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La New York da sogno nel giallo L’ultimo turno di Chris Pavone

25 août 2026 à 15:00

Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia Apartments, il palazzo più prestigioso dell’Upper West Side, il quartiere di Manhattan dove vivono le famiglie più ricche di New York City. Tra celebrity, finanzieri, vedove miliardarie, galleristi d’arte – come Emily Longworth, la protagonista del libro L’ultimo turno di Chris Pavone -, e uomini d’affari che hanno fatto tanti soldi (anche sporchi), come il marito di lei, Whitaker (Wit) Hamilton Longworth, Chicky deve garantire la loro sicurezza.

La trama

Emily non è nata ricca, viveva in uno squallido monolocale della Gande Mela, ma quando ha conosciuto il marito, la sua vita è cambiata radicalmente. Si è sposata, ha avuto due bambini, ha praticamente smesso di lavorare perché non è chic per una donna guadagnarsi dei soldi, così continua a fare consulenze per non annoiarsi e per sfuggire a quel marito che si è rivelato essere un mostro.

Nonostante dovrebbe avere tutto quello che ha sempre desiderato, Emily non è felice e odia profondamente l’uomo che le sta accanto, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull’origine della sua immensa fortuna. Peccato che il contratto prematrimoniale sia inattaccabile e che lei non abbia ancora trovato la forza di lasciarlo.

Per fortuna, durante un evento mondano a cui prende parte senza il marito, Emily conosce Julian Sonnenberg, critico d’arte di successo con il quale ha molto in comune, un uomo che ha vissuto per cinquant’anni una vita piena e cosmopolita e di cui si innamora.

Il condominio Bohemia ha due ali separate, una per ricchi, l’altra per super ricchi, dove vivono isia i Sonnenberg sia i Longworth, con un sistema di sicurezza al top. Qui ci sono solo grandi appartamenti, come il 2A dove vive Julian. C’è chi ne possiede addirittura due, come i Longworth, che vivono nel lussuoso attico, l’appartamento 11C-D. Sonnenberg possiede uno degli appartamenti meno costosi dell’edificio. La penthouse di Longworth è costata 32 milioni di dollari, più altri 7 milioni per ristrutturarne la superficie di 650 mq. Lì risiedono altri miliardari, ma Wit è il più ricco.

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Chicky lavora al Bohemia da 28 anni, è lui “la vera definizione di portiere, con la sua uniforme immacolata e il suo cappello a campana”. Ex marine, portoricano di 51 anni, anche lui ha un ruolo fondamentale nella trama del thriller.

Dov’è ambientato il giallo

Quasi tutto il libro è concentrato all’interno del prestigioso condominio Bohemia che si trova nell’Upper West Side, nome fittizio di uno dei tanti palazzi per ricchi che s’affacciano direttamente su Central Park da una parte (Central Park West), e sul fiume Hudson dall’altra. lLa zona pià bella in assoluto di New York.

L’Upper West Side corrisponde esattamente a quel quadrilatero compreso tra la West 59th Street e la West 110th Street ed è considerato il quartiere culturale e intellettuale. In questa zona ci sono la Columbia University, l’American Museum of Natural History, il New York Institute of Technology e il Lincoln Center for the Performing Arts. Giusto per citare alcuni degli indirizzi più noti.

L’immagine che Chris Pavone ci mostra di Manhattan in L’ultimo turno è quella dell’immaginario collettivo fatto di luci al neon, taxi gialli che sfrecciano tra le avenue, suv che scaricano i residenti di lussuosi flat in cui vivono i ricchi, sempre carichi di sacchetti dello shopping nella Fifth Avenue, tate con bambini e microscopici cagnolini appena usciti dalla toelettatura.

Il Bohemia non esiste nella realtà, ma potrebbe essere un qualsiasi palazzo elegante dell’Upper West Side. Pavone si sarebbe ispirato ai fatti reali accaduti nel celebre The Dakota, il condominio di lusso della fine dell’800, anch’esso nella Upper West Side di Manhattan, sulla 72^ strada, dove vivevano John Lennon e Yoko Ono quando nel 1980 un uomo sparò al componente dei Beatles. E i Lennon non furono né i primi né gli ultimi tra i personaggi di fama mondiale ad aver fatto del Dakota la propria casa. Per esempio, Lauren Bacall, Judy Garland e Leonard Bernstein abitarono tutti qui. Questi nomi di spicco sono stati ormai soppiantati da miliardari per i quali l’edificio rappresenta un pied-à-terre ovvero soltanto una delle loro numerose residenze. Gli stessi Longworth dividono la loro esistenza tra l’attico a Manhattan e la villa a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts, vicino alla costa meridionale di Cape Cod, un’esclusiva meta di svago lungo la costa degli Stati Uniti dove trascorrono le vacanze i Presidenti americani, celebrità e villeggianti facoltosi.

Dalla descrizione che Pavone fa del palazzo, però, con due alte torri distinte, ci saremmo immaginati un edificio più simile a un altro palazzo molto famoso, quasi iconico, di Central Park, che molti avranno sicuramente già visto se non personalmente almeno in decine di film e serie Tv: The San Remo.

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123RF
The San Remo, iconico edificio affacciato su Central Park a New York

A due passi dal Dakota, è un famoso palazzo di lusso di New York degli inizi del Novecento. Si trova al 145-146 di Central Park West, di fronte a Central Park. Progettato da Emery Roth e completato nel 1930, è stato il primo grattacielo residenziale con torri gemelle della città. Nel corso degli anni, anche questo palazzo ha ospitato molte celebrità, tra cui Steve Jobs, Bono degli U2 (che comprò l’appartamento da Steve Jobs), Steven Spielberg, Demi Moore, Dustin Hoffman, Dodi Al-Fayed.

Il San Remo ha un gemello, l’Eldorado, uno storico palazzo residenziale in stile art déco dell’Upper West Side di New York, affacciato sul lato occidentale di Central Park.

Al di là della trama avvincente, questo giallo fa proprio venire voglia di fare un viaggio a New York.

Da Leonardo a Van Gogh, da Monet a Man Ray, da Kandinsky a Dalí: in Italia arriva un settembre ricco di mostre

24 août 2026 à 18:00

Se il buongiorno si vede dal mattino, il calendario delle mostre che ci attendono al rientro dalle vacanze estive nelle nostre città non fa che preannunciare un anno culturale ricco di appuntamenti.

Il mese di settembre sarà bello pieno di inaugurazioni, dalle grandi città come Milano, Roma, Torino e Bologna, alle città d’arte come Mantova, Parma e Ferrara.

Abbiamo selezionato le dieci mostre più importanti e interessanti da non perdere in Italia a settembre.

À partir d’avant-hierFlux principal

Montecarlo, cosa vedere di nuovo quest’estate nel Principato di Monaco

21 août 2026 à 19:00

Per chi trascorre l’estate in Liguria o nella vicina Costa Azzurra, non può mai mancare una tappa nel Principato di Monaco. Ogni estate, sono tante le novità che Montecarlo propone a chi la visita.

Anche quest’anno sono parecchie, tra mostre dedicate ai miti monegaschi – dalla diva Grace Kelly che lasciato un segno indelebile ai motori della Formula Uno –, nuovi quartieri per super ricchi, ma anche nuovi parchi e iniziative volte alla sostenibilità. Grossi cambiamenti, insomma, ma anche grandi classici, per un luogo che, da secoli, fa sognare. Ecco cosa vedere di nuovo se siete in città.

La partenza della Vuelta

La Vuelta 26, la più importante corse a tappe di ciclismo spagnola, insieme al Giro d’Italia e al Tour de France, prenderà il via a Monaco il pomeriggio del 22 agosto 2026, con una spettacolare cronometro che si disputerà tra le strade del Principato. Il Casinò di Monte Carlo sarà il punto di partenza di una tappa che toccherà luoghi iconici come la spiaggia del Larvotto, lo stadio Louis II e l’interno del Chapiteau dell’Espace Fontvieille. Naturalmente, per tutto il giorno il traffico automobilistico sarà deviato, ma sarà uno spettacolo unico che attirerà migliaia di appassionati e di turisti.

Il nuovo quartiere Mareterra

È stato completato ed è ora visitabile il nuovo progetto edilizio chiamato Mareterra, un enorme complesso affacciato sul mare progettato dagli studi di architettura Valode & Pistre e Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con il paesaggista Michel Desvigne e con opere open air dell’architetto giapponese Tadao Ando, dello scultore britannico Anish Kapoor e dell’americano Alexander Calder. In alcuni punti, il mare entra proprio nelle fondamenta della piattaforma, tanto che uno degli ingressi dei nuovi condomini, che prende il nome di Grotte Bleue, è aperto al pubblico e, in un’intercapedine di cemento armato, si possono vedere le fondamenta che entrano direttamente nel mare e guardare un video che mostra i fondali marini di quella zona. Il quartiere comprende palazzine (in quella progettata da Piano, che ricorda la chiglia di una nave, ci vivono alcuni dei piloti di Formula Uno che, nonostante in pista siano rivali, in realtà qui sono vicini di casa), ville su più livelli, una marina, negozi e ristoranti. In questo nuovo quartiere color ocra, che a tratti ricorda un po’ una città del Medioriente, tra passeggiate, fitta vegetazione, incluse le piante aromatiche, e strade pedonali affiancate da rivoli d’acqua e da ampie piscine a sfioro, l’atmosfera è ovattata e non si sente quasi il rombo dei motori delle Ferrari che sfrecciano in continuazione sul lungomare del Larvotto.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il nuovo quartiere di Mareterra nel Principato di Monaco

Il matrimonio del secolo

Il Palais Princier, sulla rocca di Monaco, ospita la mostra “Wedding of the Century” che celebra i 70 anni del matrimonio tra il Principe Ranieri III e Grace Kelly che ha fatto sognare il mondo. Dai gioielli donati dalla cittadinanza monegasca alla neo-sposa ai suoi abiti più belli, incluso quello da sposa. che ha fatto il giro del mondo, sono in mostra insieme a ritratti, fotografie e ad altri memorabilia della vita privata della coppia reale. Un’occasione, per chi non lo avesse mai fatto, di visitare anche le sale di Palazzo aperte al pubblico, con i marmi, gli affreschi e i soffitti a volta. Si può visitare la mostra fino al 25 settembre 2026.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’abito da sposa indossato da Grace Kelly in mostra a Palazzo

Il matrimonio del secolo 2

Per i più romantici, che desiderano ripercorrere le tappe del matrimonio del secolo, a L’Engelinè, nella stessa via del Jardin Exotique, è in mostra “Un Mariage sous les projecteurs. Rainier III et Grace Kelly. 12-19 avril 1956” (Un matrimonio sotto i riflettori. Ranieri III e Grace Kelly. 12-19 aprile 1956) con film, fotografie, documenti d’archivio e apparecchiature che ripercorrono la storia di una produzione cinematografica unica e che illustrano nel dettaglio l’apparato mediatico di un evento che ha cambiato il volto del Principato di Monaco. Infatti, in occasione delle nozze di Ranieri e Grace, per agevolare il lavoro dei circa 1800 giornalisti giunti da ogni parte del mondo e le Tv ufficiali dell’epoca, Radio Monte-Carlo e Télé Monte-Carlo, che hanno curato la produzione e la trasmissione delle cerimonie in Eurovisione, raggiungendo 30 milioni di telespettatori, era stata allestita una sala stampa sulla Rocca. Tutti questi filmati, uniti a quelli amatoriali, che hanno documentano il fervore dell’intera popolazione, sono stati raccolti dall’Institut Audiovisuel de Monaco e vengono proiettati tutti i giorni gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:30 (16:30 il venerdì) fino al 26 febbraio 2027 nella sede dell’istituto.

Auto, rally e Formula Uno

Se la mostra sul matrimonio farà sognare molte donne, quella al Grimaldi Forum farà sognare i maschietti. Poiché Montecarlo fa rima con Formula Uno, dallo scorso 30 giugno è in corso la mostra “Monaco e l’automobile, dal 1893 ai giorni nostri”, aperta al pubblico solo fino al 6 settembre 2026. Distribuita su una superficie di oltre 3.500 mq, la mostra offre un viaggio attraverso oltre 130 anni di storia che legano il Principato al mondo dell’automobile. Oltre 50 veicoli autentici, tutti legati a Monaco, raccontano una storia che parte dai primi concorsi d’eleganza della fine del XIX secolo, che passa dal Rally di Monaco Monte-Carlo in corso dal 1911 e dal primo Gran Premio di Monaco del 1929. Grazie al contributo dell’Automobile Club de Monaco, il percorso espositivo riunisce archivi eccezionali, spesso inediti, oltre a numerosi documenti, fotografie e video che consentono di rivedere le auto in azione. Tra i pezzi più importanti figura la Rolls-Royce Silver Wraith del matrimonio del Principe Ranieri III e di Grace Kelly nel 1956, auto da rally, monoposto da GP e un omaggio ai piloti monegaschi Louis Chiron, uno dei più grandi piloti tra le due guerre mondiali, e al nostro ferrarista Charles Leclerc.

Il nuovo Jardin Exotique

Ha riaperto la scorsa primavera, dopo sei anni di lavori per un importante intervento di ristrutturazione, il Jardin Exotique di Montecarlo, uno degli angoli più pittoreschi e meno noti del Principato di Monaco. Questo parco che sorge dietro i moderni grattacieli è considerato uno dei giardini più belli del mondo e adesso è ancora più bello di prima. Con la sua straordinaria collezione di piante grasse del deserto e cactus provenienti da ogni angolo del mondo, il Giardino Esotico di Montecarlo è un microcosmo che merita assolutamente di essere visitato. Il percorso obbligato si snoda tra sentieri immersi nella vegetazione. C’è anche una grotta nascosta, Grotte de l’Observatoire, scoperta nel 1916 durante i lavori per la costruzione delle fondamenta e aperta per le visite guidate con specialisti. A ogni svolta, si aprono panorami mozzafiato sul mare, sulla Rocca di Monaco e sul profilo della Costa Azzurra.

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@Ezio Cairoli
Il percorso affascinante dentro il Giardino Esotico

Il Nuovo Museo Nazionale di Monaco

A partire dallo scorso 3 luglio, il Nouveau Musée National de Monaco presso la Villa Paloma dedica una mostra al pittore rumeno Victor Brauner (1903-1966), figura di spicco del surrealismo internazionale. “Victor Brauner, L’Aventure magique” riunisce oltre 160 opere tra dipinti, disegni e sculture che abbracciano l’intera carriera dell’artista dagli Anni ’20 agli Anni ’60, tutte provenienti da una collezione privata con sede a Monaco. Il percorso espositivo è completato da dieci oggetti d’arte extra-occidentali appartenuti allo stesso Brauner, concessi in prestito dal Museo d’arte moderna e contemporanea di Saint-Étienne Métropole nella Loira. Villa Paloma si trova a due passi dal Jardin Exotique e, dalla sua terrazza panoramica, si gode di una splendida vista sul Principato.

Mare e sostenibilità

Il tema della sostenibilità è molto sentito nel Principato e lo stesso Principe Alberto II ci tiene moltissimo. In occasione del 50° anniversario dell’Associazione Monegasca per la Protezione della Natura (AMPN) presso Le Méridien Hub del Méridien Beach Plaza è stata allestita una mostra fotografica che ripercorre mezzo secolo di impegno a favore della salvaguardia delle aree marine protette di Monaco, visitabile fino al 15 ottobre 2026. Questa retrospettiva immerge i visitatori nel cuore della storia dell’associazione e delle sue numerose iniziative a favore della biodiversità marina. Attraverso fotografie d’archivio, immagini contemporanee, documenti sui programmi di ricerca scientifica, i progetti di ripristino ecologico, le innovazioni tecnologiche e le numerose iniziative la mostra testimonia l’evoluzione delle missioni dell’AMPN e il suo ruolo fondamentale nella protezione del litorale monegasco.

