Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Hier — 25 août 2026it

Il murales di Maradona restaurato fa già impazzire i turisti, ecco quando sarà inaugurato

25 août 2026 à 17:00

A Napoli il legame tra Diego Armando Maradona e la città continua a richiamare visitatori da ogni parte del mondo. A poche ore dall’esordio del Napoli in campionato, i Quartieri Spagnoli sono tornati a riempirsi di tifosi e turisti, tutti diretti verso Largo Maradona. Qui, lo storico murale dedicato al Pibe de Oro è stato recentemente restaurato e, nonostante l’inaugurazione ufficiale debba ancora arrivare, sta già attirando una folla di curiosi.

Il murale di Maradona è ancora coperto

L’area di Largo Maradona è al momento transennata e il murale restaurato rimane ancora nascosto sotto un grande telone blu. Una situazione che, però, non ha assolutamente fermato i visitatori. In tanti hanno raggiunto i Quartieri Spagnoli nella speranza di riuscire almeno a intravedere un pochino l’opera e portare a casa una fotografia di uno dei luoghi più simbolici della Napoli legata a Diego Armando Maradona.

La scena è quella di una vera e propria processione internazionale unita da un unico richiamo: l’icona del calcio mondiale. Davanti al murale sono arrivati visitatori argentini, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, giapponesi e arabi, insieme a numerosi italiani provenienti da città e regioni diverse, tra cui Milano, Roma, Firenze, Emilia-Romagna e Puglia.

Tra maglie azzurre, sciarpe, fotografie e selfie, Largo Maradona continua così a rappresentare una delle principali tappe del pellegrinaggio calcistico a Napoli. Il fascino del luogo, tuttavia, va oltre la passione sportiva: il murale racconta infatti il rapporto speciale costruito negli anni tra il campione argentino e il popolo napoletano.

Quando sarà inaugurato il murale restaurato

L’attesa per vedere finalmente il murale di Maradona restaurato non dovrebbe durare ancora a lungo. Secondo quanto riportato da Il Mattino, quotidiano d’informazione fondato a Napoli, l’inaugurazione ufficiale è prevista tra due o tre settimane. Fino ad allora, l’opera resterà protetta dal telone e l’area continuerà a essere delimitata dalle transenne.

L’interesse, intanto, è già altissimo e potrebbe crescere ulteriormente con l’avvicinarsi dell’inaugurazione. Il murale di Largo Maradona è infatti molto più di una semplice opera urbana: negli anni è diventato un simbolo dei Quartieri Spagnoli e uno dei luoghi più fotografati dai visitatori che arrivano a Napoli.

La sua fama ha ormai superato i confini italiani, come dimostrano le tante diverse nazionalità presenti ogni giorno nella zona. Anche chi non segue il calcio può rimanere sicuramente colpito dalla forza del legame tra Maradona e Napoli, una storia fatta di vittorie, passione e identificazione collettiva.

Per questo Largo Maradona continua a essere una tappa quasi obbligata per chi vuole conoscere una delle anime più autentiche della città. E ora, con il restauro ormai completato e l’inaugurazione all’orizzonte, l’attesa intorno al celebre murale è destinata a crescere ancora.

Seguiranno aggiornamenti sul giorno previsto per l’inaugurazione ufficiale.

Un treno storico da Milano Centrale ad Alba che profuma d’autunno, tra tartufo e vino

25 août 2026 à 16:00

L’autunno si può vivere anche dal finestrino di un treno, lasciandosi alle spalle Milano per entrare lentamente nel paesaggio delle Langhe. L’11, il 18 e il 25 ottobre 2026 arriva il treno storico Milano Centrale-Alba, un itinerario dedicato a due grandi protagonisti del Piemonte: il tartufo e il vino. Un viaggio che unisce il fascino della ferrovia d’epoca alla scoperta di uno dei territori italiani più celebri per la sua cultura enogastronomica.

La destinazione è Alba, nel cuore delle Langhe, dove colline e vigneti disegnano un paesaggio riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È proprio in autunno che questo angolo del Piemonte assume un’atmosfera particolarmente suggestiva, tra i colori della stagione, i mercati dedicati ai prodotti locali e le tradizioni legate al tartufo e ai grandi vini della zona.

Il treno storico da Milano Centrale ad Alba

Il viaggio con locomotiva elettrica partirà da Milano Centrale e accompagnerà i passeggeri attraverso un graduale cambiamento di scenario. Dalla dimensione urbana della metropoli lombarda si passerà a un paesaggio sempre più caratterizzato da filari ordinati, colline e piccoli centri storici, fino ad arrivare nel territorio delle Langhe.

A rendere speciale l’esperienza saranno le carrozze Gran Confort, iconiche vetture della storia ferroviaria italiana progettate per offrire ambienti spaziosi, silenziosi e confortevoli. Le ampie finestrature permetteranno di osservare il paesaggio durante il tragitto, mentre il ritmo lento del treno trasformerà lo spostamento in una vera esperienza di viaggio.

A bordo saranno inoltre previsti momenti di degustazione dedicati ai prodotti del territorio. I sapori delle Langhe diventeranno così parte del percorso ancora prima dell’arrivo ad Alba, creando un collegamento tra il viaggio, il paesaggio e la tradizione gastronomica piemontese.

Una volta raggiunta la destinazione, i viaggiatori potranno esplorare liberamente Alba, una delle capitali italiane dell’enogastronomia, tra botteghe artigiane, enoteche storiche, mercati stagionali ed esperienze di degustazione. Il periodo autunnale è particolarmente indicato per scoprire l’identità della città e del territorio circostante, quando il tartufo diventa uno dei simboli della stagione.

Biglietti per il treno storico: prezzi e date

Il treno storico “Milano Centrale-Alba: Tartufo e Vino” è in programma per tre domeniche consecutive: 11, 18 e 25 ottobre 2026. L’orario di partenza dell’andata sarà alle 9:05 dalla stazione di Milano – con arrivo ad Alba alle 12:35. Mentre il treno di ritorno partirà alle 18:20 da Alba per rientrare a Milano alle 22. Durante il tragitto il treno effettuerà fermate alle stazioni di Pavia, Alessandria e Asti.

Il biglietto costa 69 euro per gli adulti, mentre per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è prevista una tariffa ridotta del 50%, pari a 34,50 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano invece gratuitamente.

La tariffa indicata è valida per una sola tratta, quindi per il viaggio di andata oppure per quello di ritorno. I biglietti sono già acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese le biglietterie e i self-service delle stazioni, oltre alle agenzie di viaggio abilitate.

Per informazioni e assistenza sul viaggio è possibile rivolgersi alla Fondazione FS tramite l’indirizzo email ufficiale oppure telefonando al numero 335 6854091.

Capri nasconde un posto incredibile: la Certosa di San Giacomo, sospesa tra cielo e mare

25 août 2026 à 14:10

Tra i luoghi più suggestivi di Capri, non troppo lontano dal continuo viavai della celebre Piazzetta, c’è un complesso monumentale dove si fondono storia, arte e paesaggio. È la Certosa di San Giacomo, la più importante testimonianza dell’architettura angioina sull’isola, costruita tra il 1371 e il 1374 per volontà di Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò. Dal 1371 questo complesso è stato convento, prigione e poi liceo di Capri.

La sua posizione contribuisce a renderla davvero speciale: immersa nel silenzio, con una vista incredibile sui Faraglioni e sul mare, la Certosa offre un punto di vista diverso sulla Capri più conosciuta, fatto di chiostri, architetture storiche e scorci luminosi.

Cosa vedere tra arte e archeologia

Il complesso della Certosa di San Giacomo, che presenta una molteplicità di volte, è articolato in tre sezioni principali:

  • la cosiddetta “casa alta”, destinata alla vita religiosa e alla clausura, con chiesa, refettorio, celle dei monaci e chiostri;
  • la “casa bassa”, dedicata alle attività quotidiane e produttive dei monaci;
  • una terza parte che ospitava un tempo la farmacia e una chiesa per le donne.

