❌

Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Hier — 4 novembre 2026SiViaggia

Viola come il mare 3, le location stupende della fiction con Francesca Chillemi

4 novembre 2026 à 17:00

I luoghi nella fiction Mediaset con Francesca Chillemi nei panni di una giornalista alla ricerca delle proprie origini non sono mai stati semplici luoghi: in tanti frangenti hanno fatto da motore dell’azione, spingendo la protagonista per esempio a lasciare Parigi per trovare finalmente risposte alle domande sul proprio passato.

Non stupisce, così, che anche le location di Viola come il mare 3, in onda in prima serata su Canale 5 dal 4 novembre 2026 (e disponibile per intero su Mediaset Infinity dallo stesso giorno), siano state scelte con cura tra eleganti palazzi aristocratici, terrazze con vista panoramica, borghi marinari dove il tempo sembra essersi fermato.

Di cosa parla

Viola come il mare 3 si apre con la protagonista in procinto di sposare l’ispettore Francesco Demir: personaggio amatissimo, interpretato da Can Yaman (il Sandokan dell’omonima fiction Rai), che misteriosamente scompare però in questa stagione. Al suo posto compare Massimo Paternò: un altro ispettore di Polizia, interpretato da Rodrigo Guirao Diaz, che è anche vicino di casa di Viola e che soprattutto comincia ad aiutarla a risolvere casi misteriosi come quello, al centro di questa nuova stagione, di Alice D’Amario, una ragazza legata alla protagonista più di quanto lei stessa possa immaginare.

Torna su Canale 5 la fiction con Francesca Chillemi "Viola come il mare"
Ufficio stampa Mediaset
Una scena di “Viola come il mare 3”

Dov’è stata girata la serie

La nuova stagione di Viola come il mare è stata girata tra la Sicilia, il Lazio e la Calabria, vera new entry tra le ambientazioni della fiction.

Palermo e dintorni

Le location di Viola come il mare 3 in Sicilia sono sostanzialmente le stesse delle stagioni precedenti, concentrate a Palermo dove la giornalista investigativa interpretata da Francesca Chillemi si è trasferita. Per le riprese a casa di Viola, per esempio è stato scelto ancora l’edificio in centro con una stupenda vista panoramica sulla Cattedrale.

La redazione di Sicilia WebNews, dove Viola lavora, si trova nella pittoresca borgata di pescatori dell’Arenella. Altre riprese sono state effettuate nei pressi di eleganti palazzi aristocratici come Palazzo Artale Tumminello e, soprattutto, la Palazzina dei Quattro Pizzi, fatta edificare dalla famiglia Florio vicino all’omonima Tonnara.

Palermo continua a essere la principale location di "Viola come il mare 3"
iStock
Un assolato panorama di Palermo

Nelle sequenze marittime è facile riconoscere il Foro Italico, il lungomare di Mondello e il caratteristico borgo di Sferracavallo, oltre che la vicina Terrasini con il suo lungomare dedicato a Peppino Impastato.

Lazio

Alcune scene di mare sono state girate anche in questa stagione, come già in Viola come il mare e Viola come il mare 2, a Ostia. Oltre che con il litorale romano, il Lazio compare tra i luoghi dov’è stata girata la fiction Mediaset con Francesca Chillemi anche con la provincia di Viterbo, a Civita di Castellana più per l’esattezza sono state girate diverse scene in esterna, e con gli Studi Lux Vide alle porte di Roma.

Calabria

Come accennato, la vera novità per quanto riguarda le location di Viola come il mare 3 è la Calabria. Qui la produzione (RTI e Lux Vide) ha scelto il suggestivo scenario di calette isolate, panorami mozzafiato e antichi borghi marinari della Costa Viola per girare alcune scene chiave. A Scilla si è girato soprattutto nei pressi di Chianalea: il pittoresco borgo di pescatori con le case a pelo d’acqua e le barche ormeggiate davanti alle porte d’ingresso, considerato una sorta di “piccola Venezia del Sud”.

C'è anche Chianalea di Scilla tra i luoghi dov'è girata "Viola come il mare 3"
iStock
Il pittoresco borgo di pescatori di Scilla

In diverse inquadrature si riconosce il Castello Ruffo, l’antica fortezza sospesa sul promontorio che guarda verso lo Stretto di Messina, tra i simboli più identitari della città.

Le location di "Viola come il mare 3" in Calabria: quali sono?
iStock
Il Castello Ruffo è un simbolo di Scilla

Spostandosi verso la costa cosentina, tra i luoghi dov’è stata girata Viola come il mare 3 ci sono anche Diamante, una delle località di mare più apprezzate della Calabria, e Cetraro, centro più piccolo ma non meno interessante a livello paesaggistico e storico-artistico.

La spettacolare cittadella a spirale che domina le colline della Transilvania: Fortezza di Rupea

4 novembre 2026 à 15:30

Si avvertono venti freddi e il profumo acre della storia e della terra bagnata. Poi, all’improvviso, un enorme promontorio basaltico emerge dalla piana, dominando l’orizzonte con una presenza magnetica. E il tutto avviene mentre si percorre la strada che attraversa la Transilvania tra Brașov e Sighișoara, fino ad arrivare al cospetto di mura imponenti, torri dai tetti rossastri e bastioni disposti su più livelli. Quella è la Fortezza di Rupea, una delle fortificazioni medievali più suggestive della Romania (protagonista di oltre 700 anni di storia).

La prima cosa che lascia senza parole è la sua struttura: è sviluppata attraverso cinte murarie successive che disegnano una sorta di spirale. Vista dall’alto, ricorda il guscio di una chiocciola, con le fortificazioni che si restringono progressivamente verso la cima. Alla base si estende l’omonima cittadina, mentre tutt’intorno si alternano dolci rilievi, prati e piccoli insediamenti rurali.

Dietro l’aspetto severo delle sue mura, però, Rupea custodisce una storia che va ben oltre quella di un semplice presidio militare.

Breve storia e leggende della Fortezza di Rupea

Le prime testimonianze della presenza umana in quest’area della Romania risalgono alla preistoria. Gli scavi archeologici condotti nel corso del tempo, infatti, hanno restituito utensili in pietra, frammenti ceramici e altri reperti che documentano l’antichissima frequentazione del territorio. Stando alla tradizione, proprio su quella stessa collina sarebbe sorta la fortificazione dacica di Ramidava, successivamente trasformata dai Romani in un presidio chiamato Rupes.

La fortezza medievale vera e propria, invece, compare nei documenti nel 1324, in occasione di uno scontro tra esponenti dell’élite sassone locale e uomini del voivoda di Transilvania. All’epoca era conosciuta con il nome di Castrum Kuholm, legato alla denominazione germanica della località e alla natura rocciosa della collina.

Con il passare dei secoli la cittadina di Rupea divenne sempre più importante, tanto da trasformarsi in un centro commerciale e artigianale della comunità sassone. Nel corso del ‘500, una parte degli abitanti si trasferì stabilmente all’interno delle mura: la cittadella arrivò a ospitare alcune centinaia di persone e quasi 100 abitazioni, oltre a magazzini, edifici amministrativi, una cappella, depositi di armi e spazi destinati alle attività commerciali.

Poi arrivò il XVII secolo, periodo durante il quale il complesso raggiunse il suo massimo sviluppo architettonico ma, nel 1716, una grave epidemia di peste trasformò le sue mura nella “casa” di persone in cerca di protezione dal contagio. Con la progressiva stabilizzazione politica della regione, l’insediamento perse la sua funzione originaria, fino ad arrivare al degrado. Soltanto i grandi interventi di restauro effettuati tra il 2010 e il 2012 restituirono alla cittadella gran parte dell’aspetto attuale.

Fortezza di Rupea, Romania
iStock
La straordinaria Fortezza di Rupea

Attorno a Rupea circolano anche racconti popolari. Il più celebre riguarda Decebalo, ultimo re dei Daci, che secondo una leggenda avrebbe scelto proprio questa collina per togliersi la vita dopo la sconfitta contro i Romani. Un’altra storia narra che le coppie sassoni, in occasione del matrimonio, dovessero contribuire alla costruzione delle mura portando un mattone.

La visita alla Fortezza di Rupea

Per visitare la Fortezza di Rupea è disponibile un percorso che attraversa tre grandi settori fortificati, distribuiti su quattro cinte murarie, realizzati e ampliati durante epoche differenti. La prima parte è la Cetatea de Jos, la Fortezza Inferiore, caratterizzata da un ampio cortile delimitato da robuste mura difensive, a cui si accede tramite una porta fortificata affiancata da torri.

Qui a farsi notare è soprattutto Turnul Slăninii (Torre della Pancetta), un antico deposito per carne e lardo appartenenti alla comunità. Salendo verso la Cetatea de Mijloc, gli spazi si restringono e le strutture difensive diventano più articolate. Porte ad arco, passaggi protetti e murature di epoche diverse testimoniano i continui adattamenti alle nuove tecniche militari.

L’elemento architettonico più interessante di questa zona è la Torre Pentagonale, con una pianta a cinque lati. Nello stesso settore si incontra la Torre degli Scrivani, o Turnul Diecilor (probabilmente utilizzata anche per custodire documenti amministrativi) con un’incorniciatura lignea risalente al XV secolo.

Tra le strutture interne merita attenzione l’edificio conosciuto come Cappella, un ambiente dalle funzioni originariamente più ampie, che avrebbe accolto anche uno spazio di culto luterano. Poi ci sono il pozzo (necessario nel Medioevo per affrontare lunghi periodi di isolamento), resti di abitazioni, antiche aperture e tracce di camini (quindi sì, elementi della vita quotidiana di chi abitava queste possenti mura).

L’ultimo tratto della visita è invece la Cetatea de Sus, il nucleo più antico, direttamente integrato nella roccia basaltica. Per raggiungerlo si attraversa uno stretto accesso voltato, un tempo protetto anche da una grata difensiva. Le strutture conservano tracce degli ambienti utilizzati dalle autorità locali, accanto ai resti delle antiche abitazioni.

Dalla sommità, il panorama abbraccia i tetti di Rupea, la campagna transilvana e le colline che si susseguono fino all’orizzonte. Guardando verso il basso, si distingue perfettamente la successione delle cinte murarie, con i cortili e le torri disposti attorno al rilievo.

Dove si trova e come arrivare

La Fortezza di Rupea prende vita nel distretto di Brașov, vicino al confine amministrativo con quello di Mureș. Occupa la sommità della collina di Cohalm, immediatamente a ovest dell’abitato, lungo uno dei principali itinerari stradali che attraversano la Transilvania.

Per raggiungerla in automobile si percorre la strada nazionale DN13, parte dell’itinerario europeo E60, che collega Brașov a Sighișoara. La distanza è di circa 65-70 km dalla prima città e di 50 km dalla seconda. Una strada asfaltata e segnalata sale dal centro abitato fino all’area di parcheggio situata nei pressi dell’ingresso.

