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Lassie torna a casa, le location del remake sono angoli da sogno della Germania

25 août 2026 à 18:00

Lassie, il cane che tutti abbiamo amato da bambini, torna in prima serata su Rai 1martedì 25 agosto 2026 – grazie a un remake del classico Anni Quaranta con Liz Taylor. Diverse rispetto alle originali sono sia le ambientazioni e sia le location di Lassie torna a casa, ma invariata è la volontà di raccontare una storia di profonda amicizia tra uomini e animali e di celebrare uno stile di vita lento, a tratti quasi bucolico e più vicino ai valori di una volta.

Andiamo insieme alla scoperta degli affascinanti angoli della Germania dov’è stato girato il film di Hanno Olderdissen.

Di cosa parla

Florian, un ragazzino, e il suo cane, Lassie, sono diventati inseparabili dopo essere cresciuti insieme. Quando i genitori perdono casa e lavoro e sono costretti ad affidare l’animale al vecchio conte von Sprengel e alla nipote Priscilla, così, Lassie scappa e cerca in tutti i modi di tornare a casa. Quello che il cane si ritrova ad affrontare è un viaggio avventuroso, non privo di ostacoli, pericoli e incontri inaspettati. Per fortuna anche Florian e Priscilla nel frattempo hanno unito le forze e si sono messi in moto per ritrovare Lassie.

Arriva in prima serata su Rai 1 "Lassie torna a casa": il remake del grande classico con Liz Taylor
Ufficio stampa RAI
Una scena di “Lassie torna a casa”

Dov’è stato girato il film

Diversamente dal film originale del ’43 con Liz Taylor, interamente ambientato negli Stati Uniti, e dal romanzo (“Lassie Come-Home” di Eric Knight) da cui è tratta la storia, che ha come sfondo l’alta Scozia, il remake del 2020 ha ambientazione tedesca: il grosso dell’azione si svolge in un – non meglio identificato – piccolo centro della Germania. I luoghi dov’è stato girato Lassie torna a casa spaziano da Berlino alla regione di Brandeburgo, alla Renania Settentrionale.

Luckenwalde

Le scene di arrivi e partenze, così centrali per l’avventura di Florian e Lassie, sono state girate nella stazione di Luckenwalde. Distante circa un’ora da Berlino, questa città del Brandeburgo porta ancora evidenti i segni della sua origine industriale: le architetture tipiche dell’età della fondazione (Gründerzeit), come la stessa stazione, sono non a caso tra le attrazioni da non perdere.

Appena fuori dalla città, il Parco Naturale Nuthe-Nieplitz è ideale per escursioni, trekking, passeggiate nella natura.

Berlino

Molte scene di esterni e vedute cittadine sono state girate a Berlino: l’energia vibrante della capitale tedesca è una buona metafora dell’adrenalina che Florian e Lassie devono provare in viaggio mentre continuano a cercarsi senza sosta.

C'è anche Berlino tra i luoghi dov'è stato girato il remake "Lassie torna a casa"
123RF
L’inconfondibile skyline di Berlino

La Renania Settentrionale

Tra le location di Lassie torna a casa figura, come accennato, anche la Renania Settentrionale-Vestfalia: in questa regione dove domina il verde delle colline e delle valli fluviali sono state realizzate le sequenze più bucoliche del remake, quelle che dallo schermo invitano a rallentare e a riscoprire i valori di un tempo, come appunto l’amicizia fedele. La zona è famosa anche per i castelli medievali, alcuni perfettamente intatti e altri di cui restano solo rovine, che rendono l’atmosfera ancora più magica e unica.

C'è anche la Renania Settentrionale tra le location di "Lassie torna a casa"
123RF
Il paesaggio bucolico della Renania

Studio Babelsberg, Postdam

Per le parti realizzate in studio, la produzione si è appoggiata allo Studio Babelsberg di Postdam: situato nell’omonimo quartiere e ben frequentato da produzioni sia europee e sia internazionali, è il secondo studio cinematografico più antico al mondo.

Altre location in Repubblica Ceca

Fuori dalla Germania, alcune scene del remake del grande classico per famiglie sono state girate in Repubblica Ceca: qui piccoli villaggi, centri storici pittoreschi e ampie aree verdi sono stati scelti a rappresentare sullo schermo la Baviera.

Vlachovo Březí, Prachatice, Majdalena-Lužnice sono tra le principali location ceche di Lassie torna a casa: fanno da sfondo alla fuga del cane e alle avventure che Florian e Priscilla vivono insieme pur di ritrovarlo.

Le sequenze nella fabbrica di vetro sono state girate nella storica vetreria di Harrachov: quella di Sklárny Novosad a syn è la più antica soffieria privata della Boemia dove si plasmano ancora lampadari, calici e altri manufatti in vetro con le tecniche di un tempo.  

Hier — 25 août 2026Flux principal

Un treno storico da Milano Centrale ad Alba che profuma d’autunno, tra tartufo e vino

25 août 2026 à 16:00

L’autunno si può vivere anche dal finestrino di un treno, lasciandosi alle spalle Milano per entrare lentamente nel paesaggio delle Langhe. L’11, il 18 e il 25 ottobre 2026 arriva il treno storico Milano Centrale-Alba, un itinerario dedicato a due grandi protagonisti del Piemonte: il tartufo e il vino. Un viaggio che unisce il fascino della ferrovia d’epoca alla scoperta di uno dei territori italiani più celebri per la sua cultura enogastronomica.

La destinazione è Alba, nel cuore delle Langhe, dove colline e vigneti disegnano un paesaggio riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È proprio in autunno che questo angolo del Piemonte assume un’atmosfera particolarmente suggestiva, tra i colori della stagione, i mercati dedicati ai prodotti locali e le tradizioni legate al tartufo e ai grandi vini della zona.

Il treno storico da Milano Centrale ad Alba

Il viaggio con locomotiva elettrica partirà da Milano Centrale e accompagnerà i passeggeri attraverso un graduale cambiamento di scenario. Dalla dimensione urbana della metropoli lombarda si passerà a un paesaggio sempre più caratterizzato da filari ordinati, colline e piccoli centri storici, fino ad arrivare nel territorio delle Langhe.

A rendere speciale l’esperienza saranno le carrozze Gran Confort, iconiche vetture della storia ferroviaria italiana progettate per offrire ambienti spaziosi, silenziosi e confortevoli. Le ampie finestrature permetteranno di osservare il paesaggio durante il tragitto, mentre il ritmo lento del treno trasformerà lo spostamento in una vera esperienza di viaggio.

A bordo saranno inoltre previsti momenti di degustazione dedicati ai prodotti del territorio. I sapori delle Langhe diventeranno così parte del percorso ancora prima dell’arrivo ad Alba, creando un collegamento tra il viaggio, il paesaggio e la tradizione gastronomica piemontese.

Una volta raggiunta la destinazione, i viaggiatori potranno esplorare liberamente Alba, una delle capitali italiane dell’enogastronomia, tra botteghe artigiane, enoteche storiche, mercati stagionali ed esperienze di degustazione. Il periodo autunnale è particolarmente indicato per scoprire l’identità della città e del territorio circostante, quando il tartufo diventa uno dei simboli della stagione.

Biglietti per il treno storico: prezzi e date

Il treno storico “Milano Centrale-Alba: Tartufo e Vino” è in programma per tre domeniche consecutive: 11, 18 e 25 ottobre 2026. L’orario di partenza dell’andata sarà alle 9:05 dalla stazione di Milano – con arrivo ad Alba alle 12:35. Mentre il treno di ritorno partirà alle 18:20 da Alba per rientrare a Milano alle 22. Durante il tragitto il treno effettuerà fermate alle stazioni di Pavia, Alessandria e Asti.

Il biglietto costa 69 euro per gli adulti, mentre per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è prevista una tariffa ridotta del 50%, pari a 34,50 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano invece gratuitamente.

La tariffa indicata è valida per una sola tratta, quindi per il viaggio di andata oppure per quello di ritorno. I biglietti sono già acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese le biglietterie e i self-service delle stazioni, oltre alle agenzie di viaggio abilitate.

Per informazioni e assistenza sul viaggio è possibile rivolgersi alla Fondazione FS tramite l’indirizzo email ufficiale oppure telefonando al numero 335 6854091.

Tra i 12 “tesori” d’Europa sono state incoronate 4 meraviglie italiane

Par : losiangelica
25 août 2026 à 11:00

Si parla spesso di overtourism, ma in realtà in Europa ci sono delle vere meraviglie lontane dalle rotte più battute. Non parliamo di destinazioni sconosciute, ma semplicemente un po’ più lontane dai grandi flussi.

Questa è la classifica di European Best Destinations che ha selezionato 12 mete tra borghi medievali, isole, paesaggi naturali e località dalla forte identità storica, premiando l’Italia per ben 4 volte con alcuni luoghi che sono tutti da scoprire.

À partir d’avant-hierFlux principal

Nel cuore della Franciacorta, Erbusco è un gioiello tra ville storiche, vigneti e cantine

24 août 2026 à 16:47

Tante ville e dimore storiche che punteggiano il territorio, immerse tra vigneti, boschi e viuzze acciottolate; un antico ponte levatoio che racconta il passato medievale, ma anche chiese e cascine dove ancora sembra di sentire il ritmo lento della vita di campagna di un tempo. E poi le cantine, i filari ordinati sulle colline e le bollicine che hanno reso celebre questa terra nel mondo, spesso paragonate al più blasonato Champagne d’Oltralpe.

Erbusco è tutto questo, ma anche molto di più: è un luogo da attraversare senza fretta, lasciandosi sorprendere da scorci che compaiono dietro una curva, da una dimora che affiora tra le vigne, da una storia custodita nelle pietre delle antiche mura che insegnano cosa significa resilienza. Nel cuore della Franciacorta, la “Città del Vino” in provincia di Brescia offre un modo diverso di vivere il viaggio: più lento, autentico e profondamente legato al territorio, tra luoghi speciali da scoprire ed eventi che ne esaltano il valore culturale e turistico.

Cosa vedere a Erbusco

Le ville storiche

Tra le immagini più caratteristiche di Erbusco ci sono le sue ville storiche, eleganti dimore che raccontano il passato nobile del paese e che oggi punteggiano il territorio tra vigneti e vegetazione. Sono perlopiù proprietà private e normalmente non visitabili, ma in occasione di eventi particolari aprono eccezionalmente le loro porte al pubblico, come durante le Giornate FAI o in occasione dell’ormai consolidato evento “Erbusco in Tavola”. È proprio in queste occasioni che è possibile scoprire alcuni degli ambienti più belli e meno conosciuti del paese.

Tra le dimore più importanti c’è Palazzo Lechi, già Martinengo, una grande residenza costruita tra Cinquecento e Seicento, caratterizzata da una pianta a U, lunghi porticati e una loggia con colonne doriche. La si può ammirare in tutta la sua imponenza passeggiando in via San Bonifacio.

A pochi passi, continuando il percorso a piedi, spiccano anche Palazzo Marchetti di Montestrutto (dimora cinquecentesca con torre medievale, un meraviglioso giardino e soffitti affrescati), Villa Longhi (antico ospedale del ‘200, oggi splendida dimora con un grande parco) e Palazzo Cavalleri, oggi sede del Comune di Erbusco, un elegante palazzo in stile Liberty del ‘900.

