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Occhi puntati sulle città più belle: le 10 migliori secondo una speciale classifica

25 août 2026 à 07:30

Quanto basta per capire se una città è davvero bella? Secondo una nuova classifica, appena 1,5 secondi. Ogni volta, a questa domanda, le risposte sono molteplici e soggettive ed è anche giusto che sia così. Eppure, una nuova classifica ha provato a rispondere al quesito con un metodo decisamente particolare, basato sulla tecnologia di eye-tracking.

Il risultato è una top 30 delle città più belle in estate nella quale l’Europa domina con ben 19 destinazioni. A conquistare il primo posto è però Banff, in Canada, seguita da Mykonos e Sydney. Ecco quali sono le dieci città che hanno ottenuto i punteggi più alti.

Cantine Aperte in Vendemmia 2026: al via due mesi tra vigne, degustazioni e tradizioni

24 août 2026 à 18:31

Amanti del vino, prendete le agende e segnatevi questo evento! Da oggi, 24 agosto, prende il via Cantine Aperte in Vendemmia, l’appuntamento che fino al 25 ottobre porta visitatori italiani e internazionali nelle cantine del Movimento Turismo del Vino, proprio nel momento in cui il lavoro nei vigneti entra nella sua fase più intensa. Per due mesi sarà infatti possibile seguire da vicino il percorso che porta dall’uva al vino, tra raccolta, pigiatura, fermentazione, degustazioni e incontri con i produttori.

Dalle prime uve raccolte per bianchi e spumanti nelle aree settentrionali fino alle vendemmie più tardive del Sud e del Vulture, l’evento è un’occasione particolare per scoprire territori, tradizioni gastronomiche e modi diversi di vivere l’enoturismo.

Cantine Aperte in Vendemmia: cosa sapere sull’evento

La vendemmia? Non si esaurisce con la raccolta dei grappoli, anzi, è proprio quando l’uva arriva in cantina che inizia una nuova fase, tra profumi del mosto, pigiatura, avvio delle fermentazioni, lavoro dell’enologo e assaggi nelle diverse fasi della vinificazione. Ed è questo il momento che Cantine Aperte in Vendemmia permette di osservare da vicino, accompagnando i visitatori dalla vigna alla cantina.

Panorama delle Langhe in autunno
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Foliage tra i vigneti delle Langhe

Il programma si sviluppa dal 24 agosto al 25 ottobre 2026 e coinvolge territori molto diversi tra loro. Nel Sud Italia emerge così una maggiore vocazione per eventi e intrattenimento, con degustazioni abbinate ai prodotti tipici e una forte attenzione alla presenza digitale. Al Centro Italia, invece, il vino si lega soprattutto al paesaggio, con picnic in vigna, attività all’aria aperta e proposte premium. Nel Nord-Ovest si registra una particolare flessibilità nell’accoglienza: il 56% delle cantine analizzate apre anche la domenica.

Le esperienze da vivere in cantina

Tra le proposte più interessanti ci sono le vendemmie didattiche, presenti in diverse regioni italiane, dal Piemonte al Friuli, dal Veneto all’Umbria e al Lazio fino alla Toscana. Le modalità cambiano a seconda del territorio: nell’Astigiano, per esempio, l’esperienza può comprendere spiegazioni in vigna, raccolta dei grappoli, consegna delle uve e tradizionale pigiatura con i piedi, prima di una merenda con prodotti tipici piemontesi e della visita in cantina.

Anche la gastronomia diventa infatti parte integrante dell’esperienza, con picnic e merende a chilometro zero, prodotti locali e specialità regionali. In Toscana, tra le proposte citate, compaiono prosciutto toscano, schiaccia all’uva, bruschette con Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP e succo d’uva per i bambini. In Campania la vendemmia può invece trasformarsi in un’occasione per passeggiare tra i filari, conoscere il territorio e scoprire le produzioni tipiche.

Non mancano inoltre esperienze più esclusive, come scenografiche cene tra i filari, degustazioni di grandi annate o vini in anteprima e incontri con l’enologo o direttamente con il produttore. Accanto a queste proposte trovano spazio musica, feste della vendemmia, passeggiate, trekking, giochi e attività dedicate alle famiglie.

Particolare attenzione quest’anno è riservata infatti anche ai più piccoli: secondo i dati CESEO 2025, il 38% delle cantine del campione organizza esperienze formative, comprese attività per bambini, aree gioco e visite nelle fattorie didattiche. In alcune realtà toscane, i piccoli possono partecipare alla raccolta e alla pigiatura, imbottigliare il succo e creare la propria etichetta, arrivando anche a ricevere un diploma di “Vignaiuolo per un giorno”.

La manifestazione infine guarda anche al pubblico internazionale: gli stranieri rappresentano tra il 35% e il 40% dei visitatori delle cantine italiane, ma sono ancora circa 7-8 milioni rispetto ai 104 milioni di turisti internazionali che visitano ogni anno l’Italia.

À partir d’avant-hierFlux principal

Il Castello di Termes è la fortezza catara che domina le gole delle Corbières in Francia

24 août 2026 à 15:15

Alcuni castelli oggi sono noti e visitati durante tutto l’anno per via dei sontuosi arredi e delle sale ancora intatti, mentre altri si fanno conoscere soprattutto per la natura straordinaria e il paesaggio che li circonda. Questo è anche il caso del Castello di Termes, arroccato a 460 metri di altitudine nel sud della Francia, dove le rovine di un’antica fortezza emergono dalla roccia proprio sopra le gole del Termenet. È qui, tra le montagne delle Hautes-Corbières, che il Medioevo ha lasciato la sua firma: il castello fu infatti teatro di uno degli assedi più celebri della Crociata contro gli Albigesi ed è anche considerato uno dei “cinque figli di Carcassone”, ovvero il gruppo di roccaforti strategiche che all’epoca difendevano il regno.

Oggi invece Termes è molto diverso dalla fortezza che dominava queste montagne nel XIII secolo: le sue rovine sono state oggetto di scavi e restauri e permettono di ricostruire, passo dopo passo, la storia di un luogo passato da roccaforte signorile a fortezza reale francese. Dal 2026, inoltre, il sito fa parte delle Forteresses royales capétiennes du Languedoc, inserite nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme ad altri sette siti fortificati della regione.

Castello di Termes: la storia e cosa vedere

Le origini del Castello di Termes risalgono almeno al X secolo. Costruito su uno sperone roccioso, il sito controllava una posizione strategica nelle Corbières e divenne il centro della signoria di Termes. La pagina più famosa della sua storia arrivò nel 1210, durante la Crociata contro i catari. Il castello, allora nelle mani di Raimond de Termes, fu assediato dall’esercito di Simon de Montfort. La resistenza durò quasi quattro mesi, facendo sì che Termes passasse ai posteri come uno degli episodi più intensi e noti della campagna militare contro le roccaforti legate ai signori locali e al catarismo.

Dopo la conquista, il castello entrò progressivamente sotto il dominio della Corona francese. Nel XIII secolo venne rifortificato e trasformato in una fortezza reale, inserita nel sistema difensivo che proteggeva il nuovo territorio francese dalle incursioni provenienti dal regno d’Aragona. La sua funzione militare, però, ebbe una fine definitiva nel XVII secolo. Nel 1653-1654, per ordine della Corona, la fortezza venne demolita per impedirne un eventuale riutilizzo da parte dei ribelli dopo la Fronda. Da allora il castello è rimasto in rovina, ma proprio questa condizione permette oggi di leggere più facilmente la stratificazione della sua storia.

Durante la visita odierna, ciò che si esplora sono i resti del castrum e della fortezza reale, tra mura, strutture difensive, torre maestra e spazi dell’antico complesso signorile. La visita comincia già nel piccolo villaggio di Termes, dove si trovano il centro di interpretazione, il filmato introduttivo e l’esposizione dedicata all’assedio del 1210.

