto farebbe una semplice conversazione.
Secondo te, cosa apprezzano di più gli inglesi dell’Italia?
Cosa non si può apprezzare, dal punto di vista di un inglese, quando si viene in Italia? Buon cibo, buon vino, bel tempo e panorami mozzafiato! È tutto ciò che si desidera quando si lascia l’Inghilterra per un periodo in cui piove o fa un po’ freddo. È anche un promemoria per godersi la vita e per capire che c’è molto di più che correre di qua e di là.
A volte è anche una lezione di riflessione sulla cultura, lo stile e il valore estetico di un luogo. Spesso la cultura britannica è molto formale, ma a volte forse ci dimentichiamo della bellezza e ci concentriamo sulla funzionalità. La Vespa è un esempio perfetto di come gli oggetti funzionali possano essere anche pieni di stile e bellezza.
E cosa ti piace personalmente dell’Italia, oltre alla Toscana?
Ho sempre avuto una grande passione per l’Italia. Da ragazzo guardavo le partite di calcio in TV, quindi la mia passione è nata con il Milan di Sacchi e Capello, con giocatori incredibili come Baresi, Maldini e Boban. Poi sono arrivati Shevchenko, Kaká e Ancelotti, che hanno continuato a plasmare questo spirito milanese. Ho visitato San Siro molte volte e ho adottato il Milan come mia squadra del cuore.
Da appassionato d’arte, ho visitato Firenze, Roma e molti altri luoghi innumerevoli volte. La cultura del caffè e il rispetto e l’importanza che viene data alla famiglia sono valori molto simili alle mie origini, quindi, è un luogo in cui mi sento a mio agio e vivo.
La puntata di The Travel Show intitolata “Tuscany: Beyond La Dolce Vita” va in onda sul canale BBC News sabato 13 giugno alle 6:30 e alle 21:30 e domenica 14 giugno alle 8:30 e alle 14:30.
Carrara prova ancora una volta a ribadire il suo legame con l’arte. Non solo con quella del passato, legata al marmo e alla tradizione scultorea che ha reso la città famosa nel mondo, ma anche con quella di oggi. La Regione Toscana ha infatti deciso di assegnarle un nuovo riconoscimento: Carrara diventa la prima Capitale toscana dell’arte contemporanea.
Ad annunciarlo sono stati il presidente della regione Eugenio Giani e l’assessora alla cultura Cristina Manetti durante una cerimonia istituzionale a Firenze.
La città del marmo si prende la scena
Carrara non ha vinto il titolo nazionale, ma dalla sconfitta è uscita con qualcosa in più. Carrara era riuscita ad arrivare tra le cinque finaliste nella corsa al titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, risultato mai raggiunto prima da una città toscana. Quando il Ministero della Cultura ha scelto un’altra sede, Firenze ha deciso di non lasciare cadere nel vuoto quel percorso.
L’idea non è solo simbolica. L’obiettivo? Costruire attorno al titolo un vero e proprio calendario di iniziative, eventi e collaborazioni per rafforzare il concetto di arte contemporanea legato al territorio. Dopotutto, Carrara ha una storia particolare risultando un punto di riferimento per molti scultori provenienti da tutto il mondo. Dalle cave di marmo alle botteghe fino all’Accademia di Belle Arti: l’ecosistema artistico è unico.
Il nuovo titolo ha anche un’altra funzione: rafforzare la rete regionale dell’arte contemporanea. L’idea è sostenere la filiera culturale, riqualificare spazi dedicati all’arte e creare opportunità di sviluppo per le città toscane che investono nella cultura.
iStockLe celebri cave di marmo di Carrara
Le iniziative di Carrara capitale toscana dell’Arte Contemporanea
Per l’amministrazione comunale il riconoscimento rappresenta soprattutto uno stimolo. La sindaca Serena Arrighi ha parlato apertamente di un passaggio importante nel processo di crescita culturale della città. La candidatura nazionale, pur non avendo portato al titolo, ha costretto Carrara a ripensarsi, a mettere insieme idee e progetti in una visione più ampia di rigenerazione urbana.
Una delle opere più suggestive ipotizzate è quella di poter realizzare dei grandi bassorilievi nelle cave di marmo per trasformare il paesaggio in una vera e propria opera contemporanea; per poterci riuscire l’amministrazione sta valutando una possibile collaborazione con Maurizio Cattelan, Fabio Viale o Jeff Koons.
Parallelamente continua il lavoro sugli eventi culturali. Mostre e iniziative al Mudac e al Carmi, il festival White Carrara e altre manifestazioni che negli ultimi anni hanno cercato di portare l’arte anche negli spazi urbani. L’idea è che alcune opere possano restare stabilmente in città, diventando parte dell’arredo urbano.
C’è poi il capitolo legato alla rete delle Città Creative Unesco, nella quale Carrara svolge già un ruolo attivo. In questo ambito è stata avviata una mappatura degli atelier del marmo presenti sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare anche dal punto di vista turistico le botteghe e i laboratori artigiani.
Importante anche il rapporto con il Museo Pecci di Prato e con la rete dei musei toscani dedicati al contemporaneo che ha già pronti incontri e collaborazioni. Nel percorso che ha portato alla candidatura nazionale, Carrara aveva raccolto anche il sostegno di numerose personalità del mondo della cultura e dello sport.
In Emilia-Romagna la storia passa spesso da una figura femminile. Imperatrici, duchesse, artiste, ma anche personaggi leggendari e protagoniste della politica. Nei secoli hanno lasciato tracce concrete: nelle città, nei castelli, nei musei, perfino nel paesaggio. L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è l’occasione per seguire questo filo che attraversa la regione e mette insieme caratteri molto diversi: ambizioni, passioni, visioni lontane tra loro. Da Parma a Ravenna, da Ferrara a Bologna, fino alla Romagna, ecco un itinerario che segue le tracce delle donne che hanno attraversato epoche diverse.
Parma e la “Buona Duchessa”
Una delle figure più amate della storia parmense è Maria Luigia d’Austria. Arrivò a Parma nel 1816, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, di cui era stata moglie. E in questa città che rimase fino alla morte, nel 1847.
Il suo ricordo in città è ancora vivissimo. Maria Luigia governò il Ducato di Parma e Piacenza con un approccio pragmatico ma anche molto attento alla vita culturale. Non a caso è ricordata come la “Buona Duchessa”. Come scoprire la sua storia? All’interno della Galleria Nazionale di Parma si può osservare il ritratto con la firma di Giovan Battista Borghesi dove compaiono anche progetti come il Teatro Regio che sottolineano il ruolo di mecenate della duchessa.
Se Parma racconta l’Ottocento, basta spostarsi verso l’Appennino reggiano per tornare indietro di molti secoli. E vedere la figura di Matilde di Canossa, una delle donne più influenti del Medioevo europeo, dominare la scena.
La Grancontessa ha saputo governare il territorio vasto di Lombardia, Emilia e Toscana tanto che il suo nome è rimasto nei libri di storia. Non è un caso che in occasione dell’8 marzo 2026 la città abbia previsto diverse occasioni in suo onore, tra cui la mostra “Matilde era femminista?” all’interno del castello e un percorso nel labirinto Cuore di Matilde per richiamare il legame tra spiritualità e potere.