Un nuovo modo di visitare Montecarlo

Il Principato di Monaco ha da poco lanciato un’iniziativa chiamata Visit Monaco City Walk che consente ai visitatori di girare per tutta la città a piedi, lasciando l’auto in uno dei tanti parcheggi, dove spesso la prima ora è gratuita, passeggiando tra i vari quartieri, approfittando delle numerose esperienze proposte lungo il percorso lasciandosi guidare. Grazie alla vicinanza dei principali luoghi di interesse, infatti, Monaco si scopre facilmente a piedi o con le biciclette da noleggiare. Da un quartiere all’altro, i visitatori possono passeggiare ed esplorare giardini, musei, negozi, ristoranti, panorami o luoghi emblematici. Sul sito citywalk.visitmonaco.com (anche in italiano) vengono indicati gli itinerari consigliati con i tempi di percorrenza, tra cui anche alcuni percorsi pedonali, i parking con tanto di posti disponibili in tempo reale e la mappa interattiva.

Le novità per i ragazzi a Monaco

Non tutti sanno che nel Principato di Monaco esiste un interessantissimo museo della storia: il Musée d’Anthropologie Préhistorique de Monaco, fondato dal Principe Alberto I, che si trova anch’esso nei presso di Villa Paloma e del Jardin Exotique. Per tutta l’estate, sono in corso due mostre molto interessanti e istruttive, specie per i ragazzi: la prima, interattiva e immersiva, intitolata “From Toumaï to Sapiens” (fino al 16 ottobre 2026) racconta la nascita e l’evoluzione della specie e ripercorre il cammino di quegli esseri umani che inventarono gli strumenti e dominarono il fuoco, prima di lasciare la culla dell’umanità in Africa per popolare l’intero pianeta nell’arco di circa 10.000 anni; la seconda, “Magies d’ailleurs” (“Magie da altrove”) è una mostra immersiva per gli appassionati di scoperte, di riti, magia e costumi tradizionali (fino al 15 dicembre 2026). Il museo apre dalle 9 alle 18 e organizza anche visite guidate. Vale la pena visitarlo anche solo per ammirare lo scheletro di un mammut di oltre 30mila anni scoperto nella Siberia settentrionale: lo scheletro è lungo 5 metri e alto più di tre.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, le sagre e gli eventi folkloristici del weekend del 21-23 agosto 2026 in Italia

21 août 2026 à 12:00

Il calendario di agosto continua a essere ricco di appuntamenti enogastronomici in tutta Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, sono tantissime le sagre e le feste tradizionali che si svolgono da Nord a Sud d’Italia.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, dalla festa del fieno a quelle patronali, abbiamo selezionato dieci eventi imperdibili che faranno felici tutta la famiglia.

Festival del Riso 2026 a Castel d’Ario (MN)

Dal 22 al 25 agosto 2026, il paese di Castel d’Ario ospita la 14ª edizione del Festival del Riso, nell’ambito della tradizionale Fiera d’agosto: quattro serate dedicate ai sapori del territorio di Mantova, alla convivialità e alla cultura gastronomica locale. Piazza Garibaldi e piazza Castello tornano a riempirsi di tavolate, profumi e visitatori pronti a lasciarsi conquistare da uno dei simboli della cucina mantovana. Il protagonista assoluto è il Concorso di Risotti “Spiga d’Oro”, la sfida culinaria che ogni sera mette a confronto interpretazioni diverse di uno dei piatti più iconici della tradizione. Un’occasione per degustare ricette originali, confrontare sapori e, perché no, eleggere il proprio risotto preferito. Si potranno assaggiare il risotto con zafferano, prosecco e gamberetti, il risotto ai funghi porcini, il tradizionale risotto con Pèssin, il celebre risotto con le rane, autentica specialità della cucina di pianura, il riso con i Saltarei, il classico risotto all’Isolana, il risotto con cacio, pepe e pancetta croccante, il risotto Oro di Sicilia, impreziosito dai sapori mediterranei, e il risotto con radicchio, speck e Monte Veronese.

Sagra della Strazzatella a Guardia Perticara (PZ)

A Guardia Perticara il 20 e 21 agosto si festeggia la Strazzatella, la focaccia che profuma di forno e di tradizione, croccante fuori, morbida dentro, appena sfornata e ancora fumante, nasce dallo stesso impasto del pane e, da secoli, accompagna la vita delle famiglie di uno dei borghi più affascinanti della Basilicata, conosciuto come il paese delle case in pietra. Il 21 agosto la Strazzatella esce dai forni e diventa la regina della tavola. Guardia Perticara le dedica una giornata speciale, invitando visitatori e appassionati a scoprire un prodotto che racchiude tutta la semplicità e la genuinità della cucina lucana.

Sagra delle Sagne Scandrigliesi a Scandriglia (RI)

Venerdì 21 e sabato 22 agosto 2026, appuntamento con la 41^ Sagra delle Sagne Scandrigliesi, una tradizionale sagra storica, la cui prima edizione risale all’86. Attesa e sentita festa popolare, con degustazione di specialità locali, prodotti tipici e serate musicali danzanti, la festa è dedicata alle “Sagne” (fettuccine), una specialità di pasta all’uovo, confezionate a mano dalle donne del posto, condite con sugo cucinato secondo l’antica ricetta. Con le “Sagne”, saranno serviti anche bruschette con l’olio extra vergine d’oliva di Scandriglia e vino. Ad animare l’evento, anche mercatini artigianali, animazione, folklore.

Le vie del Miele a Melendugno (LE)

Il weekend del 21-22 agosto, il centro storico di Melendugno, tra i più belli del Salento, diventa il cuore del miele grazie a Le vie del Miele, un evento giunto alla quinta edizione con degustazioni di miele del territorio accompagnate dai sapori tipici della gastronomia locale. Il programma prevede due serate destinate a valorizzare e promuovere questo prodotto caratteristico del posto, anche attività per bambini, street food, musica dal vivo e le caratteristiche luminarie della tradizione pugliese. Il miele di fieno greco prodotto a Melendugno si è aggiudicato il premio Il Miele del Sindaco nel 2019. Il legame tra il territorio di Melendugno e il miele è molto antico: il simbolo della città, infatti, raffigura un albero di pino con un alveare sul tronco, circondato da tre api in volo. I vari appuntamenti avranno inizio alle 16.30 e continueranno fino a tarda serata.

Festa di San Vito a Omegna (VB)

La Festa di San Vito è una delle feste patronali più antiche e frequentate del Piemonte e quest’anno giunge alla 123^ edizione. Si svolge a Omegna, sul Lago d’Orta, è quest’anno in programma dal 21 al 31 agosto su uno degli specchi lacustri italiani più amati dai turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Agli eventi legati al culto, tra cui la suggestiva processione religiosa con l’urna di San Vito (la comunità custodisce da secoli la memoria del Santo, martire giunto sulle sponde del Lago d’Orta dalle Catacombe romane il “giorno delle calende”, il 27 agosto 1611), si aggiungono le molte occasioni di musica e divertimento con i fuochi d’artificio.

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@Giancarlo Parazzoli
La Festa di San Vito Omegna sul Lago d’Orta

Sagra della polenta a Orvinio (RI)

Polenta fumante, un castello (Malvezzi-Campeggi) che domina il borgo e un paese che un tempo si chiamava Canemorto. Questo è il motivo per cui il 22 e 23 agosto vale la pena organizzare un fuoriporta a Orvinio, uno dei Borghi più belli d’Italia, nel cuore dei Monti Lucretili. La protagonista assoluta del weekend sarà la 43ª Sagra della Polenta, l’appuntamento che da oltre quarant’anni richiama appassionati della cucina tradizionale e visitatori alla ricerca dei sapori più autentici della Sabina. Qui la polenta non è soltanto un piatto, è un rito collettivo, un’occasione per ritrovarsi in piazza, mangiare insieme e vivere l’atmosfera genuina di un borgo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Lo stand gastronomico aprirà entrambe le giornate alle 19.00, pronto a servire fumanti porzioni di polenta. Già dal pomeriggio, i bambini potranno partecipare al laboratorio “La Polenta” e divertirsi nell’area gonfiabili. Alle 18.00 spazio ai vini del territorio.

Festa dal Fen a Livigno

Il 23 agosto 2026, in Valtellina è il momento della Festa dal Fen, un appuntamento che celebra il rapporto profondo tra la comunità e la terra attraverso la rievocazione delle antiche tecniche di lavorazione del fieno. Una giornata dedicata ai gesti della tradizione contadina, alla cura del territorio e al valore di quei saperi che ancora oggi raccontano il legame tra uomo e montagna. La festa si trascorre in compagnia di un gruppo folkloristico e di costumi caratteristici di Livigno per rivivere le tradizioni locali. Alle ore 10.00 si svolge la sfilata con partenza dalla Chiesa di Santa Maria Nascente. Durante la giornata, esibizioni, pranzo, giochi, rappresentazione della fienagione, della vita d’un tempo e ballo liscio con orchestra. A seguire, cena e serata danzante.

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Ufficio stampa
La Festa dal fen a Livigno

Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia (CN)

Prende il via il 22 agosto 2026 la 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, l’appuntamento di riferimento per la promozione della Nocciola Piemonte IGP e dell’intero territorio dell’Alta Langa e, allo stesso tempo, un’importante occasione per raccontare un territorio fatto di paesaggi, cultura, tradizioni, turismo e qualità della vita. Cortemilia appartiene al circuito dei Borghi Sostenibili della Regione Piemonte ed è considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP. La Nocciola Tonda Gentile delle Langhe trova proprio in quest’area le condizioni ambientali ideali per sviluppare caratteristiche uniche di qualità, aroma e versatilità, diventando negli anni un prodotto apprezzato in Italia e nel mondo. La fiera offre un ricco calendario di iniziative dedicate all’enogastronomia, alla cultura, agli spettacoli, alle attività per famiglie e alla scoperta dell’Alta Langa. La novità dell’edizione 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, che porterà a Cortemilia il racconto di una nuova eccellenza: il Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo, espressione di una tradizione agricola antica e di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e valorizzato. Sabato e domenica saranno presenti gli stand istituzionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo.

Regata de Is Fassonis a Santa Giusta (OR)

Il 22 e 23 agosto nella laguna di Santa Giusta si svolge la 45ª edizione della Regata de Is Fassonis, due giornate dedicate a una delle tradizioni più sentita della comunità, un evento capace di unire storia, cultura, ambiente, abilità dei regatanti, musica e gastronomia. Is Fassonis sono le antiche imbarcazioni nate dalle erbe della laguna. Sabato 22 agosto la regata dei cius a remi apre la manifestazione, per poi lasciare spazio alla degustazione dei prodotti della gastronomia locale e alla musica. Domenica 23 agosto, a partire dalle 17, i regatanti sfileranno accompagnati dai gruppi folk in abito tradizionale sardo, mentre la regata vera e propria inizia alle 17.30. La festa proseguirà alle 20.30 con la Sagra del pesce arrosto e poi con il concerto dei Tazenda.

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Ufficio stampa
Un momento della Regata Is Fassonis in Sardegna

DiVino Etrusco a Tarquinia (VT)

Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico di Tarquinia ospita la 20ª edizione di DiVino Etrusco, con 53 cantine della Dodecapoli etrusca, di Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate nella Tuscia, capace di valorizzare le realtà vitivinicole e di aprirsi al confronto con altre regioni, in un percorso di degustazioni curato dai sommelier.

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Ufficio stampa
Un momento di DiVino Etrusco a Tarquinia

Una giornata alla scoperta dei più bei castelli che hanno fatto la storia d’Italia

20 août 2026 à 12:29

Domenica 23 agosto 2026, aprono di nuovo per un giorno alcuni dei castelli più belli del Piemonte. L’evento Castelli Aperti si era già svolto lo scorso 2 agosto ed è un’ulteriore occasione per scoprire alcuni dei testori che hanno fatto la storia d’Italia.

In tutte le province piemontesi, sono tantissimi i manieri, le fortezze e le dimore storiche che dominano le vallate e che sono aperti al pubblico per le visite. Anche d’estate, la cultura non si ferma e se avete occasione di essere in zona, è la gita domenicale più interessante che possiate fare.

Ecco quali castelli si possono visitare quel giorno divisi per provincia.

Torino

Nella provincia di Torino apre il meraviglioso Castello di Agliè – Villa Il Meleto, Casa di Guido Gozzano, una delle dimore storiche più affascinanti del Piemonte e una meta perfetta per chi cerca una gita culturale fuori città (è a un’ora di strada dal Capoluogo piemontese) con interni sontuosi e un parco monumentale che sembra uscito da un film in costume (non a caso è entrato anche nell’immaginario pop italiano come set della celebre serie Tv Elisa di Rivombrosa). Si può visitare dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00. Ingresso: 8 euro.

Castello di Agliè, esterno
@Dario Fusaro - Consorzio delle Residenze Reali Sabaude
Il maestoso Castello di Agliè

L’altro castello della provincia torinese è il Castello di Masino a Caravino. Immerso in un parco monumentale, la dimora di un illustre casato piemontese: la famiglia dei Conti Valperga di Masino, racconta mille anni di storia in un percorso tra saloni affrescati e arredati e un parco meraviglioso. Oggi è un Bene del Fondo per l’Ambiente Italiano. Si può visitare dalle 10.00 alle 18.00. Il biglietto per la visita del castello e del parco costa 15 euro (per gli iscritti al FAI è gratuito).

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123RF
L’elegante Castello di Masino in Piemonte

Asti

Sulle cime delle colline dell’astigiano sono tantissimi i castelli che spuntano qua e là. Non tutti sono aperti per le visite domenica, però, ecco quali: Torre del Conte Ballada di Saint Robert a Castagnole delle Lanze. La storia di questo luogo è particolare: nel 1878, il Conte Paolo Ballada di Saint Robert venne ad abitare a Castagnole dove acquistò la casa del castello e il colle adiacente, che ripopolò di piante e di fiori e dove fece costruire la torre. Si visita dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00. L’ingresso costa 3 euro, con un calice di vino, 8 euro.

L’area del Castello di Castelnuovo Calcea è un altro dei luoghi vistabili. Del castello di origine medievale oggi non restano che i bastioni e la torre di avvistamento. Eretto nel 1154 per volere dei marchesi d’Incisa, fu distrutto dai savoiardi nel 1634, ma fu ricostruito più volte perché subì numerose distruzioni durante le guerre che insanguinarono il Monferrato nei due secoli successivi. L’ultimo importante restauro è avvenuto nel XVII secolo in cui furono ricostruitele torri, il dongione e riparata la parte danneggiata da un grave incendio. La visita è libera dalle 10.00 alle 19.00 e anche l’ingresso è gratuito.

Il Castello di Costigliole d’Asti o Castello di Rorà ricorda i castelli francesi della Loira. Se nel corso del ‘500 divenne un’importante roccaforte militare, quello che vediamo oggi si deve all’opera di ristrutturazione avvenuta nell’Ottocento. Ancora oggi è in parte di proprietà privata e in parte del Comune. Apre dalle 10.30 –alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30. Il biglietto costa  5 euro.

Nell’astigiano, si può anche salire sulla Torre medievale a San Giorgio Scarampi. Nel Medioevo, questo borgo che si erge a 655 metri d’altezza, era un importante avamposto militare. L’accesso è libero dalle 09.00 alle 19.00.

Cuneo

La provincia di Cuneo vanta alcuni dei borghi più belli d’Italia, alcuni noti ormai in tutto il mondo. Tra questi c’è Barolo e domenica si può visitare il Castello Falletti di Barolo che ospita il WIMU Wine Museum. Nato con funzione militare, divenne residenza, e poi fu radicalmente trasformato per ospitare un collegio e infine un museo. Aperto dalle 10.30 alle 19.00, l’ingresso costa 9 euro.

Aperto anche il Castello Reale di Govone, dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00. Fa parte del circuito delle Residenze Sabaude piemontesi, che l’UNESCO ha inserito nella lista del patrimonio artistico mondiale. Ingresso: 8 euro.

Famoso è anche il Castello dei Principi d’Acaja a Fossano che, per l’occasione, organizza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Questa storica fortezza costruita tra il 1324 e il 1332 da Filippo I d’Acaja, fu poi trasformata dai Savoia in residenza signorile e oggi ospita la biblioteca civica. Ingresso 5 euro.

Domenica si organizzano ogni ora dalle 10.30 alle 17.30 visite guidate anche al Castello di Roddi, un esempio di architettura fortificata risultato di interventi successivi. Nel Cinquecento, fu proprietà del conte Gaio Francesco della Mirandola, nipote del grande filosofo e umanista Pico. All’interno si conservano decorazioni risalenti al Tre/Quattrocento e le cucine, risalenti al ‘500. Ingresso 6 euro.

