L’Europa avrà presto una nuova compagnia aerea a basso costo. Si chiama Fly2Galicia, avrà base all’aeroporto Rosalía de Castro di Santiago de Compostela, nel nord-ovest della Spagna, e decollerà ufficialmente il 1° dicembre, con la prima rotta verso Saragozza. Da quella data e fino al 24 ottobre 2027 (quando è previsto un primo bilancio operativo), il vettore offrirà 17 partenze settimanali su otto destinazioni, tra collegamenti internazionali e nazionali.
Tra le rotte internazionali spiccano proprio due mete italiane: Milano e Venezia, che si aggiungono a Bruxelles, Monaco di Baviera e Praga. Sul fronte nazionale spagnolo, invece, i collegamenti riguarderanno Granada, Alicante e, come detto, Saragozza.
Lo sapevate che in Portogallo esiste una foresta che può letteralmente farti stare meglio? La Foresta Nazionale di Buçaco è stata appena certificata “healing forest”, quarta al mondo a ottenere questo riconoscimento dall’ente tedesco Healing Forest International Certification Office, unendosi a un club ristrettissimo che finora contava solo il monastero di Göttweig in Austria e due foreste tedesche, Lahnstein e Bad Nauheim.
C’è una cittadina in Piemonte dove il fiume va controcorrente: l’emissario Nigoglia, che invece di scendere verso il lago risale verso nord, tanto che un vecchio detto locale lo chiama “il fiume che va in su”. E vuole la coincidenza che questa vena anticonformista abbia accompagnato anche la nascita di Gianni Rodari, lo scrittore nato proprio a Omegna e che a sua volta andò controcorrente rispetto alla scuola e alla pedagogia del suo tempo, imponendo una visione in cui la fantasia, l’errore creativo e il punto di vista dei bambini contavano più dei dogmi rigidi degli adulti.
Affacciata sulle rive del Lago d’Orta, Omegna offre ben più di una tappa veloce: tra vicoli medievali, salite panoramiche e una tradizione dolciaria tutta da scoprire, merita una giornata intera. Sapevate, per esempio, che qui sono nate la moka Bialetti, che ha cambiato per sempre il rito del caffè nelle case di tutto il mondo, e le eccellenze di Alessi e Lagostina? Tutti marchi che hanno trasformato oggetti quotidiani come pentole e posate in pezzi di design riconosciuti a livello internazionale.
Ecco i nostri consigli su cosa fare e cosa vedere a Omegna.
Cosa fare e vedere a Omegna
Il modo migliore per scoprire Omegna è fare una passeggiata lungo la Nigoglia, seguendo il suo corso anomalo fino al cuore del centro storico. Da lì si può salire verso l’Alpe Mastrolino, un percorso che regala uno sguardo d’insieme sul lago e sui tetti della città, oppure spingersi fino al Monte Zuoli, dove il bosco ospita i giardini della Torta in Cielo con installazioni dedicate proprio a Gianni Rodari.
Tornati in centro, i vicoli del Quartiere Vaticano meritano una sosta lenta, tra scorci che raccontano l’anima più antica di Omegna. Da non perdere la ChiesaCollegiata di Sant’Ambrogio, esempio di architettura romanica rimaneggiata nei secoli, e naturalmente il museo “Una fantastica Storia”, primo spazio interattivo in Italia interamente dedicato all’universo di Rodari.
Chi ama il lago può scegliere tra una gita in battello alla ricerca degli angoli visibili solo dall’acqua, una passeggiata sul lungolago con aperitivo al tramonto, oppure un’esperienza decisamente insolita: pedalare direttamente sulle acque del Lago d’Orta a bordo di biciclette con speciali ruote galleggianti.
Per chiudere in dolcezza, Omegna ha una sua piccola geografia dei biscotti, uno diverso per ogni pasticceria. Le Imperialine, presenti dal 1937, le Reginette, molto simili, ma con un cuore più generoso di crema di gianduia, e le varianti Duchesse e Damine. A completare la mappa golosa ci sono i Perdigiorno, biscottini quadrati dedicati a Giovannino Perdigiorno, protagonista di uno dei libri più amati di Rodari.
La Festa di San Vito
Dal 21 al 31 agosto, Omegna si trasforma per undici giorni in un grande palcoscenico a cielo aperto per la 123ª edizione della Festa di San Vito, una delle celebrazioni patronali più antiche del Piemonte. La tradizione religiosa, legata all’arrivo delle reliquie del santo sul lago nel 1611, culmina il 29 agosto con la processione dell’urna per le vie del centro storico.
Ma è lo spettacolo sull’acqua a rendere l’evento davvero unico: tre serate piromusicali illuminano il golfo, con un finale il 30 agosto affidato a professionisti internazionali e, per la prima volta, a chiatte disposte direttamente sul lago per amplificare la visione da ogni angolo della città.
Dove si trova e come arrivare
Omegna sorge all’estremità settentrionale del Lago d’Orta, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. In auto è raggiungibile percorrendo l’autostrada A26 e uscendo a Gravellona Toce, a pochi minuti dal centro. In treno, la città si trova sulla linea Novara–Domodossola, con collegamenti diretti da Milano (circa un’ora e mezza) e da Torino, cambiando a Novara. L’aeroporto di riferimento più vicino è quello di Milano Malpensa, a circa 40 minuti di auto.
Sabato 22 agosto, Rimini si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, in un appuntamento che porterà in città fedeli e curiosi da ogni angolo d’Italia e non solo. Ma il weekend della visita pontificia può trasformarsi anche in un’occasione per esplorare un patrimonio artistico che la Romagna custodisce da secoli.