Tra le storie meno note, ma non meno affascinanti, c’è quella di Maria Beatrice d’Este. Nata a Modena nel 1658, divenne regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Giacomo II Stuart. È uno dei rarissimi casi di un’italiana salita sul trono inglese.
La sua vicenda si intreccia con una delle fasi più turbolente della storia britannica, segnata da conflitti religiosi e rivoluzioni politiche. Maria Beatrice fu una figura molto discussa nel contesto inglese, ma rimase sempre profondamente legata alla sua origine modenese.
Negli ultimi anni il Comune di Modena ha avviato un progetto di valorizzazione dedicato alla sua memoria. L’Archivio storico cittadino conserva e digitalizza documenti legati alla sua vita, permettendo oggi di ricostruire con maggiore precisione il ruolo che ebbe nelle vicende europee del XVII secolo.
Bologna, le artiste che sfidarono il loro tempo
A Bologna il racconto delle grandi donne della storia passa anche dall’arte. E porta a due figure che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno forte nella città.
La prima è Properzia de’ Rossi, attiva tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. È considerata la prima scultrice documentata della storia occidentale. In un ambiente dominato dagli uomini riuscì comunque a ritagliarsi spazio e riconoscimento. Alcune sue opere sono ancora visibili in città, dalla Basilica di San Petronio al Museo Civico Medievale. Anche Giorgio Vasari la citò nelle Vite, colpito dalla finezza con cui sapeva lavorare il marmo.
Due secoli dopo Bologna vede emergere un’altra protagonista: Elisabetta Sirani. Pittrice del Seicento, morì a soli ventisette anni ma fu tra le artiste più attive della scena bolognese. Non solo per la quantità di opere realizzate, oggi conservate soprattutto alla Pinacoteca Nazionale, ma anche per un progetto allora inedito: una scuola di pittura pensata per formare giovani donne. Una delle prime esperienze del genere in Europa.
Ferrara e la corte di Lucrezia Borgia
Ferrara racconta invece la storia di una donna che ancora oggi divide gli storici: Lucrezia Borgia. Figlia di papa Alessandro VI, la sua reputazione è stata per secoli avvolta da leggende oscure. La figura femminile è tra le più complesse per la sua storia: è arrivata in città come moglie di Alfonso I d’Este e ha saputo distinguersi per il suo apporto nel costruire il centro culturale del rinascimento sostenendo poeti e letterati. La sua presenza è ancora forte oggi tra le sale del Castello Estense e di Palazzo Schifanoia.
Forlì e la Leonessa della Romagna
Scendendo verso la Romagna si incontra la figura impetuosa di Caterina Sforza. Soprannominata la Tigre di Forlì e la Leonessa della Romagna, la figlia naturale del duca Galeazzo Maria Sforza è tra le donne simbolo della regione grazie al suo apporto al governo di Forlì e Imola.
Uno dei luoghi più legati alla sua storia è la Rocca di Ravaldino, la fortezza che difese durante gli assedi. Recentemente restaurata, oggi rappresenta una delle tappe più suggestive per comprendere il ruolo politico di questa figura femminile.
A Forlì si trova anche il celebre ritratto attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino”, conservato nel complesso dei Musei San Domenico.
Ravenna e l’eredità di Galla Placidia
Ravenna costudisce la figura dai Galla Placidia simbolo dell’impero romano di Occidente e figlia dell’imprenditore Teodosio I. Oltre ad aver fatto da reggente all’impero per conto del figlio Valentiniano III è possibile osservare la sua eredità nel mausoleo riccamente decorato da straordinari mosaici. L’opera, simbolo di arte paleocristana, rientra nei siti UNESCO di Ravenna.
iStockGli interni con i mosaici del mausoleo di Galla Placidia
Rimini e la leggenda di Francesca
L’itinerario tocca anche Rimini dove si può approfondire la storia d’amore di Francesca di Rimini e Paolo Malatesta che compare anche tra le pagine della Divina Commedia di Dante. All’interno di Castel Sismondo, oggi parte del Fellini Museum, sono conservati diverse testimonianze della famiglia Malatesta. Il filo tra storia, mito e poesia incanta i visitatori che hanno modo di scoprire da vicino una figura femminile irriverente per l’epoca e capace di lasciare tracce che superano i secoli.
L’Emilia-Romagna le custodisce ancora oggi, tra castelli medievali, palazzi rinascimentali, musei e monumenti. L’8 marzo diventa così non soltanto una giornata simbolica, ma l’occasione per riscoprire una parte importante della storia italiana raccontata da uno sguardo femminile.
Grandi, anzi, grandissime sono le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di marzo. Da Warhol a van Dyck, da Giotto alla scuola di Caravaggio, gli appuntamenti di primavera con l’arte sono davvero imperdibili. Ai grandi Maestri che debuttano nei musei italiani si aggiungono alcune delle più importanti mostre ancora in corso che, se non avete ancora visto, meritano assolutamente un viaggio.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da non mancare.
Andy Warhol a Ferrara
Dal 14 marzo al 19 luglio 2026, Ferrara diventa capitale della creatività con la mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, ospitata nello storico Palazzo dei Diamanti. L’esposizione celebra il genio rivoluzionario di Andy Warhol, proponendo un’esperienza immersiva che ripercorre la leggendaria rassegna del 1975-76 e ne aggiorna lo spirito per il pubblico contemporaneo. La mostra, con oltre 150 opere tra serigrafie, Polaroid e ritratti, esplora i temi che lo hanno reso un’icona dell’arte moderna: la celebrità, la riproducibilità dell’immagine e il confine sempre più labile tra cultura alta e popolare. Ogni sala racconta una storia diversa, alternando volti noti e figure meno celebrate in un dialogo visivo che riflette sulla costruzione dell’identità e sull’impatto dei media nella società. Colori vividi, composizioni seriali e sperimentazioni fotografiche trasformano l’esposizione in un viaggio sensoriale, capace di coinvolgere sia gli appassionati d’arte sia chi si avvicina per la prima volta alla Pop Art.
Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, l’Appartamento e Cappella del Doge di Palazzo Ducale a Genova ospita “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra“, la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico. Un “genio” capace di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck, 60 in dieci sezioni tematiche, prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid e la National Gallery di Londra, oltre ai musei italiani come gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino.
L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia: “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. La rassegna si soffermerà sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorrerà la straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.
Ufficio stampa“Compianto sul Cristo morto” di Giotto
Bernardo Bertolucci a Parma
Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” che celebra il cinquantesimo compleanno del film “Novecento” presentato per la prima volta al 29° Festival di Cannes nel maggio del 1976, salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli Anni Settanta in Italia e nel mondo. Attraverso quattro macro-sezioni, il visitatore viene guidato nella genesi del film e nella sua eredità artistica tra materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere pittoriche, ricordando così un film che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che rappresenta, ancora oggi, una chiave di lettura universale della storia sociale, politica e culturale del nostro Paese.