Il Castello di Serralunga d’Alba è considerato il simbolo di questo paesaggio e domina uno dei borghi più belli e intatti delle Langhe, circondato dalle colline dei grandi vini. È uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte e rappresenta un caso unico in Italia per la sua struttura architettonica, propria di un donjon francese. Il castello è aperto per visite guidate alle 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso 6 euro.

Un altro Bene del FAI è il Castello della Manta, una fortezza medievale dal fascino severo, che nella sua Sala Baronale custodisce una stupefacente testimonianza della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi. Il castello è aperto con orario 11.00-19.00. Ingresso intero 11 euro, gratuito per gli iscritti al FAI.

Veduta panoramica del Castello della Manta, Cuneo
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Veduta panoramica del Castello della Manta

Tantissimi anche i musei aperti in occasione della giornata dei Castelli Aperti del Piemonte. Ad Alba si visita il Museo Diocesano dalle 14.30 alle 18.30, ingresso 5 euro. A Bra, il Museo Civico di Storia Naturale Craveri e il Museo Civico di Palazzo Traversa, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 e Ingresso 5 euro per i singoli musei, 10 per tutti i musei civici Bra. A Dronero il Museo Civico Luigi Mallé (15.00 – 19.00, ingresso 5 euro). A Magliano Alfieri il Museo dei soffitti in gesso e il Teatro del Paesaggio, a cui s può aggiungere il Castello degli Alfieri, aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso intero 5 euro per un museo, 7 euro per due musei. A Mombasiglio, il Museo del Generale Bonaparte nel Castello di Mombasiglio merita una visita, specie con i bambini, che impazziranno nel vedere migliaia di soldatini e il plastico che ricostruisce la battaglia del Bricchetto del 21 aprile 1796, quella che aprì a Bonaparte le porte della storia. Si visita dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ingresso 8 euro.

Merita assolutamente una visita per la sua incredibile storia il Palazzo Salmatoris di Cherasco. Costruito all’inizio del ‘600, più volte abbellito, ingrandito e rimaneggiato, qui fu firmata la pace del 1631, nelle sue sale fu deposta la Sindone, allontanata da Torino nel 1706, e sempre qui Napoleone Bonaparte impose l’armistizio del 1796 ai Piemontesi, le sue sale furono elette più volte ad abitazione dalla corte Sabauda. Le visite sono aperte dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.

A Saluzzo si possono visitare più luoghi aperti: la Casa Natale di Silvio Pellico, con visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00, ingresso 3,5 euro; Casa Cavassa (10.00-13.00 e 14.00-19.00, ingresso 6 euro), la Torre Civica e la Pinacoteca Olivero (10.00-13.00 e 14.00-19.00, biglietto 3,5 euro, la Villa Belvedere Radicati (10.00-13.00 e 14.00-19.00, 5 euro) e La Castiglia (10.00-13.00 e 14.00-19.00, ingresso 8 euro).

Diversi luoghi visitabili anche a Savigliano: il Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra (10.00-13.00 e 15.00-18.30, 5 euro); Palazzo Muratori Cravetta con visite guidate e prenotazione obbligatoria alle 09.30 e alle 14.00; la Torre Civica alle 10.30 e alle 15.00 (3 euro).

A Priero si possono visitare dalle ore 10.00 alle ore 18.00 sia la Torre Medievale sia il borgo con tour guidati, previa prenotazione (4 euro), mentre a Corneliano d’Alba, solo su prenotazione, si visita la Torre.

Alessandria

La maggior parte dei Castelli Aperti il 23 agosto sono in provincia di Alessandria. Tra questi, il Castello dei Paleologi ad Acqui Terme, che ospita il Civico Museo Archeologico. Edificato nell’XI secolo, fu residenza dei vescovi-conti di Acqui fino alla metà del XIII secolo, per poi divenire roccaforte del borgo e sede dei Governatori della città. Prende il nome dalla dinastia che mantenne per secoli il dominio sul Monferrato. È aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, con visite libere. L’ingresso costa 4 euro.

Il Castello dei Torriani e dei Bandello anche detto Palazzo Pretorio è ciò che rimane dell’antico castello di Castelnuovo Scrivia. Del complesso medievale si conservano una torre merlata alta circa 39 metri e alcuni tratti delle mura dell’antica fortificazione sui quali, intorno al XIV secolo, venne edificato il palazzo.

La Torre del Castello di Trisobbio si può visitare dalle ore 17.30 alle 19.00 con prenotazione obbligatoria. L’ingresso costa 2 euro. Il castello del XIII secolo invece oggi ospita un hotel e un ristorante.

Sempre ad Acqui Terme è aperta Villa Ottolenghi Wedekind, una dimora storica costruita nella prima metà del ‘900 sulle colline dal conte Arturo Ottolenghi e dalla moglie Herta von Wedekind zu Horst, pittrice e scultrice riconosciuta a pieno titolo tra le avanguardie del primo Novecento. Oggi ospita un relais, un ristorante ed è una location per eventi e matrimoni. Le visite guidate vengono fatte su prenotazione alle ore 16.30 (orario soggetto a riconferma). L’ingresso cista 15 euro.

Ad Alfiano Natta è aperta la Tenuta Castello di Razzano che ospita il Museo Artevino. Il museo e le cantine di invecchiamento sono aperti con orario 15.00 – 17.00 e l’ingresso costa 8 euro. Volendo, si può anche soggiornare perché è un resort.

Nella provincia di Alessandria si possono visitare anche i borghi di Ozzano Monferrato, un piccolo gioiello nel cuore del Monferrato Casalese, con le tracce delle antiche mura, una torre di cortina e Casa Bonaria, una rarissima abitazione del XV secolo. Si visita con l’ausilio di audioguide disponibili con QR Code. E il borgo di Rosignano Monferrato dove vengono organizzate visite a offerta libera alle 10.00, 11.30, 15.00, 16.30. Consigliata la prenotazione. Da non perdere sono gli infernot sotterranei che sono Patrimonio UNESCO.

Dell’iniziativa castelli Aperti in Piemonte della provincia di Alessandria fanno parte anche la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno che apre con: orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. L’ingresso costa 5 euro; il Museo d’Arte Sacra di San Francesco Paola Benzo Dapino di Cassine, aperto dalle 16.00 alle 19.00, ingresso 4 euro; e la Fondazione Elisabeth de Rothschild a Palazzo Lignana a Rivalta Bormida che offre visite guidate a 10 euro solo su prenotazione con orario 10.00-19.00.

Novara

Ci sono dei bei castelli anche nella provincia di Novara, benché siano meno conosciuti. Si può infatti visitare il Castello dal Pozzo a Oleggio Castello, che guarda il Lago Maggiore. Dimora dei Marchesi dal Pozzo d’Annone, ha una storia millenaria, iniziata nel 900, quando venne portato alla luce un castrum romano dove pare fosse dislocata la V Legione. Il castrum fu chiamato Q.Legio, da cui sembra derivi il nome Olegio, nominato Oleggio Castello dal 1186 in onore all’edificio visconteo edificato intorno all’anno Mille. Una meraviglia con splendide sale affrescate davvero inaspettata. Le visite sono su prenotazione. Il biglietto costa 15 euro.

Non è un vero e proprio castello Casa Calderara a Vacciago di Ameno, un borgo che si affaccia sulle colline del Lago d’Orta. Si tratta di un palazzo rinascimentale del tardo Cinquecento che ospita la Fondazione Antonio e Carmela Calderara, una casa-museo d’arte contemporanea che custodisce oltre 300 opere tra dipinti e sculture del Novecento. Le visite sono libere è gratuite dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Per le visite guidate è necessario contattare la struttura concordando orario e pagamento.

Sempre nella provincia novarese, apre – solo su prenotazione – il Castello di Vinzaglio, affacciato sul fiume Sesia. Dell’antico forte del XIII secolo rimangono soltanto i resti di tre torri e parte di murature, nei pressi dell’attuale castello rinascimentale. Nel corso del XIX secolo l’edificio divenne infatti di proprietà della famiglia Sella che lo restaurò e modificò secondo i canoni e la funzionalità di una residenza aristocratica di campagna.

Biella

Diversi i luoghi aperti anche in provincia di Biella. Partendo da Palazzo Gromo Losa, proprio a Biella, dove, da sabato 22 agosto, prende il via la rassegna “Fatti ad Arte” con la mostra “Tutto rose e fiori” di Elham M. Aghili (fino al 18 ottobre 2026), dalle ore 10.00 alle 19.00 (7 euro). E Palazzo La Marmora, un palazzo storico del XVI secolo che appartiene alla stessa famiglia da secoli e che oggi organizza eventi e matrimoni, che si può visitare liberamente dalle 16.00 alle 20.00. Ingresso 10 euro.

Tra le visite da non perder nella provincia di Biella c’è quella di Ricetto di Candelo, un complesso architettonico di epoca medievale composto da circa 200 edifici che occupano un’area di circa 13.000 mq, attraversato da strade. La prima citazione conosciuta di Candelo risale all’anno 988. L’accesso è libero, ma la Pro Loco organizza anche visite guidate. Se non siete mai stati, merita davvero.

E, infine, a Magnano è aperta al pubblico la Collezione Enrico a Villa Flecchia, un Bene del FAI, che organizza visite guidate dalle 14.30 alle 18.30. Ospita 60 dipinti realizzati fra Otto e Novecento, in raffinato dialogo con il paesaggio e l’incanto della montagna che si scorgono dalle finestre. Ingresso, 8 euro, iscritti al FAI 4 euro.

Viaggio a bordo del Train des Merveilles, da Nizza a Tenda attraverso un territorio ricco di meraviglie

18 août 2026 à 18:31

L’itinerario del Train des Merveilles è considerato uno dei viaggi in treno più spettacolari d’Europa. Collegando Nizza a Tenda, sulle Alpi Marittime, nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, il percorso attraversa paesaggi meravigliosi che spaziano dalla costa mediterranea al Parco Nazionale del Mercantour.

È proprio questa la caratteristica unica della linea: in un tragitto di appena cento chilometri, il treno sale dal livello del mare fino a un’altitudine di mille metri attraversando paesaggi, borghi e luoghi incantevoli.

Il Train des Merveilles ha fatto il suo grande ritorno il 15 dicembre 2025, dopo una chiusura di 15 mesi dovuta a un importante progetto di ammodernamento. Noi siamo saliti a bordo per un viaggio che si può fare in uno o più giorni, ricco di esperienze, per tutta la famiglia (cane incluso).

Gairo Vecchio, il borgo fantasma più famoso della Sardegna

16 août 2026 à 14:00

Chi percorre la SS198 della Sardegna, che dalla costa Est si immette nella regione dell’Ogliastra, non può non fermarsi a visitare uno dei borghi abbandonati più famosi dell’isola che si attraversa per forza in auto: Gairo Vecchio. Lo si costeggia completamente (sull’altro lato c’è uno strapiombo) e, visto il numero esiguo di auto che transitano da queste parti, il silenzio regna sovrano.

La sua storia è quella di molti altri borghi fantasma d’Italia, ma qui c’è di più. Innanzitutto, è molto meno famoso di altri e poi, essendo in Sardegna, è anche molto meno visitato. Non si può parlare di un “abitato” vero e proprio in quanto non ci abita nessuno e i turisti che lo visitano, soprattutto d’estate, sono gli unici esseri viventi che s’incontrano.

Se, invece, vi dovesse capitare di venirci in autunno e inverno, nelle giornate fredde e nebbiose si ha l’impressione di aggirarsi in un’atmosfera incantata, come avvolti dalla nebbia del passato.

La storia di Gairo Vecchio

Ci troviamo a 520 metri d’altezza sopra il Rio Pardu. Pare che il nome “gairo” significhi “terra che scorre” e racchiude una sorta di destino geologico predestinato. Non a caso, le sue tormentate vicende, iniziate a fine XIX secolo, proprio a causa dell’instabilità del suolo su cui sorge ebbero un esito drammatico.

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Tra le case diroccate del borgo fantasma di Gairo Vecchio

Il borgo, infatti, fu progressivamente abbandonato a causa di una forte alluvione avvenuta nel 1951. Le cronache di allora raccontano di cinque giorni di piogge e vento incessanti che colpirono l’Ogliastra e che resero il nucleo originario di Gairo, già provato da mezzo secolo di frane e smottamenti, insicuro per persone e animali. Le vie si trasformarono in impetuosi torrenti facendo ‘scivolare’ drammaticamente il terreno verso valle.

Gli abitanti si spostarono più a valle formando altri tre piccoli borghi: Gairo Sant’Elena, Gairo Taquisara e Gairo Cardedu. Il primo si trova pochi metri sopra al vecchio paese. Il secondo, che dista qualche chilometro, è un grazioso villaggio di soli 300 abitanti ed è famoso per essere una delle stazioni dove si ferma il Treno Verde della Sardegna, che d’estate attraversa alcuni di questi paesi (ed è l’alternativa all’auto, se si vogliono visitare questi luoghi). Qui passa la linea Arbatax – Gairo Taquisara. Il terzo borgo è quello più vicino al mare.

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Le case diroccate a Gairo Vecchio nell’Ogliatsra

Ma è proprio Gairo Vecchio, il paese che non esiste più, ad attirare i turisti che amano i percorsi alternativi rispetto a quelli della Sardegna da cartolina. Per visitarlo, basta percorrere qualche tornante e, sulla destra, si può parcheggiare e addentrarsi a piedi tra i vicoli, le scalinate e gli edifici diroccati dalle caratteristiche pareti rosa e blu (perfetto per coloro che praticano Urbex, la passione per i luoghi abbandonati e fatiscenti).

Il borgo che rivive una volta all’anno

Le manifestazioni più importanti che si svolgono a Gairo sono quelle religiose, alle quali si è aggiunta, negli ultimi anni, la Sagra del cinghiale che si tiene in concomitanza con la festa in onore di Sant’Antonio Abate, che cade nel mese di gennaio. In quest’occasione, è costume accendere il tradizionale falò e cucinare la carne dei cinghiali offerta per dai cacciatori: la buona riuscita della festa, legata alla tradizione contadina, è considerata di buon auspicio per dell’annata agricola.

I dintorni

Il bellissimo territorio di Gairo vVecchio unisce mare e montagna e costituisce la meta di moltissimi visitatori attratti dalla bellezza dei paesaggi e dalla natura incontaminata che caratterizza quest’area. L’area marina del Comune di Gairo è caratterizzata da spiagge di rara bellezza, come la suggestiva spiaggia di sassi scuri di Coccorrocci e quella di Cala ‘e Luas dalle caratteristiche rocce rosa.

Il paesaggio montano è reso spettacolare dalla presenza dei “Tacchi”, torrioni calcarei formatisi nel Mesozoico, che si ergono come torri in mezzo alle montagne, tra i quali spicca Perda’e Liana, il monumento naturale più famoso della Sardegna. Una escursione tra i tacchi attraverso mulattiere permette di ammirare autentici esemplari di natura selvaggia. Tra le montagne carsiche del territorio gairese si aprono le bellissime Grotte di Taquisara, che prendono il nome dall’omonima frazione; le grotte, perfettamente conservate, sono da qualche anno attrezzate e accessibili ai visitatori.

La leggenda della Porta dell’Inferno

Una vecchia leggenda descrive Perda ‘e Liana come una delle porte dell’Inferno, dalla quale uscivano demoni e streghe temuti dai comuni mortali; un antico detto popolare recita ancora “A sa Perda ‘e Liana su hi heres ti dana” (“A Perda ‘e Liana ciò che chiedi ti viene dato”), ricordando il pellegrinaggio di coloro che si recavano ai piedi del monte per offrire la propria anima al diavolo in cambio di ciò che desiderava.

Come visitare il borgo abbandonato

Oggi della Gairo ‘vecchia’ è un insieme di ruderi degli edifici rimasti tenacemente aggrappati alla roccia del monte Trunconi, che domina sulla valle, tra viuzze di terra battuta e selciato collegate da scalette e viottoli inclinati. Le strade, infatti, delimitavano i terrazzamenti sui quali sorgevano le costruzioni, pertanto sono disposti orizzontalmente, su livelli sfalsati, lungo il pendìo.