Cinque tappe tra Rimini, Ravenna, Cesena, Forlì e Brisighella, dove arte, fede e storia si intrecciano in capolavori assoluti, dal Rinascimento italiano ai mosaici bizantini, fino alle immagini mariane più venerate del territorio. Un itinerario perfetto da costruire attorno alla giornata dell’incontro col Pontefice, per chi vuole unire il momento spirituale a una scoperta culturale più ampia.
Rimini: Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano
Il punto di partenza non può che essere Rimini stessa, dove il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti come tempio dinastico dei Malatesta, custodisce uno dei vertici del Rinascimento italiano: l’affresco di Piero della Francesca con Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo. Prospettiva e luce si fondono in un’immagine che è insieme atto di devozione e dichiarazione di potere.
Nell’abside, a completare la visita, il Crocifisso di Giotto, tavola dorata dei primissimi anni del Trecento. Attenzione però alle date: il tempio resta visitabile venerdì 21 e domenica 23 agosto, ma sarà chiuso proprio sabato 22, quando ospiterà l’incontro tra il Papa e le persone fragili.
Ufficio StampaAffresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta
Forlì: il prodigio della Madonna del Fuoco
A Forlì, nel Duomo dedicato a Santa Croce, si venera la Madonna del Fuoco: una xilografia policroma su carta, tra le più antiche giunte fino a noi, legata a un episodio quasi leggendario. Nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 1428 l’immagine sarebbe sopravvissuta intatta a un incendio, un “prodigio” che ne ha fatto da allora il simbolo identitario della città e della sua diocesi.
Ravenna: l’oro bizantino di San Vitale
A meno di un’ora da Rimini, Ravenna regala un salto indietro di quindici secoli. Nella Basilica di San Vitale, Patrimonio UNESCO, i mosaici dell’abside raccontano l’apice dell’arte bizantina in Occidente: i celebri cortei di Giustiniano e Teodora, avvolti in un tripudio di oro e colore, trasformano la visita in un’esperienza quasi ipnotica. È uno di quei luoghi che spiega, meglio di mille parole, perché la Romagna sia da sempre crocevia di culture e spiritualità diverse.
Ufficio StampaMosaici bizantini della Basilica di San Vitale a Ravenna
Cesena: la Madonna del Popolo
Proseguendo verso sud, il Duomo di Cesena custodisce la Madonna del Popolo, una delle immagini mariane più care alla devozione locale. La cappella barocca che la accoglie, con la cupola affrescata da Corrado Giaquinto, è un piccolo scrigno di marmi e luce che merita una sosta silenziosa, lontano dai ritmi più turistici della costa.
Brisighella: la Madonna delle Grazie tra storia e leggenda
Chiude l’itinerario Brisighella, borgo collinare tra i più belli d’Italia, dove nella Collegiata di San Michele Arcangelo si trova la Madonna delle Grazie, tavola del 1410. La sua storia si intreccia a un’apparizione mariana di inizio Quattrocento e al racconto, quasi da romanzo, di tre tavole dipinte dopo la visione e disperse tra Francia, Portogallo e, appunto, questo angolo di Romagna, dove una famiglia del posto la custodì fino a lasciarla in eredità alla chiesa del paese.
Giochi da tavolo, biberonerie sempre aperte e animazione pensata su misura per ogni età: sono questi gli ingredienti che, secondo le famiglie italiane, fanno la differenza tra una vacanza qualunque e una vacanza davvero a misura di bambino. E c’è chi questi ingredienti li ha messi a punto meglio di altri.
Una nuova ricerca fotografa infatti le regioni italiane più attente alle esigenze di chi viaggia con figli al seguito, in un’estate 2026 che si conferma un must per le famiglie: quasi 3 famiglie su 4 faranno (o hanno già fatto) almeno una vacanza, e il tema dell’accoglienza dedicata ai più piccoli pesa sempre di più nella scelta della meta.
Le migliori regioni italiane per vacanze in famiglia
Sul podio delle destinazioni più family friendly d’Italia salgono Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Puglia e Abruzzo, quattro territori molto diversi tra loro, ma accomunati da un’offerta ricettiva costruita attorno anche alle esigenze dei bambini.
L’Emilia-Romagna è da anni un punto di riferimento per le vacanze in famiglia grazie alla Riviera Adriatica, dove hotel e villaggi propongono mini club, animazione continuativa e parchi tematici a pochi passi dalla spiaggia. A completare l’offerta ci sono anche le strutture termali della regione, pensate per un pubblico di tutte le età, e le spiagge premiate dalle Bandiere Verdi dei pediatri per la sicurezza dei fondali e i servizi dedicati ai più piccoli.
Il Trentino-Alto Adige punta invece sulla montagna: sentieri accessibili anche ai passeggini, parchi avventura tra i boschi, malghe didattiche e hotel di montagna con piscine, aree gioco al coperto e accompagnamento gratuito sulle piste in inverno. Una vacanza attiva, ma rassicurante, perfetta per chi cerca aria aperta senza rinunciare ai comfort.
La Puglia si distingue per i villaggi turistici sul mare, spesso con formula all inclusive, con il Gargano, in particolare, che concentra alcune delle strutture più premiate per l’accoglienza delle famiglie, tra spiagge basse e acque calme ideali per i bambini più piccoli. Anche l’Abruzzo ha costruito negli anni una solida reputazione in ambito family, tra costa e Appennino: le spiagge della provincia di Teramo e Pescara ospitano numerosi hotel con animazione dedicata e formule specifiche per bambini.
