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Alcuni aerei volano senza passeggeri: il lavoro insolito del ferry pilot che pochi conoscono

10 octobre 2026 à 15:00

Nessun passeggero da imbarcare, nessun annuncio in cabina e, a volte, neanche un secondo pilota. Sembra uno scenario irreale, eppure quel volo esiste e deve arrivare a destinazione. È questo il mestiere dei ferry pilot: professionisti incaricati di trasferire un aereo da un punto all’altro del mondo.

Chi è e cosa fa un ferry pilot

Un jet appena uscito dalla fabbrica, un aereo acquistato da un privato dall’altra parte dell’oceano, un velivolo che deve raggiungere un centro di manutenzione o essere consegnato a un nuovo proprietario: le situazioni in cui un aereo deve essere semplicemente spostato sono molto più ricorrenti di quanto pensiamo.

Ed è qui che entrano in gioco i ferry pilot, professionisti ingaggiati da proprietari, aziende, operatori o broker che devono conoscere non solo il modello che stanno per pilotare, ma anche rotte internazionali, procedure, documentazione e pianificazione a lungo raggio. A seconda delle dimensioni del velivolo da trasportare esistono servizi diversi, dai piccoli monomotori fino agli Airbus.

Il ferry flight dei monomotori

La parte più interessante del mestiere è forse quella che riguarda il volo di trasferimento dei piccoli aerei. Per attraversare il Nord Atlantico ad esempio, un velivolo leggero può seguire una rotta a tappe attraverso Canada, Groenlandia e Islanda prima di raggiungere l’Europa. Questi aerei, però, hanno un’autonomia di qualche centinaio di chilometri, che può essere aumentata installando i ferry tank, ovvero serbatoi supplementari che consentono di trasportare più carburante. La distanza massima che il veivolo può percorrere in queste condizioni è chiamata ferry range ed è determinata dal pilota in base ai litri di carburante disponibili.

Non si tratta semplicemente di fare il pieno, anche peso, autonomia, meteo e punti di rifornimento devono essere calcolati con estrema precisione. La stessa preparazione è richiesta anche sull’oceano: per rotte di questo tipo possono essere necessari equipaggiamenti di sopravvivenza specifici come zattere, tute da immersione e dispositivi di localizzazione. Inoltre, la FAA sottolinea che alcuni Paesi prevedono requisiti specifici per i voli transatlantici.

Anche i grandi aerei volano vuoti

Il ferry flight non è una prerogativa dei piccoli aerei: anche un aereo di linea può essere trasferito senza passeggeri a bordo, per esempio verso un centro di manutenzione, un deposito o una nuova base. Nei casi in cui il veivolo non soddisfa temporaneamente tutti i requisiti ordinari di aeronavigabilità ma può comunque volare in sicurezza, è possibile ottenere un’apposita autorizzazione. La FAA include esplicitamente tra gli scopi degli Special Flight Permit anche il trasferimento verso manutenzione, stoccaggio o consegna al nuovo proprietario.

Ferry Pilot: un lavoro meno glamour di quanto sembri

Dietro questo mestiere c’è una lunga preparazione, fatta di documenti, permessi, assicurazioni, controlli tecnici e tutto il necessario per raggiungere la destinazione in totale sicurezza. Un altro aspetto che non rende questo lavoro facile sono le ore trascorse da soli in cabina: un ferry pilot può passare giorni attraversando continenti e oceani, spesso in spazi ridotti e senza i comfort di un normale volo di linea. Proprio per questo motivo, esperienza e capacità di prendere decisioni diventano fondamentali.

E se, giunti a questo punto, vi steste chiedendo come fa un ferry pilot a tornare a casa dopo aver consegnato un aereo, la risposta è semplice: in economy!

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, le location Anni Novanta della serie

9 octobre 2026 à 19:30

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, attesissima seconda stagione della serie su Max Pezzali e Mauro Repetto disponibile dal 9 ottobre 2026 in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, sono legate biograficamente alle vicende musicali e personali dei protagonisti. Il centro storico di una tranquilla cittadina italiana, gli eleganti palazzi aristocratici e i grattacieli alti e popolati di uffici delle grandi città e persino uno sconfinato deserto americano sono gli stessi – o quasi – che hanno fatto da sfondo al successo del duo. L’ambientazione e i luoghi dov’è stata girata la serie sugli 883 di Sydney Sibilia però, come più volte ha raccontato lo stesso regista, hanno come compito non meno importante quello di rievocare una certa atmosfera da Anni Novanta.

Di cosa parla

Nella seconda e ultima stagione della serie sugli 883 è il 1993 e Max Pezzali (Elia Nuzzolo) e Mauro Repetto (Matteo Oscar Giuggioli) stanno coronando il sogno di essere primi in classifica. Mentre lavorano al nuovo album – “Nord Sud Ovest Est”, da cui il titolo della stagione – qualcosa tra i due però comincia a cambiare. Il momento di grande successo che stanno vivendo li porta a Milano prima e, poi, in quell’America che avevano tanto sognato da ragazzini. Eppure, vista da dentro, la vita dei due è molto più incasinata di quanto da fuori si possa immaginare e i dubbi riguardo al futuro professionale, alle ambizioni individuali e persino alla loro stessa amicizia si fanno sempre più ingombranti.

Arriva in esclusiva su Sky la seconda e ultima stagione della serie sugli 883 di Sydney Sibilia
Ufficio stampa Sky
Una scena di “Nord Sud Oves Est – La leggendaria storia degli 883”

Dov’è stata girata la serie

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 spaziano da Pavia a Torino, a Roma e il litorale laziale, con qualche puntata anche in Spagna.

Pavia

La città dove Max Pezzali e Mauro Repetto sono cresciuti, hanno scritto le prime canzoni e cominciato a pensare alla musica come quello che avrebbero fatto da grandi non poteva certo mancare nella serie. In questa seconda stagione, però, Pavia ha un ruolo più defilato rispetto a quello che aveva in Hanno ucciso l’uomo ragno: gli eventi narrati, del resto, portano il duo sempre più lontano dalla cittadina lombarda verso il successo nazionale.

Sullo schermo si continuano a riconoscere i vicoli acciottolati del centro storico, le vie che costeggiano il fiume Ticino e l’iconico Ponte Coperto: un ponte trecentesco ricostruito sulle tracce di un antico ponte romano, caratteristico appunto per la copertura a tetto e diventato nel tempo il simbolo della città.

Anche Borgo Ticino, il pittoresco borgo medievale al di là del fiume un tempo frequentato da lavandaie, pescatori e cavatori di ghiaia, ha fatto da set per le riprese della seconda stagione della serie Sky sugli 883.

Pavia: dov'è stata girata la serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
iStock
L’iconico Ponte Coperto

Come la produzione (Sky Studios e Groenlandia) ha raccontato più volte, nonostante Max Pezzali abbia partecipato alla scelta delle location, i luoghi della serie (il negozio di fiori della sua famiglia, la tavernetta da dove ha cominciato a fare musica, la casa di Silvia, eccetera) non sempre corrispondono esattamente con quelli reali, per lo più per ragioni logistiche e organizzative.

Torino

A Torino le location della seconda stagione della serie sugli 883 si trovano per lo più in centro: con i loro palazzi eleganti e le raffinate architetture liberty zone come Piazza San Carlo e Via Po, il salotto buono del capoluogo sabaudo, si prestano bene a rappresentare il cliché della grande città italiana degli Anni Novanta.

C'è anche Torino tra i luoghi dov'è stata girata "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
iStock
L’elegante centro storico di Torino

Roma e il litorale laziale

Lo stesso si può dire per Roma che, con oltre 100 giorni di riprese, si rivela il luogo dove la serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 è stata girata per più tempo.

La produzione, fin qui, non ha diffuso dettagli sulle location romane: quello che si può dire con certezza è che i set sono stati distribuiti in diversi punti della città, cogliendo angoli capaci di rappresentare la Milano di allora con le passerelle patinate della moda, gli studi discografici d’ispirazione americana, i grandi concerti ed eventi internazionali.

"Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883": dov'è stata girata la seconda stagione della serie Sky
Ufficio stampa Sky
Un’altra scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Tra le location della seconda stagione della serie di Sydney Sibilia sugli 883 segnalate in Rete c’è anche Ardea: la città poco a sud di Roma, e più nello specifico la sua frazione marina, sono tra i tratti del litorale laziale scelti per fare da sfondo alle nuove avventure di Pezzali e Repetto.

In questo nuovo capitolo il duo, reduce dal successo del primo album, approda negli Stati Uniti coronando un sogno coltivato fin da bambini e dai tempi delle prime canzoni composte nella tavernetta dei genitori. Sullo schermo si vedono più volte Max Pezzali e Mauro Repetto sfrecciare sulle ampie e sconfinate statali americane, così pregnanti nell’immaginario comune a stelle e strisce.

Un dettaglio curioso è che queste scene non sono state girate davvero in America, ma nella Tuscia viterbese. Spostandosi a pochi chilometri a nord rispetto a Roma, la produzione ha trovato strade che proseguono dritte per chilometri e chilometri, circondate da un paesaggio brullo e a tratti quasi desertico e di giorno inondate da luce che niente hanno da invidiare alle highway americane. Si tratta di strade come la Provinciale delle Quattro Dogane (segnalate da diverse fonti in Rete) e situata nei dintorni di Montalto di Castro: una cittadina della Maremma laziale, famosa per le spiagge Bandiera Verde oltre che per il Parco Archeologico di Vulci.

Almerìa e il deserto “americano”

Anche le altre scene ambientate nel deserto americano, dove Pezzali e Repetto si recarono per realizzare video e altri materiali promozionali dell’album “Nord Sud Ovest Est”, non sono state effettivamente girate negli Stati Uniti.

Dove sono state girate le scene nel deserto americano della serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
Ufficio stampa Sky
Ancora una scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Alla ricerca di panorami assolati e brulli che ricordassero quelli veri, la produzione della serie è approdata ad Almerìa. Questa città andalusa, famosa per le tapas e per alcune delle spiagge più belle della Spagna, vanta oltre tremila ore di sole all’anno ed è perfetta quindi per riprodurre l’atmosfera desertica.

