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Nel 2027 si vola verso nuove avventure: tante novità in arrivo dagli aeroporti italiani

14 octobre 2026 à 13:00

Il 2027 si prepara a portare tante novità per chi ama viaggiare, con nuove rotte aeree in partenza dagli aeroporti italiani e collegamenti diretti verso destinazioni europee e internazionali. Le compagnie ampliano i propri network per rispondere alla domanda dei viaggiatori, rendendo più semplice organizzare city break, vacanze nella natura e soggiorni oltreoceano senza necessariamente fare scalo.

Ecco tutte le nuove opportunità da tenere d’occhio per pianificare i prossimi viaggi.

Ryanair, le nuove rotte dall’Italia per l’estate 2027

Ryanair ha annunciato le prime 29 nuove rotte del proprio operativo estivo 2027, inserite in un network che punta a raggiungere 2.500 collegamenti e 230 destinazioni. Tra i nuovi collegamenti figurano diverse tratte che interessano gli aeroporti italiani, con opportunità per raggiungere città europee e destinazioni più lontane.

Da Napoli si potrà volare verso Alicante, mentre Torino sarà collegata con Atene e Tangeri. Bari vedrà l’introduzione di tre rotte: verso Friedrichshafen, nel sud della Germania, Leeds Bradford, nel Regno Unito, e Oslo Torp, in Norvegia. Da Brindisi sarà disponibile il collegamento con Varsavia, mentre da Catania si potrà raggiungere Breslavia. Palermo, invece, sarà collegata con Marrakech e Tirana.

Nuovi voli dall'Italia per il 2027
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Palermo sarà collegata con Marrakech grazie a Ryanair

easyJet, quattro nuovi voli internazionali

Anche easyJet amplia i collegamenti dall’Italia per la primavera e l’estate 2027, con quattro nuove opportunità per raggiungere Regno Unito, Islanda, Scozia e Germania.

Il primo collegamento a partire sarà quello tra Milano Malpensa e Birmingham, operativo dal 29 marzo 2027 con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. La città inglese è inoltre una base interessante per esplorare le Cotswolds e Stratford-upon-Avon, legata alla figura di William Shakespeare.

Dal 30 marzo sarà attivo il volo tra Roma Fiumicino ed Edimburgo, con due frequenze settimanali il martedì e il sabato. La capitale scozzese è anche un punto di partenza per scoprire le Highlands.

Il 16 aprile debutterà la rotta Berlino Brandeburgo-Rimini, con voli il lunedì e il venerdì. Il collegamento avvicinerà la costa romagnola alla capitale tedesca.

Infine, dal 2 giugno 2027, Napoli sarà collegata a Reykjavik fino a tre volte a settimana durante il periodo di picco estivo. Una novità particolarmente interessante per chi desidera allontanarsi dal caldo mediterraneo e scoprire geyser, cascate, spiagge vulcaniche e paesaggi spettacolari dell’Islanda.

United Airlines, tre nuovi collegamenti diretti tra Italia e Stati Uniti

Il 2027 porterà novità importanti anche per i viaggi a lungo raggio, grazie a United Airlines, che rafforzerà i collegamenti tra Italia e Stati Uniti introducendo tre nuove rotte dirette.

Dal 27 maggio al 21 settembre 2027 sarà operativo il collegamento tra Olbia e Newark, nell’area metropolitana di New York, con tre frequenze settimanali. La nuova rotta offrirà ai viaggiatori in partenza dalla Sardegna un accesso diretto agli Stati Uniti, facilitando anche gli spostamenti dei turisti americani verso le località dell’isola.

Dal 28 maggio al 20 settembre debutterà invece il volo tra Newark e Catania, con quattro frequenze settimanali. Il collegamento consentirà di raggiungere direttamente la Sicilia dagli Stati Uniti.

La terza novità riguarda Milano Malpensa, che dal 28 maggio 2027 sarà collegata direttamente con Washington Dulles. Il nuovo volo rafforzerà i collegamenti tra il principale polo economico italiano e gli States, offrendo possibilità interessanti sia per chi viaggia per lavoro sia per chi desidera esplorare Washington e proseguire verso altre destinazioni americane.

Le 10 destinazioni da scoprire nel 2027: nella nuova classifica c’è anche una città italiana

14 octobre 2026 à 11:00

Quali saranno le destinazioni da tenere d’occhio nel 2027? A svelarlo è Expedia, che ha pubblicato la classifica delle dieci mete di viaggio in più rapida crescita, individuate attraverso i dati reali delle ricerche di voli e alloggi sulla piattaforma. Una selezione che attraversa diversi continenti, tra paesaggi naturali, località di mare, città culturali e luoghi ancora meno presenti nei tradizionali itinerari turistici.

La classifica fa parte di Unpack ’27: The Trends in Travel, il rapporto annuale di Expedia Group dedicato alle mete e alle esperienze che influenzeranno i viaggi del prossimo anno.

Le 10 destinazioni del 2027 secondo Expedia

La classifica di Expedia racconta un modo di viaggiare sempre più orientato alla scoperta di luoghi diversi dalle mete più battute, tra natura, cultura e nuove esperienze.

Ecco le dieci mete da segnare per il 2027:

  1. South Lake Tahoe, California, Stati Uniti (+195%): affacciata sul lago Tahoe e circondata dalle montagne della Sierra Nevada, è una destinazione ideale per gli amanti della natura, delle escursioni e degli sport all’aria aperta;
  2. Hyogo, Giappone (+95%): un territorio che unisce tradizioni giapponesi, paesaggi naturali e città storiche. Tra i luoghi da scoprire spicca Himeji, famosa per il suo imponente castello;
  3. Punta del Este, Uruguay (+65%): località affacciata sull’Atlantico, è conosciuta per le spiagge, i tramonti e l’atmosfera cosmopolita, con ristoranti, gallerie d’arte e occasioni per scoprire la cultura uruguaiana;
  4. Sedona, Arizona, Stati Uniti (+55%): conquista con le sue spettacolari rocce rosse, i canyon e i sentieri panoramici;
  5. Busan, Corea del Sud (+50%): una città che combina spiagge, templi, quartieri tradizionali e architetture contemporanee;
  6. Holbox, Messico (+45%): isola della penisola dello Yucatán, è apprezzata per le spiagge, le acque turchesi e l’atmosfera rilassata;
  7. Perugia, Italia (+35%): è l’unica rappresentante italiana della classifica e porta in primo piano il fascino dell’Umbria. La città ha ottenuto anche il riconoscimento Smart Travel Health Check di Expedia, dedicato alle destinazioni attente a una gestione responsabile del turismo;
  8. The Tweed, Nuovo Galles del Sud, Australia (+35%): una regione dell’Australia orientale che alterna spiagge, entroterra verdeggiante e rilievi di origine vulcanica;
  9. Niagara-on-the-Lake, Canada (+35%): cittadina dell’Ontario caratterizzata da edifici storici e vigneti;
  10. Chichester, Regno Unito (+30%): nel West Sussex, conserva un interessante centro storico con una cattedrale medievale e permette di raggiungere facilmente la campagna inglese e la costa meridionale.
La classifica "Destinazioni dell'anno 2027" di Expedia
iStock
Unica italiana in classifica: Perugia

Le tendenze di viaggio secondo Expedia per il 2027

Oltre alle destinazioni emergenti, il rapporto Unpack ’27: The Trends in Travel individua alcune nuove abitudini destinate a influenzare le vacanze del prossimo anno.

