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Hier — 19 octobre 2026it

L’autunno più magico ed emozionante d’Europa è qui: lo spettacolo irresistibile dei Laghi di Plitvice

19 octobre 2026 à 17:30

L’acqua ha un colore quasi finto, a tratti verde smeraldo, altrove azzurro intenso, mentre le foglie dei faggi e degli aceri tingono le rive di giallo, rame e rosso. C’è poi quell’aria fresca e pungente del mattino che viene accompagnata dal suono di alcune cascate, anche se a volte appena percettibile tra gli alberi, mentre altre così potente da coprire qualsiasi altro rumore. Se accade tutto questo vuol dire che si è arrivati ai Laghi di Plitvice, che durante l’autunno sono uno degli spettacoli naturali più affascinanti della Croazia (ma forse anche dell’Europa intera).

Situato nell’entroterra, lontano dalle località balneari dell’Adriatico, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice custodisce un sistema di 16 laghi principali disposti a gradoni, collegati attraverso cascate, ruscelli e barriere naturali di roccia. Chi ci arriva quasi pensa di essere entrato in una dimensione fiabesca, ma nei fatti è il risultato di processi geologici tuttora attivi, che modificano lentamente il corso dell’acqua (sì, di Madre Natura).

Fondato nel 1949, è il parco nazionale più antico e più esteso del Paese. Nel 1979 è entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO grazie alle caratteristiche straordinarie del suo sistema lacustre. Le sue bellezze cambiano durante l’anno, ma tra settembre e novembre acquistano un’intensità particolare, che ora scopriremo insieme.

Origine, formazione e leggende dei Laghi di Plitvice

Il territorio dei laghi appartiene alla regione carsica delle Alpi Dinariche, caratterizzata da calcari e dolomie, materiali che reagiscono in maniera differente al passaggio dei corsi d’acqua. Alla base del sistema lacustre si trovano i fiumi Bijela rijeka, il Fiume Bianco, e Crna rijeka, il Fiume Nero, che confluiscono dando origine al corso della Matica, diretto verso il lago Prošćansko. Le acque contengono carbonato di calcio disciolto, una sostanza fondamentale per la formazione delle cosiddette barriere di tufo calcareo, conosciuto anche con il termine travertino.

Muschi, alghe e microrganismi favoriscono il deposito dei minerali, contribuendo alla crescita di piccoli sbarramenti naturali. Con il passare dei millenni, queste strutture hanno trattenuto l’acqua, dando vita a bacini a quote differenti e spettacolari salti tra un livello e l’altro. La particolarità dei Laghi di Plitvice risiede proprio in questo equilibrio delicatissimo, perché il paesaggio è tuttora soggetto a trasformazioni.

Accanto alle spiegazioni scientifiche sopravvive però una leggenda legata alla Regina Nera, figura misteriosa della tradizione locale. Si racconta che, durante una terribile siccità, gli abitanti della regione implorarono il suo aiuto. La regina, commossa, fece tornare la pioggia e dalle sue lacrime nacquero il Fiume Bianco e il Fiume Nero. Stando alla tradizione, anche il nome del lago Prošćansko sarebbe legato alle preghiere rivolte alla sovrana.

Visitare i Laghi di Plitvice in autunno

Durante l’autunno, il terreno di questo incantevole angolo di Croazia si ricopre di foglie, mentre tutt’intorno l’aria profuma di legno umido. Camminando sulle pittoresche passerelle ci si rende conto che tra i rami (e improvvisamente) compaiono distese d’acqua dalle sfumature sorprendenti. A rendere la visita più speciale che mai, infatti, è il continuo alternarsi di ambienti diversi, dai laghi dalle rive alberate ai canyon calcarei attraversati da fragorose cascate.

Il parco si sviluppa su circa 296 chilometri quadrati, ma la zona dei laghi occupa meno dell’1% della superficie complessiva. I bacini principali sono suddivisi in 2 gruppi, con caratteristiche geologiche e paesaggistiche differenti. I Laghi Superiori, chiamati Gornja jezera, comprendono 12 bacini adagiati su rocce dolomitiche, circondati da foreste fitte e rive dalle forme irregolari.

Prošćansko è situato nella parte più alta del sistema ed è quello che introduce verso un paesaggio ampio e tranquillo. Più avanti, il susseguirsi di piccoli specchi d’acqua conduce verso Galovac, una delle zone particolarmente scenografiche per la presenza di cascate e vegetazione rigogliosa. Tra le attrazioni catturano l’attenzione Veliki Prštavac e Mali Prštavac, cascate che precipitano lungo pareti ricoperte di muschio.

Poi c’è il lago Kozjak, ovvero il più esteso del parco: può essere attraversato a bordo di battelli elettrici, un’esperienza grazie a cui ammirare le rive boscose da una prospettiva assolutamente diversa. L’atmosfera cambia sensibilmente nei Laghi Inferiori, Donja jezera, formati da quattro bacini incastonati in un canyon di roccia calcarea.

Milanovac, Gavanovac, Kaluđerovac e Novakovića Brod si susseguono lungo un percorso scandito da ponticelli, gradini e punti panoramici. Osservando i laghi dall’alto, si distinguono le sfumature che cambiano secondo la profondità, la luce e le caratteristiche del fondale. Il momento più spettacolare arriva però davanti alla Veliki Slap, la Grande Cascata, con un salto di circa 78 metri.

Alla sua base gli spruzzi creano una nebbiolina sottile e la vegetazione autunnale incornicia l’imponente parete rocciosa. Poco distante, le cascate Sastavci segnano la parte conclusiva del sistema lacustre, in prossimità della nascita del fiume Korana.

Per esplorare Plitvice sono disponibili itinerari segnalati con lettere, differenti per lunghezza, durata e zone attraversate. I due ingressi principali consentono di iniziare da settori diversi, mentre battelli elettrici e veicoli panoramici facilitano gli spostamenti all’interno dell’area visitabile.

Il percorso A è lungo circa 3,5 chilometri e richiede indicativamente 2-3 ore. Conduce verso i Laghi Inferiori e la Grande Cascata. Il percorso C, di quasi 8 chilometri, attraversa invece entrambe le sezioni e richiede 4-5 ore. Chi desidera dedicare più tempo all’esplorazione può scegliere itinerari più lunghi, fino a 6-8 ore. Oltre ai laghi, vale la pena prestare attenzione alle foreste, habitat di numerose specie animali, tra cui cervi, lupi e orsi bruni.

Dove si trovano e come arrivare

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova nella Croazia centrale, nella regione montuosa della Lika, a una quota compresa approssimativamente tra 370 e 1.280 metri sul livello del mare. La posizione, nell’entroterra compreso tra Zagabria e Zara, consente di raggiungerlo sia dalla capitale croata sia dalla costa dalmata. Da Zagabria la distanza stradale è di circa 140 chilometri, mentre da Zara è di quasi 130 chilometri.

In automobile si utilizzano principalmente la strada statale D429, che conduce ai 2 ingressi principali, oppure la D52 per chi arriva dalla zona di Otočac. Tutti e due gli accessi dispongono di parcheggi a pagamento. Sono disponibili, inoltre, collegamenti in autobus da Zagabria, Karlovac, Zara e altre città croate, con frequenze variabili secondo la stagione.

Laghi di Plitvice, Croazia
iStock
Laghi di Plitvice durante l’autunno

Per godere appieno dei magnifici colori autunnali conviene arrivare al mattino, quando la luce è ancora morbida e la nebbia può trattenersi sopra le acque. Il parco rimane comunque aperto durante tutto l’anno, sebbene orari e accessibilità dei sentieri dipendano dalle condizioni stagionali.

Tour enogastronomico del Monferrato: 3 giorni alla scoperta di borghi da fiaba, castelli e calici di felicità

Par : losiangelica
19 octobre 2026 à 16:30

Se stai pensando a un tour enogastronomico in Piemonte ci sono delle alternative alle inflazionate Langhe e all’area del Roero: la zona del Monferrato è una chicca che poche persone frequentano ma che merita grazie ai vigneti a perdita d’occhio, ai borghi che sembrano set cinematografici e a castelli da fiaba dove fermarsi a degustare un ottimo calice di vino e altre specialità deliziose del territorio.

Con un itinerario slow di 3 giorni è possibile esplorare il territorio che si estende tra le province di Asti e Alessandria attraverso una strada del vino tutta da scoprire. Perfetta destinazione per un weekend romantico in compagnia della propria persona preferita, regala una bellezza da vivere tutto l’anno, con una particolare magia in autunno e in primavera.

Itinerario consigliato per 3 giorni

Tre giorni e tre mood che fanno da fil rouge: ecco l’itinerario consigliato per un weekend lungo alla scoperta del Monferrato. Basterà prenotare qualche visita alle cantine, degustazioni e ticket d’ingresso ai castelli per scoprire il Casalese, l’area Astigiana fino all’Ovadese.

Ecco un itinerario enogastronomico del Monferrato perfetto per un weekend:

  • Giorno 1. Partite da Casale Monferrato: una passeggiata in centro e un primo assaggio di krumiri sono il modo giusto per entrare nel mood. Proseguite verso Ozzano Monferrato, con il centro storico dominato dal castello, poi raggiungete Cella Monte, borgo in pietra da cantoni. Visitate l’Ecomuseo e, se possibile, un infernot, la piccola cantina scavata nella roccia. Ultimo stop a Rosignano Monferrato, tra scorci panoramici e Castello di Uviglie, dove potrete abbinare storia e degustazione. Concludete la giornata con una cena a base di agnolotti e Grignolino;
  • Giorno 2. Da Rosignano puntate verso Cereseto per ammirare dall’esterno il suo castello scenografico, poi continuate fino a Moncalvo, la città più piccola d’Italia. Tra piazze, torrioni e botteghe, è perfetta per un pranzo dedicato ai sapori locali, soprattutto durante la stagione del tartufo. Nel pomeriggio dirigetevi a Cocconato, la “Riviera del Monferrato”: passeggiate sotto i portici, cercate le antiche botteghe e assaggiate robiola e specialità del territorio. Chiudete la giornata con un tramonto sulle colline: non avrete bisogno di alcun filtro;
  • Giorno 3. Dedicate l’ultima giornata all’Alto Monferrato, considerando un trasferimento più lungo rispetto ai giorni precedenti. Partite da Tagliolo Monferrato, dove il castello custodisce cantine storiche e atmosfere medievali; proseguite per Trisobbio, raccolto intorno al suo maniero e circondato da colline. Ultima tappa: raggiungete Gavi, terra del celebre bianco DOCG. Visitate il borgo, ammirate l’imponente Forte di Gavi e brindate con una degustazione in cantina.
Tramonto sui vigneti del Monferrato
iStock
Cosa fare nel Monferrato in 3 giorni

I borghi del Monferrato da vedere

Quali sono i borghi più belli del Monferrato? Ci sono delle autentiche meraviglie da scoprire grazie alla mappa ricca di piccoli paesi che meritano una visita; abbiamo selezionato i più suggestivi con cui è facile creare un itinerario ad anello di un weekend di 3 giorni.

Cella Monte conquista con le facciate color miele, gli infernot e i vicoli perfetti per perdersi mentre Rosignano è un gioiellino super romantico che si sviluppa su una rupe arenaria. In questo luogo non perdete la torre Civica e le piazzette, oltre ai numerosi affacci sui vigneti. Incredibilmente bello anche Moncalvo, una piccola star medievale con resti delle fortificazioni, la chiesa di san Francesco e una tradizione gastronomica dove il tartufo è il protagonista assoluto. Cocconato, invece, mette insieme portici gotici, palazzi storici e sapori imperdibili come quello della celebre ricotta.

Vista sul borgo piemontese di Cocconato
iStock
Cocconato, il borgo del Monferrato

Chi cerca un lato più intimo e tranquillo potrebbe prendere in esame Ozzano Monferrato con panorami e memoria delle antiche miniere di cemento. Se ci fosse la possibilità di aggiungere ancora un giorno, consigliamo di aggiungere all’itinerario Garbagna, con la piazza alberata e Volpedo dove entrare nel mondo di Giuseppe Pelizza e dell’indimenticabile Quarto Stato.

I castelli da visitare

Altro che sfondi fantasy: nel Monferrato i castelli sono veri e raccontano secoli di confini, famiglie nobili e vita di campagna. Il Castello di Uviglie, a Rosignano, unisce torri, verde e cantine storiche: combo ideale per chi vuole cultura con finale nel calice. Il Castello di Tagliolo conserva un fascino vissuto, tra mura antiche, produzione vinicola e la possibilità di soggiornare in ambienti d’epoca. Il Castello di Trisobbio domina il borgo come in una cartolina, mentre il Castello di Cereseto è uno spettacolo anche soltanto visto da fuori.

Nel nord del territorio merita attenzione il Castello di Camino, affacciato sulle colline e sulla valle del Po. A Gavi, il protagonista cambia genere: il Forte è un’imponente architettura militare, perfetta per chi ama panorami e leggende. Secondo la tradizione ci sarebbe il fantasma di Gavina che vaga con un’aura tutta sua tra le ali del castello.  Volete allungare il viaggio? Segnate il Castello di Sannazzaro e quello di Piovera come possibili tappe aggiuntive. Prima di partire controllate aperture e modalità di accesso: alcuni edifici sono strutture ricettive o visitabili solo in date dedicate.

Vista su Gavi dominata dal suo forte
iStock
Il forte di Gavi e le sue leggende

La strada del vino del Monferrato

Anche il Monferrato ha la sua strada del vino che si sviluppa per 700 chilometri di percorsi panoramici con 4 itinerari tematici: il percorso del grignolino nel Casalese, quello dei Fiumi del Vino, in pianura; il Percorso degli Aromatici, nell’Acquese; e il Percorso del Dolcetto, nell’Ovadese.

