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Castello di Aguilar, Nido d’Aquila che domina i vigneti delle Corbières

23 août 2026 à 13:00

Arroccato su una collina rocciosa a circa due chilometri dal villaggio di Tuchan, nel dipartimento francese dell’Aude, il Castello di Aguilar sembra ancora vegliare sul paesaggio che si apre tutt’intorno. Non a caso viene chiamato “Nido d’Aquila”: a 296 metri di altitudine, domina i vigneti dell’Haut Fitou e una pianura racchiusa tra rilievi, pareti calcaree e montagne.

La salita per raggiungerlo è breve e, una volta arrivati, sarete ripagati da un panorama che corre verso il Mont Tauch, le falesie di Vingrau, la torre di Tautavel e, nelle giornate limpide, fino al profilo inconfondibile del Canigou, una delle montagne simbolo dei Pirenei orientali. Aguilar fu una fortezza strategica, contesa da signori e sovrani e infine inserita nel sistema difensivo passato alla storia come quello dei “cinque figli di Carcassonne”.

Aguilar, la sentinella delle Corbières tra signori e re

Osservando il Castello di Aguilar dall’esterno, la prima caratteristica che noterete è la potente doppia cinta muraria che segue la conformazione dello sperone roccioso.

La posizione non era casuale: nel Medioevo, una piccola guarnigione controllava da quassù il territorio e, in caso di pericolo, poteva trasmettere l’allarme fino a Carcassonne in meno di venti minuti, utilizzando segnali di fumo o lampi luminosi rilanciati dalle altre fortificazioni disseminate nelle Corbières.

Il maniero fu dapprima legato ai conti catalani, quindi alla casa di Carcassonne e, a partire dal XII secolo, alla famiglia di Termes; una delle figure centrali fu Olivier de Termes, cavaliere occitano che si oppose alla Crociata contro gli Albigesi e fece di Aguilar uno dei propri centri di potere.

Dopo alterne vicende, Aguilar entrò definitivamente nel dominio della Corona francese nel 1261, venne ampliato e rafforzato secondo le più aggiornate tecniche militari dell’epoca e divenne una delle fortezze incaricate di controllare la frontiera con il regno d’Aragona.

Il suo ruolo strategico terminò dopo il Trattato dei Pirenei del 1659, quando il confine tra Francia e Spagna si spostò verso sud: perse così la funzione per cui era stato trasformato e iniziò il suo lento abbandono. Dal 1949 è classificato come Monument Historique e negli anni è stata interessato da svariati interventi di restauro e valorizzazione.

Dentro il Nido d’Aquila tra doppie mura e panorami

Veduta del Castello Aguilar, Francia
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Castello Aguilar, il Nido d’Aquila delle Corbières

La cinta più antica, risalente al XII secolo, racchiudeva gli spazi organizzati attorno a una corte interna, con il logis del castellano, una torre e una cisterna; nel punto più vulnerabile dello sperone, la muratura raggiungeva uno spessore di circa 2,80 metri e assumeva la forma di uno sperone concepito per opporre maggiore resistenza ai proiettili.

All’esterno, il sistema difensivo realizzato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo è scandito da sei torri semicircolari disposte lungo le cortine nei punti in cui il terreno rendeva la fortezza più esposta. Le torri erano aperte verso l’interno, soluzione che impediva agli eventuali assalitori di utilizzarle come rifugio una volta conquistate.

Appena fuori dalle mura incontrerete anche i resti della Cappella di Sainte-Anne, piccolo edificio dalla struttura essenziale, con volta a botte spezzata e abside; tutt’intorno, tra la vegetazione, sopravvivono inoltre le tracce dell’antico villaggio castrale che un tempo si sviluppava ai piedi della fortezza.

Se, dopo la visita, avete ancora voglia di camminare, potete seguire il percorso 360° Aguilar, un itinerario ad anello che gira attorno alla collina e permette di osservare il castello da prospettive differenti: il tracciato misura circa 2,7 chilometri, richiede poco più di un’ora e presenta un dislivello di circa 130 metri. Le mura emergono sopra la garriga mentre ai loro piedi si distendono i vigneti e, più lontano, le Corbières si sovrappongono fino ai Pirenei.

Il castello è visitabile da metà febbraio a metà novembre, con giorni e orari differenti a seconda del periodo dell’anno. Prima di partire, consultate il sito ufficiale del Comune di Tuchan, soprattutto nei mesi meno turistici.

Herm, l’isola senza auto tra spiagge bianche e silenzio

23 août 2026 à 11:00

Sessanta abitanti, niente automobili e il suono del mare a interrompere il silenzio: Herm, nelle Isole del Canale, sembra fatta apposta per chi sogna di allontanarsi per qualche giorno da traffico, folla e ritmi frenetici.

Nel 2026 ha conquistato il 14° posto nella classifica delle isole più tranquille del mondo stilata dall’Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato cento destinazioni valutandone densità abitativa, natura, strade, traffico aereo, oscurità notturna e caratteristiche della costa. Herm è piccolissima, appena 1,3 chilometri quadrati, e appena sbarcati, vi ritroverete su un’isola senza auto, abbracciata da spiagge, baie e sentieri costieri, dove potete dimenticarvi per qualche ora degli spostamenti veloci e tornare a camminare.

Perché prenotare un viaggio a Città del Messico nel 2027

23 août 2026 à 10:00

Città del Messico è una capitale immensa e stratificata, dove convivono le tracce dell’antica Tenochtitlán, l’architettura coloniale, grandi musei, quartieri storici e una scena culturale in continua evoluzione. Nel 2027 potrebbe esserci un motivo in più per visitarla: il possibile nuovo collegamento diretto da Milano Malpensa.

I nuovi voli dall’Italia

Aeroméxico ha annunciato l’intenzione di avviare dal 2027 una rotta diretta tra Milano Malpensa e Città del Messico, così da rafforzare i legami turistici e commerciali tra Italia e Messico. Il progetto deve ancora ottenere le necessarie approvazioni, ma la compagnia prevede di utilizzare Boeing 787 Dreamliner, già impiegati sui collegamenti a lungo raggio.

L’Italia è un mercato importante per il turismo messicano e si colloca tra le principali nazioni di provenienza dei visitatori internazionali, con una crescita del 13%. Aeroméxico collega già Roma Fiumicino alla capitale messicana, mentre Milano è collegata a Cancún da Neos Air; la nuova rotta da Malpensa offrirebbe quindi un’alternativa diretta per raggiungere Città del Messico dal Nord Italia.

Cosa fare e vedere a Città del Messico nel 2027

Veduta aerea dello skyline di Città del Messico dal Parco Chapultepec
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Suggestiva veduta aerea dello skyline di Città del Messico dal Parco Chapultepec

Il modo migliore per iniziare a scoprire Città del Messico è dal Centro Histórico, cuore della capitale e luogo in cui si incontrano epoche differenti; lo Zócalo, una delle piazze più grandi dell’America Latina, è impreziosito dalla Cattedrale Metropolitana, dal Palacio Nacional e dal Templo Mayor che conserva le testimonianze dell’antica Tenochtitlán ed è affiancato da un museo gestito dall’INAH. Nel quartiere spiccano anche il Palacio de Bellas Artes, il Museo Nacional de Arte e la Torre Latinoamericana, dalla quale osservare la città dall’alto.

Un’altra tappa da non perdere è il Bosque de Chapultepec, uno dei principali poli culturali al cui interno si trovano il Museo Nacional de Antropología, essenziale per conoscere le civiltà mexica, maya, zapoteca, olmeca e di Teotihuacan, e il Castillo de Chapultepec, sede del Museo Nacional de Historia.

Il parco ospita inoltre il Museo de Arte Moderno, il Museo Tamayo, un lago, lo zoo e ampie aree verdi. Per la quantità di attrazioni, Chapultepec merita quasi una giornata di visita e permette di alternare la visita ai musei a una passeggiata in uno dei più grandi spazi verdi della capitale messicana.

Coyoacán offre invece un’atmosfera più tranquilla, ricca di piazze, edifici storici e mercati: da vedere la Casa Azul, il Museo Frida Kahlo, per il quale è meglio prenotare in anticipo e scegliere, se possibile, un giorno feriale. Il quartiere accoglie anche il Museo Anahuacalli, legato a Diego Rivera e dedicato all’arte preispanica: tra Plaza Hidalgo, Jardín Centenario e il Mercado de Coyoacán potete alternare la visita culturale alla scoperta della cucina locale, tra tostadas, quesadillas e succhi freschi.

Tra le esperienze da considerare c’è poi Xochimilco, che racconta il rapporto storico tra la capitale e l’acqua: le trajineras attraversano canali e chinampas, antichi sistemi agricoli della Valle del Messico. Per un’esperienza più tranquilla optate per l’imbarcadero di Cuemanco e partite al mattino, abbinando la visita al Parque Ecológico de Xochimilco o a un tour dedicato alle chinampas e all’agricoltura.

Il calendario del 2027 propone già anche svariati appuntamenti culturali e musicali: dal 19 al 21 febbraio è in programma EDC México, festival di musica elettronica all’Autódromo Hermanos Rodríguez, mentre dal 26 febbraio al 7 marzo il Palacio de Minería sarà sede della Feria Internacional del Libro, con presentazioni, conferenze e incontri culturali.

A marzo sono previsti altri eventi: il 19 marzo i Jungle al Palacio de los Deportes, il 20 marzo Ópera MET: Silent Night all’Auditorio Nacional e il 24 marzo Lavoe Sinfónico, dedicato alla salsa e a Héctor Lavoe.

Stewart Island, l’isola più tranquilla del mondo dove vivono solo 500 persone

22 août 2026 à 15:00

Immaginate un’isola grande tre volte Phuket dove vivono appena 500 persone, mentre circa 20 mila kiwi si aggirano tra foreste, spiagge e sentieri; aggiungete pochissime strade, cieli quasi privi di luce artificiale e un territorio in gran parte protetto: siete a Stewart Island, in Nuova Zelanda, incoronata nel 2026 “isola più tranquilla del mondo” dall’Unspoilt Index di BookRetreats, con un punteggio di 94,6 su 100.

Conosciuta in māori come Rakiura ovvero “terra dei cieli splendenti”, è la terza isola più grande della Nuova Zelanda e uno di quei luoghi in cui la presenza dell’uomo sembra quasi farsi da parte per lasciare spazio alla natura. Il protagonista più celebre è il kiwi bruno di Stewart Island, o Rakiura tokoeka, che qui trova uno dei suoi habitat privilegiati e può essere avvistato anche durante il giorno.

Ma basta aspettare che cali il buio perché lo spettacolo si sposti sopra le vostre teste. Dal 2019 Stewart Island/Rakiura è infatti un International Dark Sky Sanctuary e, ancora oggi, detiene il primato di santuario internazionale del cielo buio più meridionale del pianeta. L’inquinamento luminoso è quasi inesistente e, quando cielo e attività solare collaborano, potreste persino vedere l’aurora australe accendersi sopra l’oceano.

