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Hier — 10 octobre 2026SiViaggia

Nel regno delle pietre antiche: viaggio nei castelli più affascinanti della Turingia

10 octobre 2026 à 17:00

Il paesaggio si presenta così: boschi fittissimi, colline attraversate da fiumi e piccoli centri medievali. E poi, quando nessuno se lo aspetta più, ecco spuntare delle grandi torri dalla vegetazione. Quel che sembra un luogo da fiaba è in realtà la Turingia, nella Germania centrale, zona che custodisce alcuni dei castelli più affascinanti del Paese.

L’ambiente sembra quasi costruito attorno a queste antiche residenze, alcune nascoste tra le montagne, altre sistemate su speroni rocciosi che dominano vallate verdissime. Ma del resto questo territorio è stato suddiviso tra diversi principati per secoli e ognuna di queste dinastie desiderava dimostrare la propria ricchezza tramite edifici grandiosi, collezioni d’arte, biblioteche e giardini progettati dai migliori architetti dell’epoca.

In sostanza i castelli della Turingia sfoggiano caratteristiche piuttosto differenti dalle severe fortificazioni romaniche, ma anche dai raffinati palazzi rinascimentali, fino alle eleganti dimore che ricordano la campagna inglese. Quel che è certo è che sono mura dove hanno vissuto personaggi di un certo calibro, tra cui Santa Elisabetta d’Ungheria, Martin Lutero e Johann Wolfgang von Goethe.

Castello di Wartburg, che ha cambiato la storia della Germania

Iniziamo questo favoloso viaggio dal Castello di Wartburg, che si presenta con una poderosa cinta muraria, tetti spioventi, torri merlate e un panorama che abbraccia le montagne della Selva di Turingia. Arroccato sopra la città di Eisenach, possiede quell’aspetto solenne che ci si aspetterebbe da una fortezza protagonista di racconti cavallereschi.

Oggi è uno dei monumenti storici più importanti della Germania, tanto da essere stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1999. Il suo nucleo medievale comprende il Palas, uno straordinario esempio di architettura residenziale romanica, caratterizzato da arcate, sale monumentali e ambienti che proteggono la memoria della corte dei langravi di Turingia.

Tra le figure più importanti a lui legate c’è la già citata Santa Elisabetta d’Ungheria, giunta giovanissima nel 1211. La principessa rinunciò progressivamente agli sfarzi aristocratici per dedicarsi ai poveri e ai malati. La tradizione le attribuisce il celebre miracolo delle rose, secondo il quale il cibo destinato ai bisognosi si sarebbe trasformato in fiori durante un incontro con il marito. Wartburg è inoltre connesso a Martin Lutero, che vi trovò rifugio tra il 1521 e il 1522 e tradusse il Nuovo Testamento in tedesco.

Castelli di Dornburg, affacciati sulla valle del Saale

Sopra una spettacolare parete di roccia calcarea, nei pressi di Jena, si allunga un complesso architettonico soprannominato il Balcone della Turingia. Sono i Castelli di Dornburg, ben tre edifici appartenenti a epoche differenti, ma collegati tra loro da terrazze fiorite, pergolati e giardini che si specchiano sulla valle del Saale.

Il più antico si chiama Altes Schloss ed è la casa di testimonianze medievali, tra cui una torre risalente al XII secolo. Poco distante, lo Schloss rinascimentale presenta facciate eleganti, finestre regolari e caratteristici abbaini. Nel 1828 vi fece visita Johann Wolfgang von Goethe, che vi trascorse alcune settimane dopo la morte del granduca Carl August (suo amico e protettore).

Al centro dell’insieme si trova lo Schloss rococò, costruito intorno al 1740. Le sue sale decorate con stucchi colorati, gli arredi raffinati e le collezioni di porcellane raccontano i gusti dell’aristocrazia settecentesca.

Castello di Altenstein, residenza inglese tra i boschi

A circa 2 chilometri da Bad Liebenstein, antica località termale della Turingia (sì, avete capito bene: questa zona della Germania offre pure le terme), c’è una costruzione che potrebbe appartenere alla campagna britannica. È il Castello di Altenstein, residenza estiva dei duchi di Sassonia-Meiningen.

Mostra facciate che sono impreziosite da frontoni curvilinei, finestre ad arco, bovindi semicircolari, numerosi comignoli e decorazioni verticali. L’aspetto attuale risale alle trasformazioni ottocentesche, mentre gli interni hanno subito importanti restauri a seguito del grave incendio del 1982. Il complesso è particolarmente interessante anche per il legame con Johannes Brahms: al compositore è dedicata una sezione museale che custodisce documenti e testimonianze della sua attività.

Attorno alla dimora si estende un parco paesaggistico di circa 160 ettari, attraversato da sentieri per una lunghezza complessiva di quasi 20 chilometri. Tra alberi secolari e affioramenti rocciosi compaiono un padiglione cinese, una cappella neogotica e la Teufelsbrücke, il Ponte del Diavolo, che collega due emozionanti pareti rocciose.

Castello di Kapellendorf, circondato dall’acqua

Nel territorio rurale del Weimarer Land, il Castello di Kapellendorf esibisce un aspetto decisamente diverso dalle sontuose residenze principesche. Il termine tedesco Wasserburg indica infatti un castello fortificato circondato dall’acqua, elemento fondamentale per la sua difesa.

La struttura possiede imponenti mura del XIV secolo, torri difensive, un ampio fossato e un cortile interno che restituisce l’immagine di una roccaforte medievale. La sua architettura racconta un’epoca nella quale la protezione militare rappresentava la priorità, ben prima della ricerca di eleganza delle successive dimore aristocratiche.

Il maniero fu protagonista anche di una vicenda decisiva della storia europea: nel 1806, durante la campagna napoleonica, venne utilizzato quale quartier generale da una parte delle truppe prussiane e sassoni impegnate contro l’esercito francese nelle battaglie di Jena e Auerstedt. Oggi il complesso ospita un museo ed eventi culturali, tra mercati storici, spettacoli e iniziative musicali.

Castello di Creuzburg, la dimora di Santa Elisabetta

Poco distante da Eisenach, il Creuzburg domina l’omonima cittadina. Dalle origini medievali, vanta robuste strutture difensive che ricordano il ruolo strategico esercitato dai langravi turingi. Un fatto particolarmente interessante avvenne nel 1222, quando Santa Elisabetta diede alla luce il figlio Hermann proprio tra queste mura. Il complesso apparteneva infatti al sistema di dimore frequentate dalla corte della Turingia, che si spostava tra diverse sedi per amministrare i territori e mantenere il controllo dei possedimenti.

Castello di Creuzburg, Germania
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Il particolare Castello di Creuzburg

Creuzburg conserva l’impronta della tradizione romanica, sebbene sia stato interessato da successive trasformazioni e restauri. Al suo interno, la Elisabethkemenate ricorda la presenza della santa e il suo rapporto con questa parte della Germania.

Castello rupestre di Buchfart, scavato nella montagna

Tra le architetture più insolite della Turingia merita un posto speciale la fortezza rupestre di Buchfart, nei pressi di Weimar: è un’antica (ma interessantissima) struttura che sfrutta direttamente una parete di roccia calcarea che domina la valle del fiume Ilm. Non a caso è considerata l’unico castello rupestre della Turingia e le sue cavità sarebbero state scavate a partire dal X secolo, probabilmente con funzioni di rifugio e protezione.

Anche Goethe la conosceva, poiché la visitò durante i suoi spostamenti tra Weimar e Großkochberg, località legata a Charlotte von Stein. Il poeta ne rimase affascinato, tanto da citarla nella propria corrispondenza. Attorno a Buchfart circolano inoltre racconti popolari legati a Trutina, misteriosa figura femminile associata alla montagna e ai suoi presunti poteri soprannaturali.

À partir d’avant-hierSiViaggia

Il treno a vapore che attraversa la selvaggia Valle del Vaser: Mocănița di Vișeu de Sus

7 octobre 2026 à 18:00

Il fischio della locomotiva arriva prima del movimento. Subito dopo il convoglio prende velocità lentamente, lasciandosi alle spalle la stazione CFF di Vișeu de Sus tra sbuffi di vapore, rumore metallico delle ruote e quell’odore ferroso tipico delle vecchie ferrovie. Pochi minuti più tardi il paesaggio urbano si dirada e ai lati dei binari iniziano ad apparire pendii ricoperti di alberi, corsi d’acqua, pareti rocciose e piccole strutture legate alla lunga storia forestale del Maramureș.

La Mocănița della Valle del Vaser è certamente un treno turistico d’epoca, ma anche una ferrovia forestale ancora legata al trasporto del legname. L’esperienza conserva perciò una ruvidità autentica, fatta di materiale rotabile storico, binari stretti, fermate essenziali e ritmi dettati anche dalle esigenze operative della linea.

Il percorso turistico segue per 21,6 km la Valle del Vaser, all’interno del Parco Naturale dei Monti Maramureșului, in Romania. Il fiume Vaser accompagna gran parte del viaggio con acque veloci, anse e piccoli affluenti, mentre i rilievi si stringono progressivamente attorno ai binari. In molti lo chaimanao anche Trenul Amintirilor, il “Treno dei Ricordi“, espressione particolarmente adatta a un mezzo che continua a portare con sé locomotive, officine, stazioni e abitudini nate attorno all’economia del legno.

Breve storia della Mocănița di Vișeu de Sus

La ferrovia forestale di Vișeu de Sus prese forma più o meno nel 1930, periodo nel quale il legname dei Monti Maramureșului rappresentava una risorsa economica fondamentale. Portare i tronchi fuori dalle vallate montane richiedeva infrastrutture adatte a territori stretti, ricchi di corsi d’acqua e difficili da raggiungere tramite normali strade.

La stazione CFF nacque all’interno dell’area della segheria Valea Râului, entrata in funzione nel 1930. Gli edifici ferroviari ospitavano gli uffici del personale impegnato nella gestione della rete forestale e nel controllo del trasporto del legname. Nel 1931 entrò inoltre in servizio un primo tratto destinato a collegare la segheria alla stazione CFR di Vișeu de Sus.

Da quel nucleo si sviluppò un sistema ferroviario profondamente intrecciato alla vita produttiva della valle. Le locomotive trasportavano carri carichi di tronchi dalle zone montane verso Vișeu de Sus, seguendo un corridoio naturale segnato dal corso del Vaser, tanto che ancora oggi binari, punti di servizio, materiale rotabile e vecchie fermate raccontano una ferrovia costruita anzitutto per il lavoro.

Anche il parco locomotive conserva pezzi di epoche e provenienze differenti, come locomotive prodotte a Reșița negli anni 1950, tra cui Bavaria del 1954, Ioana del 1955 ed Elveția del 1954. Compare inoltre Măriuța, costruita dalla tedesca O&K nel 1910. Alcune macchine sono operative, altre fanno parte del patrimonio storico custodito a Vișeu de Sus.

Il viaggio permette così di osservare un piccolo campionario di archeologia industriale ancora inserito nel proprio ambiente originario. L’aspetto più interessante riguarda proprio questa continuità: la CFF mantiene una funzione legata alla foresta e, allo stesso tempo, permette ai passeggeri di leggere direttamente una parte della storia economica di quest’area della Romania.

La visita, il viaggio e le tappe più belle

La partenza avviene dalla Gara CFF Vișeu de Sus, distinta dalla normale stazione ferroviaria CFR della cittadina. Conviene tenere presente questa differenza durante la pianificazione, poiché i due impianti hanno funzioni separate. Il viaggio turistico richiede circa 6 ore tra andata, soste e ritorno con capolinea è Paltin, a 21,6 km dalla stazione iniziale.

Mocănița di Vișeu de Sus, Romania
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Tutti a bordo della Mocănița di Vișeu de Sus

Dopo la partenza il convoglio incontra Fabrica Trei al km 5,2 e Valea Scradei al km 6,8. Quest’ultima presenta l’aspetto di un piccolo insediamento montano attraversato da acque rapide e ospita anche il monastero dedicato alla Nascita della Madre di Dio, legato alle celebrazioni religiose locali.

Al km 12,4 si raggiunge Novăț, punto storicamente connesso alla lavorazione del legname. Il torrente confluisce nel Vaser formando una sorta di piccolo delta fluviale e la presenza del vecchio nodo ferroviario ricorda il ruolo logistico assunto dalla zona nel corso del ‘900. Da questa parte del percorso il paesaggio diventa progressivamente più chiuso e montano.

Segue Glimboaca, al km 16, fermata che rappresenta anche uno dei momenti previsti per chi acquista determinati pacchetti con servizi gastronomici. Presso la stazione è stata infatti predisposta un’area coperta nella quale viene servito un prodotto di pasticceria accompagnato da una bevanda calda. Poco oltre c’è Piatra Șoimului, uno degli elementi naturali più riconoscibili di questo tratto della valle.

Il treno prosegue verso Cozia, al km 18,5, quindi Novicior, al km 20,6. La vicinanza del fiume, il bosco che in alcuni passaggi sembra premere verso le rotaie e il movimento lento del convoglio rendono questa parte particolarmente scenografica. Paltin, al km 21,6, segna il termine della corsa turistica regolare. La sosta dura indicativamente 1 ora e 30 minuti in un’area che dispone di strutture destinate al pranzo, spazi per il riposo e un piccolo museo dedicato alla storia della Valle del Vaser.

Per il 2026 il programma ufficiale indica partenze alle 9.00 oppure alle 10.00, con possibili adattamenti legati alla stagione. Un dettaglio però va tenuto presente: durante periodi di forte utilizzo (oppure in circostanze operative particolari) la locomotiva a vapore può essere sostituita da un mezzo storico diesel.

Dove si trova e come arrivare

Vișeu de Sus si trova nel nord della Romania, nel distretto di Maramureș, all’interno di una regione storica celebre per villaggi in legno, tradizioni rurali, foreste estese e rilievi vicini al confine ucraino. La cittadina rappresenta la porta d’accesso alla Valle del Vaser e il principale punto di riferimento per il viaggio sulla Mocănița.