I numeri del turismo family in Italia
A confermare il peso di questo segmento è la ricerca “Il valore del turismo family” curata da Jfc, secondo cui nell’estate 2026 il 72,1% delle famiglie con bambini farà almeno una vacanza, trascorrendo in media 9,6 notti fuori casa. Per la vacanza principale dell’estate, la spesa media prevista è di 1.981 euro, in crescita del 6,7% rispetto al 2025, e il 76,6% degli italiani si dice disposto a spendere qualcosa in più pur di garantire ai figli una vacanza serena.
Nel complesso, saranno 7 milioni 855mila i nuclei familiari a partire quest’estate, per un valore stimato del mercato di oltre 15 miliardi di euro. Non mancano però le difficoltà: il 27,9% delle famiglie rinuncia alla vacanza, soprattutto per motivi economici, ma anche per la scarsità di servizi dedicati ai bambini in fase di prenotazione.
Tra le richieste più diffuse ci sono animazione organizzata, spazi gioco e mini club, mentre la sistemazione preferita resta l’hotel, scelto dal 48,7% delle famiglie per comodità. Il mare si conferma la meta più gettonata (57,2%), seguito dalla montagna (24,5%), con l’auto come mezzo di trasporto scelto dall’83,6% dei nuclei familiari.
Con l’estate che volge al termine, l’Italia entra nella sua stagione più golosa: quella della vendemmia, delle sagre di paese e dei primi piatti a base di funghi e castagne.
Per aiutarvi a organizzare le prossime vacanze autunnali, easyJet ha lanciato una nuova promozione con sconti fino al 15% su rotte selezionate da e per l’Italia, valida per viaggi dal 31 agosto al 30 novembre 2026 (l’offerta scade il 20 agosto alle 9:00, quindi conviene muoversi in fretta).
Ecco tre mete perfette per un autunno all’insegna del buon vino e dei sapori di stagione.
Da Milano Malpensa a Catania
Sull’Etna, il turismo del vino è diventato un’esperienza da vivere in prima persona. Le cantine disseminate sui versanti del vulcano, tra Passopisciaro, Randazzo e Milo, aprono le porte ai visitatori per vendemmie guidate, degustazioni e passeggiate tra i filari coltivati fino a quota 900 metri.
Le vigne, alcune secolari, crescono su suoli neri di origine lavica e regalano vini che negli ultimi anni sono usciti dai confini siciliani per conquistare la scena internazionale. Tra un assaggio e l’altro c’è sempre tempo per ammirare un cratere o una colata da vicino, con il vulcano ancora attivo sullo sfondo.
Un’esperienza che profuma di terra, fumo e mosto, in un paesaggio che non si trova altrove in Italia. Con easyJet si vola direttamente da Milano Malpensa a Catania con voli da 17,49 euro.
Da Cagliari a Napoli
Anche il Vesuvio nasconde un cuore vinicolo antichissimo: le vigne alle sue pendici, molte ancora a piede franco e centenarie, custodiscono vitigni autoctoni tramandati da generazioni dalle famiglie che vivono ai piedi del vulcano.
Tra i filari coltivati su terreni di lapilli e sabbie vulcaniche, tra Boscotrecase, Trecase e Somma Vesuviana, molte cantine aprono le porte per degustazioni e visite guidate, raccontando leggende antiche come quella del Lacryma Christi, il vino simbolo del territorio.
Un autunno tra queste tenute regala panorami sospesi tra il blu del Golfo di Napoli e il verde delle vigne, con il profilo del Vesuvio sempre all’orizzonte. Con easyJet si vola direttamente da Cagliari a Napoli e i biglietti sono disponibili a partire da 24,99 euro.
Da Milano a Cagliari
Infine, da Milano potreste volare a Cagliari, porta d’accesso al Sulcis Iglesiente. Qui, nella Sardegna sud-occidentale, cresce da secoli il Carignano, vitigno arrivato dai colonizzatori spagnoli nel 1300 e mai toccato dalla fillossera: le viti, ancora a piede franco, affondano le radici fino a 10-15 metri di profondità in terreni sabbiosi a due passi dal mare.
Un modo suggestivo per scoprirlo è seguire i Sentieri del Carignano, un itinerario che attraversa le zone vocate alla produzione di questo rosso corposo e avvolgente, tra cantine familiari, siti archeologici fenicio-punici e spiagge come quella di Porto Pino. L’autunno è il periodo ideale perché è la stagione della vendemmia, quando i vigneti sono in piena attività e il territorio si vive nel suo momento più autentico.
C’è un piccolo borgo sulla costiera amalfitana che, secondo i viaggiatori, batte tutti in fatto di felicità. JustCover, compagnia assicurativa irlandese specializzata in viaggi, ha analizzato oltre un milione di recensioni online in 155 destinazioni nel mondo, cercando le parole che raccontano la gioia autentica e frasi come “questo posto mi ha reso felice” o “qui ho provato una felicità genuina”.
Da questi dati è nato l’“Happy Place Score”, un punteggio da 0 a 100 che misura quanto una meta riesca davvero a far star bene chi la visita. Ogni destinazione ha ricevuto un punteggio in base alla percentuale di recensioni felici sul totale: alla meta con il punteggio più alto è stato assegnato 100 e tutte le altre sono state classificate di conseguenza.
E il risultato per l’Europa parla chiaro: al primo posto c’è l’Italia, con un punteggio pieno che nessun’altra destinazione del continente è riuscita a eguagliare.
Qual è la compagnia aerea che tratta meglio i suoi passeggeri a 10mila metri di quota? A rispondere non è una giuria di esperti, ma il voto diretto dei viaggiatori.
Ad annunciare i risultati sono stati i Flyers’ Choice Awards 2026 di AirlineRatings.com, decisi al 100% da chi ha volato con queste compagnie, senza criteri tecnici a fare da filtro. E la grande vincitrice assoluta è risultata Singapore Airlines, che si porta a casa ben quattro titoli, diventando la compagnia più premiata dell’anno.
