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Hier — 16 octobre 2026SiViaggia

Viaggio tra le pietre secolari di Corippo, un minuscolo (ma elegantissimo) borgo in Val Verzasca

16 octobre 2026 à 16:00

È talmente tanto piccolo che, fino a non molto tempo fa, era il comune meno popoloso dell’intero Paese, con una manciata di abitanti e un patrimonio architettonico rimasto straordinariamente fedele alle proprie origini. Il suo nome è Corippo, minuscolo e antico insediamento del Canton Ticino che ora, però, può vantarsi di un qualcosa di decisamente più interessante.

Con le case in pietra grigia che sembrano emergere direttamente dal fianco della montagna e ornate con finestre minute e tetti pesanti (sono talmente tanto vicine che da lontano appaiono quasi come un’unica grande abitazione), è puntellato di graziose scalinate irregolari, balconi di legno anneriti dal tempo e un campanile che supera appena le coperture circostanti. Il tutto su un ripido versante montuoso circondato da boschi e piccoli prati terrazzati, da cui poter posare il proprio sguardo sul fiabesco fondovalle.

Se a metà dell’800 contava circa 300 abitanti, la progressiva emigrazione ridusse ulteriormente la popolazione, tanto che nel 2020 con l’aggregazione dei comuni della Val Verzasca ha perso la propria autonomia amministrativa. Il suo valore storico, invece, era stato riconosciuto già nel 1975, quando il nucleo ricevette una tutela di rilevanza nazionale. Da allora è iniziata una lunga operazione di recupero che ha portato persino alla trasformazione di alcune abitazioni abbandonate in camere d’albergo.

In Alto Adige torna il Trenatale del Renon: un viaggio da fiaba tra due mercatini di Natale

16 octobre 2026 à 13:04

Se stai pensando a una breve vacanza per vivere l’Avvento in Alto Adige, sappi che da oggi puoi farlo in maniera diversa dal solito, lontano dalla folla dei mercatini più grandi e immerso in un’atmosfera più raccolta. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 torna il Trenatale del Renon, il mercatino natalizio che unisce due località dell’altopiano, Soprabolzano e Collalbo, grazie allo storico Treno del Renon.

Il filo conduttore è proprio il viaggio: da una parte la piazza della stazione di Soprabolzano, dall’altra il centro di Collalbo, con casette che richiamano la forma dei vagoni ferroviari, artigianato locale, specialità altoatesine, musica e appuntamenti dedicati anche ai bambini. Il tutto, dunque, con l’intento dichiarato di ricreare e mantenere un’atmosfera più tranquilla e tradizionale rispetto ai grandi mercatini natalizi, puntando su prodotti del territorio e su un’esperienza più lenta.

Il Trenatale del Renon tra Soprabolzano e Collalbo

Il Trenatale si sviluppa in due punti distinti dell’altopiano. A Soprabolzano le bancarelle si trovano nella piazza della stazione del Treno del Renon, mentre a Collalbo il mercatino anima il centro del paese. A collegarli è proprio il trenino, utilizzato normalmente come mezzo di trasporto pubblico e trasformato durante l’Avvento in parte integrante dell’esperienza.

Trenatale, bancarelle
Ufficio Stampa
Le bancarelle tradizionali locali

Tra gli stand si trovano prodotti artigianali, decorazioni, lavori a maglia, ceramiche, candele, pane e dolci tradizionali, insieme a specialità gastronomiche e bevande calde. A Collalbo, per esempio, sono annunciati espositori con salumi, miscele di erbe, articoli fatti a mano, prodotti da forno e ceramiche realizzate con tecnica Raku. Il programma musicale definitivo, invece, è ancora in fase di definizione, ma sono previsti concerti e musica natalizia nelle due località, oltre ad attività pensate per le famiglie.

Date, orari e come arrivare

L’edizione 2026-2027 del Trenatale è in programma dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, ma non è aperta tutti i giorni. Generalmente il mercatino accoglie i visitatori il venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, con aperture aggiuntive in alcune giornate festive e durante il periodo natalizio. Tra queste figurano il 7 e l’8 dicembre, il 23, 26, 27 e 28 dicembre e il 2 e 3 gennaio.

Per raggiungerlo, da Bolzano è possibile utilizzare la Funivia del Renon, che porta a Soprabolzano. Da qui si prosegue con il Treno del Renon verso Collalbo. Per il 2026 sono indicati, salvo modifiche, 8,50 euro per una corsa singola in funivia e 13,50 euro andata e ritorno, mentre il treno costa 5,50 euro per una corsa singola e 8,50 euro andata e ritorno. È disponibile anche un biglietto combinato funivia più treno da 12,50 euro solo andata oppure 20,50 euro andata e ritorno.

Più che un semplice mercatino, il Trenatale punta quindi sul percorso stesso: salire sull’altopiano, attraversare il paesaggio in treno e fermarsi tra due piccoli borghi illuminati per l’Avvento. Una ricetta che rende l’esperienza particolarmente adatta a chi cerca un Natale più raccolto, con ritmi lenti e atmosfera di montagna.

Lucas Pavanetto, Veneto: “Siamo la prima regione d’Italia in termini turistici”

16 octobre 2026 à 01:06

Con un bilancio che sfiora i 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, il Veneto si riconferma saldo al vertice del turismo italiano. Un primato importante che la regione sceglie di non tradurre in una mera corsa alle quantità, bensì in una strategia orientata alla qualità dell’accoglienza, al valore della spesa del visitatore sul territorio e alla gestione dei flussi.

Dalla valorizzazione delle 17 DMO (Destination Management Organization) all’offerta integrata tra mare, montagna, colline e città d’arte, la priorità è oggi guidare la destagionalizzazione per offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo della regione Veneto. Nell’intervista ci ha illustrato i dati positivi della stagione estiva, la presentazione della nuova rete di 13 cammini certificati — un’opportunità straordinaria per far vivere l’entroterra e ripopolare i borghi meno noti — e i piani per il rilancio in chiave wellness del polo termale tra i più grandi d’Europa.

Vogliamo commentare il primato del turismo della Regione Veneto,la regione più turistica d’Italia?

Abbiamo chiuso il 2025 con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, quindi siamo la prima regione d’Italia in termini turistici e oggi festeggiamo questo dato, naturalmente, anche con la consapevolezza di dover far meglio. Chiaramente, lo dico subito, il nostro interesse non è quello di raddoppiare i numeri, quindi in termini di quantità, ma quello di affiancare ai numeri della quantità la qualità del turista che viene. Quindi, l’attenzione non è solo su quanto una persona alloggia da noi e quanti ne arrivano poi alla fine durante l’anno, ma è anche quello che poi spendono e lasciano sul territorio in termini di consumo e penso che questo sia una delle priorità che hanno tutte quante le regioni che vivono di turismo.

Quest’estate, a maggio, abbiamo raggiunto intorno ai 5,8 milioni di presenze, ed è già un buon dato, in termini generali, il che significa che l’estate è andata molto bene. Abbiamo un +10% soltanto sul mese di maggio. Abbiamo preso quel mese di riferimento, a differenza di luglio e agosto perché sappiamo benissimo che sono quei mesi in cui quel termine che noi cerchiamo di utilizzare che è destagionalizzazione o destagionalizzare, che implica per noi una stagionalità che poi limita chi va a lavorare nel settore turistico e cerchiamo di ragionare su città turistiche che vivono tutto l’anno, che è un po’ anche quel messaggio che ha lanciato il ministro Mazzi durante una riunione con gli assessori.

Quindi, insomma, una buona estate quest’anno, un buon trend di crescita e poi aspettiamo la fine dell’anno perché ricordiamo che molte delle realtà sulle quali abbiamo investito, con il periodo autunnale, ma soprattutto con il periodo invernale e quello del Natale, oggi fanno dei numeri che poi nel budget totale naturalmente garantiscono un buon risultato.

Al TTG quest’anno presentate qualche novità?

Sì, quest’anno al TTG abbiamo presentato i Cammini. Quindi 13 cammini, 5.400 km di cammini in Veneto che fanno oggi la nostra regione, anche qui leader in termini di iniziative. Cammini che non sono quelli legati alla religione o comunque al sacro, ma sono cammini che hanno diverse sfumature. Abbiamo il cammino legato a Rigoni Stern, quindi un cammino culturale, il cammino invece della Grande Guerra, che è quello che passa nel Vicentino, il cammino enogastronomico, che è quello delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene DOCG quindi parliamo anche di Patrimonio UNESCO in questo caso, ma molto legato a un prodotto che è un fiore all’occhiello della nostra economia.

Molti altri cammini si stanno naturalmente evolvendo, oltre al primo che è la Treviso-Ostiglia, giusto per ricordarne uno, abbiamo certificato questi 13 cammini proprio per l’importanza che deve avere un cammino, quindi un servizio a 360 gradi per l’ospite. Oggi, non è più il pellegrino che fa questo tipo di attraversamento, ma è anche un turista che cerca l’open air, che cerca il relax, che cerca di taccare la spina. Tra l’altro, dai dati che sono venuti fuori, i cammini hanno una prevalenza di partecipazione femminile rispetto a quella maschile, quindi ci sono già c’è già un trend…

Poi c’è una serie di servizi che vengono agevolati, che è quella dell’esperienza. Chi fa un cammino non ha bisogno, dell’autogrill da stazione, ma ha bisogno di quel vecchio alimentari che magari è rimasto chiuso, ma che oggi è stato riaperto e che offre un servizio non solo alle persone del cammino, ma fa rivivere anche una comunità che rischiava di sparire con lo spopolamento dei piccoli Comuni. Ecco, questo è fondamentale. Oggi noi, dei 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi del 2025, l’80% lo facciamo in venti località, quindi significa che tutti quei cammini che attraversano territori che non sono prevalentemente turistici possono vivere di turismo e hanno un grandissimo potenziale.

Lei ha detto una parola chiave: trend. Su cosa puntate nei prossimi anni per destagionalizzare e per evitare l’overtourism?

Allora, diciamo che con la nascita delle OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione), delle DMO che adesso prendono forma, ce ne sono 17 in Veneto, noi non parliamo più di singola realtà turistica che riesce a fare i grandi numeri — abbiamo dei player sul campo che fanno sei milioni di presenze in un Comune da 13.000 abitanti, se penso a Cavallino, se penso a Jesolo, se penso a Caorle —, ma abbiamo una costa che va ragionata in termini proprio di Costa Veneziana che parte dal Delta del Po e arriva fino a Bibione e che fa oltre quasi 40 milioni di presenze. Abbiamo il Lago di Garda che ne fa altrettanti, abbiamo le Dolomiti, abbiamo le colline, abbiamo le città d’arte che poi fanno la gran parte dei risultati. Per noi oggi è fondamentale avere un’organizzazione che possa gestire questo, ma che possa anche offrire al turista, proprio perché non ci sia poi l’overtourism di un singolo luogo, ma che possa essere l’opportunità di frequentare un luogo molto più ampio, facendo vivere anche il territorio dell’entroterra, che magari spesso e volentieri viene dimenticato, oppure quello della cinta di una grande città culturalmente preparata, che può essere Verona, che può essere Venezia, che può essere Padova, ma che può offrire molto. La Regione del Veneto, con la giunta attuale, ha avviato un rilancio in particolar modo di quello che è la parte delle terme e dei colli, dove all’interno ci sono i cammini, ci sono la parte del turismo termale e delle terme in senso anche sanitario, che sono le terme tra le più antiche d’Europa, tra l’altro il polo termale più grande d’Europa, che oggi deve vivere di nuova vita e quindi, accanto a quello che era la salute di un tempo, va messo quello che è il benessere, la bellezza piuttosto che il relax e il wellness più in senso ampio.