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Le case di Gairo Vecchio dovevano essere anche belle

Si cammina in un’atmosfera fuori dal tempo, mentre si osservano costruzioni realizzate in granito e scisto, tenuti insieme dal fango o dalla malta di calce e sabbia. La calce era prodotta in un forno attivo fino a pochi decenni fa, situato dove poi è sorta la frazione Taquisara. Alcune palazzine avevano tre o quattro piani. Oggi, in alcune facciate resistono ancora i balconcini in ferro battuto. Addentrandosi nel borgo a piedi e sbirciando dalla strada dentro le case, si possono ancora notare com’erano fatte dentro con i loro caminetti, le scale, le finestre e le pareti intonacate d’azzurro. Alcune dovevano essere davvero belle… Attenzione però, perché, per ragioni di sicurezza, è vietato entrare o avvicinarsi troppo alle vecchie case.

La sensazione di abbandono aumenta nell’osservare la vegetazione farsi strada tra le rovine, riappropriandosi di spazi che un tempo le appartenevano. Di tanto in tanto sbucano orti, alcuni apparentemente ancora curati.

Come arrivare a Gairo Vecchio

Per raggiungere il borgo di Gairo Vecchio, nella provincia dell’Ogliastra, bisogna percorrere la Strada Statale 198 di Seui e Lanusei (SS 198), l’arteria stradale sarda lunga circa 80-100 km che collega Serri, nel Sarcidano, a Lanusei, nell’Ogliastra. È una bella strada, molto amata dai motociclisti e dagli appassionati dei viaggi on the road per i suoi panorami selvaggi e le sue innumerevoli curve tra i monti della Barbagia.

Arrivando da Osini e fermandosi più o meno all’altezza di Osini Vecchio, dalla parte opposta della vallata, è possibile vedere i due Gairo: quello vecchio sotto e quello nuovo sopra. Qualche chilometro e qualche tornante più avanti, svoltando sulla destra, si accede al vecchio borgo: qui si può parcheggiare l’auto per la visita pe poi riprendere la strada statale diretti verso quella conosciuta in tutto il mondo come Blue Zone. Ma questo è un altro viaggio che vi raccontiamo qui.

Dalla zucca mantovana agli strozzapreti, le sagre e gli eventi del weekend di Ferragosto 2026 in Italia

14 août 2026 à 11:11

Il weekend di Ferragosto si preannuncia ricchissimo di eventi. Sagre enogastronomiche, feste patronali, folklore, musica e tradizioni da Nord a Sud dell’talia.

Abbiamo selezionato i dieci appuntamenti con i piatti più sfiziosi e le specialità più succulente. Dalla zucca mantovana agli strozzapreti, dalle braciole di pecora alla “ciammella” marsicana, ecco dove andare nel fine settimana tra il 14 e il 16 agosto 2026.

Sagra delle Sagre a Fornace (LC)

Dall’artigianato tipico locale alle eccellenze enogastronomiche del territorio, l’evento Sagra delle Sagre che si svolge in località Fornace, tra i Comuni di Barzio e Pasturo (LC), da una settimana e che termina domenica 16 agosto, rappresenta una vetrina per valorizzare la tradizione, deliziare i palati e far scoprire il meglio della cultura locale. La sagra ha avuto inizio sessant’anni fa in Valsassina, quando qualcuno ha avuto l’idea di mettere insieme il meglio delle sagre di paese in un unico grande evento. Questa è la 61^ edizione e per i tre giorni finali prevede stand gastronomici a partire dalle 10 della mattina, aperitivo a partire dalle 18 e musica ogni sera (venerdì 14 agosto dopo le 23 si prosegue don la festa After sagra).

Plodar Fest a Sappada (UD)

Ha preso il via mercoledì 12 agosto, l’undicesima edizione della “Plodar Fest”, la grande festa a base di birra organizzata a Sappada. Quella che i taglialegna propongono fino a domenica 16 agosto è l’undicesima edizione di un evento che è ormai diventato un momento irrinunciabile del Ferragosto friulano. L’esordio, come tradizione, è stato affidato alla sfilata di apertura lungo il centro del paese, con protagonisti il carro della grande botte con il mastro birraio, i Rollatn di Sappada, tanti bambini in costume tipico, la Banda di Pozzuolo del Friuli e il gruppo folkloristico dei piccoli “Holzhockar”. Ogni giorno, a partire dalle 10, nei mille mq di tendone in località Eibn allestito in stile Oktoberfest, è garantito un servizio gastronomico e fiumi di birra spinata direttamente dalle botti.

La Sagra del tajarin cun l’oca a San Candido (AL)

La Sagra del tajarin cun l’oca che si tiene dal 14 al 17 agosto a San Candido di Murisengo è ormai arrivata alla XVI edizione. Quest’anno il programma è ricco di attività: durante i quattro giorni di festa alla sera sarà sempre attivo il banco di beneficenza, un trenino per fare un giro in notturna attraverso il paese, gare di bocce alla baraonda. Tutte le sere lo stand gastronomico offre specialità del posto e non solo: oltre agli ormai famosi e rinomati tajarin con il ragù d’oca è possibile gustare anche il salame d’oca con purè e per chi non ama “l’oca” potrà scegliere tra fritto di pesce, friciula con tagliere di salumi, battuta di fassona piemontese, grigliata mista (costine, rustichella, porchetta e tomino) e molto altro, per chi ama lo street food potrà scegliere tra un panino con la porchetta o un panino hamburger. I dolci soddisferanno i palati più esigenti, si potrà scegliere tra la torta di nocciole tipica di Murisengo, le pesche ripiene o la panna cotta. Tutte le sere si potrà ballare o semplicemente ascoltare buona musica con band conosciute.

Brisinoinfesta a Brisino di Stresa (VB)

Dal 14 al 16 agosto 2026, un imperdibile fine settimana di Ferragosto tra buona cucina e intrattenimento, con posti al coperto disponibili e un ricco servizio griglia con piatti del giorno ogni sera. Il programma del weekend prevede venerdì 14 agosto, specialità risotto con ossobuco e dalle ore 21:30 serata karaoke. Sabato 15, specialità a base di fritto misto e dalle ore 20:30 la processione notturna con fiaccolata a cui segue la musica dal vivo. Per domenica sera è prevista come specialità la porchetta e ancora musica per concludere il weekend in allegria.

Fiera di San Rocco a Marola (RE)

Da venerdì 14 a domenica 16 agosto 2026, torna a Marola la tradizionale Fiera di San Rocco, tre giornate di festa organizzate dalla Pro Loco con un ricco programma di appuntamenti tra spettacoli, gastronomia, mercatini e intrattenimento per tutta la famiglia. La manifestazione si apre venerdì con la commedia dialettale “Bocia e Balèin”. Sabato 15 agosto spazio al divertimento con “Il circo più piccolo del mondo” e, in serata, lo spettacolo “100 barzellette per Emergency”. Domenica 16 agosto il programma proseguirà con l’Orienteering di San Rocco nel Castagneto Matildico e la tradizionale festa in piazza. Per tutto il weekend saranno presenti la pesca a premi, il mercato tradizionale, il mercatino “Arte e Ingegno” e numerose attività dedicate a grandi e bambini. Domenica sera sarà inoltre possibile cenare con gnocco fritto, salumi, salsiccia nostrana, hamburger e patatine fritte, prima della baby dance e del concerto dei Seven Monkeys, che animeranno la piazza con i grandi successi degli Anni ’70, ’80 e ’90.

Sagra della Zucca e del Cappellaccio Ferrarese IGP a San Carlo (FE)

Dal 13 al 23 agosto 2026, torna a San Carlo la Sagra della Zucca e del Cappellaccio Ferrarese IGP, un appuntamento insignito del marchio Sagra di Qualità UNPLI, che celebra uno dei prodotti simbolo della tradizione gastronomica ferrarese attraverso undici giorni di gusto, cultura e convivialità. Protagonisti della manifestazione saranno il celebre Cappellaccio Ferrarese IGP e tante specialità dedicate alla zucca, proposte nello stand gastronomico insieme ai piatti tipici della cucina estense. Oltre alla proposta gastronomica, la sagra offrirà musica, momenti di incontro e un’atmosfera di autentica tradizione.

Sapori di Prodotti Tipici a Raiano (AQ)

Domenica 16 e lunedì 17 agosto 2026 torna, nel centro storico di Raiano, l’appuntamento con Sapori di Prodotti Tipici, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Raiano APS dedicata alle eccellenze gastronomiche del territorio. Dalle 19 fino a mezzanotte, gli stand gastronomici proporranno un’ampia selezione di prodotti tipici locali, offrendo ai visitatori l’occasione di scoprire i sapori autentici della tradizione abruzzese in un’atmosfera di festa e convivialità. Due serate pensate per valorizzare il patrimonio enogastronomico del territorio, tra gusto, accoglienza e spirito di comunità, nel suggestivo scenario del centro storico di Raiano.

Sagra della Ciammella a Scurcola Marsicana (AQ)

Torna a Scurcola Marsicana la tradizionale Sagra della Ciammella, un appuntamento che celebra uno dei dolci simbolo della tradizione locale con una giornata di festa, gusto e folklore. La manifestazione prenderà il via dalle ore 17 con la suggestiva sfilata di carri folkloristici che attraverserà il centro storico, regalando ai visitatori un’atmosfera ricca di colori, musica e tradizioni popolari. A seguire, spazio alla serata gastronomica, dove sarà possibile degustare specialità del territorio e trascorrere una piacevole serata all’insegna della convivialità, nel cuore del borgo marsicano.

Sagra della Braciola di Pecora a Longone Sabino (RI)

Domenica 16 agosto, a partire dalle ore 18, l’associazione Pro Loco APS Longone Sabino organizza l’annuale Sagra della Braciola di Pecora, giunta alla 45ª edizione. Una giornata dedicata al gusto e alla tradizione enogastronomica locale per assaporare le deliziose braciole di pecora. La manifestazione prenderà il via a partire dalle ore 18:00, mentre dalle 21:00 la serata sarà allietata dallo spettacolo musicale dal vivo con l’Orchestra “Tonino e Lorenzo Serva”, tra liscio, latino-americano, balli di gruppo e tanto divertimento.

Sagra degli Strozzapreti a Capranica (VT)

Torna a Capranica dal 14 al 16 agosto la 31ª Sagra degli Strozzapreti, un appuntamento che da oltre trent’anni celebra la tradizione gastronomica e il valore del volontariato. Organizzata con passione da un’intera comunità, l’edizione 2026 si presenta con una grande novità: una nuova location in via America, in località Pajanello, pensata per offrire un’esperienza ancora più accogliente e coinvolgente. Per tre serate gli immancabili strozzapreti saranno i protagonisti degli stand gastronomici, accompagnati da tante specialità della cucina locale in un’atmosfera di festa e convivialità. Ad arricchire il programma ci saranno spettacoli, musica e intrattenimento, per un evento che unisce gusto, tradizione e divertimento, mantenendo viva una delle manifestazioni più sentite dell’estate capranichese.

 

In spiaggia, tre quarti degli italiani sogna la tranquillità: lo studio

13 août 2026 à 11:56

Chi l’ha detto che in spiaggia si cerca solo divertimento? Un sondaggio condotto da Spiagge.it dice esattamente il contrario, almeno in Italia. L’estate 2026 è quella della vacanza relax, in cui godersi il rumore delle onde senza dover ascoltare la playlist del vicino di ombrellone o finire involontariamente nella story di qualcuno. Insomma, il vero trend sembra essere la tranquillità.

Il 73% degli italiani cerca il silenzio in spiaggia

La ricerca fotografa un desiderio sempre più diffuso di benessere personale e rispetto reciproco degli spazi condivisi. Infatti, se la spiaggia resta un luogo da vivere soprattutto con la famiglia (46%) o con il proprio partner (37%), una volta raggiunta la propria postazione l’esigenza principale diventa rallentare: il 73% degli intervistati attribuisce grande importanza al silenzio e alla quiete, mentre la voglia di socializzare raccoglie meno consensi.

Cosa significa vacanza comoda per gli italiani

Anche nella scelta dei servizi in spiaggia, gli italiani sembrano privilegiare una giornata al mare comoda e senza stress. Tra i desiderata di una vacanza al mare perfetta al primo posto c’è la presenza di bar e ristoranti (66%), seguita dalla facilità di parcheggio (32%). A fare la differenza è anche la possibilità di organizzarsi in anticipo, individuando la struttura più adatta alle proprie necessità e prenotando il posto in spiaggia prima dell’arrivo. Wi-Fi, animazione e servizi wellness, invece, raccolgono un interesse più marginale.

La “fascia quiete”

Un segnale chiaro che emerge dai dati del sondaggio è che, per molti, la disconnessione non coincide con l’assenza di comfort, bensì con la possibilità di lasciare fuori dalla spiaggia gli stimoli continui della quotidianità. Non a caso, il 73% degli intervistati si dichiara favorevole all’introduzione di una vera e propria “fascia quiete”, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, una pausa dal rumore, dalle chiamate e dalla frenesia, per concedersi un riposo autentico.

Cosa dà più fastidio in spiaggia: la classifica

Secondo il sondaggio, ci sono alcuni atteggiamenti che infastidiscono maggiormente gli italiani in spiaggia. Al primo posto, ci sono le telefonate in vivavoce, indicate dal 71% degli intervistati come il comportamento più fastidioso in spiaggia. Seguono il fumo – che per fortuna su molte spiagge italiane è già vietato – proveniente dagli ombrelloni vicini (54%), l’occupazione eccessiva dello spazio comune (51%) e la classica sabbia scrollata troppo vicino agli altri bagnanti (46%).

La difficile convivenza in spiaggia

Dietro questi piccoli, ma spesso esasperanti “crimini da ombrellone” si nasconde una questione molto concreta: il bisogno di spazio personale. Per il 71% degli intervistati, infatti, il disagio maggiore è rappresentato proprio dagli ombrelloni troppo vicini, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza come Ferragosto.

Tipi (odiati) da spiaggia

Il sondaggio di Spiagge.it ha individuato anche i vicini di ombrellone più fastidiosi in assoluto, stilando anche in questo caso una classifica. Quando si tratta di identificare il vicino di ombrellone meno desiderato, infatti, prende forma una vera e propria galleria di personaggi estivi, una sorta di “comédie humaine” nello stile di Honoré de Balzac.

Il più temuto è al primo posto il “colonizzatore” dello spazio comune (39%), quello che stende teli mare sopra i vostri, sparge giochi dappertutto, borse e sedie ben oltre i confini della propria postazione. Segue al secondo posto il “DJ da spiaggia” (32%), armato di casse Bluetooth e playlist musicali tremende sparate ad alto volume. Al terzo posto, in ordine di fastidio, si piazza e il “telecronista” (20%), quello che è pronto a commentare a voce alta ogni partita, tuffo o conversazione nei dintorni.

Addio privacy

A rendere più delicata la convivenza in spiaggia tra villeggianti non è solo la vicinanza fisica, ma anche la privacy è diventata un tema sempre più importante. Oltre la metà degli intervistati (51%) dichiara di essere infastidita dall’idea di comparire involontariamente in foto o video realizzati da altre persone. Per il 29%, invece, tutto dipende dal contesto e dalla riconoscibilità dei soggetti coinvolti, pertanto, finire sui social di qualcuno non è un problema più di tanto se non si è ben visibili.

Stories (32%), videochiamate (32%) e droni (32%) sono percepiti come le situazioni più invasive: un dato che racconta il desiderio, sempre più forte, di proteggere i propri momenti di spensieratezza dall’esposizione continua. Perché almeno d’estate gli italiani vogliono sentirsi davvero in vacanza.

Kanifushi, il paradiso delle tartarughe (e degli umani) delle Maldive

11 août 2026 à 17:51

Prima ancora che nascesse un resort, quest’isola era stata scelta come luogo ideale dalle tartarughe marine che, ogni anno, ancora oggi, percorrono migliaia di chilometri per venire indisturbate a deporvi le uova. Con queste parole di benvenuto, Swatheesh Udupa, manager dell’isola-resort delle Maldive, dove sono atterrata dopo un volo di circa 35 minuti dalla Capitale Malé, che dista 120 km, mi accoglie a Kanifushi.

Mi spiega anche che la spiaggia dove ci sono i nidi, sulla punta estrema dell’atollo di Lhaviyani, una delle poche isole abitate di questo magnifico anello corallino, si trova sul lato opposto rispetto a dove atterrano gli idrovolanti, è protetta e assolutamente non è accessibile agli ospiti, proprio perché deve restare intatta e intoccabile.