Rupea è raggiungibile anche con i collegamenti regionali: la stazione ferroviaria si trova a circa 4 km dal centro cittadino, perciò il trasferimento verso la fortezza richiede un ulteriore spostamento.

Tutti i luoghi del cuore di Tinto Brass, dalle location iconiche al borgo segreto in cui viveva

Par : losiangelica
4 novembre 2026 à 14:45

C’è una geografia privata, dietro il cinema di Tinto Brass, che attraversa le calli di Venezia, le campagne della pianura padana, gli studi cinematografici romani e finisce in un borgo medievale immerso nel verde. Il regista, morto a Roma il 4 novembre 2026 all’età di 93 anni, aveva trasformato molti di questi luoghi in scenari di racconti provocatori.

Ecco i luoghi del cuore di Tinto Brass e il borgo “segreto” dove viveva.

I luoghi dei film di Tinto Brass

Sono 3 le località principali che hanno fatto da sfondo alle opere cinematografiche firmate da Tinto Brass.

In cima a tutte Venezia che ha fatto da sfondo a La Chiave del 1983 con Stefania Sandrelli. Tra le location toccate dalle riprese compaiono il Caffè Florian e l’Accademia. Il regista italiano torna in città per le riprese di Senso ’45, ambientato durante la Seconda guerra mondiale attraversando campi e palazzi veneziani, da Ca’ Zenobio a Campo San Francesco della Vigna, ma raggiungono anche ville e teatri fuori città.

Caffè Florian a Venezia
iStock
Il Caffè Florian protagonista di un film di Tinto Brass

Roma e il Lazio, invece, rappresentano il grande laboratorio produttivo. Per Caligola furono ricostruiti ambienti dell’antichità nei Dear Studios della capitale, con scenografie firmate da Danilo Donati. La città e il Lazio fanno capolino anche in Così fan tutte e Snack Bar Budapest: per quest’ultimo, tra le location riconoscibili figura l’ex colonia marina Vittorio Emanuele III sul lungomare di Ostia. E già con L’urlo, girato nel 1968, Brass aveva cercato luoghi insoliti: Sermoneta e l’ex carcere sull’isola di Santo Stefano, nell’arcipelago pontino.

Borgo di Sermoneta a Latina
iStock
Il borgo di Sermoneta nel cinema

Altrettanto importante la pianura del Po con i suoi argini e piccoli centri che si vedono in Miranda con Serena Grandi girato tra Canaro, nel Rodigino, Pomponesco, nel Mantovano, e Villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Monella, invece, ha scelto come sfondo Pomponesco, Dosolo e Marcaria.

I luoghi dove ha vissuto Tinto Brass

Se i set cambiavano continuamente, nella vita privata Brass conservò alcuni riferimenti precisi. Venezia fu la città della formazione; Roma quella del lavoro. Poi arrivò una scelta diversa: una casa a Isola Farnese, dove rimase per oltre mezzo secolo.

Venezia e il legame con il regista

Nonostante sia nato a Milano, è Venezia la città del cuore di Tinto Brass. La città lagunare strettamente legata alla sua famiglia ha fatto da sfondo alla sua infanzia e lo ha accompagnato nella crescita. Da giovane ha studiato giurisprudenza, prima di avvicinarsi definitivamente al cinema.Nei suoi film la Serenissima perde la dimensione da cartolina e diventa un intreccio di stanze, ponti e angoli appartati, capace di raccontare segreti e desideri.

Vista panoramica della Laguna di Venezia
iStock
Venezia, i luoghi d’infanzia di Tinto Brass

Parigi

Passò anche per Parigi e per la Cinémathèque française, entrando in contatto con la Nouvelle Vague. Venezia è rimasta comunque un luogo a cui tornare con la memoria e la macchina da presa.

Isola Farnese, il borgo delle favole

A nord di Roma, vicino alla Cassia e a poca distanza da La Storta, si trova il luogo che Brass scelse come rifugio: Isola Farnese. Arroccato su una rupe di tufo nel Parco di Veio, il borgo sembra separato dal resto della capitale. Case raccolte attorno al castello, vicoli e silenzio: un angolo di Roma rimasto indietro nel tempo.

Brass vi arrivò negli anni Settanta, dopo aver abitato a piazza del Popolo. Comprò un casale agricolo, lo ristrutturò e lo ribattezzò scherzosamente “Repubblica del Cascinone”. Quella casa divenne abitazione, studio e punto d’incontro. In un’intervista del febbraio 2026 raccontò di aver scelto il borgo laziale per la tranquillità e di avervi scritto tutti i suoi film, spesso iniziando a lavorare prima dell’alba. Seppur anziano e malato, nel 2026 il regista ha sfruttato la propria voce per ricordare il diritto degli abitanti del borgo a non restare isolati dopo 2 frane che hanno reso più complicato l’accesso al borgo. Molti lo considerano l’ultimo gesto del suo attaccamento alla comunità.

Coltiviamo la cultura, per un giorno queste dimore storiche italiane aprono gratis

Par : losiangelica
4 novembre 2026 à 13:30

Il patrimonio prezioso italiano non può essere ignorato, anzi va valorizzato e tra le iniziative che tornano con questo scopo c’è Coltiviamo la Cultura che domenica 8 novembre 2026 permette di visitare tantissime meravigliose dimore storiche italiane che aprono per un giorno in modo del tutto occasionale. Non soltanto saloni affrescati e architetture da sogno. Il filo conduttore è il rapporto, spesso invisibile, tra le residenze d’epoca e tutto ciò che le circonda: paesaggi agricoli, tradizioni, produzioni locali e comunità che continuano a dare vita a questi luoghi.

Coltiviamo la Cultura 2026, il programma

Le dimore storiche tornano ad aprirsi al territorio, lasciando spazio a nuove occasioni di incontro tra cultura e mondo agricolo; l’appuntamento atteso per domenica 8 novembre l’edizione 2026 di Coltiviamo la Cultura nasce dalla collaborazione tra il Ministero, l’Associazione Dimore Storiche Italiane e Confagricoltura. L’intento è restituire a questi luoghi un ruolo più vicino alla vita dei territori, facendo dialogare la loro storia con il turismo, la biodiversità e le attività agricole. Un modo diverso di vivere un patrimonio che ha ancora molto da raccontare, anche fuori dalle sale di un museo.

A fotografare questa relazione sono anche i dati del VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato: il 66% delle strutture agroalimentari considerate offre agriturismo o ospitalità rurale, mentre il 56% propone esperienze legate all’enogastronomia, dalle degustazioni agli eventi e alle visite guidate. Numeri che raccontano una cultura capace di generare attività, oltre che bellezza.

I riflettori si accendono sul futuro coinvolgendo varie regioni italiane che organizzano eventi in tantissime dimore storiche aperte gratuitamente solo per un giorno; a rendere imperdibile l’appuntamento è la partecipazione dell’Automotoclub Storico Italiano che porta in scena trattori e macchine agricole d’epoca per rendere l’esperienza ancora più unica.

Quali dimore storiche visitare gratis l’8 novembre

L’8 novembre la Puglia apre le porte di alcune delle sue dimore storiche, con sei luoghi visitabili gratuitamente. In provincia di Bari tra le meraviglie da scoprire c’è Masseria Spina a Monopoli, mentre nel Salento apre le porte Castel di Salve; nell’elenco compare anche masseria Tagliente a Martina Franca.

Castel di Salve
Martina Alesse
Castel di Salve da scoprire

È però la Calabria a distinguersi per numero di aperture: dodici in tutto, distribuite tra diverse province. Nel Catanzarese aderisce Villa Cefaly Pandolphi, ad Acconia di Curinga. Più a nord, nel Cosentino, figurano il Castello del Principe a Sangineto Lido, Palazzo Amarelli e Tenuta Ciminata Greco a Corigliano-Rossano, oltre a Palazzo Cybo Malaspina ad Aiello Calabro.

C’è poi Masseria Zurlo, a Scandale, in provincia di Crotone. Nel Reggino, invece, le visite interesseranno Palazzo Grillo a Polistena, Tenuta Acton a Cannavà di Rizziconi e Tenuta Candida a Locri. A Gerace apriranno Casa Spanò e Palazzo Candida, mentre a Bova Marina sarà la volta di Palazzo Malgeri.

Tra le imperdibili in Emilia Romagna ci saranno palazzo Minelli in provincia di Bologna e la rocca valle di Castrignano in provincia di Parma; il Friuli-Venezia Giulia stupisce con 8 appuntamenti ma tra i più belli che consigliamo c’è villa del Torre a Romans d’Isonzo in provincia di Gorizia, villa Maseri a Pavia di Udine e villa Ritter de Zàhony ad Aquileia.

Tre le aperture previste in Piemonte si va dal Castello di Piovera, nell’Alessandrino, alla Tenuta La Marchesa di Novi Ligure, fino a Palazzo Terzano, a Valenza. In Basilicata l’appuntamento riguarda invece la provincia di Matera. I visitatori potranno entrare a Palazzo Arcieri Bitonti, a San Mauro Forte, e a Palazzo Viceconte, nel cuore della città dei Sassi. A questi si aggiunge il Castello di Valsinni.

Tenuta La Marchesa di Novi Ligure,
Martina Alesse
Apre le prote anche la Tenuta La Marchesa

Nel Lazio va inserita l’agenda alla villa Cavalletti di Grottaferrata, poco fuori Roma mentre in Lombardia si potranno visitare le corti della Galdana a Campoferro in provincia di Pavia, palazzo Fregoso a Colturano in provincia di Milano e palazzo Guicciardi a Ponte in Valtellina, nel territorio di Sondrio.

Dove si trova il monastero di “Un vip in convento”: si può dormire tra le mura di una rocca medievale

Par : losiangelica
4 novembre 2026 à 12:30

Il 4 novembre 2026 va in onda la prima puntata di “Un vip in convento“, un nuovo programma Tv pronto a tenerci tutti con gli occhi puntati allo schermo. Addio notifiche e appuntamenti per la prima protagonista: Mariana D’Amico, uno dei volti più amati di “Casa a prima vista”, che sceglie di partecipare al progetto tra sveglie all’alba e preghiere.

Il nuovo speciale di Real Time, spin-off di “Ti spedisco in convento”, va in onda mercoledì 4 novembre alle 21:30 sul canale 31 del digitale terrestre e disponibile anche in streaming su Discovery+. Ad accogliere Mariana D’Amico ci sono Madre Noemi, Suor Myriam, Suor Eleonora e Suor Debora, già conosciute dal pubblico di “La cucina delle monache”. Tra turni nell’orto, ricette e telefono messo da parte, l’agente immobiliare milanese si ritrova a fare i conti con emozioni inattese.

Ma la vera sorpresa è la location: un monastero ospitato in un’antica fortezza umbra dove, incredibile ma vero, si può perfino soggiornare.