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Lo specchio d’acqua delle Alpi che sembra dipinto a mano: l’affascinante Lago di Lunz

15 octobre 2026 à 17:30

Chi vive in zona, per la precisione nel piccolissimo villaggio di Lunz am See, lo chiama affettuosamente Meer der Lunzer, ovvero il loro mare. La realtà, però, è ben diversa: per attraversarlo da una sponda all’altra basterebbero appena 500 metri. Siamo nella Bassa Austria, ai piedi del massiccio del Dürrenstein, in un angolo delle Alpi dell’Ybbstal. E proprio qui il Lago di Lunz (Lunzer See in lingua locale) incanta con la sua presenza tanto imponente quanto silenziosa.

Del resto, questo è l’unico lago naturale balneabile della regione, uno specchio d’acqua di 68 ettari incastonato tra rilievi ricoperti di boschi.
Con l’arrivo dell’autunno, sono soprattutto i faggi a cambiare il volto delle sue rive. Le chiome assumono sfumature ramate, il sottobosco si riempie di foglie e il verde scuro delle conifere risalta tra i versanti ormai dorati. Nelle mattine più fredde, una leggera foschia può trattenersi sulla superficie, mentre dalla sponda meridionale il sentiero attraversa tratti di foresta che lasciano intravedere l’acqua soltanto attraverso aperture nella vegetazione.

Origine e formazione del Lago di Lunz

Sì, il Lago di Lunz è un vero e proprio gioiello dell’Austria, e questo è dovuto anche al fatto che la sua storia è iniziata migliaia di anni fa, ovvero quando le glaciazioni interessavano ampie porzioni delle Alpi. C’erano delle enormi masse di ghiaccio che avanzavano lentamente attraverso le vallate, esercitarono una pressione considerevole sulle rocce.

Il bacino del Lunzer See è quindi il risultato dell’erosione glaciale. Il lago appartiene inoltre a un sistema idrografico formato da tre bacini collegati tra loro: il più elevato è l’Obersee, situato a 1.113 metri, seguito dal Mittersee, a circa 766 metri, e infine dal Lunzer See, chiamato anche Untersee, ossia lago inferiore.

L’acqua scende dai bacini montani attraverso il Seebach, un corso d’acqua che alimenta il lago principale e prosegue verso il fiume Ybbs. Siamo perciò al cospetto di un continuo ricambio idrico che contribuisce alle caratteristiche del suo ecosistema, che non a caso è anche oggetto di studi scientifici da oltre 100 anni.

Già nel 1905, infatti, Lunz divenne un importante centro di ricerca limnologica, la disciplina dedicata allo studio delle acque interne. Oggi questa tradizione prosegue attraverso il WasserCluster Lunz, un istituto scientifico che approfondisce laghi, fiumi e ambienti acquatici.

Visitare il Lago di Lunz

Il Lago di Lunz è adatto anche a una gita di mezza giornata, in quanto si si presta perfettamente per un’escursione di poche ore. Ciò non toglie che dedicargli più tempo faccia sì che si possano apprezzare anche le sue particolarità meno evidenti. Il punto di partenza più pratico è la sponda occidentale, nei pressi del lungolago, tra parcheggi, piccoli locali e servizi turistici.

Durante l’autunno il movimento dei mesi estivi lascia spazio a un’atmosfera più in intima. Sulle sue rive sono infatti presenti delle panchine che, in questa stagione, si rivelano punti privilegiati per osservare il paesaggio, mentre le temperature fresche invitano a esplorare i sentieri che attraversano il bosco.

A disposizione dei visitatori c’è un percorso circolare che misura circa 4,8 chilometri. È assolutamente fattibile poiché presenta un dislivello di appena 33 metri. Partendo dalla sponda occidentale in senso antiorario, il tracciato sale leggermente lungo una stradina asfaltata, per poi trasformarsi in un sentiero di ghiaia. Poco dopo, la vegetazione diventa più fitta e il bosco sembra avvolgere il percorso.

Va detto che questo è probabilmente il tratto più affascinante durante l’autunno, con le foglie che ricoprono il terreno e i rami che formano una sorta di galleria naturale. Non mancano deviazioni che conducono direttamente alla riva, mentre ci si può prendere qualche minuto per fermarsi a osservare davanti ai propri occhi lo spettacolo (emozionante) delle montagne.

Proseguendo, il tracciato attraversa un ponte e raggiunge l’altra sponda. Da questo punto il paesaggio si apre maggiormente, regalando vedute panoramiche in grado di emozionare. Il ritorno segue in parte la strada che costeggia il lago, con scorci particolarmente belli nelle giornate soleggiate.

Tra le particolarità architettoniche del Lunzer See vale la pena citare la Seebühne. Si tratta di una struttura multifunzionale inaugurata nel 2004 e progettata dall’artista austriaco Hans Kupelwieser, con la collaborazione dello studio werkraum Wien. Ma perché è così particolare? La risposta è molto interessante: durante il giorno, parte della struttura funziona da piattaforma per prendere il sole e accedere all’acqua; in occasione degli spettacoli, invece, si trasforma in un teatro all’aperto, con una platea coperta e un palcoscenico galleggiante.

Possiede infatti un sistema meccanico che consente alla copertura di sollevarsi, mentre la piattaforma scenica può essere abbassata sotto la superficie durante l’inverno per proteggerla dalla pressione del ghiaccio. La Seebühne ospita anche il festival musicale wellenklänge, durante il quale le esibizioni si svolgono davanti allo scenario naturale delle montagne e del lago.

Per chi desidera prolungare l’esplorazione, dal Lunz parte l’itinerario dei tre laghi, un percorso di quasi 19 chilometri che richiede più o meno 6 ore e raggiunge anche il Mittersee, che si trova in un ambiente boschivo particolarmente suggestivo, e l’Obersee, uno specchio d’acqua verde intenso circondato da rilievi rocciosi.

Va però specificato che nel pieno dell’autunno le giornate più corte e le possibili nevicate in quota richiedono maggiore prudenza. Durante l’estate, invece, il lago si trasforma in una vera e propria meta balneare, con tanto di lido attrezzato dotato di 4.000 m² di prato, trampolino per i tuffi e servizi per le famiglie.

Tra maggio e giugno, inoltre, nei prati della regione fioriscono migliaia di narcisi bianchi, mentre in inverno il paesaggio assume tonalità completamente diverse: la sua superficie può ghiacciare durante le ondate di freddo più intense. Merita una visita anche il vicino abitato di Lunz am See, un paese alpino legato storicamente alla lavorazione del ferro e alla cultura montana del Mostviertel.

Dove si trova e come arrivare

L’incantevole Lago di Lunz (che in autunno pare davvero dipinto a mano) si trova a Lunz am See, nella parte sud-occidentale della Bassa Austria, nel distretto di Scheibbs. Per raggiungerlo in automobile da Vienna, Linz o Salisburgo si può percorrere l’autostrada A1, uscendo a Ybbs an der Donau e proseguendo lungo la strada B25 in direzione di Lunz am See.

Lunzer See, Austria
iStock
Il Lunzer See visto dall’alto

Chi preferisce utilizzare i mezzi pubblici può raggiungere in treno Scheibbs oppure Waidhofen an der Ybbs, proseguendo successivamente in autobus verso Lunz am See. È opportuno verificare gli orari delle coincidenze, soprattutto nei fine settimana e durante la bassa stagione.

Novembre in Sardegna: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:10

Quando i paesi si radunano attorno ai primi fuochi e alle tavolate condivise, l’autunno mostra il suo volto più autentico: sagre di paese, feste patronali e mercatini riempiono le strade di profumi di cantina e di piatti fumanti. I colori caldi dei boschi accompagnano i riti collettivi del raccolto e della trasformazione, tra castagne, olio nuovo e vini che raccontano l’annata. È il momento in cui le comunità si stringono, aprono case e cortili e trasformano il tempo che rallenta in un’occasione di incontro. In Sardegna questi gesti antichi diventano invito a scoprire borghi, tradizioni artigiane e sapori di stagione.

Nel calendario di novembre 2026 in Sardegna, gli eventi enogastronomici portano in viaggio tra montagne e mare: dalle atmosfere suggestive di “Su Prugadoriu” a Seui, con il paese che si anima tra riti e degustazioni, ai profumi intensi de “La Montagna produce” a Desulo, dove i prodotti tipici sono protagonisti assoluti. Tra le vie di Nuoro, poi, “Mastros in Nùgoro” apre botteghe e laboratori, trasformando la città in un percorso diffuso tra saper fare, cibo tradizionale e storie raccontate a passo lento.

Gli eventi di novembre in Sardegna tra sagre e sapori

  • Autunno in Barbagia – Ortueri (NU), dal 5 settembre al 13 dicembre 2026.
    Manifestazione diffusa che apre cortili e case storiche della Barbagia, proponendo percorsi enogastronomici e artistici per valorizzare le eccellenze produttive, le tradizioni e l’artigianato dell’interno della Sardegna.
  • “Su Prugadoriu”, l’antica festività diventa vetrina del territorio – Seui (OG), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    Antica festività legata al culto delle anime con questua alimentare dei bambini nel centro storico di Seui, divenuta vetrina per enogastronomia, artigianato, tradizioni locali, convegni, presentazioni e spettacoli.
  • La Montagna produce: a Desulo i prodotti più tipici e genuini della montagna – Desulo (NU), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Evento enogastronomico a Desulo dedicato ai prodotti tipici della montagna, con degustazioni e vendita di salumi, pani, formaggi, dolci, castagne arrosto e specialità locali come su callu.
  • Mastros in Nùgoro – Nuoro (NU), dal 14 al 15 novembre 2026.
    Manifestazione nei quartieri San Pietro e Seuna di Nuoro, tappa di Autunno in Barbagia, che promuove cultura, sociale, artigianato e agroalimentare del territorio.
  • Tradizionale festa per la Madonna dello Schiavo – Carloforte (SU), il 15 novembre 2026.
    A Carloforte celebrazione della Madonna dello Schiavo il 15 novembre, legata alla storia degli schiavi carlofortini liberati nel 1803 e al culto della Madonnina nera.
  • Saboris Antigus 2026 in Sardegna – Siurgus Donigala (SU), ogni domenica dal 15 al 29 novembre 2026.
    Rassegna diffusa in nove comuni della Sardegna con appuntamenti autunnali e invernali dedicati alle comunità locali, ai produttori, alle famiglie custodi delle ricette tradizionali e alle nuove generazioni.
  • La Festa Antunna e Piritzolu a Macomer – Macomer (NU), dal 20 al 22 novembre 2026.
    A Macomer si svolge Antunna e Piritzolu, con rassegna de S’Antunna, mostra micologica regionale e show cooking “Il Fungo è servito”, ospitati presso il Centro Polivalente in via degli Artigiani.
  • Ocraxus a Laconi – Laconi (OR), dal 21 al 22 novembre 2026.
    Percorso nel centro storico di Laconi tra rioni, vecchie case e antiche ville per scoprire arti, mestieri tradizionali e sapori del passato.
  • Festa per Santa Caterina – Sassari (SS), il 25 novembre 2026.
    Festa religiosa in onore di Santa Caterina nella chiesa gesuita del XVII secolo, con processione e mercatino di prodotti tipici per tutta la giornata.