Non organizzano neppure attività quando è il momento della schiusa delle uova e ciò significa rispetto nei confronti di un habitat che si sta lentamente riprendendo il proprio spazio. E sento di essere arrivata in un paradiso terrestre.

Swatheesh mi spiega che questo è anche il paradiso delle mante, che arrivano spesso a fare bella mostra di sé nelle acque su cui s’affacciano le water villa e che gli ospiti possono ammirarle stando tranquillamente sul jetty o sul deck della loro piscina privata.

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Atmosphere
Le splendide water villa a Kanifushi

L’isola eco-friendly

Su questa isola lunga 2 chilometri e stretta meno di cento metri che, vista dall’alto, ricorda la forma di una mazza da jockey, 13 anni fa è stata aperta una struttura che a malapena si nota tra la fitta vegetazione tropicale, gestita dal gruppo Atmosphere e che mette la sostenibilità al primo posto. Swatheesh, che sarà la mia guida e il mio angelo custode per tutto il soggiorno (mi ha aiutata a ritrovare un oggetto a me molto caro che ormai credevo perduto per sempre coinvolgendo tutto lo staff!), mi spiega che sull’isola si gira a piedi, in bicicletta (ogni ospite ha diritto a una due ruote color Tiffany, che poi è il colore dell’acqua che circonda Kanifushi, che poi è il mio preferito…) o con i caddy elettrici che fanno avanti e indietro lungo il viale principale, una lunga striscia di sabbia bianca all’ombra di palme, banani, piante di frangipane i cui fiori, quando cadono a terra, formano un tappeto bianco dal profumo inconfondibile (e che viene spontaneo infilarsi tra i capelli).

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Atmosphere
In bicicletta per l’isola di Kanifushi

In mezzo al verde che ricopre tutta la superficie si nascondono le beach villa, con o senza piscina privata (su tutta l’isola, tra grandi – una adults only – e piccole, ce ne sono ben 102), che piacciono tanto agli stranieri, mentre noi italiani, appena vediamo il mare (e che mare!), non pensiamo ad altro (qui bisogna solo ricordarsi di indossare le scarpine di gomma perché la marea porta con sé centinaia di frammenti di coralli), e il famoso bagno maldiviano ovvero tutto all’aperto, dove si fa la doccia in compagnia di simpatici e innocui gechi.

Il mare di Kanifushi

Chi viene alle Maldive lo fa per godersi il mare e le attività legate all’acqua. L’atollo di Lhaviyani, il cui nome locale è “Faadhippolhu”, è famoso per le immersioni. E a Kanifushi c’è un centro diving, Oceanix, super professionale, che organizza non soltanto escursioni per snorkeling due volte al giorno gratuite nei vicini reef, ma anche spettacolari immersioni per tutti coloro che scelgono questo arcipelago per i suoi celebri fondali marini.

Snorkeling e immersioni

Tra gli spot più incredibili, c’è Hanifaru Bay Manta and Whale Shark Point, dove l’avvistamento di mante, ma soprattutto di squali, è garantito (oltre agli squali balena e a una miriade di altri pesci colorati). Inoltre, il centro si occupa di alcuni programmi di conservazione marina, come la raccolta delle plastiche nel mare, causa numero uno dell’inquinamento dell’Oceano Indiano, e naturalmente la tutela delle tartarughe.

Il diving collabora direttamente con il Naifaru Turtle Rehabilitation Centre che si trova sull’isola più grande e più densamente popolata dell’atollo (circa 8mila abitanti). Si può prendere parte in prima persona alle attività del centro come volontari, purché si sappia nuotare e avere compiuto i 18 anni, oltre ad avere una passione per il mare, aiutando i biologi marini a salvare e a curare le tartarughe bisognose.

Un eco-resort di lusso

Nonostante sia una piccola isola, sulla spiaggia di Kanifushi si ha la sensazione di essere soli al mondo. Tra l’altro, un solo lato dell’isola è balneabile perché l’altro è colpito dalle correnti molto forti che hanno traportato anche delle rocce. Su questa spiaggia selvaggia però s’affacciano un bar, un’altalena e alcuni punti molto romantici.

Solo se si frequentano gli spazi comuni (i sei ristoranti e i tre bar, la mega spa dove, se si soggiorna per almeno quattro notti si ha un trattamento free, il pontile dove ogni sera, dopo cena, arrivano gli squali attratti dalla luce) ci si rende conto che sull’isola c’è altra gente. Se non uscite a colazione – tra le esperienze tipiche che si possono fare alle Maldive e quindi anche qui c’è il floating breakfast in piscina – in pratica non s’incontra mai nessuno.

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Atmosphere
L’area dei water sport Oceanix sull’isola

Se però si viene per una vacanza in famiglia, ci sono tanti luoghi di aggregazione, dalla Club House per i ragazzi al kids club con servizio baby-sitting, dal Sunset Bar – dove si ammirano tramonti spettacolari – al Pier Six dove si sta a piedi nudi sul sabbia, dalla zona dei water sport ai campi da tennis e padel al cinema sotto le stelle. Un paradiso vero per chi lo sta ancora cercando. Io l’ho trovato, angelo incluso 😇.

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Atmosphere
La spiaggia bianca di Kanifushi

La siccità fa emergere dal Danubio resti della Seconda guerra mondiale e persino un ponte romano

10 août 2026 à 16:30

Il clima torrido che sta colpendo mezzo mondo e che stiamo sperimentando da mesi in Europa sta avendo conseguenze devastanti non soltanto sulla nostra salute (fisica e mentale), ma sull’ambiente in cui viviamo.

Da tanta preoccupazione, però, emerge anche qualche bella notizia, specie per noi che, come Howard Carter, scopritore della tomba di Tutankhamon, siamo appassionati di ritrovamenti storici e archeologici.

Quello che sta accadendo sul mitico Danubio, il secondo fiume più lungo d’Europa (2.858 km), che attraversa ben dieci Paesi e dove amiamo consigliare ai nostri utenti ad andare in crociera (è uno dei più bei viaggi che si possano fare), ha dell’incredibile.

Le scoperte sul letto del Danubio

I ritrovamenti in Serbia

Tra i dieci Paesi attraversati dal lungo fiume blu c’è la Serbia, ed è proprio qui, nei pressi della cittadina di Prahovo, che, a causa della siccità, sono emersi i primi ritrovamenti. La secca ha infatti riportato alla luce i resti del passato nazista in Europa, con decine di navi della Seconda guerra mondiale riemerse dal letto del fiume durante l’intensa siccità. Si tratterebbe della flotta del Mar Nero appartenuta ad Adolf Hitler in persona, affondata deliberatamente dallo stesso esercito tedesco verso la fine della guerra per rallentare l’avanzata sovietica.

La notizia l’ha data per primo il britannico Guardian sottolineando che, nel mezzo del fiume, al confine tra Serbia e Romania, “uno scafo spezzato è visibile su un banco di sabbia normalmente sommerso”. Altre imbarcazioni sono invece parzialmente sommerse, alcune delle quali si ritiene siano ancora pericolosamente cariche di armi.

Secondo gli storici, nel settembre del 1944, furono fatte colare a picco fino a 200 navi da guerra tedesche. Tuttavia, la Germania nazista non si arrese fino all’anno successivo, nel maggio del 1945. Sarebbero circa 20 imbarcazioni di diverse dimensioni adagiate sul letto del fiume, che ora sono visibili a occhio nudo dai passanti dalle rive del Danubio.

Le navi erano già emerse nei periodi di siccità precedenti, ma poi sono sempre scomparse con l’innalzamento del livello delle acque. In passato, il governo serbo ha anche tentato di rimuovere i relitti, ma la maggior parte rimane lì dove si trova a causa degli esplosivi che potrebbero trasportare.

I resti bellici in Croazia

Anche in Croazia, altro paese attraversato dal lungo fiume, con il Danubio in secca, sono emersi resti bellici. A Batina, un villaggio nella regione della Baranja, al confine con la Serbia e l’Ungheria, il livello storicamente basso delle acque ha portato alla luce i rottami di vecchie automobili, navi e armi. Qui infatti si combatté la Battaglia di Batina del 1944 e fu uno scontro strategico di grande portata sul fronte della Seconda guerra mondiale tra l’Armata Rossa, i partigiani jugoslavi e le forze tedesche.

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IPA
Il Ddanubio in Croazia fa emergere resti bellici

Cosa è emerso nel centro di Budapest

Ma il livello del Danubio è così basso rispetto al solito in talmente tanti altri punti che alcuni resti della II guerra mondiale sono emersi anche a Budapest, in Ungheria. Proprio in città, infatti, sono affiorati dei resti bellici, anche umani: oltre a una moto, modello DKW NZ 350-1 che, all’epoca era considerata particolarmente robusta e affidabile, sono stati riesumati persino due soldati, come riferisce il Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge. Accanto ai resti dei soldati, che il fango è riuscito a conservare, sono state trovate anche numerose mine anticarro tedesche Tellermine 35 che venivano impiegate contro i carri armati.

Poiché il fango del porto sul fondo del Danubio, all’altezza di Batthyány tér, una famosa piazza di Budapest situata sulla sponda di Buda, è mescolato a gasolio, si sono create le condizioni ideali per conservare i relitti e i resti umani. Questo derivato del petrolio avrebbe fatto sì che il fango conservasse molto bene anche le piastrine di riconoscimento, tanto che le lettere e i numeri sono ancora leggibili, ha spiegato lo specialista delle riesumazioni, citato dal Volksbund.

A causa dei livelli estremamente bassi del Danubio quest’anno, gli esperti che stanno recuperando i resti e i relitti si aspettano che affiorino altri resti di navi e, magari, anche altre vittime di guerra.

Il mitico Ponte di Costantino in Bulgaria

Ma non è finita, perché oltre a resti bellici piuttosto recenti (solo 80 anni), è stato appena fatto un ritrovamento che ha dell’incredibile e che risale addirittura all’epoca romana. Sempre dalle acque del Danubio in secca, sono emersi i resti dell’antico Ponte di Costantino e questa volta in Bulgaria.

Si trattava di una delle più imponenti strutture dell’Impero romano, risalente al 328 d.C. e che sarebbero quindi state individuate per la prima volta nella storia. Il ponte si trova nei pressi del villaggio di Gigen, nel Nord del Paese, che sorge lungo il fiume. Sul lato opposto si trova la città di origini romane Corabia. L’imperatore Costantino il Grande costruì sul Danubio quello che allora era il ponte più lungo d’Europa (2.437 m). Questo ponte fu distrutto durante le invasioni degli Avari, un esercito formato da diversi gruppi di nomadi eurasiatici di origini sconosciute (tra le rovine di Corabia si trovano anche un antico complesso termale romano e un’antica basilica).

I livelli eccezionalmente bassi del Danubio anche in Bulgaria hanno riportato alla luce, quindi, parte delle fondamenta dell’antico Ponte di Costantino, una delle più straordinarie opere di ingegneria dell’Impero romano. Commissionato dall’Imperatore Costantino I, il ponte collegava l’antica città di Ulpia Oescus, nell’attuale Bulgaria, con Sucidava, nell’odierna Romania. Con una lunghezza superiore ai 2 km, è considerato uno dei ponti più lunghi dell’antichità, sebbene sia durato poco.

SiViaggia ti regala il magazine sfogliabile GATE 65 di agosto 2026

10 août 2026 à 13:02

Sul numero 65 di GATE, vi portiamo in viaggio a bordo di un treno vintage che è ripartito da poco e che corre lungo la costa del Mississippi, negli Stati Uniti d’America. Le tappe dell’itinerario dove troverete pochi turisti e soprattutto pochi italiani, per immergervi davvero nella Real America.

Tra isole che appaiono e scompaiono, feste di carnevale (tutto l’anno), spiagge candide, tramonti da sogno e piatti di frutti di mare appena pescati, è un’esperienza da fare assolutamente. Trovate l’articolo a pag. 24.

Ma, come sempre, vi diamo anche qualche consiglio per una gita fuori porta o un weekend in Italia: riapre il Forte di Gavi in Piemonte e una nuova galleria a Ercolano, e poi ci sono i borghi d’arte da visitare d’estate.

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Dalle olive ascolane al tonno della Sicilia, le sagre più gustose del weekend del 7 – 9 agosto 2026 in Italia

7 août 2026 à 13:46

Agosto è partito con il botto per i foodie e gli amanti della buona tavola. Sono tantissimi gli appuntamenti anche nel secondo weekend del mese, con sagre, eventi enogastronomici e degustazioni, occasioni per fare festa, ascoltare musica, visitare nuovi posti e stare in compagnia.

Tra tutte le kermesse delle regioni d’Italia, abbiamo selezionato le feste più interessanti, adatte a tutta la famiglia che in questo periodo di vacanze estive si muove all’unisono. Ecco i nostri consigli per il weekend dal 7 al 9 agosto 2026.

Ascoliva Festival ad Ascoli Piceno

Dall’8 al 19 agosto 2026, ad Ascoli Piceno si celebra la XIII edizione di Ascoliva Festival, festival mondiale dell’oliva ascolana del Piceno DOP. Ricchissimo il programma, caratterizzato da numerose novità, prima fra tutte la sede della manifestazione che, per la prima volta, sarà lo scenografico chiostro di San Francesco nel cuore della città, proprio dietro alla meravigliosa piazza del Popolo, uno degli scorci più belli ed eleganti d’Italia, interamente cesellata nelle delicate tonalità del prezioso travertino locale. In questa suggestiva ambientazione sarà allestito il “Villaggio dell’oliva”, un percorso espositivo che, oltre ai produttori di olive ascolane ripiene DOP, ospiterà anche altri 12 piatti della tradizionale gastronomia locale, ma anche incontri culturali ed enogastronomici, degustazioni guidate, laboratori e iniziative varie, tra cui, l’Oliva Day con le Olimpiadi dell’oliva e il Premio “Ascoliva”.

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Ufficio stampa
Le famose olive ascolane, protagoniste di Ascoliva Festival

Grika a Cerrate (LE)

Sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, dalle ore 19 alle 23.30, l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, a pochi chilometri da Lecce, ospiterà la prima edizione di “Grika”, evento dedicato alla scoperta della cultura grika, espressione della millenaria minoranza ellenofona che ancora oggi vive in Puglia, nell’area della Grecìa Salentina. Due serate speciali, pensate dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – per rievocare, a partire da tre filoni tematici – musica, cucina, lingua -, le origini bizantine dell’Abbazia che, nel 2012, gli è stata affidata in concessione dalla Provincia di Lecce. Un ricco palinsesto unisce ricette, balli e canti popolari, fiabe, racconti, laboratori, giochi in griko e visite guidate.

Tuna Fish Fest 2026 a Valderice (TP)

A Bonagia, dal 6 al 9 agosto, torna Tuna Fish Fest – “Tonno e pesce azzurro: cultura e gusto”, quattro giorni tra sapori del mare, cultura e spettacolo nella Tonnara di Bonagia, nel comune di Valderice, con il villaggio gastronomico sul mare, con stand, degustazioni e ristoranti del territorio che propongono il meglio della cucina di mare., talk show culturali, cooking show, musica e spettacoli e la seconda edizione del Gran Premio Internazionale del Tonno Rosso, dedicato alla cucina e alla valorizzazione del tonno del Mediterraneo, che vedrà protagonisti chef, sfide gastronomiche e momenti dedicati alla tradizione culinaria marinara. L’evento racconta la cultura della tonnara attraverso la gastronomia d’eccellenza, tutelando un patrimonio secolare.

Calici di Stelle a Castiglione di Sicilia (CT)

Il 10 agosto 2026, a Castiglione si svolge Calici di Stelle, l’evento più atteso dell’anno. Una serata dedicata ai vini, principalmente dell’Etna, ma anche delle cantine associate in Sicilia al Movimento Turismo del Vino. Nel centro storico, tra vicoli e piazze, si snoda l’itinerario di degustazione, tra piazza Lauria, piazza Sant’Antonio, per giungere al castello dove l’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale è tappa fondamentale di questo percorso che tocca i monumenti più suggestivi di uno dei Borghi più Belli d’Italia. Il via è alle ore 20.00, attraverso degustazioni guidate tra vini rossi, rosati, bianchi ma anche bollicine. A impreziosire la cornice del caratteristico borgo antico, la musica dei vari gruppi musicali dislocati tra piazza San Martino, piazza Lauria, piazza Sant’Antonio e il Castello di Lauria.