Tra queste c’è l’Un-Adulting, ovvero il desiderio di ritrovare la spensieratezza dell’infanzia attraverso esperienze ludiche, attrazioni immersive e attività nostalgiche. Secondo Expedia, il 57% dei viaggiatori probabilmente prenoterà un viaggio di questo tipo nel 2027.

Si rafforza anche il Trip Snacking, la tendenza a concedersi fughe brevi e frequenti, anche di una sola notte, per assistere a uno spettacolo, celebrare un’occasione speciale o semplicemente staccare dalla routine. Hotels.com rileva un aumento di quasi il 10% delle ricerche per soggiorni di una notte.

Un’altra tendenza è quella delle fughe in stile gotico, con hotel storici, castelli e architetture suggestive: il 56% degli intervistati dichiara di aver prenotato una struttura proprio per la sua atmosfera o estetica.

Continua inoltre a crescere il Set-Jetting, cioè la scelta di viaggiare verso luoghi visti in film e serie TV. Infine, Vrbo evidenzia l’interesse per le vacanze organizzate intorno a una passione personale (il 68% degli intervistati dichiara che probabilmente intraprenderà un viaggio dedicato a un hobby nel 2027) e una crescita dell’interesse per le destinazioni nell’entroterra.

Benidorm sorprende l’Europa: è stata eletta Città Verde nel 2028

14 octobre 2026 à 10:00

Benidorm è conosciuta in tutto il mondo per le sue spiagge, il clima mite e lo skyline di grattacieli affacciati sul Mediterraneo. Ma la celebre località della costa orientale della Spagna sta conquistando un posto di rilievo anche nell’ambito della sostenibilità. La Commissione europea le ha assegnato il titolo di European Green Leaf 2028, riconoscimento che premia le città capaci di distinguersi per le proprie politiche ambientali e per l’impegno verso uno sviluppo urbano sostenibile.

Il premio sarà condiviso con Estarreja, in Portogallo, mentre Saragozza sarà la European Green Capital 2028.

Benidorm, dal turismo di massa a un modello urbano sostenibile

Da piccolo villaggio di pescatori a una delle località balneari più frequentate del Mediterraneo, Benidorm ha vissuto una trasformazione profonda. Oggi conta circa 75.000 residenti, una popolazione che durante l’estate può arrivare a circa 400.000 persone. Una crescita che mette alla prova le infrastrutture e le risorse locali, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, la gestione dei rifiuti e la protezione degli ecosistemi.

La risposta della città è un modello urbano compatto, che concentra gli edifici e i servizi in uno spazio relativamente limitato, riducendo il consumo di suolo e la pressione sulle aree naturali circostanti. La giuria europea ha riconosciuto proprio la capacità di gestire flussi turistici elevati senza rinunciare alla salvaguardia ambientale.

I risultati sono misurabili:

  • il 61% del territorio comunale è sottoposto a tutela;
  • il 92% dei residenti vive a meno di 300 metri da un’area verde pubblica di oltre 5.000 metri quadrati;
  • circa il 75% degli spostamenti urbani avviene a piedi;
  • la città dispone di 13,2 chilometri di strade pedonali.

Particolare attenzione è riservata anche all’acqua, una risorsa preziosa in una destinazione mediterranea caratterizzata da estati calde e da una forte presenza turistica. Grazie al rinnovamento della rete, al monitoraggio e alle tecnologie di gestione, l’efficienza del sistema idrico raggiunge il 95-96%.

Nel 2025, inoltre, è stato riutilizzato il 36% delle acque reflue trattate. Un dato significativo se si considera che, negli ultimi vent’anni, nonostante la popolazione sia cresciuta del 12,7% e i turisti del 40,96%, il volume complessivo di acqua erogata è diminuito del 6,14%.

Benidorm diventa Città Verde Europea nel 2028
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La città di Benidorm sul Mar Mediterraneo

Biodiversità, innovazione e nuove sfide

La sostenibilità di Benidorm non riguarda soltanto gli spazi urbani, ma anche la ricchezza degli ambienti naturali che circondano la località. Il territorio comprende cinque siti della Rete Natura 2000 e tutela 173 ettari di Posidonia oceanica. La protezione di questi habitat si accompagna a iniziative per ridurre i rifiuti di plastica sulle spiagge, promuovere l’efficienza energetica e favorire pratiche turistiche più rispettose dell’ambiente.

Un ruolo importante è svolto anche dall’innovazione tecnologica. Benidorm utilizza open data, un gemello digitale e sistemi di monitoraggio in tempo reale per analizzare i fenomeni urbani, controllare i consumi e orientare le decisioni amministrative. Strumenti che permettono di pianificare gli interventi sulla base di dati concreti e di verificare i progressi raggiunti. Nel 2025, le emissioni di gas serra erano già diminuite di circa il 18% rispetto al 2007.

La transizione verde coinvolge inoltre residenti, strutture ricettive e imprese locali, chiamati a partecipare alla trasformazione della destinazione. Il turismo in questa località della Spagna, anziché essere considerato soltanto una fonte di pressione ambientale, diventa così un’occasione per sperimentare soluzioni più efficienti e circolari.

Il nuovo titolo europeo consolida un percorso internazionale già premiato nel 2025 con il riconoscimento European Green Pioneer of Smart Tourism. Nel 2028 Benidorm sarà chiamata a condividere le proprie esperienze e a promuovere le buone pratiche ambientali in ambito urbano, offrendo ad altre destinazioni costiere un modello da cui trarre ispirazione.

Incoronati i migliori city break da fare nel 2027: due perle italiane spiccano nella top 10

14 octobre 2026 à 07:30

Sono sempre tanti i motivi per organizzare un city break in Europa: a individuare le destinazioni da mettere in agenda per il 2027 ci ha pensato European Best Destinations che ha pubblicato la classifica delle dieci migliori città europee.

La selezione premia destinazioni capaci di offrire un mix di cultura, gastronomia, tradizioni locali e occasioni per vivere la città senza fretta. La classifica nasce da una votazione durata 33 giorni, alla quale hanno partecipato 11.614 persone chiamate a scegliere tra 64 destinazioni europee (20 capitali e 44 altre città selezionate da giornalisti di viaggio indipendenti).

Sofia conquista il primo posto

È Sofia la destinazione da segnare per un fine settimana in cui alternare monumenti, musei, gastronomia e natura. La capitale bulgara conquista il vertice della classifica grazie alla capacità di combinare le tracce della storia antica con una scena culturale contemporanea e la vicinanza delle montagne.