Oggi questo patrimonio storico ospita importanti spazi museali e culturali. Da vedere sono innanzitutto il Chiostro Grande e il più antico Chiostro Piccolo, ambienti raccolti che restituiscono l’atmosfera dell’antico monastero.

All’interno si trovano poi il Museo Diefenbach, dedicato al pittore simbolista tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, e il Museo Archeologico Nazionale di Capri, inaugurato nel 2024 e dedicato soprattutto alla storia dell’isola in epoca romana.

In occasione del bicentenario della riscoperta della Grotta Azzurra, fino al 18 ottobre 2026 è inoltre possibile visitare presso la Certosa di San Giacomo la mostra “Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)”, che racconta la fortuna del mito caprese attraverso due secoli.

Per informazioni dettagliate sui giorni di apertura e prezzi consultare il sito ufficiale.

Cosa vedere alla Certosa di San Giacomo a Capri
iStock
Complesso della Certosa di San Giacomo, Capri

Gli eventi alla Certosa

Questa sera, martedì 25 agosto, la Certosa di San Giacomo apre eccezionalmente in orario serale, dalle 18 alle 22, in occasione della conferenza “La rappresentazione della Grotta Azzurra tra pittura e fotografia nel Novecento” e della proiezione del documentario “Capri. L’isola rifugio”, prevista alle 19.30. Saranno visitabili il Museo Archeologico, il Museo Diefenbach e le mostre in corso. Dalle 20 alle 21.30 sono previste visite guidate alle prime due esposizioni, in italiano, inglese e francese, con prenotazione obbligatoria e ingresso libero.

Il calendario prosegue poi nei giorni successivi con la XVI edizione di Jazz in Capri: il 26 e 27 agosto alle ore 21 la Certosa ospiterà due concerti serali, rispettivamente “Enrico Pieranunzi trio Plays Morricone” e “Denise King & Elio Coppola trio”.

Un altro appuntamento particolarmente atteso è quello con Sal Da Vinci, in programma giovedì 10 settembre. L’artista porterà sull’isola il tour estivo 2026, con uno spettacolo che intreccia i brani più amati del repertorio con quelli del nuovo album “Per sempre sì”. Tra questi c’è “Poesia”, nuovo singolo dalle sonorità bachata.

Dove si trova e come arrivare

La Certosa di San Giacomo si trova in via Certosa 10, nel cuore di Capri, l’isola campana nel Golfo di Napoli che si raggiunge via mare con traghetti o aliscafi. I due porti di partenza principali sono Napoli e Sorrento ai quali, nel periodo estivo, si aggiungono quelli di Salerno e della Costiera Amalfitana (Positano e Amalfi).

Dalla famosa Piazzetta (Piazza Umberto I) la Certosa di San Giacomo si raggiunge facilmente a piedi in circa 10 minuti, seguendo le indicazioni verso il complesso monumentale.

À partir d’avant-hierit

Il turismo che rigenera: lo yoga tourism traina la crescita dei viaggi benessere

23 août 2026 à 09:00

Viaggiare per ritrovare equilibrio, ridurre lo stress e dedicare tempo alla propria crescita personale: è una tendenza sempre più forte nel turismo internazionale. Il turismo yoga si inserisce proprio in questo scenario e si prepara a vivere una nuova fase di espansione, sostenuto dalla crescente domanda di esperienze legate al benessere fisico e mentale.

Secondo una nuova analisi di settore di ResearchAndMarkets, il mercato globale del turismo yoga passerà dai 177,1 miliardi di dollari del 2024 ai 222,5 miliardi previsti entro il 2030, con una crescita media annua del 3,9%.

Il fenomeno riflette un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più interessati a vacanze capaci di andare oltre la semplice scoperta di una destinazione. I ritiri yoga, infatti, uniscono attività fisica, rilassamento, spiritualità e immersione culturale, trasformando il viaggio in un’occasione di rigenerazione.

Ritiri yoga e benessere conquistano i viaggiatori

La crescita del turismo yoga è strettamente legata all’espansione del più ampio settore dei viaggi dedicati al benessere e alla spiritualità. Sempre più persone scelgono soggiorni organizzati intorno alla ricerca dell’equilibrio e alla necessità di staccare dalla quotidianità. I ritiri diventano così esperienze strutturate, nelle quali lezioni di yoga e pratiche dedicate alla consapevolezza possono affiancarsi alla scoperta del territorio e alla dimensione spirituale.

A sostenere il mercato contribuisce anche il wellness aziendale. Le imprese investono infatti in ritiri dedicati al benessere dei dipendenti, considerandoli strumenti utili per favorire produttività, coinvolgimento e fidelizzazione. Una domanda che apre nuove opportunità per operatori specializzati e destinazioni già note per la loro offerta wellness.

Anche i social media hanno accelerato la diffusione del fenomeno. Influencer e personaggi pubblici hanno contribuito a rendere i ritiri yoga esperienze desiderabili, mentre le piattaforme digitali permettono agli operatori di intercettare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Il mercato cresce tra viaggi al femminile e nuove destinazioni

Un ruolo importante è quello dei viaggi in solitaria, soprattutto tra le donne, che trovano nei ritiri strutturati occasioni di socialità, sicurezza e crescita personale. Il segmento femminile resta infatti dominante e dovrebbe raggiungere i 145,7 miliardi di dollari entro il 2030, con un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del 3,2%. Il mercato maschile, pur partendo da dimensioni inferiori, è invece destinato a crescere più rapidamente, con un tasso annuo previsto del 5,3%.

Sul fronte geografico, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato, con un valore di 48,2 miliardi di dollari nel 2024. Tra le realtà in maggiore crescita spicca invece la Cina, che potrebbe raggiungere i 44,7 miliardi di dollari entro il 2030, sostenuta da un CAGR del 7%. Anche Giappone, Canada, Germania e diverse aree dell’Asia-Pacifico, dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa mostrano prospettive positive.

Nei prossimi anni, l’accesso digitale, le piattaforme di prenotazione e una progettazione sempre più diversificata dei ritiri potrebbero rafforzare ulteriormente il settore. Il turismo yoga si prepara così a diventare uno dei protagonisti della trasformazione dei viaggi benessere fino alla fine del decennio, dove partire significa sempre più anche ritrovare sé stessi e rallentare.

Apre il museo di George Lucas, tra Star Wars e un ristorante panoramico

22 août 2026 à 10:00

Il conto alla rovescia è iniziato: il Lucas Museum of Narrative Art aprirà al pubblico il 22 settembre 2026, portando a Los Angeles un nuovo grande spazio dedicato all’arte narrativa. Nato dalla volontà di George Lucas e Mellody Hobson, il museo sorgerà nell’Exposition Park, una delle aree culturali più importanti della città californiana.

Il progetto architettonico porta la firma di Ma Yansong dello studio MAD, mentre i giardini sono stati affidati a Mia Lehrer dello Studio-MLA. L’obiettivo è creare non soltanto un museo, ma un luogo capace di raccontare il rapporto tra immagini, storie ed esperienza umana. Un concetto particolarmente caro a Lucas, secondo cui le storie rappresentano una forma di mitologia capace di aiutare le persone a comprendere i misteri della vita.

Tornano i treni storici in Campania: viaggi affascinanti tra regge, borghi e paesaggi suggestivi

22 août 2026 à 09:00

Dal 6 settembre al 27 dicembre 2026 la Campania torna a viaggiare sui binari del passato con una nuova stagione di treni storici. Sono oltre 30 le corse previste nei fine settimana, pensate per trasformare il viaggio in un’esperienza capace di unire turismo lento, cultura, storia e mobilità sostenibile. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti), in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e gli enti locali.