Villa Marchetti con i suoi eleganti giardini a Erbusco
Pro Loco Erbusco
Villa Marchetti con i suoi eleganti giardini a Erbusco

Per scoprirle tutte potrete seguire il Percorso Blu, un tracciato storico-culturale segnalato con contenuti multimediali che accompagnano i viaggiatori alla scoperta delle bellezze storico-architettoniche del paese (si trovano tutte le info sul sito di VisitErbusco).

Le chiese e i luoghi di culto

Il patrimonio religioso di Erbusco permette di ripercorrere una storia ancora più antica: la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel XVII secolo, domina il centro del paese con la sua imponente architettura barocca, mentre è più raccolta la Chiesa di San Nicola, edificio seicentesco riconoscibile per la facciata e l’altare barocco. Nella frazione di Villa Pedergnano si trova invece la Chiesa di San Giorgio, dove è stato scoperto un prezioso affresco quattrocentesco.

Chiesa Santa Maria Assunta nel centro storico di Erbusco
Pro Loco Erbusco
Chiesa Santa Maria Assunta nel centro storico di Erbusco

Il Borgo Pieve, cuore dell’antico castello

Per incontrare il volto medievale di Erbusco bisogna raggiungere la zona dell’antico castello, che sorgeva sulla parte più alta del paese all’interno di un sistema fortificato. Dell’antica struttura rimangono alcune testimonianze, tra cui il ponte levatoio, uno degli elementi più suggestivi del borgo, che si trova dietro alla chiesa principale: è un passaggio suggestivo che conduce verso Borgo Pieve, con l’antico oratorio, oggi sede della biblioteca comunale, e la splendida Pieve romanica Santa Maria Maggiore.

Proprio nell’area attorno alla Pieve, durante alcuni lavori del 2011, sono emerse importanti testimonianze archeologiche che hanno permesso di ricostruire le diverse fasi di vita di questo luogo. Gli scavi hanno rivelato tracce di un insediamento abitativo precedente alla costruzione della chiesa, resti riconducibili a un possibile luogo di culto preromanico e numerose sepolture, a conferma dell’antica vocazione funeraria dell’area.

È un angolo da osservare con attenzione, perché basta poco per immaginare l’aspetto che doveva avere Erbusco quando il paese era ancora protetto dalle sue fortificazioni e la Pieve rappresentava uno dei suoi luoghi più importanti.

Erbusco tra vigneti e cantine

Non si può dire di aver visto Erbusco se non si è stati in visita in almeno una delle sue splendide cantine, disseminate in tutto il territorio comunale e oltre. Se la storia ha lasciato le sue tracce nelle pietre, infatti, è il vino ad aver contribuito a costruire l’identità contemporanea di Erbusco.

Il paese è sede del Consorzio Tutela Franciacorta e della Strada del Franciacorta, che tutelano e promuovono uno dei più celebri spumanti italiani prodotto con il metodo classico e spesso considerato il “cugino” dello Champagne. Qui è possibile visitare diverse cantine, conoscere le tecniche di produzione e concludere il percorso con una piacevole degustazione. Ma non solo, molte cantine sono diventate veri e propri luoghi d’arte e cultura, con opere firmate da grandi artisti, come Arnaldo Pomodoro con il suo Cancello Solare, Igor Mitoraj e Mimmo Paladino a Ca’ del Bosco, o come il Parco delle Sculture di Franciacorta a Bellavista.

Tra le tante altre realtà presenti sul territorio ci sono nomi storici della Franciacorta come Cavalleri, Uberti, I Barisèi, Derbusco Cives ed Enrico Gatti. Le visite alle cantine sono generalmente su prenotazione, ma in diverse occasioni durante l’anno aprono le loro porte al pubblico, come nell’evento Cantine Aperte a settembre.

Cosa fare a Erbusco

  • Passeggiare tra i vigneti facendo tappa nelle cantine: è questa l’attività più suggestiva da fare a Erbusco. Diverse strade portano fuori dal centro storico e si districano tra colline verdeggianti e paesaggi mozzafiato. Ecco alcuni dei luoghi più panoramici che potete raggiungere (questo è un vero consiglio da insider!): la salita di via Vittorio Emanuele verso L’Albereta Relais & Châteaux (dove tantissimi VIP soggiornano), via San Bernardino (dalle aree esterne al cimitero fino a raggiungere Ca’ del Bosco) e via Campanili, dalla Pieve di Erbusco fino a un saliscendi collinare pieno di vigneti, che conduce a un punto panoramico molto suggestivo;
  • Tour a cavallo, in bici o in quad: per chi vuole vivere il paesaggio in modo ancora più immersivo, si può anche esplorare la Franciacorta a cavallo o in quad, seguendo strade di campagna e percorsi tra vigneti e colline. È un modo diverso dal solito per scoprire il territorio, soprattutto al tramonto, quando la luce rende ancora più suggestivi i paesaggi di Erbusco;
  • Visitare i borghi nei dintorni: Erbusco è anche un ottimo punto di partenza per esplorare i borghi e i piccoli centri della Franciacorta, tra antichi castelli, pievi, ville storiche e scorci sulle colline. In pochi chilometri si possono raggiungere località come Iseo, Sarnico, Adro, Capriolo, Provaglio d’Iseo e Monticelli Brusati, perfette per una passeggiata e per scoprire più approfonditamente il territorio.
  • Raggiungere il lago d’Iseo e Monte Isola: da Erbusco si può facilmente raggiungere il Lago d’Iseo, perfetto per una passeggiata sul lungolago, un pranzo con vista o una gita in barca. Da qui è possibile proseguire verso Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa, dove non circolano auto e ci si muove solo a piedi o in bicicletta tra piccoli borghi, antiche chiese e panorami magnifici sul lago;
  • Visitare Brescia: la tappa in città è immancabile. Brescia, distante circa 25 minuti in auto, merita assolutamente una tappa per scoprire il suo straordinario patrimonio storico e artistico, dal complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia, Patrimonio UNESCO, al Capitolium e alla suggestiva Piazza Paolo VI, cuore della città medievale.

Gli eventi imperdibili a Erbusco

Un ottimo momento in cui raggiungere Erbusco è durante uno dei tanti eventi che animano il centro storico e l’intero territorio franciacortino, appuntamenti che attirano sempre più turisti italiani e stranieri. Dalle manifestazioni enogastronomiche alle rassegne culturali, fino a iniziative che permettono di scoprire luoghi normalmente non accessibili al pubblico, ecco cosa non perdere:

  • Erbusco in Tavola 2026: giunta alla sua 18esima edizione, questa cena itinerante è l’appuntamento più suggestivo, organizzato dalla Pro Loco. In programma il 4 settembre 2026, trasforma Erbusco in un percorso enogastronomico tra sapori locali, Franciacorta e alcune delle sue dimore storiche. È anche una delle rare occasioni per entrare in ville normalmente chiuse al pubblico;
Erbusco in Tavola a Villa Lechi
Pro Loco Erbusco
L’evento “Erbusco in Tavola” a Villa Lechi
  • Cantine Aperte: manifestazione che coinvolge ogni anno numerose realtà vitivinicole della Franciacorta e rappresenta un’occasione per conoscere da vicino il mondo delle bollicine, visitare le cantine, incontrare i produttori e degustare i vini del territorio. Segnatevi le date: l’appuntamento è dal 18 al 20 settembre 2026;
  • Un km di tela: tra gli appuntamenti più originali c’è Un Km di tela, progetto di land art nato nel 2016 dall’idea dell’artista Tina Moretti. Un’intera tela, lunga un chilometro, viene stesa tra i vigneti e trasformata in una grande opera collettiva a cielo aperto, alla quale possono partecipare artisti, appassionati e visitatori (anche famiglie con bambini!). Allora tutti pronti con i pennelli in mano: l’appuntamento è domenica 20 settembre 2026;
  • Concerto all’alba: un’esperienza suggestiva che unisce musica e paesaggio tra le note che accompagnano il sorgere del sole immersi tra colline e vigneti, regalando uno dei momenti più particolari da vivere a Erbusco. Si tiene ogni anno nel mese di giugno;
  • Tradizionale Carnevale di Erbusco: carri allegorici e tante maschere per uno degli appuntamenti più divertenti dell’anno;
  • Erbusco Teatro: una programmazione di spettacoli e appuntamenti teatrali che rendono il paese un punto di riferimento culturale, oltre la stagione turistica. Gli spettacoli partono ogni anno da settembre;
  • Palio di San Gottardo: ogni anno si celebra la festa tradizionale medievale, con sfilate, giochi tra contrade e tanto buon cibo del territorio.

Dove si trova e come raggiungerlo

Erbusco si trova in provincia di Brescia, nella parte meridionale del Lago d’Iseo e nel cuore della Franciacorta. In auto, si raggiunge dalla A4 Milano-Venezia, uscendo a Rovato e proseguendo poi verso Erbusco. Da Milano il viaggio richiede poco più di un’ora. È possibile raggiungere la zona anche con i mezzi pubblici, utilizzando i collegamenti autobus che uniscono Erbusco con Brescia, Rovato e gli altri centri della Franciacorta.

Una volta arrivati, il consiglio è quello di lasciare l’auto e rallentare. Perché il modo migliore per conoscere Erbusco non è correre da un’attrazione all’altra, ma seguire una strada tra i vigneti, fermarsi davanti a una villa, entrare in una chiesa, ascoltare la storia di una cantina e magari concludere la giornata davanti a un tramonto infuocato, un calice di Franciacorta e un piatto di prelibatezze locali.

Perugia, il gioiello umbro che conquista il Times: è la “Toscana alternativa” da visitare in autunno

Par : losiangelica
24 août 2026 à 12:00

Un altro gioiello italiano conquista la stampa britannica, questa volta è una perla meno nota all’estero ma amatissima dai connazionali: Perugia, la città del cioccolato, ha fatto il giro del mondo. A celebrarla è The Times che descrive il capoluogo umbro come una città rilassata e creativa relativamente lontana dai grandi flussi turistici che invece interessano le città toscane. Su una collina e circondata da un paesaggio verdeggiante e rigoglioso viene consigliata per poter scoprire storia e cultura gastronomica… e secondo la rivista bastano 48 ore per scoprirla.

L’elogio del Times a Perugia

Nel racconto pubblicato dal quotidiano britannico, Perugia si fa notare per la capacità di sorprendere, nonostante venga spesso ignorata dai turisti stranieri che puntano aToscana e Lazio. Il Times vuole sottolineare l’identità creativa, storica e artistica del territorio con eventi di risalto internazionale come Umbria Jazz.  Oltre alla musica, la città colpisce per le tracce della civiltà etrusca che precedono l’epoca romana e convivono attualmente con architetture medievali e musei dedicati oltre all’immancabile street art contemporanea. Con un centro storico compatto e facile da girare a piedi è perfetta per un weekend: l’itinerario creato dalla rivista british propone un giro di 48 ore per attraversare salite, scalinate e passaggi stretti che conducono verso punti panoramici e piazze monumentali. Il giornale suggerisce in particolare l’autunno come uno dei periodi migliori per visitare Perugia, quando il “cuore verde d’Italia” cambia colore, le temperature diventano più piacevoli e il paesaggio assume tonalità dorate e rossastre.