Dal villaggio occorre poi proseguire a piedi per circa 15 minuti lungo il percorso che conduce alla fortezza. La visita dura generalmente circa un’ora o un’ora e mezza, considerando anche gli spazi di interpretazione e il percorso verso il castello.

Dove si trova il Castello di Termes e come arrivare

Il Castello di Termes è situato nel comune di Termes, nel dipartimento dell’Aude, nella regione dell’Occitania in Francia. Il villaggio dista circa 50 chilometri da Carcassonne e si trova tra le Corbières, in una zona caratterizzata da montagne, gole e piccoli borghi.

La posizione è interessante anche per costruire un itinerario più ampio alla scoperta dei castelli catari e delle fortificazioni medievali dell’Aude. Per raggiungere Termes, l’opzione più pratica è l’auto, soprattutto se si arriva da Carcassonne, Narbonne o Perpignan. Il villaggio è piccolo e dispone di un parcheggio gratuito e obbligatorio per i visitatori. Dal parcheggio si raggiunge il centro di accoglienza seguendo le indicazioni lungo il corso d’acqua.

Per chi programma la visita nel 2026, il castello è aperto tutti i giorni in luglio e agosto, dalle 10.00 alle 19:30, mentre a settembre e ottobre l’apertura è prevista dalle 10.00 alle 18.00. A novembre l’accesso è previsto nei weekend e nei giorni festivi fino all’11 novembre, con ulteriori aperture secondo calendario.

Il biglietto 2026 costa 6 euro per gli adulti, 5 euro per i ragazzi dai 16 ai 25 anni e 3 euro per i bambini dai 6 ai 15 anni; i bambini sotto i 6 anni entrano gratuitamente. È disponibile anche un biglietto da 3 euro per visitare esclusivamente il film e l’esposizione del centro di interpretazione.

Luna dello Storione ed eclissi (quasi) totale: il 28 agosto l’appuntamento è all’alba

24 août 2026 à 13:57

Dopo i desideri espressi nella Notte di San Lorenzo e i successivi giorni a caccia di stelle cadenti, scanditi anche dall’evento astronomico più atteso dell’anno (l’eclissi totale di sole dello scorso 12 agosto), il cielo di fine mese regala un altro appuntamento da segnare in agenda per chi ama viaggiare alla ricerca di panorami insoliti. Venerdì 28 agosto 2026 la Luna piena, conosciuta come Luna dello Storione, sarà protagonista di una profonda eclissi lunare parziale: quasi tutto il disco entrerà nell’ombra della Terra, lasciando visibile soltanto un sottile bordo luminoso.

Dall’Italia il fenomeno sarà osservabile nelle prime ore del mattino, anche se con una particolarità: la Luna sarà già molto bassa sull’orizzonte occidentale. Il momento più suggestivo arriverà poco prima dell’alba, quando circa il 96,2% dell’area visibile del disco lunare sarà immerso nell’ombra terrestre. Lo spettacolo, condizioni meteo permettendo, potrà essere seguito anche senza strumenti astronomici e sarà trasmesso in diretta online dal Virtual Telescope Project, direttamente dalla Maremma toscana.

Cos’è la Luna dello Storione

La Luna dello Storione è il nome tradizionalmente attribuito alla Luna piena di agosto. L’origine del termine è legata agli storioni, grandi pesci un tempo particolarmente abbondanti nei laghi e nei fiumi del Nord America, soprattutto nella regione dei Grandi Laghi, proprio in questo periodo dell’anno.

eclissi lunare Luna del Castoro
iStock
Lo spettacolo dell’eclissi lunare

La notte tra il 27 e il 28 agosto coinciderà con l’eclissi lunare parziale e la Luna dello Storione sarà quindi più affascinante del solito. Il fenomeno si verifica quando Sole, Terra e Luna si allineano e il nostro pianeta si trova tra il Sole e il satellite naturale. La Terra proietta così la propria ombra sulla superficie della Luna, oscurandola in parte o, nel caso di un’eclissi totale, completamente.

Quella del 28 agosto sarà tecnicamente un’eclissi parziale, non una vera eclissi totale: al massimo dell’evento circa il 96,2% dell’area del disco lunare sarà infatti all’interno dell’ombra più scura della Terra. Rimarrà quindi un sottile bordo ancora illuminato direttamente dal Sole. Ed è proprio questo dettaglio a rendere l’evento particolarmente interessante. La parte della Luna immersa nell’ombra potrebbe assumere sfumature rosse, brune o ramate, mentre il sottile bordo non eclissato resterà più luminoso.

Il colore rossastro nasce invece dal passaggio della luce solare attraverso l’atmosfera terrestre: la componente blu viene maggiormente diffusa, mentre quella rossa e arancione viene rifratta verso la Luna (è lo stesso principio ottico che rende rossi e arancioni i tramonti). La coincidenza con la Luna piena è particolarmente suggestiva anche dal punto di vista degli orari: in Italia la Luna piena sarà raggiunta alle 06:18, mentre il massimo dell’eclissi è previsto alle 06:12.

Dove vedere l’eclissi lunare del 28 agosto

Per assistere allo spettacolo nei cieli italiani bisognerà mettere la sveglia presto. In Italia la fase parziale dell’eclissi inizierà infatti alle 04:33, mentre il massimo arriverà alle 06:12. La fase penombrale inizierà già alle 03:23, ma nelle prime fasi il cambiamento sarà molto più difficile da percepire a occhio nudo.

La finestra consigliata per l’osservazione è quindi indicativamente tra le 04:30 e le 05:45, quando l’ombra sarà già evidente ma la Luna sarà ancora sufficientemente alta nel cielo. Al momento del suo massimo, invece, il satellite sarà ormai vicinissimo all’orizzonte: sarà necessario avere una visuale completamente libera verso ovest-sudovest.

In Italia le condizioni migliori per l’osservazione saranno soprattutto nelle zone occidentali e dove è possibile contare su un orizzonte aperto. La Sardegna sarà tra le regioni più favorite, ma ci sono buone possibilità anche in Piemonte e Liguria. In Lombardia e nell’Italia centrale l’eclissi sarà comunque osservabile, ma la Luna sarà più bassa.

A Milano, per esempio, al momento del massimo la Luna sarà appena 4,7° sopra l’orizzonte e tramonterà intorno alle 06:46. A Torino sarà a 5,8°, a Genova a 5,2° e a Cagliari a 6,7°. A differenza della scorsa eclissi di sole, comunque, questa volta il fenomeno può essere osservato tranquillamente a occhio nudo e non sono necessari occhiali specifici.

La Francia rischia il sorpasso: questa sarà la meta più visitata al mondo

21 août 2026 à 13:30

Se vi siete mai domandati quale sia in assoluto al mondo il Paese più visitato, sappiate che la risposta è stata fino ad adesso “la Francia”. Eppure, questo primato pare avere le ore contate.

La Francia infatti potrebbe perdere entro il 2040 il titolo di Paese più visitato al mondo, lasciando spazio alla Spagna. A prevedere questi dati è un nuovo studio realizzato da Deloitte e Google, che analizza l’evoluzione del turismo internazionale dagli anni Novanta e prova a delineare come cambieranno i flussi turistici nei prossimi quindici anni.

Dal fiume riemerge una nave di 113 anni: la storia incredibile del “Sava’s Titanic”

21 août 2026 à 11:27

Il cambiamento climatico ci sorprende sempre più, sia in negativo sia in positivo. Il livello dei fiumi europei scende e, insieme all’acqua, riaffiorano dal passato relitti e testimonianze di epoche lontane. È proprio quello che sta accadendo adesso in Serbia, dove dalle acque del fiume Sava è tornato visibile il relitto di una nave a vapore costruita nel 1913, rimasta sul fondo per oltre 80 anni.