Cosa vedere e fare a Stewart Island tra kiwi, foreste e cieli stellati

Se arrivate fin qui in cerca di silenzio, Stewart Island difficilmente vi deluderà: circa l’85% dell’isola è protetto dal Rakiura National Park, un territorio di foreste native, baie remote, zone umide, coste selvagge e lunghi sentieri dove è ancora possibile intuire l’aspetto che doveva avere gran parte della Nuova Zelanda prima delle profonde trasformazioni provocate dalla presenza umana.

Oban, affacciata su Halfmoon Bay, è l’unico vero centro abitato: da qui bastano pochi spostamenti per lasciarsi alle spalle le case e ritrovarvi tra felci, spiagge quasi vuote e insenature in cui il rumore dominante torna a essere quello dell’acqua e degli uccelli. Proprio il birdwatching è una delle grandi esperienze dell’isola: i kiwi sono le star, ma Rakiura ospita un’eccezionale varietà di uccelli marini e forestali.

Stewart Island, l'isola dei kiwi e dei cieli spettacolari
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Stewart Island, l’isola dei kiwi e dei cieli spettacolari

Se amate camminare, il modo più emozionante per entrare nel paesaggio è seguire il Rakiura Track, una delle Great Walks neozelandesi, che richiede generalmente tre giorni e attraversa costa aperta, foreste, spiagge e le rive riparate del Paterson Inlet. Lungo il cammino potrete pernottare nei rifugi o nei campeggi e, con un po’ di fortuna, trovare sulla terra persino le impronte dei kiwi. Non aspettatevi però una passeggiata sempre comoda: la pioggia può trasformare alcuni tratti in veri corridoi di fango, parte integrante dell’esperienza di trekking sull’isola.

Per escursionisti esperti esistono percorsi ancora più impegnativi: il Southern Circuit percorre valli coperte di foresta e zone remote come Mason Bay e richiede preparazione, esperienza nel backcountry e capacità di affrontare condizioni meteorologiche mutevoli. Ancora più lungo e selvaggio è il North West Circuit, che segue gran parte della costa settentrionale tra spiagge delimitate dalle dune, promontori rocciosi, foreste e rifugi isolati.

Cima del Monte Anglem, Stewart Island, Nuova Zelanda
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Spettacolare cima del Monte Anglem a Stewart Island

Se preferite l’acqua ai lunghi trekking, da Oban potete invece esplorare il Paterson Inlet in kayak, alternando piccole baie, coste coperte di vegetazione e quella particolare sensazione di isolamento che accompagna gran parte del viaggio.

Poi arriva la notte. Alzate lo sguardo: le stelle diventano improvvisamente numerosissime e il cielo assume una profondità che nelle città abbiamo quasi dimenticato: tra marzo e settembre aumentano inoltre le opportunità di osservare l’aurora australe, anche se, trattandosi di un fenomeno naturale, l’avvistamento non può mai essere garantito.

Aurora australe a Stewart Island
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Spettacolare aurora australe a Stewart Island (Nuova Zelanda)

Dove si trova Stewart Island e come raggiungerla

Stewart Island/Rakiura si trova circa 30 chilometri a sud della South Island della Nuova Zelanda, oltre il Foveaux Strait, in quelle latitudini australi influenzate dai celebri Roaring Forties, i forti venti occidentali che aspazzano l’emisfero meridionale.

Da Invercargill potete raggiungere Oban con un piccolo aereo in circa 20 minuti; se invece preferite il mare, dal porto di Bluff parte il traghetto che percorre il Foveaux Strait in circa un’ora: lo stretto è noto per le condizioni del mare che possono diventare vivaci, mentre il volo offre un arrivo oltremodo scenografico sopra coste, baie e foreste.

Castello Ruffo di Scilla, la fortezza sospesa sul mare della Calabria

22 août 2026 à 14:00

Arroccato su uno sperone roccioso che sembra protendersi verso lo Stretto di Messina, il Castello Ruffo di Scilla è uno dei simboli più riconoscibili della Costa Viola nonché il vero genius loci di Scilla, a circa 20 chilometri da Reggio Calabria.

La sua posizione racconta subito il motivo per cui sia stato scelto e trasformato nel corso dei secoli: proteso verso il mare, il promontorio costituiva un punto ideale per controllare lo Stretto e avvistare chi si avvicinava alle coste calabresi.

Ma quando arriverete quassù, sarà il panorama a catturare per primo la vostra attenzione. Il castello separa, infatti, due dei volti più suggestivi di Scilla: da una parte Marina Grande, con la spiaggia distesa ai piedi della rocca, dall’altra Chianalea, il celebre borgo marinaro con le case quasi lambite dall’acqua.

La lunga storia del Castello Ruffo di Scilla

Le origini del Castello Ruffo ci portano molto indietro nel tempo: prima gli Etruschi, poi le fortificazioni del periodo magnogreco e infine i Romani, che ampliarono le strutture presenti, riconobbero l’importanza strategica di questo sperone sospeso sullo Stretto.

Delle fasi più antiche rimangono tuttavia poche tracce: gli scavi moderni hanno restituito soprattutto le mura del Monastero di San Pancrazio, risalente al IX secolo e anch’esso collegato alla necessità di difendere il territorio dalle incursioni saracene. Nel 1060 il complesso divenne una rocca militare, rafforzando in via definitiva quella vocazione difensiva che avrebbe accompagnato il promontorio per secoli.

Una svolta importante arrivò nel Cinquecento, quando il castello passò a Paolo Ruffo e divenne residenza della famiglia, che vi rimase fino ai primi anni del Settecento. Ancora oggi, prima di entrare, potrete riconoscere sul portale lo stemma nobiliare dei Ruffo e una grande lapide che ricorda gli interventi di restauro realizzati durante quel periodo.

Il destino della fortezza continuò però a cambiare: nel 1808 divenne proprietà demaniale dello Stato, mentre i violenti terremoti del 1783 e del 1908 provocarono gravi danni alla struttura, in seguito restaurata.

Da presidio militare e residenza nobiliare, il Castello Ruffo ha assunto nel Novecento una nuova funzione: dagli anni Settanta è diventato un luogo d’incontro e di cultura, dapprima come Ostello della Gioventù e poi come spazio destinato a mostre, convegni e iniziative culturali.

Panorama del borgo di Scilla, Calabria
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Tutta la meraviglia del borgo di Scilla

Dentro il Castello Ruffo tra torrioni, mare e mito

Una volta attraversato il ponte che precede l’ingresso, vi troverete davanti al portale in pietra con arco a sesto acuto, sovrastato dallo stemma dei Ruffo. Superato l’androne coperto da una volta ribassata, si apre il cortile interno, da cui il grande scalone conduce verso quella che un tempo era la residenza della famiglia.

La pianta irregolare del Castello Ruffo è una conseguenza della sua lunghissima storia: le diverse parti dell’edificio appartengono infatti a epoche differenti, ma l’insieme conserva ancora l’aspetto di una vera fortezza, con cortine murarie, torrioni e feritoie.

Negli ambienti interni trovano spazio reperti, modellini, esemplari naturalistici e manufatti che raccontano anche una delle tradizioni più profonde di Scilla, quella della pesca del pesce spada, attività legata alla cultura marinara dello Stretto.

Da quassù, lo sguardo precipita verso i vicoli e le case di Chianalea, corre sulla spiaggia di Marina Grande e attraversa lo Stretto fino alla Sicilia, tanto vicina da sembrare quasi a portata di mano.

Nella parte più alta del complesso spicca inoltre il Faro di Scilla, realizzato nel 1913 come punto di riferimento per le imbarcazioni in transito nello Stretto e ancora oggi legato alla Marina Militare.

Ma osservare il mare dal Castello Ruffo vuol dire anche addentrarsi nel territorio della leggenda: lo Stretto è, infatti, lo scenario del mito di Scilla e Cariddi e delle avventure di Ulisse narrate nell’Odissea. La tradizione mitologica racconta di Scilla, bellissima ninfa trasformata in una creatura mostruosa, destinata a terrorizzare i naviganti che si avvicinavano alla costa.

Se potete scegliere l’orario della visita, raggiungete il castello verso il tramonto: quando il sole scende in direzione della Sicilia, la luce avvolge le mura di sfumature dorate e ocra e lo Stretto cambia colore piano piano. Portate con voi scarpe comode per affrontare la salita e preparate la macchina fotografica: una volta arrivati in cima, davanti al mare, a Chianalea e alla costa siciliana sull’orizzonte, sarà difficile non usarla.

Playa Alzada, la spiaggia selvaggia tra le dune di Fuerteventura

22 août 2026 à 12:30

Una distesa di sabbia chiara, le dune alle spalle e dinanzi soltanto le sfumature turchesi dell’Atlantico: Playa Alzada, a Fuerteventura, è uno di quei luoghi in cui il paesaggio sembra essersi preso tutto lo spazio, lasciando pochissimo all’intervento dell’uomo.

Immersa nel Parco Naturale delle Dune di Corralejo, nel nord-est dell’isola, è una delle spiagge più tranquille di questo spettacolare tratto di costa e nel 2026 ha conquistato anche un importante riconoscimento internazionale: si è classificata al 48° posto nella graduatoria Europe’s 50 Best Beaches, che riunisce le 50 spiagge più belle d’Europa secondo oltre mille professionisti ed esperti di viaggio.

Il premio non stupisce davanti a uno scenario in cui sabbia dorata e fine, acqua limpida, rocce vulcaniche e dune si incontrano senza hotel o grandi costruzioni a interrompere l’orizzonte: Playa Alzada conserva, infatti, un carattere essenziale e selvaggio, perfetto per chi a Fuerteventura cerca il mare ma anche quella sensazione di libertà che soltanto le spiagge rimaste vicine alla loro natura originaria riescono a regalare.

Playa Alzada, tra sabbia dorata, oceano e dune di Corralejo

Playa Alzada si sviluppa davanti al grande sistema dunale di Corralejo e vanta un arenile di sabbia dorata e fine lungo circa 840 metri e largo in media 30 metri.

Il contrasto tra terra e acqua è ciò che cattura subito lo sguardo. Alle spalle, il paesaggio assume quasi l’aspetto di un piccolo deserto, con le dune che fanno parte di un’area naturale protetta estesa per oltre dieci chilometri lungo la costa; davanti, l’Atlantico sfoggia tonalità che passano dall’azzurro al turchese.

Potete stendere l’asciugamano sulla sabbia e godervi l’atmosfera tranquilla oppure camminare lungo la costa, osservando da vicino il continuo alternarsi di dune, rocce vulcaniche e oceano. Anche gli appassionati di fotografia trovano qui uno scenario particolarmente suggestivo, soprattutto quando la luce fa risaltare il già citato contrasto tra i colori caldi della terra e quelli intensi dell’acqua.

Non vi sono bar, ristoranti, docce o servizi igienici sulla spiaggia: se decidete di trascorrervi qualche ora dovete arrivare preparati, portando con voi soprattutto acqua, protezione solare e tutto ciò che può servire durante la giornata. Sono presenti servizi essenziali come pulizia e cestini e anche il servizio di salvataggio.