Sagre ed eventi di novembre in Piemonte, gli appuntamenti da non perdere

15 octobre 2026 à 09:10

Nel calendario di fine autunno si accendono luci, profumi e tavole imbandite tra colline e città, dove ogni fine settimana diventa un invito a rallentare. È il periodo delle sagre di paese, delle feste dedicate ai prodotti tipici, dei calici che accompagnano formaggi, salumi e dolci di stagione. Tra nebbie leggere e vigneti che cambiano colore, il Piemonte offre borghi raccolti e piazze vivaci in cui ritrovarsi, assaggiare, curiosare tra banchi e specialità locali.

In questa cornice, il cuore goloso della regione batte alla Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, appuntamento che richiama appassionati e gourmet da tutta Italia, mentre Torino anima i weekend con il Balon: il mercatino delle pulci e il Gran Balon, dove antiquariato e oggetti vintage raccontano storie passate. Tra una degustazione e una passeggiata tra gli stand, anche città come Novara, Tortona, Ovada e Vercelli offrono eventi e mercatini per completare un novembre ricco di sapori e scoperte.

Gli eventi di novembre 2026 in Piemonte da scoprire

  • Fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba – Alba (CN), dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026.
    Ad Alba la Fiera internazionale del tartufo bianco propone il Mercato Mondiale dei tartufi delle Langhe, Monferrato e Roero e un padiglione didattico dedicato a bambini e famiglie.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Mostra Mercato dell'Antiquariato e dell'Usato – Ovada (AL), il 1 novembre 2026.
    Mostra mercato nel centro storico con numerose bancarelle di antiquariato, gioielli, stampe, libri, modernariato, mobili e oggetti da collezione, che attira un pubblico sempre più numeroso.
  • Barlafus, mercatino antiquario di Vercelli – Vercelli (VC), il 1 novembre 2026.
    Mercatino mensile a Vercelli che unisce commercio, tradizione, cultura locale e turismo, valorizzando antiquariato minore, curiosità del passato, piccolo artigianato e mondo rurale.
  • Curiosità a Novara – Novara (NO), il 7 novembre 2026.
    Mercatino nel centro storico di Novara con bancarelle di antichità, artigianato, collezionismo e opere di ingegno, che dal 2006 richiama numerosi appassionati anche da fuori provincia.
  • Balon: il mercatino delle pulci a Torino – Torino (TO), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Storico mercatino delle pulci di Torino in zona Borgo Dora, dove si trovano antiquariato, rigatteria, artigianato, vintage, creatività, collezionismo e usato, frequentato da collezionisti e curiosi.
  • Gran Balon, mercato dell'antiquariato minore di Torino – Torino (TO), il 8 novembre 2026.
    Mercato torinese dell’antiquariato minore con centinaia di espositori in zona Borgo Dora, ricco di mobili antichi, oggetti da collezione e negozi specializzati che offrono proposte di alto antiquariato e curiosità.
  • Il vintage della Gran Madre – Torino (TO), il 15 novembre 2026.
    Mercatino a tema vintage nel centro storico di Torino, vicino alla Chiesa della Gran Madre, con numerose bancarelle dal sapore retrò ogni terza domenica del mese.
  • Cantarà e Catanaj, il mercatino dell'antiquario – Tortona (AL), il 29 novembre 2026.
    Mercatino dell'antiquariato nel centro storico con esposizioni a tema storico, tra auto d'epoca, stampe e fotografie, legato alla tradizione tortonese dei “catanaj”.

Novembre nelle Marche: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:10

Il ritmo lento dei borghi, l’aria frizzante e i profumi che arrivano dalle piazze riportano al centro la convivialità, tra brindisi, piatti fumanti e chiacchiere fino a sera. È il tempo delle sagre di paese, delle feste dedicate ai prodotti del bosco, delle ultime giornate all’aperto tra mercatini e tavolate condivise. In questo clima raccolto ma ancora vitale, le colline e le città d’arte delle Marche diventano lo sfondo ideale per weekend fatti di gusto, tradizioni e paesaggi che cambiano colore.

Nelle Marche di novembre 2026 gli appuntamenti enogastronomici sono protagonisti, con il tartufo a guidare la scena: dalla Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna ai profumi intensi della Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado, fino all’atmosfera di fuoco e sapori tipici della Festa del braciere – Musica e piatti tipici di Moresco. Un itinerario che attraversa borghi e città, perfetto per scoprire la regione seguendo il filo dei suoi sapori più autentici.

Eventi di novembre 2026 nelle Marche tra sagre e mercatini

  • Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna – Acqualagna (PU), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 15 novembre 2026.
    Manifestazione nazionale ad Acqualagna dedicata al tartufo bianco, con mercato specializzato che valorizza una storica tradizione di ricerca, produzione e commercializzazione del prezioso tubero a livello nazionale e internazionale.
  • Festa del braciere – Musica e piatti tipici – Moresco (FM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    A Moresco si festeggia con un grande braciere in piazza del Castello che cuoce risotti, salsicce, spiedini e castagne, accompagnati dal vino tipico locale e da un’atmosfera conviviale.
  • Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato delle Marche – Sant’Angelo in Vado (PU), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Evento a Sant’Angelo in Vado dedicato al tartufo bianco pregiato delle Marche, dove è possibile acquistare tartufi e prodotti tipici del Montefeltro come funghi, castagne, formaggi e miele.
  • Fiera di San Martino – Grottammare (AP), dal 10 al 11 novembre 2026.
    Storica fiera di Grottammare, tra le principali delle Marche, che richiama ogni anno migliaia di visitatori e numerosi operatori per vendita ed esposizione di merci in un contesto legato alla tradizione.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Il Barattolo, la soffitta sotto il loggiato – Macerata (MC), il 8 novembre 2026.
    Sotto i portici del centro storico si svolge un mercatino con bancarelle di artigianato artistico, piccolo antiquariato, modernariato, hobbistica e collezionismo.
  • Stradomenica, shopping ed intrattenimentom – Pesaro (PU), il 15 novembre 2026.
    In tutta Pesaro si tengono mercato, mercatino dell’antiquariato, negozi e locali aperti, iniziative culturali a ingresso gratuito o ridotto e animazione diffusa.
  • Mercanti in Pesaro – Pesaro (PU), il 15 novembre 2026.
    Mercato che anima le vie e le corti del centro storico di Pesaro con bancarelle, offrendo ai visitatori l’occasione di passeggiare tra palazzi restaurati e strade storiche.

Novembre nel Lazio: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:09

Il richiamo dei falò e del profumo di castagne arrostite segna il tempo dei ritrovi di comunità, tra piazze accese di luci calde e bancarelle colme di sapori di stagione. È il momento in cui i prodotti dell’autunno diventano protagonisti di sagre di paese, feste del raccolto e appuntamenti dedicati a vino, olio nuovo e specialità del territorio. In questo clima conviviale il Lazio si scopre attraverso gusti autentici, tra colline, borghi lacustri e città, offrendo tante occasioni per un viaggio lento tra tradizioni e convivialità. Tra un calice e un assaggio, ogni fine settimana diventa una piccola festa collettiva.

Nel Lazio novembre 2026 è un invito a esplorare piazze e borghi attraverso il gusto: dalle atmosfere autunnali della Festa del vino e dell’olio novello di Vignanello ai profumi intensi di tartufo della Fiera Nazionale del tartufo bianco e nero pregiato di Campoli Appennino, fino alle note di montagna e alle caldarroste della Sagra della Rola, festa del Cornuto di Rocca Canterano. Senza dimenticare gli appuntamenti con mercati contadini e specialità tipiche, da Roma ai Castelli Romani, che trasformano ogni weekend in un itinerario enogastronomico diffuso.

