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Hier — 26 octobre 2026it

Vacanze wellness in Alto Adige, un rapporto svela dove trovare hotel con piscine panoramiche e spa private

Par : losiangelica
26 octobre 2026 à 15:30

E se la vacanza wellness non avesse una formula unica? Dalle piscine affacciate sulle montagne alle saune, fino a quelle a due passi da un laghetto naturale dove rilassarsi. In Alto Adige tutto questo è possibile e a raccontarlo sono i dati del Rapporto Wellness Alto Adige 2026 pubblicato da SuedtirolWellness che ha esaminato 722 hotel distribuiti in tutta la provincia studiando a pieno il fenomeno.

Vacanze Wellness in Alto Adige: lo studio

Il wellness è, a tutti gli effetti, una componente importante del mondo hospitality in Alto Adige ma non tutti gli hotel interpretano il concetto (e di conseguenza i servizi) allo stesso modo. Il nuovo rapporto di SuedtirolWellness prova a mettere ordine in questa varietà. La rilevazione, condotta nell’agosto 2026 attraverso informazioni pubblicamente disponibili, ha individuato 722 strutture con caratteristiche riconducibili al wellness, presenti in 101 dei 116 comuni della provincia.

Gli hotel sono stati suddivisi in tre gruppi. In 107 casi il benessere rappresenta un elemento centrale dell’identità della struttura; altri 138 alberghi mostrano una specializzazione nella spa o nei servizi wellness. Il gruppo più numeroso, composto da 477 hotel, comprende invece strutture che associano un’offerta qualificata di piscine a saune o altri ambienti dedicati al calore, insieme a spazi relax o trattamenti specifici. Il dato più interessante per i viaggiatori riguarda proprio le diverse possibilità di soggiorno. Le piscine con vista costituiscono la categoria più numerosa tra le quattro tipologie approfondite. Seguono le soluzioni per il wellness privato, le strutture con acque naturali e quelle che prevedono ambienti distinti per adulti e famiglie.

Dove trovare hotel con piscine panoramiche in Alto Adige

Sono almeno 281 gli hotel altoatesini che, secondo il Rapporto Wellness Alto Adige 2026, dispongono di una piscina con vista panoramica o di una soluzione come una infinity pool, una rooftop pool o una sky pool. È il numero più alto tra le quattro forme di wellness analizzate nel dettaglio dalla ricerca. Un’indicazione interessante per chi cerca un hotel dove la piscina non sia soltanto uno spazio per nuotare, ma anche un punto da cui ammirare il paesaggio. La rilevazione non fornisce, nei dati qui disponibili, una graduatoria delle località con il maggior numero di piscine panoramiche. La presenza di hotel wellness in 101 comuni mostra però quanto sia ampia la distribuzione territoriale delle strutture considerate.

Il paesaggio fa il resto. L’Alto Adige passa dai 207 metri delle zone più basse ai 3.905 metri delle sue vette maggiori. Una differenza di quota che si traduce in panorami molto diversi: fondovalle, pendii boscosi, prati d’alta montagna e pareti rocciose. Anche l’esperienza in piscina cambia con la stagione. In inverno il richiamo è quello dell’acqua calda mentre fuori fa freddo e non mancano i mercatini di Natale. In primavera e in autunno sono i colori del paesaggio a diventare protagonisti. D’estate, invece, una piscina panoramica può essere la pausa ideale dopo qualche ora sui sentieri.

Spiccano le Spa private

Tra le tendenze viaggi 2027 più interessanti c’è anche quella di potersi rilassare in spa private, proposte dove potersi godere un momento di relax in totale privacy. Sul territorio si contano almeno 72 strutture che offrono questo tipo di opzione, alcune con saune o vasche idromassaggio a uso esclusivo. La formula piace soprattutto alle coppie alla ricerca di fughe e weekend romantici, magari in occasioni speciali come quello dell’anniversario.

À partir d’avant-hierit

Perché viaggiare a Helsinki nel 2027: dai musei agli eventi da non perdere assolutamente

22 octobre 2026 à 13:00

Nel 2027 Helsinki si prepara ad accogliere i viaggiatori con nuove opportunità per raggiungere la capitale finlandese dall’Italia, luoghi della cultura pronti a riaprire e appuntamenti sportivi capaci di attirare appassionati da tutto il mondo. Affacciata sul Mar Baltico, la città è una destinazione ideale per chi ama alternare musei, architettura contemporanea, saune e passeggiate. La sua atmosfera nordica, che unisce design, natura e qualità della vita, si presta a un city break in ogni stagione.

Ecco i nostri tre motivi per andare a Helsinki nel 2027.

Nuovi voli Finnair dall’Italia

La principale novità per chi sogna un viaggio nella capitale finlandese riguarda i collegamenti aerei. Dalla fine di marzo 2027, Finnair introdurrà l’Airbus A350 sulla rotta tra Milano Malpensa e Helsinki, impiegandolo durante la stagione estiva sul volo mattutino giornaliero.

Si tratta di un aeromobile progettato per le lunghe distanze, che permetterà di sperimentare un’esperienza di bordo tipica dei viaggi intercontinentali anche su un volo di circa tre ore. La scelta risponde alla crescita della domanda tra Milano e i Paesi nordici e offre nuove possibilità di proseguire verso destinazioni asiatiche e la costa occidentale degli Stati Uniti attraverso l’hub di Helsinki.

Le novità per il mercato italiano non si fermano qui. Finnair ha annunciato il prolungamento del collegamento con Torino per la stagione invernale, con un volo settimanale il sabato, oltre all’estensione dei servizi estivi su Firenze e Catania.

Perché andare a Helsinki nel 2027
iStock
Helsinki, porto al tramonto

Riapre il Museo all’aperto di Seurasaari

Tra le tappe da inserire nell’itinerario del 2027 c’è il Museo all’aperto di Seurasaari, che riaprirà al pubblico il 15 maggio, dopo la chiusura invernale. Situato su un’isola collegata alla terraferma da un ponte pedonale, è una delle attrazioni più suggestive per scoprire la storia e le tradizioni finlandesi immersi nella natura.

Il museo comprende 89 edifici storici trasferiti da diverse regioni della Finlandia, tra cui antiche abitazioni in legno risalenti al XVII secolo. Attraversando cortili e costruzioni tradizionali, si può conoscere più da vicino la vita rurale dei secoli passati, le consuetudini domestiche e le differenze architettoniche tra le varie aree del Paese. La visita diventa così un’occasione per andare oltre la Helsinki moderna e conoscerne le radici culturali.

L’apertura stagionale è prevista fino al 15 settembre 2027.

Gli eventi sportivi del 2027

Il calendario sportivo offre un ulteriore motivo per programmare un viaggio a Helsinki nel 2027, soprattutto per chi ama correre o assistere a manifestazioni internazionali.

Il primo appuntamento da segnare è il Valio Helsinki City Run, in programma il 7 e l’8 maggio. Considerato il più grande evento podistico della Finlandia, riunisce partecipanti provenienti da oltre 100 Paesi e propone diverse distanze, dalla corsa di cinque chilometri alla mezza maratona, fino alla maratona e alle gare a staffetta.

Chi preferisce visitare la città in estate può invece puntare sul Björn Borg Helsinki Marathon, previsto il 28 agosto 2027. Il percorso attraversa le strade del centro e le zone affacciate sul mare, con distanze adatte sia ai runner esperti sia a chi vuole mettersi alla prova su un tragitto più breve: sono previste maratona, mezza maratona, 10 chilometri e staffetta.

La magia fiabesca del Natale nella Foresta Nera, tra mercatini ed eventi imperdibili

Par : elenausai10
18 octobre 2026 à 07:30

I Romani chiamarono quelle radure misteriose, composte di latifoglie e abeti, silva nigra: la Foresta Nera. Eppure questo angolo della Germania, soprattutto nel periodo natalizio, è tutt’altro che buia. Quando le luci dell’Avvento si accendono tra gli alberi e le case a graticcio, la Foresta Nera sembra uscita da un libro di fiabe.

Oltre alle piste da sci, ai sentieri innevati e agli oltre 150 mercatini di Natale sparsi nella regione, troverete ad aspettarvi un coro che canta da un albero gigante, passeggiate con gli husky, saune tra i rami e discese in zipline a tutta velocità.

Volete vivere un inverno davvero speciale? Ecco gli appuntamenti da segnare in agenda!

Haslach, il mercatino che si gusta

Partiamo da uno degli appuntamenti più golosi della stagione, organizzato nella valle della Kinzig, dove Haslach conserva intatto il suo centro storico, con le piazze del mercato, i vicoli degli artigiani e le case a graticcio. Qui, dal 18 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027, tutti i giorni dalle 16:00 alle 22:00 (tranne il 24 e il 31 dicembre), ci sarà un mercatino invernale dove i protagonisti sono i sapori più che le decorazioni. Prima di ripartire, passate dal municipio: vi aspetta un grande presepe con animali veri.