  • Strada del Grignolino. Circa 241 km, 8 tappe. Attraversa il Monferrato Casalese e parte dell’Astigiano, tra colline ricoperte di vigneti e piccoli borghi. Tra le località da scoprire ci sono Moncalvo, Olivola, Ottiglio, Ponzano Monferrato e Sala Monferrato. Il protagonista è il Grignolino, un rosso elegante, fresco e speziato, perfetto da assaggiare nelle cantine locali;
  • Strada dei Fiumi e del Vino. Circa 125 km, 4 tappe. Un itinerario che cambia paesaggio a ogni curva, passando dalle colline alla pianura alessandrina. Il percorso parte dalla zona di Cuccaro Monferrato e raggiunge Castelnuovo Bormida, seguendo i territori attraversati dai fiumi Tanaro, Bormida e Belbo. Tra borghi rurali, campi e vigneti, è la scelta perfetta per scoprire il lato più autentico e meno conosciuto del Monferrato;
  • Strada degli Aromatici. Circa 230 km, 8 tappe. Benvenuti nel regno dei vini profumati! Il percorso attraversa l’Alto Monferrato, da Castelnuovo Bormida a Cassine, nel territorio acquese. Tra le località da esplorare spiccano Strevi, famosa per il suo Passito, e Fontanile, con le sue case dipinte. Nel calice? Brachetto d’Acqui, Moscato e vini aromatici da abbinare alle dolcezze locali;
  • Strada del Dolcetto. Circa 108 km, 4 tappe. L’itinerario attraversa le colline dell’Ovadese seguendo quattro tratti: Cassinelle–Carpeneto, Carpeneto–Mornese, Mornese–Cadegualchi e Cadegualchi–Gavi. Tra castelli, boschi e vigneti, il protagonista è il Dolcetto d’Ovada, un rosso dal carattere deciso. E all’arrivo a Gavi? Un brindisi con il celebre bianco DOCG è praticamente d’obbligo.
Vigneti vicino a Gabiano, Monferrato
iStock
I meravigliosi panorami della strada del vino del Monferrato

I sapori da non perdere

Cosa mangiare e bere durante il tour enogastronomico del Monferrato? L’appetito si attiva fin da dopo la colazione. Si comincia dagli agnolotti, piccoli scrigni di pasta ripiena da provare con sugo d’arrosto o burro e salvia. Poi arriva la bagna cauda, salsa di acciughe e aglio in cui intingere le verdure: conviviale, intensa, impossibile da dimenticare.

Il fritto misto alla piemontese sorprende con il suo mix di bocconi salati e dolci, mentre il bollito misto chiama a raccolta salse come il bagnetto verde. In autunno il protagonista assoluto è il tartufo, soprattutto intorno a Moncalvo: basta una grattata per trasformare un piatto semplice in un evento.

Da mettere nel food tour anche la robiola di Cocconato, la Muletta, salume tipico, e la cugnà, preparazione a base di mosto d’uva e frutta. Se cerchi qualcosa di rustico, prova i friciulin, frittelle di verdure o erbe. E il dolce? I krumiri di Casale Monferrato sono un must, magari con uno zabaione morbido; il bunet, budino al cacao e amaretti, chiude il pasto con stile.

Per gli appassionati di vino c’è davvero tanto da scoprire: si parte con la Barbera, che in questa zona ha un carattere vivace e fruttato, mentre il Dolcetto d’Alba diventa un ottimo compagno per i piatti della tradizione; c’è poi il Gavi DOCG che viene prodotto con uve Cortese e regala freschezza e mineralità. Gli amanti delle bollicine apprezzeranno invece il Moscato e il Brachetto d’Acqui.

À partir d’avant-hierit

L’autunno dei Borghi più belli d’Italia, tra sagre e sapori antichi

18 octobre 2026 à 10:00

Durante l’autunno l’Italia riscopre il piacere delle tradizioni: castagne, funghi, tartufi, formaggi, pane appena sfornato e olio nuovo diventano i protagonisti di feste e sagre che animano i piccoli centri da Nord a Sud e che permettono di passeggiare tra vicoli e piazze, incontrare produttori e artigiani, riscoprire antichi mestieri e partecipare a esperienze legate alla natura.

Il calendario 2026 propone svariate occasioni per concedersi un weekend fuori porta o una gita alla scoperta dei Borghi Più belli d’Italia.

La Fiera d’Ottobre di Gualtieri

Fino al 18 ottobre 2026, il centro storico di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, ospita la tradizionale Fiera d’Ottobre, tre giornate dedicate a mercatini, spettacoli, musica e specialità locali. Il programma comprende la Borsa Scambio del Giocattolo, l’Handmade & Fashion Market, Gualtieri Food e le esibizioni degli artisti di strada.

La tradizione gastronomica trova spazio nell’osteria “Alla tavola dei Bentivoglio”, nei laboratori di pasta fresca con le Rasdore e nel concorso “Al mé pién”, dedicato al miglior pieno della tradizione locale. Tra gli appuntamenti non mancano il Palio del Nocino delle Terre Basse e il concerto “Musica intorno al Fiume”.

Sabato e domenica sarà possibile visitare Palazzo Bentivoglio, la collettiva “I Naifs del Po” e la mostra dedicata a Otello Sarzi e ai suoi viaggi per la pace in Africa e Asia negli Anni Settanta.

I funghi a Cusano Mutri

Fino al 18 ottobre 2026, Cusano Mutri, in provincia di Benevento, celebra la 46ª Sagra dei Funghi con il tema “Funghi. Un universo in connessione” per guardare oltre il valore gastronomico e conoscere il ruolo dei miceli e delle relazioni sotterranee che contribuiscono all’equilibrio degli ecosistemi forestali.

Accanto al percorso tra sapori e prodotti tipici, sono in programma mostre, installazioni, incontri ed esperienze dedicate alla natura, alla scienza e alla cultura.

L’olio nuovo a Boville Ernica

Il 18, 23, 24, 25 e 31 ottobre, Boville Ernica, in provincia di Frosinone, ospita la XVIII edizione di “Pane, Olio e Fantasia” con protagonisti l’olio d’oliva, il pane, il vino e le altre eccellenze della Ciociaria.

Cooking show, masterclass e seminari consentono di approfondire caratteristiche e tecniche di produzione dell’olio, mentre il Mercato Slow Food offre l’opportunità di incontrare i produttori. Previste anche visite guidate al centro storico e al Museo dell’Olio e dell’Olivo, passeggiate tra gli oliveti ed escursioni ai frantoi.

Laboratori artistici, archeologici e didattici affiancano le attività dedicate all’artigianato e agli antichi mestieri. Il 31 ottobre si conclude il Boville Ernica Oil Contest, mentre aperture straordinarie del Monastero Benedettino e appuntamenti musicali arricchiscono la manifestazione.

La Festa del Raccolto a Vipiteno

Scorcio del centro di Vipiteno, Alto Adige
Ufficio Stampa
Suggestivo scorcio di Vipiteno

Il 30 e 31 ottobre, Vipiteno, in provincia di Bolzano, accoglie l’autunno con la Festa del Raccolto, che anima Piazza Città e segna la fine stagionale del mercato contadino. Venerdì 30 ottobre, dalle 9 alle 13, i produttori dell’Alta Val d’Isarco propongono miele, tisane, erbe aromatiche, pane casereccio, verdure e vini biologici.

Sabato 31, dalle 10, la piazza si riempie di formaggi, marmellate, succhi artigianali, prodotti agricoli e manufatti locali: tra le specialità da assaggiare ci sono i Tirtlan ripieni di spinaci o verza, le ciambelle di Vipiteno, i Krapfen, il succo di mela fresco e le castagne arrosto, chiamate “Keschtn”.

Il pane nero di Bienno

Domenica 18 ottobre, Bienno, in Valle Camonica, ospita “Lo Pan Ner – I Pani delle Alpi”, festa transfrontaliera dedicata al pane nero e alle tradizioni agricole delle comunità alpine. Durante il fine settimana si potranno osservare l’accensione degli antichi forni e le diverse fasi della preparazione del pane, dalla lavorazione dell’impasto alla cottura a legna.

Protagonista è la segale, cereale fondamentale per le popolazioni di montagna grazie alla sua capacità di crescere anche in condizioni difficili e ad alta quota. Degustazioni, laboratori per bambini e visite guidate completano il programma.

Da scoprire anche il legame del borgo con l’acqua e gli antichi mestieri, raccontato dal Mulino Museo, ospitato in un edificio quattrocentesco ancora funzionante.

A Bagolino il Bagòss è il re della tavola

Il 24 e 25 ottobre, Bagolino, in provincia di Brescia, dedica un fine settimana al Bagòss, formaggio simbolo del paese montano della Val Sabbia.

Il formaggio, prodotto con latte vaccino e riconoscibile per il colore giallo conferito dallo zafferano, viene raccontato grazie a dimostrazioni della lavorazione del latte e iniziative dedicate al percorso “dal latte alla tavola”. Non mancano le degustazioni e i piatti tipici che lo valorizzano.

Castagne e transumanza a Garessio

In ottobre, Garessio, in provincia di Cuneo, celebra la Castagna Garessina con “Autunno a Garessio 2026 – Fiera regionale della Castagna Garessina”: castagnate, mercatini, musica e passeggiate accompagnano la scoperta di un prodotto De.Co. che per secoli ha contribuito al sostentamento delle famiglie.

Il 18 ottobre è in programma anche la festa della Transumanza: spazio alle dimostrazioni di mungitura con i pastori, ai mercatini e a un trekking gratuito tra i colori del Monte Pietra Ardena. Si svolgerà inoltre il Campionato Regionale Trial 2026.

La Tartufesta a Montaione

Il tartufo bianco di Montaione, Toscana
Ufficio Stampa
Il tartufo bianco di Montaione

Il 24 e 25 ottobre, Montaione, in provincia di Firenze, ospita la 33ª edizione di Tartufesta, mostra mercato dedicata al tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi e alle produzioni tipiche del territorio.

Stand gastronomici, degustazioni, cooking show e mercatini artigianali illustrano le specialità del territorio, dal Chianti ai formaggi, dai salumi all’olio extravergine d’oliva, fino al miele, allo zafferano e alle confetture. Tra le iniziative spiccano la Via dei Sapori, il percorso TartuRé e il mercatino di Arti e Mestieri.

A San Lorenzo in Banale la Ciuìga festeggia 25 anni

Dal 30 ottobre al 1° novembre, San Lorenzo in Banale, in provincia di Trento, celebra i 25 anni della Sagra della Ciuìga, dedicata al caratteristico insaccato preparato con carne suina e rape bianche, oggi riconosciuto come Presidio Slow Food.

Per tre giorni, cantine, cortili e vicoli ospitano mercatini, artigianato, degustazioni di vini e locande gastronomiche, mentre i ristoranti propongono menù dedicati. Il programma comprende musica popolare, cori di montagna, fisarmonicisti, zampognari, visite guidate ed escursioni nei boschi colorati dal foliage. Anche i più piccoli trovano spazio con “La Ciuìga dei Balocchi”, tra laboratori creativi, burattini, letture animate e giochi tradizionali.

Scorcio di San Lorenzo in Banale, Trento
Ufficio Stampa
Bellissimo scorcio di San Lorenzo in Banale

La magia fiabesca del Natale nella Foresta Nera, tra mercatini ed eventi imperdibili

Par : elenausai10
18 octobre 2026 à 07:30

I Romani chiamarono quelle radure misteriose, composte di latifoglie e abeti, silva nigra: la Foresta Nera. Eppure questo angolo della Germania, soprattutto nel periodo natalizio, è tutt’altro che buia. Quando le luci dell’Avvento si accendono tra gli alberi e le case a graticcio, la Foresta Nera sembra uscita da un libro di fiabe.

Oltre alle piste da sci, ai sentieri innevati e agli oltre 150 mercatini di Natale sparsi nella regione, troverete ad aspettarvi un coro che canta da un albero gigante, passeggiate con gli husky, saune tra i rami e discese in zipline a tutta velocità.

Volete vivere un inverno davvero speciale? Ecco gli appuntamenti da segnare in agenda!

Haslach, il mercatino che si gusta

Partiamo da uno degli appuntamenti più golosi della stagione, organizzato nella valle della Kinzig, dove Haslach conserva intatto il suo centro storico, con le piazze del mercato, i vicoli degli artigiani e le case a graticcio. Qui, dal 18 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027, tutti i giorni dalle 16:00 alle 22:00 (tranne il 24 e il 31 dicembre), ci sarà un mercatino invernale dove i protagonisti sono i sapori più che le decorazioni. Prima di ripartire, passate dal municipio: vi aspetta un grande presepe con animali veri.

Nel bosco con gli husky a Stühlingen

A due passi dal confine svizzero, a Stühlingen, potete partecipare a trekking e momenti di coccole con gli husky. Durante l’Avvento vengono organizzate diverse escursioni speciali in piccoli gruppi durante le quali si cammina nel bosco fino a una baita accogliente dove vi aspettano vin brulé, punch analcolico per i più piccoli e pan di zenzero davanti al fuoco. Si rientra al tramonto, con le fiaccole accese a illuminare il sentiero.

Waldkirch e l’albero di Natale che canta

Dal 4 al 13 dicembre 2026 Waldkirch, nota come la “città degli organi”, ospita uno degli eventi più curiosi della stagione nella Foresta Nera: un albero di Natale alto circa dieci metri, con i coristi disposti sui suoi livelli. Tra l’Elztalmuseum e la chiesa di St. Margarethen risuonano canti tradizionali, ma anche jazz, pop e gospel. Intorno potete fare acquisti presso gli stand di un piccolo mercatino ricco di prodotti locali.