La stazione di partenza è la Gara CFF Vișeu de Sus, in Strada Cerbului 5. Si tratta della stazione della ferrovia forestale e va distinta dalla stazione CFR utilizzata dalla rete ferroviaria nazionale. Chi viaggia in auto può raggiungere Vișeu de Sus attraverso la rete stradale del Maramureș e usare il parcheggio incluso nei servizi indicati dall’operatore. Conviene presentarsi con anticipo rispetto all’orario riportato sul biglietto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Una volta lasciata la stazione, l’itinerario segue il Vaser e penetra progressivamente nei Monti Maramureșului. In poche decine di chilometri cambia completamente la percezione dello spazio: case, strade e traffico cedono il posto al rumore cadenzato delle ruote, alle curve della valle e alle masse verdi che chiudono l’orizzonte.

Da Roma ai borghi più belli del Lazio sui treni turistici gratuiti, come partecipare

7 octobre 2026 à 15:08

Lasciare Roma per una giornata e raggiungere gratuitamente alcuni dei borghi e dei luoghi più affascinanti del Lazio. Fino al 10 dicembre 2026 è possibile farlo grazie ai treni turistici gratuiti del progetto Antichi Cammini d’Italia, che collega la Capitale alla Tuscia e a Cassino lungo itinerari legati alla Via Francigena e agli antichi percorsi di pellegrinaggio.

Il programma prevede complessivamente 18 giornate di viaggio, divise tra sette collegamenti sulla direttrice Roma-Viterbo e undici sulla Roma-Cassino. Il biglietto è a costo zero, ma il posto deve essere prenotato in anticipo attraverso i normali canali Trenitalia. L’iniziativa rientra nel programma Caput Mundi ed è finanziata attraverso PNRR e NextGenerationEU, con il coinvolgimento del Ministero del Turismo, di FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS Italiane.

Da Roma alla Tuscia e a Montecassino con i treni turistici gratuiti

La prima direttrice parte da Roma Termini e raggiunge Viterbo attraversando alcuni dei territori più suggestivi della Tuscia. Il treno ferma anche a Monterotondo e Montefiascone, da dove partono collegamenti in autobus dedicati verso alcune località che non dispongono di una stazione ferroviaria.

Montefiascone
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Scorcio di Montefiascone

Tra le mete raggiungibili c’è Civita di Bagnoregio, il celebre borgo arroccato su uno sperone di tufo e circondato dalla Valle dei Calanchi, ma anche Bolsena, affacciata sull’omonimo lago e attraversata dalla Via Francigena. Da Monterotondo è inoltre previsto un collegamento verso Mandela e l’area di Vicovaro, utile per avvicinarsi al Cammino di San Benedetto.

La seconda direttrice parte invece da Roma Tiburtina e porta a Cassino, uno dei principali punti di accesso alla Via Francigena del Sud. Da qui si può proseguire alla scoperta della città e dei percorsi legati a Montecassino, dominati dalla celebre abbazia fondata da San Benedetto nel VI secolo. A differenza della tratta verso Viterbo, però, sulla Roma-Cassino non è prevista una navetta dedicata dalla stazione all’Abbazia di Montecassino: il viaggio gratuito permette di raggiungere Cassino, da cui è poi necessario organizzare autonomamente il trasferimento verso il monastero.

Come prenotare i treni gratis nel Lazio

Il viaggio è gratuito, ma non è possibile salire a bordo senza prenotazione. Ogni passeggero deve essere in possesso di un biglietto con posto riservato emesso al costo di 0 euro. La prenotazione può essere effettuata sul sito o sull’app Trenitalia, nelle biglietterie ferroviarie, tramite i distributori self-service delle stazioni oppure nelle agenzie di viaggio abilitate.

Per la tratta Roma-Viterbo le prossime corse sono previste l’11 e 18 ottobre e l’1, 15 e 22 novembre 2026. Il treno parte da Roma Termini alle 8.15 e arriva a Viterbo Porta Romana alle 10.35; il ritorno è previsto alle 15.09, con arrivo nella Capitale alle 17.30.

Sulla direttrice Roma-Cassino, invece, le date ancora disponibili nel calendario sono il 20 ottobre, il 5, 12, 19, 24 e 26 novembre e l’1, 3, 8 e 10 dicembre 2026. La partenza da Roma Tiburtina è prevista alle 7.43, con arrivo a Cassino alle 9.57, mentre il viaggio di ritorno parte alle 16.32 e termina nella Capitale alle 18.51. Sulla linea verso Viterbo il biglietto comprende anche gli autobus previsti dal programma, mentre tra i servizi inclusi nell’iniziativa ci sono accoglienza e assistenza durante il viaggio, informazioni sui cammini e la Box del Pellegrino. I posti sono limitati alla capienza dei treni, quindi è consigliabile prenotare con anticipo.

Viaggio vista mare lungo la Ciclovia Riviera dei Fiori: qui si pedala su una vecchia ferrovia

1 octobre 2026 à 15:30

Un tempo qui era tutta ferrovia. Due strisce di ferro, una massicciata, il passaggio rumoroso di vagoni stridenti diretti da Genova a Ventimiglia, o da Ventimiglia a Genova, lungo un unico binario. Poi, nel 2001, la decisione di dismettere questa tratta per spostarla più a monte, più lontano dal profondo blu del Mar Ligure che spumeggia lungo la frastagliata costa occidentale della penisola italiana. Di lì a qualche anno l’inizio dei lavori per servire un’idea visionaria: realizzare una pista ciclabile, o meglio una ciclovia, al posto della ferrovia, restituendo all’utilizzo turistico questa panoramica parte di territorio, investendo su un’infrastruttura dismessa che sarebbe altrimenti stato difficile riutilizzare.

Nasce così, lungo la costa del Ponente ligure, la Ciclovia Riviera dei Fiori, un lungo nastro d’asfalto sospeso tra mare e colline. Una prospettiva insolita e unica sulla Liguria, lungo un itinerario pianeggiante, sicuro e adatto davvero a chiunque, dalle famiglie con bambini ai cicloturisti più allenati. Oggi, terminati i lavori di ampliamento, il percorso ciclistico è lungo 45 chilometri, da Andora, panoramica cittadina della Riviera delle Palme, fino a Ospedaletti, in provincia di Imperia.

Dove si trova la Ciclovia Riviera dei Fiori

La Ciclovia Riviera dei Fiori corre dunque lungo la costa delle province di Imperia e Savona, nell’estremo Ponente della Liguria, non lontano dal confine con la Francia. Il suo tracciato segue quasi interamente il sedime della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia a binario unico, dismessa all’alba del Nuovo Millennio e sostituita da un nuovo tracciato per liberare la fascia costiera da un’infrastruttura che per oltre un secolo aveva tenuto il mare a debita distanza dai passeggeri in transito.

I due estremi del percorso ciclabile sono Ospedaletti, a pochi chilometri da Sanremo, cittadina simbolo della storia del ciclismo, e Andora, dove si trovano alcune delle spiagge più belle della costa ligure. L’intero tracciato è stato ampliato alla sua definitiva lunghezza da poco: inizialmente la ciclovia era lunga 24 chilometri, tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti. Venne poi ampliata in entrambe le direzioni per raggiungere i 45 chilometri ininterrotti che misura oggi, tutti affacciati sul mare.

Ciclovia Riviera dei Fiori Sanremo
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La Ciclovia nei pressi di Sanremo

Nel 2025 la Ciclovia Riviera dei Fiori ha ottenuto l’Italian Green Road Award, il riconoscimento dedicato alle ciclovie più virtuose per progettazione, fruibilità e sostenibilità: pochi altri itinerari in Italia possono contare su un simile affaccio marino ininterrotto, unito a un fondo perfettamente asfaltato e a una pendenza pressoché nulla. All’inizio dell’estate 2026 sono stati completati i lavori per un ulteriore ampliamento, integrando nella ciclovia il tratto cosiddetto de L’Incompiuta, panoramico percorso costiero che collega Imperia Oneglia a Diano Marina. Un vero e proprio sogno per il cicloturista.

Cosa vedere lungo la ciclovia

San Lorenzo al Mare è un piccolo borgo di pescatori, raccolto attorno al suo porticciolo turistico. Qualche chiesa e qualche pittoresca piazzetta animano questo paese lungo la Ciclovia Riviera dei Fiori. Il tratto da San Lorenzo a Ospedaletti è il vecchio cuore del percorso, quello aperto per primo e ancora oggi il più frequentato. In questa parte dell’itinerario, il tracciato è quasi interamente pianeggiante e a doppio senso di marcia, con un fondo asfaltato che lo rende accessibile non solo a bici di ogni tipo, ma anche a chi vuole cimentarsi con pattini e roller blades.

Una delle caratteristiche più suggestive dell’intero itinerario è la presenza delle vecchie gallerie ferroviarie, recuperate e illuminate, che un tempo facevano correre i treni sotto i promontori rocciosi della costa ligure, e che oggi regalano ai ciclisti il brivido di essere attraversate su due ruote.

La Ciclovia Riviera dei Fiori attraversa diversi borghi di pregevole bellezza, con tante possibilità per parcheggiare la bici e godersi l’esplorazione dei vicoli, delle viuzze e delle piazze di questi piccoli paesi costieri dal fascino immortale. Arma di Taggia è meta balneare per eccellenza durante l’estate, con le sue palme e il suo litorale dorato. Cervo ha un’anima medievale, ma una grande chiesa barocca che domina il colpo d’occhio sull’abitato. Imperia è una città divisa in due anime, ciascuna delle quali meritevole di essere visitata. Santo Stefano al Mare, Diano Marina, Riva Ligure coltivano l’atmosfera marinara e la tipica lentezza di un clima sempre mite.

Cervo Liguria
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Il borgo di Cervo

Tappe imperdibili

Più in dettaglio, la Ciclovia Riviera dei Fiori offre una sorta di piccolo campionario di ciò che ha da offrire il Ponente ligure.

Andora, da dove parte (o finisce, a seconda del senso in cui si percorre la pista), offre scorci bellissimi sulla riviera, in particolare nei pressi della frazione di Marina di Andora, che si affaccia su Capo Mele. Costeggiando Capo Mimosa, si incontrano le prime gallerie e poi ci si affaccia sul golfo di Diano Marina passando da Cervo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, il cui profilo si staglia, arroccato sulla sua collina, mentre lo si oltrepassa in riva al mare.

Andora liguria
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Panorama su Andora e Capo Mimosa

Quando si oltrepassa il molo di Diano Marina, si entra nella cosiddetta Incompiuta, che oggi è quantomai invece completa: è la parte più nuova della ciclovia, e attraversa un lungomare altrimenti irraggiungibile con l’automobile, in una zona costiera rocciosa in cui solo la macchia mediterranea resiste abbarbicata alle falesie. Qui ci può anche fermare a fare il bagno in un piccolo tratto di spiaggia libera.

Si arriva dunque a Imperia e se ne attraversano le due parti, Oneglia e Porto Maurizio, la prima più industriale, legata ai pastifici e alla produzione dell’olio d’oliva, la seconda più pittoresca, fatta di vicoli e palazzi eleganti. Poco dopo, usciti da Porto Maurizio e prima di arrivare a San Lorenzo al Mare, si incontra l’affascinante sagoma della Torre di Prarola, antico punto d’avvistamento contro le incursioni navali.

A San Lorenzo al Mare vale la pena concedersi qualche minuto per ammirare le case colorate del porticciolo. Poco più avanti, la sosta a Marina degli Aregai, a Santo Stefano al Mare, permette di osservare un moderno porto turistico incastonato in un paesaggio ancora fortemente rurale, con uliveti e coltivazioni di fiori che digradano verso il mare.

Proseguendo verso ponente, si arriva ad Arma di Taggia, con la sua atmosfera balneare, si aggira Capo Verde e si entra infine a Sanremo. Poco distante, sulla collina, si può fare una breve deviazione per visitare Bussana Vecchia, il borgo abbandonato dopo il terremoto del 1887 e oggi rinato come piccolo villaggio di artisti.

Arrivando a Sanremo, la Città dei Fiori regala uno dei momenti simbolo del percorso: pedalare lungo Corso Imperatrice, con le sue palme secolari, e ammirare da vicino le cupole dorate della Chiesa Russa, uno degli edifici più riconoscibili della cittadina. Non è un caso che proprio questo tratto della ciclovia sia stato scelto per la partenza della prima tappa del Giro d’Italia 2015 e sia legato a doppio filo alla storica Milano-Sanremo, una delle più importanti corse ciclistiche del mondo. Una lunga galleria conduce all’ultimo tratto del percorso, sul lungomare di Ospedaletti.

Dalla magia di Parigi alla neve delle Alpi: l’inverno francese è più vicino con il TGV in partenza dall’Italia

1 octobre 2026 à 11:00

L’inverno è pronto a trasformarsi in un’occasione perfetta per partire alla scoperta della Francia, tra le atmosfere natalizie di Parigi e i paesaggi innevati delle Alpi francesi. SNCF Voyages Italia ha infatti aperto le vendite dei biglietti TGV INOUI per viaggiare dal 13 dicembre 2026 al 30 marzo 2027, offrendo così la possibilità di programmare con largo anticipo weekend e vacanze durante la stagione fredda.

Grazie ai collegamenti diretti da Milano e Torino, si potrà raggiungere la capitale francese senza cambi oppure fermarsi lungo il percorso per scoprire alcune delle destinazioni alpine più interessanti.

Atterra e parti on the road: 3 mete d’autunno da scoprire con la promo flash Wizz Air

Par : elenausai10
22 septembre 2026 à 10:30

L’autunno è la stagione perfetta per chi ama viaggiare on the road, tra strade panoramiche, colori caldi e meno traffico rispetto all’estate.

Con la nuova promozione Wizz Air, valida oggi 22 settembre fino alla mezzanotte, si può prenotare un volo scontato fino al 15% per partire tra il 1° ottobre 2026 e il 3 gennaio 2027. L’occasione perfetta per noleggiare un’auto all’arrivo e lanciarsi in un vero road trip autunnale, lontano dai circuiti più battuti.

Ecco tre mete, e altrettanti itinerari su strada, da scoprire sfruttando questa nuova offerta.

Da Bologna a Tirana

Da Bologna si vola a Tirana con biglietti a partire da 41 euro. La capitale albanese, con il suo mix di architettura socialista e locali alla moda, è solo il punto di partenza: noleggiata un’auto, la vera avventura può cominciare. Dimenticate le località della costa per le quali il Paese sta diventando così famoso negli ultimi anni e nel navigatore inserite Berat. La “città dalle mille finestre” è Patrimonio UNESCO con il suo centro storico ottomano arroccato sulla collina.