Tanto perfetta che, ben prima di Sybilia e la sua troupe, è stata scelta come set di grandi classici del genere western tra cui quelli di Sergio Leone.  Il Desierto de Tabernas, un sito di interesse geografico-paesaggistico a pochi chilometri dalla città, del resto oltre essere l’unico deserto in Europa che si possa considerare tale è senza dubbio il più cinematografico che ci sia e frequentato per questo, oltre che da tanti amanti della natura, da appassionati di cinema e di set-jetting.

Ci sono location di "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883" anche in Spagna
iStock
Lo straordinario Desierto de Tabernas

À partir d’avant-hierFlux principal

Balcanica, le location suggestive e immerse nella natura del nuovo film con Matilda De Angelis

8 octobre 2026 à 19:30

Gioca molto sul potere evocativo delle immagini – che in numerose sequenze letteralmente si sostituiscono ad azioni, dialoghi, interazioni tra i personaggi – il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis appena arrivato nelle sale dopo essere stato presentato, unica opera italiana, alle Giornate degli autori della 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Sconfinate vedute montane, riprese dall’alto di altipiani dove la natura domina incontrastata e quasi ancora vergine sono parte, fondamentale più che integrante, infatti del racconto che il regista fa di una delle esperienze umane più fondative e universali di questi tempi: la migrazione. Scopriamo insieme le location di Balcanica.

Di cosa parla

L’Afghanistan ha messo al bando la musica: è per questo, per poter continuare a esprimere la propria arte, che il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, decidono di lasciare il paese e raggiunge l’Italia. Come molti altri migranti si mettono in viaggio sulla rotta balcanica. È qui che incontrano Greta, il personaggio interpretato da Matilda De Angelis. La giovane donna è una dottoressa impegnata per la prima volta in una missione umanitaria. Tra i tre si instaura un legame forte tanto quanto inaspettato, capace di far ritrovare a Nazar e Jalil speranza nella musica e mettere Greta di fronte a realtà completamente diverse da quelle a cui è abituata. Sulla strada che riporta Nazar e Jalil alla libertà, così, anche Greta si ritroverà a compiere una scelta che le cambierà per sempre la vita.

"Balcanica": arriva in sala il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis
Ufficio stampa Biennale di Venezia
Una scena di “Balcanica”

Dov’è stato girato il film

Il film – una co-produzione italo-serbo-croata di Nightswim, Wildside, This and That Productions e Antitalent – è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale, in zone realmente attraversate dalla cosiddetta “rotta balcanica” (una delle rotte migratorie terresti oggi più percorse tra Medio Oriente ed Europa).

Sjenica

Tra le location di Balcanica c’è Sjenica. Oggi questa città serba è soprattutto un grosso snodo commerciale e militare. Abitata fin dalla preistoria, come dimostrano necropoli e altre numerose testimonianze di antiche civiltà come quelle dei Dardani e degli Illiri, però per secoli è stats un importante punto di passaggio per i mercati che si muovevano da e verso Dubrovnik (Croazia) e di rappresentanza per l’impero ottomano che – non a caso – fece costruire qui una fortezza (oggi andata totalmente distrutta).

A Sjenica la natura domina incontrastata e selvaggia all’interno della Riserva Speciale di Uvac.

Il film "Balcanica" è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale: ecco dove
iStock
Lo spettacolare fiume Uvac

L’altopiano di Pešter

Più ancora lo fa sull’altopiano di Pešter, altro luogo dov’è stato girato il film Balcanica, facile da riconoscere sullo schermo per i suoi profili aspri e irregolari. Questo campo carsico, situato tra i 900 e i 1200 metri d’altezza e circondato da sette diverse catene montuose, è attraversato infatti dal – già nominato – fiume Uvac che, scavandolo, ha dato vita nei secoli a solchi, meandri e talvolta veri e propri canyon (non stupisce, così, che al Pešter ci si rierisca talvolta come al “Colorado serbo”).

Serbia: dov'è stato girato il film "Balcanica" di Nicola Sorcinelli
iStock
La natura imponente sull’altopiano di Pešter

La zona è nota per il clima particolarmente rigido, soprattutto in inverno quando si raggiungono temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero: famoso è l’inverno del 1985, quando nel villaggio di Karajukića Bunari, si registrò una temperatura di -39.5°, la più bassa mai segnalata in Serbia.

Nel film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis questa natura e queste condizioni così estreme fanno da contrappunto vivido al dramma di chi non ha altra scelta che migrare per poter continuare a essere se stesso.

L’estranea, le location tutte reali e tutte molto note del film italiano in lizza per gli Oscar

8 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo thriller psicologico di Paolo Strippoli, nelle sale dall’8 ottobre 2026, è tra i film più attesi dell’autunno: c’entrano il successo riscontrato alla Mostra del Cinema di Venezia, il fatto che sia stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, ma senza dubbio anche la vicenda «spietata e carnale» – come l’ha definita lo stesso regista – che racconta, specchio di una parentesi storica ben definita e in cui molte famiglie italiane in fondo finiranno per riconoscersi. Le location di L’estranea, tutte reali e tutte concentrate tra la Puglia e il Lazio, partecipano a rendere più universale quanto narrato ed evidente il legame dei protagonisti e del regista pugliese con i luoghi che abitano nella finzione (gli uni) e nella realtà (l’altro).

Di cosa parla

In una notte di temporale Anna, la protagonista interpretata da Jasmine Trinca, bussa alla porta dell’appartamento romano della figlia Alice, il personaggio di Romana Maggiora Vergano, e le rivela la bugia su cui da oltre vent’anni si regge l’equilibrio della loro famiglia. Allora, pur di salvarle la gamba dopo un’incidente di cui era stata vittima, la donna aveva stretto un patto con una misteriosa estranea: il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi, da cui il titolo del nuovo film di Paolo Strippoli. Questa scelta aveva dato il via a una serie di avvenimenti terribili che avevano colpito la famiglia. Solo Alice ha il potere di interrompere finalmente questa catena spaventosa di eventi e rimettere ogni cosa al proprio posto. A che prezzo però? E la giovane sarà davvero disposta a pagarlo?

Arriva al cinema "L'estranea": il film di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027
(c) 01 Distribution
Una scena di “L’estranea”

Dov’è stato girato il film

Il dramma familiare di Paolo Strippoli è ambientato tra la Puglia dove la famiglia di Anna, che rappresenta una certa imprenditoria pugliese rapidamente arricchitasi tra la fine degli Anni Novanta e gli inizi degli Anni Duemila, ha le proprie radici e Roma dove la figlia Alice si è trasferita, come molti suoi coetanei, per cercare la propria strada. Per dare realismo alla narrazione anche i luoghi dov’è stato girato il film L’estranea si trovano tra la Puglia e la Capitale.

Bari

A Bari, città di cui è originaria la famiglia di Anna, la produzione (Kazak Productions e Tarantula Film con Le Pacte) ha scelto di girare sia in luoghi centrali e iconici per la storia e il presente turistico del capoluogo pugliese e sia in zone più periferiche e marginali: una soluzione che ha consentito di rappresentare sullo schermo il volto profondamente stratificato che la città ha da sempre.

Sullo schermo sono facili da riconoscere il lungomare e il Molo San Nicola: il pittoresco porto vecchio di Bari, subito a ridosso del centro cittadino e del famoso Teatro Margherita, dove ancora oggi si continuano a tramandare le tradizioni marinare della città come, ogni mattina, quella dell’arrivo e della vendita del pesce fresco.

Bari: i luoghi dov'è stato girato il film "L'estranea"
iStock
L’antico porto di Bari

Un set è stato stabilito presso il Circolo Canottieri Barion: fondato a fine Ottocento è uno dei più storici della zona.

Altra location di L’estranea a Bari è il quartiere San Paolo: sorto tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta del Novecento come primo quartiere residenziale pubblico della città, ancora oggi conserva il suo animo popolare nonostante sia stato interessato nel tempo da interventi di riqualificazione come quello mirato a trasformarlo, tramite murale e street art, in un Quartiere Museo.

Alcune scene del nuovo film di Paolo Strippoli sono state girate al Policlinico Giovanni XXIII.

Monopoli

A Monopoli si è girato sia in location private (come uno studio medico) e di servizio (il canile pubblico) e sia in luoghi molto amati sia dai turisti e sia soprattutto dai locali. Uno di questi è il castello Carlo V: un forte del Cinquecento costruito durante la dominazione spagnola della città e che ancora oggi incuriosisce per la sua pianta poligonale con bastioni, ponti levatoi, mura difensive.

Monopoli: le location di "L'estranea"
iStock
Lo storico castello di Monopoli

Impossibile da non riconoscere sullo schermo è Porto Ghiacciolo: una delle spiagge più belle della Puglia, famosa per il colore cristallino e la temperatura molto bassa – come lascia intuire il nome – delle sue acque, oltre che per l’Abbazia di Santo Stefano che le fa da sfondo.

Le location di "L'estrane", il nuovo film di Paolo Strippoli, in Puglia
iStock
La stupenda spiaggia di Porto Ghiacciolo

Gioia del Colle

Tra le location pugliesi di L’estranea c’è anche Gioia del Colle. Qui, come confermano anche numerose testate locali, la troupe ha girato a Villa Povia. Fin qui non si conoscono, però, più dettagli su quali stanze e ambienti della storica residenza – che per il ruolo chiave che ha nelle vicende della famiglia è comparsa fin dalle prime immagini dal set diffuse – siano state interessate dalle riprese.

"L'estranea": il thriller psicologico di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027 è girato tra Puglia e Lazio
(c) 01 Distribution
Una delle prime immagini dal set di “L’estranea”

Roma

A Roma anche la scelta delle location appare volutamente in rottura con quanto fatto in Puglia, come a sottolineare anche visivamente quanto radicalmente il patto con l’estranea abbia deviato il corso delle vicende familiari.

La figlia di Anna vive nel quartiere di San Lorenzo: uno dei più giovani della Capitale, frequentato ogni giorno da un gran numero di studenti e fuorisede e animato da localini alla moda e da una vivace movida, senza che questo gli abbia fatto perdere il carattere prettamente popolare. È qui in un appartamento di Via degli Ausoni che sono state girate le scene, incluse alcune di quelle in terrazza, in cui Anna raggiunge a Alice e le racconta del patto che da piccola le ha salvato la gamba.

Altre scene sono state girate in prossimità della Stazione Termini: una zona altrettanto frequentata ogni giorno da studenti, lavoratori fuorisede e persone che per ragioni diverse si spostano da o per Roma.