Coristi con cappelli, sciarpe e guanti rossi e mantelle verdi cantano sui livelli di un grande albero di Natale nella Foresta Nera
Ufficio Stampa-Patrick Seeger
L’albero di Natale cantante di Waldkirch

Freudenstadt, il mercatino nella piazza più grande della Germania

Freudenstadt fu progettata nel 1599 da Heinrich Schickhardt, con una pianta geometrica ispirata al gioco del mulino. La città vanta la piazza del mercato più grande del Paese: 219 x 216 metri incorniciati da portici illuminati. Dal 3 al 20 dicembre 2026, dal giovedì alla domenica dalle 11:00 alle 21:00, una parte della piazza si riempie di bancarelle con artigianato e specialità natalizie.

Adrenalina a Schömberg

Se cercate emozioni forti, a Schömberg salite gli oltre 300 gradini della torre panoramica Himmelsglück, poi scegliete come tornare giù. Con la Blackforest Flyline scivolate tra gli alberi per circa 500 metri, mentre con il Blackforest Flying Fox volate per 600 metri a testa in avanti fino al parco termale. Le due attrazioni aprono nel weekend, meteo permettendo.

Una pausa di benessere tra terme e saune

Dopo una giornata trascorsa all’aria aperta, non c’è niente di meglio che un bagno caldo. A Baden-Baden, città termale Patrimonio UNESCO dal 2021, il Friedrichsbad accoglie gli ospiti dal 1877 in un edificio sontuoso, alimentato dalle sorgenti del Florentinerberg. Nella valle del Tonbach, il Wellnesshotel Tanne propone invece una sauna finlandese in una casa sull’albero, a dieci metri da terra.

Rottweil, Natale nella città più antica del Baden-Württemberg

Infine, potreste raggiungere Rottweil con il suo centro medievale e la chiesa Heilig Kreuz, le case patrizie con bovindi e la Porta Nera. Dal 3 al 13 dicembre 2026 le sue strade si riempiono di casette decorate, artigianato e cori, con laboratori e giostre per i bambini. Approfittatene per camminare sulla Neckarline, la passerella sospesa lunga 606 metri.

Mercatino di Natale di Rottweil, con le casette illuminate e gli alberi decorati lungo la strada principale del centro storico
Ufficio Stampa - Ralf Graner Photodesign
Il mercatino di Natale di Rottweil anima il centro medievale della città

Valentina Fioravanti, Human Company: “Chi ricerca l’open air vuole disconnettersi dalla frenesia e ritrovare il proprio ritmo”

17 octobre 2026 à 16:17

L’open air in Italia ha superato la fase di semplice fenomeno di tendenza per consolidarsi come un vero e proprio stile di vacanza, vissuto con crescente consapevolezza. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor rilasciati da Human Company in collaborazione con Thrends, che registrano circa 68 milioni di presenze nel nostro Paese e un tasso di fedeltà altissimo tra i viaggiatori italiani.

In un mercato in cui la vacanza non è più un programma rigido da scandire, ma un tempo lento da abitare, la ricerca si sposta verso il valore dell’esperienza, la connessione autentica con le comunità locali e la qualità delle strutture. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Fioravanti, Chief Marketing Officer di Human Company. Nell’intervista ci ha raccontato la visione del gruppo sull’evoluzione dei target e delle dinamiche di viaggio, la filosofia dell’accoglienza integrata con l’habitat naturale e l’atteso debutto, a maggio 2026, del nuovo villaggio open air di Eraclea Mare, il più grande mai realizzato in Italia.

Human Company è sinonimo di vacanze open air: sono ancora un trend?

Diciamo le vacanze open air non sono più un trend, ma ormai la vacanza open air è una vacanza consapevole, che è sinonimo di libertà, di attenzione al territorio, di scoperta e di un valore anche del tempo e della della connessione. Ce lo dicono i numeri, non lo diciamo noi, quindi l’Osservatorio del Turismo Outdoor che abbiamo proprio rilasciato quest’anno insieme a Thrends conferma come le presenze del turismo outdoor in Italia sono ad oggi circa 68 milioni e si consolidano negli anni. Quindi, rispetto al 2025, abbiamo una piccola crescita dello 0,4%, però è proprio il segnale che è un trend consolidato. È trainato da un turismo internazionale, quindi il turismo domestico c’è, inizia a essere più consapevole anche del prodotto e infatti abbiamo visto che, sempre dall’Osservatorio, gli italiani, coloro che hanno scelto l’anno scorso una vacanza open air, il 90% la riconferma anche per questo anno. Se nel 2023 era il 15% chi sceglieva l’open air, a oggi siamo al 26% del campione della popolazione italiana, quindi è proprio un fenomeno che si sceglie e non più un trend.

Quali sono le novità del Gruppo Human Company?

Sicuramente direi che la grande novità sarà l’apertura del villaggio più grande di open air che sia mai stato realizzato, a Eraclea Mare, sulla costa adriatica, tra Caorle e Jesolo, in un contesto tra l’altro naturalistico straordinario, vicino alla Laguna del Mort, un grandissimo specchio d’acqua, dalla natura incontaminata che dialogherà con il villaggio. Sono 250 ettari, quindi cento ettari destinati al villaggio e cento ettari di Parco Rurale di Valle Ossi, con numeri importanti. Quindi sono oltre 3.000 piazzole, destinate tra piazzole libere e la parte di case mobili; sono 12.000 presenze giornaliere e un ecosistema che ruoterà intorno al soggiorno fatto di tantissimi servizi: da un parco acquatico di nove ettari con 15.000 metri quadri di lagune, oltre 14 discipline sportive, un’offerta F&B (Food & Beverage, ndr) che parla veramente di territorio, con oltre 35 gestori che cureranno tutta l’offerta della ristorazione.

Sarà un villaggio molto grande, ma dove il tema dell’apertura, dell’aria, dello spazio diventa vitale, importante, un elemento fortemente identitario, a partire dall’alloggio. Quindi non pensiamo più all’alloggio inteso solo come la casa mobile, ma la casa mobile è inserita all’interno di uno spazio più ampio, quindi viene inglobata da una piazzola che arriverà fino a 200 metri quadri alzando un po’ quello che è lo standard.

Tante saranno le attività per tutte le età, dal parco avventura alla zip line al paintball allo sport, appunto, 10 km di ciclopedonali. Insomma, sarà veramente un unicum e un progetto sicuramente molto coraggioso e ambizioso come non se ne vedevano negli ultimi anni. Noi siamo pronti, il cantiere è in corso, l’apertura è prevista a maggio.

C’è tanta curiosità, tanta aspettativa, stiamo già avendo prenotazioni nonostante sia un villaggio che non c’è, però abbiamo aperto le vendite a marzo e in soli sei mesi siamo già a oltre 7.500 prenotazioni.

In quale modo secondo la vostra vision una struttura aperta è in connessione con il territorio?

Essere in connessione col territorio vuol dire agire sotto tanti punti di vista. Prima di tutto vuol dire che è una struttura che si colloca in un territorio ma dialogando con esso, quindi noi disegniamo il villaggio partendo proprio dal territorio in cui siamo presenti, non si disegnano i servizi solo dal punto di vista del cliente, ma proprio dal punto di vista della della natura, e poi delle comunità locali.

E per farlo ci vuole sicuramente una parte di ascolto. Ascolto che per noi è quello della natura, quindi, quando progettiamo, partiamo proprio dall’habitat naturalistico che ci accoglie. E poi l’ascolto delle comunità locali. Quindi è importante per noi che le strutture siano aperte in entrata e in uscita al territorio. E come lo facciamo? Lo facciamo portando il territorio all’interno. Nel nostro caso, ad esempio, l’offerta Food and Beverage è fatta insieme agli operatori del territorio che andiamo a selezionare e diamo loro visibilità, con uno spazio anche per raccontarsi: chi meglio di loro può farlo, dai ristoranti ai mercatini locali.

Cerchiamo, anche nella parte di animazione che abbiamo evoluto in un concetto di edutainment, di integrarla con laboratori realizzati proprio dagli artigiani del luogo: gratuitamente, i nostri ospiti possono partecipare a laboratori che parlano di quelle comunità. Organizziamo eventi che noi chiamiamo Special Days dove, di nuovo, ad esempio, la festa del vino che organizziamo all’interno dei villaggi, è una festa che porta i produttori di quel territorio, quindi cerchiamo di unire anche il divertimento a un racconto, a uno storytelling che porta oggettivamente ad amare.

In più, lavoriamo con le amministrazioni locali per essere anche noi promotori degli eventi del territorio e portare anche delle anticipazioni dei territori all’interno delle nostre strutture. Abbiamo anche dei progetti con le scuole, dove facciamo tutta una serie di laboratori per i bambini, insegniamo un primo approccio all’ospitalità, li portiamo a lavorare nelle reception per un giorno facendo accoglienza alle proprie famiglie, quindi cerchiamo di contribuire alla comunità.

E poi, ovviamente, vogliamo che i nostri ospiti escano dalla struttura, non ci piace il concetto dell’all-inclusive perché l’all-inclusive è restrittivo, è limitante, quindi incentiviamo e selezioniamo tantissime esperienze del territorio facendo in modo che possano vivere i luoghi in modo autentico.

Vi che siete molto attenti ai trend e ai target di riferimento, quali sono, secondo la vostra percezione, i target emergenti dei prossimi anni?

Allora, io non parlerei di target, possiamo dire target intesi come una profilazione che è abbastanza consolidata. Sicuramente ci sono le famiglie che si approcciano, principalmente all’open air. Se prendiamo i nostri numeri, circa l’80% sono famiglie. Però ciò che accumuna e che sta evolvendo è proprio il modo di vivere la vacanza, perché siamo passati da momenti in cui c’era la necessità di schedulare, quindi di arrivare e di avere già tutto estremamente organizzato. Quello che vediamo oggi è che lasciare uno spazio alla libertà di poter scegliere anche sul momento è ciò che effettivamente porta valore, e l’open air un po’ ti aiuta in questo, non organizzandoti in realtà tutta la vacanza, ma mettendoti a disposizione tutti gli strumenti e una selezione di attività da scegliere al momento.

Quindi chi ricerca l’open air vuole disconnettersi dalla frenesia, ritrovare il proprio ritmo e quindi quello che vediamo è una vacanza che è sì personalizzata, ma in modo molto lento, vivendo il tempo, assecondando il tempo. Poi sicuramente ci sono delle abitudini che stanno cambiando, sicuramente l’idea che “non voglio più portarmi a casa un ricordo e basta, ma quello che voglio è veramente una una relazione, un’esperienza che mi lasci un qualcosa”, ed è per questo che noi cerchiamo di creare sempre più servizi che mettano in connessione oltre agli ospiti col territorio, ma anche tra ospiti, quindi cercare comunque di creare relazioni che poi rimangano. Il vero valore che stiamo cercando oggi è un po’ anche questo.

E poi ci sono evoluzioni ovviamente sulle dinamiche di acquisto, quindi l’AI è un abilitatore che sicuramente serve e che facilita. Quello che vediamo è che nella comparazione non cerchiamo più solo la migliore offerta (il prezzo, sicuramente è un tema, poi oggigiorno lo è sempre di più) però il rapporto qualità-prezzo, valore-prezzo diventa ancora più importante, quindi dobbiamo lavorare su su entrambi.

Un labirinto di pietra a forma di formaggio: le Grotte di Soprasasso sono un tesoro dell’Appennino bolognese

17 octobre 2026 à 14:00

Sembra quasi che qualcuno si sia divertito a scavare centinaia di piccoli crateri nella pietra, scegliendo con estrema cura la profondità e la forma di ciascuno. Alcuni di questi “buchi”, infatti, sono perfettamente circolari, mentre altri si allungano, si incontrano e si sovrappongono, fino a trasformare intere pareti rocciose in una sorta di alveare gigantesco (o pure un colossale formaggio). Sì, stiamo parlando di uno spettacolo talmente bizzarro da apparire come il frutto di una follia umana, quando invece è il risultato di una storia geologica lunga milioni di anni.

Le Grotte di Soprasasso, nell’Appennino bolognese, sono una delle curiosità naturali più sorprendenti dell’Emilia-Romagna. Si trovano nel territorio di Vergato, tra boschi, antichi nuclei rurali e rilievi, a circa 50 chilometri da Bologna. In totale sono tre cavità naturali modellate nell’arenaria, con superfici talmente tanto elaborate da ricordare un paesaggio lunare, una spugna pietrificata oppure il fondale di un mare scomparso (insomma, chi più ne ha più ne metta).

Origine e formazione delle Grotte di Soprasasso

Queste meraviglie dell’Emilia-Romagna affondano le proprie radici in un passato remotissimo: circa 27 milioni di anni fa, durante l’Oligocene. In quel periodo i sedimenti trasportati dalle correnti si accumulavano in profondità, formando progressivamente degli strati destinati a diventare le arenarie visibili oggi.

Le rocce appartengono al Membro di Anconella della Formazione di Antognola, una successione geologica costituita, in questo settore, da potenti banchi di arenaria ricchi di granuli di quarzo e feldspato. Con i movimenti della crosta terrestre e la formazione della catena appenninica, quegli antichi depositi marini furono sollevati, deformati ed esposti agli agenti atmosferici.

A rendere il tutto ancor più emozionante è soprattutto il fenomeno dei tafoni, termine geologico utilizzato per indicare particolari cavità prodotte dall’alterazione e dalla disgregazione delle superfici rocciose. L’acqua, l’umidità e gli agenti atmosferici agiscono sulla struttura granulare dell’arenaria, favorendo il distacco progressivo di piccoli frammenti.