In un viaggio, basta una sola città a settimana? Seppur sempre più persone stiano preferendo scoprire una sola meta in modo più approfondito, c’è chi preferisce abbracciare un trend soprannominato city-maxxing. Cosa significa esattamente? Invece di fermarsi in un’unica destinazione, si attraversano più città, spesso in Paesi diversi, sfruttando spostamenti brevi e budget contenuti.
A fotografare il fenomeno è stata una ricerca di FlixBus, che ha analizzato le destinazioni europee servite dalla propria rete individuando itinerari con quattro tappe e spostamenti sempre sotto le cinque ore.
Partendo da questo spunto, abbiamo creato cinque itinerari, tra classici d’Europa e rotte meno battute.
Lubiana → Zagabria → Budapest → Bratislava
Un tuffo nella Mitteleuropa più autentica. Si parte da Lubiana, con il suo castello e i canali scenografici, per poi scendere a Zagabria tra caffè storici e mercati vivaci. Budapest regala terme, vita notturna nei ruin bar e un patrimonio architettonico da fotografare a ogni angolo. Chiude il cerchio Bratislava, piccola ma sorprendente, ideale per un ultimo giorno slow prima del rientro.
Venezia → Lubiana → Zagabria → Budapest
Un itinerario che parte dall’Italia e attraversa il confine quasi senza accorgersene. Da Venezia, con i suoi canali e le calli affollate, si passa alla quiete verde di Lubiana, poi alla vivacità di Zagabria, fino all’energia di Budapest. Un mix perfetto tra arte italiana e atmosfere balcaniche, con spostamenti sempre gestibili in giornata.
Marsiglia → Montpellier → Barcellona → Valencia
Il Mediterraneo come filo conduttore. Marsiglia apre le danze con il suo porto storico e i quartieri multiculturali, Montpellier aggiunge un tocco universitario e giovane. Poi si vola letteralmente in Spagna: Barcellona con Gaudí e la movida, Valencia con la Città delle Arti e delle Scienze e spiagge a due passi dal centro. Un itinerario dove cultura, mare e vita notturna vanno a braccetto.
Berlino → Praga → Breslavia → Cracovia
Un itinerario tra i più rapidi in assoluto, con poco più di dodici ore di spostamenti complessivi. Dopo Berlino e Praga si prosegue in circa tre ore verso Breslavia, terza città della Polonia, distribuita su una rete di isole collegate da oltre cento ponti. La sua piazza del mercato non ha nulla da invidiare a quella praghese, ma con molta meno folla.
Il viaggio si chiude a Cracovia, circa tre ore più a est: l’ex capitale reale della Polonia conserva uno dei centri medievali meglio preservati d’Europa, con l’ampia piazza Rynek Główny circondata da chiese gotiche, case colorate e caffè vivaci.
Venezia → Innsbruck → Monaco di Baviera → Zurigo
Infine, l’ultimo itinerario attraversa le Alpi cambiando paesaggio a ogni tappa. Si parte da Venezia per salire verso Innsbruck, circondata da montagne e con un centro storico compatto perfetto da girare in mezza giornata. Si prosegue verso Monaco di Baviera, tra birrerie storiche, il grande parco dell’Englischer Garten e una vita culturale sempre vivace. Il viaggio si chiude a Zurigo, tra il lago, il centro storico raccolto e un’atmosfera elegante, ma rilassata, ideale per un ultimo giorno di shopping e passeggiate lungo il fiume Limmat.
Con l’arrivo dell’inverno non è detto che i viaggi debbano fermarsi: anzi, è il momento giusto per organizzare un weekend nelle grandi capitali e città europee, magari lontano dagli itinerari più battuti.
Vueling lancia una nuova promozione valida dal 18 al 23 agosto 2026, con partenze comprese tra il 1° ottobre 2026 e il 31 marzo 2027. Un’occasione per scoprire il volto meno conosciuto di alcune delle città più amate d’Europa, tra quartieri autentici e angoli fuori dai circuiti turistici.
Da Firenze a Londra
Oltre alle icone più fotografate Londra, raggiungibile da Firenze con voli a partire da 23 euro, nasconde angoli che raccontano un’altra storia della capitale. Nel cuore brutalista della Barbican Estate si trova una delle serre più grandi della città, con oltre 1.500 specie botaniche tra cui perdersi lontano dal caos delle tappe più turistiche.
A Holland Park, invece, il Kyoto Garden ricrea l’atmosfera di un giardino giapponese, tra cascate, carpe koi e fioriture stagionali. Per chi cerca spazi più ampi, il Richmond Park si estende su oltre 1.000 ettari di natura protetta, con la Isabella Plantation e le sue azalee giapponesi tra le zone più suggestive. A nord, il villaggio di Highgate regala invece un’atmosfera quasi di campagna, con collegamenti comodi verso il centro e passeggiate fino a Hampstead Heath.
Da Roma Fiumicino a Valencia
Terza città della Spagna, Valencia va scoperta lontano dai percorsi più scontati con voli da Roma Fiumicino a partire da 50 euro. Si parte dalla Estación del Norte, edificio modernista rivestito di mosaici colorati che raccontano la storia cittadina, per poi perdersi tra i vicoli di Russafa, quartiere multiculturale pieno di murales, locali e una scena musicale sempre viva.