Vi potete fermare ad ascoltare il vento, leggere guardando l’oceano oppure passeggiare ai margini delle dune, sempre facendo attenzione a rispettare un ecosistema fragile e protetto: nel Parco Naturale è infatti fondamentale non asportare pietre, sabbia o elementi naturali e non alterare il paesaggio.

Vista aerea della spiaggia di Alzada nel parco di Corralejo, Fuerteventura, Isole Canarie
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Veduta panoramica della spettacolare Playa Alzada

Dove si trova e come arrivare

Playa Alzada si trova nel nord-est di Fuerteventura, nel territorio comunale di La Oliva, nel cuore del Parco Naturale di Corralejo e a pochi chilometri a sud-est della cittadina di Corralejo.

Raggiungerla è piuttosto semplice perché la strada che percorre il paesaggio delle dune corre molto vicina alla costa. L’accesso alla spiaggia avviene poi facilmente a piedi e lungo la strada sono presenti spazi in cui lasciare l’auto prima di proseguire verso l’arenile.

È possibile arrivare nella zona anche con il trasporto pubblico, con collegamenti indicati dalle linee 6 e 7. Se viaggiate in autonomia controllate in anticipo fermate e orari aggiornati, soprattutto perché la spiaggia non è inserita all’interno di un centro abitato.

75 musei aperti di notte per scoprire il lato crime di Berlino

22 août 2026 à 11:00

Berlino è una città che non ha bisogno di pretesti per essere visitata, ma sabato 29 agosto 2026 ne offrirà uno insolito: per una notte infatti, 75 musei, sale espositive, planetari e luoghi della memoria resteranno aperti fino a tardi e trasformeranno la capitale tedesca in un itinerario culturale dedicato al mistero e ai delitti.

Torna infatti la Lunga Notte dei Musei di Berlino, giunta alla 44ª edizione, con un tema perfetto per esplorare una metropoli dalle mille vite: “Crime in Berlin”. Dalle 18 alle 2, sarà possibile scegliere tra circa 750 appuntamenti dedicati a gialli storici, furti d’arte, archivi segreti, casi criminali e percorsi interattivi.

Con un unico biglietto, a partire da 23 euro e comprensivo delle navette, l’evento diventa un’occasione originale per organizzare un city break di fine estate e scoprire Berlino da una prospettiva inedita.

Una notte nel lato oscuro della cultura berlinese

La Lunga Notte dei Musei è uno degli appuntamenti culturali più attesi di Berlino e richiama ogni anno circa 50.000 persone. Per una sera, le istituzioni partecipanti prolungano gli orari e propongono tour, workshop, concerti, letture, conferenze, spettacoli e dj set.

Nel 2026 il tema del crimine attraverserà collezioni e luoghi molto differenti: il pubblico potrà ascoltare storie di omicidi misteriosi, seguire vicende legate alla criminalità e ai furti d’arte, oppure partecipare a esperienze interattive.

Al Museo per la Comunicazione, ad esempio, sarà possibile affrontare un caso investigativo interattivo in stile *escape case*, seguendo indizi e cercando di risolvere un mistero mentre il Samurai Museum proporrà un percorso dedicato al rapporto tra Hollywood e il delitto, collegando cultura popolare, cinema e immaginario criminale.

Uno dei luoghi più significativi sarà poi l’ex Stasi-Zentrale, dove si potrà entrare in contatto con archivi e dossier della polizia politica e il tema del “crime” incontrerà la storia della Germania dell’Est e i suoi sistemi di controllo e sorveglianza.

Al Museo degli strumenti musicali, invece, concerti e performance ispirati alle atmosfere noir, tra cui il “Tango Noir“, interpreteranno il tema tramite la musica.

750 eventi per scegliere il proprio percorso

I circa 750 appuntamenti distribuiti tra 75 musei rendono impossibile vedere tutto in una sola notte, ma permettono di creare un itinerario personalizzato: si potrà scegliere tra casi criminali, storie inquietanti, furti d’arte e istituzioni di solito lontane dai percorsi turistici più classici.

Accanto ai grandi musei troveranno spazio siti commemorativi, istituzioni dedicate alla storia e alla comunicazione, spazi musicali e altre realtà culturali distribuite nei quartieri di Berlino. Per chi visita la città durante un fine settimana, sarà un modo per concentrare molte esperienze in poche ore e vivere i musei in un’atmosfera insolita.

Informazioni utili

La manifestazione si svolgerà sabato 29 agosto 2026, dalle 18 alle 2. Il biglietto, a partire da 23 euro, consentirà di accedere alle sedi partecipanti e utilizzare le navette dedicate.

Il servizio sarà articolato su quattro linee: rossa verso ovest, gialla verso nord, verde verso est e blu verso sud-est; le navette saranno utili soprattutto per raggiungere i musei fuori da Berlin-Mitte.

Vista l’ampiezza del programma, è consigliabile pianificare in anticipo le tappe: nelle sedi più frequentate potrebbero verificarsi attese, mentre i musei comunicheranno eventuali aggiornamenti tramite i propri canali.

Concerti, dj set, performance e workshop potranno essere seguiti anche senza conoscere il tedesco e molti musei proporranno visite guidate in inglese e, in alcuni casi, in altre lingue.

Vacanze last minute ad agosto: le mete più convenienti per partire ora

13 août 2026 à 07:30

Negli ultimi anni la prenotazione delle vacanze sotto data è diventata una pratica diffusa e, anche nel 2026, sempre più viaggiatori scelgono di decidere la partenza a ridosso del viaggio, spesso dopo aver monitorato meteo, offerte sui voli e disponibilità degli alloggi.

Una nuova abitudine che, però, non garantisce in automatico un vantaggio economico: il last minute può offrire occasioni interessanti, ma solo per alcune destinazioni: in altri casi, invece, la ridotta disponibilità delle strutture fa salire i prezzi o limita la scelta. Per questo motivo, guardare solo al costo medio per notte rischia di essere fuorviante, soprattutto nel pieno della stagione estiva.

È proprio su questo aspetto che si concentra l’analisi di cozycozy, che ha esaminato prezzi medi e disponibilità residua per agosto 2026, su soggiorni per due persone.

Marsa Alam tra le mete più equilibrate

Tra le destinazioni last minute per agosto, Marsa Alam si distingue per il rapporto favorevole tra prezzo e disponibilità: il costo medio si attesta a 60,79 euro a notte, mentre la disponibilità residua raggiunge il 20,4% dell’offerta complessiva.

L’Egitto, in generale, è ancora una delle aree dove il last minute può ancora funzionare, anche se il contesto climatico non va sottovalutato poiché ad agosto le temperature sono molto elevate.

Anche Sharm el Sheikh rientra tra le destinazioni da considerare, pur con condizioni meno favorevoli rispetto a Marsa Alam: il prezzo medio sale a 176,54 euro a notte e la disponibilità residua scende all’8,8%.

Tenerife e il rischio del prezzo “ingannevole”

Uno dei casi più emblematici riguarda poi Tenerife che presenta un prezzo medio di 148,10 euro a notte, il che potrebbe farla apparire competitiva rispetto ad altre destinazioni estive. Tuttavia, la disponibilità residua è davvero ridotta: appena lo 0,4% dell’offerta risulta ancora prenotabile.

In situazioni simili, chi prenota all’ultimo momento rischia di trovare pochissime opzioni o di dover accettare soluzioni meno convenienti.

Grecia: differenze importanti tra le isole

Spiaggia rossa sull'isola di Santorini, Grecia
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Spettacolare spiaggia rossa sull’isola di Santorini

Anche la Grecia conferma quanto sia necessario entrare nel dettaglio delle singole destinazioni, poiché resta tra le mete più richieste dell’estate ma i dati mostrano scenari molto diversi da un’isola all’altra.

Santorini, ad esempio, ha un prezzo medio di 242,17 euro a notte e una disponibilità residua dell’8,3%, Creta offre ancora un numero elevato di alloggi in termini assoluti, oltre 5.400, ma la disponibilità rispetto all’offerta totale si ferma al 6,3% mentre Kos appare più critica, con un prezzo medio di 272,29 euro a notte e una disponibilità residua del 3,7%.

Italia tra località costose e margini ancora possibili

Anche per chi resta in Italia, agosto si rivela un mese complesso per le prenotazioni sotto data: le località più note mostrano prezzi elevati e disponibilità ridotte, con differenze però significative tra le varie destinazioni.

La Costa Smeralda è la più costosa, con una media di 277,54 euro a notte e una disponibilità residua del 5,7%, Tropea segue con 255,42 euro a notte e un livello simile di disponibilità, pari al 5,2% mentre Gallipoli si colloca su valori un pò più accessibili, con 224,74 euro a notte e l’8,8% di alloggi ancora disponibili.

Un caso interessante è quello della Costiera Amalfitana, che pur mantenendo prezzi elevati (198,11 euro a notte), conserva una disponibilità residua del 13,3%.

Tra le alternative, la Costa dei Trabocchi presenta un prezzo medio di 155,22 euro a notte, mentre Termoli si attesta a 194,95 euro con una disponibilità del 10,8%.

I Balcani come alternativa ancora accessibile

Kotor registra un prezzo medio di 166,98 euro a notte e una disponibilità residua del 5,5%, mentre Ksamil si attesta a 171,94 euro con appena il 3,2% di alloggi ancora disponibili.

Si tratta di destinazioni che mantengono prezzi relativamente competitivi, ma con una disponibilità già piuttosto limitata.

Dove andare a settembre al caldo, 9 mete perfette per prolungare l’estate

12 août 2026 à 14:00

Settembre porta con sé la sensazione di trovarsi tra due stagioni: le giornate iniziano ad accorciarsi, le città tornano ai ritmi quotidiani e l’estate sembra pronta a lasciare spazio all’autunno. Eppure, basta scegliere la meta giusta per ritrovare sole pieno, temperature piacevoli e un mare fantastico per le vacanze.

Anzi, per molte località settembre è uno dei periodi migliori dell’anno: la folla di agosto si dirada, le spiagge tornano più tranquille e visitare borghi, siti archeologici e paesaggi naturali diventa molto più piacevole.

Una selezione di mete da considerare per inseguire l’estate.

Dove andare a settembre al caldo in Italia

Per trovare temperature ancora estive senza allontanarsi troppo, lo sguardo va soprattutto verso il Sud e le isole: Sicilia, Calabria e Sardegna vantano giornate ideali per il mare, con il vantaggio che, una volta terminato agosto, anche le località più amate ritrovano ritmi più tranquilli.

Marzamemi, la Sicilia dei pescatori affacciata sul mare

All’estremo sud-orientale della Sicilia, Marzamemi è un antico borgo di pescatori affacciato sulla costa tra Siracusa e Ragusa, nel territorio di Noto. Le basse case, la piazza raccolta e l’antica tonnara raccontano ancora oggi il profondo rapporto con il mare.

A settembre le acque rimangono molto calde, spesso intorno ai 25-26 °C, e le giornate luminose invitano a continuare a vivere all’aperto quando in altre zone d’Italia l’estate comincia già ad allontanarsi.