Eventi di novembre nel Lazio, tra sapori d’autunno e tradizioni

  • Tre Mercati Contadini ad Albano Laziale – Albano Laziale (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Albano Laziale ospita più mercati contadini, con appuntamenti il sabato in via Riccardo Lombardi e la domenica in Piazza Pia, per acquistare direttamente prodotti agricoli locali.
  • Sagra della Caldarrosta nel Rione Sant’ Agostino – Carpineto Romano (RM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Sagra della caldarrosta nel rione Sant’Agostino con musica, buon cibo e fraschetta rionale, pensata per valorizzare castagne, paesaggio, tradizioni rurali e biodiversità dei Monti Lepini.
  • Sagra della Caldarrosta – Carpineto Romano (RM), dal 31 ottobre al 11 novembre 2026.
    A Carpineto si celebra la castagna e la biodiversità dei Monti Lepini con caldarroste, tradizioni rurali, storia, cultura e gastronomia in un clima di festa.
  • Festa della Castagna a Riofreddo – Riofreddo (RM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Percorso enogastronomico per le vie di Riofreddo con menu di piatti invernali, carne alla brace, pizze fritte, vino e castagne protagoniste.
  • Mercato della Terra di Anguillara Sabazia – Anguillara Sabazia (RM), il 1 novembre 2026.
    Sulle sponde del lago di Bracciano il Mercato della Terra di Anguillara Sabazia offre ortaggi biologici, formaggi, pani, salumi tradizionali, vini, miele, oli, birre artigianali e dolci stagionali.
  • Festa della Castagna – Ascrea (RI), il 1 novembre 2026.
    Appuntamento di Ognissanti dedicato alla castagna, con degustazioni e richiami alle tradizioni e al passato contadino.
  • Mercato della Terra di Santa Maria delle Mole – Marino (RM), il 1 novembre 2026.
    In piazza Sciotti a Marino il Mercato della Terra propone prodotti locali, Presìdi Slow Food e specialità rare che valorizzano antichi mestieri, tecniche tradizionali e cultura del territorio.
  • Mercato della Terra di Monte Compatri – Monte Compatri (RM), il 1 e 15 novembre 2026.
    Lungo la passeggiata di Monte Compatri si svolge il Mercato della Terra con Presìdi Slow Food, miele, frutta e verdura locali, formaggi e porchetta, legati alla tradizione laziale.
  • Mercato Contadino dei Castelli Romani a Roma Capannelle – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    Mercato contadino nato dall’alleanza tra produttori di qualità e consumatori attenti, per promuovere sovranità alimentare e liberarsi dai prodotti dell’agroindustria e della grande distribuzione.
  • Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Frascati – Frascati (RM), ogni martedì e venerdì dal 3 al 27 novembre 2026.
    A Frascati il mercato contadino di filiera corta permette di acquistare il paniere agroalimentare locale proprio nelle aree un tempo agricole, oggi trasformate dal terziario.
  • Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Rocca di Papa – Rocca di Papa (RM), ogni giovedì dal 5 al 26 novembre 2026.
    A Rocca di Papa il mercato contadino riunisce produttori locali con vendita diretta di prodotti stagionali, freschi e a km 0, puntando su tipicità territoriali e risparmio per il consumatore.
  • Castagnata di Novembre – Anzio (RM), dal 6 al 8 novembre 2026.
    Ad Anzio la castagnata propone caldarroste, vino novello e piatti tipici della tradizione marinara, accompagnati da carni alla brace, contorni e spettacolo serale di intrattenimento e cabaret.
  • Festa del vino e dell’olio novello – Vignanello (VT), dal 6 al 8 novembre e dal 13 al 15 novembre 2026.
    Festa dedicata al vino e all’olio novello nelle vie medievali di Vignanello, con degustazioni tra profumi di uva appena vinificata, olive in molitura e caldarroste nel borgo antico.
  • Fiera Nazionale del tartufo bianco e nero pregiato – Campoli Appennino (FR), dal 7 al 8 novembre e dal 14 al 15 novembre 2026.
    Fiera gastronomica dedicata al tartufo bianco e nero pregiato, con degustazioni di piatti tipici, mostra di artigianato e prodotti della Ciociaria e possibilità di acquistare tartufi direttamente dai tartufai locali.
  • Mercato della Terra di Frascati – Frascati (RM), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Mercato settimanale in piazza della Porticella a Frascati, dove produttori e artigiani locali propongono vino, olio, formaggi, legumi, farine, ortaggi, frutta, miele e manufatti nel segno dei principi Slow Food.
  • Sagra della Rola, festa del Cornuto – Rocca Canterano (RM), dal 7 al 8 novembre 2026.
    Manifestazione legata alla festa di San Martino a Rocca Canterano, con corteo in cui si celebrano in modo ironico i simboli del tradimento coniugale e viene nominato il “cornuto dell’anno”.
  • Biomercato in Certosa – Roma (RM), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Biomercato mensile nel Parco della Certosa con piccoli produttori biologici di ortofrutta, carne, formaggi, miele, olio e dolci, arricchito da laboratori per bambini e pranzo sociale.
  • OliOlive – Castel Madama (RM), dal 13 al 16 novembre 2026.
    Fiera del gusto nel borgo medievale di Castel Madama con stand di produttori di olive da tavola e olio d’oliva, che offrono degustazioni e vendita di prodotti di una tradizione olearia di rilievo nazionale.
  • Mercato della Terra di Ciampino – Ciampino (RM), il 15 novembre 2026.
    Mercato della Terra nel parco Aldo Moro a Ciampino con una ventina di produttori di frutta, ortaggi, carni, latticini, pane, salumi, miele, birra artigianale e specialità come Presìdi Slow Food e dolci kosher.
  • ‘Pane, Olio e…’ – Montelibretti (RM), dal 15 al 17 novembre 2026.
    Evento enogastronomico a Montelibretti dedicato all’olio DOP locale e ad altre specialità, con sagre di pizzafritta e frittello e stand selezionati che spaziano dal tartufo ai dolci fatti in casa.
  • Giorno di Bacco – Palombara Sabina (RM), il 15 novembre 2026.
    Al Castello Savelli di Palombara Sabina il Giorno di Bacco trasforma gli spazi storici in una grande cantina, con degustazioni di vini della Sabina, del Lazio e oltre, accompagnati da un menu pensato per intenditori.
  • BolsenaSee Fest “Araun” – Bolsena (VT), dal 19 al 22 novembre 2026.
    Festival interculturale a Betzingen/Reutlingen con prodotti enogastronomici del territorio, musica dal vivo, degustazioni e momenti conviviali, pensato come ponte di amicizia tra Italia e Germania.
  • Life of Wine 2026 – Roma (RM), il 22 novembre 2026.
    Life of Wine riunisce a Hotel Villa Pamphili cantine da tutta Italia che presentano in degustazione l’annata più recente e più annate storiche, offrendo un viaggio nel tempo nell’evoluzione dei loro vini.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Mercatino dell’Antiquariato – Roma (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Nel mercatino coperto di Via San Basilio a Roma si svolge una mostra mercato di antiquariato, collezionismo, artigianato creativo, dischi, prodotti tipici, rigatteria e libri, aperta a appassionati e curiosi.
  • Mercatino Conca D’Oro – Roma (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Mercatino amatoriale aperto il fine settimana, dedicato a chi cerca oggetti del passato e curiosità del presente in un clima informale.
  • Per le vie del Borgo: Antiquariato, Artigianato e Collezionismo – Fara in Sabina (RI), il 1 novembre 2026.
    All’Abbazia di Farfa si tiene un mercatino mensile di antiquariato, artigianato, modernariato e collezionismo vintage, aperto sia a professionisti sia a hobbisti.
  • Uno sguardo nel passato – Frascati (RM), il 1 novembre 2026.
    Nel centro storico di Frascati un ampio mercatino riunisce espositori selezionati con oggetti da collezione, curiosità d’altri tempi e artigianato etnico e artistico.
  • Il mercatino della memoria – Latina (LT), il 1 novembre 2026.
    Piazza del Popolo a Latina ospita un grande mercatino di modernariato, mobili e oggetti d’antiquariato con numerosi espositori; l’evento viene annullato in caso di maltempo.
  • Garage Sale – Il Mercatino del Borghetto Flaminio – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    In Piazza della Marina si svolge un mercatino dove espositori amatoriali affittano banchetti per vendere abiti, oggetti vintage, collezioni e curiosità, attirando un vasto pubblico alla ricerca di pezzi originali.
  • Porta Portese – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    Storico e affollato mercato delle pulci romano, con banchi di antiquariato, abbigliamento, casalinghi e oggetti vari, esteso tra Piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense.
  • Sulle orme del passato: mercatino dell’antiquariato – Albano Laziale (RM), il 8 novembre 2026.
    Mercatino mensile dell’antiquariato alle Terme di Cellomaio con circa 150 espositori di mobili, oggetti da collezione, quadri, monete, francobolli e chincaglieria, punto di riferimento per curiosi e appassionati.
  • Mostra mercato dell’Antiquariato di Rieti – Rieti (RI), dal 14 al 15 novembre 2026.
    Mostra mercato mensile dell’antiquariato nel centro storico di Rieti, dove tra banchi e bancarelle si trovano manufatti antichi, oggetti da collezione e articoli per tutte le tasche.
  • Mercatino dell’Antiquariato di Viterbo – Viterbo (VT), il 15 novembre 2026.
    Mercatino mensile dell’antiquariato tra Largo Benedetto Croce e Piazza dei Caduti a Viterbo, con banchi di antiquariato, modernariato, collezionismo e specialisti del settore, servito da un vicino parcheggio.
  • Mostra Mercato Antiquariato in Piazza dei Quiriti – Roma (RM), il 22 novembre 2026.
    Mostra mercato mensile in Piazza dei Quiriti con mobili, argenti, ceramiche, oggettistica, libri d’epoca, settore vintage e brocantage, artigiani creativi e pittori contemporanei.

Vivere Firenze con nuova energia: qui la pausa di benessere tropicale è un vero sogno

Par : Caterina
15 octobre 2026 à 08:09

Firenze è un luogo incantevole che ammalia, accoglie fra le proprie strade e i propri vicoli, fa sognare. D’autunno, peraltro, dà il suo meglio: questa straordinaria città d’arte si libera della folla estiva e si ricopre di una luce dorata, che fa sentire così a proprio agio da far perdere il conto dei passi fatti tra i monumenti.

Diciamolo però: il corpo e la mente, a un certo punto, chiedono il conto. E chi visita il capoluogo toscano lo sa bene: dopo chilometri di salite, ponti e botteghe, gambe e spalle chiedono soltanto una cosa, fermarsi e rigenerarsi. E tutto questo si può fare, rendendo la propria vacanza ancor più bella, appagante e meravigliosa.

Quando il viaggio ha bisogno di una pausa

Ciò che stiamo per dire non va inteso in senso negativo: visitare Firenze è un’esperienza che riempie gli occhi e il cuore, ma può sicuramente far un po’ scaricare le energie fisiche. Gli Uffizi, il Duomo, le salite di Boboli e le passeggiate lungo l’Arno regalano emozioni, però… mettono alla prova anche il viaggiatore più allenato.

Per questo inserire nell’itinerario una giornata (o anche solo mezza) dedicata al benessere trasforma il viaggio. Si riparte più leggeri, con i muscoli distesi e la mente pronta ad accogliere nuove bellezze. E se proprio si vogliono concentrare le scoperte meravigliose tra le strade e i musei della città durante il giorno, si potrebbe anche pensare a un momento di benessere serale: basta anche l’idea di regalarsi una coccola e di “viziare” un po’ il proprio corpo per arrivare più carichi e per affrontare ogni giornata con lo stesso vigore che si ha quando si parte.

Un angolo tropicale alle porte di Firenze

Sì, ma dalla straordinaria culla della cultura italiana, qual è la fuga di benessere più vicina che permette appunto di dedicarsi questi momenti di relax? In realtà c’è un luogo davvero magico da scoprire: a Campi Bisenzio, nel verde del Parco di Villa Montalvo, si trova Asmana Wellness World, la day spa più grande d’Italia: 9.000 metri quadrati su tre livelli, di cui 5.000 al chiuso accessibili agli ospiti, dove ogni ambiente racconta una cultura diversa del benessere, dall’India al Marocco, da Bali alla Finlandia.

Le grandi piscine esterne, circondate da palme e riscaldate tra i 35 e i 37 gradi tutto l’anno, fino a tarda sera, regalano la sensazione di un’isola tropicale nel cuore della Toscana, con tanto di Tropical Pool Bar dove sorseggiare un cocktail o una centrifuga restando in acqua.

Raggiungere la struttura è semplice anche per chi viaggia senza auto, grazie al servizio shuttle che accompagna gli ospiti al centro: una soluzione comoda per ritagliarsi la propria parentesi di relax e rientrare in città in serata, pronti per una lunga passeggiata, per una cena o anche per tornare nel proprio alloggio con un entusiasmo che strada facendo era stato fiaccato dagli sforzi e dalla stanchezza.

Un viaggio sensoriale tra saune tematiche e rituali esotici

Posto che Asmana è un luogo magico dove è facile trovare la propria dimensione ed è ancora più facile scegliere il “cammino” più adatto per ritrovare il proprio splendore, non possiamo non dire che esiste un percorso ideale, che è quello che comincia dal mondo delle acque.

Nella Grotta, premiata con l’Italian Pool Award, una cascata di otto metri alterna pioggia tropicale e getti intensi che massaggiano il corpo, mentre la Giungla avvolge con l’idromassaggio della “pioggia monsonica” su lettini in pietra, tra luci soffuse che evocano una foresta equatoriale notturna.

Poi, si passa al calore: le Cerimonie in Sauna, guidate dai Maestri con la tecnica dell’Aufguss, animano la maestosa Indian Sauna (la seconda più grande d’Italia), la Wine Sauna profumata dalle botti in rovere toscano e la Biosauna Zen, dove la cerimonia Beautiful Skin si prende cura della pelle tra creme al tè verde e nebulizzazioni alla lavanda.

Chiude il cerchio l’Hammam più grande d’Europa occidentale: qui si partecipa alle Cerimonie dello Scrub o al rituale Mille e una Notte, con sapone nero marocchino, esfoliazione con il guanto Kessa e tè verde finale. Un’esperienza che le coppie in viaggio possono condividere, per aggiungere alla vacanza un ricordo a due fuori dai percorsi consueti.

Firenze, centro Asmana

Sollievo immediato per gambe e piedi stanchi

Ma non è tutto qui, perché per chi ha camminato dall’alba al tramonto, Asmana ha pensato a soluzioni mirate e veloci. Al Beauty Bar, in un quarto d’ora di totale autonomia, si compone il proprio percorso di bellezza: la crema gambe “effetto ghiaccio” rinfresca e tonifica, l’impacco occhi alla camomilla combatte i segni della stanchezza e le maschere idratanti restituiscono luce al viso, il tutto accompagnato da una tisana rilassante.

Chi preferisce affidarsi a mani esperte può scegliere i massaggi da 20 minuti, perfetti tra una tappa e l’altra dell’itinerario: il defaticante piedi, il drenante gambe o il distensivo cervicale sciolgono in poco tempo le tensioni della giornata. Per un relax più avvolgente ci sono i Massaggi Special, dall’Abhyanga ayurvedico al Lomi Lomi hawaiano, fino all’Hot Stone con pietre vulcaniche e al massaggio di coppia, da vivere fianco a fianco in una sala dedicata.

