Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

A caccia del sole, anche in inverno: 3 mete scontate per partire durante la stagione fredda con Ryanair

21 août 2026 à 10:14

Non siete riusciti ad andare in vacanza al mare durante l’estate? Via quei musi tristi, perché l’inverno 2026 può essere l’occasione perfetta per concedersi una pausa al caldo e a tal proposito ci pensa Ryanair a lanciare una nuova promozione pensata proprio per chi vuole inseguire il sole anche nei mesi più freddi. La compagnia aerea low cost propone infatti tariffe scontate del 10% per viaggiare tra novembre 2026 e marzo 2027, con diverse destinazioni europee disponibili a prezzi particolarmente convenienti.

La promozione “Insegui il sole d’inverno” permette di prenotare entro il 24 agosto 2026 per volare nel periodo compreso tra l’1 novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Tra le proposte spiccano alcune rotte dall’Italia verso destinazioni ideali per una fuga invernale, dalla Spagna alla Grecia fino al Mediterraneo.

C’è una gola segreta che si apre sul mare più blu di Malta: Wied il-Għasri

14 août 2026 à 18:00

Tra le spiagge più fotografate di Malta e Gozo, Wied il-Għasri sembra quasi giocare una partita diversa. Niente grande distesa di sabbia dorata, nessun lungomare e nemmeno una fila di stabilimenti a contendersi la vista. Il suo fascino, infatti, nasce dalla dimensione raccolta e dalla sensazione di aver trovato una fenditura nella costa attraverso cui il Mediterraneo riesce a penetrare nell’entroterra.

Il paesaggio settentrionale di Gozo è agricolo, asciutto e scandito dai tradizionali muri a secco che delimitano i campi. Poi la superficie del terreno si interrompe e il panorama cambia bruscamente, con una valle profonda incisa nel calcare che scende verso il mare, stringendosi progressivamente fino a diventare un corridoio roccioso.

In fondo c’è una minuscola spiaggia di ciottoli, dove il mare assume tonalità turchesi quasi irreali, mentre le pareti calcaree fanno da quinta naturale. Dall’alto la gola sembra strettissima, quasi una crepa nella roccia. Giù in fondo, invece, il piccolo arenile apre la visuale verso il mare e la valle assume una profondità sorprendente.

Origine e formazione di Wied il-Għasri

La storia di Wied il-Għasri è soprattutto geologica. La valle si è formata attraverso l’azione combinata dell’acqua piovana e dell’erosione su un territorio composto da rocce calcaree. Le sue pareti attraversano formazioni appartenenti soprattutto al Lower Coralline Limestone e al Globigerina Limestone, due rocce caratteristiche della geologia maltese.

L’acqua ha scavato progressivamente il terreno, seguendo un percorso sinuoso dall’area di Ta’ Dbieġi Hill verso la costa. Oggi quel che possiamo ammirare è una gola profonda e stretta, incassata tra pareti che in alcuni tratti diventano particolarmente alte. Il paesaggio racconta quindi una lunga trasformazione naturale, con la valle modellata prima dall’acqua e poi dal mare.

Attorno ai muri a secco crescono fichi d’India e capperi, mentre la primavera porta papaveri rossi sui terreni circostanti. In quella stagione la pietra chiara, il verde delle coltivazioni e il rosso dei fiori producono un contrasto quasi teatrale. Anche la presenza umana ha lasciato delle tracce: lungo le pareti si trovano piccole camere modellate nella roccia, mentre presso la costa una cavità presenta un particolare pozzo verticale.

In passato una struttura di corde e secchi permetteva di sollevare l’acqua marina dalla grotta fino alle vicine saline, utilizzandola per alimentare le vasche destinate alla produzione del sale. Il rapporto con le saline rende ancora più interessante il paesaggio settentrionale di Gozo. Poco distante si trovano infatti le saline di Xwejni, formate da vasche geometriche ricavate nella roccia lungo la costa.

Sotto la superficie del mare, la storia geologica continua. La stretta insenatura conduce verso un ambiente ricco di cavità e formazioni sommerse, molto apprezzato dagli appassionati di immersioni. Tra le attrazioni subacquee più note della zona figura Cathedral Cave, una grande cavità con una volta che raggiunge circa 15 metri sopra il livello dell’acqua.

La visita tra scalini, ciottoli e acqua turchese

La visita parte dall’alto della gola. Il tratto più scenografico coincide proprio con la discesa verso la spiaggia. Una scalinata ricavata nella parete calcarea conduce progressivamente verso il fondovalle, con circa 100 gradini nel tratto principale. A metà discesa vale la pena fermarsi e guardare indietro, perché la prospettiva cambia a grande velocità: l’altopiano agricolo scompare, le pareti si avvicinano e il mare prende sempre più spazio.

La scalinata richiede attenzione, soprattutto negli ultimi metri. Alcuni tratti possono risultare deteriorati e le condizioni delle strutture variano nel tempo. Scarpe con una buona aderenza sono una scelta molto più sensata rispetto alle infradito, soprattutto per chi intende raggiungere la spiaggia.

Arrivati in fondo, è disponibile una spiaggia piccola e composta da ciottoli levigati dall’azione del mare. Le pietre rotolano con le onde e producono quel particolare suono secco e continuo che accompagna la permanenza sulla battigia. Il bagno può essere piacevole con mare calmo e acqua limpida.

La conformazione della gola, però, richiede prudenza: le correnti possono diventare forti e le onde entrare nella stretta insenatura con una forza sorprendente. Acqua torbida, vento intenso o frangenti evidenti sono segnali sufficienti per rinunciare alla balneazione. Le calzature da scoglio possono quindi risultare utili per muoversi sui ciottoli. Anche il sole va preso sul serio, in quanto la gola offre pochissima ombra e l’assenza di servizi rende indispensabili acqua, protezione solare e tutto ciò che serve per una permanenza autonoma.

Lo snorkeling rappresenta una delle attività più interessanti. La trasparenza del mare permette di osservare fondali rocciosi, piccoli banchi di pesci, saraghi, labridi, ricci di mare e, con un po’ di fortuna, polpi. La zona è frequentata anche dai subacquei per il sistema di grotte e cavità che prosegue sotto la superficie.

Per una visita dedicata soprattutto al paesaggio, le prime ore della giornata regalano spesso la luce più morbida e una sensazione di maggiore tranquillità. La primavera aggiunge i papaveri al panorama agricolo, mentre l’autunno regala temperature gradevoli e acqua ancora relativamente calda. In inverno la valle cambia volto: le mareggiate possono trasformare l’insenatura in uno spettacolo decisamente più energico, da osservare dalla distanza appropriata. Wied il-Għasri merita anche una visita senza costume, perché la sua particolarità supera infatti la funzione balneare.

Dove si trova e come arrivare

Wied il-Għasri si trova sulla costa settentrionale di Gozo, tra il villaggio di Għasri e quello di Żebbuġ, a circa 2 chilometri a ovest delle saline di Xwejni. La capitale Victoria, chiamata anche Rabat, resta relativamente vicina e rappresenta il principale punto di riferimento per gli spostamenti sull’isola.

In auto si raggiunge la zona attraverso Triq Is-Sagħtrija. La strada secondaria che porta verso la gola diventa più accidentata e presenta un fondo sterrato. Una piccola area consente di lasciare l’auto vicino all’accesso, ma i posti sono molto limitati.  Una soluzione più tranquilla consiste nel lasciare l’auto nei pressi dell’incrocio con la strada principale e proseguire a piedi per pochi minuti. Il tratto finale conduce verso l’imbocco della gola e la scalinata.

Wied il-Għasri, Gozo
iStock
Wied il-Għasri vista dall’alto

Chi viaggia con i mezzi pubblici può raggiungere Żebbuġ con l’autobus della linea 309, partendo da Victoria. La fermata più vicina è Onici. Da lì restano circa 1,3 chilometri, con un percorso di quasi 20 minuti fino a Wied il-Għasri. Taxi e servizi di trasporto privato possono arrivare nei pressi dell’incrocio di Triq Is-Sagħtrija, lasciando poi un breve tratto da percorrere a piedi.

Eclissi 2026 in Spagna, la nuova classifica svela le mete migliori per vederla

Par : elenausai10
11 août 2026 à 14:00

Il 12 agosto 2026, la Luna proietterà la sua ombra su un tragitto che parte dall’Artico russo, attraversa la Groenlandia orientale e l’Islanda, per poi scendere fino alla Spagna e spegnersi infine nel Mediterraneo. Un percorso che tocca relativamente poche aree abitate, ma che per una buona parte del suo tragitto passa proprio da alcune delle mete più amate da chi viaggia in Europa, rendendo l’idea di un’estate all’insegna dell’eclissi ancora più allettante.

Chi dovesse perdere l’appuntamento dovrà pazientare fino al 2 agosto 2027, quando la fascia di totalità toccherà il Nord Africa, la Penisola Arabica e il Sud Europa. Nel frattempo, però, la Spagna resta l’unico luogo in Europa da cui si potrà assistere all’evento in versione integrale. Un’esperienza che, dicono in molti, andrebbe vissuta almeno una volta nella vita. Dove andare?

Per orientare chi sta valutando un viaggio last minute, la piattaforma di prenotazione multimodale Omio ha pubblicato il suo Eclipse Index. Una classifica che, incrociando dati su affidabilità del cielo, facilità di collegamento e valore dell’esperienza sul territorio, propone le mete migliori per vivere questa esperienza.

Saragozza è la meta migliore per l’eclissi 2026

Al primo posto dell’Eclipse Index c’è Saragozza che, con un punteggio di 88 su 100, si conferma la scommessa più sicura per chi non vuole lasciare nulla al caso. Il capoluogo aragonese offre infatti la combinazione più equilibrata tra i quattro fattori considerati dalla classifica: una statistica storica di nuvolosità particolarmente bassa per la stagione, una finestra di totalità di 1 minuto e 24 secondi e collegamenti rapidi da diverse città spagnole, che la rendono facilmente raggiungibile anche organizzando il viaggio all’ultimo momento.

