Tra il soffio del vento e l’acqua sacra della Gola di Kourtaliotiko: il canyon sonoro che spacca in due Creta
Tra le montagne dell’entroterra cretese c’è una profonda spaccatura nella roccia che interrompe improvvisamente il paesaggio. Da queste parti, infatti, si innalzano pareti calcaree altissime che lasciano appena intravedere il corso di un fiume, mentre il vento attraversa le fenditure producendo strani rumori (c’è chi è pronto a giurare che siano simili a battiti di mani). In fondo al canyon l’acqua sgorga dalla pietra e precipita in piscine naturali dalle sfumature turchesi, rendendo il tutto quasi fiabesco: è la Gola di Kourtaliotiko, uno degli ambienti naturali più spettacolari di Creta.
Situata nella parte meridionale della regione di Rethymno, attraversa un territorio montuoso ancora profondamente legato all’identità dell’isola. Per circa 3 chilometri, enormi bastioni rocciosi accompagnano il fiume Kourtaliotis verso sud, fino alla zona di Preveli e al Mar Libico.
Chiamata anche Gola di Asomatos, regala un’atmosfera ancor più particolare grazie alla presenza di una minuscola chiesa dedicata a San Nicola, protagonista di una leggenda tramandata dagli abitanti della zona.
Origine, formazione e leggende della Gola di Kourtaliotiko
Questo spettacolo della natura greco non è certo nato da un giorno all’altro e, anzi, è il frutto di una lunghissima evoluzione geologica. Il canyon si sviluppa tra i rilievi del Kouroupa e dello Xiron Oros, nel settore meridionale di Creta, attraverso imponenti masse di roccia calcarea plasmate dall’acqua e dai movimenti della crosta terrestre.
Nel corso del tempo, l’azione erosiva del fiume ha approfondito le fratture preesistenti, contribuendo alla creazione di uno stretto passaggio naturale. Le pareti raggiungono altezze considerevoli e presentano superfici irregolari, cavità e strati rocciosi ben distinguibili.
Osservandolo dall’alto, il fondovalle appare quasi schiacciato tra due gigantesche muraglie di pietra, una visione che per alcuni aspetti ha anche del surreale. Le rocce assumono tonalità grigie, ocra e rossastre, mentre la vegetazione si concentra nelle fessure e nei punti raggiunti dall’umidità.
Un elemento essenziale di questo ambiente è rappresentato dalle sorgenti di San Nicola, alimentate dalle acque sotterranee che attraversano le formazioni geologiche della zona. Grazie a questi apporti, il sistema fluviale conserva acqua anche durante i mesi estivi, una caratteristica particolarmente preziosa nel clima mediterraneo dell’isola.
Oltre alla geologia però, c’è anche la parte più curiosa: il nome Kourtaliotiko è strettamente legato a un fenomeno acustico che ha alimentato racconti popolari per generazioni. La parola greca kourtala richiama infatti il rumore delle mani battute tra loro. Stando alla tradizione, quando il vento attraversa le aperture (che in alcuni punti sono davvero strettissime) produce suoni secchi e ripetuti, talvolta simili ad applausi.
Ancora più affascinante è la leggenda delle cinque sorgenti di San Nicola, legate alla piccola (ma particolarmente graziosa) chiesa costruita ai piedi della parete occidentale. Il racconto narra che il santo colpì la roccia con le cinque dita della mano, da cui sgorgò miracolosamente l’acqua, dando origine alle sorgenti che ancora oggi alimentano le cascate.
Visitare la Gola di Kourtaliotiko
La prima emozione che regala questa gola della Grecia si avverte già dalla strada panoramica da cui è attraversata. L’asfalto, infatti, segue le curve della montagna, mentre tutt’intorno si alzano enormi pareti rocciose. Per raggiungere le attrazioni principali occorre però scendere lungo il percorso pedonale attrezzato, caratterizzato da gradini in pietra, tratti rocciosi e superfici che possono diventare scivolose.
Il tragitto centrale consigliato per la visita misura circa 2 chilometri, tra andata e ritorno, e conduce verso la cappella di San Nicola e l’area delle cascate. L’accesso alla parte organizzata della gola è regolamentato, con un sistema di bigliettazione e personale addetto alla sorveglianza.
Scendendo tra le rocce, il fastidioso rumore del traffico (soprattutto in alta stagione) si attenua e lascia spazio allo scroscio dell’acqua, che passo dopo passo si fa sempre più intenso. Poi si intravede subito la cappella di Agios Nikolaos, inserita in un ambiente dominato dalla pietra calcarea, con le sue forme semplici che contrastano con la grandiosità delle pareti circostanti.

Poco distante si trovano le celebri sorgenti e le cascate di Kourtaliotiko, tra le immagini più riconoscibili della Creta meridionale. L’acqua emerge dalle rocce, precipita lungo le pareti e si raccoglie in conche naturali di straordinaria trasparenza. Attenzione però, perché le temperature dell’acqua sono piuttosto fredde anche in estate: si aggirarano intorno ai 14 °C.
Chi ama la fauna scoprirà che queste mura di roccia fungono pur da rifugio per numerosi uccelli rapaci, tra cui il grifone, l’aquila reale, l’aquila del Bonelli e il rarissimo gipeto, riconoscibile per la particolare sagoma e la lunga coda a forma di cuneo. Alzando lo sguardo (soprattutto nelle ore favorevoli alle correnti ascensionali) è possibile osservare grandi uccelli che sorvolano lentamente le montagne.
Anche la vegetazione racconta le particolarità del canyon: sui versanti più asciutti crescono arbusti mediterranei ed erbe aromatiche, mentre lungo il fiume trovano spazio piante legate agli ambienti umidi. L’acqua prosegue poi verso la celebre foresta di palme di Preveli, uno degli ecosistemi più particolari dell’isola.
Se si desidera prolungare l’esperienza ci si può dedicare alla vicina spiaggia di Preveli, celebre per il suo paesaggio tropicale che sorprende nel vero senso della parola: il fiume attraversa una valle ricca di palme e raggiunge il Mar Libico formando una piccola laguna salmastra. Tra le attrazioni dei dintorni vale la pena prende in considerazione anche il Monastero di Preveli, importante complesso religioso legato alla resistenza contro il dominio ottomano e agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale.
Dove si trova e come arrivare
La Gola di Kourtaliotiko si trova nella parte centro-meridionale di Creta, nel territorio del comune di Agios Vasilios, tra i villaggi di Koxare e Asomatos. Ciò vuol dire che dista circa 25 chilometri dalla città di Rethymno e pochi chilometri dalla località costiera di Plakias. Per raggiungerla in automobile, partendo da Rethymno, bisogna seguire le indicazioni per Spili e Plakias, attraversando il villaggio di Koxare.
Il viaggio richiede generalmente 30-40 minuti e comprende alcuni tratti tortuosi, con splendide vedute sulle montagne e sulla campagna locale. L’accesso organizzato si trova lungo la strada provinciale Rethymno-Koxare-Plakias, in prossimità del 25° chilometro.
Per la visita sono consigliate scarpe con suola antiscivolo, acqua potabile, protezione solare e abbigliamento adatto a un ambiente roccioso.