Nel bosco con gli husky a Stühlingen

A due passi dal confine svizzero, a Stühlingen, potete partecipare a trekking e momenti di coccole con gli husky. Durante l’Avvento vengono organizzate diverse escursioni speciali in piccoli gruppi durante le quali si cammina nel bosco fino a una baita accogliente dove vi aspettano vin brulé, punch analcolico per i più piccoli e pan di zenzero davanti al fuoco. Si rientra al tramonto, con le fiaccole accese a illuminare il sentiero.

Waldkirch e l’albero di Natale che canta

Dal 4 al 13 dicembre 2026 Waldkirch, nota come la “città degli organi”, ospita uno degli eventi più curiosi della stagione nella Foresta Nera: un albero di Natale alto circa dieci metri, con i coristi disposti sui suoi livelli. Tra l’Elztalmuseum e la chiesa di St. Margarethen risuonano canti tradizionali, ma anche jazz, pop e gospel. Intorno potete fare acquisti presso gli stand di un piccolo mercatino ricco di prodotti locali.

Coristi con cappelli, sciarpe e guanti rossi e mantelle verdi cantano sui livelli di un grande albero di Natale nella Foresta Nera
Ufficio Stampa-Patrick Seeger
L’albero di Natale cantante di Waldkirch

Freudenstadt, il mercatino nella piazza più grande della Germania

Freudenstadt fu progettata nel 1599 da Heinrich Schickhardt, con una pianta geometrica ispirata al gioco del mulino. La città vanta la piazza del mercato più grande del Paese: 219 x 216 metri incorniciati da portici illuminati. Dal 3 al 20 dicembre 2026, dal giovedì alla domenica dalle 11:00 alle 21:00, una parte della piazza si riempie di bancarelle con artigianato e specialità natalizie.

Adrenalina a Schömberg

Se cercate emozioni forti, a Schömberg salite gli oltre 300 gradini della torre panoramica Himmelsglück, poi scegliete come tornare giù. Con la Blackforest Flyline scivolate tra gli alberi per circa 500 metri, mentre con il Blackforest Flying Fox volate per 600 metri a testa in avanti fino al parco termale. Le due attrazioni aprono nel weekend, meteo permettendo.

Una pausa di benessere tra terme e saune

Dopo una giornata trascorsa all’aria aperta, non c’è niente di meglio che un bagno caldo. A Baden-Baden, città termale Patrimonio UNESCO dal 2021, il Friedrichsbad accoglie gli ospiti dal 1877 in un edificio sontuoso, alimentato dalle sorgenti del Florentinerberg. Nella valle del Tonbach, il Wellnesshotel Tanne propone invece una sauna finlandese in una casa sull’albero, a dieci metri da terra.

Rottweil, Natale nella città più antica del Baden-Württemberg

Infine, potreste raggiungere Rottweil con il suo centro medievale e la chiesa Heilig Kreuz, le case patrizie con bovindi e la Porta Nera. Dal 3 al 13 dicembre 2026 le sue strade si riempiono di casette decorate, artigianato e cori, con laboratori e giostre per i bambini. Approfittatene per camminare sulla Neckarline, la passerella sospesa lunga 606 metri.

Mercatino di Natale di Rottweil, con le casette illuminate e gli alberi decorati lungo la strada principale del centro storico
Ufficio Stampa - Ralf Graner Photodesign
Il mercatino di Natale di Rottweil anima il centro medievale della città

Lucas Pavanetto, Veneto: “Siamo la prima regione d’Italia in termini turistici”

16 octobre 2026 à 01:06

Con un bilancio che sfiora i 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, il Veneto si riconferma saldo al vertice del turismo italiano. Un primato importante che la regione sceglie di non tradurre in una mera corsa alle quantità, bensì in una strategia orientata alla qualità dell’accoglienza, al valore della spesa del visitatore sul territorio e alla gestione dei flussi.

Dalla valorizzazione delle 17 DMO (Destination Management Organization) all’offerta integrata tra mare, montagna, colline e città d’arte, la priorità è oggi guidare la destagionalizzazione per offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo della regione Veneto. Nell’intervista ci ha illustrato i dati positivi della stagione estiva, la presentazione della nuova rete di 13 cammini certificati — un’opportunità straordinaria per far vivere l’entroterra e ripopolare i borghi meno noti — e i piani per il rilancio in chiave wellness del polo termale tra i più grandi d’Europa.

Vogliamo commentare il primato del turismo della Regione Veneto,la regione più turistica d’Italia?

Abbiamo chiuso il 2025 con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, quindi siamo la prima regione d’Italia in termini turistici e oggi festeggiamo questo dato, naturalmente, anche con la consapevolezza di dover far meglio. Chiaramente, lo dico subito, il nostro interesse non è quello di raddoppiare i numeri, quindi in termini di quantità, ma quello di affiancare ai numeri della quantità la qualità del turista che viene. Quindi, l’attenzione non è solo su quanto una persona alloggia da noi e quanti ne arrivano poi alla fine durante l’anno, ma è anche quello che poi spendono e lasciano sul territorio in termini di consumo e penso che questo sia una delle priorità che hanno tutte quante le regioni che vivono di turismo.

Quest’estate, a maggio, abbiamo raggiunto intorno ai 5,8 milioni di presenze, ed è già un buon dato, in termini generali, il che significa che l’estate è andata molto bene. Abbiamo un +10% soltanto sul mese di maggio. Abbiamo preso quel mese di riferimento, a differenza di luglio e agosto perché sappiamo benissimo che sono quei mesi in cui quel termine che noi cerchiamo di utilizzare che è destagionalizzazione o destagionalizzare, che implica per noi una stagionalità che poi limita chi va a lavorare nel settore turistico e cerchiamo di ragionare su città turistiche che vivono tutto l’anno, che è un po’ anche quel messaggio che ha lanciato il ministro Mazzi durante una riunione con gli assessori.

Quindi, insomma, una buona estate quest’anno, un buon trend di crescita e poi aspettiamo la fine dell’anno perché ricordiamo che molte delle realtà sulle quali abbiamo investito, con il periodo autunnale, ma soprattutto con il periodo invernale e quello del Natale, oggi fanno dei numeri che poi nel budget totale naturalmente garantiscono un buon risultato.

Al TTG quest’anno presentate qualche novità?

Sì, quest’anno al TTG abbiamo presentato i Cammini. Quindi 13 cammini, 5.400 km di cammini in Veneto che fanno oggi la nostra regione, anche qui leader in termini di iniziative. Cammini che non sono quelli legati alla religione o comunque al sacro, ma sono cammini che hanno diverse sfumature. Abbiamo il cammino legato a Rigoni Stern, quindi un cammino culturale, il cammino invece della Grande Guerra, che è quello che passa nel Vicentino, il cammino enogastronomico, che è quello delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene DOCG quindi parliamo anche di Patrimonio UNESCO in questo caso, ma molto legato a un prodotto che è un fiore all’occhiello della nostra economia.

Molti altri cammini si stanno naturalmente evolvendo, oltre al primo che è la Treviso-Ostiglia, giusto per ricordarne uno, abbiamo certificato questi 13 cammini proprio per l’importanza che deve avere un cammino, quindi un servizio a 360 gradi per l’ospite. Oggi, non è più il pellegrino che fa questo tipo di attraversamento, ma è anche un turista che cerca l’open air, che cerca il relax, che cerca di taccare la spina. Tra l’altro, dai dati che sono venuti fuori, i cammini hanno una prevalenza di partecipazione femminile rispetto a quella maschile, quindi ci sono già c’è già un trend…

Poi c’è una serie di servizi che vengono agevolati, che è quella dell’esperienza. Chi fa un cammino non ha bisogno, dell’autogrill da stazione, ma ha bisogno di quel vecchio alimentari che magari è rimasto chiuso, ma che oggi è stato riaperto e che offre un servizio non solo alle persone del cammino, ma fa rivivere anche una comunità che rischiava di sparire con lo spopolamento dei piccoli Comuni. Ecco, questo è fondamentale. Oggi noi, dei 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi del 2025, l’80% lo facciamo in venti località, quindi significa che tutti quei cammini che attraversano territori che non sono prevalentemente turistici possono vivere di turismo e hanno un grandissimo potenziale.

Lei ha detto una parola chiave: trend. Su cosa puntate nei prossimi anni per destagionalizzare e per evitare l’overtourism?