Il programma attraversa alcuni dei luoghi più interessanti della regione, dalle grandi città d’arte ai siti archeologici, fino ai piccoli borghi dell’entroterra. Per le informazioni definitive su date, orari, tariffe e modalità di prenotazione delle singole corse, arriveranno presto i dettagli ufficiali.

Pietrarsa Express, un viaggio nella storia delle ferrovie

Ad aprire la stagione sarà il Pietrarsa Express, con la prima corsa in programma domenica 6 settembre. Il convoglio storico partirà da Napoli Centrale per raggiungere il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, una delle destinazioni più significative per conoscere la storia delle ferrovie italiane.

Il fascino dell’itinerario sta anche nella possibilità di raggiungere il museo a bordo di un treno d’epoca, rendendo il percorso parte integrante della visita. Un modo suggestivo per riscoprire un luogo legato all’evoluzione del trasporto ferroviario italiano.

Ripartono i treni storici in Campania
Ferrovie dello Stato
A bordo del Pietrarsa Express

Reggia Express, da Napoli alla Reggia di Caserta

La seconda proposta è il Reggia Express, che collegherà Napoli Centrale alla stazione di Caserta a bordo di un convoglio storico. La prima partenza è prevista per domenica 13 settembre.

La particolarità dell’itinerario è la posizione della stazione ferroviaria casertana, situata a breve distanza dal Complesso Vanvitelliano della Reggia di Caserta. Una volta scesi dal treno, sarà quindi possibile raggiungere facilmente uno dei più importanti monumenti della Campania, senza lunghi trasferimenti.

Archeotreno, sulle tracce di Pompei e Paestum

Il patrimonio archeologico sarà protagonista dell’Archeotreno, con partenze da Napoli verso due destinazioni di grande rilevanza: Pompei e Paestum. La prima corsa è fissata per domenica 18 ottobre.

L’idea è quella di facilitare l’accesso a importanti aree archeologiche attraverso un collegamento ferroviario dal forte valore turistico e culturale. Il viaggio diventa così parte dell’esperienza, accompagnando i visitatori verso luoghi che raccontano alcune delle pagine più importanti della storia antica della Campania.

Tornano i treni storici in Campania da settembre
Pixabay
L’Archeotreno della Campania

Ferrovia dell’Irpinia, tra borghi e paesaggi dell’entroterra

Dal 13 settembre il programma si estenderà anche all’Irpinia, con partenze da Avellino lungo la storica Ferrovia dell’Irpinia. Le automotrici d’epoca raggiungeranno borghi come Montella, Lioni, Montemarano, Paternopoli, Taurasi, Cassano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi.

Per rendere più semplice la visita, il viaggio sarà accompagnato da un servizio integrato di bus navetta dalle stazioni verso i centri abitati. Un sistema pensato per valorizzare anche le aree interne e favorire la scoperta di borghi, paesaggi e patrimoni locali.

I biglietti saranno disponibili attraverso i canali Trenitalia (sito, app, biglietteria, distributori automatici) e presso le agenzie di viaggio, ma per conoscere calendario completo e le informazioni delle singole iniziative bisognerà consultare i canali della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.

Giochi del Mediterraneo 2026, un viaggio tra le mete che ospitano le gare

21 août 2026 à 14:30

Stasera, venerdì 21 agosto, si alza ufficialmente il sipario sui XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026: la Cerimonia di Apertura è in programma dalle 20 allo Stadio Erasmo Iacovone e sarà trasmessa in diretta su Rai 2.

Ma l’appuntamento sportivo sarà anche un’occasione per scoprire un angolo di Puglia attraverso un itinerario che coinvolgerà 13 Comuni (che saranno sede ufficiale di gara), da Taranto a Lecce, passando per città d’arte, borghi e località affacciate sul mare. Le sedi delle competizioni diventano così tappe di un possibile viaggio, da costruire tra una gara e l’altra.

Taranto, il cuore dei Giochi

È naturalmente Taranto il centro della manifestazione, con numerosi impianti distribuiti in città. Allo Iacovone si disputeranno le gare di calcio, mentre lo stadio Giuseppe Valente ospiterà l’atletica leggera. Al Torre D’Ayala sono in programma nuoto, nuoto pinnato e pallanuoto; al PalaMazzola la pallavolo e la scherma e al PalaRicciardi il pugilato. Il Parco Cimino, sul Mar Piccolo, accoglie la roller marathon, mentre il Centro Nautico Torpediniere è dedicato alla vela, alla canoa e al canottaggio. Tra le altre sedi figurano i Giardini Peripato per il basket 3×3, il Magna Grecia Tennis Center per i tornei di tennis, il Parco del Mediterraneo alla Salinella per il padel e lo skateboard e il circuito urbano di Taranto per il triathlon.

Tra una competizione e l’altra, Taranto, la città dei due mari dove non mancano suggestive leggende, invita a passeggiare nella Città Vecchia, tra vicoli, chiese antiche e palazzi storici, raggiungendo il Castello Aragonese e il Lungomare Vittorio Emanuele III. Da non perdere anche il Ponte Girevole, uno dei simboli della città.

In Piazza Garibaldi, inoltre, il Fan Village sarà aperto fino al 3 settembre, ogni giorno dalle 18 alle 24, con ingresso gratuito.

Giochi del Mediterraneo 2026, le sedi
iStock
Veduta aerea del municipio di Taranto

Da Brindisi alla Valle d’Itria: i luoghi dei Giochi da non perdere

Il viaggio può proseguire verso nord. A Brindisi il calcio si giocherà allo Stadio Franco Fanuzzi e la pallavolo femminile al PalaPentassuglia: fuori dagli impianti vale la pena fare una passeggiata per il centro storico e sul lungomare fino a raggiungere le colonne romane vicino al porto. A Fasano, invece, la pallamano porterà i Giochi nel palazzetto cittadino, offrendo l’occasione di abbinare lo sport al centro storico e alla costa di Savelletri.

A Conversano si disputeranno sempre le partite di pallamano al Pala San Giacomo, a poca distanza dal centro dominato dal castello; Martina Franca ospiterà invece judo, karate e lotta al PalaWojtyla, tra palazzi barocchi e le atmosfere della Valle d’Itria.

Viaggio in Puglia tra le mete che ospitano le gare dei Giochi del Mediterraneo 2026
iStock
Panorama aereo di Brindisi

Gli altri luoghi delle gare: l’itinerario nell’area di Taranto

Più vicino a Taranto, Crispiano, celebre Terra delle 100 Masserie, ospiterà il tiro con l’arco nel nuovo impianto realizzato in zona San Simone, mentre a Francavilla Fontana si potranno abbinare le gare di badminton (Palazzetto dello Sport) e le partite di calcio, maschile e femminile (stadio “Giovanni Paolo II”), alla visita del centro storico.

A Grottaglie, regno della ginnastica artistica e ritmica (Palasport Campitelli), si potrà fare tappa nel quartiere delle ceramiche; Massafra accoglierà il taekwondo al Palazzetto Giovanni Paolo II, tra gravine e chiese rupestri.

Montemesola, il balcone di pietra sul Golfo di Taranto, ospiterà al Palazzetto dello Sport le bocce, mentre all’Horse Club Terra Jonica di San Giorgio Ionico si concentreranno pugilato, sollevamento pesi ed equitazione. Qui da non perdere il parco archeologico-industriale delle Tagghjate, un antico complesso di cave di tufo.

Torricella, infine, con il suo castello Muscettola, sarà la sede ufficiale delle competizioni del tiro a segno (al Palazzetto dello Sport) e del tiro a volo (all’impianto comunale).