Si tratta della Slovenian, una vecchia nave da rimorchio lunga circa 54 metri, che i media serbi hanno addirittura ribattezzato come “Sava’s Titanic”, il Titanic della Sava. Il relitto è riemerso all’inizio di agosto nei pressi di Sremska Mitrovica, a circa 70 chilometri a Nord-Ovest di Belgrado, a causa del livello eccezionalmente basso del fiume. Secondo gli abitanti della zona, alcune parti dell’imbarcazione erano già comparse in superficie in passato, ma mai in modo così evidente. La nuova apparizione ha invece attirato l’attenzione della popolazione locale e degli storici, riportando alla luce una storia che attraversa due guerre mondiali.

A caccia del sole, anche in inverno: 3 mete scontate per partire durante la stagione fredda con Ryanair

21 août 2026 à 10:14

Non siete riusciti ad andare in vacanza al mare durante l’estate? Via quei musi tristi, perché l’inverno 2026 può essere l’occasione perfetta per concedersi una pausa al caldo e a tal proposito ci pensa Ryanair a lanciare una nuova promozione pensata proprio per chi vuole inseguire il sole anche nei mesi più freddi. La compagnia aerea low cost propone infatti tariffe scontate del 10% per viaggiare tra novembre 2026 e marzo 2027, con diverse destinazioni europee disponibili a prezzi particolarmente convenienti.

La promozione “Insegui il sole d’inverno” permette di prenotare entro il 24 agosto 2026 per volare nel periodo compreso tra l’1 novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Tra le proposte spiccano alcune rotte dall’Italia verso destinazioni ideali per una fuga invernale, dalla Spagna alla Grecia fino al Mediterraneo.

Finché notte non ci separi, dove è stato girato il film con Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano

19 août 2026 à 19:00

Se avete voglia di una commedia romantica che si svolge sullo sfondo della magnifica Città Eterna, allora è il caso di guardare il film Finché notte non ci separi, disponibile su RaiPlay.

La commedia romantica del 2024 è diretta da Riccardo Antonaroli e ha come protagonisti Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, nei panni di due giovani sposi alle prese con una prima notte di nozze decisamente diversa da quella immaginata. Il film è ambientato interamente nella Capitale e trasforma la Roma notturna nella vera protagonista della storia.

Di cosa parla

La storia comincia poche ore dopo il matrimonio di Eleonora, interpretata da Pilar Fogliati, e Valerio, interpretato invece da Filippo Scicchitano. Dopo i festeggiamenti, i due sposi novelli raggiungono la loro lussuosa love suite per trascorrere finalmente la prima notte insieme. Il momento romantico, però, dura pochissimo. Eleonora trova infatti nella tasca della giacca del marito una busta contenente un anello appartenuto alla sua ex fidanzata, insieme a un assegno-regalo. Un dettaglio apparentemente innocuo diventa così il detonatore di una serie di dubbi, gelosie e domande sul passato di Valerio.Finché notte non ci separi, il film

Quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla luna di miele si trasforma quindi in una notte rocambolesca per Roma. I due escono dall’hotel e iniziano una sorta di viaggio alla ricerca della verità, incontrando ex fidanzati, familiari e personaggi improbabili.

Dove è stato girato

Le riprese di Finché notte non ci separi si sono svolte a Roma nell’estate del 2023, nell’arco di circa sei settimane, con lavorazioni prevalentemente notturne.

St. Regis Rome

Una delle location più importanti è il St. Regis Rome, lo storico hotel di lusso situato in Via Vittorio Emanuele Orlando, nel cuore di Roma. È proprio qui che sono state realizzate alcune delle scene ambientate nell’hotel dove Eleonora e Valerio trascorrono l’inizio della loro prima notte di nozze. Nel film l’hotel viene presentato come una delle strutture più lussuose della Capitale e la sua elegante atmosfera contrasta volutamente con il caos che sta per travolgere i due neosposi.

Finché notte non ci separi, St. Regis, Roma
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Il lussuoso hotel romano

Testaccio e i Cavalli di Testaccio

La notte di Eleonora e Valerio prosegue poi tra le strade di Testaccio, uno dei quartieri più caratteristici di Roma. Tra i luoghi legati alle riprese ci sono i Cavalli di Testaccio, la celebre area situata nei pressi dell’ex Mattatoio, citata direttamente nel reportage realizzato sul set.

Il Ghetto ebraico

Un’altra zona centrale nella geografia del film è il Ghetto ebraico di Roma. La presenza di questo quartiere è particolarmente significativa anche per la storia dei protagonisti: Valerio appartiene infatti alla comunità ebraica romana. La pellicola utilizza quindi il Ghetto non soltanto come sfondo della loro notte romana, ma anche come elemento coerente con l’identità dei personaggi.

Finché notte non ci separi, centro storico Roma
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I due protagonisti nel centro storico romano

Il centro storico di Roma

A completare il percorso ci sono diverse zone del centro storico di Roma. Non tutte le singole vie utilizzate per le riprese sono state rese pubbliche nelle fonti di produzione, ma il centro storico è indicato tra le principali aree interessate dalla lavorazione, come sicuramente i Fori Romani.

Fori Imperiali, Finché notte non ci separi
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Una scena sullo sfondo dei Fori Imperiali

Il risultato è una Roma osservata soprattutto dopo il tramonto: vicoli, strade, quartieri e scorci che diventano parte integrante del viaggio dei due protagonisti.

Il castello più alto d’Europa è lo Château de Brissac, il “Gigante della Loira”

19 août 2026 à 15:30

Ci troviamo in Francia, ma non nella parte caotica e mondana nel Paese, bensì nel suo volto meno conosciuto e appariscente, precisamente nella cornice della Valle della Loira. Qui, tra vigneti, borghi storici e alcuni dei più celebri castelli, si trova una dimora che sorprende già per le sue dimensioni. È il Château de Brissac, conosciuto come il “Gigante della Loira”: con i suoi sette piani e 204 stanze è considerato infatti il castello più alto di Francia e uno dei più imponenti dell’intera regione.

La sua particolarità, però, non è soltanto l’altezza. Brissac è una residenza ancora legata alla famiglia che la acquistò oltre cinque secoli fa e conserva al suo interno un sorprendente intreccio di storia, arredi preziosi, opere d’arte e ambienti scenografici. Tra questi, infatti, spicca addirittura un teatro Belle Époque da circa 200 posti, nato dalla passione per l’opera della marchesa Jeanne Say de Brissac.

La storia del Château de Brissac e cosa vedere

Le origini di Brissac sono molto più antiche dell’elegante dimora che si può ammirare oggi. La posizione, strategica e protetta dal corso dell’Aubance, fu scelta già nel X secolo dal conte d’Angiò Foulques Nerra per costruire una fortificazione. Nei secoli successivi il castello fu protagonista di guerre e passaggi di proprietà, fino all’arrivo della famiglia Brézé. Di questa fase medievale rimangono soprattutto le due torri asimmetriche della facciata orientale, elementi che ancora oggi contribuiscono all’aspetto imponente e quasi fiabesco dell’edificio.

Durante la visita si possono scoprire gli ambienti storici della residenza, tra cui il grande salone, dove sono conservati ritratti e ricordi della famiglia, e la sala da pranzo, ancora apparecchiata come se dovesse accogliere gli ospiti del duca. Il percorso conduce poi attraverso camere storiche e gallerie di dipinti fino al sorprendente teatro Belle Époque, realizzato alla fine dell’Ottocento. La visita termina nelle cantine, dove i vini della proprietà, tra cui Anjou Villages Brissac e Rosé d’Anjou, maturano sotto le volte in pietra. Il percorso può quindi concludersi con una degustazione e una visita alla boutique del castello.

Anche il parco paesaggistico merita una visita. Nel corso dei secoli l’area è stata trasformata da un’antica zona paludosa ai piedi della fortificazione in un elegante giardino attraversato da viali e alberi secolari. Dal parco si possono osservare le facciate del castello da diverse prospettive, in particolare dalla collina del Mausoleo e dagli specchi d’acqua.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Château de Brissac si trova a Brissac-Loire-Aubance, nel dipartimento del Maine-et-Loire, nella regione dei Paesi della Loira, non lontano da Angers. La posizione è particolarmente comoda per inserirlo in un itinerario dedicato ai castelli della Loira. Da Angers si raggiunge in circa 20 minuti in auto, dirigendosi verso sud e attraversando la Loira e i suoi numerosi bracci.