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Ufficio stampa
Calici di Stelle a Castiglione di Sicilia

Festa delle Narrazioni Popolari a Navelli (AQ)

Torna in Abruzzo la IV edizione della Festa delle Narrazioni Popolari. Dal 7 al 9 agosto, nella stupenda cornice del Convento di Civitaretenga, frazione del Comune di Navelli, tre giorni di talk, degustazioni, street art e musica, un festival gratuito che mette al centro il rapporto tra narrazioni, territorio e comunità. Per tutta la durata del festival, sarà possibile gustare i sapori autentici del territorio grazie allo stand gastronomico della Pro Loco, che ogni giorno proporrà piatti della tradizione preparati con prodotti locali e accompagnati dai vini del territorio.

Sagra delle Sagre a Barzio (LC)

Dall’8 al 16 agosto 2026, a Barzio, nel cuore della Valsassina, si tiene la 61ª edizione della Sagra delle Sagre, nove giornate dedicate alle eccellenze gastronomiche, all’artigianato, alla cultura locale e alla convivialità. Si potranno gustare le migliori eccellenze gastronomiche e i prodotti tipici della valle, accompagnate da birra fredda e cocktail e dalla musica che arriva dalla nuova Arena Sagra, il grande palco dedicato alla musica dal vivo, al cabaret e ai principali spettacoli serali del programma. Gli spettacoli e gli eventi serali sono gratuiti. Gli espositori sono un centinaio, su un’area di 10 mila mq, un’immensa vetrina di prodotti a km zero, artigianato locale e realtà commerciali del territorio.

Fiano Love Fest a Lapio (AV)

Lapio si prepara ad accogliere la 15^ edizione del Fiano Love Fest, in programma dal 7 al 9 agosto 2026, aprendo le porte a migliaia di visitatori e appassionati per scoprire il territorio attraverso tre giorni di degustazioni, arte e musica. Al centro della manifestazione, il Fiano di Avellino DOCG, vino legato alla storia e alla tradizione vitivinicola di Lapio, la patria del Fiano, dove questo vitigno trova una delle sue espressioni più autentiche e riconoscibili. Il tema di questa edizione è “Vita Lenta Viva” e rende omaggio ai piccoli paesi, luoghi in cui il tempo conserva ancora una misura umana e le relazioni continuano a essere il cuore della vita comunitaria. Posto sulle colline irpine che dominano la Valle del Calore, a pochi chilometri da Avellino, Lapio custodisce un legame profondo con il Fiano, un vitigno dalle origini antiche, conosciuto già ai tempi dei poeti latini e coltivato da generazioni in queste terre vocate. Gli stand enogastronomici apriranno alle 19.00, dando il via alle serate dedicate ai sapori del territorio. Su prenotazione, sarà possibile partecipare ai tavoli tecnici di degustazione a cura dal Consorzio Tutela Vini d’Irpinia presso Palazzo Filangieri. Alle ore 20.00 apriranno, sempre a Palazzo Filangieri, i banchi d’assaggio dedicati al Fiano di Avellino DOCG.

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Ufficio stampa
Fiano Love Fest 2026 a Lapio

Sagra della Pizzafritta Nerolese a Nerola (RM)

A Nerola, l’8 e il 9 agosto, a partire dalle ore 19, torna la regina dello street food della Sabina in occasione della 33ª Sagra della Pizzafritta Nerolese, fragrante, dorata, preparata al momento e capace di raccontare una storia fatta di tradizioni contadine, convivialità e ricette tramandate di generazione in generazione. Due serate tra pizza fritta appena sfornata, olio extravergine d’oliva, musica popolare e i panorami di uno dei borghi più affascinanti della Sabina romana. Per due sere il centro storico si anima di profumi, tavolate e musica, trasformandosi nella meta ideale per una serata all’insegna della tradizione e dei sapori autentici, a pochi chilometri da Roma. Accanto alla pizza fritta sarà possibile gustare anche arrosticini di pecora, patatine fritte e altre specialità negli stand gastronomici, accompagnando il tutto con l’eccellente olio extravergine d’oliva prodotto sulle colline di Nerola, terra che da secoli vive in simbiosi con la coltivazione dell’ulivo. Ma la sagra è anche un invito a scoprire uno dei borghi più suggestivi della Sabina romana. Arroccato tra uliveti e colline, Nerola conserva un centro storico ricco di fascino, dominato dal maestoso Castello Orsini, che rende il paese una destinazione perfetta per chi desidera unire buona cucina, cultura e paesaggi autentici.

Festa di San Lorenzo a Valiano (SI)

Dallo scorso 2 agosto e fino a lunedì 10, nel centro storico di Valiano, frazione del Comune di Montepulciano, si svolge la Festa di San Lorenzo. In onore del patrono, sono in programma celebrazioni religiose, eventi di valorizzazione della tradizione agricola del territorio, appuntamenti con musica ed enogastronomia. Venerdì 7 agosto, alle ore 19:30, l’appuntamento è nel giardino della Rocca con l’evento “La notte dei sensi: profumi sotto le stelle”, un’originale degustazione di profumi accompagnati da piatti gourmet e vini del territorio. Sabato 8 agosto alle ore 20:30 è in programma “Aperifritto”, una degustazione di fritti e taglieri sulle note della band musicale. Domenica, a partire dalle 20:30, “Aspettando Calici di Stelle” dà il via a un percorso enogastronomico allestito nel Castello di Valiano con taverne e punti degustazione delle cantine del territorio, mentre lunedì 10 agosto, entrano nel vivo i festeggiamenti veri e propri del patrono San Lorenzo.

Note di Grappa a Santa Massenza (TN)

Venerdì 7 agosto, dalle 19.30 alle 24.00, Note di Grappa torna ad animare le vie e le distillerie di Santa Massenza, il piccolo borgo della Valle dei Laghi, che rappresenta il cuore pulsante della grappa artigianale trentina. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione nasce con l’obiettivo di valorizzare uno dei distillati più rappresentativi del territorio. Protagonisti della serata saranno originali cocktail a base di grappa, ideati da professionisti della miscelazione per esaltarne aromi e versatilità in chiave fresca, contemporanea e sorprendente. E la cornice non poteva che essere il borgo di Santa Massenza, che ha il primato di vantare la più alta concentrazione di distillerie artigianali d’Italia, con ben cinque realtà produttive attive in un paese di poco più di un centinaio di abitanti. Ogni distilleria ospiterà un bartender professionista che presenterà una propria creazione. Ad accompagnare le degustazioni saranno piccoli assaggi studiati da Slow Food Trentino-Alto Adige per valorizzare la degustazione e arricchire l’esperienza. Sarà inoltre disponibile il food truck con una selezione di piatti espressi. Anche la musica avrà un ruolo centrale: le diverse location saranno animate da concerti live jazz, soul e folk.

NoteDiGrappa
@Prugnola-APT Garda Dolomiti
Note di Grappa a Santa Massenza, in Trentino

Abbarbicato su uno sperone di roccia, è stato teatro di una tragedia che ha segnato la storia: il Castello di Montségur

6 août 2026 à 17:00

A 1207 metri di altezza, la fortezza di Montségur è stata teatro di una tragedia che ha segnato la storia di Francia e che vi vogliamo raccontare. Simbolo della resistenza catara (fu uno degli ultimi rifugi di questi uomini perseguitati dalla Chiesa che chiama il luogo “Sinagoga di Satana”), le sue rovine ancora oggi attirano migliaia di turisti (e studiosi dell’esoterismo), grazie anche al grande lavoro svolto dagli abitanti del borgo che lo stanno restaurando e facendo rinascere.

A gennaio 2026, il Castello di Montségur ha ottenuto il marchio Grand Site de France, un riconoscimento che premia la qualità del progetto di conservazione, gestione e valorizzazione portato avanti a livello locale da dieci anni dalla comunità dei Comuni del Pays d’Olmes, in Occitania.

A luglio, però, è arrivato il riconoscimento più grande, quello dell’UNESCO, che ha inserito il castello nella lista dei Patrimoni dell’umanità insieme alle altre Fortezze reali della Linguadoca. Distribuite tra Aude e Ariège, queste otto fortezze raccontano la nascita del potere reale francese nel Sud della Francia dopo la Crociata contro gli Albigesi avvenuta nel XIII secolo.

La storia del Castello di Montségur

Le prime tracce di insediamento sulla scoscesa montagna di Montségur (chiamata “pog” nel dialetto locale, dal latino “podĭum”) risalgono all’Età del Bronzo, tuttavia indizi appartenenti al Basso Impero, come tegole, monete e ceramiche, rivelano che il sito fu occupato dai Gallo romani. Nel 1204, alla vigilia della Crociata contro gli albigesi, due diaconi catari chiedono al nobile del luogo, Raymond de Péreille, di “ricostruire il castrum di Montségur”. Il castrum ovvero villaggio fortificato ha accolto, dal 1204 al 1244, abitanti di religione catara, credenti e signori “faydit” (“esiliati”, in lingua franco-provenzale). Nel 1232, Montségur diventa sede della Chiesa catara, in breve, una forma di cristianesimo dissidente che contesta l’autorità del clero cattolico.

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123RF
Il Castello di Montségur sulle cima della collina

Con il passare del tempo, il castrum diventa un vero e proprio borgo fortificato inerpicato sulla cima della ripida montagna. Le case, costruite sull’orlo del precipizio, creano una fitta rete di stradine, scalette e
vicoli, formando un villaggio di montagna.

Dopo un primo assedio fallito nel 1241 e il massacro degli inquisitori ad Avignonet nel 1242, nel 1243, l’armata reale stringe d’assedio il castrum. Per qualche mese i difensori resistono ai crociati, ma poi una squadra speciale di crociati fa cadere l’avamposto fortificato, chiamato la Roccia della Torre: nel 1244, il presidio si arrende e viene concessa una tregua. Tuttavia, i 225 catari del borgo dichiararono di non voler rinunciare alla propria fede così vengono bruciati vivi dall’Inquisizione alle pendici del “pog” (un luogo chiamato Prat dels Cramats, “il campo dei bruciati”). Questa vicenda segna la fine del movimento cataro in Occitania. La storia di questi catari è stata anche cantata dagli Iron Maiden nel brano “Montségur”, contenuto nell’album “Dance of Death” uscito nel 2003.

Alla fine del XIII secolo, la famiglia di Lévis fa costruire una nuova fortezza sulle macerie del preesistente castrum, ma con le guerre di frontiera tra i reami di Francia e di Aragona, il castello diventa di secondaria importanza.

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123RF
Le mura del Castello di Montségur

L’attuale fortezza è stata costruita dopo la distruzione del castrum cataro. Fu re Luigi IX a ordinare che fosse ricostruita in funzione difensiva contro il regno d’Aragona, come parte di una rete strategica di fortificazioni destinate a proteggere i confini del reame francese, funzione che assolse fino all’inizio del Cinquecento, quando venne abbandonata.

Oggi, gli abitanti del borgo stanno lavorando per riqualificare il casello e riportarlo all’antico splendore.

Visitare la fortezza

L’ascesa alle rovine del castello comincia da una ripida salita attraverso il Prat dels Cramats, il presunto luogo dove i 225 catari furono bruciati nel rogo per aver rifiutato di rinunciare alla propria fede e sopra il quale si erge la stele commemorativa datata 16 marzo 1244. Grandioso e indimenticabile, così lo descrivono coloro che hanno camminato sulle pietre levigate dei suoi gradini.

Lungo il sentiero, si trovano le tracce dei muri a secco che corrispondono ai primi resti del castrum cataro. Più in alto troviamo gradini scavati nella roccia per facilitare la salita degli asini.

In origine si entrava da una porta posta al primo piano che era munito di quattro finestre a crociera di pietra. Una porta si apriva su una scala a chiocciola che saliva ai piani superiori e scendeva verso la sala bassa. Questa specie di cantina era sostenuta da una volta in pietra della quale rimane visibile l’impronta dell’arco franato. Era provvista di cinque feritoie e aveva sia una funzione difensiva sia di magazzino.

All’esterno del castello e alla base del dongione – che in origine era ancora più alto di come lo vediamo oggi – si trovano delle terrazze che sono i resti dell’antico castrum cataro, dove erano ubicate le abitazioni, le cisterne, i granai, le scuderie e tutto il resto dell’abitato.

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123RF
La salita verso il Castello di Montségur

Museo archeologico e storico

Nel museo di Montségur, grazie a varie ricostruzioni, si può vedere com’era organizzato il castrum. Il museo si trova nel villaggio che conta solamente 116 abitanti, all’interno del municipio, a circa 1,5 km dal parcheggio del castello. È raggiungibile a piedi dal castello tramite un sentiero segnalato. La visita al museo dura dai 20 ai 60 minuti, a seconda degli interessi dei visitatori. Il museo è aperto, a partire dal 5 aprile 2026, tutti i giorni dalle 12:00 alle 17:30. A luglio e agosto, dalle 11:00 alle 19:00, a settembre, dalle 12:00 alle 17:30 e a ottobre, solo il pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.

Come arrivare

Il castello di Montségur si trova a 20 minuti di auto da Lavelanet, la città più importante del Pays d’Olme, e a 40 minuti da Foix, Capoluogo di dipartimento. Si consiglia di utilizzare gli autobus per raggiungere Montségur. Un servizio navetta regionale collega il villaggio al castello. Il parcheggio “Col de Montségur”, vicino al centro visitatori ai piedi della montagna, offre posti riservati agli autobus. Il parcheggio è gratuito, senza limiti di tempo, per tutti i veicoli.

La biglietteria del castello e del museo si trova nell’edificio della reception ai piedi del “pog”. Questo edificio di accoglienza ospita un punto informazioni turistiche sui Pirenei Catari, dove i visitatori possono trovare brochure e ricevere consigli sui luoghi di interesse della zona. Dal centro visitatori, una passeggiata di 35 minuti lungo un sentiero di montagna conduce al castello. Si raccomandano scarpe da trekking comode, un cappello e acqua perché sul castello non ci sono servizi. Il sentiero è ripido. Per la visita guidata, bisogna calcolare almeno un’ora, oltre al tempo necessario per la salita. Per la discesa, ci vogliono 20-25 minuti. Le visite guidate, condotte dalle guide del castello, si svolgono nel cortile.

Dalla sua cima, si può godere di una magnifica vista panoramica sul villaggio sorto ai piedi della fortezza e sui paesaggi dei Pirenei che la circondano.

Cosa fare a Milano ad agosto 2026, tra eventi e piscine aperte in città

5 août 2026 à 17:50

Per chi resta a Milano anche solo per qualche giorno ad agosto, sono tantissime le iniziative e i luoghi aperti anche d’estate. Anzi, proprio perché c’è poca gente in città, alcuni di questi si godono anche meglio.

Con le temperature che sfiorano i 40°C, non c’è niente di meglio che chiudersi in un luogo fresco o trovare sollievo immersi tra le acque di una piscina o sotto il fresco degli alberi. Abbiamo scelto i luoghi migliori dove vi consigliamo di andare.

Mostre e aperitivi a Palazzo Citterio

Per i primi giorni di agosto (chiude tra il 10 e il 26), il cortile interno di Palazzo Citterio, in via Brera, uno dei giardini più deliziosi del centro di Milano, torna a essere un luogo dove fermarsi, dal mattino fino alla sera. Ospita infatti il Citterio Garden by St-Germain, un luogo molto chic per consumare aperitivi a base di St-Germain, il liquore francese ottenuto da fiori di sambuco selvatici raccolti a mano ogni primavera, con una selezione di cocktail pensati appositamente per questo spazio e questa stagione, accompagnati da piatti della cucina firmata dallo chef stellato Claudio Sadler, che ha creato una carta esclusiva proprio per il Garden. questo momento d relax è ciò che ci vuole dopo aver visitato una delle mostre di Palazzo Citterio, come quella dedicata al fotografo Giovanni Gastel con 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, e Lorem Ipsum Variorum, l’installazione digitale site-specific dell’artista e poetessa kalmyko-americana Sasha Stiles, la cui ricerca si sviluppa tra poesia, linguaggio e intelligenza artificiale. E con un unico biglietto si può visitare anche la Pinacoteca di Brera.