E che dire della gastronomia? Il legame con il cioccolato è ormai consolidato, proprio qui c’è il museo del cioccolato più grande al mondo ma l’attenzione va rivolta anche verso i tartufi e verso la cucina rustica dove gli ingredienti locali svelano ricette semplici ma intense.

Vista della panoramica Piazza IV Novembre, Perugia
iStock
Il centro storico di Perugia fa il giro del mondo

Cosa vedere assolutamente a Perugia

Il quotidiano britannico ha creato un itinerario di 48 ore per poter visitare Perugia toccando arte, storia e ovviamente il buon cibo. Si parte dal centro con piazza IV Novembre dove sorgono la cattedrale di San Lorenzo e la Fontana Maggiore. Basterà poi proseguire verso corso Vannucci, i Giardini Carducci e osservare i quartieri storici. Una delle esperienze imperdibili è però la discesa nel pozzo etrusco del III secolo a.C. che a quasi 10 metri di profondità dà modo di entrare nella complessa struttura sotterranea che mostra l’abilità ingegneristica degli Etruschi.

Per gli appassionati d’arte imperdibile la galleria nazionale dell’Umbria all’interno del palazzo dei Priori; nelle sale sono custodite opere medievali e rinascimentali del territorio. Spostandosi verso via della Viola e via Cartolari, lo scenario cambia: murales, atelier, cinema indipendenti e piccoli spazi culturali raccontano il volto più contemporaneo e bohemien della città. Il legame con la musica è altrettanto importante e nonostante sia limitato il periodo legato agli eventi, Umbria Jazz continua a risuonare nell’aria durante tutto l’anno con concerti e iniziative.

Ovviamente l’aspetto gastronomico è importantissimo: tra i piatti da provare pasta fresca con tartufo locale, tagliatelle condite con i profumi del bosco e ovviamente i vini come il Sagrantino e i rossi provenienti da uve Sangiovese. E per concludere in dolcezza, il cioccolato resta inevitabile: dai celebri cioccolatini alla nocciola alle creazioni artigianali, Perugia conferma una tradizione che ormai fa parte della sua identità internazionale.

Pasjača Beach, la spiaggia segreta nata dall’incontro tra uomo e natura

23 août 2026 à 15:30

C’è una spiaggia in Croazia che sembra quasi scomparire sotto le imponenti pareti di roccia della costa dalmata. È Pasjača Beach, una piccola caletta affacciata sull’Adriatico, dove il mare turchese incontra una stretta lingua di sabbia e ciottoli ai piedi delle scogliere. Un luogo spettacolare e non semplicissimo da raggiungere, tanto da essere entrato tra le 50 spiagge più belle d’Europa nel 2026, secondo la classifica Europe’s 50 Best Beaches, votata da oltre mille professionisti del mondo travel.

Pasjača Beach, la caletta segreta tra mare e scogliere

Vista dall’alto, Pasjača Beach sembra quasi una breccia nella costa: una sottile striscia di sabbia e ciottoli racchiusa tra le alte scogliere di Konavle e il blu intenso dell’Adriatico formando un quadro molto intimo e selvaggio. È proprio questo contrasto tra la roccia e il colore dell’acqua a renderla una delle spiagge più scenografiche della Croazia.

In questo angolo incontaminato è proprio la natura a dominare completamente il panorama: niente grandi strutture turistiche, niente stabilimenti che occupano la costa e nessun lungomare affollato e chiassoso. La caletta si trova infatti ai piedi delle scogliere, in una posizione che per secoli è rimasta difficile da raggiungere. Ed è proprio la sua posizione a fare la differenza: per raggiungerla bisogna scendere lungo un percorso ripido, in alcuni tratti scavato direttamente nella roccia. Una volta arrivati sulla spiaggia, però, il panorama ripaga ogni fatica. Non è un caso se nel 2026 è entrata nella classifica delle 50 migliori spiagge d’Europa, insieme ad altre quattro spiagge croate: Podrače, Zlatni Rat, Punta Rata e Sakarun.

Il sentiero per raggiungere Pasjača Beach
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Il percorso spettacolare per raggiungere Pasjača Beach

C’è poi una particolarità che rende Pasjača ancora più interessante: la spiaggia è stata modellata anche dall’intervento dell’uomo. Negli Anni ’60, infatti, durante la realizzazione di un tunnel per convogliare l’acqua in eccesso proveniente dalla piana di Konavle, il materiale roccioso raggiunse il mare. Le onde, nel tempo, lo hanno progressivamente frantumato, fino a formare l’attuale arenile.

Il risultato è un luogo dall’aspetto quasi irreale, dove la roccia scende verso il mare e lascia spazio a una piccola mezzaluna di ciottoli e sabbia. Le acque sono particolarmente limpide, ma diventano profonde rapidamente (c’è quindi da prestare molta attenzione). Priva dei principali servizi turistici, è inoltre importante arrivare preparati con acqua, cibo, protezione solare e tutto ciò che può servire per trascorrere qualche ora al mare.

Dove si trova e come raggiungerla

Pasjača si trova nel villaggio di Popovići, nella regione di Konavle, nell’estremo sud della Croazia, a circa 30-40 chilometri da Dubrovnik e a circa 12 chilometri da Cavtat.

Raggiungerla fa parte dell’esperienza: in auto si percorre la strada costiera in direzione sud da Dubrovnik, passando per Cavtat e proseguendo verso la zona di Konavle, fino alla deviazione per Popovići. Nei pressi dell’inizio del sentiero è disponibile un’area di parcheggio; da qui la spiaggia si raggiunge soltanto a piedi.

La discesa segue un sentiero ripido tra la vegetazione e la roccia, con scalini e tratti scavati nella parete, fino a raggiungere la caletta. In circa 20-25 minuti di discesa si raggiunge questo luogo incontaminato. Il sentiero può essere impegnativo e la risalita, soprattutto nelle ore più calde, richiede un po’ di allenamento. È quindi consigliato indossare scarpe con una buona presa e portare con sé acqua, cibo e tutto ciò che serve per la giornata in questo paradiso segreto.

Herm, l’isola senza auto tra spiagge bianche e silenzio

23 août 2026 à 11:00

Sessanta abitanti, niente automobili e il suono del mare a interrompere il silenzio: Herm, nelle Isole del Canale, sembra fatta apposta per chi sogna di allontanarsi per qualche giorno da traffico, folla e ritmi frenetici.

Nel 2026 ha conquistato il 14° posto nella classifica delle isole più tranquille del mondo stilata dall’Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato cento destinazioni valutandone densità abitativa, natura, strade, traffico aereo, oscurità notturna e caratteristiche della costa. Herm è piccolissima, appena 1,3 chilometri quadrati, e appena sbarcati, vi ritroverete su un’isola senza auto, abbracciata da spiagge, baie e sentieri costieri, dove potete dimenticarvi per qualche ora degli spostamenti veloci e tornare a camminare.

Il turismo che rigenera: lo yoga tourism traina la crescita dei viaggi benessere

23 août 2026 à 09:00

Viaggiare per ritrovare equilibrio, ridurre lo stress e dedicare tempo alla propria crescita personale: è una tendenza sempre più forte nel turismo internazionale. Il turismo yoga si inserisce proprio in questo scenario e si prepara a vivere una nuova fase di espansione, sostenuto dalla crescente domanda di esperienze legate al benessere fisico e mentale.

Secondo una nuova analisi di settore di ResearchAndMarkets, il mercato globale del turismo yoga passerà dai 177,1 miliardi di dollari del 2024 ai 222,5 miliardi previsti entro il 2030, con una crescita media annua del 3,9%.

Il fenomeno riflette un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più interessati a vacanze capaci di andare oltre la semplice scoperta di una destinazione. I ritiri yoga, infatti, uniscono attività fisica, rilassamento, spiritualità e immersione culturale, trasformando il viaggio in un’occasione di rigenerazione.

Ritiri yoga e benessere conquistano i viaggiatori

La crescita del turismo yoga è strettamente legata all’espansione del più ampio settore dei viaggi dedicati al benessere e alla spiritualità. Sempre più persone scelgono soggiorni organizzati intorno alla ricerca dell’equilibrio e alla necessità di staccare dalla quotidianità. I ritiri diventano così esperienze strutturate, nelle quali lezioni di yoga e pratiche dedicate alla consapevolezza possono affiancarsi alla scoperta del territorio e alla dimensione spirituale.

A sostenere il mercato contribuisce anche il wellness aziendale. Le imprese investono infatti in ritiri dedicati al benessere dei dipendenti, considerandoli strumenti utili per favorire produttività, coinvolgimento e fidelizzazione. Una domanda che apre nuove opportunità per operatori specializzati e destinazioni già note per la loro offerta wellness.

Anche i social media hanno accelerato la diffusione del fenomeno. Influencer e personaggi pubblici hanno contribuito a rendere i ritiri yoga esperienze desiderabili, mentre le piattaforme digitali permettono agli operatori di intercettare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Il mercato cresce tra viaggi al femminile e nuove destinazioni

Un ruolo importante è quello dei viaggi in solitaria, soprattutto tra le donne, che trovano nei ritiri strutturati occasioni di socialità, sicurezza e crescita personale. Il segmento femminile resta infatti dominante e dovrebbe raggiungere i 145,7 miliardi di dollari entro il 2030, con un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del 3,2%. Il mercato maschile, pur partendo da dimensioni inferiori, è invece destinato a crescere più rapidamente, con un tasso annuo previsto del 5,3%.

Sul fronte geografico, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato, con un valore di 48,2 miliardi di dollari nel 2024. Tra le realtà in maggiore crescita spicca invece la Cina, che potrebbe raggiungere i 44,7 miliardi di dollari entro il 2030, sostenuta da un CAGR del 7%. Anche Giappone, Canada, Germania e diverse aree dell’Asia-Pacifico, dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa mostrano prospettive positive.

Nei prossimi anni, l’accesso digitale, le piattaforme di prenotazione e una progettazione sempre più diversificata dei ritiri potrebbero rafforzare ulteriormente il settore. Il turismo yoga si prepara così a diventare uno dei protagonisti della trasformazione dei viaggi benessere fino alla fine del decennio, dove partire significa sempre più anche ritrovare sé stessi e rallentare.

Vacanze senza fretta, le 15 migliori destinazioni europee (sorprendenti) dove staccare davvero

23 août 2026 à 07:30

Dimenticare la sveglia presto al mattino per sfruttare più ore possibili, lasciare a casa gli itinerari pieni di mete e concedersi qualche ora senza guardare l’orologio e lo smartphone. È questa la filosofia della stillcation, una nuova tendenza di viaggio che mette al centro il riposo, il contatto con la natura e la possibilità di rallentare davvero il ritmo, lasciando spazio a un’esperienza di viaggio meno programmata e più contemplativa.

A individuare le destinazioni europee più adatte a questo tipo di vacanza è stata Inghams Walking, che ha analizzato quasi 100 località sulla base di sei parametri: quantità di sentieri escursionistici, qualità dell’aria, ricchezza del canto degli uccelli, possibilità di osservare il cielo stellato, densità della popolazione e copertura forestale. Il risultato dell’analisi è una classifica che premia 15 mete composte da luoghi principalmente poco urbanizzati e dove il silenzio, i paesaggi naturali e le attività all’aria aperta diventano parte integrante dell’esperienza di viaggio. Tra le prime posizioni della graduatoria c’è anche una destinazione italiana apprezzata in tutto il mondo.

