Nel regno delle pietre antiche: viaggio nei castelli più affascinanti della Turingia
Il paesaggio si presenta così: boschi fittissimi, colline attraversate da fiumi e piccoli centri medievali. E poi, quando nessuno se lo aspetta più, ecco spuntare delle grandi torri dalla vegetazione. Quel che sembra un luogo da fiaba è in realtà la Turingia, nella Germania centrale, zona che custodisce alcuni dei castelli più affascinanti del Paese.
L’ambiente sembra quasi costruito attorno a queste antiche residenze, alcune nascoste tra le montagne, altre sistemate su speroni rocciosi che dominano vallate verdissime. Ma del resto questo territorio è stato suddiviso tra diversi principati per secoli e ognuna di queste dinastie desiderava dimostrare la propria ricchezza tramite edifici grandiosi, collezioni d’arte, biblioteche e giardini progettati dai migliori architetti dell’epoca.
In sostanza i castelli della Turingia sfoggiano caratteristiche piuttosto differenti dalle severe fortificazioni romaniche, ma anche dai raffinati palazzi rinascimentali, fino alle eleganti dimore che ricordano la campagna inglese. Quel che è certo è che sono mura dove hanno vissuto personaggi di un certo calibro, tra cui Santa Elisabetta d’Ungheria, Martin Lutero e Johann Wolfgang von Goethe.
Castello di Wartburg, che ha cambiato la storia della Germania
Iniziamo questo favoloso viaggio dal Castello di Wartburg, che si presenta con una poderosa cinta muraria, tetti spioventi, torri merlate e un panorama che abbraccia le montagne della Selva di Turingia. Arroccato sopra la città di Eisenach, possiede quell’aspetto solenne che ci si aspetterebbe da una fortezza protagonista di racconti cavallereschi.
Oggi è uno dei monumenti storici più importanti della Germania, tanto da essere stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1999. Il suo nucleo medievale comprende il Palas, uno straordinario esempio di architettura residenziale romanica, caratterizzato da arcate, sale monumentali e ambienti che proteggono la memoria della corte dei langravi di Turingia.
Tra le figure più importanti a lui legate c’è la già citata Santa Elisabetta d’Ungheria, giunta giovanissima nel 1211. La principessa rinunciò progressivamente agli sfarzi aristocratici per dedicarsi ai poveri e ai malati. La tradizione le attribuisce il celebre miracolo delle rose, secondo il quale il cibo destinato ai bisognosi si sarebbe trasformato in fiori durante un incontro con il marito. Wartburg è inoltre connesso a Martin Lutero, che vi trovò rifugio tra il 1521 e il 1522 e tradusse il Nuovo Testamento in tedesco.
Castelli di Dornburg, affacciati sulla valle del Saale
Sopra una spettacolare parete di roccia calcarea, nei pressi di Jena, si allunga un complesso architettonico soprannominato il Balcone della Turingia. Sono i Castelli di Dornburg, ben tre edifici appartenenti a epoche differenti, ma collegati tra loro da terrazze fiorite, pergolati e giardini che si specchiano sulla valle del Saale.
Il più antico si chiama Altes Schloss ed è la casa di testimonianze medievali, tra cui una torre risalente al XII secolo. Poco distante, lo Schloss rinascimentale presenta facciate eleganti, finestre regolari e caratteristici abbaini. Nel 1828 vi fece visita Johann Wolfgang von Goethe, che vi trascorse alcune settimane dopo la morte del granduca Carl August (suo amico e protettore).
Al centro dell’insieme si trova lo Schloss rococò, costruito intorno al 1740. Le sue sale decorate con stucchi colorati, gli arredi raffinati e le collezioni di porcellane raccontano i gusti dell’aristocrazia settecentesca.
Castello di Altenstein, residenza inglese tra i boschi
A circa 2 chilometri da Bad Liebenstein, antica località termale della Turingia (sì, avete capito bene: questa zona della Germania offre pure le terme), c’è una costruzione che potrebbe appartenere alla campagna britannica. È il Castello di Altenstein, residenza estiva dei duchi di Sassonia-Meiningen.
Mostra facciate che sono impreziosite da frontoni curvilinei, finestre ad arco, bovindi semicircolari, numerosi comignoli e decorazioni verticali. L’aspetto attuale risale alle trasformazioni ottocentesche, mentre gli interni hanno subito importanti restauri a seguito del grave incendio del 1982. Il complesso è particolarmente interessante anche per il legame con Johannes Brahms: al compositore è dedicata una sezione museale che custodisce documenti e testimonianze della sua attività.
Attorno alla dimora si estende un parco paesaggistico di circa 160 ettari, attraversato da sentieri per una lunghezza complessiva di quasi 20 chilometri. Tra alberi secolari e affioramenti rocciosi compaiono un padiglione cinese, una cappella neogotica e la Teufelsbrücke, il Ponte del Diavolo, che collega due emozionanti pareti rocciose.
Castello di Kapellendorf, circondato dall’acqua
Nel territorio rurale del Weimarer Land, il Castello di Kapellendorf esibisce un aspetto decisamente diverso dalle sontuose residenze principesche. Il termine tedesco Wasserburg indica infatti un castello fortificato circondato dall’acqua, elemento fondamentale per la sua difesa.
La struttura possiede imponenti mura del XIV secolo, torri difensive, un ampio fossato e un cortile interno che restituisce l’immagine di una roccaforte medievale. La sua architettura racconta un’epoca nella quale la protezione militare rappresentava la priorità, ben prima della ricerca di eleganza delle successive dimore aristocratiche.
Il maniero fu protagonista anche di una vicenda decisiva della storia europea: nel 1806, durante la campagna napoleonica, venne utilizzato quale quartier generale da una parte delle truppe prussiane e sassoni impegnate contro l’esercito francese nelle battaglie di Jena e Auerstedt. Oggi il complesso ospita un museo ed eventi culturali, tra mercati storici, spettacoli e iniziative musicali.
Castello di Creuzburg, la dimora di Santa Elisabetta
Poco distante da Eisenach, il Creuzburg domina l’omonima cittadina. Dalle origini medievali, vanta robuste strutture difensive che ricordano il ruolo strategico esercitato dai langravi turingi. Un fatto particolarmente interessante avvenne nel 1222, quando Santa Elisabetta diede alla luce il figlio Hermann proprio tra queste mura. Il complesso apparteneva infatti al sistema di dimore frequentate dalla corte della Turingia, che si spostava tra diverse sedi per amministrare i territori e mantenere il controllo dei possedimenti.

Creuzburg conserva l’impronta della tradizione romanica, sebbene sia stato interessato da successive trasformazioni e restauri. Al suo interno, la Elisabethkemenate ricorda la presenza della santa e il suo rapporto con questa parte della Germania.
Castello rupestre di Buchfart, scavato nella montagna
Tra le architetture più insolite della Turingia merita un posto speciale la fortezza rupestre di Buchfart, nei pressi di Weimar: è un’antica (ma interessantissima) struttura che sfrutta direttamente una parete di roccia calcarea che domina la valle del fiume Ilm. Non a caso è considerata l’unico castello rupestre della Turingia e le sue cavità sarebbero state scavate a partire dal X secolo, probabilmente con funzioni di rifugio e protezione.
Anche Goethe la conosceva, poiché la visitò durante i suoi spostamenti tra Weimar e Großkochberg, località legata a Charlotte von Stein. Il poeta ne rimase affascinato, tanto da citarla nella propria corrispondenza. Attorno a Buchfart circolano inoltre racconti popolari legati a Trutina, misteriosa figura femminile associata alla montagna e ai suoi presunti poteri soprannaturali.