Allora, diciamo che con la nascita delle OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione), delle DMO che adesso prendono forma, ce ne sono 17 in Veneto, noi non parliamo più di singola realtà turistica che riesce a fare i grandi numeri — abbiamo dei player sul campo che fanno sei milioni di presenze in un Comune da 13.000 abitanti, se penso a Cavallino, se penso a Jesolo, se penso a Caorle —, ma abbiamo una costa che va ragionata in termini proprio di Costa Veneziana che parte dal Delta del Po e arriva fino a Bibione e che fa oltre quasi 40 milioni di presenze. Abbiamo il Lago di Garda che ne fa altrettanti, abbiamo le Dolomiti, abbiamo le colline, abbiamo le città d’arte che poi fanno la gran parte dei risultati. Per noi oggi è fondamentale avere un’organizzazione che possa gestire questo, ma che possa anche offrire al turista, proprio perché non ci sia poi l’overtourism di un singolo luogo, ma che possa essere l’opportunità di frequentare un luogo molto più ampio, facendo vivere anche il territorio dell’entroterra, che magari spesso e volentieri viene dimenticato, oppure quello della cinta di una grande città culturalmente preparata, che può essere Verona, che può essere Venezia, che può essere Padova, ma che può offrire molto. La Regione del Veneto, con la giunta attuale, ha avviato un rilancio in particolar modo di quello che è la parte delle terme e dei colli, dove all’interno ci sono i cammini, ci sono la parte del turismo termale e delle terme in senso anche sanitario, che sono le terme tra le più antiche d’Europa, tra l’altro il polo termale più grande d’Europa, che oggi deve vivere di nuova vita e quindi, accanto a quello che era la salute di un tempo, va messo quello che è il benessere, la bellezza piuttosto che il relax e il wellness più in senso ampio.

Salsomaggiore conquista Forbes: il ritorno della città delle terme dal fascino Liberty

Par : elenausai10
2 octobre 2026 à 14:00

Sapevate che, in passato, Salsomaggiore Terme era il ritrovo dell’alta società? Nei primi del Novecento, quando nei saloni dorati del Kursaal si giocava alla roulette, la città era considerata una meta così mondana che, come ricorda Forbes, veniva accostata a Monte Carlo.

Poi sono arrivati anni più difficili, con alberghi chiusi e una lenta perdita di smalto. Oggi la cittadina in provincia di Parma torna a far parlare di sé proprio dalle pagine della rivista americana, che le ha dedicato un ampio reportage sulla sua rinascita come destinazione del benessere.

La storia delle terme che hanno reso famosa Salsomaggiore

Già il nome racconta da dove nasce la fortuna di Salsomaggiore: “salso”, cioè salato, come le acque che sgorgano dal sottosuolo. Tutto ebbe inizio nel 1839, quando il medico locale Lorenzo Berzieri curò una bambina affetta da scrofola, una forma di tubercolosi, con bagni quotidiani nelle acque salsobromoiodiche del posto. Da quel momento, Salsomaggiore diventò una delle località termali più apprezzate d’Italia, punto di riferimento per chi cercava sollievo da disturbi articolari, respiratori, cutanei e circolatori. Con l’apertura del Casinò Kursaal, in pieno stile Liberty, la città aggiunse alla vocazione termale un’anima mondana.

Il periodo d’oro arrivò nel dopoguerra. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, lo Stato copriva le cure termali prescritte ai lavoratori, spesso compreso il soggiorno in albergo, e gli hotel si moltiplicarono. Nello stesso periodo, il Grand Hotel ospitò per oltre quarant’anni le finali di Miss Italia. Tra le concorrenti dell’edizione del 1950 c’era anche una giovanissima Sophia Loren, in gara come Miss Lazio. Quando negli anni Ottanta e Novanta le agevolazioni pubbliche furono ridotte, il turismo termale entrò in crisi e molte strutture chiusero i battenti.

Il Grand Hotel e le nuove terme nel Palazzo Berzieri

Secondo Forbes, il cuore di questa rinascita batte nel Grand Hotel Salsomaggiore Terme & Spa, l’unico cinque stelle della città. Costruito nel 1902, è tornato a splendere dopo cinque anni di restauri. Varcato l’ingresso, si cammina su pavimenti in marmo, mentre dalle pareti le foto d’epoca ricordano gli ospiti illustri di un tempo.

L’altra grande novità è QC Terme Salsomaggiore, il centro benessere ospitato nel Palazzo Berzieri, capolavoro di marmi, mosaici e decorazioni dorate costruito proprio dove un tempo sorgevano gli antichi pozzi di sale. Anche il resto del centro storico è stato restaurato con cura e l’ufficio turistico ha creato itinerari a piedi alla scoperta dei suoi edifici simbolo.

Salsomaggiore è anche una buona base per esplorare i dintorni. A pochi chilometri si trova il Castello di Scipione, ancora abitato dai discendenti dei Pallavicino, dove la visita attraversa saloni affrescati e ambienti arredati, fino al loggiato seicentesco affacciato sulle colline. A Fontanellato, la Rocca Sanvitale custodisce la Saletta di Diana e Atteone, affrescata dal Parmigianino, e una curiosa Camera Ottica ottocentesca: grazie a un sistema di specchi, l’immagine della piazza esterna viene riflessa su uno schermo all’interno. Sempre nel territorio di Fontanellato, il Labirinto della Masone, il più grande labirinto di bambù al mondo, invita a perdersi tra corridoi verdi, bivi e vicoli ciechi. Ideato da Franco Maria Ricci, ospita anche la sua collezione d’arte, con opere che spaziano dal Cinquecento al Novecento.

Svelate le rotte aeree più stressanti d’Europa: nella top 10 c’è anche l’Italia

1 octobre 2026 à 07:30

La partenza slitta, l’attesa al gate si prolunga e una cancellazione improvvisa costringe a rivedere tutti i programmi: sono gli imprevisti che possono trasformare anche un breve spostamento in aereo in un’esperienza faticosa e stressante, ancora prima di salire a bordo. Ma su quali collegamenti è più frequente incontrare questi disagi? Il Nervous Flyer Index 2026 di AirAdvisor ha individuato le rotte aeree più stressanti d’Europa e nella top 10 compare anche una tratta in cui è coinvolta l’Italia.

Lo studio ha considerato le 30 rotte più trafficate d’Europa, classificando le 26 con dati completi sulle performance operative tra settembre 2025 e agosto 2026. Il punteggio combina ritardi superiori a un’ora e a tre ore, cancellazioni, esposizione alle condizioni meteorologiche nei due aeroporti e durata del volo. Una precisazione, però, è fondamentale: l’indice misura la prevedibilità del viaggio, non la sicurezza dei voli, e non è una classifica basata sull’ansia effettivamente dichiarata dai passeggeri.

La rotta più stressante d’Europa

Il primo posto della classifica sulle rotte più stressanti d’Europa stilata da AirAdvisor va alla Amsterdam–Barcellona, che totalizza 75,1 punti su 100. A pesare sono una durata di volo di 2 ore e 10 minuti, un tasso di cancellazione del 2,93% e l’esposizione alle condizioni meteorologiche di Amsterdam Schiphol, valutata 7 su 10.

Il collegamento Amsterdam–Barcellona non ha però collezionato tutti i primati negativi. La tratta Londra Heathrow–Amsterdam, seconda con 63,8 punti, registra la quota più alta di cancellazioni dell’intero studio (3,69%), mentre la Manchester–Dublino, terza, ha le percentuali maggiori di ritardi prolungati: il 7,51% dei voli supera un’ora di ritardo e lo 0,84% oltrepassa le tre ore.

Al quarto posto compare Lisbona–Madeira, che è la più soggetta d’Europa alle condizioni meteorologiche: sull’isola portoghese l’esposizione al meteo raggiunge 10 su 10, il valore più alto tra gli aeroporti esaminati (non a caso l’aeroporto di Madeira è considerato tra i più impegnativi al mondo, viste le forte correnti d’aria a cui è soggetto).

Anche l’Italia in classifica: la tratta più stressante

Con 45,2 punti, la Barcellona–Roma Fiumicino entra nella top 10 delle tratte più stressanti d’Europa, posizionandosi al settimo posto. Le cause? A pesare maggiormente sono i ritardi: il 4,85% dei voli ha accumulato più di un’ora di ritardo (quasi 1 su 20), mentre lo 0,44% ha superato le tre ore. Le cancellazioni hanno interessato l’1,71% dei voli, circa 1 su 60: numeri che aiutano a capire quanto l’incertezza possa incidere sull’esperienza di viaggio.

Volo con vista su Roma-Fiumicino
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Aereo con vista su Roma-Fiumicino

Fiumicino compare anche al 20° posto della graduatoria con la tratta Roma–Catania, che totalizza 30,6 punti ed è l’unico collegamento domestico italiano tra i primi venti. Qui i ritardi superiori a un’ora raggiungono il 5,09%, una quota persino maggiore rispetto alla Barcellona–Roma.

La classifica delle 10 rotte aeree più stressanti d’Europa

Riportiamo di seguito la top 10 delle rotte più stressanti del Vecchio Continente realizzata da AirAdvisor, con il relativo Nervous Flyer Score calcolato su un totale di 100 punti:

  1. Amsterdam-Schiphol (AMS)–Barcellona (BCN): 75,1;
  2. Londra Heathrow (LHR)–Amsterdam (AMS): 63,8;
  3. Manchester (MAN)–Dublino (DUB): 63,4;
  4. Lisbona (LIS)–Madeira (FNC): 61,4;
  5. Parigi Charles de Gaulle (CDG)–Nizza (NCE): 60,8;
  6. Oslo (OSL)–Stavanger (SVG): 46,8;
  7. Barcellona (BCN)–Roma Fiumicino (FCO): 45,2;
  8. Londra Heathrow (LHR)–Francoforte (FRA): 44,2;
  9. Oslo (OSL)–Trondheim (TRD): 42,4;
  10. Madrid (MAD)–Londra Heathrow (LHR): 40,8.