Dal 19 al 30 marzo 2026, lo Spazio b5 a Bologna ospita la mostra fotografica “Discendere o salire”, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. L’esposizione introduce al lavoro del fotografo Andrea Borzatta, un artista che ha scelto il paesaggio cileno come campo di osservazione, riflessione e visione. All’interno dello spazio, il visitatore potrà immergersi in 21 fotografie che, insieme, vanno a formare un racconto espositivo che mette in dialogo Patagonia e deserto cileno. Se amete i viaggi, questa mostra è imperdibile.
@Andrea BorzattaLa mostra sul Cile a Bologna (nella foto, “Tra terra e cielo”)
Il Seicento dopo Caravaggio a Forte dei Marmi
Gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lucca) accolgono, dal 27 marzo al 27 settembre 2026, l’esposizione dedicata al Seicento napoletano intitolata “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito”. L’esposizione ripercorre l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico. Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco.
Ufficio stampaNatura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica, Giuseppe Ruoppolo (Napoli-1630–1710)
Il Liberty a Brescia
Prosegue fino al 14 giugno al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia. Con oltre cento capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee degli abiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.
Sempre fino al 14 giugno 2026, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”. I visitatori possono immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.
Un’altra grande mostra visitabile fino al 14 giugno è quella a Palazzo Barberini a Roma intitolata “Bernini e i Barberini”, che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII. L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.
Fino al 7 giugno 2026, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, che segna il ritorno nel museo del ciclo delle Storie della Genesi realizzato da Jacopo Tintoretto nei primi anni Cinquanta del Cinquecento. Per la prima volta dall’Ottocento, le tre tele conservate a Venezia vengono riunite al dipinto “Adamo ed Eva davanti all’Eterno”, in prestito dagli Uffizi, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire il ciclo nella sua unità narrativa e simbolica, insieme al lavoro di studio e restauro che ne ha restituito la forza espressiva.
L’unicità del Carnevale di Comacchio nasce da una combinazione rara e affascinante: la magia sospesa della cittadina lagunare incontra la creatività di chi, anno dopo anno, dà forma a uno degli eventi più originali del panorama carnevalesco italiano. Le barche diventano protagoniste assolute, trasformate in battelli allegorici che scorrono lungo i canali del centro storico.
La maestria degli artigiani e l’impegno delle associazioni prendono vita in ambientazioni curate nei dettagli, popolate da personaggi fantasiosi e scenografie sorprendenti. Ogni imbarcazione racconta una storia e segue un tema preciso, e nel suo passaggio riesce a coinvolgere chi osserva e a inondare di allegria canali, vicoli e piazze.
Giunto nel 2026 alla sua tredicesima edizione, il Carnevale sull’Acqua è diventato negli anni un appuntamento di forte richiamo turistico, capace di attirare migliaia di visitatori da tutta Italia.
La XIII edizione del Carnevale sull’Acqua si svolgerà domenica 8 e domenica 15 febbraio 2026 con un programma ricco di appuntamenti che coinvolgono grandi e piccoli.
Eventi del Carnevale di Comacchio 2026
La giornata di domenica 8 febbraio si apre fin dal mattino nella suggestiva cornice dei Trepponti, con la sfilata delle bambine e dei bambini dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle parrocchie. Poco dopo, nel cuore del centro storico, arrivano le prime premiazioni dei gruppi in parata, accompagnate da momenti di animazione e spettacolo.
Nel primo pomeriggio, l’attenzione si sposta di nuovo ai Trepponti, dove vengono presentati gli equipaggi e i temi delle barche allegoriche. Alle 14.00 si apre ufficialmente il sipario: le imbarcazioni allegoriche scivolano lungo i canali, affiancate da scuole di danza e gruppi mascherati.
Il pomeriggio è scandito da iniziative pensate soprattutto per bambine e bambini, con uno spazio dedicato alle avventure della Baia dei Pirati, giochi, animazione, spettacoli e momenti di intrattenimento che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.
Non mancano gli appuntamenti teatrali, come il teatrino dei burattini, e le premiazioni dedicate alle maschere più originali. Nel tardo pomeriggio, le esibizioni di danza delle scuole del territorio riportano ancora l’attenzione sui Trepponti.
Domenica 15 febbraio la mattina è dedicata alle bambine e ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Comacchio, che sfilano portando colore ed entusiasmo. Le premiazioni dei gruppi in parata e la presentazione degli equipaggi anticipano ancora una volta la grande sfilata pomeridiana delle barche allegoriche, che torna a essere il cuore pulsante dell’evento.
Anche in questa giornata, il Carnevale dedicato ai più piccoli propone giochi, spettacoli e momenti di intrattenimento lungo le vie del centro. Nel tardo pomeriggio arrivano le premiazioni finali delle barche allegoriche, delle scuole di danza e dei gruppi a piedi, seguite da musica, balli di gruppo e sorprese che accompagnano il saluto al Carnevale sull’Acqua.
Durante entrambe le giornate, il centro storico è animato anche dal Luna Park, dei mercatini e di punti dedicati alla ristorazione.
Il Carnevale sull’Acqua di Comacchio è a ingresso libero e non è previsto alcun biglietto.
Come raggiungere il Carnevale di Comacchio
Se viaggiate in auto potete percorrere l’autostrada A13 con uscita Ferrara Sud, proseguire poi lungo il raccordo Ferrara–Porto Garibaldi fino all’uscita Comacchio.
Per chi preferisce il treno, le stazioni di riferimento sono Ferrara, Ostellato, Codigoro e Ravenna, tutte collegate a Comacchio da una rete di autobus che consente di raggiungere agevolmente il centro cittadino e i Lidi.
Sono inoltre disponibili collegamenti autobus di linea da Ferrara e Ravenna verso i Lidi di Comacchio.
Sospesa tra il mare e le montagne, Carrara è una città che deve la sua fama mondiale al marmo, ma che sa sorprendere anche oltre le cave. Il centro storico si visita con lentezza e piacere, perché le distanze sono brevi e ogni angolo restituisce tracce di una storia antica, di lavoro, arte e identità.
Carrara non ama definirsi città d’arte, e forse è proprio questo il suo punto di forza: si lascia scoprire passo dopo passo, rivelandosi ideale per una visita di uno o due giorni, prima di salire verso i paesaggi spettacolari delle montagne di marmo che l’hanno resa celebre.
Cosa vedere e fare a Carrara
Il cuore spirituale della città è il Duomo, ufficialmente Insigne Collegiata Abbazia Mitrata di Sant’Andrea Apostolo, che si affaccia sul centro storico: le sue origini risalgono al XII secolo, anche se la costruzione si protrasse per circa duecento anni. La facciata in marmo colpisce per equilibrio ed eleganza, dominata da un rosone che cattura lo sguardo, mentre la torre campanaria, edificata separatamente, richiama modelli liguri, simili a quelli che si incontrano passeggiando per Genova. L’interno sorprende per la sua essenzialità: pochi ornamenti, quasi nessun affresco, eppure un’atmosfera intensa, dove la luce e il marmo dialogano in modo potente.