Il modo migliore per iniziare la visita è esplorare il centro a piedi, partendo dai resti dell’antica Serdica romana e proseguendo verso la Cattedrale di Alexander Nevsky. Meritano una tappa anche la Galleria Nazionale Kvadrat 500 e il Museo di Storia Regionale.

Tra una visita e l’altra, si può rallentare il ritmo con una passeggiata in un mercato locale, una sosta in un caffè o una cena dedicata ai sapori del territorio.

Sofia offre inoltre un calendario culturale ricco di eventi. Per chi desidera scoprire un patrimonio più antico, la Chiesa di Boyana, sito UNESCO alla periferia della città, custodisce preziosi affreschi medievali realizzati nel 1259.

A completare l’esperienza c’è il monte Vitosha, ideale per chi vuole abbinare al soggiorno urbano un’escursione nella natura.

La top 10 dei migliori city break 2027
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Vista sul quartiere centrale di Sofia

Milano e Verona, le due città italiane nella top 10

L’Italia conquista due posizioni nella classifica europea del 2027 con Milano e Verona, due destinazioni che interpretano il viaggio breve in modi differenti.

All’ottavo posto troviamo Milano, ideale per chi desidera trascorrere qualche giorno tra arte, stile e buona cucina. Il quartiere di Brera è perfetto per passeggiare tra gallerie, vie caratteristiche e locali. La sera, invece, i Navigli invitano a fermarsi lungo i canali per un aperitivo o una cena. Tra shopping, musei e ristoranti, il capoluogo lombardo è una scelta adatta a un weekend con gli amici oppure a una fuga di coppia per celebrare un’occasione speciale.

Al decimo posto si colloca Verona, città dall’anima romantica, perfetta per chi ama i centri storici, le passeggiate panoramiche e le serate culturali. Il suo itinerario può iniziare tra le piazze e le strade del centro, proseguire lungo le sponde dell’Adige e concludersi in un’osteria, assaggiando i sapori locali. Per rendere il soggiorno ancora più speciale, si può programmare la visita durante la stagione lirica dell’Arena di Verona.

Anche senza appuntamenti particolari, Verona invita comunque a esplorare con calma le sue architetture, curiosare tra le botteghe e concedersi un bicchiere di vino. È una meta adatta a un anniversario, a un fine settimana all’insegna della cultura o semplicemente a una pausa dalla routine.

La top 10

La top 10 di European Best Destinations propone idee diverse per organizzare un city break nel 2027.

Ecco tutte le destinazioni in classifica:

  1. Sofia, Bulgaria;
  2. Lisbona, Portogallo;
  3. Copenaghen, Danimarca;
  4. Cannes, Francia;
  5. Basilea, Svizzera;
  6. Bristol, Regno Unito;
  7. Lovanio, Belgio;
  8. Milano, Italia;
  9. Calpe, Spagna;
  10. Verona, Italia.

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per volare in Europa con la promo Ryanair

13 octobre 2026 à 16:00

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per concedersi qualche giorno di vacanza prima delle feste di Natale, magari alla scoperta di una città europea vestita a festa. Ryanair ha lanciato una nuova promozione flash con voli scontati del 20% permettendo così di raggiungere diverse destinazioni con un budget contenuto. La promozione è valida per prenotazioni effettuate entro il 15 ottobre per volare dal 15 ottobre al 17 dicembre 2026.

Nel 2026 poi l’8 dicembre cade di martedì e prendendo un solo giorno di ferie è possibile organizzare un lungo weekend in viaggio. Abbiamo selezionato 3 mete perfette che a dicembre regalano atmosfere suggestive, mercatini natalizi, luci e tante esperienze da vivere.

La Formula 1 torna in Africa dopo oltre 30 anni: ecco il Ruanda da scoprire oltre il circuito

13 octobre 2026 à 15:23

La Formula 1 si prepara a tornare in Africa dopo oltre tre decenni di assenza e il Paese scelto per questa nuova avventura è il Ruanda. Il progetto prevede la realizzazione di un circuito all’avanguardia a Bugesera, a circa 40 chilometri dalla capitale Kigali, dove nei primi anni Trenta dovrebbe disputarsi il Gran Premio d’Africa.

Tra paesaggi verdissimi, parchi nazionali, gorilla di montagna e città in trasformazione, il Ruanda è infatti una destinazione sorprendente per chi sogna un viaggio alla scoperta dell’Africa più autentica.

Il Gran Premio d’Africa in Ruanda

L’accordo siglato tra il Ruanda e la Formula 1 segna un passaggio storico per il campionato automobilistico, che punta così a tornare in Africa per la prima volta dal 1993. L’ultima gara si era disputata in Sudafrica, sul circuito di Kyalami, mentre il primo Gran Premio africano valido per il Mondiale si era svolto in Marocco nel 1958.

Il futuro tracciato sorgerà a Bugesera, a sud di Kigali e vicino al nuovo aeroporto internazionale. Sarà progettato dall’ex pilota Alex Wurz e sfrutterà le ondulazioni del territorio per creare un circuito veloce, scorrevole e integrato nel paesaggio naturale.

Secondo i promotori, l’appuntamento potrà favorire turismo, occupazione e nuove opportunità economiche, attirando visitatori da tutto il mondo. Non mancano, tuttavia, le polemiche: alcune organizzazioni per i diritti umani probabilmente contesteranno al governo ruandese il ricorso allo sport per migliorare la propria immagine internazionale, una pratica definita sportswashing.

Dal trekking con i gorilla ai laghi: cosa vedere in Ruanda

Il Ruanda è una destinazione che merita di essere scoperta per la straordinaria varietà dei suoi paesaggi. Soprannominato il Paese delle mille colline, è caratterizzato da montagne, vallate, foreste pluviali, come quella di Nyungwe che ospita una piccola popolazione di scimpanzé e le scimmie di L’Hoest, e specchi d’acqua che regalano scenari molto diversi da quelli che si associano comunemente a un viaggio in Africa.

Una delle esperienze più emozionanti è il trekking nel Parco Nazionale dei Vulcani, nel nord-ovest del Paese, dove vivono i gorilla di montagna. Accompagnati da guide autorizzate, i visitatori possono raggiungere i gruppi di primati nel loro habitat naturale, partecipando a un’esperienza regolamentata che contribuisce anche alla conservazione della specie. Proprio questo trekking è valso al Ruanda il primo posto nel 2026 nella classifica del Wildlife Experience Index.

Per un safari, invece, il Parco Nazionale dell’Akagera, nella parte orientale, offre savane, laghi e la possibilità di avvistare i Big Five: leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo. Gli amanti dei paesaggi lacustri possono raggiungere invece il lago Kivu, il più grande del Ruanda, dove località come Rubavu e Karongi invitano a rallentare tra spiagge, suggestive baie e isole.