Il borgo è perfetto per alternare mare, passeggiate e sapori locali senza scegliere le mete siciliane più scontate. Nei dintorni, inoltre, il paesaggio della Sicilia sud-orientale si presta a escursioni in bicicletta e passeggiate costiere, mentre la vicina Riserva Naturale di Vendicari aggiunge un’altra preziosa occasione per immergersi nella natura.

Isola di Capo Rizzuto, la Calabria ionica più selvaggia

Veduta aerea del castello aragonese di Le Castella, Calabria
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Veduta aerea del castello aragonese di Le Castella

Sulla costa ionica calabrese, tra Crotone e Soverato, Isola di Capo Rizzuto è una valida alternativa alle località più frequentate del versante tirrenico.

A settembre le massime possono ancora aggirarsi sui 27-28 °C e il mare conserva temperature piacevoli, ideali per continuare la stagione balneare.

A conquistare è soprattutto la costa, ricca di acque limpide, calette, scogliere e fondali da esplorare. Gran parte del territorio marino è tutelato dall’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, scenario ideale per snorkeling, escursioni in barca e giornate trascorse tra spiagge meno affollate.

Da non perdere anche Le Castella, con la fortezza che sembra emergere dal mare e regala uno dei panorami più riconoscibili di questo magico tratto della Calabria.

Costa Rei, la Sardegna che continua l’estate

Nel sud-est della Sardegna, nel territorio di Muravera, Costa Rei è una lunga distesa di sabbia chiara accarezzata da un mare dalle sfumature turchesi nell’abbraccio della macchia mediterranea.

Settembre coincide con uno dei periodi in cui il mare raggiunge le temperature più piacevoli dell’anno, mentre molti servizi rimangono ancora aperti e i prezzi possono essere più contenuti rispetto ad agosto.

Il modo migliore per scoprirla è allontanarsi dalla spiaggia principale e raggiungere le calette e i tratti di costa nei dintorni, soprattutto durante i giorni feriali. A nord e a sud del centro di Costa Rei si incontrano angoli più raccolti dove ritrovare la Sardegna più silenziosa, caratterizzata da sabbia, profumo di macchia e lunghe giornate ancora pienamente estive.

Dove trovare ancora l’estate in Europa a settembre

Anche oltre i confini italiani il Mediterraneo continua a regalare temperature perfette per una vacanza al sole. Settembre è il momento ideale per evitare le località più inflazionate e scoprire coste in cui il mare si accompagna a sentieri, piccoli centri e testimonianze archeologiche.

Ierapetra, la Creta meno conosciuta sul Mar Libico

Veduta aerea della fortezza veneziana di Kales all'ingresso del porto, Ierapetra, Creta
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Veduta aerea della fortezza veneziana di Kales all’ingresso del porto

Sulla costa sud-orientale di Creta, Ierapetra si specchia nel Mar Libico ed è una base interessante per scoprire una parte dell’isola molto diversa dalle frequentate Heraklion e Chania.

La stagione estiva qui si prolunga fino all’autunno e a settembre il clima rimane caldo, con un mare tra i più piacevoli del Mediterraneo; anche il vento tende a essere meno protagonista rispetto alle Cicladi.

Nei dintorni si incontrano spiagge e calette tranquille, piccoli insediamenti e paesaggi ancora segnati dall’agricoltura: è una Creta dal carattere più rurale, ideale alternare bagni e passeggiate.

Kaş, il Mediterraneo turchese della Costa Licia

Case colorate, calette incastonate tra le rocce e testimonianze antiche fanno di Kaş, sulla Costa Licia, una delle località più interessanti della Turchia mediterranea: a settembre le temperature diurne si aggirano intorno ai 29°C, mentre il mare rimane caldo, sui 26°C. Le giornate sono quindi perfette per nuotare, fare immersioni oppure salire a bordo di una barca e raggiungere baie accessibili soltanto dal mare.

Rispetto a Bodrum o Marmaris, Kaş conserva un’atmosfera più intima. Nei dintorni si possono inoltre scoprire luoghi straordinari come Simena e Kekova, dove le rovine dell’antico insediamento proseguono sotto la superficie dell’acqua, oppure percorrere alcuni tratti della Via Licia.

Sagres, l’Algarve selvaggio tra oceano e scogliere

All’estremità sud-occidentale dell’Algarve, Sagres offre un volto del Portogallo ben diverso dai grandi resort di Albufeira e Vilamoura.

A settembre le temperature si mantengono generalmente tra i 24 e i 27 °C, con giornate luminose e condizioni ideali soprattutto per alternare mare e attività all’aria aperta.

Il paesaggio è dominato dalle alte falesie, dalle spiagge battute dall’Atlantico e dai promontori che si spingono nell’oceano; è una destinazione amatissima dai surfisti, ma anche dagli escursionisti: nei dintorni passa la Rota Vicentina, rete di sentieri che percorre alcuni dei tratti più spettacolari della costa portoghese.

Dove andare al caldo a settembre nel resto del mondo

Per un viaggio più lungo, a settembre il caldo può avere il colore bianco del sale del Mar Morto, quello rosso delle dune africane oppure le sfumature tropicali dei fondali balinesi.

Sweimeh, sulle rive del Mar Morto in Giordania

Sulla sponda giordana del Mar Morto, a Sweimeh a settembre le giornate rimangono calde, con massime che possono raggiungere e superare i 30 °C, ma le temperature iniziano piano piano ad allontanarsi dai picchi più intensi dell’estate.

L’altissima salinità delle acque permette di galleggiare quasi senza sforzo in uno dei paesaggi più particolari del pianeta. Da qui si può, inoltre, costruire un itinerario più ampio per scoprire la Giordania, abbinando il Mar Morto a Petra e al deserto del Wadi Rum.

Sossusvlei, tra le dune rosse della Namibia

Duna di sabbia a Sossusvlei, deserto del Namib
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Spettacolare duna di sabbia a Sossusvlei, deserto del Namib

Settembre è un ottimo momento per raggiungere Sossusvlei, nel cuore del deserto del Namib.

Siamo nella piena stagione secca, con giornate soleggiate e temperature che possono oscillare tra i 20 e i 28 °C, mentre le notti e le prime ore del mattino restano più fresche.

Lo spettacolo è affidato alle gigantesche dune rosse, alle distese di sale e argilla e a un paesaggio quasi surreale. L’alba è uno dei momenti più emozionanti, quando la luce accende i profili delle dune e crea incredibili contrasti tra ombra e colore.

Amed, la Bali più tranquilla tra snorkeling e villaggi

Sulla costa nord-orientale di Bali, Amed è un’alternativa più tranquilla alle affollate Kuta e Seminyak: settembre rientra ancora nella stagione secca e le temperature rimangono tropicali, di solito comprese tra 22 e 30 °C. Il mare è spesso calmo e offre ottime condizioni per immersioni e snorkeling.

Il fascino di Amed si scopre soprattutto sott’acqua: nei dintorni di Jemeluk Bay e Lipah Beach spiccano barriere coralline, fondali ricchi di vita e relitti diventati habitat per numerose specie marine.

Fuori dall’acqua, invece, il paesaggio conserva villaggi di pescatori e ritmi più lenti, con il profilo del Monte Agung sullo sfondo.

Harry Potter, gesto incredibile dei fan per salvare la “tomba” di Dobby

12 août 2026 à 12:04

Sulla spiaggia di Freshwater West, nel Pembrokeshire, in Galles, c’è un luogo che per chi non conosce l’universo di Harry Potter potrebbe sembrare soltanto un piccolo memoriale tra la sabbia e le pietre. Per milioni di appassionati, invece, rappresenta la “tomba” di Dobby, l’elfo domestico che nella saga diventa un personaggio legato a Harry e alla sua idea di libertà.

È proprio su questo tratto di costa che la troupe cinematografica ha girato le scene della morte e della sepoltura di Dobby in “Harry Potter e i doni della Morte – Parte 1“. Nel film, Dobby viene ucciso da Bellatrix Lestrange e muore sulla spiaggia tra le braccia di Harry. Nel corso degli anni, gli appassionati hanno trasformato quel punto in un memoriale spontaneo: sono comparsi ciottoli con dediche, pietre dipinte e soprattutto calzini, diventati il simbolo della libertà conquistata da Dobby. L’elfo, infatti, è ricordato nella storia come “un elfo libero”, definizione che sintetizza uno degli aspetti più importanti del suo personaggio.

Proprio questo luogo simbolico è diventato protagonista di un gesto incredibile fatto dai fan della saga per salvarlo.

La “tomba” di Dobby a rischio

La vicenda è legata al progetto Greenlink, un interconnettore elettrico dal valore di 430 milioni di sterline destinato a collegare le reti elettriche dell’Irlanda e del Regno Unito. Il collegamento si estende per circa 190 chilometri, tra la contea di Wexford, in Irlanda, e il Pembrokeshire, in Galles, e comprende anche un tratto di cavo sottomarino.

A occuparsi del progetto era Simon Ludlam, fondatore di Etchea Energy e responsabile dell’interconnettore: in un’intervista alla BBC, Ludlam aveva illustrato il punto di approdo e spiegato che il cavo sarebbe stato interrato proprio nell’area di Freshwater West. Il problema, però, era che il tracciato previsto passava nelle vicinanze del memoriale dedicato a Dobby.

Secondo quanto lo stesso Ludlam avrebbe poi raccontato, inizialmente non aveva la minima idea dell’importanza che quel punto della spiaggia aveva assunto per gli appassionati di Harry Potter: la questione cambiò dopo la trasmissione dell’intervista. L’azienda iniziò, infatti, a ricevere centinaia di telefonate da parte di persone preoccupate che i lavori potessero compromettere la sepoltura commemorativa dell’elfo.

Tra coloro che telefonarono, come ha ricordato Ludlam raccontando in seguito la vicenda al podcast Energy Revolution, c’erano anche bambini molto coinvolti dalla possibilità che la “tomba” di Dobby venisse toccata dai lavori.

Il tracciato del cavo viene modificato

La protesta avrebbe potuto venire liquidata come una mobilitazione legata a un personaggio di fantasia: il progetto, del resto, aveva una portata infrastrutturale ed economica molto più ampia rispetto a un memoriale nato spontaneamente sulla spiaggia. Eppure, la società decise di prendere sul serio le preoccupazioni degli appassionati.

Dopo una prima fase nella quale l’ipotesi era quella di non modificare il progetto, Etchea Energy affidò ai progettisti il compito di rivedere il percorso del cavo: il tracciato dell’interconnettore venne quindi modificato per evitare di interferire con il luogo dedicato a Dobby.

La decisione ebbe una conseguenza curiosa anche dal punto di vista archeologico: lungo il nuovo percorso, infatti, gli archeologi hanno individuato resti risalenti all’Età del Bronzo, tra cui un’urna e il bordo di una vasca in ceramica.

Ludlam ha sintetizzato con una battuta il risultato della vicenda, dicendo che molte persone erano contente della modifica e che, a quel punto, anche Dobby era felice. Dietro l’ironia, però, c’è una storia che mostra quanto possa essere forte il legame tra un’opera di fantasia e il pubblico che l’ha adottata come parte del proprio immaginario.