A rendere la tappa ancora più interessante ci pensa la cornice cittadina: la Basilica del Pilar, che si specchia nelle acque dell’Ebro con la sua sequenza di cupole barocche, è un punto di osservazione che unisce spettacolo naturale e patrimonio architettonico. Saragozza è la base ideale anche per chi vuole trasformare l’osservazione del fenomeno (orari alla mano nella guida completa su dove e come osservare l’eclissi del 12 agosto) in un weekend d’esplorazione più ampio.

Le mete migliori dove vedere l’eclissi in Spagna

Non stupisce che l’attesa per l’evento abbia già acceso un vero e proprio record di prenotazioni verso queste mete: scendendo lungo la classifica, il ventaglio di scenari in Spagna si allarga parecchio. A Palma di Maiorca, seconda con 86 punti, il sole tramonterà proprio sopra il Mediterraneo, regalando 1 minuto e 36 secondi di totalità. León, terza con 85 punti, intercetta invece il passaggio dell’eclissi lungo una delle tappe più suggestive del Cammino di Santiago, con la finestra di totalità più lunga del podio, 1 minuto e 44 secondi.

Più giù si trovano Valencia, città ideale per chi cerca un’eclissi in formato city break, Oviedo, che vanta la totalità più lunga dell’intera classifica, ma sconta un rischio nuvole più alto, e poi A Coruña, Santander e Bilbao, tre tappe che uniscono l’osservazione del fenomeno all’atmosfera della costa atlantica settentrionale.

Ecco la classifica completa secondo l’Omio Eclipse Index:

  1. Saragozza – 1 minuto e 24 secondi di totalità;
  2. Palma di Maiorca – 1 minuto e 36 secondi di totalità;
  3. León – 1 minuto e 44 secondi di totalità;
  4. Valencia – 1 minuto e 1 secondo di totalità;
  5. Oviedo – 1 minuto e 49 secondi di totalità;
  6. A Coruña – 1 minuto e 17 secondi di totalità;
  7. Santander – 1 minuto e 3 secondi di totalità;
  8. Bilbao – 31 secondi di totalità.

Favignana, la farfalla sul mare diventata l’Itaca di Nolan

8 août 2026 à 15:00

Favignana, la più grande e celebre isola dell’arcipelago delle Egadi, è una delle mete più affascinanti e desiderate della Sicilia occidentale. A pochi chilometri dalla costa di Trapani, emerge nel Mediterraneo con un profilo inconfondibile e un susseguirsi di calette selvagge, scogliere chiare e acque trasparenti che cambiano tonalità con la luce, passando dall’azzurro al turchese più intenso.

Visitarla significa lasciarsi conquistare innanzitutto dal mare, ma fermarsi soltanto alle sue spiagge sarebbe riduttivo: vanta, infatti, una storia legata alla pesca del tonno, alle cave di calcarenite, alla famiglia Florio e a un paesaggio modellato tanto dalla natura quanto dal lavoro dell’uomo. Non a caso è conosciuta anche come la “farfalla sul mare”: osservata dall’alto, la sua forma sembra proprio quella di due ali dispiegate sulle acque del Mediterraneo.

Mn non soltanto: oggi Favignana possiede anche un nuovo volto cinematografico: Christopher Nolan l’ha scelta tra le location della sua Odissea, trasformandola sul grande schermo nella patria di Ulisse, Itaca.

Favignana oltre il mare, dal Forte di Santa Caterina alle cave

Il profilo di Favignana è dominato dall’alto dal Forte di Santa Caterina, conosciuto anche come Castello di Santa Caterina, che sorge sulla cima dell’omonimo monte a circa 310 metri di altitudine: visibile persino da Trapani e da Erice, è uno dei punti di riferimento dell’isola e racconta secoli di avvistamenti, difesa e controllo del territorio.

La sua storia inizia nel IX secolo, quando i Saraceni costruirono sulla sommità una torre di avvistamento: furono poi i Normanni a trasformarla in un fortino, ampliato nel XV secolo da Andrea Riccio, allora signore di Favignana. In epoca borbonica la struttura venne utilizzata come carcere e poi come presidio militare, fino all’abbandono nel secolo scorso.

Da allora, il tempo sembra essersi fermato tra le mura dell’antico maniero, mentre la sua posizione continua a essere spettacolare: dall’alto lo sguardo abbraccia Favignana, le altre Egadi e la costa della Sicilia occidentale, con il mare che si estende tutt’intorno e rende ancora più evidente la particolare forma dell’isola.

Forte di Santa Caterina a Favignana, Egadi, Sicilia
iStock
Il maestoso Forte di Santa Caterina a Favignana

Un’altra tappa fondamentale è l’Ex Stabilimento Florio: con i suoi 32 mila metri quadrati, per tre quarti coperti, fu tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e oggi rappresenta un vero gioiello di archeologia industriale. Nel 1841 la famiglia Florio prese in affitto la tonnara dalla famiglia Pallavicini di Genova, inaugurando un capitolo destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia di Favignana. I grandi ambienti che un tempo erano protagonisti dell’attività della tonnara permettono di comprendere quanto la pesca del tonno abbia contribuito a plasmare la comunità locale e quanto il nome dei Florio sia ancora oggi legato all’identità dell’isola.

Ma Favignana porta impressa la propria storia anche nella pietra: per lungo tempo l’uomo ha scavato il territorio per estrarre blocchi di calcarenite, comunemente chiamati tufi, dando forma a cave, gallerie e pareti verticali che hanno cambiato per sempre il volto dell’isola.

Terminata l’attività estrattiva, alcune cave sono state abbandonate e riconquistate dalla vegetazione: da questo incontro insolito tra natura e intervento umano sono nati i giardini ipogei, una delle particolarità più sorprendenti di Favignana.

Il caso più affascinante è quello dei Giardini di Villa Margherita, frutto della visione di Maria Gabriella Campo, figlia di un cavatore: con passione e determinazione, un’antica cava di tufo dismessa è stata bonificata e trasformata in un giardino spettacolare che oggi si sviluppa tra cunicoli, gallerie e grotte risalenti al Settecento e all’Ottocento.

Il percorso occupa un territorio di circa 35 mila metri quadrati e accoglie oltre 300 specie e varietà provenienti da differenti parti del mondo. Muoversi al suo interno significa entrare in un paesaggio inaspettato, dove piante e fiori crescono tra alte pareti di pietra e spazi un tempo scavati dai cavatori. Sulle superfici sono ancora visibili le tracce lasciate dai diversi sistemi di taglio utilizzati nelle varie epoche estrattive.

La stessa relazione tra pietra e mare torna protagonista al Bue Marino, uno dei luoghi più particolari della costa dove si trova un’antica cava di tufo a livello dell’acqua, in cui l’azione dell’uomo si è unita nel tempo con quella degli elementi naturali dando origine a tunnel, piattaforme, anfratti e pareti rocciose. La luce filtra tra le aperture, incontra l’acqua e ne esalta le sfumature azzurre: uno scenario suggestivo e molto diverso dalla classica spiaggia mediterranea.

Le spiagge più belle di Favignana

Favignana è soprattutto un mare che sa sorprendere ogni volta perché lungo i suoi circa 33 chilometri di costa non si presenta mai allo stesso modo: spiagge di sabbia chiara lasciano spazio a calette racchiuse tra le rocce, baie più appartate si alternano alle antiche cave, mentre le sfumature dell’acqua cambiano dal celeste quasi trasparente al blu più intenso.

Tra tutti questi scenari, Cala Rossa è probabilmente quello che più di ogni altro rappresenta Favignana nell’immaginario dei viaggiatori e può essere raggiunta sia via mare sia a piedi. In quest’ultimo caso, il percorso e soprattutto la discesa richiedono un po’ di attenzione e scarpe adeguate, ma una volta arrivati davanti all’acqua la fatica passa in secondo piano. Le pareti rocciose, le tracce delle antiche attività estrattive e il colore intenso del Mediterraneo compongono uno scenario che la rende differente dalla classica spiaggia sabbiosa.

Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana, Egadi, Sicilia
iStock
Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana

Più semplice da raggiungere è Cala Azzurra, indicata anche per le famiglie con bambini: il fondale basso, la sabbia chiara con sfumature rosate e il mare trasparente creano un ambiente ideale per trascorrere qualche ora in acqua. La facilità di accesso dal centro abitato la rende inoltre una delle tappe più comode durante una giornata alla scoperta dell’isola.

Atmosfera più raccolta a Cala Rotonda, apprezzata sia dalle famiglie sia dalle coppie in cerca di tranquillità. Il momento più suggestivo per raggiungerla è il tramonto, quando la luce diventa più morbida e trasforma i colori della costa. Sotto la superficie si trova anche una grotta conosciuta dagli appassionati di immersioni, il cui ingresso è posto a circa otto metri di profondità.

Se preferite una vera distesa di sabbia, Lido Burrone è una delle spiagge di riferimento: poco distante dal paese di Favignana è caratterizzato da un ampio arenile di sabbia chiara e fondali bassi.

Spostandovi verso la parte occidentale dell’isola incontrerete Cala Grande, raggiungibile solo a piedi seguendo la direzione del faro di Punta Sottile: piccoli tratti di sabbia e vegetazione incorniciano le acque cristalline, in un paesaggio più appartato e meno immediato da raggiungere rispetto ad altre spiagge.

Ancora più selvaggia è Cala Faraglioni: una stradina impervia, percorribile soltanto a piedi, conduce alla spiaggia rocciosa, protetta da un’imponente parete naturale. Nei dintorni si possono incontrare anche suggestive grotte marine che aggiungono ulteriore fascino a cotanto tratto di costa.

Come arrivare a Favignana

Favignana è raggiungibile via mare dalla costa occidentale della Sicilia grazie ai collegamenti in partenza da Marsala e, soprattutto, da Trapani.

Proprio Trapani è uno dei punti di partenza più comodi: scegliendo l’aliscafo, la traversata dura circa 30 minuti; in alternativa potete optare per il traghetto, soluzione utile anche per trasportare un veicolo nei periodi e secondo le modalità in cui l’imbarco è consentito.