Il souvenir più prezioso è il benessere

Da un viaggio a Firenze si portano a casa fotografie, sapori e scorci indimenticabili. Una giornata ad Asmana aggiunge al bagaglio qualcosa di diverso: spalle leggere, pelle rinnovata e quella calma rara che solo l’acqua calda sa regalare.

La prossima volta che l’itinerario toscano prende forma, vale la pena riservare uno spazio al riposo. Perché il modo migliore per amare una città è visitarla con il corpo riposato e lo sguardo curioso di chi si è concesso una pausa in paradiso.

Si riaccendono i riflettori sul Lago d’Iseo: il Guardian celebra la magia di un paradiso tra borghi pittoreschi

14 octobre 2026 à 12:00

Tra i ritmi frenetici di Milano e le industrie dell’hinterland, c’è un angolo della Lombardia dove il ritmo sembra invece rallentare, tra montagne che si specchiano nell’acqua, piccoli borghi affacciati sul lago e sentieri immersi nei colori dell’autunno. È il Lago d’Iseo, tornato sotto i riflettori della stampa internazionale grazie al Guardian, che gli ha dedicato un lungo reportage di viaggio.

La testata britannica lo racconta attraverso un itinerario fatto soprattutto di bicicletta, trekking e vita all’aria aperta, presentandolo come una destinazione ideale per chi desidera scoprire i laghi italiani da una prospettiva più lenta e rilassata. Al centro del viaggio c’è soprattutto Monte Isola, raggiungibile in pochi minuti di traghetto dalla sponda bresciana e perfetta da esplorare senza automobile. Un nuovo riconoscimento internazionale, quindi, per un territorio che non ha bisogno della mondanità del Lago di Como o delle grandi località del Garda per lasciare il segno.

Il Guardian riscopre il Lago d’Iseo e Monte Isola

Il cuore del racconto è Monte Isola, una montagna che emerge direttamente dalle acque del lago e custodisce una successione di piccoli centri abitati, vicoli, uliveti e antiche tradizioni legate alla pesca.

Qui le automobili sono praticamente assenti e ci si sposta soprattutto a piedi, in bicicletta o utilizzando i piccoli mezzi pubblici locali. È proprio questa dimensione sospesa a conquistare il Guardian, che attraversa località come Sensole, Menzino e Carzano, seguendo strade tranquille affacciate sull’acqua e immergendosi in un paesaggio che in autunno cambia completamente colore.

Peschiera Maraglio
iStock
Peschiera Maraglio, uno dei borghi del Lago d’Iseo

Il portale turistico ufficiale descrive Monte Isola come la più grande isola lacustre abitata d’Europa: ha una superficie di circa 4,5 chilometri quadrati e un perimetro di circa 9 chilometri. Tra i suoi simboli ci sono la Rocca Oldofredi-Martinengo, costruita nel XIV secolo e il Santuario della Madonna della Ceriola, che domina il lago dall’alto. Ed è proprio verso il santuario che conduce una delle escursioni raccontate dal quotidiano britannico: una salita attraverso i boschi di castagni ricompensata, una volta arrivati in cima, da una vista che abbraccia il lago e le montagne circostanti.

Borghi, trekking e sapori al Lago d’Iseo

Il fascino del Lago d’Iseo, però, va oltre Monte Isola. È il paesaggio nel suo complesso a rendere particolare questa zona della Lombardia: verso sud iniziano le colline e i vigneti della Franciacorta, mentre procedendo verso nord il panorama diventa più aspro, con montagne sempre più vicine alle rive.

Anche per questo il territorio si presta particolarmente allo slow travel. Si può percorrere Monte Isola a piedi con un itinerario di circa 9,4 chilometri che parte da Peschiera Maraglio, attraversa uliveti e borghi come Sensole, Menzino e Siviano e regala scorci continui sulle acque del lago e sulle piccole isole circostanti.

Poi ci sono i sapori locali, altro elemento che il Guardian inserisce nel viaggio: il pesce di lago, le sardine essiccate e le ricette tradizionali diventano parte di un’esperienza che invita a fermarsi, anziché limitarsi a spuntare attrazioni da una lista.

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per volare in Europa con la promo Ryanair

13 octobre 2026 à 16:00

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per concedersi qualche giorno di vacanza prima delle feste di Natale, magari alla scoperta di una città europea vestita a festa. Ryanair ha lanciato una nuova promozione flash con voli scontati del 20% permettendo così di raggiungere diverse destinazioni con un budget contenuto. La promozione è valida per prenotazioni effettuate entro il 15 ottobre per volare dal 15 ottobre al 17 dicembre 2026.

Nel 2026 poi l’8 dicembre cade di martedì e prendendo un solo giorno di ferie è possibile organizzare un lungo weekend in viaggio. Abbiamo selezionato 3 mete perfette che a dicembre regalano atmosfere suggestive, mercatini natalizi, luci e tante esperienze da vivere.

La magia del Natale vi aspetta in Europa: si parte a piccoli prezzi con la promozione Vueling

Par : losiangelica
13 octobre 2026 à 11:00

Voglia di staccare la spina e partire per un city break? Con la nuova promo Vueling si vola a partire da 24 euro a persona (ma con un po’ di attenzione si trovano tante partenze anche a 15 euro!). Avete tempo dal 13 al 18 ottobre 2026 per prenotare, scegliendo quando partire tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

È il momento perfetto per organizzare quella fuga che continuate a rimandare, soprattutto se sognate di trascorrere qualche giorno tra mercatini di Natale, città illuminate e atmosfere da film. Non sapete ancora dove andare? Ecco tre città da mettere subito in wishlist per vivere tutta la magia del Natale!

Da Milano a Barcellona

Non servono per forza temperature sotto zero per vivere la magia del Natale, basta scegliere la meta giusta. Soleggiata quasi tutto l’anno, Barcellona è un’ottima opzione per passeggiare tra lucine e atmosfera natalizia senza però raffreddarsi e da Milano si parte con voli da 15 euro… un vero affare. Cosa vedere? Sicuramente il mercatino della Fira de Santa Llúcia, proprio davanti alla Cattedrale di Barcellona: bancarelle di artigianato, decorazioni natalizie e statuine del presepe rendono questo angolo del Barrio Gótico ancora più magico.

Perdetevi poi tra i vicoli del centro storico, ammirate le luminarie lungo Passeig de Gràcia e approfittatene per scoprire le opere di Gaudí, dalla Sagrada Família a Casa Batlló. E per una pausa golosa? Cioccolata calda e churros sono praticamente obbligatori! Tra tapas, shopping natalizio e passeggiate vista mare alla Barceloneta, Barcellona è la meta perfetta se cercate Christmas vibes senza rinunciare all’energia mediterranea.

Barcellona illuminata nel periodo natalizio
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Barcellona illuminata nel periodo di Natale è magica

Da Firenze a Bruxelles

Se il vostro mood natalizio ideale comprende casette di legno, lucine scintillanti e profumo di cioccolato, Bruxelles è la vostra prossima destinazione! Con voli da Firenze a partire da 39 euro, potete immergervi in una delle atmosfere natalizie più suggestive d’Europa. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, il centro si trasforma grazie a Winter Wonders, l’evento natalizio che anima la città con oltre 200 chalet, attrazioni e specialità da assaggiare.

Imperdibile la Grand-Place, dove un grande albero di Natale e uno spettacolo di luci trasformano la piazza in uno scenario da cartolina. Fate un giro sulla ruota panoramica, provate la pista di pattinaggio e curiosate tra le bancarelle alla ricerca di regali originali. Non dimenticate una tappa alle eleganti Galeries Royales Saint-Hubert e, soprattutto, lasciate spazio alle degustazioni: waffle caldi, praline belghe e patatine fritte sono un must.

Bruxells illuminata per Natale
iStock
Il fascino di Bruxelles nel periodo natalizio

Da Roma Fiumicino a Londra

Londra è bella sempre, ma dobbiamo dire che durante il periodo natalizio dà il meglio di sé con luci di design che illuminano le vie dello shopping e quelle centrali dei monumenti. Con voli da Roma a partire da 53 euro si può raggiungere una delle più belle città natalizie d’Europa con luoghi cult come il Winter Wonderland a Hyde Park attivo dal 19 novembre al 3 gennaio 2027. Tra mercatini, giostre, pista di pattinaggio e ruota panoramica, è il posto giusto per entrare ufficialmente nel Christmas mood.

Altrettanto imperdibile il fascino di Covent Garden dove si esagera con un grande albero natalizio e decorazioni XXL che fanno da sfondo per le foto. Le iconiche luminarie di Regent street e Oxford street vi faranno battere il cuore.

Luminarie natalizie a Londra
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La magia del Natale a Londra

L’incredibile deserto di dune dorate tra i pini d’Europa: benvenuti al Sahara di Lommel

12 octobre 2026 à 16:00

Il nome, Sahara di Lommel, fa pensare di essere atterrati in Africa, su una porzione di quell’immenso deserto che attraversa il continente. E invece no, siamo in Belgio, Paese che tendenzialmente richiama città medievali, grandi piazze, castelli e spianate di verde. Eppure, nella zona nord c’è una vasta distesa di sabbia chiarissima, piena di dune modellate dal vento e persino un lago dalle sfumature turchesi, mentre intorno alte conifere disegnano una cornice scura.

In sostanza si è arrivati al cospetto di uno degli ambienti naturali più insoliti del Belgio, situato a breve distanza dal confine con i Paesi Bassi. È un deserto piccolino, poiché si estende per circa 200 ettari, ma il contrasto è talmente marcato da lasciare disorientati: bastano pochi passi fuori dalla pineta perché il terreno diventi morbido, la vegetazione si diradi e lo sguardo incontri una superficie sabbiosa che brilla sotto il sole.

Dietro questo scenario quasi esotico si nasconde però una vicenda assai diversa da quella dei grandi deserti africani. La sua origine è infatti legata all’industria, all’inquinamento e a una successiva trasformazione ambientale che ha restituito un equilibrio completamente nuovo.

Origine e formazione del Sahara di Lommel, il deserto nato dall’industria

Alla fine del XIX secolo gran parte di questo territorio del Belgio era occupato da brughiere utilizzate dalle comunità agricole, ma l’arrivo dell’industria metallurgica cambiò totalmente la situazione. Pochi anni dopo, per la precisione nel 1904, iniziò la costruzione della Société Métallurgique de Lommel, uno stabilimento destinato alla produzione di zinco e acido solforico.

Le inevitabili emissioni industriali (che sono ricche di sostanze inquinanti e metalli pesanti) provocarono progressivamente il deterioramento della vegetazione. Fu così che le piante scomparvero da ampie porzioni di terreno, lasciando esposta una zona sabbiosa particolarmente vulnerabile all’azione del vento.

Nel giro di pochi decenni la situazione divenne impressionante, tanto che durante gli anni ’30 la superficie interessata dalle sabbie mobili aveva raggiunto circa 600 ettari, estendendosi verso il canale Bocholt-Herentals e la valle del torrente Klachtloop. Le raffiche trasportavano grandi quantità di sabbia fino alle abitazioni, insinuandola attraverso porte, finestre e fessure.

Ciò che oggi è considerato come un piccolo paradiso per gli escursionisti, dunque, rappresentava un vero e proprio problema ambientale per la popolazione. Per contrastare l’avanzata delle sabbie furono realizzate barriere vegetali e piantati numerosi pini. Le radici contribuirono a stabilizzare il terreno, mentre le chiome limitarono l’effetto erosivo del vento.