Per conoscere la storia recente del Paese, è invece importante visitare Kigali, una capitale vivace e ordinata, con mercati, caffè, spazi culturali come l’Inema Arts Centre e il Memoriale del genocidio di Kigali, luogo di memoria dedicato alle vittime del genocidio del 1994.

Il Ruanda sta inoltre investendo nella propria immagine internazionale attraverso infrastrutture, iniziative turistiche e progetti legati alla sostenibilità ambientale.

La combinazione di natura, cultura e nuove prospettive rende il Paese una meta da tenere d’occhio per chi desidera esplorare una destinazione africana ancora poco frequentata rispetto ad altre più conosciute.

Cosa fare in Ruanda
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Parco Nazionale dell’Akagera

L’Allington Castle è in vendita: il castello da fiaba dove cenarono Enrico VIII e Anna Bolena cerca un nuovo proprietario

13 octobre 2026 à 14:00

Immerso nei boschi del Kent, affacciato su un’ansa del fiume Medway e circondato da una tenuta di oltre 40 acri, il castello di Allington è una dimora che sembra uscita da una fiaba. Tra torri medievali, giardini eleganti e ambienti ricchi di storia, questo castello inglese custodisce quasi mille anni di vicende e un passato legato anche a due protagonisti della monarchia britannica: Enrico VIII e Anna Bolena. Oggi la proprietà cerca un nuovo proprietario ed è stata messa in vendita per 5 milioni di sterline.

L’annuncio è stato pubblicato sul portale immobiliare Rightmove dall’agenzia Knight Frank.

Il castello di Allington

Situato a Maidstone, nella contea inglese del Kent, il castello di Allington affonda le proprie origini nel XII secolo. La tenuta era già stata menzionata nel Domesday Book del 1086, il grande censimento commissionato da Guglielmo il Conquistatore per registrare proprietà e risorse del regno. Inizialmente concepita come casa padronale sotto William de Warenne, conte di Surrey, la residenza venne fortificata nel XIII secolo da Stephen de Pencester, Lord Guardiano dei Cinque Porti.

Una delle pagine più affascinanti della sua storia è legata alla famiglia Wyatt, che alla fine del Quattrocento trasformò il complesso in una dimora signorile. È proprio nella magnifica Sala Grande che cenarono Enrico VIII e Anna Bolena. Questo ambiente rappresenta ancora oggi uno degli spazi più suggestivi del castello e può accogliere circa 120 ospiti.

L’architettura conserva numerosi elementi caratteristici delle antiche fortificazioni: due cortili interni, un fossato completo, un’arena un tempo destinata ai combattimenti tra orsi, uno spazio per i tornei di giostra e le cosiddette Grotte dei Cani, situate sotto il castello. La tenuta comprende inoltre una colombaia ritenuta tra le più antiche d’Inghilterra, mentre i gheppi hanno trovato rifugio nelle torri.

Oggi il castello di Allington rimane una residenza privata, gestita dall’attuale proprietario, Sir Robert Worcester. È generalmente chiuso al pubblico per gran parte dell’anno, anche se tra aprile e ottobre la compagnia Kentish Lady organizza escursioni in barca. Il complesso viene utilizzato anche per celebrare matrimoni ed eventi, offrendo l’occasione di scoprire almeno in parte il fascino di questa dimora storica.

Quanto costa e cosa comprende la tenuta

Il prezzo richiesto per acquistare il castello di Allington è di 5 milioni di sterline. La proprietà si estende su circa 42 acri di boschi e terreni lungo il fiume Medway e comprende, oltre al castello, diversi edifici indipendenti e strutture che potrebbero essere valorizzate anche dal punto di vista commerciale.

Il complesso dispone di un massimo di 30 camere da letto, 26 saloni e 20 bagni. Gli ambienti della parte anteriore del castello comprendono cucina, sala da pranzo, salotto, biblioteca, sale di rappresentanza e camere da letto, mentre la sezione medievale ospita anche una cucina professionale. Gli attuali proprietari hanno conservato le caratteristiche storiche dell’edificio, provvedendo al tempo stesso ad adeguare gli impianti elettrici e di riscaldamento.

Tra le strutture della tenuta spicca un fienile ristrutturato per gli eventi, capace di accogliere fino a 150 persone. Sono presenti anche nove alloggi separati, utilizzabili per ospitare familiari, invitati o personale. All’esterno si trovano giardini formali con fontane ornamentali, un campo da tennis, un ampio garage e una grande serra in stile vittoriano. La proprietà dispone persino di una piscina coperta, attualmente fuori uso.

Il potenziale della tenuta non si limita alla possibilità di trasformarla in una residenza privata. Le visite guidate ai giardini, le location per le riprese e le proprietà che già generano reddito rappresentano possibili opportunità di sviluppo. Anche gli ormeggi lungo il fiume potrebbero essere ripristinati per un eventuale utilizzo commerciale.

La città romana di Aquinum continua a sorprendere: ecco cosa è emerso

7 octobre 2026 à 07:30

L’antica città romana di Aquinum, nel territorio di Castrocielo e Aquino, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII Campagna di Scavo dell’Università del Salento ha portato alla luce due reperti archeologici di particolare interesse, presentati per la prima volta al pubblico durante il Weekend dell’Archeologia del 3 ottobre.

Le nuove scoperte permettono di aggiungere importanti tasselli alla conoscenza della vita pubblica, religiosa e monumentale della colonia romana. Da diciotto anni gli scavi, diretti da Giuseppe Ceraudo, professore di Topografia antica dell’Università del Salento, coinvolgono ricercatori e studenti in un progetto che unisce ricerca, formazione, tutela e valorizzazione del patrimonio.

La scoperta

Il primo reperto è un cippo riccamente decorato, riutilizzato nella pavimentazione in prossimità di uno degli incroci principali dell’antica città. Sul monumento compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se la lettura completa dell’iscrizione deve ancora essere verificata.

A rendere particolarmente interessante il cippo è l’apparato decorativo, composto da ghirlande, festoni e bucrani che incorniciano tre animali: un bue, un montone e un maiale. La loro presenza nello stesso monumento potrebbe essere collegata alla triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei più solenni rituali della religione romana, durante il quale venivano sacrificati proprio un maiale, un ovino e un toro.

L’interpretazione resta prudente, perché il cippo è stato ritrovato fuori dalla sua collocazione originaria. Tuttavia, le immagini potrebbero conservare la memoria di un sacrificio oppure richiamare cerimonie legate alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale di uno spazio.

Il secondo reperto è un altare votivo in marmo, particolarmente importante perché un nuovo frammento ha permesso di ricomporre parte di un’iscrizione già conosciuta soltanto in maniera incompleta. Ora è possibile riconoscere le divinità alle quali era dedicato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.

A commissionare la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. L’altare offre così una preziosa testimonianza della dimensione religiosa e civica della colonia, mostrando il legame tra la comunità, il culto imperiale e la vita pubblica.