Wester Ross è la meta perfetta per rallentare

A conquistare il primo posto della classifica è Wester Ross, regione delle Highlands nord-occidentali della Scozia, dove la natura domina incontrastata. Qui gli scenari sono composti da montagne, laghi marini e coste selvagge: il luogo ideale per chi cerca di allontanarsi dal turismo più frenetico ritrovando finalmente un ritmo più lento.

Qui la densità abitativa è bassissima: solo 1,6 persone per chilometro quadrato. Proprio per questo è facile, in questa parte della Scozia, lasciarsi alle spalle il rumore e la folla delle località più abitate.

Anche il cielo contribuisce a percepire una certa sensazione di isolamento: i bassi livelli di inquinamento luminoso rendono infatti Wester Ross particolarmente interessante per chi ama osservare le stelle, mentre la natura offre numerose occasioni per entrare in contatto con la fauna locale. A rendere l’esperienza ancora più particolare è poi la cultura locale, con la tradizione del crofting, l’agricoltura tipica delle Highlands, e la musica gaelica.

Le Dolomiti tra le mete top per una stillcation

Nella classifica delle migliori 15 destinazioni per una vacanza lenta alla ricerca della pace c’è anche una perla italiana amata in tutto il mondo: le Dolomiti, che si aggiudicano il quinto posto, dimostrando il loro valore per un viaggio lontano dalla frenesia. Qui il paesaggio invita a camminare, fermarsi e osservare, con una rete di sentieri che permette di esplorare vallate, boschi e panorami splendidi senza necessariamente seguire un programma serrato.

La classifica premia proprio questo tipo di esperienza: non una destinazione dove accumulare attrazioni da vedere, ma un luogo in cui la natura diventa l’attività principale della vacanza.

Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige
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Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige

La classifica completa

Dopo Wester Ross, al secondo posto troviamo i Pirenei francesi, parte della grande catena montuosa che si estende per oltre 430 chilometri tra Francia e Spagna. Il loro punto di forza è caratterizzato dai paesaggi sonori naturali, per i quali hanno ottenuto ottimi risultati in graduatoria. Il canto delle sue 319 specie di uccelli (è infatti un’ottima meta per il birdwatching) e i rumori della natura contribuiscono una generale sensazione di quiete che accompagna il viaggio.

Sul terzo gradino del podio sale invece Abisko, un piccolo villaggio della Svezia settentrionale celebre soprattutto per le aurore boreali che offre: da qui si ammirano spettacoli luminosi da settembre ad aprile. È anche un’ottima destinazione per il trekking: ha il punteggio maggiore per la disponibilità di sentieri escursionistici, che permettono di esplorare il territorio in tranquillità senza un programma predefinito da seguire. In fondo, è proprio questa l’anima della stillcation: non avere nulla da spuntare da una lista, ma soltanto un sentiero, un paesaggio e tutto il tempo necessario per goderseli.

Tra le altre destinazioni in classifica troviamo inoltre la Valle dell’Engadina (Svizzera), con i suoi paesaggi alpini e i laghi cristallini, ma anche i Picos de Europa (Spagna), che offrono gole, montagne e percorsi selvaggi. Non mancano le Ebridi Esterne (Scozia), dove a dominare sono coste e spiagge incontaminate, la Corsica (Francia), un mix di montagne e mare lontano dalla folla, Gotland (Svezia), dalle atmosfere tranquille sulla costa e Kitzbühel (Austria) immerso tra natura alpina e villaggi eleganti.

Kranjska Gora (Slovenia), inoltre, è ideale per chi cerca boschi, montagne e aria pura, mentre St Anton (Austria) conquista per i suoi scenari alpini, Scania (Svezia) per le campagne e le coste tranquille, Bled (Slovenia) per il celebre lago circondato dalle montagne. Infine, Neustift im Stubaital (Austria) conquista con bellissimi paesaggi della valle alpina.

Ecco le 15 destinazioni europee migliori per una vacanza lenta, con il punteggio ottenuto da ciascuna località (su 100 punti totali):

  1. Wester Ross (Scozia): 44,74 punti;
  2. Pirenei francesi (Francia): 41,20 punti;
  3. Abisko (Svezia): 40,86 punti;
  4. Valle dell’Engadina (Svizzera): 39,44 punti;
  5. Dolomiti (Italia): 39,20 punti;
  6. Picos de Europa (Spagna): 39,05 punti;
  7. Ebridi Esterne (Scozia): 38,96 punti;
  8. Corsica (Francia): 38,18 punti;
  9. Gotland (Svezia): 37,95 punti;
  10. Kitzbühel (Austria): 36,86 punti;
  11. Kranjska Gora (Slovenia): 36,38 punti;
  12. St Anton (Austria): 36,32 punti;
  13. Scania (Svezia) – 35,05 punti;
  14. Bled (Slovenia): 33,80 punti;
  15. Neustift im Stubaital (Austria): 33,65 punti.

Stewart Island, l’isola più tranquilla del mondo dove vivono solo 500 persone

22 août 2026 à 15:00

Immaginate un’isola grande tre volte Phuket dove vivono appena 500 persone, mentre circa 20 mila kiwi si aggirano tra foreste, spiagge e sentieri; aggiungete pochissime strade, cieli quasi privi di luce artificiale e un territorio in gran parte protetto: siete a Stewart Island, in Nuova Zelanda, incoronata nel 2026 “isola più tranquilla del mondo” dall’Unspoilt Index di BookRetreats, con un punteggio di 94,6 su 100.

Conosciuta in māori come Rakiura ovvero “terra dei cieli splendenti”, è la terza isola più grande della Nuova Zelanda e uno di quei luoghi in cui la presenza dell’uomo sembra quasi farsi da parte per lasciare spazio alla natura. Il protagonista più celebre è il kiwi bruno di Stewart Island, o Rakiura tokoeka, che qui trova uno dei suoi habitat privilegiati e può essere avvistato anche durante il giorno.

Ma basta aspettare che cali il buio perché lo spettacolo si sposti sopra le vostre teste. Dal 2019 Stewart Island/Rakiura è infatti un International Dark Sky Sanctuary e, ancora oggi, detiene il primato di santuario internazionale del cielo buio più meridionale del pianeta. L’inquinamento luminoso è quasi inesistente e, quando cielo e attività solare collaborano, potreste persino vedere l’aurora australe accendersi sopra l’oceano.

Cosa vedere e fare a Stewart Island tra kiwi, foreste e cieli stellati

Se arrivate fin qui in cerca di silenzio, Stewart Island difficilmente vi deluderà: circa l’85% dell’isola è protetto dal Rakiura National Park, un territorio di foreste native, baie remote, zone umide, coste selvagge e lunghi sentieri dove è ancora possibile intuire l’aspetto che doveva avere gran parte della Nuova Zelanda prima delle profonde trasformazioni provocate dalla presenza umana.

Oban, affacciata su Halfmoon Bay, è l’unico vero centro abitato: da qui bastano pochi spostamenti per lasciarsi alle spalle le case e ritrovarvi tra felci, spiagge quasi vuote e insenature in cui il rumore dominante torna a essere quello dell’acqua e degli uccelli. Proprio il birdwatching è una delle grandi esperienze dell’isola: i kiwi sono le star, ma Rakiura ospita un’eccezionale varietà di uccelli marini e forestali.

Stewart Island, l'isola dei kiwi e dei cieli spettacolari
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Stewart Island, l’isola dei kiwi e dei cieli spettacolari

Se amate camminare, il modo più emozionante per entrare nel paesaggio è seguire il Rakiura Track, una delle Great Walks neozelandesi, che richiede generalmente tre giorni e attraversa costa aperta, foreste, spiagge e le rive riparate del Paterson Inlet. Lungo il cammino potrete pernottare nei rifugi o nei campeggi e, con un po’ di fortuna, trovare sulla terra persino le impronte dei kiwi. Non aspettatevi però una passeggiata sempre comoda: la pioggia può trasformare alcuni tratti in veri corridoi di fango, parte integrante dell’esperienza di trekking sull’isola.

Per escursionisti esperti esistono percorsi ancora più impegnativi: il Southern Circuit percorre valli coperte di foresta e zone remote come Mason Bay e richiede preparazione, esperienza nel backcountry e capacità di affrontare condizioni meteorologiche mutevoli. Ancora più lungo e selvaggio è il North West Circuit, che segue gran parte della costa settentrionale tra spiagge delimitate dalle dune, promontori rocciosi, foreste e rifugi isolati.

Cima del Monte Anglem, Stewart Island, Nuova Zelanda
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Spettacolare cima del Monte Anglem a Stewart Island

Se preferite l’acqua ai lunghi trekking, da Oban potete invece esplorare il Paterson Inlet in kayak, alternando piccole baie, coste coperte di vegetazione e quella particolare sensazione di isolamento che accompagna gran parte del viaggio.

Poi arriva la notte. Alzate lo sguardo: le stelle diventano improvvisamente numerosissime e il cielo assume una profondità che nelle città abbiamo quasi dimenticato: tra marzo e settembre aumentano inoltre le opportunità di osservare l’aurora australe, anche se, trattandosi di un fenomeno naturale, l’avvistamento non può mai essere garantito.

Aurora australe a Stewart Island
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Spettacolare aurora australe a Stewart Island (Nuova Zelanda)

Dove si trova Stewart Island e come raggiungerla

Stewart Island/Rakiura si trova circa 30 chilometri a sud della South Island della Nuova Zelanda, oltre il Foveaux Strait, in quelle latitudini australi influenzate dai celebri Roaring Forties, i forti venti occidentali che aspazzano l’emisfero meridionale.

Da Invercargill potete raggiungere Oban con un piccolo aereo in circa 20 minuti; se invece preferite il mare, dal porto di Bluff parte il traghetto che percorre il Foveaux Strait in circa un’ora: lo stretto è noto per le condizioni del mare che possono diventare vivaci, mentre il volo offre un arrivo oltremodo scenografico sopra coste, baie e foreste.

Playa Alzada, la spiaggia selvaggia tra le dune di Fuerteventura

22 août 2026 à 12:30

Una distesa di sabbia chiara, le dune alle spalle e dinanzi soltanto le sfumature turchesi dell’Atlantico: Playa Alzada, a Fuerteventura, è uno di quei luoghi in cui il paesaggio sembra essersi preso tutto lo spazio, lasciando pochissimo all’intervento dell’uomo.

Immersa nel Parco Naturale delle Dune di Corralejo, nel nord-est dell’isola, è una delle spiagge più tranquille di questo spettacolare tratto di costa e nel 2026 ha conquistato anche un importante riconoscimento internazionale: si è classificata al 48° posto nella graduatoria Europe’s 50 Best Beaches, che riunisce le 50 spiagge più belle d’Europa secondo oltre mille professionisti ed esperti di viaggio.

Il premio non stupisce davanti a uno scenario in cui sabbia dorata e fine, acqua limpida, rocce vulcaniche e dune si incontrano senza hotel o grandi costruzioni a interrompere l’orizzonte: Playa Alzada conserva, infatti, un carattere essenziale e selvaggio, perfetto per chi a Fuerteventura cerca il mare ma anche quella sensazione di libertà che soltanto le spiagge rimaste vicine alla loro natura originaria riescono a regalare.