Dove si trova il monastero di “Un vip in convento”

Per trovare il convento del programma bisogna puntare su Bastia Umbra, in provincia di Perugia, a pochi chilometri da Assisi. Il protagonista delle riprese è il monastero delle Benedettine di Sant’Anna e non è il classico edificio religioso che ci si potrebbe immaginare: la comunità vive nella Rocca Baglionesca, una fortezza medievale che conserva ancora il fascino delle sue mura e delle torri.

Come arrivarci

Chi si muove in auto può organizzare un weekend originale in Umbria dormendo proprio all’interno del monastero di “Un vip in convento”. Si passa dalla SS75, uscendo a Bastia Umbra per poi impostare sul navigatore la destinazione finale e raggiungerla. Chi arriva in treno, invece potrà scendere direttamente alla stazione della cittadina per poi proseguire a piedi.

Come dormirci

La notizia che farà drizzare le antenne agli amanti dei soggiorni insoliti? Non bisogna essere un personaggio televisivo per varcare queste mura. Le suore benedettine gestiscono infatti una foresteria con 25 posti letto, aperta a singoli, coppie, famiglie, pellegrini e gruppi. Si può arrivare per un ritiro spirituale, una pausa di silenzio o semplicemente per trascorrere qualche giorno in Umbria con un ritmo diverso.

La struttura propone camere singole, doppie e multiple, con bagno privato, lenzuola, asciugamani e riscaldamento. A disposizione degli ospiti ci sono anche Wi-Fi, biblioteca, spazi comuni e una cucina per preparare i pasti in autonomia.

E il prezzo? Qui arriva il dettaglio speciale: non c’è una tariffa fissa. Il soggiorno funziona attraverso donazioni libere a sostegno della comunità, secondo lo spirito dell’ospitalità benedettina.

Storia e curiosità del monastero

Prima di diventare un luogo di silenzio e raccoglimento, queste mura erano pensate per difendersi, non certo per ospitare ritiri spirituali. Nel Quattrocento la rocca entrò nell’orbita della famiglia Baglioni, mentre le benedettine legate a San Paolo delle Abbadesse dovettero allontanarsi da Bastia a causa delle tensioni tra Perugia e Assisi.

La svolta arrivò nel 1602: per volontà di papa Clemente VIII, la fortezza fu affidata al Comune perché venisse trasformata in un convento femminile con una chiesa.  Oggi al suo interno custodisce la chiesa di. Sant’Anna, è un luogo religioso ma anche un posto dove poter soggiornare.

Perché Lima potrebbe diventare presto la prossima meta da raggiungere in Sudamerica

4 novembre 2026 à 12:00

Lima potrebbe presto diventare una nuova destinazione da tenere d’occhio per i viaggiatori italiani, soprattutto per quelli del Nord Italia. La capitale del Perù potrebbe infatti essere collegata a Milano da un volo diretto, aprendo nuove opportunità per raggiungere il Sud America senza scali e segnando, allo stesso tempo, il possibile ritorno di ITA Airways a Milano Malpensa dopo quasi tre anni di assenza.

La compagnia aerea italiana starebbe infatti lavorando all’apertura di un nuovo collegamento diretto tra Milano Malpensa e Lima. Il progetto, che avrebbe iniziato a prendere forma concreta, rappresenterebbe un’importante novità sia per lo scalo varesino sia per i viaggiatori italiani interessati a raggiungere il Perù.

ITA Airways punta a tornare a Malpensa

Il possibile ritorno di ITA Airways a Milano Malpensa passerebbe dunque da una nuova rotta intercontinentale verso Lima. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la compagnia starebbe studiando un’organizzazione dei voli che coinvolgerebbe anche il suo principale hub, Roma Fiumicino.

Il piano prevederebbe l’impiego di un Airbus A350, che partirebbe dalla capitale per raggiungere Lima, per poi rientrare a Malpensa e ripartire nuovamente verso il Perù, prima di concludere la rotazione tornando a Fiumicino.

Una sorta di percorso a W, pensato per servire entrambi i principali aeroporti italiani e intercettare la domanda di passeggeri provenienti da due importanti bacini territoriali. L’offerta di collegamenti sarebbe comunque più consistente sulla tratta Roma-Lima, considerata più forte in termini di traffico, ma ITA Airways vorrebbe valorizzare anche le richieste provenienti dal mondo imprenditoriale milanese e lombardo.

A confermare l’interesse della compagnia è stato l’amministratore delegato e direttore generale Joerg Eberhart, che ha sottolineato l’importanza di rispondere alle esigenze dei territori e di contribuire, attraverso lo sviluppo della rete internazionale, alla competitività del Sistema Paese.

ITA Airways potrebbe tornare a Malpensa
iStock
ITA Airways Airbus A350

Il sostegno della Lombardia

Il possibile ritorno di ITA Airways a Malpensa ha già raccolto il sostegno delle istituzioni lombarde. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Milano Beppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, le associazioni di rappresentanza delle imprese e i vertici di Sea, società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, hanno inviato una lettera al ministro dei trasporti Matteo Salvini per chiedere l’autorizzazione del collegamento Milano-Lima.

Fontana ha accolto positivamente le indiscrezioni, evidenziando come il rafforzamento delle connessioni internazionali possa offrire nuove opportunità alle imprese, attrarre investimenti e generare ricadute positive sull’economia e sull’occupazione. La Regione, ha spiegato, si è già attivata per sostenere le richieste del territorio, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo.

Per ITA Airways si tratterebbe di un ritorno significativo. L’ultimo collegamento operato dalla compagnia da Milano Malpensa risale infatti a gennaio 2024, quando venne effettuato l’ultimo volo verso New York JFK. Con il piano industriale, il vettore aveva scelto di concentrare le proprie operazioni su Roma Fiumicino e Milano Linate, mantenendo questa strategia anche dopo l’ingresso del gruppo Lufthansa nell’azionariato, nel gennaio 2025, con una partecipazione del 41%.

La casa con la porta blu di “Notting Hill” è in vendita: Hugh Grant e Julia Roberts l’hanno resa immortale

4 novembre 2026 à 11:00

Ci sono luoghi del cinema che riescono a superare lo schermo e a entrare nell’immaginario collettivo, diventando vere e proprie mete di pellegrinaggio per gli appassionati di location da film. È il caso della celebre casa con la porta blu di Notting Hill, la commedia romantica del 1999 con Hugh Grant e Julia Roberts che ha fatto sognare milioni di spettatori. Proprio quell’ingresso, diventato uno dei simboli più riconoscibili del film, oggi torna sotto i riflettori per un motivo speciale: la proprietà londinese è stata messa in vendita.

La casa con la porta blu di Notting Hill

La proprietà si trova lungo Westbourne Park Road (al numero 280), nel cuore di Notting Hill, uno dei quartieri più caratteristici della capitale britannica, famoso per le sue facciate colorate, le eleganti abitazioni vittoriane e le strade che sembrano uscite da una cartolina. È proprio qui che si trova la porta blu utilizzata come ingresso della casa di William Thacker, il libraio interpretato da Hugh Grant nel celebre film.

In realtà, l’abitazione apparteneva allo sceneggiatore Richard Curtis, autore di Notting Hill e di altre commedie di successo come Love Actually e Quattro matrimoni e un funerale. La scelta della location fu quasi casuale: durante la preparazione del film, lo scenografo Stuart Craig individuò proprio quella casa, senza sapere che fosse di proprietà dello stesso Curtis.

La casa venne utilizzata come facciata esterna della dimora cinematografica, mentre le scene degli interni furono ricostruite in studio. Davanti a quell’ingresso sono state girate alcune delle sequenze più memorabili della pellicola come quella in cui Spike, coinquilino di Thacker, resta chiuso fuori in mutande mentre una folla di paparazzi è in attesa di scattare foto al personaggio interpretato dalla Roberts.

Una curiosità riguarda proprio la porta: quella originale, diventata una vera attrazione dopo l’uscita del film, venne venduta all’asta per evitare che i fan continuassero a presentarsi davanti alla proprietà. Quella attuale è una sostituzione, successivamente ridipinta nella stessa iconica tonalità di blu.

La casa si sviluppa su una superficie di circa 256 metri quadrati e dispone di tre camere da letto e due bagni. Gli ambienti principali sono organizzati secondo una disposizione open space che mette in comunicazione cucina, sala da pranzo e soggiorno, creando un ambiente ampio e accogliente.

L’abitazione, originariamente concepita come studio d’artista, conserva soffitti a volta molto alti e numerosi lucernari che lasciano filtrare la luce naturale. La camera padronale, situata al primo piano, dispone di un camino, un’ampia cabina armadio e un bagno privato con doppio lavabo, vasca freestanding e doccia separata.

Tra gli elementi più suggestivi spiccano anche una scala a chiocciola che conduce alla terrazza panoramica sul tetto, dalla quale ammirare i dintorni di Notting Hill, e un giardino interno di oltre 10 metri quadrati, circondato dal verde e perfetto per pranzi e cene all’aperto.

Quanto costa la casa con la porta blu di Notting Hill

Il prezzo richiesto per acquistare questa celebre proprietà londinese è di 7,5 milioni di sterline, pari a circa 10,05 milioni di dollari. Una cifra importante, che riflette non soltanto il valore dell’immobile e la posizione in uno dei quartieri più ricercati di Londra, ma anche il suo legame con una delle commedie romantiche più iconiche della storia del cinema.

La vendita è affidata a Josh Ratcliffe di UK Sotheby’s International Realty, attraverso un annuncio che permette di scoprire anche gli ambienti interni della dimora. Un’occasione decisamente rara per entrare virtualmente in una casa che, grazie a Hugh Grant e Julia Roberts, è diventata molto più di una semplice abitazione.

Città illuminate, cioccolata calda e fughe d’inverno: la Spagna ti aspetta con la promozione Vueling

4 novembre 2026 à 10:04

L’inverno è una stagione perfetta per concedersi una fuga in Spagna, tra città vivaci, quartieri da scoprire, musei, mercati gastronomici e temperature spesso più miti rispetto a quelle di altre mete. Per chi desidera fare un viaggio invernale in città, arriva una nuova promozione Vueling, che propone sconti fino al 20% su una selezione di voli diretti dall’Italia verso la Spagna. I biglietti in offerta si possono acquistare fino all’8 novembre 2026, per viaggiare dal 1° dicembre 2026 al 31 marzo 2027.

Ecco la nostra selezione di 3 destinazioni perfette per organizzare un viaggio invernale in Spagna.

Da Milano a Bilbao

Affacciata sull’estuario del Nervión, Bilbao è una città vivace che sorprende per il suo equilibrio tra architettura d’avanguardia e tradizioni. Gennaio, con il clima oceanico mite, è un buon momento per scoprirla con calma, passeggiando tra le sue strade e lasciandosi conquistare dalle atmosfere del nord della Spagna.

Una tappa imperdibile è il Museo Guggenheim, con la sua inconfondibile struttura in titanio progettata da Frank Gehry. Dopo una visita al museo, si può raggiungere il Casco Viejo, il centro storico con le caratteristiche Sette Strade, le piazzette e le botteghe tradizionali.