Cinema al Castello Sforzesco

Per tutto il mese di agosto, il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco si trasforma in una delle sale cinematografiche più suggestive e grandi della città (800 posti a sedere). La rassegna cinematografica “Tutto il bello del cinema” propone 25 serate di proiezioni all’aperto di grandi classici, film d’autore, commedie e cult internazionali. Da “Frankenstein Junior” a “Il cielo sopra Berlino” da “Ghost” a “Casablanca”, da “Blade Runner” a “La storia infinita”. I film sono gratuiti, ma la prenotazione è obbligatoria. Ma prima del film, per tutto il mese di agosto, è possibile visitare il Museo d’Arte Antica, il Museo della Pietà Rondanini e la mostra Passione e Disegno al Castello Sforzesco con orario prolungato fino alle ore 19:30, dal martedì alla domenica. Nella fascia di estensione dell’orario (17:30-19:30), il biglietto di ingresso è scontato (biglietti serali: intero 5 euro, ridotto 2,50 euro.

Le piscine delle Terme De Montel

Le splendide piscine delle Terme De Montel in zona San Siro restano aperte con una programmazione di eventi che uniscono benessere, cultura, intrattenimento e convivialità. Tra rituali dedicati alla rigenerazione ispirati alla luce, all’energia e alla freschezza, trattamenti pensati per affrontare il caldo estivo, aperitivi immersi nel verde tutte le sere, dalle 18.00 alla chiusura e appuntamenti serali, il parco termale si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Dal venerdì alla domenica l’appuntamento è con Pizza & Relax, un’esperienza che unisce l’ingresso serale alle terme con una cena in accappatoio nella Vip Lounge, tra pizza appena sfornata, musica soffusa e divertimento sotto il cielo stellato dell’estate. Ogni sera, dalle 21.00 alle 23.00, si svolge il Rituale di Accensione del Light Garden, il percorso luminoso che accompagna il tramonto trasformando il giardino in uno scenario immersivo fatto di riflessi, acqua e giochi di luce. Ferragosto si celebra con Star & Fire, un grande evento con spettacoli di fuoco, musica dal vivo, DJ set, performance artistiche e rituali di benessere. Le terme sono raggiungibili con la metropolitana della linea 5 (lilla) scendendo alla fermata San Siro Stadio.

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Ufficio stampa
Le Terme De Montel by night

Idroscalo, il mare di Milano

Il parco dell’Idroscalo non chiude neppure ad agosto ed è accessibile tutti i giorni dalle 7 alle 21. Il mare di Milano è il luogo migliore dove fare attività acquatiche e stare al fresco. Si possono praticare sup (stand up paddle), facile da imparare, noleggiando tavola e pagaia e magari prendendo anche qualche lezione; canoa e kajak, percorrendo 6 km immersi nella bellezza della natura dell’Idroscalo e volendo anche canottaggio e dragon boat, ma per questi ci vuole allenamento. E poi naturalmente si può nuotare, nella piscina o nelle acque dell’Idroscalo dove ci sono corsie dedicate.

Aperitivi scintillanti al Café Swarovski

Palazzo Cordusio Gran Meliá è un indirizzo da non perdere ad agosto. Al piano terra, è aperto ad agosto il pop-up Café Swarovski che regala un’esperienza estiva colorata, tra design e convivialità, dalla colazione alla cena. All’interno dell’elegante palazzo ottocentesco progettato da Luca Beltrami che s’affaccia su piazza Cordusio, a pochi passi dal Duomo, dai negozi e dai musei, ci si può immergere nell’atmosfera scintillante e vivere il mondo Swarovski. I piatti ordinati al Café Swarovski sono serviti su pregiate porcellane della collezione Swarovski x Rosenthal (che si possono anche acquistare).

Una spiaggia tropicale ad Acquaworld

Piscine indoor e outdoor: Acquaworld, a Concorezzo, alle porte di Milano, è l’unico parco acquatico e benessere in Italia a offrire entrambe le possibilità. Con i suoi 20mila metri quadrati di superficie, nove scivoli acquatici super divertenti, piscine e vasche idromassaggio con acqua sempre riscaldata a 31°C e, proprio d’estate, un grande giardino con sdraio, lettini e ombrelloni è uno dei luoghi ideali dove trascorrere giornate intere in bikini e infradito. Il parco è diviso in diverse aree: Area Benessere con grotta del temporale, sauna, bagno turco, stanza del sale, cerimonie di benessere, frigidarium e Area Fun (al coperto con tante attrazioni, come la torre scivoli, la vasca onde, il Mini World per i bambini, la piscina lazy river, il Mondo dei Corsari e la Tiki Bay, una zona del parco con sabbia bianca, cabanas, letti balinesi, ombrelloni di paglia, scivoli e una vegetazione da isola tropicale, ampliata l’estate scorsa con la Blue Paradise, una vera e propria laguna tropicale di 800 mq. Acquaworld è aperto dalle 10.00 alle 24.00. A Ferragosto, propone oltre a una giornata tra piscine, scivoli, aree relax e attrazioni acquatiche il Ferragosto Schiuma Party, con musica, spettacolo e un’atmosfera di festa. Oltre ad arrivarci in auto, è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, scendendo alla fermata della metropolitana della linea 2 (verde) Cologno Nord e prendendo il bus no. Z323.

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Ufficio stampa
La spiaggia di Acquaworld dove trascorrere l’estate in città

Il parco di Villa Arconati

Per chi trascorre il mese di agosto a Milano, ci si può immergere nella bellezza del giardino monumentale di Villa Arconati, dove l’afa cittadina lascia il posto alla piacevole brezza che percorre i viali, all’ombra fresca degli alberi secolari, al suono delle fontane zampillanti e alla magia dei giochi d’acqua, ideati per sorprendere e regalare refrigerio agli ospiti della villa. Tra statue, prospettive scenografiche e maestosi teatri, ogni angolo di questo luogo incantevole a Castellazzo, appena fuori Milano, racconta la raffinatezza di una dimora concepita per incantare, emozionare e invitare alla contemplazione. A rendere queste visite ancora più esclusive è l’apertura di alcune delle sale più rappresentative della villa, ambienti ricchi di storia, arte e memoria che, in via eccezionale, accolgono i visitatori come naturale proseguimento del percorso nel giardino, offrendo l’opportunità di scoprire Villa Arconati nella sua veste più autentica, intima e affascinante. Ogni mercoledì e venerdì di agosto alle ore 10.00 c’è la visita guidata, tutti i martedì è prevista una visita speciale per famiglie con bambini. Inoltre, è aperta tutte le domeniche dalle 11.00 alle 19.00 ed eccezionalmente anche a Ferragosto con visite libere e guidate. Oltre all’auto la villa è raggiungibile anche in treno alla fermata Bollate Nord o Garbagnate Groane. La stazione dista circa 2 km. A Bollate c’è la velostazione per noleggiare la bicicletta.

Dettaglio di Villa Arconati, Lombardia
Credits: Corinne Férault
Uno scorcio del parco di Villa Arconati

La fortezza millenaria inespugnabile, tra prigioni, principesse, fantasmi e celebri fuggitivi, dove arte e panorami abbracciano tre regioni: il Forte di Gavi

5 août 2026 à 12:46

A cavallo fra tre regioni – Liguria, Piemonte e Lombardia – il Forte di Gavi domina un vastissimo territorio noto anche come Oltregiogo da prima dell’anno Mille. A distanza di secoli, questa fortezza inespugnabile – e da cui era quasi impossibile fuggire – è ancora lì, bella e austera com’era un tempo, e da poco ha riaperto i battenti dopo un grande rinnovo, pronta per essere visitata.

Quattro secoli dopo l’avvio del cantiere che ha trasformato l’antico castello medievale nell’imponente fortezza moderna, infatti, il Forte di Gavi ha inaugurato una nuova fase della sua storia. E noi siamo andati a scoprirla.

La storia del Forte di Gavi

I primi documenti scritti che testimoniano l’esistenza del castello di Gavi sono datati 972-3. Si trattava, allora, di un piccolo castello medievale con tanto di torri. Per passare lungo questo tratta di territorio, attraversato da ben due importanti vie romane, la via Postumia e la via Aemilia Scauri, bisognava pagare dazio. Quindi svolgeva più che altro funzione di avamposto di frontiera.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
I bastioni del Forte di Gavi

Nel corso dei secoli, il castello seguì le vicende politiche del territorio. Nel 1191, l’imperatore Enrico VI, figlio di Federico I Barbarossa, concesse in feudo alla Repubblica di Genova il castello e il borgo. Nel 1418, passò sotto la signoria dei Visconti di Milano; dopo ulteriori cambi di dominio, nel 1528 tornò definitivamente alla Repubblica di Genova, che la mantenne fino al 1815, quando la caduta della Repubblica segnò l’annessione al Regno di Sardegna. Fu sotto il governo genovese che il castello si trasformò in una delle più imponenti fortezze dell’Italia Nord-occidentale.

La prima grande opera di rinnovamento fu realizzata intorno al 1540, quando l’ingegnere militare Giovanni Maria Olgiati ridisegnò completamente il sistema difensivo, ricostruendo la cinta muraria, realizzando nuovi bastioni e consolidando l’intero complesso. Nel secolo successivo, il Forte raggiunse la sua massima estensione grazie al progetto del frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, meglio noto come Gaspare Maculani, celebre inquisitore nel processo a Galileo Galilei, ma anche esperto di architettura militare, quello che oggi chiameremo un’archistar.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Panorama sul borgo di Gavi dal Forte

Tra il 1626 e il 1629, la struttura venne ampliata e potenziata, con interventi che proseguirono fino agli inizi dell’Ottocento. Furono costruiti la ridotta di Monte Moro, collegata al Forte da una galleria sotterranea, nuovi alloggi per soldati e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d’armi. A questi lavori contribuirono alcuni dei più importanti ingegneri militari dell’epoca.

Nel 1854, il Forte perse definitivamente la sua funzione difensiva, venne disarmato e trasformato in carcere civile. Durante la Prima guerra mondiale divenne reclusorio militare, destinato a ospitare sia prigionieri austriaci sia militari italiani. Negli anni tra i due conflitti mondiali, alcuni dei suoi terrapieni furono convertiti in vigneti sperimentali, dando al complesso un’insolita vocazione agricola.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Una delle celle del Forte di Gavi

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il Forte riprese la funzione di luogo di detenzione come carcere di massima sicurezza. Conosciuto dagli stessi prigionieri come “Bad Boys Camp” o come “Scatola di pietra” o ancora come “Campo 5”, era riservato agli ufficiali britannici che avevano già tentato la fuga da altri campi di detenzione. Tra i detenuti più celebri, figurano David Stirling, fondatore dello Special Air Service (SAS), Jack Pringle, maggiore dell’VIII Reggimento degli Ussari Reali Irlandesi, protagonista di un rocambolesco tentativo di evasione a cui è dedicato un docufilm in una sala del Forte, e Alastair Cram, un ufficiale scozzese ed evasore seriale che tentò la fuga 21 volte, inclusa la clamorosa evasione dal Forte di Gavi, raccontata in un libro intitolato Un uomo in fuga – La vera storia del tenente Alastair Cram, scritto da David M. Guss.

La struttura del Forte di Gavi

Il Forte di Gavi ha una meravigliosa struttura sviluppata su tre livelli, è talmente vasto da coprire un’intera collina. Le sue altissime mura esterne e i suoi bastioni, tutti irregolari e diversi tra loro, fatti di terra per assorbire l’eventuale esplosione di una bomba, gli conferiscono un senso di maestosità e di inespugnabilità.

Una volta entrati dal portone d’ingresso (se arrivate prima dell’orario della vostra visita lo troverete chiuso), si scende un lungo corridoio di pietra che conduce a una seconda grossa porta di legno che dà sul cortile dove si trova il Basso Forte, la cittadella militare che poteva ospitare un migliaio di soldati e che, in seguito, ha ospitato i detenuti.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Bastione San Tomaso con le riproduzioni dei cannoni

Si può entrare in alcune delle celle rimaste tali e quali, mentre altre ospitano mostre temporanee. In fondo al cortile c’è la chiesa che non è mai stata davvero utilizzata per il suo scopo religioso; invece, veniva impiegata dagli ufficiali per farsi la doccia.

Tutto, però, ha inizio nell’Alto Forte, la parte più in alto della fortezza, del tutto simile al castello, raggiungibile attraverso un percorso separato. Molto probabilmente inizialmente al suo posto si trovava un forte romano sopra il quale è sorta la fortezza medievale.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il cortile interno con le celle sui lati e la chiesa in fondo

Il restauro del Forte

L’11 marzo 1626, prendevano il via gli interventi che avrebbero dato forma all’attuale struttura fortificata, uno dei più significativi esempi di architettura militare del suo tempo: una complessa macchina difensiva su tre livelli, con bastioni e cortine murarie progettati per resistere agli assedi e attraversare i secoli.

Nel 1946 il Forte fu affidato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte. Dal 1978 è stato interessato da un costante programma di restauro e valorizzazione che ha restituito uno dei più significativi esempi di architettura militare in Europa. Oggi, a distanza di 400 è stato completamente rinnovato in spazi espositivi all’interno delle celle, nelle sale interne, nel sottotetto e nel cortile, dove ci sono installazioni all’aperto, e percorsi di visita che comprendono un’esposizione permanente e l’integrazione di nuove tecnologie digitali per un racconto del monumento accessibile a tutti.

La leggenda del fantasma di Gavina

Come in molti castelli, non mancano le leggende neppure al Forte di Gavi. Si racconta della figlia di un re dei Franchi, Gavia o Gavina (da cui prende il nome il Comune di Gavi), che era stata costretta a sposare un pretendente scelto dal padre. Lei, in realtà, era innamorata dello stalliere così i due decisero di scappare, facendo perdere le loro tracce. Arrivati in questa zona, dove trovarono un castello quasi disabitato, decisero di andarci a vivere. La principessa era molto bella e molto dolce, tanto che il popolo del borgo di Gavi le si affezionò. Ma il timore era che il padre, una volta che li avesse ritrovati, li avrebbe uccisi entrambi o, comunque, che avrebbe ucciso lo stalliere e riportato a casa la figlia per farla sposare con il pretendente scelto. Fu Amalasunta, figlia di un altro re dei Franchi, a tenerli nascosti e salvare la coppia lasciandola vivere nel Forte.

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Ufficio stampa
Una delle torri del Forte di Gavi

La tradizione vuole che Gavina sia stata tumulata nell’Alto Forte, molto probabilmente all’interno della torre. E c’è chi sostiene che il suo fantasma ancora si aggiri tra le mura del castello. Fino a qualche anno fa, ogni anno a Gavi si svolgeva una grande rievocazione storica con una sfilata in costume al termine della quale veniva eletta la principessa Gavina dell’anno.

Come e quando visitarlo

Per visitare il Forte di Gavi è necessario prenotare online, ma si paga alla biglietteria direttamente sul posto una volta arrivati per l’appuntamento della visita guidata che è obbligatoria (il tutto costa solo 5 euro, per ragazzi tra 18 e 25 anni 2 euro ed è gratuito per i minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatori). Il Forte è aperto da aprile a settembre, nei giorni feriali le visite sono alle ore 08.30, 10.00, 11.30, 16.00, nei festivi alle 09.30, 11.00, 16.00, 17.30.

La visita guidata, fondamentale per scoprire tutti gli aneddoti legati al Forte, non sempre comprende anche quella all’Alto Forte, in quanto questa parte è aperta al pubblico solo il secondo e il quarto weekend del mese con due visite giornaliere (10.30 e 13.00) e prevede un biglietto a parte. Il percorso di visita si svolge prevalentemente all’aperto, è consigliato quindi indossare abbigliamento e calzature adeguate.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il cortile interno impiegato anche per installazioni artistiche

Se arrivate prima, dovete attendere il vostro turno fuori dalla porta perché gli ingressi sono contingentati. C’è un parcheggio in uno spiazzo appena fuori dove lasciare l’auto, raggiungibile salendo lungo una strada stretta e ripida. Fuori dal castello non c’è nulla, se non alcune case private che un tempo facevano parte del Forte e che fungevano fa avamposti; pertanto, se siete in largo anticipo, il consiglio è di restare nel paese di Gavi che è molto carino da visitare, ci sono enoteche dove servono il famoso vino delle cantine del Gavi e diverse trattorie dove si mangia benissimo e dove servono le specialità piemontesi.