Boom di avvistamenti di balene e capodogli nel Santuario Pelagos, gioiello tra Sanremo, Monaco e la Corsica

4 août 2026 à 13:00

L’estate 2026 si presenta ancora più eccezionale per gli amanti del mare e della natura, soprattutto nel cuore del Santuario Pelagos, l’area marina protetta che si estende tra la Liguria, il Principato di Monaco e la Corsica, dove negli ultimi mesi si sta registrando un vero boom di avvistamenti di cetacei.

Balenottere comuni, capodogli e persino i rarissimi zifi stanno regalando incontri spettacolari. Una notizia che conferma ancora una volta quanto questo tratto di Mediterraneo rappresenti uno dei luoghi più preziosi d’Europa per osservare la fauna marina nel suo habitat naturale, senza alcun bisogno di andare troppo lontano da noi.

Gli avvistamenti di cetacei al Santuario Pelagos

L’estate 2026 sta facendo registrare numeri eccezionali nel Santuario Pelagos, il grande parco marino internazionale dedicato alla tutela dei mammiferi marini tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Tethys, che da oltre trent’anni monitora scientificamente quest’area attraverso il progetto Cetacean Sanctuary Research, nei soli ultimi due mesi sono stati documentati circa 130 incontri con grandi cetacei a circa 20-30 miglia dalla costa.

Balenottera comune
123RF
La coda di una balenottera

Il progetto di ricerca nel Santuario Pelagos, giunto alla 38esima edizione, ha già permesso agli studiosi di osservare sei delle otto specie di cetacei presenti nell’area. Tra gli incontri più emozionanti della stagione figurano decine di balenottere comuni, uno zifio con il proprio piccolo, grampi e tursiopi accompagnati dai neonati, oltre a diversi avvistamenti del celebre capodoglio “Canon”. Ma a sorprendere ricercatori e appassionati è stata soprattutto la presenza degli zifi di Cuvier, cetacei molto rari da osservare perché trascorrono gran parte della loro vita nelle profondità marine. Gli esperti ritengono che questo aumento possa essere favorito da condizioni meteo-marine particolarmente favorevoli, che hanno creato un ambiente ideale per l’alimentazione e la permanenza dei cetacei nelle acque profonde del Mar Ligure.

Liguria Santuario dei Cetacei
123rf
Alcuni delfini nel Mar Ligure

Il luogo perfetto per il whale watching in Italia

Il tratto di mare compreso tra Sanremo, Monaco e la Corsica ospita ogni anno numerose specie di mammiferi marini grazie alle sue acque profonde e ricche di nutrimento. Non a caso, anzi, proprio per questo motivo migliaia di appassionati scelgono di partecipare a escursioni di whale watching, con la possibilità di osservare balene, capodogli e naturalmente anche delfini direttamente nel loro ambiente naturale.

Dietro lo spettacolo degli avvistamenti c’è però anche un importante messaggio di conservazione. I ricercatori ricordano infatti che il crescente traffico nautico rappresenta una delle principali minacce per questi animali, soprattutto a causa del rischio di collisioni e del disturbo provocato dalle imbarcazioni. Per questo è fondamentale mantenere sempre una distanza di sicurezza (minimo 100 metri), evitare inseguimenti, ridurre la velocità nelle aree frequentate dai cetacei e lasciare che siano gli animali a decidere se avvicinarsi. Se è vero dunque che il boom di avvistamenti registrato quest’estate dimostra quanto il Santuario Pelagos sia un patrimonio naturale straordinario del nostro Paese, capace di offrire emozioni indimenticabili a chi naviga nel Mar Ligure, lo è altrettanto ricordare quanto sia importante continuare a proteggerlo affinché balene, capodogli e zifi possano continuare a popolare queste acque ancora per molti anni.

Tra le 25 spiagge migliori del mondo c’è anche un gioiello italiano: la classifica 2026

29 juillet 2026 à 07:30

Qual è la spiaggia migliore del pianeta? Con quasi 630.000 chilometri di coste nel mondo, scegliere quella più bella in assoluto è tutt’altro che semplice, se non impossibile. Per provare a svelare quelle più spettacolari, Beach.com ha realizzato una delle analisi più approfondite mai condotte sul tema, incrociando le valutazioni di esperti di viaggio con dati scientifici e il giudizio di migliaia di visitatori.

La classifica del Global Beach Index 2026 nasce da una prima selezione fatta da esperti, sottoposta a un’attenta analisi basata su cinque anni di dati satellitari MODIS-Aqua della NASA sulla qualità delle acque, su dieci anni di dati del programma europeo dedicato al monitoraggio ambientale e sull’analisi di quasi 100 mila recensioni online. Tra i criteri considerati per stilare la classifica troviamo anche accessibilità, clima, popolarità, servizi e qualità complessiva dell’esperienza. Il risultato è una selezione di 25 spiagge distribuite in 14 Paesi del mondo, dai Caraibi al Mediterraneo, passando per Africa, Asia e Oceania. E tra queste compare anche un angolo d’Italia.

Jannik Sinner inaugura una delle navi da crociera più esclusive del Mediterraneo

28 juillet 2026 à 14:30

Jannik Sinner è stato il protagonista assoluto del debutto di EXPLORA III, la nuova nave di lusso di Explora Journeys che promette di diventare una delle più esclusive del Mediterraneo. Il numero uno del tennis mondiale e Global Brand Ambassador del marchio è stato infatti il primo ospite a salire a bordo dell’unità, partecipando alla prima tratta del Mediterranean Prelude Journey tra Genova e Marsiglia, dal 24 al 25 luglio.

Un viaggio inaugurale che ha unito sport, benessere, sostenibilità e alta ospitalità, offrendo agli ospiti un’esperienza inedita a bordo della prima nave della compagnia alimentata a GNL, una tecnologia che rappresenta un passo importante verso una navigazione più sostenibile.

10 esperienze da vivere per sentirsi davvero nel viaggio di Ulisse

22 juillet 2026 à 12:27

Il 16 luglio scorso, in Italia è uscito al cinema The Odissey di Christopher Nolan e, a dire il vero, già da mesi non si parla d’altro, tra aspettative e polemiche – quelle, non mancano mai. Con il poema omerico tornato sulla bocca di tutti, non si può far altro che lasciarsi affascinare da questa narrazione epica che da oltre duemila anni continua ad affascinare viaggiatori, scrittori e sognatori.

Il viaggio di Ulisse raccontato nell’Odissea di Omero è infatti un percorso di mari sconfinati, isole misteriose, incontri con creature leggendarie e luoghi sospesi tra storia vera e mito che ancora oggi sembrano custodire il ricordo dell’eroe greco. Seguire le tracce di Ulisse non significa soltanto visitare siti archeologici o musei, ma immergersi in paesaggi dove il confine tra realtà e leggenda diventa sottilissimo: promontori affacciati sul Mediterraneo, grotte nascoste, antiche fortezze sul mare e baie raggiungibili solo a piedi o in barca.

Dalle coste del Lazio alla Grecia, passando per la Sicilia e le isole del Mediterraneo, sono tantissime le esperienze che permettono di vivere un viaggio ispirato all’epopea omerica. Ecco alcuni luoghi da inserire in un itinerario sulle orme di Ulisse o, per lo meno, per sentirsi un po’ viaggiatori e un po’ naufraghi come il protagonista dell’Odissea.

Camminare fino al Picco di Circe

Se volete ripercorrere idealmente lo stesso mare osservato da Ulisse, sappiate che nel Lazio esiste un luogo dove leggenda e paesaggio si incontrano per davvero. Stiamo parlando del Promontorio del Circeo, da sempre associato alla figura della maga Circe, una delle protagoniste più celebri dell’Odissea. Secondo il mito, Ulisse approdò sull’isola di Eea, dove incontrò Circe, capace di trasformare gli uomini in animali grazie ai suoi poteri. La tradizione ha identificato proprio il promontorio laziale con il luogo in cui sarebbe vissuta la maga.

Promontorio del Circeo
iStock
Vista del Promontorio del Circeo

Raggiungere il Picco di Circe, il punto più alto del promontorio, è un’esperienza perfetta per chi vuole sentirsi dentro il viaggio dell’eroe. Il sentiero attraversa la macchia mediterranea e conduce a un panorama spettacolare sul Mar Tirreno, con una vista che nelle giornate limpide arriva fino alle Isole Pontine.

Entrare nella Grotta di Nestore

Sulla costa occidentale del Peloponneso, vicino alla baia di Voidokilia, si trova uno dei luoghi più affascinanti legati ai poemi omerici, la celeberrima Grotta di Nestore. Secondo la tradizione, questa cavità naturale sarebbe stata associata a Nestore, il leggendario re di Pilo e uno degli eroi greci della guerra di Troia. La grotta domina d’altro canto una delle baie più spettacolari della Grecia, con acque turchesi e un paesaggio che sembra rimasto immutato nei secoli.

Quali sono le location di "Odissea", il film, in Grecia?
iStock
La misteriosa Grotta di Nestore

Esplorare le Isole Egadi in barca

Seppur non precisamente “omeriche”, le Isole Egadi, al largo della Sicilia occidentale, sono una destinazione ideale per chi vuole vivere il Mediterraneo con lo stesso spirito di esplorazione di Ulisse. Favignana, Levanzo e Marettimo custodiscono calette nascoste, grotte marine e fondali trasparenti che sembrano appartenere a un racconto epico.

Calette a Favignana, Sicilia
IPA
Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Navigare tra queste isole permette di scoprire angoli raggiungibili solo dal mare, proprio come avrebbe fatto un antico viaggiatore alla ricerca della prossima terra da esplorare. Tra le esperienze più suggestive c’è una gita in barca verso le grotte di Marettimo o un bagno nelle acque della Cala Rossa di Favignana, dove il contrasto tra rocce e mare crea uno scenario da cartolina.