Qui l’inverno invita a concedersi una pausa nei bar per assaggiare i celebri pintxos caldi, magari accompagnati da un bicchiere di vino tinto. Per respirare un’atmosfera ancora più autentica, si può raggiungere Plaza Nueva, cuore della vita cittadina, dove fermarsi sotto i portici e curiosare tra le botteghe.

Per partire alla scoperta di questa destinazione, Vueling propone voli diretti da Milano a Bilbao e il prezzo di quello del 9 gennaio parte da 13 euro.

Promozione Vueling per volare in inverno
iStock
Vista sulla città vecchia di Bilbao nella giornata di sole invernale

Da Roma Fiumicino a Barcellona

Barcellona conserva il suo fascino anche nei mesi più freddi e gennaio, grazie al clima mite, è un ottimo periodo per esplorarla senza il grande affollamento dell’alta stagione.

Si può iniziare dal Quartiere Gotico, con il suo intricato labirinto di vicoli medievali, piazzette e scorci sulla Cattedrale di Santa Eulalia, per poi proseguire verso il Passeig de Gràcia, dove ammirare alcune delle architetture più celebri di Antoni Gaudí, come Casa Batlló e La Pedrera.

Ma l’inverno a Barcellona ha anche un sapore speciale: quello dei churros croccanti da intingere nella cioccolata calda, da assaggiare in una delle storiche granjas cittadine. Con il sole invernale vale infine la pena raggiungere il lungomare e passeggiare tra Barceloneta e Port Vell.

Con Vueling si vola direttamente da Roma Fiumicino a Barcellona il 19 gennaio a partire da 22 euro.

Da Firenze a Madrid

Anche Madrid è perfetta per un city break invernale grazie alle sue tantissime proposte. Gli appassionati d’arte ad esempio possono dedicare qualche ora al celebre Triangolo dell’Arte, che comprende il Museo del Prado, il Reina Sofía e il Thyssen-Bornemisza.

Per chi preferisce passeggiare si può invece attraversare il centro storico tra Puerta del Sol e Plaza Mayor dove, entrando in una delle storiche chocolaterías della capitale, si respira una delle atmosfere più piacevoli della stagione fredda. Un’altra tappa interessante per le giornate più fredde è il Mercado de San Miguel: qui si possono mangiare tapas e gustare specialità gastronomiche spagnole.

Per raggiungere la capitale, Vueling offre voli diretti da Firenze e il prezzo di quello del 3 febbraio parte da 50 euro.

Dove andremo in vacanza nel 2027, le mete più gettonate che fanno sognare gli italiani

4 novembre 2026 à 07:30

Il 2027 sembra ancora lontano, ma gli italiani hanno già iniziato a scegliere le prossime destinazioni per organizzare il viaggio dei loro sogni. Chi ha già prenotato ha scelto soprattutto le grandi capitali europee, mentre le ricerche raccontano un desiderio di viaggi più lontani, con l’Asia in primo piano. A svelarlo è il nuovo report di eDreams ODIGEO, che ha lanciato il suo “A Year in Travel 2026“. Lo studio analizza, tra gli altri, i dati di ricerca e prenotazione dei clienti italiani, basandosi sui dati relativi alle prenotazioni di voli effettuate tramite i brand dell’azienda.

Cosa emerge? Le grandi capitali europee restano tra le mete preferite dagli italiani, ma quando si tratta di sognare il prossimo viaggio lo sguardo si spinge sempre più lontano, verso l’Asia. Ecco quali sono le destinazioni più gettonate tra gli italiani per il 2027.

Le mete più prenotate dagli italiani per il 2027

Per i viaggi del prossimo anno, gli italiani sembrano puntare soprattutto sulle città europee. La prima scelta per il prossimo anno è Parigi, che conquista il primo posto tra le destinazioni per cui gli italiani hanno già prenotato un volo, seguita da Madrid e Londra. Nella top 10 delle mete più gettonate compaiono anche Barcellona, Amsterdam, Budapest e Valencia: un quadro che mostra quanto le capitali e le città del continente continuino a essere protagoniste dei programmi di viaggio.

Non mancano, però, mete più distanti, come New York, e vacanze dal sapore più esotico, come Sharm el-Sheikh. Roma completa la classifica, nella quale la Capitale è l’unica destinazione italiana. Ecco la top 10 delle prenotazioni dei voli per il 2027:

  1. Parigi;
  2. Madrid;
  3. Londra;
  4. Barcellona;
  5. Sharm el-Sheikh;
  6. Amsterdam;
  7. New York;
  8. Budapest;
  9. Roma;
  10. Valencia.

Le mete più cercate dagli italiani per il 2027

Se le prenotazioni premiano soprattutto l’Europa, le ricerche raccontano invece un desiderio di esplorazione ancora più ampio tra i viaggiatori italiani. Tokyo, infatti, conquista il primo posto tra le destinazioni più cercate dagli italiani per il 2027, davanti a Bangkok e New York. L’Asia, inoltre, occupa un posto di rilievo nell’immaginario dei viaggiatori: 4 destinazioni su 10 in classifica sono proprio asiatiche.

Ecco le dieci mete che incuriosiscono maggiormente i viaggiatori e per le quali si stanno registrando maggiori ricerche online:

  1. Tokyo;
  2. Bangkok;
  3. New York;
  4. Parigi;
  5. Londra;
  6. Malé;
  7. Amsterdam;
  8. Miami;
  9. Sharm el-Sheikh;
  10. Phuket.
Roppongi, nel cuore di Tokyo, illuminata durante le feste
iStock
Roppongi, nel cuore di Tokyo, illuminata durante le feste

Roma conquista anche gli stranieri, Cagliari è in crescita

E se guardiamo al 2026, quali sono state le mete più amate dagli italiani? Per i voli, Barcellona è stata la destinazione più prenotata, seguita da Tirana e Parigi. Catania è invece la prima città italiana in classifica, al quarto posto. Tra le mete che hanno registrato la crescita maggiore spicca Torino, con un aumento del 59% delle prenotazioni aeree rispetto all’anno precedente, davanti a Napoli (+57%).

Per quanto riguarda gli hotel, gli italiani hanno scelto soprattutto Roma, che precede Milano e Barcellona. La Capitale si conferma molto amata anche dai viaggiatori internazionali: è infatti al primo posto per le prenotazioni alberghiere internazionali del 2027. Nel 2026, invece, la destinazione italiana che ha registrato la crescita più significativa nelle prenotazioni hotel dall’estero è stata Cagliari, con la località di Porto Sa Ruxi, in aumento del 78%.

À partir d’avant-hierSiViaggia

Il Venice Simplon-Orient-Express arriva per la prima volta a Montecarlo: il nuovo viaggio da sogno

3 novembre 2026 à 17:00

Viaggiare a bordo di uno dei treni più famosi al mondo, attraversando paesaggi spettacolari e atmosfere che sembrano appartenere a un’altra epoca, oggi è possibile. Dal 2027 questo sogno avrà infatti una nuova destinazione: Montecarlo. Il leggendario Venice Simplon-Orient-Express di Belmond raggiungerà per la prima volta il Principato di Monaco, aggiungendo una tappa esclusiva ai suoi itinerari europei.

La novità, annunciata ufficialmente da Belmond, debutterà il 10 maggio 2027 con un viaggio da Parigi lungo la Costa Azzurra, destinato a diventare un appuntamento annuale. Un’esperienza che unisce il fascino dei viaggi ferroviari d’altri tempi a quello della Riviera francese, tra carrozze Art Déco, panorami mediterranei e servizi di lusso.

Il nuovo itinerario 2027 del Venice Simplon-Orient-Express

Il viaggio inizierà a Parigi, dove i passeggeri saliranno a bordo delle caratteristiche carrozze blu notte del Venice Simplon-Orient-Express, autentici gioielli della storia ferroviaria europea. Dopo la partenza, l’esperienza proseguirà tra gli eleganti interni del treno, con una cena servita nelle carrozze ristorante Étoile du Nord e L’Oriental. La serata potrà continuare nella celebre Bar Car ‘3674’, tra cocktail, musica dal vivo al pianoforte e atmosfere ispirate all’età d’oro dei viaggi.

Venice Simplon-Orient-Express
Ufficio Stampa
I sontuosi interni del Venice Simplon-Orient-Express

Ma il momento più suggestivo arriverà la mattina seguente, quando il treno percorrerà la spettacolare linea ferroviaria della Costa Azzurra. Dopo aver costeggiato le scogliere rossastre del Massiccio dell’Estérel, attraverserà i paesaggi di Saint-Raphaël, Cannes e Nizza, regalando viste sul Mediterraneo. L’arrivo è previsto alla stazione sotterranea di Monaco-Montecarlo, segnando una prima assoluta per il celebre convoglio. La scelta della destinazione ha anche un significato storico, visto che proprio a Montecarlo, nel 1977, furono acquistate all’asta due carrozze originali che contribuirono alla nascita dell’attuale Venice Simplon-Orient-Express.

Quanto costa il viaggio sull’Orient Express da Parigi a Montecarlo

Il nuovo itinerario sarà un’esperienza esclusiva, pensata per chi desidera riscoprire il piacere del viaggio lento senza rinunciare al comfort. I passeggeri potranno scegliere tra diverse sistemazioni, dalle Historic Cabins alle Suites e Grand Suites, fino a L’Observatoire, una carrozza privata progettata dall’artista JR, dotata di camera da letto, bagno con vasca indipendente, biblioteca e sala da tè segreta.

Venice Simplon-Orient-Express
Ufficio Stampa
Altri dettagli all’interno del lussuoso treno

Il prezzo del viaggio da Parigi a Montecarlo partirà da 4.870 euro a persona, considerando due ospiti in una Historic Cabin. La tariffa comprende il pernottamento a bordo, il servizio steward disponibile 24 ore su 24, i pasti, una selezione di vini, bevande analcoliche illimitate e i trasferimenti.

Inoltre, è da segnalare che la novità si affianca alla seconda stagione di Villeggiatura by Train, il programma Belmond dedicato agli itinerari italiani, che combina i viaggi sul celebre treno con soggiorni in strutture straordinarie a Venezia, Firenze, Portofino e sulla Costiera Amalfitana.

È l’anomalia più affascinante delle Alpi: il Castello di Aymavilles e il suo inganno architettonico tra i vigneti

3 novembre 2026 à 16:00

Quasi inaspettatamente, quattro torri cilindriche e facciate bianche impreziosite da stucchi si affacciano da una posizione che sembra scelta appositamente per ammirare le montagne. Quello è il Castello di Aymavilles, in Valle d’Aosta, una sorta di anomalia perché possiede un’architettura difficile da confondere con quella degli altri manieri della regione.

Con un primo sguardo, infatti, pare una residenza aristocratica dalle sue linee eleganti e i loggiati aperti sul paesaggio, ma questo aspetto raffinato è una sorta di scudo: nei fatti è una vera e propria fortezza medievale costruita per difendere un territorio strategico (per poi essere trasformata nei secoli in base alle ambizioni dei suoi proprietari).