Acque calde e relax: 3 capitali europee del benessere da raggiungere con la promo Wizz Air

Par : elenausai10
28 septembre 2026 à 10:05

Quando le giornate si accorciano e il freddo comincia a farsi sentire, c’è un modo infallibile per ricaricare le energie: regalarsi qualche giorno di benessere. Una fuga alle terme è molto più di una semplice pausa, è l’occasione per rimettere in equilibrio corpo e mente tra bagni in acque calde, massaggi e trattamenti rigeneranti, spesso in luoghi immersi nella natura o in edifici storici che da soli valgono il viaggio.

Torna la Notte Celeste che accende le terme dell’Emilia-Romagna: eventi unici sotto le stelle

26 juin 2026 à 11:30

Dal 26 al 28 giugno 2026 l’Emilia-Romagna ospita la 14ª edizione della Notte Celeste, la grande festa diffusa dedicata al benessere termale che coinvolge 15 località e oltre 70 eventi. Un lungo weekend in cui le terme restano aperte fino a tarda sera, tra piscine illuminate, trattamenti rilassanti, concerti, cene sotto le stelle e attività all’aria aperta.

Il claim di quest’anno, “È Festa nella Terra dello Star Bene!”, racconta un’esperienza che unisce relax, intrattenimento e scoperta del territorio sotto il cielo estivo.

La grande festa diffusa tra terme, musica e benessere

La Notte Celeste si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del turismo del benessere nelle terme dell’Emilia-Romagna, con 23 stabilimenti termali attivi tra Appennino e Riviera. Dal venerdì alla domenica, con il sabato 27 giugno come giornata clou, i centri termali aprono le porte a esperienze serali che uniscono cura del corpo e intrattenimento.

Secondo Roberta Frisoni, Assora Regionale a Turismo, Sport e Commercio dell’Emilia-Romagna, le località termali rappresentano un asset strategico dell’offerta turistica regionale, capaci di intercettare le nuove tendenze del benessere e della cura di sé. In questo contesto, dj set, concerti, passeggiate guidate, attività sportive e appuntamenti culturali si integrano con i percorsi termali, creando un calendario diffuso che coinvolge l’intero territorio. Il programma si estende dalle colline fino alla pianura, con iniziative che spaziano tra sport e cultura.

Eventi e località protagoniste dal 26 al 28 giugno

Dal parmense al riminese, il weekend coinvolge tante località simbolo del turismo termale come Riccione e il polo di Riminiterme, insieme ai centri dell’entroterra romagnolo come Bagno di Romagna (FC), Castrocaro Terme (FC) e Bertinoro (FC). Qui il programma della Notte Celeste si intreccia tra cultura, enogastronomia e relax, con eventi serali, aperitivi tematici e visite guidate nei borghi storici.

Sulla Riviera Adriatica le terme diventano palcoscenici a cielo aperto: a Riccione si alternano percorsi sensoriali e trattamenti notturni, mentre a Rimini la spiaggia si anima con musica, spettacoli e attività fino a tarda sera.

Non mancano esperienze originali come quella del cicloturismo dedicato al benessere con partenze dalle Terme di Cervia (RA) e arrivo a quelle di Castel San Pietro (BO), una pedalata slow di circa 80 km tra paesaggi iconici e natura, pensata per vivere il territorio in modo sostenibile.

A Riolo Terme (RA) e Punta Marina (RA) il benessere si unisce alle attività outdoor con piscine termali aperte, performance artistiche e percorsi nel Parco del Delta del Po. Anche Comacchio (FE) e i lidi ferraresi partecipano con musica dal vivo e serate a tema, mentre le località dell’entroterra propongono esperienze notturne tra massaggi sotto le stelle, degustazioni e camminate panoramiche.

A Salsomaggiore Terme (PR) si alternano pedalate con ospiti sportivi, come Claudio Chiappucci, e spettacoli lirici, mentre a Tabiano Terme (PR) il benessere incontra festival, conferenze e trattamenti rigeneranti.

Non mancano proposte a Montechiarugolo (PR) con il Festival Musica Bella dedicato a Gianni Bella, così come a Porretta Terme (BO), dove visite guidate e concerti serali valorizzano il patrimonio termale storico. Anche Castel San Pietro (BO) e Monterenzio (BO) propongono piscine aperte fino a tarda sera, street food e attività per famiglie.

Il programma completo con tutti gli eventi, le località e gli orari, si può consultare sul sito ufficiale La Notte Celeste.

Torna la Notte Celeste in Emilia-Romagna
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Castrocaro Terme, in Emilia-Romagna

Festa della mamma 2026, sei idee last minute per viaggiare con la donna più importante

8 mai 2026 à 15:00

La Festa della mamma 2026 è l’occasione perfetta per condividere tempo insieme invece del solito dono materiale. E non serve organizzare un viaggio dall’altra parte del mondo: anche una fuga di un giorno, un weekend o un’esperienza immersa nella natura possono trasformarsi in un ricordo speciale. Dalle terme naturali ai city break low cost, passando per giardini in fiore, musei e notti in luoghi insoliti, ecco alcune idee last minute facili da organizzare in tutta Italia.

Italiani (e non solo) pazzi per le terme, tra acque rigeneranti e giorni di puro relax

22 janvier 2026 à 13:00

L’Italia continua a confermarsi una meta privilegiata per chi cerca vacanze all’insegna del benessere e della salute. Secondo le ultime stime, nel 2025 le presenze turistiche nelle località termali italiane hanno raggiunto i 24 milioni, generando un fatturato diretto superiore ai 5 miliardi di euro – dei quali 3 miliardi spesi da visitatori internazionali.

Gran parte di questo flusso proviene appunto dal turismo internazionale, che rappresenta circa il 60% della spesa complessiva (dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio Unioncamere-Isnart). Le terme non sono più solo luoghi di cura, ma veri e propri centri esperienziali, capaci di combinare trattamenti wellness, attività ricreative e un’immersione nel patrimonio culturale e paesaggistico del territorio italiano.

La filiera termale italiana: benessere e innovazione

Il turismo termale italiano attraversa una fase di rinnovamento e riposizionamento competitivo. Come sottolineato dal Presidente di Unioncamere Andrea Prete – durante il convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato” – questo tipo di turismo è un settore strategico che unisce salute, prevenzione e benessere in senso olistico, rispondendo a una domanda crescente sia interna che internazionale.

Le destinazioni più attrattive non sono quelle che offrono servizi singoli, ma quelle in grado di costruire percorsi coerenti e integrati, che includono acque termali, trattamenti personalizzati e attività legate al patrimonio culturale, al cibo tipico e al paesaggio locale.

I dati evidenziano come i turisti termali italiani (1 su 2) siano disposti a spendere in media 256 euro al giorno a testa (circa 90 euro in più del turista medio termale), con una forte concentrazione di Millennials (30,8%), che viaggiano soprattutto in coppia (49,4%) o con amici (17,5%).

Tra le spese principali figurano alloggio e ristorazione (circa 2 miliardi di euro), servizi termali, wellness e attività ricreative – divertimenti, cultura, eventi – (1,9 miliardi) e shopping di prodotti locali e Made in Italy – enogastronomia, abbigliamento, accessori – (1 miliardo).

La frequenza di ritorno è alta: sei turisti su dieci tornano nelle stesse località o strutture, consolidando una fidelizzazione che rende il settore stabile e in crescita.

In questo scenario, la qualità e la personalizzazione dei servizi rappresentano fattori determinanti per attrarre e mantenere visitatori, mentre l’offerta esperienziale aumenta l’appeal delle località anche per chi desidera scoprire la storia, l’arte e la gastronomia del territorio circostante.

I dati del turismo termale in Italia
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Relax e coccole in un centro termale

Internet e qualità sono fattori chiave

Il web gioca un ruolo fondamentale nella selezione delle destinazioni termali. Il 78% dei turisti termali prende decisioni basandosi su informazioni, promozioni e recensioni reperite online, dai siti web ai social network. La metà dei visitatori considera determinante il rapporto qualità/prezzo dell’offerta, mentre due su cinque sono influenzati dalla notorietà e dal branding della località termale.

Oltre ai trattamenti tradizionali, molte strutture offrono programmi wellness completi, yoga, percorsi detox e attività all’aperto, come passeggiate nei parchi termali o tour enogastronomici, che arricchiscono l’esperienza del visitatore.

Questo approccio integrato, unito a investimenti in infrastrutture e branding digitale, ha permesso al settore di posizionarsi su un segmento medio-alto, intercettando una clientela sempre specifica.