Navigare nello Stretto di Scilla e Cariddi

Il tratto di mare più famoso dell’Odissea è indubbiamente quello tra Calabria e Sicilia dove si trova uno dei luoghi più noti della mitologia greca: lo Stretto di Messina, identificato dalla tradizione con il passaggio tra Scilla e Cariddi. Nell’Odissea Ulisse dovette affrontare questo tratto di mare estremamente pericoloso, stretto tra due mostri mitologici: Scilla, nascosta tra le rocce, e Cariddi, capace di inghiottire le acque creando vortici mortali.

Panoramica di Scilla in Calabria
iStock
Panoramica di Scilla in Calabria

Il borgo di Scilla, con il quartiere dei pescatori di Chianalea affacciato sull’acqua, è una tappa imperdibile per chi vuole aggiungere al viaggio anche un tocco di storia e tradizione.

Dormire in un’antica tonnara come un navigatore

Per immergersi davvero nelle atmosfere del viaggio di Ulisse, una delle esperienze più suggestive è trascorrere una notte in un’antica tonnara trasformata in struttura ricettiva: in Sicilia ne esistono tantissime. Questi luoghi raccontano secoli di rapporto tra uomo e mare: antichi edifici in pietra dove un tempo si lavorava il tonno, oggi diventati dimore affacciate sul Mediterraneo.

La Tonnara di Scopello
iStock
La celebre Tonnara di Scopello

Assistere a uno spettacolo al Festival di Epidauro

Tra le esperienze più emozionanti per chi ama il mondo classico c’è assistere a uno spettacolo nel Teatro di Epidauro, uno dei teatri antichi meglio conservati al mondo. Ogni estate il Festival di Epidauro riporta in scena tragedie e commedie greche in un luogo dalla straordinaria atmosfera.

Epidauro teatro
iStock
L’antico teatro di Epidauro

Sedersi sulle gradinate costruite più di duemila anni fa e ascoltare una rappresentazione sotto il cielo stellato significa vivere un legame diretto con la cultura che ha dato origine ai miti di Ulisse. Il teatro, famoso anche per la sua incredibile acustica, è dunque una delle tappe più suggestive di un viaggio nella Grecia classica.

Visitare il Castello di Methoni

Sulla costa del Peloponneso si trova il Castello di Methoni, una spettacolare fortezza costruita sul mare che sembra appartenere a un racconto di viaggi e conquiste. Affacciato sul Mar Ionio, il castello è uno dei luoghi più scenografici della Grecia meridionale. Le sue mura, le torri e il lungo ponte che conduce all’ingresso raccontano secoli di storia mediterranea. Passeggiare tra le rovine al tramonto permette di immaginare navi in arrivo all’orizzonte e antichi navigatori pronti a partire verso nuove terre.

Esplorare l’Acrocorinto

Sopra la città di Corinto sorge l’Acrocorinto, una delle fortezze più imponenti della Grecia. Questa antica cittadella domina il territorio circostante dall’alto di una collina e offre una vista spettacolare sul Golfo di Corinto e sul Peloponneso.

C'è anche l'area archeologica di Acrocorinto tra i luoghi dov'è stato girato "Odissea" in Grecia
iStock
Lo spettacolo senza tempo di Acrocorinto

Scoprire Aspri Ammos, la spiaggia del mito di Calipso

Tra i luoghi più suggestivi associati al viaggio di Ulisse c’è anche Aspri Ammos, una spiaggia selvaggia legata alla leggenda di Calipso, la ninfa che secondo l’Odissea trattenne l’eroe per anni sulla sua isola. La tradizione colloca l’episodio sull’isola di Ogigia, identificata da alcuni studiosi con diverse località del Mediterraneo.

Alcune spiagge greche, tra cui Aspri Ammos, sono state associate nel tempo al fascino di questo mito grazie alla loro natura incontaminata e all’atmosfera isolata.

Salpare su una barca tradizionale al tramonto

Per concludere un viaggio sulle orme di Ulisse non c’è esperienza più simbolica che salpare su una barca tradizionale al tramonto. Navigare lentamente mentre il Sole scende sul mare permette di riscoprire il Mediterraneo nella sua dimensione più autentica: quella fatta di vento, onde e silenzi, proprio come facevano gli antichi navigatori.

Vacanze estive dell’ultimo minuto, Vueling lancia una promo per volare in tutta Europa

21 juillet 2026 à 16:01

L’estate è fatta anche di decisioni improvvise, un weekend da organizzare, una pausa dal lavoro da trasformare in una piccola fuga o una vacanza ancora tutta da programmare. Per chi non ha ancora scelto la prossima destinazione, Vueling, compagnia del gruppo IAG, propone la nuova campagna “Last Call for Summer”, con tariffe speciali per raggiungere alcune delle mete più amate del Mediterraneo e delle grandi città europee.

L’offerta è pensata per chi vuole approfittare delle ultime occasioni estive e acquistare un volo direttamente dal sito o dall’app Vueling, scegliendo tra diverse destinazioni del network della compagnia. Tra città d’arte, isole mediterranee e mete perfette per una pausa al mare, la promo permette di organizzare una partenza anche senza mesi di anticipo. La promozione si applica a prenotazioni comprese tra il 21 luglio e il 3 agosto 2026, su voli a partire dall’1 agosto al 31 ottobre 2026.

Da Milano Malpensa a Ibiza

Tra le proposte della promo spicca il collegamento da Milano Malpensa a Ibiza con tariffe a partire da 21 euro. Celebre in tutto il mondo per la sua vita notturna, Ibiza custodisce anche un lato più tranquillo e sorprendente, fatto di calette nascoste, borghi bianchi e paesaggi naturali.

La splendida Cala Comte a Ibiza
iStock
Tutto il fascino di Cala Comte

Oltre ai locali più famosi, l’isola invita a scoprire luoghi come Dalt Vila, il centro storico fortificato dichiarato Patrimonio Unesco, oppure spiagge dall’acqua cristallina come Cala Comte e Cala d’Hort. Perfetta per un viaggio estivo all’insegna del mare, Ibiza regala anche tramonti spettacolari, mercatini artigianali e piccoli ristoranti dove assaporare la cucina mediterranea.

Da Firenze a Minorca

Per chi cerca una destinazione un po’ più rilassata, la promo Vueling propone voli da Firenze a Minorca a partire da 28 euro. Meno mondana rispetto alla vicina Ibiza, Minorca è un’isola ideale per chi ama natura e mare. Le sue spiagge dalle acque turchesi, le calette immerse nella vegetazione e i sentieri panoramici la rendono una delle mete più affascinanti delle Baleari.

Cala Pilar, Minorca
iStock
Veduta di Cala Pilar

Tra le esperienze da non perdere ci sono una passeggiata nella storica Ciutadella, l’antica capitale dell’isola, un’escursione lungo il Camí de Cavalls, il percorso costiero che circonda Minorca, e una giornata alla scoperta delle sue celebri baie come Cala Pilar, Cala Macarella e Cala Mitjana.

Da Torino a Barcellona

La promo include anche il collegamento da Torino a Barcellona con tariffe a partire da 29 euro, perfetto per chi desidera una fuga urbana senza rinunciare al mare. La capitale catalana è una destinazione che unisce cultura, gastronomia e paesaggi unici. Dai capolavori di Antoni Gaudícome la Sagrada Família e Park Güell alle passeggiate sulla Rambla, ogni quartiere racconta una storia diversa.

World’s Best Cities Report 2026 di Resonance Consultancy
iStock
Veduta aerea panoramica della Sagrada Familia

Tra le tappe imperdibili ci sono il quartiere gotico con le sue strade medievali, il mercato della Boqueria per assaggiare specialità locali e la spiaggia della Barceloneta per concedersi qualche ora di relax dopo aver esplorato la città.

Favignana è il regno di Ulisse: i luoghi del film Odissea di Christopher Nolan

18 juillet 2026 à 15:00

C’è un modo nuovo di scegliere la prossima meta per le vacanze: lasciarsi guidare dalle immagini viste sullo schermo. Un panorama intravisto in una scena, una spiaggia che sembra appartenere a un altro tempo, una strada percorsa da un personaggio amato, un castello trasformato in simbolo.

Con l’arrivo nelle sale di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero, l’attenzione torna a posarsi sul Mediterraneo e sui paesaggi che, da secoli, custodiscono l’eco del viaggio di Ulisse. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, ha portato la produzione in svariate località del mondo, dalla Grecia al Marocco, dall’Islanda alla Scozia, fino all’Italia, dove la Sicilia ha avuto un ruolo di primo piano. E tra i luoghi più suggestivi scelti per dare corpo all’immaginario omerico spicca Favignana, la maggiore delle Isole Egadi.

Favignana, l’isola delle Egadi che guarda al mito

A Favignana, le coste di roccia chiara, le cave di tufo, le calette trasparenti e il mare che cambia colore a ogni ora del giorno sembrano appartenere a un racconto antico e non stupisce che sia stata scelta da Christopher Nolan per alcune delle sequenze italiane di The Odyssey, in un progetto che ha puntato su paesaggi reali e attraversabili, più che su mondi costruiti soltanto in via digitale.

La maggiore delle Egadi spicca al largo della costa occidentale della Sicilia, dinanzi a Trapani, ed è da tempo legata all’immaginario dell’Odissea: secondo alcune interpretazioni, infatti, potrebbe corrispondere alla leggendaria isola delle capre citata nel poema omerico, il luogo in cui Ulisse e i suoi uomini avrebbero fatto sosta prima di proseguire il loro viaggio e affrontare nuove prove.

Inoltre, il suo antico nome greco, Aegusa, rimanderebbe proprio alle capre.

Cala Rossa, il mare cristallino delle coste selvagge

Cala Rossa, Favignana, Sicilia
IPA
La meraviglia di Cala Rossa

Tra i luoghi più rappresentativi di Favignana c’è Cala Rossa, uno degli scenari che meglio raccontano la forza visiva dell’isola, dove il mare assume sfumature abbaglianti, dal turchese al blu più intenso, mentre le pareti di tufo e le rocce chiare creano un paesaggio scolpito, luminoso e severo allo stesso tempo.