L’importanza della scoperta

I due reperti contribuiscono a raccontare un’Aquinum nella quale religione, politica e vita cittadina erano strettamente intrecciate. Il cippo apre nuove domande sulle pratiche rituali e sugli spazi pubblici della colonia, mentre l’altare permette di approfondire il rapporto tra il culto della casa imperiale e l’identità della comunità.

La campagna 2026 ha portato alla luce anche altre testimonianze significative. Nel teatro romano sono proseguite le indagini che hanno restituito una lastra marmorea con la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata al rituale con cui i Romani seppellivano e consacravano un luogo colpito da un fulmine. Si tratta di una testimonianza rara, che potrebbe indicare un antico evento atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.

Durante il Weekend dell’Archeologia sono state inoltre presentate cinque teste marmoree restaurate, tra cui il cosiddetto Cesare di Aquinum e un ritratto attribuito a Druso Maggiore.

La campagna segna infine un’importante novità per il progetto: per la prima volta le indagini archeologiche si sono estese anche al territorio comunale di Aquino. La collaborazione tra Castrocielo e Aquino permette così di ricomporre l’unità storica dell’antica colonia romana, superando gli attuali confini amministrativi e ampliando le prospettive della ricerca.

Meno social, più vacanza: così cambiano le abitudini degli italiani in viaggio

6 octobre 2026 à 15:30

Durante le vacanze gli italiani sembrano voler ridurre, almeno in parte, il rapporto con i social network. A fotografare questa tendenza è un sondaggio di eDreams, piattaforma specializzata nel settore dei viaggi online, che ha analizzato le abitudini dei viaggiatori italiani. Secondo la rilevazione, il 57% degli italiani preferirebbe utilizzare i social solo ogni tanto quando è in vacanza, mentre il 20% vorrebbe rimanere sempre online. Un ulteriore 13%, invece, sceglierebbe un vero e proprio digital detox.

Come i social influenzano le scelte di viaggio

Se due anni fa le percentuali di chi si lasciava influenzare dai contenuti online e di chi non lo faceva erano quasi equivalenti (47% si e 48% no), oggi il 51% degli italiani dichiara di non aver mai cambiato idea su una destinazione dopo averla vista sui social, contro il 44% che, invece, si è lasciato convincere da quanto scoperto online.

I social continuano comunque ad avere un ruolo nella programmazione delle vacanze. Il 36% degli intervistati li utilizza soprattutto per trovare ispirazione e scoprire gemme nascoste, mentre il 20% vuole vedere come appare realmente un luogo o un’esperienza prima di prenotare. Per il 10% conta anche l’approvazione di persone considerate simili o affidabili. Un 9%, invece, non prende affatto in considerazione i social quando organizza un viaggio.

Le differenze tra generazioni sono particolarmente evidenti. La Gen Z è quella più influenzata dalle tendenze social nella scelta della meta, con il 61% degli intervistati che ha scelto una destinazione anche sulla base di ciò che ha visto online. I Boomer si collocano all’estremo opposto: il 69% non si è mai lasciato condizionare dai social. La Gen Z è inoltre la più interessata alla ricerca di gemme nascoste, mentre i Millennial prestano maggiore attenzione all’approvazione dei propri pari.

Anche tra uomini e donne emergono alcune differenze: le viaggiatrici italiane risultano più propense a lasciarsi influenzare dai social nella scelta della destinazione e a rimanere sempre online in vacanza (21% contro il 18% degli uomini). I viaggiatori maschi, invece, scelgono più spesso il digital detox, indicato dal 15% contro il 10% delle donne.

Cosa pubblicano gli italiani durante le vacanze

Una volta partiti, gli italiani non rinunciano però a raccontare la propria esperienza online. Il contenuto più condiviso sono i paesaggi, pubblicati dal 75% degli intervistati, seguiti da attività ed esperienze, che compaiono nei post del 53% del campione. Il 45% fotografa anche il cibo, mentre il 35% non rinuncia al classico selfie.

A cambiare è anche il modo di raccontare ciò che si è vissuto. Il 37% degli italiani non sarebbe propenso a pubblicare un contenuto positivo su un viaggio o un’esperienza che non ha apprezzato, mentre il 29% continuerebbe comunque a mostrarne online gli aspetti migliori.

Anche in questo caso le generazioni hanno comportamenti differenti. La Gen Z pubblica più frequentemente paesaggi, esperienze, piatti e selfie, mentre i Millennial sono i più interessati a mostrare hotel e case vacanza, con il 32% che condivide questo tipo di contenuti. Sono inoltre loro a essere più “always on” anche in viaggio: il 22% vorrebbe rimanere sempre connesso. La Gen Z, invece, preferisce controllare i social ogni tanto, scelta indicata dall’80%, mentre il 15% dei Boomer approfitta della vacanza per un digital detox.

Sul fronte dell’autenticità, la Generazione X è quella meno propensa a pubblicare un post positivo su qualcosa che non è piaciuto, con il 40% degli intervistati. La Gen Z, al contrario, è la più incline a raccontare comunque in modo favorevole un’esperienza poco soddisfacente, con il 50%.

Giardini da fiaba e saloni da film: il castello che ha incantato Taylor Swift va all’asta

6 octobre 2026 à 14:30

Ci sono luoghi capaci di sembrare usciti direttamente da una fiaba, tra architetture monumentali, giardini curati nei minimi dettagli e ambientazioni che il cinema e la musica hanno trasformato in vere icone. È il caso del Castello di Oheka, una spettacolare dimora di Long Island, nello Stato di New York, che fu scelta da Taylor Swift come scenario del video di “Blank Space”. Ora questo straordinario castello dell’epoca del jazz si prepara a cambiare proprietario: andrà all’asta il 27 ottobre.

La vendita rientra in una settimana particolarmente vivace per il mercato immobiliare di lusso, che ha visto arrivare sul mercato diverse proprietà legate a personaggi celebri.

Nuove regole Ue su bagagli a mano e rimborsi: cosa cambierà per chi vola

5 octobre 2026 à 12:00

Volare in Europa sarà più semplice e trasparente, dal 23 ottobre 2027 entreranno infatti in vigore le nuove norme dell’Unione europea sui diritti dei passeggeri aerei, introdotte dal Regolamento Ue 2026/2202, che aggiorna le tutele previste in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e problemi con i bagagli.

Tra le novità più importanti ci sono l’obbligo per le compagnie di rendere più chiaro il prezzo dei biglietti e tempi più rapidi per ottenere i rimborsi. Cambiano anche le regole sull’assistenza durante le attese e sulle alternative offerte ai passeggeri in caso di disservizi.

Bagaglio a mano incluso e più tutele per i passeggeri

Al momento della prenotazione, le compagnie dovranno mostrare in modo predefinito le tariffe che includono il bagaglio a mano, oltre che lo zaino o borsa da posizionare sotto il sedile. Il passeggero avrà quindi diritto a portare gratuitamente un trolley delle dimensioni 40x30x15 cm. Se, per ragioni di sicurezza, il bagaglio dovesse essere trasferito in stiva, non potranno essere applicati costi aggiuntivi.