Diversi ospedali romani sono tra le location di L’estranea e non c’è da sorprendersene considerata la trama e che l’evento scatenante è un incidente che stravolge la quotidianità della famiglia di Anna mettendo a rischio la salute di Alice. Riprese sono state effettuate, in particolare, all’Ospedale San Camillo, all’American Ospital e all’Istituto San Leone Magno.

Roma: dov'è stato girato il nuovo film di Paolo Strippoli "L'estranea"
(c) 01 Distribution
Un’altra scena di “L’estranea”

Non mancano scene girate in studio per cui la produzione del nuovo film di Paolo Strippoli si è appoggiata agli Studios di via Tiburtina: tra i teatri di posa più famosi – e utilizzati – della Capitale, dove sono stati girati numerosi classici moderni del cinema italiani e trasmissioni televisive dal forte seguito.

Turismo culturale sostenibile, l’Europa premia le esperienze da vivere: c’è anche l’Italia

5 octobre 2026 à 07:30

Sono stati annunciati i vincitori dei Destination of Sustainable Cultural Tourism Awards 2026, i premi dedicati alle destinazioni e alle iniziative che valorizzano il patrimonio culturale attraverso un turismo sostenibile, assegnati dalla rete europea del turismo culturale (ECTN), in collaborazione con Europa Nostra, European Travel Commission e NECSTouR.

Sono 6 le categorie valorizzate, con riconoscimenti che spaziano dalla gastronomia alle esperienze digitali, dai cammini ai percorsi oltre confine. Tra quelli segnalati c’è anche un progetto italiano.

Il riconoscimento italiano e l’esperienza tra due Paesi

L’Italia è tra i progetti segnalati grazie a “Vacanze in salute – Healthy holidays in Veneto Region”, che ha ricevuto una menzione speciale nella categoria dedicata alla digitalizzazione.

L’iniziativa dell’ULSS 4 Veneto Orientale è stata candidata dal Comune di Jesolo. Il programma accompagna la stagione turistica potenziando l’assistenza sanitaria nelle località del litorale: Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino-Treporti. Comprende una rete di servizi per i vacanzieri, con assistenza medica, infermieristica e supporto linguistico per i visitatori stranieri. Un aspetto concreto dell’accoglienza, importante anche per chi deve organizzare il viaggio tenendo conto delle proprie esigenze di salute.

C’è poi un’esperienza premiata che coinvolge anche il territorio italiano: Smuggle Tour, o Šverc Tura, arrivata terza nella categoria del turismo culturale transnazionale. Il riconoscimento è andato all’ente turistico sloveno di Nova Gorica e della Valle del Vipacco. Nata nell’ambito di GO!2025, l’esperienza ripercorre le vicende del contrabbando lungo il vecchio confine tra Italia e Jugoslavia. Il percorso parte da Piazza Transalpina, tra Gorizia e Nova Gorica, e prosegue verso la collezione museale di Pristava dedicata al tema. Per circa due ore, i partecipanti entrano nella storia attraverso racconti, incontri con attori e un gioco di ruolo che li trasforma in contrabbandieri alle prese con i controlli di frontiera.

Le sei categorie e le esperienze vincitrici

I premi distinguono diversi modi di valorizzare il patrimonio: dalla capacità di proteggerlo durante una crisi al coinvolgimento delle comunità locali. Ecco cosa rappresentano le sei categorie e quali progetti hanno conquistato il primo posto.

Resilienza nel turismo culturale

Questa categoria riguarda la capacità delle destinazioni di salvaguardare il patrimonio e continuare ad accogliere visitatori di fronte a crisi economiche, eventi climatici e altre difficoltà. Al primo posto si è classificata la Riserva museale di Turaida, in Lettonia, un vasto parco storico-culturale e naturalistico di circa 42-43 ettari.

A caratterizzarla è il castello medievale in mattoni rossi del XIII secolo, immerso nel paesaggio della Valle del Gauja. La riserva riunisce testimonianze archeologiche, architetture e mostre che raccontano la storia del territorio: dalla chiesa in legno del 1750 al memoriale della leggendaria Rosa di Turaida, fino alla Collina dei Canti Popolari, dove le sculture celebrano il patrimonio folcloristico lettone.

Riserva museale di Turaida, Lettonia
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Riserva museale di Turaida, in Lettonia

Turismo creativo e partecipativo

Qui il viaggio diventa un’occasione per imparare e partecipare: incontrare artigiani, conoscere tradizioni, sperimentare attività insieme alle persone che abitano un territorio. Il vincitore è Mziskari, una rete di gastronomia sostenibile in Georgia, che porta la cultura del cibo al centro dell’esperienza turistica.

Digitalizzazione del turismo culturale

App, strumenti interattivi ed esperienze virtuali possono rendere il patrimonio più accessibile e aiutare a organizzare la visita. In questa categoria ha vinto il Dubrovnik Pass, in Croazia, davanti a progetti che sperimentano nuove modalità di incontro tra tecnologia e cultura. È la stessa sezione nella quale compare la menzione italiana (Vacanze in salute – Healthy holidays in Veneto Region).

Turismo culturale transnazionale

Sono premiate le iniziative che collegano almeno due Paesi attraverso una storia o un patrimonio condiviso. Il primo posto è andato a Significant Cemeteries for Sustainable Europe, progetto dell’Itinerario europeo dei cimiteri, che propone di valorizzare questi luoghi come spazi di memoria, cultura e pace.

Turismo attivo, lento e accessibile

Camminare, pedalare e conoscere un territorio rispettandone i ritmi: questa categoria mette insieme mobilità sostenibile, paesaggio, patrimonio e inclusione. A vincere è stato il Camino South Istria, in Croazia, un progetto che coinvolge diverse località dell’Istria meridionale, tra cui Pola, Medulin e Fažana. Si tratta di un itinerario ad anello di oltre 180 chilometri, suddiviso in 7 tappe, che porta alla scoperta del patrimonio storico, culturale e religioso dell’Istria meridionale.

Turismo rigenerativo

L’obiettivo è fare in modo che il turismo contribuisca a rafforzare gli ecosistemi, la cultura e le comunità dei territori visitati. Il riconoscimento principale è andato al North Sea Passport, legato all’area del Mare dei Wadden della Bassa Sassonia, in Germania. Una categoria che invita a considerare anche ciò che un viaggio può restituire ai luoghi che ci ospitano. Il North Sea Passport invita a esplorare la costa della Bassa Sassonia raccogliendo timbri in oltre 250 punti, tra attrazioni culturali e paesaggi naturali. Un passaporto di viaggio che diventa un ricordo personale del territorio e contribuisce alla sua tutela: i proventi delle vendite sostengono progetti ambientali locali e interessanti iniziative di piantumazione.

B.A.E. – Before Anything Else, le stupende location della versione contemporanea di Romeo e Giulietta

4 octobre 2026 à 16:30

Tropea non è solo la principale location di B.A.E. – Before Anything Else, il film ora nelle sale di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun, ma è una sorta di motore immobile dell’azione: senza il mare cristallino, le spiagge dorate, i vicoli assolati, i panorami mozzafiato della cittadina calabra l’incontro tra i due protagonisti, che dà il via a una sorta di rilettura in chiave contemporanea del dramma di Romeo e Giulietta, infatti forse non sarebbe mai avvenuto. Scopriamo insieme dov’è stato girato questo coming of age prodotto da Andromeda Film e Flat Parioli.

Di cosa parla

Romeo (Riccardo de Rinaldis Santorelli, attore già visto sul piccolo schermo in Doc – Nelle tue mani) decide di concedersi un’ultima estate di completa spensieratezza a Tropea insieme agli amici di sempre, prima di affrontare la vita adulta e le sue responsabilità. È mentre è in vacanza che conosce Giulia (Yile Yara Vianello): una ragazza del posto appassionata di teatro che lo convince a partecipare a una rappresentazione amatoriale di Romeo e Giulietta.

Mentre interpretano i giovani innamorati, tra i due inevitabilmente cresce un sentimento travolgente. Come nel dramma di Shakespeare, però, qualcuno è pronto a ostacolare l’amore: si tratta in questo caso di Teo, il fratello maggiore di Giulia, protettivo nei suoi riguardi almeno quanto diffidente verso Romeo.

Arriva nelle sale "B.A.E. - Before Anything Else", il film di formazione di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun
Ufficio stampa Bif&st
Una scena di “B.A.E. – Before Anything Else”

Dov’è stato girato il film

Tropea

Tropea fa insomma da palcoscenico all’attrazione iniziale tra Giulia e Romeo che poi si trasforma in qualcosa di molto più profondo ed è qui che il film è girato per la maggior parte delle scene.

Tropea: dov'è stato girato il film “B.A.E. – Before Anything Else”
iStock
Il panorama mozzafiato di Tropea

Della “perla del Tirreno” – com’è spesso chiamata –incoronata dal Telegraph tra le città più belle d’Italia, si riconoscono sullo schermo le spiagge, sia quelle più rinomate e frequentate dai turisti e sia quelle più nascoste e appannaggio dei locali, e i panorami mozzafiato come quello iconico del Santuario di Santa Maria dell’Isola arroccato su uno scoglio di fronte al mare.

Anche il labirinto di vicoli stretti del centro storico, su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi, fa da cornice alla storia di Giulia, Romeo e un gruppo di amici che godendo della bellezza folgorante del Sud e dei suoi ritmi lenti sembrano provare soprattutto a costruire ricordi confortanti per quando sarà la vita adulta a bussare alle loro porte.

Altre location

I materiali di produzione segnalano tra le location di B.A.E. – Before Anything Else più in generale la Costa degli Dei: quel tratto di costa tirrenica che si estende da Pizzo a Nicotera, punteggiata da baie, cale e spiagge tra le più belle della Calabria e dove si trova appunto, tra località di mare molto rinomate sia in Italia e sia all’estero, anche Tropea. Non sono stati forniti, però, ulteriori dettagli su dove sia stato girato il film ed eventuali altre location oltre a Tropea. Una presentazione in anteprima è stata organizzata, già a inizio anno, a Spilinga proprio per rimarcare il profondo legame del film – presentato in quel periodo al Bif&st – col territorio.

Si trovano sulla Costa degli Dei le location di "“B.A.E. – Before Anything Else”
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La spettacolare Costa degli Dei

Alcune fonti in Rete segnalano tra i luoghi dov’è stato girato B.A.E. – Before Anything Else anche Roma: con ogni probabilità per le scene in interna e le riprese effettuate in studio.