Il grande lago azzurro occupa invece un’ex cava di sabbia, formatasi durante le attività estrattive nell’area. Un altro particolare interessante riguarda le dune orientali, conosciute con il nome di Wijerkense Bergen: sono rilievi sabbiosi creati dall’accumulo di materiale trasportato dal vento. Alcuni pini conservano le radici parzialmente esposte, mentre altri presentano tronchi sepolti dalla sabbia fino a diversi metri di altezza.

Lago del Sahara di Lommel
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Il lago azzurro del Sahara di Lommel

Il Sahara di Lommel è quindi un paesaggio nato da un disastro ambientale che, però, nel corso del tempo è diventato una delle attrazioni naturalistiche più particolari delle Fiandre, oggi inserita in un territorio tutelato anche dalla rete europea Natura 2000.

Visitare il Sahara di Lommel

L’area (o meglio, l’ingresso principale) accoglie con la House of Nature, una monumentale installazione artistica realizzata da Will Beckers che funge da porta d’accesso al Parco Nazionale Bosland. Alta 7,5 metri e larga 50, è una struttura in acciaio dalla forma organica, composta da migliaia di elementi metallici saldati tra loro. Le sue linee irregolari richiamano quelle della natura circostante, mentre un’apertura dalle sembianze umane permette ai visitatori di attraversarla.

Intorno ci sono spazi attrezzati per il picnic, installazioni ludiche e piccoli percorsi avventura pensati anche per i bambini. Superato l’ingresso, si snodano dei sentieri che passano dapprima dentro una pineta dal terreno scuro, per poi raggiungere le superfici sabbiose, fino a che l’ombra degli alberi lascia spazio alla luce e davanti agli occhi appare il grande lago.

L’acqua assume tonalità differenti a seconda delle condizioni atmosferiche: con il sole alto prevalgono l’azzurro e il turchese, mentre nelle giornate nuvolose la superficie diventa argentata. Per esplorare l’area sono disponibili 3 itinerari escursionistici segnalati, adatti a esigenze differenti:

  • Percorso blu di 3,8 km: ideale per le famiglie e per una visita relativamente breve, con partenza dalla House of Nature.
  • Percorso arancione: di circa 6 km, un itinerario intermedio che permette di apprezzare diversi ambienti naturali.
  • Percorso rosso: con i suoi 11,7 km è il più completo, con tratti attraverso dune, pinete, brughiere e il territorio circostante. Richiede indicativamente 3 ore.

Tra i punti più affascinanti c’è senza dubbio la torre panoramica Reus van Bosland, il Gigante di Bosland, alta 30 metri, che riprende le forme sinuose delle dune e consente di osservare dall’alto la particolare distribuzione del paesaggio. Dopo aver salito i suoi 144 gradini, la sabbia appare incastonata tra grandi macchie verdi, con il lago che disegna una superficie luminosa al centro.

Degno di nota è anche il ponte pedonale sul canale Bocholt-Herentals a forma di S, realizzato in acciaio e legno e sostenuto da due piloni metallici. Attraversandolo si raggiungono le brughiere della Blekerheide, particolarmente suggestive durante la fioritura violacea dell’erica. Il percorso più lungo attraversa inoltre un’ex area utilizzata per prove di esplosivi e munizioni, dove tra gli alberi si possono intravedere strutture in cemento, bunker e installazioni di collaudo ormai abbandonate.

La visita è possibile durante tutto l’anno, ma primavera e autunno assicurano generalmente temperature più gradevoli. L’estate, dal canto suo, valorizza i colori della sabbia e dell’acqua.

Dove si trova e come arrivare

Il Sahara di Lommel si trova nella parte settentrionale della provincia belga del Limburgo, nelle Fiandre, a poca distanza dal centro abitato di Lommel e dal confine olandese. La destinazione appartiene al Parco Nazionale Bosland, una vasta area protetta piena di foreste, brughiere, dune e ambienti umidi.

L’ingresso principale si raggiunge in automobile impostando sul navigatore House of Nature, Speelpleinstraat 201, 3920 Lommel, ma c’è un ulteriore punto d’accesso presso il complesso sportivo De Soeverein, situato in Sportveldenstraat 10. Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare alla stazione ferroviaria di Lommel e proseguire con l’autobus della linea 29 fino alla fermata Lommel Soeverein, verificando preventivamente gli orari disponibili.

Una volta sul posto, la rete di percorsi segnalati permette di scegliere liberamente la durata della visita. Per apprezzare il paesaggio senza fretta sono consigliabili almeno due ore, mentre chi desidera percorrere l’itinerario rosso dovrebbe dedicare a questo luogo buona parte della mattinata o del pomeriggio.

Forbes celebra i castelli dell’Emilia-Romagna: un viaggio tra fortezze fuori dal tempo

12 octobre 2026 à 15:00

Quante volte scopriamo solo dopo che qualcuno ce lo dice o che li vediamo sui media tutti quei luoghi che siamo abituati ad avere vicino e che, proprio per questo, rischiamo quasi di dare per scontati? Sembra che a volta serva lo sguardo di chi arriva dall’estero per ricordarci quanto possano essere straordinari. È quello che è successo ai castelli dell’Emilia-Romagna, finiti sotto i riflettori di Forbes in un articolo dedicato allo slow travel.

La giornalista di Forbes ha invitato i lettori internazionali ad allontanarsi per qualche giorno dalle grandi città italiane più affollate e a scoprire un paesaggio fatto di colline, piccoli borghi e antiche fortezze. Secondo la testata, è proprio viaggiando lentamente attraverso la campagna emiliana che si incontra uno dei patrimoni più affascinanti della regione: castelli medievali e rinascimentali che raccontano secoli di battaglie, dinastie, amori e intrighi.

Un elogio che conferma ancora una volta come alcuni dei tesori più suggestivi d’Italia si trovino lontano dalle rotte turistiche più battute.

I castelli dell’Emilia-Romagna che hanno conquistato Forbes

Il viaggio raccontato da Forbes parte dalla rete dei Castelli del Ducato, che riunisce 38 tra castelli, fortezze e dimore storiche aperte al pubblico, oltre a una cinquantina di altri luoghi culturali tra ville, musei, abbazie, palazzi e residenze. Alcune strutture permettono persino di trascorrere la notte all’interno delle antiche mura.

Tra i luoghi scelti dalla testata americana c’è il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, nei pressi di Salsomaggiore Terme. Ha circa mille anni di storia e fu costruito in posizione strategica per controllare i preziosi pozzi di sale della zona. Ancora oggi è abitato dai discendenti della famiglia Pallavicino e conserva arredi seicenteschi, soffitti a cassettoni, affreschi e perfino una piccola porta segreta che conduce a una scala a chiocciola.

Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino
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Sguardo sul Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino

Forbes si sofferma poi sulla Rocca Sanvitale di Fontanellato, circondata da un ampio fossato colmo d’acqua. Al suo interno si trova una delle opere più importanti del Manierismo italiano: la sala affrescata nel 1524 dal Parmigianino con il mito di Diana e Atteone. Curiosa anche la Camera Ottica ottocentesca, un sistema di specchi e prismi capace di proiettare su un tavolo ciò che accade nella piazza esterna.

Rocca Sanvitale di Fontanellato
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Vista sulla Rocca Sanvitale di Fontanellato

Un viaggio lento nella Food Valley

Il fascino dell’itinerario, però, non è legato soltanto alle fortezze. Forbes descrive l’Emilia-Romagna come una destinazione da attraversare senza fretta, percorrendo strade secondarie tra campi, vigneti e piccoli centri abitati anziché spostandosi rapidamente da una grande città all’altra.

Emblematica è la presenza, sempre a Fontanellato, del Labirinto della Masone, realizzato dal designer ed editore Franco Maria Ricci. Aperto nel 2015, è composto da circa 300.000 piante di bambù ed è indicato anche da ENIT come il più grande labirinto di bambù al mondo. All’interno della tenuta si trovano inoltre un museo con centinaia di opere d’arte e spazi dedicati alla gastronomia.

Ed è proprio il cibo l’altro grande protagonista del viaggio. Forbes suggerisce di fermarsi nelle trattorie e nelle osterie, visitare un caseificio dove nasce il Parmigiano Reggiano o scoprire la produzione del Prosciutto di Parma. Non a caso questa parte d’Italia è conosciuta come la Food Valley, dove castelli, paesaggi e prodotti gastronomici finiscono per diventare parte della stessa esperienza.

Fuga al caldo in autunno, 3 mete low cost da raggiungere con i voli Ryanair

12 octobre 2026 à 14:00

Quando le giornate iniziano ad accorciarsi e la routine torna a farsi sentire, basta poco per trasformare un normale weekend d’autunno in una piccola fuga al sole. La nuova promozione Ryanair può essere l’occasione giusta per programmare qualche giorno lontano da casa, tra isole mediterranee, città affacciate sul mare e temperature decisamente più piacevoli rispetto a quelle italiane.

La compagnia invita infatti a “sfuggire alla noia quotidiana” con voli a partire da 24,99 euro, anche se tra le rotte disponibili compaiono alcune tariffe ancora più convenienti, a partire da 14,99 euro. La promozione è soggetta a disponibilità e si applicano termini e condizioni. È possibile prenotare entro il 16 ottobre 2026 per viaggiare nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 17 dicembre 2026. Come sempre, anche questa volta le tariffe possono cambiare in base alla tratta e alle date selezionate.

Tra le occasioni più interessanti abbiamo selezionato tre destinazioni perfette per chi non è ancora pronto a salutare definitivamente il sole.

Da Milano Malpensa a Palma di Maiorca

Maiorca non è soltanto una destinazione estiva. Con la fine dell’alta stagione, Palma cambia ritmo: diminuisce la folla, le temperature diventano più miti e il centro storico si presta ancora meglio a lunghe passeggiate. L’autunno è considerato dallo stesso ente del turismo locale uno dei periodi ideali per scoprire il lato culturale della città, tra chiese, antichi conventi, cortili storici, musei e gallerie d’arte. Il clima permette inoltre di continuare a trascorrere tempo all’aperto e, nelle giornate più favorevoli, anche di godersi le spiagge dell’isola.

Palma di Maiorca
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Sguardo sulla spiaggia a Palma di Maiorca

Da Milano Malpensa si può volare verso Palma a partire da 14,99 euro: una tariffa che rende l’isola delle Baleari accattivante anche solo per un weekend lungo.

Da Bari a Malta

Per chi parte dal Sud Italia, un’altra occasione conduce direttamente nel cuore del Mediterraneo. I voli da Bari a Malta partono da 14,99 euro, rendendo di fatto l’arcipelago una delle alternative più interessanti per una breve vacanza autunnale. Valletta, con i suoi palazzi color miele e le fortificazioni affacciate sul mare, può essere il punto di partenza per esplorare l’isola, raggiungendo poi Mdina, le scogliere e i piccoli centri costieri.

Il clima resta uno dei grandi vantaggi di Malta anche fuori stagione: l’ente del turismo sottolinea le temperature miti e le numerose possibilità di praticare attività all’aperto durante tutto l’anno. L’arcipelago può contare inoltre su migliaia di ore di sole annuali, oltre a un patrimonio culturale che attraversa più di 7.000 anni di storia.

Da Roma Fiumicino a Pafos

L’ultima fuga porta a Cipro, dove l’autunno sembra arrivare decisamente più tardi. Da Roma Fiumicino a Pafos le tariffe partono da 19,99 euro nel mese di ottobre. Pafos combina mare e archeologia: il porto, il castello medievale e soprattutto l’area archeologica di Kato Pafos, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, raccontano il passato dell’isola, mentre poco fuori città si incontrano luoghi legati al mito di Afrodite e paesaggi naturali come la penisola di Akamas.