Per chi arriva in auto, la soluzione più pratica è quindi partire da Angers, facilmente collegata alle principali città francesi. Il castello può diventare anche una tappa di un itinerario più ampio alla scoperta dell’Anjou e dei suoi vigneti. Il castello e il parco sono aperti tutti i giorni dalle 10 alle 18 con orario continuato. L’ultimo ingresso al castello è consentito un’ora prima della chiusura. È quindi consigliabile arrivare con sufficiente anticipo per avere il tempo di visitare sia gli interni, che il parco.

Dove andare in Europa a settembre, 8 città da visitare senza spendere una fortuna

19 août 2026 à 14:30

Se non avete avuto l’occasione di partire in piena estate oppure avete volontariamente scelto di evitare i viaggi in alta stagione, tra prezzi alle stelle e folla un po’ ovunque, sappiate che settembre è uno dei mesi migliori per organizzare una vacanza in Europa. Anzi, a settembre potete concedervi un weekend europeo o anche dei giorni di vacanza in più senza spendere quanto ad agosto, godendo addirittura di un clima più piacevole e fresco, ideale anche per la città.

Ma non solo: a settembre, a invogliare la partenza, si aggiunge il fatto che anche voli e alloggi possono scendere notevolmente di prezzo rispetto ai periodi di alta stagione. A questo si accompagna un calendario ricco di festival, eventi culturali, appuntamenti gastronomici e manifestazioni locali che permettono di vivere le destinazioni in un momento particolarmente interessante dell’anno.

Il Paese migliore al mondo per i pensionati non è quello che immagini: la classifica

18 août 2026 à 07:30

Qual è il Paese migliore al mondo per viaggiare dopo i 60 anni? La risposta potrebbe sorprendere: non è l’Italia, non è la Francia e nemmeno la Svizzera, ma il Giappone. A stabilirlo è una nuova classifica realizzata da Firebird Tours, aggiornata al 24 luglio 2026, che ha messo a confronto 100 Paesi prendendo in considerazione sette fattori pensati specificamente per i viaggiatori senior: presenza della popolazione over 65, agevolazioni per gli anziani nei musei e sui trasporti, facilità di spostamento a piedi, qualità della sanità, sicurezza e disponibilità di esperienze culturali e gastronomiche.

Kate e William, la strana regola che devono rispettare quando volano

17 août 2026 à 15:30

Mentre noi comuni mortali prenotiamo viaggi nella classe più economica sempre rincorrendo il risparmio, i vip e i grandi potenti del mondo volano nelle classi più alte… O forse non sempre. Una curiosa indiscrezione sui viaggi dei reali britannici arriva dal racconto di Helena Ford, ex assistente di volo di British Airways ed ex concorrente di Love Island.

Durante un’intervista al podcast Private Parts, Ford ha raccontato di aver avuto a bordo il principe William e Kate Middleton e ha svelato quello che, secondo la sua esperienza, sarebbe un particolare protocollo applicato ai loro viaggi sui voli di linea: i principi del Galles non potrebbero occupare la cabina più alta disponibile sull’aereo.

La testimonianza ha attirato l’attenzione proprio per il contrasto tra lo status della coppia e una regola che, almeno sulla carta, li porterebbe a rinunciare alla classe più esclusiva. Ford, però, non ha presentato documenti o indicato una disposizione ufficiale della famiglia reale: si tratta quindi di un racconto personale, non di un protocollo formalmente confermato da Kensington Palace.

Niente First Class per William e Kate

Secondo Helena Ford, la regola sarebbe piuttosto semplice: William e Kate non potrebbero viaggiare nella classe più alta presente sul volo. Se l’aereo disponesse della First Class, la coppia dovrebbe quindi sistemarsi in Business Class. Nel caso in cui la First non fosse disponibile e la Business fosse la categoria superiore, dovrebbero invece viaggiare in Traveller Plus, ovvero la Premium Economy di British Airways.

Ford ha raccontato di aver incontrato i due reali proprio durante uno di questi viaggi. Sull’aereo in questione era presente la First Class, ma William e Kate avrebbero occupato la Business insieme al proprio corpo di sicurezza. Secondo il suo racconto, l’intera cabina Business sarebbe stata riservata agli uomini della sicurezza, mentre la coppia avrebbe viaggiato vestita in modo volutamente poco appariscente per attirare meno attenzione. Anche i nomi utilizzati durante la prenotazione sarebbero stati diversi da quelli reali. Il presunto limite alla First Class sarebbe legato, secondo quanto emerso dal racconto, anche al tema dei costi sostenuti con denaro pubblico.

William e Kate già fotografati in First Class

Esiste comunque un precedente documentato che sembra contraddire l’idea di un divieto assoluto. Nel novembre 2022, William e Kate volarono con British Airways da Londra a Boston, dove erano attesi per la seconda edizione dell’Earthshot Prize, e furono fotografati proprio nella cabina First Class. Le immagini e le testimonianze dei passeggeri confermarono che la coppia aveva viaggiato nella parte più esclusiva dell’aereo. Quella scelta aveva inoltre un significato particolare: i principi avevano preferito un volo commerciale a un jet privato per il viaggio negli Stati Uniti, nell’ambito di una trasferta fortemente legata ai temi della sostenibilità e della lotta al cambiamento climatico.

Anche in altre occasioni i reali hanno scelto di volare come normali passeggeri. Kate, per esempio, nel 2022 è stata vista viaggiare in Economy con i figli George, Charlotte e Louis durante uno spostamento verso la Scozia. Per questo motivo, la rivelazione di Helena Ford va letta soprattutto come una testimonianza relativa a specifici viaggi e non come una regola ufficiale universalmente applicata. Le modalità di viaggio dei reali possono infatti cambiare in base alla destinazione, agli impegni ufficiali, alla sicurezza e alle circostanze.

Dove andare in Italia a settembre, 5 mete da vivere senza la folla di agosto ed eventi imperdibili

17 août 2026 à 14:30

Per chi si può permettere una vacanza al di fuori del calendario classico delle ferie estive, settembre è un mese ideale per viaggiare in Italia. A settembre il picco dell’estate è ormai alle spalle, le temperature diventano più sopportabili, le località turistiche iniziano a respirare e le giornate regalano ancora abbastanza luce per vivere mare, borghi, passeggiate e pranzi all’aperto. Anche la presenza dei turisti tende a diminuire e, in molte destinazioni, si possono trovare condizioni di prezzo più interessanti rispetto alle settimane centrali di agosto.

Da nord a sud, il mese di settembre offre così un’Italia diversa, fatta di vendemmie, festival gastronomici, natura che cambia colore e grandi eventi sul lago. Ecco 5 destinazioni da segnare in agenda per le vacanze di settembre.

Trapani e le Egadi, Sicilia

La Sicilia è una delle destinazioni che meglio interpretano il fascino del mese di settembre. Nel territorio di Trapani e dell’arcipelago delle Egadi, il mare conserva ancora il suo carattere estivo mentre il caldo più intenso lascia spazio a giornate più piacevoli per esplorare borghi, saline, riserve naturali e località costiere. E, soprattutto, ci si lascia alle spalle la calca di agosto che affolla anche le calette più silenziose delle Egadi.

San Vito lo Capo, Sicilia
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Veduta di San Vito Lo Capo, Trapani

Il grande appuntamento del mese è il Cous Cous Fest, in programma nella vicina San Vito Lo Capo dal 18 al 27 settembre 2026. Per dieci giorni il celebre borgo siciliano diventa un vero e proprio crocevia internazionale dedicato al cous cous e all’integrazione culturale. Le Case del Cous Cous e l’Expo Village saranno aperti ogni giorno dalle 12 a mezzanotte sul lungomare e nelle vie centrali del paese, con degustazioni, prodotti del territorio, cooking show e competizioni tra chef provenienti da diversi Paesi.