Da non perdere Sombreros Albero, la cappelleria più antica del paese (1820), tappa perfetta per chi ama l’artigianato locale, magari accompagnata da un horchata nei caffè del Mercado Colón. Per un tuffo nella natura urbana, i Giardini del Turia offrono un lungo percorso ciclabile verde nel cuore della città, mentre il quartiere di Carme, con il suo centro culturale ospitato in un antico cortile gotico, regala un’atmosfera sospesa nel tempo, arricchita dalla luce che ha reso celebre il pittore valenciano Joaquín Sorolla.
Da Firenze a Madrid
Infine, sempre da Firenze, voli da 50 euro vi porteranno a Madrid. Nonostante le dimensioni, conserva un’anima quasi da quartiere: un buon punto di partenza per scoprirla fuori dai percorsi battuti è il Parque del Oeste, ideale per una passeggiata la domenica tra il Palazzo Reale, Plaza de España e il Tempio di Debod, fino a raggiungere spazi verdi che regalano un’illusione di campagna nel cuore della città.
Oltre ai grandi musei come il Prado o il Thyssen, vale la pena esplorare realtà più raccolte come il Museo Cerralbo, il Museo del Romanticismo o la Caixa Forum, spesso meno affollate, ma di livello altissimo. Chi ama camminare con il naso all’insù troverà nei tetti della capitale spagnola un museo a cielo aperto, tra cupole, sculture e forme sorprendenti, uno spettacolo che si completa con una tappa al Parco del Capricho.
Sembra la trama di un romanzo di Elena Ferrante: due amiche, un’infanzia condivisa, un addio improvviso destinato a segnare per sempre entrambe le vite. Invece è una storia vera, riemersa dal mare. Sulla spiaggia diSeccheto, sulla costa meridionale dell’Isola d’Elba, tra gli scogli è riemersa una lettera scritta a mano quasi trent’anni fa. A trovarla, incastrata tra le rocce, è stata una bambina che stava giocando in riva al mare. Il foglio, ingiallito ma ancora leggibile, porta una data precisa: 3 luglio 1997.
Non è firmata con un cognome, ma con il solo nome Rebecca, mentre la destinataria è indicata con una sigla, “MG”. Tra le due, si intuisce, c’era un legame che durava da anni e che quel giorno d’estate si preparava a interrompersi bruscamente, per via di un trasferimento oltreoceano, in Kansas. La foto della lettera è stata pubblicata in un gruppo Facebook dove sono iscritte le persone che frequentano l’isola, nella speranza che qualcuno si riconosca.
Non tutte le spiagge sarde conquistano per il loro fascino da cartolina, tra yacht, mondanità e un numero di turisti in continuo aumento. Al contrario, alcune fanno innamorare proprio perché lontane da tutto questo.
Una delle più suggestive in questo senso si trova sulla Costa Verde: stiamo parlando delle Dune di Piscinas, che hanno conquistato il Telegraph con un magnetismo completamente diverso, fatto di natura e un passato minerario ancora visibile nel paesaggio circostante.
Non stupisce che il quotidiano britannico l’abbia inserita tra le meraviglie d’Europa, elogiandone la bellezza incontaminata e l’atmosfera fuori dal tempo.
Le Dune di Piscinas, dove il mare incontra il deserto
Piscinas, situata nella zona sud-occidentale della Sardegna, spicca come angolo selvaggio in una delle aree costiere meno battute dal turismo di massa. Anche arrivarci non è semplicissimo perché per raggiungerla è necessario percorrere strade sterrate e avere un po’ di pazienza: d’altronde è proprio questo isolamento a preservarne il carattere autentico, mantenendo la spiaggia al riparo dall’affollamento che caratterizza altre località della costa sarda.
Il tratto di arenile, ampio e dorato, è incorniciato da un sistema di dune che possono innalzarsi fino a 60 metri, tra le più alte d’Europa, modellate dal maestrale che qui soffia ridisegnando il profilo delle sabbie giorno dopo giorno. Sono le dune a fungere da barriera naturale contro le mareggiate e ospitano un ecosistema fragile, dove nidificano le tartarughe marine Caretta Caretta e dove si muove il cervo sardo, sottospecie endemica dell’isola.
Poco distante si trova Ingurtosu, un tempo centro nevralgico di una delle miniere più produttive della Sardegna e oggi parte del Parco Geominerario, i cui ruderi raccontano ancora l’epopea mineraria che ha segnato l’intera valle fino alle dune. Case abbandonate, vecchi impianti e carrelli arrugginiti compongono un paesaggio quasi sospeso nel tempo, che affianca la bellezza naturale di Piscinas con un patrimonio industriale altrettanto affascinante.
Cosa vedere e fare a Piscinas
Oltre alla già citata miniera di Ingurtosu situata nelle vicinanze, Piscinas è anche una delle tappe più suggestive del Cammino Minerario di Santa Barbara: la quinta, che collega Portixeddu alla spiaggia in circa 16 chilometri di percorso impegnativo, attraversando la costa selvaggia e i resti dell’archeologia mineraria della zona. Per chi ama il trekking, arrivare a piedi fin qui, dopo ore immersi in paesaggi incontaminati, rende l’incontro con le dune ancora più suggestivo.
I servizi sulla spiaggia restano volutamente essenziali, in linea con lo spirito selvaggio del posto: in estate sono attivi un hotel e due stabilimenti balneari, dove si trovano docce, ombrelloni e lettini per chi cerca comunque un minimo di comfort. Per il resto, l’esperienza di Piscinas è tutta nel contatto diretto con la natura.
Ricordiamo che, proprio per la loro fragilità, le dune non si possono attraversare a piedi: il calpestio danneggerebbe un ecosistema delicato, già messo alla prova dal vento e dall’erosione. La loro bellezza si ammira e si rispetta, restando sui percorsi consentiti.