Cala Rossa ha il fascino di una costa selvaggia, di un approdo naturale, di uno spazio in cui il mare è protagonista. Non ha l’aspetto “addomesticato” delle spiagge più comode e lineari: è fatta di roccia, tagli, riflessi, discese verso l’acqua, prospettive che mutano passo dopo passo.

Proprio una simile natura aspra e cristallina la rende perfetta per evocare le rotte di Ulisse, i suoi sbarchi, l’incontro con un Mediterraneo bellissimo e imprevedibile. Arrivando da queste parti, troverete un paesaggio che sembra già cinema: il mare trasparente sotto le cave, il bianco della pietra, l’atmosfera di un’isola antica dove ogni angolo può diventare racconto.

Cala Azzurra, l’approdo più luminoso dell’isola

Se Cala Rossa conquista con la potenza rocciosa, a Cala Azzurra le acque turchesi e i fondali luminosi creano uno scenario ideale per immaginare i momenti di approdo durante il lungo viaggio di Odisseo. Non ha bisogno di grandi effetti per restare impressa: èsufficiente il contrasto tra l’acqua trasparente, la costa chiara e quella luce mediterranea che avvolge tutto.

Nel racconto turistico legato al film, Cala Azzurra diviene una delle tappe più evocative per seguire l’atmosfera dell’Odissea a Favignana. Non tanto perché il viaggiatore debba cercare una corrispondenza esatta tra ogni inquadratura e ogni metro di costa, quanto perché qui si percepisce bene l’anima dell’isola scelta da Nolan: un luogo luminoso ed essenziale dove il mare sembra indicare una direzione.

Cala del Bue Marino, il volto più avventuroso di Favignana

A Cala del Bue Marino il paesaggio si fa più drammatico, modellato da pareti di tufo, grotte marine, piattaforme rocciose e acque profonde.

Proprio per questo si inserisce alla perfezione nell’immaginario dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse non è mai un percorso lineare ma è contraddistinto da approdi incerti, prove, incontri, pericoli e meraviglie. Cala del Bue Marino, con le rocce scavate e l’atmosfera più aspra, restituisce una tale dimensione in modo naturale.

Le altre coste rocciose, tra faraglioni e baie nascoste

Calette a Favignana, Sicilia
IPA
Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Oltre alle cale più note, Favignana è impreziosita da un susseguirsi di tratti rocciosi, piccole baie, insenature meno accessibili e punti di costa che contribuiscono a costruire l’immaginario dell’isola. È proprio questa varietà a renderla così adatta a un film come The Odyssey: in pochi chilometri, il paesaggio cambia volto più volte, passando da acque placide e luminose a scogliere più severe, da punti panoramici aperti a calette raccolte che sembrano nascondere storie.

Le coste rocciose dell’isola permettono di ricreare un Mediterraneo arcaico, fatto di approdi e partenze, di luoghi raggiunti dal mare più che dalla terra, di confini naturali che sembrano separare il mondo conosciuto da quello dell’avventura. In questo senso, Favignana è una vera interprete del mito.

Basta osservare le cave di tufo, i faraglioni, le baie scavate nella pietra e le acque limpide per intuire perché l’isola possa diventare, nell’immaginazione, un territorio percorso da Ulisse e dai suoi uomini.

Il Castello di Santa Caterina, lo sguardo dall’alto

Castello di Santa Caterina a Favignana, Sicilia
IPA
Veduta del possente Castello di Santa Caterina

Uno dei luoghi più scenografici dell’isola è il Castello di Santa Caterina, che domina dall’alto il territorio e il mare tutt’intorno. La sua posizione lo rende un punto di osservazione straordinario, capace di offrire una visione ampia sull’isola, sul porto, sulle Egadi e sull’orizzonte.

Proprio il castello è tra i luoghi associati alle riprese di The Odyssey, e Matt Damon ha raccontato anche la fatica delle salite e delle giornate di lavoro in quota.

Nel viaggio sulle tracce del film, il Castello di Santa Caterina aggiunge una dimensione diversa rispetto alle cale: è il luogo dello sguardo da cui Favignana si contempla dall’alto, come una mappa di pietra e mare.

L’Ex Stabilimento Florio, la memoria e la macchina del cinema

Un altro luogo centrale nel racconto di Favignana è l’Ex Stabilimento Florio, l’antica tonnara che testimonia una parte fondamentale della storia dell’isola. Grande complesso di archeologia industriale, legato alla lavorazione del tonno e alla stagione dei Florio, è una delle tappe simbolo di Favignana, perché racconta il rapporto profondo tra la comunità, il mare e il lavoro.

Durante la produzione di The Odyssey, l’Ex Stabilimento Florio è stato indicato da varie fonti come base logistica del set, uno spazio operativo temporaneo per costumi, attrezzature, uffici e organizzazione delle riprese.

Il suo ruolo è interessante perché unisce due anime dell’isola: quella storica e quella cinematografica. Da un lato, l’ex tonnara conserva la memoria di Favignana, il suo passato produttivo, la sua identità marinara. Dall’altro, con l’arrivo della troupe di Nolan, è diventata parte della grande macchina del cinema internazionale, a dimostrazione di come un luogo possa continuare a cambiare funzione senza perdere la propria forza simbolica.

Spiagge da film, sulle tracce di Odissea di Christopher Nolan tra i meravigliosi set sul mare

17 juillet 2026 à 11:30

L’uscita di Odissea di Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.

In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.

Cala Rotonda, Favignana

L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.

Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.

A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.

Le coste delle Isole Eolie

Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.

Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).

Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.

Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.

Le spiagge nel film Odissea di Nolan
iStock
Vista aerea della spiaggia di Voidokilia

Almyros Beach, Creta

Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.

La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.

La Duna Bianca di Dakhla, Marocco

Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.

La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.

Il mare che non ti aspetti: tre mete lontane dalla folla da raggiungere con la promo easyJet

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 14:00

Il mare più bello non è sempre quello di cui parlano tutti. Il Mediterraneo, e non solo, nasconde ancora angoli capaci di sorprendere chi li scopre per la prima volta: coste meno battute, colori che non ti aspetti, atmosfere lontane dal turismo di massa. Non serve andare troppo lontano per trovarli e con la nuova promo easyJet costano anche meno.

Fino al 15% di sconto su rotte selezionate da e per l’Italia, per viaggiare tra il 1 agosto e il 31 ottobre 2026: l’offerta è valida fino al 16 luglio 2026 alle 9:00. Ecco tre mete di mare che vale la pena scoprire prima che diventino la prossima meta di tendenza.

Da Milano Linate alla Corsica

La Corsica è la prova che il Mediterraneo sa ancora sorprendere. L’isola alterna montagne che superano i duemila metri a coste che si estendono per oltre mille chilometri, tra baie di sabbia fine, calette di ciottoli e acque trasparenti perfette per nuotare, remare in kayak o semplicemente lasciarsi cullare dalla barca. Nel golfo di Porto, le scogliere rosse delle Calanche de Piana si specchiano nel mare accanto alla riserva di Scandola, un angolo di natura protetto dall’UNESCO che lascia senza fiato.

A sud, spiagge come Palombaggia e Santa Giulia regalano un mare turchese che ricorda i Caraibi più che l’Europa, mentre a nord, tratti come Saleccia e Ostriconi restano accessibili solo a piedi o in fuoristrada, custodendo un’autenticità sempre più rara.

Da Napoli a Preveza

Preveza, invece, è una meta in Grecia che offre un compromesso raro: mare cristallino e storia autentica, in un contesto ancora lontano dal turismo di massa. La città si affaccia su due bacini d’acqua diversi, il Mar Ionio da un lato e il Golfo di Amvrakikos dall’altro, ed è circondata da una costa frastagliata di 60 chilometri che alterna baie riparate, spiagge dorate e scogliere a picco.

Tra queste spicca Monolithi, che con i suoi 22 chilometri di sabbia fine detiene il record della spiaggia più lunga dei Balcani, mentre le acque turchesi di Alonaki Fanariou ricordano i Caraibi. Il centro storico, di impronta veneziana, si esplora senza fretta tra la Torre dell’Orologio e le chiese ottocentesche, mentre nei dintorni si trovano le rovine romane di Nicopoli e il fiume Acheronte, che nella mitologia greca segna il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Da Napoli a Hurghada

A Hurghada, il deserto egiziano incontra le acque calde e cristalline del Mar Rosso. La città, perfetta per un viaggio di fine estate, si estende per circa 40 chilometri lungo la costa, tra spiagge di sabbia bianca con acque che permettono di ammirare da vicino i coloratissimi fondali, nuotando tra pesci e coralli tropicali.

Al largo, l’arcipelago di Giftun custodisce isole come Mahmya e Abu Minqar, raggiungibili solo in barca e apprezzate per le acque incontaminate. Chi preferisce restare a terra può esplorare invece il deserto in quad, oppure passeggiare la sera lungo la Hurghada Marina.

Ecco le mete da crociera che fanno sognare gli italiani adesso: c’è una sorpresa in classifica

Par : elenausai10
14 juillet 2026 à 07:30

La crociera continua a esercitare un fascino fortissimo sugli italiani, ma il modo in cui la immaginiamo sta cambiando volto. Una recente indagine di AstraRicerche realizzata per MSC Crociere, diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo dell’8 luglio, racconta un popolo di sognatori più che di navigatori: quasi 7 italiani su 10 (69,8%) desiderano vivere l’esperienza di una crociera, ma solo il 18,3% l’ha effettivamente già provata.

E se la meta del cuore tra quelli che scelgono questa modalità di viaggiare resta il Mediterraneo, a sorprendere è il resto della classifica: due destinazioni più lontane stanno guadagnando terreno, complici soprattutto i viaggiatori più giovani.

Caraibi e Nord Europa tra le mete più sognate

Il dato più interessante della ricerca è la crescita di due mete che fino a poco tempo fa venivano considerate di nicchia rispetto al bacino del Mediterraneo: i Caraibi, scelti dal 36% degli intervistati, e il Nord Europa che, seppur fermandosi al 32,3%, risulta in continua crescita.