Playa Alzada, tra sabbia dorata, oceano e dune di Corralejo

Playa Alzada si sviluppa davanti al grande sistema dunale di Corralejo e vanta un arenile di sabbia dorata e fine lungo circa 840 metri e largo in media 30 metri.

Il contrasto tra terra e acqua è ciò che cattura subito lo sguardo. Alle spalle, il paesaggio assume quasi l’aspetto di un piccolo deserto, con le dune che fanno parte di un’area naturale protetta estesa per oltre dieci chilometri lungo la costa; davanti, l’Atlantico sfoggia tonalità che passano dall’azzurro al turchese.

Potete stendere l’asciugamano sulla sabbia e godervi l’atmosfera tranquilla oppure camminare lungo la costa, osservando da vicino il continuo alternarsi di dune, rocce vulcaniche e oceano. Anche gli appassionati di fotografia trovano qui uno scenario particolarmente suggestivo, soprattutto quando la luce fa risaltare il già citato contrasto tra i colori caldi della terra e quelli intensi dell’acqua.

Non vi sono bar, ristoranti, docce o servizi igienici sulla spiaggia: se decidete di trascorrervi qualche ora dovete arrivare preparati, portando con voi soprattutto acqua, protezione solare e tutto ciò che può servire durante la giornata. Sono presenti servizi essenziali come pulizia e cestini e anche il servizio di salvataggio.

Vi potete fermare ad ascoltare il vento, leggere guardando l’oceano oppure passeggiare ai margini delle dune, sempre facendo attenzione a rispettare un ecosistema fragile e protetto: nel Parco Naturale è infatti fondamentale non asportare pietre, sabbia o elementi naturali e non alterare il paesaggio.

Vista aerea della spiaggia di Alzada nel parco di Corralejo, Fuerteventura, Isole Canarie
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Veduta panoramica della spettacolare Playa Alzada

Dove si trova e come arrivare

Playa Alzada si trova nel nord-est di Fuerteventura, nel territorio comunale di La Oliva, nel cuore del Parco Naturale di Corralejo e a pochi chilometri a sud-est della cittadina di Corralejo.

Raggiungerla è piuttosto semplice perché la strada che percorre il paesaggio delle dune corre molto vicina alla costa. L’accesso alla spiaggia avviene poi facilmente a piedi e lungo la strada sono presenti spazi in cui lasciare l’auto prima di proseguire verso l’arenile.

È possibile arrivare nella zona anche con il trasporto pubblico, con collegamenti indicati dalle linee 6 e 7. Se viaggiate in autonomia controllate in anticipo fermate e orari aggiornati, soprattutto perché la spiaggia non è inserita all’interno di un centro abitato.

Tornano i treni storici in Campania: viaggi affascinanti tra regge, borghi e paesaggi suggestivi

22 août 2026 à 09:00

Dal 6 settembre al 27 dicembre 2026 la Campania torna a viaggiare sui binari del passato con una nuova stagione di treni storici. Sono oltre 30 le corse previste nei fine settimana, pensate per trasformare il viaggio in un’esperienza capace di unire turismo lento, cultura, storia e mobilità sostenibile. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti), in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e gli enti locali.

Il programma attraversa alcuni dei luoghi più interessanti della regione, dalle grandi città d’arte ai siti archeologici, fino ai piccoli borghi dell’entroterra. Per le informazioni definitive su date, orari, tariffe e modalità di prenotazione delle singole corse, arriveranno presto i dettagli ufficiali.

Pietrarsa Express, un viaggio nella storia delle ferrovie

Ad aprire la stagione sarà il Pietrarsa Express, con la prima corsa in programma domenica 6 settembre. Il convoglio storico partirà da Napoli Centrale per raggiungere il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, una delle destinazioni più significative per conoscere la storia delle ferrovie italiane.

Il fascino dell’itinerario sta anche nella possibilità di raggiungere il museo a bordo di un treno d’epoca, rendendo il percorso parte integrante della visita. Un modo suggestivo per riscoprire un luogo legato all’evoluzione del trasporto ferroviario italiano.

Ripartono i treni storici in Campania
Ferrovie dello Stato
A bordo del Pietrarsa Express

Reggia Express, da Napoli alla Reggia di Caserta

La seconda proposta è il Reggia Express, che collegherà Napoli Centrale alla stazione di Caserta a bordo di un convoglio storico. La prima partenza è prevista per domenica 13 settembre.

La particolarità dell’itinerario è la posizione della stazione ferroviaria casertana, situata a breve distanza dal Complesso Vanvitelliano della Reggia di Caserta. Una volta scesi dal treno, sarà quindi possibile raggiungere facilmente uno dei più importanti monumenti della Campania, senza lunghi trasferimenti.

Archeotreno, sulle tracce di Pompei e Paestum

Il patrimonio archeologico sarà protagonista dell’Archeotreno, con partenze da Napoli verso due destinazioni di grande rilevanza: Pompei e Paestum. La prima corsa è fissata per domenica 18 ottobre.

L’idea è quella di facilitare l’accesso a importanti aree archeologiche attraverso un collegamento ferroviario dal forte valore turistico e culturale. Il viaggio diventa così parte dell’esperienza, accompagnando i visitatori verso luoghi che raccontano alcune delle pagine più importanti della storia antica della Campania.

Tornano i treni storici in Campania da settembre
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L’Archeotreno della Campania

Ferrovia dell’Irpinia, tra borghi e paesaggi dell’entroterra

Dal 13 settembre il programma si estenderà anche all’Irpinia, con partenze da Avellino lungo la storica Ferrovia dell’Irpinia. Le automotrici d’epoca raggiungeranno borghi come Montella, Lioni, Montemarano, Paternopoli, Taurasi, Cassano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi.

Per rendere più semplice la visita, il viaggio sarà accompagnato da un servizio integrato di bus navetta dalle stazioni verso i centri abitati. Un sistema pensato per valorizzare anche le aree interne e favorire la scoperta di borghi, paesaggi e patrimoni locali.

I biglietti saranno disponibili attraverso i canali Trenitalia (sito, app, biglietteria, distributori automatici) e presso le agenzie di viaggio, ma per conoscere calendario completo e le informazioni delle singole iniziative bisognerà consultare i canali della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.

Le riserve marine italiane migliori per lo snorkeling: il mare qui nasconde un mondo paradisiaco

21 août 2026 à 17:00

Maschera, boccaglio, pinne per i più hardcore. Poi un tuffo nel blu e si va alla scoperta del magico mondo subacqueo, tra praterie di posidonia che ospitano banchi di occhiate e saraghi e secche dove nuotano robuste cernie. E, con un po’ di fortuna, si possono anche incontrare animali acquatici diversi dai pesci, come qualche tartaruga caretta caretta di passaggio.

Lo snorkeling è una attività amatissima lungo le spiagge italiane, specie quelle più rocciose e selvagge, dove attorno agli scogli si trova una fauna ittica bellissima da incontrare. Naturalmente, ci sono zone marine protette dove questo tipo di esperienza naturalistica sale di livello, come ad esempio in alcune Aree Marine Protette, ovvero tratti di costa e di fondale sottoposti a tutela e regolamentati con diversi gradi di protezione, dove la pesca è limitata o vietata. Qui ci si può immergere in un vero e proprio universo parallelo alla superficie e scoprire il mondo sotto il pelo dell’acqua, sempre ricordando alcune norme basilari di comportamento per un’esperienza non invasiva: non toccare gli animali, non nutrirli, mantenere la distanza, non alterare il fondale.

Isole Tremiti, Puglia

San Domino, San Nicola, Capraia, Pianosa e il piccolo scoglio del Cretaccio compongono un mosaico di appena 3 chilometri quadrati di terra emersa: sono le Isole Tremiti, in Puglia, circondate da un’area protetta di quasi 1500 ettari e circa 20 chilometri di sviluppo costiero, istituita oltre 35 anni fa.

Le acque delle Tremiti sono tra le più trasparenti dell’Adriatico e custodiscono fondali di grande valore biologico, visto l’ambiente marino sorprendentemente vario per le dimensioni ridotte dell’arcipelago. In più è ideale per i principianti, grazie ad acque limitatamente profonde.

Snorkeling alle Isole Tremiti, tra i più belli in Italia
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Snorkeling alle Isole Tremiti

Alle Tremiti è possibile sia partire da alcune spiagge, come Cala Matano a San Domino, per esplorare le zone limitrofe e godersi la fauna subacquea, sia recarsi in alcuni luoghi speciali via mare, con un’imbarcazione, come allo Scoglio dell’Elefante o alla Grotta del Bue Marino, anch’essi a San Domino. Anche il tratto di mare intorno al Cretaccio, l’isolotto argilloso tra San Domino e San Nicola, è tra i più adatti allo snorkeling, con affascinanti distese di posidonia e rocce popolate da banchi di salpe e occhiate.

Isola di Bergeggi, Liguria

Nel 2007 l’Isola di Bergeggi, una roccia che si eleva per circa 50 metri sopra il livello del mare tra Spotorno e, appunto, Bergeggi, ha visto l’istituzione di un’Area Marina Protetta.

Oggi sull’isola non si può sbarcare, ma rimane comunque una delle mete più amate della Liguria per chi ama immersioni e snorkeling. Nuotando lungo il perimetro dell’isola, nelle zone consentite alla balneazione, si incrocia una grande varietà di fauna ittica, grazie a un fondale sia roccioso che sabbioso, vista la vicinanza con le spiagge del litorale ligure (l’Isola è appena a 260 metri dalla costa, di fronte a Punta del Maiolo).

l'isola di bergeggi è uno dei paradisi dello snorkeling in Italia
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Veduta dell’Isola di Bergeggi

Pesci, alghe dalle svariate forme e colori, crostacei e spugne, stelle marine, molluschi e pure qualche polpo sono i protagonisti dell’esplorazione ai piedi di questo roccioso angolo di Mar Ligure. Sull’Isola di Bergeggi, che ha una lunga storia, con resti antichissimi sulla sua superficie non è possibile mettere piedi, come detto, ma vengono organizzate escursioni guidate che, dal mare, raccontano tutti i segreti dell’affascinante scoglio.

Capo Rizzuto, Calabria

L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, sulla costa della Calabria bagnata dal Mar Ionio, è la più grande d’Italia, e anche una delle maggiori in Europa. Conta, infatti, circa 15mila ettari di mare lungo un litorale di quaranta chilometri.

Nella zona di riserva parziale è consentita l’attività di snorkeling e qui i fondali custodiscono estese praterie di posidonia e specie rare, come il coloratissimo pesce pappagallo. È una delle poche aree in Italia dove questa specie così particolare, e per la verità quasi buffa, può essere avvistata.

La splendida Fortezza di Le Castella, che si trova proprio nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, si staglia imponente su un piccolo isolotto all’estremità orientale del Golfo di Squillace. È collegata alla terra ferma solo da un sottile lembo di terra, e proprio nel tratto vicino si trova la zona più bella per esplorare il mare. Per chi vuole conoscere meglio l’ecosistema prima di tuffarsi, il Centro di Educazione Ambiente Marino di Capo Rizzuto ospita un piccolo acquario con le specie tipiche della riserva.