Il precedente del 2022: il National Trust aveva valutato la rimozione

Il memoriale di Dobby aveva già dovuto affrontare un’altra questione delicata quando, nel 2022, il National Trust aveva minacciato di rimuoverlo a causa delle conseguenze della crescente affluenza dei visitatori e delle proteste delle associazioni ambientaliste.

I fan lasciavano sulla spiaggia calzini, pietre e altri oggetti con messaggi dedicati a Dobby (il calzino, in particolare, ha un significato preciso nella storia dell’elfo, perché rappresenta per lui il passaggio verso la libertà). La quantità di oggetti lasciati sul posto aveva però sollevato preoccupazioni legate al decoro e alla tutela dell’ambiente. Alla fine era comunque stato raggiunto un accordo per consentire la permanenza del memoriale, a condizione che il luogo venisse mantenuto in condizioni decorose.

Catalina Sugar Beach, un nuovo paradiso apre ai Caraibi

9 août 2026 à 14:00

L’isola di Catalina, al largo di La Romana, nella Repubblica Dominicana, si prepara ad accogliere una nuova destinazione balneare pensata per valorizzare il patrimonio naturalistico e offrire ai visitatori un’esperienza di livello superiore: si chiamerà Catalina Sugar Beach e sarà il risultato di un importante progetto di riqualificazione promosso dal Gruppo MSC, con l’obiettivo di trasformare l’area in una destinazione d’eccellenza nei Caraibi.

L’apertura è prevista per novembre 2026, quando la nuova struttura sarà pronta ad accogliere sia gli ospiti delle navi da crociera, comprese quelle di MSC Crociere ed Explora Journeys, sia gli ospiti di Casa de Campo Resort & Villas. La gestione dell’area avverrà infatti in collaborazione con CTL Maritime e Casa de Campo Resort & Villas.

Il progetto nasce con una particolare attenzione al contesto ambientale nel quale Catalina Sugar Beach si inserisce: l’sola di Catalina è riconosciuta come monumento naturale protetto della Repubblica Dominicana e il rinnovamento è stato concepito per integrarsi con il paesaggio, valorizzandone la componente naturalistica senza rinunciare a nuovi servizi dedicati al comfort e al tempo libero.

Spiagge, mare e nuove opportunità per scoprire Catalina

Vista panoramica delle spiagge incontaminate dell'isola di Catalina, Repubblica Dominicana
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Vista panoramica delle spiagge incontaminate dell’isola di Catalina

Le spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline faranno da sfondo a una proposta pensata tanto per chi desidera trascorrere una giornata all’insegna del relax quanto per chi vuole esplorare l’ambiente tutt’intorno.

Catalina Sugar Beach non sarà però soltanto una destinazione dove fermarsi in spiaggia: il programma di escursioni permetterà, infatti, di conoscere più da vicino l’isola e alcune delle attrazioni dei suoi dintorni. Tra le attività previste ci sarà la possibilità di partecipare a una navigazione in catamarano oppure di dedicarsi allo snorkeling.

L’offerta comprenderà inoltre escursioni in barca verso la vicina isola di Saona, oltre a visite alla Grotta delle Meraviglie e ad Altos de Chavón.

Per chi, invece, preferirà rimanere sulla spiaggia e dedicarsi in toto al relax, il progetto prevede nuovi spazi e servizi destinati a rendere più confortevole la giornata, tra cui le cabanas, che potranno essere prenotate per vivere l’esperienza di Catalina Sugar Beach in un contesto più riservato.

Una nuova offerta tra ristorazione, bar e relax

L’offerta gastronomica avrà il proprio fulcro in un padiglione all’aperto affacciato sulla spiaggia: il servizio sarà organizzato a buffet e proporrà piatti internazionali insieme a specialità locali. Accanto, sarà presente un’area ombreggiata con tavoli all’aperto, dalla quale sarà possibile godere di una vista panoramica sul mare.

Anche il servizio bar verrà potenziato: Catalina Sugar Beach disporrà di due bar, tra cui un palapa bar tropicale all’aperto. La struttura permetterà agli ospiti di trovare un luogo ombreggiato nel quale rilassarsi con una bevanda e, allo stesso tempo, continuare a godere della vista sul mare.

Il progetto comprende inoltre un centro dedicato agli sport acquatici con attrezzature a noleggio, pensato come punto di partenza per esplorare le acque cristalline che lambiscono l’isola.

Servizi rinnovati e un nuovo percorso panoramico

La riqualificazione interesserà anche le infrastrutture destinate ai servizi degli ospiti: spogliatoi, docce e servizi igienici saranno rimodernati per creare ambienti più confortevoli e curati.

Tra gli interventi più legati alla scoperta dell’ambiente naturale spicca invece la realizzazione di un nuovo sentiero panoramico che, attraversando la vegetazione dell’isola, condurrà fino a un punto panoramico dal quale sarà possibile ammirare la spiaggia e lo straordinario paesaggio caraibico.

Lungo il tracciato saranno installati pannelli informativi dedicati alle varie specie arboree presenti nell’area. Alcune radure rialzate permetteranno, inoltre, di creare punti di osservazione sul paesaggio, aggiungendo alla giornata trascorsa sulla spiaggia una possibilità di esplorazione legata alla natura dell’isola.

Catalina Sugar Beach e gli itinerari da crociera

L’apertura di Catalina Sugar Beach sarà collegata alla nuova programmazione crocieristica di MSC Crociere nella Repubblica Dominicana: da novembre 2026 la compagnia inaugurerà, infatti, partenze settimanali dal nuovo porto di imbarco di La Romana, introducendo per la prima volta un’offerta di crociere attiva durante tutto l’anno nei Caraibi meridionali.

MSC Opera farà scalo a Catalina Sugar Beach in ogni itinerario. La nave proporrà crociere settimanali della durata di sette notti, con la possibilità di combinare gli itinerari in una formula back-to-back di 14 notti.

Ma non soltanto. La nuova meta da sogno sarà inclusa anche in una selezione di itinerari caraibici di Explora Journeys e l’accesso sarà possibile anche per gli ospiti di Casa de Campo Resort & Villas, così da ampliare il pubblico potenziale oltre quello legato alle crociere.

Viaggi con cane e gatto, il boom che porta l’Italia nella top 10

9 août 2026 à 10:00

Agosto, mese simbolo delle grandi partenze estive, è anche il periodo in cui si concentra l’attenzione sugli animali domestici, con la Giornata Mondiale del Gatto l’8 agosto e quella del Cane il 26 agosto. In questo contesto, il fenomeno del “pet travel” si conferma in forte espansione e racconta un cambiamento ormai consolidato nelle abitudini dei viaggiatori: cani e gatti sono considerati veri e propri membri della famiglia, sempre più spesso inclusi nella pianificazione degli spostamenti e nella scelta delle destinazioni.

Secondo studi di settore ripresi da Dogster indicano che il 54% dei proprietari prevede di viaggiare con il proprio animale domestico, mentre il 58% dichiara di preferire la loro compagnia rispetto a quella di amici o familiari durante le vacanze; il 52% inoltre considera la possibilità di portare con sé il proprio pet già in fase di pianificazione.

L’ospitalità si trasforma: sempre più strutture pet-friendly

La crescita del turismo con animali al seguito ha avuto un impatto diretto sul settore dell’ospitalità, chiamato a rispondere a esigenze nuove e sempre più diffuse.

Secondo i dati del monitoraggio dello Schesir Respect My Nature Index, circa il 75% degli hotel, dalle strutture economiche ai resort di fascia alta, ha adottato politiche pet-friendly.

Anche la scelta del mezzo di trasporto riflette questa evoluzione: l’automobile resta la soluzione più utilizzata, indicata dal 64% dei proprietari, grazie alla maggiore flessibilità che consente nella gestione delle soste e dei tempi di viaggio, oltre alla possibilità di mantenere un ambiente più familiare per l’animale.

Il forte legame con i propri pet, in alcuni casi, porta anche a comportamenti estremi: ad esempio, il 10% dei viaggiatori avrebbe almeno una volta nascosto il proprio cane per aggirare i divieti di alcune strutture, mentre il 3% avrebbe tentato di camuffarlo da neonato per superare i controlli e consentirne l’imbarco su un aereo.

L’Italia nella top 10 mondiale del pet travel

In questo scenario, l’Italia spicca tra le destinazioni più rilevanti: si posiziona, infatti, all’ottavo posto nella top 10 mondiale dei trasferimenti internazionali di animali domestici, secondo il “Global Pet Travel Data Report 2026” di Starwood.

L’analisi, basata su 41.114 trasferimenti internazionali, evidenzia una netta prevalenza dei cani rispetto ai gatti: oltre 30.000 contro circa 15.000.

Un ulteriore elemento da considerare è la crescita delle famiglie che viaggiano con più animali, con una media di 1,43 pet per nucleo.

La preparazione è la chiave del viaggio

Gatto e cane in vacanza
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Cani e gatti in vacanza, l’Italia è tra le mete più scelte

Secondo il dottor Vittorio Saettone, veterinario e Head of R&D&QA di Schesir, il viaggio rappresenta per cani e gatti un’interruzione significativa della quotidianità, che coinvolge abitudini, ambiente e routine. Per questo motivo, la preparazione non può essere improvvisata.

Per il gatto, uno degli aspetti fondamentali riguarda l’abitudine al trasportino, che non dovrebbe essere introdotto solo al momento della partenza. Lasciarlo in casa nelle settimane precedenti, aperto e con oggetti familiari al suo interno, aiuta il gatto a percepirlo come uno spazio sicuro.

Anche la gestione dell’alimentazione prima del viaggio è importante: un pasto leggero o un breve digiuno può ridurre il rischio di nausea, mentre l’acqua deve restare sempre disponibile fino alla partenza. In alcuni casi, possono essere utili anche feromoni sintetici per ridurre lo stress, da applicare nel trasportino poco prima dell’utilizzo.

Durante il viaggio è fondamentale evitare che il gatto esca dal trasportino in ambienti non sicuri, come aree di servizio o parcheggi, dove il rischio di fuga è elevato. Anche oggetti familiari come una coperta o una piccola lettiera da viaggio possono contribuire a ridurre il disagio.

Per il cane, soprattutto in auto, la gestione delle soste è fondamentale: una pausa ogni due ore circa consente all’animale di bere, muoversi e ridurre la tensione accumulata durante il viaggio.

La sicurezza in auto è altrettanto importante: il cane non deve mai viaggiare libero nell’abitacolo, ma essere assicurato con sistemi omologati come cinture, trasportini o reti divisorie. Inoltre, non deve mai essere lasciato da solo in auto, nemmeno per pochi minuti, a causa del rischio di colpo di calore.

Prima della partenza è necessario verificare la documentazione sanitaria, inclusi microchip, libretto, passaporto europeo e vaccinazioni aggiornate. Infine, un kit di viaggio con acqua, ciotola, guinzaglio e materiali di emergenza aiuta a gestire eventuali imprevisti.