A spingere questi numeri verso l’alto è soprattutto la fascia d’età più giovane. Tra i 18 e i 29 anni, infatti, l’interesse si sposta con decisione verso itinerari a lungo raggio, con i Caraibi in prima fila. Superata la soglia dei 30 anni, invece, la tendenza si inverte e tornano a prevalere le rotte più vicine e conosciute, con il Mediterraneo che tocca il suo picco di popolarità proprio tra i 40 e i 49 anni.

Si delinea, quindi, una vera e propria frattura generazionale nel modo di intendere la crociera: per le nuove generazioni sembra diventare anche un’occasione per esplorare mondi lontani e meno battuti, mantenendo però un elemento di comodità e continuità che la nave, a differenza di altre formule di viaggio, riesce comunque a garantire.

Il Mediterraneo e la voglia di relax ed esperienze

Nonostante l’avanzata di Caraibi e Nord Europa, il Mediterraneo mantiene saldamente il primo posto nel cuore degli italiani, scelto dal 46% degli intervistati come destinazione ideale per una crociera. Familiarità, vicinanza e un patrimonio culturale e paesaggistico difficile da eguagliare continuano a renderlo il punto di riferimento assoluto, soprattutto per chi ha superato i 40 anni.

Ma la ricerca suggerisce anche che la scelta della meta, da sola, non basta più a spiegare l’attrattiva della crociera. Interrogati sulle parole che associano a questo tipo di vacanza, gli intervistati mettono al primo posto il relax (63,3%), seguito da divertimento (42%) e scoperta (34,5%). Sono proprio questi elementi trasversali, più che una specifica rotta geografica, a spingere sempre più persone a considerare la nave come alternativa ad altre formule di viaggio: il 39,5% del campione la giudica infatti più rilassante rispetto a hotel o villaggi, mentre per un italiano su quattro (25,2%) rappresenta un’esperienza di livello superiore.

Il quadro che emerge, insomma, è quello di una vacanza che non si sceglie più soltanto guardando una cartina geografica, ma valutando quanto un’esperienza sappia conciliare comodità, novità e assenza di pensieri. Il Mediterraneo resta la base sicura su cui tanti italiani continuano a fare affidamento, ma i nuovi orizzonti, con i Caraibi in testa, raccontano una voglia di allargare lo sguardo che, generazione dopo generazione, sembra destinata a crescere ancora.

Il film su Ulisse accende il set-jetting: il Mediterraneo da scoprire

12 juillet 2026 à 15:00

Il cinema e le serie TV influenzano sempre più il modo in cui le persone scelgono la propria destinazione di viaggio. Negli ultimi anni il cosiddetto set-jetting, ovvero la tendenza a visitare i luoghi che fanno da sfondo a film e produzioni televisive, si è infatti affermato come uno dei principali trend del turismo.

Gli spettatori, dopo aver visto un film o una serie, desiderano vivere in prima persona quelle atmosfere, ripercorrere gli stessi itinerari e visitare i luoghi che hanno contribuito a rendere memorabili determinate scene. Con l’arrivo nelle sale del nuovo kolossal dedicato a Ulisse, l’attenzione si sta concentrando sulle mete del Mediterraneo che fanno da cornice al mito dell’eroe omerico.

Il viaggio via mare diventa parte dell’esperienza

Se desiderate seguire le tracce del celebre eroe del Mediterraneo, Ferryscanner ha individuato una serie di itinerari che consentono di raggiungere via mare alcune delle località più rappresentative legate al mito o utilizzate come ambientazione del nuovo film.

L’idea proposta dalla piattaforma è quella di trasformare il trasferimento in traghetto in una parte integrante dell’esperienza di viaggio: attraversare il Mediterraneo significa infatti immergersi negli stessi scenari che, da secoli, alimentano racconti, leggende e immaginario collettivo.

La Sicilia sulle tracce di Ulisse

Favignana, Sicilia
iStock
Lo spettacolo dell’isola di Favignana

Tra le tappe che meglio rappresentano il legame tra il mito di Ulisse e il Mediterraneo spicca la Sicilia: a Favignana ad Aci Trezza, passando per le Isole Eolie, l’isola vanta alcuni dei luoghi che, secondo la tradizione e svariate interpretazioni, vengono associati al leggendario viaggio dell’eroe narrato nell’Odissea.

Scogliere modellate dal mare, isole vulcaniche, piccoli borghi marinari e approdi ricchi di fascino modellano un itinerario che unisce paesaggi spettacolari, storia e tradizioni millenarie: è un percorso che permette di vivere le suggestioni del mito, esplorando territori che alimentano racconti e interpretazioni legate alle avventure di Ulisse.

Favignana, nel cuore delle Isole Egadi, è collegata ai porti di Trapani, Marsala, Levanzo e Marettimo, con traversate comprese tra i 10 e i 45 minuti. Per visitare le Isole Eolie, sono disponibili collegamenti da Messina e Milazzo verso Stromboli e Salina, con tempi di percorrenza che variano da 1 ora e 42 minuti fino a circa 2 ore e 30 minuti.

Grecia, tra Itaca, Cefalonia, Zante e il Peloponneso

Se esiste un luogo che richiama all’istante il viaggio di Ulisse, è senza dubbio la Grecia: tra le isole dello Ionio e le coste del Peloponneso si sviluppa un itinerario che combina il fascino della tradizione con alcuni dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo.

Itaca, considerata la patria dell’eroe, è il punto di riferimento simbolico del percorso. Accanto ad essa spiccano Cefalonia, Zante e la regione della Messinia, territori nei quali storia, mare e natura si fondono disegnando un viaggio ricco di richiami all’immaginario omerico.

Per esplorare tali destinazioni, Ferryscanner propone vari collegamenti in partenza dal porto di Kyllini da cui è possibile raggiungere Cefalonia in circa un’ora e trenta minuti oppure Zante in circa un’ora e quindici minuti. Una volta arrivati sulle isole, il viaggio può proseguire verso la Messinia per completare un itinerario che tocca alcune delle località più evocative associate al racconto di Ulisse.

Il Marocco completa l’itinerario mediterraneo

Pur non rientrando tra i luoghi tradizionalmente associati al mito di Ulisse, il Marocco è l’ultima tappa proposta da Ferryscanner per vivere le atmosfere epiche evocate dal nuovo kolossal.

Il Paese offre infatti scenari caratterizzati da un fascino senza tempo, dove città storiche, kasbah e paesaggi desertici creano ambientazioni che richiamano i grandi racconti di viaggio. Tra le mete più significative ecco Aït Benhaddou, l’antico ksar riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, celebre per il suo straordinario valore storico e architettonico.

Più a ovest, Marrakech conquista con i souk, i palazzi storici, i riad e le piazze animate, per conoscere la cultura marocchina grazie a colori, profumi e tradizioni artigianali.

Minareto della Moschea Koutoubia, Marrakech, Marocco
iStock
L’iconico minareto della Moschea Koutoubia a Marrakech

Dove andare ad agosto nel Mediterraneo, le mete da sogno baciate dal sole

Par : losiangelica
6 juillet 2026 à 15:00

Se ancora non avete prenotato le ferie estive è il momento di rimediare: se state cercando dove andare ad agosto nel Mediterraneo per godervi mare, spiagge e sole, ecco alcune meraviglie che abbiamo selezionato apposta per voi e che sono meno battute dai turisti. Preparate valigia e crema solare, ecco le nostre mete preferite.

Karpathos, Grecia

Karpathos è una chicca segreta della Grecia tra Creta e Rodi. Pur trovandosi tra loro due, non gli somiglia e spicca per un carattere suo decisamente più selvaggio. Tra i punti di interesse c’è il villaggio di Olympos che domina la montagna da un crinale e conserva costumi tradizionali e un dialetto studiato da linguisti europei.

Perché andare a Karpathos
iStock
Spiaggia di Kyra Panagia, isola di Karpathos

Le spiagge, però, restano la vera sorpresa. Kyra Panagia ha una chiesetta bianca proprio sulla sabbia, Apella è incastonata tra le rocce e si raggiunge scendendo una scaletta piuttosto ripida, Achata è piccola e anche nel periodo di Ferragosto non è affollatissima. Se amate il vento forte, Karpathos è tra i paradisi europei del windsurf e del kitesurf, soprattutto nella zona di Afiartis dove le raffiche non mancano mai. Sceglietela se cercate una Grecia meno patinata, quella che non finisce sulle cartoline, ma che poi non riuscite più a dimenticare.

Kythira, Grecia

Kythira è un’isola particolare, sospesa tra il Peloponneso e Creta, troppo defilata per essere presa d’assalto e questo, ad agosto, è già una piccola benedizione. Con un mood un po’ più malinconico, porta dritti alla scoperta di villaggi bianchi con torri veneziane e cascate suggestive come quella di Neraida. La spiaggia di Kaladi, con i suoi scogli a picco e l’acqua turchese, è uno di quei posti che sembrano ritoccati con un filtro e invece sono reali, tali e quali. Fatevi anche un giro a Chora, il capoluogo, con il castello che guarda l’Egeo e le stradine bianche che la sera profumano di gelsomino. Cerigo (questo il nome in italiano) va scelta da chi vuole un agosto lento, senza vita notturna sfrenata, con tramonti che da soli valgono il viaggio.

Lastovo, Croazia

Lastovo è tra le isole meno battute della Dalmazia e proprio per questo resta uno dei segreti meglio custoditi del Mediterraneo. Fa parte di un parco naturale che protegge quarantaquattro isolotti minori, un arcipelago in miniatura tutto da esplorare in barca o in kayak, remo dopo remo. Il paese di Lastovo, con le case che si arrampicano sulla collina e i comignoli a forma di corona, è tra i borghi più fotogenici di tutta la Croazia. Le calette come Skrivena Luka meritano una giornata intera senza fretta. Sceglietela se volete unire mare cristallino e silenzio vero, quello che in Croazia ormai si trova solo qui.