Altre garanzie riguardano le famiglie e le persone con disabilità: gli accompagnatori di minori o passeggeri con disabilità potranno essere sistemati gratuitamente vicino alla persona assistita. Anche il trasporto di passeggini e carrozzine sarà garantito senza costi aggiuntivi.

Novità anche per il check-in: sarà possibile correggere almeno una volta un errore commesso durante la procedura online, mentre chi non può utilizzare il biglietto digitale avrà la possibilità di ottenere gratuitamente una copia cartacea in aeroporto.

Ritardi, cancellazioni e rimborsi: cosa cambia

Per un ritardo superiore a tre ore all’arrivo, salvo circostanze eccezionali, resta prevista una compensazione economica proporzionata alla distanza della tratta: 250 euro fino a 1.500 chilometri, 400 euro per le tratte intracomunitarie oltre 1.500 chilometri e per quelle tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro oltre i 3.500 chilometri, con possibilità di riduzione a 300 euro se il ritardo non supera le 4 ore.

Se l’attesa supera le 5 ore, il passeggero potrà rinunciare al viaggio e chiedere il rimborso integrale delle tratte non effettuate. In caso di cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di anticipo, sono previste compensazione e scelta tra rimborso o riprotezione a spese della compagnia.

Quando il passeggero sceglie il rimborso, questo dovrà essere effettuato entro 7 giorni di calendario. Il voucher potrà essere proposto dalla compagnia, ma non potrà essere imposto. Inoltre, per gestire reclami e rimborsi, i viaggiatori non dovranno essere obbligati a chiamare numeri a pagamento, scaricare app o creare nuovi account.

In caso di ritardo o cancellazione, la compagnia dovrà proporre un’alternativa entro 3 ore; in caso contrario, il passeggero potrà organizzarsi autonomamente e chiedere un rimborso fino al 400% del prezzo originario.

Durante le attese saranno inoltre garantiti gratuitamente ristoro, pasti, due telefonate e accesso a Internet. Per l’overbooking è previsto un indennizzo da 250 a 600 euro entro sette giorni, mentre in circostanze eccezionali la compagnia dovrà coprire fino a tre notti di hotel. Questo limite non riguarderà minori non accompagnati, donne in gravidanza e persone con disabilità che dovranno invece raggiungere la propria destinazione più velocemente.

L’attesa a bordo prima della partenza non potrà superare 2 ore, salvo motivi di sicurezza, e dovrà garantire acqua, servizi igienici e temperatura adeguata.

La nuova normativa introduce infine una maggiore tutela contro il cosiddetto no-show: una compagnia non potrà negare l’imbarco sulla tratta di ritorno solo perché il passeggero non ha utilizzato quella di andata.

El Escorial riapre due musei chiusi da dieci anni: svelate opere mai esposte

5 octobre 2026 à 11:00

Dopo dieci anni di chiusura, il Monastero Reale di El Escorial, alle porte di Madrid, torna ad arricchire la propria offerta culturale con la riapertura di due spazi rimasti a lungo inaccessibili. Dal 2 ottobre 2026, il Museo di Pittura e il Museo di Architettura accolgono nuovamente i visitatori dopo un importante intervento di restauro, realizzato con un investimento di 3,1 milioni di euro.

La riapertura porta con sé una novità particolarmente interessante per gli appassionati d’arte: nella collezione del Museo di Pittura entrano per la prima volta 21 opere mai esposte al pubblico, provenienti da ambienti riservati, uffici e altre aree del monastero normalmente non accessibili. Tra i protagonisti della nuova esposizione figurano alcuni dei più grandi maestri italiani, fiamminghi e spagnoli, tra cui Tiziano, Tintoretto e Veronese.

Il mare italiano ha otto nuovi siti tutelati: tra tartarughe e monti sommersi

5 octobre 2026 à 10:00

Il mare italiano si arricchisce di otto nuovi siti Natura 2000 destinati alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi marini. Il provvedimento, pubblicato il 30 settembre 2026 in Gazzetta Ufficiale, istituisce sei Siti di Importanza Comunitaria (Sic) e due Zone di Protezione Speciale (Zps) in alto mare, oltre il limite delle acque territoriali italiane ma all’interno della Zona di Protezione Ecologica (ZPE) dichiarata dall’Italia.

Le nuove aree interessano diversi settori del Mar Tirreno, del Mar Ligure e delle acque che circondano Sardegna, Sicilia e Calabria, con l’obiettivo di proteggere ambienti profondi e specie particolarmente importanti per l’equilibrio dell’ecosistema. Tra i protagonisti della nuova tutela c’è anche la tartaruga marina Caretta caretta, insieme agli uccelli marini e a preziosi habitat caratterizzati dalla presenza di coralligeno ed emissioni gassose.

Otto nuovi siti Natura 2000

I nuovi siti, introdotti con il decreto 269 del 1° settembre 2026, comprendono aree molto diverse tra loro per posizione e caratteristiche naturali. Al largo di Livorno nasce il Banco di Santa Lucia, mentre tra il Mar Ligure e il Tirreno settentrionale si trova il Complesso dei monti sottomarini Ulisse-Doria-Janua, un sistema di rilievi che si sviluppa sotto la superficie del mare.

Al largo della costa orientale della Sardegna è stata individuata la Parte Nord del monte sottomarino delle Baronie, mentre lungo la costa settentrionale della Sicilia rientra nella rete protetta il Complesso dei monti sottomarini Sisifo-Tiro-Enarete. In Calabria, invece, la tutela interessa la Dorsale sottomarina di Paola, lungo la costa occidentale.

A queste aree si aggiunge il Tirreno centrale per la tutela di Caretta caretta, che comprende un’ampia porzione di mare tra Sardegna, Campania e Sicilia. Completano il quadro il Mare Sinis Iglesiente, lungo la costa occidentale della Sardegna, e il Mare Nurra, nella parte nord-occidentale dell’isola.

Otto nuovi siti Natura 2000 in Italia
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La penisola del Sinis in Sardegna

Un nuovo traguardo per la tutela del mare italiano

L’istituzione degli otto siti consente alla Zona di Protezione Ecologica italiana di raggiungere una superficie protetta pari al 31%, centrando così il target europeo indicato per la tutela degli ambienti marini. La misura si inserisce nel percorso verso l’obiettivo di avere il 30% delle aree protette entro il 2030, previsto dalla Strategia Europea per la Biodiversità.

La scelta delle aree risponde soprattutto alla necessità di conservare specie e habitat che si trovano lontano dalle coste e che, proprio per la loro posizione in alto mare, richiedono specifiche misure di protezione. I nuovi siti sono stati individuati per favorire la conservazione della tartaruga marina, degli uccelli marini e di habitat profondi nei quali sono presenti formazioni di coralligeno ed emissioni gassose.

Secondo quanto spiegato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, l’ampliamento della Rete Natura 2000 permette di rafforzare la tutela dell’alto mare e di valorizzare ulteriormente il patrimonio di biodiversità italiano. Un patrimonio che non si limita alle coste e alle spiagge più conosciute, ma comprende anche un mondo sommerso fatto di montagne, dorsali e ambienti profondi ancora lontani dagli occhi.