E il clima gioca a favore di una partenza autunnale: a Cipro ottobre presenta ancora giornate calde, mentre anche a novembre possono esserci condizioni adatte per pranzare all’aperto, prendere il sole e, nelle giornate migliori, fare persino un bagno.

Rompi la routine viaggiando verso una meta scontatissima con la promozione Wizz Air

Par : losiangelica
12 octobre 2026 à 10:00

Chi non ha voglia di fuggire dalla routine, interrompere le sveglie costanti la mattina per andare in ufficio e godersi un weekend di relax in una destinazione perfetta per il periodo? Wizz Air lancia, solo per oggi 12 ottobre, un super sconto. I prezzi dei voli scendono fino al 15% su tantissime mete selezionate per poter partire dal 19 ottobre al 31 gennaio… una finestra ampia che prevede persino weekend festivi di ponte e tutto il periodo natalizio. Ma dove andare? Ecco le nostre 3 destinazioni top del periodo.

Da Milano a Marrakech

Se il vostro piano per i prossimi mesi è scambiare le giornate grigie con un po’ di sole, Marrakech potrebbe fare al caso vostro. Da Milano Malpensa si vola nella città marocchina a meno di 41 euro, una buona scusa per concedervi qualche giorno tra riad, rooftop e souk coloratissimi. E il periodo è perfetto. Tra ottobre e novembre le temperature sono più piacevoli rispetto all’estate, perfette per perdervi tra i vicoli della Medina, contrattare nei mercati e fermarvi in piazza Jemaa el-Fna quando si accendono le luci delle bancarelle. Mettete in programma anche il Jardin Majorelle, il Palazzo Bahia e una pausa con tè alla menta su una terrazza panoramica.

Quando partire? Puntate sul periodo dal 19 ottobre a fine novembre 2026 per godervi la città con un clima ideale per esplorarla a piedi. Dal 20 al 28 novembre è inoltre in programma il Marrakech International Film Festival, uno degli appuntamenti culturali più importanti della città. E per chi non ama l’atmosfera natalizia è una buona idea anche nel periodo delle feste; la località non sarà addobbata ma regala comunque uno splendido mood tra riad, locali e atmosfere da mille e una notte.

Il Giardino Majorelle, Marrakech
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Lo splendido Giardino Majorelle di Marrakech

Da Roma a Siviglia

Siviglia è una di quelle città in cui basta uscire a passeggiare per sentirsi già in vacanza. E con voli da Roma a partire da 45 euro, inserirla nella lista dei prossimi city break diventa ancora più invitante. Dimenticate il caldo intenso dell’estate andalusa perché tra ottobre e novembre potete godervi il centro storico con temperature generalmente miti, attraversare Plaza de España, visitare il Real Alcázar e salire sulla Giralda senza affrontare l’afa dei mesi estivi. Poi fate tappa nel quartiere di Triana, tra tapas, ceramiche e locali in cui ascoltare flamenco.

Le date da segnare sono soprattutto quelle tra fine novembre e il 6 gennaio 2027. Durante il periodo festivo la città si arricchisce di eventi come la Fiera dei Presepi vicino alla cattedrale o quella dell’artigianato creativo nei Jardines de Cristina.

Piazza di Spagna a Siviglia
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La suggestiva Piazza di Spagna di Siviglia

Da Palermo a Bratislava

Se invece siete già nel mood sciarpa, lucine e vin brulé, Bratislava merita un posto nella vostra wishlist. Da Palermo si vola nella capitale slovacca con meno di 37 euro, e il periodo tra novembre e dicembre è probabilmente il più suggestivo per scoprirla. Piccola, raccolta e perfetta da girare a piedi, Bratislava ha un centro storico fatto di palazzi color pastello, vicoli acciottolati e caffetterie in cui rifugiarsi quando le temperature scendono.

Salite al Castello per ammirare il Danubio dall’alto, cercate le curiose statue sparse per il centro e fate una passeggiata fino alla Porta di San Michele. Il vero appuntamento, però, arriva con il Natale.

Dal 26 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 sono in programma i mercatini natalizi nelle piazze Hlavné námestie e Hviezdoslavovo námestie, con casette di legno, decorazioni, prodotti artigianali e specialità locali. Qui potrete assaggiare i lokše, le tipiche focaccine slovacche di patate, riscaldarvi con un punch speziato e passeggiare tra le luci del centro. L’atmosfera è quella di un piccolo villaggio natalizio, senza bisogno di un itinerario troppo impegnativo.

Bratislava, Mercatino di Natale sulla piazza principale al crepuscolo
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I magici mercatini di Natale di Bratislava

Tra riflessi di luce e leggende d’argento c’è un Piccolo Canada: il magnifico Lago dell’Orceyrette

11 octobre 2026 à 13:00

In autunno, sulle Alpi francesi, accade qualcosa di straordinario: i boschi cambiano colore, le giornate si accorciano e le montagne acquistano sfumature calde. Ed è proprio intorno al Lago dell’Orceyrette, a circa 1.927 metri di altitudine, che questo spettacolo assume proporzioni particolarmente suggestive. Da queste parti, infatti, i larici si tingono di giallo intenso, i pini cembri conservano il loro verde scuro e l’acqua restituisce un riflesso che sembra appartenere a un paesaggio del Canada.

Del resto, il paragone con i grandi laghi nordamericani ricorre spesso nelle descrizioni di questo angolo poco conosciuto della Francia.
Siamo nel dipartimento delle Alte Alpi, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, a breve distanza dalla cittadina fortificata di Briançon e dal confine italiano. A renderlo speciale è anche il contrasto fra le sue dimensioni raccolte e la grandiosità dell’ambiente di cui fa parte.

Nel periodo autunnale il paesaggio cambia persino nel corso della giornata. Al mattino, con l’aria immobile, le chiome dorate si riflettono nitidamente sulla superficie. Nel pomeriggio, invece, la luce più inclinata accentua i contrasti tra le rocce grigie, i prati ingialliti e le conifere. Un piccolo universo montano che ha conquistato anche il mondo della televisione, tanto da essere scelto fra le location della serie poliziesca francese Alex Hugo, ambientata sulle Alpi.

Origine e formazione del Lago dell’Orceyrette

Dietro l’aspetto apparentemente selvaggio del Lago dell’Orceyrette si nasconde una storia geologica sorprendente, alla quale si aggiunge un intervento umano relativamente recente. In origine, questo bacino era un lago residuale di formazione glaciale, eredità delle trasformazioni che interessarono le vallate alpine durante le glaciazioni. Il progressivo ritiro dei ghiacci aveva lasciato una depressione naturale destinata a raccogliere l’acqua proveniente dai versanti.

Con il trascorrere dei secoli, il bacino subì profonde modificazioni, fino a scomparire. Nel 1950 venne realizzato uno sbarramento che consentì all’acqua di accumularsi nuovamente, restituendo al paesaggio lo specchio lacustre ammirato attualmente. La sua storia, tuttavia, comincia molto prima dell’arrivo dei ghiacciai: le rocce presenti sulle montagne circostanti, comprese quelle del Rocher Roux, custodiscono tracce dell’antico oceano ligure-piemontese, che oltre 150 milioni di anni fa separava porzioni di crosta continentale destinate a essere coinvolte nella formazione della catena alpina.

Anche il nome racconta qualcosa del territorio: Orceyrette deriva infatti dal torrente e dagli antichi chalet dell’Orcière, costruzioni legate alle attività agro-pastorali praticate per generazioni negli alpeggi della zona.

Visitare il Lago dell’Orceyrette

Raggiungere il Lago dell’Orceyrette a piedi è un’esperienza alla portata anche degli escursionisti meno allenati, ma scegliendo l’itinerario breve con partenza da Plan Peyron. Il percorso ufficiale misura 4,2 km complessivi, presenta circa 100 metri di dislivello positivo e richiede mediamente 1 ora e 45 minuti (soste escluse).

Dal parcheggio sterrato si attraversa il torrente Orceyrette, nei pressi di un pannello che segnala l’ingresso nella riserva. Il tracciato procede lungo il margine del bosco, risalendo dolcemente il corso d’acqua per circa 2 km. Durante l’autunno, questo tratto regala già buona parte dello spettacolo, con gli aghi dei larici che ricoprono il terreno, il rumore del torrente accompagna il percorso e, fra gli alberi, le montagne che si fanno scovare.

Il vero protagonista della stagione, infatti, è il Bois des Ayes, un ambiente forestale di straordinario valore naturalistico, considerato fra le più belle foreste di pino cembro delle Alpi francesi. Alcuni esemplari raggiungono un’età compresa fra 400 e 600 anni, al punto che hanno attraversato secoli di inverni rigidi, nevicate abbondanti e cambiamenti climatici, sviluppando tronchi robusti e forme modellate dalle difficili condizioni d’alta quota.

Larici del Lago dell'Orceyrette
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I bei larici del Lago dell’Orceyrette

Il pino cembro, chiamato anche arolla, cresce insieme ai larici nelle fasce inferiori del bosco. Oltre i 2.100 metri diventa invece dominante, fino a formare popolamenti forestali pressoché puri. Proprio la convivenza fra queste due conifere rende l’autunno estremamente interessante.

Raggiunto lo sfioratore, il lago si presenta quasi all’improvviso. Sulla sponda si trovano tavoli da picnic e un pontile per la pesca accessibile anche alle persone con mobilità ridotta. Per pescare occorre rispettare le autorizzazioni e la regolamentazione vigente. Proseguendo sulla sinistra si può effettuare il giro dello specchio d’acqua, attraversando ambienti differenti. Verso l’estremità superiore, il sentiero aggira una zona umida e raggiunge una pista forestale, da dove si rientra verso lo sbarramento, per poi ripercorrere il tratto iniziale fino a Plan Peyron.

Chi desidera prolungare l’escursione può considerare anche gli alpeggi superiori, con gli chalet dell’Orceyrette e dell’Alp, testimonianze della tradizionale architettura rurale alpina, caratterizzata da edifici funzionali alla vita stagionale in montagna.

La visita è gratuita, ma richiede rispetto delle norme ambientali. I cani sono ammessi al guinzaglio sui percorsi consentiti, mentre è necessario rimanere sui sentieri segnalati e tenere le distanze dagli animali selvatici. Sono vietati i fuochi, il campeggio e la balneazione.

Il periodo ufficiale di apertura dell’itinerario va dal 15 maggio al 15 novembre, condizioni meteorologiche permettendo. Per ammirare il foliage, il momento generalmente più interessante coincide con ottobre, pur variando l’intensità della colorazione in base all’andamento stagionale.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago dell’Orceyrette si trova nella valle degli Ayes, nel Briançonnais, sulle Alpi sudoccidentali francesi. La cittadina di riferimento è Briançon, celebre per le fortificazioni progettate da Vauban, riconosciute dall’UNESCO. Dall’Italia si può raggiungere Briançon attraverso il Colle del Monginevro, partendo dalla zona di Cesana Torinese, oppure attraverso il Colle della Scala, provenendo da Bardonecchia, quando il valico è aperto al traffico.

Una volta raggiunta Briançon, si prosegue verso Villar-Saint-Pancrace e si seguono le indicazioni per il Centre Montagne e Les Ayes. La strada sale fra boschi e piccoli nuclei di baite fino al settore di Plan Peyron, punto di partenza dell’escursione breve. Durante luglio e agosto sono previste limitazioni alla circolazione, comprese restrizioni orarie fra il villaggio degli Ayes e il lago. Il Comune invita a privilegiare gli accessi a piedi o in bicicletta, anche attraverso i percorsi che partono dal Centre Montagne.