Langhe, Piemonte

Tra colline, vigneti e borghi, le Langhe sono una delle destinazioni italiane che acquistano ancora più fascino con l’arrivo dell’autunno. Settembre coincide infatti con uno dei momenti più importanti dell’anno per questo territorio: la vendemmia.

Vigne, Barolo, Langhe
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Le vigne del Barolo in autunno

Alla Cascina Fontanette, a Santo Stefano Belbo, la Festa della Vendemmia propone dal 12 settembre al 4 ottobre 2026 un’esperienza dedicata anche alle famiglie: si può partecipare alla raccolta dell’uva e alla pigiatura manuale, visitare i vigneti e la cantina e accompagnare l’esperienza con degustazioni di prodotti della tradizione locale. Un altro appuntamento da segnare è in programma sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 al Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba. Due giornate con musica, spettacoli, street food, attività per grandi e bambini e, naturalmente, la tradizionale pigiatura dell’uva a piedi nudi.

Valle del Casentino, Toscana

Per una vacanza lontana dal turismo balneare, la Valle del Casentino, in Toscana, è un’alternativa completamente diversa. Qui settembre segna il passaggio dall’estate all’autunno e il paesaggio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna comincia lentamente a cambiare volto.

Casentino, Toscana
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Sguardo sulla Valle del Casentino

I boschi regalano temperature più gradevoli per le escursioni e le prime sfumature autunnali, mentre la fauna selvatica diventa protagonista di uno degli spettacoli naturali più suggestivi della stagione: il bramito dei cervi. Ma il Casentino non è solo natura, è anche un territorio dove inserire nel viaggio luoghi di grande valore storico e spirituale come la Fraternità di Romena, la Pieve di Romena e il Castello di Romena, immersi in un paesaggio che invita naturalmente alla lentezza.

Lago di Garda

Il Lago di Garda è una di quelle destinazioni che continuano a funzionare benissimo anche quando l’estate entra nella sua fase finale. Anche il calendario degli eventi rende il Garda particolarmente interessante in questo periodo. Tra gli appuntamenti più importanti c’è la 76ª CentoMiglia Internazionale del Garda, in programma il 5 e 6 settembre 2026, storica regata organizzata dal Circolo Vela Gargnano e capace di coinvolgere diverse località del lago.

Riva del Garda, sulla sponda settentrionale del lago
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Riva del Garda, sulla sponda settentrionale del lago

A Salò, dal 17 al 20 settembre, torna inoltre Salò Botanica, mostra-mercato dedicata a piante e fiori che anima il lungolago e il centro storico. Dall’altra parte del lago, Castelnuovo del Garda celebra invece la 60ª Festa dell’Uva, appuntamento che lega tradizione, territorio ed enogastronomia e che nel 2026 sarà accompagnato anche da iniziative culturali ed esperienziali.

I borghi dell’Umbria

L’Umbria a settembre è una destinazione perfetta per chi vuole staccare davvero, magari con un itinerario tra Assisi, Spello, Bevagna, Spoleto e Montefalco, che sappia alternare arte, natura ed enogastronomia.

Veduta aerea della Basilica di San Francesco d'Assisi e del centro storico, Umbria
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Veduta aerea della Basilica di San Francesco d’Assisi, Patrimonio UNESCO

A settembre non mancano nemmeno gli appuntamenti. Ad Assisi, il 5 settembre è in programma la Marcia delle Otto Porte, mentre a Scheggino, il 6 settembre, si svolge la SpoletoNorcia Gravel, occasione interessante per scoprire il territorio su due ruote. Sempre durante il mese proseguono inoltre eventi culturali e iniziative nei borghi umbri, mentre il Festival Internazionale Green Music arriva fino al 20 settembre 2026 tra Montefalco e Assisi.

È più alta del Cristo di Rio: la gigantesca Madonna appena inaugurata in Europa

17 août 2026 à 13:00

Molti pensano al Ferragosto come quella data in cui è d’obbligo una grigliata tra amici e un tuffo di mezzanotte al mare, eppure il 15 agosto è anche una ricorrenza religiosa, ovvero il giorno in cui si celebra l’Assunzione della Madonna in cielo.

A festeggiare quest’anno c’è una nuova presenza monumentale entrata nel paesaggio della Polonia centrale: è la Madonna di Konotopie, una gigantesca statua della Vergine Maria alta 55,6 metri, inaugurata infatti proprio il 15 agosto 2026 in occasione della solennità della festa religiosa. Un’opera destinata a diventare un nuovo punto di riferimento per il turismo religioso e per chi attraversa questa parte della Polonia, grazie alle sue dimensioni che la rendono più alta sia del celebre Cristo Redentore di Rio de Janeiro sia del Cristo Re dell’Universo di Świebodzin.

Già alla cerimonia hanno preso parte centinaia di fedeli e autorità religiose, con la presenza dell’ex presidente polacco Lech Wałęsa. Il programma ha incluso la recita del rosario, una Messa presieduta dal vescovo di Włocławek Krzysztof Wętkowski e la successiva benedizione del monumento, con due elicotteri che hanno sorvolato la statua lasciando cadere nel cielo una pioggia di petali di rose rosse.

La nuova Madonna di Konotopie

Per aver superato in altezza e maestosità il Cristo Redentore brasiliano (circa 38 metri) la nuova Madonna della Misericordia deve avere misure sbalorditive: progettata dallo scultore Adam Jakub Matejkowski, in cemento armato e acciaio, la statua in sé supera i 40 metri ma si colloca anche sopra un basamento alto circa 15 metri, a forma di corona.

Madonna di Konotopie, Polonia
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Vista frontale della Madonna di Konotopie

Il basamento, inoltre, ospita una terrazza panoramica, raggiungibile tramite scale o ascensore. Il monumento è stato voluto e finanziato dagli imprenditori polacchi Roman e Grażyna Karkosik, che lo hanno concepito come un personale voto di ringraziamento. La statua riprende simbolicamente la figura venerata nel vicino santuario della Madonna Addolorata: le braccia aperte e i palmi rivolti verso i visitatori rappresentano accoglienza, misericordia e apertura all’incontro spirituale.

Dal punto di vista turistico, l’opera punta quindi a essere qualcosa di più di un simbolo religioso per la Polonia. La possibilità di entrare nella struttura e salire fino alla terrazza trasforma infatti la gigantesca statua in una vera attrazione panoramica, inserita in un complesso che vuole accogliere sia pellegrini sia visitatori curiosi di vedere da vicino una delle opere monumentali più insolite del Paese.

Dove si trova la Madonna di Konotopie e come raggiungerla

La gigantesca statua si trova a Konotopie, un piccolo villaggio del comune di Kikół, nel distretto di Lipno, nel voivodato della Kujawsko-Pomorskie, nella Polonia centro-settentrionale. Il paese conta poco più di un centinaio di abitanti ed è situato non lontano da Torun, una delle città storiche più importanti della regione.

Paesaggio, Madonna Konotopie
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La Madonna di Konotopie immersa nel paesaggio

Il monumento sorge in una posizione particolarmente visibile, a ridosso della strada nazionale DK10, l’arteria che collega Varsavia e Szczecin attraversando anche l’area di Torun. Proprio per questo, la sagoma bianca della Madonna è riconoscibile anche a distanza durante il viaggio. Konotopie si trova inoltre lungo il collegamento stradale tra Torun e Lipno: lungo questo itinerario la DK10 attraversa località come Kikół e Konotopie prima di raggiungere Lipno.

La distanza stradale tra Torun e Lipno è di circa 51 chilometri e la posizione accanto al Santuario della Madonna Addolorata di Konotopie non è casuale. Il santuario è infatti presente da tempo nella località e rappresenta il nucleo spirituale attorno al quale è stato sviluppato il nuovo progetto monumentale, con l’ambizione di trasformare un piccolo villaggio della Polonia centrale in una nuova tappa per il turismo religioso e culturale.