Caccia ai Tesori Arancioni, il grande gioco che fa scoprire l’Italia più autentica

1 octobre 2026 à 12:00

Domenica 4 ottobre 2026 tornerà la Caccia ai Tesori Arancioni, l’appuntamento organizzato dal Touring Club Italiano che invita a esplorare alcuni dei piccoli borghi più suggestivi d’Italia attraverso un’esperienza di gioco, storia e tradizioni. La settima edizione coinvolgerà oltre 100 borghi Bandiera Arancione, da nord a sud, pronti ad accogliere migliaia di partecipanti.

L’iniziativa è pensata per adulti e bambini e propone un modo originale per conoscere l’identità dei territori e delle comunità locali. Tra le novità del 2026 ci sono alcune visite dedicate a San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte.

Come funziona la Caccia ai Tesori Arancioni

La Caccia ai Tesori Arancioni si svolgerà contemporaneamente in più di 100 borghi certificati con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. In ciascuna località i partecipanti dovranno affrontare un percorso articolato in sei tappe, seguendo indizi e superando prove legate alla storia, alle tradizioni, alla cultura e alle peculiarità del territorio.

Non esiste un unico itinerario nazionale: ogni borgo ha infatti costruito la propria caccia al tesoro partendo dalle caratteristiche che lo rendono unico. I percorsi spaziano dalla gastronomia alla musica, dalla storia locale alle attività all’aria aperta, trasformando piazze, musei, sentieri e luoghi simbolo in vere e proprie tappe di gioco.

L’edizione 2026 introduce anche un passaporto della Caccia ai Tesori Arancioni, consegnato al termine del percorso e pensato per essere timbrato nelle diverse edizioni dell’evento. Alle squadre iscritte è inoltre riservata un’esclusiva sacca zaino.

Per partecipare è necessario formare una squadra e iscriversi sul sito Tesori Bandiere Arancioni dedicato all’iniziativa. I posti sono limitati ed è previsto un contributo di partecipazione destinato a sostenere i progetti del Touring Club Italiano per la valorizzazione dei piccoli centri e delle aree interne italiane.

Dai tesori di San Francesco ai sapori locali

Tra le proposte più particolari del 2026 ci sono quelle dedicate a San Francesco d’Assisi in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo – che ricorreranno proprio domenica 4 ottobre.

A Taverna, in Calabria, l’intero itinerario sarà proprio a lui dedicato con la Caccia “Sulle orme di San Francesco a Taverna”, mentre a Sarnano, nelle Marche, il percorso toccherà luoghi e attività legati alla sua figura.

Grande attenzione sarà riservata anche ai più piccoli. A Gavoi, in Sardegna, è prevista anche una caccia junior negli spazi della Casa Museo Porcu Satta, sulle tracce di Donna Rosina. A Casale Marittimo, in Toscana, invece, i bambini potranno partecipare a laboratori esperienziali e a una lezione di acquerello dedicata al Principe Guerriero etrusco.

Per chi ama i sapori del territorio, a Dozza, nel Bolognese, il percorso sarà accompagnato da stand e laboratori dedicati alla pasta fresca, alla piadina e al vino Albana, mentre a Corigliano d’Otranto, in Puglia, non mancheranno gli assaggi di prodotti tipici.

Ci saranno poi itinerari dedicati alla musica, come quello di Portico e San Benedetto, in provincia di Forlì-Cesena, dedicato alla tradizione bandistica, con racconti e curiosità. A Frontone, nelle Marche, saranno invece previsti esercizi, meditazione e percorsi a piedi, mentre a Sasso di Castalda, in Basilicata, la caccia porterà alla scoperta di un sentiero nascosto.

Consultare il programma completo sul sito ufficiale dedicato all’evento.

Caccia ai Tesori Arancioni nei borghi italiani
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Il borgo di Dozza

Dalla magia di Parigi alla neve delle Alpi: l’inverno francese è più vicino con il TGV in partenza dall’Italia

1 octobre 2026 à 11:00

L’inverno è pronto a trasformarsi in un’occasione perfetta per partire alla scoperta della Francia, tra le atmosfere natalizie di Parigi e i paesaggi innevati delle Alpi francesi. SNCF Voyages Italia ha infatti aperto le vendite dei biglietti TGV INOUI per viaggiare dal 13 dicembre 2026 al 30 marzo 2027, offrendo così la possibilità di programmare con largo anticipo weekend e vacanze durante la stagione fredda.

Grazie ai collegamenti diretti da Milano e Torino, si potrà raggiungere la capitale francese senza cambi oppure fermarsi lungo il percorso per scoprire alcune delle destinazioni alpine più interessanti.

Tre fughe al mare da organizzare a giugno 2027: si parte da 21 euro con la promo Volotea

1 octobre 2026 à 10:00

Programmare un weekend fuori porta può diventare l’occasione perfetta per pensare già alla prossima estate. Se non ami il freddo che sta per arrivare, la soluzione perfetta è studiare subito una nuova destinazione da scoprire con la promo Volotea.

Sono disponibili 500.000 posti con prezzi a partire da 19 euro, con tariffe ancora più convenienti, da 9 euro, per chi aderisce al programma Megavolotea. La promozione permette di organizzare viaggi fino al 30 giugno 2027, con prenotazioni da effettuare entro il 2 ottobre 2026.

Tra le date da segnare in calendario ci sono proprio quelle di giugno 2027, quando le scuole finiranno e il clima sarà ideale per trascorrere giornate al mare in tranquillità prima dell’alta stagione. Ecco tre mete che abbiamo selezionato per voi.

Castello di Urquhart, la fortezza delle Highlands affacciata sul leggendario Loch Ness

30 septembre 2026 à 16:00

Affacciato sulle acque scure e misteriose del Loch Ness, il Castello di Urquhart è uno dei luoghi più suggestivi delle Highlands scozzesi. Le sue rovine si trovano su un promontorio strategico e raccontano quasi mille anni di storia, tra guerre, assedi, clan e antiche leggende. A rendere questo luogo ancora più spettacolare è il paesaggio: dalle mura della fortezza lo sguardo corre sul lago, proprio nel cuore di una delle aree più iconiche della Scozia.

La storia del Castello di Urquhart

Il sito, dove sorge il castello, ha origini molto antiche. Nel VI secolo l’abate irlandese San Columba potrebbe aver visitato un insediamento presente nell’area e proprio qui sarebbe legato uno dei primi racconti di una creatura misteriosa nelle acque del Loch Ness.

La fortezza medievale iniziò ad assumere la forma che oggi si può riconoscere soprattutto a partire dal XIII secolo. La sua posizione la rese immediatamente strategica e il castello fu coinvolto nelle grandi lotte per il controllo della Scozia. Nel 1296 venne conquistato dalle forze di Edoardo I d’Inghilterra, mentre nel XIV secolo entrò nelle vicende delle Guerre d’Indipendenza scozzesi e passò anche sotto il controllo di Robert the Bruce.