Alcune superfici sembrano ricoperte da bolle, altre mostrano nicchie concentriche, bordi arrotondati e sottili separazioni rocciose. La luce radente accentua le ombre all’interno dei fori, facendo apparire il rilievo ancora più articolato. I tafoni sono spesso associati a paesaggi costieri, desertici e ambienti aridi. Ritrovarli tra le montagne bolognesi rende Soprasasso particolarmente interessante.

La Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto quest’area quale geosito di rilevanza locale, e il territorio rientra anche nel sito della rete Natura 2000 denominato Soprasasso, Montecavalloro, esteso per circa 279 ettari (rilevante anche dal punto di vista della biodiversità vegetale e faunistica).

Grotte di Soprasasso, vicino Bologna
iStock
Dettagli delle Grotte di Soprasasso

Visitare le Grotte di Soprasasso

Chiaramente per raggiungerle occorre indossare scarpe comode e intraprendere un’escursione, tramite cui ammirare un progressivo cambiamento del paesaggio. L’itinerario attraversa un ambiente appenninico ancora legato alla sua storia rurale, con vecchi edifici in pietra, tracce di coltivazioni e sentieri utilizzati per collegare gli insediamenti sparsi sui versanti.

Le protagoniste della visita sono tre formazioni, ciascuna contraddistinta da una propria fisionomia. La prima si chiama proprio Grotta di Soprasasso, ed è un’ampia rientranza che forma una specie di riparo naturale. Colpisce per le dimensioni della parete e per una curiosa conformazione della pietra alla sua base: l’erosione ha infatti modellato una sorta di seduta, spesso paragonata a un trono.

Alzando lo sguardo si distinguono strati sovrapposti, sporgenze e piccoli incavi, mentre la diversa inclinazione della luce valorizza le sfumature dell’arenaria, dal beige al giallo ocra. Poi c’è la Grotta dei Piatti che è forse la più curiosa. Vi basti pensare che il suo nome deriva dalle cavità circolari che caratterizzano le pareti, con incavi dal fondo relativamente piatto e profili arrotondati, simili proprio a piatti di pietra.

Dalla conformazione grossomodo triangolare e uno sviluppo interno limitato, permette di osservare da vicino l’eccezionale concentrazione di tafoni. La roccia appare infatti punteggiata da decine di piccole ombre. La terza meraviglia è la Grotta Buia, che già con il suo nome ci introduce un’atmosfera differente: rispetto alle altre cavità presenta uno sviluppo maggiormente simile a un cunicolo, con uno spazio interno più profondo e meno illuminato.

L’ingresso conduce verso una zona in cui la luce naturale diminuisce e le pareti assumono tonalità più scure. Il contrasto con l’apertura esterna crea un effetto particolarmente scenografico, soprattutto nelle giornate luminose. Per apprezzarne i dettagli può essere utile portare una torcia, tenendo presente che il breve accesso presenta un tratto ripido, con terreno sabbioso e potenzialmente scivoloso.

Le grotte rappresentano certamente il momento centrale dell’escursione, ma anche il paesaggio circostante non è da meno. Dalle balze arenacee lo sguardo segue il corso della valle del Reno, riconosce i rilievi dell’Appennino bolognese e, nelle giornate limpide, raggiunge il massiccio del Corno alle Scale, una delle principali montagne della zona.

Lungo alcuni itinerari si incontra anche la vecchia chiesa di San Giorgio di Montecavalloro, testimonianza religiosa legata agli insediamenti storici di questo territorio.

Dove si trovano e come arrivare

Le Grotte di Soprasasso si trovano nel comune di Vergato, in provincia di Bologna, sulle alture che dominano l’abitato di Riola e la valle del Reno. Da Bologna si raggiunge Riola percorrendo la strada statale 64 Porrettana, mentre chi preferisce il treno può utilizzare la linea ferroviaria Bologna-Porretta Terme, scendendo alla stazione di Riola.

Per l’escursione è possibile partire dalla località di Montecavalloro, seguendo il percorso panoramico segnalato che attraversa l’area delle grotte. L’ufficio turistico dell’Appennino bolognese indica un anello percorribile in circa 2 ore, alle quali aggiungere le soste. Gli itinerari più articolati presentano invece distanze differenti, generalmente comprese tra 6 e 8 chilometri.

La difficoltà è escursionistica, quindi con tratti ripidi, gradini ricavati nella roccia e passaggi esposti che richiedono passo sicuro. Scarpe da trekking con buona aderenza, acqua e una torcia sono una parte dell’equipaggiamento caldamente consigliato. Prima della partenza è opportuno verificare lo stato dei sentieri e scegliere la traccia adatta alla propria preparazione.

Per chi desidera prolungare la giornata, nei dintorni si trovano anche le Grotte di Labante, celebri per le particolari formazioni calcaree associate all’acqua, e la Rocchetta Mattei, singolare costruzione ottocentesca caratterizzata da elementi architettonici medievaleggianti e moreschi.

Valentina Cappio, Trentino: “Una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone”

17 octobre 2026 à 11:45

Dai colori avvolgenti del foliage autunnale nei boschi di larici al fascino delle vette che si preparano alla stagione invernale, il Trentino si conferma una destinazione capace di rinnovarsi continuamente nel segno dell’autenticità e della vivibilità. Tra festival legati all’enogastronomia e alle vendemmie, mostre d’arte nei grandi poli culturali come il Mart di Rovereto o il MUSE di Trento, ed esperienze uniche come i concerti di Ice Music nell’igloo del ghiacciaio Presena, l’offerta del territorio punta sempre più a una fruizione d’eccellenza e a un ritmo di viaggio lento e consapevole.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Cappio, Responsabile della Comunicazione di Trentino Marketing. Nell’intervista ci ha illustrato la ricca programmazione delle “belle stagioni”, l’eredità lasciata dalle grandi competizioni sportive internazionali e la sfida ambiziosa verso il 2026-2027: ottenere la certificazione di sostenibilità turistica per l’intero territorio, garantendo al contempo massima accessibilità, servizi integrati per la mobilità e un’esperienza a misura sia per i residenti sia per i cittadini temporanei.

Cosa raccontate qui al TTG di Rimini? 

Parliamo un po’ dell’autunno che è nel pieno del foliage, per cui è bellissimo venire nei nostri boschi, tra i larici che diventano d’oro e con le foglie che scricchiolano sotto i piedi, a vivere davvero una montagna che, in questa stagione, è al suo meglio, c’è questa luce davvero molto calda, tutti i sentieri, questo tempo lento, di riconnessione prima dell’inverno. E poi ci sono tantissimi eventi.

Ovviamente la vendemmia che si è appena conclusa, ci sono tantissimi eventi a tema vino. In Val di Cembra, ad esempio, ci sono i weekend delle antiche cantine aperte. La Val di Cembra è famosissima per l’agricoltura eroica, ci sono dei terrazzamenti fantastici. Quindi ci sarà del Trento DOC, le nostre bollicine… Oppure c’è un evento sul Sasso Lungo dove si assaggiano e si degustano i vini, quindi vino e 3.000 metri di altitudine, un connubio bellissimo perché da un lato c’è la  pazienza che richiede la terra, dall’altro c’è la maestosità della montagna, quindi è davvero un’esperienza molto bella.

Il tempo delle mele in Val di Non, terra di mele, c’è Pomaria (17-18 ottobre 2026) dove si festeggia la raccolta delle mele, tutti i borghi sono in festa, si incontrano i contadini, ci si ci si racconta, si assaggiano i piatti della tradizione. C’è la Sagra della Ciuìga (30 ottobre – 1° novembre 2026) a San Lorenzo Dorsino, un insaccato famosissimo dei tempi poveri, è una gran festa anche lì, è tempo di funghi: quindi, davvero, per chi ama l’enogastronomia e la natura, è veramente il momento perfetto.

La cultura: il Trentino viene associato quasi sempre alla alla natura e alla montagna, ma è una terra ricchissima di cultura, di storia. Abbiamo il MART con l’ultimo weekend di Giacomo Balla, quindi non solo quadri, ma anche oggetti di arredo, perché il futurista ama portare l’arte fuori dal dipinto e nella vita di tutti i giorni. C’è il Buonconsiglio (castello-museo, ndr) che ha una bellissima mostra, tra l’altro in tre sale spesso che sono state sempre chiuse al pubblico, sulla sulla civiltà egizia, molto bella. Il MUSE (Museo delle Scienze, ndr) è bellissimo da vedere con le famiglie. Quindi davvero un autunno ricchissimo.

E fra un po’ arriviamo all’inverno, aspettiamo tutti la neve come i bambini! Gli impianti dovrebbero essere aperti molti già dal 20 novembre, per cui ci aspettiamo una stagione ricchissima. Veniamo dalle Olimpiadi, quindi una legacy importante che ci posiziona sicuramente come un territorio che sa accogliere, sa organizzare e ha sicuramente delle piste d’eccezione. Grandi eventi sportivi, la famosa 3Tre (Madonna di Campiglio, ndr), le gare di Coppa del Mondo, ma anche eventi non sportivi molto belli. Uno fra tutti, l’Ice Music sul ghiacciaio Presena: è un igloo in cui ci sono degli strumenti musicali fatti col ghiaccio, quindi dei concerti davvero molto particolari e un’atmosfera bellissima.

In realtà ci sono tante novità: impianti rinnovati; prezzi dinamici in diverse ski area che invogliano con l’acquisto dello ski pass online per non fare la fila alle casse, per un’esperienza più godibile da parte di tutti e premia naturalmente i momenti di minor picco; il numero ideale a Campiglio, che viene riproposto anche quest’anno, per gestire i flussi, è stato il primo e ha funzionato molto bene, quindi siamo prontissimi per accogliere…

Poi ci sono i mercatini di Natale…

Ci sono i Mercatini di Natale e grandissima attenzione, devo dire, al tema della sostenibilità e dell’accessibilità. Ecco, come territorio forse questo è un elemento di innovazione che mi piace ricordare: molto spesso una destinazione si misura sugli arrivi e sulle presenze, di fatto sono numeri, sono parametri importanti, però oggi una destinazione si misura anche sulla qualità della vita che riesce a garantire, no? (Trento è al 1° posto della classifica generale del Sole 24 Ore, ndr) Una destinazione che può garantire una crescita equilibrata e duratura è quella che riesce a garantire anche una qualità della vita per i residenti e per i cittadini temporanei, i nostri ospiti. Per cui, come destinazione ci stiamo impegnando, entro fine del 2026, inizio 2027, per avere tutto il territorio certificato secondo standard internazionali per quanto riguarda la sostenibilità turistica, che si traduce in un impegno molto pratico e verificabile: intanto, su iniziative come la mobilità, ad esempio, tutti i servizi della mobilità pubblica sono inclusi nella nostra Trentino Guest Card, quindi senza costi aggiuntivi per tutti gli ospiti che pernottano in Trentino. E poi ce ne sono tante: l’accessibilità, ci sono scuole di sci che hanno fatto un percorso molto importante proprio di accompagnamento con persone con disabilità, attrezzature adatte proprio per lo sci o altre attività sulla neve, impianti attrezzati per persone con disabilità, quindi per noi è un tema molto importante.

Importanti anche altre iniziative che premiano proprio questo patto tra ospite e cittadino per tutelare un ambiente che non è patrimonio del Trentino, è patrimonio di tutti e soprattutto delle generazioni future.

Hai accennato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quanto questa vetrina ha influenzato gli arrivi italiani e, soprattutto, stranieri?

Sicuramente posso dirti che hanno avuto un ottimo impatto su tutto il territorio trentino, non soltanto sulla Val di Fiemme che poi è stata la vallata che ha ospitato le medaglie olimpiche, in particolare. Quindi, devo dire che lo sentiamo, ma in realtà la vera legacy non è soltanto sugli arrivi e sulle presenze, è su tutta l’infrastruttura che è stata migliorata, sulla formazione che è stata fatta agli operatori e che rimane comunque sul territorio per chi poi ci verrà a trovare.

Ottimi numeri anche in estate, devo dire, e ottimi numeri anche su quelle che noi chiamiamo le “belle stagioni“, che sono la primavera e l’autunno, su cui puntiamo molto per il tema di cui ti dicevo prima: cioè, una destinazione sostenibile è una destinazione che riesce a comunque a garantire un territorio vivo tutto l’anno, sia per il cittadino sia per il residente, per cui sicuramente noi siamo molto contenti.

Facendo delle previsioni sui trend di viaggio dei prossimi anni, ribadisci questo concetto appunto della sostenibilità, della vivibilità, dell’accessibilità?

Assolutamente sì. Io penso che sia cambiato il modo di viaggiare, oggi. Dobbiamo stare anche attenti a identificare le motivazioni di viaggio con delle località in particolare, perché una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone. Quindi, tendenzialmente, quando si viaggia è perché siamo attratti da qualcosa di intangibile, che sono un ecosistema di valori, di abitudini, di modi di vivere, di tutelare il territorio. Io dico sempre che un ospite vuole bene a una destinazione quando i cittadini di quella destinazione vogliono bene al proprio territorio.

È un po’ un circolo virtuoso che si autoalimenta, quindi penso che oggi il viaggio vada in quella direzione, verso destinazioni in cui è evidente questo amore verso ciò che rende speciale quella destinazione. E questo significa un modo più lento di viaggiare, la bicicletta, i cammini, l’artigianalità, il ritorno al contatto con lo stile di vita locale, sicuramente.

Viaggio tra le pietre secolari di Corippo, un minuscolo (ma elegantissimo) borgo in Val Verzasca

16 octobre 2026 à 16:00

È talmente tanto piccolo che, fino a non molto tempo fa, era il comune meno popoloso dell’intero Paese, con una manciata di abitanti e un patrimonio architettonico rimasto straordinariamente fedele alle proprie origini. Il suo nome è Corippo, minuscolo e antico insediamento del Canton Ticino che ora, però, può vantarsi di un qualcosa di decisamente più interessante.