Favignana, la farfalla sul mare diventata l’Itaca di Nolan

8 août 2026 à 15:00

Favignana, la più grande e celebre isola dell’arcipelago delle Egadi, è una delle mete più affascinanti e desiderate della Sicilia occidentale. A pochi chilometri dalla costa di Trapani, emerge nel Mediterraneo con un profilo inconfondibile e un susseguirsi di calette selvagge, scogliere chiare e acque trasparenti che cambiano tonalità con la luce, passando dall’azzurro al turchese più intenso.

Visitarla significa lasciarsi conquistare innanzitutto dal mare, ma fermarsi soltanto alle sue spiagge sarebbe riduttivo: vanta, infatti, una storia legata alla pesca del tonno, alle cave di calcarenite, alla famiglia Florio e a un paesaggio modellato tanto dalla natura quanto dal lavoro dell’uomo. Non a caso è conosciuta anche come la “farfalla sul mare”: osservata dall’alto, la sua forma sembra proprio quella di due ali dispiegate sulle acque del Mediterraneo.

Mn non soltanto: oggi Favignana possiede anche un nuovo volto cinematografico: Christopher Nolan l’ha scelta tra le location della sua Odissea, trasformandola sul grande schermo nella patria di Ulisse, Itaca.

Favignana oltre il mare, dal Forte di Santa Caterina alle cave

Il profilo di Favignana è dominato dall’alto dal Forte di Santa Caterina, conosciuto anche come Castello di Santa Caterina, che sorge sulla cima dell’omonimo monte a circa 310 metri di altitudine: visibile persino da Trapani e da Erice, è uno dei punti di riferimento dell’isola e racconta secoli di avvistamenti, difesa e controllo del territorio.

La sua storia inizia nel IX secolo, quando i Saraceni costruirono sulla sommità una torre di avvistamento: furono poi i Normanni a trasformarla in un fortino, ampliato nel XV secolo da Andrea Riccio, allora signore di Favignana. In epoca borbonica la struttura venne utilizzata come carcere e poi come presidio militare, fino all’abbandono nel secolo scorso.

Da allora, il tempo sembra essersi fermato tra le mura dell’antico maniero, mentre la sua posizione continua a essere spettacolare: dall’alto lo sguardo abbraccia Favignana, le altre Egadi e la costa della Sicilia occidentale, con il mare che si estende tutt’intorno e rende ancora più evidente la particolare forma dell’isola.

Forte di Santa Caterina a Favignana, Egadi, Sicilia
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Il maestoso Forte di Santa Caterina a Favignana

Un’altra tappa fondamentale è l’Ex Stabilimento Florio: con i suoi 32 mila metri quadrati, per tre quarti coperti, fu tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e oggi rappresenta un vero gioiello di archeologia industriale. Nel 1841 la famiglia Florio prese in affitto la tonnara dalla famiglia Pallavicini di Genova, inaugurando un capitolo destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia di Favignana. I grandi ambienti che un tempo erano protagonisti dell’attività della tonnara permettono di comprendere quanto la pesca del tonno abbia contribuito a plasmare la comunità locale e quanto il nome dei Florio sia ancora oggi legato all’identità dell’isola.

Ma Favignana porta impressa la propria storia anche nella pietra: per lungo tempo l’uomo ha scavato il territorio per estrarre blocchi di calcarenite, comunemente chiamati tufi, dando forma a cave, gallerie e pareti verticali che hanno cambiato per sempre il volto dell’isola.

Terminata l’attività estrattiva, alcune cave sono state abbandonate e riconquistate dalla vegetazione: da questo incontro insolito tra natura e intervento umano sono nati i giardini ipogei, una delle particolarità più sorprendenti di Favignana.

Il caso più affascinante è quello dei Giardini di Villa Margherita, frutto della visione di Maria Gabriella Campo, figlia di un cavatore: con passione e determinazione, un’antica cava di tufo dismessa è stata bonificata e trasformata in un giardino spettacolare che oggi si sviluppa tra cunicoli, gallerie e grotte risalenti al Settecento e all’Ottocento.

Il percorso occupa un territorio di circa 35 mila metri quadrati e accoglie oltre 300 specie e varietà provenienti da differenti parti del mondo. Muoversi al suo interno significa entrare in un paesaggio inaspettato, dove piante e fiori crescono tra alte pareti di pietra e spazi un tempo scavati dai cavatori. Sulle superfici sono ancora visibili le tracce lasciate dai diversi sistemi di taglio utilizzati nelle varie epoche estrattive.

La stessa relazione tra pietra e mare torna protagonista al Bue Marino, uno dei luoghi più particolari della costa dove si trova un’antica cava di tufo a livello dell’acqua, in cui l’azione dell’uomo si è unita nel tempo con quella degli elementi naturali dando origine a tunnel, piattaforme, anfratti e pareti rocciose. La luce filtra tra le aperture, incontra l’acqua e ne esalta le sfumature azzurre: uno scenario suggestivo e molto diverso dalla classica spiaggia mediterranea.

Le spiagge più belle di Favignana

Favignana è soprattutto un mare che sa sorprendere ogni volta perché lungo i suoi circa 33 chilometri di costa non si presenta mai allo stesso modo: spiagge di sabbia chiara lasciano spazio a calette racchiuse tra le rocce, baie più appartate si alternano alle antiche cave, mentre le sfumature dell’acqua cambiano dal celeste quasi trasparente al blu più intenso.

Tra tutti questi scenari, Cala Rossa è probabilmente quello che più di ogni altro rappresenta Favignana nell’immaginario dei viaggiatori e può essere raggiunta sia via mare sia a piedi. In quest’ultimo caso, il percorso e soprattutto la discesa richiedono un po’ di attenzione e scarpe adeguate, ma una volta arrivati davanti all’acqua la fatica passa in secondo piano. Le pareti rocciose, le tracce delle antiche attività estrattive e il colore intenso del Mediterraneo compongono uno scenario che la rende differente dalla classica spiaggia sabbiosa.

Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana, Egadi, Sicilia
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Cala Rossa, una delle migliori spiagge di Favignana

Più semplice da raggiungere è Cala Azzurra, indicata anche per le famiglie con bambini: il fondale basso, la sabbia chiara con sfumature rosate e il mare trasparente creano un ambiente ideale per trascorrere qualche ora in acqua. La facilità di accesso dal centro abitato la rende inoltre una delle tappe più comode durante una giornata alla scoperta dell’isola.

Atmosfera più raccolta a Cala Rotonda, apprezzata sia dalle famiglie sia dalle coppie in cerca di tranquillità. Il momento più suggestivo per raggiungerla è il tramonto, quando la luce diventa più morbida e trasforma i colori della costa. Sotto la superficie si trova anche una grotta conosciuta dagli appassionati di immersioni, il cui ingresso è posto a circa otto metri di profondità.

Se preferite una vera distesa di sabbia, Lido Burrone è una delle spiagge di riferimento: poco distante dal paese di Favignana è caratterizzato da un ampio arenile di sabbia chiara e fondali bassi.

Spostandovi verso la parte occidentale dell’isola incontrerete Cala Grande, raggiungibile solo a piedi seguendo la direzione del faro di Punta Sottile: piccoli tratti di sabbia e vegetazione incorniciano le acque cristalline, in un paesaggio più appartato e meno immediato da raggiungere rispetto ad altre spiagge.

Ancora più selvaggia è Cala Faraglioni: una stradina impervia, percorribile soltanto a piedi, conduce alla spiaggia rocciosa, protetta da un’imponente parete naturale. Nei dintorni si possono incontrare anche suggestive grotte marine che aggiungono ulteriore fascino a cotanto tratto di costa.

Come arrivare a Favignana

Favignana è raggiungibile via mare dalla costa occidentale della Sicilia grazie ai collegamenti in partenza da Marsala e, soprattutto, da Trapani.

Proprio Trapani è uno dei punti di partenza più comodi: scegliendo l’aliscafo, la traversata dura circa 30 minuti; in alternativa potete optare per il traghetto, soluzione utile anche per trasportare un veicolo nei periodi e secondo le modalità in cui l’imbarco è consentito.

Macchiagodena, il borgo dei libri che guarda il Matese

8 août 2026 à 13:00

Adagiato in posizione panoramica nel cuore del Molise, Macchiagodena è un piccolo borgo conosciuto con l’appellativo di “Terrazza sul Matese“: basta, infatti, volgere lo sguardo oltre le case e i tetti del centro storico perché il paesaggio si apra verso il massiccio del Matese, maestosa presenza che domina l’orizzonte e accompagna la scoperta del paese.

La vista sulle montagne è soltanto uno dei motivi per raggiungerlo: Macchiagodena custodisce un possente castello arroccato sulla roccia, testimonianze archeologiche, edifici religiosi, antiche case in pietra e tradizioni artigiane che raccontano il forte legame della comunità con la propria storia.

A completare il quadro è poi la natura che abbraccia l’abitato, da vivere a passo lento lungo sentieri immersi nel verde.

Dal castello ai sentieri, cosa vedere a Macchiagodena

A vegliare Macchiagodena dall’alto è innanzitutto il suo Castello, nato come fortezza di avvistamento per il controllo dei confini e costruito in una posizione che ne rivela ancora oggi l’originaria funzione difensiva: si innalza infatti su uno sperone di roccia calcarea, con tre lati inaccessibili posti a strapiombo sulla parete rocciosa. All’interno del recinto dell’antico castello si conservano ancora statue e altri materiali scultorei in pietra tra cui spicca il grande leone collocato sul lato orientale, databile al XIII secolo.

Tra gli edifici più importanti merita poi attenzione la Chiesa di San Nicola, una delle principali testimonianze storiche e religiose del borgo: le origini non sono definite con certezza ma la sua presenza è sicuramente antecedente al XVII secolo.

Nel centro storico incontriamo anche il Villaggio San Nicola, formato da una decina di case in pietra: una parte delle abitazioni venne ristrutturata nel 1992 per volontà di Don Francesco Romano, parroco del paese, che le aveva ricevute in dono.

Macchiagodena ha però scelto di raccontarsi anche grazie ai libri: la Terrazza della Lettura è un suggestivo salotto letterario a cielo aperto pensato per fermarsi a leggere e alzare lo sguardo verso il panorama del massiccio del Matese. Il legame tra il borgo e la letteratura prosegue lungo vie e piazze, dove fanno bella mostra di sé panchine letterarie, casette dedicate al bookcrossing e aforismi di scrittori famosi incisi o dipinti sui muri. Teniamo anche presente che il borgo molisano è la sede del network italiano dei “Borghi della Lettura” e ospita spesso eventi e presentazioni letterarie.

Panchina letteraria di Dante Alighieri sulla Terrazza della Lettura a Macchiagodena, Molise
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Panchina letteraria di Dante Alighieri sulla Terrazza della Lettura

Ma siamo appena all’inizio. In località Fosso Pampalone è visitabile lo scavo archeologico di Macchiagodena, dove sono emerse le tracce di un insediamento di culto risalente al periodo sannitico.