Nei secoli successivi Urquhart fu conteso tra la Corona e i MacDonald, Signori delle Isole, protagonisti di numerose incursioni nelle Highlands. Nel Cinquecento il castello passò alla famiglia Grant, che ne avviò il recupero e fece costruire la Grant Tower. Nel 1692, dopo essere stato utilizzato come presidio governativo durante i conflitti legati alle rivolte giacobite, il castello venne fatto esplodere per impedirne un nuovo utilizzo militare.

Castello di Urquhart in Scozia
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Le rovine del Castello di Urquhart in Scozia

Cosa vedere e come visitarlo

Oggi il Castello di Urquhart è uno spettacolare sito archeologico della Scozia da esplorare passeggiando tra mura, torri e resti degli antichi edifici. Uno dei punti più scenografici è la Grant Tower, dalla quale si apre una vista ampia sul Loch Ness. Meritano attenzione anche i resti della Sala Grande (Great Hall), il corpo di guardia e la zona della prigione.

La visita comincia dal moderno centro visitatori, dove è disponibile anche un filmato introduttivo di circa otto minuti che aiuta a comprendere la storia della fortezza. Da qui un percorso conduce verso le rovine.

Gli orari cambiano durante l’anno e l’ingresso avviene in fasce orarie: per questo è consigliabile prenotare online in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il parcheggio è gratuito, ma i posti sono limitati e la prenotazione anticipata garantisce l’accesso. Per maggiori dettagli, consultare il sito ufficiale Historic Environment.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Urquhart si trova sulla sponda occidentale del Loch Ness, lungo la A82, a circa 3 chilometri a sud dal villaggio di Drumnadrochit e a circa 24 chilometri da Inverness.

Per chi viaggia in auto, il modo più semplice e più panoramico per arrivare è seguire la A82 in direzione sud da Inverness. Il tragito, di circa 30 minuti, costeggia il Loch Ness. In alternativa si può anche partire da Fort William e seguire la A82 in direzione nord lungo la Great Glen.

Da Inverness (o anche dal vicino Drumnadrochit) è possibile raggiungerlo anche con l’autobus, la fermata si trova davanti all’ingresso. In alternativa si può anche arrivare al castello via lago con un pacchetto combinato crociera più ingresso alle rovine.

Svelate le città italiane dove si vive meglio nel 2026: sul podio due destinazioni inaspettate

30 septembre 2026 à 13:00

Quali sono le città italiane dove si vive meglio nel 2026? A rispondere è una nuova classifica dedicata alle smart city italiane, che prende in considerazione non soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui questa contribuisce al benessere dei cittadini. Mobilità, ambiente, abitazioni, opportunità economiche, istruzione, sicurezza e servizi sono infatti alcuni degli elementi che determinano la vivibilità di un centro urbano.

Lo studio realizzato dalla Rome Business School ha analizzato i capoluoghi di regione attraverso sei categorie: economia, capacità amministrativa, gestione del traffico, efficienza energetica e attenzione alla salute, alla sicurezza e alla cultura dei cittadini. A sorpresa, le grandi metropoli non occupano le prime posizioni: a distinguersi sono soprattutto città di dimensioni più contenute.

Vicino a Notre-Dame riemerge una scoperta eccezionale legata alla prima Parigi

30 septembre 2026 à 07:30

Parigi non smette di stupire grazie alle tracce del suo passato. A pochi passi da Notre-Dame, nel cuore dell’Île de la Cité, gli archeologi hanno riportato alla luce una struttura che potrebbe riscrivere ciò che sappiamo sulle origini della capitale francese.

Durante gli scavi nell’area dell’Hôtel-Dieu AP-HP è emersa un’imponente cinta muraria in pietra e legno, conservata per circa 20 metri e caratterizzata da una tecnica costruttiva tipica delle fortificazioni galliche della tarda età del Ferro.

La scoperta sotto l’Hôtel-Dieu

Le ricerche archeologiche nell’Hôtel-Dieu sono iniziate nel febbraio 2026 e coinvolgono il Servizio Archeologico della Città di Parigi e l’Inrap (Istituto Nazionale per la ricerca Archeologica Preventiva), nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale. Proprio qui è stata individuata la struttura, formata da blocchi di pietra e elementi lignei.

Dietro il muro è stata inoltre trovata una piattaforma artificiale composta da sabbia e ghiaia. Gli archeologi hanno rinvenuto anche una punta di lancia gallica, semi carbonizzati e i resti di un edificio in legno bruciato. Il muro stesso porta evidenti tracce di un incendio molto intenso.

I primi risultati delle analisi al carbonio-14 sugli elementi lignei collocano la struttura in un intervallo compreso tra il 200 e il 10 a.C. La presenza del fuoco e dei materiali carbonizzati è compatibile con un episodio di distruzione, ma gli studiosi sottolineano che non è ancora possibile stabilire che l’incendio sia quello del 52 a.C. scoppiato all’avanzare delle truppe romane di Cesare.

La combinazione degli elementi ha però riacceso una questione che da secoli interessa gli archeologi: dove si trovava esattamente la Lutetia dei Parisii? Cesare descrive un oppidum situato su un’isola della Senna, collegata da ponti, e l’Île de la Cité è stata a lungo considerata l’ipotesi più naturale. Le prove archeologiche di un vero insediamento gallico, però, erano rimaste limitate. Per questo era stata avanzata anche l’ipotesi di Nanterre.

L’importanza della scoperta

Il valore del ritrovamento sta soprattutto nella possibilità di collegare, in modo più diretto, la Parigi contemporanea alla Lutetia gallica citata nelle fonti antiche. Se le nuove analisi confermeranno l’interpretazione attualmente studiata, il muro potrebbe essere parte del bastione dell’oppidum dei Parisii, la popolazione gallica che abitava il territorio dell’odierna Île-de-France.

La scoperta è stata giudicata di eccezionale importanza dalla Commissione regionale per la ricerca archeologica del Centro-Nord, che a metà settembre 2026 ha convalidato la segnalazione di scoperta. Gli scavi potranno così proseguire per chiarire la funzione del muro, la sua datazione, le modalità della distruzione e il rapporto con la piattaforma di sabbia e ghiaia, oltre a verificare eventuali tracce di occupazioni ancora più antiche.

I resti sono tuttavia molto fragili: il fuoco ha danneggiato le pietre e carbonizzato gran parte del legno. Per conservarne la memoria verranno realizzati documentazione digitale, fotogrammetria e una ricostruzione 3D. È previsto inoltre uno stampo di una sezione del bastione e la successiva ricostruzione di una parte del muro con alcune pietre originali, destinata a un museo di Parigi.

Così, proprio accanto a uno dei monumenti più celebri della capitale, il sottosuolo dell’Île de la Cité potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla storia parigina: quello della città gallica che precedette la Lutetia romana.

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