A pochi chilometri da Aosta, domina un’altura circondata da vigneti, mentre sullo sfondo si riconoscono le montagne delle Alpi Graie. Dopo un lungo restauro, concluso con l’apertura al pubblico nel 2022, il Castello di Aymavilles è finalmente tornato a raccontare oltre 800 anni di vicende valdostane. E sì, vale assolutamente la pensa concedersi questo intrigante viaggio nel tempo.

Breve storia del Castello di Aymavilles

Le origini di questo gioiello risalgono al XII-XIII secolo, quando sull’altura sorgeva una struttura fortificata dalla pianta quadrangolare. L’edificio attuale, però, deve gran parte della propria identità alla famiglia Challant, una delle casate più influenti della Valle d’Aosta medievale.

Vigneti Castello di Aymavilles, Valle d'Aosta
iStock
Il magnifico paesaggio che circonda il Castello di Aymavilles

In particolare, tra il 1713 e il 1728, Joseph-Félix de Challant promosse un rinnovamento radicale, trasformando la fortezza in una residenza signorile. Fra le torri, innalzate nei primi anni del ‘400 per iniziativa di Amedeo di Challant, comparvero eleganti loggiati decorati a stucco, mentre le antiche fortificazioni esterne cedettero il posto a un parco terrazzato.

Poi arrivò l’800, secolo nel quale Vittorio Cacherano della Rocca (figlio della contessa Teresa di Challant) fece rinnovare gli ambienti secondo il gusto dell’epoca e trasformò parte della dimora in un museo privato, ricco di dipinti, monete, medaglie e oggetti d’antiquariato.

Nel ‘900, invece, il maniero divenne una residenza di villeggiatura, frequentata anche dalla famiglia genovese Bombrini. Acquistato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta nel 1970, fu infine sottoposto a un articolato programma di studi e restauri, che come già anticipato sono terminati nel 2022.

Visita al Castello di Aymavilles e cosa vedere

Tutto inizia già lungo il viale d’accesso, che accompagna i visitatori con alberi e spazi verdi che rigenerano anche i più scettici. Poi si fanno vedere le facciate candide sopra i terrazzamenti del parco, mentre le torri, soprattutto se osservate da vicino, rivelano la propria imponenza. Subito dopo è la raffinatezza del portale settecentesco a catturare l’attenzione, anche perché impreziosito da stucchi attribuiti all’artigiano luganese Stefano De Giorgis.

Varcata la soglia, il contrasto fra l’aspetto esterno e gli ambienti interni diventa ancora più interessante: c’è un percorso museale distribuito su quattro livelli che permette di attraversare le diverse epoche del castello, grazie a sale restaurate, opere d’arte, ricostruzioni e installazioni multimediali.

Al piano terreno prende forma il racconto delle famiglie proprietarie, dagli Challant ai Bombrini. Documenti e materiali espositivi ricostruiscono la successione dei protagonisti, evidenziando il legame tra le loro vicende e i mutamenti architettonici dell’edificio.

Salendo al primo piano, si varcano le soglie delle stanze che conservano decorazioni pittoriche ottocentesche che testimoniano il gusto eclettico della nobiltà del periodo. Motivi neogotici, cineserie, richiami all’antico Egitto, elementi naturalistici e figure mitologiche compaiono sulle pareti, sulle porte e sui paracamini.

Il grande salone, dal canto suo, introduce  il collezionismo ottocentesco: Vittorio Cacherano aveva raccolto numerosi oggetti d’arte e curiosità storiche, successivamente dispersi. Per rievocare quell’interesse, il nuovo allestimento ospita parte delle raccolte dell’Académie Saint-Anselme, società culturale fondata nel 1855 per promuovere lo studio e la conservazione del patrimonio valdostano.

Fra le opere esposte merita particolare attenzione il rilievo in alabastro gessoso raffigurante Santa Caterina d’Alessandria, attribuito alla bottega di Stefano Mossettaz, uno dei principali scultori attivi nella Valle d’Aosta del ‘400. Non mancano reperti archeologici, oggetti liturgici e materiali legati alla storia del territorio.

Al livello superiore si incontrano le stanze associate a Madama Giovane, figura della vita ottocentesca del castello, mentre arredi e decorazioni regalano un’immagine più intima della quotidianità nella residenza. Il momento forse più inatteso, però, è quello nel sottotetto: sopra gli ambienti signorili si conserva una straordinaria struttura lignea quattrocentesca, composta da oltre 360 elementi.

A meritare del tempo è pure il parco puntellato di terrazze digradanti verso il paese, e in cui spuntano anche una fontana barocca, alberi ornamentali e scorci sui vigneti. Decisamente curiose, in questo spazio, sono e le grandze, antichi edifici agricoli, e le scuderie, oggi utilizzate per la biglietteria.

Il Castello di Aymavilles può essere esplorato autonomamente, con la possibilità di utilizzare un’audioguida, oppure attraverso visite accompagnate a orari prestabiliti. L’ingresso a pagamento consente di dedicare agli ambienti il tempo desiderato, seguendo il percorso museale.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Aymavilles si trova nell’omonimo comune della Valle d’Aosta, in località Castello 1, a circa 8 km dal capoluogo regionale. Sorge lungo la strada che conduce alla Valle di Cogne, in una posizione particolarmente favorevole anche per esplorare i paesi e i monumenti della parte occidentale della regione.

In automobile, partendo da Aosta, si percorre la SS26 in direzione Courmayeur e Monte Bianco. Superata la zona di Sarre, occorre imboccare il bivio per Cogne e proseguire seguendo le indicazioni turistiche per Aymavilles e per il castello.

Chi utilizza l’autostrada A5 può raggiungere la zona attraverso l’uscita di Aosta Ovest, proseguendo poi verso la strada regionale della Valle di Cogne.

Chi vuole optare per i mezzi pubblici, può considerare che da Aosta è disponibile un autobus diretto a Cogne, con fermata Aymavilles – Bettex Castello. Un’alternativa è la linea 5 Aosta-Aymavilles, attiva nei giorni feriali previsti dal servizio, con fermata al capolinea Bettex.

Riapre la cripta delle Sacre Stimmate di San Francesco, un luogo sorprendente da visitare gratis

3 novembre 2026 à 15:00

Roma non si finisce mai di conoscere e questa notizia ne è la conferma: proprio nel cuore della Città Eterna, a pochi passi da Largo di Torre Argentina, si nasconde un luogo affascinante e poco conosciuto, dove arte, storia e mistero si intrecciano. È la cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, uno spazio sotterraneo che custodisce una straordinaria testimonianza dell’arte funeraria tra Seicento e Settecento.

Dopo un importante intervento di restauro, questo piccolo tesoro della Capitale torna finalmente accessibile al pubblico. Dal 5 novembre al 10 dicembre 2026 sarà possibile visitarlo gratuitamente, scoprendo ambienti decorati con ossa umane, affreschi e antiche testimonianze archeologiche che raccontano secoli di storia romana.

Cosa vedere nella cripta delle Sacre Stimmate di San Francesco

La riapertura è il risultato di un intervento realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma grazie ai finanziamenti del PNRR Caput Mundi, per un investimento complessivo di 2,1 milioni di euro. Il restauro ha permesso di recuperare le due sale sotterranee della cripta, riportando alla luce le suggestive decorazioni realizzate con elementi ossei provenienti dall’antico ossario. Una tradizione funeraria che, tra il XVII e il XVIII secolo, trasformava i resti umani in composizioni decorative dal forte significato religioso.

Cripta Sacra Stimmate di San Francesco, Roma
Ufficio Stampa
L’interno della Cripta Sacra Stimmate di San Francesco

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli affreschi a finto marmo e alla Deposizione, un dipinto murale che aveva subito gravi danni a causa dell’umidità. Gli interventi hanno interessato anche la pavimentazione, le lapidi e l’antico ingresso, nuovamente aperto dopo i lavori. Una passerella e un nuovo sistema di illuminazione a LED consentono oggi di attraversare gli ambienti in sicurezza, valorizzandone i dettagli architettonici e artistici.

Ma la storia della cripta affonda le radici ancora più lontano. Sotto il pavimento si conservano infatti strutture murarie di epoca romana, probabilmente riconducibili al Diribitorium, l’edificio nel quale venivano scrutinate le votazioni svolte nei vicini Saepta Julia.

Come visitare gratis la cripta

La cripta si trova sotto la Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, in Largo delle Stimmate, nel centro storico di Roma, a pochi passi da Largo di Torre Argentina. Il complesso religioso ha origini medievali, ma assunse l’aspetto attuale nel Settecento, quando la chiesa venne ricostruita su progetto dell’architetto Giovan Battista Contini.

Ossario della cripta, Roma
Ufficio Stampa
L’ossario della cripta

Per celebrare la conclusione dei restauri, la Soprintendenza Speciale di Roma ha organizzato un calendario di aperture straordinarie gratuite, che permetteranno di esplorare la cripta senza prenotazione. Le visite saranno possibili esclusivamente nelle seguenti giornate: giovedì 5, 12, 19 e 26 novembre;  giovedì 3 e 10 dicembre 2026.  L’orario di apertura, invece, sarà dalle 15:00 alle 20:00, con ingresso libero e senza obbligo di prenotazione.

Musei gratis il 4 novembre 2026: dove entrare senza pagare in tutta Italia

3 novembre 2026 à 14:00

Per gli amanti dell’arte, è in arrivo un’altra occasione imperdibile volta a scoprire le meraviglie del patrimonio culturale italiano senza spendere un euro. Mercoledì 4 novembre 2026, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, torna l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali. Un appuntamento che permette di visitare monumenti, gallerie d’arte, castelli e siti archeologici da Nord a Sud, grazie all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura.

Dopo la prima domenica del mese, che a novembre è caduta il giorno 1, arriva quindi una nuova opportunità per organizzare una giornata all’insegna dell’arte e della storia, visitando anche alcune delle attrazioni più celebri del Paese.

Musei gratis il 4 novembre 2026

L’apertura gratuita del 4 novembre rientra nel calendario delle giornate speciali istituite dal Ministero della Cultura nel 2023 per valorizzare alcune delle ricorrenze più significative della storia italiana. Oltre alla Festa della Liberazione del 25 aprile e alla Festa della Repubblica del 2 giugno, anche il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate offre la possibilità di accedere gratuitamente ai luoghi della cultura statali aderenti.

Palazzo Grimani, Venezia
iStock
Sguardo su Palazzo Grimani a Venezia

La ricorrenza ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale per l’Italia e l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre 1918, simbolo del completamento dell’unità nazionale. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura dei singoli istituti, mentre la prenotazione sarà necessaria solo dove prevista. Prima di partire è quindi consigliabile verificare le modalità di accesso sul sito ufficiale del museo scelto.