L’innovazione e la personalizzazione dei servizi, insieme all’integrazione con la cultura e il territorio, sono oggi i principali driver di crescita che trasformano le terme italiane in destinazioni capaci di attrarre turisti tutto l’anno, favorire l’indotto locale e promuovere la sostenibilità economica, sociale e culturale delle comunità ospitanti.

Il 60 % del turismo termale in Italia è internazionale
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Yoga e benessere alle terme

Ptuj, la European Best Destination del 2026 è slovena

14 décembre 2025 à 13:30

Perfetta sconosciuta per molti, sorpresa luminosa per chi invece la scopre: nel 2026 il titolo di migliore città europea per il patrimonio culturale non va a una capitale blasonata né a una da cartolina, ma a una piccola città slovena che ha fatto della storia vissuta, non solo conservata, il proprio tratto distintivo.

Si chiama Ptuj, ha poco più di 20.000 abitanti e un passato che affonda le radici nell’età della pietra, passa per l’Impero Romano e arriva fino a un presente vivacissimo, fatto di festival, vino, terme e tradizioni riconosciute dall’Unesco.

Il riconoscimento arriva dalla giuria di European Best Destination, che ha premiato Ptuj come Best Cultural Heritage Town in Europe 2026, sottolineando la capacità della città di tutelare il proprio patrimonio senza trasformarlo in un museo immobile. Qui la storia si indossa, si assaggia, si celebra per strada. E, soprattutto, si vive.

Ptuj, la più antica città della Slovenia

I romani la chiamavano Poetovio e non è un dettaglio da poco. Ptuj, in Slovenia, fu uno dei centri più importanti dell’area danubiana sotto l’Impero, complice una posizione strategica lungo il fiume Drava e una passione, tutta romana, si sa, per le terme.

Ptuj, panorama
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Splendido panorama della città di Ptuj

Ancora oggi, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, le sorgenti termali scandiscono il territorio, raccontando una continuità che dura da duemila anni. L’eredità romana non è relegata a qualche pannello esplicativo: tra aprile e ottobre la città propone visite guidate in costume, rievocazioni storiche e, ad agosto, i Giochi Romani, che trasformano le strade in un palcoscenico animato da centinaia di figuranti tra legionari, senatori e vestali. Un’esperienza che sorprende anche chi pensa di “aver già visto tutto”.

Accanto alla romanità, Ptuj custodisce un altro primato: il vino. Lo raccontano le anfore romane rinvenute in città, ma lo conferma soprattutto la Ptujska klet, la più antica cantina ancora attiva della Slovenia, fondata nel 1239 sotto il convento dei Francescani. Qui si conserva anche un autentico tesoro: lo Zlata trta del 1917, il vino sloveno più antico. Un luogo che unisce memoria e innovazione, proprio come la città che lo ospita.

Kurentovanje, festival e terme

Se c’è un momento in cui Ptuj mostra la sua anima più profonda è durante il Kurentovanje, il celebre Carnevale che ha valso alla città un posto tra le celebrazioni più affascinanti al mondo. Protagonista assoluto è il Kurent, maschera tradizionale slovena riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco: una figura imponente, vestita di pelli di pecora, campanacci e un copricapo inconfondibile, il cui compito è scacciare il male e augurare prosperità.

Il centro storico, per l’occasione, si trasforma in un grande museo etnografico all’aperto, dove il folklore non è una rievocazione forzata ma una tradizione ancora viva, condivisa dalle famiglie, dai visitatori e dagli artigiani che dedicano settimane alla creazione delle pesanti kurentije. Per approfondire questa tradizione esiste anche la Casa del Kurent, spazio interattivo pensato per tutte le età.

Nel centro storico di Ptuj, inoltre, tutto è a portata di sguardo: il castello millenario che domina la Drava dall’alto, la cattedrale di San Giorgio con il suo profilo inconfondibile, le piazze eleganti, i vicoli medievali e le case color pastello che raccontano secoli di storia senza mai risultare immobili.

Il calendario culturale di Ptuj, però, non si esaurisce con il Carnevale. Durante l’anno si susseguono eventi di respiro internazionale: dai Days of Wine and Poetry, che uniscono versi e calici, al festival di arte contemporanea Art Stays, fino ad Arsana, una delle principali rassegne musicali estive della Slovenia.

Febbraio, in particolare, è il mese ideale per scoprire anche l’anima più intima di Ptuj, magari per San Valentino: quella termale. Le Terme Ptuj, con oltre 4.000 metri quadrati di superfici d’acqua, piscine interne ed esterne, aree relax e centri benessere, offrono il contrappunto perfetto all’energia del Carnevale.

L’Italia domina il lusso mondiale: terme, hotel e wellness riscrivono la mappa del turismo 2025

12 décembre 2025 à 12:00

Milano ha acceso i riflettori su un settore che, anno dopo anno, continua a ridefinire la propria identità: stiamo proprio parlando del turismo di lusso. Con l’annuncio dei Travel & Spa Awards 2025, l’Italia non solo si conferma leader assoluta nel panorama del benessere globale, ma consolida una reputazione che coniuga tradizione, innovazione e un’abilità quasi innata nel trasformare l’ospitalità in esperienza culturale.

Tra terme storiche, hotel che sono ormai la meta stessa e destinazioni wellness emergenti, il Paese si impone accanto a giganti internazionali come Maldive e Dubai, offrendo un modello di accoglienza che rimane unico nel suo genere.

Italia al centro del turismo di lusso mondiale

La prima edizione dei Travel & Spa Awards ha trasformato Milano in un osservatorio privilegiato sulle tendenze del settore. Durante il gala di premiazione, non si è trattato semplicemente di annunciare le eccellenze: l’evento, infatti, ha delineato la geografia del turismo di domani, mettendo in luce come l’Italia rappresenti una bussola imprescindibile per chi cerca benessere, cura del dettaglio e qualità autentica.

A emergere, tra le categorie dedicate a hotel, spa e destinazioni, sono state realtà che incarnano la nuova idea di lusso: non ostentazione, ma profondità, comfort, sostenibilità e senso del luogo, ma anche persone, idee e valori che contribuiscono a definire l’esperienza del lusso.

Un percorso che va dalle acque terapeutiche della Maremma alle esperienze mediterranee d’autore, passando per resort internazionali capaci di ridefinire l’immaginario dell’ospitalità contemporanea.

Dalla migliore struttura wellness alla destinazione più ispirazionale, questi premi valorizzano le eccellenze in quattro aree principali: The Icons on Hospitality (le migliori realtà dell’ospitalità di alto livello), Spa & Wellness (eccellenze nel panorama internazionale del wellness), Travel & Lifestyle (eccellenze del viaggio esperienziale, dell’enogastronomia e del lifestyle di lusso) e Environment & Well-being (premio che riconosce il contributo straordinario verso un turismo più responsabile e rigenerativo, attraverso pratiche sostenibili d’impatto reale).

Il processo di selezione dei Travel & Spa Awards parte dalle candidature, che vengono valutate da una Giuria Tecnica composta da esperti di settore, giornalisti, consulenti e professionisti dell’hospitality, ma anche dalla Direzione Editoriale e del Direttore Responsabile. Per le categorie Reader’s Choice, invece, la scelta è affidata esclusivamente al pubblico, attraverso un portale di votazione apposito.

I vincitori 2025 tra terme, hotel e wellness experience

I premi assegnati nel settore dell’hotellerie e del wellness delineano una mappa precisa delle eccellenze mondiali, unendo località italiane e destinazioni internazionali che hanno saputo interpretare al meglio l’evoluzione dell’ospitalità di alto livello. Tra le spa, spiccano due nomi che rappresentano tradizione e innovazione nel mondo del benessere.

Fonteverde, in Toscana, conquista il titolo di Best Wellness Retreat, mentre le Terme di Saturnia ottengono il riconoscimento come Best Destination Spa, confermando la Maremma come una delle aree termali più apprezzate a livello globale.

Sul fronte medical wellbeing, Adler Balance a Ortisei viene premiata come Best Medical Spa e Plunhof – siamo in Val Ridanna – si distingue grazie al suo approccio originale al benessere, aggiudicandosi il premio Best Innovative Spa Concept.

Allargando lo sguardo agli hotel, il panorama è altrettanto ricco. Il titolo Best Luxury Hotel Experience va al noto Atlantis Paradise Island, simbolo dell’ospitalità internazionale, mentre l’Italia torna a brillare con il Tritone Luxury Thermae & Spa, ad Abano Terme, scelto come Luxury Hotel of the Year, dalla redazione.

A completare il quadro, il Mediterraneo Sorrento si aggiudica il titolo di Best Luxury Hotel of the Year assegnato dai lettori, confermando l’eccellenza campana nel settore dell’hotellerie di fascia alta. Sul versante dei resort, in Italia il Continentale Trieste è premiato come Best Luxury Urban Hotel.