I luoghi dei Giochi del Mediterraneo da non perdere
iStock
Tramonto a Grottaglie

Lecce, una tappa tra sport e barocco

A Lecce il programma porterà la pallavolo al Palaventura e il calcio maschile allo Stadio Ettore Giardiniero. Una volta terminata la gara, Lecce offre uno dei volti più scenografici della Puglia tra Piazza Duomo, la Basilica di Santa Croce, l’Anfiteatro Romano e il centro storico, culla del barocco leccese.

Giochi del Mediterraneo 2026 in Puglia
iStock
Rovine dell’Anfiteatro Romano di Lecce

La Palinuro arriva a Taranto: la nave si può visitare

A completare l’esperienza tarantina, in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, c’è la nave Palinuro, che sarà ormeggiata alla banchina del Castello Aragonese fino al 24 agosto.

Il veliero della Marina Militare sarà visitabile sabato 22 agosto dalle 15 alle 19 e domenica 23 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 22.

È la compagnia aerea più costosa d’Europa: la classifica sorprende

20 août 2026 à 13:00

Quando si cerca un volo, il prezzo del biglietto non è l’unico elemento da considerare. Tra bagagli, scelta del posto e altri servizi, il costo finale può cambiare sensibilmente. Ma quali sono le compagnie aeree più costose d’Europa? Un’analisi di AirAdvisor ha messo a confronto 23 vettori europei utilizzando il RASK, ovvero il ricavo medio per posto-chilometro disponibile.

Il dato offre una prospettiva interessante sui prezzi praticati dalle compagnie e mostra differenze molto ampie. Nel 2025 il RASK varia infatti da 4,33 a 32 centesimi di euro. La classifica comprende vettori ad alto volume, grandi compagnie nazionali e importanti compagnie regionali. Tre compagnie, LOT Polish Airlines, Volotea e Air Europa, sono state escluse per la mancanza dei dati necessari.

La compagnia aerea più costosa d’Europa

A conquistare il primo posto, con un distacco sorprendente rispetto alle altre, è Widerøe, compagnia norvegese specializzata soprattutto nei collegamenti nazionali in Norvegia e in alcune rotte europee. Il suo RASK nel 2025 ha raggiunto 32 centesimi di euro, il valore più alto dell’intera analisi.

La differenza con Wizz Air, che si trova all’estremo opposto della classifica con 4,33 centesimi, è di ben 27,67 centesimi per posto-chilometro. Considerando la distanza media di un volo europeo, pari a circa 1.157 chilometri secondo Eurocontrol, la scelta di un vettore alternativo può tradursi in un risparmio significativo.

Per le rotte coperte da entrambe, una possibile alternativa è Norwegian Air Shuttle, che presenta un RASK di 6,80 centesimi. La differenza rispetto a Widerøe è particolarmente ampia e conferma una tendenza: le compagnie regionali più piccole possono avere costi più elevati per passeggero, soprattutto quando operano su collegamenti meno frequentati o verso destinazioni remote.

La compagnia aerea più costosa d’Europa
iStock
Aereo della compagnia Widerøe

La classifica delle compagnie aeree più costose d’Europa

Subito dopo Widerøe, la graduatoria vede soprattutto grandi vettori tradizionali. British Airways è la compagnia ad alto volume più costosa, mentre Air France e Austrian Airlines condividono il terzo posto generale. Anche Lufthansa e Aegean Airlines si collocano nella parte alta della classifica.

Nel complesso, però, il confronto con il 2024 offre una notizia positiva per i viaggiatori: tra le 14 compagnie confrontabili, nove hanno registrato una diminuzione del RASK e solo 5 hanno invece visto un aumento dello stesso dato. Tra i cali più marcati figurano quelli di Ryanair, easyJet, Finnair e Iberia.

Ecco la classifica completa con il RASK del 2025 delle 23 compagnie aeree più costose d’Europa:

  • 1. Widerøe – 32 centesimi;
  • 2. British Airways – 8,88 centesimi;
  • 3. Air France – 8,50 centesimi;
  • 3. Austrian Airlines – 8,50 centesimi;
  • 5. Lufthansa – 8,45 centesimi;
  • 6. Aegean Airlines – 8,39 centesimi;
  • 7. KLM – 8,37 centesimi;
  • 8. ITA Airways – 8,36 centesimi;
  • 9. Swiss – 8,30 centesimi;
  • 10. Aer Lingus – 8,07 centesimi;
  • 11. Brussels Airlines – 7,97 centesimi;
  • 12. Eurowings – 7,82 centesimi;
  • 13. SAS – 7,58 centesimi;
  • 14. Vueling – 7,49 centesimi;
  • 15. Turkish Airlines – 7,29 centesimi;
  • 16. Iberia – 7,08 centesimi;
  • 17. TAP Portugal – 6,96 centesimi;
  • 18. Norwegian Air Shuttle – 6,80 centesimi;
  • 19. Transavia – 6,64 centesimi;
  • 20. Finnair – 6,22 centesimi;
  • 21. Ryanair – 5,56 centesimi;
  • 22. easyJet – 5,21 centesimi;
  • 23. Wizz Air – 4,33 centesimi.

Il RASK viene calcolato dividendo i ricavi annuali derivanti dai passeggeri per i posti-chilometro disponibili. Non coincide quindi semplicemente con il prezzo pubblicizzato di un biglietto, ma considera il ricavo medio generato dalla compagnia in relazione alla capacità offerta. Per questo il confronto resta indicativo e, prima di acquistare, è sempre necessario verificare le tariffe effettivamente disponibili sulle singole rotte.

Oltre 127 turisti per ogni residente: è questa la meta più satura d’Europa

20 août 2026 à 11:00

C’è una parte d’Europa in cui il numero dei pernottamenti turistici supera di gran lunga quello degli abitanti. A fotografare questa particolare concentrazione sono i dati Eurostat relativi al 2024, analizzati dal Greek Reporter, che mettono in cima alla classifica una delle aree più amate del Mediterraneo. È l’Egeo meridionale, in Grecia, dove lo scorso anno si sono contati 127,2 pernottamenti turistici per ogni residente.

Primo posto per l’Egeo meridionale

Il primato europeo spetta dunque alla regione greca dell’Egeo meridionale, territorio che comprende alcune delle isole più conosciute del Paese, tra cui Santorini, Rodi e Kos. Lo scorso anno sono stati registrati oltre 41,5 milioni di pernottamenti, a fronte di una popolazione di circa 326.000 abitanti.

Il rapporto tra presenze turistiche e residenti raggiunge così quota 127,2 notti per abitante, il valore più elevato tra le zone dell’Europa considerate nell’analisi. Un dato che restituisce con immediatezza la pressione esercitata dal turismo su un territorio relativamente piccolo e fortemente legato all’accoglienza.

Subito dopo si trovano le isole Ionie, sempre in Grecia, con 102,6 pernottamenti per residente e 20,5 milioni di notti complessive. Anche qui il rapporto è particolarmente significativo, considerando una popolazione di circa 200.000 persone. Nessun’altra regione europea si avvicina ai livelli registrati dalle due aree greche. Il dato non indica necessariamente il numero di persone presenti nello stesso momento, ma misura il rapporto tra le notti trascorse dai visitatori e la popolazione residente. È quindi un indicatore utile per capire il peso del turismo sui territori.

La meta più satura d’Europa
123rf
Folla in attesa di fotografare il tramonto a Oia, Santorini

L’Italia presente con Bolzano

La prima destinazione italiana nella classifica è la provincia autonoma di Bolzano, conosciuta anche come porta d’accesso alle Dolomiti nelle Alpi italiane. Qui sono state registrate 68,9 notti turistiche per ogni abitante, un valore che colloca il territorio ai vertici europei per concentrazione delle presenze.