4 luoghi da visitare almeno una volta nella vita svelati da un’ex assistente di volo: “Mai vista una cosa così”

4 octobre 2026 à 13:00

Ci sono città che si visitano e altre che, invece, si vivono. A raccontarci quali sono i luoghi da vedere almeno una volta nella vita è un’ex assistente di volo, Stefania, che in 30 anni di servizio ha avuto modo di conoscere alcune delle destinazioni più affascinanti del mondo.

Da Bangkok a Sydney, passando per Tokyo e Istanbul, il suo racconto restituisce quattro città molto diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di lasciare il segno.

Bangkok: dove caos e spiritualità convivono

«Bangkok è completamente diversa da quello a cui siamo abituati» inizia così il racconto della prima destinazione. Una città calda, umida e frenetica, dove il traffico e il caos delle strade convivono con una forte presenza della religione. Stefania ha vissuto per sei mesi nella capitale thailandese e proprio attraverso i suoi racconti è nata la curiosità per questa città. «La gente è di una cordialità che non avevo mai visto. Vivono molto per strada: negli angoli trovi persone che cucinano, mangiano sedute a terra, condividono gli spazi».

Al tempo stesso però, Bangkok è anche una città di contrasti. Ai grandi stradoni si affiancano templi riccamente decorati, come Wat Pho e Wat Arun, tra i luoghi simbolo della capitale. Wat Arun sorge sulla riva occidentale del Chao Phraya ed è caratterizzato dal grande prang decorato con porcellane e ceramiche. Un’altra attrazione incredibile sono i mercati: il Chatuchak Weekend Market è uno dei luoghi più conosciuti per lo shopping e viene indicato dall’ente del turismo thailandese come il più grande mercato del weekend al mondo. Per vivere invece un’esperienza decisamente particolare ci sono il Maeklong Railway Market, dove le bancarelle si trovano lungo i binari e vengono ritirate al passaggio del treno, e il Damnoen Saduak Floating Market, dove i venditori commerciano direttamente dalle barche.

«E poi c’è il cibo», racconta, «è buonissimo e molto particolare». Dai piatti della cucina di strada fino agli snack più insoliti, Bangkok è una città in cui anche mangiare diventa parte del viaggio. Per chi vuole continuare a esplorare, da Bangkok si possono raggiungere numerose destinazioni del Paese, dalle località balneari fino ad Ayutthaya, antica capitale del regno del Siam e oggi importante sito storico.

Sydney: dove la città incontra la natura

La seconda città della lista è Sydney, che conquista soprattutto per il suo equilibrio tra contemporaneità e natura.

«È modernissima, con l’Opera House, gli edifici e tutto quello che ci si aspetta da una grande città, ma allo stesso tempo hai la sensazione che la natura sia già dentro la città». E basta pensare a Bondi Beach, una delle spiagge più famose dell’Australia, raggiungibile facilmente dal centro e molto legata alla cultura del surf e dell’attività all’aria aperta.

Il rapporto con la natura, secondo il suo racconto, è una delle caratteristiche che più colpiscono chi arriva dall’Europa. E fuori dalla città le possibilità aumentano: le Blue Mountains, a circa 90 minuti da Sydney, offrono foreste, vallate, cascate e sentieri, con la celebre formazione delle Three Sisters. Per chi ha più tempo a disposizione, invece, c’è anche l’Outback australiano. L’Uluru, conosciuto anche come Ayers Rock, non si trova nei dintorni di Sydney, ma può essere raggiunto con un ulteriore volo.

Blue Mountains, Australia
iStock
Blue Mountains, Australia

«Sono fissati con la natura e con lo sport», racconta l’ex assistente di volo, «e una cosa che mi aveva colpito era vedere quanto presto le persone iniziassero ad allenarsi, le palestre erano già piene alle cinque del mattino!».

Anche il Natale qui assume un aspetto completamente diverso rispetto all’Europa: dicembre coincide con l’estate australiana, quindi non è insolito associare le festività alla spiaggia e alle giornate all’aperto. «Se vi dovesse capitare di passare un Natale qui, vi risulterà stranissimo vedere un albero di Natale piantato sulla sabbia!».

Tokyo: tra ordine, folla e tradizione

La terza destinazione è Tokyo, una città che può sembrare quasi impossibile da comprendere a un primo impatto. «È affollatissima, ci sono miliardi di persone», afferma Stefania. Eppure, nonostante la densità e il movimento continuo, ciò che colpisce è l’ordine: l’emblema di tutto ciò è lo Shibuya Scramble Crossing, l’incrocio che è diventato una delle immagini più riconoscibili della capitale giapponese. In alcuni momenti può essere attraversato contemporaneamente da più di mille persone, senza che il flusso si trasformi nel caos che ci si potrebbe aspettare.

Tokyo è anche la città della cultura pop, dei quartieri pieni di insegne luminose, dei negozi eccentrici e delle sale giochi. Tra queste, il pachinko è una particolare forma di intrattenimento molto diffusa in Giappone, basata su macchine verticali nelle quali piccole palline metalliche vengono lanciate attraverso un percorso di ostacoli.

Ma basta allontanarsi dalle zone più moderne per trovare un’altra Tokyo: «Ci sono templi bellissimi e tradizioni completamente diverse dalle nostre». Nei santuari giapponesi è possibile trovare, per esempio, le ema, tavolette sulle quali i visitatori scrivono desideri e preghiere. Anche gli omikuji, i tradizionali biglietti della fortuna, fanno parte dell’esperienza. È proprio questo contrasto tra tecnologia, cultura pop e tradizione a rendere Tokyo così particolare: una metropoli futuristica nella quale i rituali del passato continuano a essere presenti nella vita quotidiana.

Istanbul: tra moschee, Bosforo e gatti

L’ultima città della lista è Istanbul, una destinazione che, nel racconto dell’ex assistente di volo, colpisce soprattutto per la sua atmosfera.

Il Bosforo attraversa Istanbul e separa la parte europea da quella asiatica: uno degli aspetti più affascinanti della città è proprio la possibilità di passare da un continente all’altro in pochi minuti con un traghetto. Nel centro storico si concentrano alcuni dei luoghi più iconici della città, dalla Hagia Sophia alla Moschea Blu, passando per la Basilica Cisterna e il Palazzo di Topkapı. Anche qui ci sono dei mercati imperdibili, altro elemento che accomuna Istanbul alle altre destinazioni del racconto. Il Grand Bazaar, con le sue numerose strade coperte e migliaia di negozi, è uno dei mercati coperti storici più grandi e antichi del mondo.

«Essendo un’amante dei gatti, non potevo non innamorarmi di questa città!» aggiunge sorridendo Stefania. I gatti rappresentano infatti uno dei simboli più amati della città: ci vivono all’incirca 200.000 felini randagi, liberi e protetti dalla comunità.

Insomma, quattro città, quattro modi completamente diversi di vivere il viaggio. Ma il consiglio dell’ex assistente di volo sembra avere un filo conduttore: andare oltre i monumenti più fotografati e lasciarsi sorprendere da ciò che succede nelle strade, nei mercati, nei templi e nei quartieri. Perché spesso è proprio lì che una destinazione smette di essere soltanto un luogo da visitare e diventa un’esperienza da ricordare.

I migliori Paesi in cui cambiare vita lavorando da remoto nel 2026: la nuova classifica

4 octobre 2026 à 11:00

Un viaggio può far nascere il desiderio di restare e cambiare vita, che sia per un breve o medio periodo, oppure per sempre. Si scopre una città, si immagina una routine diversa e, per chi può lavorare da remoto, il ritorno a casa smette di essere l’unica possibilità. Ma tra il sogno di cambiare vita e la prima giornata di lavoro all’estero ci sono questioni molto concrete: burocrazia con documenti da compilare e presentare a diversi organi, servizi bancari da attivare, assistenza sanitaria e una connessione Internet che regga anche durante una riunione.

Il Digital Nomad Friction Index 2026 di Holafly prova a raccontare proprio questo lato del nomadismo digitale, confrontando 17 destinazioni tra le più gettonate da chi sceglie di viaggiare lavorando all’estero e gli ostacoli che si incontrano dopo l’arrivo: nasce così una nuova classifica destinazioni in cui è più semplice trasferirsi e lavorare da remoto

Il Paese migliore in cui trasferirsi

Una destinazione può essere facile da raggiungere, ma quando si decide di fermarsi per un lungo periodo può diventare tutto più complicato. Aprire un conto corrente, completare le registrazioni richieste e capire come accedere ai servizi sono attività che sottraggono tempo anche a chi continua a lavorare per clienti o aziende lontani.

Il Digital Nomad Friction Index 2026 considera proprio questi fattori: complessità dei visti, burocrazia locale, accesso ai servizi bancari, connettività, assistenza sanitaria e rischio di interruzioni. Tutte quelle difficoltà concrete che si possono incontrare nel momento in cui ci si trasferisce in un altro Paese.

Il primo posto della classifica che ne deriva va alla Georgia, nel Caucaso: la semplicità delle procedure iniziali e la possibilità, per i cittadini stranieri, di aprire un conto bancario con il solo passaporto, in tempi che possono essere di poche ore, sono i fattori preponderanti. Questa destinazione, infatti, vanta il minor numero di intoppi quotidiani tra i Paesi analizzati e i lavoratori da remoto non sono tenuti a registrare la propria residenza né a ottenere un codice fiscale locale.

La top 10 completa

Nella classifica dei Paesi migliori per trasferirsi da nomadi digitali, al secondo e terzo posto troviamo rispettivamente Perù e Sudafrica. Il Perù consente la residenza permanente a tempo indeterminato con una soglia di reddito bassa, ma non guadagna il primo posto a causa della sua esposizione ai terremoti e al fenomeno di El Niño. Il Sudafrica viene invece segnalato per alcune procedure relativamente semplici per i non residenti, come la mancanza dell’obbligo di registrazione dell’indirizzo o del codice fiscale, ma riceve una valutazione meno favorevole sul fronte sanitario.

Completano la top 5 Thailandia e Malesia, due destinazioni nelle quali lo studio evidenzia i programmi di visto specifici per nomadi digitali e una moderata complessità delle procedure bancarie, ma con l’esposizione ai disastri naturali tra gli aspetti negativi.