Quali musei visitare gratis il 4 novembre

Le possibilità per trascorrere una giornata culturale sono numerose e coinvolgono alcune delle attrazioni più conosciute d’Italia. A Roma, per esempio, sarà possibile visitare gratuitamente il Pantheon, Castel Sant’Angelo, le Terme di Caracalla e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. A questi si aggiungono le sedi del Museo Nazionale Romano, tra cui Palazzo Massimo e Palazzo Altemps.

A Firenze, tra le aperture più attese ci sono gli Uffizi, custodi di capolavori del Rinascimento come la Nascita di Venere di Botticelli, e la Galleria dell’Accademia, dove è conservato il celebre David di Michelangelo. Ingresso gratuito anche a Palazzo Pitti, al Giardino di Boboli, al Museo Nazionale del Bargello e alle Cappelle Medicee.

In Campania, protagonisti saranno gli straordinari siti archeologici di Pompei ed Ercolano, insieme al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al Palazzo Reale e al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Si potranno inoltre visitare gratuitamente il Castello di Baia e il Parco Archeologico delle Terme di Baia. Tra le altre opportunità figurano Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, il Museo di Palazzo Grimani a Venezia e numerosi musei archeologici distribuiti nelle diverse regioni italiane.

L’elenco completo e aggiornato dei musei aderenti è disponibile sul sito del Ministero della Cultura, con informazioni sugli orari e sulle modalità di visita.

Case a 1 euro a Bracca, il piccolo borgo colorato della Val Serina vuole tornare a vivere

3 novembre 2026 à 13:00

Nel cuore delle montagne bergamasche c’è un piccolo borgo che sogna di ripopolarsi e tornare a essere abitato. Si tratta di Bracca, in provincia di Bergamo, dove prende il via il progetto delle Case a 1 euro, un’iniziativa pensata per recuperare gli immobili inutilizzati e dare nuova vita al centro storico e alle sue frazioni.

Un’opportunità che guarda al futuro di questo piccolo paese della Val Serina, ma anche a chi desidera cambiare vita, trasferirsi in montagna o investire in una seconda casa immersa nella natura.

Perché acquistare case a 1 euro a Bracca

Bracca è un piccolo comune montano della provincia di Bergamo, situato nel suggestivo contesto della Val Serina, una vallata laterale della Val Brembana. Circondato dalle montagne e dai boschi delle Prealpi Orobie, conta circa 700 abitanti ed è caratterizzato da un ambiente tranquillo, lontano dalla frenesia dei grandi centri urbani.

Il suo territorio comprende piccoli nuclei abitati, paesaggi verdi e scorci tipici dei borghi montani della Lombardia. Un contesto che può conquistare chi sogna una vita più a contatto con la natura, ma anche chi cerca una seconda casa dove trascorrere le vacanze e i fine settimana.

L’iniziativa delle Case a 1 euro nasce da un’esigenza concreta: contrastare lo spopolamento e l’abbandono degli immobili privati. Alcune abitazioni, infatti, appartengono a proprietari che si sono trasferiti altrove e che non riescono più a occuparsi della loro manutenzione.

Attraverso il progetto, il Comune intende favorire il recupero di queste proprietà, migliorare il decoro urbano e attirare nuovi residenti, anche provenienti da fuori regione o dall’estero. La riqualificazione degli immobili potrebbe inoltre aprire nuove possibilità per attività culturali, associative e ricettive, contribuendo a valorizzare il territorio e a incentivare un turismo sostenibile.

Per chi ama le attività all’aria aperta, Bracca rappresenta anche un punto di partenza per scoprire la Val Serina e le montagne bergamasche, tra escursioni, passeggiate, ciclismo e tradizioni gastronomiche locali.

Come acquistare una casa a 1 euro nel borgo di Bracca

Il progetto promosso dall’Amministrazione comunale prevede la possibilità di acquistare immobili privati al prezzo simbolico di 1 euro. Non si tratta, però, di una vendita diretta da parte del Comune: l’ente pubblico svolge una funzione di intermediazione e coordinamento, mettendo in contatto i proprietari che desiderano cedere le proprie abitazioni con i potenziali acquirenti.

Il regolamento riguarda immobili destinati a civile abitazione oppure a iniziative associative di carattere culturale, artistico, musicale, sportivo e sociale, situati nel territorio comunale, comprese le frazioni.

Possono aderire proprietari privati, aziende e società che intendono cedere fabbricati non abitati, sia in condizioni di degrado sia già abitabili, oppure immobili abitati e abitabili, purché disponibili alla vendita a un prezzo simbolico di 1 euro.

Chi desidera partecipare deve quindi individuare un immobile inserito nell’iniziativa e confrontarsi con la proprietà, seguendo le procedure previste dal regolamento comunale. L’acquisto a 1 euro non significa, tuttavia, poter disporre immediatamente di un’abitazione pronta da vivere: in particolare, per gli edifici che presentano problemi strutturali o igienico-sanitari, sarà necessario programmare e sostenere interventi di recupero.

Sono inoltre previste specifiche garanzie economiche e tempistiche per assicurare che gli acquirenti rispettino gli impegni di ristrutturazione. Il progetto rappresenta così un’occasione per chi è disposto a investire nel recupero di un immobile e contribuire concretamente alla rinascita di un piccolo borgo montano.

Ville, castelli e luoghi storici: a novembre il FAI organizza visite ed eventi speciali in tutta Italia

3 novembre 2026 à 12:00

A novembre il FAI invita a riscoprire ville storiche, castelli, boschi e luoghi di grande valore culturale e naturalistico attraverso un calendario di eventi, passeggiate e incontri speciali. Il filo conduttore è anche il cambiamento climatico, un tema sempre più urgente che la Fondazione affronta con la campagna di sensibilizzazione #FAIperilclima.

Ma il mese di novembre è ricco anche di tanti altri appuntamenti con i luoghi della cultura italiani insieme al FAI. In questo articolo abbiamo fatto una selezione di 5 iniziative in programma, il calendario completo è consultabile sul sito ufficiale.

Villa Necchi Campiglio, Milano

Sabato 7 novembre, alle ore 16, Villa Necchi Campiglio, a Milano, ospita un incontro speciale nell’ambito della mostra mercato Colori d’Autunno dedicata a fiori e piante.

Il titolo dell’appuntamento è Tre voci, una sfida: la risposta verde all’emergenza climatica e mette a confronto tre professionisti con competenze differenti: il climatologo Luca Onorato, il dottore forestale Riccardo Rizzetto e il garden designer Filippo Alossa.

Al centro del dialogo ci sarà una domanda fondamentale: come progettare e curare spazi verdi capaci di adattarsi alle trasformazioni climatiche?

Abbazia di San Fruttuoso, Camogli (GE)

Domenica 8 novembre, l’Abbazia di San Fruttuoso, a Camogli (GE), sarà protagonista di una passeggiata dedicata alla meteorologia, agli eventi estremi e alla vegetazione del Parco di Portofino.

Il meteorologo Rai Meteo Paolo Bellantone e la guida ambientale escursionistica Federico Chiodaroli accompagneranno i partecipanti alla scoperta di due ambienti differenti: i terrazzamenti coltivati a ulivo e la macchia mediterranea. Si parlerà di come vengono elaborate le previsioni meteorologiche, di come il cambiamento climatico renda più complessa l’individuazione degli eventi estremi e delle conseguenze di questi fenomeni sulla vegetazione.

Castello di Avio, Avio (TN)

Domenica 15 novembre, il Castello di Avio celebra la tradizionale festa dell’Estate di San Martino. L’iniziativa rievoca la storia di Martino di Tours che, secondo la tradizione, dopo aver donato il proprio mantello a un povero vide il cielo schiarirsi e le temperature diventare più miti, quasi fosse tornata l’estate.

Nel corso della giornata sono previste visite guidate per scoprire la storia e le bellezze del castello, ma anche un percorso-gioco pensato per coinvolgere bambini e famiglie.

Eventi FAI di novembre 2026
iStock
Al Castello di Avio si festeggia l’Estate di San Martino

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO)

Venerdì 20 novembre, il Castello e Parco di Masino, nel Canavese, apre eccezionalmente al pubblico il deposito dei quadri del castello.

L’appuntamento offre l’opportunità di scoprire un patrimonio artistico nascosto e conoscere da vicino il lavoro di conservazione e valorizzazione delle collezioni. Protagonista della visita sarà la Quadreria del Salone dei Savoia, composta da oltre 90 ritratti del XVII e XVIII secolo che raffigurano importanti personaggi delle grandi corti europee.

Casa Macchi, Morazzone (VA)

Sabato 21 e domenica 22 novembre, Casa Macchi a Morazzone (VA) ospita l’edizione invernale di Tante Care Cose, il mercato dedicato a rigatterie, antiquariato e modernariato.

Un appuntamento per gli appassionati di oggetti vintage e curiosi alla ricerca di pezzi unici, tra mobili, lampade, libri, stampe, porcellane, abiti, dischi, giochi antichi e cimeli di ogni genere, proposti da rigattieri e brocantes del territorio. Il filo conduttore è il riuso.

In viaggio con la regina del romance, Felicia Kingsley: “La mia fantasia è di ritirarmi in un casale sui colli fiorentini”

3 novembre 2026 à 10:45

Dietro al successo di Felicia Kingsley come scrittrice ci sono senza ombra di dubbio moltissime ragioni. Potremmo, ad esempio, citare la sua capacità nel bilanciare alla perfezione generi diversi oppure il fatto che i suoi romanzi sono brillanti, romantici e divertenti, ma anche la costruzione di personaggi tridimensionali. A questa lista possiamo aggiungere le ambientazioni, descritte in maniera vivida e appassionata, tanto da farci venire voglia di partire.

Proprio come è accaduto nel suo ultimo romanzo pubblicato da Newton Compton, il romance First Lady per caso ambientato a Washington, tra le stanze dei bottoni della politica.

E oggi partiamo con lei per un viaggio diverso, grazie a questa intervista che ha concesso a SiViaggia in cui scopriamo (o approfondiamo) proprio i luoghi e le ambientazioni delle sue storie.

Intervista a Felicia Kingsley sui luoghi dei suoi romanzi
Ufficio stampa - @Yuma Martellanz
Felicia Kingsley: in viaggio con la regina del romance

Dalla Londra dei giorni nostri (e non solo) alla campagna inglese, per volare a New York, Los Angeles, Washington e facendo una capatina in Italia tra le colline Toscane e il fascino senza tempo di Venezia. Grazie ai tuoi libri abbiamo viaggiato tantissimo. Forse si nota che ami alcuni luoghi più di altri, come New York e Londra. È così? 

Quando le storie si formano nella mia immaginazione hanno già il loro contesto, non lo scelgo io sulla base delle mie preferenze, ma il bello dei romanzi è che sia nella lettura che nella scrittura mi permettono di viaggiare dalla mia poltrona (o scrivania).

Nell’ultimo romanzo ci hai portato a Washington e poi per un tour elettorale lungo gli Stati Uniti soffermandoti su alcune tappe, è stato faticoso prepararti a descrivere così tante ambientazioni diverse? 