Il dato racconta quanto sia forte l’attrattiva dell’Alto Adige durante tutto l’anno, grazie a paesaggi alpini, località sciistiche, sentieri e turismo naturalistico. La provincia si inserisce infatti in una graduatoria dominata dalle grandi destinazioni balneari e insulari del Mediterraneo, mostrando come anche una regione montana possa raggiungere livelli molto elevati di saturazione turistica.

Le altre mete più (e meno) affollate

Alle spalle di Bolzano si trova la costa adriatica della Croazia, con 67,5 pernottamenti per residente. È l’area che comprende anche celebri città come Dubrovnik e Spalato, tra le destinazioni più richieste del Paese. Seguono le isole Baleari spagnole, con 60 notti per abitante: Ibiza e Maiorca contribuiscono a rendere questo arcipelago uno dei principali poli turistici d’Europa.

Al sesto posto compare ancora la Grecia, con Creta, che raggiunge 55,6 pernottamenti per residente. Il peso del turismo, tuttavia, varia molto all’interno dell’Unione Europea. Nella maggior parte delle regioni analizzate si registrano meno di 15 notti turistiche per abitante.

È il caso anche dell’Egeo settentrionale, altra regione greca, che con 14,9 pernottamenti per residente si colloca al 24° posto. All’estremo opposto della graduatoria figura invece Mayotte, territorio francese nell’Oceano Indiano e parte dell’UE, con appena 0,5 notti per abitante. Poco sopra si trova la Mazovia, la regione polacca che circonda Varsavia, ferma a 0,7.

Alla scoperta dell’Ungheria tra Budapest e luoghi da sogno con la promo Wizz Air

20 août 2026 à 10:14

Una nuova promo flash di Wizz Air permette di guardare all’autunno con una prospettiva interessante. Voli scontati fino al 20% esclusivamente su voli selezionati da e per l’Ungheria disponibili sul sito ufficiale della compagnia aerea e sull’app mobile WIZZ. Il periodo di validità è il 20 agosto 2026, fino alle 23.59. Dalla promozione restano esclusi tasse e costi amministrativi. Il viaggio deve essere effettuato tra il 1° settembre e l’11 dicembre 2026.

Tra le possibilità dall’Italia c’è Budapest, perfetta per un weekend tra terme, palazzi e quartieri storici, ma anche come base per esplorare altri angoli dell’Ungheria.

Il Times svela l’alternativa a Milano: è la “Leonessa”, una città tutta da scoprire

18 août 2026 à 12:01

A soli 40 minuti di treno da Milano si trova una città che custodisce un patrimonio storico sorprendente, ma che continua a rimanere lontana dai grandi flussi turistici. È Brescia, “La Leonessa” d’Italia (all’interno del castello della città si può visitare il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia), protagonista di un recente racconto del The Times che la indica come una splendida alternativa alla seconda città più grande d’Italia. Un luogo dove archeologia, arte, tradizioni e vita quotidiana si incontrano in un centro storico ricco di piazze, chiese e musei.

Brescia, tra archeologia romana, chiese e piazze

Per molto tempo Brescia è stata associata soprattutto alla sua anima industriale. In realtà, come sottolinea Cinzia Pasini, fondatrice dell’agenzia di guide turistiche locali Arte Con Noi, la città conserva un patrimonio storico di grande valore. Il Castello arroccato sul colle Cidneo ne è un esempio.
Nel 2023 Brescia è stata Capitale Italiana della Cultura e oggi rappresenta una meta ideale per un city break alla scoperta di un’Italia meno conosciuta.

Il cuore della città è Piazza della Loggia, dominata dal celebre orologio astronomico del XVI secolo, con le figure meccaniche in rame conosciute come “i pazzi delle ore”. Poco distante si apre Piazza Paolo VI, dove sorgono le due cattedrali cittadine (Duomo Nuovo e Duomo Vecchio). Brescia sorprende anche per il numero delle sue chiese: sono almeno 60 quelle comprese entro le antiche mura.

Tra le numerose chiese del centro storico, San Faustino è un ottimo punto di partenza. Dedicata a uno dei santi patroni della città, conserva gli affreschi dell’altare di Tiepolo e un’elegante facciata in marmo Botticino realizzata dallo scultore Giuseppe Cantone. Merita una visita anche Santa Maria del Carmine, dove si possono ammirare l’Annunciazione di Pieter de Witte e una suggestiva Lamentazione per Cristo morto, composta da figure in terracotta a grandezza naturale. Un dettaglio curioso si trova nel pavimento: un disco di legno segnala la presenza dell’“Antico Fiume” e, sollevando una corda, è possibile ascoltare il rumore delle acque del fiume Bova che scorrono proprio sotto la chiesa.

Tra le tappe più importanti c’è Brixia, il sito archeologico romano meglio conservato del Nord Italia e patrimonio UNESCO, dove si trova il Capitolium e la celebre Vittoria Alata, statua bronzea del I secolo. Scoperta nel 1826 e sottoposta a un importante intervento di restauro terminato nel 2020, è oggi nuovamente esposta nella sua sede originaria. Quest’anno ricorre il 200° anniversario della sua scoperta.

Da non perdere anche il Museo di Santa Giulia, ospitato nell’antico monastero benedettino femminile costruito nel 753 d.C. dal re longobardo Desiderio. I suoi oltre 14.000 metri quadrati raccontano la storia della città attraverso edifici romani, la Basilica di San Salvatore e l’Oratorio di Santa Maria in Solario del XII secolo, dove veniva custodito il tesoro del monastero.

La città di Bescia è stata elogiata dal The Times
iStock
Il Dom all’alba, Brescia

Una città da vivere

Brescia non è soltanto una destinazione culturale. Il quartiere Carmine, un tempo considerato problematico, oggi è in piena rinascita grazie alle botteghe e ai laboratori artigiani e al progetto Make in Brescia, che permette di partecipare a vari laboratori e conoscere da vicino il lavoro di ceramisti e restauratori.

Il sabato mattina il mercato che si sviluppa intorno a Piazza della Loggia restituisce invece un’immagine autentica della città, tra formaggi, salumi, frutta, verdura, pasta e prodotti della tradizione. A tavola si possono assaggiare specialità bresciane legate al territorio, mentre per l’aperitivo c’è il pirlo, preparato con vino bianco e Campari.

Tra monumenti, musei, botteghe e sapori locali, Brescia conserva così un carattere autentico e sorprendentemente discreto: proprio quella combinazione che il The Times considera la sua forza e che la rende una delle alternative più interessanti a Milano.

Brescia valida alternativa a Milano secondo il The Times
iStock
Piazza della Loggia, Brescia

La Grecia apre 126 luoghi storici gratis sotto la luna piena: ecco dove andare

18 août 2026 à 11:00

La Grecia si prepara a vivere una delle notti più suggestive dell’estate. In occasione della luna piena di agosto il Paese spalancherà le porte del proprio patrimonio archeologico con un’iniziativa che permetterà di visitare gratuitamente 126 siti archeologici, monumenti, luoghi storici e musei. L’appuntamento principale è fissato per venerdì 28 agosto 2026 e coinvolgerà località da nord a sud, molte delle quali resteranno aperte anche dopo il tramonto.

L’iniziativa, organizzata ogni anno dal Ministero della Cultura greco, trasforma così alcuni dei luoghi più importanti della storia ellenica in scenari ancora più affascinanti, illuminati dalla luce della luna. Dei 126 luoghi coinvolti, 61 ospiteranno eventi culturali, mentre altri 65 saranno semplicemente accessibili gratuitamente, generalmente dalle 19:30/20 fino alle 23/24.

Da Delfi all’antica Olimpia

Tra i luoghi da segnare in agenda se in quei giorni ci si trova in Grecia, c’è Delfi, l’antico santuario dove arrivavano visitatori da ogni parte del mondo greco per consultare l’Oracolo. Durante la serata sarà possibile accedere all’area fino alla terrazza del Tempio di Apollo, in un’atmosfera particolarmente suggestiva dopo il tramonto.