Riserva dello Zingaro, Sicilia

Meta amata e gettonata delle estati siciliane, la Riserva dello Zingaro sorge tra Scopello e San Vito Lo Capo, sulla costa nord-occidentale della Sicilia. Figlia di una gloriosa storia di battaglia popolare ambientalista capace di bloccare la costruzione di una strada litoranea che avrebbe trasfigurato l’aspetto di un vero e proprio paradiso naturale marittimo, oggi quest’area protetta racchiude quasi 1700 ettari di territorio accessibile solo a piedi, lungo sette chilometri di costa. Tale territorio è percorso da spettacolari sentieri che si affacciano su calette bianche e ciottolose, incastonate tra pareti rocciose a strapiombo e bagnate da un mare cristallino.

Snorkeling alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia
Lorenzo Calamai
Snorkeling alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia

Tra una spiaggia e l’altra la costa è interamente rocciosa, cosa che rende la Riserva dello Zingaro un piccolo paradiso per lo snorkeling. Sia le persone che raggiungono la Tonnarella dell’Uzzo, Cala Capreria, o Cala Marinella, tra le più belle dell’area protetta, sia coloro che ne raggiungono la zona costiera con le imbarcazioni, possono esplorare le insenature, le grotte e gli scogli che sono popolati da pesci di tutte le fogge, forme e dimensioni.

Capo Carbonara, Sardegna

L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara si estende su oltre 86 chilometri quadrati di mare, dal promontorio di Capo Boi fino all’Isola di Serpentara, comprendendo anche la celebre Isola dei Cavoli. Istituita nel 1998 a tutela di un ambiente rimasto per lo più selvaggio, è oggi una delle mete più amate della Sardegna da chi pratica snorkeling.

Porto Giunco, Cala Caterina, Cala Pira, Punta Molentis: tutte zone ideali per immergersi con maschera e boccaglio e scoprire un ambiente più unico che raro, con saraghi, orate, cernie e barracuda che nuotano guizzanti tra splendidi fondali rocciosi e ampie distese di posidonia. Gli scenari subacquei sono qui notevoli in particolare per la caratteristica, candida roccia granitica, che si sviluppa anche sotto il pelo dell’acqua in vuoti e pieni come un’architettura naturale, tempestati di flora sottomarina. Da non perdere, in questo senso, la Secca di Cala Caterina.

Non guasta il fatto che, una volta riemersi in superficie e tolta la maschera, l’ambiente circostante sia davvero spettacolare: un mare cristallino bacia il granito bianco, mentre una ostinata vegetazione resiste al vento e alle particolari condizioni del terreno, dando ulteriore contrasto con il suo verde intenso.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, le sagre e gli eventi folkloristici del weekend del 21-23 agosto 2026 in Italia

21 août 2026 à 12:00

Il calendario di agosto continua a essere ricco di appuntamenti enogastronomici in tutta Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, sono tantissime le sagre e le feste tradizionali che si svolgono da Nord a Sud d’Italia.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, dalla festa del fieno a quelle patronali, abbiamo selezionato dieci eventi imperdibili che faranno felici tutta la famiglia.

Festival del Riso 2026 a Castel d’Ario (MN)

Dal 22 al 25 agosto 2026, il paese di Castel d’Ario ospita la 14ª edizione del Festival del Riso, nell’ambito della tradizionale Fiera d’agosto: quattro serate dedicate ai sapori del territorio di Mantova, alla convivialità e alla cultura gastronomica locale. Piazza Garibaldi e piazza Castello tornano a riempirsi di tavolate, profumi e visitatori pronti a lasciarsi conquistare da uno dei simboli della cucina mantovana. Il protagonista assoluto è il Concorso di Risotti “Spiga d’Oro”, la sfida culinaria che ogni sera mette a confronto interpretazioni diverse di uno dei piatti più iconici della tradizione. Un’occasione per degustare ricette originali, confrontare sapori e, perché no, eleggere il proprio risotto preferito. Si potranno assaggiare il risotto con zafferano, prosecco e gamberetti, il risotto ai funghi porcini, il tradizionale risotto con Pèssin, il celebre risotto con le rane, autentica specialità della cucina di pianura, il riso con i Saltarei, il classico risotto all’Isolana, il risotto con cacio, pepe e pancetta croccante, il risotto Oro di Sicilia, impreziosito dai sapori mediterranei, e il risotto con radicchio, speck e Monte Veronese.

Sagra della Strazzatella a Guardia Perticara (PZ)

A Guardia Perticara il 20 e 21 agosto si festeggia la Strazzatella, la focaccia che profuma di forno e di tradizione, croccante fuori, morbida dentro, appena sfornata e ancora fumante, nasce dallo stesso impasto del pane e, da secoli, accompagna la vita delle famiglie di uno dei borghi più affascinanti della Basilicata, conosciuto come il paese delle case in pietra. Il 21 agosto la Strazzatella esce dai forni e diventa la regina della tavola. Guardia Perticara le dedica una giornata speciale, invitando visitatori e appassionati a scoprire un prodotto che racchiude tutta la semplicità e la genuinità della cucina lucana.

Sagra delle Sagne Scandrigliesi a Scandriglia (RI)

Venerdì 21 e sabato 22 agosto 2026, appuntamento con la 41^ Sagra delle Sagne Scandrigliesi, una tradizionale sagra storica, la cui prima edizione risale all’86. Attesa e sentita festa popolare, con degustazione di specialità locali, prodotti tipici e serate musicali danzanti, la festa è dedicata alle “Sagne” (fettuccine), una specialità di pasta all’uovo, confezionate a mano dalle donne del posto, condite con sugo cucinato secondo l’antica ricetta. Con le “Sagne”, saranno serviti anche bruschette con l’olio extra vergine d’oliva di Scandriglia e vino. Ad animare l’evento, anche mercatini artigianali, animazione, folklore.

Le vie del Miele a Melendugno (LE)

Il weekend del 21-22 agosto, il centro storico di Melendugno, tra i più belli del Salento, diventa il cuore del miele grazie a Le vie del Miele, un evento giunto alla quinta edizione con degustazioni di miele del territorio accompagnate dai sapori tipici della gastronomia locale. Il programma prevede due serate destinate a valorizzare e promuovere questo prodotto caratteristico del posto, anche attività per bambini, street food, musica dal vivo e le caratteristiche luminarie della tradizione pugliese. Il miele di fieno greco prodotto a Melendugno si è aggiudicato il premio Il Miele del Sindaco nel 2019. Il legame tra il territorio di Melendugno e il miele è molto antico: il simbolo della città, infatti, raffigura un albero di pino con un alveare sul tronco, circondato da tre api in volo. I vari appuntamenti avranno inizio alle 16.30 e continueranno fino a tarda serata.

Festa di San Vito a Omegna (VB)

La Festa di San Vito è una delle feste patronali più antiche e frequentate del Piemonte e quest’anno giunge alla 123^ edizione. Si svolge a Omegna, sul Lago d’Orta, è quest’anno in programma dal 21 al 31 agosto su uno degli specchi lacustri italiani più amati dai turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Agli eventi legati al culto, tra cui la suggestiva processione religiosa con l’urna di San Vito (la comunità custodisce da secoli la memoria del Santo, martire giunto sulle sponde del Lago d’Orta dalle Catacombe romane il “giorno delle calende”, il 27 agosto 1611), si aggiungono le molte occasioni di musica e divertimento con i fuochi d’artificio.

Festa-di-San-Vito-Omegna-(VB)
@Giancarlo Parazzoli
La Festa di San Vito Omegna sul Lago d’Orta

Sagra della polenta a Orvinio (RI)

Polenta fumante, un castello (Malvezzi-Campeggi) che domina il borgo e un paese che un tempo si chiamava Canemorto. Questo è il motivo per cui il 22 e 23 agosto vale la pena organizzare un fuoriporta a Orvinio, uno dei Borghi più belli d’Italia, nel cuore dei Monti Lucretili. La protagonista assoluta del weekend sarà la 43ª Sagra della Polenta, l’appuntamento che da oltre quarant’anni richiama appassionati della cucina tradizionale e visitatori alla ricerca dei sapori più autentici della Sabina. Qui la polenta non è soltanto un piatto, è un rito collettivo, un’occasione per ritrovarsi in piazza, mangiare insieme e vivere l’atmosfera genuina di un borgo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Lo stand gastronomico aprirà entrambe le giornate alle 19.00, pronto a servire fumanti porzioni di polenta. Già dal pomeriggio, i bambini potranno partecipare al laboratorio “La Polenta” e divertirsi nell’area gonfiabili. Alle 18.00 spazio ai vini del territorio.

Festa dal Fen a Livigno

Il 23 agosto 2026, in Valtellina è il momento della Festa dal Fen, un appuntamento che celebra il rapporto profondo tra la comunità e la terra attraverso la rievocazione delle antiche tecniche di lavorazione del fieno. Una giornata dedicata ai gesti della tradizione contadina, alla cura del territorio e al valore di quei saperi che ancora oggi raccontano il legame tra uomo e montagna. La festa si trascorre in compagnia di un gruppo folkloristico e di costumi caratteristici di Livigno per rivivere le tradizioni locali. Alle ore 10.00 si svolge la sfilata con partenza dalla Chiesa di Santa Maria Nascente. Durante la giornata, esibizioni, pranzo, giochi, rappresentazione della fienagione, della vita d’un tempo e ballo liscio con orchestra. A seguire, cena e serata danzante.

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Ufficio stampa
La Festa dal fen a Livigno

Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia (CN)

Prende il via il 22 agosto 2026 la 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, l’appuntamento di riferimento per la promozione della Nocciola Piemonte IGP e dell’intero territorio dell’Alta Langa e, allo stesso tempo, un’importante occasione per raccontare un territorio fatto di paesaggi, cultura, tradizioni, turismo e qualità della vita. Cortemilia appartiene al circuito dei Borghi Sostenibili della Regione Piemonte ed è considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP. La Nocciola Tonda Gentile delle Langhe trova proprio in quest’area le condizioni ambientali ideali per sviluppare caratteristiche uniche di qualità, aroma e versatilità, diventando negli anni un prodotto apprezzato in Italia e nel mondo. La fiera offre un ricco calendario di iniziative dedicate all’enogastronomia, alla cultura, agli spettacoli, alle attività per famiglie e alla scoperta dell’Alta Langa. La novità dell’edizione 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, che porterà a Cortemilia il racconto di una nuova eccellenza: il Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo, espressione di una tradizione agricola antica e di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e valorizzato. Sabato e domenica saranno presenti gli stand istituzionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo.

Regata de Is Fassonis a Santa Giusta (OR)

Il 22 e 23 agosto nella laguna di Santa Giusta si svolge la 45ª edizione della Regata de Is Fassonis, due giornate dedicate a una delle tradizioni più sentita della comunità, un evento capace di unire storia, cultura, ambiente, abilità dei regatanti, musica e gastronomia. Is Fassonis sono le antiche imbarcazioni nate dalle erbe della laguna. Sabato 22 agosto la regata dei cius a remi apre la manifestazione, per poi lasciare spazio alla degustazione dei prodotti della gastronomia locale e alla musica. Domenica 23 agosto, a partire dalle 17, i regatanti sfileranno accompagnati dai gruppi folk in abito tradizionale sardo, mentre la regata vera e propria inizia alle 17.30. La festa proseguirà alle 20.30 con la Sagra del pesce arrosto e poi con il concerto dei Tazenda.