Non manca la dimensione geografica: tra le destinazioni, la Slovenia si afferma come Best Wellness Travel Destination, mentre le Maldive ottengono il premio per la Best Destination Experience, a conferma della loro capacità di offrire viaggi rigeneranti in uno scenario incontaminato.

In chiusura, l’Italia viene votata come Reader’s Destination of the Year, un riconoscimento che sintetizza l’affetto, la fiducia e l’appeal del Paese presso i viaggiatori di tutto il mondo.

Capodanno alle terme con spa: le migliori destinazioni in Italia

Par : elenausai10
9 décembre 2025 à 14:00

C’è davvero qualcuno che non ha mai provato almeno una volta quella sensazione un po’ stonata del classico Capodanno? Feste affollate, cenoni interminabili e concerti nelle piazze principali. Un rituale che, spesso, lascia addosso più stanchezza che entusiasmo. Non stupisce, quindi, che sempre più persone preferiscano dire addio all’anno vecchio in modo diverso: senza frenesia, senza eccessi e con il desiderio di ritrovare piuttosto che disperdere energie.

Negli ultimi anni, infatti, l’idea di celebrare il Capodanno all’insegna del benessere ha conquistato viaggiatori di ogni età. Complice un crescente bisogno di rallentare, moltissimi stanno abbandonando le feste caotiche per abbracciare un modo più consapevole e rigenerante di accogliere il nuovo anno. Ed è qui che le terme italiane, con le loro acque calde, i paesaggi rilassanti e le spa d’eccellenza, entrano in gioco come alternativa perfetta.

Se l’idea di un Capodanno all’insegna del relax vi affascina, queste sono le mete dove andare alle terme con spa!

Weekend d’autunno in Maremma tra borghi, terme e panorami unici

Par : elenausai10
28 octobre 2025 à 16:30

Colline ricche di vigneti, paesaggi poetici da scoprire a piedi o in bici, terme in cui lasciarsi coccolare nelle fresche serate autunnali: da qui capisci subito di essere in Maremma, una zona della Toscana considerata a tutti gli effetti il regno dei buongustai e del turismo lento. Una terra affascinante, raccontata in tutta la sua bellezza, talvolta drammatica, da pittori quali Giovanni Fattori.

Un luogo dove il mare non è mai troppo lontano e una meta perfetta da esplorare anche durante l’autunno. Andiamo?

I borghi più belli della Maremma

Il modo migliore per cominciare il vostro weekend d’autunno in Maremma è visitando uno o più borghi. Tra i nostri preferiti citiamo Montemerano che, con le sue viuzze lastricate e le case in pietra dorata, rappresenta un piccolo gioiello medievale arroccato tra gli ulivi: un luogo sospeso nel tempo, ideale per una passeggiata romantica. Castiglione della Pescaia, invece, regala scorci sul mare e un borgo antico dominato dal castello aragonese, da cui si gode una vista incantevole sulla costa toscana.

Più nell’interno, Sovana affascina con la sua atmosfera etrusca e i resti archeologici che testimoniano un passato millenario. Infine Sorano, spesso definita la “Matera toscana”, stupisce con le sue case scavate nel tufo e un intreccio di vicoli che si aprono su panorami mozzafiato.

Relax alle terme

Anche la presenza di splendide terme fa della Maremma una meta perfetta da esplorare in autunno. A poca distanza dalle Terme di Saturnia ci sono le cascate termali più scenografiche di tutta la Toscana, uno di quei luoghi che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Stiamo parlando delle Cascate del Mulino, dove l’acqua calda e sulfurea si riversa in una serie di piscine naturali scavate nella roccia, creando un paesaggio da cartolina. Il vapore che si alza leggero nelle mattine d’autunno regala un’atmosfera quasi magica, mentre il rumore costante dell’acqua accompagna chi sceglie di immergersi in queste vasche naturali.

Terme del Mulino
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Le famose Cascate del Mulino

Trekking e percorsi in bici

Se al relax preferite le attività all’aria aperta, siamo sicuri che la Maremma non vi deluderà. L’autunno, infatti, è il momento ideale per esplorarla a piedi o in bicicletta. La Riserva Naturale del Monte Labbro, vicino ad Arcidosso, offre sentieri che permettono di scoprire boschi, fauna locale e punti storici come la torre Giurisdavidica.

Il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, propone itinerari panoramici tra pinete e calette, percorribili a piedi o in bici. Tra i percorsi più accessibili ci sono anche la Pineta Granducale fino a Cala di Forno e l’anello Follonica-Torre Mozza-Carbonifera. Anche il Parco di Montioni e la Riserva di Orbetello meritano una visita per chi cerca natura e avventura.

Degustazione di vini e visite alle cantine

Infine, tra le esperienze da non perdere in autunno in Maremma c’è senza dubbio la degustazione dei vini locali. Tra le mete da raggiungere vi consigliamo Suvereto, borgo medievale ideale per un tour tra vigne e cantine, dove è possibile assaporare rossi intensi e strutturati, frutto di uvaggi simili a quelli dei più noti vini di Bolgheri. Le visite guidate permettono di scoprire i segreti della vinificazione, dalla raccolta delle uve alla maturazione in botti di legno.

Centri per la famiglia, nuove linee guida e pronti altri 4,5 milioni

13 octobre 2025 à 12:48

Centri per la famiglia, nuove linee guida e un ulteriore finanziamento di 4,5 milioni di euro destinato. La Regione prosegue così il suo impegno a favore dei nuclei familiari con l’aggiornamento delle linee guida e la programmazione degli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia.

La Giunta regionale ha infatti stanziato 4.528.000 euro destinati al potenziamento dei Centri per la Famiglia, con l’obiettivo di rafforzare le progettualità già attive, sostenere nuove iniziative e aumentare il numero dei Centri presenti sul territorio lombardo di almeno il 40%.

Centri per la famiglia, nuove linee guida

Le risorse saranno ripartite tra le ATS lombarde, che agiranno come soggetti attuatori: il 20% del fondo sarà distribuito sulla base della popolazione residente e l’80% in parti uguali, per assicurare un’equa diffusione territoriale degli interventi.

Ogni progettualità potrà beneficiare di un contributo regionale fino a 70.000 euro per una durata di 18 mesi, coprendo fino all’80% del costo complessivo, con un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti.

Promuovere il benessere delle famiglie

“L’iniziativa si inserisce tra gli obiettivi strategici del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – e intende sostenere le attività dei Centri per la Famiglia, confermando la centralità del ruolo di questi presìdi territoriali nel promuovere il benessere delle famiglie e il protagonismo delle comunità locali”.

“I Centri per la Famiglia – prosegue Lucchini – rappresentano un punto di riferimento stabile per i cittadini, offrendo servizi di orientamento, ascolto, supporto psicologico e mediazione familiare, oltre a percorsi educativi e di accompagnamento alla genitorialità, benessere psicofisico degli adolescenti, promozione della natalità e buone pratiche di invecchiamento attivo“.

Un punto di prossimità, ascolto e accompagnamento

Dopo l’importante stanziamento di quasi 8 milioni di euro della scorsa settimana – conclude Lucchini – oggi, con questo ulteriore investimento, rafforziamo la rete di servizi a sostegno delle famiglie lombarde, puntando su prossimità, ascolto e accompagnamento in ogni fase della vita. I nostri Centri devono sempre più diventare un punto di riferimento affidabile, capace di promuovere benessere, relazioni solide e una comunità più coesa e accogliente. È una scelta strategica, perché sostenere le famiglie significa costruire una Lombardia più forte e attenta ai bisogni dei cittadini”.

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Fughe nei borghi senza linea: dove vivere un’esperienza di digital detox e autunno lento

Par : elenausai10
22 septembre 2025 à 15:30

Non ha senso spendere una fortuna per staccare la spina, se poi ci si porta dietro il lavoro e la paura di perdersi qualcosa su Instagram. I viaggiatori moderni stanno capendo che, per sfuggire allo stress provocato, anche inconsciamente, dalla tecnologia, una delle scelte migliori è cercare delle mete di viaggio dove la connessione internet non arriva.

Micro-borghi senza wifi o angoli d’Italia dove disconnettersi veramente dal cellulare e godersi una vacanza digital detox. E magari, proprio lì, ritrovare un po’ di se stessi. Dove andare? Questi i nostri consigli!

Lollove, Sardegna

A rendere speciale Lollove, tra i borghi più belli d’Italia, c’è anche l’assenza di connessione internet e di segnale telefonico. Qui, il tempo sembra davvero essersi fermato, lontano dal frastuono della modernità e della vita digitale. Questo isolamento contribuisce ad alimentarne l’aura di mistero e suggestione, trasformando il borgo in un rifugio ideale per chi cerca silenzio, contemplazione e un’esperienza di digital detox.

Camminando tra le sue vie si percepisce una dimensione sospesa, dove la natura circostante e le antiche leggende si fondono in un equilibrio fragile, ma affascinante, custodito gelosamente dagli abitanti che ancora resistono. Sono loro a proporre diverse attività ai visitatori che decidono di scoprire il borgo attraverso esperienze personalizzate.