Un altro appuntamento imperdibile sarà quello con l’antica Olimpia, considerata la culla dei Giochi Olimpici. Il sito archeologico e il museo apriranno al pubblico e sono previste anche visite guidate condotte da archeologi. La città medievale fantasma di Mystras, a Sparta, ospiterà invece un evento musicale.

Ad Atene, invece, il Museo dell’Acropoli offrirà un’occasione speciale legata alla cultura greca antica. Il museo sarà aperto dalle 9 del mattino fino a mezzanotte, con visita gratuita alla mostra temporanea dedicata all’arte greca antica ritrovata in Italia.

In Epiro, il Nekromanteion di Acheronte regalerà invece un’esperienza dal fascino quasi misterioso. Secondo le antiche credenze, questo luogo era considerato un ingresso verso l’oltretomba e proprio la sua atmosfera notturna renderà la visita sotto la luna piena particolarmente suggestiva. Poco distante si trova Dodona, ritenuto il più antico santuario oracolare della Grecia, legato alla quercia sacra di Zeus. Il sito sarà accessibile gratuitamente dalle 20 a mezzanotte.

Aperti 126 luoghi storici gratis in Grecia sotto la luna piena
iStock
Il Tempio di Apollo a Delfi

Da Creta alla Calcidica

Anche le isole greche parteciperanno alla grande festa della luna piena. A Creta, il complesso del palazzo minoico di Malia ospiterà un’esibizione dal vivo del cantante greco Manolis Mitsias accompagnato da un coro. A Gortina, invece, l’attenzione si concentrerà sulle antiche iscrizioni: qui si trova una delle più importanti testimonianze legislative dell’antichità greca, incisa direttamente nella pietra. A seguire la serata sarà allietata dalla musica.

Altri scenari da non perdere sono il Castello di Nafpaktos, fortezza veneziana affacciata sul Golfo di Corinto, dove il riflesso della luna sull’acqua promette un colpo d’occhio particolare, e il Santuario di Ammon Zeus, in Calcidica, dove è prevista una rappresentazione dell’opera Orfeo ed Euridice.

Il programma non si limiterà alla notte del 28 agosto: sono infatti previste iniziative anche il 26, 27, 29 e 30 agosto, tra concerti, spettacoli teatrali, danza, mostre e visite guidate. L’elenco dei 126 siti coinvolti, con orari e programmi aggiornati per questa 27ª edizione è pubblicato sul sito del Ministero della Cultura greco ma può subire variazioni.

La Grecia apre 126 luoghi storici gratis per la luna piena
iStock
Veduta aerea delle rovine del palazzo minoico a Malia

Un autunno inaspettato tra isole, città e magia con la promo flash Ryanair

18 août 2026 à 09:48

Una nuova promo flash Ryanair permette di risparmiare 20 euro sui voli di andata e ritorno e di organizzare una fuga per dare il benvenuto all’autunno. È possibile prenotare entro il 19 agosto 2026 per viaggiare dal 1° settembre al 31 ottobre 2026.

Tra le opportunità spuntano alcune combinazioni particolarmente interessanti, perfette per chi vuole concedersi qualche giorno fuori stagione senza spendere troppo. Abbiamo selezionato tre idee di viaggio da Napoli, Pescara e Milano.

Tutti pazzi per i rifugi di montagna: la nuova fuga nella natura che conquista

16 août 2026 à 09:00

La montagna conquista sempre più escursionisti e i rifugi tornano a essere protagonisti di un modo di viaggiare lento, autentico e lontano dalle mete più affollate. A confermarlo sono i dati di Prenota Rifugi, la piattaforma digitale del Club Alpino Italiano, che nel primo semestre del 2026 ha registrato circa 8.000 pernottamenti prenotati online. Un risultato significativo, con le prenotazioni cresciute di circa l’80% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sempre più escursionisti scelgono i rifugi italiani

Sono 150 le strutture già operative sul portale, tra rifugi CAI, rifugi privati e punti tappa del Sentiero Italia CAI. Le prenotazioni interessano un territorio molto ampio: dalle Dolomiti Friulane e Bellunesi alle Vette Feltrine, dall’area del Monviso alla Val di Susa e alle Valli di Lanzo, passando per Adamello, Val Masino, Appennino centrale e Gran Sasso.

A crescere non è soltanto l’interesse degli italiani. Nel primo semestre 2026 le prenotazioni provenienti dall’estero sono aumentate del 10%, con Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Paesi Bassi tra i principali Paesi di provenienza. Gli utenti italiani rappresentano oggi circa il 70% delle prenotazioni, contro l’80% del 2025: non per una diminuzione della domanda nazionale, ma per la crescita più rapida del pubblico internazionale.

Il fenomeno racconta una nuova attenzione verso la montagna, sempre più legata a trekking di più giorni, itinerari a tappe e territori meno conosciuti. Il rifugio diventa così parte integrante del viaggio e non soltanto un punto di sosta.

La crescita delle prenotazioni racconta anche l’evoluzione del rapporto con la montagna. Non si tratta più soltanto di raggiungere una vetta o trascorrere una giornata immersi nella natura, ma di rallentare, camminare per più giorni e vivere i territori attraversati. I rifugi diventano parte di questa esperienza: luoghi in cui fermarsi, recuperare le energie e incontrare altri escursionisti, mantenendo però intatto il carattere essenziale dell’accoglienza in quota.

La possibilità di organizzare online il soggiorno risponde quindi a un’esigenza sempre più diffusa: avere maggiore autonomia nella pianificazione, senza rinunciare all’autenticità del viaggio. La digitalizzazione, in questo senso, non sostituisce l’esperienza tradizionale del rifugio, ma ne facilita l’accesso e permette di scoprire anche aree meno note delle montagne italiane.

Cresce l'interesse per i rifugi di montagna
iStock
Rifugio sul Monte Vettore

Prenotare un trekking diventa più semplice

Lanciata nel maggio 2024, Prenota Rifugi permette di consultare le strutture, verificare la disponibilità in tempo reale e organizzare il pernottamento da computer o dispositivi mobili. Il servizio multilingue consente di cercare i rifugi per nome, località o attraverso una mappa interattiva, rendendo più semplice anche la pianificazione per chi arriva dall’estero.

Uno degli aspetti più apprezzati è la possibilità di combinare le disponibilità di diverse strutture per costruire un itinerario completo. Il calendario aggiornato aiuta inoltre a distribuire le presenze durante l’anno: quando i periodi più richiesti sono pieni, è possibile orientarsi verso mesi come giugno e settembre, contribuendo alla destagionalizzazione del turismo in quota.

La soddisfazione degli utenti conferma il successo dello strumento: negli ultimi dodici mesi la piattaforma ha ottenuto una valutazione media di 4,5 punti su 5. Tra le richieste più frequenti c’è proprio quella di ampliare ulteriormente il numero di strutture prenotabili lungo uno stesso percorso. Un segnale dell’interesse crescente per i trekking itineranti e per un’esperienza della montagna più consapevole, distribuita e lontana dai circuiti dell’overtourism.

Lequile, il borgo elegante nel cuore del Salento

15 août 2026 à 12:00

A pochi chilometri da Lecce, nel cuore del Salento, Lequile è un borgo che sorprende per l’eleganza dei suoi palazzi, le chiese barocche come il santuario di S. Maria della Consolazione e le tracce di una storia profondamente legata alla produzione dell’olio. Lontana dal turismo più affollato delle località costiere, è una destinazione ideale per chi desidera alternare le giornate al mare alla scoperta dell’entroterra pugliese più autentico.