Da qui si prosegue verso sud fino ad Argirocastro, altro gioiello UNESCO, famosa per le case in pietra e il castello che domina la vallata. Un itinerario che in pochi giorni attraversa montagne, borghi silenziosi e paesaggi ancora poco turistici, mostrando un’Albania genuina e sorprendente, perfetta da vivere on the road in autunno.

Da Milano Malpensa a Porto

Da Milano Malpensa, invece, si vola a Porto con biglietti a partire da 45 euro. Questa è la porta d’accesso ideale a uno dei road trip più affascinanti del Portogallo. Dopo aver esplorato i quartieri storici della città, affacciati sul fiume Douro, il nostro consiglio è quello di noleggiare un’auto e dirigersi verso l’entroterra.

In circa un’ora e mezza di strada si raggiunge la Valle del Douro, Patrimonio UNESCO e culla dei vigneti da cui nasce il celebre vino Porto. In autunno il paesaggio si tinge di rosso e oro, con i terrazzamenti che digradano verso il fiume in un panorama tra i più belli d’Europa. Lungo il percorso vale la pena fermarsi nei piccoli villaggi vinicoli, fare soste panoramiche e magari concedersi una degustazione in una delle cantine storiche della zona, per un itinerario lento e scenografico.

Da Roma Fiumicino a Praga

Infine, da Roma Fiumicino potete volare a Praga con tariffe a partire da 53 euro, punto di partenza ideale per un road trip alla scoperta del foliage ceco. Oltre ai parchi della capitale, dove il colle di Petřín e la riserva naturale di Divoká Šárka regalano già scorci spettacolari, il vero autunno si vive noleggiando un’auto e uscendo dai confini cittadini.

A pochi chilometri da Praga si trova il Průhonický Park, Patrimonio UNESCO e tra i più grandi parchi paesaggistici d’Europa, con un’incredibile varietà di alberi dai colori autunnali. Un’altra tappa consigliata è Konopiště, con il suo castello circondato da un parco esteso e un percorso ad anello intorno al laghetto, perfetto per una passeggiata lenta tra i colori dell’autunno. Chi ha più giorni a disposizione può spingersi oltre e raggiungere il suggestivo Castello di Hluboká, tra i più fotografati del Paese e che in autunno regala scorci da fiaba.

Il Trenino Verde delle Alpi ha una nuova tappa, perfetta per l’autunno

20 septembre 2026 à 11:00

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi si arricchisce di una nuova possibilità per chi vuole scoprire la Svizzera seguendo un incantevole itinerario al cospetto di montagne, laghi, panorami e piccoli centri alpini. La novità riguarda lo Stockhorn, nell’Oberland Bernese, una vetta che raggiunge quasi i 2.200 metri di quota e che diventa la meta da inserire nel percorso del celebre treno panoramico.

La proposta arriva proprio all’inizio della stagione autunnale, quando i paesaggi alpini assumono colori oltremodo suggestivi e il viaggio in treno si trasforma in un’occasione per alternare spostamenti, passeggiate e momenti dedicati alla scoperta di un territorio da fiaba.

Dal Trenino Verde delle Alpi allo Stockhorn

Per raggiungere lo Stockhorn partendo col Trenino Verde delle Alpi occorre scendere a Spiez, una delle fermate lungo il tragitto: da qui si prosegue con un treno regionale in direzione di Erlenbach im Simmental, da dove prende il via la salita verso la montagna. L’ultima parte dell’itinerario prevede, infatti, l’utilizzo della funivia, raggiungibile dopo un percorso a piedi in paese.

La nuova escursione è stata pensata per integrarsi con il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi e dispone di un biglietto dedicato, acquistabile sul sito di BLS. Il titolo di viaggio per lo Stockhorn costa 49 franchi, circa 52 euro, ed è valido esclusivamente se abbinato alla carta giornaliera oppure alla carta di 2 giorni del Trenino Verde BLS.

Sono disponibili anche due formule combinate: la Carta giornaliera + Stockhorn costa 113 franchi, circa 121 euro, mentre la Carta 2 giorni + Stockhorn ha un prezzo di 121 franchi, circa 130 euro. Le combinazioni consentono di risparmiare fino a circa il 35% rispetto al prezzo del biglietto da Domodossola allo Stockhorn e ritorno.

Quasi 2.200 metri di quota tra panorami alpini e laghi

Lo Stockhorn è una tappa adatta a chi vuole vivere la montagna senza rinunciare alla possibilità di scegliere tra molteplici esperienze: a quasi 2.200 metri di quota, la vetta offre infatti la possibilità di dedicarsi a escursioni di ogni livello e a passeggiate panoramiche, immerse in un ambiente caratterizzato dal silenzio alpino.

Uno dei punti più spettacolari è la piattaforma panoramica sulla parete nord, da cui lo sguardo corre sul lago di Thun, sul massiccio del Giura e, in presenza di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli, può arrivare addirittura alla Foresta Nera.

Spostandosi sul versante sud, poco sotto la vetta, appare il lago di Hinterstocken, incastonato tra le rocce: da una parte l’ampiezza del panorama, dall’altra un ambiente più raccolto e suggestivo.

Lago Oberstockesee vicino alla vetta dello Stockhorn, Svizzera
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Tutto il fascino alpino del Lago Oberstockesee

Un viaggio panoramico da Domodossola a Berna

La proposta si inserisce all’interno di un itinerario ferroviario che consente di ammirare alcuni dei paesaggi più caratteristici della Svizzera.

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi parte infatti da Domodossola, con collegamenti ogni circa due ore, e segue un percorso lungo le storiche linee del Sempione e del Lötschberg, entrambe caratterizzate da una storia ferroviaria ormai ultracentenaria. Gli itinerari possibili includono Briga, Wiler-Goppestein, Kandersteg, Frutigen, Spiez, Thun e Berna: a seconda della fermata scelta, il viaggio può quindi assumere caratteristiche differenti, dalla montagna alle rive dei laghi, dalle passeggiate alla scoperta delle città fino alle esperienze dedicate al benessere.

Durante il tragitto, il treno si inoltra piano piano nell’ambiente alpino e dona, dalle ampie finestre, scorci sulle terrazze soleggiate del Vallese e sulle montagne dell’Oberland Bernese, passando anche per località come Kandersteg. Superato il versante settentrionale delle Alpi, il percorso prosegue in discesa verso il lago di Thun per arrivare a Berna in poco più di due ore.

Itinerario enogastronomico lungo la Strada del Prosecco: 3 giorni di viaggio goloso tra le colline venete

Par : losiangelica
19 septembre 2026 à 14:00

Gli on the road a tema enogastronomico sono sempre più richiesti e da nord a sud in Italia ci sono delle autentiche meraviglie da esplorare, ne è un esempio la Strada del Prosecco che nel territorio attorno a Treviso esalta la bollicina più apprezzata agli aperitivi… e non solo. Tra Conegliano e Valdobbiadene le colline incantano con degustazioni, ovviamente, castelli, borghi e sentieri da esplorare a piedi.

Il vino? Solo un punto di partenza: i filari salgono e scendono seguendo pendenze dolci, i campanili spuntano dominanti sulle vigne e si può restare stupiti nel vedere ancora mulini in attività. Lo sguardo si perde tra questi scorci che rappresentano le Colline del Prosecco riconosciute come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Con un weekend di 3 o 4 giorni si scopre senza fretta alternando passeggiate, cantine, borghi e qualche sosta a tavola.

L’itinerario consigliato per 3 giorni

Provando a strutturare un itinerario di 3 giorni lungo la Strada del Prosecco da est verso ovest ecco come organizzare un weekend alla scoperta delle Colline:

  • Giorno 1. Da Conegliano. Follina. (Conegliano, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Molinetto della Croda, Follina (circa 25 km percorsi);
  • Giorno 2. Follina, Cison di Valmarino, Rolle, Miane, Combai, Valdobbiadene (circa 35 km percorsi);
  • Giorno 3. Da Valdobbiadene si parte per San Pietro di Barbozza e Santo Stefano (circa 20 km percorsi), consigliamo di aggiungere Asolo all’itinerario ad anello  (circa 20 km in più)

I borghi delle colline del Prosecco

Per un itinerario tra i borghi delle colline del Prosecco partite da Conegliano; oltre a essere una delle “capitali storiche del prosecco” ha un centro che ruota attorno alla Contrada Granda fiancheggiata da portici e palazzi.

Da Conegliano bastano pochi chilometri per cambiare completamente scenario. San Pietro di Feletto è una di quelle soste che rischiano di allungarsi più del previsto. La sua antica pieve conserva un notevole ciclo di affreschi e occupa una posizione panoramica, circondata da vigne e boschi. Nei dintorni si può raggiungere anche il Molinetto della Croda, a Refrontolo: un vecchio mulino costruito contro la roccia, accanto a un salto d’acqua. Piccolo, fotogenico, quasi nascosto.

Molinetto della Croda in azione
Angelica Losi SiViaggia
Lo scenografico Molinetto della Croda

Più a nord, Follina cambia ancora il registro. Il paese è legato da secoli alla lavorazione della lana e conserva uno dei monumenti religiosi più interessanti della zona, l’Abbazia di Santa Maria con un chiostro suggestivamente silenzioso che trasmette pace. Nei dintorni partono inoltre passeggiate che seguono il corso dei torrenti e attraversano un paesaggio sempre più vicino alle Prealpi.

Abbazia di Santa Maria a Follina
Angelica Losi SiViaggia
Lo splendido chiostro dell’Abbazia

Pochi minuti d’auto separano Follina da Cison di Valmarino. Qui vale la pena lasciare la macchina e continuare a piedi. Piazza Roma, le vecchie case, le stradine e i palazzi raccontano il lungo legame del paese con la famiglia Brandolini. La Via dell’Acqua segue il torrente Rujo tra ponticelli, piccole cascate e antichi manufatti: una parentesi verde perfetta tra una cantina e l’altra.

Una deviazione porta a Rolle, minuscola frazione immersa nei vigneti. Non serve un lungo elenco di monumenti. Il motivo per arrivare fin qui è il paesaggio stesso: poche case, una chiesa, le colline che si rincorrono tutt’intorno.

Sul versante occidentale, naturalmente, c’è Valdobbiadene. Il centro conserva un’impronta elegante, con il Duomo di Santa Maria Assunta, il campanile e alcuni edifici storici attorno a piazza Marconi. Ma basta allontanarsi di poco per entrare nel paesaggio del Cartizze.

Santo Stefano e San Pietro di Barbozza sono tappe quasi obbligate. Tra strade strette, ripidi vigneti e piccoli nuclei rurali si entra nel cuore di una viticoltura che qui deve fare i conti con pendenze importanti e lavorazioni spesso manuali. È anche la zona giusta per concedersi una passeggiata nell’Anello del Cartizze, meglio ancora prima di una degustazione.

Asolo non si trova perfettamente sulla Strada del Prosecco ma è uno dei borghi più scenografici della zona. Conosciuto con il soprannome di “città dei cento orizzonti” è da scoprire partendo proprio dalla Rocca, dal museo civico e ovviamente suggeriamo di ripercorrere le tappe che ricordano il talento di Eleonora Duse e Freya Stark.

Vista su Asolo
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Asolo è un incanto

I castelli da visitare

Prima delle bollicine c’erano mura, torri, feudi e famiglie nobiliari. Il territorio conserva parecchie tracce di quel passato, anche se non tutte le fortezze sono arrivate intatte fino a noi. A Conegliano il castello domina ancora il centro dall’alto. Dell’antica struttura restano soprattutto la Torre della Guardia, oggi sede del Museo Civico, alcuni tratti delle fortificazioni e altri elementi del complesso originario.

Chi cerca qualcosa di più scenografico si dovrebbe fermare a Susegana dove il castello di San Salvatore racconta la storia della famiglia Collalto che oggi si occupa di degustazioni, produzione e vendita con un approccio green e rispettoso del territorio.

Vista sul Castello di San Salvatore di Susegana
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Lo scenografico castello di San Salvatore

A Vidor la fortezza medievale non esiste più nella sua forma originaria: venne distrutta nel XVI secolo. La memoria del castello, però, è rimasta nella storia locale e nelle rievocazioni del paese. La sagoma più inconfondibile resta però Castelbrando, sopra Cison di Valmarino. Fortezza, residenza nobiliare, dimora signorile: nei secoli il complesso ha cambiato volto più volte. Oggi ospita una struttura ricettiva, ma alcuni spazi sono accessibili ai visitatori.

 

La Strada del Prosecco

Non pensate alla Strada del Prosecco come a un percorso panoramico da percorrere dall’inizio alla fine; nata nel 1966 è stata la prima a essere riconosciuta in Italia. Percorrendola si toccano i borghi che abbiamo segnalato ma non è obbligatorio fermarsi ovunque, è un viaggio on the road totalmente personalizzabile. Le possibilità di deviazione sono continue. Ci sono i Laghi di Revine per chi vuole inserire una passeggiata nella natura, le vie d’acqua di Cison, gli itinerari attorno a Follina, il Molinetto della Croda e i sentieri che salgono verso le Prealpi.

I sapori da non perdere

Il protagonista è inevitabilmente il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, prodotto principalmente con uva Glera. Da una collina all’altra cambiano esposizione, altitudine e caratteristiche del terreno. Cambiano anche le interpretazioni dei produttori. Degustare il vino direttamente in cantina permette di incontrare versioni Brut, Extra Brut, Extra Dry e Dry e di capire quanto possano essere diverse tra loro.

Il territorio, però, non vive di sole bollicine. A Refrontolo si incontra il Refrontolo Passito, vino rosso da meditazione ottenuto da uve Marzemino. Un cambio di passo deciso dopo una giornata dedicata agli spumanti.

A tavola la cucina resta quella concreta della Trevigiana. Salumi e formaggi sono il modo più semplice per iniziare, magari durante una degustazione. Poi arrivano polenta e carni, risotti, paste fresche e piatti costruiti intorno ai prodotti stagionali. In autunno, a Combai, il protagonista è il Marrone di Combai IGP. Nei mesi più freddi entrano nei menu anche radicchio, zuppe e preparazioni più sostanziose. Tra le specialità della tradizione veneta non manca la sopressa, spesso servita con pane o polenta, mentre i formaggi raccontano già l’avvicinarsi delle Prealpi e delle malghe del Monte Cesen.