Laturo, Abruzzo

Andiamo in Abruzzo, dove Laturo, borgo abbandonato nel cuore dei Monti della Laga, vive oggi una rinascita grazie a un gruppo di giovani che ha restaurato alcune case e riaperto i sentieri. Qui il tempo sembra essersi fermato: non c’è connessione stabile né segnale telefonico e le comodità digitali sono quasi inesistenti. In cambio, il borgo offre silenzio, camini accesi, cene sotto le stelle e la bellezza incontaminata dei boschi circostanti. Le abitazioni in pietra, alcune restaurate, altre ancora in rovina, convivono con orti, animali e antiche tradizioni rurali, trasformando il borgo in un rifugio autentico lontano dal mondo moderno.

Castelvecchio Calvisio, Abruzzo

Sempre in Abruzzo troviamo Castelvecchio Calvisio, un incantevole borgo di soli 123 abitanti, annidato come un presepe di pietra nel cuore del Parco del Gran Sasso. È la meta ideale per chi desidera una vera disintossicazione digitale, un luogo dove “sparire dal mondo” per qualche giorno. Qui, lo smartphone si trasforma da costante distrazione a semplice macchina fotografica, permettendo di riconnettersi con la natura e la tranquillità.

Nonostante l’isolamento, il borgo offre i servizi essenziali: un fornaio per il pane fresco, un accogliente bar del paese per un caffè e la chiesa, custode di storia e spiritualità. Un rifugio autentico per ritrovare se stessi lontano dal frastuono digitale.

Acone, Toscana

Acone, una piccola frazione del comune di Pontassieve, si adagia sulle colline toscane alle pendici di Monte Giovi, immersa tra boschi di querce e uliveti. Questo borgo, il più piccolo e remoto di Pontassieve, offre un rifugio ideale per chi cerca una vera disintossicazione digitale. Lontano dal caos della vita moderna, Acone invita a riscoprire la connessione con la natura e con se stessi. Un luogo perfetto per staccare la spina, lasciare da parte lo smartphone e immergersi in un’esperienza autentica e rigenerante.

Civitacampomarano, Molise

Infine, vogliamo consigliarvi il paesino di Civitacampomarano in Molise. Inerpicato su un monte a 520 metri, rappresenta il rifugio perfetto per chi cerca una vera pausa digitale. La connessione a internet sparisce già lungo la strada, lasciando spazio al silenzio della valle e dei boschi circostanti. Guidare tra curve in salita e carreggiate costeggiate da vegetazione fitta diventa un esercizio di fiducia e presenza: non ci sono cartelli, né mappe digitali affidabili. Qui ogni passo va vissuto nel momento, lontano da notifiche e schermi. Gli abitanti lo confermano: il borgo non si vede fino all’ultimo istante e solo chi arriva può davvero scoprirne il fascino!

Civitacampomarano
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Il paese molisano di Civitacampomarano

Post vacation blues, quando il rientro accende la sindrome di wanderlust

Par : losiangelica
10 septembre 2025 à 11:11

Il ritorno dalle vacanze? Un vero shock. La sveglia puntata, le e-mail a cui rispondere, le notifiche, la routine familiare con scuola, figli e lavoro ci travolge quasi come se fosse un’onda improvvisa. Dopo giorni (o settimane per i più fortunati) di libertà, relax e avventura, rientrare alla quotidianità ci getta nello sconforto.

Ecco perché si parla sempre più spesso di post vacation blues, una sensazione di nostalgia che si mixa allo stress del back to work e mette a dura prova il nostro umore. L’effetto aggiuntivo? Per noi amanti dei viaggi si accende ancora di più la sindrome di wanderlust e pianificare nuove partenze sembra l’antidoto migliore.

Cos’è il post vacation blues

Non è solo malinconia da rientro: il post vacation blues è quella sensazione di vuoto e stanchezza che ti assale quando le ferie finiscono e la routine torna a bussare. Nonostante tutti i buoni propositi di tornare carichi di energie, per molti il rientro è uno shock che getta nello sconforto: non ci si sente pronti a ricominciare con grinta, ma improvvisamente svuotati, malinconici e con la testa che corre ai momenti felici in viaggio.

Il fenomeno, conosciuto come post vacation blues, è sempre più diffuso e spesso viene sottovalutato. I sintomi? Tra i segnali più frequenti irritabilità, ansia e una sensazione di stanchezza generale che va a braccetto con la tristezza, soprattutto per i meteoropatici che soffrono l’accorciarsi delle giornate e il clima autunnale più uggioso.

C’è persino chi evidenzia un calo di motivazione e di concentrazione, tanto da avvertire come faticose anche le attività più semplici. A tutto ciò si aggiungono disturbi fisici: difficoltà a dormire, sbalzi d’umore, emicrania e tensioni muscolari.

Legame tra Post vacation blues e sindrome di wanderlust
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Come i viaggiatori provano a superare il Post vacation blues

Come affrontare il post vacation blues se ami viaggiare

Il sapore amaro del rientro dalle vacanze provoca il post vacation blues, ma devi sapere che quella sensazione di malinconia che ci sta accompagnando può essere superata con la giusta dose di wanderlust ( dal tedesco “voglia di viaggiare”).

Il primo consiglio? Porta con te il viaggio attraverso la quotidianità: cucina una ricetta che hai provato in vacanza, riascolta la playlist che ha fatto da colonna sonora e organizza le foto, magari stampandone alcune con cui decorare casa o la tua scrivania in ufficio.

L’altro suggerimento? Inizia a pianificare la prossima fuga. Pensa ad un breve weekend o magari ad una vacanza più strutturata e lunga uscendo dall’Europa. Dai un’occhiata alle mete emergenti perfette per l’autunno da visitare e fatti ispirare per uscire dal momento triste e trovare di nuovo la tua allegria.

Altra opzione, spesso sottovalutata, è quella di diventare turista nella propria città. Non tutti hanno la fortuna di poter prenotare subito una nuova meta e con pochi giorni di ferie spostarsi diventa complicato. Ma le nostre città e i borghi nei dintorni custodiscono tesori che meritano di essere scoperti.

Ricorda, soprattutto, che la vera magia di ciò che hai vissuto non finisce con il ritorno: vive nei tuoi ricordi, nelle tante storie che hai da raccontare e nei nuovi occhi con cui puoi guardare il mondo. Insomma, prova a trasformare il post vacation blues in carburante per tornare a sognare. Dopotutto ogni ritorno è l’inizio di una nuova partenza.

Il lago della Sicilia dove sembra di stare su Marte

5 août 2025 à 17:07

Non tutti sanno che l’isola di Pantelleria è una vera e propria spa a cielo aperto. La Perla Nera del Mediterraneo, così chiamata per via delle sue origini vulcaniche, è una perfetta destinazione termale. Le terme di Pantelleria sono libere e ce ne sono diverse, tra queste c’è il Bagno dell’Acqua, un laghetto di origine vulcanica anche chiamato Lago di Venere o Specchio di Venere dove un team di ricercatori italiani ha identificato un ambiente naturale con analogie geologiche con il pianeta Marte dove si potrebbero simulare le condizioni della Terra primordiale per scopi scientifici.

Lo Specchio di Venere

Il Lago di Venere o Specchio di Venere è un bacino di origine vulcanica che si trova nella zona Nord di Pantelleria, all’interno del Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria. I colori dell’acqua sono incredibili e restituiscono allo sguardo una miriade di sfumature di azzurro che regalano un bellissimo contrasto con la sabbia bianchissima e il verde della macchia mediterranea. Si dice che in questo lago la dea Venere si specchiasse prima di vedere il dio Bacco.

Questo suggestivo laghetto è alimentato da tre sorgenti termali di acqua calda tra i 35 e i 58 gradi, oltre che dalle piogge. Un altro aspetto interessante è che su una sua riva, precisamente quella più a Sud e di origine alluvionale, vi sono fanghi termali e minerali nella cui composizione sono stato individuati sodio, potassio e zolfo. Si dice che abbia alcune proprietà terapeutiche, in particolare nel trattamento di psoriasi e reumatismi.

Il Lago di Venere come Marte: la scoperta

Come anticipato, nell’isola siciliana, un team di ricercatori italiani ha identificato un ambiente naturale con analogie geologiche con Marte. Questo ambiente potrebbe dunque simulare anche le condizioni della Terra primordiale. Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences, è frutto della collaborazione nientemeno che tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e le Università della Tuscia e la Sapienza di Roma, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Ricordano Le Scienze che, proprio come scriveva Charles Darwin in una lettera del 1871 al suo amico Joseph Dalton Hooker, la vita potrebbe essere nata in ‘un piccolo stagno caldo’. E oggi, a oltre 150 anni di distanza, quell’ipotesi trova qualche conferma grazie allo studio che il team di esperti ha effettuato sull’isola di Pantelleria, e proprio nelle acque del piccolo lago termale Bagno dell’Acqua o Lago di Venere.