Per chi immagina di cambiare vita restando più vicini all’Italia, nell’elenco compaiono alcuni Paesi europei: Croazia, Ungheria e Portogallo, dove però la presenza di servizi e infrastrutture non elimina le pratiche necessarie per organizzare un soggiorno lungo. Tutte e tre, infatti, prevedono requisiti di registrazione obbligatoria e di identificazione fiscale.

Riportiamo di seguito la top 10 completa dei migliori Paesi per intraprendere la propria vita da nomade digitale:

  1. Georgia;
  2. Perù;
  3. Sudafrica;
  4. Thailandia;
  5. Malaysia;
  6. Vietnam;
  7. Croazia;
  8. Ungheria;
  9. Portogallo;
  10. Emirati Arabi Uniti.

American Horror Story 13, tutte le location più spettacolari (e non mancano sorprese)

3 octobre 2026 à 16:00

In un’intervista a The Hollywood Reporter Ryan Murphy ha raccontato che la tredicesima stagione di American Horror Story, da poco debuttata negli Stati Uniti e in Italia disponibile dal 1° ottobre 2026 su Disney+, è stata pensata innanzitutto come «un omaggio ai fan» che da quindici anni la seguono appassionatamente e alla storia stessa della serie.

I tredici nuovi episodi vedranno tornare sullo schermo personaggi molto amati come quello di Sarah Paulson e quelli di Evan Peterson, in una sorta di crossover inedito tra tutte le stagioni precedenti.

Anche le location di American Horror Story: 13 potranno suonare familiari a chi sta al di là dello schermo: tra edifici infestati, covi delle streghe e hospice inquietanti non mancano infatti easter egg che ricordano agli spettatori quanti misteri si possano nascondere dietro a luoghi, all’apparenza come tanti, che si frequentano ogni giorno.

Di cosa parla

Ben DeSoto, il protagonista della nuova stagione, lavora in un hospice di New York. Quando gli viene affidato un uomo anziano almeno quanto ricco e misterioso conosce Constance Langodon, il personaggio interpretato da Jessica Lange nella prima stagione della serie (American Horror Story: Murder House) che ha almeno ufficialmente il compito di formarlo. Nel lussuoso attico in cui viene condotto Ben si accorge presto a proprie spese che il numero tredici, da cui sembra perseguitato e per cui al contrario della fidanzata Kira ha una vera e propria fobia e, è presagio di eventi che dire nefasti è poco. Con Constance nei paraggi, del resto, difficilmente poteva essere altrimenti.

Su Disney+ è disponibile la nuova attesissima stagione di "American Horror Story"
Ufficio stampa Disney+
Una scena di “American Horror Story: 13”

Dov’è stata girata la serie

L’attesissima tredicesima stagione di American Horror Story è stata girata principalmente a New York tra quartieri alla moda, vie dello shopping e della movida ben noti anche solo per il numero di volte in cui sono stati scelti come set cinematografici.

New York: dov'è stata girata la tredicesima stagione di "American Horror Story"
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New York è un set a cielo aperto

Manhattan

The Apollyon, l’edificio al cui tredicesimo piano si trova l’attico dove vive l’anziano signore assistito da Ben e Costance, nella realtà non esiste: è un mix di palazzi e ambienti residenziali della New York bene.

"American Horror Story:13" è una sorta di crossover delle stagioni precedenti
Ufficio stampa Disney+
Un’altra scena di “American Horror Story: 13”

Tra i luoghi dov’è stata girata American Horror Story: 13 nella Grande Mela c’è, infatti, soprattutto Manhattan con set segnalati al Washington Square Park, uno dei parchi pubblici più grandi e frequentati anche per attività culturali, e presso la Riverside Church, la chiesa più alta degli Stati Uniti (grazie al suo campanile di 120 metri) che con il suo stile neogotico si adatta perfettamente alle atmosfere dark della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuk.

Le location di "American Horror Story: 13" a Manhattan
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L’atmosfera, decisamente gotica, all’interno della Riverside Church

Le scene in aeroporto sono state girate al John Jay College of Criminal Justice, una delle più rinomate scuole pubbliche americane di legge e giustizia criminale.

In alcune inquadrature è facile riconoscere i negozi alla moda, i ristoranti chic, le gallerie d’arte e più in generale l’atmosfera raffinata di SoHo.

Brooklyn

Altre location di American Horror Story: 13 si trovano a Brooklyn: qui si sarebbe girato tra la W 122nd e la W 124th Street. Diverse fonti in Rete hanno segnalato la presenza di set anche all’esterno e nei pressi degli studi della Broadway Stages, di cui non è escluso la produzione possa aver sfruttato le facility.

"American Horror Story: 13" è disponibile su Disney+ dal 1° ottobre
Ufficio stampa Disney+
Ancora una scena di “American Horror Story:13”

L’Italia trionfa nei premi di National Geographic: è la meta più amata

3 octobre 2026 à 09:00

Una pizza nel cuore di Napoli, una giornata tra le opere d’arte di Firenze e una spiaggia paradisiaca della Sardegna che fa venire voglia di rimandare per sempre il rientro a casa. Sono esperienze diverse, ma hanno tutte una cosa in comune: per i lettori di National Geographic Traveller UK, raccontano il fascino della destinazione che più di tutte ha conquistato le loro preferenze.

È infatti l’Italia a vincere la categoria “People’s Choice” dei Reader Awards 2026, i premi della rivista assegnati attraverso migliaia di voti dei propri lettori. Ma non è tutto, perché i risultati regalano al nostro Paese altri motivi per festeggiare, con altri riconoscimenti collezionati.

L’Italia è la destinazione preferita dai lettori

Nella categoria People’s Choice, dedicata alle preferenze del pubblico, l’Italia precede Giappone e Nuova Zelanda, le altre due destinazioni finaliste. A sostenerne il successo, secondo il racconto della rivista, sono soprattutto la gastronomia e la bellezza, capaci di accompagnare ogni viaggio (e tipo di viaggiatore) in forme sempre diverse.

Gli esempi scelti da National Geographic Traveller attraversano la Penisola: Napoli per la pizza, Firenze per l’arte e la Sardegna per le spiagge. Tre modi di vivere una vacanza che restituiscono la varietà di un Paese in cui anche un breve spostamento può cambiare paesaggio, sapori e abitudini.

La cucina italiana conquista tutti

Il risultato più netto per il nostro Paese arriva nella categoria destinazione gastronomica. Qui l’Italia ha raccolto quasi il triplo dei voti della seconda classificata, la Spagna, mentre la Francia completa il gruppo delle finaliste.

La rivista mette al centro un modo di mangiare legato a stagionalità, prodotti locali e semplicità, ma soprattutto alla ricchezza delle cucine regionali. Il viaggio diventa così un’occasione per conoscere il territorio attraverso ciò che arriva in tavola, tra osterie, trattorie e ricette che cambiano da una meta all’altra. Dalla ricerca dei tartufi in Piemonte al ragù di Bologna, fino a una cena in una masseria pugliese, le esperienze citate raccontano una gastronomia che può diventare in primis il motivo della partenza.

Gli altri premi italiani

A completare i primi posti italiani è Roma, vincitrice nella categoria dedicata ai city break, davanti alle altre finaliste Londra e Lisbona.

La celebre rivista ne sottolinea il patrimonio archeologico e artistico, insieme agli interventi di restauro realizzati in vista del Giubileo del 2025. Ma il richiamo della Capitale passa anche dalla vita quotidiana: i caffè, le pause a tavola e il piacere di attraversare una città in cui monumenti storici e abitudini locali convivono.

La competizione è stata particolarmente serrata: pochi voti hanno separato le prime sei posizioni, tra le quali figurano anche Barcellona, Berlino e Copenhagen. L’Italia compare inoltre tra le finaliste per le vacanze in famiglia, categoria vinta dalla Francia, insieme alla Spagna.

Le Dolomiti sono invece tra le regioni escursionistiche più amate, accanto alla Scozia: a conquistare il premio di questa categoria è il Lake District, nel nord dell’Inghilterra.

Le altre mete vincitrici ai Reader Awards 2026

Il resto dei premi disegna una mappa che va dalle coste britanniche alle foreste centroamericane. La Cornovaglia conquista sia la categoria vacanze al mare sia quella dedicata alle destinazioni nel Regno Unito, mentre il Costa Rica si impone per l’avventura e il turismo responsabile.

Per i viaggi invernali vince l’Islanda; per la fauna selvatica, il Sudafrica. I lettori scelgono invece i fiordi norvegesi per i viaggi in nave, la Route 66 per quelli in auto e il Caledonian Sleeper, suggestivo treno notturno tra Londra e la Scozia, per quelli su rotaia.

Ecco i vincitori riportati da National Geographic Traveller UK:

  • Scelta del pubblico: Italia;
  • Destinazione gastronomica: Italia;
  • Vacanza al mare: Cornovaglia;
  • City break: Roma;
  • Destinazione nel Regno Unito: Cornovaglia;
  • Destinazione per famiglie: Francia;
  • Viaggio in treno preferito: Caledonian Sleeper;
  • Destinazione per osservare la fauna selvatica: Sudafrica;
  • Destinazione di turismo responsabile: Costa Rica;
  • Regione escursionistica: Lake District;
  • Destinazione avventura: Costa Rica;
  • Meta invernale: Islanda;
  • Viaggio in nave preferito: fiordi norvegesi;
  • Viaggio in auto preferito: Route 66;
  • Scelta della redazione: Marocco.

Quanto costa vivere nei quartieri più cool d’Europa nel 2026: l’Italia stupisce in classifica

3 octobre 2026 à 07:30

Ci sono viaggi talmente memorabili che ci fanno chiedere: e se venissi a vivere qui? Basta trovare un quartiere in cui sentirsi a proprio agio, tra il mercato del mattino, i piccoli negozi, un caffè dove tornare e strade che viene voglia di conoscere senza fretta, a passo lento. Per qualcuno resta una fantasia da portare a casa insieme alle fotografie, ma per altri può diventare il primo passo verso un cambio di vita, tra una nuova città e un indirizzo diverso in cui ricostruire qualcosa di nuovo.

Tra i luoghi capaci di accendere questo desiderio ci sono i quartieri più cool d’Europa selezionati da Time Out, dove cultura, attività indipendenti e senso di comunità rendono interessante anche la più semplice vita quotidiana. Ma quanto costa trasformare una meta di viaggio nel luogo in cui vivere? A fare i conti è Abitare Co., che ha analizzato i prezzi degli appartamenti nei 13 quartieri europei presenti nella classifica. I numeri variano considerevolmente: si parte dai 2.300 euro e si arriva addirittura ai 10.700 euro al metro quadro e fino a un massimo di 13.000 euro. Nell’analisi spicca anche il quartiere italiano che si è classificato terzo.