Ancora, il borgo mantiene vivo il legame con la cultura popolare e con i saperi tramandati nel corso delle generazioni: tra le attività artigianali ancora presenti occupa un posto importante la lavorazione della creta e della ceramica, patrimonio che ha scelto di preservare con l’apertura di un laboratorio-scuola di ceramica.

Se desiderate invece allontanarvi dalle vie del centro e immergervi nel paesaggio potete seguire il sentiero LIPU, interessante per gli appassionati di natura e di birdwatching: il percorso si sviluppa lungo la gola attraversata dal torrente Rio Secco e conduce alla scoperta di angoli suggestivi, accompagnati da scorci panoramici sulle montagne dell’Alto Molise.

Dove si trova Macchiagodena e come arrivare

Il centro storico di Macchiagodena, Molise
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Scorcio del centro storico di Macchiagodena

Macchiagodena si trova in provincia di Isernia, a mezza costa sulle montagne del Molise centrale, in un territorio che condivide con i comuni di Frosolone e Carpinone. La posizione nel cuore della regione permette di raggiungerlo in auto sia dal versante adriatico sia dalle principali direttrici provenienti da Roma e Napoli.

Arrivando dall’autostrada A14, occorre uscire a Termoli e imboccare la SS Bifernina seguendo le indicazioni per Campobasso. Da qui si prosegue verso Isernia fino a raggiungere il bivio Cantalupo-Macchiagodena.

Se percorrete l’A1 Roma-Milano-Napoli, provenendo da Roma l’uscita di riferimento è San Vittore, mentre arrivando da Napoli utilizzate il casello di Caianello. Proseguite quindi in direzione Venafro-Isernia e imboccate la SS 17 verso Campobasso, fino al bivio Cantalupo-Macchiagodena.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Isernia, distante circa 22 chilometri. Il paese è inoltre servito dagli autobus delle Autolinee Trasporti Molise (ATM).

Borgate nel Borgo, la festa che anima Macchiagodena

Il legame di Macchiagodena con la propria storia torna protagonista ogni estate con Borgate nel Borgo, manifestazione che si svolge durante il primo fine settimana di agosto e coinvolge le contrade del paese.

Per tre giorni il centro storico cambia volto tra festeggiamenti, sfide e appuntamenti che portano fino all’elezione della contrada reggente. L’evento rievoca l’assedio dei baroni del 1460 e trasforma un episodio del passato in un’occasione per riunire la comunità e far conoscere tradizioni e identità locali.

Organizzata dalla Pro Loco di Macchiagodena, si sviluppa tra i vicoli del borgo con un percorso che unisce cultura ed enogastronomia: le contrade curano gli stand della cena itinerante mentre musica dal vivo e animazione accompagnano le serate.

Treni storici tra Piemonte e Lombardia, nuovi itinerari d’autore

8 août 2026 à 11:00

La proposta dei treni storici della Fondazione FS si amplia con due nuovi itinerari speciali che, nell’autunno 2026, accompagneranno alla scoperta di alcuni dei territori più rappresentativi del Piemonte e della Lombardia: i nuovi collegamenti, in programma tra ottobre e novembre, uniscono infatti il fascino del viaggio su convogli d’epoca alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali.

Si tratta del collegamento Milano-Alba e del Torino-Canelli, entrambi pensati per offrire una giornata alla scoperta delle Langhe, del Monferrato e delle loro produzioni tipiche. A bordo dei convogli storici sono previste degustazioni e momenti di approfondimento dedicati ai prodotti del territorio, con l’obiettivo di far vivere il viaggio come parte integrante dell’esperienza turistica.

Il treno storico Milano-Alba tra Langhe, tartufi e vino

Il primo appuntamento è con il treno storico Milano-Alba, che sarà effettuato nelle domeniche dell’11, 18 e 25 ottobre 2026. Il convoglio partirà dalla stazione di Milano Centrale alle 9:05 per raggiungere Alba alle 12:35, seguendo un itinerario che attraversa Pavia, Alessandria e Asti. Il viaggio di ritorno è previsto con partenza da Alba alle 18:20 e arrivo a Milano Centrale alle 22:00.

L’iniziativa è programmata in uno dei periodi più significativi dell’anno per il territorio delle Langhe, quando l’autunno esalta i colori del paesaggio e coincide con la stagione dei tartufi e delle produzioni vinicole che hanno reso la zona famosa a livello internazionale.

L’esperienza a bordo si svolgerà sulle inconfondibili carrozze Gran Confort degli anni Settanta, mezzi storici caratterizzati da ampi finestrini e da un elevato livello di comfort. La scelta delle carrozze punta a valorizzare il viaggio lento e a offrire ai passeggeri la possibilità di osservare il paesaggio durante il tragitto e di immergersi piano piano nell’atmosfera delle Langhe.

Durante il percorso sono previste degustazioni di prodotti stagionali e momenti dedicati al racconto del Nebbiolo, uno dei vitigni simbolo del territorio, con un percorso introduttivo alle eccellenze che attendono una volta giunti ad Alba.

iconiche carrozze Gran Confort
FONDAZIONE FS
Le iconiche carrozze Gran Confort

Torino-Canelli sulla Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato

Nel mese di novembre sarà invece protagonista il treno storico Torino-Canelli, in programma nelle domeniche dell’1, 8, 15 e 22 novembre 2026. Il convoglio collegherà Torino Porta Nuova con Canelli effettuando fermate anche a Torino Lingotto, Bra e Alba, lungo un itinerario disegnato da colline, vigneti e borghi.

Verrano impiegate le storiche carrozze Centoporte degli anni Venti, simbolo della tradizione ferroviaria italiana. Anche in questo caso il programma di bordo prevede degustazioni e masterclass dedicate ai vini del territorio, ai prodotti tipici e alla cultura spumantistica dell’Alta Langa e del Monferrato

Inoltre, domenica 1° novembre il convoglio sarà trainato da una locomotiva a vapore e, per questa corsa inaugurale, sono stati predisposti orari dedicati: la partenza da Torino Porta Nuova è fissata alle 8:55, con arrivo a Canelli alle 11:29. Il ritorno partirà alle 18:12 per raggiungere Torino Porta Nuova alle 21:15.

Nelle successive domeniche dell’8, 15 e 22 novembre il programma seguirà invece un orario differente. La partenza da Torino Porta Nuova resterà confermata alle 8:55, mentre l’arrivo a Canelli è previsto alle 10:43. Il viaggio di ritorno partirà alle 18:15 con arrivo nel capoluogo piemontese alle 20:20.

Interno del treno storico su cui viaggiare in autunno
FONDAZIONE FS
Suggestivo interno del treno storico su cui viaggiare in autunno

Nuova truffa sulle prenotazioni online delle vacanze: come difendersi

8 août 2026 à 07:30

Le prenotazioni online sono ormai diventate la modalità più diffusa per organizzare vacanze e soggiorni, grazie alla semplicità e alla rapidità offerte dalle principali piattaforme di prenotazione: eppure, proprio questa abitudine consolidata oggi è al centro di una nuova ondata di truffe informatiche che sta destando crescente preoccupazione.

Veronica Leonardi, ingegnere e Board member di Cyberoo, evidenzia come il fenomeno stia registrando una crescita significativa, soprattutto durante il periodo delle ferie, quando aumenta il numero di prenotazioni e, di conseguenza, anche le opportunità per i truffatori di colpire i viaggiatori.

Il phishing cambia volto e sfrutta dati autentici delle prenotazioni

Secondo quanto osservato dall’esperta di Cyberoo, il principale cambiamento riguarda proprio il livello di sofisticazione delle truffe: se in passato era piuttosto semplice individuare un tentativo di phishing grazie a e-mail scritte in modo approssimativo o a indirizzi sospetti, oggi i messaggi fraudolenti contengono dettagli reali della prenotazione.

I criminali del web possono inviare comunicazioni nelle quali compaiono il nome della struttura ricettiva, le date del soggiorno, il numero della prenotazione e persino riferimenti personali del viaggiatore, informazioni autentiche che rendono il messaggio coerente con la prenotazione effettuata e aumentano il rischio che l’utente si fidi e segua le istruzioni ricevute.

Come sottolinea Veronica Leonardi, il vero salto di qualità di queste campagne fraudolente consiste proprio nel fatto che il messaggio “non sembra falso“, perché utilizza dati reali e indirizzi e-mail che appaiono del tutto plausibili.

Veronica Leonardi, Ingegnere e Board member di Cyberoo
Ph CDR Communication
Veronica Leonardi, Ingegnere e Board member di Cyberoo

Come riescono ad agire i cybercriminali

Il punto critico, chiarisce Leonardi, non riguarda una violazione dei sistemi centrali di Booking.com, che vengono definiti sicuri e all’avanguardia. Il problema nasce, invece, dalla compromissione degli account delle strutture ricettive partner delle piattaforme di prenotazione online, comprese le cosiddette OTA, ovvero le Online Travel Agency.

Quando un cybercriminale riesce ad accedere al profilo di un hotel o di una struttura ricettiva, può utilizzare i dati delle prenotazioni autentiche e sfruttare canali di comunicazione che agli occhi del cliente risultano del tutto legittimi: in questo modo, il truffatore riesce a contattare il viaggiatore nel momento in cui è più vulnerabile, spesso pochi giorni prima della partenza.

In questa fase, infatti, il timore di perdere la prenotazione o di vedere annullato il soggiorno può indurre molte persone ad agire d’impulso, effettuando un pagamento aggiuntivo o completando una presunta verifica richiesta tramite un link ricevuto via e-mail, chat, SMS o WhatsApp.

Come difendersi dalle nuove truffe sulle prenotazioni online

Di fronte a una simile evoluzione delle minacce informatiche, Veronica Leonardi invita i viaggiatori ad adottare alcune semplici precauzioni che possono fare la differenza.

La raccomandazione principale è quella di non utilizzare mai i link ricevuti tramite chat, e-mail, SMS o WhatsApp per completare pagamenti o verifiche della prenotazione. In presenza di richieste urgenti, soprattutto se riguardano denaro o conferme di pagamento, è importante interrompere il flusso della comunicazione e verificare direttamente la propria prenotazione accedendo esclusivamente all’applicazione ufficiale o al sito ufficiale della piattaforma tramite i canali abituali.

Leonardi consiglia inoltre di finalizzare sempre l’acquisto del soggiorno utilizzando soltanto l’app o il sito ufficiale di Booking e delle altre OTA, controllando più volte la prenotazione direttamente da questi strumenti. Nel caso di importi elevati, è opportuno contattare la struttura ricettiva utilizzando soltanto recapiti verificati e presenti sui siti ufficiali, così da avere la certezza che la transazione sia andata a buon fine.

Domenica al Museo, le visite gratuite da non perdere il 2 agosto

2 août 2026 à 07:30

Domenica 2 agosto è in programma il settimo appuntamento dell’anno con Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che permette di accedere gratis, ogni prima domenica del mese, a svariati musei, parchi archeologici, castelli, complessi monumentali, ville e giardini statali aderenti.