Questo luogo si è rivelato un laboratorio naturale ideale per simulare ambienti simili a quelli che potrebbero essere esistiti miliardi di anni fa sia sulla Terra ma anche su Marte, offrendo maggiori informazioni sui meccanismi universali dell’origine della vita.

“Il lago Bagno dell’Acqua si distingue per la combinazione unica di alta alcalinità, attività idrotermale, diversità mineralogica e attività microbica”, ha spiegato Giovanna Costanzo, biologa molecolare del Cnr, riporta Adnkronos. Utilizzando l’acqua del lago, gli scienziati sono riusciti a sintetizzare molecole di RNA (RiboNucleic Acid, acido ribonucleico, una delle due molecole fondamentali per la vita) a partire da precursori noti.

Questa ricerca ha confermato la possibilità di condurre esperimenti di astrobiologia in un ambiente esterno al laboratorio, sfruttando le proprietà chimiche e fisiche del lago che rispecchiano le condizioni di aree marziane come il cratere Jezero. I risultati ottenuti dal team italiano sono di grande portata. Non solo è stato sintetizzato l’RNA, ma anche tutte le basi azotate presenti sia nel DNA (DeoxyriboNucleic Acid) sia nell’RNA.

Inoltre, come specificato dal chimico organico Raffaele Saladino, “sono stati ottenuti anche componenti del PNA (Acido Peptidico Nucleico), un potenziale precursore degli attuali acidi nucleici”. Questi risultati suggeriscono che l’origine della vita potrebbe aver seguito un percorso chimico comune sia sulla Terra primitiva sia su Marte.

Invecchiamento attivo, ‘Generazioni in cammino’ a Como e Lecco

29 juillet 2025 à 13:22

Ultime due tappe, a Como e Lecco, del tour GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro. Prima a Como, presso il Chiostro di Sant’Abbondio – sede dell’Università dell’Insubria –  e poi a Lecco all’Officina Badoni,  gli incontri nel corso del quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni. Presente anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

La tappa di Como

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi – denominato ‘Pro Senectute’ – che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori che ha ricevuto un contributo pubblico totale pari a 563.502 euro per un costo totale di 746.421 euro.

Gli assessori di Regione Lombardia Elena Lucchini e Alessandro Fermi

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze.

A Como, ha proseguito Lucchini, “ho molto apprezzato il lavoro di ‘Auser insieme Lomazzo Aps/Ets’ che ha illustrato la buona pratica di ‘Vivere con intensità, ad ogni età’ e di Auser Como con il progetto ‘La Pantera Grigia’”.

I progetti per gli anziani

I progetti consentono di accompagnare persone anziane o fragili presso strutture sanitarie, ospedaliere, ed ambulatoriali, residenze anziani, farmacie e per ogni necessità di mobilità, offrire un servizio di compagnia telefonica e di periodiche visite domiciliari, organizzare attività aggregative e di socializzazione con corsi di lingue, informatica, ginnastica, balli e giochi di gruppo, passeggiate, e molto altro. Il progetto punta a promuovere ed organizzare insieme alle realtà associative del territorio iniziative rivolte alla popolazione anziana puntando ad intercettare in un quadro di attività intergenerazionali coinvolgendo anche la popolazione più giovane.

Patto fra generazioni

Molto valido, ha aggiunto Lucchini, “anche il progetto dedicato alla riscoperta del gioco delle bocce che promuove proprio la salute, l’inclusione e il benessere intergenerazionale perché capace di coinvolgere persone anziane, famiglie e i ragazzi valorizzando una nostra tradizione e al contempo contrastare il disagio giovanile.   Passo dopo passo sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Insubria sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica ATS Insubria

Il territorio di ATS Insubria che coincide con la Provincia di Varese e con parte della Provincia di Como è caratterizzato da una popolazione complessiva al 31.12.2024 pari a 1.463.621 abitanti distribuiti in 268 Comuni, suddivisi in tre ASST (Sette Laghi, Valle Olona e Lariana). I dati ISTAT aggiornati al 31 dicembre 2023 rilevano che nel territorio gli anziani over 65 sono quasi il 25% della popolazione, ridistribuiti per sesso e per fasce di età. Nell’anno 2023 le persone over 65 erano 352.303 (153.805 i maschi e 198.498 le femmine). Nel 2024 le persone over 65 erano in totale 362.317 (159.028 i maschi e 203.289 le femmine).

La tappa di Lecco

A Lecco, ha raccontato Lucchini, “ho avuto modo di conoscere il valore del ‘Piano ATTIVATI!’ e   la straordinaria realtà sociale che tra la città capoluogo, Bellano e Merate intende proporre un’azione in grado di valorizzare le RSA presenti, quali luoghi di incontro e offerta di opportunità, anche per altri anziani del territorio non inseriti in accoglienza, promuovendo iniziative aggregative e di animazione come concerti aperti alla cittadinanza, momenti conviviali, attività di stimolazione cognitiva. Il tutto in un’ottica di scambio tra generazioni che possa tramandare un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni per rafforzare legami e fiducia tra generazioni”.

Il custode sociale

Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia

Molto significativa poi la promozione della figura del ‘custode sociale’ in alcuni quartieri/paesi del territorio individuati in raccordo con i comuni, con compiti di monitoraggio e supporto nella creazione di reti di vicinato e di prossimità funzionali al mantenimento delle autonomie dei cittadini anziani che vivono al domicilio in presenza di scarse reti familiari e sociali.

Infine, ha concluso la responsabile alla Famiglia, “questo Piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo garantirà una sempre più efficace integrazione con i Centri per la Famiglia. Ringrazio ATS Brianza per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso e che abbiamo voluto sostenere nella provincia di Lecco con un finanziamento regionale pari a 185.058,00 euro a cui abbiamo aggiunto anche 13.879,00 euro da destinare alle attività di orto terapia”.

La situazione demografica ATS Brianza

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione costituisce una caratteristica del nostro paese ancor più di molti altri paesi sviluppati. Tale realtà, se da un lato trova ragione nel calo della natalità e nell’aumento dell’aspettativa di vita, dall’altro è eredità del passato, di epoche ad alta natalità (es. Baby Boom), i cui componenti oggi occupano i vertici della piramide demografica. I dati ISTAT a riguardo mostrano con particolare evidenza un incremento della popolazione anziana in questi ultimi anni. Nel ventennio più recente l’età media della popolazione italiana ha registrato un incremento di 4 anni, passando da 42 anni nel 2002 a 46,6 anni all’01/01/2024. Allo stesso modo, l’indice di vecchiaia riporta un incremento da 131 nel 2002 a 193 nel 2023 (che significa la presenza di 193 persone ultrasessantacinquenni ogni 100 bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni).

139 comuni in due province

Il territorio dell’ATS Brianza comprende 139 comuni dei territori delle province di Monza e Brianza (55 comuni) e di Lecco (84 comuni), coincidenti con le ex ASL di Monza e Lecco. All’ ATS Brianza afferiscono l’IRCCS San Gerardo, l’ASST Lecco e l’ASST Brianza, e a livello sociale i seguenti ambiti: nella provincia di Lecco, Lecco, Bellano e Merate, mentre nella provincia di Monza e Brianza, Carate Brianza, Seregno, Desio, Monza e Vimercate.

La popolazione residente in ATS Brianza a gennaio 2024 è pari a 1.211.258 persone (595.639 maschi, 615.619 femmine). La fascia d’età 65-74 è pari a 138.541 persone (65.791 maschi, 72.750 femmine) e rappresenta l’11,4% della popolazione totale, mentre gli over 75 risultano essere 151.960 persone (62.854 maschi, 89.106 femmine), ovvero il 12,5% della popolazione totale, per un totale di over65 pari al 23,9% della popolazione complessiva.

L’invecchiamento della popolazione

La tappa di Lecco del tour della Regione sull'invecchiamento attivo

Con riferimento all’invecchiamento, la popolazione dell’Agenzia segue la linea di tendenza nazionale, pur con alcune peculiarità: mentre la provincia di Monza e Brianza riporta un indice di vecchiaia (184,5) inferiore sia al livello regionale (188,2) che nazionale (199,8), la provincia di Lecco mostra invece un valore significativamente superiore, pari a 207,8. Se si osserva il dettaglio territoriale di ATS Brianza relativo a tale indice si denota un persistente incremento negli ultimi 20 anni, più marcato nel distretto più periferico, quello di Bellano, che raggiunge valori pari a 232,6. Nelle zone più urbanizzate i valori sono progressivamente meno estremi, cominciando dal Distretto di Lecco e proseguendo verso gli altri ambiti distrettuali (Carate, Desio, Seregno, Monza, Vimercate e Merate), che, pur mostrando valori di rilievo, evidenziano una situazione territoriale in cui molti Comuni, presentano un Indice di vecchiaia inferiore al dato di ATS.

 

 

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