Piatto di tagliatelle nella zona del Prosecco
Angelica Losi SiViaggia
Un primo piatto gustoso di pasta fresca

Dal cuore di Milano al Lago di Como e d’Iseo sui treni d’epoca

12 septembre 2026 à 15:00

Domenica 13 settembre riprende il calendario dei treni storici in Lombardia, l’iniziativa che permette di ammirare alcuni dei paesaggi più suggestivi della regione a bordo di convogli d’epoca. Dopo il successo registrato tra aprile e giugno 2026 (con circa mille passeggeri che hanno scelto di vivere l’esperienza), Trenord propone infatti otto nuove date dedicate a itinerari verso Como, Laveno Mombello e il Lago Maggiore, Asso e il Lago d’Iseo, per unire la scoperta del territorio alla mobilità sostenibile.

Le carrozze restaurate, gli arredi d’epoca e le attività organizzate a bordo ricreano una suggestiva atmosfera ispirata agli Anni Venti.

Un viaggio nella storia su carrozze d’epoca

Una parte delle corse sarà effettuata con un convoglio composto da tre carrozze di prima classe AZ, contraddistinte dalle numerazioni 130, 136 e 137 e costruite nel biennio 1924-1925. A completare il convoglio saranno il locomotore elettrico FNM E610-04, realizzato nel 1949, e il locomotore elettrico FNM E600-3, costruito nel 1928.

I mezzi sono stati finemente restaurati con il supporto di Ferrovienord e partiranno da Milano Cadorna per raggiungere, durante le giornate previste dal programma, destinazioni come Laveno Mombello, Como e Asso. Il percorso verso Novara è inoltre compreso nel calendario dei viaggi con il convoglio storico.

I passeggeri viaggeranno su carrozze con sedili in velluto rosso cardinale e interni in legno, ritrovandosi immersi in un’ambientazione che richiama gli Anni Venti. Durante il viaggio saranno inoltre presenti personaggi in costume d’epoca, musicisti e voci impegnati in performance artistiche e teatrali.

Dal Lago di Como al Lago Maggiore, gli itinerari proposti

Il primo appuntamento autunnale è fissato per domenica 13 settembre, con il viaggio da Milano Cadorna a Como Lago. La settimana successiva, domenica 20 settembre, il convoglio storico raggiungerà invece Laveno Mombello Lago, per un itinerario legato al territorio del Lago Maggiore.

Il calendario proseguirà poi con la corsa verso Asso, prevista per domenica 4 ottobre, mentre Como tornerà protagonista con altri tre appuntamenti, il 18 ottobre, l’8 novembre e il 22 novembre.

Accanto agli itinerari effettuati con il convoglio d’epoca, sono previste anche due corse lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo, che costeggia il Lago d’Iseo e, in questo caso, sarà protagonista l’Automotrice storica ALn 668-125, realizzata nel 1979 e oggi restaurata.

La prima corsa sul Lago d’Iseo è in programma domenica 27 settembre e collegherà Rovato FN e Pisogne mentre l’ultimo appuntamento del calendario, domenica 13 dicembre, porterà i passeggeri da Rovato a Iseo.

Le date dei prossimi viaggi storici

Il calendario proposto da Trenord comprende otto appuntamenti tra settembre e dicembre 2026. Si parte il 13 settembre con Milano Cadorna-Como Lago, seguito il 20 settembre dal collegamento Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago. Il 27 settembre sarà invece dedicato al percorso Rovato FN-Pisogne.

Domenica 4 ottobre toccherà alla tratta Milano Cadorna-Asso, mentre il 18 ottobre e l’8 novembre torneranno i viaggi verso Como Lago. Un ulteriore appuntamento sulla stessa destinazione è previsto il 22 novembre. Infine, il 13 dicembre il calendario si concluderà con il viaggio Rovato FN-Iseo.

I biglietti speciali dell’iniziativa sono acquistabili tramite il sito e l’app Trenord. La formula comprende il viaggio di andata e ritorno sui convogli storici e, per i viaggiatori provenienti da altre località lombarde, anche il collegamento di andata e ritorno sui treni Trenord da tutta la Lombardia verso Milano o Rovato e verso le stazioni nelle quali effettuano fermata i mezzi storici.

Crew Girl, le location del teen drama tra laghi immersi nel verde e manieri d’epoca

10 septembre 2026 à 19:00

Dal 10 settembre 2026 è disponibile su Netflix un teen drama pronto a tenere gli spettatori incollati allo schermo con cotte giovanili, triangoli amorosi, gare sportive piene d’adrenalina e i panorami mozzafiato di vecchi manieri, fiumi e laghi immersi nel verde. Nonostante l’ambientazione sia squisitamente a stelle e strisce, infatti, la serie è stata girata in una delle zone del Canada più interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico: scopriamo insieme le location di Crew Girl.

Di cosa parla

Tegan (Miku Martineau) ha sedici anni e si è appena trasferita dalla California alla East Coast con la madre a causa di uno scandalo familiare che le ha investite e costrette a cambiare vita. Nella nuova scuola, la prestigiosa East Prep, manca una squadra di canottaggio femminile e l’unico modo che Tegan ha per non abbandonare anche lo sport che tanto ama è iscriversi nella squadra maschile. I compagni, almeno inizialmente, non sembrano accettarla nel ruolo di timoniere.

Con il tempo quelli che sembrano solo screzi e dispetti si rivelano, però, attenzioni di ben altro genere verso Tegan: soprattutto da parte di Josh (Sam Braun), l’arrogante capitano della squadra, e del talentuoso Cam (Kyle Clark).

Arriva su Netflix "Crew Girl": un nuovo teen drama con al centro il canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl”

Dov’è stata girata la serie

Come in parte accennato, nonostante sia ambientata sulla East Coast, Crew Girl non è stata girata negli Stati Uniti ma in Canada, nella Columbia Britannica.

Victoria

Eagle’s Cove, la città di fantasia dove Tegan si trasferisce con la madre, più nello specifico è Victoria: l’elegante capitale della British Columbia dove storia e modernità si incontrano. I raffinati palazzi in stile vittoriano e i romantici giardini all’inglese sono, infatti, parte dell’identità della città tanto quanto gli edifici e le infrastrutture moderne e all’avanguardia.

"Crew Girl": le location reali della nuova serie Netflix
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L’elegante città di Victoria

Sullo schermo sono facili da riconoscere il Tillucum Bridge, anche chiamato dai locali “The Gorge Bridge”, e il più antico Selkirk Trestle, ponte di legno sempre sul fiume Gorge un tempo utilizzato per il trasporto di materiali.

In città la produzione di Crew Girl ha trasformato in set anche centri sportivi come il Victoria City Rowing Club e il Gorge Narrows Rowing Club.

Le location di "Crew Girl" a Victoria
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Crew Girl” girata in un club sportivo di Victoria

“The Gorge” ed Elk Lake

Quelle legate al canottaggio, di allenamenti e gare, sono del resto scene chiave nella serie. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono solo scene ricreate in studio e con effetti digitali: la produzione ha girato su “The Gorge”, come gli abitanti del posto amano chiamare il fiume che attraversa la città e che insieme alle aree verdi circostanti offre un’oasi di fresco e relax dal tran tran cittadino. Le rapide di Tillicum Narrows sono, anche nelle realtà, tra i punti del fiume più adrenalinici per chi pratica canottaggio e altri sport acquatici.

"Crew Girl": dove sono state girate le scene di canottaggio
Ufficio stampa Netflix
Una scena in acqua di “Crew Girl”

Altre scene in acqua sono state girate presso l’Elk Lake: un’area lacustre, formata dalla confluenza con il lago Beaver, molto frequentata dalle famiglie e non solo per rilassarsi sulla spiaggia, fare picnic o provare appunto uno dei numerosi sport outdoor per cui la zona è attrezzata.

Hatley Castle

Anche la East Prep, la nuova scuola di Tegan, nella realtà non esiste. Le scene all’interno del campus sono state girate nei pressi di Hatley Castle: una costruzione storica risalente ai primi anni del Novecento, oggi parte del complesso della Royal Roads University a Colwood, poco distante da Victoria. Le torrette merlate, la facciata in pietra, gli ampi e curatissimi giardini che lo circondano sono tra le caratteristiche più iconiche di Hatley Castle insieme agli ampi saloni interni, un tempo usati come dormitori per i cadetti dell’esercito locale e spesso sono comparsi sullo schermo nei film di X-Men, per esempio, e nella serie Smallville.

Tra le location della serie "Crew Girl" c'è anche Hatley Castle
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La facciata, molto cinematografica, di Hatley Castle

Da Roma e Milano fino a Monaco a bordo dei Frecciarossa: iniziano i test

Par : losiangelica
3 septembre 2026 à 11:00

Il Frecciarossa si prepara a varcare le Alpi. Trenitalia, insieme a Deutsche Bahn e ÖBB, ha avviato in Germania e Austria le prime corse di prova necessarie per ottenere l’omologazione dei convogli. È uno dei passaggi fondamentali verso il debutto dei collegamenti internazionali, previsto per l’estate del 2027. I primi servizi diretti dovrebbero unire Milano a Monaco di Baviera e Roma alla capitale bavarese. I test serviranno a verificare la compatibilità dei treni italiani con le reti ferroviarie tedesca e austriaca, prima del via libera definitivo alla circolazione commerciale.

Da Roma e Milano a Monaco con i Frecciarossa

Sono iniziate le prove su rotaia per il progetto che porterà i Frecciarossa da Milano e Roma fino a Monaco di Baviera. Il debutto dei collegamenti diretti resta fissato all’estate del 2027. I convogli utilizzati nei test sono stati equipaggiati con strumenti specifici per verificare la compatibilità con le diverse reti ferroviarie attraversate. In Germania le corse di prova si concentrano sull’asse Berlino-Monaco-Kufstein.

Test anche in Austria, dove il Frecciarossa sta viaggiando tra Kufstein e il Brennero e sulla tratta Salisburgo-Vienna. Una fase tecnica decisiva prima del passaggio all’esercizio commerciale.

La tratta e la durata

Il programma commerciale proporrà da Milano un viaggio di circa 6 ore e mezzo per arrivare a Monaco di Baviera con fermate anche a Brescia, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck prima di arrivare effettivamente in Germania. Da Roma, invece, serviranno 8 ore e mezza con stop intermedi a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck.

Grazie all’entrata in funzione del Tunnel di Base del Brennero la velocità del viaggio verrà ridotta di un’ora. Il piano espansionistico non si fermerà qui: a partire da dicembre 2028 potrebbero esserci fino a 10 collegamenti tra Italia e Germania, aggiungendo la partenza da Napoli e raggiungendo persino Berlino.

Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS, ha dichiarato: “L’avvio delle corse prova in Germania e Austria è un passaggio verso la realizzazione di un progetto che conferma la nostra ambizione di rendere il treno il mezzo di riferimento per la mobilità europea. Grazie alla collaborazione con Deutsche Bahn e ÖBB, andiamo verso la realizzazione della ‘Metropolitana d’Europa‘ ad Alta Velocità, mettendo a disposizione dei passeggeri un servizio capace di avvicinare territori, persone ed economie. Il Frecciarossa continua così il suo percorso di crescita internazionale, portando all’estero l’eccellenza tecnologica e industriale del Gruppo FS e contribuendo allo sviluppo di una rete ferroviaria europea sempre più integrata”.

Skyline di Monaco di Baviera
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Visitare Monaco dall’Italia sarà facilissimo

Nuovi treni per la tratta Italia-Germania

La fase di test richiede alcune modifiche per poter gestire i sistemi di alimentazione elettrica che cambiano da un Paese all’altro; proprio per questo nasce la collaborazione tecnica tra Trenitalia, Deutsche Bahn e ÖBB con l’obiettivo di velocizzare il processo e trovare soluzioni tecnologiche capace di rendere i Frecciarossa utilizzabili sulle infrastrutture tedesche e austriache. Parallelamente alla preparazione dei prototipi sono già partiti anche i programmi di formazione destinati ai macchinisti e al personale ferroviario di Germania e Austria.

L’arrivo dell’alta velocità italiana in Germania è simbolo di un piano espansionistico di Trenitalia dopo aver già siglato importanti collaborazioni con Francia e Spagna; il progetto vuole portare a collegamenti sempre più veloci così da offrire un’alternativa più green all’aereo arrivando direttamente nei centri cittadini senza la scomodità degli aeroporti che spesso si trovano anche a un’ora di distanza dalle località.

Tutta la verità delle mie bugie, le location della serie Netflix tra spiagge e calette dov’è sempre estate

28 août 2026 à 19:00

Da una serie spagnola che racconta di un gruppo di amici che partono in van per un addio al nubilato “on the road” non ci si può che aspettare ambientazioni mozzafiato e che siano una vera coccola per gli occhi.

Le location di Tutta la verità delle mie bugie non deludono certo queste aspettative: la serie, tratta dal romanzo best seller di Elísabet Benavent, disponibile su Netflix dal 28 agosto 2026, è stata girata infatti in una delle zone della Spagna più spettacolari a livello paesaggistico, che attrae ogni estate milioni di turisti interessati al mare, ma apprezzata anche per la vivace vita culturale e per la movida.

Di cosa parla

Coco (Itziar Manero) ha vent’otto anni, un lavoro che ama in una galleria d’arte e un appartamento in uno dei quartieri più esclusivi di Madrid che condivide con Marín (Daniel Ibáñez). I due sono amici di lunga data, Marín è stato fidanzato con una delle migliori amiche di Coco, Aroa, e per questo Coco nasconde da anni di provare per lui qualcosa di speciale dietro la bugia di essere ancora innamorata del proprio ex. È solo quando insieme al resto del gruppo di amici decidono di partire in caravan per l’addio al nubilato di una di loro, Blanca, che Coco è costretta a rivelare cosa prova davvero per Marín: la convivenza forzata impone a tutti di fare i conti infatti con rivalità, sentimenti, fragilità nascoste, oltre che con malumori e piccoli drammi sentimentali a cui gli appassionati del genere sono ben abituati.