Con le case in pietra grigia che sembrano emergere direttamente dal fianco della montagna e ornate con finestre minute e tetti pesanti (sono talmente tanto vicine che da lontano appaiono quasi come un’unica grande abitazione), è puntellato di graziose scalinate irregolari, balconi di legno anneriti dal tempo e un campanile che supera appena le coperture circostanti. Il tutto su un ripido versante montuoso circondato da boschi e piccoli prati terrazzati, da cui poter posare il proprio sguardo sul fiabesco fondovalle.

Se a metà dell’800 contava circa 300 abitanti, la progressiva emigrazione ridusse ulteriormente la popolazione, tanto che nel 2020 con l’aggregazione dei comuni della Val Verzasca ha perso la propria autonomia amministrativa. Il suo valore storico, invece, era stato riconosciuto già nel 1975, quando il nucleo ricevette una tutela di rilevanza nazionale. Da allora è iniziata una lunga operazione di recupero che ha portato persino alla trasformazione di alcune abitazioni abbandonate in camere d’albergo.

In Alto Adige torna il Trenatale del Renon: un viaggio da fiaba tra due mercatini di Natale

16 octobre 2026 à 13:04

Se stai pensando a una breve vacanza per vivere l’Avvento in Alto Adige, sappi che da oggi puoi farlo in maniera diversa dal solito, lontano dalla folla dei mercatini più grandi e immerso in un’atmosfera più raccolta. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027 torna il Trenatale del Renon, il mercatino natalizio che unisce due località dell’altopiano, Soprabolzano e Collalbo, grazie allo storico Treno del Renon.

Il filo conduttore è proprio il viaggio: da una parte la piazza della stazione di Soprabolzano, dall’altra il centro di Collalbo, con casette che richiamano la forma dei vagoni ferroviari, artigianato locale, specialità altoatesine, musica e appuntamenti dedicati anche ai bambini. Il tutto, dunque, con l’intento dichiarato di ricreare e mantenere un’atmosfera più tranquilla e tradizionale rispetto ai grandi mercatini natalizi, puntando su prodotti del territorio e su un’esperienza più lenta.

Il Trenatale del Renon tra Soprabolzano e Collalbo

Il Trenatale si sviluppa in due punti distinti dell’altopiano. A Soprabolzano le bancarelle si trovano nella piazza della stazione del Treno del Renon, mentre a Collalbo il mercatino anima il centro del paese. A collegarli è proprio il trenino, utilizzato normalmente come mezzo di trasporto pubblico e trasformato durante l’Avvento in parte integrante dell’esperienza.

Trenatale, bancarelle
Ufficio Stampa
Le bancarelle tradizionali locali

Tra gli stand si trovano prodotti artigianali, decorazioni, lavori a maglia, ceramiche, candele, pane e dolci tradizionali, insieme a specialità gastronomiche e bevande calde. A Collalbo, per esempio, sono annunciati espositori con salumi, miscele di erbe, articoli fatti a mano, prodotti da forno e ceramiche realizzate con tecnica Raku. Il programma musicale definitivo, invece, è ancora in fase di definizione, ma sono previsti concerti e musica natalizia nelle due località, oltre ad attività pensate per le famiglie.

Date, orari e come arrivare

L’edizione 2026-2027 del Trenatale è in programma dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, ma non è aperta tutti i giorni. Generalmente il mercatino accoglie i visitatori il venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, con aperture aggiuntive in alcune giornate festive e durante il periodo natalizio. Tra queste figurano il 7 e l’8 dicembre, il 23, 26, 27 e 28 dicembre e il 2 e 3 gennaio.

Per raggiungerlo, da Bolzano è possibile utilizzare la Funivia del Renon, che porta a Soprabolzano. Da qui si prosegue con il Treno del Renon verso Collalbo. Per il 2026 sono indicati, salvo modifiche, 8,50 euro per una corsa singola in funivia e 13,50 euro andata e ritorno, mentre il treno costa 5,50 euro per una corsa singola e 8,50 euro andata e ritorno. È disponibile anche un biglietto combinato funivia più treno da 12,50 euro solo andata oppure 20,50 euro andata e ritorno.

Più che un semplice mercatino, il Trenatale punta quindi sul percorso stesso: salire sull’altopiano, attraversare il paesaggio in treno e fermarsi tra due piccoli borghi illuminati per l’Avvento. Una ricetta che rende l’esperienza particolarmente adatta a chi cerca un Natale più raccolto, con ritmi lenti e atmosfera di montagna.

Lucas Pavanetto, Veneto: “Siamo la prima regione d’Italia in termini turistici”

16 octobre 2026 à 01:06

Con un bilancio che sfiora i 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, il Veneto si riconferma saldo al vertice del turismo italiano. Un primato importante che la regione sceglie di non tradurre in una mera corsa alle quantità, bensì in una strategia orientata alla qualità dell’accoglienza, al valore della spesa del visitatore sul territorio e alla gestione dei flussi.

Dalla valorizzazione delle 17 DMO (Destination Management Organization) all’offerta integrata tra mare, montagna, colline e città d’arte, la priorità è oggi guidare la destagionalizzazione per offrire esperienze autentiche durante tutto l’anno. In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo della regione Veneto. Nell’intervista ci ha illustrato i dati positivi della stagione estiva, la presentazione della nuova rete di 13 cammini certificati — un’opportunità straordinaria per far vivere l’entroterra e ripopolare i borghi meno noti — e i piani per il rilancio in chiave wellness del polo termale tra i più grandi d’Europa.

Vogliamo commentare il primato del turismo della Regione Veneto,la regione più turistica d’Italia?

Abbiamo chiuso il 2025 con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi, quindi siamo la prima regione d’Italia in termini turistici e oggi festeggiamo questo dato, naturalmente, anche con la consapevolezza di dover far meglio. Chiaramente, lo dico subito, il nostro interesse non è quello di raddoppiare i numeri, quindi in termini di quantità, ma quello di affiancare ai numeri della quantità la qualità del turista che viene. Quindi, l’attenzione non è solo su quanto una persona alloggia da noi e quanti ne arrivano poi alla fine durante l’anno, ma è anche quello che poi spendono e lasciano sul territorio in termini di consumo e penso che questo sia una delle priorità che hanno tutte quante le regioni che vivono di turismo.

Quest’estate, a maggio, abbiamo raggiunto intorno ai 5,8 milioni di presenze, ed è già un buon dato, in termini generali, il che significa che l’estate è andata molto bene. Abbiamo un +10% soltanto sul mese di maggio. Abbiamo preso quel mese di riferimento, a differenza di luglio e agosto perché sappiamo benissimo che sono quei mesi in cui quel termine che noi cerchiamo di utilizzare che è destagionalizzazione o destagionalizzare, che implica per noi una stagionalità che poi limita chi va a lavorare nel settore turistico e cerchiamo di ragionare su città turistiche che vivono tutto l’anno, che è un po’ anche quel messaggio che ha lanciato il ministro Mazzi durante una riunione con gli assessori.

Quindi, insomma, una buona estate quest’anno, un buon trend di crescita e poi aspettiamo la fine dell’anno perché ricordiamo che molte delle realtà sulle quali abbiamo investito, con il periodo autunnale, ma soprattutto con il periodo invernale e quello del Natale, oggi fanno dei numeri che poi nel budget totale naturalmente garantiscono un buon risultato.

Al TTG quest’anno presentate qualche novità?

Sì, quest’anno al TTG abbiamo presentato i Cammini. Quindi 13 cammini, 5.400 km di cammini in Veneto che fanno oggi la nostra regione, anche qui leader in termini di iniziative. Cammini che non sono quelli legati alla religione o comunque al sacro, ma sono cammini che hanno diverse sfumature. Abbiamo il cammino legato a Rigoni Stern, quindi un cammino culturale, il cammino invece della Grande Guerra, che è quello che passa nel Vicentino, il cammino enogastronomico, che è quello delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene DOCG quindi parliamo anche di Patrimonio UNESCO in questo caso, ma molto legato a un prodotto che è un fiore all’occhiello della nostra economia.

Molti altri cammini si stanno naturalmente evolvendo, oltre al primo che è la Treviso-Ostiglia, giusto per ricordarne uno, abbiamo certificato questi 13 cammini proprio per l’importanza che deve avere un cammino, quindi un servizio a 360 gradi per l’ospite. Oggi, non è più il pellegrino che fa questo tipo di attraversamento, ma è anche un turista che cerca l’open air, che cerca il relax, che cerca di taccare la spina. Tra l’altro, dai dati che sono venuti fuori, i cammini hanno una prevalenza di partecipazione femminile rispetto a quella maschile, quindi ci sono già c’è già un trend…

Poi c’è una serie di servizi che vengono agevolati, che è quella dell’esperienza. Chi fa un cammino non ha bisogno, dell’autogrill da stazione, ma ha bisogno di quel vecchio alimentari che magari è rimasto chiuso, ma che oggi è stato riaperto e che offre un servizio non solo alle persone del cammino, ma fa rivivere anche una comunità che rischiava di sparire con lo spopolamento dei piccoli Comuni. Ecco, questo è fondamentale. Oggi noi, dei 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi del 2025, l’80% lo facciamo in venti località, quindi significa che tutti quei cammini che attraversano territori che non sono prevalentemente turistici possono vivere di turismo e hanno un grandissimo potenziale.

Lei ha detto una parola chiave: trend. Su cosa puntate nei prossimi anni per destagionalizzare e per evitare l’overtourism?

Allora, diciamo che con la nascita delle OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione), delle DMO che adesso prendono forma, ce ne sono 17 in Veneto, noi non parliamo più di singola realtà turistica che riesce a fare i grandi numeri — abbiamo dei player sul campo che fanno sei milioni di presenze in un Comune da 13.000 abitanti, se penso a Cavallino, se penso a Jesolo, se penso a Caorle —, ma abbiamo una costa che va ragionata in termini proprio di Costa Veneziana che parte dal Delta del Po e arriva fino a Bibione e che fa oltre quasi 40 milioni di presenze. Abbiamo il Lago di Garda che ne fa altrettanti, abbiamo le Dolomiti, abbiamo le colline, abbiamo le città d’arte che poi fanno la gran parte dei risultati. Per noi oggi è fondamentale avere un’organizzazione che possa gestire questo, ma che possa anche offrire al turista, proprio perché non ci sia poi l’overtourism di un singolo luogo, ma che possa essere l’opportunità di frequentare un luogo molto più ampio, facendo vivere anche il territorio dell’entroterra, che magari spesso e volentieri viene dimenticato, oppure quello della cinta di una grande città culturalmente preparata, che può essere Verona, che può essere Venezia, che può essere Padova, ma che può offrire molto. La Regione del Veneto, con la giunta attuale, ha avviato un rilancio in particolar modo di quello che è la parte delle terme e dei colli, dove all’interno ci sono i cammini, ci sono la parte del turismo termale e delle terme in senso anche sanitario, che sono le terme tra le più antiche d’Europa, tra l’altro il polo termale più grande d’Europa, che oggi deve vivere di nuova vita e quindi, accanto a quello che era la salute di un tempo, va messo quello che è il benessere, la bellezza piuttosto che il relax e il wellness più in senso ampio.

Lo specchio d’acqua delle Alpi che sembra dipinto a mano: l’affascinante Lago di Lunz

15 octobre 2026 à 17:30

Chi vive in zona, per la precisione nel piccolissimo villaggio di Lunz am See, lo chiama affettuosamente Meer der Lunzer, ovvero il loro mare. La realtà, però, è ben diversa: per attraversarlo da una sponda all’altra basterebbero appena 500 metri. Siamo nella Bassa Austria, ai piedi del massiccio del Dürrenstein, in un angolo delle Alpi dell’Ybbstal. E proprio qui il Lago di Lunz (Lunzer See in lingua locale) incanta con la sua presenza tanto imponente quanto silenziosa.

Del resto, questo è l’unico lago naturale balneabile della regione, uno specchio d’acqua di 68 ettari incastonato tra rilievi ricoperti di boschi.
Con l’arrivo dell’autunno, sono soprattutto i faggi a cambiare il volto delle sue rive. Le chiome assumono sfumature ramate, il sottobosco si riempie di foglie e il verde scuro delle conifere risalta tra i versanti ormai dorati. Nelle mattine più fredde, una leggera foschia può trattenersi sulla superficie, mentre dalla sponda meridionale il sentiero attraversa tratti di foresta che lasciano intravedere l’acqua soltanto attraverso aperture nella vegetazione.

Origine e formazione del Lago di Lunz

Sì, il Lago di Lunz è un vero e proprio gioiello dell’Austria, e questo è dovuto anche al fatto che la sua storia è iniziata migliaia di anni fa, ovvero quando le glaciazioni interessavano ampie porzioni delle Alpi. C’erano delle enormi masse di ghiaccio che avanzavano lentamente attraverso le vallate, esercitarono una pressione considerevole sulle rocce.

Il bacino del Lunzer See è quindi il risultato dell’erosione glaciale. Il lago appartiene inoltre a un sistema idrografico formato da tre bacini collegati tra loro: il più elevato è l’Obersee, situato a 1.113 metri, seguito dal Mittersee, a circa 766 metri, e infine dal Lunzer See, chiamato anche Untersee, ossia lago inferiore.

L’acqua scende dai bacini montani attraverso il Seebach, un corso d’acqua che alimenta il lago principale e prosegue verso il fiume Ybbs. Siamo perciò al cospetto di un continuo ricambio idrico che contribuisce alle caratteristiche del suo ecosistema, che non a caso è anche oggetto di studi scientifici da oltre 100 anni.