Passeggiando tra le vie del centro storico si incontrano balconi riccamente decorati, antiche case a corte, giardini nascosti e testimonianze di un passato segnato dalla vivacità economica e culturale. Un patrimonio che racconta l’anima più autentica della Terra dei due mari, lo Ionio e l’Adriatico.

Cosa fare e vedere a Lequile

Il simbolo di Lequile è l’aquila in pietra leccese, situata sulla rotatoria all’ingresso del paese, accoglie chi arriva da Lecce. La ritroviamo poi anche nello stemma comunale e in diversi edifici e monumenti del paese, a partire dalla chiesa Matrice dedicata a Maria Santissima Assunta (1724) nei pressi dei resti di un castello medievale. All’interno custodisce pregevoli altari decorati in stile tardo barocco, tele storiche e una statua lignea dell’Assunta, opera di Oronzo Rossi.

Tra i palazzi più interessanti spiccano Palazzo Caiaffa e Palazzo Battista, riconoscibile per il particolare balcone in pietra leccese decorato con maschere apotropaiche, sirene alate, figure mitologiche e curiosi satiri. Nel centro storico merita una sosta anche Palazzo dei principi Saluzzo – oggi De Palma – affacciato sulla piazza principale, Piazza San Vito, insieme alla monumentale Colonna di San Vito – famosa guglia eretta nel 1694 – e all’edificio sede del Comune. Poco lontano è possibile ammirare anche il portale della Chiesetta di Santa Maria di Loreto.

La chiesa barocca di San Vito, dedicata al santo patrono e situata in via San Vito, colpisce per l’imponente cupola ricoperta da mattonelle colorate, la ricchezza degli interni e per gli otto altari in pietra riccamente decorati. Poco distante, all’ingresso del paese, si trova la chiesa di San Nicola (o del Redentore), riconoscibile per la caratteristica cupola ottagonale rivestita di piastrelle maiolicate policrome. Alle sue spalle è presente un menhir (megalite) chiamato “Aia della corte” a testimonianza delle presenza umana nella zona fin dalle epoche preistoriche.

Tra le testimonianze più preziose c’è poi in piazza San Francesco il convento dei Frati Francescani Minori, risalente al XVII secolo. Il complesso, con pitture seicentesche, conserva il Bel Chiostro in pietra leccese, un refettorio affrescato, arredi lignei e una biblioteca storica del 1695 con oltre duemila volumi antichi.

Da non perdere anche le due grandi fitolacche monumentali di piazza Europa, alberi preziosi che fanno parte del Registro degli Alberi monumentali della Puglia.

Per comprendere la storia dell’antica produzione di olio lampante del Salento di Lequile bisogna poi raggiungere la frazione di Dragoni, dove è possibile visitare un antico frantoio ipogeo (degli almeno otto che si contavano un tempo). Scavato nella roccia, conserva macine e vasche utilizzate per la lavorazione dell’olio, una produzione che contribuì alla prosperità del territorio.

Dove si trova e come raggiungerlo

Lequile si trova nella Valle della Cupa in provincia di Lecce in Puglia, a circa cinque chilometri dal capoluogo salentino. La sua posizione rende il borgo particolarmente comodo da inserire in un itinerario alla scoperta del Salento.

In auto, da Lecce si raggiunge in pochi minuti dalla SS. 101 Salentina-Gallipoli. Per chi volesse raggiungere Lequile in treno, la stazione più vicina è quella di Lecce.

Accesso al mare, la regola che molti non conoscono: il diritto dei bagnanti sulle spiagge

15 août 2026 à 11:00

Con l’arrivo di Ferragosto le spiagge italiane si preparano ad accogliere milioni di persone, ma tra stabilimenti balneari, spiagge libere e tratti di costa in concessione non sempre è chiaro quali siano i diritti dei bagnanti. Una delle regole più importanti riguarda l’accesso al mare: raggiungere la battigia deve essere sempre possibile e gratuito, anche attraversando uno stabilimento. Ma non è l’unica norma da conoscere prima di trascorrere una giornata in spiaggia.

Accesso al mare: cosa possono fare i bagnanti

Il diritto di raggiungere la battigia è garantito dalla legge anche quando la spiaggia è affidata in concessione a uno stabilimento balneare. L’articolo 11 della legge 217 del 2011 riconosce infatti il “diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”. La legge 296 del 2006 stabilisce inoltre che i concessionari devono consentire il libero accesso e transito verso la battigia.

Questo significa che chi vuole semplicemente arrivare al mare, fare il bagno o attraversare lo stabilimento per raggiungere la riva non deve acquistare un biglietto né pagare alcun servizio. Diverso è il caso di ombrelloni, lettini, cabine, docce e altre strutture messe a disposizione dal gestore, che restano servizi a pagamento.

Attenzione, però, alle regole sulla permanenza vicino alla riva. In molti Comuni la fascia di circa cinque metri dalla battigia deve rimanere libera, anche per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso. Non è quindi possibile occupare questo spazio con ombrelloni, lettini o altri oggetti quando le ordinanze locali lo vietano.

Anche sulla spiaggia libera non è consentito “prenotare” il posto lasciando durante la notte ombrelloni, materassini o sdraio. Si tratta di un’occupazione abusiva del demanio e gli oggetti possono essere rimossi. Per giocare a pallone, organizzare attività sportive o portare il proprio cane, invece, bisogna verificare le disposizioni del Comune, della Regione o dell’autorità marittima. Anche il cibo portato da casa è generalmente consentito, purché si rispettino ambiente e regole locali, mentre il fumo può essere soggetto a divieti comunali.

Spiagge pulite: le regole contro rifiuti

Il diritto di vivere liberamente la spiaggia comporta anche precise responsabilità. In vista di Ferragosto, l’appello rivolto ai Comuni balneari è quello di rafforzare controlli e sanzioni contro l’abbandono dei rifiuti e i comportamenti che danneggiano gli arenili.

Le immagini delle spiagge lasciate sporche dopo la notte di San Lorenzo hanno riacceso l’attenzione sul problema: bottiglie, bicchieri, lattine, plastica, mozziconi e resti di bivacchi finiscono sulla sabbia, trasformando un bene comune in una discarica a cielo aperto. Il fenomeno rischia di aggravarsi proprio nei giorni di maggiore affluenza.

A preoccupare è anche l’abitudine di portare via sabbia, conchiglie, ciottoli e altri materiali naturali. Se un singolo gesto può sembrare irrilevante, la sua ripetizione da parte di migliaia di persone può impoverire ecosistemi costieri già fragili.

Per questo, oltre al senso civico, diventano fondamentali informazione, prevenzione e controlli. La spiaggia è un patrimonio collettivo: rispettare le regole significa garantire a tutti il diritto di accedere al mare e, allo stesso tempo, preservare gli arenili per chi li frequenta oggi e per le generazioni future.

C’è un tesoro nascosto nel Castello di Breno in Valle Camonica: la leggenda che fa sognare

14 août 2026 à 15:00

Nel cuore della Valle Camonica, arroccato su una collina che domina il fondovalle, il Castello di Breno custodisce secoli di storia, ma anche racconti, misteri e leggende. Quello che oggi appare come un suggestivo maniero altomedievale è in realtà un complesso molto più articolato, nato dalla sovrapposizione di edifici, torri e fortificazioni costruiti in epoche diverse.

La storia del castello

Le origini del sito sono molto più antiche del castello stesso: gli scavi archeologici hanno restituito tracce di frequentazione umana risalenti alla preistoria, con testimonianze che arrivano fino al VIII sec a.C.

L’attuale complesso fortificato si sviluppò soprattutto tra il XII e il XIII secolo, nel periodo di Federico I Barbarossa, quando sul colle sorsero palazzi e torri. In seguito, durante il dominio della Repubblica di Venezia, il Castello di Breno venne trasformato e potenziato come roccaforte militare. Tra le sue mura passarono personaggi e condottieri legati alle guerre tra guelfi e ghibellini, tra cui il Conte di Carmagnola e Bartolomeo Colleoni.