"Tutta la verità delle mie bugie": arriva su Netflix il teen drama tratto dall'omonimo romanzo di Elisabet Benavent
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Tutta la verità delle mie bugie”

Dov’è stata girata la serie

Il teen drama Netflix tratto dal romanzo di Elísabet Benavent è girato, come conferma anche una nota stampa dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes, nella regione di Murcia: a sud-est della Spagna è una zona con oltre 250 chilometri di costa, bagnata da due mari (il Mar Mediterraneo e il cosiddetto “Mar Menor”) e con una temperatura mite che la rende tutto l’anno meta prediletta per gli amanti di tintarelle, nuotate, immersioni, sport acquatici.

Le location di Tutta la verità delle mie bugie riflettono appieno l’atmosfera vacanziera, quasi di eterna estate, che si respira qui.

La Costa Cálida

Tra i luoghi dov’è girata la serie spiccano in particolare alcune spiagge della Costa Cálida, tra le spiagge più belle dell’intera Spagna. Sullo schermo non è difficile riconoscere Playa de Percheles, la spiaggia del Rihuete e quella di Bahía.

È girato sulla Costa Costa Cálida, nella regione di Murcia, il nuovo teen drama "Tutta la verità delle mie bugie"
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Tutta la verità delle mie bugie”

Più isolata e per questo incontaminata e perfetta per ritrovare il contatto con la natura o semplicemente rilassarsi nel più totale silenzio, anche cala de Bolnuevo, una piccola baia di origine vulcanica dove il vento ha scavato per secoli le rocce d’arenaria, ha fatto da set a Tutta la verità delle mie bugie.

Mazarrón

Il comune di Mazarrón è quello che è stato più interessato dalle riprese della serie. Tra i luoghi scelti c’è il complesso di strade urbane ed extra urbane che lo collegano con il vicino centro di Lorca: non c’è da sorprendersi considerato che la serie è di fatto un road trip.

Si trovano nel comune di Mazarrón le principali location di "Tutta la verità delle mie bugie"
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L’assolato comune di Mazarrón

Alcune scene sarebbero state girate all’Hotel Bahía, uno degli hotel del lungomare di Mazarrón. L’ultimo, insieme alla zona del porto dove sono ancora visibili quelle che un tempo erano le torri difensive della città, è il centro della movida di Mazarrón.

Il centro storico non manca, invece, di chicche artistico-culturali come la chiesa di San Andrés con l’iconico soffitto a cassettoni in stile mudéjar, il convento della Purissima e le rovine del Castello dei Vélez.

Una fuga d’autunno a prezzi incredibili, torna la promo flash Ryanair

26 août 2026 à 09:58

Una nuova promo flash Ryanair accende i riflettori sui voli low cost di fine estate e inizio autunno. L’offerta “Prenota ora” prevede un 15% di sconto sui voli acquistati entro il 28 agosto 2026 per viaggiare dal 1° settembre al 31 ottobre 2026. Tra le tantissime combinazioni da tenere d’occhio ci sono tre rotte, che abbiamo selezionato, e che permettono di raggiungere alcune città europee perfette per un weekend, con tariffe particolarmente interessanti.

Stefano De Martino non si ferma più: la sua nuova sfida è in America

11 août 2026 à 13:00

Lontano dagli studi televisivi e dai riflettori, Stefano De Martino si è concesso una pausa oltreoceano insieme al figlio Santiago. Il conduttore ha scelto gli Stati Uniti per una vacanza padre-figlio all’insegna della libertà, delle grandi strade americane e di alcuni dei paesaggi più iconici dell’Ovest.

Un viaggio on the road tra California e Arizona, con il volante di un SUV, il surf sull’Oceano Pacifico e lo spettacolo del Grand Canyon. Ma anche durante le vacanze, per De Martino, il confine tra relax e lavoro sembra essere molto sottile.

Da Los Angeles al Grand Canyon

Dopo aver archiviato le registrazioni di Affari Tuoi, Stefano De Martino ha attraversato l’oceano per trascorrere qualche giorno negli Stati Uniti insieme a Santiago, il figlio tredicenne avuto dalla relazione con Belén Rodríguez.

La meta è la West Coast, con Los Angeles come punto di partenza di un itinerario che richiama tutto l’immaginario del classico viaggio americano. Una volta atterrato nella città californiana, il conduttore ha scelto di noleggiare un SUV e partire alla scoperta dei grandi paesaggi dell’Ovest. Le immagini condivise sui social raccontano soltanto alcuni momenti dell’avventura: lunghe strade infinite, panorami spettacolari e una giornata trascorsa, a quanto sembra tra le onde e l’atmosfera tipica della California.

Il viaggio è poi proseguito verso l’Arizona, dove padre e figlio hanno raggiunto uno dei luoghi più celebri degli Stati Uniti: il Grand Canyon. Le sue immense vallate e le pareti rocciose modellate dal Colorado River fanno da sfondo alle fotografie pubblicate dal conduttore, che ha preferito però mantenere un profilo molto discreto.

De Martino non ha infatti rivelato nel dettaglio le tappe del viaggio né i luoghi in cui lui e Santiago stanno soggiornando. Una scelta legata anche alla privacy del ragazzo, che da tempo ha chiesto ai genitori di non mostrare il suo volto sui social. Nelle immagini Santiago compare quindi prevalentemente di spalle, immerso nei paesaggi americani.

Una vacanza speciale

Nemmeno dall’altra parte dell’Atlantico, però, Stefano De Martino è riuscito a passare inosservato. Durante uno spostamento sulle strade di Los Angeles, il conduttore è stato riconosciuto da alcuni connazionali che lo hanno affiancato in auto per salutarlo. De Martino, sorpreso dall’incontro, ha risposto con un grande sorriso: il momento è stato ripreso e condiviso sui social, diventando rapidamente virale.

La parentesi americana non sarebbe comunque dedicata esclusivamente al tempo libero. Secondo le indiscrezioni, durante la permanenza a Los Angeles il conduttore dovrebbe alternare momenti di vacanza ad alcuni impegni professionali legati alla preparazione del prossimo Festival di Sanremo 2027, appuntamento che lo vedrà protagonista.

Per De Martino e Santiago non si tratta, del resto, della prima esperienza di viaggio insieme. Padre e figlio hanno già visitato diverse città europee, tra cui Parigi e Londra, oltre ad aver vissuto altre avventure negli Stati Uniti. Questa volta, però, la scelta di attraversare California e Arizona in automobile aggiunge al viaggio un’atmosfera ancora più libera dalla solita vita frenetica e avventurosa: tantissimi chilometri da percorrere, immensi e infiniti panorami da ammirare e pochi programmi prestabiliti.

Viaggio on the road nella Blue Zone della Sardegna

27 juillet 2026 à 13:45

La Sardegna è famosa per il suo mare meraviglioso, le sue spiagge di sabbia color borotalco e le sue coste che nascondono cale segrete, ma non è solo questo. Siamo andati a visitare quella zona dell’entroterra sardo a cavallo tra l’Ogliastra e la Barbagia, anche chiamata Blue Zone, nota in tutto il mondo scientifico perché – come in poche altre zone del pianeta – qui si vive più a lungo e il numero di ultracentenari supera la media mondiale.

Ci siamo andati per cercare di scoprire il segreto della loro longevità, abbiamo conosciuto alcuni degli anziani che vivono nel territorio e ci siamo fatti raccontare il loro segreto di lunga vita.

Abbiamo ripercorso l’itinerario tracciato, per noi, da Progetto Happiness, fondato da Giuseppe Bertuccio D’Angelo, che viaggia per il mondo alla ricerca della felicità e racconta le sue esperienze attraverso i reportage. Siamo tornati vincenti? Scopriamolo.

Il nostro viaggio on the road

Abbiamo percorso la Strada Statale 198 di Seui e Lanusei che s‘inoltra nell’interno e che collega il Sud del Sarcidano alla costa orientale dell’isola, passando per il cuore della Barbagia. È una strada molto amata dai motociclisti, per via delle innumerevoli curve e dei paesaggi selvaggi spettacolari che attraversa. Noi l’abbiamo percorsa a bordo di Ford Explorer, il suv elettrico migliore per questo tipo di avventura (con 340 CV, il modello AWD raggiunge i 100 km/h in 5,3 secondi e può anche trainare fino a 1.200 kg grazie alla propulsione elettrica continua).

Del resto, questo suv è già entrato nella storia grazie a una certa Lexie Alford, la prima ad aver circumnavigato il globo a bordo di un veicolo elettrico attraversando sei continenti, 27 Paesi e percorrendo oltre 30mila km utilizzando esclusivamente energia elettrica). Oltre a essere un’auto a zero emissioni, quindi sostenibile per il luogo incontaminato che abbiamo attraversato, ha anche un’autonomia di più di 600 km con una singola carica, fondamentale perché le colonnine elettriche in questa zona sono poche e (forse) solo nei piccoli centri abitati (in ogni caso, la ricarica rapida impiega meno di mezz’ora, il tempo di fare un giretto in paese e di bere un caffè).

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Ufficio stampa Ford
Lungo i tornanti dell’Ogliastra a bordo delle Ford Explorer

Abbiamo quindi collegato il nostro smartphone in modalità wireless al gigantesco schermo SYNC Move per sincronizzare mappa della strada e contatti – funziona benissimo, benché è bene sapere che, una volta entrati nel cuore del territorio, non c’è molto campo –, allacciati le cinture e ci siamo avventurati lungo i tornanti (che a un certo punto abbiamo smesso di contare).

Gairo Vecchio

Uno dei primi borghi che s’incontrano lungo la SS198 è Gairo Vecchio. Non possiamo parlare di un abitato vero e proprio in quanto si tratta di un paese fantasma, il più famoso della Sardegna, di fatto. Lo si costeggia completamente (sull’altro lato c’è lo strapiombo) e, visto il numero esiguo di auto che transitano da queste parti, il silenzio regna sovrano. Ci troviamo a 520 metri d’altezza sopra il Rio Pardu. Fu progressivamente abbandonato a causa di una forte alluvione avvenuta nel 1951.

Gairo-Vecchio-sardegna
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Tra le case diroccate del borgo fantasma di Gairo Vecchio

Gli abitanti si spostarono più a valle formando altri tre piccoli borghi: Gairo Sant’Elena, Gairo Taquisara e Gairo Cardedu. Il primo si trova pochi metri sopra al vecchio paese. Il secondo, che dista qualche chilometro, è un grazioso villaggio di soli 300 abitanti ed è famoso per essere una delle stazioni dove si ferma il Treno Verde della Sardegna, che d’estate attraversa alcuni di questi paesi (ed è l’alternativa all’auto, se si vogliono visitare questi luoghi). Qui passa la linea Arbatax – Gairo Taquisara. Il terzo borgo è quello più vicino al mare. Ma è proprio Gairo Vecchio, il paese che non esiste più, ad attirare i turisti che amano i percorsi alternativi rispetto a quelli della Sardegna da cartolina. Per visitarlo, basta percorrere qualche tornante e, sulla destra, si può parcheggiare e addentrarsi a piedi tra i vicoli, le scalinate e gli edifici diroccati dalle caratteristiche pareti rosa e blu (perfetto per coloro che praticano Urbex).

Ussassai

Ripresa l’auto, ci si rimette in marcia e si affrontano altri tornanti per circa 24 km. Qui, la macchia Mediterranea, le piante di mirto e di fichi d’India lasciano spazio ai primi lecci, alle querce e ai cosiddetti Tacchi ovvero degli affioramenti di roccia calcarea che rendono il paesaggio particolarmente selvaggio. Ecco allora che, a un certo punto, si attraversa il paese di Ussassai, il più piccolo della Barbagia di Seùlo, che conta meno di 500 abitanti. Qui siamo già saliti a quota 710 metri, ma l’abitato si sviluppa in altezza e le ultime case arrivano anche mille metri. Anche questa è una tappa del Trenino Verde (al momento la linea Mandas-Arbatax è in fase di manutenzione). Se il paese non è il più caratteristico della Sardegna, questa zona merita comunque un viaggio. Qui intorno, infatti, si possono ammirare diversi nuraghi (Nuraghe S’enna e S’omini e Nuraghe Coccoronis) e corsi d’acqua, tra cui le bellissime piscine naturali dalle acque color smeraldo lungo il Rio San Girolamo e le Cascate Lequarci.

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Le spettacolari Cascate Lequarci in Sardegna

Seui

Una quindicina di chilometri (e un tot di tornanti) dopo, si arriva al prossimo abitato: Seui. Questo borgo montano (810 m. di quota) è famoso per il suo centro storico riqualificato negli ultimi anni, che merita assolutamente una tappa. Nella Palazzina Liberty sono in mostra reperti archeologici trovati in zona e diverse testimonianze storiche. Nella Galleria Civica, all’interno dei locali del Palazzo Comunale, ci sono opere significative, tra cui dipinti dello Spagnoletto, un Caravaggista seguace della maniera del Merisi. Casa Farcì racconta la storia, la cultura e le tradizioni locali. Sa Omu de sa Maja ospita delle collezioni dedicate alle tradizioni magiche e precristiane della Barbagia e, infine, il Carcere Spagnolo risalente al XVII secolo, ma usato fino agli Anni ’70, racconta storie di vita e giustizia che hanno segnato questa comunità per secoli.

Seui è anche il punto di partenza per diverse escursioni, come quella nella Riserva Naturale di Montarbu o quella che porta al Nuraghe Ardasai, costruito su una sporgenza rocciosa a 1.015 metri di altitudine, con i resti di un villaggio fatto di capanne circolari con vista dal Monte Tonneri.

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Nel Nuraghe di Ardasa a Seui

Seùlo

Una ventina di chilometri (e altrettante curve) dopo, si giunge a Seùlo. Nel frattempo, in auto siamo passati nei pressi della Cascata di San Valentino a Sadali e a quella di Su Stampu de su Turrunu, della Grotta Is Janas, della Vecchia miniera di San Sebastiano – Corongiu, delle piscine naturali Su Stampu de su Túrrunu e del laghetto Sa Stiddiosa. Ma, soprattutto, delle Domus de Janas, patrimonio Unesco dal 2025.