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Ufficio stampa
Un momento della Regata Is Fassonis in Sardegna

DiVino Etrusco a Tarquinia (VT)

Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico di Tarquinia ospita la 20ª edizione di DiVino Etrusco, con 53 cantine della Dodecapoli etrusca, di Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate nella Tuscia, capace di valorizzare le realtà vitivinicole e di aprirsi al confronto con altre regioni, in un percorso di degustazioni curato dai sommelier.

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Ufficio stampa
Un momento di DiVino Etrusco a Tarquinia

A caccia del sole, anche in inverno: 3 mete scontate per partire durante la stagione fredda con Ryanair

21 août 2026 à 10:14

Non siete riusciti ad andare in vacanza al mare durante l’estate? Via quei musi tristi, perché l’inverno 2026 può essere l’occasione perfetta per concedersi una pausa al caldo e a tal proposito ci pensa Ryanair a lanciare una nuova promozione pensata proprio per chi vuole inseguire il sole anche nei mesi più freddi. La compagnia aerea low cost propone infatti tariffe scontate del 10% per viaggiare tra novembre 2026 e marzo 2027, con diverse destinazioni europee disponibili a prezzi particolarmente convenienti.

La promozione “Insegui il sole d’inverno” permette di prenotare entro il 24 agosto 2026 per volare nel periodo compreso tra l’1 novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Tra le proposte spiccano alcune rotte dall’Italia verso destinazioni ideali per una fuga invernale, dalla Spagna alla Grecia fino al Mediterraneo.

Piscine naturali scavate nella roccia sul mare: dal Cilento alla Liguria

20 août 2026 à 16:13

Quando si parla di piscine naturali si fa riferimento a polle di acqua dolce o salata che caratterizzano un determinato angolo di territorio: qui la corrente è poca, l’acqua pulita, il contesto circostante regala un bel colpo d’occhio. Sono luoghi ideali per l’estate, dove godere di momenti di infinito relax tra un tuffo e l’altro, quando si cerca refrigerio dal caldo nelle conche trasparenti.

La costa d’Italia bagnata dal Tirreno e dal Mar Ligure nasconde un patrimonio di queste piccole vasche, dove l’acqua marina rimane intrappolata tra gli scogli. Sono il prodotto di un’azione di cesello delle onde che è durata millenni. Sono luoghi che raramente si incontrano per caso: quasi sempre bisogna guadagnarseli con un sentiero, scendendo una scalinata scavata nella roccia o magari affrontando una discesa non sempre agevole, ma che ripagano abbondantemente lo sforzo con la bellezza delle loro acque fresche e cristalline e con meravigliosi panorami.

Piscine di Iscolelli

Nel Parco Nazionale del Cilento, lungo il celebre Sentiero degli Infreschi che si snoda da Marina di Camerota, si incontrano le piscine naturali di Iscolelli. Si tratta di vasche incastonate in una scogliera scura e frastagliata, che bagnano la riva di una piccola spiaggia di ciottoli bianchi, protetta e collegata al mare aperto solo da uno stretto passaggio che tiene alla larga le imbarcazioni.

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Le piscine naturali di Iscolelli

Per arrivarci conviene raggiungere in auto l’Oasi degli Infreschi, una struttura ricettiva da cui prende le mosse un breve sentiero che, nella bassa e profumata macchia mediterranea, conduce verso le piscine, non lontano dai resti dell’antica torre di avvistamento. Il sentiero non è segnalato con precisione, e proprio per questo le piscine di Iscolelli restano frequentate da pochi, ma il percorso di avvicinamento è una delle grandi bellezze del luogo.

Nelle piccole piscinette l’acqua è bassa, ma fresca e cristallina, un vero e proprio sogno di mezz’estate.

Batterie di Punta Rossa

Punta Rossa, capo marittimo all’ombra del Monte Circeo, nel cuore del Parco nazionale omonimo, è un luogo estremamente scenografico sulla costa del Mar Tirreno, nel suo tratto laziale.

Qui, infatti, la scogliera si apre in due calette naturali dalle acque smeraldine, perfette per lo snorkeling tra anfratti popolati da pesci e molluschi: sono le cosiddette Batterie di Punta Rossa, un tratto di costa frastagliata che deve il nome ai resti di un fortino di epoca napoleonica ancora visibile sulla sommità del promontorio.

Per raggiungerle si parcheggia in via del Faro, e si prosegue a piedi superando un cancello sempre aperto che introduce a una strada privata: da qui parte una discesa asfaltata, seguita da un breve sentiero tra la macchia mediterranea che conduce infine al mare. Il percorso complessivo richiede una decina di minuti di cammino, non impegnativo ma da affrontare con calzature adeguate.

Le Batterie sono meta storica dei laziali, che amano tuffarsi dagli scogli più alti della zona, ma offrono spazio anche a chi cerca semplicemente un bagno tranquillo lontano dagli stabilimenti balneari della costa.

Bagni della Regina Giovanna

Dicono che la sovrana angioina Giovanna II, regina di Napoli nella prima metà del Quattrocento, amasse ritirarsi in gran segreto in una determinata zona della costa sorrentina per fare il bagno insieme ai suoi giovani amanti. Oggi quei luoghi sono rimasti noti come Bagni della Regina Giovanna, una piccola laguna naturale, collegata al mare aperto attraverso un suggestivo arco di roccia scavato dall’erosione, che dà origine a una delle piscine naturali più belle e scenografiche della Campania.

Per raggiungere i Bagni della Regina Giovanna si parte da Capo di Sorrento, frazione raggiungibile in autobus o in auto da Sorrento, e si percorre un sentiero lungo poco più di mezzo chilometro, immerso nella vegetazione mediterranea, chiuso da una scalinata piuttosto ripida, che scende infine alla piccola baia.

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Lo straordinario mare dei Bagni della Regina Giovanna

Al di là del mito della sovrana, ciò che resta visibile sulla scogliera sono le vestigia di Villa Pollio Felice, residenza marittima romana risalente al I secolo a.C., di cui parlarono già autori antichi come Stazio e Plinio il Giovane.

Piscine naturali di Sant’Andrea

Sul versante occidentale dell’Isola d’Elba, la più grande dell’Arcipelago toscano, si trova il comune di Marciana. Qui, la spiaggia di Sant’Andrea rappresenta il punto di partenza per raggiungere alcune delle piscine naturali più belle di tutto il Mar Tirreno. Superando le cosiddette Cote Piane, enormi lastre di granito levigate dal mare, e attraversando una fenditura nella roccia, si arriva infatti a incontrare le piscine naturali di Sant’Andrea, ideali per chi ama tuffarsi ed esplorare i fondali in maschera e pinne.

Il percorso costiero che collega la spiaggia principale a queste conche fa il giro di Capo Sant’Andrea, portando ad ammirare belle conformazioni rocciose erose da mare e venti. Si snoda in parte su passerelle di legno, in parte su tratti scavati a mano nella roccia.

Poco distante, verso est, si trova anche la spiaggia del Cotoncello, dove la coniugazione di rocce lisce e piccole insenature con l’acqua bassa creano una situazione da piscina naturale.

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Le particolari rocce levigate della spiaggia del Cotoncello

Bozi di Punta Pineda

Le pozze, o bozi, come vuole il dialetto spezzino, di Punta Pineda sono vasconi scavati nell’arenaria, protetti da una barriera di scogli che li ripara dal mare aperto e crea un autentico effetto piscina, ma tutto al naturale.

Punta Pineda si trova nelle Cinque Terre, nei pressi di Riomaggiore. Campi è l’abitato più vicino al capo, uno storico villaggio rurale aggrappato alla costa a picco sul mare. Da qui bisogna affrontare una scalinata, ripida ed esposta, che scende verso il mare. È una discesa scoscesa, lunga circa 30 minuti di cammino, ma che permette di raggiungere un tratto di costa selvaggio e praticamente intatto.

Le vasche, un tempo utilizzate dai contadini locali come piccole saline artigianali per ricavare sale dall’acqua marina fatta evaporare al sole, oggi accolgono chi cerca un bagno fuori dal comune, lontano dalla folla estiva che affolla le spiagge più celebri del Parco delle Cinque Terre.

Alla scoperta dell’Ungheria tra Budapest e luoghi da sogno con la promo Wizz Air

20 août 2026 à 10:14

Una nuova promo flash di Wizz Air permette di guardare all’autunno con una prospettiva interessante. Voli scontati fino al 20% esclusivamente su voli selezionati da e per l’Ungheria disponibili sul sito ufficiale della compagnia aerea e sull’app mobile WIZZ. Il periodo di validità è il 20 agosto 2026, fino alle 23.59. Dalla promozione restano esclusi tasse e costi amministrativi. Il viaggio deve essere effettuato tra il 1° settembre e l’11 dicembre 2026.

Tra le possibilità dall’Italia c’è Budapest, perfetta per un weekend tra terme, palazzi e quartieri storici, ma anche come base per esplorare altri angoli dell’Ungheria.

Il fiabesco borgo che è il regno delle fate e dei mulini: Rastoke, il villaggio sull’acqua della Croazia

19 août 2026 à 17:00

A pochi chilometri da Slunj, nell’entroterra della Croazia, si sviluppa una strada che attraversa colline verdi e piccoli abitati, fino a che il suono dell’acqua prende il posto del rumore traffico. Sotto le case scorre, infatti, la Slunjčica, un fiume lungo appena 6,5 chilometri che però ha prodotto uno dei paesaggi fluviali più sorprendenti del Paese.

Rastoke nasce infatti nel punto in cui la Slunjčica incontra la Korana. Prima di raggiungerla, l’acqua deve attraversare una barriera naturale di tufo calcareo, una roccia porosa formata nel corso dei millenni dalla deposizione del carbonato di calcio. Il risultato è una trama di cascate, rapide, piccoli laghi, isolotti e canali naturali. Le acque turchesi passano sotto ponti, accanto alle abitazioni e attraverso antichi mulini, dando vita a una scena nella quale la presenza umana sembra essere stata progettata insieme al corso del fiume.

Per questo Rastoke viene chiamata “Plitvice in miniatura“, parco che condivide con Rastoke la stessa matrice carsica, le formazioni tufacee e la particolare vegetazione legata all’abbondanza d’acqua. La differenza fondamentale, però, sta nella presenza del villaggio.

Cosa vedere a Rastoke

La visita a questo borgo della Croazia acquista fascino proprio nella successione di dettagli: una ruota di mulino appare tra gli alberi, una cascata passa sotto una casa e un balcone di legno guarda la corrente. Il paesaggio cambia continuamente a seconda della portata della Slunjčica, trasformando il villaggio in un piccolo mosaico di acqua, pietra e legno.

Le cascate della Slunjčica

Sono il cuore di Rastoke: la Slunjčica produce circa 23 cascate, accompagnate da rapide e piccoli laghi disseminati tra le formazioni di travertino. Buk è una delle più note e offre una delle immagini più rappresentative del villaggio. L’acqua precipita con forza tra rocce ricoperte di vegetazione, creando una schiuma bianca che contrasta con le tonalità verde-azzurre del fiume.

Vilina Kosa, “Capelli della ninfa”, possiede invece un carattere più fiabesco e iil nome richiama il velo d’acqua argentato associato alle creature leggendarie di Rastoke.