Già nel 1905, infatti, Lunz divenne un importante centro di ricerca limnologica, la disciplina dedicata allo studio delle acque interne. Oggi questa tradizione prosegue attraverso il WasserCluster Lunz, un istituto scientifico che approfondisce laghi, fiumi e ambienti acquatici.

Visitare il Lago di Lunz

Il Lago di Lunz è adatto anche a una gita di mezza giornata, in quanto si si presta perfettamente per un’escursione di poche ore. Ciò non toglie che dedicargli più tempo faccia sì che si possano apprezzare anche le sue particolarità meno evidenti. Il punto di partenza più pratico è la sponda occidentale, nei pressi del lungolago, tra parcheggi, piccoli locali e servizi turistici.

Durante l’autunno il movimento dei mesi estivi lascia spazio a un’atmosfera più in intima. Sulle sue rive sono infatti presenti delle panchine che, in questa stagione, si rivelano punti privilegiati per osservare il paesaggio, mentre le temperature fresche invitano a esplorare i sentieri che attraversano il bosco.

A disposizione dei visitatori c’è un percorso circolare che misura circa 4,8 chilometri. È assolutamente fattibile poiché presenta un dislivello di appena 33 metri. Partendo dalla sponda occidentale in senso antiorario, il tracciato sale leggermente lungo una stradina asfaltata, per poi trasformarsi in un sentiero di ghiaia. Poco dopo, la vegetazione diventa più fitta e il bosco sembra avvolgere il percorso.

Va detto che questo è probabilmente il tratto più affascinante durante l’autunno, con le foglie che ricoprono il terreno e i rami che formano una sorta di galleria naturale. Non mancano deviazioni che conducono direttamente alla riva, mentre ci si può prendere qualche minuto per fermarsi a osservare davanti ai propri occhi lo spettacolo (emozionante) delle montagne.

Proseguendo, il tracciato attraversa un ponte e raggiunge l’altra sponda. Da questo punto il paesaggio si apre maggiormente, regalando vedute panoramiche in grado di emozionare. Il ritorno segue in parte la strada che costeggia il lago, con scorci particolarmente belli nelle giornate soleggiate.

Tra le particolarità architettoniche del Lunzer See vale la pena citare la Seebühne. Si tratta di una struttura multifunzionale inaugurata nel 2004 e progettata dall’artista austriaco Hans Kupelwieser, con la collaborazione dello studio werkraum Wien. Ma perché è così particolare? La risposta è molto interessante: durante il giorno, parte della struttura funziona da piattaforma per prendere il sole e accedere all’acqua; in occasione degli spettacoli, invece, si trasforma in un teatro all’aperto, con una platea coperta e un palcoscenico galleggiante.

Possiede infatti un sistema meccanico che consente alla copertura di sollevarsi, mentre la piattaforma scenica può essere abbassata sotto la superficie durante l’inverno per proteggerla dalla pressione del ghiaccio. La Seebühne ospita anche il festival musicale wellenklänge, durante il quale le esibizioni si svolgono davanti allo scenario naturale delle montagne e del lago.

Per chi desidera prolungare l’esplorazione, dal Lunz parte l’itinerario dei tre laghi, un percorso di quasi 19 chilometri che richiede più o meno 6 ore e raggiunge anche il Mittersee, che si trova in un ambiente boschivo particolarmente suggestivo, e l’Obersee, uno specchio d’acqua verde intenso circondato da rilievi rocciosi.

Va però specificato che nel pieno dell’autunno le giornate più corte e le possibili nevicate in quota richiedono maggiore prudenza. Durante l’estate, invece, il lago si trasforma in una vera e propria meta balneare, con tanto di lido attrezzato dotato di 4.000 m² di prato, trampolino per i tuffi e servizi per le famiglie.

Tra maggio e giugno, inoltre, nei prati della regione fioriscono migliaia di narcisi bianchi, mentre in inverno il paesaggio assume tonalità completamente diverse: la sua superficie può ghiacciare durante le ondate di freddo più intense. Merita una visita anche il vicino abitato di Lunz am See, un paese alpino legato storicamente alla lavorazione del ferro e alla cultura montana del Mostviertel.

Dove si trova e come arrivare

L’incantevole Lago di Lunz (che in autunno pare davvero dipinto a mano) si trova a Lunz am See, nella parte sud-occidentale della Bassa Austria, nel distretto di Scheibbs. Per raggiungerlo in automobile da Vienna, Linz o Salisburgo si può percorrere l’autostrada A1, uscendo a Ybbs an der Donau e proseguendo lungo la strada B25 in direzione di Lunz am See.

Lunzer See, Austria
iStock
Il Lunzer See visto dall’alto

Chi preferisce utilizzare i mezzi pubblici può raggiungere in treno Scheibbs oppure Waidhofen an der Ybbs, proseguendo successivamente in autobus verso Lunz am See. È opportuno verificare gli orari delle coincidenze, soprattutto nei fine settimana e durante la bassa stagione.

Novembre in Sardegna: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:10

Quando i paesi si radunano attorno ai primi fuochi e alle tavolate condivise, l’autunno mostra il suo volto più autentico: sagre di paese, feste patronali e mercatini riempiono le strade di profumi di cantina e di piatti fumanti. I colori caldi dei boschi accompagnano i riti collettivi del raccolto e della trasformazione, tra castagne, olio nuovo e vini che raccontano l’annata. È il momento in cui le comunità si stringono, aprono case e cortili e trasformano il tempo che rallenta in un’occasione di incontro. In Sardegna questi gesti antichi diventano invito a scoprire borghi, tradizioni artigiane e sapori di stagione.

Nel calendario di novembre 2026 in Sardegna, gli eventi enogastronomici portano in viaggio tra montagne e mare: dalle atmosfere suggestive di “Su Prugadoriu” a Seui, con il paese che si anima tra riti e degustazioni, ai profumi intensi de “La Montagna produce” a Desulo, dove i prodotti tipici sono protagonisti assoluti. Tra le vie di Nuoro, poi, “Mastros in Nùgoro” apre botteghe e laboratori, trasformando la città in un percorso diffuso tra saper fare, cibo tradizionale e storie raccontate a passo lento.

Gli eventi di novembre in Sardegna tra sagre e sapori

  • Autunno in Barbagia – Ortueri (NU), dal 5 settembre al 13 dicembre 2026.
    Manifestazione diffusa che apre cortili e case storiche della Barbagia, proponendo percorsi enogastronomici e artistici per valorizzare le eccellenze produttive, le tradizioni e l’artigianato dell’interno della Sardegna.
  • “Su Prugadoriu”, l’antica festività diventa vetrina del territorio – Seui (OG), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    Antica festività legata al culto delle anime con questua alimentare dei bambini nel centro storico di Seui, divenuta vetrina per enogastronomia, artigianato, tradizioni locali, convegni, presentazioni e spettacoli.
  • La Montagna produce: a Desulo i prodotti più tipici e genuini della montagna – Desulo (NU), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Evento enogastronomico a Desulo dedicato ai prodotti tipici della montagna, con degustazioni e vendita di salumi, pani, formaggi, dolci, castagne arrosto e specialità locali come su callu.
  • Mastros in Nùgoro – Nuoro (NU), dal 14 al 15 novembre 2026.
    Manifestazione nei quartieri San Pietro e Seuna di Nuoro, tappa di Autunno in Barbagia, che promuove cultura, sociale, artigianato e agroalimentare del territorio.
  • Tradizionale festa per la Madonna dello Schiavo – Carloforte (SU), il 15 novembre 2026.
    A Carloforte celebrazione della Madonna dello Schiavo il 15 novembre, legata alla storia degli schiavi carlofortini liberati nel 1803 e al culto della Madonnina nera.
  • Saboris Antigus 2026 in Sardegna – Siurgus Donigala (SU), ogni domenica dal 15 al 29 novembre 2026.
    Rassegna diffusa in nove comuni della Sardegna con appuntamenti autunnali e invernali dedicati alle comunità locali, ai produttori, alle famiglie custodi delle ricette tradizionali e alle nuove generazioni.
  • La Festa Antunna e Piritzolu a Macomer – Macomer (NU), dal 20 al 22 novembre 2026.
    A Macomer si svolge Antunna e Piritzolu, con rassegna de S’Antunna, mostra micologica regionale e show cooking “Il Fungo è servito”, ospitati presso il Centro Polivalente in via degli Artigiani.
  • Ocraxus a Laconi – Laconi (OR), dal 21 al 22 novembre 2026.
    Percorso nel centro storico di Laconi tra rioni, vecchie case e antiche ville per scoprire arti, mestieri tradizionali e sapori del passato.
  • Festa per Santa Caterina – Sassari (SS), il 25 novembre 2026.
    Festa religiosa in onore di Santa Caterina nella chiesa gesuita del XVII secolo, con processione e mercatino di prodotti tipici per tutta la giornata.

Sagre ed eventi di novembre in Piemonte, gli appuntamenti da non perdere

15 octobre 2026 à 09:10

Nel calendario di fine autunno si accendono luci, profumi e tavole imbandite tra colline e città, dove ogni fine settimana diventa un invito a rallentare. È il periodo delle sagre di paese, delle feste dedicate ai prodotti tipici, dei calici che accompagnano formaggi, salumi e dolci di stagione. Tra nebbie leggere e vigneti che cambiano colore, il Piemonte offre borghi raccolti e piazze vivaci in cui ritrovarsi, assaggiare, curiosare tra banchi e specialità locali.

In questa cornice, il cuore goloso della regione batte alla Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, appuntamento che richiama appassionati e gourmet da tutta Italia, mentre Torino anima i weekend con il Balon: il mercatino delle pulci e il Gran Balon, dove antiquariato e oggetti vintage raccontano storie passate. Tra una degustazione e una passeggiata tra gli stand, anche città come Novara, Tortona, Ovada e Vercelli offrono eventi e mercatini per completare un novembre ricco di sapori e scoperte.

Gli eventi di novembre 2026 in Piemonte da scoprire

  • Fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba – Alba (CN), dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026.
    Ad Alba la Fiera internazionale del tartufo bianco propone il Mercato Mondiale dei tartufi delle Langhe, Monferrato e Roero e un padiglione didattico dedicato a bambini e famiglie.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Mostra Mercato dell'Antiquariato e dell'Usato – Ovada (AL), il 1 novembre 2026.
    Mostra mercato nel centro storico con numerose bancarelle di antiquariato, gioielli, stampe, libri, modernariato, mobili e oggetti da collezione, che attira un pubblico sempre più numeroso.
  • Barlafus, mercatino antiquario di Vercelli – Vercelli (VC), il 1 novembre 2026.
    Mercatino mensile a Vercelli che unisce commercio, tradizione, cultura locale e turismo, valorizzando antiquariato minore, curiosità del passato, piccolo artigianato e mondo rurale.
  • Curiosità a Novara – Novara (NO), il 7 novembre 2026.
    Mercatino nel centro storico di Novara con bancarelle di antichità, artigianato, collezionismo e opere di ingegno, che dal 2006 richiama numerosi appassionati anche da fuori provincia.
  • Balon: il mercatino delle pulci a Torino – Torino (TO), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Storico mercatino delle pulci di Torino in zona Borgo Dora, dove si trovano antiquariato, rigatteria, artigianato, vintage, creatività, collezionismo e usato, frequentato da collezionisti e curiosi.
  • Gran Balon, mercato dell'antiquariato minore di Torino – Torino (TO), il 8 novembre 2026.
    Mercato torinese dell’antiquariato minore con centinaia di espositori in zona Borgo Dora, ricco di mobili antichi, oggetti da collezione e negozi specializzati che offrono proposte di alto antiquariato e curiosità.
  • Il vintage della Gran Madre – Torino (TO), il 15 novembre 2026.
    Mercatino a tema vintage nel centro storico di Torino, vicino alla Chiesa della Gran Madre, con numerose bancarelle dal sapore retrò ogni terza domenica del mese.
  • Cantarà e Catanaj, il mercatino dell'antiquario – Tortona (AL), il 29 novembre 2026.
    Mercatino dell'antiquariato nel centro storico con esposizioni a tema storico, tra auto d'epoca, stampe e fotografie, legato alla tradizione tortonese dei “catanaj”.

Novembre nelle Marche: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:10

Il ritmo lento dei borghi, l’aria frizzante e i profumi che arrivano dalle piazze riportano al centro la convivialità, tra brindisi, piatti fumanti e chiacchiere fino a sera. È il tempo delle sagre di paese, delle feste dedicate ai prodotti del bosco, delle ultime giornate all’aperto tra mercatini e tavolate condivise. In questo clima raccolto ma ancora vitale, le colline e le città d’arte delle Marche diventano lo sfondo ideale per weekend fatti di gusto, tradizioni e paesaggi che cambiano colore.

Nelle Marche di novembre 2026 gli appuntamenti enogastronomici sono protagonisti, con il tartufo a guidare la scena: dalla Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna ai profumi intensi della Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado, fino all’atmosfera di fuoco e sapori tipici della Festa del braciere – Musica e piatti tipici di Moresco. Un itinerario che attraversa borghi e città, perfetto per scoprire la regione seguendo il filo dei suoi sapori più autentici.