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Il paese di Seùlo, nel cuore della Blue Zone della Sardegna

A Seùlo ci troviamo nel cuore della Blue Zone della Sardegna, tanto da essere chiamato il “paese dei centenari” (anche se, in verità, non è l’unico in Sardegna). Siamo nel bel mezzo della Barbagia. Il paese stesso dà il nome a questa zona della Sardegna Centro meridionale, detta appunto Barbagia di Seùlo. In mezzo alle montagne, ai piedi del monte Perdedu (1400 metri), che il fiume Flumendosa separa dal Gennargentu, il massiccio ricoperto da foreste secolari, dove ci sono le cime più elevate dell’isola, sembra di entrare in un paesaggio magico, fatto di boschi e foreste – come quella di Addolì, abitata fin dalla preistoria -, di rupi calcaree, dolmen naturali (come s’Arcu ‘e su cuaddu), sorgenti, laghetti (come su Stampu ‘e Su Turrunu), rapide e cascate (come le Cascate Sa Stiddiosa e la Piscina ‘e Licona). A tutta questa bellezza, si aggiunge il fatto che, che coi primi caldi, sbocciano le rose di bosco, fiori tipici del Gennargentu, colorando di rosso e giallo i pendii scoscesi del Perdèdu (per questo Seùlo è anche chiamato il paese de s’orrosa ‘e padenti).

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La Cascata su Stampu ‘e Su Turrunu vicino a Seùlo

Luogo ameno che ha una storia antichissima, risalente al Neolitico e all’età del Bronzo. Infatti, tutt’intorno a Seùlo ci sono nuraghi (su Nuraxeddu e su Nuraxi ‘e Pauli e, appunto, le celebri Domus de Janas, con la tomba di Giganti) e il villaggio nuragico di Ticci. In questa zona davvero remota, a contatto con una natura meravigliosa, quasi primordiale, lontani dalla civiltà, dallo smog e dal caos, dove si vive di pascoli e di campi coltivati, nonostante un territorio aspro e quasi ostile, e di prodotti di stagione, hanno scoperto l’elisir di lunga vita.

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Il nuraghe di su Nuraxi appena fuori Seùlo

La Blue Zone della Sardegna

Nel Centro-Sud della Sardegna, e in particolare in alcuni paesi – tutti ai piedi del Gennargentu – vivono alcune persone (soprattutto donne) ultracentenarie. Questa zona d’Italia è una delle cinque Blue Zone del mondo (le altre sono: Okinawa, in Giappone, Nicoya, nel Costa Rica, l’isola di Ikaria, in Grecia, e Loma Linda, in California) ed è dove c’è la più grande concentrazione di ultracentenari al mondo (anche se, a dire degli esperti che vivono e che studiano la longevità sarda, in realtà non tutte le Blue Zone del mondo hanno veramente le caratteristiche per questo primato).

A loro volta, i paesi certificati dove vivono gli ultracentenari della Blue Zone sarda sono cinque. Seùlo è uno, ma ci sono anche Baunei (dove si conta il maggior numero di abitanti sopra i cent’anni), Urzulei, dove la più anziana, Battistina Secci, ha compiuto i 102 anni, Villagrande e Talana. Poi ci sono quelli non ancora certificati, come Tonara, da dove viene Antonietta Contiero, classe 1925, che ci ha svelato il suo segreto di lunga vita: “Mangio minestra con patate o polenta, cammino tutti i giorni, lavoro nei campi e dormo”. Sarà davvero solo questa la formula magica per superare i cent’anni? Ne abbiamo parlato con alcuni esperti incontrati durante la presentazione del docufilm realizzato da Progetto Happiness.

Claudia Porcu, ideatrice del progetto Blue Zone qui in Sardegna, e figlia di una ultracentenaria (lei stessa dimostra vent’anni di meno), ci ha spiegato in cosa consistono le Blue Zone e perché si chiamano così. “Il primo studio demografico basato sui registri dei Comuni in Italia risale al 1866. In base alle date di nascita e morte, esiste un algoritmo che dà come risultato l’indice di longevità e che nella nostra zona è superiore a quello di altri Comuni nel mondo. Qui è stato fatto uno studio demografico di tutta la cittadinanza ed è risultato che la popolazione è longeva: gli ultraottantenni, anche se non centenari, sono più numerosi e stanno meglio. Ho proposto questo progetto al dottor Michel Poulain (uno degli scopritori delle Blue Zone negli Anni ’90, ndr), e al professor Gianni Pes (medico le cui ricerche sono state spinte da un interesse personale legato alla longevità eccezionale della propria famiglia, ndr)”.

Il nome Blue Zone ha un motivo molto pratico, ci ha spiegato Porcu: in quegli anni, veniva utilizzata una cartina geografica della Sardegna disegnata a mano. Ogni volta che veniva identificato un Comune dove la percentuale di centenari era superiore alla soglia prefissata, veniva segnato un puntino blu. Dopo cinque mesi di lavoro, sulla parte montuosa della mappa dell’Ogliastra erano comparse vere e proprie ‘nuvole blu’. Ed ecco che, con la pubblicazione del primo articolo scientifico, quelle aree vennero chiamate Zone Blu, proprio in omaggio a quel metodo di lavoro. Lo stesso professor Pes, per la sua ricerca, ha girato la Sardegna in base ai puntini blu. “Il primo Comune certificato è stato Villagrande”, spiega Porcu “per cui ho proposto di fare uno studio anche su altri Comuni.

La dottoressa Marisella Lara, che opera nell’area dell’Ogliastra e che ha in cura diversi anziani e ultracentenari della zona, ha spiegato che molti degli ultranovantenni hanno una straordinaria lucidità mentale, sono attivi, leggono libri, coltivano interessi e mantengono l’indipendenza (spesso preferendo vivere a casa propria piuttosto che essere accuditi o istituzionalizzati). Gli anziani sono integrati nella vita familiare, giocano con i nipoti, mantengono un ruolo d’autorità e decisione, e non vivono l’isolamento o l’emarginazione tipici dei contesti urbani. Lara individua, pertanto, nella resilienza psicologica la chiave fondamentale di queste popolazioni. “La generazione dei centenari attuali è cresciuta con un’alimentazione sobria e senza eccessi”, ha spiegato la dottoressa “ed è nata prima della diffusione del cibo industriale e ultra-processato. Qui, l’alimentazione segue ancora la stagionalità naturale grazie alla presenza quasi universale di orti domestici. Si consumano prodotti locali a chilometro zero: pesce fresco locale, carne da allevamenti locali, latticini e latte caprino (molto digeribile), formaggi, legumi del posto e pane fatto in casa con grani antichi non industriali. Attualmente, è in corso uno studio comparativo sull’epigenetica e sul microbiota sui giovani del luogo rispetto a quelli delle città, per capire quanto lo stile di vita, l’alimentazione locale e l’ambiente influiscano sul patrimonio genetico. Il territorio è meta frequente di ricercatori e studenti universitari (anche internazionali, per esempio dagli Stati Uniti) per studiare la longevità locale”.

Negli anni, poi, anche la tecnologia è venuta incontro a questi studi. Giuseppe Leda, originario di Ales (Oristano) e studioso di genetica e genealogia delle comunità rurali sarde dal 2013 si è trasferito a Seùlo per conto dell’amministrazione comunale, arrivando a ricostruire l’intera trama genealogica e demografica degli ultimi quattro secoli attraverso due database incrociati (basati su registri parrocchiali e comunali). Questo gli ha permesso di risalire e verificare legami di parentela immediati tra gli abitanti della zona. Leda sostiene, infatti, che la prolungata consanguineità e l’isolamento geografico in Sardegna (fenomeno del “collo di bottiglia” genetico) “hanno agito in duplice modo: l’effetto positivo ovvero il “Fattore C”, ha consentito la trasmissione e conservazione dei geni favorevoli alla longevità (che valgono circa il 20% del motivo per cui qui si vive più a lungo), ma c’è anche un effetto negativo che ha incrementato l’incidenza di tratti fisici indesiderati, malformazioni, sordità d’altura e, soprattutto, malattie autoimmuni.

Insomma, il segreto della longevità consiste nell’unione di più fattori, per alcuni dei quali – la genetica – non possiamo intervenire, ma per altri – cibo, stagionalità, vita sana e movimento – sì. A tutto ciò si aggiunge un territorio abitato da millenni nonostante le asperità, che oggi si può visitare facilmente facendo un bellissimo road trip come il nostro.

Il New York Times svela le alternative a Venezia (senza la folla) che vale la pena scoprire

Par : elenausai10
16 juillet 2026 à 11:00

Venezia resta una delle mete più desiderate al mondo, ma anche una delle più sofferenti tra navi da crociera, ticket d’ingresso al centro storico e proteste dei residenti. Eppure, a pochi passi dalla Laguna, ci sono dei luoghi in grado di offrire lo stesso patrimonio artistico e paesaggistico, ma senza la folla.

È la tesi al centro di un recente reportage del New York Times, che ha dedicato un lungo articolo al Veneto meno conosciuto: quello di Treviso, delle colline del Prosecco e delle città d’arte lungo la ferrovia che collega Padova a Verona. Un territorio da scoprire in bicicletta, in barca e in treno.

Da Treviso alla Laguna, in bici e in barca

Il primo itinerario consigliato dal quotidiano americano segue il corso del fiume Sile, la via d’acqua che dal Trecento riforniva Venezia di farina e olio grazie ai mulini di Treviso. Il percorso proposto è un tour in bicicletta di circa 40 chilometri lungo il fiume, attraverso il Parco Naturale del Sile, fino al villaggio di Caposile, sulla sponda settentrionale della Laguna.

Lungo il tragitto si incontrano cigni, canali silenziosi e i resti sommersi di antiche imbarcazioni in legno, i cosiddetti burci. Il giorno successivo il viaggio prosegue in barca tra le isole di Torcello, Murano e Burano: la prima custodisce un’antica basilica bizantina, la seconda è patria della lavorazione del vetro dal 1291, mentre la terza è nota per le case colorate e per il celebre merletto locale.

Tiramisù e Prosecco, il Veneto da gustare

Il secondo percorso è un viaggio nel gusto, tra due prodotti simbolo della regione. Treviso rivendica infatti la nascita del tiramisù, inserito nel menù di uno storico locale cittadino nei primi anni Settanta e oggi riconosciuto come prodotto tradizionale dal governo italiano.

Passeggiando tra il centro storico e le osterie che servono cicchetti veneziani, il racconto del New York Times si sposta poi sulle colline del Prosecco, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 2019. Tra i borghi di Conegliano e Valdobbiadene, i vigneti coltivati a mano su pendii ripidissimi producono il Prosecco D.O.C.G., protetto anche da un delicato equilibrio tra turismo e sostenibilità: lo scorso anno, ci sono stati mezzo milione di visitatori con pernottamento, una cifra considerata ancora gestibile.

Un treno attraverso il Veneto UNESCO

Il terzo itinerario attraversa la regione in treno, toccando quattro città dal patrimonio artistico straordinario. Padova, sede universitaria dal 1222, custodisce nella Cappella degli Scrovegni gli affreschi di Giotto e ospita l’orto botanico più antico del mondo, fondato nel 1545.

Vicenza deve il proprio riconoscimento UNESCO all’architetto Andrea Palladio, autore di numerosi edifici cittadini tra cui il celebre Teatro Olimpico e la Villa La Rotonda, modello ispiratore di edifici storici come Monticello e la Casa Bianca.

Verona, che conserva invece tracce del proprio impianto romano, inclusa l’Arena, e Peschiera del Garda, borgo fortificato affacciato sul lago, ideale per un’ultima pedalata prima del rientro.

Dalle Dolomiti al Lago di Bracciano, i luoghi di film e serie Tv italiani da raggiungere quest’anno

5 juillet 2026 à 17:00

Il set-jetting, o cineturismo, è una delle tendenze di viaggio più forti degli ultimi anni. Dopo aver conquistato tutti con fenomeni come The White Lotus, Emily in Paris e Bridgerton, oggi sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la prossima destinazione ispirandosi ai luoghi visti sul grande e piccolo schermo. Attenzione però: non si tratta solo di visitare una location, ma di vivere in prima persona le atmosfere di un film o di una serie Tv che ci ha appassionato, passeggiando negli stessi borghi e ammirando quei panorami suggestivi che hanno catturato il nostro immaginario.

L’Italia, all’interno di questo trend, è una delle regine: dalle Dolomiti alla Toscana, passando per il Lago di Garda e città eleganti baciate dal sole, fino a piccoli borghi affacciati su un lago poco conosciuto, sono tanti gli scenari che quest’anno spopoleranno tra gli amanti del jet-setting grazie alle nuove produzioni cinematografiche ambientate nel Belpaese e di cui abbiamo parlato nei nostri articoli.

Le Dolomiti di “Una nuova vita” e di “Rosso Volante”

Tra le destinazioni che si candidano a diventare protagoniste del set-jetting di montagna nel 2026 ci sono le Dolomiti di Una nuova vita, la fiction con Anna Valle e Daniele Pecci. Girata tra Primiero San Martino di Castrozza e Predazzo, la serie valorizza alcuni degli scenari più spettacolari del Trentino, trasformandoli in un invito al viaggio.

Anna Valle e il laghetto Welsperg
Ufficio Stampa/iStock
Anna Valle e il laghetto Welsperg, location di “Una nuova vita”

Protagonista assoluta è San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio UNESCO, una località amata tutto l’anno tra escursioni estive, piste da sci e panorami mozzafiato.

San Martino di Castrozza, location di "Una nuova vita"
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San Martino di Castrozza, location principale di “Una nuova vita”

Sullo schermo compaiono anche il suggestivo Laghetto Welsperg, immerso nella Val Canali, e Fiera di Primiero, borgo dal fascino alpino con eleganti edifici storici.

Completano questo suggestivo itinerario Tonadico e Sagron Mis, due piccoli borghi immersi nella natura che, grazie alla fiction, potrebbero diventare le nuove mete da segnare in agenda.

Le Dolomiti sono le regine del cineturismo italiano, complice anche l’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oltre alla fiction con Anna Valle, sono state protagoniste anche delle ambientazioni di Rosso Volante, il film con Giorgio Pasotti dedicato al campione di bob Eugenio Monti, è stato girato tra alcuni degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.