Vis, Croazia

Vis è diventata famosa per un motivo preciso: qui hanno girato Mamma Mia! Ci Risiamo, e da allora l’isola si è ritagliata un posto tutto suo tra le mete cult dell’Adriatico. Ma Vis non è solo location cinematografica, è anche la Grotta Blu di Biševo, dove la luce che filtra dall’acqua colora tutto di un azzurro quasi innaturale. La spiaggia di Stiniva, chiusa tra due pareti di roccia e raggiungibile solo via mare o con un sentiero ripido, è considerata tra le più belle d’Europa, e a ragione. Il paese di Komiža, con il porto pieno di barche da pesca, resta genuino nonostante la fama crescente degli ultimi anni. Andateci se cercate un mare da film senza rinunciare all’anima di un’isola vera.

Vis, in Dalmazia
iStock
Il porto di Luka a Vis

Isola del Giglio, Italia

Per chi vuole restare in Italia c’è una chicca: il Giglio, a largo delle coste toscane, è un’ottima alternativa all’Elba. Con spiagge di sabbia chiara e mare trasparente, è una vera cartolina. Vale però la pena esplorare anche Giglio Castello, il borgo medievale in cima al monte, con vicoli stretti e una vista che nelle giornate limpide arriva fino alla costa toscana. Per chi ama camminare ci sono sentieri che costeggiano l’isola intera, tra macchia mediterranea e scorci sul mare che tolgono il fiato. Sceglietelo se volete l’Italia più autentica, quella che ad agosto profuma ancora di pino marittimo e non solo di crema solare.

Isola del Giglio e il suo porto
iStock
Il porticciolo colorato del Giglio

Pantelleria, Italia

Pantelleria è una meraviglia italiana che sta ottenendo sempre più interesse da parte dei viaggiatori. Non ha spiagge di sabbia bianca, ha qualcosa di più raro, rocce vulcaniche nere, il Lago di Venere con le sue acque termali naturali, i dammusi che punteggiano il paesaggio come piccole fortezze bianche. Cala Levante e l’arco dell’elefante, formazione di roccia lavica scolpita dal mare nei millenni, restano tra le immagini simbolo dell’isola. Qui si viene anche per mangiare bene: il cappero di Pantelleria è famoso in tutto il mondo e il passito, dolce e denso, chiude ogni cena in bellezza. Sceglietela se cercate un’isola con carattere forte, selvaggia, mai banale.

Tabarka, Tunisia

Tabarka è una pittoresca città costiera della Tunisia, famosa per il suo mare cristallino e i caratteristici faraglioni. Da visitare il forte genovese di Tabarka, che offre una splendida vista sulla costa. Chiaramente meritano attenzione il porto e le spiagge oltre al legame con la musica; pochi sanno che proprio qui si svolge uno dei festival più importanti di jazz. Da qui si può organizzare una gita in giornata per La Galite, un piccolo arcipelago al largo della costa tunisina, quasi disabitato e protetto come riserva naturale. Ci si arriva solo tramite transfer con charter e imbarcazioni autorizzate e non esistono vere strutture turistiche… proprio questo la rende perfetta per chi cerca privacy e relax.

Bonifacio – Corsica, Francia

A chiudere la selezione ci pensa la Corsica, l’isola francese a due passi dall’Italia e facile da raggiungere grazie ai tantissimi collegamenti in traghetto. Bonifacio, arroccata sulle scogliere bianche a picco sul mare, va vista almeno una volta al tramonto, quando le case sembrano sospese nel vuoto. Se avete tempo, spingetevi anche verso l’interno, tra le calanche di Piana e i villaggi di montagna dove il tempo scorre a un ritmo tutto diverso. Sceglietela se ad agosto volete un po’ di tutto insieme: mare, natura, buona cucina e un’atmosfera metà francese e metà mediterranea.

Barche turistiche a Girolata in Corsica
iStock
La splendida baia di Girolata in Corsica

Isola di Santa Maria, fiume Shala e piscine naturali: i luoghi che hanno fatto sognare questo mese

30 juin 2026 à 16:30

Giugno è il mese che dà il benvenuto all’estate, quando le giornate si allungano, le temperature invitano a partire e la voglia di scoprire nuovi luoghi cresce insieme ai primi programmi per le vacanze. dai paradisi italiani nascosti, passando per piscine naturali dove fare il bagno in Italia, luoghi culturali sorprendenti e classifiche che fanno sognare una nuova vita all’estero, ma anche notizie che hanno emozionato i nostri lettori, ecco i luoghi che più avete amato nel corso del mese.

Crociere last minute no stress, offerte tra Mediterraneo e Nord Europa

21 juin 2026 à 09:00

C’è chi organizza le vacanze con largo anticipo e chi preferisce decidere all’ultimo momento, magari cogliendo l’occasione giusta quando si presenta, una tendenza che caratterizza il turismo anche nell’estate 2026, complice la crescente attenzione al budget e il desiderio di scegliere soluzioni pratiche, semplici da gestire e prive di stress. In questo scenario si inserisce Best Now, la promozione lanciata da MSC Crociere e dedicata a chi desidera concedersi una vacanza in mare approfittando delle offerte last minute disponibili per la stagione estiva.

L’iniziativa nasce per rispondere alle esigenze di chi vuole partire in tempi brevi senza rinunciare alla qualità dei servizi e alla comodità di una vacanza completamente organizzata. Grazie a una selezione di itinerari tra Mediterraneo e Nord Europa, i viaggiatori possono infatti programmare la propria partenza contando su un’offerta pensata per garantire semplicità e convenienza.

Il borgo delle scogliere su un mare turchese e falesie che sfidano il Mediterraneo: benvenuti a Bonifacio

20 juin 2026 à 16:30

Lo si scorge già da lontano, all’estremità meridionale della Corsica, quando una lunga muraglia di calcare bianco emerge sopra il blu intenso del mare. Da quella distanza sembra quasi finto, ma avvicinandosi ci si accorge che le pareti verticali sostengono davvero un borgo intero. Quello è Bonifacio, in una posizione geografica straordinaria: sta sopra un promontorio alto circa 70 metri che domina le Bocche di Bonifacio, il tratto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna.

Nel punto più stretto le due isole distano appena 11 chilometri, una vicinanza che per secoli ha trasformato questo angolo di Mediterraneo in un passaggio strategico per commerci, flotte militari e naviganti. Spesso soprannominata la “Gibilterra corsa” per la sua imponenza e il ruolo difensivo svolto nel corso del tempo, Bonifacio custodisce una storia molto più antica della sua celebre cittadella medievale.

Le testimonianze archeologiche raccontano una presenza umana risalente a migliaia di anni fa, mentre il nucleo urbano attuale venne fondato nel IX secolo dal marchese Bonifacio di Toscana, dal quale la città prende il nome. Passeggiare tra i suoi vicoli, quindi, equivale ad attraversare quasi mille anni di storia, mentre affacciarsi dalle terrazze panoramiche vuol dire osservare uno dei paesaggi costieri più spettacolari d’Europa.

Cosa vedere a Bonifacio

Gran parte del fascino di questo pittoresco angolo di Corsica nasce dall’insieme di scorci, leggende e dettagli che narrano il carattere tenace di una comunità abituata a vivere tra assedi, venti impetuosi e un territorio tanto magnifico quanto severo.

La Cittadella e la Porta di Genova

Cuore storico della città, la Cittadella occupa la parte più elevata del promontorio calcareo. Fino alla metà del XIX secolo l’accesso principale avveniva attraverso la Porta di Genova, protetta da un ponte levatoio e concepita per controllare chiunque tentasse di entrare.

All’interno, strade strette e case addossate l’una all’altra formano un intricato tessuto urbano di origine medievale. Archi in pietra, passaggi coperti e facciate consumate dalla salsedine ricordano l’antica funzione difensiva dell’insediamento.

Bastion de l’Étendard

Il Bastion de l’Étendard è il simbolo assoluto di Bonifacio e domina il porto dall’alto delle fortificazioni. Edificato dai Genovesi nel XIII secolo, venne gravemente danneggiato durante gli scontri del XVI secolo e successivamente ricostruito.

Le sale interne, in parte scavate nella roccia, raccontano oltre 1000 anni di vicende militari. Dalle terrazze superiori si apre uno dei panorami più impressionanti dell’intera isola, con vista sul fiordo, sulle Bocche di Bonifacio e sulle scogliere circostanti. Accanto al bastione si trova il Jardin des Paysages, una terrazza naturale sporta sul mare che permette di cogliere l’eccezionale posizione geografica della città.

La Scala del Re d’Aragona

Sono ben 189 gradini irregolari che scendono lungo la falesia fino quasi al livello del mare. Secondo la tradizione vennero realizzati in una sola notte dai soldati di Alfonso V d’Aragona durante l’assedio del 1420. La ricostruzione storica appare meno romantica e attribuisce l’opera ai frati francescani, interessati a raggiungere una sorgente d’acqua dolce.

Qualunque sia la verità, l’effetto visivo resta straordinario: dall’alto la scala sembra una ferita aperta nella roccia bianca.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Tra gli edifici religiosi della città, la Chiesa di Santa Maria Maggiore è la più antica. Le sue origini risalgono al XII secolo e testimoniano l’influenza pisana precedente al dominio genovese.

Particolarmente caratteristica risulta la loggia esterna, utilizzata in passato per assemblee pubbliche e incontri tra i notabili locali.

Il Cammino di Ronda

Lungo le antiche fortificazioni corre un percorso che permette di osservare da vicino bastioni, mura e sistemi difensivi sviluppati tra XIII e XIV secolo.

Da qui si comprende perfettamente l’importanza strategica di Bonifacio: le vedute sul porto naturale, sulle falesie e sul mare aperto restituiscono la percezione della forza militare che rese questa città una delle piazzeforti più ambite del Mediterraneo occidentale.

I Mulini a vento

Sull’altopiano calcareo emergono ancora le sagome degli ultimi mulini superstiti. Oggi appaiono in rovina, ma ricordano un’epoca durante la quale la produzione cerealicola risultava fondamentale per la sopravvivenza della comunità.