Dove comprare casa costa di più

Trasferirsi a vivere a Newington Green, a Londra, è per pochi: per un appartamento si spendono mediamente 10.700 euro al metro quadrato, mentre il valore medio massimo indicato nello studio raggiunge i 13.000 euro. Tra architetture vittoriane e spazi verdi, il quartiere londinese è la destinazione più cara per chi immagina di mettere radici in uno degli indirizzi selezionati da Time Out.

Al secondo posto tra i quartieri più costosi tra quelli analizzati c’è il Quartier d’Aligre, a Parigi, con una media di 9.900 euro al metro quadrato e valori medi massimi di 11.800 euro. Tra Bastille e Gare de Lyon, il mercato alimentare è il punto di riferimento di una zona che invita a scoprire la capitale attraverso le sue abitudini quotidiane, ma comprare casa lì non è per tutte le tasche.

Completa il podio Oost, ad Amsterdam, dove la media è di 8.500 euro al metro quadrato, fino a 10.500 euro nella fascia dei valori medi massimi. Parchi e un’atmosfera internazionale contribuiscono al richiamo di questa parte della città.

Seguono Slakthusområdet, a Stoccolma, ex distretto industriale interessato da una trasformazione urbana, con 7.600 euro al metro quadrato, e São Bento, a Lisbona, con 7.000 euro. Qui i prezzi massimi raggiungono addirittura i 9.300 e 9.500 euro

Quanto costa il quartiere italiano più cool

Per l’Italia, l’indirizzo da osservare è l’Esquilino di Roma, l’unica presenza nazionale nella selezione di Time Out, che ha raggiunto il podio con il terzo posto tra i quartieri europei più cool e il decimo nella graduatoria mondiale: a convincere è la sua identità, che intreccia patrimonio storico, culture diverse e spazi di incontro.

Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma
iStock
Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma

Nell’analisi immobiliare occupa invece la settima posizione per prezzo medio, con 5.400 euro al metro quadrato e un valore medio massimo di 6.800 euro. La posizione tra Termini e il centro storico, insieme ai collegamenti e ai servizi, è tra gli elementi che lo rendono ancor più interessante per chi vorrebbe trasferirsi in questo quartiere.

Roma si colloca tra Russafa, a Valencia, dove la media raggiunge i 5.500 euro al metro quadrato, e Boavista, a Porto, che si attesta sui 5.300 euro. Tre possibilità vicine nei prezzi, ma diverse nell’esperienza urbana: la vivacità creativa del quartiere valenciano, il carattere cosmopolita del rione romano e i servizi della zona portoghese, che ospita anche la Casa da Música.

I quartieri cool più economici

Scendendo sotto i 5.000 euro al metro quadrato si incontrano Crooswijk, a Rotterdam, con una media di 4.600 euro, e Rákóczi tér, a Budapest, con 4.000 euro. Nel primo caso il cambiamento passa anche dalla riqualificazione dell’ex quartiere operaio; nel secondo, tra i punti di richiamo ci sono il mercato coperto e i collegamenti con il centro.

Più contenuti i prezzi del Cathedral Quarter, a Belfast, con 3.300 euro al metro quadrato, e di Neos Kosmos, ad Atene, con 2.700 euro. Il quartiere ateniese, primo in Europa nella selezione di Time Out, è quindi il secondo meno caro per acquistare casa tra le aree analizzate.

La media più bassa si trova a Govanhill, a Glasgow: 2.300 euro al metro quadrato, con un valore medio massimo di 3.100 euro.

Riportiamo la classifica dei prezzi nei quartieri più cool analizzati:

Città Quartiere Prezzo medio €/mq Prezzo massimo €/mq
Londra Newington Green 10.700  13.000
Parigi Quartier d’Aligre 9.900 11.800
Amsterdam Oost 8.500 10.500
Stoccolma Slakthusområdet 7.600 9.300
Lisbona São Bento 7.000 9.500
Valencia Ruzafa 5.500 7.300
Roma Esquilino 5.400 6.800
Porto Boavista 5.300 6.500
Rotterdam Crooswijk 4.600 5.500
Budapest Rákóczi tér 4.000 5.000
Belfast Cathedral Quarter 3.300 4.200
Atene Neos Kosmos 2.700 3.300
Glasgow Govanhill 2.300 3.100

 

Quasi Vera, le location sorprendenti (e tutt’altro che artificiali) del film con Frank Matano e Taylor Mega

2 octobre 2026 à 18:00

Fausto Brizzi torna al cinema con una commedia di profonda attualità, interpretata da un cast d’eccezione di cui fanno parte tra gli altri Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Francesco Sole, e impreziosita da un cammeo di Taylor Mega. Quasi Vera, nelle sale dal 1° ottobre 2026, è un film ricco di location sorprendenti, con palazzi rinascimentali nel cuore del Lazio e località marine rinomate a due passi dalla Capitale.

Di cosa parla

Diego, il protagonista interpretato da Frank Matano, è un attore esordiente che tra provini andati male e piccole comparse in film di second’ordine stenta a far decollare la propria carriera. Decide così di sfruttare le conoscenze informatiche che possiede per creare, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, un’influencer virtuale.

Vera, che ha il volto di Taylor Mega, grazie al suo fascino e alla sua ironia, oltre che a una conoscenza dei goal della Nazionale degna dei migliori influencer sportivi, diventa presto un fenomeno virale. Ciò costringe Diego, altrettanto presto, a fare i conti con le conseguenze impreviste del suo progetto e con un confine tra realtà e finzione che si fa sempre più pericolosamente labile.

"Quasi Vera" è il nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Taylor Mega
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Fausto Brizzi, ambientato a Roma, è stato girato interamente nel Lazio: tra i Castelli Romani e il litorale capitolino.

Ariccia, Palazzo Chigi

Ad Ariccia, cittadina dei Castelli Romani famosa per le fraschetterie e per lo stupendo centro storico di impianto rinascimentale, si trova senza dubbio la location di Quasi Vera più esclusiva: come confermano diverse fonti, tra cui anche testate locali, la produzione (Tramp Limited) ha girato a Palazzo Chigi.

Ariccia con il suo Palazzo Chigi
123RF
Ariccia con il suo Palazzo Chigi

Progettato da Gian Lorenzo Bernini per i signori di Ariccia, questo palazzo ducale è una delle poche dimore barocche italiane rimaste intatte nell’architettura, nella disposizione delle sale e persino nell’arredamento, oltre che per la collocazione nella splendida cornice di Piazza di Corte (spesso usata come set cinematografico, anche per grandi classici italiani come Il Gattopardo di Luchino Visconti).

A comparire nelle riprese è lo scenografico piazzale barocco e l’interno della Sala da Pranzo d’Estate, una delle più suggestive del palazzo che conserva ancora alle pareti decorazioni murali e parati di cuoio.

Questi ambienti imitano, nel nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti e Rocío Muñoz Morales, i raffinati salotti della Roma bene in cui l’influencer virtuale interpretata da Taylor Mega comincia a essere invitata sempre più spesso man mano che il suo numero di follower aumenta.

Ostia

Tra le location di Quasi Vera c’è, come accennato, anche il litorale laziale: presente già in altri suoi film (da Notte prima degli esami a Poveri ma ricchi) è simbolo del legame che il regista, come la maggior parte delle persone nate e cresciute nella Capitale, ha mantenuto nel tempo con località di mare in cui con ogni probabilità è stato bambino prima e adolescente poi.

A Ostia la troupe del film ha girato, secondo fonti locali, per quattro settimane. Uno degli stabilimenti balneari più storici della zona, Il Venezia, ha fatto da sfondo a scene estive da cui trapela la tipica socialità spensierata e caciarona romana.

"Quasi Vera": i luoghi nel Lazio dov'è girato il nuovo film di Fausto Brizzi
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera” girata sul litorale laziale

La valle dell’Eden, le location della serie tratta dal romanzo di Steinbeck sono un tuffo nella storia

1 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo adattamento del celebre romanzo di John Steinbeck in arrivo su Netflix dal 1° ottobre 2026 è pronto a trasportare lo spettatore nella California di inizio Novecento tra rivalità familiari, amori travolgenti, grandi rivoluzioni politiche e conflitti internazionali e, soprattutto, ostinati tentativi da parte dei personaggi di sfuggire a un destino apparentemente già scritto.

Le location di La valle dell’Eden (titolo originale East of Eden) sono state scelte per ricreare il più fedelmente lo spirito dell’epoca e i grandi stravolgimenti che avvengono attorno e nella vita dei protagonisti. Il risultato? È che sono anch’esse tutt’altro che scontate.

Di cosa parla

Scritta da Zoe Kazan, la serie segue le vicende di due famiglie rivali: gli Hamilton e i Trask. I sette episodi disponibili su Netflix si concentrano in particolare sui fratelli Adam e Charles Trask: il loro rapporto conflittuale è reso ancora più teso dall’arrivo in città di Cathy Ames, una donna affascinante quanto enigmatica interpretata da Florence Pugh, che romperà i già precari equilibri familiari e darà il via a una serie di eventi destinati ad avere ripercussioni fino alle due generazioni successive.

Arriva su Netflix "La valle dell'Eden": un nuovo adattamento del romanzo di John Steinbeck
Ufficio stampa Netflix
Una scena de “La valle dell’Eden”

Diretta da Garth Davis (per i primi quattro episodi) e Laure de Clermont-Tonnerre (per i restanti tre), la miniserie Netflix affronta così temi universali come l’amore, la gelosia, i legami familiari, l’eterno conflitto tra bene e male.

Dov’è stata girata la serie

La nuova serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck è ambientata nella Salinas Valley, in California, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Come ha raccontato a Vanity Fair la stessa showrunner, però, girare in California sarebbe stato logisticamente e soprattutto economicamente troppo dispendioso: è per questo che le location di La valle dell’Eden si trovano tutte in Nuova Zelanda.