Le location di "Rosso Volante": in foto Cortina d'Ampezzo
Ufficio Stampa RAI/iStock
Le location di “Rosso Volante”: in foto Cortina d’Ampezzo

Cuore delle riprese è stata Cortina d’Ampezzo, con le sue montagne Patrimonio UNESCO e luoghi simbolo come lo storico Hotel de la Poste, che nel film riporta in vita l’atmosfera degli Anni Sessanta. Accanto alla “Regina delle Dolomiti” compare anche San Vito di Cadore, immerso in una verde conca ai piedi delle cime bellunesi.

Il Lago di Bracciano di “A testa alta – Il coraggio di una donna”

Tra le location che hanno già conquistato i lettori (e viaggiatori) diventando protagonista del set-jetting italiano, c’è il Lago di Bracciano, scenario principale di A testa alta – Il coraggio di una donna, la serie Tv Rai con Sabrina Ferilli.

Le location di "A testa alta" con Sabrina Ferilli
Ufficio Stampa Mediaset/iStock
Le splendide location di “A testa alta” con Sabrina Ferilli

Le riprese si sono svolte in particolare ad Anguillara Sabazia, uno dei borghi più affascinanti del Lazio, affacciato sulle acque del bacino lacustre. Vicoli medievali, piazzette panoramiche e un suggestivo lungolago fanno da cornice a una destinazione che unisce tranquillità, storia e paesaggi romantici, perfetta per un weekend fuori porta.

La Bari di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”

Tra le destinazioni che potrebbero beneficiare dell’effetto set nel 2026 c’è Bari, protagonista di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie Tv con Alessandro Gassmann ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio.

Bari è la location principale di "Guerrieri"
Ufficio Stampa RAI/iStock
Bari è la location principale di “Guerrieri”

La fiction racconta una città elegante e autentica, tra il centro storico, il lungomare e i suoi luoghi simbolo, diventando un vero e proprio itinerario da seguire: le riprese attraversano il Tribunale di Bari, Palazzo Ietri, il quartiere Murat, Bari Vecchia con la celebre Via delle Orecchiette e il lungomare, mostrando una città ricca di fascino.

La serie si spinge anche oltre il capoluogo, accendendo i riflettori su alcuni dei borghi più belli della regione, come Giovinazzo, Trani e Monopoli, oltre ai centri dell’entroterra di Modugno e Grumo Appula.

La campagna laziale di “Benvenuti in campagna”

Tra i luoghi che potrebbero alimentare il desiderio di una fuga slow nel 2026 c’è la campagna laziale raccontata da Benvenuti in campagna, commedia con Maurizio Lastrico. Il film è stato girato tra antichi casali, laghi e borghi a pochi chilometri da Roma, trasformando la campagna in una vera protagonista della storia.

Una delle location del film "Benvenuti in campagna" è il Lago di Martignano
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Le location di “Benvenuti in campagna” – In foto il Lago di Martignano (Lazio)

Il cuore delle riprese è Campagnano di Roma, circondato da boschi e sentieri e affacciato sul suggestivo Lago di Martignano, una delle oasi naturali più tranquille del Lazio. Nei dintorni spicca anche il Parco Regionale di Veio, con le sue cascate, i torrenti e i resti dell’antica città etrusca, meta ideale per chi cerca natura e relax.

Il viaggio prosegue a Monterosi, borgo attraversato dalla Via Francigena e che completa un itinerario perfetto per chi sogna di rallentare i ritmi e scoprire il volto più autentico della campagna romana.

Una delle location di "Benvenuti in campagna": il Lago di Martignano
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Un tranquillo tramonto sul Lago di Martignano

La Toscana romantica di “Non è un paese per single”

La Toscana continua a essere una delle mete più amate dal jet setting cinematografico, anche nel 2026. Sono tante le produzioni che hanno utilizzato i più bei luoghi della regione come location e uno degli ultimi ne celebra il volto più romantico: “Non è un paese per single“, tratto dal bestseller di Felicia Kingsley, esalta le colline della provincia di Siena e trasforma borghi medievali e vigneti in una cartolina che invita a partire.

Sant'Angelo in Colle è location di "Non è un paese per single"
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Location di “Non è un paese per single” – In foto: Sant’Angelo in Colle

Le riprese si sono concentrate tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle, che sullo schermo diventa l’immaginario “Belvedere in Chianti”. Vicoli in pietra, piazzette, scorci sulla Val d’Orcia e panorami punteggiati di vigneti fanno da sfondo a una toccante storia d’amore.

I borghi medievali e la campagna toscana sono co-protagonisti del film "Non è un paese oer single"
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La fortezza di Montalcino domina il paesaggio e offre una vista unica sulla Val d’Orcia

Il Lago di Garda, set a cielo aperto che non passa mai di moda

Ci sono luoghi che continuano a ispirare registi e viaggiatori anno dopo anno e il Lago di Garda è proprio uno di questi. Tra borghi affacciati sull’acqua, strade panoramiche a strapiombo e castelli medievali, il lago più grande d’Italia resta una delle mete simbolo del cineturismo e del set-jetting italiano: da Tremosine sul Garda, con la spettacolare Strada della Forra resa celebre da 007 – Quantum of Solace, a Sirmione, protagonista di film romantici come Letters to Juliet e Love in the Villa, passando per Gardone Riviera con il Vittoriale degli Italiani, Riva del Garda e Malcesine, ogni angolo è una scenografia cinematografica a cielo aperto.

Strada della Forra, la più bella del mondo
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La spettacolare Strada della Forra di Tremosine

Gotthard Panorama Express, il grande viaggio tra lago e montagne della Svizzera

23 juin 2026 à 16:30

Certe esperienze valgono quanto la destinazione finale: questa è la definizione perfetta del Gotthard Panorama Express che, più che un semplice collegamento tra Lugano e Lucerna, rappresenta un itinerario narrativo in grado di raccontare la Svizzera attraverso paesaggi, opere d’ingegneria, memorie storiche e tradizioni radicate da secoli.

Lungo circa 5 ore e 30 minuti, il percorso collega il Ticino alla zona centrale del Paese, e lo fa alternando due mezzi di trasporto. Prima il treno panoramico percorre la storica linea ferroviaria del San Gottardo, poi il battello attraversa il Lago dei Quattro Cantoni. Il risultato è un mosaico di scenari che cambia continuamente volto.

Il nome stesso del viaggio richiama uno dei luoghi più importanti della geografia europea. Per secoli, infatti, il Passo del San Gottardo ha rappresentato una via strategica tra il nord e il sud del continente e il Gotthard Panorama Express percorre proprio quella linea storica, evitando il moderno traforo di base e privilegiando l’antico tracciato di montagna.

La partenza avviene a Lugano oppure a Bellinzona e fin dai primi chilometri emerge il volto più sorprendente della Svizzera meridionale, fatta di lungolaghi eleganti, vegetazione rigogliosa e un clima particolarmente mite. Poi il paesaggio muta gradualmente con la Valle Leventina che accompagna il convoglio verso quote più elevate attraverso un territorio modellato da ghiacciai, torrenti e pareti granitiche.

La tratta in treno sulla storica ferrovia del San Gottardo

La vera protagonista della prima parte del viaggio è la storica ferrovia del San Gottardo, una linea che ha cambiato per sempre i collegamenti tra il nord e il sud dell’Europa. Quando venne inaugurata nel 1882 rappresentò un’impresa straordinaria, anche perché attraversava una delle catene montuose più imponenti del continente.

Bastano pochi chilometri per capire che questa tratta possiede un carattere diverso rispetto a molte altre linee panoramiche: vallate profonde si alternano a versanti coperti di boschi, torrenti alimentati dallo scioglimento delle nevi scorrono accanto ai binari e piccoli nuclei abitati compaiono tra le montagne seguendo una geografia modellata nel corso di migliaia di anni dall’azione dei ghiacciai.

L’ascesa verso il massiccio del Gottardo regala anche uno dei più sorprendenti esempi di ingegneria ferroviaria alpina. Per superare i forti dislivelli senza ricorrere a pendenze eccessive, i progettisti idearono un articolato sistema di gallerie elicoidali, ponti e curve che ancora oggi suscita ammirazione.

È proprio in questo tratto che appare la celebre Chiesa di Wassen, arroccata su una piccola altura nel Canton Uri, diventata famosa in tutto il mondo grazie a una particolarità unica: mentre il treno affronta le spettacolari spirali ferroviarie del Gottardo, il campanile entra nel campo visivo dei passeggeri per ben 3 volte da angolazioni completamente differenti, offrendo una dimostrazione concreta dell’audacia tecnica che rese possibile la costruzione della linea.

Intanto il paesaggio continua a trasformarsi. Boschi di castagni tipici del Ticino cedono gradualmente spazio a scenari alpini più severi. Pareti rocciose, corsi d’acqua impetuosi e piccoli villaggi punteggiano la valle, mentre la luce si trasforma insieme all’altitudine. Bellinzona merita una menzione speciale: capoluogo ticinese e porta d’accesso alle Alpi, custodisce 3 castelli medievali inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Raggiunta Flüelen, nel Canton Uri, il viaggio cambia ritmo e prospettiva, anche perché terminano le rotaie e inizia la navigazione.

La tratta in battello sul Lago dei Quattro Cantoni

Flüelen occupa una posizione privilegiata all’estremità meridionale del Lago dei Quattro Cantoni, uno degli specchi d’acqua più scenografici dell’intera Svizzera. Circondato da montagne che si innalzano quasi verticalmente dalle rive, presenta una forma articolata che ricorda, a tratti, quella di un fiordo.

Fin dai primi minuti di navigazione emerge il profondo legame tra questo territorio e la nascita della Confederazione Svizzera. Gran parte degli episodi fondativi tramandati dalla tradizione nazionale trova infatti collocazione proprio lungo queste sponde. Tra i luoghi più significativi compare il prato del Grütli, conosciuto anche con il nome tedesco di Rütli.

Secondo la tradizione, qui nel 1291 i rappresentanti dei cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo sancirono il patto considerato l’atto di nascita della Confederazione. Poco più avanti si incontra lo Schillerstein, un monolite alto circa 20 metri che emerge direttamente dal lago. Il suo nome rende omaggio allo scrittore Friedrich Schiller, autore del celebre dramma dedicato a Guglielmo Tell e proprio la figura dell’eroe svizzero accompagna gran parte della navigazione.

Sulle rive appare infatti anche la Cappella di Tell, costruita per ricordare un episodio della leggenda secondo cui il celebre balestriere sarebbe riuscito a sfuggire ai suoi inseguitori saltando dalla barca che lo trasportava prigioniero. Tra una località e l’altra scorrono prati, boschi, piccoli approdi e villaggi caratterizzati da case tradizionali e campanili slanciati.

L’arrivo a Lucerna conclude il percorso in una delle città più affascinanti del Paese, dove ad accogliere i passeggeri ci sono subito il profilo del Kapellbrücke e la Torre dell’Acqua, simboli indiscussi del centro storico. Attorno, invece, si sviluppa un tessuto urbano elegante, caratterizzato da edifici storici decorati, piazze vivaci e facciate affrescate, mentre sullo sfondo domina il Pilatus, montagna leggendaria associata per secoli a racconti popolari e antiche credenze.

Lucerna, Svizzera
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La bellissima città di Lucerna

Cosa sapere e informazioni utili

Il Gotthard Panorama Express opera durante la stagione turistica compresa tra aprile e ottobre. Il servizio collega Lugano o Bellinzona a Lucerna dal martedì alla domenica, festivi inclusi. La durata complessiva del tragitto è di circa 5 ore e 30 minuti e comprende sia la tratta ferroviaria sia quella lacustre.

L’itinerario può essere effettuato anche in direzione opposta, partendo da Lucerna con la navigazione sul Lago dei Quattro Cantoni e proseguendo successivamente lungo la storica linea ferroviaria del Gottardo. Le carrozze panoramiche sono riservate esclusivamente alla 1ª classe, quindi chi possiede un titolo di viaggio di categoria inferiore deve acquistare il relativo supplemento.

Lo Swiss Travel Pass e lo Swiss Travel Pass Flex includono l’intero percorso, mentre per la sezione panoramica ferroviaria è richiesta una prenotazione con supplemento dedicato. Tra le escursioni più interessanti collegate al viaggio figurano il Monte San Salvatore sopra Lugano, i castelli UNESCO di Bellinzona, il Pilatus che domina Lucerna e il Rigi, spesso soprannominato la “Regina delle Montagne” per la sua posizione panoramica sulla Svizzera centrale.

Più che un trasferimento tra due città, il Gotthard Panorama Express rappresenta una sintesi dell’identità svizzera e alla fine del viaggio resta soprattutto la sensazione di aver attraversato un intero Paese, pagina dopo pagina, seguendo una delle sue rotte più affascinanti.

Itinerario di 10 giorni in Inghilterra, tra villaggi, coste e città iconiche

Par : losiangelica
20 juin 2026 à 11:00

Non c’è solo Londra: tra villaggi medievali, una tradizione legata alla campagna e una forte componente naturalistica anche verso le spiagge, il Regno Unito è una meta da non perdere. Ecco un itinerario di 10 giorni in Inghilterra con tracciato ad anello per poter atterrare e ripartire da Londra.

Giorno 1: Londra e i suoi imperdibili

Non possiamo negare che il primo posto da visitare in un itinerario di 10 giorni in Inghilterra è Londra. Per esplorarla tutta non basterebbe una sola vita ma iniziamo dalle tappe imperdibili con i monumenti più iconici.

Consigli su cosa vedere

  • Buckingham Palace
  • Westmister e Big Ben
  • London Eye
  • Trafalgar Square
  • British Museum
  • West End

Buckingham Palace

Almeno una tappa è obbligatoria: la residenza reale più famosa d’Inghilterra a ogni cambio della guardia regala uno spettacolo imperdibile.

Westminster e Big Ben

Sono i simboli da cartolina di Londra e non potete perderveli: una passeggiata tra il parlamento, il Big Ben e l’abbazia di Westminster è una di quelle cose da fare assolutamente per chi non è mai stato a Londra.

London Eye e South Bank

Meno monumento storico e più instagrammabile: la ruota panoramica London Eye si trova dall’altra parte del Tamigi lungo la South Bank. Oltre a passeggiare tra artisti di strada, consigliamo di salire per poter ammirare lo skyline da un punto di vista unico.