La storia di Carrara è indissolubilmente legata al marmo, e tale rapporto profondo trova la sua massima espressione nel Museo Civico del Marmo. Fondato nel 1982 e situato lungo Viale XX Settembre, propone un viaggio che tocca secoli di estrazione, lavorazione e creatività. Le sale raccontano la nascita geologica del marmo, l’evoluzione delle tecniche estrattive, la vita dei cavatori e l’impiego artistico di cotanto materiale straordinario. Dall’archeologia industriale alla scultura contemporanea, il percorso restituisce una visione completa di ciò che il marmo ha rappresentato (e continua a rappresentare) per l’identità della città.
Il centro storico ruota attorno a Piazza Alberica, dalla pianta rettangolare, che sorprende per i colori delle facciate degli edifici che la delimitano e per la fontana con la statua neoclassica di Maria Beatrice d’Este, che domina lo spazio con grazia austera. Su uno dei lati si apre il Palazzo delle Logge, elegante esempio di architettura rinascimentale, riconoscibile per il grande loggiato che accompagna lo sguardo lungo tutta la piazza.
iStockPiazza Alberica, il cuore di Carrara
Tra gli edifici storici più rappresentativi spicca il Palazzo Cybo Malaspina, noto anche come Palazzo Ducale. Di origine medievale, si distingue per la merlatura che richiama l’architettura fortificata dell’epoca, e ricorda come Carrara sia stata per secoli un centro di potere oltre che di produzione.
Infine, un tour delle cave di marmo è ciò che permette di comprendere davvero l’essenza della città toscana. La Cava Museo Fantiscritti offre uno sguardo toccante sulla vita dei cavatori fino agli Anni Sessanta, grazie a sculture a grandezza naturale che restituiscono scene di lavoro e quotidianità mentre alla Cava Gioia, sulla vetta della montagna, fa bella mostra di sé un enorme murales raffigurante la testa del David di Michelangelo, realizzato dall’artista brasiliano Kobra, visibile da grande distanza. La Cava Michelangelo aggiunge un ulteriore livello di suggestione, con un murales della Genesi che trasforma l’interno in uno spazio quasi sacrale, dove il marmo diventa racconto visivo.
iStockSuggestiva cava di marmo di Carrara
Come arrivare
Carrara si trova a nord-ovest della Toscana, a circa 130 chilometri da Firenze, e dista poco più di due ore e mezza da città come Arezzo e Siena. Raggiungerla è semplice, soprattutto in auto, grazie alla vicinanza con l’autostrada A12 Genova-Rosignano che collega la costa tirrenica ligure e toscana. Uscendo al casello dedicato, bastano circa quindici o venti minuti per arrivare in centro.
Amanti dei viaggi a ritmo lento a bordo di splendidi treni storici, questo è l’appuntamento che fa per voi: torna il percorso sui vagoni d’epoca della linea ferroviaria della Valsesia che collega Novara con Varallo Sesia.
Un viaggio imperdibile per scoprire un angolo d’Italia autentico e poco battuto, che custodisce speciali località da esplorare e l’imponente complesso architettonico del Sacro Monte di Varallo, Patrimonio UNESCO. Un percorso lungo 54 chilometri che permette di ammirare paesaggi naturali che cambiano con dolcezza, tra risaie, colline, montagne e borghi storici, respirando l’atmosfera di un tempo che sembra essersi fermato.
Data, tappe e orari del viaggio sul treno storico
Parte il 24 gennaio 2026 il viaggio in treno storico organizzato da Fondazione Fs Italiane, Città di Varallo e Regione Piemonte. Potrete salire a bordo dell’antico centoporte trainato da una locomotiva a vapore, che percorre a ritmo lento l’antica linea inaugurata nel lontano 1886 e lunga 54 chilometri.
Si parte dalla stazione di Novara e si attraversano paesaggi in continua trasformazione: dalle risaie della pianura, con i loro canali e filari di pioppi, alle dolci colline ricche di vigneti e boschi, con fermate previste a Briona, Fara, Sizzano, Ghemme e Romagnano Sesia. Dopo questa fermata il convoglio si inoltra nella Valsesia (conosciuta anche come la “Valle più verde d’Italia”, dominata dal massiccio del Monte Rosa), superando le stazioni di Prato Sesia, Grignasco e le pendici del Monte Fenera, fino a raggiungere Borgosesia, Quarona e infine Varallo, immerso in paesaggi suggestivi.
Proprio in questa destinazione, i viaggiatori potranno partecipare gratuitamente a una visita guidata del centro storico, in programma dalle ore 11.00 alle ore 13.00: si esploreranno le antiche contrade medievali della cittadina, scoprendo la storia locale, dal Medioevo all’età moderna, con tappe dedicate alle botteghe dei prodotti enogastronomici e artigianali tipici del territorio.
A Varallo Sesia si trova anche il Sacro Monte di Varallo, il più antico dei Sacri Monti italiani, fondato alla fine del XV secolo per riprodurre la Gerusalemme biblica. Il complesso, Patrimonio UNESCO dal 2003, ospita cappelle con statue e affreschi a grandezza naturale che narrano la vita di Cristo, integrando arte, architettura e paesaggio. La visita al Sacro Monte offre anche l’occasione di scoprire scorci panoramici sulla città e sulla valle, perfetti per una passeggiata lenta e immersiva tra storia e spiritualità.
iStockL’imponente Sacro Monte di Varallo
Ecco tutti gli orari delle fermate previste:
Novara: Partenza 09:00
Briona: Arrivo 09:19 – Partenza 09:20
Fara: Arrivo 09:25 – Partenza 09:26
Sizzano: Arrivo 09:31 – Partenza 09:32
Ghemme: Arrivo 09:36 – Partenza 09:37
Romagnano Sesia: Arrivo 09:44 – Partenza 09:45
Prato Sesia: Arrivo 09:51 – Partenza 09:52
Grignasco: Arrivo 10:02 – Partenza 10:03
Borgosesia: Arrivo 10:13 – Partenza 10:14
Quarona: Arrivo 10:26 – Partenza 10:27
Varallo Sesia: Arrivo 10:40.
Informazioni utili
Le informazioni sui prezzi dei biglietti e sulle modalità di acquisto dei biglietti verranno presto aggiornate sul sito ufficiale dei Treni Turistici, ma intanto possiamo raccontarvi cosa succederà una volta saliti a bordo.
La tariffa comprenderà il viaggio di andata e ritorno sul treno storico trainato dalla locomotiva a vapore, ma anche altri servizi, come l’accoglienza a bordo da parte delle guide turistiche abilitate e dei volontari del Museo Ferroviario Valsesiano e le visite guidate ai luoghi di interesse che verranno presto resi noti dallo stesso museo (sul sito ufficiale Museoferroviariovalsesiano.it).
Questo treno storico, infatti, non è solo un mezzo di trasporto che collega due destinazioni, ma un vero e proprio viaggio esperienziale: tra storia, cultura e gastronomia locale, ogni dettaglio è pensato per far vivere ai passeggeri un’esperienza immersiva, piacevole e adatta a tutta la famiglia, dove ogni fermata diventa un piccolo momento da ricordare.