C’è un motivo se l’Italia viene chiamata da sempre il Bel Paese: la luce che cambia colore da nord a sud, i borghi che sembrano fermi nel tempo, il mare che in ogni regione ha una sfumatura diversa. È un’idea di bellezza che non ha stagione e che, se avete voglia di viaggiare senza andare troppo lontano, potete scoprire sfruttando la nuova offerta flash di Wizz Air.
Acquistando i biglietti entro la mezzanotte di oggi, 17 agosto 2026, potrete usufruire del 15% di sconto su voli selezionati in partenza tra il 24 agosto e il 10 dicembre 2026. Che si tratti di un weekend last minute o di una fuga pianificata per l’autunno, ecco tre mete italiane da scoprire (o riscoprire) per allungare la Dolce Vita ben oltre l’estate partendo da Milano Malpensa.
Palermo
Con voli a partire da 14,99 euro, potrete raggiungere la splendida Palermo. Tremila anni di storia si sovrappongono nei suoi vicoli: mosaici bizantini dorati nella Cappella Palatina, cupole arabeggianti, facciate barocche e il caos quotidiano dei mercati storici come Ballarò, dove il profumo dello street food si mescola alle grida dei venditori.
Settembre e ottobre sono i mesi giusti per scoprirla senza il caldo soffocante dell’estate: le temperature si aggirano tra i 20 e i 25 gradi, ideali per perdersi tra le vie del centro storico, salire sui campanili delle chiese o ammirare il panorama dai tetti dei monasteri. Palermo racconta un incrocio di civiltà (arabi, normanni, bizantini) che ha lasciato un patrimonio artistico unico in Europa, capace di sorprendere a ogni angolo.
Napoli
Da dicembre, partiranno i voli per Napoli con biglietti da 14,99 euro. Con il Vesuvio che veglia all’orizzonte e un centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO, Napoli è una città che non smette mai di sorprendere. Spaccanapoli, la stretta via che taglia in due il centro antico, è il cuore pulsante della città: qui si affacciano chiese barocche come la Cappella Sansevero, custode del celebre Cristo Velato, botteghe artigiane e il via vai instancabile della vita quotidiana.
Napoli è anche la patria della cucina più amata e non c’è angolo del centro dove non si trovi una sfogliatella, una pizza o un babà da assaggiare. Da non perdere il Museo Archeologico Nazionale, con i reperti sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C., e una passeggiata serale sul lungomare. Un’atmosfera unica, tra arte, storia e vita di strada, anche in bassa stagione.
Olbia
Fino al 5 settembre partiranno i voli per Olbia e potrete sfruttare l’offerta acquistando biglietti a partire da 24,99 euro per un viaggio last minute in Sardegna.
Olbia è la porta d’accesso alla costa nord-orientale dell’isola. Da qui basta noleggiare un’auto per raggiungere in poco più di mezz’ora alcune delle spiagge più belle dell’isola. La zona di San Teodoro è la meta ideale: qui si trova Cala Brandinchi, soprannominata “la piccola Tahiti” per la sabbia bianchissima e il mare turchese poco profondo, incorniciata da un pineta.
Proseguendo lungo la costa, vale la pena spingersi fino a Golfo Aranci, con le sue calette più raccolte e panorami che si aprono sull’arcipelago della Maddalena. Tra fine estate e autunno, questa zona regala il meglio di sé: temperature ancora piacevoli, mare limpido e molta meno folla rispetto ai mesi centrali dell’estate.
Negli ultimi anni, ha cominciato a diffondersi un nuovo modo di conoscere un Paese: non attraverso le sale di un museo o una spiaggia, bensì camminando tra le corsie di un supermercato.
Oggi lo chiamano Grocery Store Tourism e su TikTok è diventato un vero fenomeno, soprattutto in Asia, dove i creator si sfidano a sopravvivere per giorni mangiando solo prodotti dei minimarket 7-Eleven: onigiri, ramen istantanei, sandwich confezionati o snack di ogni tipo.
Dietro la moda social, però, c’è un’intuizione tutt’altro che nuova: entrare in un supermercato locale significa cogliere una sfumatura della vita quotidiana di chi in quel posto ci abita davvero, qualcosa che raramente un monumento o un itinerario turistico riescono a mostrare. È un fatto curioso, perché fare la spesa a casa propria è quasi sempre una faccenda da sbrigare il più in fretta possibile. All’estero, invece, diventa un modo per decifrare un luogo attraverso i suoi scaffali, i suoi snack, i suoi piccoli dettagli quotidiani.
Cos’è il Grocery Store Tourism
Il termine è recente, ma la pratica no: oltre a visitare un monumento, fare il bagno o percorrere un sentiero, si entra al supermercato o nel negozietto di quartiere per osservare la vita reale degli abitanti del posto. Non è solo una moda nata su TikTok, dove abbondano i video dedicati ai konbini giapponesi o alle catene asiatiche aperte 24 ore su 24, o un trend definito anche supermarket safari, ma il sintomo di un modo diverso di viaggiare, più interessato alla quotidianità.
È anche una reazione alla stanchezza del turismo da cartolina: gli stessi locali instagrammabili, gli stessi indirizzi ormai tutt’altro che segreti, le stesse insegne che rendono molte città sorprendentemente simili tra loro. Il supermercato, al contrario, non deve dimostrare nulla perché esiste per servire chi vive lì, non per sedurre chi lo visita.
Dietro alle sue porte scorrevoli si nasconde qualcosa di più vicino al ritmo reale di un luogo. Scaffali di snack iper-specifici, bevande regionali e prodotti di uso quotidiano offrono uno sguardo autentico che nemmeno il miglior ristorante riesce a restituire. Si entra quando si vuole, si prende qualcosa di sconosciuto e nel peggiore dei casi si esce con un sacchetto di patatine dal gusto strano che non piacciono. Nel migliore, si esce con una comprensione nuova del posto.