I luoghi del cuore di Francesco Guccini: città e borghi che hanno ispirato il cantautore

6 août 2026 à 12:26

È morto a 86 anni Francesco Guccini, nella mattina del 6 agosto 2026 a Pavana, il paese dell’Appennino tosco-emiliano a cui era profondamente legato e dove aveva scelto di tornare a vivere dopo anni di carriera musicale trascorsi altrove. Cantautore, scrittore e persino poeta della musica italiana, Guccini è stato uno dei protagonisti assoluti della canzone d’autore del Novecento, artista capace di unire folk, musica popolare, rock e testi dal forte valore narrativo e letterario.

Con una carriera iniziata negli anni Sessanta e consacrata soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta, è diventato una delle voci più riconoscibili della musica italiana grazie a brani che hanno raccontato la memoria, l’impegno sociale, i cambiamenti della società e le storie delle persone comuni.

Eppure proprio i luoghi sono sempre stati l’anima della sua musica: città, strade, osterie e paesaggi dell’Appennino sono i veri protagonisti delle sue canzoni e dei suoi racconti. Da Bologna, con il celebre indirizzo di Via Paolo Fabbri 43, fino a Pavana, dove affondano le sue radici familiari, passando per Venezia, Genova, Milano e la Via Emilia. Oggi vogliamo ripercorrere le tracce del “Maestrone”, guardando a un’Italia fatta di piccoli borghi e grandi città, dove ogni strada conserva ancora un frammento della sua musica.

Pavana, il borgo dell’Appennino caro a Guccini

Tra i luoghi più importanti della vita di Francesco Guccini c’è sicuramente Pavana, piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano, tra Emilia-Romagna e Toscana, legato alla storia della sua famiglia. È il luogo dell’infanzia, dei ricordi e delle radici contadine che hanno influenzato profondamente il suo modo di raccontare il mondo. Dopo gli anni bolognesi, Guccini è tornato a vivere proprio a Pavana, scegliendo questo territorio come rifugio e spazio creativo.

Pàvana, il borgo delle origini di Francesco Guccini
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Pavana, il borgo delle origini di Francesco Guccini

Il borgo e i suoi paesaggi sono entrati anche nelle sue canzoni, diventando simbolo di un mondo fatto di boschi, montagne, persone semplici e tradizioni antiche. Pavana rappresenta infatti anche quella dimensione rurale e autentica che spesso emerge nei suoi racconti cantati.

Bologna e Via Paolo Fabbri 43, la vita quotidiana di Guccini

Bologna è forse il luogo più legato all’immaginario di Francesco Guccini. Qui il cantautore ha vissuto per molti anni, instaurando un dialogo continuo e profondo con la città, i suoi portici, le sue piazze e soprattutto con quei luoghi di incontro dove nascevano storie e amicizie. Il simbolo un po’ bohémien di questo vissuto è indubbiamente Via Paolo Fabbri 43, nel rione Cirenaica, l’indirizzo diventato celebre grazie all’omonimo album pubblicato nel 1976. Più che una semplice abitazione, quel numero era per l’artista un microcosmo fatto di quotidianità, amici, discussioni, musica e vita vissuta.

A Bologna sono fondamentali anche le osterie, luoghi di convivialità e cultura popolare. Tra queste spicca la storica Trattoria da Vito, nello stesso quartiere de La Cirenaica, frequentata da artisti e musicisti, diventata negli anni un punto di riferimento per la Bologna cantautorale. Qui il vino, le conversazioni e le storie degli avventori hanno alimentato quell’immaginario umano e malinconico presente in molte opere di Guccini.

Immancabile nel ricordo anche l’Osteria delle Dame, fondata nel 1970 dal frate domenicano Michele Casali insieme a Francesco Guccini, fu definita dallo stesso cantautore «un’esperienza irripetibile». La piccola cantina nel centro di Bologna divenne un punto di riferimento della musica e della cultura cittadina, ospitando artisti come Lucio Dalla, Paolo Conte, Ron e Claudio Lolli. Tra vino economico e un’atmosfera informale, il locale rimase un simbolo della Bologna bohémien fino alla chiusura nel 1985.

Tra i luoghi legati alla sua Bologna c’è anche Via Petroni, cuore della vita universitaria cittadina, dove ancora oggi convivono librerie, locali e ritrovi frequentati dagli studenti. La città compare anche nella celebre canzone “Bologna”, contenuta nell’album Metropolis, un vero omaggio a una città dalle mille sfaccettature: accogliente e malinconica, provinciale ma internazionale, capace di unire cultura, musica e vita quotidiana.

In provincia di Bologna, invece, anche Porretta Terme viene ricordato come luogo del cuore di Guccini: la località termale dell’Appennino è sempre stata cara al cantautore, tanto che in passato ha anche egli stesso lanciato la campagna di salvataggio come suo personale “luogo del cuore” FAI.

I luoghi delle canzoni di Guccini

Venezia, Genova e Milano

Oltre ai luoghi realmente vissuti e a Bologna, Guccini ha costruito nelle sue canzoni una sorta di mappa emotiva dell’Italia, trasformando città e paesaggi in immagini universali. Tra questi, Venezia è uno dei luoghi più evocativi del suo immaginario musicale: una città ritratta dall’artista come fragile, decadente ma affascinante, presenza quasi viva e “dolce ossessione” sospesa tra bellezza e malinconia.

Canale Grande a Venezia
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Veduta del Canal Grande a Venezia

Anche Genova entra nella sua arte, con il suo rapporto tra mare, vicoli e storie umane. La città ligure, con i caruggi e le atmosfere portuali, diventa simbolo di incontri, contrasti e vite nascoste. Milano, invece, rappresenta la dimensione urbana, la modernità e le contraddizioni della grande città, spesso descritta attraverso immagini di nebbia, periferie e trasformazioni sociali.

Vista panoramica sulla città di Genova
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Vista panoramica sulla città di Genova e il suo porto

La Via Emilia e il West

Uno dei luoghi simbolici dell’universo gucciniano è anche la Via Emilia, la strada che attraversa il territorio emiliano e collega città, paesi e campagne. In “Amerigo” e soprattutto nell’album Via Paolo Fabbri 43, il cantautore racconta un mondo sospeso tra provincia italiana e grandi racconti universali. La Via Emilia diventa una linea immaginaria tra la terra d’origine, rappresentata da Bologna e Modena e il mito americano del West, fatto di viaggi, frontiere e libertà.

Panarea non smette di sorprendere: scoperto un mondo sommerso incredibile

6 août 2026 à 10:58

Famosa per essere la più piccola e anche la più esclusiva e mondana delle Isole Eolie, Panarea torna sotto i riflettori, con una notizia davvero degna di nota: le acque cristalline dell’isola custodiscono un nuovo tesoro nascosto, ritrovato a circa un miglio dalle sue coste. Proprio qui infatti, un team di ricercatori ha scoperto un grande cratere sottomarino e una nuova area caratterizzata da camini idrotermali attivi, un fatto che amplia così le conoscenze sul sistema vulcanico sommerso dell’arcipelago.

La scoperta, frutto di uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) insieme alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, potrebbe pertanto cambiare la comprensione dell’attività vulcanica dell’area e aprire nuove prospettive per la ricerca scientifica e il monitoraggio del fondale marino.

L’enorme cratere sottomarino al largo di Panarea

Il nuovo sistema è stato individuato a circa 1,5 chilometri a nord-est di Panarea, tra i 60 e gli 80 metri di profondità. Il protagonista della scoperta è un cratere sottomarino di circa 100 metri per 60, accompagnato da numerosi camini di origine idrotermale mai documentati prima.

Panarea, Sicilia
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Sguardo sul mare turchese a Panarea

L’indagine è iniziata grazie ai rilievi Multibeam effettuati nell’ambito del progetto IDMAR (Infrastruttura Multidisciplinare Distribuita sul MARe), che hanno evidenziato particolari strutture sul fondale. Per verificarne la natura, nel luglio 2026 i ricercatori hanno impiegato un ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), un robot subacqueo controllato dalla superficie, che ha confermato la presenza di una intensa attività di degassamento e di nuove sorgenti idrotermali. Secondo gli studiosi, questa nuova area suggerisce che il sistema idrotermale di Panarea sia molto più esteso rispetto a quanto conosciuto finora.