In Italia facciamo un errore: tendiamo a vedere la difficoltà solo nei cambi di ambientazione, ma io devo studiare e documentarmi per tutto, non solo per la città che contiene la storia. Ho studiato il sistema politico, elettorale, le campagne quindi non mi sono fermata alla sola Washington. Devo però riconoscere che la ricerca, che sia geografica o di altro tipo, è per me la parte più divertente e quella che mi regala i maggiori spunti per innescare la trama.

In First Lady per caso c’è un posto in particolare che hai amato più degli altri?

No, anzi! Mi sarebbe piaciuto documentare TUTTO il tour di Nate in tutti e 50 gli Stati USA, ma poi sarebbe uscito un romanzo di 2000 pagine. Ammetto che i romanzi on the road, però, li trovo molto divertenti e stimolanti.

Invece, se dovessi fare un viaggio immaginario attraverso le ambientazioni dei tuoi romanzi, quali sono le tappe obbligate che sceglieresti?

A Parigi, dove ho ambientato appunto Mezzanotte a Parigi, sono stata diverse volte nella mia vita, sempre per motivi diversi, ma è una città in cui – potendo – andrei una volta all’anno.

New York invece è quella città in cui avrei sempre desiderato andare ma quando avevo il tempo, non avevo i soldi e poi, quando ho avuto un po’ di soldi, non ho più avuto il tempo, ma visitarla in autunno sarebbe di certo un mio desiderio, per respirare l’atmosfera di Ti aspetto a Central Park.

New York è l'ambientazione di alcuni libri di Felicia Kingsley
iStock
New York è il luogo scelto per alcuni libri di Felicia Kingsley

Anche Londra, in cui ho ambientato diversi romanzi come Bugiarde si diventa e Stronze si nasce la conosco bene e spero di tornarvi presto, magari per un weekend tra amiche.

Mi manca all’appello, invece, la Scozia. Ogni anno mi dico di andare, e poi rimando sempre a quello dopo. Sarei curiosa di visitarla durante il periodo natalizio, lo stesso in cui vi ho ambientato Il mio regalo inaspettato.

Ovviamente la destinazione a miglior portata di mano è la Toscana, che ho visitato sempre per delle toccate e fuga – ultima in ordine, la mia tappa sul set del film Non è un paese per single – ma la mia fantasia è di ritirarmi in un casale sui colli fiorentini per un mese, a scrivere. Al momento non è possibile, ma chissà.

Ultima in lista, ma non meno importante, Venezia tocca sempre i miei tasti architettonici. La conosco molto bene, e me la sono girata il lungo e in largo prima di scrivere Prima regola: non innamorarsi. La prima volta che la visitai avevo sei anni e mia madre, per paura di smarrirmi, mi legò una cordicina al polso.

Washington: luogo del libro First Lady per caso di Felicia Kingsley
iStock
Washington D.C.: ambientazione del libro First Lady per caso di Felicia Kingsley

E, invece, qual è il luogo in cui vorresti ambientare la prossima storia? Ci stai già lavorando?

La storia è in stesura e la città in cui è ambientata è una novità rispetto ai miei romanzi.

Ci regali qualche spoiler? 

Non amo dare anticipazioni finché non ho finito di scrivere la prima bozza. Ho bisogno di non fare promesse.

Scrivere un libro non è solo lasciarsi andare e seguire un’idea creativa ma è, soprattutto, documentarsi. Quanto e come lavori per rendere le tue ambientazioni aderenti alla realtà? Hai visitato tutti i posti che hai raccontato? 

Mi sovraddocumento, al punto che la maggior parte delle informazioni che raccolgo poi non le inserisco nel romanzo, ma ho bisogno di un quadro completo per procedere e soprattutto per sapere dove e su cosa prendermi delle licenze creative. A volte comincio a raccogliere dati e documenti con anni di anticipo rispetto alla stesura effettiva.

Passiamo al piccolo schermo. Un tuo libro è diventato un film (Non è un paese per single) mentre un altro (Due cuori in affitto) è in lavorazione per una serie Tv. Trovi che i luoghi scelti dalle produzioni siano come quelli che ti eri immaginata? 

Per Non è un paese per single, parzialmente. Nel senso, la parte del leone la faceva il Chianti, ma per necessità logistiche è stata scelta l’area di Montalcino che comunque ho trovato egualmente pittoresca. La parte ambientata a Londra è stata traslata a Milano; quindi, lì ho dovuto distaccarmi dal mio immaginario cartaceo. Due cuori in affitto l’ho ambientato negli Hamptons, mentre la serie sta venendo girata in Sardegna; quindi, in questo caso gli immaginari non coincidono in senso stretto, ma posso dire che ho visto dei set meravigliosi e sento che non rimpiangerò NoyackBay.

Felicia-Kingsley-serie-tv-due-cuori-in-affitto
Getty Images
Matilde Gioli, Amanda Campana, Felicia Kingsley e Sebastiano Pigazzi alla presentazione di Non è un paese per single

Tralasciamo la Felicia scrittrice e parliamo di te: la tua vacanza ideale? Quali sono i posti che sogni di visitare o che hai già avuto la fortuna di vedere? 

Al momento ovunque possa riposarmi senza pensare a scadenze. La mia vacanza più recente è stata stamattina dal dentista; strano a dirsi, ma mi rilassa perché so che quando sono sulla poltrona, può anche suonarmi il cellulare e ho ottime scuse per ignorarlo. Ma tornando alla Sardegna di Due cuori, tanti miei ricordi delle mie vacanze da ragazzina sono legati a quell’isola meravigliosa, senza preferenza tra Nord e Sud. Parimenti, amo tantissimo anche la Croazia e i panorami della Costa dalmata.

Ultimissima domanda: il romanzo (non tuo) che secondo te è ambientato in uno dei tuoi luoghi dei sogni. Anche in un’altra epoca!

Al momento in cima alla mia lista c’è lo Yorkshire. Vorrei visitare le terre delle sorelle Brontë. Però al giorno d’oggi eh, senza viaggio nel tempo… Le condizioni igienico-sanitarie del villaggio in cui sono cresciute, nella loro epoca, erano assai discutibili e probabilmente colpevoli della breve vita delle tre sorelle.

Tra luci scintillanti e atmosfere fiabesche, 3 mercatini di Natale insoliti da scoprire con la promozione Wizz Air

3 novembre 2026 à 10:06

L’atmosfera delle feste sa sorprendere anche lontano dagli itinerari più battuti. Ci sono infatti destinazioni insolite, accomunate da piazze che si trasformano in villaggi natalizi, sapori della tradizione e iniziative capaci di rendere speciale una fuga invernale.

Per raggiungerle si può approfittare della nuova promozione Wizz Air, che il 3 novembre 2026 propone sconti fino al 15% su una selezione di voli. L’offerta è riservata alle prenotazioni effettuate sul sito o tramite l’app della compagnia, con costi amministrativi esclusi e senza possibilità di applicazione ai viaggi di gruppo. I voli scontati sono utilizzabili dal 9 novembre 2026 al 31 gennaio 2027: un’occasione perfetta per organizzare un weekend tra luci, bancarelle e tradizioni natalizie.

Abbiamo selezionato per voi tre mete insolite dove vivere l’atmosfera delle prossime feste.

Da Milano a Danzica

Affacciata sul Mar Baltico, Danzica è una delle città polacche più affascinanti da visitare in inverno. Il suo mercatino di Natale, in programma dal 20 novembre al 23 dicembre 2026, anima il centro storico coinvolgendo Targ Węglowy e altre strade del cuore cittadino. Non si tratta soltanto di casette di legno: l’evento è un intreccio di installazioni luminose, decorazioni fiabesche, prodotti artigianali e specialità gastronomiche, ideale per cercare regali originali e assaggiare sapori locali.

Non mancano spettacoli, intrattenimento e angoli scenografici in cui fermarsi a respirare l’atmosfera delle feste. Il mercatino si inserisce in una città ricca di architetture storiche, facciate colorate e scorci sul porto: una passeggiata tra le bancarelle del mercatino di Natale diventa così l’occasione per scoprire Danzica con calma, seguendo le luci che attraversano il cuore del centro.

Il volo da Milano Malpensa a Danzica il 9 dicembre parte da 20,89 euro.

Mercatini di Natale insoliti con la promo Wizz Air
iStock
Il mercatino di Natale a Danzica

Da Milano a Cluj-Napoca

Meno conosciuta rispetto ad altre città dell’Europa orientale, Cluj-Napoca offre un’atmosfera natalizia vivace e accogliente. Il mercatino principale si svolge in Piața Unirii, la grande piazza del centro storico dominata dalla Chiesa di San Michele, dal 20 novembre 2026 al 1° gennaio 2027. Le 75 bancarelle propongono decorazioni, idee regalo e prodotti artigianali, mentre nell’aria si diffondono i profumi delle bevande calde e dei piatti tipici preparati al momento. L’esperienza è pensata anche per le famiglie: tra le attrazioni figurano una pista di pattinaggio, una giostra illuminata, giochi e iniziative a tema, oltre al tram di Babbo Natale.

La città ospita anche un secondo spazio natalizio nell’area del Palazzetto dello Sport Horia Demian, con stand, concerti e attività invernali. Una meta interessante per abbinare la visita al mercatino alla scoperta della Transilvania.

Il volo da Milano Malpensa a Cluj-Napoca l’11 dicembre parte da 22,59 euro.

Da Roma a Belgrado

Per chi cerca un Natale fuori dai soliti itinerari, Belgrado propone un’atmosfera particolare, dove le tradizioni locali incontrano grandi eventi urbani. Il cuore della stagione festiva sarà Winter Fairytale, il festival invernale allestito nel parco Sava, nell’area del moderno Belgrade Waterfront, dal 4 dicembre 2026 al 4 gennaio 2027. Tra installazioni luminose, decorazioni, stand gastronomici, musica e attività per famiglie, il parco si trasforma in un villaggio natalizio affacciato sul fiume.

Un’occasione per conoscere una capitale dinamica e scoprire un modo diverso di vivere le feste, anche perché in Serbia il Natale ortodosso cade il 7 gennaio.

Il volo da Roma Fiumicino a Belgrado il 20 dicembre parte da 51,29 euro.

Napoli, la bellezza di essere ribelle: la città più cool elogiata dall’Independent

3 novembre 2026 à 07:30

Non più solo la città della pizza: caotica, autentica, imprevedibile e irresistibilmente affascinante. Napoli conquista la stampa internazionale, confermandosi una delle destinazioni europee più interessanti del momento. A celebrarla è il quotidiano britannico The Independent, che in un articolo pubblicato lo scorso 30 ottobre 2026 racconta la trasformazione della città partenopea, passata da una reputazione difficile a quella di capitale della creatività, della moda e delle nuove tendenze.

Eppure, a rendere Napoli così speciale non è una trasformazione che ne ha cancellato l’identità, ma proprio la capacità di evolversi senza rinunciare alla propria anima ribelle. Tra vicoli rumorosi, palazzi storici, locali alla moda e scorci sul Vesuvio, la città si è reinventata senza smettere di essere sé stessa, conquistando una nuova generazione di viaggiatori.