Basta osservare cosa finisce nei carrelli per capire cosa si mangia e quali sono i sapori più amati da chi vive in un luogo. Il prezzo del latte rispetto a quello del pane, la varietà degli yogurt, l’ampiezza del reparto surgelati: sono dettagli piccoli che insieme raccontano molto, dalle abitudini alimentari alla disponibilità economica. C’è poi il piacere di confrontarsi con un posto nuovo attraverso qualcosa di apparentemente banale: un’etichetta scritta in una lingua sconosciuta, di per sé, basta a ricordare che ci si trova altrove.
Un reparto interamente dedicato al burro, come capita in Francia, o le decine di gusti di KitKat che si trovano solo in Giappone, sono i dettagli che interessano sempre più ai viaggiatori.
Alcuni negozi sono già entrati stabilmente negli itinerari di viaggio, al punto da comparire nelle guide turistiche accanto a musei e chiese. I konbini giapponesi, celebri per gli onigiri caldi disponibili anche alle due di notte, sono ormai un’esperienza di viaggio a sé. La Grande Épicerie di Parigi è una vetrina dell’eccellenza gastronomica francese, Peck a Milano racconta la tradizione italiana d’alta gamma, Fortnum & Mason a Londra è storia del commercio inglese, mentre Erewhon a Los Angeles è il simbolo della cultura del benessere e del lusso alimentare americano.
Il rischio che anche questa pratica finisca per trasformarsi in un’esperienza costruita apposta per i social è sempre dietro l’angolo. Per adesso, però, durante il vostro prossimo viaggio, non dimenticate di inserire nell’itinerario anche un supermercato locale.
Settembre è il mese giusto per chi vuole viaggiare senza spendere una fortuna: le scuole sono ricominciate, il grosso del turismo estivo si è esaurito e i prezzi, sia dei voli che degli alloggi, si abbassano. Con un budget di 500 euro a persona si può pianificare una settimana di vacanza vera, non solo un weekend lungo: ipotizziamo circa 100 euro per il viaggio andata e ritorno, cercando bene tra offerte e last minute, e 400 euro per il pernottamento di sette notti, scegliendo strutture semplici, ma confortevoli come B&B, ostelli o appartamenti in condivisione.
Se state cercando ispirazione, ecco 8 mete, tra Italia ed Europa, dove partire a settembre.
Al largo della costa nord-occidentale della Scozia, davanti alla penisola di Coigach, si trova Tanera Mòr, la più grande delle Summer Isles. Fino a pochi anni fa appariva come un luogo abbandonato: edifici storici in rovina, pochissimi abitanti, ampi tratti di terreno riconquistati dalla natura.
Se il 2026 ha visto tanti di voi rincorrere un biglietto last minute per l’eclissi solare (o gli occhialini andati completamente sold out), buone notizie: c’è già un nuovo appuntamento da segnare in agenda. Ma attenzione, perché le cabine migliori stanno già sparendo in fretta.
Il 2 agosto 2027 il cielo sopra Spagna meridionale, Nord Africa e Medio Oriente si oscurerà per oltre sei minuti: un evento che non si ripete dal 1991 e che non tornerà prima del 2114. Non a caso è già stata ribattezzata l’eclissi del secolo ed è anche l’ultima di questa durata che vedremo in vita nostra.
Tra le tante idee per assistervi, una si sta rivelando la preferita dagli eclipse chaser più esperti: guardarla dal ponte di una nave da crociera, lontano da folle e traffico, con la nave posizionata esattamente sul percorso della totalità. Le crociere sul Nilo verso Luxor sono quasi tutte esaurite, ma nel Mediterraneo restano ancora cabine disponibili su diverse compagnie. Ecco le migliori opzioni rimaste!
L’Isola d’Elba, perla del Mar Tirreno, vanta non solo panorami splendidi in superficie, ma anche bellezze sommerse dal valore storico inestimabile. L’ultima scoperta, avvenuta durante le attività di monitoraggio del patrimonio archeologico subacqueo promosse dalla Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, ha portato alla luce due nuove testimonianze del passato che arricchiscono la già straordinaria mappa archeologica dell’Arcipelago Toscano.
Le ricognizioni, cominciate nel maggio 2026 e concentrate nello specchio di mare tra il Canale di Piombino e le isole dell’arcipelago, non nascono dal caso: fanno parte di un progetto più ampio pensato per controllare lo stato dei siti sommersi già noti, aggiornare le mappe archeologiche e verificare le segnalazioni arrivate nel tempo, spesso proprio grazie a chi frequenta questi fondali per passione, ricchi di storia quanto di biodiversità.
Il dolium romano, testimone delle rotte del vino nel Tirreno
La scoperta più significativa fatta nei fondali dell’Isola d’Elba è quella di un dolium, un grande contenitore in terracotta che nell’antichità veniva utilizzato per trasportare e conservare derrate alimentari come vino, olio e cereali. Per come è stato ritrovato e per le sue caratteristiche, gli archeologi ritengono che possa appartenere a una delle cosiddette navi a dolia: imbarcazioni mercantili molto particolari, utilizzate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per trasportare vino sfuso lungo le principali rotte commerciali del Mar Tirreno.
Si tratta di un dettaglio che restituisce un’immagine vivida di quanto l’Elba e le acque circostanti fossero, già in epoca romana, un crocevia strategico per i traffici marittimi. Ogni dolium ritrovato racconta infatti non solo la tecnica costruttiva delle navi antiche, ma anche le abitudini commerciali e alimentari di un’epoca in cui il vino viaggiava via mare in enormi contenitori di terracotta, spesso più resistenti del legno stesso delle imbarcazioni.