Panarea, scoperta cratere
ANSA
Immagini dei fondali vicino al cratere

Perché la scoperta è importante per le Isole Eolie

La scoperta aggiunge un ulteriore elemento di fascino a un’isola già celebre per i suoi panorami mozzafiato, le baie dall’acqua trasparente e il paesaggio modellato dall’origine vulcanica. Panarea, insieme alle altre isole dell’arcipelago, rappresenta infatti uno dei luoghi più interessanti del Mediterraneo per osservare il rapporto tra natura, mare e attività geologica.

Mappa geologica Panarea
ANSA
Vista di Panarea e delle nuove scoperte su mappa

Le immagini raccolte dal robot subacqueo hanno mostrato emissioni di gas diffuse lungo le pareti del cratere e nella sua parte più profonda, oltre a un’intensa attività dei nuovi camini idrotermali. Le strutture individuate presentano caratteristiche simili a quelle della celebre area Smoking Land, scoperta nel 2015 nei pressi dell’isolotto di Basiluzzo.

Oltre agli aspetti geologici, la missione ha fornito anche le prime informazioni sulle comunità biologiche che popolano questi ambienti estremi, aprendo nuove possibilità di studio sugli ecosistemi marini delle Eolie. Per chi visita Panarea, questa scoperta rappresenta un ulteriore tassello dell’incanto dell’isola: un luogo dove il paesaggio non si limita alla superficie, ma continua anche sotto il livello del mare, raccontando una storia millenaria fatta di vulcani, trasformazioni naturali e biodiversità. Per i ricercatori, il ritrovamento costituisce un passo fondamentale per comprendere meglio l’evoluzione del complesso vulcanico di Panarea, aggiornare gli scenari di monitoraggio e approfondire il rapporto tra attività idrotermale e biodiversità marina in uno dei tratti di mare ancora oggi più misteriosi del Mediterraneo.

Vacanze d’autunno, le città europee sono meno care con la nuova promo lampo Wizz Air

6 août 2026 à 09:57

Dire che bisogna affrettarsi non basta, perché la nuova promo Wizz Air ha davvero le ore contate. Chi sta già pianificando una fuga autunnale ha una nuova occasione per risparmiare, dato che la compagnia aerea che ha lanciato una promozione flash con sconti fino al 15% su una selezione di voli del proprio network.

L’offerta è però valida esclusivamente dalle ore 00:00 alle 23:59 CET di oggi, 6 agosto 2026 ed è quindi un’opportunità interessante per prenotare viaggi tra ottobre e novembre a prezzi particolarmente convenienti. Tra le tratte in evidenza figurano collegamenti dall’Italia verso alcune città dell’Europa orientale, perfette per un weekend culturale o una vacanza alla scoperta di destinazioni ancora poco battute dal turismo di massa.

Da Milano Bergamo a Oradea

Per chi vola dal Nord Italia, Oradea è disponibile da 28,19 euro con partenza da Milano Bergamo, per un salto indietro nel tempo, fino all’epoca dell’Art Nouveau. Situata vicino al confine con l’Ungheria, Oradea è considerata una delle città più eleganti della Romania grazie al suo straordinario patrimonio artistico. Addentrandosi nel centro storico si possono ammirare il magnifico Palazzo del Vescovado, Piazza Unirii, la Fortezza di Oradea e numerosi edifici restaurati dai colori vivaci.

Perché andare a Oradea nel 2026
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Veduta aerea della città di Oradea

Entrate nei suggestivi passaggi coperti del centro, visitate il Teatro di Stato e salite sulla Torre del Municipio per ammirare dall’alto i tetti colorati della città. L’autunno è uno dei momenti migliori per visitarla: tra ottobre e novembre il clima resta piacevole per esplorare la città a piedi e concedersi una pausa nelle celebri terme della zona, rinomate in tutta la Romania.

Nuovi voli Wizz Air per Oradea, Romania, nel 2026
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Paesaggio urbano della città vecchia di Oradea in Transilvania

Da Bologna a Suceava

Chi parte da Bologna può invece approfittare di voli per Suceava a partire da 33,28 euro. Situata nel nord della Romania, Suceava rappresenta il punto di partenza ideale per scoprire la suggestiva regione della Bucovina, famosa in tutto il mondo per i suoi monasteri affrescati, inseriti tra i patrimoni UNESCO. La città conserva inoltre l’imponente Fortezza di Suceava, antica residenza dei principi moldavi, e un centro ricco di storia e tradizioni.

Fortezza di Suceava
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La Fortezza di Suceava

Esplorate i mercati locali ricchi di prodotti tipici, assaggiate la cucina tradizionale e percorrete le strade panoramiche che attraversano boschi e dolci colline, ideali per un road trip autunnale. Tra ottobre e novembre i paesaggi della Bucovina si tingono dei colori autunnali, offrendo uno scenario particolarmente affascinante per itinerari culturali e naturalistici.

Monastero della Bucovina
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Il famoso monastero di Voronet, facilmente raggiungibile da Suceava

Da Palermo a Bratislava

Chi parte dalla Sicilia, in particolare dal capoluogo di regione Palermo, può raggiungere Bratislava con tariffe a partire da 34,98 euro. La capitale della Slovacchia è una meta ideale durante l’autunno, quando le temperature sono miti e il centro storico assume un’atmosfera ancora più suggestiva, con i suoi pittoreschi caffè. Passeggiando tra le vie acciottolate si incontrano eleganti palazzi barocchi, piazze animate e il celebre Castello di Bratislava, che domina il Danubio regalando splendide viste panoramiche. Da non perdere anche la Città Vecchia, la Porta di San Michele e una sosta nei tradizionali caffè dove assaggiare dolci tipici slovacchi.

Veduta aerea della città di Bratislava, meta low cost imperdibile in Europa
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Bratislava dall’alto, capitale della Slovacchia

Scoprite il famoso ponte UFO, fate una crociera sul Danubio oppure raggiungete in pochi minuti il confine con Austria e Ungheria per una gita fuori porta davvero particolare. I voli in promozione consentono di organizzare un viaggio tra ottobre e novembre, periodo ideale per visitare la città evitando il caldo estivo e l’affollamento dell’alta stagione.

Boom di avvistamenti di balene e capodogli nel Santuario Pelagos, gioiello tra Sanremo, Monaco e la Corsica

4 août 2026 à 13:00

L’estate 2026 si presenta ancora più eccezionale per gli amanti del mare e della natura, soprattutto nel cuore del Santuario Pelagos, l’area marina protetta che si estende tra la Liguria, il Principato di Monaco e la Corsica, dove negli ultimi mesi si sta registrando un vero boom di avvistamenti di cetacei.

Balenottere comuni, capodogli e persino i rarissimi zifi stanno regalando incontri spettacolari. Una notizia che conferma ancora una volta quanto questo tratto di Mediterraneo rappresenti uno dei luoghi più preziosi d’Europa per osservare la fauna marina nel suo habitat naturale, senza alcun bisogno di andare troppo lontano da noi.

Gli avvistamenti di cetacei al Santuario Pelagos

L’estate 2026 sta facendo registrare numeri eccezionali nel Santuario Pelagos, il grande parco marino internazionale dedicato alla tutela dei mammiferi marini tra Italia, Francia e Principato di Monaco. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Tethys, che da oltre trent’anni monitora scientificamente quest’area attraverso il progetto Cetacean Sanctuary Research, nei soli ultimi due mesi sono stati documentati circa 130 incontri con grandi cetacei a circa 20-30 miglia dalla costa.