Cascate di Rastoke, Croazia
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Le immense Cascate di Rastoke

I mulini ad acqua

La vera particolarità di Rastoke sta nei suoi mulini. L’insediamento iniziò a svilupparsi almeno nel XVII secolo, sfruttando la forza della Slunjčica per azionare le ruote idrauliche. Le ruote trasferivano il movimento agli ingranaggi interni e permettevano di trasformare i cereali in farina.

Gran parte dei mulini storici è stata preservata: alcuni edifici sono diventati abitazioni o attività ricettive, mentre altri conservano la loro funzione originaria. Il mulino della famiglia Jareb è un caso particolarmente interessante, poiché continua a produrre farine locali secondo un sistema basato sul principio utilizzato circa 300 anni fa.

Le case tradizionali di Rastoke

Le abitazioni appartengono a una tradizione architettonica rurale legata alle regioni dinariche e alla Posavina. Il legno ha un ruolo importante, affiancato dalla pietra utilizzata per le parti più esposte all’acqua e per le fondamenta.

Alcune abitazioni, inoltre, sorgono su piccole porzioni di terreno circondate dall’acqua, rendendo ancora più particolare la struttura dell’abitato.

La confluenza tra Slunjčica e Korana

Il punto d’incontro dei due fiumi aiuta a comprendere la ragione della fama di Rastoke. La Slunjčica arriva con acque fredde e limpide, attraversa il sistema di cascate e poi confluisce nella Korana.

Quest’ultima appartiene al sistema fluviale carsico della Croazia centrale e attraversa un territorio ricco di boschi, sorgenti e corsi d’acqua. Il suo passaggio offre anche aree per la balneazione estiva, kayak, canoa e pesca.

Le tracce storiche di Slunj

Una visita più ampia può proseguire verso Slunj, cittadina alla quale Rastoke appartiene. Il territorio ha avuto per secoli una funzione strategica come area di frontiera e qui il Castello dei Frankopan ricorda la presenza della potente famiglia nobiliare croata, mentre altre fortificazioni testimoniano il ruolo militare assunto dalla zona durante i conflitti con l’Impero ottomano.

Cosa fare a Rastoke

Rastoke merita una visita lenta, soprattutto per apprezzare il rapporto tra abitato e ambiente. La sensazione più piacevole arriva nei momenti di pausa, seduti accanto all’acqua oppure davanti a un piatto locale.

  • Assaggiare la cucina dell’entroterra croato: per incontrare sapori legati alla tradizione rurale, con trota di fiume, formaggi locali, carni e preparazioni a base di cereali.
  • Acquistare farina locale presso il mulino Jareb: ricordo concreto della cultura molitoria di Rastoke.
  • Fare il bagno nella Korana: pausa rinfrescante durante l’estate. Nova Škrila dispone di una piattaforma per i tuffi, spazi per il beach volley, cabine e un piccolo parco giochi, mentre Stara Škrila presenta acque più basse e rive ombreggiate.
  • Raggiungere Kotlac: zona amata dagli abitanti di Slunj, caratterizzata da piccole piscine naturali e cascatelle con acqua relativamente bassa.
  • Seguire i percorsi lungo la Slunjčica: portano verso angoli più tranquilli del territorio, con possibilità di proseguire verso la vecchia centrale idroelettrica costruita all’inizio del XX secolo.
  • Partecipare agli eventi locali: può aggiungere una dimensione più autentica alla visita. Nel mese di agosto, durante i Giorni della città di Slunj, il centro ospita concerti e manifestazioni legate alla vita della comunità.
  • Cercare i prodotti del bosco: attività interessante nelle stagioni adatte. Castagne, funghi e rosa canina compaiono soprattutto in autunno, mentre fragoline selvatiche e more caratterizzano rispettivamente primavera ed estate.

Dove si trova e come arrivare

Il villaggio di Rastoke si trova presso Slunj, nella contea di Karlovac, nella Croazia centrale. La località occupa una posizione strategica lungo la strada statale D1, una delle principali direttrici che collegano Zagabria con la Dalmazia. Da Karlovac il viaggio in automobile richiede circa 40 minuti, mentre da Zagabria occorre prevedere quasi 1 ora e 30 minuti, in base al traffico e al percorso scelto.

I laghi di Plitvice distano circa 33 chilometri, rendendo Rastoke una tappa particolarmente comoda per chi sta attraversando la Croazia verso il parco nazionale. L’automobile rappresenta la soluzione più semplice per raggiungere il villaggio e proseguire verso le altre attrazioni della zona. Slunj offre inoltre servizi, ristoranti e negozi utili per una permanenza più lunga.

Il rifugio del leggendario marinaio nel cuore della roccia e del mare: la Grotta di Haxhi Ali in Albania

18 août 2026 à 15:00

È inutile girarci intorno: la costa albanese dà il meglio di sé quando la strada finisce e davanti resta soltanto il mare. Sul versante della penisola di Karaburun, una delle aree costiere più selvagge del Paese, le montagne arrivano fino all’Adriatico con pareti rocciose, piccole insenature e promontori battuti dal vento. Tra queste rocce si apre la Grotta di Haxhi Ali, la più grande grotta costiera dell’Albania, una cavità marina raggiungibile esclusivamente via acqua.

Avvicinandosi in barca, l’ingresso appare poco a poco sulla parete calcarea. Prima si vede una grande apertura scura, poi il colore del mare cambia e il blu intenso dell’esterno lascia spazio alle sfumature turchesi dell’acqua interna. La volta della grotta raggiunge circa 30 metri di altezza e la cavità si inoltra per oltre 60 metri nella montagna. Poi c’è la luce che penetra dall’apertura principale, rimbalza sulla superficie marina e illumina la roccia con riflessi mutevoli.

Il fascino, però, va oltre la geologia: Haxhi Ali porta il nome di un marinaio e comandante albanese del XVII secolo, figura entrata nella tradizione della costa per le sue imprese sul mare. La grotta conserva così una doppia identità, naturale e leggendaria.

Origine, formazione e leggende della Grotta di Haxhi Ali

La penisola di Karaburun appartiene a un ambiente carsico, caratterizzato dalla presenza di rocce calcaree modellate nel corso di tempi geologici molto lunghi. Pioggia e acqua marina hanno agito sulle fratture della pietra, allargandole gradualmente fino a creare cavità, anfratti e grotte lungo la costa.

Haxhi Ali rappresenta uno degli esempi più spettacolari di questo processo. La cavità possiede una grande camera interna dominata da una volta arcuata e pareti irregolari, con concrezioni naturali e stalattiti. Il mare occupa la parte inferiore dello spazio, dando vita a una sorta di bacino naturale racchiuso dalla roccia. La conformazione amplifica inoltre i rumori: una voce, un colpo di remo o lo sciabordio dell’acqua rimbalzano sulla volta e ritornano più volte, trasformando il silenzio in un’eco profonda.

Il nome appartiene a Haxhi Ali Ulqinaku, marinaio e comandante albanese ricordato dalla tradizione locale per la sua attività sul Mare Adriatico. La sua figura è legata alla difesa delle imbarcazioni e delle comunità costiere dalle incursioni dei pirati e delle flotte nemiche. Secondo la leggenda più conosciuta, Haxhi Ali avrebbe utilizzato la grotta insieme al figlio come rifugio durante un inseguimento navale.

La grande cavità, del resto, offriva un riparo naturale alla barca e permetteva di sottrarsi alla vista dal largo. Ed entrando nella grotta, tra l’acqua scura e la roccia, viene spontaneo immaginare una piccola imbarcazione nascosta nella penombra e uomini intenti ad aspettare che il pericolo passasse.

La storia e la leggenda vanno però tenute distinte: il personaggio di Haxhi Ali appartiene alla memoria marittima albanese, mentre il racconto del rifugio nella cavità fa parte soprattutto della tradizione tramandata nel territorio. Proprio questa sovrapposizione ha contribuito alla fama della grotta.

La sua importanza attuale riguarda pure la tutela ambientale. La grotta si trova all’interno del Parco Marino Karaburun-Sazan, area protetta istituita per conservare uno dei tratti più preziosi della costa albanese, con fondali, habitat marini e una fascia costiera ancora fortemente naturale.

La visita alla grotta, tra acqua turchese, roccia e silenzio

La barca lascia il porto di Valona e prende la direzione della penisola. Il paesaggio urbano arretra, poi sparisce. Restano pendii brulli, falesie calcaree e il profilo della costa, spesso privo di costruzioni. Arriva poi l’ingresso della Grotta di Haxhi Ali, ovvero il momento più spettacolare.

Le imbarcazioni possono avvicinarsi all’apertura e, con condizioni marine favorevoli, entrare nella grande camera. Una volta spento il motore, muta completamente la percezione dello spazio. Il rumore del mare prende il posto del rombo del natante e la volta amplifica persino una frase pronunciata a bassa voce.

In una giornata serena la superficie assume tonalità che passano dal blu intenso al verde-azzurro, mentre il calcare crea zone di ombra e improvvisi bagliori. La fotografia viene quasi da sé, soprattutto vicino all’ingresso, con la sagoma scura della grotta incorniciata dal mare aperto.

La parte più suggestiva della visita consiste nell’avanzare con la barca verso l’interno e osservare la struttura della cavità dalla superficie dell’acqua. Con mare calmo, alcuni tour prevedono una sosta per il bagno. L’acqua limpida consente di osservare il fondale roccioso e piccoli organismi marini.

Maschera e boccaglio aiutano a guardare sotto la superficie, soprattutto nelle zone illuminate dalla luce esterna. Il fondale roccioso favorisce infatti una buona visibilità. Vale la pena fermarsi qualche istante senza musica né conversazioni, in quanto la conformazione della cavità restituisce i suoni con una profondità sorprendente.

Serve attenzione sulle rocce bagnate, soprattutto durante l’accesso alla barca o una sosta vicino alla parete. Scarpe da scoglio, costume, asciugamano, acqua, protezione solare e una custodia impermeabile per telefono e macchina fotografica sono sufficienti per affrontare la giornata. La prudenza assume particolare importanza con il mare mosso: le condizioni dell’Adriatico possono cambiare e l’ingresso nella cavità dipende dalla sicurezza della navigazione.

Dove si trova e come arrivare

La Grotta di Haxhi Ali si trova sulla penisola di Karaburun, circa 15 chilometri in linea d’aria da Valona, sul versante rivolto verso il mare aperto. L’area appartiene al Parco Marino Karaburun-Sazan, uno dei principali territori protetti dell’Albania. Alla grotta si arriva soltanto via mare: strade, sentieri e accessi terrestri conducono alla penisola, ma nessun percorso permette di raggiungere l’ingresso della cavità a piedi.

Valona rappresenta il punto di partenza più pratico. La città si trova circa 2 ore e 30 minuti in automobile da Tirana, con tempi variabili in base al traffico e alla stagione. Chi arriva dall’estero può atterrare all’aeroporto internazionale di Tirana e proseguire verso Valona in automobile, taxi, trasferimento privato oppure autobus.

Da Valona partono escursioni organizzate verso Karaburun con diverse formule. Alcune durano mezza giornata, altre occupano gran parte della giornata e aggiungono soste per il bagno, snorkeling e visite ad altre baie della costa.

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