Ufficio Stampa Visit ElbaIl dolium romano
La scoperta di un possibile relitto
Nuotando nei fondali dell’Isola di Elba, ci si ritrova a tu per tu con praterie di posidonia, cervie e barracuda, ma anche con possibili relitti. La seconda scoperta, infatti, riguarda un presunto relitto lungo circa cinque metri e largo due, oggi in gran parte coperto dalla mucillagine marina, che ne complica l’osservazione diretta. Le immersioni condotte finora hanno comunque permesso di individuare resti del fasciame, elementi strutturali in legno e numerosi chiodi in bronzo, dettagli che confermano la natura di imbarcazione del ritrovamento.
Al momento, però, le condizioni di conservazione non permettono agli studiosi di stabilire una datazione precisa: l’ipotesi più accreditata colloca il relitto in un arco temporale compreso tra la tarda antichità e il Medioevo. Per sciogliere il dubbio, la Soprintendenza ha già in programma per l’autunno 2026 una seconda campagna di indagini subacquee, durante la quale verranno condotti saggi esplorativi mirati a chiarire natura, epoca e caratteristiche dell’imbarcazione.
Anche perché, questo non sarebbe il primo relitto trovato: tra i tesori nascosti scoperti in passato, citiamo i relitti navali di epoca romana rinvenuti tra Capo Sant’Andrea e Punta della Zanca e il relitto dell’Elviscot, un mercantile affondato nel 1972 e visibile a circa 150 metri dalla costa.
Due scoperte che, ancora una volta, raccontano l’Elba non solo come meta balneare, ma come autentico museo a cielo aperto sommerso dal mare.
Cristiano Ronaldo e Georgina Rodríguez si sono sposati. Il matrimonio, tanto atteso e altrettanto avvolto nel mistero, si è celebrato martedì 11 agosto in una località di mare meravigliosa: una cittadina costiera portoghese dove la coppia ha da poco messo radici. Una cerimonia civile intima, senza invitati esterni, alla presenza dei loro cinque figli.
La data non è casuale: le nozze arrivano a un anno esatto dalla proposta di matrimonio, annunciata da Georgina sui social nell’agosto 2025. E come spesso accade con i due, la discrezione ha retto fino alla fine. Nei giorni precedenti si erano rincorse voci su una possibile cerimonia nella Sé di Funchal, a Madeira, città natale del calciatore, ma anche quella pista si è rivelata un depistaggio (involontario) che ha solo alimentato la curiosità generale.
Dove si sono sposati Ronaldo e Georgina
A raccontare il momento più importante della loro storia sono stati gli stessi sposi, con un gesto semplice: una fotografia delle loro mani unite, fedi al dito, pubblicata sui social con una didascalia essenziale, una “C” e una “G” separate da un cuore. Pochi dettagli sono trapelati sull’abito di Georgina, descritto come bianco e con maniche lunghe, mentre il resto della cerimonia resta, per scelta della coppia, un momento privato.
Ma dove si sono sposati? Secondo le indiscrezioni, la coppia è convolata a nozze nella cittadina di Cascais, in Portogallo. Una vera chicca sull’Atlantico a due passi da Lisbona (dista solo 30 km dalla città), dove eleganti ville, vicoli pieni di fascino e spiagge dorate si incontrano in un’atmosfera rilassata e cosmopolita. Un tempo raffinato rifugio della nobiltà portoghese, oggi è una delle località più amate per mare, surf e tramonti infuocati sull’oceano.
La nuova casa a Cascais, tra le più costose del Portogallo
Non è un caso che i due abbiano scelto proprio Cascais per il grande giorno. Da qualche mese la coppia è proprietaria di una villa che, secondo la stampa portoghese e spagnola, sarebbe la residenza privata più costosa del Paese: circa 25 milioni di euro per una proprietà di oltre 5.000 metri quadrati, costruita su un terreno di 12.000 metri quadrati nel complesso esclusivo di Quinta da Marinha.
La casa, distribuita su due piani, unisce ampie vetrate, terrazze affacciate sull’Atlantico e finiture di pregio, compresi dettagli in oro massiccio. Tra i comfort ci sono due piscine, palestra, spa, cinema privato e un grande garage. Un progetto pensato più come rifugio familiare che come semplice residenza di lusso, in una delle enclave più ambite della costa portoghese.
Cascais, del resto, si presta bene a questo tipo di scelte: un ex villaggio di pescatori diventato negli anni un polo di architettura contemporanea e vita all’aperto, apprezzato per la vicinanza a Lisbona, la natura protetta e la lunga tradizione di residenze riservate. Un contesto che garantisce privacy senza rinunciare ai comfort di una località internazionale e che evidentemente ha convinto Ronaldo e Georgina a farne la base della loro vita in Portogallo.
Georgina in vacanza a Capri dopo il matrimonio?
Chiusa la parentesi delle nozze, i riflettori si spostano ora sulla luna di miele, o quantomeno sulle prime uscite pubbliche della coppia da sposati. Secondo alcuni rumors circolati nelle ultime ore, Georgina potrebbe presto sbarcare in Italia, con Capri indicata come possibile meta. Nessuna conferma ufficiale, per ora: solo indiscrezioni che, conoscendo la abituale riservatezza della coppia, andranno prese con le pinze fino a un eventuale avvistamento.
Se la pista dovesse confermarsi, non sarebbe la prima volta che l’isola campana conquista un volto internazionale. Tra calette, boutique e la solita atmosfera glamour, Capri resta una delle mete estive più fotografate d’Italia.