Perché Napoli è una delle città più cool d’Europa

Per anni Napoli ha dovuto confrontarsi con stereotipi legati alla criminalità e al degrado urbano. Oggi, secondo il racconto della giornalista Lydia Spencer-Elliott, emerge un’immagine completamente diversa: quella di una città vivace, sofisticata e capace di attrarre creativi, artisti e grandi marchi internazionali.

Quartieri Spagnoli, Napoli
iStock
I Quartieri Spagnoli a Napoli

Già nel 2023 brand come Vivienne Westwood, Dolce & Gabbana, Zara e Andersson Bell avevano scelto le sue strade come ambientazione per campagne di moda, riconoscendo il fascino di un’estetica impossibile da replicare altrove. A rafforzare questa nuova immagine contribuisce anche l’assegnazione a Napoli dell’America’s Cup 2027, che porterà per la prima volta in Italia la prestigiosa competizione velica.

Il quotidiano britannico dedica particolare attenzione al quartiere Chiaia, oggi punto di riferimento per boutique, gallerie d’arte e locali ricercati. Qui si trovano indirizzi storici come il Grand Hotel Parker’s, che dal 1870 ha ospitato personalità del calibro di Oscar Wilde e Virginia Woolf.

Ma il vero segreto del successo napoletano rimane il contrasto tra eleganza e spontaneità. Basta attraversare i Quartieri Spagnoli, tra murales dedicati a Maradona, motorini e panni stesi, per comprendere come la bellezza della città risieda proprio nella sua quotidianità.

Cosa vedere a Napoli

Uno degli aspetti più interessanti sottolineati dall’Independent è la straordinaria vitalità artistica di Napoli, visibile anche nei luoghi più inaspettati. La metropolitana, per esempio, è diventata un museo diffuso grazie alle celebri Stazioni dell’Arte. Tra le più spettacolari spicca Toledo, con la suggestiva installazione Crater de Luz dell’architetto Óscar Tusquets Blanca, mentre Materdei e Università raccontano altre sfaccettature della creatività contemporanea.

Napoli, metropolitana
iStock
La metropolitana a Napoli

La scena culturale trova spazio anche in strutture recuperate, come La Santissima, ex ospedale militare dei Quartieri Spagnoli trasformato in polo culturale e sede della manifestazione di design Edit Napoli.

Non mancano gli indirizzi più esclusivi, come il Romeo Napoli, hotel che custodisce opere di Andy Warhol e Mario Schifano, oppure i locali frequentati da celebrità internazionali. Tra questi, il wine bar Vino Franco, in piazza Monteoliveto, visitato anche da Dua Lipa.

E poi c’è la Napoli più spontanea, quella degli spritz a un euro, delle pizzerie storiche e delle passeggiate sul lungomare con vista sul Vesuvio. È proprio questa convivenza tra caos e bellezza a rendere Napoli unica, una città che non cerca la perfezione e che, come sottolinea il quotidiano britannico, merita di essere riscoperta senza i pregiudizi del passato.

The Gilded Age 4, le magnifiche location del period drama SKY

2 novembre 2026 à 18:27

Si torna tra le sfarzose case di Manhattan nella quarta stagione di The Gilded Age, il period drama, tra storie reale e fiction, ambientato nel periodo della Belle Epoque americana, in onda dal 2 novembre 2026 su SKY e in streaming su NOW.

La nuova stagione della serie debutta con una relazione scandalosa e un cameo fulmineo di due celebrity a sorpresa.

SPOILER – Attenzione, quindi: questo articolo contiene molti spoiler del primo episodio.

Firmato da Julian Fellowes, lo stesso ideatore di un’altra serie Tv di grande successo, Downton Abbey, una coproduzione HBO e Universal Television, divisione di Universal Studio Group, e candidato agli Emmy, The Gilded Age racconta le intricatissime vicende dell’alta società di New York di inizio Novecento: amori, ambizioni e fortune in bilico.

La trama di The Gilded Age 4

A New York, durante la Gilded Age, non ci si annoia mai. I vivaci esponenti dell’alta società tornano nella première della quarta stagione che prende il via all’insegna di un intenso dramma e tante sono le trame che s’intrecciano.

the-gilded-age-4-bertha-russell
@SKY
La mitica Bertha Russell, protagonista indiscussa di The Gilded Age 4

Protagonista assoluta resta Bertha Russell (l’attrice Carrie Coon), trasversale a tutte le vicende della serie, che ha cambiato la società, pagando un prezzo per questo cambiamento. Ora, la sua famiglia dovrà fare i conti con le conseguenze, mentre Agnes van Rhijn (la grande Christine Baranski) coglie l’opportunità di riconquistare la posizione che aveva perduto nei confronti della sorella vedova, Ada Brook, l’attrice Cynthia Nixon, la Miranda di Sex and the City. Nel frattempo, Marian (Louisa Jacobson) intraprende un nuovo percorso e Peggy (Denée Benton) cerca di conquistare l’accettazione della sua futura famiglia acquisita.

La prima vicenda ha inizio in Inghilterra, dove un medico accorre precipitosamente presso la dimora del Duca (Ben Lamb) e di sua moglie, Gladys Russell Vere (Taissa Farmiga), Duchessa di Buckingham e figlia di Bertha e di George Russell, in preda ai dolori del parto. Sua madre Bertha cerca di consolarla, ma il travaglio si rivela estremamente difficile, tanto da far temere per la sopravvivenza della Duchessa.

Il medico pone la famiglia di fronte a una scelta drammatica: salvare il bambino o la Duchessa. Con un gesto di sfida, il Duca ordina al medico di dare la priorità alla Duchessa, pur esortandolo a fare tutto il possibile per salvare entrambi. Dopo aver dato alla luce un bambino sano, la Duchessa va incontro a problematiche che la costringeranno a non avere più avere figli in futuro.

E, nel frattempo, Bertha pianifica il suo ritorno a New York: il rapporto col marito George (Morgan Spector) si trova in una fase di incertezza, tanto che Larry chiede spiegazioni al padre riguardo allo stato della relazione tra i genitori.

the-gilded-age-4_4dccd4
@SKY
Marian e Larry Russell in una scena della serie Tv

Intanto, a New York, l’alta società si riunisce per assistere al matrimonio tra Oscar van Rhijn (Blake Ritson), figlio di Agnes, ed Enid Turner vedova Winterton (Kelley Curran), ex dama di compagnia ambiziosissima della stessa Agnes. “Sarà davvero divertente”, osserva Oscar.

Durante il ricevimento di nozze, tenutosi nell’abitazione di Agnes e di sua zia Ada, i novelli coniugi van Rijn stanno già pianificando le loro prossime mosse nell’alta società; nel frattempo, Marian e Larry Russell (Harry Richardson) – la cui relazione è sempre stata caratterizzata da continui tira e molla – si ritrovano. Il finale è da happy ending. Inoltre, Agnes si prepara ad accogliere il presidente Grover Cleveland nella sua dimora.

the-gilded-age-4
@SKY
Agnes e Ada van Rijn in una scena di The Gilded Age 4

La terza vicenda riguarda Jack Trotter (Ben Ahlers) che inizia a comprendere la differenza tra ricchezza e status sociale: mentre pianifica la sua prossima invenzione, chiede ai suoi ex colleghi di impartirgli una lezione sulle buone maniere dell’alta società.

A New York, due uomini attraversano la strada che separa la dimora dei van Rijn da quella dei Russell. Si tratta nientemeno che del noto conduttore televisivo americano David Letterman e dell’attore Matt Damon, entrambi in abiti d’epoca e intenti a camminare all’unisono. Due camei imperdibili.

In questa nuova era, insomma, bisogna stare attenti a ciò che si desidera. La quarta stagione, infatti, vede una nuova generazione pronta a riscrivere le regole del gioco.

Le location della quarta stagione

Non ci sono grosse novità riguardanti le location della quarta stagione di The Gilded Age.

New York City

A New York sono state girate diverse scene in varie location, tra cui la James Bailey Mansion (W 150th & St Nicholas), un iconico edificio bianco in stile neoromanico con splendide vetrate policrome, e la Prince George Ballroom (15 E 27th St), una nota location newyorchese dove organizzano cena di gala, matrimoni, eventi aziendale o altre occasioni speciali, ma non sono molte le riprese fatte in città.

Albany, NY

Il centro storico, le case coi gradini d’accesso (le cosiddette “Stoop Stroll”) e le strade d’epoca trasformate per ricreare la Manhattan tra fine Ottocento e inizio Novecento sono in realtà quelle di Albany, nello Stato di New York, a due ore e mezza dalla Grande Mela.

In particolare, le scene sono state girate in Center Square, uno storico quartiere cittadino compreso tra la zona di Washington Park e l’Empire State Plaza. Questo Historic District è famoso per una delle collezioni meglio conservate di architettura residenziale del XIX secolo nello Stato. Molte case, infatti, sono state costruite tra il 1850 e il 1900, con uno stile che spazia dai cottage in legno ai grandi palazzi in brownstone, in stile Italianate, Queen Anne e Richardsonian Romanesque. Da quando è uscita la serie, in questo quartiere vengono organizzati tour tematici sui luoghi di The Gilded Age.

Schenectady, NY

La produzione della serie televisiva ha scelto ancora la città di Schenectady, sempre nello Stato di New York, come aveva fatto per la stagione tre, come set principale per le riprese, grazie all’architettura storicamente conservata del quartiere più antico, Stockade Historic District, in particolare tra North Church Street, Union Street e nei pressi del The Stockade Inn e della First Reformed Church. Qui, le strade moderne sono state adattate con ciottoli finti, carrozze d’epoca e costumi del tardo Ottocento per rappresentare le ambientazioni della New York City dell’epoca. La Schenectady County Historical Society organizza eventi e passeggiate guidate dedicati ai luoghi della città apparsi nella serie.

Troy, NY

Anche la cittadina di Troy, sempre nello Stato di New York, è servita come luogo principale di riprese e da controfigura visiva della Manhattan degli Anni Ottanta dell’Ottocento nel period drama The Gilded Age. Anche Troy vanta un’ampia serie di edifici in pietra bruna (brownstone) del XIX secolo, vetrine storiche e scorci urbani risalenti al periodo tra il 1830 e il 1850, che corrispondono fedelmente all’aspetto della New York del 1882.

A differenza della moderna New York, il centro di Troy consente alle troupe di chiudere al traffico diversi isolati contemporaneamente, per potervi collocare cavalli, carrozze e allestimenti stradali fedeli all’epoca descritta. Tra i luoghi riconoscibili ci sono First Street e il centro di Troy, Paine Castle che funge da set e da sfondo esterno per la casa di Aurora Fain. Altri punti di riferimento sono le zone nei pressi della Troy Public Library, di Second Street e dell’Oakwood Cemetery apparsi tutti nel corso di diverse stagioni.

❌
❌