Eventi di novembre 2026 nelle Marche tra sagre e mercatini

  • Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna – Acqualagna (PU), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 15 novembre 2026.
    Manifestazione nazionale ad Acqualagna dedicata al tartufo bianco, con mercato specializzato che valorizza una storica tradizione di ricerca, produzione e commercializzazione del prezioso tubero a livello nazionale e internazionale.
  • Festa del braciere – Musica e piatti tipici – Moresco (FM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    A Moresco si festeggia con un grande braciere in piazza del Castello che cuoce risotti, salsicce, spiedini e castagne, accompagnati dal vino tipico locale e da un’atmosfera conviviale.
  • Mostra Nazionale del tartufo bianco pregiato delle Marche – Sant’Angelo in Vado (PU), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Evento a Sant’Angelo in Vado dedicato al tartufo bianco pregiato delle Marche, dove è possibile acquistare tartufi e prodotti tipici del Montefeltro come funghi, castagne, formaggi e miele.
  • Fiera di San Martino – Grottammare (AP), dal 10 al 11 novembre 2026.
    Storica fiera di Grottammare, tra le principali delle Marche, che richiama ogni anno migliaia di visitatori e numerosi operatori per vendita ed esposizione di merci in un contesto legato alla tradizione.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Il Barattolo, la soffitta sotto il loggiato – Macerata (MC), il 8 novembre 2026.
    Sotto i portici del centro storico si svolge un mercatino con bancarelle di artigianato artistico, piccolo antiquariato, modernariato, hobbistica e collezionismo.
  • Stradomenica, shopping ed intrattenimentom – Pesaro (PU), il 15 novembre 2026.
    In tutta Pesaro si tengono mercato, mercatino dell’antiquariato, negozi e locali aperti, iniziative culturali a ingresso gratuito o ridotto e animazione diffusa.
  • Mercanti in Pesaro – Pesaro (PU), il 15 novembre 2026.
    Mercato che anima le vie e le corti del centro storico di Pesaro con bancarelle, offrendo ai visitatori l’occasione di passeggiare tra palazzi restaurati e strade storiche.

Novembre nel Lazio: le migliori sagre, feste ed eventi

15 octobre 2026 à 09:09

Il richiamo dei falò e del profumo di castagne arrostite segna il tempo dei ritrovi di comunità, tra piazze accese di luci calde e bancarelle colme di sapori di stagione. È il momento in cui i prodotti dell’autunno diventano protagonisti di sagre di paese, feste del raccolto e appuntamenti dedicati a vino, olio nuovo e specialità del territorio. In questo clima conviviale il Lazio si scopre attraverso gusti autentici, tra colline, borghi lacustri e città, offrendo tante occasioni per un viaggio lento tra tradizioni e convivialità. Tra un calice e un assaggio, ogni fine settimana diventa una piccola festa collettiva.

Nel Lazio novembre 2026 è un invito a esplorare piazze e borghi attraverso il gusto: dalle atmosfere autunnali della Festa del vino e dell’olio novello di Vignanello ai profumi intensi di tartufo della Fiera Nazionale del tartufo bianco e nero pregiato di Campoli Appennino, fino alle note di montagna e alle caldarroste della Sagra della Rola, festa del Cornuto di Rocca Canterano. Senza dimenticare gli appuntamenti con mercati contadini e specialità tipiche, da Roma ai Castelli Romani, che trasformano ogni weekend in un itinerario enogastronomico diffuso.

Eventi di novembre nel Lazio, tra sapori d’autunno e tradizioni

  • Tre Mercati Contadini ad Albano Laziale – Albano Laziale (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Albano Laziale ospita più mercati contadini, con appuntamenti il sabato in via Riccardo Lombardi e la domenica in Piazza Pia, per acquistare direttamente prodotti agricoli locali.
  • Sagra della Caldarrosta nel Rione Sant’ Agostino – Carpineto Romano (RM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Sagra della caldarrosta nel rione Sant’Agostino con musica, buon cibo e fraschetta rionale, pensata per valorizzare castagne, paesaggio, tradizioni rurali e biodiversità dei Monti Lepini.
  • Sagra della Caldarrosta – Carpineto Romano (RM), dal 31 ottobre al 11 novembre 2026.
    A Carpineto si celebra la castagna e la biodiversità dei Monti Lepini con caldarroste, tradizioni rurali, storia, cultura e gastronomia in un clima di festa.
  • Festa della Castagna a Riofreddo – Riofreddo (RM), dal 31 ottobre al 1 novembre 2026.
    Percorso enogastronomico per le vie di Riofreddo con menu di piatti invernali, carne alla brace, pizze fritte, vino e castagne protagoniste.
  • Mercato della Terra di Anguillara Sabazia – Anguillara Sabazia (RM), il 1 novembre 2026.
    Sulle sponde del lago di Bracciano il Mercato della Terra di Anguillara Sabazia offre ortaggi biologici, formaggi, pani, salumi tradizionali, vini, miele, oli, birre artigianali e dolci stagionali.
  • Festa della Castagna – Ascrea (RI), il 1 novembre 2026.
    Appuntamento di Ognissanti dedicato alla castagna, con degustazioni e richiami alle tradizioni e al passato contadino.
  • Mercato della Terra di Santa Maria delle Mole – Marino (RM), il 1 novembre 2026.
    In piazza Sciotti a Marino il Mercato della Terra propone prodotti locali, Presìdi Slow Food e specialità rare che valorizzano antichi mestieri, tecniche tradizionali e cultura del territorio.
  • Mercato della Terra di Monte Compatri – Monte Compatri (RM), il 1 e 15 novembre 2026.
    Lungo la passeggiata di Monte Compatri si svolge il Mercato della Terra con Presìdi Slow Food, miele, frutta e verdura locali, formaggi e porchetta, legati alla tradizione laziale.
  • Mercato Contadino dei Castelli Romani a Roma Capannelle – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    Mercato contadino nato dall’alleanza tra produttori di qualità e consumatori attenti, per promuovere sovranità alimentare e liberarsi dai prodotti dell’agroindustria e della grande distribuzione.
  • Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Frascati – Frascati (RM), ogni martedì e venerdì dal 3 al 27 novembre 2026.
    A Frascati il mercato contadino di filiera corta permette di acquistare il paniere agroalimentare locale proprio nelle aree un tempo agricole, oggi trasformate dal terziario.
  • Mercato del Contadino dei Castelli Romani a Rocca di Papa – Rocca di Papa (RM), ogni giovedì dal 5 al 26 novembre 2026.
    A Rocca di Papa il mercato contadino riunisce produttori locali con vendita diretta di prodotti stagionali, freschi e a km 0, puntando su tipicità territoriali e risparmio per il consumatore.
  • Castagnata di Novembre – Anzio (RM), dal 6 al 8 novembre 2026.
    Ad Anzio la castagnata propone caldarroste, vino novello e piatti tipici della tradizione marinara, accompagnati da carni alla brace, contorni e spettacolo serale di intrattenimento e cabaret.
  • Festa del vino e dell’olio novello – Vignanello (VT), dal 6 al 8 novembre e dal 13 al 15 novembre 2026.
    Festa dedicata al vino e all’olio novello nelle vie medievali di Vignanello, con degustazioni tra profumi di uva appena vinificata, olive in molitura e caldarroste nel borgo antico.
  • Fiera Nazionale del tartufo bianco e nero pregiato – Campoli Appennino (FR), dal 7 al 8 novembre e dal 14 al 15 novembre 2026.
    Fiera gastronomica dedicata al tartufo bianco e nero pregiato, con degustazioni di piatti tipici, mostra di artigianato e prodotti della Ciociaria e possibilità di acquistare tartufi direttamente dai tartufai locali.
  • Mercato della Terra di Frascati – Frascati (RM), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Mercato settimanale in piazza della Porticella a Frascati, dove produttori e artigiani locali propongono vino, olio, formaggi, legumi, farine, ortaggi, frutta, miele e manufatti nel segno dei principi Slow Food.
  • Sagra della Rola, festa del Cornuto – Rocca Canterano (RM), dal 7 al 8 novembre 2026.
    Manifestazione legata alla festa di San Martino a Rocca Canterano, con corteo in cui si celebrano in modo ironico i simboli del tradimento coniugale e viene nominato il “cornuto dell’anno”.
  • Biomercato in Certosa – Roma (RM), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
    Biomercato mensile nel Parco della Certosa con piccoli produttori biologici di ortofrutta, carne, formaggi, miele, olio e dolci, arricchito da laboratori per bambini e pranzo sociale.
  • OliOlive – Castel Madama (RM), dal 13 al 16 novembre 2026.
    Fiera del gusto nel borgo medievale di Castel Madama con stand di produttori di olive da tavola e olio d’oliva, che offrono degustazioni e vendita di prodotti di una tradizione olearia di rilievo nazionale.
  • Mercato della Terra di Ciampino – Ciampino (RM), il 15 novembre 2026.
    Mercato della Terra nel parco Aldo Moro a Ciampino con una ventina di produttori di frutta, ortaggi, carni, latticini, pane, salumi, miele, birra artigianale e specialità come Presìdi Slow Food e dolci kosher.
  • ‘Pane, Olio e…’ – Montelibretti (RM), dal 15 al 17 novembre 2026.
    Evento enogastronomico a Montelibretti dedicato all’olio DOP locale e ad altre specialità, con sagre di pizzafritta e frittello e stand selezionati che spaziano dal tartufo ai dolci fatti in casa.
  • Giorno di Bacco – Palombara Sabina (RM), il 15 novembre 2026.
    Al Castello Savelli di Palombara Sabina il Giorno di Bacco trasforma gli spazi storici in una grande cantina, con degustazioni di vini della Sabina, del Lazio e oltre, accompagnati da un menu pensato per intenditori.
  • BolsenaSee Fest “Araun” – Bolsena (VT), dal 19 al 22 novembre 2026.
    Festival interculturale a Betzingen/Reutlingen con prodotti enogastronomici del territorio, musica dal vivo, degustazioni e momenti conviviali, pensato come ponte di amicizia tra Italia e Germania.
  • Life of Wine 2026 – Roma (RM), il 22 novembre 2026.
    Life of Wine riunisce a Hotel Villa Pamphili cantine da tutta Italia che presentano in degustazione l’annata più recente e più annate storiche, offrendo un viaggio nel tempo nell’evoluzione dei loro vini.

I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo

  • Mercatino dell’Antiquariato – Roma (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Nel mercatino coperto di Via San Basilio a Roma si svolge una mostra mercato di antiquariato, collezionismo, artigianato creativo, dischi, prodotti tipici, rigatteria e libri, aperta a appassionati e curiosi.
  • Mercatino Conca D’Oro – Roma (RM), ogni sabato e domenica dal 31 ottobre al 29 novembre 2026.
    Mercatino amatoriale aperto il fine settimana, dedicato a chi cerca oggetti del passato e curiosità del presente in un clima informale.
  • Per le vie del Borgo: Antiquariato, Artigianato e Collezionismo – Fara in Sabina (RI), il 1 novembre 2026.
    All’Abbazia di Farfa si tiene un mercatino mensile di antiquariato, artigianato, modernariato e collezionismo vintage, aperto sia a professionisti sia a hobbisti.
  • Uno sguardo nel passato – Frascati (RM), il 1 novembre 2026.
    Nel centro storico di Frascati un ampio mercatino riunisce espositori selezionati con oggetti da collezione, curiosità d’altri tempi e artigianato etnico e artistico.
  • Il mercatino della memoria – Latina (LT), il 1 novembre 2026.
    Piazza del Popolo a Latina ospita un grande mercatino di modernariato, mobili e oggetti d’antiquariato con numerosi espositori; l’evento viene annullato in caso di maltempo.
  • Garage Sale – Il Mercatino del Borghetto Flaminio – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    In Piazza della Marina si svolge un mercatino dove espositori amatoriali affittano banchetti per vendere abiti, oggetti vintage, collezioni e curiosità, attirando un vasto pubblico alla ricerca di pezzi originali.
  • Porta Portese – Roma (RM), ogni domenica dal 1 al 29 novembre 2026.
    Storico e affollato mercato delle pulci romano, con banchi di antiquariato, abbigliamento, casalinghi e oggetti vari, esteso tra Piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense.
  • Sulle orme del passato: mercatino dell’antiquariato – Albano Laziale (RM), il 8 novembre 2026.
    Mercatino mensile dell’antiquariato alle Terme di Cellomaio con circa 150 espositori di mobili, oggetti da collezione, quadri, monete, francobolli e chincaglieria, punto di riferimento per curiosi e appassionati.
  • Mostra mercato dell’Antiquariato di Rieti – Rieti (RI), dal 14 al 15 novembre 2026.
    Mostra mercato mensile dell’antiquariato nel centro storico di Rieti, dove tra banchi e bancarelle si trovano manufatti antichi, oggetti da collezione e articoli per tutte le tasche.
  • Mercatino dell’Antiquariato di Viterbo – Viterbo (VT), il 15 novembre 2026.
    Mercatino mensile dell’antiquariato tra Largo Benedetto Croce e Piazza dei Caduti a Viterbo, con banchi di antiquariato, modernariato, collezionismo e specialisti del settore, servito da un vicino parcheggio.
  • Mostra Mercato Antiquariato in Piazza dei Quiriti – Roma (RM), il 22 novembre 2026.
    Mostra mercato mensile in Piazza dei Quiriti con mobili, argenti, ceramiche, oggettistica, libri d’epoca, settore vintage e brocantage, artigiani creativi e pittori contemporanei.

Vivere Firenze con nuova energia: qui la pausa di benessere tropicale è un vero sogno

Par : Caterina
15 octobre 2026 à 08:09

Firenze è un luogo incantevole che ammalia, accoglie fra le proprie strade e i propri vicoli, fa sognare. D’autunno, peraltro, dà il suo meglio: questa straordinaria città d’arte si libera della folla estiva e si ricopre di una luce dorata, che fa sentire così a proprio agio da far perdere il conto dei passi fatti tra i monumenti.