"East of Eden", la nuova serie Netflix tratta dal romanzo di Steinbeck, è ambientata nella Salinas Valley tra fine Ottocento e inizi Novecento
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La valle dell’Eden”

L’Otago Centrale

La regione centrale dell’Otago è stata sfruttata, per esempio, per ricreare quelle che dovevano essere un tempo le grandi vallate californiane – da cui il titolo – e le ambientazioni più rurali. Qui si è girato, in particolare, nei pressi dell’Oteake Conservation Park: un’area protetta di oltre 65mila ettari dominata dai caratteristici profili piatti dei monti Hawkdun Range, un tempo abitata da popolazioni indigene e poi protagonista nella seconda metà dell’Ottocento della corsa all’oro.

Ōamaru

Nel quartiere vittoriano di Ōamaru, centro del distretto di Waitaki famoso per i pinguini blu e per i treni a vapore, sono ambientate la maggior parte delle scene cittadine. Tra le location più facili da riconoscere ci sono, oltre al porto, proprio la stazione e il deposito ferroviario della Ōamaru Steam and Rail.

Nuova Zelanda: dov'è stata girata la serie "La valle dell'Eden"
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Il centro storico vittoriano di Ōamaru

Dunedin

Anche la vicina Dunedin è stata scelta a rappresentare sullo schermo la California di fine Ottocento e inizi Novecento per via degli edifici in pietra e delle numerose architetture vittoriane che richiamano quell’epoca. Tra i set principali, dove sono state girate scene all’aperto e sequenze in esterna, c’è Queen’s Garden: uno dei parchi pubblici più antichi della città. Riprese sono state effettuate anche in vie e all’interno di negozi ben frequentati per lo shopping. La location di La valle dell’Eden più riconoscibile a Dunedin è, però, senza dubbio la stazione ferroviaria: con la sua facciata ricca di decorazioni in pietra, i pavimenti interni a mosaico e i giardini curati che la circondano è ufficialmente tra le attrazioni più fotografate della Nuova Zelanda e spesso vista anche sullo schermo.

C'è anche la stazione ferroviaria di Dunedin tra le location di "La valle dell'Eden"
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L’iconica stazione ferroviaria di Dunedin

North Island

Altri luoghi dov’è stata girata la serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck si trovano a North Island. Il tranquillo sobborgo marinaro di Devonport, ad Auckland, è servito a riprodurre spiagge e coste della California. Alcune scene sono state girate nel pittoresco centro di Thames, dove il tempo sembra essersi fermato all’età dell’oro.

Le location reali del nuovo adattamento Netflix del romanzo di John Steinbeck "East of Eden"
Ufficio stampa Netflix
Ancora una scena di “La valle dell’Eden”

Svelate le rotte aeree più stressanti d’Europa: nella top 10 c’è anche l’Italia

1 octobre 2026 à 07:30

La partenza slitta, l’attesa al gate si prolunga e una cancellazione improvvisa costringe a rivedere tutti i programmi: sono gli imprevisti che possono trasformare anche un breve spostamento in aereo in un’esperienza faticosa e stressante, ancora prima di salire a bordo. Ma su quali collegamenti è più frequente incontrare questi disagi? Il Nervous Flyer Index 2026 di AirAdvisor ha individuato le rotte aeree più stressanti d’Europa e nella top 10 compare anche una tratta in cui è coinvolta l’Italia.

Lo studio ha considerato le 30 rotte più trafficate d’Europa, classificando le 26 con dati completi sulle performance operative tra settembre 2025 e agosto 2026. Il punteggio combina ritardi superiori a un’ora e a tre ore, cancellazioni, esposizione alle condizioni meteorologiche nei due aeroporti e durata del volo. Una precisazione, però, è fondamentale: l’indice misura la prevedibilità del viaggio, non la sicurezza dei voli, e non è una classifica basata sull’ansia effettivamente dichiarata dai passeggeri.

La rotta più stressante d’Europa

Il primo posto della classifica sulle rotte più stressanti d’Europa stilata da AirAdvisor va alla Amsterdam–Barcellona, che totalizza 75,1 punti su 100. A pesare sono una durata di volo di 2 ore e 10 minuti, un tasso di cancellazione del 2,93% e l’esposizione alle condizioni meteorologiche di Amsterdam Schiphol, valutata 7 su 10.

Il collegamento Amsterdam–Barcellona non ha però collezionato tutti i primati negativi. La tratta Londra Heathrow–Amsterdam, seconda con 63,8 punti, registra la quota più alta di cancellazioni dell’intero studio (3,69%), mentre la Manchester–Dublino, terza, ha le percentuali maggiori di ritardi prolungati: il 7,51% dei voli supera un’ora di ritardo e lo 0,84% oltrepassa le tre ore.

Al quarto posto compare Lisbona–Madeira, che è la più soggetta d’Europa alle condizioni meteorologiche: sull’isola portoghese l’esposizione al meteo raggiunge 10 su 10, il valore più alto tra gli aeroporti esaminati (non a caso l’aeroporto di Madeira è considerato tra i più impegnativi al mondo, viste le forte correnti d’aria a cui è soggetto).

Anche l’Italia in classifica: la tratta più stressante

Con 45,2 punti, la Barcellona–Roma Fiumicino entra nella top 10 delle tratte più stressanti d’Europa, posizionandosi al settimo posto. Le cause? A pesare maggiormente sono i ritardi: il 4,85% dei voli ha accumulato più di un’ora di ritardo (quasi 1 su 20), mentre lo 0,44% ha superato le tre ore. Le cancellazioni hanno interessato l’1,71% dei voli, circa 1 su 60: numeri che aiutano a capire quanto l’incertezza possa incidere sull’esperienza di viaggio.

Volo con vista su Roma-Fiumicino
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Aereo con vista su Roma-Fiumicino

Fiumicino compare anche al 20° posto della graduatoria con la tratta Roma–Catania, che totalizza 30,6 punti ed è l’unico collegamento domestico italiano tra i primi venti. Qui i ritardi superiori a un’ora raggiungono il 5,09%, una quota persino maggiore rispetto alla Barcellona–Roma.

La classifica delle 10 rotte aeree più stressanti d’Europa

Riportiamo di seguito la top 10 delle rotte più stressanti del Vecchio Continente realizzata da AirAdvisor, con il relativo Nervous Flyer Score calcolato su un totale di 100 punti:

  1. Amsterdam-Schiphol (AMS)–Barcellona (BCN): 75,1;
  2. Londra Heathrow (LHR)–Amsterdam (AMS): 63,8;
  3. Manchester (MAN)–Dublino (DUB): 63,4;
  4. Lisbona (LIS)–Madeira (FNC): 61,4;
  5. Parigi Charles de Gaulle (CDG)–Nizza (NCE): 60,8;
  6. Oslo (OSL)–Stavanger (SVG): 46,8;
  7. Barcellona (BCN)–Roma Fiumicino (FCO): 45,2;
  8. Londra Heathrow (LHR)–Francoforte (FRA): 44,2;
  9. Oslo (OSL)–Trondheim (TRD): 42,4;
  10. Madrid (MAD)–Londra Heathrow (LHR): 40,8.

Doc – Nelle tue mani 4, le location straordinariamente realistiche della fiction con Luca Argentero

30 septembre 2026 à 17:12

Le location di Doc – Nelle tue mani 4, in arrivo in prima serata su Rai 1 e RaiPlay dal 1° ottobre 2026, sembrano essere state scelte con un solo intento: rendere la narrazione il più possibile realistica e vicina a quella che deve essere l’esperienza quotidiana di medici e altro personale sanitario, pazienti, caregiver e famiglie. Per il ritorno in corsia di Luca Argentero, nei panni dell’amatissimo Andrea Fanti, sono stati scelti infatti luoghi che hanno a che vedere da vicino con il meglio della realtà sanitaria italiana: scopriamo quali.

Atokos, Salona, Gole del Cians e gioielli italiani: i luoghi che hanno fatto sognare questo mese

30 septembre 2026 à 15:00

L’autunno è iniziato, ma la voglia di partire non si è di certo fermata. Anche mentre le giornate si accorciano, le temperature si abbassano gradualmente e le vacanze estive diventano emozionanti ricordi, basta un luogo inatteso per immaginare un nuovo viaggio o progettare le tappe del prossimo weekend fuori porta, che sia al caldo o tra i colori dorati del foliage. Lo dimostrano le storie che hanno conquistato i lettori di SiViaggia a settembre: dalle case a graticcio di una cittadina tedesca ai canyon rossi delle Alpi Marittime, passando per un’isola greca dagli insoliti abitanti, ma non sono mancate nemmeno le immersioni nella storia e le mete italiane da riscoprire, questa volta attraverso gli elogi del Times.

Ecco i luoghi e le storie di viaggio più letti del mese, da ripercorrere insieme per prolungare il piacere della scoperta e trovare l’ispirazione per la prossima (si spera vicina) partenza.

5 (+1) luoghi d’Italia che hanno conquistato il Times

Palazzi affacciati sui vicoli, colline disegnate dai cipressi e coste nere che incontrano il mare: tra le storie più lette di settembre c’è un viaggio nell’Italia elogiata dal Times. La selezione della travel expert Julia Buckley attraversa il Paese con cinque tappe che racchiudono sei destinazioni, accostando città d’arte, borghi e paesaggi dal carattere inconfondibile.

Si parte da Genova, tra gli splendidi palazzi di via Garibaldi e le case colorate di Boccadasse, per raggiungere due scenari diversi: Pienza, immersa nelle geometrie morbide della Val d’Orcia, e Mussomeli, circondata dai rilievi aspri della Sicilia interna. A Urbino invece il filo conduttore è il Rinascimento, mentre la Valtiberina, tra Toscana e Umbria, invita a seguire le tracce di Piero della Francesca e a passeggiare tra i borghi, come quello di Anghiari. Infine, Pantelleria cambia ancora il panorama, con roccia vulcanica, acque turchesi e sorgenti termali. Un itinerario capace di far riscoprire luoghi familiari e suggerire nuove partenze: uno spunto interessante per chi cerca ispirazione senza andare lontano.

Qui il nostro articolo: Dalla Liguria alla Sicilia, 5 (+1) luoghi d’Italia scelti dal Times

Pantelleria e il suo mare turchese
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Pantelleria e il suo mare paradisiaco

Atokos, l’isola dove i maiali selvatici fanno il bagno

Acque trasparenti, spiagge di ciottoli bianchi e piccoli maiali neri che passeggiano sulla riva, spingendosi persino in mare per rinfrescarsi, insieme ai bagnanti. È questa la scena sorprendente che ha portato Atokos, minuscola isola greca dello Ionio vicino a Itaca, a un boom di popolarità. Privata e senza abitanti, custodisce un paesaggio aspro di scogliere, grotte marine e insenature come One House Bay e Cliff Bay.