Il Natale in Abruzzo ha un carattere deciso, ma accogliente. Qui, tutto profuma di legna e dolci tradizionali, mentre le luci si riflettono sui selciati e lo sguardo corre dalle cime del Gran Sasso e della Majella fino ai paesaggi più dolci delle colline e dei trabocchi. Come viverlo al meglio? Visitando i suoi mercatini di Natale!
Ogni paese celebra le festività natalizie con una personalità distinta: da Pescara, dove viene dato ampio spazio anche alla musica, a Campo di Giove, che può essere raggiunto in modo speciale salendo sul Treno dei Mercatini di Natale, uno dei viaggi più amati della Transiberiana d’Italia.
Mercatini a Pescara
Fino al 6 gennaio, Piazza Sacro Cuore a Pescara ospita i tradizionali mercatini di Natale. Qui, troverete 25 casette addobbate dov’è presente anche il trono di Babbo Natale con gli elfi per raccontare fiabe ai bambini, una vecchia cassetta delle Poste per spedire le lettere a Babbo Natale e un piccolo bosco incantato con cervi illuminati.
Tra le bancarelle si trovano prodotti tipici natalizi e specialità abruzzesi. Non mancano stand creativi, come quelli che propongono saponi a tema natalizio, e uno spazio dedicato a onlus locali che presentano le loro attività. Ogni settimana, inoltre, sono previsti concerti dal vivo e DJ set a tema natalizio.
In Piazza della Repubblica, infine, è stata installata una pista di pattinaggio su ghiaccio, trasformando l’intera piazza in un villaggio di Natale illuminato e suggestivo. Per i più piccoli sono previsti anche laboratori al Welcome Center di Piazza Salotto il sabato pomeriggio e la domenica mattina.
Mercatino di Natale a Roccaraso
Raggiungibile con il Treno dei Mercatini di Natale, Roccaraso offre un’atmosfera festiva da fine novembre fino all’Epifania. Tra le località montane più conosciute dell’Appennino, soprattutto grazie ai suoi impianti sciistici, vanta dei mercatini natalizi vivaci, concentrati soprattutto nelle aree centrali del paese. Qui vengono proposti oggetti d’artigianato e prodotti tipici, con una particolare attenzione alle specialità di montagna.
Non mancano dolci tradizionali, bevande calde e piatti sostanziosi, ideali dopo una giornata sulla neve.
Anche a Caramanico Terme si respira la magia del Natale. Lungo le strade del centro storico, le luminarie, le scenografie e gli spettacoli creano un’atmosfera unica, dove grandi e piccoli possono divertirsi. I bambini possono ballare con gli elfi, scattare una foto ricordo con Babbo Natale e giocare a tombola, mentre tutti i visitatori possono gustare prodotti tipici e scoprire oggetti artigianali realizzati a mano.
Tra le novità di quest’anno c’è la possibilità di pattinare su ghiaccio, visitare la fattoria didattica e godersi giostre come le mongolfiere, il carosello di cavallini con trenino e altre attrazioni per tutta la famiglia. Il centro storico ospita anche la suggestiva “Via dei Presepi”, mentre i giardini d’inverno offrono uno spazio magico immerso tra luci e colori.
Mercatino a Campo di Giove
Dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, anche Campo di Giove ospita i tradizionali mercatini di Natale. A rendere ancora più unica questa esperienza è la presenza della Transiberiana d’Italia, il treno di Natale che attraversa le montagne abruzzesi offrendo panorami spettacolari. Una volta scesi alla fermata del borgo, potete passeggiare tra le bancarelle, degustare prodotti tipici locali e riscaldarvi con il vin brulé fumante.
I mercatini propongono una vasta selezione di artigianato locale: oggetti unici, creazioni fatte a mano e idee regalo che raccontano tradizioni e mestieri antichi. Campo di Giove, inoltre, è noto per le sue abbondanti nevicate!
Cugnoli si trasforma ogni anno in un vero e proprio Villaggio di Natale. L’edizione 2025 di Natale al Borgo ha animato l’ultimo fine settimana di novembre, mentre sabato 20 dicembre dalle 17:00, ci sarà la settima edizione del Presepe Vivente. L’iniziativa coinvolge residenti e visitatori in un percorso tra scene della natività, artigianato e momenti di spettacolo dal vivo, ricreando le atmosfere di un Natale autentico.
L’evento rappresenta un’occasione unica per scoprire il borgo, i suoi scorci medievali e la tradizione abruzzese, vivendo le feste con semplicità e partecipazione diretta.
Mercatini natalizi a Penne
Dal 6 dicembre al 6 gennaio, il centro storico di Penne si trasforma in un percorso festoso e luminoso grazie alla III Edizione del Borgo di Babbo Natale. La manifestazione offre attività, spettacoli, letture e momenti dedicati ai bambini e alle famiglie, con la Casa di Babbo Natale al centro delle celebrazioni.
La Casa sarà aperta fino al 21 dicembre dalle 15:00 alle 21:00, con musica dal vivo e accoglienza speciale per i più piccoli. Nei giorni 6, 14 e 21 dicembre, il “Bosco delle Favole” ospiterà La strada di Cioccolato, con letture da Gianni Rodari curate dall’Auser-Biblioteca regionale di Penne. Dal 6 dicembre al 6 gennaio (esclusi 25 dicembre e 1 gennaio), l’Auditorium ospiterà anche esposizioni di presepi e artigianato locale, visitabili dalle 15:30 alle 18:30.
Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, le befane saranno protagoniste alla Casa di Babbo Natale, mentre l’Auditorium accoglierà il torneo amatoriale di Burraco, evento conclusivo della rassegna.
Dai primi di dicembre fino all’Epifania, Piazza Duomo a L’Aquila si anima con i mercatini di Natale, un appuntamento tradizionale che trasforma il centro storico in un percorso festoso tra casette in legno dove espositori presentano prodotti artigianali, dolci tipici e decorazioni natalizie. L’edizione del 2025 assume un valore speciale, in vista del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura, rendendo l’esperienza ancora più unica.
Qui, potete scoprire l’artigianato locale e gustare le eccellenze gastronomiche del territorio, dai formaggi e salumi al miele, dal farro e zafferano alle lenticchie, senza dimenticare dolci e torroni. Tra le proposte più caratteristiche ci sono le ceramiche di Castelli, i piccoli oggetti in legno e rame per la casa e la bigiotteria artigianale, perfetti come regali o souvenir.
Mercatino natalizio a Sant’Omero
Infine, a Sant’Omero la piazza del paese si trasforma in un vero Villaggio di Babbo Natale, con pista di pattinaggio sul ghiaccio e la casa di Babbo Natale dedicata ai più piccoli. Dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, dalle 10:00 alle 23:00, il borgo accoglierà visitatori di tutte le età con eventi, spettacoli e animazioni, resi possibili dall’impegno della Pro Loco di Sant’Omero APS. Sarà un’occasione per vivere appieno l’atmosfera natalizia, tra divertimento, luci e momenti di festa!