L’evento coinvolge centinaia di siti distribuiti su tutto il territorio nazionale e offre l’opportunità di trascorrere una giornata dedicata alla conoscenza del patrimonio artistico e archeologico del Belpaese, dalle grandi città ai centri meno conosciuti.

Alla scoperta di Caló des Moro, piscina naturale più bella di Maiorca

1 août 2026 à 15:30

Alcune spiagge conquistano per la loro ampiezza, altre per i servizi, altre ancora per la comodità che rende facile immaginare un’intera giornata al sole senza pensieri: poi c’è Caló des Moro, per cui è sufficiente uno sguardo dall’alto, prima ancora di scendere verso l’acqua, per capire perché sia diventata una delle più desiderate di Maiorca.

Nel 2026, è stata anche inserita nella classifica delle migliori spiagge d’Europa di World’s 50 Best Beaches, a conferma del fascino assoluto di uno degli angoli più fotografati e amati delle Baleari, una caletta fragile, spettacolare e selvaggia, da raggiungere con un po’ di pazienza e da rispettare con grande attenzione.

Indicata in castigliano anche come Cala del Moro, si svela nel comune di Santanyí, a circa 9 chilometri dal centro, incastonata in una conca naturale, abbracciata da pareti rocciose a strapiombo nelle quali si aprono anche piccole grotte. Tutt’intorno, pini, cespugli e ginestre, mentre il mare crea una tavolozza turchese che ha reso celebre la spiaggia ben oltre i confini dell’isola.

Caló des Moro, la cala più famosa e desiderata di Maiorca

Veduta panoramica di Calo des Moro, Maiorca
iStock
Tutto il fascino di Calo des Moro a Maiorca

A detta di molti, Caló des Moro è la spiaggia più bella di Maiorca. Di certo è una di quelle immagini che sembrano fatte appositamente per alimentare il desiderio di partire: acqua trasparente, rocce chiare, fondali luminosi, pareti naturali e la sensazione quasi irreale di piscina naturale affacciata sul Mediterraneo.

Non si tratta di una spiaggia da grandi numeri (anche se negli ultimi anni è stata presa d’assalto da viaggiatori, fotografi e curiosi) bensì di una cala raccolta, dove lo spazio sulla sabbia può diventare molto limitato, soprattutto nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata.

Il mare è il vero protagonista: limpido, trasparente, quasi sempre calmo quando le condizioni sono favorevoli, passa dal celeste chiarissimo al turchese più intenso e crea un effetto scenografico che ricorda davvero una piscina. Dall’alto, prima della discesa, il colpo d’occhio è straordinario: l’acqua sembra brillare tra le rocce, mentre la piccola striscia di candida sabbia appare come un rifugio naturale protetto dal resto del mondo.

Come arrivare a Caló des Moro

Parte del fascino di Caló des Moro è legata anche al suo accesso non immediato: infatti, è isolata e immersa nella natura, e l’ultimo tratto va percorso a piedi con scarpe comode, attenzione e un minimo di prudenza.

Partendo da Palma di Maiorca, occorre seguire la Ma-19 in direzione Llucmajor, proseguire verso Campos e poi seguire le indicazioni per Cala Llombards e quindi per l’area di accesso a Caló des Moro e Cala S’Almunia. Il parcheggio è a circa un chilometro dalla cala, nella zona di Sa Comuna, e da lì inizia il tratto pedonale.

La camminata dura circa 15-20 minuti in una cornice molto suggestiva. Si procede fino a una scalinata immersa nella vegetazione, per poi raggiungere il sentiero che corre lungo la parete rocciosa laterale alla spiaggia: ed è proprio durante questo tratto che Caló des Moro si svela piano piano dall’alto, con il mare turchese incastonato tra le rocce e la piccola cala quasi nascosta.

La discesa finale verso la spiaggia è piuttosto ripida e può risultare scivolosa, soprattutto con scarpe non adatte o nelle ore di maggiore affollamento. Non è un accesso comodo per tutti e non è adatto a carrozzine e passeggini, per questo è importante arrivare preparati, portare con sé solo il necessario e affrontare il percorso senza fretta.

Posti vicini gratis in aereo dal 2027, cambiano le regole per i viaggi in famiglia

1 août 2026 à 12:00

Con l’inizio delle vacanze scolastiche in tutta Europa e milioni di famiglie in partenza per le ferie estive, torna al centro dell’attenzione un tema molto sentito da chi viaggia con bambini: la possibilità di ottenere gratis posti vicini a chi li accompagna durante il volo. Sebbene l’Unione europea abbia compiuto un passo decisivo verso una maggiore tutela dei passeggeri, le nuove disposizioni non saranno applicabili nell’immediato: infatti, per tutta l’estate in corso, continueranno a valere le politiche commerciali adottate dalle singole compagnie aeree.

A fotografare la situazione è una nuova analisi realizzata da AirAdvisor, che mette in evidenza differenze ancora marcate tra i principali vettori europei.

Le regole cambieranno dal 2027

L’analisi è stata pubblicata dopo l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’accordo raggiunto con il Consiglio dell’Unione europea sulla revisione dei diritti dei passeggeri aerei. Il testo è stato approvato con 646 voti favorevoli, 12 contrari e tre astensioni e introduce un importante cambiamento per le famiglie che viaggiano in aereo.

La nuova normativa stabilisce infatti che l’assegnazione gratuita dei posti adiacenti diventerà un obbligo di legge: i bambini sotto i 14 anni avranno diritto a sedere gratuitamente accanto alla persona che li accompagna. La stessa possibilità sarà riconosciuta, compatibilmente con la disponibilità dei posti, agli accompagnatori delle persone con disabilità o a mobilità ridotta e delle donne in gravidanza, purché viaggino nell’ambito dello stesso contratto di trasporto.

Per le passeggere in gravidanza sono inoltre previsti la priorità durante l’imbarco e il divieto di applicare la clausola del “no-show”, che permette alla compagnia di cancellare il volo di ritorno quando il passeggero non ha utilizzato quello di andata.

La riforma rappresenta la prima revisione delle norme europee sui diritti dei passeggeri aerei dal 2004. Dopo il voto del Parlamento europeo del 7 luglio, il testo ha ricevuto l’approvazione definitiva del Consiglio dell’Unione europea il 13 luglio 2026, completando così l’iter legislativo. Le nuove disposizioni entreranno in vigore 12 mesi e 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea: l’obbligo diventerà quindi effettivo nel corso del 2027.

Le sei compagnie europee più attente ai viaggi in famiglia

Famiglia in aereo con bambini
123RF
Bambini in aereo, quando i posti vicini saranno davvero gratuiti

Secondo una classifica elaborata da AirAdvisor, sei compagnie europee si distinguono per le politiche e i servizi rivolti alle famiglie: British Airways, Finnair, SAS, KLM, Air France e LOT.

Tra queste c’è British Airways, che garantisce gratuitamente ai minori di 12 anni un posto vicino all’adulto accompagnatore. Inoltre, propone snack box per bambini acquistabili su alcuni voli a corto raggio e pasti dedicati sui collegamenti a lungo raggio, generalmente da richiedere in anticipo. A questo va aggiunta la disponibilità di culle sui voli a lungo raggio e schermi integrati nei sedili su tutta la flotta.

Anche Finnair assegna in automatico posti vicini ai minori di 12 anni. Sui collegamenti a lungo raggio mette anche a disposizione, su prenotazione, pasti dedicati ai bambini e culle sulla maggior parte delle rotte intercontinentali.

La stessa politica di assegnazione automatica dei posti è prevista da SAS per i bambini sotto i 12 anni. La compagnia offre pasti per bambini sulle rotte dirette verso il Nord America e l’Asia e consente l’imbarco gratuito sia del passeggino sia del seggiolino auto.

Tra i vettori più attenti alle esigenze delle famiglie compare anche KLM, che assegna automaticamente posti vicini ai minori di 12 anni. Sui voli intercontinentali propone inoltre ai bambini la Bluey Meal Box e mette a disposizione una selezione di film dedicati ai più piccoli.

Air France assegna gratuitamente ai bambini un posto accanto a un adulto accompagnatore e cerca, in base alla disponibilità, di sistemare insieme anche gli altri componenti della famiglia. Sono disponibili, su prenotazione, pasti dedicati. La compagnia offre inoltre il trasporto gratuito del passeggino e del seggiolino auto.

Anche LOT garantisce ai bambini sotto i 12 anni un posto accanto ad almeno un adulto accompagnatore e, quando possibile, cerca di sistemare insieme anche gli altri componenti della famiglia.

Le compagnie low cost meno favorevoli ai nuclei familiari

Dall’analisi emerge un quadro differente per numerose compagnie low cost: AirAdvisor evidenzia infatti che diversi vettori low cost, tra cui easyJet e Wizz Air, raramente mettono a disposizione pasti dedicati ai bambini o sistemi di intrattenimento pensati per i passeggeri più piccoli.

Inoltre, alcune compagnie continuano a richiedere un supplemento per la scelta anticipata dei posti o per garantire che tutti i componenti della famiglia siano sistemati insieme. Una situazione che, almeno fino all’entrata in vigore della nuova normativa europea, continuerà a dipendere esclusivamente dalle politiche adottate dal singolo vettore.

Nonostante ciò, anche alcune compagnie low cost stanno modificando le proprie politiche. Dal 25 giugno 2026 Ryanair prevede che, con l’assegnazione casuale gratuita, i bambini siano sistemati accanto all’adulto accompagnatore senza costi aggiuntivi. La misura non garantisce però necessariamente posti vicini a tutti i componenti della famiglia.

La scelta della compagnia per chi viaggia con bambini

Per valutare il livello di attenzione riservato alle famiglie, AirAdvisor ha preso in considerazione quattro aspetti principali: la garanzia di posti vicini, il trasporto gratuito del passeggino in stiva, la disponibilità di pasti dedicati ai bambini e la presenza di servizi di intrattenimento durante il volo.

Secondo Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor, la ricerca evidenzia come nel 2026 le politiche delle compagnie aeree sull’assegnazione dei posti alle famiglie siano ancora molto poco uniformi. A suo giudizio, l’accordo approvato dall’Unione europea rappresenta un passo avanti significativo, ma non offrirà benefici immediati a chi deve partire nei prossimi mesi. L’obbligo di assegnare gratis posti vicini alle famiglie entrerà infatti in vigore soltanto dal 2027 e, fino a quel momento, sarà ancora la compagnia aerea scelta a stabilire se un bambino potrà sedersi gratuitamente accanto al genitore, essere sistemato in un posto vicino (ma non direttamente adiacente), oppure se sarà necessario pagare un supplemento per mantenere unita la famiglia durante il viaggio.

Radchenko ricorda inoltre che, in caso di cancellazione o di arrivo a destinazione con almeno tre ore di ritardo, i passeggeri possono già oggi avere diritto alla compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento (CE) n. 261/2004 o dalla normativa britannica UK261, purché il volo rientri nel rispettivo ambito di applicazione e il disservizio non sia stato causato da circostanze eccezionali. L’applicabilità delle due normative dipende dalla rotta e, in alcuni casi, dalla compagnia che opera il volo.

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