Il Cimitero Marino

Candide cappelle funerarie affacciate sul mare formano uno dei luoghi più suggestivi della Corsica. Tra piccole costruzioni bianche e scorci aperti sulle Bocche di Bonifacio si respira una quiete particolare.

Il porto e la Marina

Nella parte bassa si sviluppa il porto naturale, un lungo fiordo che penetra profondamente nella costa. Facciate color pastello, barche a vela, yacht e ristoranti animano la banchina. Alzando gli occhi verso la città alta si coglie una prospettiva sorprendente, con le case medievali che sembrano sorgere direttamente dalla parete calcarea.

Cosa fare a Bonifacio

Fuori dalle mura storiche, il borgo rivela una dimensione ancora più spettacolare. Mare, sentieri e isole trasformano il territorio circostante in un enorme scenario naturale.

  • Partecipare a un’escursione in barca per osservare le falesie dal mare: prospettiva che consente di apprezzare pienamente la verticalità della città.
  • Raggiungere la Grotta di Sdragonato: celebre per l’apertura nella volta rocciosa che ricorda la forma della Corsica.
  • Visitare l’arcipelago delle Lavezzi: all’interno della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, santuario marino caratterizzato da acque trasparenti e grandi massi granitici modellati dagli elementi.
  • Seguire il sentiero verso Capo Pertusato: tra macchia mediterranea, scogliere e panorami che si estendono fino alla Sardegna.
  • Scoprire il Faro della Madonetta: punto di riferimento storico per la navigazione nello stretto.
  • Fare snorkeling o immersioni alla Tonnara: area particolarmente apprezzata per la limpidezza dei fondali.
  • Rilassarsi sulla Spiaggia di Rondinara: celebre per la forma a conchiglia e per le tonalità turchesi dell’acqua.
  • Raggiungere lo Sperone: tratto costiero considerato tra i più spettacolari della Corsica grazie alla sabbia chiarissima e alle vedute sulle isole vicine.
  • Osservare il tramonto dalle falesie: quando la pietra calcarea assume sfumature dorate e il profilo della città si staglia contro il cielo.
Spiaggia di Rondinara, Corsica
iStock
La straordinaria Spiaggia di Rondinara

Dove si trova e come arrivare

Bonifacio sorge nell’estremità meridionale della Corsica ed è il centro abitato più a sud della Francia. Dall’Italia il collegamento più rapido parte da Santa Teresa Gallura, nel nord della Sardegna, con una traversata marittima di circa 50 minuti.

Chi arriva dalla penisola può sbarcare a Bastia tramite i collegamenti marittimi provenienti da Genova, Livorno e altri porti del Tirreno. Da Bastia occorrono circa 180 chilometri per raggiungere Bonifacio attraversando gran parte dell’isola.

Strade panoramiche attraversano paesaggi molto diversi tra loro, dalle coste orientali alle aree interne ricoperte di macchia mediterranea. Proprio questo viaggio contribuisce a rendere speciale l’arrivo. Poi, all’improvviso, compare la città delle scogliere: bianca, poderosa e luminosa.

C’è un grande occhio blu scolpito dal mare, e si trova tra scogliere affascinanti: il Blue Hole di Gozo

19 juin 2026 à 16:00

Sulla costa occidentale di Gozo, l’isola più tranquilla dell’arcipelago maltese, c’è una porzione di litorale che sembra quasi finta (e no, non stiamo scherzando). Da queste parti, infatti, il mare incontra una piattaforma di calcare modellata da vento e onde e dà vita a uno degli scenari naturali più celebri del Mediterraneo. Parliamo del Blue Hole (spesso chiamato anche Blue Cave) ed è una delle attrazioni simbolo di Dwejra, tanto da figurare stabilmente tra i siti subacquei più apprezzati d’Europa.

Ma perché è così emozionante? La risposta vi lascerà senza fiato: al centro della scogliera si apre una cavità dalle forme quasi perfette, una sorta di pozzo naturale colmo d’acqua marina dalle tonalità intense che oscillano tra turchese, cobalto e blu profondo. Attorno, rocce chiare battute dagli spruzzi e grandi blocchi calcarei creano un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta.

A pochi passi sorgeva la celebre Azure Window, la Finestra Azzurra, l’arco naturale crollato durante una violenta mareggiata nel marzo del 2017. Quel collasso ha modificato profondamente il paesaggio costiero, aggiungendo enormi formazioni rocciose ai fondali circostanti e contribuendo a rendere ancora più affascinante l’area osservata da subacquei e apneisti.

Origine e formazione del Blue Hole

La storia del Blue Hole inizia molto prima della presenza umana nell’arcipelago maltese. L’intera area di Dwejra è caratterizzata da spesse stratificazioni di calcare corallino, una roccia sedimentaria formatasi milioni di anni fa in antichi ambienti marini. Per secoli vento, salsedine e moto ondoso hanno agito sulla costa occidentale di Gozo con una costanza impressionante. L’erosione ha progressivamente scavato fessure, cavità e depressioni nella roccia fino a creare quella che oggi appare come una grande apertura cilindrica collegata al mare.

La struttura presenta dimensioni relativamente contenute in superficie: circa 10 metri di larghezza e 5 metri di ampiezza nel punto più stretto, mentre la profondità interna raggiunge più o meno 15 metri prima del collegamento diretto con il mare aperto. La parte superiore si trova leggermente al di sopra del livello del mare, caratteristica che accentua la sensazione di trovarsi davanti a una piscina naturale racchiusa dalla pietra.

L’elemento più spettacolare si trova però sotto il livello dell’acqua. Ad approssimativamente 6 metri di profondità, infatti, prende forma un grande arco naturale che collega la cavità all’ambiente marino esterno. Questa apertura si allunga fino a circa 15 metri e costituisce il passaggio che ha reso celebre il sito tra gli appassionati di esplorazione subacquea.

La geologia di Dwejra racconta un territorio in continua trasformazione. Il crollo della Finestra Azzurra ha aggiunto un nuovo capitolo a questa evoluzione naturale, poiché i giganteschi blocchi precipitati sul fondale hanno generato un paesaggio sommerso ancora più articolato, composto da massi monumentali, passaggi tra le rocce e pareti che ospitano numerose specie marine. Un piccolo consiglio: osservando il Blue Hole dalla scogliera si coglie perfettamente la forza degli agenti naturali che hanno modellato Gozo.

Visitare il Blue Hole: cosa vedere tra scogliere, fondali e paesaggi straordinari

Dal parcheggio di Dwejra parte un percorso scavato nella roccia calcarea che conduce verso la costa. Il terreno risulta irregolare e richiede attenzione, ma il panorama ripaga ampiamente lo sforzo. Man mano che ci si avvicina alla scogliera, il contrasto tra la pietra color miele e il blu intenso del mare diventa sempre più marcato. Poi appare la cavità, che dall’alto assomiglia a un grande occhio affacciato sull’orizzonte.

Chi visita il sito da semplice osservatore può trascorrere molto tempo lungo le rocce circostanti. La trasparenza dell’acqua permette infatti di distinguere facilmente le diverse sfumature cromatiche create dalla profondità e dalla particolare conformazione del fondale. Gran parte della notorietà del Blue Hole, però, deriva però dall’ambiente sottomarino. Per questo motivo viene spesso descritto come un vero parco giochi naturale per i subacquei.

Blue Hole, Gozo
iStock
Fare un bagno del Blue Hole

Le profondità massime raggiungono circa 60 metri, mentre numerose specie marine risultano visibili già attorno ai 10 metri. Tra gli abitanti più frequenti figurano murene, aragoste, cernie di grandi dimensioni, stelle marine, ricci e numerosi pesci tipici del Mediterraneo. Tra le pareti trovano spazio spugne, piccoli organismi marini e colorati vermi tubicoli che rivestono parte dell’arco naturale.

Una delle sezioni più note prende il nome di Chimney. Si tratta di una stretta fenditura verticale nella roccia che conduce verso l’area chiamata Coral Gardens. Qui il fondale cambia continuamente aspetto attraverso piccoli canyon, gradoni rocciosi e piattaforme sommerse. Merita attenzione anche la grande grotta situata sul fondo della cavità principale.

La sua apertura si trova esattamente davanti all’arco naturale e offre prospettive particolarmente suggestive verso la luce proveniente dall’esterno. Molti appassionati la considerano uno dei punti più scenografici dell’intero complesso. A poca distanza sorgono altre attrazioni naturali di Dwejra. Ne è un esempio Fungus Rock, masso di pietra che emerge dall’acqua con il suo caratteristico profilo isolato, mentre l’Inland Sea rappresenta una laguna collegata al mare aperto tramite un lungo tunnel naturale scavato nella scogliera.

L’intera zona restituisce una sensazione di grandezza e potenza naturale: onde che si infrangono contro il calcare, vento proveniente dal largo e vastità dell’orizzonte contribuiscono a dar vita a un’atmosfera difficile da dimenticare.

Dove si trova e come arrivare

Il Blue Hole si trova presso Dwejra, nella parte occidentale di Gozo, un piccolo villaggio rurale (tra i meno popolati dell’isola) che conserva ancora un carattere tradizionale legato all’agricoltura e alla vita locale. Gozo dista pochi chilometri da Malta ed è raggiungibile tramite i collegamenti marittimi che attraversano il canale tra le due isole. Una volta arrivati a Gozo, la destinazione si raggiunge facilmente in automobile, taxi o autobus seguendo le indicazioni per Dwejra.

L’area dispone di un parcheggio situato vicino ai principali punti d’interesse della costa. Da qui si prosegue verso il litorale lungo un percorso roccioso che conduce al Blue Hole, all’Inland Sea e alla zona occupata in passato dalla Finestra Azzurra.

Arrivare al Blue Hole significa raggiungere uno degli angoli più spettacolari dell’arcipelago maltese. Tra geologia, storia naturale e panorami marini, questa cavità è testimone del lento lavoro degli elementi, della trasformazione continua della costa e del legame profondo che unisce Gozo al limpido mare che la circonda.

❌
❌