La Giunta, su proposta del presidente Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali e Programmazione negoziata, Massimo Sertori, ha approvato l’adesione di Regione Lombardia all’ipotesi di Accordo Locale Semplificato (Als) con il Comune di Isola Dovarese (Cremona) per la riqualificazione di Palazzo Dovara.
Regione con Comune Isola Dovarese per Palazzo Dovara
“Ci uniamo al Comune – spiegano il presidente Attilio Fontana e l’assessore Massimo Sertori – in un Accordo Locale Semplificato che vuole riqualificare un importante bene del comune di Isola Dovarese“.
“Ancora una volta – rimarcano governatore e assessore -, Regione Lombardia conferma una grande attenzione verso i piccoli Comuni considerandoli quali autentici punti di forza dei nostri territori”.
Interventi per 150.000 euro di valore sovraccomunale
Si tratta di un intervento complessivo da 150.000 euro con Regione Lombardia pronta a garantire un massimo di 100.000, restando i rimanenti 50.000 a carico della municipalità locale.
L’intervento presenta, per la tipologia e la storia del bene immobile, una valenza sovraccomunale.
Sertori: riqualificazione della parte dell’edificio attualmente dismessa
“Le azioni di riqualificazione di Palazzo Dovara – dichiara l’assessore Sertori – prevedono interventi di manutenzione straordinaria che vogliono consentire di riutilizzare una porzione dell’edificio attualmente dismessa e non agibile e tenendo anche presente l’esigenza di eliminare le barriere architettoniche per rendere il bene fruibile da parte di tutti”.
“Si tratta di opere che integrano e completano altre azioni manutentive – ricorda l’assessore – che interessano il palazzo e che sono finanziati con fondi Pnrr e Cariplo per trasformare la struttura in un vero e proprio hub culturale“.
La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà, è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Sport e memoria
L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.
La tappa di Milano
La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.
Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità
“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi – è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.
L’estate non è ancora finita. Infatti con la promozione “Insegui l’estate” di Ryanair si trovano tariffe molto vantaggiose per viaggiare verso mete balneari con posti a partire da soli 24,99 euro. Attenzione però: i biglietti sono disponibili fino a esaurimento posti e l’offerta è valida solo per prenotazioni effettuate entro il 31 ottobre (per viaggiare fino al 18 dicembre).
In questo periodo Ryanair ha inoltre ampliato la sua offerta aggiungendo cinque nuove rotte da Milano Malpensa, che collegano lo scalo lombardo a Bratislava, Goteborg, Pescara, Varsavia e Plovdiv. Ecco una selezione di tre rotte particolarmente interessanti per approfittare della promozione “Insegui l’estate” e non è finita qui: abbiamo scovato altre mete bellissime con prezzi anche più bassi.
Da Roma a Rodi per esplorare l’isola delle rose
L’isola di Rodi, la più grande del Dodecaneso, è una destinazione che unisce mare, storia e autenticità. La città medievale di Rodi, racchiusa da mura imponenti, è patrimonio UNESCO e conserva il Palazzo del Gran Maestro, la Via dei Cavalieri e un dedalo di vicoli che riportano indietro nel tempo.
Con voli diretti da Roma Fiumicino, è facile ed economico – il 19 ottobre il volo viene 24,99 euro – raggiungere questo paradiso greco che sa accontentare sia chi cerca relax, sia chi desidera scoprire le radici storiche del Mediterraneo.
Da Milano a Faro in Portogallo
Faro è la capitale dell’Algarve, la regione più a sud del Portogallo, e rappresenta una meta ideale per chi desidera abbinare mare e cultura.
iStockVillaggio di Carvoeiro in Algarve
Il centro storico, circondato da antiche mura, custodisce vicoli acciottolati, la Cattedrale, il Palazzo Vescovile e diversi musei che raccontano la storia della città. Passeggiando nelle sue piazze si respira un’atmosfera autentica e rilassata, lontana dal turismo di massa.
Con un volo diretto da Milano Bergamo, si può raggiungere facilmente questo mix di natura e tradizione portoghese. Il 29 ottobre la tariffa è di soli 24,99 euro.
Da Venezia a Creta: il fascino di Chania
Atterrando a Chania, nella parte occidentale di Creta, si viene accolti da una città che mescola influenze veneziane, ottomane e bizantine. Il porto antico, con il faro, i moli e le taverne tipiche, è il cuore pulsante della città vecchia, ideale per passeggiate serali tra vicoli e piazze ricche di vita.
Dalla città è facile raggiungere alcune delle spiagge più spettacolari dell’isola. Chania rappresenta il punto di partenza perfetto per scoprire l’anima più autentica di Creta.
Grazie ai voli Ryanair diretti da Venezia Treviso, questa destinazione è oggi più economica che mai. In ottobre ci sono infatti tanti voli a partire da 24,99 euro.
Altre offerte imperdibili per volare a prezzi mini
Oltre alla promozione “Insegui l’estate”, Ryanair propone anche altre offerte incredibilmente convenienti per chi vuole viaggiare nei mesi autunnali verso mete con il sole.
iStockPorto di Marsamxett e Valletta con Cattedrale di San Paolo
Ecco alcune delle occasioni migliori che abbiamo trovato:
da Milano Malpensa a Malta: biglietti a partire da 14,99 euro a novembre, per vivere il clima mite del Mediterraneo,
da Bologna a Palma di Maiorca: tariffe da 15,99 euro a novembre, per scoprire l’isola spagnola in una stagione più tranquilla,
da Roma Ciampino ad Amman, Giordania: voli a partire da 14,99 euro a novembre, un’opportunità unica per visitare una delle capitali più affascinanti del Medio Oriente,
da Pisa a Ibiza: biglietti da 19,99 euro in ottobre, perfetti per un ultimo assaggio di sole e movida prima dell’inverno.
Presentata al Piccolo di Milano la seconda edizione di ‘Teatro Fuori Porta‘, la rassegna, in programma dal 2 ottobre al 9 dicembre 2025, che promuove e consolida la partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo in tutta la Lombardia, realizzata con il contributo della Regione. Alla conferenza stampa di presentazione della stagione ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. Presenti anche il direttore generale del Piccolo, Lanfranco Li Cauli, e il direttore artistico, Claudio Longhi.
Teatro strumento per incontrare i cittadini
“Con ‘Teatro Fuori Porta’ – ha spiegato Caruso – si rinnova l’impegno per portare l’arte oltre i luoghi tradizionalmente dedicati, per incontrare i cittadini: il teatro, con la sua forza di emozionare e far riflettere, può diventare strumento di coesione sociale e di dialogo tra generazioni”.
“Regione Lombardia – ha concluso Caruso – investe risorse e progettualità per abbattere le barriere, materiali e simboliche, che separano i cittadini dall’accesso alla cultura. Il teatro, grazie a questa rassegna, non rimane chiuso nelle sale ma diventa esperienza condivisa nei territori”.
‘Teatro Fuori Porta’, i 23 Comuni della Lombardia coinvolti
Sono 60 gli appuntamenti, organizzati dal Piccolo Teatro di Milano, distribuiti in 23 Comuni di 10 province della Lombardia.