Balenottera comune
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La coda di una balenottera

Il progetto di ricerca nel Santuario Pelagos, giunto alla 38esima edizione, ha già permesso agli studiosi di osservare sei delle otto specie di cetacei presenti nell’area. Tra gli incontri più emozionanti della stagione figurano decine di balenottere comuni, uno zifio con il proprio piccolo, grampi e tursiopi accompagnati dai neonati, oltre a diversi avvistamenti del celebre capodoglio “Canon”. Ma a sorprendere ricercatori e appassionati è stata soprattutto la presenza degli zifi di Cuvier, cetacei molto rari da osservare perché trascorrono gran parte della loro vita nelle profondità marine. Gli esperti ritengono che questo aumento possa essere favorito da condizioni meteo-marine particolarmente favorevoli, che hanno creato un ambiente ideale per l’alimentazione e la permanenza dei cetacei nelle acque profonde del Mar Ligure.

Liguria Santuario dei Cetacei
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Alcuni delfini nel Mar Ligure

Il luogo perfetto per il whale watching in Italia

Il tratto di mare compreso tra Sanremo, Monaco e la Corsica ospita ogni anno numerose specie di mammiferi marini grazie alle sue acque profonde e ricche di nutrimento. Non a caso, anzi, proprio per questo motivo migliaia di appassionati scelgono di partecipare a escursioni di whale watching, con la possibilità di osservare balene, capodogli e naturalmente anche delfini direttamente nel loro ambiente naturale.

Dietro lo spettacolo degli avvistamenti c’è però anche un importante messaggio di conservazione. I ricercatori ricordano infatti che il crescente traffico nautico rappresenta una delle principali minacce per questi animali, soprattutto a causa del rischio di collisioni e del disturbo provocato dalle imbarcazioni. Per questo è fondamentale mantenere sempre una distanza di sicurezza (minimo 100 metri), evitare inseguimenti, ridurre la velocità nelle aree frequentate dai cetacei e lasciare che siano gli animali a decidere se avvicinarsi. Se è vero dunque che il boom di avvistamenti registrato quest’estate dimostra quanto il Santuario Pelagos sia un patrimonio naturale straordinario del nostro Paese, capace di offrire emozioni indimenticabili a chi naviga nel Mar Ligure, lo è altrettanto ricordare quanto sia importante continuare a proteggerlo affinché balene, capodogli e zifi possano continuare a popolare queste acque ancora per molti anni.

Tutti vogliono vedere l’eclissi del secolo: è record di prenotazioni in queste mete, milioni in viaggio

4 août 2026 à 11:06

Il conto alla rovescia per l’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 è già iniziato e l’entusiasmo dei viaggiatori si riflette direttamente nei dati relativi alle prenotazioni e nel numero di persone che si metteranno in viaggio. Quello che viene già definito da molti come “l’eclissi del secolo” sarà la prima eclissi totale visibile dall’Europa continentale dal 1999 e attirerà migliaia di appassionati di astronomia, fotografi e turisti nelle località attraversate dalla fascia di totalità.

Secondo gli ultimi dati del portale specializzato AirDNA, la domanda di alloggi nelle destinazioni ideali per osservare il fenomeno sta crescendo a ritmi record, con incrementi ben superiori rispetto al normale andamento del turismo estivo. Anche i dati sulle prenotazioni alberghiere confermano il trend: le ricerche di strutture ricettive lungo il percorso dell’eclissi sono aumentate fino al 250% rispetto allo scorso anno. Saranno infatti 10 milioni le persone che viaggeranno per raggiungere le mete comprese nella fascia della totalità, in particolare in Spagna.

Spagna e Islanda le mete più richieste: milioni di persone in viaggio

A differenza di altri grandi eventi turistici, l’interesse per un’eclissi si concentra in una fascia geografica molto precisa: solo chi si trova all’interno del cosiddetto percorso della totalità potrà assistere all’oscuramento completo del Sole. Il 12 agosto 2026 la fascia attraverserà l’Atlantico settentrionale per poi interessare Islanda e Spagna, facendo di questi due Paesi le destinazioni più ambite (anche in Italia si potrà ammirare l’eclissi, anche se parziale, lo sapevi?).

Reykjavik, Islanda
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Panorama di Reykjavik

In Spagna il fenomeno sarà visibile in modo totale in numerose città del nord e dell’est del Paese, tra cui Saragozza, Valencia, Bilbao e Palma di Maiorca, mentre metropoli come Madrid e Barcellona resteranno appena fuori dalla fascia di totalità. In Islanda, invece, il percorso interesserà gran parte delle regioni occidentali e meridionali, dove si concentra la maggior parte dell’offerta turistica nazionale.

bilbao una destinazione 2025 operata da vueling
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Nervion River a Bilbao, Spagna

I numeri confermano la corsa alle prenotazioni. In Spagna la domanda di alloggi per l’11 e il 12 agosto risulta già superiore del 7,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nelle aree interessate dall’eclissi, mentre nel resto del Paese è addirittura in calo del 5,4%.

Le città che registrano gli aumenti più significativi sono Saragozza (+123%), Logroño (+109%), Burgos (+65%), Valladolid (+64%) e León (+63%). Ancora più marcata risulta la crescita in Islanda, dove la domanda nelle località attraversate dall’eclissi è aumentata del 56,9%, contro il +19,2% registrato nel resto dell’isola.

Tra le destinazioni più richieste figurano Kópavogur (+48%) e Reykjavík (+44%). In sintesi, secondo Hotels.com, le ricerche di alloggi sono esplose nei due Paesi soprattutto per Reykjavík (+250%), seguita da Valencia (+140%) e Maiorca (+15%), a conferma del crescente interesse per il cosiddetto astroturismo.

I numeri sorprendenti in Spagna: quante persone in viaggio

Sono numeri sorprendenti e in linea con le stime dei singoli Paesi, soprattutto in Spagna: secondo quanto riportano fonti governative e regionali, la penisola iberica attirerà per l’evento del secolo oltre 10 milioni di persone che si metteranno in viaggio per non perdere lo spettacolo. Si tratta in particolari di zone rurali che coinvolgono i seguenti territori nelle regioni del nord-ovest e del versante a sud-est del Mediterraneo: La Coruña, Oviedo, Leon, Soria, Valladolid, Bilbao, Saragozza, Valencia e Palma di Maiorca. Per orientarvi al meglio, abbiamo preparato la guida completa con tutto quello che dovreste sapere sull’eclissi più attesa dell’estate 2026.

Per il Paese spagnolo si tratta della prima eclissi totale dopo oltre cento anni, ma non sarà l’unica: è uno dei luoghi privilegiati d’Europa per assistere al fenomeno anche nel 2027 e 2028. Tutte le informazioni sono consultabili sul portale dedicato lanciato dalla Spagna, che fornisce info scientifiche, mappe interattive, indicazioni sui punti di osservazione e norme di sicurezza.

il 12 agosto 2026, il ministero della Scienza, Innovazione e Università e il Gruppo Social Once della fondazione omonima, distribuiranno gratuitamente due milioni di lenti omologate, mentre i principali fornitori ne hanno già consegnate oltre 700.000 tra amministrazioni pubbliche, aziende e privati.

È ancora possibile prenotare? Dove cercare alloggi per l’eclissi

Con l’avvicinarsi del 12 agosto, trovare una sistemazione nelle località più famose appare quindi più difficile e costoso. Gli esperti consigliano pertanto di valutare anche destinazioni meno conosciute ma comunque situate all’interno della fascia di totalità.

In Spagna, ad esempio, città come La Coruña possono rappresentare un’alternativa interessante, mentre in Islanda vale la pena considerare agriturismi e strutture rurali nei dintorni di Reykjavík.

Il paesaggio suggestivo de La Coruña, in Spagna
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Il faro di La Coruña, in Galizia

Anche ampliare la ricerca oltre agli hotel tradizionali può fare la differenza: bed & breakfast, case vacanza, campeggi e guesthouse offrono spesso maggiore disponibilità. Un’altra opzione sempre più apprezzata è quella delle crociere, che potranno posizionarsi direttamente lungo il percorso dell’eclissi, garantendo condizioni di osservazione ottimali lontano da eventuali ostacoli.

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