A renderla celebre sono stati soprattutto i video dei suoi insoliti frequentatori, diventati virali sui social e valsi all’isola il soprannome di “Piggy Island”. Ma il fascino di Atokos va oltre questo incontro inatteso: il suo ambiente naturale è tutelato dalla rete Natura 2000 e non ci sono alberghi né collegamenti regolari in traghetto. La si raggiunge soltanto via mare, anche con escursioni da Itaca, Lefkada e Cefalonia.

Qui il nostro articolo: Atokos, l’isola greca senza abitanti diventata celebre per i maiali selvatici in spiaggia

L'isola di Atokos in Grecia
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Panoramica dell’isola di Atokos e dei suoi maiali neri

Salona, l’altra Roma d’Europa

Mura spezzate, resti di basiliche e un anfiteatro che lascia immaginare gli antichi spettacoli: a pochi chilometri da Spalato, Salona riporta i viaggiatori nella Croazia dell’epoca romana. Tra le sue rovine, immerse negli spazi aperti e nella vegetazione, si riconosce ancora la grandezza dell’antica capitale della provincia di Dalmazia, oggi parte della città di Solin.

Il percorso attraversa terme, porte monumentali e luoghi di culto, ma è soprattutto l’anfiteatro, capace di accogliere circa 18.000 spettatori, a evocare la vita della città e le sfide dei gladiatori. La necropoli di Manastirine racconta invece la diffusione del cristianesimo, tra tombe e testimonianze dei martiri salonitani. C’è anche una curiosità: il Tusculum, costruito per gli studiosi alla fine dell’Ottocento utilizzando frammenti antichi, deve il nome alla residenza di Cicerone nei pressi di Roma.

Qui il nostro articolo: Dove i gladiatori sfidavano il destino: Salona, l’antica capitale romana della Dalmazia

Salona, Croazia
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Salona vista dall’alto

Monschau, la città tedesca dove le fiabe prendono vita

Case a graticcio affacciate sull’acqua, ponticelli di pietra e tetti di ardesia stretti tra le pendici boscose: Monschau sembra disegnata per far venire voglia di partire. Nella regione tedesca dell’Eifel, vicino al confine con il Belgio, questa cittadina segue il corso del fiume Rur, che accompagna le passeggiate tra vicoli acciottolati e piazzette raccolte.

Dietro la sua atmosfera romantica si nasconde un passato prospero, legato alla produzione tessile. Lo testimonia il Rotes Haus, dimora settecentesca diventata museo, dove una scenografica scala in rovere intagliato attraversa tre piani. Dall’alto, invece, la fortezza medievale Burg Monschau offre una prospettiva diversa sui tetti e sulla valle. E la scoperta continua a tavola, tra la senape prodotta localmente dal 1882 e i dolci tradizionali da assaggiare nelle caffetterie.

Qui è come passeggiare dentro un paesaggio da fiaba, fermandosi a ogni ponte per guardarlo ancora. Durante l’Avvento, poi, luci e graziosi mercatini di Natale aggiungono un motivo in più per organizzare il viaggio proprio a Monschau!

Qui il nostro articolo: È la città dove l’atmosfera da fiaba si respira a ogni angolo: Monschau, una Germania emozionante

Città di Monschau, Germania
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Veduta dall’alto di Monschau

Le Gole del Cians, la strada rossa vicina all’Italia

Il cielo diventa una striscia sottile tra le pareti, la roccia si accende di rosso e il torrente scorre sul fondo. Nelle Gole del Cians, nell’entroterra di Nizza, il paesaggio cambia a ogni curva: bastano circa un’ora e mezza dalla città per raggiungere un angolo delle Alpi Marittime francesi che sembra irreale.

Seguendo la strada panoramica D28, si attraversa la valle tra gallerie, strettoie e affacci sul canyon. Il colore più sorprendente appartiene agli scisti rossi, modellati dall’erosione dell’acqua: nelle Piccole Gole le pareti si avvicinano fino a lasciare, in alcuni punti, appena un metro tra loro, mentre nelle Grandi Gole lo scenario si apre su altezze vertiginose. Alcuni tratti si possono osservare anche a piedi, lasciando l’auto negli spazi dedicati. È proprio questa combinazione di colori insoliti e prospettive spettacolari ad aver fatto sognare i nostri lettori: un viaggio in cui la strada stessa diventa la destinazione, con la possibilità di proseguire verso Beuil e Valberg o abbinare le vicine e non meno sorprendenti Gole di Daluis.

Qui il nostro articolo: La strada rossa delle Alpi Marittime tra canyon, tunnel e paesaggi selvaggi: le Gole del Cians

Gole del Cians, Francia
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La strada che attraversa le Gole del Cians

Tutto l’amore che resta, la nuova fiction con Raoul Bova svela luoghi speciali nel cuore del Lazio

29 septembre 2026 à 17:00

Nella nuova fiction Rai Tutto l’amore che resta, con Raoul Bova, i luoghi non sono semplici luoghi, ma accompagnano – a tratti quasi spingono – i protagonisti verso un percorso profondo di crescita e cambiamento personale. Non a caso l’ambientazione principale di questa sorta di teen drama in salsa italiana, che ha nel cast anche Giulia Bevilacqua, Francesco Leo e Gloria Harvey, è una scuola.

Le location della nuova serie Tv, in onda dal 29 settembre 2026 in prima serata su Rai 1 e su Rai Play, svelano scorci meravigliosi e inaspettati del Lazio.

Due stazioni italiane tra le più belle del mondo, premiate al Prix Versailles 2026

29 septembre 2026 à 07:30

Tra le nuove stazioni più belle del mondo sono stati incoronati anche due gioielli italiani. Il Prix Versailles 2026, il 28 settembre 2026, ha svelato l’elenco di 7 progetti selezionati tra i più belli che, con richiami al patrimonio locale uniti a creatività e innovazione, sono diventati nuovi spazi urbani iconici.

Si tratta di quei luoghi che meglio mostrano come l’eccellenza nel design sia diventata un motore di progresso, come ha sottolineato Jérôme Gouadain, segretario generale del Prix Versailles: migliorano l’esperienza dei viaggiatori, danno nuova vita ai quartieri e modernizzano gli spazi nel rispetto dell’architettura esistente. Tre delle stazioni premiate riceveranno anche un ulteriore titolo mondiale (Prix Versailles, Interior o Exterior) durante la cerimonia in programma il 10 dicembre presso la sede dell’UNESCO.

Le migliori compagnie aeree per volare con i bambini: la classifica mondiale nel 2026

28 septembre 2026 à 07:30

Intraprendere un viaggio in aereo con i bambini è un’avventura che inizia ben prima del decollo: c’è il momento del check-in, la speranza di trovare posti vicini, il passeggino da consegnare e, una volta a bordo, la ricerca di una distrazione che renda il volo più piacevole anche per i piccoli passeggeri. Tutti dettagli che possono cambiare considerevolmente l’esperienza di tutta la famiglia.

Ma quali compagnie sono più attente alle esigenze di chi viaggia con i bambini? Ai World Airline Awards 2026, tra i riconoscimenti più prestigiosi del settore, Skytrax ha premiato anche le compagnie aeree più family friendly del mondo e d’Europa. I premi si basano su un sondaggio internazionale sulla soddisfazione dei passeggeri, chiamati a valutare prodotti e servizi delle compagnie. Per la categoria dedicata alle famiglie vengono considerati, tra le altre cose, i posti vicini, il check-in e l’imbarco dedicati, i pasti e l’intrattenimento per bambini, le regole su culle e passeggini e l’assistenza del personale in aeroporto e a bordo. Sul podio spicca anche una compagnia europea.

La compagnia aerea più family friendly del mondo

A conquistare il primo posto nella classifica di Skytrax sulle compagnie aeree più family friendly del mondo nel 2026 è EVA Air. Per la compagnia taiwanese, il cui premio dei World Airline Awards è stato ritirato da Albert Liao, vicepresidente esecutivo del vettore, non è stato l’unico riconoscimento: ha ottenuto anche i premi per la migliore Premium Economy al mondo e per i migliori servizi offerti in questa classe.

Edward Plaisted, CEO di Skytrax, ha dichiarato: “Ci congratuliamo con EVA Air per lo straordinario traguardo di essere stata nominata la compagnia aerea più adatta alle famiglie al mondo, un riconoscimento che premia l’impegno di EVA Air nel creare un’esperienza di viaggio più agevole e rilassante per i passeggeri che viaggiano con bambini”.

Eva Air migliore compagnia per volare coi bambini
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Eva Air premiata come migliore compagnia per volare coi bambini

La classifica mondiale

Sul secondo gradino del podio, quest’anno si posiziona Emirates, che tra gli altri numerosi riconoscimenti ha conquistato anche il primo posto nella stessa categoria in Medio Oriente e il premio per il miglior intrattenimento di bordo al mondo.

Il terzo gradino è occupato invece da Lufthansa: un risultato che porta una compagnia europea tra le prime tre al mondo.

Nella top 10 trovano spazio anche British Airways e Aer Lingus, rispettivamente al sesto e al decimo posto. Ecco la classifica mondiale completa del 2026:

  1. EVA Air;
  2. Emirates;
  3. Lufthansa;
  4. Cathay Pacific Airways;
  5. Singapore Airlines;
  6. British Airways;
  7. Korean Air;
  8. Qatar Airways;
  9. ANA All Nippon Airways;
  10. 10. Aer Lingus.

Le compagnie aeree più family friendly d’Europa

Il risultato di Lufthansa vale anche il primo posto nella classifica europea delle compagnie più adatte ai viaggi in famiglia. A completare il podio sono British Airways (seconda) e Aer Lingus (terza), entrambe presenti fra le dieci compagnie premiate su scala mondiale.

Oltre al titolo di compagnia più family friendly d’Europa, Lufthansa ha vinto altri tre importanti riconoscimenti agli Skytrax World Airline Awards 2026:

  • Miglior catering di bordo in First Class al mondo;
  • Miglior catering di bordo in First Class in Europa;
  • Migliore lounge di First Class in Europa, premio attribuito alla lounge Lufthansa di Francoforte.

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