Bergamo, Lovere (Bergamo);
Brescia, Desenzano del Garda, Salò (Brescia);
Brunate, Cantù e Como (Como);
Casatenovo e Oggiono (Lecco);
Lodi (Lodi);
Castiglione delle Stiviere, Mantova (Mantova);
Brugherio, Carate Brianza e Monza (Monza e Brianza);
Ponte in Valtellina, Sondrio (Sondrio);
Mortara, Vigevano (Pavia);
Besozzo, Saronno, Varese (Varese).
La rassegna costruisce una geografia diffusa che intreccia recital, workshop e lezioni-spettacolo, portando il teatro fuori dai luoghi tradizionale come biblioteche, scuole, spazi civici e associazioni.
Il programma di ‘Teatro Fuori Porta’
L’apertura è affidata a ‘Mumù’ di Ivan Turgenev, con Fausto Russo Alesi, che inaugurerà la stagione a Sondrio (2 ottobre 2025, Teatro Sociale) e a Saronno (VA). Seguirà ‘Io quella volta lì avevo 25 anni’ di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, interpretato da Francesco Centorame, in programma a Castiglione delle Stiviere (MN), Lodi e Brunate (CO). A novembre arriveranno i ‘Sillabari’ di Goffredo Parise, letti da Federica Fracassi a Lovere (BG) e Brugherio (MI). A dicembre sarà la volta de ‘La storia di Elsa Morante’, affidata ad Arianna Scommegna, che porterà in scena il romanzo a Brescia e a Mortara (PV).
Accanto agli spettacoli serali si svilupperanno anche percorsi formativi. Ad esempio, ‘Ad alta voce’ è il laboratorio di lettura espressiva pensato per biblioteche, università della terza età e spazi civici. Con il progetto ‘A scuola di teatro’, che entrerà negli istituti superiori con quattro lezioni-spettacolo dedicate a Re Lear, Galileo, Antigone e La Maria Brasca.
Si chiama ‘One Health Day‘, ed è l’evento gratuito di tre giorni, in piazza Città di Lombardia a Milano, dedicato al binomio vincente sport e salute con sottofondo musicale della Fanfara dei Bersaglieri. Inaugurato dal presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana e dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani Federica Picchi alla presenza di numerosi esponenti della Giunta e dei rappresentanti di Coni e Cip oltre che enti, associazioni sportive e di volontariato del territorio ha avuto un a colonna sonora d’eccellenza .
La fanfara dei Bersaglieri in piazza Città di Lombardia per ‘One Health Day’
Massimo Sertori, assessore della Regione Lombardia a Enti locali e ai Rapporti con la Confederazione elvetica è il nuovo presidente della Comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica. Il passaggio di consegne dal Cantone Ticino alla Lombardia durante l’Assemblea generale che si è svolta a Ville Ponti a Varese.
A Lombardia presidenza Regio Insubrica nel trentesimo anniversario
L’Assemblea è servita anche per celebrare il trentesimo anniversario dalla Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, firmata proprio a Varese il 19 gennaio del 1995.
La Comunità di lavoro è nata con l’obiettivo di promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini e riunisce il Cantone Ticino, le Regioni Lombardia e Piemonte, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese.
I presenti
Oltre ai rappresentanti delle Regioni e delle Province italiane coinvolte e dei Cantoni per la Confederazione elvetica, presenti il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e gli Ambasciatori di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, e d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Sertori: onore ricevere il testimone da Norman Gobbi
“È per me un onore – afferma il neo presidente della Regio Insubrica, Massimo Sertori – prendere il testimone da Norman Gobbi e quindi condurre la presidenza della Regio Insubrica per l’anno 2025-2026”. “Questa Comunità di lavoro – continua – è ormai una piattaforma collaudata fondamentale nel dialogo e nella cooperazione transfrontaliera italo-svizzera. È una realtà che trae la propria forza nel recepire le istanze dal basso provenienti dai singoli territori e quindi trasformando le stesse in proposte risolutive da sottoporre al Cantone, alla Regione finanche ai livelli superiori, come la Confederazione e lo Stato. Si sostanzia quindi in una catena di trasmissione fondamentale tra le comunità e le istituzioni dei singoli Stati”. “Nel mio anno di presidenza – conclude Sertori – l’impegno è quello di rafforzare sempre più la cooperazione territoriale in svariati ambiti e realizzare progetti strategici e di qualità a beneficio delle nostre comunità”.
Gobbi (Cantone Ticino): piattaforma di dialogo italo-svizzero
“Dalla sua creazione nel 1995 – dichiara il presidente uscente Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino – la Regio Insubrica ha saputo ergersi a piattaforma riconosciuta di dialogo e cooperazione del territorio transfrontaliero italo-svizzero, attivandosi quale facilitatrice tra le amministrazioni pubbliche e gli enti di riferimento, promuovendo il dialogo, la cooperazione e la mutua conoscenza. Ciò allo scopo di permettere all’area insubrica di cogliere le opportunità che si presentano in termini di sviluppo sostenibile ai due lati della frontiera per sfruttare tutto il potenziale del territorio, trasformando il confine in un’alleanza dinamica”.
Fontana: una realtà capace di ascoltare e dar voce ai territori
“È per me un grande piacere – dichiara il governatore lombardo Attilio Fontana – prendere parte all’Assemblea della Regio Insubrica che proprio nel 2025 celebra il trentennale dalla sua fondazione”. “Si tratta di una realtà – continua Fontana – che, per la sua capacità di ascolto delle istanze territoriali e per la sua propositività, rappresenta un modello di condivisione, dialogo e mediazione cui altri territori transfrontalieri si stanno ispirando: grazie alla sua dinamicità, le sfide che caratterizzano queste aree di confine, dalle quali transita il 90% dello scambio commerciale tra Italia e Svizzera, acquisiscono nuova centralità”.
Preioni (Regione Piemonte): vogliamo crescere insieme
“La Regio Insubrica – commenta Alberto Preioni, sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte – è unita da storia e cultura comuni”. “Vogliamo e dobbiamo crescere insieme – continua – attraverso progetti condivisi che valorizzino le nostre comunità e aprano nuove opportunità di sviluppo. Infrastrutture moderne, turismo sostenibile e collegamenti sempre più efficienti sono le chiavi per rendere competitivo il nostro territorio”. “Siamo impegnati – conclude Preioni – a mantenere un dialogo costante con tutti i partner istituzionali, da entrambe le frontiere. Tutto ciò per costruire una Regio forte, unita e prospera”.
Regio Insubrica e Interreg
Presentati quindi, nell’Assemblea che ha portato alla presidenza della Lombardia della Regio Insubrica, il rapporto sulle attività realizzate nel 2024 e quello per l’anno in corso. Aggiornamenti anche sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, in particolare riguardo ai progetti presentati per l’area della Regio Insubrica.