Nel 1592 la Serenissima – la Repubblica di Venezia – vendette il complesso al Comune di Breno e, con il passare del tempo, la fortificazione perse la propria funzione strategica giungendo a un progressivo abbandono e a un parziale riutilizzo come cava di pietre.

Cosa vedere e fare

La visita permette di leggere la storia direttamente nelle pietre. Si incontrano le mura merlate, l’antica casa-torre signorile e la torre grande, alta circa 20 metri e accessibile ai visitatori in occasione delle aperture previste. Particolarmente interessanti sono i resti della Chiesa di San Michele, di origine longobarda, considerata il più antico monumento portato alla luce a Breno.

Ma sono soprattutto le curiosità a rendere speciale il castello. Una leggenda della Valle Camonica racconta che il cavaliere Leutelmonte, dopo aver combattuto e vinto un duello per conto del signore di Breno, ricevette in premio una chioccia d’oro massiccio con dodici pulcini. Secondo alcune versioni, il tesoro per non essere rubato sarebbe stato nascosto nelle segrete di una torre medievale di Cividate Camuno; secondo altre, invece, sarebbe ancora sepolto in un tunnel segreto scavato nella roccia proprio nel Castello di Breno.

Si racconta inoltre dell’esistenza di antichi passaggi segreti: uno avrebbe collegato la rocca al fiume Oglio, un altro al convento dei Cappuccini. Non mancano poi le storie di assedi e personaggi leggendari, come la regina longobarda Rosmunda, protagonista di uno dei racconti tramandati intorno alla fortezza.

Il Castello di Breno dispone di un bar-ristorante all’interno delle mura ed è oggi anche sede di eventi musicali e manifestazioni di vario genere.

Visitare il Castello di Breno
iStock
Vista sul castello

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Breno si trova in Vicolo Orti, a Breno, in provincia di Brescia, nel cuore della Valle Camonica in Lombardia. Dal centro del paese si raggiunge con una breve passeggiata in salita.

In automobile si arriva percorrendo la SS42 in direzione Edolo, con uscita a Breno. Per chi viaggia in treno, la località è servita dalla linea Brescia-Iseo-Edolo di Trenord, con fermata a Breno.

Il parco del castello è ad accesso libero tutti i giorni dalle 9 alle 24 mentre la fortezza è aperta tutti i giorni d’estate e solo sabato/domenica nei mesi di aprile, maggio, settembre, ottobre.

Per informazioni su orari, visite guidate e aperture straordinarie,  è consigliabile consultare il sito ufficiale della Pro Loco di Breno.

Nelle terre di Montepulciano riaffiora un tesoro nascosto per millenni

14 août 2026 à 14:00

Tra le colline della Valdichiana Senese, nelle terre di Montepulciano, il passato torna lentamente alla luce. Ad Acquaviva sono infatti ripresi gli scavi archeologici nel sito di Fontegrande, dove è conservato un importante complesso termale di epoca romana. L’area, estesa per circa 600 metri quadrati, custodisce strutture risalenti alla prima età imperiale, rimaste in uso fino alla loro dismissione intorno al V secolo d.C. La nuova campagna di indagini, avviata all’inizio di luglio 2026, sta già regalando scoperte capaci di raccontare un capitolo ancora poco conosciuto della storia del territorio.

Fuochi d’artificio a Ferragosto: gli eventi imperdibili dove ammirarli in Italia

14 août 2026 à 13:00

Ferragosto è uno dei momenti più attesi dell’estate italiana e, quando cala la sera, il cielo si trasforma in uno spettacolo di luci e colori. Da Nord a Sud, sono numerose le località che il 15 agosto 2026 celebreranno la festa con grandi spettacoli pirotecnici, spesso organizzati direttamente sul mare o affacciati su laghi e porti.

Ecco alcuni degli appuntamenti più suggestivi da segnare in agenda per trascorrere una notte di Ferragosto all’insegna della magia e del divertimento.

Lignano Sabbiadoro

A Lignano Sabbiadoro, in Friuli-Venezia Giulia, il Ferragosto si festeggia direttamente sul mare. Sabato 15 agosto, alle 23.30, il tratto di costa nei pressi di terrazza Mare e dell’ufficio spiaggia n.6-7 del Lungomare Trieste ospiterà il tradizionale spettacolo pirotecnico che illuminerà l’Adriatico. L’appuntamento è pensato per essere ammirato dalla spiaggia e dal lungomare e rappresenta uno dei grandi classici dell’estate friulana.

Jesolo

Anche Jesolo si prepara a celebrare la notte più attesa dell’estate con i tradizionali Fuochi di Ferragosto. L’appuntamento sarà sabato 15 agosto alle 23, sull’arenile davanti a Piazza Brescia. Lo spettacolo sarà visibile anche da numerosi punti del litorale jesolano, regalando una scenografia particolarmente suggestiva grazie alla vicinanza del mare.

Lago Maggiore

Se si preferisce il fascino dell’acqua dolce, una delle mete da segnare è Laveno Mombello (Varese), sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Il Ferragosto Lavenese, giunto alla 63ª edizione, culminerà al golfo di Laveno sabato 15 agosto con la benedizione delle barche illuminate alle 20.30 e il grande spettacolo pirotecnico alle 22.30. La serata comprende anche balli latino-americani, musica e gastronomia, trasformando il lungolago in uno dei punti più suggestivi per festeggiare.

Alassio

Ad Alassio, in Liguria, il Ferragosto si celebra con uno spettacolo pirotecnico sul mare. L’appuntamento è per sabato 15 agosto 2026 alle 22.30, al Pontile Bestoso, uno dei luoghi più suggestivi del lungomare della località ligure. I fuochi accenderanno il cielo sopra la Baia del Sole, creando uno scenario particolarmente suggestivo per chi trascorre la serata sulla costa. Lo spettacolo è pensato per essere vissuto direttamente sul lungomare, tra il riflesso delle luci sull’acqua e l’atmosfera festosa della notte di Ferragosto.

Porto Recanati

Anche le Marche celebreranno Ferragosto con uno spettacolo pirotecnico affacciato sull’Adriatico. A Porto Recanati, sabato 15 agosto 2026, l’appuntamento è fissato alle 23.30, quando il cielo sopra il mare si accenderà di luci, colori e coreografie. I fuochi verranno lanciati direttamente da piattaforme galleggianti, creando un effetto particolarmente scenografico per chi li osserva dalla spiaggia o dal lungomare. Il tradizionale spettacolo è uno degli eventi più attesi dell’estate portorecanatese e richiama ogni anno residenti e visitatori per una serata all’insegna della festa e dell’atmosfera tipica del Ferragosto sulla costa adriatica.

Alghero

In Sardegna, Alghero propone uno degli spettacoli più scenografici del Ferragosto 2026. Sabato 15 agosto, alle 22.30, il tradizionale appuntamento pirotecnico prenderà il via dal porto turistico, illuminando il fronte mare della Riviera del Corallo. Un’occasione per vivere la notte di Ferragosto tra il centro storico, il porto e il panorama della Sardegna, con i fuochi che si riflettono sull’acqua.

Cannigione

Sempre in Sardegna, ma nel comune di Arzachena, Cannigione propone una serata che unisce musica e spettacolo. Sabato 15 agosto il programma della Festa di Ferragosto e dello show ’90 Special prenderà il via alle 22 con uno spettacolo dedicato agli anni Novanta, seguito dalla magia dei fuochi d’artificio sul mare. Una formula pensata per trasformare la frazione di Cannigione in una grande festa all’aperto, con il cielo illuminato dai fuochi come momento clou della serata.

❌
❌