Trafalgar Square

Una piazza viva, centrale, perfetta per fermarsi un attimo e guardare Londra muoversi intorno a voi. Da qui potete anche raggiungere facilmente la National Gallery.

British Museum

Se avanza tempo e con un po’ di organizzazione delle sale da visitare consigliamo di entrare nel British Museum. Si può prenotare il biglietto online saltando le file e scegliendo con cura le esposizioni da vedere potrebbe essere facile da organizzare.

West End

Chiudete la giornata con un musical o uno spettacolo teatrale. Sì, è un classico ma vale la pena farlo almeno una volta.

Giorno 2: Londra alternativa

Se il primo giorno lo abbiamo dedicato alla Londra più classica, il secondo ci porta a scoprire l’anima più alternativa della città con street food, murales, negozi vintage e un tocco punk rock. Visitare Londra in 2 giorni è possibile con un po’ di organizzazione.

Consigli su cosa vedere

  • Camden Town
  • Portobelloroad
  • Shoreditch
  • Brick Lane
  • Covent Garden

Camden Town

L’anima più punk di Londra si trova proprio a Camden dove tra bancarelle, locali alternativi e musica fa battere il cuore. Da non perdere? Una statua dedicata a Amy Winehouse e il mercatino dove fermarsi ad assaggiare street food cosmopolita.

Portobello Road

Una vera chicca? Portobello Road che incanta con un’atmosfera da film. Passeggiare tra casette color pastello, mercatini e negozi dell’antiquariato porta verso scorsi super fotogenici.

Shoreditch

Shoreditch è una chicca: tra murales e caffè cool si può anche fare shopping in concept store unici nel loro genere. Se Camden è l’anima punk, qui siamo verso uno stile urban e creativo.

Brick Lane

Se ci si sposta verso Brick Lane, invece, l’atmosfera cambia tra locali indiani che profumano di curry, negozi vintage e tantissima street art. Consigliamo uno stop per una pausa pranzo.

Covent Garden

Elegante ma vivace, turistico ma sempre piacevole. Tra artisti di strada, boutique e locali, Covent Garden è una tappa facile da amare.

Giorno 3: Brighton

Terzo giorno ci si sposta verso la costa sud per raggiungere Brighton. La celebre cittadina di mare creativa ed eccentrica è sicuramente turistica ma non così affollata. C’è chi la visita per respirare l’aria salmastra e chi per l’iconico molo.

Consigli su cosa vedere

  • Brighton Palace Pier
  • Royal Pavilion
  • The Lanes
  • Spiaggia di Brighton

Brighton Palace Pier

Il simbolo della città. Giostre, sale giochi, zucchero filato, vento in faccia e vista sul mare: un concentrato di nostalgia e divertimento.

Royal Pavilion

Un edificio sorprendente, quasi fuori contesto, con cupole e dettagli orientaleggianti. Non aspettatevi il solito palazzo inglese: qui Brighton mostra il suo lato più teatrale.

The Lanes

Un intreccio di vicoli pieni di negozi indipendenti, gioiellerie, caffè e boutique. Ideale per passeggiare senza una meta precisa.

Spiaggia di Brighton

Non aspettatevi sabbia caraibica: qui la spiaggia è di ciottoli. Ma l’atmosfera è bellissima, soprattutto al tramonto.

Giorno 4: Seven Sisters Cliffs

Il quarto giorno consigliamo di lasciare la città alle spalle per visitare i paesaggi più spettacolari del sud dell’Inghilterra. Le Seven Sisters sono scogliere bianchissime a picco sul mare davvero scenografiche e qui ci sono varie località da scoprire.

Birling Gap in Inghilterra
iStock
La suggestiva scogliera di Birling Gap

Consigli su cosa vedere

  • Seven Sisters Country Park
  • Birling Gap
  • Beach Head

Seven Sisters Country Park

Il punto perfetto da cui iniziare la camminata. I sentieri attraversano prati verdi, salite dolci e panorami che diventano sempre più belli a ogni passo.

Birling Gap

Una delle viste più famose sulle scogliere. Qui il bianco del gesso, il verde dei prati e il blu del mare fanno tutto da soli.

Beachy Head

Un altro punto panoramico potentissimo. Il faro ai piedi della scogliera rende il paesaggio ancora più iconico.

Giorno 5: Jurassic Coast

Siamo al giro di boa del nostro itinerario e ci attende una giornata intensa lungo la Jurassic Coast. Con archi rocciosi e scogliere regala panorami mozzafiato che raccontano la zona naturale tra le più belle di tutta l’Inghilterra.

Consigli su cosa vedere

  • Durdle door
  • Lulworth Cove
  • Salisbury

Durdle Door

Una delle meraviglie è sicuramente l’arco naturale; per vederlo da vicino bisogna affrontare una piccola passeggiata impegnativa lungo la spiaggia… ma la visuale ripaga tutta la fatica.

Lulworth Cove

A vederla lascia tutti a bocca aperta: la baia è così perfetta da sembrare scenografica ed è la pausa perfetta dopo la fatica per raggiungere l’arco.

Salisbury

Una breve deviazione verso Salisbury è quello che serve e non ve ne pentirete: Con una cattedrale imponente è la tappa top per aggiungere un approfondimento storico alla giornata dominata dal relax nella natura.

Giorno 6 e 7: Cotswolds

Dopo costa, scogliere e chilometri, rallentate. Le Cotswolds sono la campagna inglese che vi immaginate nei film: villaggi in pietra color miele, giardini curati, pub accoglienti e stradine dove il tempo sembra essersi preso una pausa. Qui meglio fermarsi per un paio di giorni… i borghi della zona meritano.

Consigli su cosa vedere

  • Castle Combe
  • Bibury
  • Bourton-on-the-water
  • Stow-on-the-Wold
  • Lower Slaughter
  • Broadway

Castle Combe

Piccolo, ordinato, quasi irreale. Castle Combe è uno dei villaggi più belli delle Cotswolds e merita una passeggiata lenta, senza fretta.

Vista sul fiume del Castello Combe
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Il villaggio da fiaba di Castle Combe

Bibury

Casette in pietra, atmosfera fiabesca e scorci da cartolina. Arlington Row a Bilbury è il punto più fotografato, ma tutto il villaggio merita attenzione.

Bourton-on-the-Water

Canali bassi, ponticelli e un’atmosfera più vivace rispetto ad altri villaggi. Perfetto per una pausa pranzo o un tè. In una di queste zone fermatevi almeno per una birretta o qualcosa di caldo in un pub, l’atmosfera è decisamente diversa da quelli di città.

Stow-on-the-Wold

Un villaggio pieno di carattere, con piazze, botteghe e locande storiche. Ottimo per respirare l’atmosfera più autentica della zona.

Lower Slaughter

Nome poco poetico, posto meraviglioso. Mulini, ruscelli e case in pietra rendono Lower Slaughter una tappa super romantica.

Broadway

Elegante, curata, luminosa. Broadway è perfetta per una passeggiata tra negozi indipendenti e caffè. Salite fino alla torre per una vista ampia sulla campagna. Nelle giornate limpide il panorama è davvero notevole.

Giorno 8: Oxford e Cambridge

Dalle Cotswolds raggiungete Oxford, città universitaria per eccellenza. Dove vi attendono college storici, cortili silenziosi, biblioteche leggendarie e quell’atmosfera da sapere antico che si sente davvero. È più grande e ricca di cose da vedere di quanto molti immaginino. Una delle ultime tappe non può che essere Cambridge. Rivale storica di Oxford e altra perla universitaria inglese. Più raccolta e romantica, forse anche più rilassata… ma cosa visitare?

 Kings College di Cambridge
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Alla scoperta di Cambridge

Consigli su cosa vedere

  • Christ Church College
  • Bodleian Library
  • Radcliffe Camera
  • Covered Market
  • King’s College Chapel
  • Punting sul River Cam
  • The Backs
  • Trinity College

Christ Church College

Uno dei college più famosi di Oxford, scenografico e pieno di storia. Anche chi non è fan dell’università resterà colpito.

Bodleian Library

Una biblioteca iconica, tra le più affascinanti d’Europa. Qui l’atmosfera accademica raggiunge livelli altissimi.

Radcliffe Camera

Forse l’edificio più fotografato di Oxford. Elegante, circolare, bellissimo da ogni angolazione.

Covered Market

Perfetto per una pausa più leggera tra una visita e l’altra. Trovate cibo, botteghe e un po’ di vita quotidiana cittadina.

King’s College Chapel

Un capolavoro gotico che lascia senza parole. L’interno è solenne, luminoso, impressionante.

Punting sul River Cam

L’esperienza più tipica di Cambridge. Salite su un punt e lasciatevi trasportare lungo il fiume tra college, ponti e prati curatissimi.

The Backs

La zona verde dietro i college, perfetta per passeggiare e fotografare la città dal suo lato più poetico.

Trinity College

Uno dei college più prestigiosi e affascinanti. Anche solo dall’esterno trasmette tutta la grandezza della tradizione universitaria inglese.

Giorno 9: Manchester e Liverpool

Distano circa un’ora l’una dall’altra e con un po’ di organizzazione è possibile vederle in giornata. Manchester e Liverpool hanno due cose in comune: il legame con la musica e quello con il calcio ma non possiamo ridurci a questo. Moderne e creative, con un’atmosfera underground hanno tanto da raccontare.

Consigli su cosa vedere

  • Northern Quarter
  • Cattedrale di Manchester
  • Old Trafford
  • Albert Dock
  • Beatles Story
  • Anfield

Northern Quarter

Questo è il quartiere più cool di Manchester con murales e caffetterie indipendenti oltre a tantissimi negozi vintage. Una vera meraviglia dove passeggiare.

Cattedrale di Manchester

Meno conosciuta forse rispetto ad altre cattedrali ma uno dei simboli della città e assolutamente da vedere per i suoi dettagli architettonici.

Old Trafford

Anche chi non segue il calcio conosce questo stadio: è la casa del Manchester United, la squadra in cui ha giocato anche David Beckham ed è una vera istituzione.

Albert Dock

Quando si arriva a Liverpool la prima tappa non può che essere il lungomare dove c’è un contrasto netto tra i nuovi ristoranti e musei affacciati sull’acqua e vecchi magazzini industriali che oggi sono stati trasformati in spazi culturali.

The Beatles Story

C’è un museo dedicato ai Beatles che ripercorre la storia della band più famosa al mondo attraverso foto, oggetti e ricostruzioni immersive. Per i veri fan è anche possibile fermarsi al Cavern Club, il locale dove la leggenda è iniziata.

Anfield

Il legame con il calcio si vede qui: l’Anfield è il tempio del Liverpool FC e l’atmosfera che si respira è competitiva. Visitarlo è un’emozione per chi ama il calcio ma anche chi non segue i campionati ne resta colpito.

Giorno 10: Canterbury e Dover

L’ultimo giorno consigliamo di puntare verso il Kent, una deviazione non lontana da Londra che racconta la storia medievale del luogo con un’atmosfera da cittadina inglese. Canterbury vi conquista con il suo centro antico, Dover con quel mix di mare, vento e panorami che fa subito “fine del viaggio, ma in grande”.

Consigli su cosa vedere

  • Cattedrale di Canterbury
  • Centro storico di Canterbury
  • Dover Castle
  • White Cliffs of Dover

Cattedrale di Canterbury

Una delle cattedrali più importanti d’Inghilterra, imponente e piena di storia. Entrate con calma, perché qui ogni dettaglio merita attenzione.

Centro storico di Canterbury

Vicoli, case a graticcio, botteghe e scorci sul fiume. È una città perfetta da girare a piedi, senza correre.

Dover Castle

Una fortezza spettacolare affacciata sulla Manica. Grande, scenografica, strategica: sembra fatta apposta per chiudere il viaggio con un po’ di atmosfera epica.

Vista del castello di Dover
iStock
Il suggestivo castello di Dover

White Cliffs of Dover

Le scogliere bianche di Dover sono uno dei paesaggi più iconici d’Inghilterra. Camminate lungo i sentieri, respirate aria di mare e godetevi l’ultima vista wow prima di rientrare.

Come arrivare in Inghilterra

Raggiungere l’Inghilterra dall’Italia è semplice e ci sono varie soluzioni. Le principali città italiane hanno tantissimi voli, anche low cost, che collegano con gli scali di Heathrow, Gatwich, Manchester e Birmingham e c’è da dire che l’aereo è sicuramente il mezzo più pratico e veloce. L’alternativa? Il treno: si attraversa la Francia e poi si sfrutta l’Eurotunnel per arrivare nel Regno unito.

Come spostarsi in Inghilterra

Muoversi in Inghilterra? Un gioco da ragazzi grazie a una rete di trasporti ben sviluppata. Il servizio pubblico combina treni, autobus, metropolitane e non solo nelle grandi città. Anche i borghi più piccoli e i villaggi caratteristici sono, tutto sommato, semplici da raggiungere.

Se avete in programma di visitare più destinazioni il treno è decisamente comodo, si possono sfruttare collegamenti rapidi da Londra, Manchester, Liverpool e York così da ottimizzare i tempi. Per chi preferisce massima libertà il noleggio resta l’opzione migliore; affittando un’auto ci si può muovere senza dover dipendere da tabelle orari ma è bene sapere che in Inghilterra si guida a sinistra e non a destra … serve un po’ di abitudine per prendere la mano, soprattutto nelle rotatorie.

Quando andare in Inghilterra

Non c’è un vero e proprio momento migliore per andare in Inghilterra, dipende molto da cosa si desidera visitare e il mood che si cerca ma è chiaro che il meteo qui è sempre imprevedibile. Se in primavera le temperature sono miti e i parchi fioriscono, in autunno il clima uggioso e le sfumature calde regalano un effetto wow. In estate, i gradi salgono ma di pari passo aumentano anche i turisti. In inverno, invece, con lucine e mercatini natalizi ha un fascino unico.

Vale la pena organizzare un viaggio in Inghilterra?

Certamente, Londra è sicuramente il primo punto d’ingresso ma l’Inghilterra ha moltissimo da offrire spaziando dalle strade acciottolate di York al fermento di Liverpool senza dimenticare le cittadine universitarie di Oxford e Cambridge. E lungo la costa? Le sorprese non mancano. Seguendo questo itinerario c’è modo di scoprire tutte le sue anime.

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