Progetto di ricerca ‘Città dei Laghi’
In Assemblea anche la presentazione del progetto di ricerca ‘Città dei Laghi, un atlante per il territorio insubrico’, a cura dell’architetto ricercatore Francesco Rizzi. Si tratta di un progetto sviluppato sulla visione della Città dei Laghi come modello territoriale di riferimento cooperativo transfrontaliero tra il Ticino e le province italiane della Comunità di lavoro.
I membri della Regio hanno infine approvato i conti preventivi per gli anni 2025 e 2026, nonché il consuntivo del 2024.
Il ‘Distretto della Calza‘, di cui il Mantovano è il territorio più vocato per la produzione, compie 100 anni. Per celebrare questo anniversario, il Belvedere di Palazzo Lombardia ha ospitato un evento al quale hanno partecipato il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana, il vicepresidente Marco Alparone, e gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda). Presenti, tra gli altri, anche Alessandra Cappellari, segretario Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, Paola Bulbarelli, consigliere regionale della Lombardia, Massimo Bensi, presidente del Csc Centro Servizi Impresa, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, Fabio Viani, presidente Confindustria Mantova, William Gambetti, presidente Mantova Export, Luciano Vignoni, vicepresidente di Credito Padano Gruppo Bcc Iccrea. Con loro anche parlamentari e sindaci del territorio.
Il ‘Distretto della Calza’ compie 100 anni
Un secolo di vita in cui il ‘Distretto della Calza’ ha vissuto stagioni straordinarie, in cui la capacità di produrre è cresciuta proporzionalmente al numero degli occupati, ha saputo ritagliarsi un ruolo prestigioso nell’ambito della moda, è stato protagonista di pellicole cinematografiche indimenticabili ma ha anche dovuto fronteggiare momenti di flessione a causa dell’andamento contradittorio del mercato a cui ha risposto con la capacità di sapersi innovare.
I numeri
Con 92 imprese attive e circa 10.000 addetti, il distretto genera un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro, a conferma del valore economico e occupazionale di una filiera radicata e competitiva capace di competere sui mercati globali mantenendo il suo legame con il territorio.
Sulla innovazione come leva della competitività e sul pieno sostegno da parte di Regione Lombardia al comparto si sono soffermati il governatore della Lombardia Fontana e l’assessore Guidesi .
“Regione Lombardia – hanno assicurato – è pronta a favorire, anche in questo specifico ambito, un connubio virtuoso tra università, ricerca, trasferimento tecnologico alle aziende per garantire competitività a livello mondiale.
Filiera strategica
Il ‘Distretto della Calza’ è riconosciuto come filiera produttiva strategica da Regione Lombardia, segno dell’importanza che riveste nell’ecosistema industriale lombardo e nella valorizzazione delle eccellenze territoriali.
Alparone: aiutiamo la filiera con la semplificazione
“Oggi ci vogliono strumenti nuovi per una stagione nuova. Prima di tutto – ha sottolineato il vicepresidente Marco Alparone – ci vuole un cambio di mentalità: noi dobbiamo guardare a questo distretto, a questo ecosistema della calza con un approccio che non è solamente lombardo, italiano e europeo. Possiamo mettere a disposizione di una filiera così importante innanzitutto la semplificazione, cioè strumenti semplici che siano facilmente accessibili che permettano di fare innovazione partendo dall’idea di questi imprenditori e dalla loro capacità. Noi stiamo provando a fare questo anche all’interno di un panorama europeo. Abbiamo bisogno di una legislazione sicuramente più leggera e di tanta semplificazione, ma non dobbiamo perdere quello che siamo. Noi siamo innovatori da sempre, la Lombardia l’ha dimostrato all’Italia, l’ha dimostrato all’Europa, l’ha dimostrato al mondo”.
Mazzali: un simbolo del made in Italy nel mondo
“Il Distretto della Calza Mantovano con i suoi 100 anni di storia – ha sottolineato Mazzali – è uno straordinario esempio di eccellenza italiana. L’imprenditorialità locale ha saputo unire saperi artigianali e innovazione tecnologica, costruendo una filiera integrata e altamente specializzata. Con oltre un secolo di storia – ha ricordato ancora l’assessore – questo distretto, non solo ha consolidato un patrimonio di competenze uniche, ma si è affermato come motore economico strategico per la Lombardia e per l’Italia, con una forte incidenza occupazionale, una capacità di export che guarda ai mercati più esigenti e un impatto produttivo riconosciuto a livello internazionale”.
Design creativo, qualità e sostenibilità
“Qualità delle fibre, innovazione nei trattamenti, design creativo e attenzione crescente alla sostenibilità – ha puntualizzato – sono i tratti distintivi che rendono questo distretto un simbolo del Made in Italy nel mondo. Qui l’innovazione non è un concetto astratto, ma un processo quotidiano che si traduce in investimenti costanti in Ricerca e Sviluppo, automazione e digitalizzazione dei processi produttivi, con l’obiettivo di garantire performance sempre più elevate e di rispondere a un mercato in rapida evoluzione”.
Bando ‘Next Fashion’
“Regione Lombardia – ha continuato – sostiene e promuove questo impegno con strumenti concreti: penso al bando ‘Next Fashion‘, aperto in questi giorni, che con 13 milioni di euro del programma Fesr 2021-2027 finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito moda e accessorio. Un’opportunità per le imprese che vogliono investire su tecnologie sostenibili, tracciabilità, nuovi materiali e modelli di produzione responsabile, confermando ancora una volta la capacità lombarda di fare della tradizione un punto di partenza per competere nel futuro”.
Beduschi: puntiamo su quel che sappiamo fare bene
“Ci sono – ha evidenziato l’assessore Beduschi – un forte legame e una tradizione che si sono creati in questi 100 anni di storia. L’occasione che ci è stata data di affrontare un nuovo mondo, la cosiddetta ‘Via della Seta‘, dà a noi un ruolo importante, come europei, italiani e lombardi. È quello di puntare su quel che sappiamo fare bene, cose belle, diverse da quel che fanno altri. Dobbiamo difendere le nostre opere d’ingegno, le intuizioni, altrimenti saremmo travolti dal punto di vista commerciale. La concorrenza a basso costo che ci inonda senza alcuna tutela non possiamo più reggerla”.
“Gli imprenditori consorziati nel Csc, il Centro servizi calza, – ha proseguito – hanno saputo fare della lealtà e della collaborazione straordinarie virtù . Noi, nelle istituzioni, vi appoggiamo e lo faremo sempre nel solco dell’innovazione, della ricerca, della formazione. Dobbiamo far capire, dunque, al consumatore finale quanto è diverso un prodotto fatto a Castel Goffredo rispetto a un altro proveniente dal Far East”.
I Comuni del ‘Distretto della Calza’
I Comuni che fanno parte del ‘Distretto della Calza‘ sono: Acquafredda, Asola, Carpenedolo, Casalmoro, Casaloldo, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Guidizzolo, Isorella, Medole, Piubega, Remedello, Rodigo, Solferino, Visano.
A conclusione della giornata celebrativa, il Belvedere ha ospitato anche una speciale sfilata di cui sono state protagoniste le calze nelle loro declinazioni più fashion .