In autunno, invece, è essenziale verificare le condizioni della strada forestale prima della partenza, soprattutto dopo nevicate precoci, gelate o precipitazioni intense. Conviene, inoltre, partire al mattino, portare scarpe con una buona aderenza, abbigliamento caldo e uno strato impermeabile.

Il nuovo trend del 2027 è lo slowxury travel: le migliori mete dove il lusso incontra la lentezza

11 octobre 2026 à 07:30

Il lusso nel mondo dei viaggi potrebbe cambiare volto nel 2027 con la filosofia dello slowxury travel, una modalità differente di vivere le vacanze, lontano dalla ricerca continua dell’esclusività ostentata e più vicino al desiderio di entrare in contatto con i luoghi e le comunità che li abitano.

Per il viaggiatore di fascia alta, il valore di un soggiorno non si misura più soltanto dalla destinazione prestigiosa o dall’accesso a ristoranti internazionali, bensì dalla possibilità di vivere esperienze autentiche, conoscere le tradizioni locali e concedersi ritmi meno frenetici.

Tra gli elementi destinati a caratterizzare lo slowxury nel 2027 c’è anche il desiderio di vivere il territorio in maniera più consapevole, evitando, quando possibile, i luoghi e i momenti interessati dall’overtourism: si tratta del cosiddetto crowd control, ovvero la possibilità di organizzare il viaggio così da ridurre l’esposizione alle folle.

La scelta di viaggiare fuori stagione, fermarsi più a lungo in una località o preferire borghi e paesaggi lontani dai circuiti più frequentati si inserisce in questa nuova concezione del lusso.

Italia, dal fascino dei borghi alla scoperta dei territori

L’Italia è tra i principali Paesi associati allo slowxury travel grazie alla varietà dei suoi paesaggi, alla ricchezza enogastronomica e alla presenza di borghi, tradizioni artigianali e strutture ricettive di charme. Dalle montagne alle coste, passando per le campagne e i piccoli centri storici, offre innumerevoli occasioni per soggiorni in cui il comfort si accompagna alla scoperta delle identità locali.

Le Langhe, dall’inestimabile patrimonio enogastronomico, la Valnerina, immersa nei paesaggi dell’Appennino umbro, e la Valle d’Itria, caratterizzata da borghi e architetture tradizionali, sono solo alcuni degli scenari indicati per un simile approccio al viaggio. A questi si aggiungono Procida, dove il carattere dell’isola può essere scoperto con ritmi più distesi, e le Dolomiti, ideali per mettere al centro il paesaggio montano e il contatto con la natura.

Giappone e Francia, rituali, paesaggi e soggiorni esclusivi

Il Giappone si distingue con la cultura dell’ospitalità, l’attenzione ai rituali e suggestivi panorami in cui il benessere e la scoperta procedono insieme. I soggiorni nei ryokan, le tradizionali locande giapponesi, si possono abbinare ai bagni termali negli onsen, alle cerimonie del tè, alla conoscenza dell’artigianato e ai viaggi a bordo dei treni panoramici.

A sua volta, la Francia mantiene un ruolo di primo piano nel turismo di lusso internazionale, grazie alla combinazione di città d’arte, campagne e località costiere. La Provenza, dai paesaggi rurali, la Borgogna, legata alla cultura del vino e alla gastronomia, e la Riviera francese fuori stagione sono tra le zone che meglio si prestano a una vacanza all’insegna della tranquillità.

Grecia e Spagna, il Mediterraneo da vivere senza fretta

Il bellissimo villaggio di Limeni sulla costa meridionale del Mani, Peloponneso, Grecia
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Il bellissimo villaggio di Limeni sulla costa meridionale del Mani

Nel Mediterraneo, Grecia e Spagna propongono contesti diversi ma compatibili con la filosofia dello slowxury. La Grecia, già molto richiesta per le vacanze di lusso, può essere scoperta oltre i periodi di massima affluenza, scegliendo isole meno frequentate e località in cui la vita quotidiana conserva un legame stretto con il territorio. Le Cicladi minori e il Peloponneso sono tra le più  indicate per questo tipo di viaggio, da accompagnare con esperienze dedicate al benessere e alla gastronomia.

La Spagna, invece, combina campagne, coste e città dalla forte identità culturale. L’Andalusia, la Galizia, la regione vinicola della Rioja e l’entroterra di Maiorca vantano scenari variegati per chi desidera conoscere il Paese con esperienze gastronomiche, paesaggi rurali e soggiorni lontani dai circuiti turistici più affollati.

Croazia e Portogallo, isole e paesaggi ancora da esplorare

La Croazia, in crescita nel segmento del lusso, propone un insieme di coste, isole e borghi dove alternare vacanze balneari alla scoperta delle tradizioni; l’Istria, la Dalmazia e le isole minori sono la scelta ottimale per un’esperienza mediterranea in cui il paesaggio e i ritmi della vita locale hanno un ruolo centrale.

Le località da considerare per un soggiorno slowxury in Portogallo comprendono l’Alentejo, dagli splendidi paesaggi rurali, la valle del Douro, legata alla cultura del vino, e la Costa Vicentina, dove il litorale offre occasioni per entrare in contatto con la natura.

Sudafrica, il lusso incontra la natura

Completa la selezione il Sudafrica dove lo slowxury si esprime soprattutto grazie alla felice unione tra natura, safari e ospitalità esclusiva. Il viaggio diventa così un’occasione per ammirare con calma i paesaggi e osservare la fauna, soggiornando in strutture di alto livello e vivendo un’esperienza in cui la natura è protagonista.

Mercatini di Natale 2026 a Villach, in Austria: cosa sapere per visitarli

10 octobre 2026 à 11:00

L’Avvento 2026 trasformerà Villach e i suoi dintorni, in Carinzia, in una destinazione ideale per vivere la magia del Natale tra tradizioni alpine, mercatini, musica e paesaggi invernali.

Dalle piazze del centro storico alle rive del Lago di Faak e del Lago di Ossiach, il periodo delle festività porterà con sé un ricco calendario di appuntamenti, con artigianato, specialità gastronomiche, spettacoli e attività per tutta la famiglia.

Date e appuntamenti nel centro storico

Dal 13 novembre al 31 dicembre 2026, il centro di Villach si vestirà a festa, con le piazze animate da luci, bancarelle, proposte artigianali e specialità della cucina regionale.

A Nikolaiplatz tornerà l’Avvento artistico, dedicato all’artigianato e alle creazioni originali, mentre sulla Hauptplatz troverà spazio l’Avvento delle baite, dove le proposte gastronomiche contribuiranno a creare un’atmosfera tipicamente natalizia. Nei pressi della Stadtpfarrkirche, la chiesa parrocchiale, sarà invece allestita un’area dedicata all’artigianato, affiancata da spazi per la ristorazione.

Il programma comprenderà anche iniziative per le famiglie e i bambini, con il Paradiso dei biscotti, i giri sui pony, il trenino e la giostra.

Krampus, Bauernadvent e Bauernsilvester: le tradizioni da scoprire

Tra gli appuntamenti più attesi dell’Avvento villachese non può mancare la sfilata dei Krampus del 27 novembre: le figure mascherate, caratteristiche del folklore alpino, percorrono le strade con costumi dall’aspetto inquietante e richiamano le antiche usanze legate al periodo invernale e all’arrivo delle festività.

Domenica 20 dicembre alle ore 17, l’attenzione si sposterà sul Villacher Bauernadvent, l’Avvento contadino di Villach, con la comunità riunita per accogliere il Bambino Gesù, accompagnato dai Re Magi e dagli angeli.

Un’altra tradizione particolare è il Bauernsilvester del 30 dicembre, una festa che anticipa di un giorno il Capodanno. Le sue origini sono legate alle abitudini dei contadini, dei braccianti e delle serve, che in passato lavoravano la sera del 31 dicembre e avevano quindi l’occasione di festeggiare il giorno precedente.

Per l’evento sono previste specialità come salsiccia affumicata, crauti e pane, insieme a degustazioni, musica eseguita da gruppi tradizionali in costume e alla benedizione dei cibi.

Eiszeit e la torre della chiesa: Villach dall’alto e sul ghiaccio

A Rathausplatz, l’appuntamento con Eiszeit porterà il pattinaggio sul ghiaccio al centro della programmazione invernale: sono previste tre serate dedicate a musica, pattinaggio e intrattenimento, oltre a tre spettacoli di pattinaggio artistico.

Un’esperienza da considerare per ammirare il centro da una prospettiva inedita è la salita sulla torre della chiesa parrocchiale, illuminata durante le festività come una grande candela: dal 13 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 sarà possibile raggiungere la cima, alta 94 metri, affrontando i 239 gradini.

L’accesso è previsto da giovedì a domenica, dalle 16 alle 20, con aperture straordinarie il 7, l’8 e il 23 dicembre e chiusure il 24 e il 25 dicembre.

Suggestivo paesaggio invernale a Villach, Austria
copyright © Regione Villach Tourismus /naturelhotels
Tutto il fascino dell’Avvento a Villach

Schönleitn: il nuovo villaggio natalizio sul Lago di Faak

La grande novità dell’Avvento 2026 sarà Schönleitn, nella zona del Lago di Faak, che dal 19 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 si trasformerà in un villaggio natalizio, tra tradizionali case contadine alpine, appartamenti con stufe in maiolica, alberi di Natale e installazioni luminose.

Il progetto si distingue anche per la possibilità di soggiornare al villaggio e di vivere l’Avvento immersi nelle decorazioni e nelle tradizioni locali.

Il sentiero delle luci natalizie sarà aperto ogni giorno dalle 16 alle 21. La piazza ospiterà gli appuntamenti principali dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi, con musica, canti corali, letture, rappresentazioni delle tradizioni locali e presenze dei Perchten. Le bancarelle proporranno specialità regionali e bevande calde, mentre un fuoco all’aperto offrirà uno spazio conviviale in cui fermarsi durante la visita.

Sono inoltre previsti un presepe a grandezza naturale, uno zoo con animali da accarezzare e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Il BIBI Kids Club proporrà iniziative dedicate ai bambini, dalla pasticceria natalizia all’ufficio postale delle feste, passando per i giri in trattore, il pattinaggio in piazza e la costruzione di pupazzi di neve.

Stiftsweihnacht’am See: il Natale all’abbazia di Ossiach

Dal 4 al 6 dicembre, l’abbazia barocca di Ossiach, sulle rive dell’omonimo lago, ospiterà lo Stiftsweihnacht’am See, un evento che unirà artigianato, gastronomia e spettacolo. Nel cortile dell’abbazia si alterneranno bancarelle di artigianato artistico, specialità regionali, dolci, musica, danza e teatro.

Il programma musicale della CMA coinvolgerà la chiesa abbaziale e la sala concerti Alban Berg, mentre attori accompagneranno il pubblico con racconti dedicati all’Avvento. Tra le attività più particolari sono previste anche escursioni con gli alpaca dell’allevamento della famiglia Reichenhauser, in programma venerdì e domenica.

Gli orari di apertura saranno venerdì 4 dicembre dalle 15 alle 19, sabato 5 dalle 11 alle 19 e domenica 6 dalle 10 alle 19. Sabato 5 dicembre, dalle 16.30, è atteso anche San Nicola, uno degli appuntamenti dedicati alle famiglie.

L’evento sarà raggiungibile con i mezzi pubblici grazie ai collegamenti Postbus sulla tratta Steindorf–Ossiach–Villach.

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