Il Forte di Gavi, in provincia di Alessandria, è facilmente raggiungibile da Torino, Milano e Genova e dai principali centri del Nord-Ovest ed è inserito in un contesto che ogni anno richiama milioni di visitatori grazie a un patrimonio storico e paesaggistico di grande valore, alle eccellenze enogastronomiche e alla presenza del Serravalle Designer Outlet che ogni fine settimana richiama un gran numero di amanti dello shopping.

Dove (e come) vanno gli italiani in vacanza quest’estate

4 août 2026 à 12:15

Molti studi cercano di darci un quadro di ciò che sta accadendo in fatto di ferie estive. Dove vanno gli italiani in vacanza quest’estate? In base ai dati di prenotazioni si fanno previsioni e si stilano statistiche. Ma non tutti spiegano anche come vanno in vacanza.

Perché non sono solo le mete scelte a darci un’idea dei trend di viaggio, ma anche la tipologia di vacanza prenotata ci fa capire come stanno cambiando le esigenze dei nostri connazionali, indipendentemente dall’età.

A fare un quadro del cambiamento osservato proprio in vista delle vacanze estive 2026 (ma non solo) è uno studio condotto da Bluvacanze, che in Italia conta ben 900 agenzie viaggi. Ecco cosa è emerso dall’Osservatorio Bluvacanze per l’estate 2026 (sono state calcolate le partenze di giugno/settembre, che rappresenta il 40% dei viaggi annuali degli italiani).

Le mete top dell’estate 2026

Un piccolo sguardo alle mete di tendenza ovviamente ci vuole, per capire anche come sono cambiate le prenotazioni dei viaggi. Ecco allora che secondo l’Osservatorio Bluvacanze, in agenzia di viaggio le destinazioni sul podio quest’estate sono al primo posto l’Italia, seguita al secondo dalle crociere, mentre sul terzo gradino si posiziona l’Egitto, che comprende sia il Mar Rosso sia l’Egitto continentale o classico, con le visite al Cairo e la navigazione sul Nilo, il viaggio più bello che si possa fare nella vita.

Come prenotano le vacanze gli italiani

La tendenza che l’Osservatorio ha notato è la seguente: le prenotazioni dei viaggi che vengono effettuate sotto data sono in aumento del 9% rispetto all’anno scorso, ma lo zoccolo duro dei clienti che prenota tra i cento e i 110 giorni prima di partire rimane la maggioranza.

Inoltre, il cliente in agenzia risulta essere sempre più giovane: le fasce 36-50 anni e 19-35 anni sono in crescita e sono quelle che alimentano i viaggi di gruppo, un calendario che nelle agenzie di viaggi ha già proposte fino a ottobre 2027.

In particolare, nelle agenzie di viaggi del gruppo Bluvacanze si tratta di gruppi con esperienze sportive, viaggi in moto, esperienze legate ai periodi clou delle vacanze come le festività natalizie, che vede già tante proposte come il Natale a New York con partenza da Sant’Ambrogio in poi. Tra le destinazioni più richieste per i viaggi di gruppo ci sono anche Africa, Giappone e il ritorno della Cina.

7 libri da leggere sotto l’ombrellone per gli amanti dei viaggi

3 août 2026 à 16:40

Sotto l’ombrellone o sdraiati su un’amaca all’ombra di un bosco in montagna, agosto è sempre il mese del relax e il più indicato per dedicarsi alla lettura. Sempre con lo sguardo che spazia lontano, verso la prossima meta di viaggio.

Vi consigliamo alcuni libri usciti di recente che abbiamo letto e che, a nostro parere, potrebbero essere d’ispirazione per i vostri viaggi (se non volete stancare la vista, ascoltateli in versione audiolibro).

Ed è un poco la notte e un poco l’alba di Ilaria Tuti

Ilaria Tuti, apprezzatissima autrice di romanzi bestseller tra cui la serie di gialli con Teresa Battaglia divenuti una fiction Tv di successo (es Ninfa dormiente), è tornata in libreria con una storia ambientata durante Seconda Guerra Mondiale durante l’invasione della Carnia da parte dei Cosacchi. Con il libro Ed è un poco la notte e un poco l’alba, pubblicato da Longanesi, siamo nella parte nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, ed è lì che possiamo scoprire scenografie meravigliose, tra montagne, boschi fitti e borghi da visitare. Sono diversi i luoghi citati nel romanzo, una terra di confine che porta in sé credenze antiche, dove vive la protagonista Serafina.

Il nido del corvo di Piergiorgio Pulixi

L’ultimo giallo pubblicato da Piergiorgio Pulixi, Il nido del corvo, edito da Feltrinelli, è ambientato nella sua Sardegna e in particolare nella penisola del Sinis. Se avete letto altri noir dell’autore, questo è l’ultimo capitolo della saga che vede protagonisti gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi (se non li avete ancora letti ve li consigliamo) che porta il lettore alla scoperta di un Sardegna insolita e fuori dalle solite rotte turistiche, nella campagna sarda desolata che ricorda il west più selvaggio, al centro della costa occidentale sarda, una zona che merita di essere scoperta.

Il tempo dell’orologiaio di Maurizio de Giovanni

Per i fan di Maurizio de Giovanni, autore di popolari serie poliziesche come quelle del Commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone e di Mina Settembre, vi suggeriamo l’ultimo libro Il tempo dell’orologiaio, Feltrinelli Editore, che chiude la saga dell’Orologiaio di Brest (altro libro da leggere). una storia avvincente ambientata tra l’Italia e la città portuale di Brest, in Bretagna, affacciata sulla costa atlantica francese. L’architettura austera di questa città è quella tipica del Nord, e un viaggio in questa zona della Francia merita davvero.

Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone

L’ultimo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero, pubblicato da Casa Editrice Nord, ci fa viaggiare indietro nel tempo nel Salento degli Anni ’60. Il libro è una guida di viaggio ideale da utilizzare per visitare Lecce e i suoi dintorni, per confrontare le immagini di allora con quelle di oggi, ma anche per assaporare luoghi che colmano lo sguardo di meraviglia.

Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino

Un viaggio speciale, non solo alla scoperta di luoghi di incredibile bellezza come sono quelli della East Cost degli Stati Uniti, ma anche di se stessi e della storia della propria famiglia. È quello che compie Jenna, protagonista del bellissimo romanzo Ricordati di essere felice scritto da Sara Goodman Confino e pubblicato da Libreria Pienogiorno. Si parte dal Maryland per arrivare nello Stato del Massachusetts, un itinerario perfetto, non troppo lungo, ma che possiamo ripercorrere andando alla scoperta di alcuni luoghi iconici che valgono un viaggio.

Io sono Adele di Csaba dalla Zorza

La magia della Provenza non ha bisogno di presentazioni, perché è una regione della Francia che regala meraviglia ovunque si sposti lo sguardo: da paesini pittoreschi, ricchi di storia e arte, a una natura sorprendente e magica, fino a città che offrono un’immersione totale in un passato incredibile. Io sono Adele, l’ultimo libro nato dalla penna di Csaba dalla Zorza (Ed. Marsilio) ci porta a Villeneuve-lès-Avignon, nella vita di una donna di sessant’anni che si è trasferita in questo luogo per fare da governante in una casa privata. Una guida di viaggio per scoprire pian piano una terra che ha ancora molto da svelare.

I tramezzini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini

Torna Rocco Schiavone, il burbero vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini, ma molto noto anche per le serie Tv, nell’ultimo libro I tramezzini di Rocco Schiavone (Sellerio). Questi libri hanno già portato sulle location tantissimi turisti e sono sempre più i luoghi nei quali si svolgono le gesta del poliziotto. dalla Capitale, Roma, ad Aosta “la Roma delle Alpi”, dove vive – il suo appartamento è affacciato sulle rovine romane – e lavora, ma senza mai sentirsi veramente a casa. Una nuova e avvincente avventura, perfetta per rilassarsi sotto l’ombrellone.

Costa Crociere: la grande rivoluzione degli itinerari mare e terra

29 juillet 2026 à 20:23

Non è più una semplice compagnia crocieristica, ma è diventata una entertainment company, mantenendo, comunque una forte anima italiana. Costa Crociere, nei suoi 80 anni di storia, ha saputo evolversi “senza mai rinunciare a ospitalità, attenzione al dettaglio e qualità dell’esperienza”.

Grazie alla soddisfazione dei clienti e dei viaggiatori, Costa si è aggiudicato un posto d’onore tra le Eccellenze del Travel 2026/2027 individuate dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF), che ha realizzato la prima ricerca dedicata interamente al settore Travel italiano scegliendo SiViaggia per diffondere i risultati in anteprima.

A raccontarci il nuovo corso della compagnia è stato Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales di Costa Crociere, in azienda dal 2011, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in vari Paesi dove opera la compagnia.

Stefanelli ci ha spiegato che le nuove crociere Costa integrano mare e terra per renderle “un racconto continuo di meraviglia”. La nuova proposta di itinerari Sea & Land è rivoluzionaria per il settore e, con l’estate 2027, si passerà a un livello successivo: i nuovi itinerari saranno concept con una propria identità, costruiti attorno a luoghi simbolo, atmosfere e momenti di meraviglia, per dare vita a un’esperienza di viaggio coinvolgente e memorabile.

Da compagnia crocieristica a entertainment company: com’è cambiata Costa Crociere negli ultimi anni?

Il cambiamento e la capacità di anticipare il futuro fanno parte del DNA di Costa da quasi 80 anni. Negli ultimi anni abbiamo interpretato un’evoluzione molto chiara del modo di viaggiare: la vacanza non è più solo una sequenza di destinazioni, ma un’esperienza completa, fatta di autenticità, semplicità organizzativa e momenti memorabili.

Per questo abbiamo fatto una scelta chiara: meno standardizzazione e più valore per l’ospite. Abbiamo lavorato sull’affidabilità e sulla semplicità del viaggio, ma soprattutto sul valore dell’esperienza, con itinerari più ricchi, esperienze più autentiche e una proposta di bordo sempre più curata. Il tutto con un approccio che ci permette di essere una vera piattaforma adattiva, capace di costruire offerte diverse per pubblici e destinazioni differenti, mantenendo sempre un’identità Costa forte e riconoscibile.

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Costa Crociere
La crociera dell’aurora boreale di Costa

La Sea & Land Wonder Platform è oggi l’elemento distintivo dell’offerta Costa. Come nasce questo ecosistema che integra la “destinazione mare” alla “destinazione terra” in un’unica esperienza di viaggio?

Nasce da un’intuizione semplice, ma molto innovativa per il nostro settore: restituire alla navigazione il suo valore, trasformando il mare da spazio di passaggio a parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Da qui nascono le Sea Destinations, luoghi inaspettati sul mare dalle coordinate precise, scelti per il loro valore scenografico, naturale o simbolico, in cui la nave rallenta o si ferma per far vivere qualcosa che accade solo lì, solo in quel momento, solo con Costa: un tramonto davanti ai Faraglioni di Capri o l’osservazione del cielo stellato nel punto più buio del Mare dei Caraibi o dell’Oceano Atlantico.

A queste si affiancano le Land Destinations, esperienze a terra ripensate per rispondere a diversi modi di viaggiare: da chi vuole vedere il meglio senza stress, a chi cerca luoghi iconici, esperienze straordinarie o attività pensate per le famiglie.

È questa integrazione tra mare e terra a rendere le nostre crociere un racconto continuo di meraviglia, con un modello che interpreta i nuovi bisogni dei viaggiatori e crea valore attraverso esperienze differenziate e personalizzate.

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Costa Crociere
Costa Crociera e l’esperienza di Atlantide

Oggi, i viaggiatori cercano sempre più esperienze autentiche e memorabili. Costa interpreta questa tendenza con un concetto di vacanza innovativo e rivoluzionario basato sulle experience. Ci può spiegare meglio?

Oggi i viaggiatori non scelgono più soltanto dove andare, ma come vogliono sentirsi e cosa vogliono vivere durante la vacanza. È proprio da questa evoluzione che nasce la nostra proposta rivoluzionaria di itinerari Sea & Land.
Con l’estate 2027 porteremo questa visione a un livello ancora successivo. I nuovi itinerari sono costruiti attorno a veri e propri concept, riconoscibili già dal nome e pensati per far vivere un certo tipo di esperienza. Nascono così proposte come Dolce Vita ispirata allo stile e all’eleganza del Mediterraneo, con luoghi iconici come Taormina, Portofino e la Costiera Amalfitana; Golden Islands, che celebra le atmosfere luminose e le acque cristalline di isole come Formentera, Ibiza e Tavolara e Blue Islands, dedicata alle infinite sfumature di blu della Grecia, tra Mykonos, Atene e Cape Sounion.

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Costa Crociere
Stellata dalla nave Costa

Nella stessa direzione vanno anche le crociere speciali, come la Crociera dell’Eclissi di agosto, che replicheremo anche nel 2027, e la Crociera del Club di ottobre dedicata all’aurora boreale, dove un fenomeno naturale eccezionale diventa parte integrante dell’esperienza.

Cosa dobbiamo aspettarci da Costa Crociere nei prossimi mesi?

Il focus è sull’inverno 2026/27, con il debutto di Costa Smeralda alle Isole Canarie, un itinerario di otto giorni tra Canarie e Madeira che unisce clima mite, paesaggi vulcanici e oceano, con un overnight a Santa Cruz de Tenerife.
Anche qui la navigazione diventa parte del viaggio grazie a due Sea

Destinations esclusive: Canary Sea Darkest Spot, dedicata all’osservazione del cielo stellato nel punto più buio dell’Atlantico, e Atlantis Crest, con la nave che raggiunge una montagna sottomarina legata al mito di Atlantide.

Un’altra importante novità per l’inverno è Costa Serena in Sudamerica, con itinerari tra Argentina, Uruguay e Brasile che avranno in Rio de Janeiro uno dei momenti più iconici del viaggio. Anche in questo caso la navigazione si arricchisce di una destinazione sul mare esclusiva, Baía de Copacabana, dove gli ospiti possono ammirare uno dei paesaggi più iconici del mondo al tramonto, con il Pan di Zucchero, Copacabana e lo skyline di Rio durante la golden hour, vivendo l’atmosfera autentica della cultura carioca direttamente dal mare mentre salutano l’arrivo del nuovo anno.

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Costa Crociere
Meditazione in crociera nei Fiordi Norvegesi con Costa

Il Mediterraneo continuerà a essere protagonista anche in inverno con Costa Toscana e Costa Pacifica, mentre i Caraibi saranno al centro della programmazione con Costa Fascinosa e Costa Favolosa.

Inoltre, in autunno, avremo due Giri del Mondo in partenza: uno di 139 giorni da Savona a bordo di Costa Deliziosa e uno di 66 giorni con Costa Serena, da Tokyo a Buenos Aires. Due proposte che confermano la capacità di Costa di spaziare tra formule di viaggio molto diverse, adatte a esigenze e stili di vacanza differenti.

In cosa si distingue una crociera Costa rispetto ad altre?

Costa mette la meraviglia al centro di ogni momento del viaggio attraverso itinerari unici, una gastronomia d’eccellenza e una flotta in continua evoluzione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nel prodotto e nell’esperienza complessiva dell’ospite, con l’obiettivo di rendere la vacanza sempre più coinvolgente, personalizzata e ricca di momenti memorabili.
In questa direzione va anche il costante lavoro sull’esperienza di bordo, con novità come Black Night, una serata ispirata alla magia della notte e al mood total black, in cui ambientazioni, intrattenimento e attività di bordo si uniscono in un’esperienza immersiva e coinvolgente e Luna Park, che porta sulla nave un’atmosfera di festa, gioco e socialità pensata per coinvolgere ospiti di tutte le età.

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Costa Crociere
La crociera dell’eclissi solare di Costa

Ma ciò che ci rende davvero riconoscibili è la nostra identità, una compagnia dalla forte anima italiana, con quasi 80 anni di storia, che ha fatto dell’innovazione una costante, evolvendo il proprio prodotto e il modo di fare vacanza senza mai rinunciare a ospitalità, attenzione al dettaglio e qualità dell’esperienza.

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