Diciamolo però: il corpo e la mente, a un certo punto, chiedono il conto. E chi visita il capoluogo toscano lo sa bene: dopo chilometri di salite, ponti e botteghe, gambe e spalle chiedono soltanto una cosa, fermarsi e rigenerarsi. E tutto questo si può fare, rendendo la propria vacanza ancor più bella, appagante e meravigliosa.

Quando il viaggio ha bisogno di una pausa

Ciò che stiamo per dire non va inteso in senso negativo: visitare Firenze è un’esperienza che riempie gli occhi e il cuore, ma può sicuramente far un po’ scaricare le energie fisiche. Gli Uffizi, il Duomo, le salite di Boboli e le passeggiate lungo l’Arno regalano emozioni, però… mettono alla prova anche il viaggiatore più allenato.

Per questo inserire nell’itinerario una giornata (o anche solo mezza) dedicata al benessere trasforma il viaggio. Si riparte più leggeri, con i muscoli distesi e la mente pronta ad accogliere nuove bellezze. E se proprio si vogliono concentrare le scoperte meravigliose tra le strade e i musei della città durante il giorno, si potrebbe anche pensare a un momento di benessere serale: basta anche l’idea di regalarsi una coccola e di “viziare” un po’ il proprio corpo per arrivare più carichi e per affrontare ogni giornata con lo stesso vigore che si ha quando si parte.

Un angolo tropicale alle porte di Firenze

Sì, ma dalla straordinaria culla della cultura italiana, qual è la fuga di benessere più vicina che permette appunto di dedicarsi questi momenti di relax? In realtà c’è un luogo davvero magico da scoprire: a Campi Bisenzio, nel verde del Parco di Villa Montalvo, si trova Asmana Wellness World, la day spa più grande d’Italia: 9.000 metri quadrati su tre livelli, di cui 5.000 al chiuso accessibili agli ospiti, dove ogni ambiente racconta una cultura diversa del benessere, dall’India al Marocco, da Bali alla Finlandia.

Le grandi piscine esterne, circondate da palme e riscaldate tra i 35 e i 37 gradi tutto l’anno, fino a tarda sera, regalano la sensazione di un’isola tropicale nel cuore della Toscana, con tanto di Tropical Pool Bar dove sorseggiare un cocktail o una centrifuga restando in acqua.

Raggiungere la struttura è semplice anche per chi viaggia senza auto, grazie al servizio shuttle che accompagna gli ospiti al centro: una soluzione comoda per ritagliarsi la propria parentesi di relax e rientrare in città in serata, pronti per una lunga passeggiata, per una cena o anche per tornare nel proprio alloggio con un entusiasmo che strada facendo era stato fiaccato dagli sforzi e dalla stanchezza.

Un viaggio sensoriale tra saune tematiche e rituali esotici

Posto che Asmana è un luogo magico dove è facile trovare la propria dimensione ed è ancora più facile scegliere il “cammino” più adatto per ritrovare il proprio splendore, non possiamo non dire che esiste un percorso ideale, che è quello che comincia dal mondo delle acque.

Nella Grotta, premiata con l’Italian Pool Award, una cascata di otto metri alterna pioggia tropicale e getti intensi che massaggiano il corpo, mentre la Giungla avvolge con l’idromassaggio della “pioggia monsonica” su lettini in pietra, tra luci soffuse che evocano una foresta equatoriale notturna.

Poi, si passa al calore: le Cerimonie in Sauna, guidate dai Maestri con la tecnica dell’Aufguss, animano la maestosa Indian Sauna (la seconda più grande d’Italia), la Wine Sauna profumata dalle botti in rovere toscano e la Biosauna Zen, dove la cerimonia Beautiful Skin si prende cura della pelle tra creme al tè verde e nebulizzazioni alla lavanda.

Chiude il cerchio l’Hammam più grande d’Europa occidentale: qui si partecipa alle Cerimonie dello Scrub o al rituale Mille e una Notte, con sapone nero marocchino, esfoliazione con il guanto Kessa e tè verde finale. Un’esperienza che le coppie in viaggio possono condividere, per aggiungere alla vacanza un ricordo a due fuori dai percorsi consueti.

Firenze, centro Asmana

Sollievo immediato per gambe e piedi stanchi

Ma non è tutto qui, perché per chi ha camminato dall’alba al tramonto, Asmana ha pensato a soluzioni mirate e veloci. Al Beauty Bar, in un quarto d’ora di totale autonomia, si compone il proprio percorso di bellezza: la crema gambe “effetto ghiaccio” rinfresca e tonifica, l’impacco occhi alla camomilla combatte i segni della stanchezza e le maschere idratanti restituiscono luce al viso, il tutto accompagnato da una tisana rilassante.

Chi preferisce affidarsi a mani esperte può scegliere i massaggi da 20 minuti, perfetti tra una tappa e l’altra dell’itinerario: il defaticante piedi, il drenante gambe o il distensivo cervicale sciolgono in poco tempo le tensioni della giornata. Per un relax più avvolgente ci sono i Massaggi Special, dall’Abhyanga ayurvedico al Lomi Lomi hawaiano, fino all’Hot Stone con pietre vulcaniche e al massaggio di coppia, da vivere fianco a fianco in una sala dedicata.

Il souvenir più prezioso è il benessere

Da un viaggio a Firenze si portano a casa fotografie, sapori e scorci indimenticabili. Una giornata ad Asmana aggiunge al bagaglio qualcosa di diverso: spalle leggere, pelle rinnovata e quella calma rara che solo l’acqua calda sa regalare.

La prossima volta che l’itinerario toscano prende forma, vale la pena riservare uno spazio al riposo. Perché il modo migliore per amare una città è visitarla con il corpo riposato e lo sguardo curioso di chi si è concesso una pausa in paradiso.

Si riaccendono i riflettori sul Lago d’Iseo: il Guardian celebra la magia di un paradiso tra borghi pittoreschi

14 octobre 2026 à 12:00

Tra i ritmi frenetici di Milano e le industrie dell’hinterland, c’è un angolo della Lombardia dove il ritmo sembra invece rallentare, tra montagne che si specchiano nell’acqua, piccoli borghi affacciati sul lago e sentieri immersi nei colori dell’autunno. È il Lago d’Iseo, tornato sotto i riflettori della stampa internazionale grazie al Guardian, che gli ha dedicato un lungo reportage di viaggio.

La testata britannica lo racconta attraverso un itinerario fatto soprattutto di bicicletta, trekking e vita all’aria aperta, presentandolo come una destinazione ideale per chi desidera scoprire i laghi italiani da una prospettiva più lenta e rilassata. Al centro del viaggio c’è soprattutto Monte Isola, raggiungibile in pochi minuti di traghetto dalla sponda bresciana e perfetta da esplorare senza automobile. Un nuovo riconoscimento internazionale, quindi, per un territorio che non ha bisogno della mondanità del Lago di Como o delle grandi località del Garda per lasciare il segno.

Il Guardian riscopre il Lago d’Iseo e Monte Isola

Il cuore del racconto è Monte Isola, una montagna che emerge direttamente dalle acque del lago e custodisce una successione di piccoli centri abitati, vicoli, uliveti e antiche tradizioni legate alla pesca.

Qui le automobili sono praticamente assenti e ci si sposta soprattutto a piedi, in bicicletta o utilizzando i piccoli mezzi pubblici locali. È proprio questa dimensione sospesa a conquistare il Guardian, che attraversa località come Sensole, Menzino e Carzano, seguendo strade tranquille affacciate sull’acqua e immergendosi in un paesaggio che in autunno cambia completamente colore.

Peschiera Maraglio
iStock
Peschiera Maraglio, uno dei borghi del Lago d’Iseo

Il portale turistico ufficiale descrive Monte Isola come la più grande isola lacustre abitata d’Europa: ha una superficie di circa 4,5 chilometri quadrati e un perimetro di circa 9 chilometri. Tra i suoi simboli ci sono la Rocca Oldofredi-Martinengo, costruita nel XIV secolo e il Santuario della Madonna della Ceriola, che domina il lago dall’alto. Ed è proprio verso il santuario che conduce una delle escursioni raccontate dal quotidiano britannico: una salita attraverso i boschi di castagni ricompensata, una volta arrivati in cima, da una vista che abbraccia il lago e le montagne circostanti.

Borghi, trekking e sapori al Lago d’Iseo

Il fascino del Lago d’Iseo, però, va oltre Monte Isola. È il paesaggio nel suo complesso a rendere particolare questa zona della Lombardia: verso sud iniziano le colline e i vigneti della Franciacorta, mentre procedendo verso nord il panorama diventa più aspro, con montagne sempre più vicine alle rive.

Anche per questo il territorio si presta particolarmente allo slow travel. Si può percorrere Monte Isola a piedi con un itinerario di circa 9,4 chilometri che parte da Peschiera Maraglio, attraversa uliveti e borghi come Sensole, Menzino e Siviano e regala scorci continui sulle acque del lago e sulle piccole isole circostanti.

Poi ci sono i sapori locali, altro elemento che il Guardian inserisce nel viaggio: il pesce di lago, le sardine essiccate e le ricette tradizionali diventano parte di un’esperienza che invita a fermarsi, anziché limitarsi a spuntare attrazioni da una lista.

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per volare in Europa con la promo Ryanair

13 octobre 2026 à 16:00

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per concedersi qualche giorno di vacanza prima delle feste di Natale, magari alla scoperta di una città europea vestita a festa. Ryanair ha lanciato una nuova promozione flash con voli scontati del 20% permettendo così di raggiungere diverse destinazioni con un budget contenuto. La promozione è valida per prenotazioni effettuate entro il 15 ottobre per volare dal 15 ottobre al 17 dicembre 2026.

Nel 2026 poi l’8 dicembre cade di martedì e prendendo un solo giorno di ferie è possibile organizzare un lungo weekend in viaggio. Abbiamo selezionato 3 mete perfette che a dicembre regalano atmosfere suggestive, mercatini natalizi, luci e tante esperienze da vivere.

La magia del Natale vi aspetta in Europa: si parte a piccoli prezzi con la promozione Vueling

Par : losiangelica
13 octobre 2026 à 11:00

Voglia di staccare la spina e partire per un city break? Con la nuova promo Vueling si vola a partire da 24 euro a persona (ma con un po’ di attenzione si trovano tante partenze anche a 15 euro!). Avete tempo dal 13 al 18 ottobre 2026 per prenotare, scegliendo quando partire tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

È il momento perfetto per organizzare quella fuga che continuate a rimandare, soprattutto se sognate di trascorrere qualche giorno tra mercatini di Natale, città illuminate e atmosfere da film. Non sapete ancora dove andare? Ecco tre città da mettere subito in wishlist per vivere tutta la magia del Natale!

Da Milano a Barcellona

Non servono per forza temperature sotto zero per vivere la magia del Natale, basta scegliere la meta giusta. Soleggiata quasi tutto l’anno, Barcellona è un’ottima opzione per passeggiare tra lucine e atmosfera natalizia senza però raffreddarsi e da Milano si parte con voli da 15 euro… un vero affare. Cosa vedere? Sicuramente il mercatino della Fira de Santa Llúcia, proprio davanti alla Cattedrale di Barcellona: bancarelle di artigianato, decorazioni natalizie e statuine del presepe rendono questo angolo del Barrio Gótico ancora più magico.

Perdetevi poi tra i vicoli del centro storico, ammirate le luminarie lungo Passeig de Gràcia e approfittatene per scoprire le opere di Gaudí, dalla Sagrada Família a Casa Batlló. E per una pausa golosa? Cioccolata calda e churros sono praticamente obbligatori! Tra tapas, shopping natalizio e passeggiate vista mare alla Barceloneta, Barcellona è la meta perfetta se cercate Christmas vibes senza rinunciare all’energia mediterranea.

Barcellona illuminata nel periodo natalizio
iStock
Barcellona illuminata nel periodo di Natale è magica

Da Firenze a Bruxelles

Se il vostro mood natalizio ideale comprende casette di legno, lucine scintillanti e profumo di cioccolato, Bruxelles è la vostra prossima destinazione! Con voli da Firenze a partire da 39 euro, potete immergervi in una delle atmosfere natalizie più suggestive d’Europa. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, il centro si trasforma grazie a Winter Wonders, l’evento natalizio che anima la città con oltre 200 chalet, attrazioni e specialità da assaggiare.

Imperdibile la Grand-Place, dove un grande albero di Natale e uno spettacolo di luci trasformano la piazza in uno scenario da cartolina. Fate un giro sulla ruota panoramica, provate la pista di pattinaggio e curiosate tra le bancarelle alla ricerca di regali originali. Non dimenticate una tappa alle eleganti Galeries Royales Saint-Hubert e, soprattutto, lasciate spazio alle degustazioni: waffle caldi, praline belghe e patatine fritte sono un must.

Bruxells illuminata per Natale
iStock
Il fascino di Bruxelles nel periodo natalizio

Da Roma Fiumicino a Londra

Londra è bella sempre, ma dobbiamo dire che durante il periodo natalizio dà il meglio di sé con luci di design che illuminano le vie dello shopping e quelle centrali dei monumenti. Con voli da Roma a partire da 53 euro si può raggiungere una delle più belle città natalizie d’Europa con luoghi cult come il Winter Wonderland a Hyde Park attivo dal 19 novembre al 3 gennaio 2027. Tra mercatini, giostre, pista di pattinaggio e ruota panoramica, è il posto giusto per entrare ufficialmente nel Christmas mood.

Altrettanto imperdibile il fascino di Covent Garden dove si esagera con un grande albero natalizio e decorazioni XXL che fanno da sfondo per le foto. Le iconiche luminarie di Regent street e Oxford street vi faranno battere il cuore.

Luminarie natalizie a Londra
iStock
La magia del Natale a Londra

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